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Catacombe ebraiche di Villa Torlonia

Le Catacombe ebraiche di Villa Torlonia non sono visitabili: la Sovraintendenza capitolina lo scrive senza giri di parole nella pagina dedicata alla villa, e non esiste un biglietto da comprare, né online né al cancello. Il cimitero sotterraneo si trova sotto il parco di via Nomentana 70, nel quartiere Nomentano, sotto l'area delle antiche scuderie. Sopra c'è un parco pubblico gratuito di Roma Capitale. Sotto c'è un sito archeologico dello Stato, per il quale la Soprintendenza Speciale di Roma ha pubblicato un progetto di accesso.

Quello che c'è là sotto conta più della sua scarsa fama. Due catacombe nate separate e poi collegate da gallerie, oltre tredicimila metri quadrati di sottosuolo secondo la Soprintendenza, tombe ad arcosolio, cubicoli affrescati con la menorah e motivi vegetali, iscrizioni in greco. È un cimitero della comunità ebraica della Roma antica, e uno studio al radiocarbonio condotto da un gruppo dell'Università di Utrecht ne colloca le prime fasi fra il I secolo avanti Cristo e il I secolo dopo Cristo.

Le informazioni pratiche qui riportate corrispondono alla verifica del 29 settembre 2026 sulla pagina di Villa Torlonia della Sovraintendenza capitolina, sul sito dei Musei di Villa Torlonia, sui documenti pubblicati dalla Soprintendenza Speciale di Roma e sul portale turistico di Roma Capitale. Finché il cantiere di accesso non sarà concluso e l'apertura annunciata da chi ha la competenza sul sito, le occasioni di entrare restano eccezionali. Conviene diffidare di chiunque proponga oggi un ingresso ordinario a queste catacombe.

Giardino di Villa Torlonia a Roma con l'obelisco
Il parco di Villa Torlonia sulla via Nomentana: le catacombe ebraiche si estendono sotto il giardino e non sono visitabili. Foto di Kristof Magnusson, licenza CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons.

In breve: indirizzo, orari, biglietto

  • Indirizzo: via Nomentana 70, 00161 Roma, sotto il parco di Villa Torlonia. Il parco ha ingressi anche da via Siracusa e da via Spallanzani.
  • Stato: catacombe non visitabili secondo la Sovraintendenza capitolina, nessuna apertura ordinaria in calendario.
  • Competenza: sito archeologico statale. Il progetto per l'accesso da via Spallanzani e per l'ex guardiania è della Soprintendenza Speciale di Roma.
  • Biglietto: nessuno in vendita. Il parco che si trova sopra le catacombe è a ingresso libero.
  • Orari del parco: dal 1° ottobre al 31 marzo dalle 7 alle 19.30, dal 1° aprile al 30 settembre dalle 7 alle 20.30, chiuso il 1° gennaio e il 25 dicembre.
  • Informazioni: call center di Roma Capitale 060608, tutti i giorni dalle 9 alle 19.
  • Come si arriva: via Nomentana, servita da linee Atac di superficie. Il gestore della villa non pubblica i numeri delle linee, che vanno controllati sul sito di Atac.

Dove si trova e che cosa c'è davvero sotto il parco

Villa Torlonia è la grande villa ottocentesca della via Nomentana, acquistata dal Comune di Roma fra il 1977 e il 1978 e da allora parco pubblico. In superficie si vedono prati, viali, il Casino Nobile, la Casina delle Civette, gli obelischi del parco. Delle catacombe, invece, in superficie non si vede quasi nulla: nessun rudere, nessuna facciata, nessun cartello monumentale. Il cimitero ebraico si sviluppa sotto il settore delle scuderie, e il progetto di accesso della Soprintendenza lo raggiunge dal lato di via Spallanzani.

La villa ha una storia a strati che aiuta a capire perché nessuno sospettasse nulla. Secondo la Sovraintendenza capitolina la tenuta nasce come proprietà agricola dei Pamphilj, passa alla fine del Settecento al banchiere Giovanni Torlonia, viene trasformata da Giuseppe Valadier fra il 1802 e il 1806 e ampliata da Alessandro Torlonia a partire dal 1832. Per oltre un secolo si costruiscono casini, serre, scuderie e viali sopra un sottosuolo che custodiva gallerie di quasi due millenni prima.

Il portale turistico di Roma Capitale descrive un ipogeo di circa 110 metri per 120, articolato su più livelli. Non si tratta di un'unica catacomba ma di due complessi con origini indipendenti, uniti in un secondo momento da gallerie di collegamento. La parte orientale, quella superiore, è divisa in tre regioni. La parte occidentale, più bassa, in due. È un'organizzazione per settori comune ai grandi cimiteri sotterranei di Roma, cristiani ed ebraici.

Chi entra oggi nel parco cammina letteralmente sopra le gallerie, ma non ha modo di accorgersene. Il documento della Soprintendenza Speciale di Roma descrive un intervento su tre ambiti: la sistemazione dell'ingresso con percorsi pedonali e recinzione in legno, la sistemazione dell'uscita con una scala rivestita in tufo, il recupero del vecchio locale di guardiania come bookshop e biglietteria, con servizi igienici accessibili e una rampa. Sono i segni di un sito che si prepara, non di un sito aperto.

