Terme di Fiuggi
Le Terme di Fiuggi sono due parchi idropinici distinti: la Fonte Bonifacio VIII in piazza Frascara 1 e la Fonte Anticolana in viale Fonte Anticolana 1, entrambe a Fiuggi, in provincia di Frosinone. Le gestisce Acqua e Terme Fiuggi S.p.A., la stessa società che imbottiglia l'acqua, oggi controllata dal fondo di Leonardo Maria Del Vecchio. Si entra con biglietto alla cassa, non serve prenotare, e la cura idropinica si fa con l'impegnativa del medico di famiglia.
Chiariamo subito una cosa, perché è l'equivoco che rovina più gite. A Fiuggi non ci si immerge. Non ci sono vasche calde, non ci sono piscine termali, non c'è acqua sulfurea che fuma. L'acqua di Fiuggi è fredda, oligominerale, e si beve. Chi arriva con il costume in borsa e l'idea del Bullicame resta deluso. Chi arriva sapendo che la terma qui è un parco con le fontanelle e un rito del bicchiere trova quello che cerca.
Orari, indirizzi e informazioni pratiche risultano dalle fonti ufficiali consultate il 28 settembre 2026: il sito del gestore, le pagine della DMO Alta Ciociaria e le altre fonti citate nel testo. Il gestore pubblica gli orari ma non le tariffe, e il calendario stagionale cambia di anno in anno, con un passaggio delicato proprio a inizio ottobre. Prima di mettervi in viaggio telefonate alle terme e fatevi confermare quale fonte è aperta e a che ora.

Dove si trovano e che cosa sono le due fonti
Fiuggi ha due anime separate da un paio di chilometri di strada in discesa. In alto il borgo medievale, quello che raccontiamo nella pagina dedicata a Fiuggi. In basso la città termale del Novecento, fatta di alberghi, viali e villini, cresciuta intorno alle sorgenti. Le due fonti si trovano entrambe nella parte bassa, quella che i locali chiamano ancora Fiuggi Fonte, e fra una e l'altra si passa in pochi minuti di auto.
La Fonte Bonifacio VIII è lo stabilimento principale. Il gestore la descrive come un'architettura moderna firmata da Luigi Moretti, con volumi curvi, porticati aperti e linee essenziali, e ci colloca i percorsi di cura, i trattamenti idropinici, le inalazioni e le consulenze del Centro Studi Calcolosi Urinaria. È il posto dove si va per bere l'acqua alla mescita, camminare sotto i porticati e fare la cura prescritta. Intorno c'è un parco con alberi alti e viali ombreggiati.
La Fonte Anticolana, che il gestore chiama anche Fonte Nova, è un parco più grande e più verde. Sequoie, castagni, laghetti, poi i campi da tennis, il minigolf, l'area giochi per i bambini, la pista da ballo, i sentieri per camminare e un trenino panoramico. Da luglio 2026 ospita anche un parco avventura sugli alberi. Se la Bonifacio è la terma dei curandi, l'Anticolana è la terma delle famiglie e dei pomeriggi lunghi.
L'acqua è la stessa, la sorgente è la stessa falda dei Monti Ernici. Cambia il contesto. Alla Bonifacio si beve in un ambiente pensato per la cura, con ambulatori e percorsi medici. All'Anticolana si beve fra un tiro a minigolf e una passeggiata sotto le sequoie. Il biglietto è separato e anche gli orari, in certe stagioni, divergono. Chi ha un giorno solo deve scegliere, e più avanti si spiega come.
Una nota sugli indirizzi, perché vi capiterà di trovarne tre diversi. Il gestore indica piazza Frascara 1 per la Bonifacio. La DMO Alta Ciociaria la colloca in località Spelagato, che è il nome della zona. Le guide più vecchie riportano piazza Martiri di Nassirya. Sono tre modi di chiamare lo stesso ingresso. Sul navigatore cercate Fonte Bonifacio VIII e lasciate perdere la via: in paese la conoscono tutti così.
Una curiosità sulle Terme di Fiuggi
Fiuggi, come nome di comune, ha poco più di un secolo. Fino al 1872 il paese si chiamava Anticoli, poi Anticoli di Campagna, e solo nel 1911 prese il nome attuale, con un decreto firmato da Vittorio Emanuele III nello stesso anno in cui si inaugurava la Fonte Bonifacio VIII. Il paese ha preso il nome della località delle sorgenti. In pratica un comune intero si è ribattezzato come la sua acqua.
Il vecchio nome sopravvive nella Fonte Anticolana e negli aggettivi che usano ancora gli anziani. L'aggiunta di Campagna, dopo l'Unità, serviva a distinguerlo da altri centri omonimi del Lazio, come Anticoli Corrado nella valle dell'Aniene. Chi fa ricerche d'archivio su Fiuggi prima del 1911 deve cercare Anticoli, altrimenti non trova niente. È un dettaglio che molti appassionati di storia locale scoprono tardi e con fatica.
La seconda curiosità riguarda i diritti sull'acqua. Secondo la storia locale, nel 1425 papa Martino V, Oddone Colonna, concesse alla comunità di Anticoli l'uso gratuito e perpetuo della sorgente. I Colonna erano signori di mezzo Lazio meridionale, e la loro traccia a Roma si legge ancora nella Galleria Colonna. Quel privilegio spiega perché ancora oggi i residenti hanno un trattamento separato all'ingresso delle fonti e un accesso proprio all'acqua.
