Non sono cento volte di Emiliano De Martino al Teatro Belli — dal 15 al 17 gennaio 2027
Non sono cento volte, la commedia scritta e diretta da Emiliano De Martino, è in scena al Teatro Belli di Roma dal 15 al 17 gennaio 2027, in piazza di Sant'Apollonia 11/a, a Trastevere. Le repliche sono tre: venerdì 15 e sabato 16 gennaio alle 21, domenica 17 alle 17.30. In scena ci sono Lucrezia Calzoni, Domiziano Toniolo, Roberta Pinto, Alfonso Brescia e Vincenzo Longobardi, con la partecipazione straordinaria di Marina Vitolo; la produzione è di EDM Factory. I prezzi ufficiali indicati dal teatro sono 20 euro l'intero e 15 euro il ridotto. Il Belli si trova nella parte pedonale del rione, a pochi passi da piazza di Santa Maria in Trastevere e da viale di Trastevere, percorso da tram e autobus; il percorso aggiornato si calcola sul sito ATAC. I biglietti si acquistano dal sito ufficiale del Teatro Belli, che rimanda al circuito di prevendita autorizzato, oppure al botteghino, aperto dal martedì alla domenica prima delle rappresentazioni, al numero 06 5894875.

Una giovane psichiatra ossessionata da una sindrome rarissima, due pazienti che sembrano averla entrambi, un medico dell'Ottocento che vive in parallelo la stessa storia: Non sono cento volte è una commedia che si propone di divulgare, facendo ridere e commuovere. Qui sotto trovi le date, la trama, la sindrome di Ganser, la compagnia, il Teatro Belli, come arrivare e come organizzare la serata a Trastevere.
Non sono cento volte al Teatro Belli: date, orari e prezzi
Non sono cento volte va in scena al Teatro Belli per tre repliche, dal 15 al 17 gennaio 2027: venerdì e sabato alle 21, domenica alle 17.30.
Il calendario
Venerdì 15 gennaio alle 21. Sabato 16 gennaio alle 21. Domenica 17 gennaio alle 17.30, ultima replica. Un solo fine settimana: chi è interessato deve decidere per tempo.
I prezzi
Il Teatro Belli indica come tariffe ufficiali 20 euro per l'intero e 15 euro per il ridotto. Per le condizioni della riduzione conviene chiedere al botteghino.
La produzione
Lo spettacolo è prodotto da EDM Factory, scritto e diretto da Emiliano De Martino. È una produzione indipendente, come molte di quelle che animano il cartellone del Belli.
La trama: Melania Flores e i suoi due pazienti
La protagonista di Non sono cento volte è Melania Flores, una giovane psichiatra ossessionata dalla sindrome di Ganser, che all'inizio della carriera trova non uno ma due casi fra i suoi pazienti.
Camilla e Susanna
Camilla Nappi è una donna di 45 anni, cinica e depressa, affiancata, a detta della dottoressa, dalla sorella Susanna, di carattere opposto: dinamica e solare.
Cesare e Piero
Il secondo paziente, Cesare Proietti, è un giovane di 25 anni, cupo e impulsivo, con un'ossessione palese per la scrittura e i testi di Harold Pinter. Nelle sue missioni malavitose è affiancato dal fratello Piero, che è esattamente il suo opposto.
Il dottor Ganser e l'Ottocento
Melania e il dottor Ganser vivono in parallelo una distorsione spazio temporale: le loro vicende si alternano e si fondono fra il 1898 e il presente. Senza saperlo, la psichiatra usa con i suoi pazienti gli stessi approcci insoliti che Ganser usò ai suoi tempi, quando doveva combattere con lo scetticismo di Sigmund Freud.
La solitudine della ricercatrice
Flores cerca l'attenzione della comunità medica e del suo mentore, il dottor Mizzi: gli chiede udienza e un congresso dedicato allo studio dei suoi dati, ma viene lasciata sola. Le sue scelte saranno giuste o sbagliate? L'istinto vince sui protocolli, o bisogna lasciare spazio alle menti brillanti e ambiziose? La commedia lascia le domande aperte.
