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Porta Metronia

Porta Metronia si guarda gratis dalla strada, in piazza di Porta Metronia, nel tratto delle Mura aureliane fra San Giovanni in Laterano e Porta Latina. Non ha biglietteria, non ha orari e dentro non si entra. L'arco antico è murato dal XII secolo, e i fornici che oggi attraversano le auto sono aperture del Novecento. Il portale turistico di Roma Capitale indica come gestore la Sovrintendenza Capitolina, con il contact center 060608 per le informazioni.

È una porta minore, una posterula, cioè un passaggio secondario verso il colle del Celio: un solo arco senza ornamenti, tagliato direttamente nel muro di mattoni. Nel 1122 papa Callisto II la trasformò nel varco della marrana, il corso d'acqua artificiale chiamato Acqua Mariana. Sulla parete interna restano due lapidi, una del 1157 con i nomi dei senatori del comune romano e una del 1579. Il resto è un tratto di mura fra i più integri della cinta.

Dati riscontrati il 29 settembre 2026 sul portale turistico di Roma Capitale, sul Museo virtuale delle Mura di Roma curato da Roma Capitale, sulle pagine della Sovrintendenza Capitolina e sui comunicati di Roma Capitale sulla linea C della metropolitana. La porta si guarda senza prenotare niente. Si prenotano soltanto gli itinerari gratuiti che la Sovrintendenza organizza di tanto in tanto lungo le mura, con ritrovo proprio in questa piazza, e le visite ai monumenti vicini che le prevedono.

Porta Metronia e il tratto di Mura Aureliane vicino
Porta Metronia e il tratto di Mura Aureliane lungo viale Metronio. Foto di Gustavo La Pizza, licenza CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons.

In breve: indirizzo, orari, biglietto

  • Dove: piazza di Porta Metronia, Roma, nel tratto delle Mura aureliane fra Porta Asinaria e Porta Latina.
  • Gestore: Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, che cura le mura urbane di Roma.
  • Come si entra: non si entra. L'arco antico è murato e si guarda dal lato interno delle mura, dalla piazza.
  • Prezzo: gratis, senza prenotazione.
  • Orari: nessuno. La porta è visibile a qualsiasi ora dalla strada.
  • Come si arriva: linea C della metropolitana, stazione Porta Metronia in piazzale Ipponio, aperta il 16 dicembre 2025.
  • Informazioni: contact center di Roma Capitale 060608. Il gestore non pubblica indicazioni sull'accessibilità del luogo.

Dove si trova e che cosa si vede davvero

Piazza di Porta Metronia è un grande incrocio alberato ai piedi del Celio, fra il quartiere di San Giovanni e l'Appio Latino. Chi arriva qui per la prima volta vede soprattutto traffico: auto, autobus, semafori, e i grandi fornici moderni aperti nel muro per far passare le strade. La porta vera non è nessuno di quei varchi. È un arco più piccolo e più alto, chiuso da secoli, alla base di una torre che sporge verso l'interno della città.

Il pezzo antico si riconosce se si sa che cosa cercare. Il Museo virtuale delle Mura di Roma lo descrive come un unico arco senza decorazioni, e la voce enciclopedica sulla porta aggiunge che non ha stipiti né architrave: è un semplice arco di mattoni. Dal lato della città l'arco si trova oggi circa un metro sopra il livello della strada. È murato, e proprio per questo si nota poco fra le aperture moderne.

La torre che ospita l'arco è un'aggiunta dell'inizio del V secolo. Secondo il Museo virtuale delle Mura di Roma, quando l'imperatore Onorio fece rialzare la cinta, alla porta fu addossata una torre sporgente verso l'interno, forse una controporta, un corpo di guardia o il vano di un meccanismo di chiusura. Sulla parete interna della torre si leggono le due lapidi, quella del 1157 e quella del 1579. Sono il motivo principale per fermarsi qui.

Il terreno spiega molte cose. Il Museo virtuale delle Mura di Roma ricorda che in questo settore il suolo era ripido e irregolare, e che la valle naturale, con le sue zone paludose, era chiamata nell'antichità palus Decenniae. Sopra la porta, sul lato della città, sale il Celio con Villa Celimontana e la chiesa di Santo Stefano Rotondo. Sotto, la piazza occupa il fondo della valle dove un tempo scorreva l'acqua.