Una curiosità sulle Catacombe ebraiche di Villa Torlonia

Per datare queste tombe non sono bastate le iscrizioni. Un gruppo dell'Università di Utrecht diretto da Leonard V. Rutgers ha analizzato al radiocarbonio frammenti di legno rimasti inglobati nello stucco con cui erano state chiuse le sepolture. Il legno è materia organica, e il carbonio 14 permette di stimare quando è stato tagliato. Il risultato, pubblicato nel 2006 sulla rivista BABESCH, colloca la costruzione delle prime parti fra il I secolo avanti Cristo e il I secolo dopo Cristo.

La conseguenza è più interessante del dato tecnico. Se la datazione regge, gli ebrei di Roma scavavano cimiteri sotterranei prima che i cristiani della città facessero lo stesso, e quindi l'idea che la catacomba sia un'invenzione cristiana va almeno ridiscussa. Non tutte le fonti però seguono questa cronologia: un articolo della stampa ebraica italiana del 2024 data il complesso al III secolo, un articolo della stampa internazionale del 2019 lo colloca fra il III e il V secolo. Le fonti non concordano, e la discussione resta aperta fra gli specialisti.

Vale la pena capire anche il limite del metodo, che spesso si perde nei riassunti. Il carbonio 14 indica quando è morto l'albero da cui proviene il legno, non il giorno in cui una tomba è stata chiusa. Se il legno era vecchio o riutilizzato, la data risulta più antica dell'uso reale. Per questo gli studiosi incrociano radiocarbonio, stile delle pitture, forma delle lettere nelle iscrizioni e tecnica di scavo. Nessun dato isolato, da solo, chiude la questione.

Una cosa che non ti dice nessuno sulle Catacombe ebraiche di Villa Torlonia

Le catacombe sono chiuse per ragioni concrete, non per trascuratezza. Secondo le sintesi disponibili, all'instabilità strutturale di alcune gallerie si somma la presenza di gas pericolosi nel sottosuolo, fra cui radon, elio e anidride carbonica. Aprire al pubblico un ipogeo del genere significa monitorare l'aria, consolidare le volte, progettare vie d'uscita sicure. Il progetto della Soprintendenza, con un ingresso e un'uscita distinti, va letto anche in questa chiave: due varchi separati permettono un percorso a senso unico e una via di fuga in più.

C'è poi un dettaglio che raramente viene detto: nemmeno l'anno della scoperta è fissato con certezza. Il portale turistico di Roma Capitale e un articolo della stampa ebraica del 2024 indicano l'inizio degli scavi nel 1918, un'altra fonte parla del 1919, la scheda di progetto della Soprintendenza Speciale scrive che il complesso è stato rinvenuto nel 1920. La spiegazione più probabile è che si tratti di fasi diverse dello stesso ritrovamento, emerso per caso durante lavori nell'area delle scuderie e poi indagato negli anni successivi.

C'è un altro aspetto di cui si parla poco: i resti umani. Secondo un articolo del 2019 della stampa internazionale, la squadra di conservazione ha dedicato circa un anno alla sistemazione delle ossa presenti nelle gallerie, e l'Unione delle Comunità ebraiche italiane è stata consultata per le questioni di legge religiosa. Per la tradizione ebraica il rispetto dovuto ai morti non si esaurisce con il tempo, e un cimitero resta tale anche dopo quasi duemila anni. Qualsiasi futura apertura dovrà tenerne conto.

Com'è fatto il cimitero: gallerie, arcosoli e pitture

Le gallerie sono scavate nel tufo e ospitano migliaia di sepolture: la stima più citata parla di 4.100 tombe, un articolo del 2019 di circa 3.800. Le iscrizioni censite sono oltre cento, e la Soprintendenza segnala che sono in greco, la lingua di uso corrente per molti ebrei della Roma imperiale. Le tombe più semplici sono loculi scavati nelle pareti, quelle più curate sono arcosoli, nicchie sormontate da un arco, e cubicoli, piccole camere per una famiglia.

Le pitture sono il motivo per cui gli archeologi considerano questo sito eccezionale. Nei cubicoli compaiono la menorah, il candelabro a sette bracci del Tempio di Gerusalemme, lo shofar, il corno di montone suonato nelle feste, l'etrog, il cedro della festa di Sukkot, e soprattutto l'aron, l'armadio che custodisce i rotoli della Torah, raffigurato con particolare cura. Intorno corrono motivi vegetali e decorazioni geometriche, con un linguaggio pittorico che condivide molto con l'arte funeraria romana contemporanea.

Proprio questo intreccio rende il sito prezioso per capire la Roma antica. La comunità ebraica viveva dentro la città, parlava greco, usava le tecniche e gli artigiani del suo tempo, ma sceglieva simboli propri e inequivocabili per le tombe dei suoi morti. Chi conosce le catacombe cristiane come Priscilla o Domitilla ritroverebbe qui le stesse forme architettoniche con un repertorio iconografico completamente diverso. È un confronto che oggi si può fare solo sui libri e sulle immagini ufficiali.

La differenza si vede soprattutto nei soggetti. Nelle descrizioni pubblicate il repertorio si concentra sugli oggetti del culto e sui segni delle feste, senza i cicli narrativi con figure e scene che si incontrano in molte catacombe cristiane. Le tombe erano chiuse con lastre o con uno strato di stucco, e solo una piccola parte portava un'iscrizione: un centinaio quelle censite, su migliaia di sepolture. È in quello stucco che sono rimasti intrappolati i frammenti di legno usati poi per la datazione.

