Villa Paganini
Villa Paganini è aperta: il parco pubblico di Roma Capitale sulla via Nomentana si attraversa gratis tutti i giorni dalle 7 al tramonto, secondo la Sovrintendenza Capitolina, con tre ingressi indicati dal gestore, sulla via Nomentana di fronte al civico 70, dove si trova Villa Torlonia, in vicolo della Fontana e in largo di Villa Paganini. Non ci sono biglietti, non serve prenotare. Il Casino Nobile, invece, non si visita: gli edifici del parco ospitano una scuola.
Sono circa due ettari e mezzo, 25.400 metri quadrati per la Sovrintendenza, nel quartiere Nomentano, Municipio II, a ridosso del quartiere Trieste. La villa nasce da una vigna comprata nel 1585 dal cardinale Mariano Pierbenedetti da Camerino, passa nel 1722 al cardinale Giulio Alberoni, nel 1890 al senatore Paganini, e nel 1934 al Comune di Roma, che la apre al pubblico con la sistemazione dell'architetto Raffaele De Vico. Dopo un importante restauro, che ha riattivato la grotta e il laghetto, è stata riaperta nel 2004.
Dati riscontrati il 29 settembre 2026 sulla pagina della Sovrintendenza Capitolina dedicata a Villa Alberoni Paganini, sul portale turistico di Roma Capitale, sul sito dei Musei di Villa Torlonia e sulle notizie del Sistema nazionale per la protezione dell'ambiente citate più avanti. Il gestore non pubblica un orario diverso per stagione, un elenco aggiornato dei servizi né lo stato del laghetto. Per chiusure straordinarie e informazioni il riferimento è lo 060608, il contact center di Roma Capitale.

In breve: indirizzo, orari, biglietto
- Indirizzo: ingressi da via Nomentana di fronte al civico 70, da vicolo della Fontana e da largo di Villa Paganini, quartiere Nomentano, Municipio II.
- Gestore: Roma Capitale, con la villa storica nel catalogo della Sovrintendenza Capitolina, informazioni allo 060608.
- Come si entra: ingresso libero, senza prenotazione, negli orari di apertura dei cancelli.
- Prezzo: gratuito.
- Orari: dalle 7 al tramonto secondo la Sovrintendenza Capitolina, salvo chiusure straordinarie decise dal Comune.
- Servizi: area giochi attrezzata per bambini e attrezzature sportive secondo il portale turistico di Roma Capitale, bagni pubblici non indicati dal gestore.
- Accessibilità: il gestore non pubblica una mappa dei percorsi accessibili, conviene chiedere allo 060608.
Dove si trova e che cosa si vede davvero
La villa occupa un isolato sul lato sinistro della via Nomentana per chi esce da Porta Pia, dopo l'incrocio con corso Trieste secondo il portale turistico di Roma Capitale. Dall'altra parte della strada c'è il grande parco di Villa Torlonia, con l'ingresso al civico 70. Le due ville si guardano attraverso la Nomentana, e chi arriva per la prima volta può confonderle. Sono due proprietà diverse, con storie e dimensioni diverse.
Che cosa si trova dentro? Un giardino di impianto romantico, con viali sinuosi e irregolari, alberi d'alto fusto, prati e ombra. Il laghetto rustico con un isolotto artificiale, ripristinato nel 2004 secondo la Sovrintendenza. Una grotta ninfeo riattivata con lo stesso restauro. Diverse fontane. Il Casino Nobile, restaurato e usato per attività scolastiche. Il monumento ai caduti della Prima guerra mondiale di Arnaldo Zocchi, del 1938. Un'area giochi e alcune attrezzature sportive.
La parte più antica non è un edificio ma una fontana. La Sovrintendenza Capitolina ricorda che del periodo del cardinale Pierbenedetti, alla fine del Cinquecento, rimane una fontana in marmo. Secondo la guida online Romeguide si trova all'incrocio fra via Nomentana e vicolo della Fontana, lo stesso vicolo da cui parte uno dei tre ingressi del parco. È il pezzo che lega il parco di quartiere di oggi alla villa suburbana del tardo Rinascimento, quando qui c'era campagna e vigna fuori dalle mura.
Villa Paganini non è grande, e si capisce in fretta. Un giro completo dei viali richiede meno di mezz'ora a passo tranquillo. Il valore del luogo è il disegno ottocentesco, che De Vico mantenne negli anni Trenta sistemandolo come giardino all'inglese, secondo il portale turistico. I sentieri curvi, il laghetto e la grotta sono pensati per nascondere i confini: da dentro il parco sembra più esteso di quanto dicano i numeri, e il traffico della Nomentana si sente meno di quanto ci si aspetterebbe.
Chi la frequenta ogni giorno la usa come giardino di quartiere. Genitori con bambini piccoli, studenti della scuola che occupa gli edifici, residenti che attraversano il parco per tagliare fra la Nomentana e le strade interne del quartiere Trieste. Nei giorni feriali, all'uscita da scuola, l'area giochi tende a riempirsi. Al mattino presto e nelle ore centrali della giornata il parco è più tranquillo, con qualche lettore sulle panchine e chi porta il cane a fare il giro dei viali.
Una curiosità su Villa Paganini
La data dell'apertura al pubblico non è casuale. La Sovrintendenza Capitolina scrive che la villa fu aperta il 21 aprile 1934 alla presenza di Benito Mussolini. Il 21 aprile è la data tradizionale del Natale di Roma. Mussolini, in quegli anni, abitava dall'altra parte della strada, a Villa Torlonia. A nostro giudizio l'apertura di un giardino pubblico davanti alla residenza del capo del governo, in quel giorno, va letta anche come un gesto di immagine, oltre che come un servizio al quartiere.