Il confronto con le altre porte minori della cinta aiuta a capire che cosa si ha davanti. Secondo la voce enciclopedica, intorno al 402, con i lavori di Onorio, posterule come Pinciana e Asinaria furono promosse a porte vere, con torri e fornici più curati. Porta Metronia no. Restò un'apertura di servizio, con una particolarità che la distingue dalle altre: si apriva alla base di una torretta merlata, non fra due torri.

Dal lato esterno si apre un paesaggio diverso. Oltre i fornici moderni comincia l'Appio Latino, un quartiere residenziale del Novecento con viali larghi e palazzi alti. Da qui le mura si seguono verso sud ovest, in direzione di Porta Latina, lungo viale Metronio. La Sovrintendenza Capitolina indica il tratto fra le due porte come uno dei meglio conservati dell'intero circuito, e aggiunge che si apprezza soprattutto dal lato esterno.

Verso nord, invece, le mura risalgono verso il Laterano lungo via della Ferratella. Il Museo virtuale delle Mura di Roma descrive questo tratto come la prosecuzione della cinta fino a Porta Metronia, a fianco di un circolo sportivo di tennis. In fondo si trova piazzale Ipponio, con gli ingressi della nuova stazione della metropolitana. Chi arriva in metro fa quindi il primo pezzo di strada con le mura accanto, e incontra la porta dal lato interno.

Una curiosità su Porta Metronia

La lapide del 1157 non nomina il papa. Ricorda un restauro delle mura voluto dal Senato e dal Popolo Romano, con la sigla SPQR, e elenca i senatori che lo decisero. Il portale turistico di Roma Capitale la presenta come una delle due lapidi della parete interna della torre. Per un'iscrizione medievale su un'opera pubblica romana è un dettaglio che conta: in quegli anni la città provava a governarsi da sola, con un comune proprio.

La voce enciclopedica sulla porta ne trascrive il testo, in caratteri medievali e con molte abbreviazioni. L'inizio suona così: ANNO MCLVII INCARNT DNI NRI IHV XRI SPQR HEC MENIA VETUSTATE DILAPSA RESTAURAVIT SENATORES. Tradotto alla buona: nell'anno 1157 dell'incarnazione di nostro Signore Gesù Cristo, il Senato e il Popolo Romano restaurarono queste mura, crollate per vecchiaia. Seguono i nomi dei senatori, uno dopo l'altro, senza punteggiatura.

Proprio l'assenza di punteggiatura rende incerto l'elenco. Nella trascrizione compaiono, fra gli altri, Sasso, Giovanni di Alberico, Roieri, Buccacane, Pinzo, Filippo, Giovanni di Parenzo, Pietro, Cencio di Ansoino, Rainaldo Romano e Nicola Mannetto. La voce enciclopedica avverte che i nomi restano incerti e che la tradizione individua una decina di consiglieri. Davanti alla lapide conviene leggere i nomi come un gruppo, non come una lista ufficiale da contare.

Le due lapidi si trovano sulla parete interna della torre, cioè dal lato della città. Chi guarda la porta soltanto dall'esterno, da viale Metronio o dal marciapiede dell'Appio Latino, non le vede affatto. È uno dei motivi per cui molti passano da qui senza accorgersene. Per trovarle bisogna restare dentro le mura, mettersi davanti alla torre sporgente e alzare lo sguardo sopra l'arco murato.

Il contesto aiuta a capire perché il comune rifaceva le mura. Secondo la voce enciclopedica, erano anni di scontri: papa Adriano IV aveva colpito la città con l'interdetto, le idee di Arnaldo da Brescia avevano acceso Roma, e l'esercito di Federico Barbarossa era arrivato a San Pietro. Il Senato rispondeva con i lavori alle difese. La lapide, messa su una porta minore, è una dichiarazione politica scolpita nel marmo.

Una cosa che non ti dice nessuno su Porta Metronia

Gli archi che tutti attraversano non sono la porta. La voce enciclopedica spiega che i quattro archi laterali furono aperti per ragioni di traffico, in due tempi, nella prima metà del Novecento, e che hanno finito per prendersi il nome della porta chiusa. Le fonti non concordano sui dettagli: il sito Roma Segreta parla di un'apertura durante il fascismo e di un'altra nel dopoguerra. In ogni caso sono varchi moderni.