Il consiglio che ti do per visitare le Catacombe ebraiche di Villa Torlonia

Il consiglio è semplice: non costruite una giornata attorno a questa visita, perché al 29 settembre 2026 non c'è una data in cui farla. Seguite invece i canali di chi ha titolo per annunciare aperture: la Soprintendenza Speciale di Roma per il sito archeologico, la Comunità ebraica di Roma e la Fondazione per i beni culturali ebraici in Italia per incontri e iniziative culturali, il call center 060608 per quello che riguarda il parco. Un annuncio vero passa da questi canali.

Nel frattempo la storia della Roma ebraica antica si può incontrare altrove. Tra le nostre pagine trovate le catacombe ebraiche di Vigna Randanini, l'altro cimitero sotterraneo ebraico della città, e il Museo Ebraico di Roma sotto il Tempio Maggiore. Unite le due visite e avrete un quadro più ricco di quello che darebbe una rapida discesa sotto Villa Torlonia, se anche fosse possibile domani.

Se un giorno arriva un'apertura straordinaria, le condizioni le fissa chi la organizza: numero di persone, durata, eventuali restrizioni sulle fotografie. Valgono le regole di buon senso di ogni ambiente sotterraneo, cioè scarpe chiuse con suola che tiene, un capo in più anche d'estate, niente zaini ingombranti. E vale una regola di rispetto: è un cimitero. La curiosità per le pitture non deve far dimenticare che nelle gallerie sono state sepolte migliaia di persone della comunità ebraica romana.

Se passate comunque da Villa Torlonia, scegliete il giorno con attenzione. Il lunedì i musei della villa sono chiusi, quindi il parco resta l'unica cosa visitabile, e il bunker richiede una prenotazione da fare in anticipo. Controllate orari e disponibilità al 060608 prima di muovervi, soprattutto nei fine settimana. In questo modo la mancata discesa nelle catacombe non diventa una giornata sprecata, e avrete comunque visto il settore del parco dove il progetto della Soprintendenza colloca il futuro ingresso.

Si può entrare, e chi decide le aperture?

Oggi non si entra. La pagina di Villa Torlonia della Sovraintendenza capitolina, che gestisce il parco per Roma Capitale, riporta che le catacombe ebraiche non sono visitabili, e il portale turistico del Comune conferma che il sito non si può visitare. Le gallerie non rientrano nei percorsi dei Musei di Villa Torlonia e non compaiono nelle biglietterie online. Il sottosuolo archeologico è di competenza statale, mentre il parco in superficie è del Comune.

Attenzione ai nomi, che confondono anche i romani. La Sovraintendenza capitolina, con la v, è l'ufficio di Roma Capitale che gestisce ville, parchi e musei comunali, compresa Villa Torlonia. La Soprintendenza Speciale di Roma, con la p, è l'ufficio del Ministero della Cultura che tutela il patrimonio archeologico statale della città. Le catacombe ricadono sotto la seconda. Scrivere o telefonare all'ufficio sbagliato è l'errore più comune di chi cerca informazioni su questo sito.

Non c'è quindi un biglietto da comprare, né un tour organizzato che porti dentro legalmente in modo regolare, e per questo in pagina non trovate link di vendita. Il canale ufficiale da tenere d'occhio è il sito della Soprintendenza Speciale di Roma, che ha pubblicato il progetto di sistemazione dell'accesso. Per il parco e i musei sopra le catacombe fa fede la pagina della Sovraintendenza capitolina, insieme al numero 060608.

Il progetto della Soprintendenza porta un titolo esplicito: sistemazione esterna dell'area sopra suolo, accesso da via Spallanzani alle catacombe, restauro del locale guardiania ad uso bookshop. L'obiettivo dichiarato è migliorare l'accessibilità e la fruibilità del sito, agevolando l'accesso dei visitatori. Il documento non indica però importi, date di inizio e fine dei lavori o una data di apertura. Fino a quando queste informazioni non saranno pubblicate, qualsiasi previsione sull'apertura è una speculazione.

Chi ha un interesse di studio, come un ricercatore, un docente o un'associazione culturale, non trova pubblicata una procedura per chiedere un accesso. Il dato non è pubblicato. L'unico interlocutore titolato è la Soprintendenza Speciale di Roma, attraverso i contatti indicati sul suo sito istituzionale. Presentate una richiesta motivata, con finalità, numero di persone e periodo, e mettete in conto che la risposta può essere negativa per ragioni di sicurezza. Nessun intermediario privato può scavalcare questo passaggio.

Un consiglio pratico per i prossimi mesi: se vedete annunciata sui social o su un sito di viaggi una visita alle catacombe di Villa Torlonia, cercate lo stesso annuncio sul sito della Soprintendenza Speciale di Roma o sui canali della Comunità ebraica di Roma. Se non c'è, trattatelo con sospetto. Le aperture di un sito chiuso per sicurezza non si improvvisano, e un evento reale lascia sempre traccia sui canali istituzionali di chi ha la responsabilità del luogo.

La storia recente invita alla prudenza. Già nel marzo 2019 la stampa internazionale riferiva che scavo e conservazione erano stati completati, grazie anche a donatori privati dall'estero, e che l'apertura aspettava soltanto il percorso burocratico e altri fondi per il restauro. Da allora sono passati più di sette anni. Per il 5 giugno 2024 la stampa ebraica annunciava un incontro pubblico nella Sala Margana, promosso da Amicizia ebraico-cristiana di Roma, Fondazione per i beni culturali ebraici in Italia e Comunità ebraica di Roma, dedicato agli scavi e alla valorizzazione.

Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato

Che Benito Mussolini abbia abitato a Villa Torlonia dal 1925 al 1943 lo sanno quasi tutti, e la Sovraintendenza ricorda che in quegli anni furono costruiti i rifugi antiaerei. Meno spesso si mette in fila l'altro dato: la villa del capo del governo che nel 1938 varò le leggi razziali sorgeva sopra un cimitero ebraico dell'età romana, già noto da alcuni anni quando lui vi prese casa. Il Post lo ha ricordato nel 2023 raccontando la legge sul Museo della Shoah.

C'è anche un dettaglio economico riportato dalla stampa internazionale: Mussolini avrebbe pagato ai Torlonia un affitto simbolico di una lira, al mese secondo alcuni articoli, all'anno secondo altre ricostruzioni. Le fonti non concordano, e la cifra va presa con la cautela dovuta a ogni dato riferito dai giornali e non da un contratto pubblicato. Quello che è certo, e che la Sovraintendenza capitolina riporta, è la durata della permanenza, dal 1925 al 1943, e la costruzione dei rifugi antiaerei durante la guerra.

Oggi il bunker e i rifugi sono visitabili, con visita guidata e prenotazione obbligatoria dall'aprile 2024, mentre le catacombe restano chiuse. A nostro giudizio la corsa al bunker è sopravvalutata: fa notizia, riempie i social, ma racconta una storia già molto raccontata. Il pezzo di storia più antico e più raro di Villa Torlonia si trova qualche metro più in basso, ed è su quello che varrebbe la pena concentrare attenzione e pressione pubblica.

La foto giusta da fare alle Catacombe ebraiche di Villa Torlonia

La foto giusta, oggi, non è sotto terra. Le pitture dei cubicoli si conoscono attraverso le immagini diffuse dagli enti di tutela e dalle pubblicazioni scientifiche, e conviene cercare quelle, citandone la fonte, invece di qualsiasi scatto rubato che circoli in rete. Nel parco l'inquadratura più sensata è quella del settore verso via Spallanzani, dove il progetto della Soprintendenza colloca il futuro ingresso: un prato sotto il quale la ricerca archeologica lavora da più di un secolo.

Le regole restano quelle di sempre: si fotografa dalle aree aperte del parco, senza superare recinzioni, senza entrare nei cantieri e senza avvicinarsi a botole, grate o prese d'aria. Se volete un'immagine che racconti il contrasto della villa, mettete in fila il Casino Nobile, residenza dei Torlonia e poi di Mussolini, e il prato sopra il cimitero ebraico. È una fotografia che non mostra nulla di spettacolare e dice molto, a patto di scriverne bene la didascalia.

Chi pubblica immagini delle pitture prese da libri o siti istituzionali dovrebbe sempre indicarne l'autore e l'ente che le ha diffuse, e rispettarne le condizioni d'uso. Non è pignoleria: le foto degli ambienti chiusi esistono perché qualcuno ha avuto un permesso, spesso per ragioni di studio, e la loro circolazione senza fonte alimenta l'idea sbagliata che quei luoghi siano accessibili. Una didascalia corretta dice anche questo, cioè che il sito oggi non si visita.

Come si arriva dal centro di Roma?

Villa Torlonia si trova lungo la via Nomentana, la strada che esce dalla città a Porta Pia, nelle Mura Aureliane, e punta verso nord est. Da Porta Pia basta seguire la Nomentana in uscita per arrivare all'ingresso principale di via Nomentana 70. Il parco ha altri due cancelli, su via Siracusa e su via Spallanzani, utili se arrivate dal lato del quartiere e non dalla strada consolare.

La via Nomentana è percorsa da diverse linee di autobus Atac, ma né la Sovraintendenza capitolina né il sito dei Musei di Villa Torlonia pubblicano numeri e fermate: il modo corretto per scegliere la linea è il calcolatore di percorso di Atac o il call center 060608. Una nota pratica pubblicata dai Musei di Villa Torlonia riguarda chi pensa di arrivare pedalando: le biciclette non sono ammesse all'interno della villa, quindi vanno lasciate fuori dai cancelli.

Sull'accessibilità il quadro è chiaro solo in parte. Il gestore del parco non pubblica, nelle pagine consultate, un percorso accessibile dettagliato. Per le catacombe, il progetto della Soprintendenza prevede una rampa e servizi igienici accessibili nel locale che diventerà bookshop e biglietteria, mentre non indica come sarà gestita la discesa nelle gallerie. Il portale turistico di Roma Capitale rimanda al programma Roma accessibile e al 060608 per le informazioni sui servizi dedicati.

Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia

Fra il I secolo avanti Cristo e il I secolo dopo Cristo, secondo lo studio al radiocarbonio, si scavano le prime gallerie. L'uso prosegue per secoli: alcune fonti datano il complesso al III secolo, altre ne indicano l'uso fino al V. Poi il cimitero viene abbandonato e dimenticato. Quando fra il 1802 e il 1806 Giuseppe Valadier trasforma la tenuta per il banchiere Giovanni Torlonia, nessuno sa che cosa si trova sotto i prati.

