Rione Ripa: cosa vedere
Il Rione Ripa, dodicesimo dei rioni storici di Roma, si gira a piedi e quasi tutto gratis: strade, piazze, belvedere, giardini comunali e chiese non hanno biglietto. Si paga l'area archeologica del Circo Massimo, 7 euro l'intero e 4 il ridotto per chi non risiede a Roma e nella sua area metropolitana secondo la Sovrintendenza Capitolina, e la visita in realtà aumentata Circo Maximo Experience, 12 euro l'intero. Per tutto il resto basta scegliere il percorso.
Il rione comprende il colle Aventino, la valle del Circo Massimo, l'area del Velabro e dell'antico Foro Boario intorno alla Bocca della Verità, e l'Isola Tiberina in mezzo al fiume. Il portale turistico di Roma Capitale lo delimita con piazza di Monte Savello, via del Teatro di Marcello, vico Jugario, via dei Fienili, via di San Teodoro, via dei Cerchi, piazza di Porta Capena, viale Aventino, piazza Albania, via e largo Manlio Gelsomini, via Marmorata, piazza dell'Emporio e i lungotevere Aventino e dei Pierleoni.
Dati riscontrati il 29 settembre 2026 sul portale turistico di Roma Capitale, sulle pagine della Sovrintendenza Capitolina dedicate al Circo Massimo e al Parco Savello, sul sito della Circo Maximo Experience, sulle pagine del Comune sul Roseto e sul sito della basilica di Santa Maria in Cosmedin. Orari delle singole chiese e aperture straordinarie cambiano spesso: per i luoghi comunali il riferimento è lo 060608, il contact center di Roma Capitale, attivo tutti i giorni dalle 9 alle 19.

In breve: indirizzo, orari, biglietto
- Dove: Rione XII Ripa, Municipio I, fra Aventino, Circo Massimo, Bocca della Verità e Isola Tiberina, con i confini indicati dal portale turistico di Roma Capitale.
- Come si entra: è un pezzo di città, si attraversa liberamente a piedi, giorno e sera.
- Prezzo: gratis strade, giardini e chiese. A pagamento l'area archeologica del Circo Massimo (7 euro, ridotto 4, gratis per i residenti con documento) e la Circo Maximo Experience (12 euro, ridotto 10).
- Orari: Parco Savello dalle 7 alle 18 da ottobre a febbraio, fino alle 20 a marzo e settembre, fino alle 21 da aprile ad agosto. Area archeologica del Circo Massimo dal martedì alla domenica.
- Come si arriva: linea B della metropolitana, fermata Circo Massimo, secondo il sito della Circo Maximo Experience.
- Informazioni: 060608 per i luoghi di Roma Capitale, 06 6787759 per Santa Maria in Cosmedin secondo il portale turistico.
Dove si trova e che cosa si vede davvero
Il rione occupa la riva sinistra del Tevere a sud del Campidoglio. Sulla carta è una fascia che scende dal Teatro di Marcello fino a piazza dell'Emporio e sale sull'Aventino fino a viale Aventino. Dentro ci sono tre paesaggi diversi: la città bassa del Velabro e della piazza della Bocca della Verità, la grande valle vuota del Circo Massimo, il colle residenziale con chiese e giardini. Più l'isola nel fiume, che appartiene allo stesso rione.
La parte bassa è la più antica e la più affollata. Intorno a piazza della Bocca della Verità si trovano la basilica di Santa Maria in Cosmedin con la Bocca della Verità nel portico, il tempio di Ercole Vincitore, il tempio rettangolare attribuito a Portuno e i resti del Foro Boario, il mercato del bestiame della città antica. Poco più a nord, nella valle del Velabro, ci sono l'arco di Giano e San Giorgio in Velabro.
La valle del Circo Massimo è quasi tutta un prato, lungo circa 600 metri e largo 140 secondo il portale turistico di Roma Capitale. Il lato verso il Palatino segna il confine con il rione Campitelli, lungo via dei Cerchi. L'area archeologica recintata si trova all'estremità verso viale Aventino, con la torre della Moletta e l'emiciclo. Il resto della valle è un parco urbano aperto, usato per correre, passeggiare e per i grandi eventi che il Comune ospita in estate.
Sull'Aventino il ritmo cambia. Strade quiete, ville, conventi, poche auto. Qui si trovano la basilica di Santa Sabina, i Santi Bonifacio e Alessio, Sant'Anselmo, la Villa del Priorato di Malta in piazza dei Cavalieri di Malta, il Parco Savello con la terrazza sul Tevere e il Roseto comunale. Più in basso, verso il Circo, si trova la basilica di Santa Prisca con il suo mitreo.
Il Parco Savello merita due righe a parte, perché è il luogo dove il rione si guarda meglio. La Sovrintendenza Capitolina spiega che Raffaele De Vico, nel 1932, diede al giardino un'impostazione rigidamente simmetrica, con un viale mediano in asse con il belvedere. Chi entra da piazza Pietro d'Illiria cammina quindi dritto verso la vista, fra due file di aranci amari, fino alla balaustra sul Tevere. Il disegno è pensato per quel momento finale, e funziona ancora.
Chi cerca solo l'Aventino, con le chiese e i giardini del colle descritti uno per uno, trova tra le nostre schede la pagina Aventino: cosa vedere. Qui il punto di vista è diverso. Il rione è un'unità amministrativa con confini precisi, e la cosa interessante è proprio che tiene insieme luoghi che il visitatore di solito divide: il porto antico, il mercato, il circo, il colle dei conventi, l'isola dell'ospedale. Visti in fila, raccontano come funzionava questa parte di Roma.