La terza è commerciale. L'imbottigliamento comincia nel 1889 e la società nasce nel 1905, secondo il racconto aziendale del gestore. Nel 2022 il ministero delle Imprese ha riconosciuto Acqua Fiuggi come marchio storico di interesse nazionale. Il risultato è che quasi tutti gli italiani hanno bevuto quest'acqua a tavola, e pochissimi sanno che la si può bere alla fonte, fredda di sorgente, in un parco disegnato da uno dei grandi architetti romani del Novecento.
Una cosa che non ti dice nessuno sulle Terme di Fiuggi
La lettera di Michelangelo non nomina Fiuggi. È la frase su cui si regge mezzo marketing del posto, e va letta per intero. Nel 1549 Michelangelo scrive al nipote Lionardo di aver bevuto per circa due mesi, sera e mattina, l'acqua di una fontana a quaranta miglia da Roma, «la quale rompe la pietra». Il documento esiste ed è pubblicato nelle raccolte del carteggio. Il nome del paese, però, nella lettera non c'è.
Quaranta miglia romane fanno una sessantina di chilometri, e Fiuggi è a quella distanza da Roma. Nessun'altra acqua della zona ha la stessa fama contro i calcoli. L'identificazione con Fiuggi è quindi ragionevole, ed è quella accettata da tutti. Ma è un'identificazione, non una citazione. Chi vi dice che Michelangelo ha scritto il nome di Fiuggi sta ricostruendo, e chi vi dice che Michelangelo è venuto qui a curarsi sta inventando.
La lettera non dice che l'artista si sia mosso da Roma. Dice che ha bevuto l'acqua per due mesi, sera e mattina, e la cosa più probabile è che se la facesse portare in città, come già si faceva per i papi. Michelangelo nel 1549 aveva settantaquattro anni ed era sommerso dal cantiere di San Pietro. L'immagine del vecchio scultore che passeggia sotto i castagni di Anticoli è bella, ma nessun documento la sostiene.
Perché conta. Perché le pagine promozionali di mezza Ciociaria, e perfino qualche guida seria, scrivono che Michelangelo venne a Fiuggi. Non è così. Venne l'acqua da Michelangelo, e questo è già abbastanza straordinario. Se volete vedere il Michelangelo di quegli anni, a Roma avete il Campidoglio che stava ridisegnando proprio allora, e il resto lo trovate nella nostra guida Michelangelo a Roma.
Bonifacio VIII e Michelangelo: documenti, tradizione, leggenda
Mettiamo in fila i tre livelli. Primo livello, i documenti. Per Michelangelo c'è la lettera del 1549 al nipote, testo certo, con la fontana a quaranta miglia che rompe la pietra. Per Bonifacio VIII la storia locale cita registri di spesa della Camera Apostolica, conservati in un codice pontificio, con centottantasette partite d'acqua trasportate fra il gennaio 1299 e il gennaio 1303 da due mulattieri, Orlanduccio e Ugone.
Su quei registri serve una precisazione onesta. Li conosciamo attraverso la storiografia locale, che riporta anche la cifra pagata dalla tesoreria papale, seicentosessantatré tornesi grossi. Chi li ha consultati in originale ne ha dato conto, e il dato torna uguale da un autore all'altro. Resta il fatto che si tratta di contabilità di trasporto: dice che l'acqua viaggiava verso il papa, non perché il papa la volesse.
Secondo livello, la tradizione. La tradizione dice che Bonifacio VIII, Benedetto Caetani di Anagni, soffriva di calcoli e beveva quest'acqua per quel motivo. Dice anche che il papa aveva diritti feudali su Anticoli, cosa coerente con la potenza dei Caetani nella zona. È una tradizione solida, antica, ripresa dal gestore e da tutte le guide. Ma la diagnosi medica di un papa del Duecento resta una ricostruzione a posteriori.
Terzo livello, la leggenda. Qui entrano le versioni in cui Michelangelo soggiorna a Fiuggi, beve alla fonte e riparte guarito, oppure quelle in cui Bonifacio VIII scopre di persona la sorgente durante una battuta di caccia. Nessuna di queste scene ha una carta dietro. Sono racconti nati quando la città termale del Novecento aveva bisogno di antenati illustri, e li ha trovati. Raccontateli pure ai bambini, sapendo che cosa sono.
La linea da tenere è semplice. Bonifacio VIII e Michelangelo hanno bevuto acqua che quasi certamente veniva da qui. Nessuno dei due, per quanto ne sappiamo dai documenti, ha lasciato traccia di un soggiorno. Il papa aveva il suo palazzo ad Anagni, oggi visitabile come Palazzo Bonifacio VIII, a mezz'ora di strada. L'artista aveva Roma. L'acqua, invece, si muoveva a dorso di mulo.
Il consiglio che ti do per visitare le Terme di Fiuggi
Andate la mattina alla Bonifacio e il pomeriggio all'Anticolana, se sono aperte tutte e due. La mattina la Fonte Bonifacio è viva, con chi fa la cura, il rito del bicchiere e le file alle mescite, ed è il momento in cui si capisce che cosa sia una terma idropinica. Il pomeriggio l'Anticolana dà il meglio, con l'ombra delle sequoie e i bambini che hanno spazio per correre.
Telefonate prima, sempre, e in questa stagione ancora di più. Il gestore pubblica per entrambe le fonti l'orario dalle 8 alle 12 e dalle 15.30 alle 19.30, tutti i giorni. Negli anni scorsi però, dal primo ottobre, la stampa locale ha dato notizia di un cambio d'orario alla Bonifacio e della chiusura dell'Anticolana. Il recapito indicato dalla DMO Alta Ciociaria è 0775 546401, la posta del gestore è info@acquafiuggi.eu.
