Xi Niu: In Search of New Routes alla Rhinoceros Gallery — dall’11 settembre 2026 al 6 gennaio 2027
Xi Niu: In Search of New Routes, la collettiva curata da Claire Shiying Li con sette pratiche artistiche dalla Cina, è aperta da rhinoceros dall'11 settembre 2026 al 6 gennaio 2027, nella galleria di via del Velabro 9, fra il Campidoglio, il Palatino e la Bocca della Verità. La galleria e la Fondazione Alda Fendi Esperimenti indicano l'ingresso libero tutti i giorni dalle 11 alle 19. Per arrivare con i mezzi pubblici il riferimento più vicino è la metro B, fermata Circo Massimo, oppure il tram 3 alla fermata omonima, poi una breve passeggiata; per il percorso esatto dal proprio punto di partenza conviene il calcolatore ATAC. Non servono biglietti: si entra negli orari di apertura, e per informazioni la galleria risponde ai contatti pubblicati sul suo sito ufficiale.

Xi Niu da rhinoceros: le informazioni essenziali
Xi Niu è il primo progetto espositivo concepito e prodotto interamente da rhinoceros, lo spazio voluto da Alda Fendi al Velabro. La mostra è aperta quasi quattro mesi, fino all'Epifania, e riunisce artisti di generazioni diverse.
Date e orari
La mostra ha aperto al pubblico venerdì 11 settembre 2026, con un'inaugurazione dalle 18 alle 20, e chiude mercoledì 6 gennaio 2027. La galleria è aperta tutti i giorni dalle 11 alle 19, compresi i fine settimana: una rarità fra le gallerie romane, che la rende facile da inserire in qualsiasi giornata.
Ingresso
L'ingresso è libero. Il portale turistico di Roma Capitale conferma l'apertura tutti i giorni per l'intera durata della mostra; il programma, avverte, potrebbe subire variazioni.
Gli artisti
Sette pratiche distinte: il duo Cao Minghao e Chen Jianjun, Hao Liang, Han Mengyun, Xie Fan, Xie Nanxing, Zhao Gang e Zhou Yilun. Pittura, installazione scultorea, cinema, ricerca sui materiali e collaborazione fra discipline diverse.
Che cosa racconta Xi Niu: la Via della Seta come rete di incontri
Xi Niu rilegge la Via della Seta come uno spazio in continua trasformazione, attraversato da scambi, relazioni e processi di costruzione dell'identità. Il comunicato ufficiale dice di superare la rappresentazione convenzionale della Via come rete per la circolazione delle merci.
Un'infrastruttura mobile
La mostra considera la Via della Seta un'infrastruttura mobile attraverso cui, per secoli, sono circolate risorse naturali, tecnologie, saperi, credenze e relazioni diplomatiche. Il sito del progetto lo dice in una frase: la Via della Seta non è una linea, è un campo mobile di incontri, un palinsesto di rotte, voci, materiali e memorie.
Contro una Cina monolitica
Il secondo obiettivo è mettere in discussione una percezione riduttiva della cultura cinese come monolitica, astorica o definita soltanto dal progresso tecnologico. Al suo posto la mostra propone le possibilità estetiche nate da reti informali, rotte commerciali e traiettorie individuali. I temi dichiarati sono il nomadismo, l'esilio, il viaggio, l'incontro fra due o più culture dentro ogni singola opera.
Roma e la Cina
Il comunicato insiste su un punto che rende la mostra romana e non soltanto internazionale: il progetto mette in luce le innovazioni nate dagli incontri materiali, culturali e sociali tra Roma e la Cina. Diversi artisti hanno lavorato in residenza da rhinoceros e hanno prodotto opere nuove a partire dalla città: il tramonto romano, le vedute aeree dei siti archeologici, materiali usati raccolti per strada.
Perché rinoceronte
Il titolo Xi Niu significa rinoceronte in cinese, e rimanda naturalmente al nome della galleria. Il comunicato lo definisce un totem immaginario del progetto, che evoca il viaggio, la resilienza e l'apertura all'incontro.
