Obelischi di Villa Torlonia
I due obelischi di Villa Torlonia nascono dal desiderio del principe Alessandro Torlonia di onorare i propri genitori e nel contempo arricchire il parco della sua grande Villa.
Il complesso neoclassico di Villa Torlonia fu iniziato da Giuseppe Valadier nel 1802, continuato da Giovan Battista Caretti dal 1832 e adibito a parco pubblico nel 1978.
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✦ Va a rubaColosseo, Foro e Palatino
L'ingresso a orario sparisce con giorni di anticipo in alta stagione. La versione con i sotterranei è quella che vale il s...
✦ Il classicoTour a piedi
Roma si capisce camminando. La differenza la fa la guida, non l'itinerario: sono quasi tutti uguali sulla carta.
✦ Libertà di scesaBus hop-on hop-off
Sali e scendi dove vuoi per 24 o 48 ore. Utile il primo giorno, per orientarsi.
✦ Centro storicoTrevi, Pantheon e piazze
Il cuore barocco a piedi, più il biglietto del Pantheon che ora serve davvero.
✦ Vai all'aperturaMusei Vaticani e Cappella Sistina
Il primo slot della giornata o il tardo pomeriggio. A metà mattina è un nastro trasportatore, e non lo diciamo solo noi.
✦ Poco camminoTour in golf cart
Il centro storico in un paio d'ore senza distruggerti i piedi, e passi dove i pullman non entrano.
✦ Vieni affamatoFood tour
Non è un pranzo: sono sei-otto tappe piccole. Il valore è nei posti in cui non saresti mai entrato da solo.
✦ Dopo le 21Bar hopping e vita notturna
Tre o quattro locali con qualcuno che sa quali sono aperti quella sera. Funziona meglio da soli che in coppia.
✦ Foto garantiteVespa e Ape Calessino
In Ape ti portano loro, in Vespa guidi tu (serve la patente). Due esperienze molto diverse sotto lo stesso nome.
✦ Il più scenograficoTour in sidecar
Il sidecar vintage con conducente: costa più della Vespa, ma è il giro che finisce in tutte le foto.
✦ Si mangia alla fineCorsi di cucina
Pasta a mano e poi ci si siede a tavola. La domanda giusta è quante persone ci sono per postazione.
✦ Anche in cittàDegustazioni di vino
In enoteca in centro o tra le vigne dei Castelli. Due cose diverse: una dura un'ora, l'altra una giornata.
✦ Fuori portaCastelli Romani
Frascati, Castel Gandolfo, il lago di Albano. Un'ora da Roma e sembra un'altra regione.
✦ Patrimonio UNESCOTivoli: Villa d'Este e Villa Adriana
Due ville, due epoche, un solo biglietto mentale: le fontane di Villa d'Este e le rovine imperiali di Adriano.
✦ Prenotazione obbligatoriaGalleria Borghese
Bernini e Caravaggio in due ore contate. Senza prenotazione non si entra, punto.
✦ SottoterraCatacombe e Appia Antica
Chilometri di gallerie sotto la via Appia. Fresche d'estate, e sorprendentemente poco affollate.
✦ Accesso limitatoColosseo: sotterranei e arena
Il piano dove aspettavano gladiatori e belve, e il pavimento dell'arena. Posti contati ogni giorno.
✦ Giornata lungaPompei e Costiera Amalfitana
Da Roma si fa in giornata, ma è una giornata vera: sveglia presto e rientro a sera.
✦ Alta velocitàFirenze in giornata
Un'ora e mezza di treno e sei sotto il Duomo. Si fa, se accetti di vedere tre cose e non dieci.
✦ Terrazza panoramicaCastel Sant'Angelo
Mausoleo, fortezza, prigione e rifugio dei papi. E la terrazza con la vista migliore su San Pietro.
✦ Dopo il tramontoRoma di notte
Le stesse piazze, senza la folla e con le luci giuste. La città cambia completamente.