Portate un bicchiere vostro o comprate quello che vendono all'ingresso, e non bevete tutto di corsa. La cura idropinica, come la descrive il gestore, è un percorso con i suoi tempi, e anche chi entra solo per curiosità fa bene a sorseggiare camminando, come fanno i curandi. Mezzo litro bevuto in fretta vi manda a cercare i bagni, e i servizi alle fonti ci sono ma non sono dietro ogni angolo.
Se avete problemi di salute, prima di bere litri di un'acqua che il gestore presenta come diuretica, sentite il vostro medico. Non è un consiglio di prudenza burocratica. È quello che le stesse terme mettono al centro della cura vera, che passa dagli ambulatori e dalla prescrizione. Chi entra come visitatore beve qualche bicchiere e non corre rischi particolari, chi vuole fare la cura deve farla con un medico.
Un ultimo consiglio riguarda il giorno della settimana. Il sabato e la domenica di bel tempo le fonti si riempiono di famiglie romane e di comitive, e l'Anticolana in particolare cambia faccia, con la musica, i bambini e le file al parco avventura. Se potete, venite di martedì o di mercoledì. Troverete i curandi abituali, il silenzio sotto le coperture e il personale con il tempo di rispondere alle vostre domande.
Orari, biglietti e cura idropinica
Gli orari pubblicati dal gestore sono gli stessi per le due fonti: dal lunedì alla domenica dalle 8 alle 12 e dalle 15.30 alle 19.30. Il gestore non indica sul sito date di apertura e chiusura stagionali, e nemmeno le tariffe dell'ingresso giornaliero, degli abbonamenti o delle riduzioni. Le cifre che circolano su siti di alberghi e riviste appartengono a stagioni diverse e le fonti non concordano. Il prezzo va chiesto alla cassa o per telefono.
Il biglietto si compra all'ingresso delle fonti. Il canale ufficiale di riferimento è la pagina Terme di Fiuggi del sito Acqua Fiuggi, con orari e indirizzi, e la stampa locale ha riferito nella primavera 2026 dell'introduzione di una biglietteria elettronica. Non esiste un prodotto dedicato all'ingresso alle fonti sui grandi portali di prenotazione, e non serve: diffidate di chi vi vende un accesso prioritario a un parco dove non c'è coda.
La cura idropinica vera e propria è un'altra cosa rispetto all'ingresso. Secondo la DMO Alta Ciociaria rientra fra le prestazioni riconosciute dal Servizio Sanitario Nazionale per la calcolosi delle vie urinarie, e si attiva con la prescrizione del medico di famiglia sul ricettario del servizio pubblico. L'importo del ticket e le esenzioni seguono le regole nazionali sulle cure termali: chiedetele al vostro medico o agli ambulatori della Fonte Bonifacio prima di partire.
I residenti hanno condizioni proprie, eredità di un privilegio antico sull'uso dell'acqua, e anche per loro le modalità si chiedono al gestore. Per i gruppi organizzati la cosa migliore è scrivere con anticipo a info@acquafiuggi.eu indicando data, numero di persone e fonte. Il gestore non pubblica una tariffa di gruppo, quindi qualunque cifra vi arrivi da un'agenzia va verificata con le terme.
Il parco avventura dell'Anticolana ha un biglietto separato, venduto da chi lo gestisce e non incluso nell'ingresso alla fonte. La stampa che ha seguito l'inaugurazione del luglio 2026 riporta percorsi per bambini e adulti con prezzi diversi secondo la durata. Anche qui, prima di promettere ai figli la giornata sugli alberi, chiedete se il parco è aperto nel giorno scelto, perché dipende dalla stagione e dal meteo.
Che cosa dichiara il gestore sull'acqua
Il gestore presenta l'acqua come leggera e pura, nata nei boschi dei Monti Ernici, con qualità depurative. La DMO Alta Ciociaria, sulla scheda dedicata ad Acqua e Terme Fiuggi, la descrive come oligominerale, povera di calcio e di sodio, con proprietà diuretiche che favorirebbero la funzione renale e l'eliminazione dell'acido urico. Queste parole sono dichiarazioni di chi gestisce e promuove l'acqua, non fatti medici garantiti.
Quello che si può dire senza forzature è che la cura idropinica di Fiuggi ha un riconoscimento pubblico per una patologia precisa, la calcolosi delle vie urinarie, e che le terme la erogano con un percorso medico e un centro studi dedicato. Tutto il resto, dalla depurazione generica al benessere di stagione, appartiene al linguaggio della promozione. Distinguere le due cose è il modo migliore di rispettare quest'acqua.
Le controindicazioni non sono pubblicate sulla pagina delle terme del gestore. Questo non significa che non ce ne siano: una cura che aumenta la diuresi va valutata da un medico, soprattutto per chi ha problemi cardiaci, renali o assume farmaci che agiscono sui liquidi. Gli ambulatori della Fonte Bonifacio esistono proprio per questo, e prima di cominciare una cura di più giorni fate una visita.
Un'ultima osservazione tecnica. L'acqua esce fredda, a una temperatura da sorgente di montagna, e non ha niente dell'odore e del colore delle acque sulfuree del Viterbese. È acqua che sa di poco, ed è esattamente quello che chi la beve per cura cerca. Chi si aspetta un sapore particolare resta sorpreso dalla sua neutralità, e i bambini la bevono volentieri.
Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato
La Fonte Bonifacio VIII che vedete oggi è un'opera di Luigi Moretti, l'architetto romano del Girasole di viale Bruno Buozzi e della Casa delle Armi al Foro Italico. Dal 1965, in collaborazione con la società Condotte, Moretti progettò e realizzò la nuova sistemazione dello stabilimento, completata alla fine degli anni Sessanta. Lo sanno gli architetti, lo scrive il gestore, e quasi nessun visitatore alza gli occhi per accorgersene.
Prima di Moretti la Fonte era un complesso liberty, come il resto della città termale di inizio secolo. Il Palazzo della Fonte, il grande albergo inaugurato nel 1913 su progetto di Garibaldi Burba, dà ancora l'idea di quel gusto. Moretti sostituì le vecchie strutture con coperture curve e porticati aperti che seguono il terreno, e il risultato è uno dei pochi grandi spazi pubblici del modernismo italiano pensati per stare fermi e bere.
Moretti morì nel 1973, pochi anni dopo aver chiuso il cantiere di Fiuggi. A Roma lo si incontra dappertutto senza saperlo: il Villaggio Olimpico del 1960, il parcheggio sotto Villa Borghese, gli edifici del Foro Italico. Chi conosce quelle opere riconosce a Fiuggi lo stesso modo di piegare il cemento in curve morbide. Per un appassionato di architettura del Novecento, la Bonifacio vale il viaggio indipendentemente dall'acqua.
Il fatto poco citato è che questo gioco di coperture ha una funzione pratica. I porticati servivano a riparare migliaia di curandi dal sole e dalla pioggia mentre bevevano e camminavano, perché la cura idropinica si fa in movimento. Il Touring Club parla di centinaia di fontanelle e di una capienza di decine di migliaia di persone. Oggi quei numeri sembrano esagerati, ma raccontano la Fiuggi degli anni del boom.
Una mattina alla Fonte Bonifacio, passo per passo
Arrivate verso le nove, quando i curandi più mattinieri hanno già fatto il primo giro e le mescite sono in piena attività. Il parcheggio intorno all'ingresso a quell'ora si trova. Alla cassa chiedete subito il prezzo e se la fonte chiude a mezzogiorno come da orario pubblicato, perché le pause di metà giornata sono rigide e alle dodici il personale comincia a far uscire le persone senza troppi complimenti.
Dentro, prima di bere, fate un giro intero sotto le coperture. Serve a orientarsi, a capire dove sono le mescite, i servizi, il bar e gli ambulatori, e soprattutto a guardare l'architettura con calma, prima che la vescica detti il ritmo della visita. Chi comincia dal bicchiere passa la mattina fra fontanella e bagno e dell'opera di Moretti vede solo i pavimenti. Mezz'ora di passeggiata iniziale cambia la giornata.
Poi bevete, un bicchiere alla volta, camminando fra una mescita e l'altra. È quello che fanno tutti quelli che vedete intorno, ed è il modo in cui la fonte è stata progettata: il percorso coperto serve proprio a tenere le persone in movimento. Osservate i curandi abituali, con il bicchiere graduato e l'orologio. Sono loro gli esperti del posto, e se chiedete con garbo vi raccontano volentieri come funziona la giornata.
Verso le undici e mezza uscite e salite al borgo alto per il pranzo, oppure scendete verso Anagni. Chi resta a Fiuggi può tornare all'Anticolana alle quindici e trenta, quando riapre, e chiudere il pomeriggio sotto le sequoie. In una giornata ben costruita le due fonti si vedono entrambe senza fretta, a patto di non perdere tempo nella pausa di mezzogiorno, che è lunga e va riempita altrove.
Un dettaglio pratico che pochi considerano. Fiuggi si trova in collina, sui Monti Ernici, e la temperatura del mattino è sensibilmente più bassa di quella di Roma, anche d'estate. Sotto le coperture di Moretti, all'ombra e con l'aria che gira, alle nove di un giorno di giugno si sta bene con una felpa leggera. In primavera e in autunno, con il cielo coperto, serve una giacca vera.
La Fonte Anticolana e il parco avventura
La Fonte Anticolana nasce dopo la Bonifacio, e sulla data precisa le fonti non concordano. La DMO Alta Ciociaria parla di un'inaugurazione nei primi anni Venti, la storia locale fa risalire la scoperta della sorgente al 1921 in località Pantano, il Touring Club indica gli anni Trenta. È probabile che si parli di momenti diversi, fra scoperta, captazione e apertura al pubblico. Per il visitatore cambia poco, per chi scrive di storia cambia molto.
Oggi l'Anticolana è il parco più grande e più attrezzato. Il gestore elenca sequoie, castagni, laghetti, tennis, minigolf, area giochi, pista da ballo, trekking e trenino panoramico. La nostra pagina sul comune le attribuisce quattordici ettari. Il Touring Club ricorda anche il Teatro delle Fonti, lo spazio che negli anni ha ospitato spettacoli e concerti estivi. È la parte delle terme dove si passa un pomeriggio senza guardare l'orologio.
Il 22 luglio 2026 è stato inaugurato dentro l'Anticolana un parco avventura, realizzato dal gestore con una società specializzata e affidato a istruttori certificati. Passerelle sospese, ponti tibetani, carrucole, percorsi di difficoltà diverse. Rientra nel piano di rilancio avviato nel 2024 dalla nuova proprietà, che nella prima metà del 2026 ha anche fatto lavori di manutenzione su entrambe le strutture. Per le famiglie è l'argomento nuovo più forte.
