Quartett di Heiner Müller al Teatro di Villa Torlonia — dal 21 al 24 gennaio 2027
Quartett di Heiner Müller va in scena al Teatro di Villa Torlonia, in via Lazzaro Spallanzani 1 a Roma, per quattro sere consecutive, da giovedì 21 a domenica 24 gennaio 2027, con Viola Graziosi e Maximilian Nisi, che firma anche la regia. Il teatro si trova dentro il parco di Villa Torlonia, nel quartiere Nomentano, e si raggiunge con la metro B (fermate Bologna o Policlinico, una decina di minuti a piedi), con i tram 3 e 19 che fermano a viale Regina Margherita/Nomentana e con gli autobus che percorrono via Nomentana. Lo spettacolo fa parte della stagione 2026/2027 del Teatro di Roma, che per la sala di Villa Torlonia pubblica orari d'inizio e prezzi sul proprio sito ufficiale: i biglietti si acquistano lì, alle biglietterie della fondazione e sul circuito di prevendita autorizzato che il Teatro di Roma indica nella pagina dello spettacolo. La traduzione è di Saverio Vertone, le musiche originali di Stefano De Meo, scene e costumi di Vincenzo La Mendola; la produzione è del Teatro della Città.

Quartett al Teatro di Villa Torlonia: date, compagnia e dati essenziali
Quartett resta in cartellone al Teatro di Villa Torlonia dal 21 al 24 gennaio 2027, quattro recite dal giovedì alla domenica, con due soli interpreti in scena.
Le date
Il calendario pubblicato dal Teatro di Roma indica giovedì 21, venerdì 22, sabato 23 e domenica 24 gennaio. Sono quattro occasioni in tutto, in una sala che per dimensioni è la più raccolta delle tre gestite dalla fondazione: chi ha in mente una data precisa, il sabato soprattutto, fa bene a non aspettare l'ultima settimana.
La locandina
Il testo è di Heiner Müller, nella traduzione italiana di Saverio Vertone. La regia è di Maximilian Nisi, che recita accanto a Viola Graziosi. Le musiche originali sono di Stefano De Meo, scene e costumi di Vincenzo La Mendola. La produzione è del Teatro della Città, e la biografia di Nisi indica questo Quartett come un lavoro del 2026 nato a Catania.
Orari e prezzi
La scheda ufficiale dello spettacolo non riporta ancora l'orario d'inizio delle singole recite né il prezzo dei biglietti. Il riferimento resta il sito del Teatro di Roma, che aggiorna la sezione informazioni e biglietti di ogni titolo e gestisce anche la campagna abbonamenti della stagione 2026/2027.
Di cosa parla Quartett: Merteuil e Valmont alla fine del gioco
Quartett mette in scena il confronto estremo fra la marchesa di Merteuil e il visconte di Valmont, i due libertini delle Relazioni pericolose, qui rappresentati come figure ormai al tramonto, chiusi in uno spazio sospeso fuori dal tempo e dalla storia.
Due personaggi, quattro ruoli
Il titolo spiega il meccanismo. In scena ci sono due attori, ma i ruoli sono quattro: attraverso un continuo scambio di parti, come descrive la presentazione del Teatro di Roma, i protagonisti si trasformano l'uno nell'altra e incarnano anche le proprie vittime. Valmont diventa Merteuil, Merteuil diventa Valmont, e tutti e due prestano voce e corpo a chi hanno sedotto e distrutto. Il quartetto è questo: due persone che bastano a contenere un intero romanzo.
Un duello di parole
La presentazione ufficiale parla di un duello verbale e fisico in cui il linguaggio diventa un'arma e il corpo un luogo di trasformazione. È la chiave per entrare nello spettacolo: Müller non racconta una storia d'amore, costruisce un rituale spietato in cui seduzione, dominio e memoria si intrecciano. Il confine fra identità, genere, desiderio e potere, scrive il Teatro di Roma, si dissolve fino a mettere in discussione ogni certezza.