Le chiese del rione sono molte più di quelle che si citano di solito. Le fonti enciclopediche elencano sull'Aventino anche San Vincenzo de Paoli e Santa Maria del Priorato, dentro la villa dell'Ordine di Malta, e nella parte bassa Sant'Eligio dei Ferrari e Sant'Omobono, oltre a San Giovanni Decollato, la chiesa della confraternita che assisteva i condannati. Due chiese sulla piazza della Bocca della Verità sono sconsacrate: Santa Maria del Sole e Santa Maria Egiziaca, cioè i due templi antichi del Foro Boario, riusati come chiese nel Medioevo.
Anche l'architettura civile ha i suoi pezzi. Lungo via Luigi Petroselli le fonti enciclopediche indicano la casa dei Crescenzi, edificio dell'XI secolo datato fra il 1040 e il 1065, costruito riusando frammenti antichi, e il palazzo dell'Anagrafe, costruito fra il 1936 e il 1939. Il contrasto fra le due facciate, a pochi metri di distanza, racconta bene la storia del rione: una torre baronale medievale e un edificio pubblico del Novecento, sullo stesso tratto di strada che porta al fiume.
Una curiosità sul Rione Ripa
Lo stemma del rione è una ruota bianca in campo rosso. Il portale turistico di Roma Capitale spiega che la ruota ricorda il porto fluviale della zona. Molti la scambiano per una ruota di carro, legata alle corse del Circo Massimo, e l'equivoco è comprensibile, visto che la valle del Circo occupa mezzo rione. La lettura corretta è un'altra: il timone delle imbarcazioni che risalivano il Tevere e scaricavano le merci lungo questa riva.
Il nome ha la stessa origine. Ripa significa riva, sponda. Secondo il portale turistico di Roma Capitale il toponimo deriva da Ripa Grande, il maggiore porto fluviale di Roma, dove si scaricavano le merci che arrivavano lungo il Tevere dal porto di Fiumicino. Le fonti non concordano però su tutto: la versione inglese dell'enciclopedia Wikipedia ricorda che dal IV secolo la riva del rione era chiamata Ripa Graeca, per la comunità greca che vi si era stabilita.
Quella comunità greca non è sparita del tutto dalla toponomastica e dalla liturgia. Santa Maria in Cosmedin, la chiesa della Bocca della Verità, è oggi affidata alla Chiesa greco-melkita cattolica, come risulta dal sito della basilica. È un legame con l'antica presenza greca lungo questa riva che la maggior parte dei visitatori in fila per la foto non nota nemmeno. Chi entra durante una funzione deve ricordare che si trova in una chiesa viva, con una comunità che vi celebra, e non in un museo.
Ultima curiosità, sulla numerazione. Ripa è il rione XII, e il numero racconta una storia di tagli. Fino al 1921 il rione era molto più grande e arrivava a Porta San Sebastiano, secondo le fonti enciclopediche. Con una delibera comunale di quell'anno, ricordata dal portale turistico di Roma Capitale, ne furono staccati due nuovi rioni, Testaccio e San Saba, numerati XX e XXI. Ripa perse metà del territorio ma tenne il numero antico.
Una cosa che non ti dice nessuno sul Rione Ripa
Il lungotevere Ripa e la chiesa di San Michele a Ripa non si trovano nel Rione Ripa. Sono sull'altra sponda, in Trastevere, lungo quello che fu il porto di Ripa Grande sulla riva destra. È la posizione contraria che conviene tenere a mente: chi cerca il rione seguendo i cartelli stradali con la parola Ripa finisce dalla parte sbagliata del fiume. I confini ufficiali corrono invece sulla riva sinistra, lungo il lungotevere Aventino e il lungotevere dei Pierleoni.
Seconda cosa poco detta: a nostro giudizio la Bocca della Verità è il luogo più sopravvalutato del rione, almeno per come la si visita di solito. La coda si forma per una foto di pochi secondi dietro una cancellata, e molti se ne vanno senza entrare nella basilica. Che invece è la parte migliore, con un interno medievale e il campanile che domina la piazza. Il consiglio è invertire le priorità e dedicare alla chiesa il tempo che si toglie alla fila, controllando prima gli orari della basilica.
Terza cosa: l'Isola Tiberina, che quasi tutti associano a Trastevere o al Ghetto, fa parte del Rione Ripa. Le fonti enciclopediche elencano fra gli edifici del rione l'ospedale dei Fatebenefratelli e la chiesa di San Bartolomeo. Il confine con il rione Sant'Angelo passa da piazza di Monte Savello, a pochi metri dal ponte Fabricio. Per chi disegna un itinerario, questo significa che l'isola si collega in modo naturale alla Bocca della Verità, lungo il fiume.
Quarta cosa, pratica. Il Circo Massimo si attraversa gratis, ma la parte recintata con la torre della Moletta, l'emiciclo e le gallerie antiche no. Molti arrivano pensando di trovare scavi visibili dal prato e restano delusi davanti a un'ampia distesa d'erba. Le strutture conservate si vedono davvero solo entrando nell'area archeologica dal lato di viale Aventino, con il biglietto della Sovrintendenza Capitolina e l'accesso contingentato che il gestore indica sulla propria pagina.