Sugli eventi estivi il gestore non pubblica un cartellone sul suo sito. Nelle estati passate le fonti hanno ospitato concerti, serate danzanti e rassegne, ma il programma 2026 di Fiuggi, per quello che risulta dalle fonti consultate, si è concentrato nel teatro comunale e nelle piazze del paese. Se volete sapere se c'è un concerto alla Fonte Bonifacio o all'Anticolana nella data che vi interessa, chiedete al gestore e controllate il calendario del Comune.
Per chi viene da Roma c'è un confronto utile. Le Terme di Caracalla e di Diocleziano raccontano il bagno pubblico come fatto sociale, con vasche, palestre e biblioteche. Fiuggi racconta un'altra idea, quella del Novecento, dove la cura è una camminata lenta con un bicchiere in mano. Vedere entrambe le cose, a distanza di pochi giorni, aiuta a capire quanto sia cambiato il rapporto degli italiani con l'acqua.
La foto giusta da fare alle Terme di Fiuggi
La foto giusta si fa sotto le coperture di Moretti, guardando in alto. Mettetevi dove il porticato curva e riprendete la linea del cemento che si piega contro il cielo, con gli alberi del parco che entrano dal bordo dell'inquadratura. È la fotografia che racconta questo posto meglio di qualunque fontanella, perché mostra la cosa che nessuno si aspetta di trovare in una terma di provincia: un'architettura di livello internazionale.
La seconda inquadratura è il gesto, non il luogo. Una mano che riempie il bicchiere alla mescita, l'acqua che scende, la gente in fila con il bicchiere graduato. Funziona in bianco e nero, funziona di mattina quando la luce entra di taglio sotto i porticati. Chiedete il permesso se inquadrate persone riconoscibili: molti curandi sono anziani, e non tutti gradiscono finire sui social mentre fanno la cura.
All'Anticolana la foto è sotto le sequoie. Riprendete dal basso i tronchi dritti con una persona ai piedi per dare la scala, oppure il laghetto con i riflessi degli alberi a fine pomeriggio. Evitate l'inquadratura frontale dei giochi e delle attrezzature: sono utili ma fotograficamente non dicono niente. Il parco avventura, se lo fotografate, rende di più con i ragazzi sospesi fra un albero e l'altro visti da lontano.
Un consiglio tecnico. Sotto le coperture la differenza di luce fra l'ombra e il cielo aperto è forte, e le automatiche bruciano il cielo o annerano il cemento. Misurate la luce sul cemento chiaro, non sul cielo, e accettate che il fondo sia luminoso. Le giornate coperte, che a Fiuggi in primavera e autunno sono frequenti, danno una luce morbida perfetta per le curve di Moretti.
Come si arriva da Roma
In autobus si parte dal terminal di Anagnina, capolinea della metro A. Le corse extraurbane Cotral collegano Roma a Fiuggi, alcune dirette per autostrada e altre con un percorso più lungo attraverso i paesi. Il viaggio dichiarato nelle indicazioni per un congresso ospitato a Fiuggi nel 2025 è di circa un'ora e mezza. Gli orari del giorno si controllano sulla ricerca orari del sito di Cotral.
In treno si va da Roma Termini alla stazione di Anagni-Fiuggi, sulla linea per Cassino. La stazione si trova nel comune di Anagni, a circa otto chilometri dal centro storico e più lontano ancora da Fiuggi. Il treno impiega da poco più di mezz'ora a un'ora secondo il tipo di corsa, poi serve un autobus dal piazzale della stazione verso Fiuggi, circa mezz'ora. Le coincidenze non sono garantite: controllatele prima di partire.
In auto si prende l'autostrada A1 in direzione Napoli e si esce ad Anagni-Fiuggi, poi si segue la superstrada fino al paese. Sono circa settantacinque chilometri e un'ora di viaggio dal centro di Roma senza traffico. È la soluzione più comoda se volete vedere tutte e due le fonti e magari abbinare Anagni o la Certosa di Trisulti. A Fiuggi Fonte il parcheggio, fuori dai fine settimana di punta, non è un problema.
Chi pensa di arrivare in treno fino a Fiuggi deve sapere che quella ferrovia non esiste più. La linea a scartamento ridotto Roma-Fiuggi-Alatri-Frosinone entrò in servizio nel 1916 e fu chiusa il 27 dicembre 1983 dopo una frana, mentre il tratto urbano fra Fiuggi Fonte e Fiuggi Città era già stato soppresso nel 1960. I vecchi caselli si vedono ancora lungo la strada, e sono un pezzo di storia della villeggiatura romana.
Fra le due fonti e il borgo alto conviene muoversi in auto o con il servizio urbano, se attivo. A piedi dalla Bonifacio all'Anticolana si arriva, ma sono viali trafficati e non sempre con marciapiede. Salire a piedi al centro storico dalla parte bassa è una camminata vera, in salita, che con il caldo di luglio sconsiglio a chi non è allenato. Il borgo va visto, ma arrivandoci senza fatica.
Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia
Fra il 1299 e il 1303, secondo i registri di spesa citati dalla storia locale, l'acqua della sorgente di Anticoli viene trasportata regolarmente per Bonifacio VIII. È il primo uso documentato della fonte come acqua di cura, e coincide con gli anni più tesi del pontificato, fino allo schiaffo di Anagni del settembre 1303, quando gli uomini del re di Francia assalirono il papa nel suo palazzo. Bonifacio morì a Roma un mese dopo.
