Oasi di San Valentino

Oasi di San Valentino è un’area attrezzata privata che si trova in località Gricilli, nel territorio del comune di Pontinia, in provincia di Latina, a ridosso del confine con Priverno e a pochi minuti dai primi tornanti che salgono verso Sezze. La sua ragione di esistere è una sola, e basta un quarto d’ora sul posto per capirla: dal prato escono vasche di acqua sulfurea, alimentate dalle stesse sorgenti profonde che hanno scavato i laghetti dei Gricilli. Non un impianto termale con camici e cartelle cliniche, non una piscina con il cloro: pozze di acqua mineralizzata a cielo aperto, in mezzo a un prato recintato, ai piedi dei monti Lepini e a un paio di chilometri in linea d’aria dai borghi di Priverno e Sezze.

Confronta le esperienze a Roma

Ogni scheda apre una pagina di confronto qui su estateromana.com: le differenze tra le opzioni, le fasce di prezzo indicative e il link per prenotare sul sito del venditore. Puoi salvare quello che ti interessa in "Il mio viaggio".

Castelli Romani✦ Fuori porta

Castelli Romani

Frascati, Castel Gandolfo, il lago di Albano. Un'ora da Roma e sembra un'altra regione.

✓ Piu venditori a confrontoPrezzo finale sul sito del venditore
Confronta le opzioni →
Tivoli: Villa d'Este e Villa Adriana✦ Patrimonio UNESCO

Tivoli: Villa d'Este e Villa Adriana

Due ville, due epoche, un solo biglietto mentale: le fontane di Villa d'Este e le rovine imperiali di Adriano.

✓ Piu venditori a confrontoPrezzo finale sul sito del venditore
Confronta le opzioni →
Tour in e-bike✦ Senza fatica

Tour in e-bike

Le sette colline con l'assistenza al pedale. L'Appia Antica e il Gianicolo diventano facili.

✓ Piu venditori a confrontoPrezzo finale sul sito del venditore
Confronta le opzioni →
Terme di Caracalla✦ Poco affollato

Terme di Caracalla

Muri alti trenta metri e quasi nessuno intorno. Uno dei posti più sottovalutati di Roma.

✓ Piu venditori a confrontoPrezzo finale sul sito del venditore
Confronta le opzioni →
Colosseo, Foro e Palatino✦ Va a ruba

Colosseo, Foro e Palatino

L'ingresso a orario sparisce con giorni di anticipo in alta stagione. La versione con i sotterranei è quella che vale il s...

✓ Piu venditori a confrontoPrezzo finale sul sito del venditore
Confronta le opzioni →
Musei Vaticani e Cappella Sistina✦ Vai all'apertura

Musei Vaticani e Cappella Sistina

Il primo slot della giornata o il tardo pomeriggio. A metà mattina è un nastro trasportatore, e non lo diciamo solo noi.

✓ Piu venditori a confrontoPrezzo finale sul sito del venditore
Confronta le opzioni →
Tour in golf cart✦ Poco cammino

Tour in golf cart

Il centro storico in un paio d'ore senza distruggerti i piedi, e passi dove i pullman non entrano.

✓ Piu venditori a confrontoPrezzo finale sul sito del venditore
Confronta le opzioni →
Tour a piedi✦ Il classico

Tour a piedi

Roma si capisce camminando. La differenza la fa la guida, non l'itinerario: sono quasi tutti uguali sulla carta.

✓ Piu venditori a confrontoPrezzo finale sul sito del venditore
Confronta le opzioni →
Food tour✦ Vieni affamato

Food tour

Non è un pranzo: sono sei-otto tappe piccole. Il valore è nei posti in cui non saresti mai entrato da solo.

✓ Piu venditori a confrontoPrezzo finale sul sito del venditore
Confronta le opzioni →
Bar hopping e vita notturna✦ Dopo le 21

Bar hopping e vita notturna

Tre o quattro locali con qualcuno che sa quali sono aperti quella sera. Funziona meglio da soli che in coppia.

✓ Piu venditori a confrontoPrezzo finale sul sito del venditore
Confronta le opzioni →
Vespa e Ape Calessino✦ Foto garantite

Vespa e Ape Calessino

In Ape ti portano loro, in Vespa guidi tu (serve la patente). Due esperienze molto diverse sotto lo stesso nome.

✓ Piu venditori a confrontoPrezzo finale sul sito del venditore
Confronta le opzioni →
Tour in sidecar✦ Il più scenografico

Tour in sidecar

Il sidecar vintage con conducente: costa più della Vespa, ma è il giro che finisce in tutte le foto.

✓ Piu venditori a confrontoPrezzo finale sul sito del venditore
Confronta le opzioni →
Corsi di cucina✦ Si mangia alla fine

Corsi di cucina

Pasta a mano e poi ci si siede a tavola. La domanda giusta è quante persone ci sono per postazione.

✓ Piu venditori a confrontoPrezzo finale sul sito del venditore
Confronta le opzioni →
Degustazioni di vino✦ Anche in città

Degustazioni di vino

In enoteca in centro o tra le vigne dei Castelli. Due cose diverse: una dura un'ora, l'altra una giornata.

✓ Piu venditori a confrontoPrezzo finale sul sito del venditore
Confronta le opzioni →
Galleria Borghese✦ Prenotazione obbligatoria

Galleria Borghese

Bernini e Caravaggio in due ore contate. Senza prenotazione non si entra, punto.

✓ Piu venditori a confrontoPrezzo finale sul sito del venditore
Confronta le opzioni →
Catacombe e Appia Antica✦ Sottoterra

Catacombe e Appia Antica

Chilometri di gallerie sotto la via Appia. Fresche d'estate, e sorprendentemente poco affollate.

✓ Piu venditori a confrontoPrezzo finale sul sito del venditore
Confronta le opzioni →
Colosseo: sotterranei e arena✦ Accesso limitato

Colosseo: sotterranei e arena

Il piano dove aspettavano gladiatori e belve, e il pavimento dell'arena. Posti contati ogni giorno.

✓ Piu venditori a confrontoPrezzo finale sul sito del venditore
Confronta le opzioni →
Pompei e Costiera Amalfitana✦ Giornata lunga

Pompei e Costiera Amalfitana

Da Roma si fa in giornata, ma è una giornata vera: sveglia presto e rientro a sera.

✓ Piu venditori a confrontoPrezzo finale sul sito del venditore
Confronta le opzioni →
Firenze in giornata✦ Alta velocità

Firenze in giornata

Un'ora e mezza di treno e sei sotto il Duomo. Si fa, se accetti di vedere tre cose e non dieci.

✓ Piu venditori a confrontoPrezzo finale sul sito del venditore
Confronta le opzioni →
Castel Sant'Angelo✦ Terrazza panoramica

Castel Sant'Angelo

Mausoleo, fortezza, prigione e rifugio dei papi. E la terrazza con la vista migliore su San Pietro.

✓ Piu venditori a confrontoPrezzo finale sul sito del venditore
Confronta le opzioni →
Roma di notte✦ Dopo il tramonto

Roma di notte

Le stesse piazze, senza la folla e con le luci giuste. La città cambia completamente.