Anche l'altezza dell'arco antico racconta una storia moderna. Il Museo virtuale delle Mura di Roma spiega che all'inizio del Novecento il terreno fu rialzato con la terra degli scavi delle Terme di Caracalla, e che quel riempimento seppellì per sempre il piano di calpestio originale e il canale dell'acqua. È per questo che l'arco appare sollevato di circa un metro sulla strada. Il suolo antico si trova più in basso, sotto l'asfalto.

La posizione contraria, a nostro giudizio, è questa: chi cerca a Porta Metronia una porta monumentale sbaglia luogo, e chi la liquida come un incrocio trafficato sbaglia ancora di più. La porta non ha mai avuto una facciata, e non ne ha bisogno. Il suo valore è nelle due lapidi e nel racconto dell'acqua. L'errore più comune è fotografare un fornice moderno e andarsene convinti di aver visto la porta aureliana.

C'è anche un rovescio pratico. Proprio perché non ha forma di monumento, Porta Metronia non compare quasi mai nei giri turistici del Celio, che si fermano a Santo Stefano Rotondo o ai Santi Giovanni e Paolo. Chi scende fin qui trova una piazza di quartiere, senza bancarelle e senza folla. Si guarda la torre, si leggono le iscrizioni, si esce dalle mura e si cammina lungo il tratto meglio conservato della cinta meridionale.

Perché una porta diventò il passaggio di un corso d'acqua?

Nel 1122 papa Callisto II fece arrivare a Roma un corso d'acqua artificiale, l'Acqua Mariana, che i romani chiamarono marrana. Il portale turistico di Roma Capitale spiega che serviva a irrigare orti e a muovere mulini. Per farlo entrare in città fu scelta Porta Metronia, che già allora aveva poca importanza per il traffico. Il Museo virtuale delle Mura di Roma collega la scelta alla valle naturale e alle zone umide che si trovavano qui.

La voce enciclopedica ricostruisce il percorso. L'acqua partiva dalla zona di Squarciarelli, presso Grottaferrata, attraversava la campagna fra la via Appia Nuova e la Tuscolana, entrava in città sotto l'arco di Porta Metronia e si univa a un rigagnolo che scendeva dal Laterano. Da qui proseguiva verso il Circo Massimo e arrivava al Tevere vicino allo sbocco della Cloaca Massima.

Da quel momento la porta smise di essere un passaggio per persone e carri. L'arco fu chiuso e restò soltanto il varco dell'acqua. Il Museo virtuale delle Mura di Roma data la trasformazione al XII secolo e la lega al programma idraulico di Callisto II. Per secoli, quindi, Porta Metronia non fu una porta ma una bocca d'ingresso di un canale, sorvegliata come ogni punto debole della cinta.

L'acqua portò lavoro e anche malattie. Il sito Roma Segreta riferisce che l'acqua stagnante creò una zona paludosa chiamata lo Pantano, e sia la voce enciclopedica sia Roma Segreta ricordano una grave epidemia nel 1601, legata all'insalubrità del luogo. Il portale turistico di Roma Capitale aggiunge che l'area restò paludosa fino alla bonifica del Novecento, realizzata con i lavori della Passeggiata Archeologica.

La memoria dell'acqua resta nei nomi delle strade. Via della Ferratella, che segue le mura verso il Laterano, deve il nome alla marrana, ma le fonti non concordano sul perché. Il sito Roma Segreta lo collega alla grata di ferro messa sul canale per impedire il contrabbando. La voce enciclopedica lo collega invece alle acque ricche di minerali ferrosi che scendevano dal Laterano. Le due spiegazioni convivono da tempo, e nessuna delle due risulta confermata da una fonte ufficiale.

Il consiglio che ti do per visitare Porta Metronia

Il consiglio è di arrivare dall'alto, dal Celio, e non dal lato del traffico. Da Villa Celimontana o da Santo Stefano Rotondo si scende verso la piazza e si vede la porta dal lato interno, quello giusto. Ci si ferma davanti alla torre sporgente, si cerca l'arco murato sollevato sulla strada, e si leggono le due lapidi prima di attraversare. Il resto della piazza si guarda dopo, con l'occhio già allenato.

Per le iscrizioni serve un po' di pazienza. Le lettere sono medievali, fitte, con molte abbreviazioni, e si leggono meglio con una luce laterale. Conviene portare la trascrizione sul telefono e confrontarla parola per parola con la pietra. Si trovano la data MCLVII, la sigla SPQR, la parola SENATORES e i nomi in fila. È un esercizio di cinque minuti che cambia il modo di guardare il luogo.

