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Archimede. La solitudine di un genio con Mario Incudine al Teatro di Villa Torlonia — dal 18 al 21 marzo 2027

Archimede. La solitudine di un genio, il testo di Costanza DiQuattro con la regia di Alessio Pizzech e Mario Incudine nel ruolo del matematico siracusano, va in scena al Teatro di Villa Torlonia, in via Lazzaro Spallanzani 1 a Roma, da giovedì 18 a domenica 21 marzo 2027. Le recite sono quattro, una al giorno. In scena con Incudine ci sono Antonio Vasta, che esegue dal vivo le musiche composte dallo stesso Incudine, e Tommaso Garré. Il teatro si trova dentro il parco di Villa Torlonia, nel quartiere Nomentano, e si raggiunge con la metro B (fermate Bologna o Policlinico, una decina di minuti a piedi), con i tram 3 e 19 che fermano a viale Regina Margherita/Nomentana e con gli autobus di via Nomentana. Orari d'inizio e prezzi sono pubblicati sul sito ufficiale del Teatro di Roma, dove si acquistano i biglietti insieme alle biglietterie della fondazione e al circuito di prevendita autorizzato indicato nella pagina dello spettacolo. La produzione è del Centro Teatrale Bresciano e de La Contrada Teatro Stabile di Trieste / Teatro della Città, in collaborazione con il Teatro Donnafugata.

Il Teatro di Villa Torlonia, nel parco della villa sulla via Nomentana a Roma
Il Teatro di Villa Torlonia, nel parco della villa sulla via Nomentana a Roma Foto: Foto: Gunnar Klack, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons

Lo spettacolo racconta l'ultima notte di Archimede, durante l'assedio romano di Siracusa del 212 avanti Cristo: un monologo che diventa dialogo con un giovane soldato entrato nella sua casa. Seguono le date, il contenuto, la storia vera di Archimede e del suo legame con Roma, il cantante e attore Mario Incudine, il Teatro di Villa Torlonia e il suo parco, come arrivare e come organizzare la serata.

Archimede al Teatro di Villa Torlonia: date e dati essenziali

Archimede. La solitudine di un genio è in scena al Teatro di Villa Torlonia per quattro sere, da giovedì 18 a domenica 21 marzo 2027, nella stagione 2026/2027 del Teatro di Roma.

Il calendario

Le recite sono giovedì 18, venerdì 19, sabato 20 e domenica 21 marzo. La pagina dello spettacolo non indica l'orario d'inizio di ciascuna data: va verificato sul sito del Teatro di Roma prima dell'acquisto, tenendo conto che la domenica le sale della fondazione programmano spesso una pomeridiana.

La locandina

Testo di Costanza DiQuattro, regia di Alessio Pizzech, con Mario Incudine e con Antonio Vasta e Tommaso Garré. Le scene e i costumi sono di Andrea Stanisci, l'assistente alla regia è lo stesso Tommaso Garré, le musiche sono di Mario Incudine, eseguite dal vivo da Antonio Vasta.

La produzione

Producono il Centro Teatrale Bresciano e La Contrada Teatro Stabile di Trieste / Teatro della Città, in collaborazione con il Teatro Donnafugata; la produzione esecutiva è di A.S.C. Production Arte Spettacolo Cultura. È una coproduzione fra il Nord e la Sicilia, per uno spettacolo che parla di un siciliano.

Di cosa parla Archimede. La solitudine di un genio

Lo spettacolo racconta l'ultima notte di Archimede durante l'assedio romano di Siracusa del 212 avanti Cristo: un giovane soldato entra nella casa del matematico e diventa testimone inconsapevole delle sue ultime ore.

Dal monologo al dialogo

La presentazione del Teatro di Roma parla di un monologo che si trasforma progressivamente in dialogo. Archimede ripercorre la propria esistenza, le scoperte, le invenzioni, le passioni e le ferite, davanti a un ragazzo che appartiene all'esercito nemico.