✓ Piu venditori a confrontoPrezzo finale sul sito del venditore
Confronta le opzioni →
Bus hop-on hop-off✦ Libertà di scesa

Bus hop-on hop-off

Sali e scendi dove vuoi per 24 o 48 ore. Utile il primo giorno, per orientarsi.

✓ Piu venditori a confrontoPrezzo finale sul sito del venditore
Confronta le opzioni →
Capri e Costiera Amalfitana✦ Mare

Capri e Costiera Amalfitana

Da Roma è lunga, ma in due giorni si fa con calma. In giornata solo se accetti di correre.

✓ Piu venditori a confrontoPrezzo finale sul sito del venditore
Confronta le opzioni →
Trevi, Pantheon e piazze✦ Centro storico

Trevi, Pantheon e piazze

Il cuore barocco a piedi, più il biglietto del Pantheon che ora serve davvero.

✓ Piu venditori a confrontoPrezzo finale sul sito del venditore
Confronta le opzioni →
Scuola dei gladiatori✦ Con i bambini

Scuola dei gladiatori

Due ore con la spada di legno in mano, sulla via Appia. Con i ragazzini funziona sempre.

✓ Piu venditori a confrontoPrezzo finale sul sito del venditore
Confronta le opzioni →
Segway e monopattino✦ Poco sforzo

Segway e monopattino

Copri il doppio del centro senza camminare. Dieci minuti di pratica e ci stai sopra.

✓ Piu venditori a confrontoPrezzo finale sul sito del venditore
Confronta le opzioni →
Udienza papale✦ Mercoledì

Udienza papale

Ogni mercoledì, quando il Papa è a Roma. Il biglietto è gratuito ma va ritirato.

✓ Piu venditori a confrontoPrezzo finale sul sito del venditore
Confronta le opzioni →
Ostia Antica✦ A 30 minuti

Ostia Antica

La Pompei di Roma, raggiungibile col treno urbano. Strade, taverne e mosaici, senza folla.

✓ Piu venditori a confrontoPrezzo finale sul sito del venditore
Confronta le opzioni →
Napoli e Pompei✦ Alta velocità

Napoli e Pompei

Un'ora e dieci di treno. Il centro storico, il museo archeologico e la pizza vera.

✓ Piu venditori a confrontoPrezzo finale sul sito del venditore
Confronta le opzioni →
Vaticano: ingresso anticipato✦ Prima dell'apertura

Vaticano: ingresso anticipato

Dentro i Musei prima del pubblico. La Sistina quasi vuota è un'altra cosa.

✓ Piu venditori a confrontoPrezzo finale sul sito del venditore
Confronta le opzioni →

La confusione nasce quasi sempre dal nome. Molti arrivano qui convinti di entrare in un’oasi naturalistica gestita da un ente pubblico, con sentieri segnati, pannelli didattici e biglietteria; trovano invece un fondo privato con ingresso a pagamento, un’area pic-nic, un punto ristoro e la possibilità di fermarsi anche con la tenda o il camper. La zona naturale vera e propria, quella tutelata, si trova tutt’intorno e si chiama in altri modi: Laghi dei Gricilli, Laghi del Vescovo, Fontana di Muro. Sono due cose diverse che convivono a poche centinaia di metri l’una dall’altra, e capire la differenza prima di partire risolve in anticipo il novanta per cento dei malintesi.

Da Roma servono circa un’ora e mezza di auto. La strada è semplice fino a un certo punto e poi diventa rurale: l’ultimo tratto corre sulla Strada dei Gricilli, all’incirca a metà via fra la frazione di Ceriara e l’abbazia di Fossanova, in una campagna bonificata dove i cartelli scarseggiano e il navigatore a volte propone scorciatoie che finiscono in sterrati privati. Conviene telefonare prima, sia per sapere se il posto è aperto sia per farsi confermare il percorso: il numero indicato dalla gestione è il 339 6601411.

Oasi di San Valentino a Gricilli - Pontinia (Latina)

Oasi di San Valentino a Gricilli, nel comune di Pontinia in provincia di Latina: le vasche di acqua sulfurea affiorano direttamente dal prato dell’area attrezzata, e il colore azzurro opaco dell’acqua è la prima cosa che si nota arrivando.

Dove si trova Oasi di San Valentino e come ci si arriva davvero

La geografia di questo angolo di pianura pontina merita qualche riga, perché spiega tutto il resto. Ci si trova in una fascia stretta compresa fra le ultime pendici dei monti Lepini e il corso del fiume Uffente, attraversata longitudinalmente dalla ferrovia Roma-Napoli e da una strada che la affianca. È il lembo di pianura che la bonifica degli anni Trenta ha prosciugato per ultimo, o meglio non ha prosciugato affatto, perché qui l’acqua non arrivava dal cielo ma dal basso: risaliva e risale tuttora dal sottosuolo carbonatico dei Lepini, e nessun canale di scolo poteva farci molto.

In auto da Roma

Il percorso più lineare parte dal Grande Raccordo Anulare e imbocca la via Pontina in direzione Latina. Superata Latina si prosegue verso Pontinia, poi si punta su Priverno e sull’abbazia di Fossanova, che è il riferimento più visibile di tutta la zona e compare sui cartelli molto prima dei Gricilli. La Strada dei Gricilli si stacca da lì e corre parallela alla ferrovia. In condizioni normali si contano fra i novanta e i cento minuti dal raccordo; nei fine settimana estivi la Pontina si carica di traffico diretto al mare e il tempo si allunga in modo difficile da prevedere, con code che si formano soprattutto fra Aprilia e Latina nel senso di marcia verso sud la mattina e nel senso opposto il tardo pomeriggio.

Un’alternativa che molti ignorano è arrivare dalla parte opposta, cioè dall’autostrada A1 uscendo a Frosinone e scendendo verso Priverno attraverso la valle dell’Amaseno. Si allungano i chilometri ma si evita del tutto la Pontina, e il tratto finale attraversa un paesaggio agricolo molto più bello di quello che si vede dalla statale. Chi viene da Napoli o dal basso Lazio trova questa via naturale e non ha ragione di prendere quella litoranea.

In treno

La stazione di riferimento è Priverno-Fossanova, sulla linea ferroviaria Roma-Napoli via Formia, servita dai treni regionali che collegano Roma Termini a Minturno e a Napoli. Dalla stazione all’area dei Gricilli la distanza si copre in pochi minuti di auto o in una ventina di minuti di bicicletta su strada pianeggiante, ma non esiste un servizio urbano che faccia da navetta e i taxi in stazione non sono sempre presenti. Chi non ha un mezzo proprio rischia di rimanere bloccato, e il consiglio pratico è organizzare il trasferimento in anticipo oppure portarsi la bici sul treno, che su questa linea è ammessa nelle carrozze attrezzate. La Strada dei Gricilli, pianeggiante e poco trafficata, si presta del resto benissimo alla bicicletta: da Priverno-Fossanova si chiude in una mattinata un anello che tocca l’abbazia, i laghetti e l’area attrezzata, con l’unica avvertenza che d’estate l’ombra lungo la strada è scarsa.

