Elisa Montessori. Nel corso del tempo al Casino dei Principi — dal 30 settembre 2026 al 28 febbraio 2027
Elisa Montessori. Nel corso del tempo è la grande mostra antologica dedicata alla pittrice genovese, romana d'adozione, aperta dal 30 settembre 2026 al 28 febbraio 2027 al Casino dei Principi, uno degli edifici dei Musei di Villa Torlonia, con ingresso principale in via Nomentana 70. L'orario è dal martedì alla domenica dalle 9 alle 19, con ultimo ingresso alle 18; il 24 e il 31 dicembre dalle 9 alle 14, con ultimo ingresso alle 13; chiuso il lunedì e il 25 dicembre. Si arriva con la metro B, stazioni Bologna o Policlinico, con i tram 3 e 19 alla fermata viale Regina Margherita/Nomentana, oppure con gli autobus che percorrono via Nomentana, come il 60, il 66, l'82 e il 90. L'ingresso è gratuito con la MIC card; le tariffe ordinarie sono pubblicate sul sito ufficiale dei Musei di Villa Torlonia, alla pagina dei biglietti, e il contact center 060608 risponde tutti i giorni dalle 9 alle 19.
Oltre un centinaio di opere, settant'anni di lavoro, un percorso che l'artista stessa ha pensato come un autoritratto. È una delle mostre più interessanti dell'autunno romano, e ha un pregio raro: la protagonista, nata nel 1931, l'ha ideata in prima persona. Qui sotto trovate che cosa si vede, chi è Elisa Montessori, la storia del Casino dei Principi e della villa che lo circonda, e come organizzare la visita.
Nel corso del tempo: che cosa si vede nella mostra di Elisa Montessori
Nel corso del tempo presenta oltre un centinaio di opere tra oli, disegni e libri, alcuni prestiti importanti da collezioni pubbliche e private e interventi site specific realizzati dall'artista per le sale del Casino dei Principi. È la prima rassegna che copre l'intero arco del suo lavoro, iniziato a Roma nell'immediato dopoguerra.
Un autoritratto, non una cronologia
Il percorso non segue l'ordine delle date. La presentazione ufficiale lo descrive come più vicino all'autobiografia, per usare le parole con cui Montessori stessa lo definisce, che a un metodo espositivo cronologico: un'opera totale che si snoda tra ricostruzioni, installazioni e passaggi cruciali della sua vita e della sua ricerca. Opere diverse per tecnica, data e dimensione sono accostate per affinità linguistiche, artistiche, scientifiche o poetiche.
Ideata dall'artista
L'ideazione è di Elisa Montessori, con la co-curatela di Alessandra Mammì e Federica Pirani. Non capita spesso che un'artista di novantacinque anni costruisca in prima persona la propria antologica, e questo si sente nell'impianto: la mostra è un discorso in prima persona, più che una sistemazione critica dall'esterno.
Tre documentari
A corredo del percorso sono proiettati tre lavori video. Il film documentario Montessori, girato nel 2004 da Francesco Vaccaro, che segue il metodo di lavoro dell'artista. Il video Elisa Montessori del 2020, presentato dalla galleria Monitor, con l'intervista di Davide Ferri e la regia di Mario Poeta. La videointervista Gli amici di Titina Maselli. Elisa Montessori, del 2025, a cura di Federica Pirani e Claudio Crescentini, realizzata in occasione della grande antologica su Titina Maselli tenuta a Roma lo scorso anno.
Il catalogo
La mostra è accompagnata dal primo catalogo scientifico dedicato a Elisa Montessori, pubblicato da Silvana Editoriale: un'ampia intervista biografica, saggi di studiosi di diverse discipline, apparati bio-bibliografici e un'antologia critica. Per un'artista con settant'anni di carriera, il fatto che il primo catalogo scientifico arrivi solo ora dice molto su come il sistema dell'arte italiano abbia trattato per decenni le pittrici.