Un testo radicale
La scheda della stagione definisce Quartett un testo radicale, che interroga la natura del potere e la fragilità dell'identità e conduce lo spettatore in un confronto senza tregua con le zone più oscure dell'essere umano. Conviene saperlo prima di sedersi in sala: è teatro di parola densa, poco incline alla consolazione, che chiede ascolto e restituisce molto a chi lo concede.
Dalle Relazioni pericolose a Quartett: la fonte del testo
La fonte di Quartett è Le relazioni pericolose, il romanzo epistolare di Pierre Choderlos de Laclos pubblicato nel 1782, uno dei testi più riscritti della letteratura francese.
Il romanzo di Laclos
Nel romanzo la marchesa di Merteuil e il visconte di Valmont, antichi amanti, si sfidano a colpi di seduzione, usando le persone come pedine. Tutto passa per le lettere: nessuno parla davvero, tutti scrivono, e ogni lettera è una mossa. Müller conserva i due nomi e l'aria di sfida, ma toglie il contesto e lascia soltanto il gioco, portato alle estreme conseguenze.
Le altre riscritture
La storia ha avuto una lunga vita sulle scene e sugli schermi. Nel 1959 Roger Vadim ne trasse un film ambientato nel suo tempo; nel 1985 Christopher Hampton scrisse l'adattamento teatrale Les Liaisons Dangereuses, e nel 1988 uscì il film di Stephen Frears. Quartett appartiene alla stessa famiglia, ma è il suo ramo più aspro: dove gli altri ricostruiscono il Settecento, Müller lo svuota e ne tiene solo lo scheletro.
Una lettura per lo spettatore di oggi
Chi arriva in sala con il ricordo del film di Frears troverà qualcosa di molto diverso. Non ci sono salotti, carrozze, parrucche. C'è una stanza, ci sono due voci. A nostro giudizio è la versione che dice di più sul presente, perché mette a nudo il meccanismo del potere dentro le relazioni senza lasciare allo spettatore il comodo alibi del costume d'epoca.
Heiner Müller, l'autore di Quartett
Heiner Müller, nato a Eppendorf, in Sassonia, il 9 gennaio 1929 e morto a Berlino il 30 dicembre 1995, è considerato il più importante drammaturgo tedesco dopo Bertolt Brecht e uno dei padri del teatro postmoderno.
La Germania dell'Est
Müller visse e lavorò nella Repubblica Democratica Tedesca, con cui ebbe un rapporto tormentato. Nel 1959 vinse il Premio Heinrich Mann, ma nel 1961 il suo testo Die Umsiedlerin fu censurato dopo una sola rappresentazione e l'autore venne espulso dall'Associazione degli scrittori. Negli anni seguenti le autorità bloccarono la prima di Der Bau e censurarono Mauser. Fu riammesso nell'associazione soltanto nel 1988, poco prima della caduta del Muro.
Il successo in Occidente
Negli anni Settanta e Ottanta Müller lavorò per i teatri della Germania Ovest, dirigendo a Monaco le prime di alcune delle sue opere più conosciute: Germania Tod in Berlin nel 1978, Die Hamletmaschine nel 1979, Der Auftrag nel 1982. La fama internazionale portò al riconoscimento anche in patria: nel 1984 entrò nell'Accademia delle Arti della Germania Est, due anni dopo in quella di Berlino Ovest.
Il Berliner Ensemble e i premi
Dopo il 1989 Müller presiedette per un breve periodo l'Accademia delle Arti della Germania Est. Nel 1992 entrò nel direttorio del Berliner Ensemble, la compagnia fondata da Brecht, e nel 1995, poco prima di morire, ne divenne direttore artistico. Nel 1990 ricevette il Premio Kleist e nel dicembre 1994 il Premio Europa per il Teatro a Taormina. Fra le sue opere più note figurano Medeamaterial, Paesaggio con Argonauti, Filottete, Cemento, Descrizione di un quadro e, appunto, Quartett.
Müller in italiano
In Italia la sua opera è stata pubblicata soprattutto da Ubulibri: il primo volume di teatro, uscito nel 1984, raccoglieva Filottete, L'Orazio, Mauser, La missione e proprio Quartetto. Negli anni sono seguiti gli altri volumi, le interviste di Tutti gli errori e le poesie dell'Invenzione del silenzio.