Il secondo dettaglio riguarda il nome ufficiale. Per la Sovrintendenza Capitolina la villa è Villa Alberoni Paganini, con i nomi di due proprietari separati da quasi due secoli. Alberoni è il cardinale che nel 1722 comprò la tenuta e ne avviò una sistemazione importante. Paganini è il senatore che la acquistò nel 1890. Il cognome del cardinale si è perso nell'uso comune, e oggi a Roma tutti dicono Villa Paganini, anche sui cartelli stradali del largo che porta il suo nome.
Terza curiosità: il nome Paganini non ha legami con il violinista genovese. Le fonti ufficiali parlano semplicemente del senatore Paganini, proprietario dal 1890, e nel parco non c'è nulla che rimandi alla musica. Il portale turistico di Roma Capitale aggiunge che nel 1913 gli eredi Paganini vendettero la proprietà a Enrico Lutzow. Chi cerca in questo parco un ricordo del compositore dei Capricci non lo troverà: qui la memoria è quella di una famiglia di proprietari romani dell'Italia unita.
L'ultima curiosità è recente e riguarda la scienza. Nel settembre 2026 Villa Paganini è stata presentata come parco sentinella, secondo le notizie diffuse dal Sistema nazionale per la protezione dell'ambiente e dalla stampa di settore. Significa che nel parco e nei dintorni si misurano qualità dell'aria, particolato, ozono e biodiversità, per capire quanto la vegetazione riesca a ridurre calore e inquinamento. Un piccolo giardino di quartiere è diventato un laboratorio all'aperto.
Una cosa che non ti dice nessuno su Villa Paganini
Il bunker che molti vengono a cercare non si trova qui. I rifugi antiaerei della Seconda guerra mondiale che si visitano sulla Nomentana sono quelli di Villa Torlonia, sotto il piazzale laterale del Casino Nobile, dall'altra parte della strada. Le pagine ufficiali di Villa Paganini, della Sovrintendenza e del portale turistico di Roma Capitale non indicano un rifugio antiaereo visitabile dentro il parco. È la posizione contraria che conviene tenere a mente: chi entra a Villa Paganini cercando un sotterraneo esce a mani vuote.
Seconda cosa poco detta: a nostro giudizio Villa Paganini è sopravvalutata come meta a sé per chi arriva da fuori Roma. È un giardino di quartiere ben disegnato, non un parco monumentale con musei come Villa Torlonia o Villa Borghese. Venire apposta dal centro solo per lei ha poco senso. Ha senso invece inserirla in una mattinata sulla Nomentana, come pausa verde fra un museo, una basilica e una passeggiata nei quartieri Trieste e Coppedè.
Terza cosa: il Casino Nobile non si visita come quello di Villa Torlonia. Il portale turistico di Roma Capitale indica che gli edifici del parco sono usati come scuola e asilo di metodo Montessori, e la Sovrintendenza ricorda i prefabbricati costruiti negli anni Cinquanta per scuole e locali di servizio. Sono spazi scolastici, frequentati da bambini e ragazzi. Si guardano dall'esterno restando sui viali, senza avvicinarsi alle recinzioni e senza fotografare chi ci studia o ci lavora.
Quarta cosa, pratica: l'ingresso sulla Nomentana è quello che usano tutti, ma non è l'unico. Gli accessi di vicolo della Fontana e di largo di Villa Paganini, indicati dalla Sovrintendenza, sono più comodi per chi arriva dalle strade interne del quartiere Trieste o dal quartiere Coppedè. Chi viene a piedi da nord o da ovest risparmia il tratto lungo la Nomentana, trafficata e rumorosa nelle ore di punta, ed entra nel parco dal lato più tranquillo.
Come è cambiata la villa dalla vigna del cardinale al giardino di quartiere?
Alla fine del Cinquecento la zona era campagna fuori dalla Porta Pia, fatta di vigne e casali lungo la via consolare. Nel 1585, secondo la Sovrintendenza Capitolina, il cardinale Mariano Pierbenedetti da Camerino comprò una vigna per farne una residenza di prestigio. Era il modello delle ville suburbane dei prelati romani, luoghi di riposo e di rappresentanza a poca distanza dalla città. Di quella fase resta la fontana in marmo ricordata dalla Sovrintendenza.
Nel 1722 la tenuta passò al cardinale Giulio Alberoni, che secondo la Sovrintendenza intraprese importanti lavori di sistemazione. Nel corso dell'Ottocento i proprietari successivi trasformarono il giardino secondo il gusto romantico, con tracciati sinuosi e irregolari, un laghetto rustico e diverse fontane. È il disegno che si legge ancora oggi. Alla geometria dei giardini all'italiana, con viali dritti e siepi potate, si sostituì un paesaggio che imitava la natura, con acqua, grotte e alberi in apparenza disposti a caso.
Nel 1890 la proprietà fu acquistata dal senatore Paganini, quando l'area intorno era già sottoposta a una crescente espansione edilizia, scrive la Sovrintendenza. Roma capitale d'Italia cresceva in fretta, e la Nomentana si riempiva di villini e palazzine. Nel 1913 gli eredi vendettero a Enrico Lutzow, secondo il portale turistico. La villa sopravvisse alla lottizzazione del quartiere mentre molte altre vigne vicine sparivano, e questo spiega perché oggi sia un'isola di verde circondata da edifici residenziali.