Chi la promuove
La mostra è promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Cultura, e dalla Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, con la collaborazione della Galleria Monitor e l'organizzazione di Zètema Progetto Cultura.
Chi è Elisa Montessori
Elisa Montessori è una pittrice italiana nata a Genova il 18 giugno 1931, che vive e lavora a Roma, a Trastevere, dove ha il suo studio. Il suo lavoro attraversa oltre settant'anni e una quantità di tecniche diverse: olio su tela, tempera, ceramica, mosaico, incisione, ogni tipo di carta e di pigmento.
La formazione
Coltiva il disegno fin dall'infanzia. Si laurea in Scienze umanistiche alla Sapienza nel 1953 e subito dopo si forma nello studio di Mirko Basaldella, a diretto contatto con gli artisti del Gruppo Origine: Colla, Burri, Capogrossi. Con Mirko comincia a sperimentare la tempera all'uovo, la ceramica, la lavorazione dell'oro e l'incisione. È una formazione da bottega, fatta di tecnica prima ancora che di teoria.
Mario Tchou e gli anni milanesi
Nel 1955 vince una borsa di studio per Parigi, ma resta a Roma dopo l'incontro con Mario Tchou, l'ingegnere italo-cinese che guidava la ricerca elettronica della Olivetti. I due si sposano lo stesso anno e hanno due figlie; la loro casa milanese in via Cappuccio viene progettata da Ettore Sottsass. Dopo la morte di Tchou in un incidente d'auto, Montessori sposa l'architetto Costantino Dardi, da cui ha una terza figlia, Domitilla.
L'Oriente, la letteratura, la scienza
La cultura asiatica è una fonte di ispirazione costante del suo lavoro, visibile nella serie dei taccuini e in mostre come quella alla Galleria Giulia del 2011. Dagli anni Ottanta diventa centrale il rapporto tra immagine e testo: opere ispirate a Shakespeare, Sylvia Plath, Emily Dickinson, Marianne Moore, Ingeborg Bachmann, Patrizia Valduga. La presentazione della mostra aggiunge lo studio della filosofia e gli approfondimenti scientifici, che si riflettono in cicli dedicati alla botanica e agli animali.
Le grandi esposizioni
Nel 1982 è ad Aperto 82 alla Biennale di Venezia; nel 1983 ha una personale alla XVII Biennale di San Paolo; nel 1986 partecipa alla Quadriennale di Roma; nel 1989 alla Biennale di Istanbul. Nel 2006 la Galleria Nazionale d'Arte Moderna le dedica la mostra Shangai Blues; nel 2010 un suo autoritratto entra nella collezione degli Uffizi ed è esposto nella mostra Autoritratte; nel 2011 è invitata al Padiglione Italia della Biennale di Venezia.
Le opere nei musei
Sue opere fanno parte delle collezioni del MACRO, della Galleria d'Arte Moderna di Roma Capitale e della Farnesina, oltre al ritratto agli Uffizi. Tra i riconoscimenti ricevuti c'è il premio internazionale Leonardo Paterna Baldizzi.
Elisa Montessori e Roma: le mostre in città
Roma è la città in cui Elisa Montessori ha lavorato per tutta la vita, e le sue mostre hanno toccato molti dei luoghi dell'arte cittadina, dalle istituzioni pubbliche alle gallerie private.
Musei e biblioteche
Nel 1988 espone alla Biblioteca Casanatense i pastelli dedicati alla Tempesta di Shakespeare. Nel 1992 presenta Le memorie del bianco nell'ex carcere del Sant'Uffizio. Nel 1993 è al Palazzo delle Esposizioni con un omaggio a Ingeborg Bachmann. Nel 2002 e nel 2007 espone al Museo Hendrik Christian Andersen, e nel 2011 a Villa Giulia.
Le gallerie
Tra le gallerie romane che l'hanno esposta, la Galleria Giulia, la Galleria Mazzocchi, l'Arco d'Alibert e, dal 2016, Monitor, che collabora anche a questa mostra. Nel 2016 partecipa con altre artiste a Con Goethe in Italia, alla Casa di Goethe; nel 2017 espone alla Casa delle Letterature.