Fra il 1918 e il 1920, a seconda delle fonti, lavori nell'area delle scuderie aprono il primo varco. Gli scavi proseguono fino al 1930. Nel frattempo, dal 1925, Mussolini abita la villa, dove resta fino al 1943 e fa costruire i rifugi antiaerei. Nel 1973 e nel 1974 una nuova campagna di scavo, guidata dal padre Umberto M. Fasola, riprende lo studio delle gallerie. Fra il 1977 e il 1978 il Comune acquisisce la villa e la apre al pubblico come parco.

Nel 2006 esce lo studio sulla datazione al radiocarbonio. Nel 2019 la stampa internazionale segnala che il lavoro di conservazione è concluso e che l'apertura attende l'iter burocratico. Il 18 ottobre 2023 il Parlamento approva definitivamente la legge sul Museo della Shoah da realizzare nell'area di Villa Torlonia. Per il 5 giugno 2024 viene annunciato un incontro pubblico sugli scavi dal 1918 a oggi. Nel 2026 la Soprintendenza Speciale di Roma rende pubblico il progetto dell'accesso da via Spallanzani.

C'è una data che non riguarda direttamente il sottosuolo ma pesa su tutta l'area. Il 16 ottobre 1943, pochi mesi dopo che Mussolini aveva lasciato la villa, a Roma avvenne il rastrellamento del Ghetto, con l'arresto e la deportazione di ebrei romani, famiglie intere comprese. Il Parlamento ha approvato la legge sul Museo della Shoah pochi giorni dopo l'ottantesimo anniversario di quella data, come ha ricordato Il Post. Il cimitero antico e la memoria del Novecento, qui, si toccano.

Chi è passato dalle Catacombe ebraiche di Villa Torlonia

Prima di tutti, gli ebrei della Roma antica che qui hanno sepolto i loro morti per generazioni, scrivendo sulle lastre in greco e dipingendo sulle pareti i simboli della loro fede. I loro nomi sopravvivono nelle iscrizioni, e sono loro i veri protagonisti del sito. Poi gli operai e gli archeologi degli scavi iniziati alla fine della Prima guerra mondiale, proseguiti fino al 1930 mentre sopra le loro teste la villa cambiava abitanti e funzione.

Negli anni Settanta è passato il padre Umberto M. Fasola, che ha diretto la campagna di scavo del 1973 e 1974. Più di recente il gruppo di ricerca dell'Università di Utrecht guidato da Leonard V. Rutgers, autore dello studio al radiocarbonio. Per la conservazione, la stampa del 2019 indica il restauratore israeliano Amir Genach e la sua squadra, al lavoro per circa un anno anche sulla sistemazione dei resti umani, con la Soprintendenza rappresentata dall'archeologa Daniela Rossi.

Per il giugno 2024 la stampa ebraica annunciava un incontro pubblico sul sito, con l'archeologa Elsa Laurenzi sugli scavi, la storica dell'arte Micaela Vitale sulle iscrizioni e Claudio Procaccia, per la Comunità ebraica di Roma, sulla valorizzazione del patrimonio. E sopra le gallerie, per diciotto anni, ha abitato Mussolini con la sua famiglia. Nessuna fonte consultata documenta sue visite al sottosuolo, e per questo non ne parliamo come di un fatto.

Quanto sono antiche? Documenti, ipotesi e idee diffuse

Quello che dicono i documenti: il complesso ebraico sotto Villa Torlonia esiste, ha oltre tredicimila metri quadrati di gallerie, è formato da due catacombe poi collegate, ospita pitture con simboli ebraici e iscrizioni in greco. Lo studio al radiocarbonio pubblicato nel 2006 colloca le prime fasi fra il I secolo avanti Cristo e il I secolo dopo Cristo. Altre fonti indicano un uso fra il III e il V secolo. Le due indicazioni possono convivere se l'uso è stato lungo.

Quello che si ipotizza: che il modello del cimitero sotterraneo collettivo sia passato dagli ebrei ai cristiani di Roma, o che le due comunità abbiano sviluppato soluzioni simili nello stesso ambiente geologico e con le stesse maestranze. È un tema discusso nella letteratura specialistica, e la datazione di Villa Torlonia è uno degli argomenti. Qui l'onestà impone di non scegliere una tesi come fosse un fatto, perché gli studiosi stessi non sono arrivati a una conclusione condivisa.

Quello che è idea diffusa, e sbagliata: che le catacombe fossero nascondigli per perseguitati o luoghi di riunioni segrete. È un'immagine nata attorno alle catacombe cristiane e poi estesa a tutte, ma le catacombe erano cimiteri, spesso conosciuti e tollerati. Anche il racconto di un cimitero segreto sotto la villa di Mussolini va preso con misura: le gallerie erano già state trovate quando il dittatore vi si trasferì, e non c'è segreto da svelare.

Le catacombe ebraiche nella mappa della Roma sotterranea

Roma ha decine di cimiteri sotterranei, quasi tutti cristiani, e molti si visitano con regolarità. Tra le nostre pagine trovate la guida generale alle catacombe di Roma e quella sulla Roma sotterranea, con i siti aperti e le modalità di visita. Sull'Appia e dintorni si trovano San Callisto, San Sebastiano e Pretestato, sulla Salaria Priscilla.