Nel 1425 Martino V riconosce alla comunità di Anticoli l'uso gratuito dell'acqua, secondo la tradizione locale. Nel 1549 Michelangelo scrive al nipote della fontana che rompe la pietra. Nel 1889 comincia l'imbottigliamento, nel 1905 nasce la società. Sono i passaggi che trasformano una sorgente di paese in un prodotto nazionale, un secolo prima che il paese stesso prenda il nome della sua acqua.
Il 1911 è l'anno chiave. Si inaugura la Fonte Bonifacio VIII e il comune diventa Fiuggi. Due anni dopo apre il Palazzo della Fonte, grande albergo liberty frequentato dalla corte e dal governo. Secondo la tradizione locale, ripresa da molte guide, Giovanni Giolitti vi firmò atti legati alla guerra con la Turchia del 1911, e nel 1914 da quell'albergo partì la dichiarazione di neutralità italiana. Sulle circostanze precise le fonti non concordano.
Nel 1916 arriva la ferrovia da Roma, nel 1928 apre il campo da golf, oggi fra i più antichi d'Italia con le sue diciotto buche. Dopo la seconda guerra mondiale la stagione dei grandi alberghi si chiude e comincia quella del termalismo di massa, con migliaia di curandi convenzionati. È in questo clima che negli anni Sessanta Luigi Moretti ridisegna la Fonte Bonifacio, pensando a folle che oggi non ci sono più.
Gli ultimi anni sono storia societaria. Nel 2023 il Comune cede il ramo d'azienda a una società di imprenditori del territorio, e nel giugno 2024 il fondo LMDV Capital di Leonardo Maria Del Vecchio acquisisce il 71,17 per cento di Acqua e Terme Fiuggi, con il Comune che conserva una quota del 5 per cento. Seguono il nuovo stabilimento di imbottigliamento, la manutenzione delle fonti e, nel luglio 2026, il parco avventura.
C'è infine una data che riguarda chi viene oggi. Nella primavera 2026 la stampa locale ha dato conto di lavori di manutenzione su entrambe le fonti e dell'arrivo della biglietteria elettronica, all'interno del piano di rilancio della nuova proprietà. Chi ha visto le fonti dieci anni fa e le ricorda trascurate troverà qualcosa di diverso. Non tutto è finito, ma la direzione è quella di un sito che torna a essere curato.
Chi è passato dalle Terme di Fiuggi
Bonifacio VIII, Benedetto Caetani, papa dal 1294 al 1303, il pontefice della bolla Unam Sanctam e del primo Giubileo della storia. Alla fonte ha dato il nome, e più che passarci l'ha fatta passare, a dorso di mulo, verso i suoi palazzi. La sua Anagni si visita in una mattina, con il palazzo, la cattedrale e il Museo della Cattedrale di Anagni, dove si conservano oggetti legati al suo pontificato.
Michelangelo Buonarroti, che con ogni probabilità a Fiuggi non ha mai messo piede ma ne ha bevuto l'acqua per due mesi. Gli anni della lettera sono quelli della Cappella Paolina e del cantiere di San Pietro. Chi vuole mettere insieme il Michelangelo tardo può partire dal Mosè di San Pietro in Vincoli e dal Giudizio della Cappella Sistina, che aveva finito da pochi anni.
Martino V, Oddone Colonna, il papa che nel 1417 chiuse lo scisma d'Occidente e riportò stabilmente il papato a Roma. La tradizione locale gli attribuisce il privilegio sull'acqua concesso agli abitanti di Anticoli. Dal Palazzo Colonna ai feudi del Lazio meridionale, la sua famiglia ha disegnato il territorio che attraversate per arrivare qui, da Genazzano a Palestrina.
Giovanni Giolitti e Vittorio Emanuele III, gli ospiti illustri della Fiuggi liberty. Il primo era un frequentatore assiduo, il secondo firmò nel 1911 il decreto che dava al paese il nome attuale. Con loro arrivarono ministri, diplomatici e una parte della buona società romana, che in estate si spostava qui per la cura. La città bassa, con i suoi villini e i viali larghi, è costruita su misura per quel pubblico.
Luigi Moretti, che a Fiuggi ha lasciato una delle sue ultime opere. E infine, in tempi recenti, Leonardo Maria Del Vecchio, oggi presidente della società secondo il sito del gestore, con la sua scommessa di rilancio. Nessuno può dire adesso come finirà, ma per la prima volta da decenni le fonti vedono investimenti e lavori invece di chiusure. Per chi conosce la Fiuggi stanca degli anni Duemila, è un cambio di clima evidente.
Quando sono chiuse e che cosa non aspettarsi
Il calendario stagionale non è pubblicato dal gestore, e questo è il punto debole della comunicazione delle terme. La stampa locale ha annunciato nel 2026 l'apertura stagionale della Fonte Bonifacio al primo aprile, e negli anni precedenti la chiusura dell'Anticolana al primo ottobre, con un orario ridotto alla Bonifacio nei mesi freddi. Se andate in autunno o in inverno, date per scontato che almeno una delle due fonti sia chiusa, e telefonate.
Ora la nostra posizione controcorrente. Le Terme di Fiuggi sono sopravvalutate come meta di benessere e sottovalutate come meta di architettura. Chi viene cercando la giornata alle terme nel senso moderno, con vasche e idromassaggi, sbaglia posto e torna scontento. Chi viene per il parco di Moretti, la storia dei papi e un bicchiere d'acqua fredda alla sorgente trova una delle giornate più insolite del Lazio.