Il genio e la solitudine

Dietro il matematico, il fisico e l'inventore emerge un uomo costretto a confrontarsi con l'incomprensione e l'isolamento, e con il difficile equilibrio fra il bisogno di conoscenza e il mondo che lo circonda. Il sottotitolo, La solitudine di un genio, dice già dove si posa lo sguardo dell'autrice.

Un Archimede profetico

Fra realtà storica e leggenda, passato e presente, il testo di Costanza DiQuattro restituisce un Archimede profetico, simbolo di una conoscenza capace di costruire e non distruggere. Davanti alla barbarie della guerra, lo scienziato afferma il valore del pensiero, della bellezza e dell'amore come strumenti per preservare l'umanità.

La musica dal vivo

Le musiche sono di Mario Incudine e vengono eseguite dal vivo da Antonio Vasta. Per uno spettacolo con protagonista un cantante e polistrumentista, la musica non fa da cornice: è parte del racconto.

Chi era Archimede: il matematico di Siracusa

Archimede di Siracusa, nato intorno al 287 avanti Cristo e morto nel 212 avanti Cristo, è considerato uno dei più grandi scienziati e matematici della storia: calcolò la superficie e il volume della sfera, formulò le leggi del galleggiamento dei corpi e studiò il principio delle leve.

Poche notizie certe

Della sua vita si sa poco con sicurezza. Tutte le fonti concordano sul fatto che fosse siracusano e che sia stato ucciso durante il sacco romano di Siracusa del 212 avanti Cristo. La data di nascita si ricava da una notizia dell'erudito bizantino Giovanni Tzetzes, secondo cui morì a settantacinque anni. Plutarco lo vuole imparentato con il re Gerone II, ma la tesi è discussa.

Gli amici di Alessandria

Archimede era in contatto con gli scienziati di Alessandria d'Egitto: fu amico del matematico e astronomo Conone di Samo, di cui rimpiange la morte in alcune opere, e dedicò a Eratostene il trattato Il metodo. Se abbia davvero soggiornato in Egitto, come riferisce Diodoro Siculo, resta incerto.

Eureka

Il suo nome è legato a un'esclamazione diventata proverbiale. Vitruvio racconta che Gerone II gli chiese di scoprire se una corona fosse d'oro puro; Archimede avrebbe trovato la soluzione facendo il bagno, notando l'innalzamento dell'acqua, e sarebbe corso per le strade di Siracusa gridando «eureka», cioè «ho trovato».

Le macchine da guerra

Polibio, Tito Livio e Plutarco raccontano che durante la seconda guerra punica, su richiesta di Gerone II, Archimede costruì macchine belliche per difendere la città da Roma, fra cui la manus ferrea, un artiglio meccanico capace di ribaltare le navi nemiche. Gli specchi ustori che avrebbero incendiato la flotta romana compaiono invece in autori molto più tardi, come Luciano di Samosata, e restano avvolti nel mistero.

L'ultima notte di Archimede: storia e leggenda

La morte di Archimede nel sacco di Siracusa del 212 avanti Cristo è raccontata dalle fonti antiche in versioni diverse, ed è proprio su questo terreno fra storia e leggenda che si muove il testo di Costanza DiQuattro.

Le tre versioni di Plutarco

Plutarco ne riferisce tre. Nella prima un soldato romano intima ad Archimede di seguirlo dal comandante Marco Claudio Marcello e, al suo rifiuto, lo uccide. Nella terza alcuni soldati lo incontrano mentre porta a Marcello strumenti scientifici in una cassetta e lo uccidono credendo che contenga oro.

Le ultime parole

La leggenda gli attribuisce ultime parole in latino rivolte al soldato che stava per ucciderlo, «noli, obsecro, istum disturbare»: una preghiera a non rovinare il disegno che stava tracciando. È la scena che tutti hanno in mente, e il testo ne immagina la notte che la precede.

Il dolore di Marcello

Secondo Tito Livio e Plutarco, Marcello aveva dato ordine di catturare Archimede vivo, ne fu addolorato e gli fece dare onorevole sepoltura. Polibio, considerato la fonte più autorevole sull'assedio, non riferisce questo dettaglio.