La sosta

All’interno del fondo privato la sosta è prevista e compresa nel trattamento di ingresso. Fuori, lungo la Strada dei Gricilli e sulle piazzole che affacciano sui laghetti, il parcheggio è spontaneo e nei fine settimana di luglio e agosto si satura presto, con auto lasciate sul ciglio erboso e passaggi resi complicati per i mezzi agricoli che qui lavorano tutto l’anno. Lasciare la macchina in modo da non ostruire gli accessi ai campi non è una cortesia opzionale: è la ragione per cui alcuni fondi della zona hanno progressivamente chiuso i loro passaggi al pubblico.

Che cosa è davvero Oasi di San Valentino: un fondo privato attrezzato, non una riserva

La formula è quella dell’area attrezzata privata a ingresso giornaliero. Si paga una quota a persona, si entra in un prato recintato, si sceglie dove sistemarsi e si resta per la giornata. Dentro il perimetro ci sono le vasche alimentate dall’acqua sulfurea, le zone d’ombra, i tavoli per il pranzo al sacco, un punto ristoro e i servizi. Chi vuole fermarsi oltre la giornata può farlo con tenda o camper, secondo le condizioni che la gestione comunica di volta in volta.

La cifra che circola da anni per l’ingresso è di dieci euro a persona. Le tariffe di un fondo privato cambiano di stagione, e la sola via seria per conoscerle prima di mettersi in macchina passa da una telefonata al 339 6601411. Vale la stessa raccomandazione per il calendario di apertura, che segue la stagione calda e le condizioni meteorologiche molto più che un orario pubblicato.

Chi arriva pensando a un ingresso libero resta spiazzato. Vale la pena ribaltare il ragionamento: dieci euro per una giornata intera in un prato con acqua termale a cielo aperto, ombra, tavoli e possibilità di cucinare non sono cari in assoluto; sembrano cari solo perché il paesaggio intorno è aperto e gratuito, e l’occhio fatica ad accettare che a pochi metri da una campagna liberamente percorribile ci sia un recinto con un cancello. La differenza la fanno le vasche: quelle sono dentro, e fuori non esiste un equivalente accessibile.

Che cosa aspettarsi concretamente

Il prato è il vero protagonista. Le vasche sono poche, di dimensioni contenute, e l’acqua che le riempie arriva direttamente dalla falda: opaca, di un azzurro lattiginoso che vira al verde secondo la luce, con l’odore inconfondibile dell’idrogeno solforato che si avverte prima ancora di vederle. La temperatura resta costante durante l’anno, e questo è il motivo per cui l’esperienza cambia radicalmente di stagione: in agosto l’acqua risulta rinfrescante rispetto all’aria, mentre in autunno la stessa acqua sembra tiepida.

Il resto è ordinario nel senso migliore del termine: tavoli, panche, barbecue, una struttura per il ristoro, bagni. Chi cerca una spa con percorsi guidati, accappatoi e trattamenti sbaglia indirizzo di parecchie decine di chilometri; per quello esistono gli stabilimenti termali attrezzati, e nel Lazio la referenza storica sono le sorgenti delle Acque Albule a Bagni di Tivoli, che con i Gricilli condividono la chimica sulfurea ma non certo l’ambientazione.

Il punto ristoro e la cucina

La struttura di ristoro ha una storia accidentata, di cui parlo più avanti nella parte dedicata agli avvenimenti. Ciò che conta per chi organizza una giornata è che il pranzo al sacco risulta pienamente previsto e anzi è la modalità più diffusa fra i frequentatori abituali, che arrivano la mattina con borse frigo, teli e sedie pieghevoli e ripartono al tramonto. Portarsi acqua potabile in quantità è una precauzione elementare: quella delle vasche è mineralizzata e solfata, e ovviamente non si beve.

Le vasche sulfuree di Oasi di San Valentino: che cosa si può fare e che cosa conviene sapere prima

Il bagno nelle vasche è la ragione per cui esiste questo posto, ed è anche la parte che richiede qualche avvertenza concreta. L’acqua contiene solfati, cloruri, anidride carbonica disciolta e composti dello zolfo: nella pianura pontina questa tipologia viene indicata storicamente come acqua albula, lo stesso termine che si usa a Tivoli. È un’acqua fortemente incrostante, che lascia depositi biancastri sulle superfici e sulle pietre a contatto prolungato, e che ha un odore acre riconoscibile da lontano.

L’odore

Merita un paragrafo a sé perché è la prima causa di sorpresa. L’idrogeno solforato ha l’odore che tutti associano alle uova marce, e a bassa concentrazione diventa il marchio di fabbrica di ogni sorgente sulfurea d’Italia. Dopo venti minuti il naso si adatta e smette di registrarlo; il costume e i teli, invece, non si adattano affatto e lo trattengono. Chi torna a casa in auto con l’abbigliamento bagnato chiuso in una borsa scopre la sera stessa quanto sia tenace. Un sacchetto separato e un cambio asciutto risolvono la questione.

Costume, gioielli e tessuti

Lo zolfo reagisce con l’argento e lo annerisce in modo rapido e visibile. Anelli, catenine e orecchini vanno tolti prima di entrare in acqua, senza eccezioni, e lo stesso vale per gli orologi con finiture chiare. I costumi bianchi o molto chiari tendono a ingrigirsi e talvolta a ingiallire in modo che il lavaggio non recupera del tutto: un costume scuro e già vissuto è la scelta ragionevole. I tessuti tecnici sintetici reggono meglio del cotone.

Quanto restare in acqua

Le acque mineralizzate non sono una vasca da bagno. La regola empirica che ogni stabilimento termale italiano applica è quella delle immersioni brevi e ripetute, con pause all’asciutto fra una e l’altra e abbondante idratazione. Chi ha problemi cardiovascolari, chi è in gravidanza e chi assume terapie deve sentire il proprio medico prima, esattamente come farebbe per una qualsiasi terma attrezzata, con l’aggravante che qui non esiste personale sanitario in loco.

I bambini

Il prato è un ambiente ideale per i bambini e le vasche sono poco profonde, ma l’acqua opaca riduce la visibilità a pochi centimetri e i bordi possono risultare scivolosi per via dei depositi minerali. La sorveglianza diretta non è delegabile. Le calzature da scoglio, quelle di gomma che si usano al mare, risolvono il problema dell’appoggio meglio di qualsiasi altra soluzione.

Oasi di San Valentino a Gricilli - Pontinia (Latina)
Oasi di San Valentino a Gricilli, Pontinia in provincia di Latina: la veduta d’insieme del fondo attrezzato, con il prato che scende verso le vasche e la barriera dei monti Lepini a chiudere l’orizzonte sul lato interno della pianura.