Viola Graziosi, la marchesa di Merteuil di Quartett
Viola Graziosi è un'attrice romana, nata il 24 settembre 1979, che ha debuttato giovanissima come Ofelia nell'Amleto diretto da Carlo Cecchi e si è diplomata al Conservatoire national supérieur d'art dramatique di Parigi.
Gli inizi con Carlo Cecchi
Aveva diciassette anni quando Carlo Cecchi la scelse per Ofelia. Con Cecchi, al Teatro Garibaldi di Palermo fra il 1997 e il 1999, recitò anche nel Sogno di una notte di mezza estate e in Misura per misura: una scuola shakespeariana rigorosa, prima della formazione parigina al Conservatoire, dove fra il 2000 e il 2003 lavorò con registi come Alain Françon e Catherine Hiégel.
Le grandi figure femminili
Sul palcoscenico ha interpretato Medea, Clitemnestra, Fedra, Circe ed Elena nelle Troiane al Teatro Greco di Siracusa, diretta fra gli altri da Paolo Magelli, Giuseppe Dipasquale e Muriel Mayette-Holtz. Il suo repertorio va da Sei personaggi in cerca d'autore ai Creditori di Strindberg, fino al Racconto dell'ancella di Margaret Atwood. Con Graziano Piazza ha portato in scena la Trilogia del Femminile, dando voce a donne realmente esistite come Sibilla Aleramo e Simonetta Vespucci.
La voce e lo schermo
Graziosi è anche una delle voci più note degli audiolibri italiani: ha letto Isabel Allende, Amélie Nothomb, Antonio Tabucchi e Virginia Woolf. Al cinema è stata diretta da Francesca Comencini e Pupi Avati; in televisione ha recitato in Distretto di Polizia, Un passo dal cielo, Nero Wolfe, L'allieva e nel film su Chiara Lubich. Nel 2024 è stata nominata Cavaliere dell'Ordine al merito della Repubblica italiana.
Maximilian Nisi, regista e interprete di Quartett
Maximilian Nisi, nato a Faenza il 15 settembre 1970 e cresciuto a Torino, è un attore e regista formato alla Scuola del Piccolo Teatro di Milano diretta da Giorgio Strehler, con cui ha debuttato nel 1993 nel Faust di Goethe.
Strehler e Ronconi
Diplomato nel 1993 alla scuola di Strehler, nel 1995 si trasferì a Roma per il Corso di perfezionamento del Teatro di Roma diretto da Luca Ronconi, lavorando con Peter Stein, Federico Tiezzi e Piero Maccarinelli. Da Strehler, racconta la sua biografia, ha appreso la poesia e il rigore; da Ronconi il rapporto fra un testo e la lingua in cui è scritto. Per un testo come Quartett, tutto costruito sul linguaggio, è una formazione che conta.
I ruoli e i premi
Con Theodoros Terzopoulos fu Emone nell'Antigone al Teatro Olimpico di Vicenza, ruolo che gli valse il Premio Lauro Olimpico. Nel 1997 Sandro Sequi lo scelse come protagonista di Billy Budd, prima trasposizione teatrale italiana del romanzo di Melville. Nel 2012 fu Edipo nell'Edipo Re diretto dal russo Anatolij Vassil'ev. Ha lavorato con Glauco Mauri, Gabriele Lavia, Maurizio Scaparro, Krzysztof Zanussi, Jérôme Savary, e ha ricevuto fra gli altri il Premio Internazionale Bronzi di Riace e il Premio Confcommercio al Festival di Borgio Verezzi.
La regia e la televisione
Dal gennaio 2024 Nisi è direttore artistico del Festival teatrale di Borgio Verezzi. Come regista ha firmato Le memorie di un fanciullo da Elsa Morante, Giuda di Raffaella Bonsignori, Donne in fuga e, nel 2026, Quartett e Huis Clos di Sartre. Il pubblico televisivo lo ricorda come Marco Altieri in Un posto al sole e come Luigi De Paoli in Incantesimo.