Archimede e Roma: il planetario di Marcello e la tomba di Cicerone

Archimede non mise mai piede a Roma, ma la sua storia è legata alla città: il console Marco Claudio Marcello, conquistatore di Siracusa, portò a Roma dopo il sacco del 212 avanti Cristo un apparecchio costruito dallo scienziato che riproduceva il moto degli astri.

Il planetario

La testimonianza è di Cicerone, che riferisce le impressioni di Gaio Sulpicio Gallo: una sfera che rappresentava la volta celeste e un meccanismo che prediceva il moto apparente del sole, della luna e dei pianeti. Pappo di Alessandria attribuisce ad Archimede un'opera perduta sulla costruzione delle sfere.

La tomba ritrovata

Cicerone racconta anche di aver scoperto a Siracusa la tomba di Archimede grazie a una sfera inscritta in un cilindro scolpita sul sepolcro, secondo la volontà dello scienziato, fiero di aver calcolato il rapporto fra i due solidi. Lo storico della matematica Carl Boyer osservò, con una punta di perfidia, che quel ritrovamento fu forse il maggior contributo del mondo romano alla matematica.

Galileo e il maestro

Molti secoli dopo, Galileo Galilei definiva Archimede il proprio maestro e si ispirò al suo metodo per descrivere la caduta dei corpi. Vedere a Roma uno spettacolo su Archimede significa anche ricordare quanto l'antichità romana abbia ammirato le sue macchine più dei suoi teoremi.

Mario Incudine, l'Archimede in scena

Mario Incudine è nato a Enna il 2 giugno 1981 ed è cantante, attore teatrale e polistrumentista: è uno degli esponenti più noti della musica popolare siciliana, con incursioni nella world music.

Gli inizi

La sua prima esperienza artistica è la partecipazione al film Vò Vò di Antonio Maddeo, girato in Sicilia nei primi anni Novanta. Entra poi nella compagnia Amici del Teatro, con cui gira i teatri d'Italia come attore e autore di colonne sonore; con Il berretto a sonagli di Pirandello vince il Premio Finale 2004 di Viterbo come miglior spettacolo e miglior compagnia.

La musica

Nel 1996 fonda con Franco Barbarino la formazione Janniscuru, nel 1999 il trio I petri c'addumanu. Suona mandolino, mandola e tammorra. Fra i suoi album ci sono Terra, Abballalaluna, Anime migranti, Beddu Garibbardi, Italia talia, D'acqua e di rosi, La Bella Poesia con Ambrogio Sparagna e, nel 2025, Il senso della misura. Nel 2009 vince il Festival della nuova canzone siciliana, l'anno dopo il premio della critica dello stesso festival.

Il teatro classico

Nel 2011 firma musiche e interpretazione di Curri l'Aria. Nel 2015 è in scena al teatro greco di Siracusa con Le supplici di Eschilo, con la regia di Moni Ovadia e dello stesso Incudine, che cura con Kaballà la traduzione in siciliano e compone le musiche originali. Siracusa, la città di Archimede, è dunque già un luogo della sua storia artistica.

Collaborazioni recenti

Nel 2018 collabora al videoclip di Mio fratello di Biagio Antonacci, diretto da Gabriele Muccino. Il 5 gennaio 2026 è ospite all'Auditorium di Roma del concerto La Chiarastella di Ambrogio Sparagna con l'Orchestra Popolare Italiana; il 6 agosto 2026 riceve il premio speciale Marineo.

Costanza DiQuattro, Alessio Pizzech e i musicisti

Archimede. La solitudine di un genio nasce dal testo di Costanza DiQuattro e dalla regia di Alessio Pizzech, con la collaborazione del Teatro Donnafugata.

L'autrice

Costanza DiQuattro firma un testo che, nelle parole del Teatro di Roma, sta fra realtà storica e leggenda, e che fa di Archimede un simbolo del sapere contrapposto alla barbarie della guerra.

La regia

Alessio Pizzech costruisce la messinscena intorno a un attore che è prima di tutto un musicista: il monologo che diventa dialogo si alterna alla musica suonata dal vivo.