Quali sono i confini ufficiali del Rione Ripa?
La delimitazione pubblicata dal portale turistico di Roma Capitale parte a nord da piazza di Monte Savello, al confine con il rione Sant'Angelo. Prosegue lungo via del Teatro di Marcello, vico Jugario, via dei Fienili, via di San Teodoro e via dei Cerchi, che separano Ripa da Campitelli. Il Teatro di Marcello e il Palatino restano quindi fuori, appena oltre la linea. Il confine arriva poi a piazza di Porta Capena, dove comincia il Celio.
Da Porta Capena il perimetro segue viale Aventino fino a piazza Albania, poi via e largo Manlio Gelsomini e via Marmorata, al confine con i rioni San Saba e Testaccio. Si chiude a piazza dell'Emporio, vicino al Ponte Sublicio, e risale lungo il fiume con il lungotevere Aventino e il lungotevere dei Pierleoni. Il Tevere fa da confine naturale a ovest. Sulle mappe il rione ha la forma di un triangolo irregolare appoggiato al fiume.
Che cosa resta fuori, a sorpresa? La basilica di San Saba e Santa Balbina, che molti considerano Aventino, appartengono al rione San Saba, nato nel 1921. La Piramide Cestia e Porta San Paolo si trovano oltre i confini meridionali. Il Piccolo Aventino, cioè il colle di San Saba, è un'altra unità. Quando si dice Aventino nel linguaggio comune si include tutto, quando si dice Ripa si parla del colle maggiore e della valle.
I rioni non sono municipi e non hanno uffici propri. Sono la suddivisione storica del centro, oggi dentro il Municipio I, indicato anche dalla scheda della Sovrintendenza Capitolina sul Parco Savello. Servono per la toponomastica, per l'identità dei quartieri e, dal punto di vista di chi visita, per orientarsi. Tra le nostre schede la pagina I 22 rioni di Roma spiega come sono nati, come sono numerati e che cosa distingue un rione da un quartiere.
Il consiglio che ti do per visitare il Rione Ripa
Partite dall'alto e scendete. Arrivate con la metropolitana alla fermata Circo Massimo, attraversate la valle del Circo, salite sull'Aventino per il clivo dei Publicii o per via di Valle Murcia, passando accanto al Roseto. In cima si trovano Santa Sabina e il Parco Savello. Poi scendete per il clivo di Rocca Savella verso il fiume, raggiungete la Bocca della Verità e chiudete sull'Isola Tiberina. Le salite sono tutte al mattino, le discese nel pomeriggio.
Scegliete l'orario in base al luogo che conta di più. Per la foto della Bocca della Verità la fila è più corta all'apertura della basilica, alle 9.30 secondo gli orari riportati dal portale turistico. Per il Parco Savello il momento classico è il tramonto, con il sole che scende dietro San Pietro, ma d'estate la terrazza si riempie molto. Per il Circo Massimo archeologico serve un giorno fra martedì e domenica, perché il lunedì l'area è chiusa.
Calcolate i tempi con onestà. Il rione è piccolo sulla mappa, ma il dislivello fra la valle del Circo e la sommità dell'Aventino si sente, soprattutto con il caldo. Un giro completo con le soste nelle chiese, il giardino, la Bocca della Verità e l'isola richiede una mezza giornata abbondante. Aggiungendo l'area archeologica del Circo Massimo o la Circo Maximo Experience, che dura circa 40 minuti secondo la Sovrintendenza, conviene considerare la giornata intera.
Nelle chiese valgono le regole consuete: spalle e ginocchia coperte, silenzio, niente visite durante le celebrazioni. Santa Sabina e Sant'Anselmo sono chiese conventuali, con comunità religiose che vivono accanto. La Villa del Priorato di Malta è una sede diplomatica e non si visita liberamente: dalla piazza si guarda attraverso il portone, e la fila va rispettata senza bloccare il passaggio. Sull'Aventino abita gente vera, con finestre aperte e bambini che vanno a scuola.
Che cosa si paga e che cosa è gratis nel rione?
La maggior parte del rione non ha biglietto. Il Parco Savello e il resto delle aree verdi comunali sono gratuiti, e la scheda di Roma Capitale sul Parco Savello indica ingresso libero. Il Roseto comunale, nella riapertura primaverile 2026 dall'11 aprile al 14 giugno, era gratuito secondo il portale turistico. Le chiese sono aperte gratuitamente negli orari fissati dalle comunità religiose. Pagano l'area archeologica del Circo Massimo e la visita in realtà aumentata Circo Maximo Experience.
Dove si comprano davvero i biglietti? Per l'area archeologica del Circo Massimo la pagina della Sovrintendenza Capitolina consiglia fortemente l'acquisto online o allo 060608, perché l'ingresso è contingentato. Per la visita immersiva il canale ufficiale è il sito della Circo Maximo Experience, con prenotazione anche al contact center e acquisto sul posto. Non risulta un prodotto di rivenditori terzi dedicato al rione da segnalare: il consiglio è passare dai canali ufficiali.
| Luogo | Ingresso | Quando |
|---|---|---|
| Area archeologica del Circo Massimo | 7 euro intero, 4 ridotto, gratis residenti Roma e area metropolitana e MIC card | Martedì-domenica, 9.30-19 in estate, 9.30-16 in inverno |
| Circo Maximo Experience | 12 euro intero, 10 ridotto, 22 famiglia | Chiusa il lunedì, orari variabili per periodo |
| Parco Savello | Gratis | Dalle 7, chiusura fra le 18 e le 21 secondo la stagione |
| Roseto comunale | Gratis | Solo nei periodi di apertura annunciati dal Comune |
I dettagli dell'area archeologica, secondo la Sovrintendenza Capitolina: dall'ultima domenica di marzo all'ultimo sabato di ottobre si entra dalle 9.30 alle 19, con ultimo ingresso alle 18. Dall'ultima domenica di ottobre all'ultimo sabato di marzo l'orario è dalle 9.30 alle 16, con ultimo ingresso alle 15. Chiusura il lunedì, il 25 dicembre e il primo maggio. Per i residenti a Roma e nella città metropolitana l'ingresso è gratuito presentando un documento.