Poi si esce dalle mura attraversando uno dei fornici moderni, sulle strisce pedonali, e si cammina lungo viale Metronio verso Porta Latina. È il tratto che la Sovrintendenza indica come fra i meglio conservati, con torri quadrate a intervalli regolari. Per la porta bastano venti minuti. Con la passeggiata fino a Porta Latina e una sosta nella basilica di San Giovanni a Porta Latina servono circa due ore.

Il momento migliore è la mattina di un giorno feriale, dopo l'ora di punta, oppure la domenica mattina, quando il traffico cala. D'estate, nelle ore centrali, camminare lungo le mura esterne è faticoso, e conviene partire presto. Chi vuole capire la porta con un archeologo può seguire gli itinerari gratuiti della Sovrintendenza lungo le mura, che partono spesso proprio da piazza di Porta Metronia, con prenotazione allo 060608.

Si paga qualcosa e si può entrare dentro?

Per la porta non si paga niente e non si prenota niente. Si guarda dalla piazza e dalle strade vicine, di giorno e di sera. L'arco antico è murato, la torre non risulta aperta al pubblico e il gestore non indica visite ai suoi ambienti. Non esistono biglietti da comprare né prodotti in vendita sulle piattaforme di attività turistiche dedicati in modo specifico a Porta Metronia.

L'unico modo per avere una lettura sul posto sono gli itinerari gratuiti della Sovrintendenza Capitolina. La pagina dell'itinerario da Porta Metronia a Porta Latina riporta un'edizione del 31 marzo 2024 alle 11.30, con durata di un'ora, ritrovo in piazza di Porta Metronia lato giardini, massimo venticinque persone, prenotazione obbligatoria allo 060608, attivo dalle 9 alle 19. Le nuove date vanno cercate sul sito del gestore.

Chi vuole salire dentro una porta delle mura ha una sola possibilità in questa zona: il Museo delle Mura, dentro Porta San Sebastiano, sulla via Appia. Orari, capienza e condizioni di ingresso vanno controllati sul sito ufficiale del museo prima di partire. A piedi da Porta Metronia si raggiunge seguendo le mura verso sud, passando da Porta Latina, in una passeggiata di meno di mezz'ora.

Anche il museo archeologico ricavato nella stazione della metropolitana, per ora, non è una possibilità. Il portale turistico di Roma Capitale scrive che la stazione è stata inaugurata il 16 dicembre 2025, ma che il museo è chiuso e non accessibile al pubblico. Orari e biglietti, quindi, non sono pubblicati. Per sapere se e quando aprirà conviene chiedere al contact center 060608.

Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato

Che le mura di Roma siano state restaurate di continuo, per secoli, è cosa nota. Meno citato è che a Porta Metronia i restauri abbiano lasciato la firma della stessa famiglia a oltre quattro secoli di distanza. Il portale turistico di Roma Capitale indica che la seconda lapide, del 1579, ricorda un restauro finanziato da Cesare Giovenale Manetti. Il nome Mannetto compare già nella lapide del 1157, all'ultimo posto dell'elenco dei senatori.

Il Museo virtuale delle Mura di Roma collega esplicitamente le due iscrizioni. Il restauro del 1579, sotto papa Gregorio XIII, fu promosso da un conservatore del Campidoglio discendente di quel Nicola Mannetto che compare fra i senatori del 1157. Le grafie cambiano da una fonte all'altra, Manetti, Mannetto, Mannetti, ma il senso è chiaro. Una famiglia romana tornò a mettere mano alla stessa porta, e lo volle scrivere accanto alla lapide dell'antenato.

Anche il papa del secondo restauro lasciò il segno nella zona. Il Museo virtuale delle Mura di Roma ricorda che nel 1574, cinque anni prima, sotto lo stesso Gregorio XIII, la vicina Porta Asinaria fu dismessa e sostituita da Porta San Giovanni, più in alto, perché il livello del suolo era cambiato. Nello stesso decennio, quindi, il settore delle mura fra il Laterano e il Celio fu riorganizzato: una porta nuova a nord, un restauro a Porta Metronia.