Il Teatro di Villa Torlonia, la sala di Quartett
Il Teatro di Villa Torlonia è il teatro ottocentesco della residenza dei principi Torlonia, costruito da Quintiliano Raimondi per Alessandro Torlonia, riaperto nel 2013 dopo un lungo restauro e oggi una delle sale del Teatro di Roma.
Un teatro di famiglia
A partire dal 1832 Alessandro Torlonia trasformò la villa di famiglia in una grande residenza di rappresentanza. Il Teatro, che Raimondi costruì insieme alla Limonaia, ospitava le feste e gli spettacoli riservati agli invitati della casata, fra le più ricche della Roma pontificia. Nacque come teatro privato: pubblico lo è diventato soltanto nel nostro secolo.
Dal degrado alla riapertura
Dopo gli anni in cui la villa fu residenza di Mussolini e poi sede del comando alleato fra il 1944 e il 1947, arrivò un lungo abbandono. Il Comune acquistò il complesso nel 1977 e dal 1991 i restauri hanno recuperato un edificio dopo l'altro. Il Teatro ha riaperto nel 2013, la Serra Moresca nel 2021.
Una sala per due attori
Per Quartett la dimensione della sala è un vantaggio evidente. Un testo che vive di sguardi, di respiri e di parole sussurrate o scagliate ha bisogno che il pubblico sia vicino, e il Teatro di Villa Torlonia offre una vicinanza che le grandi sale non consentono. C'è poi un'eco curiosa: un teatro nato per le serate aristocratiche dell'Ottocento accoglie due aristocratici del Settecento arrivati alla fine della loro partita.
Villa Torlonia: il parco intorno a Quartett
Villa Torlonia è un parco pubblico del quartiere Nomentano, di proprietà comunale dal 1977 e aperto ai cittadini dal 1978, con l'ingresso principale in via Nomentana e altri accessi in via Lazzaro Spallanzani.
Dai Pamphilj ai Torlonia
Fra il Seicento e la metà del Settecento la tenuta fu dei Pamphilj, che la usavano come azienda agricola; passò poi al cardinale Girolamo Colonna e nel 1797 fu venduta al banchiere Giovanni Raimondo Torlonia. Nel 1806 Giuseppe Valadier ridisegnò il parco e trasformò gli edifici esistenti nel Casino Nobile e nel Casino dei Principi.
Gli architetti di Alessandro Torlonia
Dal 1832 lavorarono per Alessandro Torlonia Giovan Battista Caretti, Giuseppe Jappelli, autore della Capanna Svizzera poi trasformata nella Casina delle Civette e della Serra Moresca, e Quintiliano Raimondi, che costruì il Teatro e la Limonaia. Nel 1842 furono innalzati gli obelischi di Villa Torlonia, dedicati ai genitori di Alessandro.
Il Novecento
Nel 1919 nel parco venne scoperto un cimitero sotterraneo ebraico di epoca romana. Dagli anni Venti al luglio 1943 il Casino Nobile fu la residenza di Benito Mussolini, che pagava ai Torlonia un affitto simbolico di una lira. Dal 1944 al 1947 la villa fu occupata dal comando anglo-americano, poi conobbe un lungo abbandono fino all'acquisto comunale.
La villa oggi
Oggi Villa Torlonia è un parco aperto dall'alba al tramonto, con i Musei di Villa Torlonia distribuiti fra il Casino Nobile, il Casino dei Principi e la Casina delle Civette. A fine gennaio il parco chiude presto: per una passeggiata prima dello spettacolo conviene arrivare nel primo pomeriggio.
Come arrivare al Teatro di Villa Torlonia per Quartett
Il Teatro di Villa Torlonia è in via Lazzaro Spallanzani 1 e si raggiunge con la metro B (fermate Bologna o Policlinico), con i tram 3 e 19 e con gli autobus di via Nomentana e di via Bari.
In metro
Le stazioni più comode della linea B sono Bologna e Policlinico. Dalla prima si cammina verso via Nomentana, dalla seconda si risale viale Regina Margherita: in tutti e due i casi servono una decina di minuti a piedi. Per il teatro conviene puntare agli ingressi di via Spallanzani.