Per la Circo Maximo Experience la Sovrintendenza indica un ridotto a 10 euro, un pacchetto famiglia a 22 euro per due adulti con figli sotto i 18 anni e la gratuità sotto i 6 anni, per i possessori della Roma Pass e per le persone con disabilità. Il sito ufficiale specifica che il ridotto vale fra l'altro per gruppi di almeno dieci persone e per chi ha meno di 26 anni. Le lingue disponibili sono otto, con visori per la realtà virtuale dai 14 anni.
Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato
Che il Circo Massimo fosse il più grande edificio per spettacoli dell'antichità lo sanno in molti. Meno noto è quanto sia durato. Secondo il portale turistico di Roma Capitale le corse di carri nella valle Murcia cominciano all'epoca dei re Tarquini, il primo circo in muratura si deve a Giulio Cesare, la ricostruzione quasi integrale arriva sotto Traiano dopo gli incendi, e l'attività cessa solo nel VI secolo. Sono più di mille anni di gare nello stesso posto.
Dopo, la valle cambiò mestiere. Il portale turistico ricorda che in età moderna l'area fu usata come zona agricola e industriale. Lungo via dei Cerchi le fonti enciclopediche segnalano ancora l'edificio dell'ex pastificio Pantanella. Il prato che si vede oggi è il risultato di sistemazioni recenti, e le indagini archeologiche nell'area recintata si sono concluse nel 2016. Chi pensa al Circo come a un rudere rimasto intatto dall'antichità dimentica secoli di orti, officine e magazzini.
Secondo fatto noto e poco citato: il Roseto comunale occupa l'area che dal 1645 era il cimitero ebraico di Roma. La scheda del Comune spiega che il cimitero fu spostato nel 1934 in un settore del Verano, e che nel settore delle collezioni i vialetti fra le aiuole disegnano in pianta una menorah, il candelabro a sette braccia simbolo dell'ebraismo. Il Roseto, originariamente sul colle Oppio, era andato distrutto durante la Seconda guerra mondiale.
Terzo fatto: la vocazione medica dell'Isola Tiberina ha più di duemila anni. Il portale turistico racconta che nel 291 avanti Cristo, durante una pestilenza, fu portato da Epidauro il culto di Esculapio, dio della medicina, e sull'isola sorse il suo tempio. L'ospedale dei Fatebenefratelli, nato nel 1584 secondo la stessa fonte, è ancora attivo. Lo stesso luogo è passato da santuario della guarigione a ospedale moderno senza cambiare funzione.
La foto giusta da fare al Rione Ripa
La foto che riassume il rione si scatta dalla terrazza del Parco Savello, con il Tevere sotto e le cupole del centro sullo sfondo, fino a San Pietro. Il momento migliore è l'ora prima del tramonto, quando la luce arriva di lato sui tetti di Trastevere. D'estate il belvedere si affolla e conviene arrivare presto per trovare posto alla balaustra. Un obiettivo medio o un leggero zoom aiutano a staccare la cupola dalla linea dei tetti.
La seconda immagine è la valle del Circo Massimo vista dall'alto, dal lato dell'Aventino, con il Palatino dall'altra parte. Si ottiene dai giardini e dalle strade in cima alla valle, verso viale Aventino, nel primo mattino, quando il sole illumina le rovine dei palazzi imperiali. Chi entra nell'area archeologica può inquadrare la torre della Moletta con l'emiciclo davanti, ricordando che la Sovrintendenza indica al centro dell'emiciclo il punto dell'antico arco di Tito.
Terza scelta: la piazza della Bocca della Verità con i due templi del Foro Boario, fotografata dal lato del fiume, in modo da avere il tempio rotondo di Ercole Vincitore in primo piano e il campanile di Santa Maria in Cosmedin dietro. Qui il traffico è continuo e i momenti buoni sono la domenica mattina presto o la sera. Una giornata coperta rende meglio del sole pieno, che schiaccia il marmo dei templi.
La quarta è l'Isola Tiberina ripresa dal lungotevere dei Pierleoni o da Ponte Sisto più a monte, con la forma di nave che il portale turistico ricorda: l'isola fu sistemata in antico con poppa, prua e un obelisco al centro come albero maestro. D'inverno, con il fiume alto e la luce bassa, l'immagine funziona meglio che d'estate. Le persone vanno riprese solo con il loro consenso, in particolare vicino all'ospedale.
Come si arriva dal centro di Roma?