Nel 1934 il Comune di Roma acquistò il complesso e affidò la sistemazione a Raffaele De Vico, l'architetto dei giardini comunali. L'apertura al pubblico, il 21 aprile di quell'anno, trasformò una villa privata in un servizio per il quartiere. Nel 1938 arrivò il monumento ai caduti di Arnaldo Zocchi. Negli anni Cinquanta furono costruiti i prefabbricati per le scuole. Il restauro concluso nel 2004 ha riattivato la grotta ninfeo e ripristinato il laghetto con il suo isolotto.
Il consiglio che ti do per visitare Villa Paganini
Entrate da largo di Villa Paganini o da vicolo della Fontana, non dalla Nomentana. Il parco si apre così dal lato più silenzioso, e il laghetto con la grotta arriva come scoperta invece che come prima cosa vista dal cancello. Fate un giro largo dei viali, fermatevi alla fontana cinquecentesca e al monumento ai caduti, e uscite infine sulla Nomentana, pronti ad attraversare verso Villa Torlonia se la giornata prosegue con i musei.
Scegliete bene l'orario. Nei giorni di scuola, all'ingresso e all'uscita degli studenti, le zone vicino agli edifici si affollano, e l'area giochi nel pomeriggio è piena di famiglie del quartiere. Chi cerca calma trova il parco più tranquillo al mattino, dopo l'apertura delle 7, o nelle ore centrali dei giorni feriali. Nei fine settimana il pubblico cambia, con più famiglie e meno studenti, ma il parco resta un luogo di quartiere più che di visitatori.
Non aspettatevi pannelli esplicativi o un percorso segnalato. La storia della villa va letta prima, perché sul posto i cartelli sono pochi. Conviene sapere che il laghetto, la grotta e i viali curvi sono l'eredità dell'Ottocento romantico, che la fontana in marmo risale al Cinquecento e che il monumento ai caduti è del 1938. Con questi tre riferimenti in testa, mezz'ora di passeggiata basta per capire che cosa si sta guardando.
Rispettate le regole del verde comunale. Restate sui viali dove i prati sono recintati, tenete il cane al guinzaglio vicino ai giochi e alle aree scolastiche, riportate via i rifiuti. Nei parchi con molti alberi d'alto fusto, dopo temporali e giornate di vento forte, possono esserci aree transennate: le transenne non vanno superate. In estate portate acqua, perché il gestore non pubblica un elenco delle fontanelle funzionanti dentro il parco.
Si paga qualcosa e serve prenotare?
No. Villa Paganini è un parco pubblico comunale a ingresso libero, senza biglietteria e senza prenotazione. Si entra negli orari di apertura dei cancelli, dalle 7 al tramonto secondo la Sovrintendenza Capitolina. Il gestore non vende visite guidate ordinarie al parco, e non risulta un tour a pagamento dedicato a Villa Paganini da segnalare. Il Casino Nobile e gli edifici scolastici non sono aperti al pubblico, quindi non esiste un biglietto per entrarci.
Chi viene sulla Nomentana per il sotterraneo deve prenotare altrove. Il bunker e i rifugi antiaerei di Villa Torlonia si visitano esclusivamente con visita guidata e prenotazione obbligatoria, secondo la pagina dei Musei di Villa Torlonia, che indica come numero lo 060608. Il percorso, riaperto nell'aprile 2024, è proposto in italiano, inglese, francese e spagnolo. La tariffa va controllata sul sito dei musei al momento della prenotazione.
Per il periodo da settembre a dicembre 2026 il portale turistico di Roma Capitale segnala visite per singoli al bunker il sabato e la domenica, con turni in italiano distribuiti fra mattina e pomeriggio e un turno in inglese il sabato alle 11. Il calendario cambia di mese in mese, quindi prima di organizzare la giornata conviene controllare la pagina degli avvisi dei musei. Villa Paganini può essere la pausa prima o dopo la visita, a pochi minuti di cammino.
Chi organizza un'uscita con una classe, un'associazione o un gruppo di amici non ha bisogno di permessi per una semplice passeggiata negli orari di apertura. Il gestore non pubblica invece una procedura per eventi, riprese, allestimenti o attività organizzate dentro il parco. In questi casi conviene chiedere con largo anticipo a Roma Capitale, partendo dallo 060608 e dagli uffici del Municipio II, tenendo conto della presenza della scuola negli edifici.
Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato
Che Mussolini abitasse a Villa Torlonia lo sanno in molti. Pochi collegano questo fatto al giardino di fronte. La Sovrintendenza Capitolina scrive che Villa Paganini fu aperta al pubblico il 21 aprile 1934 alla presenza di Mussolini, pochi mesi dopo l'acquisto da parte del Comune. La villa del capo del governo e il nuovo giardino pubblico si trovavano uno davanti all'altro, separati soltanto dalla Nomentana, e la cerimonia di apertura rientrava nel calendario delle celebrazioni del regime.
Il secondo fatto noto agli studiosi del verde romano e poco citato riguarda l'architetto. Raffaele De Vico, che sistemò Villa Paganini nel 1934, è lo stesso progettista che dieci anni prima aveva disegnato il Parco della Rimembranza di Villa Glori, secondo la Sovrintendenza Capitolina. Qui il suo intervento fu più discreto: il portale turistico di Roma Capitale parla di una sistemazione secondo lo stile del giardino all'inglese, che rispettò l'impianto romantico dell'Ottocento invece di sostituirlo.
