LIVING! Julian Beck pittore a Ripense, Accademia Nazionale di San Luca — dal 10 luglio al 14 novembre 2026
LIVING! Julian Beck pittore è aperta fino a sabato 14 novembre 2026 a Ripense, il nuovo spazio espositivo dell'Accademia Nazionale di San Luca in via Ripense 6, a Trastevere, a ridosso del Lungotevere Ripa. La mostra, a cura di Lorenzo Mango, è visitabile dal martedì al sabato dalle 15.30 alle 20; domenica e lunedì è chiusa. L'ingresso è gratuito e non serve biglietto. Per raggiungere via Ripense con i mezzi pubblici conviene usare il calcolatore di percorso di ATAC; a piedi lo spazio è a pochi minuti dall'Isola Tiberina e da San Francesco a Ripa. Per informazioni l'Accademia risponde allo 06 6798848 e all'indirizzo di segreteria pubblicato sul suo sito ufficiale.
Chi conosce Julian Beck lo conosce come l'uomo del Living Theatre, la compagnia che con Judith Malina rovesciò il teatro del secondo Novecento. Pochi sanno che per quindici anni fu un pittore, esposto accanto a Pollock e Rothko. Questa mostra, la prima a ricostruire con rigore il suo percorso di pittore, è anche la mostra che inaugura uno spazio nuovo di Roma. Due buone ragioni per attraversare il Tevere in un pomeriggio d'autunno.
LIVING! Julian Beck pittore: che cosa si vede a Ripense
La mostra riunisce una selezione di circa 40 opere: dipinti e disegni del periodo 1944-1958, affiancati da fotografie, manifesti, bozzetti, costumi di scena, materiali d'archivio, inviti, videoproiezioni con stralci di spettacoli e documenti. Tutto proviene dall'Archivio Living Theatre.
I quadri degli anni Quaranta e Cinquanta
Il cuore del percorso sono le tele. Per oltre un decennio la pittura fu per Beck il laboratorio privilegiato della ricerca: stratificazioni di segno e colore, campiture vibranti, collage di cartoline, etichette e frammenti di stampa, fino a una pratica che, come ripeteva lui stesso, aspirava a restituire la «crudezza del mondo». È un Espressionismo astratto di prima mano, nato nella New York in cui quella pittura stava nascendo.
Dal quadro alla scena
Nel 1958 Beck lascia la pittura per dedicarsi, come dirà, «all'arte più sociale del teatro». La mostra insiste su un punto: non fu una frattura ma un passaggio. Le tensioni formali della tela si trasferiscono nella materia teatrale e diventano scrittura scenica, corpo, gesto e presenza. Fotografie, manifesti e costumi servono a rendere visibile questo trasloco.
Il fondale di The Yellow Methuselah
Il percorso si chiude con un ritorno. Nel 1982, per The Yellow Methuselah, Beck dipinse un imponente fondale di settanta metri ispirato a Kandinskij: non un elemento decorativo, ma un'estensione della pittura nello spazio scenico, capace di dialogare con l'azione e di dettarne il ritmo. Pittura, spazio e corpi degli attori si fondevano in una composizione vivente.
Il titolo
LIVING! è insieme un nome e un'esortazione. Richiama il Living Theatre e suona come un invito ad aderire al moto vitale dell'arte, alla sua capacità di mettere in movimento pensiero e azione, dentro e fuori la cornice.
Lorenzo Mango e la prima storicizzazione di Beck pittore
La mostra è curata da Lorenzo Mango. Nel comunicato dell'Accademia il curatore definisce Beck una figura unica nel Novecento, per cui teatro e arte erano pensati in intima fusione con la vita, e presenta la mostra come la prima storicizzazione del suo percorso di pittore.
Il catalogo
La mostra è accompagnata da un catalogo con le presentazioni del presidente dell'Accademia Francesco Cellini e dell'accademico Gianni Dessì, il saggio del curatore, testi di Stefania Zuliani e Massimo Maiorino, un'intervista inedita a Julian Beck condotta da Andrew Nadelson nel dicembre 1984 e un'intervista di Barbara Reggio a Cathy Marchand, attrice storica del Living Theatre. Le foto dell'allestimento sono di Andrea Veneri.
