Fiuggi (FR)

Fiuggi (FR) si raggiunge da Roma in poco più di un'ora: si prende l'Autostrada A1 in direzione sud, si esce ad Anagni-Fiuggi e si sale lungo la strada regionale 155 per una ventina di chilometri fino agli 800 metri scarsi dei Monti Ernici, dove l'aria cambia di colpo e l'estate perde cinque o sei gradi. In pullman si arriva con le corse Cotral che collegano il capoluogo alla Ciociaria; chi viaggia in treno scende alla stazione di Anagni-Fiuggi, sulla linea Roma-Cassino, e prosegue in autobus, perché la vecchia ferrovia a scartamento ridotto che portava fin dentro la città non esiste più da decenni. La località si sdoppia in due nuclei distinti e complementari: Fiuggi Città, il borgo medievale arroccato sul colle a 747 metri, e Fiuggi Fonte, il quartiere termale novecentesco disteso più in basso, intorno ai 621 metri, in mezzo ai boschi di castagni. Il motivo per cui in centomila salgono qui ogni anno sta in due sorgenti, la Fonte Bonifacio VIII e la Fonte Anticolana, che erogano un'acqua oligominerale famosa da sette secoli per sciogliere i calcoli renali. Le fonti aprono in stagione, indicativamente da aprile a ottobre, con orari e tariffe che il gestore rivede ogni anno: l'ingresso alla cura idropinica del mattino costa attorno ai 5 euro, con riduzioni per i ragazzi fra i dodici e i sedici anni e per i residenti, e abbonamenti settimanali e quindicinali per chi segue il ciclo completo; conviene controllare le tariffe aggiornate sul sito ufficiale delle terme prima di partire, perché cambiano di anno in anno.

Confronta le esperienze a Roma

Ogni scheda apre una pagina di confronto qui su estateromana.com: le differenze tra le opzioni, le fasce di prezzo indicative e il link per prenotare sul sito del venditore. Puoi salvare quello che ti interessa in "Il mio viaggio".

Castelli Romani✦ Fuori porta

Castelli Romani

Frascati, Castel Gandolfo, il lago di Albano. Un'ora da Roma e sembra un'altra regione.

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Tivoli: Villa d'Este e Villa Adriana✦ Patrimonio UNESCO

Tivoli: Villa d'Este e Villa Adriana

Due ville, due epoche, un solo biglietto mentale: le fontane di Villa d'Este e le rovine imperiali di Adriano.

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Degustazioni di vino✦ Anche in città

Degustazioni di vino

In enoteca in centro o tra le vigne dei Castelli. Due cose diverse: una dura un'ora, l'altra una giornata.

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Tour a piedi✦ Il classico

Tour a piedi

Roma si capisce camminando. La differenza la fa la guida, non l'itinerario: sono quasi tutti uguali sulla carta.

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Colosseo, Foro e Palatino✦ Va a ruba

Colosseo, Foro e Palatino

L'ingresso a orario sparisce con giorni di anticipo in alta stagione. La versione con i sotterranei è quella che vale il s...

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Musei Vaticani e Cappella Sistina✦ Vai all'apertura

Musei Vaticani e Cappella Sistina

Il primo slot della giornata o il tardo pomeriggio. A metà mattina è un nastro trasportatore, e non lo diciamo solo noi.

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Tour in golf cart✦ Poco cammino

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Il centro storico in un paio d'ore senza distruggerti i piedi, e passi dove i pullman non entrano.

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Food tour✦ Vieni affamato

Food tour

Non è un pranzo: sono sei-otto tappe piccole. Il valore è nei posti in cui non saresti mai entrato da solo.

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Bar hopping e vita notturna✦ Dopo le 21

Bar hopping e vita notturna

Tre o quattro locali con qualcuno che sa quali sono aperti quella sera. Funziona meglio da soli che in coppia.

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Vespa e Ape Calessino✦ Foto garantite

Vespa e Ape Calessino

In Ape ti portano loro, in Vespa guidi tu (serve la patente). Due esperienze molto diverse sotto lo stesso nome.

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Tour in sidecar✦ Il più scenografico

Tour in sidecar

Il sidecar vintage con conducente: costa più della Vespa, ma è il giro che finisce in tutte le foto.

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Corsi di cucina✦ Si mangia alla fine

Corsi di cucina

Pasta a mano e poi ci si siede a tavola. La domanda giusta è quante persone ci sono per postazione.

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Galleria Borghese✦ Prenotazione obbligatoria

Galleria Borghese

Bernini e Caravaggio in due ore contate. Senza prenotazione non si entra, punto.

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Catacombe e Appia Antica✦ Sottoterra

Catacombe e Appia Antica

Chilometri di gallerie sotto la via Appia. Fresche d'estate, e sorprendentemente poco affollate.

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Colosseo: sotterranei e arena✦ Accesso limitato

Colosseo: sotterranei e arena

Il piano dove aspettavano gladiatori e belve, e il pavimento dell'arena. Posti contati ogni giorno.

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Pompei e Costiera Amalfitana✦ Giornata lunga

Pompei e Costiera Amalfitana

Da Roma si fa in giornata, ma è una giornata vera: sveglia presto e rientro a sera.

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Firenze in giornata✦ Alta velocità

Firenze in giornata

Un'ora e mezza di treno e sei sotto il Duomo. Si fa, se accetti di vedere tre cose e non dieci.

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Castel Sant'Angelo✦ Terrazza panoramica

Castel Sant'Angelo

Mausoleo, fortezza, prigione e rifugio dei papi. E la terrazza con la vista migliore su San Pietro.

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Roma di notte✦ Dopo il tramonto

Roma di notte

Le stesse piazze, senza la folla e con le luci giuste. La città cambia completamente.

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Bus hop-on hop-off✦ Libertà di scesa

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Sali e scendi dove vuoi per 24 o 48 ore. Utile il primo giorno, per orientarsi.

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Capri e Costiera Amalfitana✦ Mare

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Da Roma è lunga, ma in due giorni si fa con calma. In giornata solo se accetti di correre.

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Trevi, Pantheon e piazze✦ Centro storico

Trevi, Pantheon e piazze

Il cuore barocco a piedi, più il biglietto del Pantheon che ora serve davvero.

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Scuola dei gladiatori✦ Con i bambini

Scuola dei gladiatori

Due ore con la spada di legno in mano, sulla via Appia. Con i ragazzini funziona sempre.

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Segway e monopattino✦ Poco sforzo

Segway e monopattino

Copri il doppio del centro senza camminare. Dieci minuti di pratica e ci stai sopra.

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Udienza papale✦ Mercoledì

Udienza papale

Ogni mercoledì, quando il Papa è a Roma. Il biglietto è gratuito ma va ritirato.