Il modo più diretto è la linea B della metropolitana, fermata Circo Massimo, indicata dal sito della Circo Maximo Experience come stazione di riferimento per l'ingresso di viale Aventino. Dalla fermata si vede la valle del Circo, e in pochi minuti si raggiunge l'area archeologica. Le linee di autobus e tram che attraversano il rione cambiano con i lavori e con i nuovi orari: per il percorso del giorno conviene usare il calcolatore sul sito di ATAC o chiamare lo 060608.
A piedi dal centro storico il percorso è semplice. Da piazza Venezia si scende lungo via del Teatro di Marcello, che è già confine del rione, fino a piazza della Bocca della Verità. In alternativa dal Ghetto e dal rione Sant'Angelo si passa da piazza di Monte Savello e si segue il lungotevere. Da Trastevere si attraversa il fiume sul ponte Cestio, si percorre l'Isola Tiberina e si esce sul ponte Fabricio.
In auto la zona è difficile. Il centro storico è in gran parte zona a traffico limitato, sull'Aventino i parcheggi sono pochi e riservati in buona parte ai residenti, e intorno al Circo Massimo il traffico è intenso. Il gestore dei luoghi comunali non indica parcheggi dedicati. La bicicletta è una buona soluzione per la valle del Circo e per il lungotevere, meno per le salite dell'Aventino, che sono brevi ma ripide e con fondo irregolare in alcuni tratti.
Chi cammina con difficoltà deve calcolare le salite. Il clivo di Rocca Savella, la salita che collega il lungotevere al Parco Savello, è ripido e conviene evitarlo con passeggini o carrozzine. La scheda di Roma Capitale sul Parco Savello indica un ingresso accessibile alle persone con disabilità, e la Circo Maximo Experience dichiara la visita accessibile. Per l'apertura straordinaria dell'emiciclo del giugno 2026 la Sovrintendenza aveva invece precisato che l'accesso non era possibile in sedia a rotelle.
Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia
Secondo il portale turistico di Roma Capitale, la Cloaca Massima fu costruita fra il 534 e il 509 avanti Cristo per volere di Tarquinio il Superbo, e all'epoca dei Tarquini la valle Murcia fu destinata alle corse di carri. Nel 291 avanti Cristo arrivò sull'Isola Tiberina il culto di Esculapio. Il ponte Fabricio, chiamato anche ponte Quattro Capi, fu costruito nel 62 avanti Cristo, e il ponte Cestio nel 46 avanti Cristo secondo la stessa fonte.
In età imperiale il Circo Massimo fu ricostruito in muratura da Giulio Cesare e poi quasi per intero da Traiano. Nel 357 dopo Cristo, secondo il portale turistico, a Roma arrivò un obelisco destinato al circo. Nel VI secolo le corse finirono. Nel Medioevo la parte alta del rione restò quasi disabitata, con monasteri fortificati e la rocca dei Savelli, eretta fra il 1285 e il 1287 su un castello dei Crescenzi del X secolo, secondo la Sovrintendenza Capitolina.
Nel 1584 nacque sull'isola l'ospedale dei Fatebenefratelli. Nel 1632 la Bocca della Verità fu collocata nel portico di Santa Maria in Cosmedin, secondo il portale turistico. Dal 1645 l'area dell'attuale Roseto ospitò il cimitero ebraico. Nel 1921 una delibera comunale staccò dal rione Testaccio e San Saba. Nel 1932 Raffaele De Vico realizzò il Parco Savello sull'orto dei frati domenicani di Santa Sabina, trasformandolo in un belvedere pubblico, secondo la Sovrintendenza.
Nel 1934 il cimitero ebraico fu trasferito al Verano, e dopo la guerra sull'area fu ricostruito il Roseto, che ospita ogni maggio il concorso internazionale Premio Roma per nuove varietà di rose, nato nel 1933, secondo il Comune. Fra il 1936 e il 1939 fu costruito il palazzo dell'Anagrafe in via Luigi Petroselli. Nel 2016 si sono concluse le indagini archeologiche al Circo Massimo. Domenica 14 giugno 2026 la Sovrintendenza ha aperto per la prima volta una porzione dell'emiciclo sul lato dell'Aventino.
Chi è passato dal Rione Ripa
I primi nomi sono quelli dei re e dei costruttori. Tarquinio il Superbo, a cui il portale turistico di Roma Capitale attribuisce la Cloaca Massima e l'uso della valle per le corse. Giulio Cesare, che diede al circo la prima struttura in muratura. Traiano, che lo ricostruì dopo gli incendi. E poi i costruttori dei due ponti dell'isola, il Fabricio del 62 avanti Cristo e il Cestio del 46 avanti Cristo, secondo le date del portale turistico, che ancora oggi collegano le due sponde.
Poi le famiglie baronali del Medioevo. I Crescenzi, che secondo la Sovrintendenza Capitolina costruirono un castello sull'Aventino nel X secolo, e a cui le fonti enciclopediche collegano anche la casa medievale di via Luigi Petroselli. I Savelli, che fra il 1285 e il 1287 eressero la loro rocca accanto a Santa Sabina. Di quella fortezza restano i muri che oggi recintano il Parco Savello, il giardino che porta ancora il loro nome.
Gli ordini religiosi hanno lasciato un segno forte. I domenicani di Santa Sabina, con l'orto diventato giardino pubblico e l'arancio legato alla tradizione di San Domenico, che secondo la Sovrintendenza predicava accanto a un albero di arancio. L'Ordine ospedaliero di San Giovanni di Dio, i Fatebenefratelli, sull'isola dal Cinquecento. L'Ordine di Malta, con la villa magistrale in piazza dei Cavalieri. La comunità greco-melkita, che officia oggi in Santa Maria in Cosmedin.