Patrocinio e prestiti
La mostra è realizzata sotto l'Alto Patronato del Presidente della Repubblica, in collaborazione con la Fondazione Morra di Napoli, che ha costituito l'Archivio Living Theatre, affidato da Judith Malina a Peppe Morra. L'archivio è ospitato a Palazzo Prospero Morone a Caggiano, in provincia di Salerno, e conserva il più importante corpus di opere pittoriche e documenti di Beck; è tutelato dalla Soprintendenza archivistica e bibliografica della Campania.
Chi era Julian Beck
Julian Beck nacque a New York il 31 maggio 1925 e morì nella stessa città il 14 settembre 1985. Attore, regista, poeta, pittore, saggista, attivista e anarchico, fu il cofondatore e l'anima, con Judith Malina, del Living Theatre.
Yale, la pittura, Peggy Guggenheim
Nel 1943, diciassettenne, lascia gli studi a Yale e torna a New York per dipingere e scrivere. Frequenta la galleria Art of This Century di Peggy Guggenheim e nell'Autumn Salon del 1945 espone accanto a William Baziotes, Robert Motherwell, Jackson Pollock e Mark Rothko, dentro il clima dell'Espressionismo astratto. Fino al 1958 esporrà in questa e in altre gallerie, e diventa amico di Jackson Pollock.
Judith Malina e la fondazione del Living
Nel 1947 fonda con Judith Malina, allieva di Erwin Piscator, il Living Theatre; il 26 aprile 1948 la compagnia viene costituita con atto notarile. Il primo spettacolo, il 15 agosto 1951, va in scena nell'appartamento della coppia, al 789 di West End Avenue. Beck codirigerà la compagnia con Malina fino alla morte.
Il cinema
Beck lavorò anche per il cinema: recitò in Edipo re, in Cotton Club e in Poltergeist II, dove interpretava il reverendo Henry Kane. Nel 1969 un giovane Bernardo Bertolucci diresse lui e il Living in Agonia, episodio del film Amore e rabbia.
Il poeta e il saggista
Accanto al teatro scrisse numerosi volumi di versi di ispirazione anarchica, e affidò il suo pensiero sul teatro a due libri usciti anche in Italia: La vita del teatro, curato da Franco Quadri per Einaudi nel 1975, e Theandric, il suo testamento artistico, pubblicato a Roma nel 1994 con un ricordo di Bertolucci. Nel 1983 gli fu diagnosticato il cancro che lo portò alla morte due anni dopo, a sessant'anni.
Dopo Julian
Beck morì al Mount Sinai Hospital di New York ed è sepolto nel cimitero di Cedar Park, a Emerson, nel New Jersey. La sua scomparsa segnò per il Living un passaggio più profondo della stessa scissione del 1970: alla guida della compagnia, accanto a Judith Malina, arrivò l'attore Hanon Reznikov, che ne faceva parte dal 1968 e che Malina sposò nel 1988. Reznikov morì nel 2008, Malina il 10 aprile 2015. Il figlio di Julian e Judith, Garrick Beck, affiancò la madre nella direzione negli ultimi anni. Il pittore, intanto, era rimasto la zona meno conosciuta del suo lavoro: con questa mostra, secondo il curatore, trova a Roma la sua prima storicizzazione.
Il Living Theatre, dalla West End Avenue all'Italia
Il Living Theatre nasce nella stagione delle seconde avanguardie americane, quando l'idea di un'arte che coincide con la vita circola fra John Cage, il Black Mountain College e gli happening. Il nome stesso della compagnia la dichiara.
Gli anni americani
Dal 1951 al 1963 il Living mette in scena ventinove testi per ventidue spettacoli. Nel 1955 porta al successo Pirandello con Questa sera si recita a soggetto; nel 1959 The Connection di Jack Gelber sconvolge il pubblico mescolando realtà e finzione; nel 1963 The Brig applica il teatro della crudeltà di Antonin Artaud. Lo stesso anno una contestazione fiscale porta alla chiusura del teatro, all'arresto dei membri e al processo: Allen Ginsberg scrive al procuratore distrettuale in loro difesa.