Terzo fatto, spesso ignorato da chi passa: il monumento ai caduti della Prima guerra mondiale è del 1938 e porta la firma di Arnaldo Zocchi, secondo la Sovrintendenza. La guida online Romeguide precisa che ricorda i caduti del quartiere Nomentano. La scelta del luogo conta più dello stile del monumento. Qui la memoria della guerra è entrata in un luogo pensato per il riposo e il gioco dei bambini.
Infine un dato che sorprende chi guarda solo i numeri: 25.400 metri quadrati, poco più di due ettari e mezzo. Villa Paganini è molto più piccola dei grandi parchi storici della città, ma è una delle ville nobiliari del quadrante Nomentano sopravvissute all'espansione edilizia di fine Ottocento. La Sovrintendenza la cataloga fra le ville dei nobili, accanto a residenze molto più celebri. Il suo valore sta proprio nell'essere rimasta, quando attorno quasi tutto veniva lottizzato.
La foto giusta da fare a Villa Paganini
La foto che racconta il luogo è quella del laghetto con l'isolotto, fra gli alberi, nelle ore di luce laterale del mattino o del tardo pomeriggio. Funziona in orizzontale, con l'acqua in primo piano e la vegetazione dell'isolotto come quinta. Il gestore non pubblica lo stato dell'acqua, e non è detto di trovarlo pieno: se lo trovate asciutto, la foto giusta diventa quella della grotta ninfeo, con la roccia artificiale e la luce che filtra fra le fronde.
La seconda immagine utile è quella della fontana in marmo del Cinquecento, l'elemento più antico della villa secondo la Sovrintendenza. Va ripresa da vicino, con attenzione ai dettagli della lavorazione, e da una certa distanza, per mostrare il rapporto con la strada che porta il suo nome. Evitate il mezzogiorno d'estate, quando la luce piatta cancella il rilievo del marmo. Una giornata nuvolosa, per questo soggetto, rende meglio di un cielo terso.
Terza scelta: il monumento ai caduti di Arnaldo Zocchi, del 1938, fotografato con gli alberi intorno per raccontare la scelta di mettere la memoria dentro un giardino. Le persone vanno lasciate fuori dall'inquadratura o riprese solo con il loro consenso. Vicino agli edifici scolastici e all'area giochi, niente foto ai bambini: sono spazi frequentati ogni giorno da famiglie del quartiere, e la riservatezza dei minori viene prima di qualsiasi inquadratura.
Sul calendario, l'autunno dà i risultati migliori, con le chiome che cambiano colore e il sole basso che entra fra i tronchi. La primavera funziona per il verde dei prati e le fioriture. Chi cerca un contrasto urbano può uscire sulla Nomentana e fotografare il cancello di Villa Paganini con l'ingresso di Villa Torlonia sullo sfondo, le due ville una davanti all'altra. È l'immagine che spiega meglio di qualsiasi testo la geografia di questo tratto di strada.
Come si arriva dal centro di Roma?
Il gestore non pubblica indicazioni sui mezzi pubblici, e il portale turistico di Roma Capitale indica soltanto la posizione sulla via Nomentana, dopo corso Trieste, di fronte a Villa Torlonia. La Nomentana è servita da diverse linee di autobus, ma le linee e le fermate cambiano con i lavori e i nuovi orari. Per il percorso del giorno conviene usare il calcolatore sul sito di ATAC o chiamare lo 060608, indicando come destinazione Villa Torlonia, via Nomentana 70.
A piedi dal centro storico è una passeggiata lunga ma lineare. Da via XX Settembre si arriva a Porta Pia, poi si segue la via Nomentana verso nord est, fra villini e palazzine dei primi del Novecento, fino all'altezza di Villa Torlonia, che resta sulla destra, con Villa Paganini di fronte. Nello stesso quadrante si trova Villa Massimo, sede dell'Accademia Tedesca. Per il ritorno conviene usare i mezzi pubblici, verificando le linee sul sito di ATAC.
In auto la zona è residenziale, con parcheggio su strada e regole che cambiano da via a via. Il gestore non indica un parcheggio dedicato al parco. La Nomentana nelle ore di punta è molto trafficata, e trovare posto vicino ai cancelli nei giorni di scuola è difficile. La bicicletta è una buona soluzione per il quartiere, ma va ricordato che i Musei di Villa Torlonia segnalano che l'ingresso con la bicicletta a Villa Torlonia non è consentito.
Chi arriva dal quartiere Trieste o dal Coppedè può entrare dal lato di largo di Villa Paganini, evitando la Nomentana. Chi viene dalla Città universitaria e da San Lorenzo sale invece verso nord fino alla Nomentana. Il parco è piccolo e i viali sono brevi, ma chi cammina con difficoltà deve calcolare bene il tratto di marciapiede fino all'ingresso scelto e chiedere allo 060608 quali accessi sono privi di gradini.
Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia
Nel 1585 il cardinale Mariano Pierbenedetti da Camerino comprò la vigna sulla Nomentana per trasformarla in una residenza di prestigio, secondo la Sovrintendenza Capitolina. Nel 1722 la tenuta passò al cardinale Giulio Alberoni, che avviò importanti lavori di sistemazione. Per più di un secolo la villa fu uno dei tanti possedimenti suburbani di prelati e nobili lungo le vie consolari, con vigne, casini e giardini appena fuori dalle mura della città.