Gli artisti di Xi Niu e le opere in mostra
Le schede che seguono riprendono le biografie e le descrizioni delle opere pubblicate da rhinoceros con il comunicato ufficiale della mostra.
Il ventaglio generazionale è ampio: dal 1961 di Zhao Gang, figura della prima avanguardia cinese, al 1989 di Han Mengyun. Le città di origine e di lavoro disegnano a loro volta una mappa: Chengdu, Pechino, Wuhan, Hangzhou, Chongqing, Jiangyou, e poi Londra e New York. È già, in piccolo, una Via della Seta contemporanea.
Xie Fan
Nato nel 1983 a Jiangyou, nel Sichuan, Xie Fan riesamina l'essenza materiale della pittura: applica pigmenti minerali e ossidi su superfici di argilla e terracotta, e intende la pittura come un rito di esperienza sensoriale che riconnette l'uomo ai fenomeni celesti e alla vita terrestre. Durante la residenza a rhinoceros ha realizzato nuove opere in terracotta ispirate al tramonto romano, incorniciate da una nicchia buddhista da lui progettata: la serie Celestial Signs, 2026. Ha esposto, fra l'altro, alla Bangkok Kunsthalle nel 2025 e al Sifang Art Museum di Shanghai nel 2022.
Hao Liang
Nato a Chengdu nel 1983, vive a Pechino. Il suo lavoro filtra tecniche, temi e convenzioni della pittura tradizionale cinese a inchiostro, il guohua, attraverso una sensibilità contemporanea: nella sua pittura la poesia obliqua di Li Shangyin incontra la logica ricorsiva dell'intertestualità postmoderna. Ha avuto personali all'UCCA di Pechino e al Bonnefantenmuseum di Maastricht nel 2016, ha partecipato alla Biennale di Venezia del 2017, e le sue opere sono al British Museum, al Centre Pompidou, al Metropolitan Museum e all'M+ di Hong Kong. In mostra due dipinti, del 2023 e del 2024.
Han Mengyun
Nata a Wuhan nel 1989, vive fra Londra e la Cina. La sua pratica si articola in due modalità che chiama Day e Night: la prima rilegge le connessioni fra regioni del mondo premoderno, la seconda esplora esperienze personali e psicologiche, anche di donna e di madre. Nei lavori nuovi accosta sistemi di incorniciatura e tradizioni della stampa di Cina, India, Persia e Giappone dentro il formato del rotolo dipinto, con al centro una natura morta di ispirazione zen attraversata dalla vanitas, omaggio alle pitture europee reinterpretate alla corte dell'imperatore Qianlong. Ha studiato al Bard College, sanscrito anche all'Università di Kyoto, e ha un MFA a Oxford; ArtAsiaPacific l'ha indicata fra gli artisti dell'anno nel 2026.
Zhao Gang
Nato a Pechino nel 1961, vive fra New York e Pechino ed è uno dei protagonisti della prima avanguardia cinese. Per rhinoceros ha realizzato nuove serie di dipinti astratti che trasformano le vedute aeree dell'architettura e dei siti archeologici di Roma in campiture di colore neoespressioniste. In mostra la serie Triumph of Slaves, 2026. Ha esposto al Long Museum, al Pérez Art Museum di Miami, all'UCCA e, in collettiva, al Guggenheim di New York nel 2017.
Zhou Yilun
Nato a Hangzhou nel 1983, dove vive. Influenzato dalla street art americana e dalla cultura popolare, rielabora oggetti quotidiani trovati online e offline, spesso con il registro della parodia. In residenza a rhinoceros ha realizzato opere pensate per il luogo, reinterpretando la tradizione cinese dei paraventi dipinti a partire da materiali usati raccolti a Roma: è la serie The Lost Youth, 2026, presente con diverse vedute d'installazione.