Lo studio a Trastevere
Il suo studio è a Trastevere, e la lunga frequentazione del quartiere è parte della sua biografia romana. La mostra di Villa Torlonia, dall'altra parte della città, la porta invece nel quadrante nord, in un museo comunale che ha fatto delle antologiche di artisti del Novecento romano una delle sue linee di lavoro.
Una curiosità su Elisa Montessori. Nel corso del tempo al Casino dei Principi — dal 30 settembre 2026 al 28 febbraio 2027
La casa milanese di Elisa Montessori e Mario Tchou, in via Cappuccio, fu progettata da Ettore Sottsass, e nel settembre del 1963 la rivista Domus la pubblicò con un titolo rimasto celebre, La casa con la bambina cinese. È un dettaglio che collega la pittrice a uno dei momenti più alti della cultura industriale italiana: Tchou era l'ingegnere a capo della ricerca e sviluppo per l'elettronica della Olivetti, e la casa di famiglia porta la firma di uno dei designer più influenti del secolo.
La biografia di Montessori passa dunque per l'industria, per il design milanese, per l'architettura: il secondo marito, Costantino Dardi, era architetto. Chi entra al Casino dei Principi aspettandosi solo quadri troverà invece un intreccio di arti applicate, libri d'artista, ceramiche, installazioni.
C'è poi un'altra curiosità, legata agli inizi. Nel 1955 Elisa Montessori aveva vinto una borsa di studio per Parigi, la meta obbligata di un giovane artista del dopoguerra. Scelse di restare a Roma. Settant'anni dopo, la città le dedica l'antologica più completa della sua carriera: una scelta di vita che, a distanza, si rivela anche una scelta di campo.
Il Casino dei Principi: la sede della mostra
Il Casino dei Principi è uno degli edifici storici di Villa Torlonia: nato come costruzione rurale della Vigna Abati, fu trasformato da Giuseppe Valadier e poi restaurato in stile neorinascimentale da Giovan Battista Caretti tra il 1835 e il 1840, su ordine del principe Alessandro Torlonia, per servire da sala per i ricevimenti.
Una galleria sotto il parco
Il Casino dei Principi è collegato al Casino Nobile, il palazzo principale della villa, da una galleria sotterranea lunga 57 metri che corre sotto il parco. La galleria, restaurata di recente, è destinata a magazzino espositivo di materiali lapidei.
Le decorazioni
Tra le decorazioni originali c'è il fregio con il Trionfo di Alessandro a Babilonia. Nelle tre sale del piano nobile c'erano affreschi con scene dell'antica Grecia e dell'antica Roma, e nella sala da pranzo vedute del golfo di Napoli dipinte da allievi di Caretti. Di pregio anche le decorazioni della prima sala, di Caretti e Filippo Bigioli.
Le sfingi all'ingresso
Davanti all'ingresso del Casino dei Principi è collocata una coppia di sfingi che in origine ornava l'ingresso principale della villa progettato da Valadier verso il 1828 e demolito con l'allargamento di via Nomentana. L'altra coppia si trova oggi a Mentana, nella villa che fu di Federico Zeri.
Un luogo per le mostre
Oggi il Casino dei Principi è uno spazio espositivo dei Musei di Villa Torlonia, gestiti dalla Sovrintendenza Capitolina. Le sale di dimensioni contenute si prestano a mostre come questa, in cui il visitatore deve avvicinarsi ai disegni e ai libri d'artista.
Villa Torlonia: storia della villa
Villa Torlonia è un parco con un complesso di edifici nel quartiere Nomentano: già proprietà della famiglia Torlonia e residenza di Mussolini, è parco pubblico dal 1978, e i suoi edifici storici ospitano i Musei di Villa Torlonia.