Una curiosità su Oasi di San Valentino

La curiosità riguarda il nome della località, non quello dell’area attrezzata. Gli abitanti dei paesi vicini non hanno mai chiamato questi specchi d’acqua Laghi dei Gricilli né Laghi del Vescovo: li chiamano Triciglia. È un toponimo popolare che non compare sulle carte ufficiali e che sopravvive solo nell’uso parlato di Sezze e Priverno. Chi chiede indicazioni a un anziano del posto usando i nomi delle mappe rischia di ricevere uno sguardo perplesso; chi dice Triciglia viene capito al primo colpo.

Il fatto che una manciata di laghetti abbia tre nomi diversi racconta parecchio della loro storia. Gricilli è il nome della strada e della località agricola nata con la bonifica. Laghi del Vescovo rimanda alla proprietà ecclesiastica storica di questi terreni, in una zona dove la diocesi di Terracina, Priverno e Sezze ha esercitato per secoli diritti fondiari. Triciglia è invece il nome che veniva prima di tutti gli altri, quello dei pastori e dei contadini che frequentavano le pozze quando la pianura intorno era ancora palude.

Nella toponomastica ufficiale della Regione Lazio l’area compare come geosito numero 50 del sistema idrogeologico dei Lepini, e come sito di importanza comunitaria con il codice IT6040003. Tre nomi popolari e due codici tecnici per quattro pozze e qualche ettaro di prato: raramente un luogo tanto piccolo ha accumulato tante denominazioni.

I laghi dei Gricilli intorno all’Oasi: San Carlo, Laghi del Vescovo, Mazzocchio

Attorno all’area attrezzata si dispone un sistema di specchi d’acqua che vale la pena conoscere, perché è la ragione geologica per cui esiste anche l’acqua sulfurea delle vasche. Arrivando da Priverno il primo che si incontra è il Lago di San Carlo, circolare, con un diametro dell’ordine degli ottanta metri, isolato rispetto agli altri.

Scendendo verso sud si trova il gruppo principale, quello propriamente detto Laghi del Vescovo: quattro specchi d’acqua, dei quali tre sulfurei e uno di acqua dolce. I tre sulfurei si riconoscono al primo sguardo per un colore celeste innaturale, quasi lattiginoso, che non ha nulla a che vedere con il verde delle acque di pianura; nella letteratura locale compaiono con i nomi di Lago Bianco, Lago Verde e Lago Piccolo. Il quarto, di acqua dolce, viene chiamato Lago Nero e si riconosce oltre che dal colore anche dalla forma, che disegna un otto piuttosto netto visto dall’alto.

Ancora più a sud, in una posizione che lo rende praticamente invisibile dalla strada, si trova il Lago Mazzocchio, circondato da canneti alti e da un bosco di eucalipti piantato in epoca di bonifica. È alimentato dalle acque di un canale che, dopo un impianto idrovoro, si ricongiunge più avanti con il fiume Uffente. Chi passa in auto lungo la strada non lo vede affatto e molte guide lo citano senza averlo mai visto.

Le dimensioni, e perché le fonti non coincidono

Qui conviene essere espliciti, perché i numeri in circolazione divergono. Le schede divulgative locali riportano per il lago a forma di otto una lunghezza massima intorno ai centocinquanta metri e una profondità di circa diciotto metri. Gli studi tecnici sui fenomeni di sprofondamento della pianura pontina raccolti dall’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale descrivono invece contorni sub-circolari con diametri che raggiungono i centoventi-centotrenta metri e profondità medie comprese fra i dieci e i quindici metri. Le due misure non si contraddicono necessariamente, perché una riguarda la lunghezza complessiva di uno specchio bilobato e l’altra il diametro medio delle singole conche; restano comunque ordini di grandezza da prendere per quello che sono, cioè stime.

Un dato su cui le fonti concordano è la quota: i laghi si trovano a livelli prossimi al mare, con fondali che in alcuni punti scendono sotto lo zero. La pianura bonificata intorno si colloca a pochi metri sul livello del mare, e questo spiega perché il sistema idraulico dell’Agro Pontino dipenda ancora oggi da impianti di sollevamento meccanico.

Come si sono formati

Non sono laghi vulcanici e non sono laghi di sbarramento. Sono sinkhole, cioè voragini prodotte da sprofondamenti improvvisi del suolo. Il meccanismo che gli studi ricostruiscono combina più fattori: la subsidenza progressiva della pianura, la presenza in profondità di rocce carbonatiche fratturate che continuano il massiccio dei Lepini, una circolazione idrica sotterranea attiva e manifestazioni idrotermali che risalgono lungo le faglie. La letteratura tecnica descrive due circuiti distinti, uno carsico e uno idrotermale, e attribuisce la genesi delle conche a un fenomeno di carsismo geotermico controllato da dislocazioni tettoniche ancora attive nel Quaternario.

Che il processo sia tuttora in corso lo dimostra un episodio documentato: nell’aprile del 1991 la zona registrò cedimenti del suolo con abbassamenti variabili, in alcuni punti inferiori al metro e in altri vicini ai due metri, accompagnati da fratture inclinate. Non è un paesaggio fossile: il terreno si muove ancora.

Laghi dei Gricilli (Laghi del Vescovo) - Pontinia (Latina)
Laghi dei Gricilli, noti anche come Laghi del Vescovo e chiamati Triciglia dagli abitanti di Sezze e Priverno, nel territorio di Pontinia in provincia di Latina: il colore celeste lattiginoso segnala le conche sulfuree, mentre le acque dolci virano al verde scuro.

Una cosa che non ti dice nessuno su Oasi di San Valentino

Le zanzare. Nessuna pagina turistica lo scrive, e dovrebbe essere la prima riga. Ci si trova in una zona umida residua nel cuore di una pianura bonificata, con canneti, specchi d’acqua ferma e prati irrigui: il quadro perfetto per una popolazione di ditteri che dal tramonto in poi diventa la variabile dominante di qualsiasi programma. In giugno, luglio e agosto le ore che vanno dal calare del sole in avanti richiedono repellente, maniche lunghe e un minimo di organizzazione, altrimenti la giornata finisce prima del previsto.

C’è un motivo storico dietro questa banalità pratica, ed è un motivo pesante. L’Agro Pontino è stato per secoli il territorio malarico per eccellenza dello Stato Pontificio, e la bonifica integrale degli anni Trenta nacque per eliminare proprio l’acqua stagnante che alimentava il ciclo del parassita. La malaria in Italia è stata dichiarata eradicata nel 1970 e il rischio sanitario odierno è nullo; il fastidio, invece, è rimasto identico. I Gricilli sopravvivono come lembo di quel paesaggio anfibio che la bonifica ha cancellato altrove, e le zanzare sopravvivono con loro.

La seconda riguarda la copertura di rete. In questa piega di pianura, con i Lepini a fare da schermo su un lato, il segnale telefonico risulta discontinuo e in alcuni punti assente. Chi conta di usare il navigatore per l’ultimo chilometro o di cercare online il numero di telefono una volta arrivato può trovarsi senza strumenti: meglio salvare le indicazioni e il contatto prima di partire.