L'esilio europeo
Dal 1964 il Living diventa nomade in Europa. A Parigi, il 26 ottobre 1964, debutta Mysteries and Smaller Pieces; alla Biennale Teatro di Venezia, il 26 settembre 1965, Frankenstein; a Krefeld, nel 1967, Antigone, lo spettacolo più celebrato. Paradise Now, iniziato nel 1967 a Cefalù, esplode al Festival di Avignone nel luglio 1968. L'11 gennaio 1970, dopo l'ultima replica a Berlino davanti a settemila persone, la compagnia si scioglie in quattro gruppi; Beck e Malina tengono il nome.
Brasile, Venezia, gli anni Ottanta
Nel 1970 i Beck partono per il Brasile, dove all'inizio del 1971 vengono arrestati a Belo Horizonte ed espulsi dopo due mesi di carcere. Nel 1975 presentano alla Biennale di Venezia tre parti del ciclo The Legacy of Cain. Fra fine anni Settanta e primi Ottanta arrivano Prometheus at the Winter Palace, The Archaeology of Sleep e The Yellow Methuselah, quello del grande fondale dipinto.
Una curiosità su LIVING! Julian Beck pittore a Ripense, Accademia Nazionale di San Luca — dal 10 luglio al 14 novembre 2026
La curiosità lega Beck a Roma per una via poco nota. Nel 2016 Cathy Marchand, attrice storica del Living e voce di una delle interviste del catalogo, donò un archivio di manoscritti, dattiloscritti, traduzioni di testi di Beck, copioni, fotografie di scena, manifesti e rassegna stampa alla Sezione Spettacolo della Biblioteca di Area delle Arti dell'Università Roma Tre. Fra quei materiali c'è una collezione di bozzetti di scena dipinti da Beck proprio per Matusalemme giallo, cioè The Yellow Methuselah, lo spettacolo del fondale di settanta metri ispirato a Kandinskij con cui si chiude la mostra. I bozzetti sono consultabili online sul sito dell'ateneo. In altre parole: a pochi chilometri da Ripense, in una biblioteca universitaria romana, si conservano i disegni preparatori di quel ritorno alla pittura che la mostra racconta. Seconda curiosità, italiana anche questa: la prima tournée europea del Living, nel 1961, partì proprio dall'Italia, e The Connection fu rappresentato a Roma, Torino e Milano. Beck, insomma, a Roma c'era già stato, e con il suo spettacolo più scandaloso, sessantacinque anni prima di questa mostra.
Ripense, il nuovo spazio dell'Accademia di San Luca a Trastevere
Ripense è stato inaugurato nel luglio 2026 e prende il nome dalla via del rione Trastevere in cui si trova, adiacente al Lungotevere Ripa. È uno spazio multidisciplinare per l'arte e la cultura diretto dall'Accademia Nazionale di San Luca, e LIVING! è la sua mostra inaugurale.
Un magazzino di ferro
Il luogo è nato come deposito e magazzino all'ingrosso di profilati ferrosi e metalli, e conserva intatto il carattere industriale: soffitti alti, ampie campate libere, travi d'acciaio a vista pensate in origine per reggere i carichi e agevolare lo scarico delle merci. Un ambiente grande e duttile, di circa 400 metri quadrati.
Da T293 alla Fondazione Scialoja
Dal 2016 al 2025 lo spazio ha ospitato la galleria d'arte contemporanea T293, che ne ha preservato le caratteristiche originarie. È stato poi acquistato dalla Fondazione Toti Scialoja, di cui sarebbe dovuto diventare la sede; sfumato quel progetto, l'Accademia lo ha preso in gestione per ampliare la propria attività.
Perché conta
Per l'Accademia, che ha la sede storica a Palazzo Carpegna accanto alla Fontana di Trevi, Ripense significa un luogo diverso: industriale invece che barocco, a Trastevere invece che al Quirinale, adatto a installazioni e grandi formati. Ospitare come prima mostra un artista che ha dipinto fondali di settanta metri è una dichiarazione d'intenti.