La sindrome di Ganser: il tema dello spettacolo
Secondo la presentazione ufficiale, il fine primario di Non sono cento volte è la divulgazione scientifica e la sensibilizzazione su una sindrome psichiatrica reale e rara, la sindrome di Ganser.
Una scoperta del 1898
La sindrome prende il nome dal medico Sigbert Josef Maria Ganser, che la descrisse nel 1898. Il testo del teatro ricorda che dalla scoperta a oggi i casi ufficiali accertati sono circa cento.
Il titolo
Il titolo nasce da qui: non sono cento volte, cioè non sono cento casi, ma la protagonista ne trova due in un colpo solo. È un titolo che gioca sul numero e sulla rarità, e che contiene già il paradosso della trama.
Raro non vuol dire invisibile
L'obiettivo dichiarato dall'autore si riassume in un concetto che la presentazione scrive in maiuscolo: ciò che è raro non è invisibile. Lo spettacolo vuole aprire lo sguardo verso il prossimo, soprattutto quando il prossimo è lontano dalla nostra cerchia ristretta.
Commedia, non lezione
La presentazione insiste sul registro: il testo si sviluppa in modo dinamico e leggero, senza mai staccarsi dalla riflessione, e promette di stupire, far ridere e commuovere. La divulgazione passa dalla commedia, non da una lezione in scena.
Il modello di Harold Pinter
Il teatro presenta Non sono cento volte come una vera commedia fondata sui ritmi serrati della scrittura pinteriana, di cui richiama schemi drammaturgici e omaggi espliciti.
Il ritmo
Il riferimento a Pinter indica un dialogo fatto di battute brevi, pause, minacce sottintese, situazioni quotidiane che scivolano nell'assurdo. È un modello insolito per una commedia di divulgazione, e proprio per questo interessante.
Un personaggio ossessionato da Pinter
L'omaggio è dichiarato anche nella trama: Cesare Proietti, il secondo paziente, ha un'ossessione palese per la scrittura e i testi di Pinter. L'autore mette così il proprio modello dentro la testa di un personaggio.
Due coppie di opposti
La struttura dei personaggi è costruita per contrasti: Camilla, cinica, e la sorella Susanna, solare; Cesare, cupo, e il fratello Piero, suo opposto. Su queste coppie si reggono il ritmo comico e il gioco degli equivoci.
Emiliano De Martino e la compagnia
Non sono cento volte è scritto e diretto da Emiliano De Martino e prodotto da EDM Factory.
Gli interpreti
In scena ci sono Lucrezia Calzoni, Domiziano Toniolo, Roberta Pinto e Alfonso Brescia, e con loro Vincenzo Longobardi. Il ruolo dei personaggi affidati a ciascun attore non è indicato nella scheda ufficiale.
La partecipazione straordinaria
La locandina segnala la partecipazione straordinaria di Marina Vitolo, indicata a parte rispetto al resto del cast.
Sette personaggi e sei interpreti
La trama pubblicata dal teatro nomina sette figure: Melania Flores, Camilla e Susanna, Cesare e Piero, il dottor Ganser e il dottor Mizzi, oltre alla presenza evocata di Freud. Gli interpreti indicati sono sei, compresa la partecipazione straordinaria: è probabile un gioco di doppi ruoli, coerente con una storia costruita su coppie di opposti e su due epoche parallele, ma la distribuzione dei personaggi non è pubblicata.
Una scrittura d'autore
Il fatto che testo e regia siano firmati dalla stessa persona dà allo spettacolo una coerenza precisa: le intenzioni dichiarate nella presentazione, dal tema scientifico all'omaggio a Pinter, sono quelle dell'autore che dirige gli attori.