Il Novecento porta nomi pubblici e comunità. Raffaele De Vico, l'architetto dei giardini comunali, autore del Parco Savello nel 1932. La comunità ebraica romana, che per quasi tre secoli seppellì i propri morti sulle pendici dell'Aventino, prima del trasferimento al Verano nel 1934. E i milioni di visitatori della Bocca della Verità, attratti da una leggenda che il portale turistico fa risalire almeno al 1485: il mascherone morderebbe la mano di chi mente.
Che cosa dicono i documenti e che cosa la leggenda?
Quello che dicono i documenti sulla Bocca della Verità: è un grande disco di marmo con un volto maschile barbato, con occhi, naso e bocca forati. Il sito della basilica indica un diametro di 175 centimetri e uno spessore di 20, il portale turistico di Roma Capitale parla di circa un metro e ottanta. Si trova nel portico di Santa Maria in Cosmedin dal 1632. La funzione originaria più probabile, secondo il portale turistico, era quella di chiusino di epoca romana.
Quello che dice la tradizione: il mascherone morderebbe la mano di chi giura il falso. Secondo il portale turistico di Roma Capitale la leggenda del nome risale al 1485, e da allora non ha mai smesso di circolare. La fila davanti alla cancellata nasce da questa storia, ripetuta per secoli. Non c'è alcun meccanismo nascosto, solo una pietra antica e pesante con una fessura al posto della bocca.
Sull'Isola Tiberina il livello leggendario è ancora più antico. Il portale turistico racconta che, durante la pestilenza del 291 avanti Cristo, i delegati romani tornarono da Epidauro con un serpente sacro, che saltò dalla nave e si rifugiò sull'isola. In quel punto fu costruito il tempio di Esculapio. Il documento storico è il culto del dio sull'isola, la nave e il serpente appartengono al racconto, e la forma navale data all'isola ne è la traduzione in pietra.
Resta un livello intermedio, quello delle attribuzioni. La Cloaca Massima attribuita a Tarquinio il Superbo, le corse dei Tarquini nella valle Murcia, il porto di Ripa Grande come origine del nome: sono dati che le fonti ufficiali riportano come tradizione consolidata, ma che gli studiosi discutono nei dettagli. Nel testo sono presentati con la fonte accanto. Chi vuole approfondire la città sotto la città trova tra le nostre schede la pagina su Roma sotterranea.
Come si organizza un itinerario a piedi nel rione?
Il percorso più completo attraversa il rione da sud est a nord ovest. Si parte dalla fermata Circo Massimo, si visita se aperta l'area archeologica, poi si sale verso l'Aventino passando per via di Valle Murcia o per il clivo dei Publicii, dove si trovano gli ingressi del Roseto indicati dal portale turistico. Da lì via di Santa Sabina porta alla basilica, al Parco Savello, ai Santi Bonifacio e Alessio e a piazza dei Cavalieri di Malta.
Dalla piazza dei Cavalieri di Malta si scende verso il fiume per il clivo di Rocca Savella, oppure si torna indietro verso via di Santa Sabina e si scende lungo le strade del colle. In fondo si raggiunge il lungotevere Aventino e, girando verso nord, piazza della Bocca della Verità. Qui si concentrano Santa Maria in Cosmedin, i templi del Foro Boario, l'arco di Giano, San Giorgio in Velabro e, poco oltre, la chiesa di San Giovanni Decollato.
Dalla piazza, costeggiando il fiume lungo il lungotevere dei Pierleoni, si incontrano la casa dei Crescenzi in via Luigi Petroselli e il palazzo dell'Anagrafe. Nella stessa zona si trova il mitreo del Circo Massimo, sotterraneo, con modalità di visita descritte nella scheda dedicata. Più avanti, lungo via del Teatro di Marcello, al margine del rione, si vede la basilica di San Nicola in Carcere.
L'ultima tappa è l'Isola Tiberina, raggiunta dal ponte Fabricio. Sull'isola si trovano la chiesa di San Bartolomeo, che secondo il portale turistico conserva un campanile romanico del XII secolo, e l'ospedale dei Fatebenefratelli. Dall'isola si può proseguire verso Trastevere sul ponte Cestio, oppure tornare verso il Ghetto e la Sinagoga. In tutto sono pochi chilometri, con due salite brevi ma ripide.
Chi ha solo due ore può fare una versione breve. Si parte da piazza della Bocca della Verità, si entra in Santa Maria in Cosmedin, si guardano i templi del Foro Boario e l'arco di Giano, poi si sale al Parco Savello per il clivo di Rocca Savella e si arriva a piazza dei Cavalieri di Malta. Il ritorno verso la metropolitana passa per la valle del Circo Massimo. È il giro che mette insieme il porto antico, il colle e il circo senza fretta eccessiva.
Quando è chiuso e che cosa non aspettarsi?
Il rione come spazio urbano non chiude mai. Chiudono i singoli luoghi. L'area archeologica del Circo Massimo è chiusa il lunedì, il 25 dicembre e il primo maggio, secondo la Sovrintendenza Capitolina. Il Parco Savello chiude la sera, alle 18 da ottobre a febbraio. Il Roseto comunale apre solo in periodi precisi dell'anno: nel 2026 la riapertura primaverile è stata dall'11 aprile al 14 giugno, e per le altre date il Comune pubblica gli avvisi di volta in volta.