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Terme di Caracalla✦ Poco affollato

Terme di Caracalla

Muri alti trenta metri e quasi nessuno intorno. Uno dei posti più sottovalutati di Roma.

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Ostia Antica✦ A 30 minuti

Ostia Antica

La Pompei di Roma, raggiungibile col treno urbano. Strade, taverne e mosaici, senza folla.

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Napoli e Pompei✦ Alta velocità

Napoli e Pompei

Un'ora e dieci di treno. Il centro storico, il museo archeologico e la pizza vera.

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Vaticano: ingresso anticipato✦ Prima dell'apertura

Vaticano: ingresso anticipato

Dentro i Musei prima del pubblico. La Sistina quasi vuota è un'altra cosa.

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Tour in e-bike✦ Senza fatica

Tour in e-bike

Le sette colline con l'assistenza al pedale. L'Appia Antica e il Gianicolo diventano facili.

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Se state costruendo un itinerario nel basso Lazio, questa guida si lega bene alle pagine vicine dedicate ad Anagni, la città dei papi a un quarto d'ora di macchina, e ad Alatri con la sua acropoli ciclopica.

Fiuggi (FR)
Fiuggi (FR)

Perché si viene a Fiuggi: l'acqua che scioglie la pietra

La storia di Fiuggi è la storia della sua acqua, e conviene partire da lì perché tutto il resto, gli alberghi giganteschi, i parchi, i festival, il nome stesso della città, è venuto dopo e per conseguenza. L'acqua che sgorga dalle due sorgenti è un'oligominerale leggerissima: il residuo fisso misurato a centottanta gradi si ferma a 123 milligrammi per litro, il pH è 7,63, la temperatura alla sorgente resta intorno ai 12 gradi tutto l'anno. Sono numeri che dicono poco a chi non è del mestiere, ma spiegano la sensazione di leggerezza di chi la beve: è un'acqua che passa e non pesa, tanto che i medici della cura ne prescrivono anche due o tre litri al giorno.

Il segreto non sta nella durezza, che è minima, ma in un gruppo di composti organici, le cosiddette sostanze umiche, che l'acqua raccoglie filtrando lentamente attraverso gli antichi depositi vulcanici degli Ernici. A questi acidi organici viene attribuita l'azione che ha reso celebre Fiuggi: un effetto diuretico marcato e una capacità documentata di agire sui calcoli delle vie urinarie, favorendone la disgregazione e l'eliminazione. Nel 1999 uno studio scientifico ha misurato in laboratorio proprio l'effetto solvente dell'acqua di Fiuggi sui calcoli renali, dando una base sperimentale a una fama che fino ad allora si reggeva soltanto sulla tradizione secolare. Resta un dato di fatto che qui non si viene per un generico benessere: si viene per una cura precisa, la cura idropinica, che consiste nel bere l'acqua secondo un protocollo, a stomaco vuoto, camminando fra un bicchiere e l'altro nei viali dei parchi.

Vale la pena dirlo con franchezza: chi cerca vasche fumanti e bagni caldi resta deluso, perché Fiuggi non è una terma di immersione come Saturnia o le Terme di Tivoli. Qui l'acqua si beve, non ci si tuffa. Il rito è più sobrio e più antico, ed è anche il motivo per cui la città ha un ritmo lento, da passeggiata e da riposo, che o si ama o si trova noioso. Io lo trovo il suo pregio maggiore.

Fiuggi Fonte: il parco delle due sorgenti

Il cuore pulsante della città termale è il grande parco che contiene entrambe le sorgenti, quattordici ettari di verde disegnato in cui alla vegetazione locale, i castagni e i lecci degli Ernici, si sono aggiunti nel tempo cedri argentati, sequoie, sempreverdi e aiuole fiorite. Il quartiere di Fiuggi Fonte è nato alla fine dell'Ottocento come insediamento quasi separato dal vecchio borgo di Anticoli, e si è sviluppato lungo l'asse che un tempo si chiamava via Prenestina e oggi via Nuova Italia, la strada che collega le due fonti facendo capo a piazza Spada. Per decenni i due centri, il borgo antico in alto e la città delle acque in basso, sono rimasti distinti; è stato lo sviluppo urbanistico del dopoguerra, con la lunga serpentina di via Diaz a fare da cerniera, a cucirli in un unico abitato.

La Fonte Bonifacio VIII

La Fonte Bonifacio VIII è la più celebre delle due, quella intitolata al papa che rese famosa l'acqua nel Duecento. L'aspetto che ha oggi non è quello originario: il complesso attuale è stato riprogettato dall'architetto Luigi Moretti e realizzato fra il 1967 e il 1969, demolendo le terme in stile liberty che l'architetto Garibaldi Burba aveva disegnato all'inizio del secolo. Della fabbrica liberty resta il grande ingresso scenografico, che vale una sosta e una fotografia prima ancora di entrare. Moretti, uno dei nomi maggiori dell'architettura italiana del Novecento, firmò qui un impianto razionalista di padiglioni bassi immersi nel verde, con i banchi di mescita dell'acqua distribuiti sotto porticati che invitano al passeggio. È la fonte più frequentata, quella dove si concentra il grosso della cura idropinica del mattino, e nella stagione alta può essere affollata nelle prime ore.

Fonte Bonifacio VIII Fiuggi (FR)
Fonte Bonifacio VIII Fiuggi (FR)

La Fonte Anticolana

La seconda sorgente, la Fonte Anticolana, si chiama anche fonte nuova perché fu inaugurata negli anni Venti, ed è aperta nella stagione centrale, indicativamente dal primo aprile al trenta settembre. Sorge dentro lo stesso vasto parco della Bonifacio VIII, ma ha una funzione più ampia della semplice mescita: qui si trovano le sale mediche per le visite di accettazione alla cura, il Centro per le Terapie Inalatorie e Insufflatorie e il Centro Fisioterapico, cioè tutta la parte sanitaria dello stabilimento. La Fonte Anticolana è anche il polmone culturale delle terme, perché ospita il Teatro delle Fonti, un palcoscenico all'aperto che nel corso della stagione accoglie concerti, spettacoli e convegni. Se la Bonifacio VIII è la fonte del rito mattutino, l'Anticolana è quella dove la giornata termale si prolunga verso la sera, fra una passeggiata e un evento.