Nel corso dell'Ottocento arrivò la trasformazione romantica, con i tracciati sinuosi, il laghetto rustico e le fontane descritti dalla Sovrintendenza. Nel 1890 la proprietà fu comprata dal senatore Paganini, quando il quartiere intorno era già investito dall'espansione edilizia di Roma capitale. Nel 1913 gli eredi Paganini vendettero la villa a Enrico Lutzow, secondo il portale turistico di Roma Capitale. Nel frattempo, lungo la Nomentana, molte proprietà simili venivano divise in lotti e costruite.
Nel 1934 il Comune di Roma acquistò il complesso e affidò la sistemazione a Raffaele De Vico. Il 21 aprile 1934 la villa fu aperta al pubblico alla presenza di Benito Mussolini, secondo la Sovrintendenza. Nel 1938 fu collocato il monumento ai caduti della Prima guerra mondiale di Arnaldo Zocchi. Negli anni Cinquanta, con la crescita della popolazione del quartiere, nel parco furono costruiti prefabbricati destinati a scuole e locali di servizio.
Nel 2004 la villa fu riaperta dopo un importante restauro, che secondo la Sovrintendenza ha ripristinato il laghetto con l'isolotto artificiale e riattivato la grotta ninfeo. L'ultimo capitolo è del settembre 2026: il progetto Villa Paganini, un parco urbano nell'Antropocene, promosso con Roma Capitale, ARPA Lazio e l'Istituto di ricerca sugli ecosistemi terrestri del CNR, ha fatto della villa un laboratorio per misurare l'effetto della vegetazione su inquinamento e calore.
Chi è passato da Villa Paganini
I primi nomi sono quelli dei proprietari. Il cardinale Mariano Pierbenedetti da Camerino, che nel 1585 comprò la vigna. Il cardinale Giulio Alberoni, che la acquistò nel 1722 e ne legò il nome alla villa, tanto che la Sovrintendenza la chiama ancora Villa Alberoni Paganini. Alberoni fu un ecclesiastico di origine piacentina con una lunga carriera politica, e con lui la vigna diventò per la prima volta una villa sistemata con cura, secondo la Sovrintendenza.
Poi i proprietari dell'Italia unita. Il senatore Paganini, che comprò la villa nel 1890 e le diede il nome con cui la conoscono tutti. I suoi eredi, che nel 1913 la vendettero a Enrico Lutzow, secondo il portale turistico di Roma Capitale. Sono figure della Roma borghese e politica di fine Ottocento, meno note dei cardinali che li precedettero, ma decisive: senza di loro la villa sarebbe forse finita lottizzata come molte vigne vicine.
Il Novecento porta nomi pubblici. Benito Mussolini, presente all'apertura del 21 aprile 1934, che abitava a Villa Torlonia di fronte. Raffaele De Vico, architetto del Comune, autore della sistemazione del giardino e di molti altri parchi romani. Arnaldo Zocchi, scultore del monumento ai caduti del 1938. E, dagli anni Cinquanta, generazioni di studenti: gli edifici del parco ospitano ancora oggi una scuola, e il portale turistico ricorda anche un asilo di metodo Montessori.
Gli ultimi arrivati sono i ricercatori. Nel 2026 lo studio di architettura Schiattarella Associati, l'ARPA Lazio, il CNR-IRET e il Dipartimento Tutela Ambientale di Roma Capitale hanno lavorato insieme sul progetto del parco sentinella, secondo il Sistema nazionale per la protezione dell'ambiente. La presentazione dei risultati era prevista per il 16 settembre 2026, e la rivista Artribune ha annunciato fra gli interventi quello del botanico Stefano Mancuso. Il parco è diventato così anche un luogo di studio.
C'è davvero un rifugio antiaereo sotto Villa Paganini?
Quello che dicono i documenti: le pagine ufficiali di Villa Paganini, cioè quella della Sovrintendenza Capitolina e quella del portale turistico di Roma Capitale, descrivono il laghetto, la grotta, le fontane, il Casino Nobile, il monumento ai caduti e le scuole. Nessuna delle due indica un rifugio antiaereo visitabile dentro il parco. I rifugi antiaerei aperti al pubblico sulla Nomentana, con bunker e percorso multimediale, sono quelli di Villa Torlonia, gestiti dai musei comunali della villa di fronte.
Villa Torlonia aiuta a capire la confusione. Secondo i Musei di Villa Torlonia, sotto il piazzale laterale del Casino Nobile furono realizzate durante la Seconda guerra mondiale strutture sotterranee per proteggere Mussolini e la popolazione dai bombardamenti alleati, fra cui un bunker a forma di cilindro protetto da quattro metri di cemento armato. La vicinanza fra le due ville, una davanti all'altra, basta a spiegare la confusione: chi legge del bunker sulla Nomentana e vede due parchi affacciati sulla stessa strada può facilmente sbagliare cancello.
Quello che resta senza prova: l'esistenza di un ricovero antiaereo sotto i prati di Villa Paganini non risulta confermata da una fonte ufficiale. Durante la guerra Roma si dotò di rifugi pubblici e privati in molti quartieri, e non si può escludere che ne esistessero anche in questa zona. Finché il Comune o la Sovrintendenza non ne documentano uno dentro il parco, però, un bunker di Villa Paganini aperto ai visitatori non esiste. Il sottosuolo visitabile resta dall'altra parte della strada.
Per chi è interessato al tema, la scelta giusta è prenotare la visita al bunker di Villa Torlonia e completare la giornata con altri luoghi sotterranei della città. Tra le nostre schede trovate la pagina su Roma sotterranea, con i siti che si visitano sotto il livello della strada, e quella sui luoghi della memoria a Roma, che racconta la città della Seconda guerra mondiale attraverso monumenti, lapidi e musei.