Dai Pamphilj ai Torlonia
Dal Seicento a metà Settecento la proprietà appartenne ai Pamphilj, che la usavano come tenuta agricola. Passò poi al cardinale Girolamo Colonna e, nel 1797, fu venduta al banchiere Giovanni Raimondo Torlonia, che nel 1806 incaricò Giuseppe Valadier di trasformarla in villa. Valadier ridisegnò il parco con viali simmetrici e trasformò due edifici preesistenti nel palazzo principale e nell'attuale Casino dei Principi.
Il principe Alessandro
Dal 1832 il figlio Alessandro affidò i lavori a Giovan Battista Caretti, che aggiunse il Tempio di Saturno, i Falsi Ruderi, la Tribuna con fontana. Giuseppe Jappelli progettò la parte meridionale con laghetti, viali a serpentina, la Capanna Svizzera, la Serra Moresca; Quintiliano Raimondi lavorò al Teatro e alla Limonaia. Nel 1842 Alessandro fece erigere due obelischi in memoria dei genitori.
Il Novecento
Nel primo Novecento Giovanni Torlonia trasformò la Capanna Svizzera nella Casina delle Civette. Negli anni Venti concesse il Casino Nobile come residenza a Benito Mussolini, che vi abitò con la famiglia fino al luglio del 1943. Dal 1944 al 1947 la villa fu occupata dal comando anglo-americano, poi cadde in abbandono fino all'acquisto da parte del Comune nel 1977. Dal 1991 i restauri hanno trasformato gli edifici in sedi museali.
Una cosa che non ti dice nessuno su Elisa Montessori. Nel corso del tempo al Casino dei Principi — dal 30 settembre 2026 al 28 febbraio 2027
Sotto i prati tra il Casino dei Principi e il Casino Nobile corre una galleria di 57 metri. Chi visita la mostra di Elisa Montessori cammina sopra un passaggio pensato nell'Ottocento perché i principi Torlonia e i loro ospiti potessero spostarsi tra il palazzo e la sala dei ricevimenti senza uscire all'aperto. Oggi quella galleria è restaurata e serve da deposito espositivo per i materiali lapidei della collezione.
Non è l'unico mondo sotterraneo della villa. Sotto il parco ci sono le catacombe ebraiche di epoca romana, scoperte nel 1919; sotto il Casino Nobile, il bunker antiaereo costruito per Mussolini tra il 1942 e il 1943; e una sala ipogea decorata nello stile delle tombe etrusche, ritrovata soltanto nel 2004 durante i restauri, a due metri e mezzo di profondità, sotto un blocco di calcestruzzo.
Il legame con la mostra è più profondo di quanto sembri. Elisa Montessori ha costruito il suo percorso come un autoritratto a strati, in cui opere di epoche diverse si toccano per affinità sotterranee. Villa Torlonia funziona allo stesso modo: sotto la superficie neoclassica del parco ci sono duemila anni di storia sovrapposta. Visitare la mostra e poi fare un giro nel parco, con questa idea in testa, è il modo migliore di leggere entrambe.
Il consiglio che ti do per visitare Elisa Montessori. Nel corso del tempo al Casino dei Principi — dal 30 settembre 2026 al 28 febbraio 2027
Il mio consiglio è di dedicare alla mostra almeno un'ora e mezza e di cominciare dai documentari. Il film di Francesco Vaccaro del 2004 mostra Elisa Montessori al lavoro, con le carte, i pigmenti, i taccuini: vederlo prima di entrare nelle sale cambia il modo di guardare le opere, perché si capisce da dove nasce la leggerezza apparente di certi fogli.
Secondo consiglio: guardate i libri. In una mostra con oltre cento opere il pubblico tende a fermarsi sugli oli, che sono più grandi e più immediati. Ma il rapporto tra immagine e parola, dagli anni Ottanta in poi, è il cuore del lavoro di Montessori, e i libri d'artista e i disegni ispirati a poeti e scrittori sono la parte più personale del percorso.
Terzo: scegliete un giorno feriale di mattina. Le sale del Casino dei Principi non sono grandi, e nei fine settimana, quando il parco si riempie di famiglie, anche i musei della villa sono più affollati. Il martedì o il mercoledì alle 10 avrete le sale quasi per voi.