Per il Roseto il riferimento, secondo il portale turistico di Roma Capitale, è il numero 06 5746810, attivo dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 12, o l'indirizzo email rosetoromacapitale@comune.roma.it. Gli ingressi indicati sono al clivo dei Publicii 3 e in via di Valle Murcia 6. Chi arriva fuori dai periodi di apertura trova i cancelli chiusi, e la vista sulle aiuole dall'esterno è parziale. Prima di salire apposta conviene chiedere.
Le chiese hanno orari decisi dalle comunità religiose, che cambiano con le stagioni, le feste e le celebrazioni. Per Santa Maria in Cosmedin il portale turistico riporta un orario dalle 9.30 alle 13 e dalle 14 alle 17.50, avvertendo che può variare. Il sito della basilica non pubblica un costo per la foto alla Bocca della Verità. Per le altre chiese del rione gli orari si trovano nelle nostre schede dedicate o si chiedono alla parrocchia.
Che cosa non aspettarsi? Un rione pieno di negozi e botteghe: la parte alta è residenziale e silenziosa, la parte bassa è attraversata dal traffico. Scavi visibili gratis nella valle del Circo: la parte conservata è dentro l'area recintata. Un accesso libero alla Villa del Priorato di Malta: si guarda dalla piazza. E nemmeno il Palatino o il Teatro di Marcello, che si vedono benissimo ma appartengono a rioni vicini.
Mangiare in zona
Sull'Aventino i locali sono pochi, perché il colle è residenziale e conventuale. Nella parte bassa, intorno alla Bocca della Verità e al Circo Massimo, l'offerta è pensata in buona parte per chi passa di fretta fra un monumento e l'altro. Qui le trappole esistono, e i segnali sono sempre gli stessi: il buttadentro sul marciapiede, il menù con le fotografie dei piatti, le voci senza prezzo, un menù diverso fuori e dentro, la cucina aperta tutto il giorno senza pausa.
Un altro segnale da riconoscere è la vetrina con la signora che tira la pasta fresca davanti ai passanti. Non è un reato, è una scenografia, e spesso la pasta che arriva in tavola non è quella della vetrina. Poi ci sono i locali davanti ai monumenti che adattano il prezzo al cliente. I romani non ci vanno perché la qualità dipende dal passaggio di turisti e non dai clienti abituali, che in queste strade sono pochi.
La regola pratica è allontanarsi di qualche strada dalle piazze più famose e scegliere dove si vedono persone del quartiere a pranzo, con un menù breve, cambiato spesso, e prezzi chiari. Verso Testaccio, oltre via Marmorata, l'offerta è più legata alla vita di quartiere. Sull'isola e verso Trastevere il passaggio è intenso e valgono le stesse cautele. Per indirizzi scelti con criterio c'è la lista di indirizzi su Google Maps.
Chi preferisce mangiare all'aperto trova panchine all'ombra nel Parco Savello e prati nella valle del Circo Massimo, con le regole del verde comunale: niente vetro, niente fuochi, rifiuti riportati via. D'estate l'acqua è essenziale, e le fontanelle pubbliche della città aiutano: tra le nostre schede la pagina sui nasoni di Roma spiega come funzionano. Nelle giornate di grandi eventi al Circo Massimo i prati possono essere recintati.
Che cosa abbinare in giornata
Il rione confina con alcuni dei luoghi più visitati di Roma, e l'abbinamento viene naturale. A nord, oltre via di San Teodoro, ci sono il Palatino e il Foro Romano, con il biglietto del Parco archeologico del Colosseo. A nord ovest, salendo da via del Teatro di Marcello, il Campidoglio e i Musei Capitolini. Un'intera giornata di Roma antica può cominciare alla Bocca della Verità e finire al Colosseo.
Verso nord, oltre piazza di Monte Savello, si entra nel rione Sant'Angelo, raccontato nella pagina Rione Sant'Angelo: cosa vedere, con il Ghetto e il Portico d'Ottavia. Più in là c'è il rione Regola, descritto in Rione Regola: cosa vedere. Oltre il fiume, dall'isola, Trastevere e la salita al Gianicolo, che offre la stessa vista del Parco Savello dal lato opposto.
Verso sud il rione continua in Testaccio e Ostiense. Oltre via Marmorata si trovano il quartiere del mattatoio, la Piramide Cestia e Porta San Paolo, e più avanti la Centrale Montemartini, con le sculture antiche dei Musei Capitolini fra le macchine di una centrale elettrica. La pagina Ostiense racconta il quartiere industriale e la street art. È un percorso che collega la Roma antica al Novecento.
Verso est, oltre viale Aventino e piazza di Porta Capena, ci sono le Terme di Caracalla e il Celio, raccontato in Celio: cosa vedere. Per altre idee a costo zero ci sono le pagine Roma gratis e Roma con i bambini. Chi vuole capire il sistema difensivo della città arcaica trova nella pagina sulle Mura Serviane un tratto che corre proprio sull'Aventino.
Domande frequenti
Quali sono i confini del Rione Ripa?
Secondo il portale turistico di Roma Capitale il rione è delimitato da piazza di Monte Savello, via del Teatro di Marcello, vico Jugario, via dei Fienili, via di San Teodoro, via dei Cerchi, piazza di Porta Capena, viale Aventino, piazza Albania, via e largo Manlio Gelsomini, via Marmorata, piazza dell'Emporio, lungotevere Aventino e lungotevere dei Pierleoni. Comprende l'Aventino maggiore, il Circo Massimo, il Velabro, il Foro Boario e l'Isola Tiberina.