Le catacombe ebraiche sono poche e quasi tutte difficili da raggiungere. Per capire il contesto funerario della Roma antica servono anche gli ipogei e i colombari: l'Ipogeo degli Aureli, i colombari di Vigna Codini, il colombario di Pomponio Hylas, l'ipogeo di via Dino Compagni. Sono luoghi diversi per epoca e comunità, ma raccontano insieme come Roma seppelliva i suoi morti.

Chi vuole allargare lo sguardo trova tra le nostre pagine anche le catacombe di Commodilla, le catacombe di Santa Tecla, le catacombe di Generosa e il mausoleo di Sant'Elena con le catacombe dei Santi Marcellino e Pietro. Per un sotterraneo di tutt'altro genere, legato ai culti della Roma antica, c'è la basilica sotterranea di Porta Maggiore. Anche qui le aperture sono spesso limitate, e conviene controllare sempre le condizioni di visita prima di partire.

Sulla stessa via Nomentana, qualche chilometro più in là rispetto alle Mura, c'è un secondo polo sotterraneo di grande importanza: la basilica di Sant'Agnese fuori le Mura con le sue catacombe, e accanto il mausoleo di Santa Costanza. Leggere insieme Villa Torlonia e Sant'Agnese significa vedere, sulla stessa strada consolare, le due grandi tradizioni funerarie religiose della città antica, quella ebraica e quella cristiana.

Che cosa c'entra il Museo della Shoah?

Il legame è di luogo, non di percorso. Il 18 ottobre 2023 la Camera ha approvato definitivamente la legge che istituisce a Roma un museo dedicato allo sterminio degli ebrei d'Europa, affidato alla Fondazione Museo della Shoah, attiva dal 2008. Il Post riporta lo stanziamento statale: 4 milioni di euro nel 2023, 3 nel 2024, 3,05 nel 2025, poi 50mila euro l'anno dal 2026. Il luogo indicato è l'area di Villa Torlonia, nel quartiere Nomentano.

Il progetto ha una storia lunga. Secondo la stampa internazionale l'area fu individuata già nel 2005, e l'idea del museo era stata proposta nel 2007 senza trovare fondi. Nel settembre 2021 un'emittente romana dava notizia dell'avvio del cantiere accanto a Villa Torlonia, con due edifici collegati, uno dei quali pensato come una scatola nera con i nomi dei deportati. Le vicende successive del cantiere vanno seguite sulle fonti ufficiali di Roma Capitale e della Fondazione.

Secondo la stessa notizia del 2021, il progetto prevedeva piani interrati, uffici amministrativi, una biblioteca, un centro studi, una caffetteria, spazi aperti, parcheggi sotterranei e un percorso pedonale dedicato ai Giusti, le persone che salvarono ebrei durante la persecuzione. Il cronoprogramma di allora indicava circa tre anni di lavori. Sono dati di progetto riportati dalla stampa, non uno stato di avanzamento: chi vuole sapere a che punto è il museo oggi deve cercare comunicazioni recenti e ufficiali.

Per quanto risulta dalle fonti ufficiali consultate, nessun ente ha annunciato un percorso di visita comune fra il futuro museo e le catacombe. Sono due progetti diversi, con soggetti diversi. Eppure la vicinanza pesa: nello stesso lembo di città convivono il cimitero degli ebrei della Roma antica, la casa del dittatore delle leggi razziali e il luogo scelto per ricordare la Shoah. Per chi vuole un percorso della memoria completo, la pagina sui luoghi della memoria a Roma è il punto di partenza.

Una nota di tono, per chi visita questa parte di città con un interesse per la storia ebraica. I luoghi della memoria chiedono un comportamento diverso da quello di un'attrazione qualunque: voce bassa, niente foto in posa, attenzione a cerimonie e commemorazioni in corso. Lo stesso vale per un cimitero antico, anche quando non si vede. Il parco di Villa Torlonia resta un giardino pubblico, con bambini e cani, e nessuno chiede silenzio, ma sapere che cosa c'è sotto cambia il modo di guardarlo.

Quando è chiuso e che cosa non aspettarsi?

Le catacombe sono chiuse sempre, in ogni stagione, fino a nuovo annuncio. Il parco sopra di esse apre ogni giorno dell'anno tranne il 1° gennaio e il 25 dicembre, con orario lungo da aprile a settembre e più corto da ottobre a marzo. Il Casino Nobile, la Casina delle Civette e il Casino dei Principi sono aperti dal martedì alla domenica dalle 9 alle 19, con ultimo ingresso alle 18, e restano chiusi il lunedì, il 1° maggio e il 25 dicembre.

Non aspettatevi un cartello che indichi l'ingresso delle catacombe, un pannello con le pitture o una grata da cui guardare dentro. Non aspettatevi nemmeno che il personale dei musei possa farvi scendere: il sottosuolo archeologico non è di loro competenza. Chi arriva a Villa Torlonia convinto di vedere le catacombe perché le ha trovate elencate in qualche sito di viaggi resta deluso. Meglio saperlo prima e usare la mattinata per la villa, i musei e il bunker, questo sì su prenotazione.

Il bunker, riaperto nell'aprile 2024, si visita con un percorso guidato e un allestimento multimediale sugli anni in cui la villa fu residenza di Mussolini, sempre con prenotazione obbligatoria. Il sito dei Musei di Villa Torlonia non pubblica tariffe e fasce orarie delle visite al bunker: prima di partire conviene chiamare il 060608 per conoscere disponibilità e costi aggiornati, soprattutto nei fine settimana e nei periodi di vacanza scolastica, quando i posti finiscono prima.