Che cos'è il progetto del parco sentinella del 2026?
Il progetto si chiama Villa Paganini, un parco urbano nell'Antropocene. Secondo la notizia pubblicata il 12 settembre 2026 dal Sistema nazionale per la protezione dell'ambiente, nasce dalla collaborazione fra lo studio di architettura Schiattarella Associati, l'ARPA Lazio, l'Istituto di ricerca sugli ecosistemi terrestri del CNR e il Dipartimento Tutela Ambientale di Roma Capitale. L'obiettivo è misurare gli inquinanti atmosferici e l'effetto delle barriere vegetali nella mitigazione del caldo in città.
Come si misura? Con campionatori per il particolato fine, PM1, PM2.5 e PM10, per il biossido di azoto, l'ozono e i parametri meteorologici. Accanto agli strumenti, un metodo biologico: sacchetti con muschio devitalizzato usati come bioaccumulatori, le cosiddette moss bags. I ricercatori analizzano anche il particolato depositato sulle foglie degli alberi. I dati vengono confrontati con quelli della centralina fissa Boncompagni, a circa un chilometro di distanza, secondo la stessa fonte.
Il primo risultato diffuso dal CNR-IRET riguarda la varietà delle piante. Secondo l'istituto, un insieme di alberi, arbusti ed erbacee con caratteristiche diverse rimuove gli inquinanti dall'aria in modo più efficace delle piantagioni di una sola specie, perché ogni pianta interagisce in modo diverso con le varie frazioni di particolato. È un'indicazione utile per chi progetta il verde pubblico: il giardino romantico, con la sua mescolanza di specie, funziona meglio di un filare uniforme.
Per chi visita il parco il progetto cambia poco nell'immediato. Il parco resta aperto con gli stessi orari, e gli strumenti di misura non limitano l'accesso ai viali. Il gestore non ha pubblicato lavori o chiusure legate al progetto. Chi segue la vicenda può guardare le notizie di ARPA Lazio, del CNR e di Roma Capitale, dove usciranno eventuali sviluppi. A nostro giudizio è una buona ragione in più per guardare questo piccolo giardino con occhi diversi.
Come si inserisce Villa Paganini fra le ville della Nomentana?
La via Nomentana, fra Porta Pia e l'Aniene, era un tempo costeggiata da ville e vigne di cardinali e nobili. Oggi ne restano alcune, diverse per stato e accesso. Villa Torlonia è la più grande e la più nota, con parco pubblico e musei a pagamento nel Casino Nobile. Villa Massimo è sede dell'Accademia Tedesca e apre solo in occasioni speciali. Villa Paganini è il giardino pubblico più piccolo e più domestico della serie.
Sotto Villa Torlonia si trovano anche le catacombe ebraiche di Villa Torlonia, che non sono aperte al pubblico. Nel parco di fronte a Villa Paganini ci sono gli obelischi di Villa Torlonia, eretti dai principi nell'Ottocento. Mettere insieme le due ville permette di vedere in un'ora due modi di intendere il giardino: quello scenografico e monumentale dei Torlonia e quello raccolto e romantico di Villa Paganini.
Proseguendo verso nord, la Nomentana porta alla Basilica di Sant'Agnese fuori le Mura e al Mausoleo di Santa Costanza, due tappe fondamentali della Roma paleocristiana. Più avanti ancora, oltre il quartiere di Monte Sacro, il Ponte Nomentano scavalca l'Aniene al margine della Riserva Naturale Valle dell'Aniene. È l'asse di una giornata intera, dal centro alla campagna.
Verso ovest, nel quartiere Trieste, il sistema delle ville continua con il Parco di Villa Chigi, un altro giardino pubblico del Municipio II, e più in là con Villa Ada sulla via Salaria. Sulla Salaria si trova anche Villa Albani Torlonia, proprietà privata visitabile solo su richiesta. Villa Paganini non compete con nessuna di queste per dimensioni, ma è il punto di partenza più comodo per chi arriva da Porta Pia.
Quando è chiuso e che cosa non aspettarsi?
Il parco chiude ogni sera al tramonto e riapre alle 7, secondo la Sovrintendenza Capitolina. Il gestore non pubblica una tabella con l'ora esatta di chiusura per ogni mese, quindi il riferimento è la luce del giorno. D'inverno i cancelli chiudono presto nel pomeriggio. Come tutti i parchi con molti alberi d'alto fusto, Villa Paganini può restare chiusa per ragioni di sicurezza, lavori sulle alberature o allerta meteo per vento forte, con avvisi pubblicati da Roma Capitale.
Prima di andare in una giornata di maltempo conviene controllare gli avvisi sul sito del Comune o chiamare lo 060608. Lo stesso vale nei giorni di manutenzione straordinaria del laghetto o dei viali, che il gestore annuncia di volta in volta. Se il cancello della Nomentana è sbarrato per un intervento localizzato, conviene controllare anche gli ingressi di vicolo della Fontana e di largo di Villa Paganini prima di rinunciare, perché le chiusure possono riguardare solo una parte del parco.
Che cosa non aspettarsi? Un museo: il Casino Nobile non si visita. Un bunker: i rifugi antiaerei visitabili sono a Villa Torlonia. Un laghetto sempre pieno: il gestore non pubblica lo stato dell'acqua, e conviene non darlo per scontato. Un'area cani recintata: il gestore non la indica fra i servizi. Un bar interno: il portale turistico non ne segnala. E nemmeno un grande parco per correre, perché i viali sono brevi e affollati nelle ore di uscita dalle scuole.