Come si fa la cura a Fiuggi

Il protocollo della cura idropinica è semplice ma va rispettato: si beve l'acqua fresca di sorgente a stomaco vuoto, in quantità crescente sotto controllo medico, camminando fra un bicchiere e l'altro perché il movimento aiuta l'effetto diuretico. Chi segue un ciclo completo si ferma di solito una o due settimane, e per questo esistono gli abbonamenti settimanali e quindicinali. Non serve prenotare per il singolo ingresso del mattino, ma la visita medica di accettazione è consigliata a chi affronta la cura per la prima volta o per una patologia specifica. Il consiglio pratico è di arrivare presto, appena aperte le fonti, quando l'acqua è più fresca e i viali sono ancora vuoti.

Fiuggi Città: il borgo medievale sul colle

Salendo dalla parte termale al borgo antico si cambia epoca. Fiuggi Città, quello che i vecchi chiamano ancora Vecchia Fiuggi, è arroccato in cima al colle e ha conservato quasi intatta la fisionomia del Medioevo. Il tessuto urbano si divide in due: la parte alta, dove forse sorgeva il castello e dove oggi si trovano la chiesa principale e i palazzetti nobiliari, e la parte bassa, più popolare, disposta sui fianchi del colle e percorsa da un dedalo di vicoli, alcuni a girocollo intorno alla collina, altri a rampa ripidissima. La parte alta è attraversata da due strade principali, di cui una, la via Processionale, doveva essere l'arteria di maggiore importanza.

A rendere memorabile una passeggiata qui sopra sono i dettagli minuti: le piazzette che si aprono all'improvviso, come quella di Mastro Giorgio e quella di Piave, le piccole case decorate con la sola pietra a vista, e soprattutto le finestre. Chi alza gli occhi trova bifore del Duecento e del Trecento e qualche finestra rinascimentale incastonata nelle facciate, superstiti di un abitato che ha attraversato otto secoli senza essere stravolto. Il consiglio è di non arrivare in cima con l'obiettivo di vedere un monumento preciso, ma di perdersi: il borgo di Fiuggi si gode camminando senza meta, alzando lo sguardo alle bifore e ai portali.

Il Palazzo dei Canonici e il Palazzo Falconi

Fra gli edifici del borgo antico spicca il Palazzo dei Canonici, con i suoi portali a sesto acuto e le finestre dagli stipiti di pietra, un esempio di quell'architettura civile in pietra viva che dava dignità anche alle dimore borghesi del contado. Poco distante si trova il Palazzo Falconi, costruito nel Settecento, che conserva interni di un certo pregio per la decorazione e l'arredo. Il Palazzo Falconi nasconde una curiosità che vale il racconto: intorno al 1800, quando a Fiuggi si sparse la voce, poi rivelatasi falsa, che Napoleone stesse per arrivare in città, un pittore anonimo gli dedicò per tempo una sala intera del palazzo, la Sala Napoleone. L'imperatore non venne mai, ma la sala è rimasta, testimone involontaria di un entusiasmo mal riposto.

Le chiese di Fiuggi: San Biagio, San Pietro e le altre

Il patrimonio religioso di Fiuggi è più ricco di quanto la fama termale lasci immaginare, e vale la pena percorrerlo una chiesa alla volta. Il comune conta cinque parrocchie: tre nel borgo antico e due nella parte moderna.

La Chiesa di San Biagio

La più nota è la Chiesa di San Biagio, dedicata al patrono della città. La sua struttura è romanica, oggi nascosta sotto una pesante cortina di intonaci che ne mimetizza le origini antiche. All'interno si conservano due opere di rilievo: un affresco del Trecento attribuito alla scuola giottesca, e un dipinto del Cavalier d'Arpino, cioè Giuseppe Cesari, uno dei protagonisti della pittura romana a cavallo fra Cinque e Seicento, il maestro nella cui bottega passò anche il giovane Caravaggio. La chiesa fu in origine la collegiata della città, prima che quel ruolo passasse a San Pietro.

La Collegiata di San Pietro Apostolo

La Collegiata di San Pietro Apostolo è oggi la chiesa principale di Fiuggi. Fu eretta ex novo nel 1617 e si arricchì nel corso del Seicento e del Settecento di decorazioni che ne fanno l'edificio di culto più sontuoso del borgo. Sorge nella parte alta, dove la tradizione colloca l'antico castello, e domina con la sua mole il profilo della Vecchia Fiuggi.

Santo Stefano e le chiese minori

Un aspetto schiettamente medievale lo conserva la Chiesa di Santo Stefano protomartire, le cui strutture romaniche sono rimaste in bella vista, senza gli intonaci che coprono San Biagio. Nel territorio comunale si contano poi molti altri edifici sacri, alcuni ridotti purtroppo a ruderi: la Chiesa di San Quinto, un tempo dei benedettini di Subiaco, il Convento dei Cappuccini con la Chiesa della Beata Vergine in Campanica, di origine dodicesima, la Madonna della Stella con un affresco di epoca moderna legata a una forte devozione popolare e a una leggenda locale, la Chiesa di Santa Maria del Colle detta anche de foris, la Chiesa di San Rocco, la Chiesa di Santa Chiara e la Chiesa delle Tre Cone. Nella parte moderna sorgono invece la Chiesa di Regina Pacis, del 1922, e la Chiesa di Santa Teresa del Bambin Gesù, costruita negli anni Novanta. Chi ha poco tempo si concentri sulle prime tre del borgo; chi ha la giornata intera può cercare il convento dei Cappuccini per il silenzio e la vista.

Gli alberghi monumentali di Fiuggi

Fiuggi ha nel suo DNA una vocazione all'ospitalità su grande scala: con circa quindicimila posti letto è la seconda città del Lazio dopo Roma per capacità ricettiva. Questa vocazione ha lasciato in eredità due edifici che sono monumenti a tutti gli effetti, non semplici hotel.

Il Palazzo della Fonte

Il Palazzo della Fonte è il più celebre albergo di Fiuggi, un edificio in stile liberty costruito nei primi anni del Novecento su progetto dell'architetto Garibaldi Burba, lo stesso che aveva disegnato le terme liberty poi demolite, con decorazioni e affreschi del Galimberti. Inaugurato nel 1913 come Grande Albergo, fu subito uno dei più prestigiosi d'Europa. Sorge su una collina verde di circa otto ettari e nella sua storia ha ospitato personaggi di primo piano e persino la famiglia reale d'Italia. Negli anni Novanta appartenne al magnate italo-inglese Charles Forte, che aveva costruito un impero alberghiero internazionale partendo proprio dalla Ciociaria.