In tram
I tram 3 e 19 fermano a viale Regina Margherita/Nomentana, a pochi passi dalla villa. Il 19 collega la zona con San Lorenzo e Porta Maggiore, il 3 con il Colosseo e Trastevere.
In autobus
Su via Nomentana passano, fra le altre, le linee 60, 66, 82 e 90; su via Bari il 61, il 490, il 495 e il 649. Di sera e nel fine settimana le frequenze cambiano: prima di uscire conviene verificare il percorso sul calcolatore dell'azienda di trasporto romana.
In auto
Il Nomentano è un quartiere residenziale e la sosta lungo via Nomentana, soprattutto di sera, è difficile. Metro e tram restano la scelta più sensata, anche perché l'uscita dal teatro coincide spesso con il traffico serale di viale Regina Margherita.
Una curiosità su Quartett di Heiner Müller al Teatro di Villa Torlonia — dal 21 al 24 gennaio 2027
La curiosità più interessante riguarda i due volti di questo spettacolo. Viola Graziosi e Maximilian Nisi arrivano a Quartett da percorsi paralleli: tutti e due si sono formati dentro le grandi scuole del teatro di regia, lei con Carlo Cecchi e poi al Conservatoire di Parigi, lui con Giorgio Strehler al Piccolo e con Luca Ronconi proprio al Teatro di Roma. Per Nisi, quindi, questa stagione è un ritorno alla fondazione in cui si è perfezionato a metà degli anni Novanta, trent'anni dopo, e con uno spettacolo diretto da lui. Il secondo dettaglio riguarda i ruoli femminili che Graziosi ha frequentato: Medea, Clitemnestra, Fedra, Circe, Elena. Sono tutte donne che usano l'intelligenza come arma in un mondo governato dagli uomini, ed è difficile non vedere nella marchesa di Merteuil l'erede settecentesca di quelle figure. Il terzo dettaglio è bibliografico: la prima edizione italiana del teatro di Müller, pubblicata da Ubulibri nel 1984, riuniva Quartett, allora tradotto come Quartetto, con Filottete, L'Orazio, Mauser e La missione. Da oltre quarant'anni, quindi, il testo circola nella nostra lingua, eppure resta uno dei meno rappresentati del suo autore sui palcoscenici romani.
Una cosa che non ti dice nessuno su Quartett di Heiner Müller al Teatro di Villa Torlonia — dal 21 al 24 gennaio 2027
Quello che le presentazioni non dicono è che Quartett chiede allo spettatore di conoscere almeno a grandi linee le Relazioni pericolose. Müller dà per scontati i nomi, le vittime e la sfida fra i due libertini: se si arriva in sala sapendo chi sono le donne ingannate dai due libertini, le trasformazioni degli attori si seguono con più piacere, perché si riconosce di volta in volta chi viene evocato. Mezz'ora con una sintesi del romanzo di Laclos, oppure la visione del film di Stephen Frears del 1988, basta a preparare la serata. La seconda cosa riguarda il tono. Quartett ha fama di testo cupo, e lo è, ma dentro la ferocia c'è un umorismo nero molto preciso: le battute più crudeli sono spesso anche le più comiche, e non è raro che in platea scappi una risata che subito dopo si gela. La terza riguarda la sala: il Teatro di Villa Torlonia è piccolo, le prime file sono a pochi metri dagli attori e in uno spettacolo che gioca sul corpo e sulla seduzione la distanza cambia molto l'esperienza. Chi preferisce osservare con un po' di distacco scelga le file centrali.