Rione Ripa e Aventino sono la stessa cosa?
No. L'Aventino maggiore, con Santa Sabina, il Parco Savello e piazza dei Cavalieri di Malta, fa parte del Rione Ripa, ma il rione comprende anche la valle del Circo Massimo, l'area della Bocca della Verità, il Velabro e l'Isola Tiberina. Il Piccolo Aventino, con San Saba e Santa Balbina, appartiene invece al rione San Saba, staccato da Ripa nel 1921 con una delibera comunale.
Quanto costa visitare il Circo Massimo?
La valle del Circo Massimo si attraversa gratis. L'area archeologica recintata, con la torre della Moletta e l'emiciclo, costa 7 euro l'intero e 4 il ridotto per i non residenti, ed è gratuita per i residenti a Roma e nell'area metropolitana con documento e per i possessori della MIC card, secondo la Sovrintendenza Capitolina. La visita in realtà aumentata Circo Maximo Experience costa 12 euro, ridotto 10.
La Bocca della Verità si visita gratis?
Il sito della basilica di Santa Maria in Cosmedin non pubblica un costo per avvicinarsi al mascherone, che si trova nel portico della chiesa. Il portale turistico di Roma Capitale indica per la basilica un orario dalle 9.30 alle 13 e dalle 14 alle 17.50, con possibili variazioni, e il numero 06 6787759. Nelle ore di punta la fila per la foto è lunga, e conviene arrivare all'apertura.
Quando è aperto il Parco Savello, il Giardino degli Aranci?
Secondo la Sovrintendenza Capitolina e la scheda di Roma Capitale, il Parco Savello apre alle 7 e chiude alle 18 da ottobre a febbraio, alle 20 a marzo e settembre, alle 21 da aprile ad agosto. L'ingresso è libero. Gli accessi sono in piazza Pietro d'Illiria, in via di Santa Sabina e dal clivo di Rocca Savella, la scalinata che sale dal lungotevere. La superficie è di 7.800 metri quadrati.
L'Isola Tiberina fa parte del Rione Ripa?
Sì. Il portale turistico di Roma Capitale inserisce l'Isola Tiberina fra i luoghi principali del Rione Ripa, e le fonti enciclopediche elencano fra gli edifici del rione l'ospedale sull'isola e la chiesa di San Bartolomeo. Il confine con il rione Sant'Angelo passa da piazza di Monte Savello, mentre Trastevere comincia sull'altra sponda, oltre il ponte Cestio.
Qual è la fermata della metropolitana per il Rione Ripa?
La fermata di riferimento è Circo Massimo, sulla linea B, indicata dal sito della Circo Maximo Experience. Da lì si raggiungono a piedi la valle del Circo, l'ingresso dell'area archeologica su viale Aventino e le salite verso l'Aventino. Per la Bocca della Verità e l'Isola Tiberina conviene verificare le linee di autobus del giorno con il calcolatore di ATAC o chiamando lo 060608.
Il Roseto comunale è aperto tutto l'anno?
No. Il Roseto comunale apre solo in periodi precisi. Nel 2026 la riapertura primaverile è stata dall'11 aprile al 14 giugno, dalle 8.30 alle 19.30 con ingresso gratuito, secondo il portale turistico di Roma Capitale. Per altre aperture il riferimento è il numero 06 5746810, dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 12, o l'email rosetoromacapitale@comune.roma.it. Gli ingressi sono al clivo dei Publicii 3 e in via di Valle Murcia 6.
Chi ha scritto e su quali fonti
Il testo esce dalla redazione di Tour Leader Pro, la struttura romana che progetta itinerari, visite ed eventi culturali fra Roma e il Lazio. Tariffe, orari e modalità di accesso riportati qui risultano dalle fonti ufficiali richiamate nel testo alla data indicata in apertura: per i confini del rione fa fede la pagina del portale turistico di Roma Capitale, per il Circo Massimo le pagine della Sovrintendenza Capitolina. Segnalateci quello che trovate cambiato.
Organizzare una giornata nel Rione Ripa per un gruppo significa lavorare sugli incastri: l'ingresso contingentato del Circo Massimo, i giorni di chiusura, le salite dell'Aventino, gli orari delle chiese, la fila alla Bocca della Verità, i tempi di attraversamento dell'isola. Per chi progetta uscite di questo tipo, una risorsa utile per chi organizza viaggi di gruppo è Tour Leader Pro, con strumenti pensati per coordinare visite e itinerari.
Il Rione Ripa è una porta sulla Roma delle origini, fra il fiume, il mercato e il circo, e sui secoli dei conventi e delle famiglie baronali. Mettere insieme i rioni del centro, l'Appia, Ostia antica e magari i Castelli Romani richiede qualche giorno e un po' di pianificazione, e una risorsa utile per montare un itinerario di più giorni è Italy Planner.
Prepara la visita
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Biglietti e salta-fila
Ingressi a orario per Colosseo, Vaticani e i grandi musei: si prenotano prima e si salta la fila alla cassa.
Visite guidate
Tour con guide abilitate in città e fuori porta, anche in piccoli gruppi.
Pass musei e trasporti
Un solo pass per più ingressi e per i mezzi: fai due conti sulle visite che hai in programma prima di comprarlo.