L'Accademia Nazionale di San Luca
L'Accademia Nazionale di San Luca è la storica associazione di artisti di Roma. Le sue radici sono nella Universitas dei pittori, i cui statuti furono rinnovati nel 1478 da Sisto IV; nel 1577 Gregorio XIII sancì l'Accademia su iniziativa di Girolamo Muziano, e la fondazione effettiva arrivò nel 1593, con Federico Zuccari primo principe.
I principi
Fra i suoi principi l'Accademia ha avuto Bernini, Domenichino, Pietro da Cortona, Algardi e Carlo Maratta; Canova ne fu principe perpetuo dal 1814, Thorvaldsen presidente nel 1827-1828. Poussin fu eletto nel 1657 e rifiutò.
Palazzo Carpegna
La sede storica, in via Bonella accanto a Santi Luca e Martina, fu demolita per l'apertura di via dell'Impero; dal 1934 l'Accademia è a Palazzo Carpegna, in piazza dell'Accademia di San Luca 77, dove Borromini lavorò fra il 1643 e il 1650 alla celebre rampa elicoidale. Nella collezione ci sono opere di Raffaello, Rubens, Guercino, Van Dyck, Lavinia Fontana, Canova e Piazzetta.
Una regola antica
Lo statuto prevede che ogni accademico doni un'opera. È così che la collezione è cresciuta per secoli, ed è con lo stesso spirito, quello di un'istituzione fatta da artisti per gli artisti, che oggi apre uno spazio a Trastevere.
Una cosa che non ti dice nessuno su LIVING! Julian Beck pittore a Ripense, Accademia Nazionale di San Luca — dal 10 luglio al 14 novembre 2026
La cosa che nessuno dice è l'orario. Ripense apre solo di pomeriggio, dalle 15.30 alle 20, e solo dal martedì al sabato. Chi arriva la domenica, il giorno in cui a Trastevere si passeggia di più, trova chiuso; chi arriva la mattina, pure. È una scelta che cambia l'organizzazione della visita: non si abbina a un museo del mattino, si abbina a un tardo pomeriggio nel rione e a una cena. La seconda cosa è l'ingresso gratuito. In una città in cui le grandi mostre costano quindici o venti euro, una mostra con prestiti d'archivio, un catalogo scientifico e l'Alto Patronato del Presidente della Repubblica si visita senza pagare. Questo non la rende minore; la rende un'occasione. Terza cosa, forse la più importante: la mostra non chiede di conoscere il Living Theatre. Chi non ha mai sentito parlare di Paradise Now può entrare e guardare quaranta opere di un pittore americano degli anni Quaranta e Cinquanta; chi invece conosce la storia della compagnia troverà nei quadri le premesse di tutto ciò che venne dopo. Funziona su entrambi i piani, e non capita spesso.
Orari della mostra LIVING! Julian Beck pittore
La mostra è aperta dal martedì al sabato, dalle 15.30 alle 20. Domenica e lunedì è chiusa. Ha riaperto a settembre dopo la chiusura estiva, dal 10 al 31 agosto.
Le ultime settimane
La mostra chiude sabato 14 novembre 2026. Ottobre e le prime due settimane di novembre sono il periodo giusto: il sabato pomeriggio è il momento più frequentato, i pomeriggi feriali i più tranquilli.
Ingresso
L'ingresso è gratuito. Per gruppi numerosi conviene contattare prima la segreteria dell'Accademia, al telefono 06 6798848.
Il consiglio che ti do per visitare LIVING! Julian Beck pittore a Ripense, Accademia Nazionale di San Luca — dal 10 luglio al 14 novembre 2026
Andate un giorno feriale verso le 17, quando la luce comincia a calare. In uno spazio industriale con travi a vista e soffitti alti, le tele di Beck si guardano meglio senza folla, e un'ora basta per vedere tutto con calma. Cominciate dai dipinti degli anni Quaranta e soffermatevi sui collage: cartoline, etichette, frammenti di stampa incollati sulla tela sono il punto in cui la pittura di Beck smette di essere solo pittura e comincia a raccogliere il mondo. Poi passate ai materiali di scena, ai costumi e ai manifesti, e chiudete con le videoproiezioni: vedere gli spettacoli del Living dopo i quadri fa capire, meglio di qualsiasi saggio, che si tratta della stessa ricerca. Se potete, prima di andare, leggete due righe su The Brig o su Paradise Now: non serve, ma arricchisce. Uscendo, fate due passi fino al Lungotevere: il tramonto sul Tevere dall'altezza di Ripa Grande è il modo giusto di chiudere un pomeriggio dedicato a un artista che voleva l'arte fuori dalle cornici.