Una curiosità su Non sono cento volte di Emiliano De Martino al Teatro Belli — dal 15 al 17 gennaio 2027
La curiosità più singolare di Non sono cento volte è la sua struttura temporale. La presentazione ufficiale racconta che Melania Flores e il dottor Ganser vivono in parallelo una distorsione spazio temporale, e che le loro vicende si alternano e si fondono fra il 1898 e oggi. In scena, quindi, convivono due epoche: la fine dell'Ottocento, in cui Ganser descrive per la prima volta la sindrome che porta il suo nome e deve fare i conti con lo scetticismo di Sigmund Freud, e il presente di una giovane psichiatra che ripete, inconsapevolmente, gli stessi strani approcci del suo predecessore. È un espediente teatrale antico, lo sdoppiamento del tempo, messo al servizio di un tema scientifico. Una seconda curiosità è nel titolo. Cento è il numero dei casi ufficiali accertati che la presentazione attribuisce alla sindrome dal 1898 a oggi: il titolo rovescia quel numero in una negazione, e insieme lo rende memorabile. Una terza curiosità riguarda Freud. Nel racconto dello spettacolo il padre della psicoanalisi non è il protagonista ma lo scettico, la voce dell'autorità che dubita. Anche Melania, un secolo dopo, trova davanti a sé un mentore, il dottor Mizzi, che la lascia sola: la storia si ripete, e la commedia ne fa il suo motore. Una quarta curiosità riguarda la sala: il Belli, che nell'Ottocento fu teatro e nel Novecento cinema, è un luogo in cui le epoche si sovrappongono davvero.
Il Teatro Belli di piazza Sant'Apollonia
Il Teatro Belli è una delle sale storiche del teatro di ricerca romano, in piazza di Sant'Apollonia 11/a; il suo nome ufficiale di oggi è Teatro Belli di Antonio Salines, in omaggio all'attore e regista che lo riaprì nel 1972.
Una chiesa, un teatro, un cinema
Secondo la storia pubblicata dal teatro, la sala occupa quella che fu la chiesa del monastero di Sant'Apollonia, da cui prende nome la piazza, ed era già attiva come teatro nella seconda metà dell'Ottocento. Negli anni Dieci del Novecento diventò un cinema con l'insegna AMOR; negli anni Cinquanta e nei primi Sessanta ospitò locali notturni.
Antonio Salines
Nel 1969 Antonio Salines rilevò il Belli, chiuso e ridotto a macerie, quando si parlava di trasformarlo in un ristorante. Lo restaurò e lo riaprì nel gennaio 1972, restandone direttore artistico per oltre quarant'anni.
La sala
La scheda tecnica descrive un palcoscenico largo 9,25 metri e profondo 5, con boccascena di 6 metri per 4,30 e sipario manuale. Il sito sottolinea che ogni poltrona è a stretto contatto con il palcoscenico: per una commedia di dialogo serrato, costruita sui ritmi di Pinter, è la dimensione ideale.
Una cosa che non ti dice nessuno su Non sono cento volte di Emiliano De Martino al Teatro Belli — dal 15 al 17 gennaio 2027
Quello che raramente si dice di uno spettacolo come Non sono cento volte è che il tema della malattia mentale, in teatro, può essere trattato con leggerezza senza diventare superficiale. La presentazione lo dichiara: una commedia vera, che fa ridere e commuovere, e che nello stesso tempo vuole far conoscere una sindrome reale e rarissima. Chi entra aspettandosi una conferenza in costume sbaglia, e chi si aspetta una farsa sui matti sbaglia altrettanto. Il registro è quello della commedia intelligente, con al centro una professionista giovane, ambiziosa e sola. La seconda cosa che non si dice riguarda la sala. Il Belli è piccolo e raccolto, e il sito lo rivendica: ogni poltrona è a stretto contatto con il palco. In uno spettacolo che si ispira a Pinter, fatto di pause e sguardi, la vicinanza fa la differenza: da qui si vede ogni esitazione, e la recitazione non ha dove nascondersi. La terza cosa è pratica. Trastevere il venerdì e il sabato sera è una delle zone più affollate di Roma, e arrivare in piazza di Sant'Apollonia pochi minuti prima delle 21 può essere complicato. Conviene arrivare con largo anticipo, magari cenando prima, oppure scegliere la domenica alle 17.30, quando il rione è più tranquillo e si esce con il tempo di una cena senza fretta.