Fra le due lapidi cambiano i titoli, non la sostanza. Nel 1157 firmano i senatori del comune, nel 1579 un conservatore del Campidoglio, cioè uno dei magistrati cittadini di Roma sotto il governo dei papi. In entrambi i casi è un'istituzione civica a mettere il proprio nome su un lavoro pubblico alle mura. Chi legge le due pietre una accanto all'altra ha davanti quattro secoli di storia municipale romana in pochi metri quadrati.

La foto giusta da fare a Porta Metronia

La foto che racconta la porta si fa dal lato interno, dal marciapiede della piazza, con la torre sporgente al centro. Nell'inquadratura devono entrare l'arco murato, il muro di mattoni intorno e, se possibile, la linea della strada sotto, così da mostrare il dislivello di circa un metro. È un'immagine senza effetti, ma spiega subito la storia del terreno rialzato e dell'arco rimasto in alto.

La seconda foto è un dettaglio: le lapidi. Serve lo zoom del telefono o un obiettivo lungo, e una luce che arrivi di lato per far uscire le lettere dalla pietra. Con il sole alto le incisioni si appiattiscono. Conviene scattare la lapide del 1157 in modo che la data MCLVII e la sigla SPQR siano leggibili nella stessa immagine. È la prova fotografica più efficace del comune medievale romano.

La terza foto si fa dal lato esterno, lungo viale Metronio, allontanandosi di qualche decina di metri dalla piazza. Da qui si vede la cortina delle mura con le torri quadrate a intervalli regolari, il tratto che la Sovrintendenza indica fra i meglio conservati. Funziona bene nel tardo pomeriggio, quando la luce radente scalda il mattone. Attenzione al traffico e alle auto in manovra lungo il viale.

Una regola vale per tutte le inquadrature. Niente foto dal centro della carreggiata o sotto i fornici, dove passano auto e autobus e lo spazio per i pedoni è poco. Le foto migliori si fanno dai marciapiedi e dalle isole spartitraffico raggiunte sulle strisce pedonali. Chi vuole una vista dall'alto della zona può salire a Villa Celimontana, da dove si intuisce il salto di quota fra il colle e la valle della marrana.

Come si arriva dal centro di Roma?

Il modo più diretto è la linea C della metropolitana. Roma Capitale ha aperto il 16 dicembre 2025 la stazione Porta Metronia, in piazzale Ipponio, accanto alle Mura aureliane, insieme alla stazione Colosseo Fori Imperiali. Il portale del Comune dedicato alle trasformazioni urbane colloca la stazione circa cinquecento metri a sud di piazza San Giovanni in Laterano. Dall'uscita si segue il muro lungo via della Ferratella fino alla piazza della porta.

Chi parte dal Colosseo può prendere la linea C per una fermata, oppure salire a piedi sul Celio. La strada più piacevole passa accanto alla basilica dei Santi Giovanni e Paolo, sotto l'Arco di Dolabella, lungo Villa Celimontana e Santo Stefano Rotondo, e poi scende verso la piazza. In questo modo si arriva alla porta dal lato interno, quello con le lapidi.

Da San Giovanni in Laterano la passeggiata è breve. Si scende dalla piazza della basilica verso piazzale Ipponio, si incontrano le mura e si segue il loro lato interno fino a Porta Metronia. Chi arriva dalle Terme di Caracalla fa il percorso al contrario: sale verso Porta Latina, segue le mura esterne lungo viale Metronio e arriva alla porta dal lato dell'Appio Latino.

La piazza è servita anche da autobus di superficie, ma percorsi e numeri delle linee cambiano spesso per lavori ed eventi, e conviene controllarli sul sito dell'ATAC il giorno stesso. In auto la visita non conviene: la piazza è un incrocio trafficato, i parcheggi sono pochi e la porta si guarda in pochi minuti a piedi. Chi arriva da fuori Roma fa meglio a lasciare l'auto vicino a una stazione della metropolitana.

Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia

Il primo avvenimento è la costruzione della cinta di Aureliano, negli anni Settanta del III secolo, quando Roma tornò a chiudersi dentro un muro dopo secoli di città aperta. Porta Metronia nacque come posterula di terz'ordine, secondo la voce enciclopedica. All'inizio del V secolo Onorio rialzò le mura: altre porte minori, come Pinciana e Asinaria, divennero porte vere, mentre Porta Metronia rimase una semplice apertura di servizio, con in più la torre sporgente verso l'interno.