✦ MareCapri e Costiera Amalfitana
Da Roma è lunga, ma in due giorni si fa con calma. In giornata solo se accetti di correre.
✦ Con i bambiniScuola dei gladiatori
Due ore con la spada di legno in mano, sulla via Appia. Con i ragazzini funziona sempre.
✦ Poco sforzoSegway e monopattino
Copri il doppio del centro senza camminare. Dieci minuti di pratica e ci stai sopra.
✦ MercoledìUdienza papale
Ogni mercoledì, quando il Papa è a Roma. Il biglietto è gratuito ma va ritirato.
✦ Poco affollatoTerme di Caracalla
Muri alti trenta metri e quasi nessuno intorno. Uno dei posti più sottovalutati di Roma.
✦ A 30 minutiOstia Antica
La Pompei di Roma, raggiungibile col treno urbano. Strade, taverne e mosaici, senza folla.
✦ Alta velocitàNapoli e Pompei
Un'ora e dieci di treno. Il centro storico, il museo archeologico e la pizza vera.
✦ Prima dell'aperturaVaticano: ingresso anticipato
Dentro i Musei prima del pubblico. La Sistina quasi vuota è un'altra cosa.
✦ Senza faticaTour in e-bike
Le sette colline con l'assistenza al pedale. L'Appia Antica e il Gianicolo diventano facili.
E’ caratterizzata da tredici edifici, alcuni dei quali simulano ambienti misteriosi e fiabeschi, come la pittoresca Casina delle Civette.
Alessandro Torlonia scrisse al viceré di Egitto chiedendogli due obelischi autentici, ma non ottenendo nessuna risposta per tutto il 1838, il principe romano decide di farseli fare, utilizzando il granito rosa proveniente dalle cave di Baveno, sul lago Maggiore (all’epoca nel regno di Sardegna, oggi in provincia di Verbania) il più simile, tra i graniti disponibili a quello di Assuan.
Fece epoca, nel 1842, la realizzazione dei due obelischi di Villa Torlonia, in granito di Baveno a imitazione di quelli egizi, trasportati fino a Roma dal lago Maggiore, per fiume fino alle foci del Po, poi per mare sul bastimento “Fortunato” fino a risalire il corso dell’Aniene. Dallo sbarco a Ponte Nomentano fino alla Villa il trasporto via terra durò otto giorni.
Una volta giunti alla destinazione finale, si passò all’incisione dei geroglifici sugli obelischi di Villa Torlonia, sulla base dei testi redatti dal padre barnabita bolognese Luigi Ungarelli (1779-1845), egittologo esperto di geroglifici, che aveva collaborato con Jean François Champollion.

Obelischi di Villa Torlonia
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I due obelischi di Villa Torlonia sono alti poco più di dieci metri e pesano più di 22 tonnellate ciascuno.
Gli scalpellini hanno a disposizione dei calchi dei geroglifici degli obelischi di San Giovanni e di Piazza del Popolo (entrambi originali egiziani), per imitarne lo stile.
Il lavoro si svolse sul trabaccolo “Fortunato”, o bastimento “Fortunato”, le cui fiancate erano state smontate.
Gli obelischi di Villa Torlonia, dopo che ciascun lato veniva scolpito, erano ruotati verso l’esterno, per esporre un nuovo lato da scolpire, finché, all’ultima rotazione, si trovarono fuori dalla nave.
Per consentire la comprensione dei testi, Alessandro Torlonia ne fa scolpire la traduzione in latino sulle basi in travertino degli obelischi; la traduzione era stata eseguita da monsignor Gabriele Laureani (1788-1850), custode generale dell’Accademia dell’Arcadia, e primo custode della biblioteca Vaticana.
Il primo obelisco a Villa Torlonia, quello di Giovanni Raimondo, è innalzato nel pomeriggio del 4 giugno 1842 da centonovanta uomini, tra i quali sedici artiglieri che azionavano otto argani, al rullo dei tamburi e davanti a settemila spettatori.