Infine, controllate sempre la pagina avvisi del sito ufficiale prima di partire: è la raccomandazione dei Musei di Villa Torlonia stessi, e vale per variazioni di orario e chiusure straordinarie.
Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato
Villa Torlonia fu la residenza di Benito Mussolini per quasi vent'anni, e il duce pagava ai Torlonia un affitto simbolico di una lira all'anno. Il fatto è noto, ma lo si cita di rado nella sua forma precisa: il principe Giovanni Torlonia concesse il Casino Nobile negli anni Venti, e si trasferì lui stesso nella Casina delle Civette; alla sua morte, nel 1939, l'erede Alessandro Gerini mantenne le stesse condizioni.
La famiglia Mussolini lasciò la villa dopo il 25 luglio 1943. Nel parco restano le tracce di quegli anni: il bunker antiaereo sotto il Casino Nobile, il rifugio nella sala centrale del seminterrato, il campo da tornei in cui esistono fotografie di Mussolini che gioca a tennis davanti alle tende medievali del principe. La Limonaia, negli anni Trenta, fu affittata all'Istituto Luce e usata anche per proiezioni private.
Per chi va a vedere una mostra d'arte contemporanea al Casino dei Principi, questo passato può sembrare lontano. Non lo è del tutto. Il Comune di Roma acquistò la villa nel 1977 e la aprì al pubblico nel 1978 proprio per restituire alla città un luogo che per decenni era stato privato e poi abbandonato. Che oggi una delle sue sale ospiti l'antologica di una pittrice che ha cominciato a lavorare nell'immediato dopoguerra è, a suo modo, una risposta a quella storia.
Orari e biglietti della mostra di Elisa Montessori
La mostra Elisa Montessori. Nel corso del tempo al Casino dei Principi è aperta dal martedì alla domenica dalle 9 alle 19, con ultimo ingresso alle 18, dal 30 settembre 2026 al 28 febbraio 2027. È chiusa il lunedì e il 25 dicembre.
Le feste
Il 24 e il 31 dicembre l'orario è ridotto: dalle 9 alle 14, con ultimo ingresso alle 13. Per le altre festività e per eventuali chiusure straordinarie il riferimento è la pagina avvisi del sito dei Musei di Villa Torlonia.
Il biglietto
L'ingresso è gratuito per i possessori della MIC card, la tessera dei musei civici di Roma. Le tariffe ordinarie e ridotte sono pubblicate sul sito ufficiale dei Musei di Villa Torlonia, alla pagina dei biglietti; il contact center 060608 risponde tutti i giorni dalle 9 alle 19.
La MIC card
Per chi vive a Roma, o ci passa molto tempo, la MIC card conviene: con una sola tessera si entra nei musei civici della città, compresi quelli di Villa Torlonia. Una mostra come questa, da vedere magari due volte a distanza di settimane, è un buon motivo per farla.
Come arrivare a Villa Torlonia per la mostra
Villa Torlonia ha l'ingresso principale in via Nomentana 70, altri due ingressi in via Lazzaro Spallanzani, ed è delimitata da via Siracusa, via di Villa Massimo e via Alessandro Torlonia. Si raggiunge con la metro B, i tram 3 e 19 e molte linee di autobus.
Metro B
Le stazioni più comode sono Bologna e Policlinico, sulla linea B. Da Bologna si cammina verso via Nomentana; da Policlinico si risale viale Regina Margherita. In entrambi i casi sono una decina di minuti a piedi.
Tram
I tram 3 e 19 fermano a viale Regina Margherita/Nomentana, a pochi passi dall'ingresso principale. È la soluzione più comoda per chi arriva da San Lorenzo, da Porta Maggiore o dal Flaminio.
Autobus
Su via Nomentana passano diverse linee, tra cui il 60, il 66, l'82 e il 90; su via Bari il 61, il 490, il 495 e il 649.