Il secondo avvenimento è il 1122, con l'arrivo della marrana. Callisto II trasformò la porta in un varco per l'acqua e la chiuse al passaggio. Il terzo è il 1157, quando il Senato del comune romano restaurò le mura e lasciò la lapide con i nomi dei senatori, in anni di conflitto aperto con il papa e con l'imperatore. Da allora la torre porta scritta sulla parete interna una delle pagine più politiche del Medioevo romano.

Il quarto avvenimento è il restauro del 1579, sotto Gregorio XIII, finanziato da Cesare Giovenale Manetti e ricordato dalla seconda lapide. Il quinto è meno glorioso: l'epidemia del 1601, che la voce enciclopedica e il sito Roma Segreta collegano all'insalubrità della zona paludosa creata dall'acqua ferma. Per secoli la valle ai piedi del Celio fu un luogo di orti, mulini e acqua stagnante, lontano dalla città abitata.

Nella prima metà del Novecento la zona cambiò volto. Il portale turistico di Roma Capitale lega la bonifica ai lavori della Passeggiata Archeologica, e il Museo virtuale delle Mura di Roma spiega che la terra degli scavi di Caracalla seppellì il piano antico e il canale. Negli stessi decenni furono aperti i fornici per il traffico. Fuori dalle mura cresceva il quartiere Appio Latino, e la porta diventava l'incrocio che conosciamo.

L'ultimo capitolo si è scritto sottoterra. La società Metro C, che ha realizzato la linea, riferisce che fra luglio e ottobre 2018 il terreno sotto le mura fu consolidato con iniezioni, e nel marzo e nell'aprile 2019 le due talpe meccaniche passarono sotto la cinta, sotto un monitoraggio continuo che registrò effetti praticamente trascurabili. Il 16 dicembre 2025 Roma Capitale ha aperto la stazione Porta Metronia, che ha riportato il nome della porta nella mappa quotidiana della città.

Chi è passato da Porta Metronia

Il primo nome, forse, è quello che la porta conserva ancora oggi. Il Museo virtuale delle Mura di Roma ritiene probabile che Metronia derivi dalle proprietà di un certo Metrobius o Metronianus, un possidente della zona. Non se ne sa altro. Poi vengono gli imperatori costruttori: Aureliano, che decise la cinta, e Onorio, che la rialzò e aggiunse la torre. Non risulta che nessuno dei due sia passato di qui, ma l'arco e la torre recano la loro firma costruttiva.

Il nome medievale più importante è quello di Callisto II, il papa che nel 1122 fece arrivare l'Acqua Mariana e chiuse la porta al passaggio. Dopo di lui vengono i senatori del 1157, che firmarono il restauro con i loro nomi: Sasso, Giovanni di Alberico, Buccacane, Cencio di Ansoino, Rainaldo Romano, Nicola Mannetto e gli altri dell'elenco. Sullo sfondo della lapide si muovono Adriano IV, Arnaldo da Brescia e Federico Barbarossa, senza essere nominati.

Nel Cinquecento compaiono Gregorio XIII e Cesare Giovenale Manetti, conservatore del Campidoglio, che finanziò il restauro del 1579 e fece incidere la seconda lapide. Poi per secoli passarono di qui soprattutto l'acqua e chi lavorava negli orti e nei mulini della valle. Non sono nomi registrati, ma sono le persone per cui la marrana era stata costruita, e che ne pagarono anche il prezzo nelle epidemie.

Negli ultimi anni sono passati di qui archeologi e ingegneri. Secondo il portale turistico di Roma Capitale, fra il 2015 e il 2018 gli scavi per la stazione della metropolitana hanno indagato quasi cinquantamila metri cubi di terreno archeologico su una superficie di 3.300 metri quadrati. Il 16 dicembre 2025, all'inaugurazione della stazione, erano presenti il sindaco Roberto Gualtieri, il ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini e il ministro della Cultura Alessandro Giuli, secondo il comunicato di Roma Capitale.

Più di recente, dalla piazza sono partiti gli archeologi della Sovrintendenza Capitolina con i loro itinerari gratuiti lungo le mura. L'edizione del 31 marzo 2024, dedicata al tratto fra Porta Metronia e Porta Latina, aveva il ritrovo in piazza di Porta Metronia, lato giardini, per un massimo di venticinque partecipanti. Sono appuntamenti piccoli, annunciati sul sito del gestore, che riportano l'attenzione su una porta che per secoli è stata soprattutto un passaggio d'acqua.

Metrobio, Metaura, Gabiusa: che cosa è documento, tradizione e leggenda?