Il consiglio che ti do per visitare Oasi di San Valentino

Il consiglio è uno solo e va contro l’istinto della maggioranza: venite qui fuori dalla stagione balneare, in una giornata tiepida di maggio, di settembre o di inizio ottobre, e trattate la giornata come una gita nella pianura pontina di cui le vasche sono una tappa e non l’unico scopo.

Le ragioni sono tre e nessuna è sentimentale. La prima è la temperatura dell’acqua, che resta pressoché costante tutto l’anno intorno ai venti gradi: in agosto, con quaranta gradi d’aria, quell’acqua è semplicemente fresca e la sensazione termale svanisce; a ottobre, con quindici gradi d’aria, la stessa acqua diventa una vasca tiepida e l’esperienza cambia di segno. La seconda sono le zanzare, che fuori dai mesi caldi calano drasticamente. La terza è l’affollamento: nei fine settimana estivi il prato e le piazzole lungo la strada si riempiono, mentre in bassa stagione si può passare un pomeriggio intero con una decina di persone in tutto.

Come costruire la giornata

Partenza da Roma presto, prima tappa all’abbazia di Fossanova, che è uno dei complessi cistercensi meglio conservati d’Italia e si trova a pochi minuti dai laghetti. Seconda tappa all’area attrezzata per il bagno e il pranzo, con calma, senza fretta di ripartire. Nel pomeriggio, risalita verso uno dei borghi dei Lepini: Sezze e Priverno sono i più vicini, ma con mezz’ora in più si arriva a Sermoneta, Bassiano, Norma o Cori, e il contrasto fra la pianura a livello del mare e i paesi appollaiati sulla roccia è il vero spettacolo di questa provincia.

Che cosa mettere in borsa

Un costume scuro e sacrificabile, un secondo costume asciutto, un sacchetto impermeabile per il bagnato, calzature di gomma, un telo che non vi dispiaccia macchiare, repellente per zanzare, acqua potabile abbondante, un cappello. I gioielli in argento restano a casa. Se il programma prevede il pranzo al sacco, una borsa frigo seria: in questa pianura, a luglio, il sole non perdona.

Fontana di Muro, il verde e la zona tutelata intorno all’Oasi

A poche centinaia di metri dall’area attrezzata si trova Fontana di Muro, una sorgente che sgorga in un piccolo specchio d’acqua dolce di limpidezza notevole, tanto più sorprendente se confrontata con l’opacità lattiginosa delle pozze sulfuree a poca distanza. È il luogo che chiunque abbia vissuto qui da bambino ricorda per primo, ed è anche il cuore dell’unica porzione di territorio del comune di Pontinia riconosciuta come sito di importanza comunitaria e zona di protezione speciale.

Il nome storico che compare nei documenti più antichi è Fontana Muro, e la tradizione locale racconta un uso che oggi suona remoto: durante la transumanza stagionale fra i pascoli di montagna e quelli di pianura, le acque di questa sorgente venivano impiegate per medicare le ferite degli animali e per sbiancare la lana. Sono usi coerenti con la chimica del posto, perché lo zolfo ha proprietà antisettiche note da sempre alla pastorizia, e collocano questi specchi d’acqua dentro una storia economica precisa, quella dei tratturi che collegavano l’Abruzzo e i Lepini alla pianura pontina.

Gli habitat riconosciuti

La documentazione che accompagna la proposta di tutela elenca quattro tipologie di habitat di interesse comunitario: praterie umide mediterranee ad alte erbe, acque oligomesotrofe calcaree con vegetazione a Chara, laghi eutrofici naturali e acque oligotrofe a bassissimo contenuto minerale. Detto in modo comprensibile, in uno spazio di pochi ettari convivono ambienti acquatici chimicamente opposti, dalle acque ricchissime di sali a quelle quasi prive di minerali, e questa compresenza è precisamente ciò che rende il sito raro.

Le specie

Fra le specie citate nelle schede di tutela compaiono il martin pescatore, la testuggine palustre europea, e due pesci di acqua dolce della fauna italiana, il rovella e il cobite. Sul fronte botanico vengono segnalate ninfee, felci, orchidee spontanee e vegetazione palustre specializzata. Non è un elenco da grande parco nazionale, ed è proprio questo il punto: si tratta di popolazioni piccole, isolate, sopravvissute in un fazzoletto di terra in mezzo a una pianura interamente agricola, e per questo fragili in modo sproporzionato rispetto alle loro dimensioni.

Chi arriva con un binocolo e un minimo di pazienza, in una mattina di primavera, ha buone probabilità di vedere qualcosa. Chi arriva a mezzogiorno di un sabato di agosto vedrà soprattutto altre persone. La differenza fra le due esperienze è enorme e dipende interamente dall’orario scelto.

Una tutela ancora fragile

Il riconoscimento europeo come sito di importanza comunitaria e zona di protezione speciale esiste da anni, e da altrettanti anni gli osservatori locali segnalano che non si è tradotto in una gestione operativa sul terreno: la proposta di istituire un monumento naturale è stata avanzata e non ha trovato compimento. Nelle cronache e nelle segnalazioni dei gruppi ambientalisti di Pontinia ricorrono le stesse voci: rifiuti abbandonati, alterazioni della vegetazione ripariale, fuochi accesi in prossimità della sorgente, accessi non regolati. Questo spiega perché una parte dei terreni intorno sia stata recintata dai proprietari, e perché l’esistenza stessa di un’area attrezzata a pagamento vada letta anche come una forma di controllo degli ingressi.

Fontana di Muro - Gricilli - Pontinia
Fontana di Muro ai Gricilli, nel comune di Pontinia: la sorgente di acqua dolce limpidissima che dà il nome storico di Fontana Muro, cuore dell’area riconosciuta come sito di importanza comunitaria IT6040003 e zona di protezione speciale.

Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato

Il fatto risaputo è che i Gricilli sono uno degli ultimissimi frammenti di paesaggio pre-bonifica rimasti nell’Agro Pontino. Lo si legge in ogni scheda e lo si ripete senza pensarci. Ciò che quasi nessuno aggiunge è il confronto quantitativo, e il confronto è impressionante.

Prima degli anni Trenta la pianura pontina era una distesa palustre di decine di migliaia di ettari, un sistema continuo di acquitrini, canneti e boschi igrofili che dal mare risaliva fino alle pendici dei Lepini. La bonifica integrale la trasformò in pochi anni in un territorio agricolo drenato da centinaia di chilometri di canali e mantenuto asciutto da impianti idrovori che funzionano ancora oggi e senza i quali larga parte dell’Agro tornerebbe sott’acqua. Di quell’ambiente originario restano oggi tre testimonianze significative: i Gricilli, le zone umide interne al Parco Nazionale del Circeo con l’area del Pantanello, e il sistema sorgivo di Ninfa. Da decine di migliaia di ettari a poche decine: questo è il rapporto reale.

C’è un secondo fatto, altrettanto risaputo fra gli specialisti e quasi mai citato altrove: la compresenza in uno spazio così ristretto di acque solfuree e di acque dolci è una rarità che in questa regione si ritrova solo in due altri contesti, la piana di San Vittorino presso Cotilia, nel Reatino, e in parte la zona di Tivoli con il sistema delle Acque Albule. Tre località in tutto il Lazio. Il valore dei Gricilli non è paesaggistico nel senso della cartolina: è geochimico, e sta scritto nella tavolozza di colori che si vede dalla strada, con pozze celesti e pozze verdi a cinquanta metri l’una dall’altra.