Biglietti per Non sono cento volte
I biglietti per Non sono cento volte si acquistano dal sito ufficiale del Teatro Belli, che rimanda al circuito di prevendita autorizzato, oppure al botteghino di piazza di Sant'Apollonia 11/a.
Le tariffe
Intero 20 euro, ridotto 15 euro, secondo le tariffe ufficiali pubblicate dal teatro.
Il botteghino
Il botteghino è aperto dal martedì alla domenica prima dell'inizio delle rappresentazioni; si può contattare al numero 06 5894875 o all'indirizzo botteghino@teatrobelli.it.
Quale replica
Con tre sole date e una sala piccola, i posti sono pochi: conviene acquistare in anticipo, soprattutto per il sabato.
Il consiglio che ti do per visitare Non sono cento volte di Emiliano De Martino al Teatro Belli — dal 15 al 17 gennaio 2027
Il consiglio è di scegliere la replica della domenica alle 17.30. Trastevere la domenica pomeriggio di gennaio è più vivibile che nelle sere del fine settimana, si trova posto nei locali, e dopo lo spettacolo resta tutta la sera per una cena tranquilla nel rione. Chi preferisce la sera sceglie il venerdì, meno affollato del sabato. Sulla preparazione: non serve documentarsi sulla sindrome di Ganser prima di entrare, perché lo spettacolo è costruito proprio per farla conoscere; conviene invece arrivare curiosi e disposti a seguire due piani temporali che si alternano, il 1898 del dottor Ganser e il presente di Melania Flores. Chi ama il teatro di Harold Pinter si diverta a riconoscere gli omaggi dichiarati: le pause, i dialoghi brevi, le situazioni quotidiane che scivolano nell'inquietante. A nostro giudizio è anche uno spettacolo adatto a chi lavora nella sanità, nella psicologia o nella ricerca: la solitudine della giovane psichiatra davanti a una comunità scientifica diffidente è un tema che chi fa quel mestiere riconosce. Sul posto: al Belli ogni poltrona è vicina al palcoscenico, quindi la scelta conta meno che altrove; le file centrali restano le migliori per cogliere i dialoghi. Infine, arrivare con un quarto d'ora di anticipo permette di ritirare i biglietti senza ansia e di entrare in una sala che ha oltre un secolo di storia.
Come arrivare al Teatro Belli
Il Teatro Belli è in piazza di Sant'Apollonia 11/a, nella parte pedonale di Trastevere, fra piazza di Santa Maria in Trastevere e viale di Trastevere.
Con i mezzi pubblici
Viale di Trastevere è percorso da tram e autobus che lo collegano con il centro storico; dalla fermata più vicina si prosegue a piedi nei vicoli fino alla piazza. Linee e orari aggiornati, anche per il ritorno serale, si controllano sul calcolatore di percorso ATAC.
A piedi dal centro
Da Campo de' Fiori si attraversa Ponte Sisto e si entra a Trastevere: da lì piazza di Sant'Apollonia è a pochi minuti. Spesso è la soluzione più rapida, soprattutto il sabato sera.
In auto e taxi
Trastevere è in gran parte zona a traffico limitato nelle ore serali e parcheggiare nei vicoli è quasi impossibile. Meglio lasciare l'auto fuori dal rione e completare a piedi, oppure farsi lasciare dal taxi ai margini della zona pedonale.
Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato
Che Trastevere sia il rione dei teatri piccoli e delle compagnie indipendenti è cosa nota a chi frequenta la scena romana. Meno citato è quanto la storia del Belli racconti, da sola, un secolo e mezzo di trasformazioni dello spettacolo in città. La sala nasce da una chiesa, quella del monastero di Sant'Apollonia; nella seconda metà dell'Ottocento è già un teatro, e sul suo palco passano Gustavo Modena, Ermete Novelli, Leopoldo Fregoli, Lina Cavalieri, Ettore Petrolini. Negli anni Dieci del Novecento diventa un cinema, il cinema AMOR, come accadde a molte piccole sale quando il cinema muto conquistò il pubblico popolare. Negli anni Cinquanta e nei primi Sessanta ospita locali notturni, fino alla chiusura e all'abbandono. Poi, nel 1969, Antonio Salines la rileva ridotta a macerie, mentre si discuteva di farne un ristorante, e nel gennaio 1972 la riapre come teatro di ricerca. Un secondo fatto, legato allo spettacolo: la sindrome di Ganser fu descritta nel 1898, cioè proprio negli anni in cui il Belli era un teatro dell'Ottocento con i grandi attori sul palco. Le due linee temporali di Non sono cento volte, il 1898 e l'oggi, trovano così una corrispondenza curiosa con la storia della sala. Un terzo fatto: il nome ufficiale di oggi, Teatro Belli di Antonio Salines, rende omaggio a chi ha salvato la sala dalla trasformazione in ristorante.
Trastevere intorno al Teatro Belli
Piazza di Sant'Apollonia è a pochi passi da piazza di Santa Maria in Trastevere, nel tessuto di vicoli e piazzette del rione.
Santa Maria in Trastevere
La basilica di Santa Maria in Trastevere è la sosta più naturale prima dello spettacolo, con la piazza e la fontana illuminate la sera.
Il rione
Per chi ha qualche ora, Trastevere offre la basilica di Santa Cecilia e il Museo di Roma in Trastevere, dedicato alla vita popolare della città.
Il Gianicolo e l'Isola Tiberina
Salendo si arriva al Gianicolo; scendendo verso il Tevere, all'Isola Tiberina. Due passeggiate brevi per il pomeriggio della domenica, prima della replica delle 17.30.
Organizzare la serata a Trastevere
Con repliche il venerdì e il sabato alle 21 e la domenica alle 17.30, Non sono cento volte si presta a due tipi di serata diversi, uno serale e uno pomeridiano.
Venerdì e sabato
Arrivare a Trastevere verso le 19, fare due passi fra piazza di Santa Maria in Trastevere e piazza di San Cosimato, cenare presto e poi entrare in sala alle 21. All'uscita il rione è ancora animato, per un bicchiere e una discussione su chi avesse ragione, fra Melania e i suoi mentori.
Domenica
Una passeggiata al Gianicolo o all'Isola Tiberina nel primo pomeriggio, lo spettacolo alle 17.30, poi cena con calma. È la formula più rilassata, e la più adatta a chi arriva da fuori Roma.
Dopo Non sono cento volte
Due settimane dopo, dal 29 al 31 gennaio, il Belli presenta La banalità del male di Paola Bigatto e Anna Gualdo, tratto dall'opera di Hannah Arendt, con Anna Gualdo e la produzione di Società per Attori: venerdì alle 21, sabato alle 19, domenica alle 17.30, con le stesse tariffe di 20 e 15 euro. Chi apprezza il teatro di parola può segnarsi entrambe le date.
La foto giusta da fare a Non sono cento volte di Emiliano De Martino al Teatro Belli — dal 15 al 17 gennaio 2027
Durante lo spettacolo niente foto: in una sala in cui ogni poltrona è vicina al palcoscenico, uno schermo acceso si vede dalla scena e disturba gli attori, e in una commedia di pause e dialoghi serrati basta un attimo per perdere il filo. La prima foto giusta è l'ingresso del Belli su piazza di Sant'Apollonia, con la sua insegna e la locandina di Non sono cento volte: la facciata raccolta, in una piazzetta di Trastevere, è una delle immagini teatrali più riconoscibili del rione. La seconda si fa la sera, prima o dopo la replica, in piazza di Santa Maria in Trastevere, con la facciata della basilica illuminata. La terza è un dettaglio: la frase che riassume lo spettacolo, ciò che è raro non è invisibile, scritta sul foglio di sala o sulla locandina, fotografata accanto al biglietto. È un buon promemoria di cosa si è visto e perché. Chi ama le storie dei luoghi ricordi, scattando, che la sala occupa quella che fu la chiesa del monastero di Sant'Apollonia. Niente flash e niente video durante gli applausi, salvo indicazioni diverse del teatro.