Il Grand Hotel e il Teatro Casinò di Piazza dell'Olmo

L'altro grande edificio liberty è il Grand Hotel Teatro Casinò di Piazza dell'Olmo, oggi Piazza Trento e Trieste, progettato nel 1906 dall'architetto Giovan Battista Giovenale e inaugurato nel 1911. Anche questo sorge su una collina di circa otto ettari e fu in passato uno dei migliori hotel del continente, accogliendo personaggi importanti e il re d'Italia. Fu voluto dall'ingegnere Celestino Carlini, poi acquistato dalla Società Grandi Alberghi e abbandonato prima della seconda guerra mondiale; nel 1964 il Comune lo riacquistò. Nel 2017 è stato scelto come Luogo del Cuore dal FAI, il Fondo per l'Ambiente Italiano. Oggi ospita un teatro con un salone per le esposizioni e una scuola alberghiera, in un doppio ruolo di monumento e di scuola di mestiere che gli si addice.

Grand-Hotel Teatro Casino di Piazza dell'Olmo - Fiuggi (FR)
Grand-Hotel Teatro Casino di Piazza dell'Olmo - Fiuggi (FR)

Il Lago di Canterno, il lago fantasma vicino a Fiuggi

A pochi chilometri dalla città, fra i territori di Fumone, Ferentino, Fiuggi e Trivigliano, si stende uno dei luoghi più curiosi di tutta la Ciociaria: il Lago di Canterno, che tutti chiamano il lago fantasma. Il soprannome non è una trovata turistica ma la descrizione esatta del suo comportamento. Il bacino, formatosi nell'Ottocento in seguito all'inondazione di quelli che allora erano campi coltivati, tende a svuotarsi parzialmente in alcuni periodi dell'anno o addirittura a scomparire del tutto, per poi riformarsi giorni, mesi o perfino anni più tardi: fra il 1894 e il 1943 rimase completamente asciutto per quasi mezzo secolo.

La sua natura mutevole dipende da un inghiottitoio naturale, il Pertuso, collegato al fiume omonimo: quando la portata cala, l'acqua se ne va sottoterra e il lago sparisce. Per lungo tempo un dettaglio lasciò tutti perplessi: appena il lago si riformava, era già possibile pescarvi dei pesci, come se fossero comparsi dal nulla. Il mistero fu svelato nel 1943, quando si scoprì che l'inghiottitoio del Pertuso comunica con una grotta sotterranea nella quale i pesci sopravvivono anche durante i lunghi periodi di prosciugamento, per poi ripopolare il bacino non appena l'acqua ritorna.

La storia moderna del lago è segnata dall'industria: nel 1942 la Società Elettrica Romana lo prosciugò per costruire una condotta in galleria lunga circa due chilometri e sfruttare le acque a scopo idroelettrico, con un salto di circa trecento metri. Per non fermare l'inghiottitoio fu eretta una sorta di diga in mezzo al lago, e per garantire più acqua fu scavato un canale in galleria lungo oltre 6800 metri proveniente da Guarcino. Oggi il Lago di Canterno, per quanto trasformato, è parte di una riserva naturale regionale: ha un'estensione variabile di circa 1,1 chilometri quadrati, un perimetro di cinque chilometri e una profondità che oscilla fra i quindici e i venticinque metri. Le zone umide hanno attirato l'avifauna tipica di questi ambienti, dall'airone cinerino alla gallinella d'acqua all'airone rosso. Per chi visita Fiuggi con la macchina, è una deviazione che ripaga.

Lago Fantasma Di Canterno - Ferentino - Fiuggi - Fumone e Trivigliano (FR)
Lago Fantasma Di Canterno - Ferentino - Fiuggi - Fumone e Trivigliano (FR)

La storia di Fiuggi, dagli Ernici alla Svolta

La storia di questo luogo comincia molto prima delle terme moderne. Si ritiene che un piccolo villaggio di nome Felcia esistesse già all'epoca degli Ernici, la popolazione osco-umbra stanziata in quest'area del Lazio prima della conquista romana. Nel 367 avanti Cristo cominciò la dominazione di Roma, e proprio al periodo romano risalgono le prime attestazioni sulle proprietà delle acque locali, allora note come Fons Arilla. In origine l'abitato sorgeva in pianura, nella campagna; furono le invasioni barbariche e le incursioni saracene a spingere gli abitanti a rifugiarsi sulla collina vicina, dove ancora oggi si trova il centro storico, più facile da difendere.

Il Medioevo e l'età dei Colonna

Agli inizi del dodicesimo secolo l'antica Anticoli, questo il nome di Fiuggi fino al 1872, perse parte del suo territorio in una lotta sfortunata contro Guarcino e altri centri vicini. Nel Duecento entrò in scena il personaggio che avrebbe legato per sempre il suo nome a queste acque: papa Bonifacio VIII, che acquistando Torre Cajetani poté vantare diritti feudali anche su Anticoli. Con l'avvento di Alessandro VI Borgia il castello di Anticoli fu affidato al cardinale Ascanio Sforza e poi a Giovanni, figlio di Lucrezia Borgia. Nel Cinquecento furono i Colonna a impadronirsi del territorio, che tennero attraverso varie vicende fino al 1816.

Il cambio di nome e la nascita della città termale

Il nome Fiuggi è recente. Con l'ingresso del Lazio nel Regno d'Italia nel 1870, Anticoli entrò a far parte del circondario di Frosinone; e nel 1872 al nome antico venne aggiunta la specificazione di Campagna, con riferimento all'antica provincia pontificia di Campagna e Marittima. La svolta arrivò all'inizio del Novecento. Nel 1910 il consigliere comunale Pietro Martini, che nel 1905 aveva fondato il giornale Fiuggi, presentò una mozione per cambiare il nome del comune: serviva a mantenere la coesione fra l'antico borgo di Anticoli e la località termale, ormai molto più nota, e a distinguere il paese dal comune di Anticoli Corrado. La mozione, sostenuta dal sindaco Gian Francesco Verghetti, fu approvata all'unanimità, e con Regio decreto del 9 agosto 1911 Anticoli di Campagna divenne Fiuggi, estendendo a tutto il comune il nome della frazione delle fonti. Nello stesso anno fu inaugurata la Fonte Bonifacio VIII, che diede il via alla valorizzazione delle acque, e nel 1913 aprì il Grande Albergo Palazzo della Fonte.

La ferrovia delle Vicinali

Nel 1916 fu inaugurata la ferrovia Roma-Fiuggi-Alatri-Frosinone, conosciuta come Le Vicinali, a scartamento ridotto di 950 millimetri e binario unico. Fu questa infrastruttura a dare l'impulso decisivo al turismo termale, portando i romani a valle e su in città con una diramazione tutta particolare, la Fiuggi Fonte-Fiuggi Città, che dalla stazione centrale a valle si arrampicava lungo via Armando Diaz fino a piazza Trento e Trieste. Una stazione intermedia su due livelli, oggi diventata parcheggio, si trovava all'incrocio con la strada per la Vecchia Fiuggi. Il tratto urbano fu soppresso il 30 giugno 1960, in piene Olimpiadi di Roma; il collegamento con Alatri chiuse nel 1978 e l'intera linea cessò nella notte del 27 dicembre 1983, dopo uno smottamento presso Genazzano.