Xie Nanxing
Nato a Chongqing nel 1970, vive fra Pechino e Chengdu. Partito da Gerhard Richter e Sigmar Polke, affronta l'immagine fotografica con una costante diffidenza verso la sua verità, in scene quotidiane attraversate dalla noia e dall'umorismo delle strade di Chongqing. In mostra tre schizzi a olio che conservano il racconto prima che la tela lo deformi. Ha partecipato a Documenta a Kassel nel 2007 e alla Biennale di Venezia del 1999, e nel 2010 era a Palazzo Strozzi a Firenze.
Cao Minghao e Chen Jianjun
Nati nel 1982 e nel 1981, il duo lavora a Chengdu con progetti a lungo termine costruiti insieme ad abitanti dei villaggi, comunità indigene, ambientalisti, scienziati e antropologi. Il film in mostra, Water Source, The Palace of Lu, and Glacier Extraction, si concentra sullo scioglimento dei ghiacciai e sui saperi delle comunità dell'altopiano Qinghai-Tibetano, essenziali per proteggere l'acqua. Hanno partecipato a documenta fifteen a Kassel nel 2022, alla Biennale di Shanghai e alla mostra Rethinking Nature al Madre di Napoli.
La curatrice: Claire Shiying Li
Xi Niu è curata da Claire Shiying Li, curatrice indipendente, come indica il comunicato di rhinoceros. La sua scelta è stata di mettere insieme artisti di generazioni molto lontane, dal 1961 di Zhao Gang al 1989 di Han Mengyun, e di chiedere a diversi di loro di lavorare a Roma. I crediti del progetto indicano inoltre come executive producer Pietro Pantalani e come project director Veronica Siciliani Fendi. Il risultato è una collettiva che non illustra una tesi con opere scelte in catalogo, ma costruisce la tesi con opere nate in parte qui.
Una curiosità su Xi Niu: In Search of New Routes alla Rhinoceros Gallery — dall'11 settembre 2026 al 6 gennaio 2027
La curiosità è nel luogo, prima ancora che nelle opere. La galleria è al Velabro, l'area pianeggiante dell'antica Roma fra il Tevere e il Foro Romano, fra Campidoglio e Palatino. Secondo la leggenda, qui si sarebbe arenata la cesta con Romolo e Remo; qui, in età antica, prosperavano botteghe legate al commercio alimentare, mentre lungo il vicino vicus Tuscus lavoravano i mercanti di stoffe. Una mostra sulla Via della Seta, cioè sulle rotte della seta e delle merci, a pochi metri dalla strada dei mercanti di stoffe di Roma antica, ha una coerenza che nessun curatore avrebbe potuto inventare.
Anche il nome del luogo ha a che fare con il viaggio. Plutarco e Varrone facevano derivare Velabro dal verbo che indica il trasportare, o dal traghettare: quando il Tevere straripava, quest'area si attraversava in barca. Plutarco riporta anche un'altra etimologia, legata alle vele con cui si copriva il corteo trionfale. Una galleria che espone opere sul nomadismo e sulle rotte si trova, insomma, in un luogo il cui nome parla di attraversamenti.
Terza curiosità: il titolo della mostra, Xi Niu, vuol dire rinoceronte, e la galleria si chiama rhinoceros. Il gioco è dichiarato e serve, nelle parole del comunicato, da totem immaginario del progetto.
rhinoceros: la galleria di Alda Fendi al Velabro
rhinoceros si definisce un objet culturel habitable nel centro di Roma. In via del Velabro 9, all'interno di un edificio immaginato da Alda Fendi e progettato da Jean Nouvel, riunisce arte contemporanea, architettura e ospitalità.
Galleria, ristorante, appartamenti
Il sito ufficiale presenta tre anime: la galleria, il ristorante della galleria e gli appartamenti. La galleria ospita anche la Fondazione Alda Fendi Esperimenti. È un modello raro a Roma, dove l'arte contemporanea e l'ospitalità convivono nello stesso edificio.
Un nuovo corso
Il comunicato presenta Xi Niu come un nuovo capitolo della programmazione e come il primo progetto espositivo concepito e prodotto al suo interno. Sul portale turistico di Roma Capitale la mostra è indicata come l'inizio di un nuovo corso artistico. Chi conosce le iniziative precedenti della Fondazione Alda Fendi troverà un tono diverso: una collettiva internazionale, con residenze e produzioni nuove.