Il terzo elemento poco citato riguarda il regime termico. L’acqua che alimenta le vasche mantiene una temperatura sostanzialmente costante intorno ai venti gradi tutto l’anno, perché proviene da un circuito profondo e non risente della stagione. Significa che d’inverno, quando l’aria scende sotto i dieci gradi, dagli specchi d’acqua si alza vapore. Chi passa lungo la Strada dei Gricilli in una mattina di gennaio, con la brina sui campi e il fumo che sale dalle pozze celesti, vede la cosa più bella che questo posto sappia offrire, e la vede senza pagare niente e senza incontrare nessuno.

La foto giusta da fare a Oasi di San Valentino

La foto giusta non è quella della vasca vista da bordo prato con le persone dentro: viene sempre piatta, l’acqua perde il colore e il risultato somiglia a una piscina trascurata. La foto giusta punta sul colore dell’acqua contro il verde del prato e il grigio dei Lepini, e richiede tre condizioni precise.

L’ora

La prima è l’ora. Il celeste lattiginoso delle acque sulfuree è un colore da luce radente: si accende nella prima mattina e nell’ora che precede il tramonto, mentre a mezzogiorno il sole a picco lo appiattisce e lo sbianca. La mattina presto, inoltre, la superficie risulta immobile e restituisce il riflesso della barriera montuosa.

L’angolo

La seconda è l’angolo. Bisogna abbassarsi, portare la macchina o il telefono a pochi centimetri dal pelo dell’acqua e includere nell’inquadratura tre fasce orizzontali: l’acqua celeste in primo piano, la fascia verde del prato e dei canneti al centro, il profilo dei monti Lepini in alto. È una composizione elementare che funziona sempre, perché sfrutta il contrasto cromatico che costituisce l’identità visiva del posto.

Il filtro

La terza è tecnica: un filtro polarizzatore cambia radicalmente il risultato. Riducendo i riflessi sulla superficie, lascia emergere la sospensione minerale che dà all’acqua quel colore, e restituisce una saturazione che a occhio nudo si percepisce ma che il sensore da solo non registra.

La foto che nessuno fa

E poi c’è la fotografia che quasi nessuno porta a casa, perché richiede di venire nel mese sbagliato: il vapore che sale dagli specchi d’acqua in una mattina fredda d’inverno, controluce, con il sole basso che attraversa la nebbia. Servono una giornata serena di gennaio, una partenza da Roma prima dell’alba e la disponibilità ad avere freddo per un’ora. In cambio si ottiene un’immagine che non somiglia a nessun’altra fotografia della pianura pontina.

Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia

Un luogo di quattro pozze e un prato sembra senza storia, e invece la sua vicenda coincide con quella dell’intera pianura intorno. Vale la pena metterla in fila, perché ogni passaggio ha lasciato un segno visibile ancora oggi.

La lunga età della palude

Per secoli questa fascia di pianura è stata terra di paludi e di malaria, il territorio che i papi tentarono a più riprese di prosciugare senza riuscirci in modo stabile. In quel contesto i Gricilli non erano un’anomalia ma la normalità: acqua ferma, canneti, pascolo stagionale. La proprietà ecclesiastica dei terreni, all’origine del nome Laghi del Vescovo, appartiene a questa lunghissima fase, durante la quale la frequentazione umana era legata alla pastorizia e alla transumanza più che all’agricoltura stanziale.

La bonifica degli anni Trenta

La bonifica integrale dell’Agro Pontino è l’avvenimento che ha ridisegnato il paesaggio in cui l’area si trova. In pochi anni la palude venne drenata da una rete di canali, vennero fondate le città nuove della pianura e arrivarono migliaia di coloni dal Veneto e dal Friuli, il cui accento ancora oggi si riconosce nei cognomi e nella parlata di questi paesi. Pontinia, il comune a cui i Gricilli appartengono amministrativamente, nacque in quella stagione, alla metà degli anni Trenta, come centro agricolo di nuova fondazione. La conseguenza per il nostro angolo di territorio fu paradossale: l’acqua che qui risaliva dal sottosuolo non si poteva drenare, e così un frammento del vecchio paesaggio sopravvisse proprio grazie alla propria irriducibilità idraulica.

Il 1970 e la fine della malaria

La malaria venne dichiarata eradicata in Italia nel 1970. Per l’Agro Pontino fu la chiusura di un capitolo lungo duemila anni, e per i Gricilli il momento in cui le pozze poterono smettere di essere percepite come una minaccia sanitaria e cominciare a essere viste come una risorsa. La frequentazione balneare delle acque sulfuree, con i primi bagni informali e poi con le prime forme di gestione organizzata, appartiene ai decenni successivi.

L’aprile 1991

Nell’aprile del 1991 la zona fu interessata da cedimenti del terreno documentati negli studi sui fenomeni di sprofondamento della pianura pontina: abbassamenti del suolo che in alcuni punti si mantennero sotto il metro e in altri si avvicinarono ai due metri, con fratture nel terreno a inclinazioni marcate. È l’episodio che più di ogni altro dimostra che questi laghi non sono un residuo inerte ma il risultato di un processo geologico tuttora attivo, e che un sinkhole non è un evento del passato remoto.

Il riconoscimento europeo e il geosito

L’area è stata inserita nella rete europea dei siti di importanza comunitaria con il codice IT6040003 e classificata come zona di protezione speciale. La normativa regionale del Lazio sulle aree naturali protette, con la legge regionale numero 29 del 1997, ha incluso il sito fra i geositi del sistema idrogeologico dei monti Lepini, con il numero 50. Attorno a questi atti si è sviluppata negli anni una proposta di istituzione di un monumento naturale, sostenuta da gruppi ambientalisti locali, che non ha finora raggiunto il traguardo.

Il 27 settembre 2020

Il pomeriggio del 27 settembre 2020 un incendio distrusse la struttura del ristorante dell’Oasi di San Valentino, su via dei Gricilli nel territorio di Pontinia a ridosso del confine con Priverno. I soccorsi intervennero nel primo pomeriggio e lavorarono per ore; il locale era chiuso e non ci furono feriti. L’ipotesi prevalente riportata dalla cronaca collegò l’innesco a un fulmine caduto durante il temporale che in quelle ore attraversava la zona. È un episodio che vale la pena tenere presente: la ricettività di questo posto ha conosciuto interruzioni e riaperture, e una telefonata preventiva resta la sola verifica affidabile sullo stato dei servizi.

Laghi dei Gricilli
La mappa dei Laghi dei Gricilli fra Sezze, Priverno e Pontinia: si riconoscono il lago circolare di San Carlo a nord, il gruppo dei Laghi del Vescovo al centro con il bacino a forma di otto, e più a sud il Lago Mazzocchio nascosto dai canneti e dagli eucalipti.