In auto
Il quartiere è residenziale e il parcheggio lungo via Nomentana è difficile, soprattutto nei fine settimana. Meglio i mezzi pubblici.
La foto giusta da fare a Elisa Montessori. Nel corso del tempo al Casino dei Principi — dal 30 settembre 2026 al 28 febbraio 2027
La foto giusta si fa all'aperto, davanti al Casino dei Principi, con le sfingi di Valadier in primo piano. Sono due sculture che hanno cambiato posto più di una volta: nate per l'ingresso principale della villa verso il 1828, spostate quando via Nomentana fu allargata tra il 1908 e il 1909, oggi fanno da guardia all'edificio della mostra. Inquadrate le sfingi in basso e la facciata neorinascimentale dietro, con la luce radente del mattino.
La seconda foto è dal viale, verso il Casino Nobile, con la sua facciata neoclassica e il pronao aggiunto da Caretti. Tra ottobre e novembre, con le chiome degli alberi che cambiano colore, il parco offre il suo momento migliore; a febbraio, a fine mostra, la luce è più bassa e più fredda, ma i lecci dei grandi viali restano verdi.
Dentro le sale, per le regole sulle fotografie conviene chiedere al personale all'ingresso: con prestiti da collezioni pubbliche e private le condizioni possono variare. In ogni caso niente flash, soprattutto davanti a carte e disegni, che la luce danneggia. Un taccuino, invece, è sempre ammesso, e davanti al lavoro di un'artista che ha fatto dei taccuini una parte della sua opera è forse il modo più giusto di portarsi via un ricordo.
Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia
Il 4 gennaio 1840 arrivarono a Villa Torlonia, lungo via Nomentana, i blocchi di granito rosa di Baveno destinati ai due obelischi voluti dal principe Alessandro. Avevano fatto un viaggio lunghissimo: lavorati a Milano, scesi lungo il Po fino al mare, imbarcati a Venezia, circumnavigata la penisola fino a Fiumicino, risaliti il Tevere fino all'Aniene. Il primo obelisco fu innalzato il 4 giugno 1842 alla presenza di papa Gregorio XVI e di Ludovico di Baviera, dedicato a Giovanni Raimondo Torlonia; il secondo il 26 luglio, festa di Sant'Anna, dedicato alla madre Anna Maria.
Nel 1919, nel parco, fu scoperto un cimitero sotterraneo ebraico di epoca romana, le catacombe di Villa Torlonia. Negli anni Venti la villa divenne la residenza di Mussolini, che la lasciò dopo il 25 luglio 1943; tra il 1942 e il 1943 fu costruito il bunker antiaereo. Dal 1944 al 1947 la villa fu occupata dal comando anglo-americano.
Nel 1977 il Comune di Roma acquistò la villa e nel 1978 la aprì come parco pubblico. Nel 1991 un incendio colpì la Casina delle Civette, già danneggiata da furti e vandalismi; il restauro, dal 1992 al 1997, ne fece il primo edificio della villa aperto al pubblico. Nel 2004, durante i lavori al Casino Nobile, fu ritrovata la sala ipogea in stile etrusco. Nel 2013 riaprì il Teatro Torlonia, nel 2021 la Serra Moresca.
Chi è passato da Elisa Montessori. Nel corso del tempo al Casino dei Principi — dal 30 settembre 2026 al 28 febbraio 2027
Da Villa Torlonia sono passati architetti come Giuseppe Valadier, Giovan Battista Caretti, Giuseppe Jappelli ed Enrico Gennari, artisti come Antonio Canova, che eseguì bassorilievi in gesso per il Casino Nobile, Francesco Podesti, che affrescò la Sala di Bacco, e Duilio Cambellotti, che nel 1914 disegnò la vetrata delle civette da cui prende nome la Casina.
Il 4 giugno 1842, per l'innalzamento del primo obelisco, erano presenti papa Gregorio XVI e Ludovico di Baviera. Nel Novecento la villa fu abitata da Benito Mussolini e dalla sua famiglia, e poi dagli ufficiali del comando alleato. Rinaldo Rinaldi, allievo di Canova, modellò il frontone in terracotta con il trionfo di Bacco; Filippo Bigioli lavorò alle decorazioni della prima sala del Casino dei Principi.