Il consiglio che ti do per visitare Quartett di Heiner Müller al Teatro di Villa Torlonia — dal 21 al 24 gennaio 2027
Il consiglio è costruire la serata in due tempi, con la villa come prologo. A fine gennaio il parco di Villa Torlonia chiude al tramonto, ma nel primo pomeriggio si può entrare da via Nomentana, passare davanti agli obelischi e al Casino Nobile e raggiungere la Casina delle Civette. È un modo di entrare nel mondo dei Torlonia, gli stessi che fecero costruire il teatro in cui si andrà la sera. Poi, uscendo dal parco, conviene una sosta nei locali intorno a piazza Bologna o lungo via Nomentana, e il rientro verso via Spallanzani con un buon margine sull'inizio. Il secondo consiglio riguarda la preparazione: prima di andare, una rilettura anche parziale delle Relazioni pericolose o del riassunto delle vicende principali rende molto più leggibile il gioco dei travestimenti. Il terzo riguarda la data: a nostro giudizio il giovedì e il venerdì sono le sere migliori per chi cerca una sala più silenziosa e concentrata, mentre la domenica è la più comoda per chi arriva da fuori Roma. In ogni caso conviene controllare l'orario d'inizio sul sito del Teatro di Roma, che lo pubblica nella scheda dello spettacolo.
Dove mangiare prima o dopo Quartett
All'interno di Villa Torlonia la Limonaia restaurata è adibita a punto di ristoro; fuori dal parco, lungo via Nomentana e intorno a piazza Bologna, si trovano bar, pizzerie e trattorie di ogni fascia di prezzo.
Dentro il parco
La Limonaia, costruita da Quintiliano Raimondi come il teatro, è la soluzione più comoda per un caffè o un aperitivo senza uscire dalla villa. I suoi orari seguono quelli del parco, che in gennaio chiude presto: per una recita serale conviene cenare fuori.
Nel quartiere
Il Nomentano è un quartiere di residenti, con locali frequentati soprattutto da chi ci abita. Intorno a piazza Bologna e lungo viale XXI Aprile l'offerta è ampia e i prezzi sono più onesti che in centro. Il venerdì e il sabato conviene prenotare, sia prima sia dopo lo spettacolo.
Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato
È noto che Heiner Müller viene considerato l'erede di Bertolt Brecht; si ricorda meno spesso che quell'eredità fu anche istituzionale, concreta. Nel 1992 Müller entrò nel direttorio del Berliner Ensemble, la compagnia fondata da Brecht, come uno dei suoi cinque membri, e nel 1995, poco prima della morte, ne divenne direttore artistico. Il drammaturgo che la Germania Est aveva censurato e perfino espulso dall'Associazione degli scrittori nel 1961 arrivò dunque a dirigere la compagnia fondata da Brecht, pochi anni dopo la caduta del Muro. È una parabola che aiuta a capire Quartett: un testo scritto da un autore abituato a osservare il potere da vicino, a subirne i divieti e poi a esercitarlo, sa bene che il dominio passa per il linguaggio. C'è poi un secondo fatto, questo sì molto citato fra gli addetti ai lavori ma quasi sconosciuto al grande pubblico: nel 1994 Müller ricevette a Taormina il Premio Europa per il Teatro, uno dei riconoscimenti più importanti del teatro europeo, e il racconto della sua opera fatto da lui stesso in quell'occasione fu pubblicato da Ubulibri in un volume curato da Franco Quadri e Alessandro Martinez. Franco Quadri, lo stesso critico che teneva i corsi di storia del teatro frequentati da Maximilian Nisi al Teatro di Roma a metà degli anni Novanta.
La foto giusta da fare a Quartett di Heiner Müller al Teatro di Villa Torlonia — dal 21 al 24 gennaio 2027
Durante lo spettacolo niente fotografie. In un lavoro a due voci, costruito su pause, sguardi e trasformazioni, lo schermo di un telefono acceso in una sala così raccolta si vede dal palco e rompe il patto con gli attori. La foto giusta si fa fuori, e il parco ne offre almeno tre. La prima è la facciata del Teatro tra gli alberi della villa, con le colonne e il corpo semicircolare che lo rendono riconoscibile: a fine gennaio, se si arriva prima del tramonto, la luce bassa del pomeriggio d'inverno scalda la pietra e disegna ombre nette. La seconda sono gli obelischi di granito vicino all'ingresso di via Nomentana, fotografati dal basso contro il cielo. La terza, per chi ama i dettagli, è la Casina delle Civette, nata come Capanna Svizzera: un edificio che racconta il gusto eccentrico dell'ultimo principe Torlonia e che, in una serata dedicata a due aristocratici in rovina, trova una curiosa rima visiva. Dopo lo spettacolo, se gli attori escono a salutare il pubblico nel foyer, una foto con il programma di sala è il ricordo più semplice. Niente flash, e niente scatti durante gli applausi finché gli interpreti sono in scena.
Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia
La storia di Villa Torlonia comincia come tenuta agricola dei Pamphilj, fra il Seicento e la metà del Settecento, e prosegue con il cardinale Girolamo Colonna, che avvia la costruzione del primo nucleo della villa. Nel 1797 la proprietà passa al banchiere Giovanni Raimondo Torlonia, e nel 1806 Giuseppe Valadier ne ridisegna il parco con viali simmetrici e perpendicolari. Dal 1832 il figlio Alessandro affida i lavori a Giovan Battista Caretti, Giuseppe Jappelli e Quintiliano Raimondi, che costruisce il Teatro e l'Aranciera, oggi Limonaia. Nel 1842 vengono eretti i due obelischi in memoria dei genitori del principe. Il successore Giovanni trasforma la Capanna Svizzera nella Casina delle Civette e fa costruire il Villino Medievale e il Villino Rosso. Nel 1919 nel parco viene scoperto un cimitero ebraico sotterraneo di epoca romana. Negli anni Venti Giovanni Torlonia concede il Casino Nobile a Benito Mussolini, che vi abita con la famiglia fino al luglio 1943. Dal 1944 al 1947 la villa ospita il comando anglo-americano; segue un lungo abbandono. Nel 1977 il Comune di Roma acquista la villa, che l'anno successivo diventa parco pubblico. Dal 1991 cominciano i restauri; il Teatro riapre nel 2013. Dal 21 al 24 gennaio 2027 il suo palcoscenico ospita Quartett.
Chi è passato da Quartett di Heiner Müller al Teatro di Villa Torlonia — dal 21 al 24 gennaio 2027
Da Villa Torlonia sono passati gli architetti che hanno disegnato la Roma dell'Ottocento: Giuseppe Valadier, Giovan Battista Caretti, Giuseppe Jappelli, Quintiliano Raimondi, che del Teatro fu il costruttore. Sono passati i Torlonia, banchieri e poi principi, con gli invitati delle loro feste; nel 1842, all'innalzamento del primo obelisco, erano presenti papa Gregorio XVI e Ludovico di Baviera. Nel Novecento la villa è stata per quasi vent'anni la casa di Benito Mussolini e della sua famiglia, e dopo la guerra la sede del comando alleato. Dalla riapertura del 2013 il palcoscenico del Teatro ha accolto le compagnie ospitate dal Teatro di Roma, dalla prosa contemporanea agli spettacoli per ragazzi. A gennaio 2027 passano da qui Viola Graziosi e Maximilian Nisi, con loro Saverio Vertone, la cui traduzione dà voce italiana al testo, il compositore Stefano De Meo e lo scenografo e costumista Vincenzo La Mendola. E passano, idealmente, due autori separati da due secoli: Pierre Choderlos de Laclos, che nel 1782 inventò la marchesa di Merteuil e il visconte di Valmont, e Heiner Müller, che li riprese per condurli fino all'ultima mossa.
Accessibilità, età e informazioni pratiche
Per l'accesso al Teatro di Villa Torlonia di persone con mobilità ridotta il riferimento è il Teatro di Roma, che dedica all'accessibilità delle sue sale una sezione del sito ufficiale.
Il parco di sera
Villa Torlonia è un parco storico, con viali, ghiaia e qualche dislivello. Chi ha difficoltà motorie fa bene a chiedere in anticipo quale ingresso sia più comodo per raggiungere il teatro. A gennaio, all'uscita serale, la temperatura scende: una giacca pesante è d'obbligo.
L'età
Quartett è uno spettacolo per adulti: parla di seduzione, di sesso e di potere con un linguaggio esplicito e crudo. Può interessare gli studenti universitari e gli ultimi anni delle superiori che studiano il teatro del Novecento, meglio se preparati sul testo. Per i ragazzi più giovani il Teatro di Roma ha una programmazione dedicata, che passa anche da Villa Torlonia, come nel caso di Albert eD io.