Dove mangiare prima o dopo lo spettacolo
Trastevere ha una delle più alte concentrazioni di trattorie, pizzerie e osterie di Roma, e intorno a piazza di Sant'Apollonia se ne trovano a ogni angolo.
Prima della replica delle 21
Una cena presto in una trattoria verso viale di Trastevere o piazza di San Cosimato, con prezzi più onesti rispetto alle piazze principali, oppure un supplì e una pizza al taglio.
Dopo la domenica pomeriggio
All'uscita della replica delle 17.30 il rione è tranquillo: è il momento giusto per una cena senza fretta, prenotando nei locali più richiesti.
Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia
La storia del Teatro Belli si legge per strati, come quella di Trastevere. Il primo strato è religioso: la sala occupa quella che fu la chiesa del monastero di Sant'Apollonia, dal quale ha preso il nome anche la piazza. Il secondo è ottocentesco: nella seconda metà del secolo l'edificio era già un teatro attivo, e sul suo palcoscenico passarono alcuni fra i grandi nomi della scena italiana, dal grande attore risorgimentale Gustavo Modena a Ettore Petrolini. Il terzo strato è il cinema: negli anni Dieci del Novecento la sala divenne un cinematografo con l'insegna AMOR. Il quarto è notturno: negli anni Cinquanta e nei primi Sessanta vi si susseguirono locali notturni, fino alla chiusura dell'ultimo dopo un fatto di sangue avvenuto all'ingresso, e poi l'abbandono. Il quinto strato comincia nel 1969, quando Antonio Salines rilevò l'edificio in rovina, destinato a diventare un ristorante, e lo restaurò; la riapertura del gennaio 1972 fece del Belli uno dei luoghi del teatro di ricerca romano, e Salines ne restò direttore artistico per oltre quarant'anni. Il sesto strato è il presente: la stagione 2026/2027, con produzioni indipendenti, il Théâtre Français de Rome, spettacoli di circo contemporaneo e fiabe in inglese per ragazzi, prosegue la vocazione di una sala aperta alle compagnie che cercano un pubblico attento. Non sono cento volte, a metà gennaio, e La banalità del male di Paola Bigatto e Anna Gualdo, dal 29 al 31 gennaio, sono gli appuntamenti con cui il Belli apre il nuovo anno.
Accessibilità, ragazzi e informazioni pratiche
Per informazioni sull'accesso di persone con disabilità al Teatro Belli conviene contattare il botteghino al 06 5894875 o via email prima dell'acquisto.
Con i ragazzi
Non sono cento volte è adatto a ragazzi delle superiori e a studenti universitari, in particolare di medicina, psicologia e discipline sanitarie: il tema della ricerca e della rarità è trattato in forma di commedia. Per i bambini non è pensato.
Il periodo
Metà gennaio, a Roma, è un periodo tranquillo dopo le feste. Trastevere resta animato nei fine settimana, ma senza la folla delle serate estive.