Una cosa che non ti dice nessuno su Xi Niu: In Search of New Routes alla Rhinoceros Gallery — dall'11 settembre 2026 al 6 gennaio 2027
Quello che nessuno dice è che questa mostra è gratuita, aperta tutti i giorni fino alle 19 e si trova a pochi minuti a piedi da alcuni dei luoghi più visitati di Roma. Chi fa la fila alla Bocca della Verità o passeggia fra Circo Massimo e Campidoglio può entrare, senza prenotare, in una collettiva internazionale di arte contemporanea cinese. Pochi turisti lo sanno, e anche molti romani passano davanti al Velabro senza pensarci.
La seconda cosa è che diverse opere sono nate a Roma. Xie Fan ha lavorato alle terracotte ispirate al tramonto romano, Zhao Gang ha dipinto a partire dalle vedute aeree dei siti archeologici, Zhou Yilun ha usato materiali usati raccolti in città. Non è una mostra arrivata in cassa da Pechino: è in parte una mostra fatta qui.
Terza cosa: la mostra dura fino al 6 gennaio. Chi passa per Roma durante le vacanze di Natale la trova ancora aperta, in un periodo in cui molte gallerie chiudono.
Il consiglio che ti do per visitare Xi Niu: In Search of New Routes alla Rhinoceros Gallery — dall'11 settembre 2026 al 6 gennaio 2027
Il consiglio è di inserire Xi Niu in una passeggiata nel Velabro, non di farne una visita a sé. Partite dall'Arco di Giano e dalla basilica di San Giorgio in Velabro, entrate in galleria, poi uscite verso Santa Maria in Cosmedin e il Foro Boario. In un'ora e mezza avrete visto Roma antica, Roma medievale e la Cina contemporanea, con un filo che le lega: le rotte dei commerci e dei viaggi.
In galleria cominciate dal film di Cao Minghao e Chen Jianjun sui ghiacciai, che dà il tono ecologico e politico della mostra, e finite con le terracotte di Xie Fan, che invece guardano il cielo di Roma. In mezzo, date tempo ai dipinti di Zhao Gang: provate a riconoscere nelle campiture di colore la pianta di un sito archeologico. È un piccolo esercizio che rende la visita più attiva.
L'orario migliore è il tardo pomeriggio, dopo le 17: il Velabro si svuota dei gruppi, e uscendo dalla galleria la luce sui templi del Foro Boario ha qualcosa del tramonto che Xie Fan ha voluto fissare nella terracotta.
Il Velabro: storia del quartiere intorno alla galleria
Il Velabro era un'area pianeggiante dell'antica Roma, fra il Tevere e il Foro Romano, fra il Campidoglio e il Palatino, contigua al Foro Boario e al vicus Tuscus, la via che dal Foro costeggiava il Palatino verso il Circo Massimo.
Dalla palude alla Cloaca Massima
In origine l'area era paludosa e soggetta alle inondazioni del Tevere. Il terreno acquitrinoso era già quasi scomparso all'epoca dei Tarquini, dopo la costruzione della Cloaca Massima, di cui nell'area restano un condotto del I secolo dopo Cristo e un tratto più antico, del IV secolo avanti Cristo.
Commercio e alluvioni
Vi si insediarono attività commerciali legate soprattutto al settore alimentare, e la zona mantenne questa funzione fino al VI secolo, quando una disastrosa alluvione del Tevere, ricordata nel 589, rialzò il livello del terreno. Poi arrivarono le istituzioni ecclesiastiche e assistenziali: San Teodoro e San Giorgio in Velabro.
Velum Aureum
Nel medioevo il toponimo si trasformò in Velum Aureum, velo d'oro. In epoca tardoantica, al limite verso il Foro Boario, era sorto l'arco di Giano, identificato con l'arco del divo Costantino citato nei Cataloghi regionari. È lo stesso arco che oggi si vede a pochi passi dalla galleria.
Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato
È risaputo che la Via della Seta collegava la Cina all'Europa e che Roma ne era una delle destinazioni ideali. È meno citato, e la mostra lo ricorda, che quelle rotte non erano solo commerciali: vi circolavano risorse naturali, tecnologie, saperi, credenze e relazioni diplomatiche. E che per chi le percorreva significavano solitudine, pericoli, distacco temporaneo dagli obblighi verso la famiglia e la società. Il comunicato ricorda che i viaggiatori furono relativamente pochi, ma che i loro viaggi trasformarono identità e culture visive per generazioni.
Poco citato è anche un episodio che la mostra evoca attraverso Han Mengyun: la reinterpretazione delle tradizioni pittoriche europee alla corte dell'imperatore Qianlong. È uno dei momenti in cui la rotta ha funzionato al contrario, portando l'Europa in Cina.
Infine, poco noto al grande pubblico è il fatto che diversi artisti di questa mostra sono già entrati nei grandi musei occidentali: Hao Liang è nelle collezioni del British Museum e del Metropolitan, Xie Nanxing ha partecipato a Documenta, Zhao Gang ha esposto al Guggenheim. Da rhinoceros li si vede gratis, a due passi dal Circo Massimo.
La foto giusta da fare a Xi Niu: In Search of New Routes alla Rhinoceros Gallery — dall'11 settembre 2026 al 6 gennaio 2027
La foto giusta è quella che mette insieme i due mondi. Uscendo dalla galleria, cercate un'inquadratura che tenga nello stesso fotogramma l'insegna o l'ingresso di rhinoceros e l'Arco di Giano o il campanile di San Giorgio in Velabro. È l'immagine che racconta la mostra meglio di qualunque dettaglio: arte cinese contemporanea dentro un paesaggio di pietra antica.
Dentro, prima di fotografare, chiedete al personale le regole della galleria. Se è consentito, le terracotte di Xie Fan nella loro nicchia sono il soggetto più fotogenico: il colore dei pigmenti minerali cambia molto con la luce, e il dettaglio della superficie racconta il lavoro meglio della vista d'insieme.
La terza foto è per la sera: il tramonto sul Foro Boario, con il tempio di Ercole Vincitore. È il tramonto romano da cui Xie Fan dice di essere partito.
Come arrivare da rhinoceros in via del Velabro
La galleria è in via del Velabro 9, fra il Circo Massimo, il Palatino e il Tevere, in una zona in gran parte pedonale e a traffico limitato.
In metro e in tram
La metro B, fermata Circo Massimo, e il tram 3, fermata Circo Massimo, sono i riferimenti più vicini; da lì si raggiunge il Velabro a piedi. Per altre combinazioni di bus conviene il calcolatore di percorso ATAC.
A piedi
Dal Campidoglio, dal Teatro di Marcello o dal Circo Massimo il Velabro si raggiunge in pochi minuti. È il modo migliore di arrivare, perché la strada stessa fa parte della visita.
In auto
Il centro storico è in ZTL: meglio lasciare l'auto e usare i mezzi o il taxi.
Come organizzare la visita a Xi Niu
Xi Niu si visita senza prenotazione, in un orario ampio, e questo permette di costruire la visita intorno alla giornata e non il contrario.
Quanto tempo serve
Per vedere le opere dei sette artisti e il film di Cao Minghao e Chen Jianjun servono da quaranta minuti a un'ora. Chi vuole guardare il film per intero tenga qualche minuto in più: è l'opera che chiede più attenzione.
Quando andare
La galleria è aperta tutti i giorni dalle 11 alle 19. La mattina presto e il tardo pomeriggio sono i momenti più tranquilli per il quartiere; a metà giornata la zona della Bocca della Verità è molto frequentata dai gruppi.
Prima di entrare
Sul sito del progetto, xiniu.rhinocerosroma.com, si trovano le immagini delle opere divise per artista e il comunicato stampa in quattro lingue, italiano compreso. Leggerlo prima aiuta a riconoscere in sala le opere prodotte a Roma durante le residenze.