Antonio Vasta e Tommaso Garré

Antonio Vasta esegue dal vivo le musiche di Incudine; Tommaso Garré è in scena ed è anche assistente alla regia. Le scene e i costumi di Andrea Stanisci ricreano la casa siracusana in cui entra il soldato.

Il Teatro di Villa Torlonia, la sala di Archimede

Il Teatro di Villa Torlonia è il teatro ottocentesco della residenza dei principi Torlonia, costruito da Quintiliano Raimondi per Alessandro Torlonia, riaperto nel 2013 dopo un lungo restauro e oggi una delle tre sale del Teatro di Roma.

Il teatro dei principi

Dal 1832 Alessandro Torlonia trasformò la villa di famiglia in una grande residenza di rappresentanza, e Raimondi costruì per lui il Teatro insieme alla Limonaia. Era un teatro privato, destinato alle feste e agli spettacoli per gli ospiti della casata.

Abbandono e restauro

Dopo gli anni in cui la villa fu residenza di Mussolini e poi sede del comando alleato fra il 1944 e il 1947, arrivò un lungo abbandono. Il Comune acquistò il complesso nel 1977; i restauri, cominciati nel 1991, hanno restituito il Teatro nel 2013.

Una sala per un monologo

La dimensione raccolta della sala si addice a un testo come Archimede, che vive di voce, musica e vicinanza con il pubblico. Un teatro costruito per un principe romano dell'Ottocento accoglie la notte di un siracusano ucciso dai Romani: un rovesciamento che non manca di ironia.

Villa Torlonia: il parco intorno al teatro

Villa Torlonia è un parco pubblico del quartiere Nomentano, di proprietà comunale dal 1977 e aperto ai cittadini dal 1978, con l'ingresso principale su via Nomentana e altri accessi in via Lazzaro Spallanzani.

Dai Pamphilj ai Torlonia

Fra il Seicento e la metà del Settecento la tenuta fu dei Pamphilj, che la usavano come azienda agricola; passò poi al cardinale Girolamo Colonna e nel 1797 al banchiere Giovanni Raimondo Torlonia. Nel 1806 Giuseppe Valadier ridisegnò il parco e trasformò gli edifici nel Casino Nobile e nel Casino dei Principi.

Gli edifici del parco

Per Alessandro Torlonia lavorarono Giovan Battista Caretti, Giuseppe Jappelli, autore della Capanna Svizzera poi trasformata nella Casina delle Civette e della Serra Moresca, e Quintiliano Raimondi. Nel 1842 furono innalzati gli obelischi di Villa Torlonia, dedicati ai genitori del principe.

Il Novecento

Nel 1919 nel parco venne scoperto un cimitero sotterraneo ebraico di epoca romana. Dagli anni Venti al luglio 1943 il Casino Nobile fu la residenza di Benito Mussolini; dal 1944 al 1947 la villa ospitò il comando anglo americano.

Come arrivare al Teatro di Villa Torlonia per Archimede

Il Teatro di Villa Torlonia è in via Lazzaro Spallanzani 1 e si raggiunge con la metro B, con i tram 3 e 19 e con gli autobus che percorrono via Nomentana e via Bari.

In metro

Le stazioni più comode della linea B sono Bologna e Policlinico: dalla prima si cammina verso via Nomentana, dalla seconda si risale viale Regina Margherita. In entrambi i casi servono una decina di minuti a piedi, puntando agli ingressi di via Spallanzani.

In tram

I tram 3 e 19 fermano a viale Regina Margherita/Nomentana, a pochi passi dalla villa: il 19 arriva da San Lorenzo e Porta Maggiore, il 3 dal Colosseo e da Trastevere.

In autobus

Su via Nomentana passano, fra le altre, le linee 60, 66, 82 e 90; su via Bari il 61, il 490, il 495 e il 649. Di sera le frequenze cambiano: meglio controllare il percorso sul calcolatore dell'azienda di trasporto romana.

In auto

Il Nomentano è un quartiere residenziale e di sera il parcheggio lungo via Nomentana è difficile. Metro e tram restano la soluzione più pratica.