Fiuggi e i suoi eventi: festival, sagre e rievocazioni

Chi arriva a Fiuggi in estate trova una città che vive di manifestazioni, alcune di richiamo nazionale e internazionale. Vale la pena conoscere il calendario prima di scegliere le date, perché un festival può trasformare completamente l'atmosfera di una serata.

I festival dell'estate a Fiuggi

Il Fiuggi Family Festival, nato nel 2008, è una rassegna cinematografica dedicata ai film per le famiglie, ed è l'evento che più ha portato il nome della città fuori dai confini regionali. Dal 2007 la terza settimana di luglio ospita il Festival Internazionale della Chitarra Città di Fiuggi, appuntamento per chitarristi e appassionati di musica classica. Il Festival delle Città Medievali è una rassegna di musica classica che sfrutta lo scenario del borgo antico. Sul versante bandistico, dal 1997 si tiene il concorso nazionale della Bacchetta d'Oro.

Il Palio di Bonifacio VIII e la festa di San Biagio

La rievocazione storica più sentita è il Palio di Bonifacio VIII, in cui le contrade della città, ciascuna rappresentata dal proprio cavaliere, si sfidano in un torneo cavalleresco fatto di giostre a cavallo, cortei in costume ed esibizioni degli sbandieratori locali. La festa più antica, però, è quella del patrono San Biagio, che si celebra la sera del 2 febbraio con la rievocazione delle Stuzze, di cui parlerò più avanti perché merita un capitolo a sé. Completano il calendario i Mercatini di Natale, la Notte Bianca dello Sport, e in autunno le due sagre gastronomiche più amate: Castagne Insieme, in ottobre, manifestazione no profit organizzata dal Movimento Pro Sanctitate con il patrocinio della Pro Loco e del Comune, e la Sagra della Polenta, sempre in ottobre.

Fiuggi Family Festival
Fiuggi Family Festival

Cosa fare a Fiuggi oltre le terme

Sarebbe un errore ridurre Fiuggi alla sola cura idropinica. La città è attrezzata anche per lo sport e il tempo libero: ci sono campi da golf e da tennis, piscine, un maneggio, il tiro con l'arco, piste per la mountain bike e un minigolf. La sera le vie del centro si animano di negozi, gallerie d'arte e case d'asta, e la passeggiata dello shopping è parte del rito di chi soggiorna a lungo. Il clima di collina, fresco d'estate grazie ai quasi ottocento metri di quota e ai boschi di castagni, è di per sé una ragione per salire quando in pianura si soffoca. Fra le attività artigianali tradizionali resistono la lavorazione della ceramica e della terracotta e l'arte orafa, che si trovano ancora in qualche bottega del borgo.

I dintorni di Fiuggi da vedere in giornata

Fiuggi è una buona base per esplorare la Ciociaria e i Monti Ernici. A un quarto d'ora si raggiunge Anagni, la città dei papi con la cattedrale e il palazzo di Bonifacio VIII, teatro del celebre schiaffo. Poco più in là c'è Ferentino con le sue mura poligonali, mentre Alatri conserva una delle acropoli ciclopiche meglio conservate d'Italia. Salendo verso i monti si arriva a Subiaco con i monasteri benedettini scavati nella roccia; scendendo verso ovest si incontrano Genazzano e Carpineto Romano, patria di papa Leone XIII. Chi ha più giorni può spingersi fino a Palestrina e al suo santuario della Fortuna Primigenia, o verso Tivoli con le sue ville. Per l'itinerario dei tesori religiosi vale la sosta al Museo della Cattedrale di Anagni.

Fiuggi - Palazzo Comunale
Fiuggi - Palazzo Comunale

Il volto liberty di Fiuggi e la città che cresce

Camminando per Fiuggi Fonte si nota subito che l'edilizia non ha un solo stile ma un campionario. Il quartiere delle acque, cresciuto in fretta a partire dai primi del Novecento e poi di nuovo nel dopoguerra, mescola villini in stile svizzero, case postmoderne, palazzi umbertini, edifici liberty e costruzioni moderne, tutti accostati lungo le stesse strade. È il ritratto di una località che ha vissuto più ondate di fortuna turistica e a ogni ondata ha costruito secondo il gusto del momento, senza un disegno unitario. Il liberty resta la cifra più nobile, quella della belle epoque delle terme, e lo si legge nelle facciate del Palazzo della Fonte e nell'ingresso superstite della vecchia Fonte Bonifacio VIII; ma accanto convivono il decoro borghese di fine Ottocento e la semplicità funzionale delle palazzine del boom.

La città ha continuato ad allargarsi a macchia d'olio, seguendo le direttrici principali: la via Prenestina in direzione di Acuto, la strada verso Alatri e la provinciale per gli Altipiani, saturando col tempo anche gli spazi intermedi. Questa crescita ha avuto un prezzo: il verde che un tempo circondava il centro storico si è ridotto a favore delle costruzioni private e soprattutto di quelle alberghiere, chiamate a reggere quei quindicimila posti letto che fanno di Fiuggi la seconda città del Lazio per capacità ricettiva. Chi guarda oltre l'apparenza termale trova insomma un laboratorio di architettura del Novecento, disordinato ma leggibile, dove ogni epoca ha lasciato la sua firma.

L'artigianato di Fiuggi: ceramica, terracotta e oreficeria

Accanto alle acque, Fiuggi custodisce una tradizione artigianale che vale la pena cercare fra le botteghe del borgo. Le lavorazioni più radicate sono quella della ceramica e della terracotta, che affondano le radici nella disponibilità locale di argille, e l'arte orafa, praticata da maestri che lavorano il metallo prezioso con tecniche tramandate. Sono mestieri sopravvissuti all'ondata industriale e alla monocultura del turismo termale, e oggi rappresentano un piccolo patrimonio da riscoprire per chi non si accontenta del souvenir standard.

Il consiglio, per chi vuole portare a casa qualcosa di autentico, è di lasciare le vetrine più turistiche della via principale e infilarsi nei vicoli della Vecchia Fiuggi, dove qualche laboratorio lavora ancora la terracotta a mano. È anche un modo per vedere il borgo con occhi diversi, non come scenografia ma come luogo dove si continua a produrre. La sera, del resto, sono proprio i negozi, le gallerie d'arte e le case d'asta ad animare le strade della città, in un passeggio che fa parte del soggiorno tanto quanto il bicchiere d'acqua del mattino.