Come arrivare a Ripense, via Ripense 6
Ripense si trova in via Ripense 6, nel rione Trastevere, adiacente al Lungotevere Ripa, nel tratto di Trastevere più vicino al porto fluviale storico di Ripa Grande.
Con i mezzi pubblici
Per linee e fermate aggiornate conviene usare il calcolatore di percorso di ATAC, indicando come destinazione via Ripense.
A piedi
Dal Ghetto e dal Portico d'Ottavia si attraversa il fiume passando per l'Isola Tiberina: in linea d'aria sono poco più di cinquecento metri. Anche la basilica di San Nicola in Carcere, sull'altra riva, è a meno di mezzo chilometro in linea d'aria. Dal cuore di Trastevere si arriva scendendo verso San Francesco a Ripa.
In auto
Trastevere ha ampie zone a traffico limitato e parcheggio difficile, soprattutto nel tardo pomeriggio. Meglio arrivare a piedi o con i mezzi.
Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato
È risaputo che il Living Theatre fu una compagnia americana. Si cita poco quanto sia stata, per lunghi periodi, una compagnia italiana. La prima tournée europea partì dall'Italia nel 1961, con The Connection a Roma, Torino e Milano. Il Living fu spesso ospite della Biennale Teatro di Venezia: lì debuttò Frankenstein, il 26 settembre 1965, e lì nel 1975 furono presentate tre parti del ciclo The Legacy of Cain. Paradise Now nacque nel 1967 a Cefalù. Nel 1968 un'altra performance del Living al Politecnico di Milano coinvolse gli studenti fino a farli partecipare in prima persona. Il cinema italiano lo raccontò con Alfredo Leonardi e con l'episodio Agonia di Bertolucci. Dopo la morte di Beck, fra il 1999 e il 2003, la compagnia si stabilì addirittura a Rocchetta Ligure, in provincia di Alessandria. E negli anni più recenti ha incrociato il lavoro della compagnia italiana Motus, fino allo spettacolo-incontro fra Judith Malina e Silvia Calderoni al festival di Santarcangelo nel 2011. Che l'archivio del Living oggi sia custodito in Campania dalla Fondazione Morra, e che la prima grande mostra su Beck pittore si tenga a Roma, non è un caso: è la conclusione naturale di una lunga storia italiana.
Accessibilità di Ripense
Lo spazio è un unico grande ambiente di circa 400 metri quadrati, un ex magazzino. Per informazioni puntuali sull'accesso con carrozzina e sui servizi conviene contattare la segreteria dell'Accademia prima della visita, al telefono 06 6798848.
Tempi di visita
Circa 40 opere e i materiali d'archivio si vedono in un'ora; chi vuole guardare con calma le videoproiezioni calcoli un'ora e mezza.
La foto giusta da fare a LIVING! Julian Beck pittore a Ripense, Accademia Nazionale di San Luca — dal 10 luglio al 14 novembre 2026
La foto giusta è quella dello spazio, non del singolo quadro. Cercate un'inquadratura larga che tenga insieme le travi d'acciaio a vista del soffitto e le tele appese sotto: il contrasto fra la struttura industriale, nata per scaricare profilati di ferro, e la pittura gestuale di un giovane newyorkese degli anni Quaranta è la sintesi visiva della mostra. Se c'è poca gente, mettetevi in fondo all'ambiente e lasciate che le campate libere facciano da cornice. Un secondo scatto possibile è un dettaglio dei collage: una cartolina o un'etichetta incollata sulla tela, ripresa da vicino, racconta il metodo di Beck meglio di cento parole. Fuori, all'uscita, il Lungotevere Ripa al tramonto offre la terza immagine: il fiume, i platani, la luce bassa. È la Roma che Beck avrebbe forse voluto portare in scena, quella in cui l'arte e la vita di ogni giorno sono sulla stessa riva. Chiedete comunque al personale in sala le indicazioni sulle fotografie: nelle mostre con prestiti d'archivio le regole possono cambiare.