Gennaio a Roma
La fine di gennaio è uno dei periodi più tranquilli dell'anno a Roma: poca folla, prezzi più bassi negli alberghi, musei visitabili senza code. Per chi arriva da fuori è il momento giusto per unire una serata di teatro a una visita ai Musei di Villa Torlonia.
Domande frequenti su Quartett
Quando va in scena Quartett al Teatro di Villa Torlonia?
Quartett di Heiner Müller va in scena al Teatro di Villa Torlonia da giovedì 21 a domenica 24 gennaio 2027, per quattro recite consecutive. L'orario d'inizio di ciascuna replica è pubblicato dal Teatro di Roma nella scheda ufficiale dello spettacolo, insieme alle informazioni sui biglietti.
Chi recita in Quartett di Heiner Müller a Roma?
In Quartett recitano Viola Graziosi e Maximilian Nisi, che firma anche la regia. Sono gli unici due interpreti in scena, ma attraverso lo scambio continuo dei ruoli danno vita alla marchesa di Merteuil, al visconte di Valmont e alle loro vittime. La traduzione è di Saverio Vertone, le musiche di Stefano De Meo.
Di cosa parla Quartett?
Quartett riprende i due protagonisti delle Relazioni pericolose di Choderlos de Laclos, la marchesa di Merteuil e il visconte di Valmont, e li chiude in uno spazio fuori dal tempo. I due si scambiano i ruoli e interpretano anche le persone che hanno sedotto, in un duello di parole su seduzione, potere e identità.
Dove si trova il Teatro di Villa Torlonia?
Il Teatro di Villa Torlonia si trova in via Lazzaro Spallanzani 1, all'interno del parco di Villa Torlonia, nel quartiere Nomentano. Le fermate della metro B più vicine sono Bologna e Policlinico; i tram 3 e 19 fermano a viale Regina Margherita, all'altezza di via Nomentana.
Dove si comprano i biglietti per Quartett?
I biglietti per Quartett si acquistano sul sito ufficiale del Teatro di Roma, alle biglietterie della fondazione e sul circuito di prevendita autorizzato che il Teatro di Roma indica nella pagina dello spettacolo. Lo spettacolo è compreso nella stagione 2026/2027, per la quale è attiva la campagna abbonamenti.
Quartett è adatto ai ragazzi?
Quartett è uno spettacolo pensato per un pubblico adulto, con temi e linguaggio espliciti su sesso, dominio e crudeltà. Può essere adatto agli studenti degli ultimi anni delle superiori e dell'università che studiano il teatro contemporaneo, meglio se preparati sulla trama delle Relazioni pericolose.
Chi era Heiner Müller?
Heiner Müller è stato un drammaturgo e poeta tedesco, nato nel 1929 e morto a Berlino nel 1995, considerato il più importante autore teatrale tedesco dopo Brecht. Fra le sue opere più note ci sono Die Hamletmaschine, Medeamaterial e Quartett; negli ultimi anni fu direttore artistico del Berliner Ensemble.
Il consiglio finale su Quartett
Quartett non è uno spettacolo facile, e non pretende di esserlo. È un testo di parole affilate, con due attori soli e una sala piccola, in cui ogni cambio di voce pesa. A nostro giudizio è proprio la combinazione giusta: un testo nato per smontare il teatro dei costumi e delle parrucche trova in un teatro aristocratico dell'Ottocento il contrasto ideale, e la vicinanza della platea trasforma lo spettatore nel testimone di una partita privata. Il consiglio è arrivare preparati sulle Relazioni pericolose, scegliere una delle prime sere per trovare una sala più concentrata e dedicare il pomeriggio al parco di Villa Torlonia. Chi ha visto Viola Graziosi nelle tragedie greche e Maximilian Nisi nei grandi classici troverà due interpreti alla prova di una scrittura molto diversa, secca, moderna, senza rete. Chi non li conosce troverà una buona porta d'ingresso nel teatro di Heiner Müller.
Articolo scritto dalla redazione di Tour Leader Pro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.
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