Una curiosità su Archimede. La solitudine di un genio con Mario Incudine al Teatro di Villa Torlonia — dal 18 al 21 marzo 2027

La curiosità più sorprendente riguarda la strada che separa Siracusa da Roma, e che la storia di Archimede ha percorso almeno due volte. La prima è quella del console Marco Claudio Marcello, il comandante che conquistò Siracusa nel 212 avanti Cristo: secondo la testimonianza di Cicerone, riportò a Roma un apparecchio costruito da Archimede che riproduceva la volta del cielo e il moto del sole, della luna e dei pianeti, una sorta di sfera armillare ante litteram. Le macchine che avevano tenuto in scacco le quinqueremi romane diventarono così un bottino di guerra e un oggetto di meraviglia per l'aristocrazia della città. La seconda strada la percorse Cicerone stesso, al contrario: fu lui, secondo il suo racconto, a ritrovare a Siracusa la tomba dimenticata dello scienziato, riconoscendola da una sfera inscritta in un cilindro scolpita sulla pietra. C'è poi un legame più recente fra Incudine e la città di Archimede: nel 2015 l'attore e musicista era in scena al teatro greco di Siracusa con Le supplici di Eschilo, curandone con Kaballà la traduzione in siciliano e componendone le musiche. E una curiosità legata alla sede: lo spettacolo arriva al Teatro di Villa Torlonia, un teatro costruito nell'Ottocento per i principi Torlonia, famiglia di banchieri, a due passi da un parco in cui nel 1919 venne scoperto un cimitero ebraico sotterraneo di epoca romana. La Roma antica che uccise Archimede e la Roma moderna che ne racconta la solitudine, a pochi metri di distanza.

Una cosa che non ti dice nessuno su Archimede. La solitudine di un genio con Mario Incudine al Teatro di Villa Torlonia — dal 18 al 21 marzo 2027

Quello che raramente si dice è che la morte di Archimede, la scena che tutti conoscono, con il vecchio chino sui suoi disegni e il soldato che lo colpisce, è un racconto di cui le fonti antiche non concordano nemmeno sui particolari. Plutarco ne riferisce tre versioni diverse: in una il soldato lo uccide perché si rifiuta di seguirlo da Marcello, in un'altra perché crede che la cassetta di strumenti scientifici che porta con sé contenga oro. Tito Livio e Plutarco raccontano che Marcello, che lo voleva vivo, ne fu addolorato e gli diede sepoltura onorevole; Polibio, considerato il testimone più affidabile dell'assedio, non ne parla. Anche la frase latina che la tradizione mette in bocca ad Archimede, la preghiera di non rovinare il disegno, appartiene alla leggenda più che alla cronaca. Il testo di Costanza DiQuattro lavora esattamente in questo spazio: non racconta la morte, ma la notte che la precede, e immagina un giovane soldato che entra nella casa del matematico e ne diventa testimone. È una scelta drammaturgica intelligente, perché colma con l'invenzione teatrale un vuoto che le fonti lasciano aperto. La seconda cosa che non si dice riguarda la sala: il Teatro di Villa Torlonia si trova dentro un parco, e per raggiungerlo di sera conviene sapere in anticipo quale ingresso usare. Gli accessi di via Spallanzani sono i più vicini al teatro, e il parco, a marzo, chiude al tramonto: la passeggiata va fatta prima.

Il consiglio che ti do per visitare Archimede. La solitudine di un genio con Mario Incudine al Teatro di Villa Torlonia — dal 18 al 21 marzo 2027