I Monti Ernici e il clima di Fiuggi

La ragione per cui Fiuggi è da sempre una villeggiatura estiva, prima ancora che una stazione di cura, sta nella sua posizione sui Monti Ernici. Il borgo antico si affaccia dai suoi 747 metri sulla catena, e anche la parte bassa, a 621 metri, resta abbastanza in quota da godere di un'aria fresca quando la pianura ciociara e la stessa Roma soffocano di caldo. I boschi di castagni che circondano la città fanno il resto, temperando le giornate e profumando l'autunno, quando le castagne diventano protagoniste della tavola e della sagra. È un microclima che i medici di un tempo prescrivevano quanto l'acqua: salire a Fiuggi significava, già di per sé, respirare meglio.

Da Fiuggi partono itinerari verso l'interno degli Ernici e verso i centri vicini che punteggiano la montagna, da Guarcino a Collepardo, da Vico nel Lazio a Trevi nel Lazio, molti dei quali conservano borghi medievali e santuari appartati. Chi ama camminare trova qui un punto d'appoggio comodo, con la città e i suoi servizi a portata di mano e la montagna che comincia subito fuori dall'abitato. È la doppia natura che ha fatto la fortuna di Fiuggi: una stazione termale attrezzata incastonata in un ambiente di collina ancora largamente verde.

Una curiosita su Fiuggi (FR)

La curiosità che pochi conoscono riguarda l'origine chimica della fama di Fiuggi, ed è più affascinante di qualsiasi leggenda. L'acqua che scioglie i calcoli non deve la sua virtù ai minerali, che anzi sono pochissimi, ma a un gruppo di molecole organiche, le sostanze umiche, che sono in pratica il prodotto della lentissima decomposizione della materia vegetale nel sottosuolo. In altre parole, la fama millenaria di Fiuggi si regge su ciò che i boschi di castagni degli Ernici hanno lasciato nel terreno nel corso dei secoli, filtrato goccia a goccia dall'acqua piovana che scende attraverso gli antichi depositi vulcanici della montagna. È un'acqua giovane e leggera, con un residuo fisso di appena 123 milligrammi per litro, che agisce sul corpo grazie a sostanze che noi normalmente associamo al fango e alle foglie marce, non alla purezza cristallina.

C'è di più: proprio perché è così povera di sali, l'acqua di Fiuggi ha un potere solvente notevole, cioè tende a portarsi via ciò che incontra, e questa è esattamente la ragione per cui aiuta a disgregare i piccoli calcoli e a favorirne l'espulsione. La leggerezza che si avverte bevendola non è una suggestione: è la stessa proprietà fisica che le ha dato sette secoli di celebrità. Bere quest'acqua, in fondo, significa bere la storia geologica dei Monti Ernici.

Una cosa che non ti dice nessuno su Fiuggi (FR)

Nessuna guida turistica racconta che nell'agosto del 1911, lo stesso mese in cui Anticoli di Campagna cambiava nome in Fiuggi, in questa tranquilla cittadina termale fu firmata una dichiarazione di guerra. Il presidente del Consiglio Giovanni Giolitti e il ministro degli Esteri, ritiratisi qui in villeggiatura come facevano molti notabili dell'epoca, misero a punto proprio a Fiuggi la decisione che avrebbe portato l'Italia alla guerra di Libia contro l'Impero ottomano. La città delle acque, nata per curare i reni, si trovò così a fare da quinta a una scelta politica di portata internazionale, quasi per caso, solo perché lì si trovavano i potenti a passare l'estate.

Non fu un episodio isolato. Due anni dopo, nel 1913, con l'apertura del Palazzo della Fonte la famiglia reale prese a soggiornare in città, e da Fiuggi il re firmò la dichiarazione di neutralità dell'Italia all'inizio della prima guerra mondiale. Per qualche stagione, insomma, questo angolo di Ciociaria fu una sede informale del potere italiano, dove fra un bicchiere d'acqua e una passeggiata nei parchi si prendevano decisioni che finivano sui giornali di mezzo mondo. È un lato di Fiuggi che gli abitanti conoscono bene e che i visitanti ignorano quasi sempre, presi come sono dalla sola dimensione del benessere.

Il consiglio che ti do per visitare Fiuggi (FR)

Il consiglio, dopo tanti gruppi accompagnati quassù, è di non trattare Fiuggi come una gita mordi e fuggi da mezza giornata, perché così non si capisce. La città vive di due tempi diversi, e per coglierli entrambi serve almeno una notte. Al mattino presto la scena è quella dei parchi delle fonti: si arriva alle sorgenti appena aprono, quando l'acqua è più fredda e i viali sono ancora deserti, si beve il primo bicchiere e si cammina sotto i cedri e le sequoie insieme ai curisti abituali, molti dei quali tornano ogni anno da decenni. È un rito lento, silenzioso, che va assecondato senza fretta.

Il pomeriggio, invece, si sale al borgo antico: si lascia la macchina in basso e si affronta a piedi il dedalo di vicoli di Fiuggi Città, cercando le bifore del Duecento, le piazzette di Mastro Giorgio e Piave, la Collegiata di San Pietro in cima. La sera si torna nella parte moderna per la passeggiata fra i negozi. Il periodo migliore è la piena estate, quando i quasi ottocento metri di quota regalano un fresco che a Roma ci si sogna, ma se cercate il silenzio evitate le settimane dei grandi festival, che riempiono gli alberghi. Un'ultima raccomandazione pratica: la cura dell'acqua ha senso se la si beve in quantità, quindi portatevi un bicchiere personale e mettete in conto molte soste in bagno, perché l'effetto diuretico è reale e non fa sconti.

Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato

Tutti sanno che l'acqua di Fiuggi cura i calcoli, ma quasi nessuno ricorda che la sua fama non nasce con Bonifacio VIII, bensì con i Romani, un millennio e mezzo prima. Le prime attestazioni scritte sulle proprietà di queste acque risalgono infatti all'età romana, quando la sorgente era conosciuta con il nome di Fons Arilla e serviva già gli abitanti di allora. Bonifacio VIII, nel Duecento, non scoprì nulla: si limitò a rendere di moda una cura che il territorio praticava da secoli, e lo fece con l'autorevolezza che gli veniva dalla tiara papale. Fu la sua notorietà, più che una novità terapeutica, a proiettare Fiuggi nella leggenda.

Il fatto poco citato, dunque, è la profondità temporale di questa vocazione: quando beviamo oggi alla Fonte Bonifacio VIII stiamo compiendo un gesto che a Fiuggi si ripete, in una forma o nell'altra, da oltre due millenni. Poche località termali possono vantare una continuità così lunga fra l'uso antico e quello contemporaneo di una stessa risorsa naturale. Il papa ci ha messo il nome, ma la storia è molto più vecchia di lui.