LIVING! con i ragazzi
L'ingresso gratuito e la durata contenuta rendono la mostra adatta anche ai ragazzi, soprattutto a quelli che disegnano o fanno teatro a scuola. I collage e i costumi di scena sono il punto d'accesso più immediato; le videoproiezioni con gli stralci degli spettacoli incuriosiscono chi non ha mai visto teatro di avanguardia.
Un'idea per le famiglie
Abbinate la visita a una passeggiata sull'Isola Tiberina e a una merenda a Trastevere: un pomeriggio intero, senza biglietti da pagare.
Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia
Ripense è uno spazio giovane, ma la sua storia recente è densa e parla della trasformazione di Trastevere. Nasce come deposito e magazzino all'ingrosso di profilati ferrosi e metalli, in una zona che per secoli fu legata al porto fluviale di Ripa Grande e ai traffici di merci sul Tevere: le travi d'acciaio a vista, progettate per reggere carichi e agevolare lo scarico, ne conservano la memoria. Dal 2016 al 2025 il magazzino diventa la galleria d'arte contemporanea T293, che ne preserva l'impronta industriale. Poi lo acquista la Fondazione Toti Scialoja, che vi immagina la propria sede; il progetto non va in porto, e lo spazio passa in gestione all'Accademia Nazionale di San Luca. Il 9 luglio 2026 l'Accademia inaugura Ripense con LIVING! Julian Beck pittore. Per l'istituzione è una data importante quanto il trasferimento a Palazzo Carpegna, inaugurato il 24 aprile 1934: una società di artisti fondata nel 1593 apre, oltre quattro secoli dopo, un secondo luogo espositivo in un ex magazzino di ferro sul Tevere. E la mostra inaugurale, sotto l'Alto Patronato del Presidente della Repubblica, porta per la prima volta sotto quel tetto un artista che dell'arte fuori dai luoghi deputati aveva fatto una ragione di vita.
Intorno a Ripense: Trastevere dalla parte del fiume
Ripense è nella parte di Trastevere che guarda il Tevere, lontana dai vicoli più affollati. È un buon punto di partenza per un giro diverso dal solito.
San Francesco a Ripa e Santa Cecilia
Poco distante c'è la chiesa di San Francesco a Ripa, che prende il nome dal porto di Ripa Grande e conserva la Beata Ludovica Albertoni di Bernini. Verso l'interno del rione si arriva alla basilica di Santa Cecilia in Trastevere.
L'Isola Tiberina e il Ghetto
Risalendo il Lungotevere si raggiunge l'Isola Tiberina e, attraversato il ponte, il Ghetto con il Portico d'Ottavia e il Teatro di Marcello.
Porta Portese e il Museo di Roma in Trastevere
Verso sud c'è Porta Portese; verso piazza Sant'Egidio il Museo di Roma in Trastevere, per chi vuole aggiungere una seconda mostra.
Dove mangiare vicino a Ripense
Trastevere è uno dei rioni con più trattorie, pizzerie e osterie di Roma, e l'orario di apertura della mostra si presta a chiudere la visita con un aperitivo o una cena.
Aperitivo
All'uscita, verso le 19 o le 20, i bar della zona fra San Francesco a Ripa e viale di Trastevere sono la scelta più comoda.
Cena
Per una cena romana conviene addentrarsi nel rione, lontano dalle piazze più turistiche. Il criterio è semplice: meno insegne in quattro lingue, più tavoli occupati da romani.
Trastevere in autunno
La mostra resta aperta fino a metà novembre, nella stagione più bella per camminare lungo il Tevere. I pomeriggi di ottobre sono ancora lunghi e miti; a novembre la luce cala presto e alle 17 è già sera, ma il rione si anima prima di cena.