Il consiglio è di arrivare a Villa Torlonia nel pomeriggio e dedicare un paio d'ore al parco e ai musei prima dello spettacolo. La Casina delle Civette, il Casino Nobile e il Casino dei Principi, sedi dei Musei di Villa Torlonia, raccontano la stessa famiglia che fece costruire il teatro, e una visita prima della recita dà profondità alla serata. A marzo il parco chiude presto, quindi conviene organizzarsi per tempo e poi uscire a mangiare qualcosa sulla Nomentana prima di rientrare per lo spettacolo. Il secondo consiglio riguarda l'ascolto: Archimede è uno spettacolo in cui la musica dal vivo ha un ruolo centrale, e chi conosce Mario Incudine sa che la sua voce e il suo modo di suonare portano con sé la tradizione popolare siciliana. Vale la pena ascoltare prima qualche brano dei suoi dischi, da D'acqua e di rosi a Il senso della misura, per arrivare in sala con l'orecchio già sintonizzato. Il terzo consiglio è per chi viaggia con ragazzi che studiano matematica o fisica al liceo: portarli a vedere lo spettacolo è un modo per far incontrare la leva, il galleggiamento e il volume della sfera con un uomo in carne e ossa, e con la domanda che lo spettacolo pone apertamente, cioè a che cosa serva il sapere davanti alla guerra. Infine, conviene scegliere il giovedì o il venerdì, se possibile: in una sala raccolta come quella di Villa Torlonia i posti migliori finiscono presto nel fine settimana.

Dove mangiare prima o dopo Archimede

Dentro Villa Torlonia la Limonaia restaurata è adibita a punto di ristoro; fuori dal parco, lungo via Nomentana e intorno a piazza Bologna, ci sono bar, pizzerie e trattorie di ogni fascia di prezzo.

Nel parco

La Limonaia, costruita da Quintiliano Raimondi come il teatro, è la soluzione più comoda per un caffè o un aperitivo senza uscire dalla villa; i suoi orari seguono quelli del parco, che a marzo chiude al tramonto.

A piazza Bologna

Intorno a piazza Bologna e lungo viale XXI Aprile l'offerta è ampia e frequentata soprattutto da residenti, con prezzi più contenuti che in centro. Il sabato sera conviene prenotare.

Verso San Lorenzo

Chi preferisce un quartiere più vivace dopo lo spettacolo può prendere il tram 19 verso San Lorenzo, zona universitaria con osterie e locali aperti fino a tardi.

Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato

È risaputo che Archimede gridò «eureka», cioè «ho trovato», dopo aver scoperto nel bagno il principio del galleggiamento: il racconto è di Vitruvio, e da allora la parola è entrata in quasi tutte le lingue. Si cita meno spesso che una parte importante delle opere di Archimede è arrivata fino a noi per un caso quasi romanzesco. Nel 1906 il filologo danese Johan Ludvig Heiberg, esaminando a Costantinopoli un codice di preghiere del Duecento su pergamena di capra, scoprì che sotto il testo religioso si leggevano ancora scritti di Archimede: i fogli erano stati raschiati e riutilizzati, una pratica comune per il costo della pergamena. Si conosce perfino il nome dell'autore della riscrittura, Johannes Myronas, che terminò il suo lavoro il 14 aprile 1229. Il palinsesto, trafugato nel Novecento, è stato venduto all'asta a New York nel 1998. C'è anche un filo che porta a Roma: la traduzione latina delle opere di Archimede realizzata nel 1269 da Guglielmo di Moerbeke, a partire da codici che si trovavano nella biblioteca della corte papale di Viterbo, è oggi conservata alla Biblioteca Vaticana, dove fu riscoperta nel 1882. Il genio solitario dello spettacolo, dunque, è sopravvissuto grazie a copisti, monaci, filologi e bibliotecari: una catena di persone che hanno salvato il suo pensiero dalla dimenticanza, più o meno consapevolmente. È il contrario della solitudine.

La foto giusta da fare a Archimede. La solitudine di un genio con Mario Incudine al Teatro di Villa Torlonia — dal 18 al 21 marzo 2027