La foto giusta da fare a Fiuggi (FR)

La fotografia che porta a casa il senso del luogo non è quella dei banchi di mescita, ma quella dell'ingresso liberty superstite della vecchia Fonte Bonifacio VIII. Quando Luigi Moretti ricostruì il complesso fra il 1967 e il 1969 demolì quasi tutto l'impianto originario di Garibaldi Burba, ma lasciò in piedi il grande ingresso scenografico dei primi del Novecento: è lì che si coglie in un solo scatto la doppia anima della città, il liberty elegante della belle epoque e il razionalismo essenziale del boom economico, uno accanto all'altro. Andateci nella luce del primo mattino, quando il sole radente esalta i dettagli decorativi della facciata e i viali del parco sono ancora vuoti.

Se preferite un'immagine più romantica, la seconda scelta è il borgo di Fiuggi Città avvolto nella nebbia, che d'autunno e d'inverno sale dalla valle e si posa sul colle: le case di pietra e i campanili che emergono dalla foschia sono una delle visioni più memorabili di tutta la Ciociaria. In estate, invece, puntate su una piazzetta del borgo alta, quella di Mastro Giorgio o di Piave, con una bifora medievale a fare da cornice. In tutti i casi, il consiglio è di salire in alto per lo scatto d'insieme e poi scendere a cercare il dettaglio: Fiuggi si racconta bene sia da lontano sia da vicino.

Fiuggi avvolta nella nebbia
Fiuggi avvolta nella nebbia

Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia

Fiuggi ha ospitato, per la sua posizione appartata e per i suoi alberghi capaci, alcuni fatti che hanno superato di gran lunga la scala locale. Il più clamoroso, di cui ho già detto, è la firma della dichiarazione di guerra all'Impero ottomano nell'agosto del 1911, decisa qui da Giolitti durante la villeggiatura. A questo si aggiunge la firma reale della neutralità italiana nel 1914, all'inizio della grande guerra, avvenuta anch'essa in città mentre la famiglia reale soggiornava al Palazzo della Fonte.

Fra il 4 e il 6 ottobre del 1957 Fiuggi fece da sede alla sesta riunione del Gruppo Bilderberg, il consesso riservato che raccoglie esponenti della politica, della finanza e dell'industria del mondo occidentale: la scelta di una località termale discreta e ben servita non era casuale. Durante la seconda guerra mondiale, poi, con gli Alleati bloccati dai tedeschi lungo la linea Gustav, i grandi alberghi della città furono requisiti e trasformati in ospedali militari, cambiando per qualche anno la loro natura.

Ma l'evento che ha fissato il nome di Fiuggi nei libri di storia politica italiana è un altro: il 27 gennaio 1995 si tenne qui il congresso del Movimento Sociale Italiano, che proprio in quella sede si sciolse per dare vita ad Alleanza Nazionale. Quel passaggio, in cui il partito abbandonò i riferimenti al neofascismo per abbracciare una destra europeista, è passato alla storia come la Svolta di Fiuggi, e da allora il nome della città è diventato in Italia sinonimo di quel cambiamento. Una cittadina d'acque si è così trovata a battezzare una svolta politica nazionale.

Chi e passato da Fiuggi (FR)

L'elenco di chi è passato da queste acque comincia con due nomi che da soli fanno la fama del luogo. Il primo è papa Bonifacio VIII, al secolo Benedetto Caetani, il pontefice che nel Duecento frequentò assiduamente la zona per curare i suoi calcoli renali bevendo quest'acqua, e che dando il proprio nome alla fonte principale la consegnò alla celebrità. Il secondo è Michelangelo Buonarroti, che nel Cinquecento venne a curarsi qui e lasciò della sorgente una frase rimasta proverbiale: l'acqua di Fiuggi, disse, era l'unica pietra che avesse mai saputo amare, un gioco di parole in cui la pietra dei calcoli si scioglieva e cedeva a quella scultura liquida che era l'acqua. Da un uomo che con la pietra aveva passato la vita, è l'omaggio più bello che questa sorgente potesse ricevere.

Dopo di loro il territorio andò in mano ai grandi casati romani: i Colonna lo tennero per tre secoli, i Borgia vi misero le mani con Alessandro VI, che affidò il castello di Anticoli prima al cardinale Ascanio Sforza e poi a Giovanni, figlio di Lucrezia Borgia. Con il Novecento e la nascita della città termale arrivarono i potenti dello Stato italiano: Giovanni Giolitti, che qui decise la guerra di Libia, e la famiglia reale, che dal Palazzo della Fonte fece di Fiuggi una residenza estiva. Negli anni Novanta il Palazzo della Fonte fu del magnate italo-inglese Charles Forte, uno dei re dell'industria alberghiera mondiale, nato non lontano da qui. E per la Svolta del 1995 sfilò a Fiuggi l'intera classe dirigente della destra italiana. Poche cittadine di diecimila abitanti possono allineare, in sette secoli, una compagnia così.

Le Stuzze di Fiuggi: la leggenda di San Biagio

Merita un racconto a parte la festa più identitaria di Fiuggi, quella delle Stuzze, che si celebra ogni anno la sera del 2 febbraio in onore del patrono San Biagio. La tradizione vuole che nel 1298 la città stesse per essere assediata da due eserciti nemici. San Biagio, secondo la leggenda, ebbe allora l'idea di far incendiare alcune grosse capanne per ingannare gli assalitori: uno dei due eserciti, vedendo da una collina che Fiuggi era già in fiamme, si convinse che l'altro fosse già entrato e saccheggiando la città, e rinunciò all'attacco; il secondo esercito, vedendo lo stesso incendio, pensò esattamente la stessa cosa. Così, ingannati entrambi dalle fiamme, i due eserciti si ritirarono e la città fu salva senza che si combattesse.

Da quell'episodio, che appartiene alla tradizione popolare più che alla storia documentata, nasce il rito delle Stuzze, i grandi fasci di legna e sterpi che ancora oggi si accendono la notte del 2 febbraio nel borgo antico, fra canti e stornelli. È la festa in cui i fiuggini si riconoscono, molto più dei festival estivi pensati per i turisti, ed è l'occasione migliore per capire l'anima del paese al di là delle terme. Chi capita in città a inizio febbraio non se la lasci scappare: vedrà una Fiuggi che d'estate non esiste.

Domande veloci su Fiuggi (FR)

Quanto dista Fiuggi da Roma?

Fiuggi si trova a circa ottanta chilometri a sud-est di Roma, poco più di un'ora di macchina lungo l'Autostrada A1 con uscita ad Anagni-Fiuggi e poi la strada regionale 155 fino in quota.

Come si arriva a Fiuggi senza macchina?