Non aspettatevi una spa. Non ci sono piscine, non ci sono bagni caldi, non c'è fango. Il gestore elenca inalazioni e trattamenti legati alla cura, ma non un centro benessere aperto al visitatore di passaggio. Chi cerca l'acqua calda deve andare nel Viterbese o a Tivoli. Chi cerca il silenzio dei grandi parchi termali d'inizio secolo, invece, qui lo trova, soprattutto nei giorni feriali.
Non aspettatevi nemmeno la folla degli anni d'oro. Molti degli alberghi di Fiuggi Fonte sono chiusi o sottoutilizzati, e fuori da agosto e dai fine settimana la città bassa ha un'aria sospesa. A qualcuno mette malinconia, a me piace. È il momento migliore per capire che cosa sia stata la villeggiatura termale italiana, prima che il rilancio in corso cambi di nuovo il paesaggio.
Ultima avvertenza sull'accessibilità. La Fonte Bonifacio, secondo la descrizione di un albergo della zona che ne elenca i servizi, dispone di ascensori e tappeti mobili fra i livelli, un segno dell'epoca in cui i curandi erano migliaia e spesso anziani. Il gestore non pubblica però una scheda di accessibilità aggiornata. Chi si muove in carrozzina faccia una telefonata prima di partire e chieda quali percorsi siano praticabili nel giorno della visita.
Mangiare in zona
Fiuggi è una città di alberghi, e questo pesa su tutta l'offerta di ristorazione. Per decenni chi veniva per la cura mangiava in pensione completa, e i ristoranti aperti al pubblico sono cresciuti in una logica diversa da quella dei paesi vicini. Si mangia bene, ma bisogna saper scegliere, e alcuni segnali valgono qui come a Roma. Eccoli, senza fare nomi, perché i nomi cambiano e i segnali restano.
Primo segnale: il menù con le fotografie dei piatti, plastificato, tradotto in più lingue. Un locale che ha bisogno di mostrare l'immagine delle fettuccine sta parlando a un pubblico di passaggio, non a chi vive qui. Secondo segnale: la signora che tira la sfoglia in vetrina o sulla strada. È scenografia per fermare il passante, non una prova di qualità. La pasta fresca seria si fa in cucina, al mattino, lontano dalla polvere.
Terzo segnale: qualcuno sulla porta che vi invita a entrare. Un locale che deve fermare i clienti per strada di solito non ne ha di abituali. Quarto: la cucina aperta senza interruzione dalla mattina a notte, perché una brigata vera ha una pausa. Quinto: i locali davanti ai punti di maggior passaggio con voci senza prezzo, pesce del giorno a peso non dichiarato, oppure un menù diverso fra la sala e i tavoli fuori.
I romani e i ciociari non ci vanno, e non per snobismo. Ci vanno i clienti che non hanno altri riferimenti, ed è a loro che quei posti sono pensati. Il criterio è guardare chi è seduto nel giorno feriale: se ci sono famiglie del posto, impiegati, operai, la cucina tiene. Se ci sono solo visitatori con la cartina in mano, non è una condanna, è un'informazione.
La cucina della zona è quella della Ciociaria di montagna, con paste fatte in casa, legumi, formaggi, carni alla brace e i vini del Cesanese sulla strada verso Piglio. Molte trattorie dei paesi vicini aprono solo nel fine settimana e in orari stretti, quindi telefonate prima. Per non andare a tentativi, tengo aggiornata la nostra lista dei posti dove mangiamo noi.
Che cosa abbinare in giornata
L'abbinamento naturale è Anagni, a circa mezz'ora di strada. La mattina alla Fonte Bonifacio, il pomeriggio fra la cattedrale, il palazzo del papa e gli Arcazzi di Piscina. Si chiude il cerchio: l'acqua che viaggiava verso il papa e il palazzo dove il papa la beveva. Per un gruppo è la giornata perfetta, con la storia che si tiene insieme senza forzature.
Chi preferisce la montagna può salire verso la Certosa di Trisulti e Collepardo, con i suoi pozzi carsici, oppure verso Guarcino e Vico nel Lazio con la sua cinta muraria intatta. Più in alto ancora ci sono Trevi nel Lazio, la Portella e Filettino, alle sorgenti dell'Aniene.
Sul versante delle abbazie la scelta è larga: l'Abbazia di Casamari e Veroli sono a meno di un'ora. Per l'archeologia ci sono le mura ciclopiche di Alatri, il Teatro Romano di Ferentino e la rocca di Fumone. Sono tutte mezze giornate che si legano bene a una mattina alle fonti.
Chi arriva da Roma e vuole spezzare il viaggio verso est trova sulla strada Piglio con le sue cantine, poi Arcinazzo Romano con la Villa di Traiano, e più avanti Subiaco con il Sacro Speco. È un giro più lungo, adatto a chi dorme una notte in zona e non ha fretta di rientrare.
Fiuggi e le altre terme del Lazio
Fiuggi è l'eccezione nel panorama termale del Lazio, perché qui l'acqua si beve e non ci si immerge. Nel Viterbese le cose funzionano al contrario: acque calde e sulfuree, vasche e pozze. Le Terme dei Papi e il Bullicame sono l'altro modo di intendere la terma, con un'altra storia papale alle spalle, e le Terme del Bagnaccio sono la versione più spartana, con un biglietto ridotto.
Sul litorale e verso i Monti della Tolfa ci sono le Terme Taurine e la Ficoncella di Civitavecchia, le Terme di Stigliano e più a nord-est, in Sabina, le Terme di Cretone. Vicino a Roma restano le Acque Albule di Tivoli. Chi vuole l'acqua calda sceglie fra queste. Chi vuole la cura da bere viene a Fiuggi.