Un pomeriggio tipo
Mostra alle 16, passeggiata sull'Isola Tiberina al tramonto, cena a Trastevere. Oppure, al contrario, Ghetto nel primo pomeriggio, attraversamento del fiume, mostra verso le 18.
Chi è passato da LIVING! Julian Beck pittore a Ripense, Accademia Nazionale di San Luca — dal 10 luglio al 14 novembre 2026
Da questo ex magazzino sono passati, in pochi anni, mondi diversi. Prima gli operai e i commercianti di profilati ferrosi, che usavano le travi per scaricare le merci. Poi, dal 2016 al 2025, gli artisti e i collezionisti della galleria T293. Poi la Fondazione Toti Scialoja, intitolata al pittore e poeta, che qui aveva pensato la propria casa. Con la mostra inaugurale sono arrivati il presidente dell'Accademia Francesco Cellini, l'accademico e artista Gianni Dessì, il curatore Lorenzo Mango, gli studiosi Stefania Zuliani e Massimo Maiorino, il fotografo Andrea Veneri, che ha documentato l'allestimento. Soprattutto, sono arrivati idealmente i protagonisti della storia raccontata: Julian Beck, con quaranta opere della sua stagione di pittore; Judith Malina, che affidò l'archivio a Peppe Morra; Peggy Guggenheim e la sua galleria Art of This Century; Pollock, Rothko, Motherwell e Baziotes, compagni di parete nel 1945; Cathy Marchand, attrice storica del Living, con la sua testimonianza nel catalogo. Poche sale romane hanno messo insieme, alla prima mostra, tanta storia del Novecento.
Domande frequenti su LIVING! Julian Beck pittore
Fino a quando si può vedere la mostra su Julian Beck a Roma?
LIVING! Julian Beck pittore è aperta a Ripense, spazio dell'Accademia Nazionale di San Luca, fino a sabato 14 novembre 2026. La mostra è stata inaugurata il 9 luglio e ha aperto al pubblico il 10 luglio 2026.
Quanto costa l'ingresso alla mostra di Julian Beck?
La mostra di Julian Beck a Ripense è a ingresso gratuito. Non serve biglietto: basta presentarsi negli orari di apertura, dal martedì al sabato dalle 15.30 alle 20.
Che orari ha Ripense?
Ripense, lo spazio dell'Accademia di San Luca in via Ripense 6, durante la mostra è aperto dal martedì al sabato dalle 15.30 alle 20. Domenica e lunedì è chiuso. La mattina lo spazio non apre.
Dove si trova Ripense?
Ripense si trova in via Ripense 6, nel rione Trastevere, adiacente al Lungotevere Ripa. A piedi è a pochi minuti dall'Isola Tiberina e da San Francesco a Ripa; per i mezzi pubblici conviene il calcolatore di percorso di ATAC.
Che cosa si vede nella mostra LIVING!?
La mostra LIVING! presenta circa 40 opere: dipinti e disegni di Julian Beck del periodo 1944-1958, con fotografie, manifesti, bozzetti, costumi di scena, inviti, videoproiezioni e documenti provenienti dall'Archivio Living Theatre della Fondazione Morra.
Chi ha curato la mostra su Julian Beck?
La mostra su Julian Beck è curata da Lorenzo Mango e realizzata dall'Accademia Nazionale di San Luca con la Fondazione Morra di Napoli, sotto l'Alto Patronato del Presidente della Repubblica. È accompagnata da un catalogo con saggi e interviste inedite.
Bisogna conoscere il Living Theatre per apprezzare la mostra?
La mostra su Julian Beck pittore si regge anche senza conoscere il Living Theatre: i dipinti degli anni Quaranta e Cinquanta sono un capitolo dell'Espressionismo astratto newyorkese. Chi conosce la compagnia vi troverà le premesse degli spettacoli successivi.
Un consiglio netto: non lasciatevi scoraggiare dall'orario pomeridiano. Un'ora a Ripense, gratis, davanti a un capitolo sconosciuto del Novecento americano, vale più di molte mostre a pagamento del centro. E il Tevere, all'uscita, fa il resto.
Articolo scritto dalla redazione di Tour Leader Pro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.
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