Durante lo spettacolo il telefono resta spento: la musica eseguita dal vivo da Antonio Vasta e la voce di Mario Incudine meritano un ascolto senza schermi. La fotografia giusta si fa prima, all'aperto, finché c'è luce nel parco. La prima inquadratura è la facciata del Teatro di Villa Torlonia, l'edificio ottocentesco di Quintiliano Raimondi immerso nel verde del parco: di pomeriggio la luce di marzo lo illumina di lato e ne fa risaltare le architetture. La seconda è per chi ha tempo di fare il giro del parco: gli obelischi di Villa Torlonia, eretti nel 1842 in memoria dei genitori di Alessandro Torlonia. Per uno spettacolo su un matematico che volle una sfera e un cilindro sulla propria tomba, una fotografia che giochi con le forme geometriche, l'obelisco, le colonne, le linee dei viali disegnati da Valadier, ha un senso preciso. La terza è la Casina delle Civette, nata come Capanna Svizzera di Giuseppe Jappelli e trasformata da Giovanni Torlonia, uno degli edifici più riconoscibili della villa. Al tramonto, quando il parco si svuota, i viali e i grandi alberi offrono immagini pulite, senza folla. Dopo lo spettacolo il parco è buio e l'unica foto possibile è quella dell'ingresso illuminato: un ricordo semplice di una serata dedicata al genio di Siracusa.

Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia

Villa Torlonia comincia la sua storia come tenuta agricola dei Pamphilj, fra il Seicento e la metà del Settecento; poi passa al cardinale Girolamo Colonna, che avvia la costruzione del primo nucleo della residenza. Nel 1797 la proprietà viene acquistata dal banchiere Giovanni Raimondo Torlonia, e nel 1806 Giuseppe Valadier ridisegna il parco con viali simmetrici e perpendicolari. Dal 1832 il figlio Alessandro affida i lavori a Giovan Battista Caretti, Giuseppe Jappelli e Quintiliano Raimondi, che costruisce il Teatro e l'Aranciera, oggi Limonaia. Nel 1842 vengono innalzati i due obelischi dedicati ai genitori del principe. Il successore Giovanni trasforma la Capanna Svizzera nella Casina delle Civette e fa costruire il Villino Medievale e il Villino Rosso. Nel 1919 nel parco viene scoperto un cimitero ebraico sotterraneo di epoca romana. Negli anni Venti Giovanni Torlonia concede il Casino Nobile a Benito Mussolini, che vi abita con la famiglia fino al luglio 1943. Dal 1944 al 1947 la villa ospita il comando anglo americano; segue un lungo abbandono. Nel 1977 il Comune di Roma acquista la villa, che l'anno successivo diventa parco pubblico. Dal 1991 cominciano i restauri; il Teatro riapre nel 2013 ed entra poi nel circuito delle sale del Teatro di Roma. Dal 18 al 21 marzo 2027 il suo palcoscenico accoglie Archimede. La solitudine di un genio.

Chi è passato da Archimede. La solitudine di un genio con Mario Incudine al Teatro di Villa Torlonia — dal 18 al 21 marzo 2027

Da Villa Torlonia sono passate famiglie e figure che hanno segnato la storia di Roma. I Pamphilj, che vi avevano una tenuta agricola; il cardinale Girolamo Colonna; il banchiere Giovanni Raimondo Torlonia e il figlio Alessandro, che trasformò la villa in residenza di rappresentanza e fece costruire il teatro. Gli architetti Giuseppe Valadier, Giovan Battista Caretti, Giuseppe Jappelli e Quintiliano Raimondi, che la disegnarono. Nel Novecento Benito Mussolini, che abitò nel Casino Nobile dagli anni Venti al luglio 1943, e poi i comandi alleati fra il 1944 e il 1947. Dopo il restauro il Teatro di Villa Torlonia è diventato una sala del Teatro di Roma, frequentata anche dal pubblico più giovane: in questa stagione vi sono passati spettacoli come Albert eD io e Charlie Gordon. Dal 18 al 21 marzo 2027 passano Mario Incudine, Antonio Vasta e Tommaso Garré, con l'autrice Costanza DiQuattro, il regista Alessio Pizzech e lo scenografo e costumista Andrea Stanisci. E con loro, idealmente, Archimede, il re Gerone II, il console Marco Claudio Marcello, Cicerone che ne ritrovò la tomba e Galileo che lo chiamava maestro.

Accessibilità, età e informazioni pratiche

Per l'accesso al Teatro di Villa Torlonia di persone con mobilità ridotta il riferimento è il Teatro di Roma, che dedica all'accessibilità delle sue sale una sezione del sito ufficiale.