Nella storia artistica della villa Elisa Montessori si inserisce accanto a questi nomi con un ruolo diverso: non decoratrice di un principe, ma autrice di una propria antologica in un museo pubblico. Nella sua biografia passano a loro volta figure del Novecento italiano: Mirko Basaldella, suo maestro; Burri, Colla e Capogrossi, conosciuti nello studio di Mirko; Mario Tchou e, attraverso di lui, il mondo della Olivetti; Ettore Sottsass, che progettò la casa milanese; Titina Maselli, amica a cui è dedicata una delle videointerviste della mostra.
I dintorni di Villa Torlonia
Villa Torlonia si trova nel quartiere Nomentano, lungo via Nomentana, un asse che dall'antica Porta Pia esce dalla città verso nord-est, fiancheggiato da ville, villini liberty e palazzine del primo Novecento.
Il parco e gli altri musei
Il biglietto dei Musei di Villa Torlonia permette di visitare, secondo le modalità indicate dal sito ufficiale, anche il Casino Nobile e la Casina delle Civette. Il parco è aperto tutti i giorni dall'alba al tramonto, e vale una passeggiata: il laghetto del Fucino con il bosco di bambù, la collinetta artificiale di Jappelli, il Tempio di Saturno, i Falsi Ruderi.
Sant'Agnese e Santa Costanza
Proseguendo su via Nomentana verso nord si arriva al complesso di Sant'Agnese fuori le mura e al Mausoleo di Santa Costanza, uno dei monumenti paleocristiani più noti della città. È la combinazione ideale per una mattina nel quadrante: la mostra alle 9, Santa Costanza a metà mattina.
Verso Porta Pia
Nella direzione opposta, verso il centro, via Nomentana porta a Porta Pia, una delle porte delle Mura Aureliane, con una passeggiata di una ventina di minuti lungo il viale.
Dove mangiare vicino a Villa Torlonia
Dentro Villa Torlonia, dopo il restauro, la Limonaia è stata adibita a punto di ristoro: è la soluzione più comoda per una pausa senza uscire dal parco. Nel cortile sono stati piantati limoni in ricordo dell'antica funzione dell'edificio.
Nel quartiere
Il Nomentano è un quartiere residenziale con bar, pizzerie e trattorie frequentati soprattutto da chi ci abita. Lungo via Nomentana e nelle strade tra piazza Bologna e viale XXI Aprile si trovano locali per ogni fascia di prezzo, senza la pressione turistica del centro.
Con i bambini
Per una famiglia la soluzione più semplice è un pranzo al sacco nel parco, sui prati o sulle panchine dei viali, con una pausa alla Limonaia per un caffè.
Come organizzare la visita, accessibilità e bambini
Per la mostra di Elisa Montessori al Casino dei Principi conviene calcolare un'ora e mezza, due se si guardano per intero i documentari. Con una passeggiata nel parco e la visita alla Casina delle Civette la mattina si riempie.
La mattina ideale
Arrivo alle 9 con la metro B o il tram, mostra fino alle 10.30, passeggiata nel parco, Casina delle Civette, pausa alla Limonaia. Chi ha ancora energie può proseguire verso Santa Costanza.
Accessibilità
Per informazioni su accessi, percorsi e servizi per visitatori con mobilità ridotta il riferimento è il contact center 060608, attivo tutti i giorni dalle 9 alle 19. Villa Torlonia è un parco storico con viali e dislivelli, ed è utile chiedere prima quale ingresso sia più comodo.
Con i bambini
Una mostra di pittura, disegni e libri d'artista non è la visita più immediata per i bambini piccoli. Per i ragazzi che disegnano, invece, può essere una scoperta: la varietà di tecniche, dalla ceramica alla carta, mostra che l'arte non è solo pittura a olio. Il parco, con i suoi spazi aperti, compensa.