Non aspettatevi neppure silenzio assoluto. Villa Paganini è circondata da strade trafficate e da edifici residenziali, e la Nomentana si sente dai viali più vicini alla strada. La calma vera si trova intorno al laghetto e alla grotta, nella parte più interna. Per chi cerca boschi estesi e percorsi lunghi, a nostro giudizio, Villa Ada e la Riserva Naturale Valle dell'Aniene rispondono meglio. Villa Paganini funziona come pausa, non come escursione.
Mangiare in zona
Dentro il parco non risulta un punto ristoro, e il gestore non pubblica regole specifiche sui picnic. Valgono le norme generali del verde comunale: niente fuochi, niente vetro lasciato a terra, rifiuti riportati via. Fuori dai cancelli la Nomentana e il quartiere Trieste sono zone residenziali, con locali pensati per chi ci abita, ci studia e ci lavora. La pressione turistica è bassa, e le trappole del centro storico qui sono meno frequenti.
Le trappole esistono comunque, soprattutto vicino ai luoghi di maggiore passaggio come l'ingresso dei musei di Villa Torlonia e Porta Pia. I segnali sono sempre gli stessi: il buttadentro sul marciapiede, il menù con le fotografie dei piatti, le voci senza prezzo, un menù diverso fuori e dentro, la cucina aperta di continuo senza una pausa. I romani evitano questi posti perché la qualità dipende dal passaggio di pubblico e non dai clienti abituali.
La regola pratica è scegliere dove si vedono persone del quartiere nella pausa pranzo, con un menù breve, scritto a mano o stampato ogni giorno, e i prezzi chiari. Nelle ore di uscita dalle scuole e dagli uffici i locali della zona si riempiono presto, quindi conviene anticipare o posticipare il pranzo. Per trovare indirizzi selezionati con criterio c'è la lista di indirizzi su Google Maps, utile anche per organizzare la giornata fra Nomentana, Trieste e centro.
Chi preferisce mangiare all'aperto trova panchine e ombra lungo i viali, ma il parco è piccolo e molto frequentato nelle ore dopo la scuola. Conviene scegliere le zone lontane dall'area giochi e dagli ingressi scolastici, lasciando liberi i passaggi. Per una pausa più lunga, con prati ampi e spazio per sedersi, il parco di Villa Torlonia di fronte offre più superficie. In entrambi i casi il consiglio è lasciare il posto come lo si è trovato e uscire prima della chiusura dei cancelli.
Che cosa abbinare in giornata
L'abbinamento naturale è Villa Torlonia, dall'altra parte della strada. I Musei di Villa Torlonia, cioè Casina delle Civette, Casino Nobile e Casino dei Principi, sono aperti dal martedì alla domenica dalle 9 alle 19, con ultimo ingresso alle 18, e chiusi il lunedì, il primo maggio e il 25 dicembre, secondo il sito dei musei. La visita al bunker va prenotata. Villa Paganini diventa così la pausa verde prima o dopo i musei.
Verso ovest, a pochi isolati, si trova il quartiere Coppedè, con le sue architetture fantastiche intorno a piazza Mincio. Più in là, nel quartiere Trieste, il Parco di Villa Chigi. Chi arriva dal centro può partire da Porta Pia e dalla vicina Porta Pinciana, lungo le Mura aureliane, e scendere poi per via Veneto verso il centro nel pomeriggio.
Verso sud si raggiungono la Città universitaria La Sapienza e il quartiere di San Lorenzo, raccontato nella pagina San Lorenzo: cosa vedere. Da lì si arriva alla Basilica di San Lorenzo fuori le mura e al Cimitero del Verano. È un percorso che mette insieme la città del Novecento, la Roma paleocristiana e il grande cimitero monumentale della città.
Verso nord, oltre Sant'Agnese, il quartiere di Monte Sacro e il Parco delle Valli, un grande spazio verde lungo l'Aniene. Verso ovest, oltre la Salaria, le catacombe di Priscilla, visitabili con le visite del gestore. Chi preferisce i musei d'arte può spostarsi a Villa Borghese, con la Galleria Borghese su prenotazione e la Galleria Nazionale d'Arte Moderna e Contemporanea a Valle Giulia.
Per altre idee a costo zero ci sono le pagine dedicate a Roma gratis e a Roma con i bambini, dove Villa Paganini trova posto accanto ai grandi parchi. Fra gli altri giardini storici del Comune a ingresso libero, sul sito trovate anche Villa Celimontana, Villa Sciarra e Villa Doria Pamphilj, tutte con una storia di proprietari nobili passate poi alla città.
Domande frequenti
Villa Paganini è aperta oggi e fino a che ora?
Il parco è aperto tutti i giorni dalle 7 al tramonto, secondo la Sovrintendenza Capitolina, e l'ingresso è libero. Il gestore non pubblica un'ora di chiusura precisa per ogni mese, quindi d'inverno i cancelli chiudono prima. Sono possibili chiusure straordinarie per ragioni di sicurezza, lavori sugli alberi o allerta meteo. Per avere conferma nel giorno della visita conviene chiamare lo 060608 o controllare gli avvisi sul sito di Roma Capitale.
Da dove si entra a Villa Paganini?
Gli ingressi indicati dalla Sovrintendenza Capitolina sono tre: sulla via Nomentana di fronte al civico 70, cioè davanti all'ingresso di Villa Torlonia, in vicolo della Fontana e in largo di Villa Paganini. L'ingresso della Nomentana è il più comodo per chi arriva con i mezzi pubblici o dai musei di Villa Torlonia. Gli altri due sono più tranquilli e adatti a chi arriva a piedi dal quartiere Trieste o dal Coppedè.