Il parco di sera

Villa Torlonia è un parco storico con viali, ghiaia e qualche dislivello: chi ha difficoltà motorie fa bene a chiedere in anticipo quale ingresso sia più comodo per il teatro. A marzo, all'uscita serale, conviene avere una giacca.

Con i ragazzi

Archimede è uno spettacolo adatto a un pubblico adulto e agli studenti delle superiori: storia antica, scienza e musica dal vivo lo rendono un'occasione per chi studia matematica, fisica o latino. Il tema della guerra e della morte è al centro del racconto: con i più giovani conviene parlarne prima.

Marzo a Roma

La seconda metà di marzo porta giornate più lunghe e temperature miti, ideali per unire il teatro a una visita ai Musei di Villa Torlonia.

Domande frequenti su Archimede al Teatro di Villa Torlonia

Quando va in scena Archimede con Mario Incudine a Roma?

Archimede. La solitudine di un genio va in scena al Teatro di Villa Torlonia di Roma da giovedì 18 a domenica 21 marzo 2027, con una recita al giorno. Gli orari d'inizio sono pubblicati sul sito ufficiale del Teatro di Roma, insieme ai prezzi.

Chi c'è in scena in Archimede. La solitudine di un genio?

In Archimede recita Mario Incudine, nel ruolo del matematico, con Antonio Vasta, che esegue dal vivo le musiche composte da Incudine, e Tommaso Garré. Il testo è di Costanza DiQuattro, la regia di Alessio Pizzech, scene e costumi di Andrea Stanisci.

Di cosa parla lo spettacolo su Archimede?

Lo spettacolo su Archimede racconta l'ultima notte del matematico durante l'assedio romano di Siracusa del 212 avanti Cristo: un giovane soldato entra nella sua casa e ascolta il racconto delle sue scoperte, invenzioni e ferite, in un monologo che diventa dialogo.

Dove si trova il Teatro di Villa Torlonia?

Il Teatro di Villa Torlonia si trova in via Lazzaro Spallanzani 1, dentro il parco di Villa Torlonia, nel quartiere Nomentano. Si raggiunge con la metro B, fermate Bologna o Policlinico, con i tram 3 e 19 e con gli autobus di via Nomentana.

Chi è Mario Incudine?

Mario Incudine, nato a Enna nel 1981, è cantante, attore e polistrumentista, fra i nomi più noti della musica popolare siciliana. Ha inciso numerosi album, ha vinto il Festival della nuova canzone siciliana nel 2009 e ha recitato al teatro greco di Siracusa in Le supplici di Eschilo.

Lo spettacolo su Archimede è adatto agli studenti?

Archimede. La solitudine di un genio è adatto agli studenti delle superiori: racconta uno dei più grandi scienziati della storia fra realtà storica e leggenda, con musica dal vivo. Il tema della guerra è presente e diventa una riflessione sul valore del sapere.

Dove si comprano i biglietti per Archimede?

I biglietti per Archimede al Teatro di Villa Torlonia si acquistano sul sito ufficiale del Teatro di Roma, alle biglietterie della fondazione e sul circuito di prevendita autorizzato indicato nella pagina dello spettacolo.

Il consiglio finale su Archimede

A nostro giudizio Archimede. La solitudine di un genio è una serata che unisce tre cose rare in un solo spettacolo: la storia antica raccontata senza polvere, la musica popolare siciliana suonata dal vivo e un attore cantante che conosce Siracusa anche dal palcoscenico del suo teatro greco. Il consiglio è di arrivare a Villa Torlonia con la luce, fare il giro del parco fra la Casina delle Civette e gli obelischi, e poi entrare in sala per ascoltare l'ultima notte di un uomo che, davanti alla guerra, continuava a disegnare cerchi.

Articolo scritto dalla redazione di Tour Leader Pro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.

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Data Evento18 Marzo 2027 — 21 Marzo 2027
IndirizzoTeatro di Villa Torlonia, Via Lazzaro Spallanzani 1, 00161 Roma Nomentano, Roma, Roma Città

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