Da non sottovalutare nemmeno le chiusure della Serra Moresca, che i Musei di Villa Torlonia tengono chiusa a luglio e agosto e aprono con orari diversi fra estate e inverno, e della Torre Moresca, chiusa la prima domenica del mese. Sono dettagli che contano se state organizzando una visita della villa con bambini o con un gruppo, e che il sito dei Musei di Villa Torlonia aggiorna con le variazioni stagionali.

Mangiare in zona

Il Nomentano è un quartiere residenziale, lontano dai flussi turistici più densi, e questo protegge da molte trappole del centro. Qualche regola vale comunque. Diffidate dei locali con il menù fotografico plastificato in quattro lingue, di quelli con qualcuno sulla porta a invitarvi dentro, delle cucine aperte senza pausa dalla mattina a notte fonda, dei piatti senza prezzo scritto. Sono segnali che a Roma indicano una cucina pensata per chi passa una volta e non torna più.

I romani del quartiere mangiano dove il menù cambia con la stagione, dove il prezzo è leggibile prima di sedersi e dove la carta dentro è la stessa esposta fuori. Nessuno snobismo: è una questione di rapporto fra quello che si paga e quello che arriva nel piatto. Se volete indirizzi precisi, fra la villa e le zone vicine, trovate la lista di indirizzi su Google Maps curata dalla redazione e aggiornata con regolarità.

Un dettaglio di orario aiuta a evitare delusioni. Le cucine romane servono il pranzo più o meno fra le 12.30 e le 14.30 e la cena dalle 19.30 in poi, e fuori da queste fasce trovare una trattoria vera aperta è difficile. Se programmate la visita ai musei della villa la mattina, conviene uscire verso l'ora di pranzo e tornare nel parco nel pomeriggio, sfruttando l'orario lungo dei cancelli, invece di cercare un pasto veloce a metà pomeriggio.

Che cosa abbinare in giornata

La scelta più ovvia è la villa stessa. Il Casino Nobile ospita il museo della villa e opere della Scuola romana, la Casina delle Civette una collezione di vetrate artistiche, il Casino dei Principi mostre temporanee e l'archivio della Scuola romana. Il bunker richiede la prenotazione. Uscendo dal lato ovest del quartiere, il quartiere Coppedè offre una passeggiata architettonica fra le più singolari del Novecento romano.

Chi vuole un itinerario dedicato alla Roma ebraica può partire la mattina dal Ghetto ebraico di Roma, con il Museo Ebraico e la Sinagoga, e arrivare nel pomeriggio a Villa Torlonia per il parco e i musei. In alternativa, per restare sul tema dei cimiteri sotterranei ebraici, conviene informarsi sulle modalità di visita delle catacombe di Vigna Randanini, prima di mettere in programma qualsiasi altra cosa.

Lungo la Nomentana, verso l'esterno, Sant'Agnese e Santa Costanza completano il discorso sulle sepolture antiche. Verso nord, Villa Ada offre un grande parco per il pomeriggio. Nel quartiere si trova anche Villa Massimo, sede dell'Accademia tedesca. E più a sud, oltre la città universitaria della Sapienza, si arriva a San Lorenzo fuori le Mura e al Verano.

Per chi costruisce un percorso sulla memoria del Novecento, la giornata si può completare con la Casa della memoria e della storia e, in un'altra uscita, con il Mausoleo delle Fosse Ardeatine. Sono visite che chiedono tempo e raccoglimento, e non conviene comprimerle in una giornata già piena. Chi invece cerca altri luoghi gratuiti in città trova idee nella pagina su Roma gratis, parco di Villa Torlonia compreso.

Tornando verso il centro a piedi lungo la Nomentana si arriva a Porta Pia, la porta di Michelangelo nelle Mura Aureliane legata alla presa di Roma del 20 settembre 1870, uno dei varchi più noti della cinta costruita nel III secolo e oggi uno dei punti di riferimento del quartiere. È un modo per chiudere la giornata passando dalla Roma antica sotto Villa Torlonia alla Roma capitale d'Italia, con una camminata che non richiede mezzi e che si fa in poco tempo.

Domande frequenti

Le Catacombe ebraiche di Villa Torlonia si possono visitare?

No. Alla verifica del 29 settembre 2026 la Sovraintendenza capitolina indica che le catacombe ebraiche non sono visitabili, e il portale turistico di Roma Capitale conferma che il sito non è aperto. Non esistono biglietti in vendita né visite ordinarie. La Soprintendenza Speciale di Roma ha pubblicato un progetto per l'accesso da via Spallanzani e un locale bookshop e biglietteria, ma senza una data di apertura. Per aggiornamenti conviene seguire i canali ufficiali della Soprintendenza e del 060608.

Dove si trovano esattamente?

Sotto il parco di Villa Torlonia, in via Nomentana 70, 00161 Roma, nel quartiere Nomentano. Il cimitero si sviluppa sotto l'area delle antiche scuderie della villa, e il progetto della Soprintendenza colloca il futuro accesso sul lato di via Spallanzani. In superficie non ci sono resti visibili né segnaletica dedicata. Il parco è accessibile dagli ingressi di via Nomentana, via Siracusa e via Spallanzani negli orari pubblicati dalla Sovraintendenza capitolina.