Il confronto aiuta a scegliere la giornata giusta. D'inverno le terme calde del Viterbese danno il meglio, mentre Fiuggi rischia di trovarvi con una fonte chiusa. Da maggio a settembre Fiuggi funziona pienamente, con l'Anticolana aperta e il fresco della collina che fa la differenza rispetto alla pianura. Per un romano che scappa dall'afa di luglio, è un argomento concreto.
Domande frequenti
Alle Terme di Fiuggi ci si può fare il bagno?
No. Le Terme di Fiuggi sono terme idropiniche: l'acqua si beve alle mescite dei due parchi, la Fonte Bonifacio VIII e la Fonte Anticolana, e non ci sono piscine o vasche termali aperte ai visitatori. L'acqua esce fredda. Chi cerca i bagni caldi deve rivolgersi alle terme del Viterbese, come il Bullicame o le Terme dei Papi, oppure alle Acque Albule di Tivoli.
Quali sono gli orari delle fonti?
Il gestore, Acqua e Terme Fiuggi, pubblica per entrambe le fonti l'orario dalle 8 alle 12 e dalle 15.30 alle 19.30, dal lunedì alla domenica. Il calendario stagionale non è pubblicato sul sito e negli anni passati da ottobre sono cambiati orari e aperture. Prima di partire conviene chiedere conferma al numero 0775 546401 o scrivere a info@acquafiuggi.eu.
Quanto costa l'ingresso alla Fonte Bonifacio VIII?
Il gestore non pubblica le tariffe sul suo sito, e le cifre che circolano su riviste e siti di alberghi appartengono a stagioni diverse e non concordano fra loro. Il prezzo dell'ingresso giornaliero, degli abbonamenti e delle riduzioni va chiesto alla cassa o per telefono alle terme. I residenti hanno condizioni separate, e anche il parco avventura ha un biglietto proprio.
Come si fa la cura idropinica con il Servizio Sanitario?
Secondo la DMO Alta Ciociaria la cura idropinica di Fiuggi rientra fra le prestazioni riconosciute per la calcolosi delle vie urinarie. Serve la prescrizione del medico di famiglia sul ricettario del servizio pubblico, da presentare agli ambulatori della Fonte Bonifacio. Ticket ed esenzioni seguono le regole nazionali sulle cure termali, quindi chiedete i dettagli al vostro medico prima di partire.
Michelangelo è venuto davvero a Fiuggi?
Nessun documento lo dice. La lettera del 1549 al nipote Lionardo parla di un'acqua bevuta per due mesi, sera e mattina, da una fontana a quaranta miglia da Roma che rompe la pietra, senza nominare il paese. L'identificazione con Fiuggi è ragionevole e condivisa. Il soggiorno dell'artista alla fonte, invece, appartiene ai racconti nati più tardi.
Chi gestisce oggi le terme?
Le fonti sono gestite da Acqua e Terme Fiuggi S.p.A., la società che imbottiglia l'acqua. Dal giugno 2024 la maggioranza, il 71,17 per cento, appartiene al fondo LMDV Capital di Leonardo Maria Del Vecchio, e il Comune di Fiuggi conserva una quota del 5 per cento. La stessa società gestisce anche il campo da golf storico della città, aperto nel 1928.
Come si arriva senza auto da Roma?
Dal terminal di Anagnina, capolinea della metro A, partono le corse extraurbane Cotral per Fiuggi, con un viaggio di circa un'ora e mezza. In alternativa si prende il treno da Roma Termini fino alla stazione di Anagni-Fiuggi e da lì un autobus per Fiuggi, circa mezz'ora. Gli orari aggiornati si controllano sul sito di Cotral.
Le terme sono adatte ai bambini?
La Fonte Anticolana sì, più della Bonifacio. Il parco ha area giochi, minigolf, laghetti, un trenino panoramico e dal luglio 2026 un parco avventura sugli alberi con percorsi per età diverse e biglietto separato. La Fonte Bonifacio è più adatta agli adulti che fanno la cura o che vengono per l'architettura di Luigi Moretti e la storia della sorgente.
Chi ha scritto questa pagina
Questa pagina esce dalla redazione di Tour Leader Pro, la struttura romana che progetta itinerari, visite ed eventi culturali fra Roma e il Lazio. Orari, indirizzi e modalità di accesso riportati qui risultano dalle fonti ufficiali richiamate nel testo alla data indicata in apertura. Le terme cambiano calendario con le stagioni e il gestore non pubblica le tariffe: telefonate prima di partire e segnalateci quello che trovate cambiato.
Montare una giornata in Ciociaria significa incastrare fonti che aprono e chiudono secondo la stagione, autobus extraurbani che nei festivi si diradano, abbazie con orari di preghiera, borghi di montagna collegati da strade strette e trattorie che aprono solo il sabato, per sé o per un gruppo di quaranta persone. Chi si trova davanti a questo tipo di puzzle trova su Tour Leader Pro materiali di lavoro pensati per chi accompagna e per chi organizza da solo.
Per il quadro largo, cioè treni regionali e orari stagionali, noleggi, aeroporti, spostamenti fra una provincia e l'altra e mete del Lazio fuori dal centro di Roma, dalla Ciociaria ai laghi vulcanici del nord fino alla costa tirrenica e ai borghi dell'entroterra, una risorsa utile per montare un itinerario di più giorni è Italy Planner.
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