Dopo la visita
Il Velabro è il punto di partenza ideale per una passeggiata: verso il Campidoglio salendo, verso il Circo Massimo e l'Aventino, verso il Tevere e l'Isola Tiberina. In ogni direzione, in dieci minuti, si arriva a un altro luogo simbolo della città.
Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia
Età arcaica: secondo la leggenda, alle pendici del Palatino, nel Velabro, si arena la cesta con i gemelli Romolo e Remo.
Epoca dei Tarquini: con la costruzione della Cloaca Massima l'area paludosa viene bonificata. Nel Velabro restano un tratto del IV secolo avanti Cristo e un condotto del I secolo dopo Cristo.
Età repubblicana e imperiale: il Velabro ospita attività commerciali legate al cibo, mentre sul vicus Tuscus lavorano i mercanti di stoffe.
Tarda antichità: sorge l'arco di Giano, identificato con l'arco del divo Costantino.
589: una disastrosa alluvione del Tevere rialza il livello del terreno e chiude la stagione commerciale del Velabro.
Alto medioevo: si insediano le chiese di San Teodoro e di San Giorgio in Velabro; il toponimo diventa Velum Aureum.
3 settembre 2026: rhinoceros annuncia Xi Niu: In Search of New Routes, primo progetto espositivo concepito e prodotto al suo interno.
11 settembre 2026: la mostra apre al pubblico con un'inaugurazione dalle 18 alle 20; resterà aperta fino al 6 gennaio 2027.
Chi è passato da Xi Niu: In Search of New Routes alla Rhinoceros Gallery — dall'11 settembre 2026 al 6 gennaio 2027
Dal Velabro, secondo la leggenda, è passata la storia di Roma stessa, con la cesta di Romolo e Remo arenata alle pendici del Palatino. Ci sono passati i cortei trionfali, che secondo una delle etimologie riportate da Plutarco venivano coperti con vele proprio qui. Ci sono passati per secoli i mercanti, di cibo nel Velabro e di stoffe sul vicus Tuscus. E ci sono passati Varrone, Festo e Plutarco, almeno con la penna, per spiegare da dove venisse questo nome.
Nel presente, da rhinoceros sono passati gli artisti di Xi Niu. Alcuni in residenza: Xie Fan, che ha lavorato alle terracotte ispirate al tramonto romano; Zhou Yilun, che ha raccolto in città i materiali per i suoi paraventi; Zhao Gang, che ha trasformato le vedute aeree dei siti archeologici in pittura. Con loro la curatrice Claire Shiying Li, e le persone che hanno prodotto il progetto, da Pietro Pantalani a Veronica Siciliani Fendi.
E c'è, alle spalle di tutto, Alda Fendi, che ha immaginato l'edificio, e Jean Nouvel, che lo ha progettato. Un architetto di fama mondiale e una mecenate romana, in una strada che porta il nome di un traghetto antico.
Cosa vedere intorno al Velabro
Poche gallerie a Roma hanno intorno una concentrazione di monumenti come quella di rhinoceros.
Arco di Giano e San Giorgio
A pochi passi l'Arco di Giano e la basilica di San Giorgio in Velabro, nata come diaconia nell'alto medioevo.
Bocca della Verità e Foro Boario
Verso il Tevere Santa Maria in Cosmedin con la Bocca della Verità, e il Foro Boario con il tempio di Ercole Vincitore.
Palatino, Circo Massimo, Campidoglio
Alle spalle il Palatino e il Circo Massimo; salendo, il Campidoglio. Verso il Ghetto, il Teatro di Marcello e l'Isola Tiberina.
Dove mangiare vicino al Velabro
Il ristorante della galleria
rhinoceros ha un proprio ristorante, presentato sul sito come il ristorante della galleria: la soluzione più immediata per chi vuole unire mostra e pranzo o cena. Per orari e prenotazioni si fa riferimento al sito ufficiale.
Verso il Ghetto
A piedi si raggiunge in pochi minuti la zona del Portico d'Ottavia e del Ghetto, dove i ristoranti non mancano. Le vie immediatamente intorno ai monumenti sono invece le più turistiche e le più care: conviene allontanarsi di qualche strada.