A Villa Paganini c'è un bunker o un rifugio antiaereo da visitare?
Le pagine ufficiali di Villa Paganini non indicano un rifugio antiaereo visitabile. Il bunker e i rifugi antiaerei che si visitano sulla Nomentana si trovano a Villa Torlonia, sotto il piazzale laterale del Casino Nobile, dall'altra parte della strada. Si entra solo con visita guidata e prenotazione obbligatoria, secondo i Musei di Villa Torlonia, che indicano lo 060608 per informazioni. La tariffa va verificata sul sito dei musei.
Si può visitare il Casino Nobile di Villa Paganini?
No. Il Casino Nobile di Villa Paganini non è un museo e non ha orari di visita. Gli edifici del parco sono usati come scuola, e il portale turistico di Roma Capitale ricorda anche un asilo di metodo Montessori. Si possono guardare dall'esterno, restando sui viali, senza avvicinarsi alle recinzioni scolastiche. Il Casino Nobile visitabile sulla Nomentana è quello di Villa Torlonia, che fa parte dei musei comunali con biglietto.
Villa Paganini e Villa Torlonia sono lo stesso parco?
No. Sono due parchi distinti, uno di fronte all'altro, separati dalla via Nomentana. Villa Torlonia è più grande, con musei a pagamento, il bunker e le catacombe ebraiche nel sottosuolo. Villa Paganini è un giardino romantico di circa due ettari e mezzo, con laghetto, grotta e fontane, a ingresso libero. Si passa dall'uno all'altro attraversando la strada, e insieme formano una mattinata completa fra storia e verde.
Villa Paganini è adatta ai bambini?
Sì. Il portale turistico di Roma Capitale indica un'area giochi attrezzata per bambini e alcune attrezzature sportive. Il parco è piccolo e recintato, con viali brevi e facili da tenere sotto controllo. Nei pomeriggi dei giorni di scuola l'area giochi è molto frequentata dalle famiglie del quartiere. Vicino al laghetto conviene tenere d'occhio i più piccoli. Per altre idee sul sito trovate la pagina Roma con i bambini.
Il laghetto di Villa Paganini ha l'acqua?
Il laghetto con l'isolotto artificiale è stato ripristinato nel 2004, secondo la Sovrintendenza Capitolina, ma il gestore non pubblica il suo stato attuale né un calendario di manutenzione. Non date per scontato di trovarlo pieno. Chi va apposta per fotografarlo farebbe bene a chiedere informazioni allo 060608 prima di partire, oppure a considerare la grotta ninfeo come alternativa per la foto.
Come si arriva a Villa Paganini con i mezzi pubblici?
Il gestore non pubblica le linee di trasporto. Il riferimento più semplice è Villa Torlonia, via Nomentana 70, perché l'ingresso principale di Villa Paganini si trova proprio di fronte. La Nomentana è percorsa da diverse linee di autobus, che conviene verificare il giorno stesso con il calcolatore di percorso sul sito di ATAC o chiamando lo 060608. A piedi da Porta Pia si segue la Nomentana verso nord est.
Che cos'è il parco sentinella di Villa Paganini?
È il progetto Villa Paganini, un parco urbano nell'Antropocene, presentato nel settembre 2026 da Roma Capitale, ARPA Lazio, CNR-IRET e dallo studio Schiattarella Associati. Nel parco e nei dintorni si misurano particolato, biossido di azoto, ozono e parametri meteo, con strumenti e sacchetti di muschio usati come bioaccumulatori. L'obiettivo è capire quanto la vegetazione riduca inquinamento e calore. L'accesso ai viali non cambia.
Chi ha scritto e su quali fonti
Il testo esce dalla redazione di Tour Leader Pro, la struttura romana che progetta itinerari, visite ed eventi culturali fra Roma e il Lazio. Tariffe, orari e modalità di accesso riportati qui risultano dalle fonti ufficiali richiamate nel testo alla data indicata in apertura: per Villa Paganini fanno fede la pagina della Sovrintendenza Capitolina e gli avvisi di Roma Capitale. Segnalateci quello che trovate cambiato.
Organizzare una visita sulla Nomentana per un gruppo significa lavorare sugli incastri più che sui biglietti: prenotare il turno del bunker di Villa Torlonia, calcolare gli orari dei musei, scegliere l'ingresso giusto di Villa Paganini per la pausa e tenere conto delle ore di uscita dalle scuole. Per chi progetta uscite di questo tipo, una risorsa utile per chi organizza viaggi di gruppo è Tour Leader Pro, con strumenti pensati per coordinare visite e itinerari.
Villa Paganini è anche una porta verso una Roma meno battuta, fatta di quartieri del primo Novecento, ville nobiliari diventate giardini pubblici e basiliche paleocristiane lungo le vie consolari. Mettere insieme la Nomentana, la Salaria, la valle dell'Aniene e magari la Sabina e i Castelli richiede qualche giorno e un po' di pianificazione, e una risorsa utile per montare un itinerario di più giorni è Italy Planner.
Prepara la visita
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Visite guidate
Tour con guide abilitate in città e fuori porta, anche in piccoli gruppi.
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Il centro storico in un paio d’ore, senza stancarsi a piedi.
Pass musei e trasporti
Un solo pass per più ingressi e per i mezzi: fai due conti sulle visite che hai in programma prima di comprarlo.