Chi è passato da Non sono cento volte di Emiliano De Martino al Teatro Belli — dal 15 al 17 gennaio 2027
Il palcoscenico di piazza di Sant'Apollonia ha visto passare, fra Ottocento e primo Novecento, alcuni fra i nomi più grandi del teatro italiano. La storia pubblicata dal teatro cita Gustavo Modena, il grande attore risorgimentale; Ermete Novelli, fra i mattatori della scena fra Otto e Novecento; Leopoldo Fregoli, l'inventore del trasformismo teatrale; Lina Cavalieri, soprano e diva della Belle Époque; Ettore Petrolini, il comico romano che ha segnato il varietà del Novecento. Dopo la rinascita del 1972, per oltre quarant'anni la sala ha ospitato attori, registi e autori della ricerca italiana sotto la direzione di Antonio Salines. Il cartellone della stagione 2026/2027 ha portato al Belli, fra gli altri, Massimo Odierna con La figlia di Kioto Zhang, Marianna Adamo con Le statue di sale, Moisé Curia e Manuela Zero, il Théâtre Français de Rome, Lia Grieco, Claudia Coli, Francesco Bonomo. Dal 15 al 17 gennaio 2027 tocca a Emiliano De Martino e alla sua compagnia: Lucrezia Calzoni, Domiziano Toniolo, Roberta Pinto, Alfonso Brescia, Vincenzo Longobardi e Marina Vitolo. E con loro, idealmente, due figure storiche: Sigbert Ganser, il medico che nel 1898 descrisse la sindrome al centro della commedia, e Sigmund Freud, nel ruolo dello scettico. Dopo di loro, a fine gennaio, arriverà Anna Gualdo con La banalità del male, tratto da Hannah Arendt.
Domande frequenti su Non sono cento volte al Teatro Belli
Quando va in scena Non sono cento volte al Teatro Belli?
Non sono cento volte va in scena al Teatro Belli di Roma dal 15 al 17 gennaio 2027: venerdì 15 e sabato 16 alle 21, domenica 17 alle 17.30. Il teatro è in piazza di Sant'Apollonia 11/a, a Trastevere.
Quanto costano i biglietti di Non sono cento volte?
Per Non sono cento volte il Teatro Belli indica come tariffe ufficiali 20 euro per l'intero e 15 euro per il ridotto. I biglietti si comprano dal sito del teatro, che rimanda al circuito autorizzato, o al botteghino.
Di cosa parla Non sono cento volte?
Non sono cento volte racconta Melania Flores, giovane psichiatra ossessionata dalla sindrome di Ganser, che trova due casi fra i suoi pazienti. La sua storia si intreccia con quella del dottor Ganser nel 1898, in una commedia che vuole far conoscere una sindrome reale e rara.
Chi recita in Non sono cento volte?
In Non sono cento volte recitano Lucrezia Calzoni, Domiziano Toniolo, Roberta Pinto, Alfonso Brescia e Vincenzo Longobardi, con la partecipazione straordinaria di Marina Vitolo. Testo e regia sono di Emiliano De Martino, produzione EDM Factory.
Che cos'è la sindrome di Ganser?
La sindrome di Ganser è una sindrome psichiatrica rara, descritta nel 1898 dal medico Sigbert Ganser. Secondo la presentazione del Teatro Belli, dalla scoperta a oggi si contano circa cento casi ufficiali accertati: da qui il titolo dello spettacolo.
Come si arriva al Teatro Belli?
Il Teatro Belli si trova in piazza di Sant'Apollonia 11/a, a pochi passi da piazza di Santa Maria in Trastevere. Si arriva a piedi da Campo de' Fiori attraverso Ponte Sisto, oppure con i mezzi che percorrono viale di Trastevere; gli orari si verificano sul sito ATAC.
Non sono cento volte è adatto ai ragazzi?
Non sono cento volte è adatto ai ragazzi delle superiori e agli studenti universitari, soprattutto di materie sanitarie e psicologiche. È una commedia che tratta con leggerezza un tema scientifico; per i bambini non è pensata.
Il consiglio finale su Non sono cento volte al Teatro Belli
Una commedia che parla di una sindrome rarissima, ispirata a Pinter, con due epoche che si intrecciano: Non sono cento volte è uno di quei titoli che solo le piccole sale come il Belli possono permettersi di programmare. A nostro giudizio vale la curiosità, soprattutto per chi ama il teatro di parola e per chi lavora nel mondo della cura. Il consiglio è di scegliere la domenica alle 17.30, arrivare presto a Trastevere e fermarsi a cena dopo lo spettacolo: tre sole repliche, in una sala piccola, richiedono di prenotare per tempo.
Articolo scritto dalla redazione di Tour Leader Pro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.
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