Accessibilità e visita con i bambini
Accessibilità
Le fonti ufficiali della galleria non riportano informazioni dettagliate sull'accessibilità. Chi ha esigenze specifiche può scrivere alla galleria prima della visita, all'indirizzo pubblicato sul sito.
Con i bambini
L'ingresso libero e l'apertura quotidiana rendono Xi Niu una visita facile anche con i bambini. Il film sui ghiacciai e sugli yak dell'altopiano tibetano, le terracotte colorate, i paraventi fatti con oggetti di recupero possono catturare anche i più piccoli, soprattutto se la visita si inserisce in una passeggiata con la Bocca della Verità, che resta un'attrazione per i bambini.
Roma fra autunno e Natale: il periodo della mostra
Xi Niu copre l'intero autunno romano e le feste di fine anno, fino all'Epifania. È una finestra ampia, che permette di scegliere: le giornate tiepide di ottobre per la passeggiata nel Velabro, i pomeriggi brevi di novembre per una visita al coperto, le vacanze di Natale per chi arriva da fuori. L'apertura quotidiana è un vantaggio concreto proprio nel periodo delle feste, quando il calendario delle gallerie si dirada.
Domande frequenti su Xi Niu da rhinoceros
Fino a quando è aperta la mostra Xi Niu a Roma?
La mostra Xi Niu: In Search of New Routes è aperta da rhinoceros, in via del Velabro 9, dall'11 settembre 2026 al 6 gennaio 2027. La galleria indica l'apertura tutti i giorni dalle 11 alle 19.
Quanto costa l'ingresso alla mostra Xi Niu?
L'ingresso alla mostra Xi Niu da rhinoceros è libero: la galleria e la Fondazione Alda Fendi Esperimenti indicano l'ingresso gratuito tutti i giorni dalle 11 alle 19, senza biglietto.
Dove si trova la galleria rhinoceros a Roma?
La galleria rhinoceros si trova in via del Velabro 9, 00186 Roma, fra Campidoglio, Palatino e Bocca della Verità, in un edificio immaginato da Alda Fendi e progettato da Jean Nouvel. I riferimenti più vicini sono la metro B e il tram 3 a Circo Massimo.
Quali artisti espongono nella mostra Xi Niu?
Nella mostra Xi Niu espongono sette pratiche artistiche dalla Cina: il duo Cao Minghao e Chen Jianjun, Hao Liang, Han Mengyun, Xie Fan, Xie Nanxing, Zhao Gang e Zhou Yilun, con pittura, installazione, film e ricerca sui materiali.
Chi ha curato la mostra Xi Niu?
La mostra Xi Niu: In Search of New Routes è curata da Claire Shiying Li, curatrice indipendente. È prodotta e presentata da rhinoceros, con Pietro Pantalani come executive producer e Veronica Siciliani Fendi come project director.
Che cosa significa Xi Niu?
Xi Niu significa rinoceronte in cinese, lo stesso animale che dà il nome alla galleria rhinoceros. Il comunicato della mostra lo definisce il totem immaginario del progetto, simbolo del viaggio, della resilienza e dell'apertura all'incontro.
La mostra Xi Niu è adatta ai bambini?
La mostra Xi Niu da rhinoceros è una visita facile anche con i bambini, perché è gratuita, aperta tutti i giorni e dura meno di un'ora. Il film sui ghiacciai tibetani e le opere colorate funzionano bene se inserite in una passeggiata fino alla Bocca della Verità.
Il consiglio finale su Xi Niu
Il consiglio è di entrare: la mostra è gratuita, aperta tutti i giorni e a cento passi da monumenti che si visitano comunque. Xi Niu è una di quelle mostre che fanno bene alla città, perché portano a Roma una Cina diversa da quella dei luoghi comuni e la mettono nel posto giusto, dove per secoli sono arrivate merci, idee e persone da lontano. Conviene uscire al tramonto e guardare il cielo sopra il Foro Boario, da dove è partito Xie Fan.
Articolo scritto dalla redazione di Tour Leader Pro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.
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