La Strada Pia, oggi via XX Settembre, e la via Nomentana erano per l’occasione ingorgate di pedoni e di carrozze tra cui quella del papa Gregorio XVI, che non aveva voluto mancare all’evento, insieme al re di Baviera Ludovico I e a tre cardinali, tra i quali il potente segretario di Stato Luigi Lambruschini.
In circa mezz’ora l’obelisco è portato sulla verticale del piedistallo, per esservi imperniato, ma un violento acquazzone costringe le maestranze ad interrompere l’operazione e cercare riparo.
Anche il papa dovette riparare nel Casino Nobile e il principe fu lieto di farglielo visitare.
L’innalzamento riprese dopo il tramonto, alla luce delle fiaccole, e dopo aver sostituito le corde che erano inzuppate d’acqua.
L’opera fu completata tra fuochi d’artificio, sparo di mortaretti, lancio di palloni aerostatici e musica da diverse bande. L’obelisco dedicato ad Anna Maria Torlonia fu innalzato sul suo piedistallo un mese dopo.
Il secondo venne elevato il 26 luglio in occasione della festa di Sant'Anna e dedicato alla madre Anna Maria e sito nella zona retrostante del palazzo.

I due obelischi di Villa Torlonia sono posti a eguale distanza dal Casino Nobile in asse con i due prospetti principali.
L’obelisco dedicato a Giovanni Raimondo Torlonia è quello davanti alla facciata principale del Casino Nobile, verso settentrione e l’ingresso monumentale su via Nomentana, mentre quello dedicato ad Anna Maria Torlonia si trova sul lato opposto del casino, davanti alla facciata posteriore. Su entrambi i monoliti sono presenti scritte in caratteri geroglifici la cui traduzione in latino si può leggere nelle basi in travertino.
Il testo inciso in geroglifici sull’obelisco dedicato al padre, tradotto in italiano, recita:
ALESSANDRO TORLONIA DUCA DI CERI HA FATTO TAGLIARE DALLA CAVA DI BAVENO NEL SEMPIONE DUE NOBILI OBELISCHI. / QUESTO OBELISCO È DEDICATO DA ALESSANDRO PRINCIPE DI CIVITELLA CESI AL PADRE SUO GIOVANNI GIÀ DUCA DI BRACCIANO, AL FINE DI ETERNARE IL NOME DI LUI NELLA PATRIA. / L’ANNO 1842, IL MESE DI MESORI IL GIORNO 28 IN CUI L’OBELISCO LAVORATO IN GRANITO ROSA VENNE INNALZATO D’INCONTRO LA PORTA CHE GUARDA IL SETTENTRIONE.
Il testo inciso in geroglifici sull’obelisco dedicato al padre, tradotto in italiano, recita:
IL FIGLIO DEL DUCA DI BRACCIANO HA ABBELLITO L’EDIFÌCIO DEL PADRE SUO (LA VILLA) HA EDIFICATO CASE SONTUOSE, BRILLANTI COME IL SOLE, PER LA PERPETUITÀ DEI GIORNI. / CON SINGOLARE MUNIFICENZA HA IL DUCA ALESSANDRO TORLONIA FATTO NAVIGARE DUE OBELISCHI DAL TICINO SINO A ROMA. / QUESTO MONOLITO S’INTITOLI L’OBELISCO DELLA FU DUCHESSA ANNA MARIA TORLONIA, CHE IN ATTESTATO DI OSSEQUIO HA FATTO SCOLPIRE IL FIGLIO SUO. / L’ANNO 1842 MESE THÒOT GIORNO 23 , VENNE INNALZATO L’OBELISCO D’INCONTRO LA PORTA CHE GUARDA IL MEZZOGIORNO: CIÒ SIA PER GIORNI INNUMEREVOLI.

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