Autunno e inverno a Roma: il periodo della mostra
La mostra di Elisa Montessori copre cinque mesi, dal 30 settembre al 28 febbraio: tutto l'autunno e quasi tutto l'inverno romano. È la stagione delle mostre, quando la città torna al chiuso dopo l'estate delle arene e dei festival all'aperto.
Ottobre e novembre sono i mesi migliori per combinare la mostra con una passeggiata nel parco, con giornate ancora lunghe e temperature miti. Dicembre porta le feste e gli orari ridotti del 24 e del 31. Gennaio e febbraio sono i mesi più tranquilli, con meno turisti in città: un buon momento per vedere la mostra con calma prima della chiusura. Villa Torlonia ospita spesso altre mostre nei suoi edifici, come quelle dedicate a Paolo Paschetto e a Pedro Cano: conviene verificare sul sito ufficiale cosa è aperto in contemporanea.
Domande frequenti su Elisa Montessori. Nel corso del tempo
Fino a quando è aperta la mostra di Elisa Montessori a Villa Torlonia?
La mostra Elisa Montessori. Nel corso del tempo è aperta al Casino dei Principi dei Musei di Villa Torlonia dal 30 settembre 2026 al 28 febbraio 2027, dal martedì alla domenica dalle 9 alle 19, con ultimo ingresso alle 18. È chiusa il lunedì e il 25 dicembre.
Quanto costa il biglietto della mostra di Elisa Montessori?
L'ingresso alla mostra di Elisa Montessori al Casino dei Principi è gratuito con la MIC card, la tessera dei musei civici di Roma. Le tariffe ordinarie e ridotte sono pubblicate sul sito ufficiale dei Musei di Villa Torlonia, alla pagina dei biglietti; per informazioni c'è il contact center 060608.
Dove si trova il Casino dei Principi?
Il Casino dei Principi si trova all'interno di Villa Torlonia, il parco pubblico con ingresso principale in via Nomentana 70, nel quartiere Nomentano. È collegato al Casino Nobile da una galleria sotterranea di 57 metri.
Come si arriva a Villa Torlonia con i mezzi?
Villa Torlonia si raggiunge con la metro B, stazioni Bologna o Policlinico, con i tram 3 e 19 alla fermata viale Regina Margherita/Nomentana e con gli autobus di via Nomentana, tra cui il 60, il 66, l'82 e il 90.
Chi è Elisa Montessori?
Elisa Montessori è una pittrice nata a Genova nel 1931 che vive e lavora a Roma, a Trastevere. Allieva di Mirko Basaldella, ha esposto alla Biennale di Venezia, alla Biennale di San Paolo e alla Quadriennale di Roma; sue opere sono al MACRO, alla Farnesina e agli Uffizi.
Quante opere ci sono nella mostra Nel corso del tempo?
La mostra Nel corso del tempo al Casino dei Principi presenta oltre un centinaio di opere di Elisa Montessori tra oli, disegni e libri, con prestiti da collezioni pubbliche e private, interventi site specific dell'artista e tre documentari. Il catalogo è pubblicato da Silvana Editoriale.
Chi ha curato la mostra di Elisa Montessori?
La mostra Elisa Montessori. Nel corso del tempo è ideata dall'artista stessa, con la co-curatela di Alessandra Mammì e Federica Pirani. È promossa da Roma Capitale e dalla Sovrintendenza Capitolina, con la collaborazione della Galleria Monitor e l'organizzazione di Zètema.
Un'ultima parola. Le antologiche ideate dagli artisti stessi sono rare, e quella di Elisa Montessori lo è doppiamente, perché racconta settant'anni di Roma da un punto di vista che le storie dell'arte hanno a lungo trascurato. Andateci di mattina, in un giorno feriale, guardate i documentari prima delle sale e fermatevi davanti ai libri. Poi uscite nel parco: la villa vi aspetta.
Articolo scritto dalla redazione di Tour Leader Pro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.
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