Quando sono state scoperte?

Le fonti non concordano sull'anno. Il portale turistico di Roma Capitale e un articolo del 2024 indicano l'inizio degli scavi nel 1918, altre fonti parlano del 1919, la scheda di progetto della Soprintendenza Speciale di Roma scrive 1920. Tutte collegano il ritrovamento a lavori nell'area delle scuderie della villa. Gli scavi sono proseguiti fino al 1930 e sono ripresi nel 1973 e 1974 con una campagna diretta dal padre Umberto M. Fasola.

Perché sono chiuse al pubblico?

Le sintesi disponibili indicano l'instabilità di alcune gallerie e la presenza nel sottosuolo di gas pericolosi, come radon, elio e anidride carbonica. Un'apertura richiede quindi consolidamenti, controllo dell'aria e un percorso con ingresso e uscita separati, che è proprio quanto prevede il progetto della Soprintendenza. A questo si sommano i tempi amministrativi: già nel 2019 la stampa segnalava lavori di conservazione conclusi e un'apertura in attesa dell'iter burocratico e di altri fondi.

Che cosa rappresentano le pitture?

Nei cubicoli affrescati compaiono simboli della tradizione ebraica: la menorah, il candelabro a sette bracci, lo shofar, il corno di montone, l'etrog, il cedro della festa di Sukkot, e l'aron, l'armadio che custodisce i rotoli della Torah. Intorno si trovano motivi vegetali e decorazioni geometriche. Le iscrizioni, oltre un centinaio, sono in greco, lingua di uso corrente per molti ebrei della Roma imperiale. Le immagini ufficiali restano l'unico modo per vederle oggi.

C'è un collegamento con il bunker di Mussolini?

Nessuna fonte ufficiale consultata indica un collegamento fisico fra i rifugi antiaerei della villa e le gallerie ebraiche. Sono due sottosuoli di epoche e competenze diverse: il bunker si visita con prenotazione obbligatoria nei percorsi dei Musei di Villa Torlonia, le catacombe restano chiuse. Il legame è storico: Mussolini abitò la villa dal 1925 al 1943, quando il cimitero ebraico era già stato scoperto sotto l'area delle scuderie.

Esistono altre catacombe ebraiche visitabili a Roma?

Il cimitero ebraico di Vigna Randanini è l'altro complesso sotterraneo ebraico noto della città, e ha una pagina dedicata sul sito con le informazioni sull'accesso. Le condizioni di visita vanno sempre verificate prima di partire, perché anche lì non si tratta di un museo con orario continuato. Per la storia ebraica di Roma in forma più accessibile, il Museo Ebraico di Roma, sotto il Tempio Maggiore, resta la tappa di riferimento, con orari e biglietti pubblicati.

Chi gestisce le catacombe e chi il parco?

Il parco di Villa Torlonia e i suoi musei sono di Roma Capitale e fanno capo alla Sovraintendenza capitolina, con informazioni al call center 060608. Il sito archeologico sotterraneo è di competenza statale: il progetto di sistemazione dell'accesso da via Spallanzani e del locale destinato a bookshop e biglietteria è stato pubblicato dalla Soprintendenza Speciale di Roma. Per qualsiasi richiesta sulle catacombe l'interlocutore è quindi la Soprintendenza, non il personale dei musei della villa.

Il Museo della Shoah sorgerà sopra le catacombe?

La legge approvata il 18 ottobre 2023 indica l'area di Villa Torlonia come sede del Museo della Shoah, affidato alla Fondazione Museo della Shoah, e nel 2021 la stampa romana dava notizia dell'avvio del cantiere accanto alla villa sulla Nomentana. Le fonti ufficiali consultate non collegano il museo alle catacombe né prevedono un percorso di visita comune. Sono due progetti distinti, con soggetti distinti, che condividono lo stesso lembo di città.

Chi ha scritto e su quali fonti

Il testo esce dalla redazione di Tour Leader Pro, la struttura romana che progetta itinerari, visite ed eventi culturali fra Roma e il Lazio. Tariffe, orari e modalità di prenotazione riportati qui risultano dalle fonti ufficiali richiamate nel testo alla data indicata in apertura: lo stato di chiusura delle catacombe, gli orari del parco e dei musei, il progetto di accesso della Soprintendenza Speciale di Roma. Segnalateci quello che trovate cambiato.

Organizzare una giornata sulla Roma ebraica, per sé o per un gruppo, significa incastrare luoghi con regole molto diverse: musei con biglietteria, sinagoghe con orari legati al calendario religioso, siti archeologici chiusi o aperti solo in occasioni straordinarie. Per chi organizza viaggi di gruppo, una risorsa utile per impostare visite e prenotazioni con criterio è Tour Leader Pro, con materiali pensati per chi organizza viaggi e prenotazioni.

Villa Torlonia è una tappa comoda anche per chi soggiorna a Roma più giorni e vuole alternare centro storico, quartieri del Novecento e siti archeologici meno battuti. Mettere in fila la Nomentana, il Coppedè, Sant'Agnese e magari un'uscita verso i Castelli o la Sabina richiede un minimo di pianificazione su trasporti e orari. Per chi vuole un quadro più ampio del viaggio, una risorsa utile per montare un itinerario di più giorni è Italy Planner.

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IndirizzoVia Nomentana 70 Roma Nomentano, Roma, Roma Città 00161

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