Quello che dicono i documenti è solido. Le due lapidi della torre, del 1157 e del 1579, si leggono ancora sul posto. La chiusura della porta e il passaggio dell'Acqua Mariana sotto Callisto II, nel 1122, sono concordi in tutte le fonti consultate. Anche le forme medievali del nome sono documentate: il Museo virtuale delle Mura di Roma elenca nella cartografia storica le varianti Metrobia, Metroia, Metrovi e Mitrobiensis.

Quello che dice la tradizione riguarda l'origine del nome. L'ipotesi più accolta lo collega a un proprietario terriero chiamato Metrobius, o Metronianus, di età tardoantica, di cui però non restano altre notizie. La voce enciclopedica ricorda anche il nome Porta Gabiusa, legato alla strada verso l'antica città di Gabii. Sull'uso di questo nome per la porta le due fonti consultate convergono, sul tracciato preciso di quella strada molto meno.

Il nome Gabiusa porta lontano dal Celio. Gabii era un'antica città del Lazio a est di Roma, e il fatto che una porta minore ne portasse il nome suggerisce che, almeno per un periodo, da questa parte della città passasse una strada diretta verso quella zona. Chi vuole vedere che cosa resta della città può leggere la nostra pagina su Gabii, con le indicazioni del gestore per la visita.

Poi c'è la leggenda erudita. Secondo la voce enciclopedica, alcuni filologi del Trecento proposero il nome Porta Metaura, facendolo derivare dall'espressione latina meta aurum, un riferimento all'oro senza alcuna base nelle fonti. È lo stesso gusto medievale per le etimologie fantasiose che si ritrova anche a Porta Latina. Va raccontata come curiosità del Medioevo, non come spiegazione del nome.

Anche via della Ferratella ha la sua piccola doppia versione. La grata di ferro contro il contrabbando, riportata dal sito Roma Segreta, e le acque ferrose scese dal Laterano, riportate dalla voce enciclopedica, sono due spiegazioni plausibili, ma nessuna delle due risulta confermata da una fonte ufficiale. Davanti alla porta conviene tenere separati i tre piani: le lapidi sono documenti, Metrobio è tradizione, Metaura è leggenda.

Che cosa si vede lungo le mura fra Porta Asinaria e Porta Latina?

Il Museo virtuale delle Mura di Roma dedica a questo settore un itinerario di oltre tre chilometri, da Porta Asinaria a Porta Latina, con Porta Metronia a metà. Il tratto è stato in parte alterato da interventi successivi e dall'urbanizzazione moderna, e alcune porzioni sono tornate alla luce durante i lavori della linea C. È un percorso da fare a piedi, con le mura quasi sempre accanto, dentro o fuori a seconda del punto.

Da Porta Asinaria le mura scendono lungo il pendio del Laterano e seguono via Sannio. Il Museo virtuale delle Mura di Roma segnala che vicino a Villa Elika il muro si nasconde alla vista, e che fra la villa e il giardino del Pontificio Seminario Romano si apre una piccola porta secondaria, la posterula lateranense. Poco oltre il muro costeggia gli impianti di una società sportiva e prosegue lungo via della Ferratella fino a Porta Metronia.

Dopo Porta Metronia cambia il ritmo. Secondo il Museo virtuale delle Mura di Roma, fra Porta Metronia e Porta Latina le mura contano diciannove torri distanziate regolarmente di trenta metri, con un andamento leggermente ondulato verso sud ovest. Le torri hanno pianta quadrata e due piani collegati da una scala, e sono in gran parte di età onoriana. Camminando sul lato esterno si conta un intervallo dopo l'altro, come in un disegno tecnico.

La Sovrintendenza Capitolina descrive lo stesso tratto come uno dei meglio conservati dell'intero circuito, visibile soprattutto dall'esterno. Dal lato interno le mura chiudono le propaggini del Celio e dell'Aventino minore, con giardini, istituti religiosi e il Parco degli Scipioni verso sud. Dal lato esterno si segue viale Metronio fino alla via Latina, dove la cinta si apre di nuovo in una porta antica con due torri.

Alla fine del tratto c'è Porta Latina, che si confronta bene con Porta Metronia. La prima nacque come porta principale, con fornice di travertino e torri semicircolari. La seconda restò sempre un passaggio minore. Poco oltre si trovano il sepolcro degli Scipioni, il Colombario di Pomponio Hylas e l'oratorio di San Giovanni in Oleo, con modalità di visita diverse da controllare presso i rispettivi gestori.