In pullman con le corse Cotral che collegano Roma alla Ciociaria, oppure in treno fino alla stazione di Anagni-Fiuggi sulla linea Roma-Cassino, proseguendo poi in autobus fino in città. La vecchia ferrovia diretta che saliva fino al centro non è più in funzione dal 1983.

A cosa serve l'acqua di Fiuggi?

È un'acqua oligominerale con un marcato effetto diuretico, usata da secoli nella cura dei calcoli delle vie urinarie: favorisce la disgregazione dei piccoli calcoli renali e la loro eliminazione. La cura si fa bevendo l'acqua secondo un protocollo, non facendo il bagno.

Ci si può fare il bagno alle terme di Fiuggi?

Le fonti di Fiuggi sono terme da bere, non da immersione: il rito è la cura idropinica, cioè bere l'acqua a stomaco vuoto camminando nei parchi. Per i trattamenti benessere con vasche e piscine ci si rivolge agli stabilimenti e agli hotel attrezzati, non alle fonti.

Quando aprono le fonti di Fiuggi?

Le fonti aprono in stagione, indicativamente da aprile a ottobre. La Fonte Anticolana è aperta di norma dal primo aprile al trenta settembre. Orari e periodi possono variare di anno in anno: conviene verificare sul sito ufficiale delle terme prima di partire.

Quanto costa entrare alla Fonte Bonifacio VIII?

L'ingresso alla cura del mattino costa indicativamente intorno ai 5 euro, con riduzioni per i ragazzi dai dodici ai sedici anni, tariffe agevolate per i residenti e per le persone con invalidità, e abbonamenti settimanali e quindicinali per chi segue il ciclo completo. Le tariffe esatte cambiano ogni stagione e vanno controllate sul sito ufficiale.

Serve prenotare per bere l'acqua alle fonti?

Per il singolo ingresso del mattino di norma non serve prenotare. La visita medica di accettazione è consigliata a chi affronta la cura per la prima volta o per una patologia specifica.

Quanto dura una cura termale a Fiuggi?

Un ciclo completo dura di solito una o due settimane, ed è per questo che esistono gli abbonamenti da sette e quattordici giorni. Per una semplice visita turistica basta una giornata, ma per cogliere davvero l'atmosfera conviene fermarsi almeno una notte.

Qual è la differenza fra Fiuggi Città e Fiuggi Fonte?

Fiuggi Città, o Vecchia Fiuggi, è il borgo medievale arroccato sul colle a 747 metri; Fiuggi Fonte è il quartiere termale novecentesco più in basso, intorno ai 621 metri, cresciuto attorno alle due sorgenti. Oggi i due nuclei sono uniti in un unico abitato dalla serpentina di via Diaz.

Cosa vedere a Fiuggi in un giorno?

Al mattino i parchi delle fonti con la cura dell'acqua, il pomeriggio il borgo medievale di Fiuggi Città con le bifore, la Collegiata di San Pietro e la Chiesa di San Biagio, e a fine giornata la passeggiata dello shopping nella parte moderna. Chi ha la macchina aggiunga il Lago di Canterno.

Fiuggi è adatta ai bambini?

Sì, e non solo per il Fiuggi Family Festival dedicato ai film per famiglie: la città ha piscine, minigolf, maneggio e ampi parchi verdi dove i più piccoli possono muoversi in sicurezza, e il clima fresco di collina rende l'estate più sopportabile.

Quando conviene andare a Fiuggi?

La piena estate è il periodo migliore per il clima, con i quasi ottocento metri di quota che regalano fresco; l'autunno è bello per le sagre delle castagne e della polenta e per le nebbie sul borgo; a inizio febbraio c'è la festa delle Stuzze di San Biagio. Chi cerca tranquillità eviti le settimane dei grandi festival.

Cosa si mangia a Fiuggi?

La cucina è quella ciociara di montagna, con le castagne degli Ernici protagoniste in autunno, celebrate dalla sagra Castagne Insieme, e la polenta della Sagra della Polenta di ottobre. È una cucina di terra, robusta, da abbinare al clima di collina.

Perché Fiuggi si chiamava Anticoli?

Il paese si chiamò Anticoli, poi Anticoli di Campagna, fino al 1911, quando con Regio decreto assunse il nome della frazione delle fonti, ormai molto più nota. Il cambio serviva anche a distinguerlo dal comune di Anticoli Corrado, allora nella stessa provincia.

Chi era Bonifacio VIII e cosa c'entra con Fiuggi?

Bonifacio VIII, papa fra il 1294 e il 1303, frequentò assiduamente la zona per curare i suoi calcoli renali bevendo quest'acqua; dando il proprio nome alla fonte principale ne consacrò la fama. Il territorio, del resto, era passato sotto la sua influenza feudale dopo l'acquisto di Torre Cajetani.

Cos'è il Lago di Canterno?

È un lago vicino a Fiuggi, detto lago fantasma perché si svuota e si riforma in modo imprevedibile a seconda della portata dell'inghiottitoio del Pertuso: fra il 1894 e il 1943 rimase del tutto asciutto. Oggi fa parte di una riserva naturale regionale ricca di avifauna.

Fiuggi è accessibile a chi ha difficoltà motorie?

I parchi delle fonti, con i loro viali pianeggianti pensati per la passeggiata della cura, sono la parte più agevole; il borgo antico di Fiuggi Città, al contrario, è fatto di vicoli in salita e rampe ripide e risulta molto più impegnativo. Per esigenze specifiche conviene informarsi presso le strutture ricettive.

Cosa vedere nei dintorni di Fiuggi?

Anagni con la cattedrale e il palazzo di Bonifacio VIII, Alatri con l'acropoli ciclopica, Ferentino con le mura poligonali, Subiaco con i monasteri benedettini, e poi Genazzano, Carpineto Romano e, più lontano, Palestrina e Tivoli. Il Lago di Canterno è la meta naturalistica più vicina.

Un'ultima parola su Fiuggi

Se dovessi dire in una frase perché torno volentieri a Fiuggi, direi che è uno dei pochi posti a un'ora da Roma dove il tempo rallenta sul serio. Non è una città d'arte da spuntare in una lista, e chi ci arriva cercando emozioni forti resta a mani vuote. È un luogo di acque, di passeggiate lente sotto i cedri, di una cura antica che gli Ernici praticavano già prima dei Romani e che oggi si ripete uguale ogni mattina. Salite, bevete il vostro bicchiere, perdetevi nei vicoli del borgo in alto e lasciate che la fretta romana vi scivoli di dosso. Il resto, l'aria fresca dei castagni e il silenzio, lo fa Fiuggi.

Articolo scritto dalla redazione di TourLeaderPro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.

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