Chi è passato da Oasi di San Valentino

Chi si aspetta un elenco di celebrità resterà deluso, e va detto senza giri di parole: la cronaca locale e la letteratura disponibile su questo luogo non registrano nomi famosi. Il valore di questo posto non è mondano. Le persone che davvero lo hanno attraversato lasciando un segno sono altre, e raccontarle è più interessante.

I pastori della transumanza

I primi frequentatori documentati dalla tradizione locale sono i pastori che scendevano dai pascoli montani verso la pianura e che usavano l’acqua della sorgente di Fontana Muro per medicare le ferite degli animali e per sbiancare la lana. È un uso che collega questi specchi d’acqua a un’economia pastorale durata secoli, e che spiega perché un luogo apparentemente marginale fosse perfettamente noto a chi lavorava sul territorio molto prima che comparisse su qualsiasi guida.

La proprietà ecclesiastica

Il nome Laghi del Vescovo non è decorativo: rimanda alla proprietà fondiaria della diocesi in una zona dove i beni ecclesiastici hanno rappresentato per secoli una quota rilevante della terra. Dietro quel toponimo si intravede una lunga sequenza di amministratori, affittuari e massari, gente il cui nome non compare nei libri ma che ha determinato la destinazione d’uso di questi terreni per generazioni.

I coloni della bonifica

Le famiglie venete e friulane arrivate negli anni Trenta per popolare le città nuove dell’Agro Pontino sono i protagonisti della trasformazione più radicale che questa pianura abbia mai conosciuto. I loro discendenti abitano oggi Pontinia e i centri vicini, e sono in buona parte loro i frequentatori abituali dei laghetti, quelli che chiamano Triciglia gli specchi d’acqua e sanno esattamente quale pozza ha il fondo migliore.

I geologi

Fra coloro che hanno passato qui più ore di chiunque altro ci sono i ricercatori che hanno studiato i fenomeni di sprofondamento della pianura pontina. I laghi del Vescovo compaiono nella letteratura tecnica sui sinkhole italiani con misure, sezioni e ricostruzioni dei circuiti idrici profondi. Senza quel lavoro, questo posto sarebbe soltanto un gruppo di pozze colorate; grazie a quel lavoro si sa perché sono colorate e come si sono formate.

Gli ambientalisti di Pontinia

L’ultima categoria è quella dei gruppi locali che da anni documentano fotograficamente lo stato del sito, ne denunciano il degrado e ne chiedono la tutela effettiva. Buona parte delle immagini e delle informazioni che circolano su Fontana di Muro e sui Laghi del Vescovo esiste perché qualcuno del posto è andato a fotografare la sorgente anno dopo anno. È una forma di presenza meno spettacolare di un nome famoso e molto più utile.

Quando andare a Oasi di San Valentino e quando evitarla

Il calendario di questo posto non somiglia a quello di una spiaggia, e trattarlo come tale porta quasi sempre alla giornata sbagliata.

Primavera, la stagione migliore

Aprile, maggio e la prima metà di giugno sono il periodo d’oro. I prati sono verdi, la vegetazione palustre è nel pieno del ciclo, gli uccelli si vedono, le zanzare non hanno ancora raggiunto le densità estive e le temperature dell’aria permettono di stare in acqua senza avere freddo all’uscita. È anche il momento in cui il contrasto cromatico fra le pozze celesti e la campagna funziona al massimo. Lo svantaggio è che la gestione dell’area attrezzata segue la stagione calda, e in aprile i servizi possono non essere ancora avviati: la telefonata preventiva vale doppio.

Estate, la stagione affollata

Luglio e agosto sono i mesi in cui il posto lavora davvero e in cui è quasi certamente aperto, ma anche quelli in cui offre meno. Il caldo della pianura pontina nelle ore centrali risulta pesante, l’ombra naturale è limitata, le zanzare dal tramonto in poi diventano un problema serio e i fine settimana portano un affollamento che cambia la natura del luogo. Chi non ha alternative faccia almeno una cosa: arrivare all’apertura, non a mezzogiorno.

Settembre e ottobre, la stagione intelligente

Dalla seconda metà di settembre fino a metà ottobre le condizioni tornano ottimali. L’aria si addolcisce, l’acqua mantiene la propria temperatura costante e quindi risulta più calda in rapporto all’ambiente, gli insetti calano, i visitatori quasi spariscono. È la finestra che consiglio a chi vuole capire perché questo posto abbia una reputazione, e non semplicemente verificare che esista.

Inverno

Da novembre a marzo l’area attrezzata è con ogni probabilità chiusa e il bagno non è nelle cose. Resta però la stagione più bella per percorrere la Strada dei Gricilli, guardare i laghi da fuori e fotografare il vapore che sale dall’acqua nelle mattine fredde. Chi ha un interesse naturalistico o fotografico trova in gennaio e febbraio condizioni che nessun altro mese offre. Il fondo delle piazzole laterali, dopo giorni di pioggia, diventa però fangoso e le auto basse rischiano di impantanarsi.

Cosa c’è intorno a Oasi di San Valentino

La zona dei Gricilli funziona molto meglio come centro di una giornata articolata che come meta unica. Nel raggio di mezz’ora di auto si trova una densità di cose da vedere che pochi altri punti del Lazio meridionale possono vantare.

L’abbazia di Fossanova

È il monumento più importante nelle immediate vicinanze e il riferimento stradale di tutta la zona. Complesso cistercense fra i meglio conservati d’Italia, con chiesa, chiostro, sala capitolare e foresteria, si raggiunge dai laghetti in pochi minuti. Chi programma la giornata dovrebbe metterla al mattino, prima del bagno, quando la luce dentro la chiesa è migliore e i gruppi sono ancora pochi.

Priverno e Sezze

Priverno conserva un centro storico medievale raccolto intorno alla piazza del Municipio e ospita i musei cittadini, fra cui quello archeologico legato al sito della Privernum romana. Sezze, arroccata più in alto sul versante lepino, offre una vista sulla pianura bonificata che da sola giustifica la salita: da lassù si capisce a colpo d’occhio la geometria della bonifica, con i canali e i poderi disegnati a squadra fino al mare.

I borghi dei Lepini

Alle spalle si apre il Parco Naturale dei Monti Lepini con la sua sequenza di paesi in quota. Sermoneta con il castello Caetani, Bassiano con le sue mura e la tradizione del prosciutto, Norma affacciata sul vuoto sopra la pianura, Cori con il tempio d’Ercole. Sono tutti raggiungibili in meno di un’ora dai Gricilli e offrono il contrappunto perfetto a una mattinata passata a livello del mare.

Il Giardino di Ninfa

Il Giardino di Ninfa nasce dallo stesso fenomeno idrogeologico dei Gricilli, cioè dalle acque dei Lepini che riaffiorano alla base del massiccio, e ne rappresenta la versione monumentale e coltivata. Visitarlo nella stessa giornata dei laghetti sulfurei significa vedere due esiti opposti della medesima causa geologica. L’accesso è regolato da aperture in date stabilite e da prenotazione, e va organizzato con anticipo.

Il mare e le zone umide costiere

Dai Gricilli la costa si raggiunge in una mezz’ora abbondante. Terracina con il tempio di Giove Anxur, la spiaggia di Torre Paola sotto il promontorio, il Parco Nazionale del Circeo con i laghi costieri, fra cui il Lago di Fogliano, e più a nord il Lido di Latina. Chi vuole capire la vicenda della bonifica trova a Latina il Museo della Terra Pontina, che racconta con oggetti e documenti la trasformazione di questa pianura.

Domande veloci su Oasi di San Valentino

Si paga per entrare a Oasi di San Valentino?

Sì, si tratta di un fondo privato con ingresso giornaliero a persona. La cifra che circola da tempo è di dieci euro; le tariffe e le condizioni vanno confermate telefonando alla gestione al 339 6601411.

L’acqua è calda come in una terma?

No. Le acque di questo sistema mantengono una temperatura costante intorno ai venti gradi durante tutto l’anno. In estate risultano fresche rispetto all’aria, in autunno e in inverno risultano tiepide. Non esiste alcun riscaldamento artificiale.

Si può fare il bagno gratis nei laghi dei Gricilli?

I laghi che si vedono dalla Strada dei Gricilli fanno parte di un sito tutelato a livello europeo e in gran parte insistono su terreni privati. Le vasche accessibili in modo regolato e attrezzato sono quelle interne al fondo a pagamento. Trattare la zona come una spiaggia libera è il modo più rapido per far chiudere anche gli ultimi accessi.

Ci si arriva senza auto?

In treno si scende a Priverno-Fossanova sulla linea Roma-Napoli via Formia, ma dalla stazione all’area serve ancora un trasferimento: taxi, un passaggio o la bicicletta. Non esiste un collegamento pubblico dedicato.

Si può campeggiare?

La gestione prevede la possibilità di fermarsi con tenda o camper. Condizioni, periodi e tariffe vanno chiesti direttamente al numero indicato, perché sono soggetti a variazioni stagionali.

Ci sono zanzare?

Sì, e in quantità significative nei mesi caldi dal tramonto in poi. Ci si trova in una zona umida residua: repellente e maniche lunghe fanno parte dell’attrezzatura di base da giugno a settembre.

L’acqua sulfurea rovina il costume?

Può ingrigire e ingiallire i tessuti chiari e annerisce rapidamente l’argento. Costume scuro, niente gioielli, e un sacchetto separato per riportare a casa il bagnato.

È adatto ai bambini?

Il prato e le vasche poco profonde funzionano bene con i bambini, ma l’acqua è opaca e i bordi possono risultare scivolosi per i depositi minerali: la sorveglianza deve essere costante e le calzature di gomma aiutano parecchio.

Qual è la differenza fra Oasi di San Valentino e Fontana di Muro?

Fontana di Muro è la sorgente di acqua dolce limpidissima che si trova nel parco dei Laghi dei Gricilli, dentro l’area riconosciuta come sito di importanza comunitaria. Oasi di San Valentino è il fondo privato attrezzato con le vasche di acqua sulfurea. Si trovano a poca distanza, appartengono allo stesso sistema idrogeologico e hanno chimica, colore e regime di accesso completamente diversi.

Il mio giudizio, dopo molte giornate passate ad accompagnare gruppi fra i Lepini e la pianura pontina, è che Oasi di San Valentino vada presa per quello che è: un fondo privato in un luogo geologicamente straordinario, non un impianto termale e non una riserva naturale. Chi arriva pretendendo un servizio da stabilimento resta deluso; chi arriva per stare una giornata con i piedi in un’acqua che viene dal cuore dei monti Lepini, in un prato ai margini dell’ultima palude sopravvissuta dell’Agro Pontino, porta a casa una delle giornate meno prevedibili che questa provincia sappia offrire. La chiave è la stagione: venite in maggio o in ottobre e capirete; venite a Ferragosto e vi chiederete perché ne parlano tutti.

Articolo scritto dalla redazione di TourLeaderPro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P. Per una giornata organizzata fra i laghi dei Gricilli, l’abbazia di Fossanova e i borghi dei monti Lepini, con accompagnatore turistico abilitato, si parte dalla pagina contatti di TourLeaderPro; i tour operator che costruiscono itinerari nel Lazio meridionale e nell’Agro Pontino trovano invece il servizio di consulenza nella sezione dedicata ai tour operator.

Prepari un viaggio a Roma? Le guide in inglese per visitare la città sono su ItalyPlanner.com. Per chi ragiona in giornate fuori città c’è la guida alle migliori gite di un giorno da Roma, mentre chi cerca acqua e natura senza stabilimenti trova utile anche la guida alle spiagge libere in Italia.

RiassuntoOasi di San Valentino - Str. dei Gricilli, 04014 Pontinia LT
TagsGricilliOasi di Gricillioasi di pontiniaOasi di San ValentinoParco naturaleRiserva naturaleTermeterme di Gricilliterme di pontiniavasche di acqua sulfurea

Contact Information

IndirizzoStr. dei Gricilli, 04014 Pontinia LT 60
Telefono3396601411
🎫✦ Più attrazioni

Roma Tourist Card: più attrazioni in un biglietto

Se in questi giorni vedi Colosseo, Vaticano e altro, il pacchetto unico conviene rispetto ai biglietti sciolti.

★★★★★✓ Conferma immediataBiglietto sul telefono
🚌✦ Sali e scendi

Bus hop-on hop-off: giro di Roma

Sali e scendi dove vuoi. Con questo caldo, spostarsi seduti tra una tappa e l'altra cambia la giornata.

★★★★★✓ Conferma immediataBiglietto sul telefono
🛏️✦ Hotel

Dove dormire a Roma: confronta gli hotel

Scegli la zona giusta e confronta i prezzi: su molte strutture la cancellazione è flessibile.

★★★★★✓ Tante strutture con cancellazione flessibilePrezzi al checkout
Cerca hotel a Roma →
🚐✦ Transfer

Transfer dall aeroporto al centro

Un autista ti aspetta a Fiumicino o Ciampino: prezzo concordato prima e nessuna coda ai taxi.

★★★★★✓ Prezzo concordato in anticipoAutista che ti aspetta in aeroporto
🚗✦ Auto

Noleggio auto a Roma e dintorni

Serve se vuoi uscire dalla città: Castelli Romani, Tivoli, il mare di Ostia e Sperlonga.

★★★★★✓ Confronto tra più fornitoriRitiro in aeroporto o in città
Confronta i noleggi →
✈️✦ Voli

Voli per Roma: cerca le tariffe

Compagnia low cost con voli diretti su Fiumicino: guarda date e tariffe.

★★★★★✓ Voli diretti low costAndata e ritorno o solo andata
Cerca voli per Roma →
🔎✦ Voli

Confronta tutte le compagnie per Roma

Comparatore su piu compagnie: sposta le date di un giorno e spesso il prezzo cambia parecchio.

★★★★★✓ Confronto tra piu compagnieDate flessibili
Confronta i voli →