Che cosa c'è sotto la piazza, nella nuova stazione della metro C?

La stazione Porta Metronia della linea C scende a trenta metri di profondità su cinque livelli sotterranei, con due accessi, secondo il comunicato di Roma Capitale sull'apertura. Si trova in piazzale Ipponio, accanto alle mura, e collega in pochi minuti la zona con San Giovanni e con il Colosseo. Per chi viene a vedere la porta è la fermata naturale, e rende la piazza raggiungibile senza passare dal traffico di superficie.

Durante gli scavi è emersa una delle scoperte archeologiche più importanti degli ultimi anni. Il portale del Comune dedicato alle trasformazioni urbane descrive un complesso militare del II secolo dopo Cristo, con una caserma e una cosiddetta domus del comandante, probabilmente abbandonato nella seconda metà del III secolo. Il progetto della stazione è stato ridisegnato per conservare i resti sul posto e restituire il rapporto visivo con le Mura aureliane.

Il portale turistico di Roma Capitale descrive il percorso previsto: una passerella lungo tutto il sito archeologico, con una vista ravvicinata e dall'alto della caserma, e un tratto che attraversa la casa del comandante con il corridoio originale. Una parte del soffitto affrescato, crollato, dovrebbe essere ricomposta. È un museo sotterraneo che si affianca alle altre visite di Roma sotterranea, ma per ora resta chiuso.

Alla data indicata in apertura, infatti, il portale turistico di Roma Capitale segnala che il museo di Porta Metronia è chiuso e non accessibile al pubblico. La stazione funziona, il museo no. Chi passa dalla metropolitana può vedere i corridoi e gli spazi aperti ai viaggiatori, ma non la caserma. Per sapere quando si potrà visitare conviene chiedere al contact center 060608 o controllare il portale turistico di Roma Capitale.

Per le informazioni sulla stazione come servizio di trasporto, il portale turistico di Roma Capitale indica come riferimento ATAC Roma Mobilità, con il numero 06 46951 e i siti viaggiacon.atac.roma.it e romamobilita.it. Da lì passano gli avvisi su orari della linea, ascensori e scale mobili. Chi ha difficoltà motorie fa bene a controllare lo stato degli impianti prima di scegliere questa fermata, perché in una stazione profonda trenta metri ascensori e scale mobili fanno tutta la differenza.

Quando si vede male e che cosa non aspettarsi?

La porta non chiude mai, ma ci sono momenti in cui si vede male. Nelle ore di punta la piazza è un nodo di traffico, rumoroso e poco adatto a fermarsi davanti alle lapidi. Di sera l'illuminazione pubblica non basta per leggere le iscrizioni, che hanno bisogno di luce laterale. D'estate, a metà giornata, la passeggiata lungo viale Metronio diventa faticosa. La mattina resta il momento giusto.

Non aspettatevi un monumento con pannelli, un centro visite o un percorso segnalato. Porta Metronia è una porta minore su strada, e il racconto va portato con sé. Non aspettatevi nemmeno di entrare nella torre o di vedere il canale della marrana, sepolto dal riempimento del Novecento. Le mura sono soggette a restauri periodici, e transenne o ponteggi possono comparire senza preavviso in qualsiasi punto del tratto.

Anche intorno alla piazza ci sono cantieri da mettere in conto. Il portale del Comune dedicato alle trasformazioni urbane indica la riqualificazione del mercato coperto Metronio, in via Magna Grecia 50, per oltre quattordici milioni di euro, con fine lavori prevista nel terzo trimestre del 2026. Il museo della stazione, come detto, non è ancora aperto. Gli itinerari gratuiti della Sovrintendenza non seguono un calendario fisso e vanno cercati settimana per settimana.

Mangiare vicino a Porta Metronia

La zona intorno alla porta non vive di turismo. Dentro le mura ci sono il Celio, con ville, chiese e istituti, e il Laterano con i suoi uffici. Fuori ci sono l'Appio Latino e San Giovanni, quartieri abitati con bar, pizzerie e trattorie di quartiere, frequentati da chi ci vive e ci lavora. Chi cerca da mangiare qui trova prezzi normali, perché il pubblico è fatto soprattutto di residenti.

I segnali da riconoscere sono quelli validi in tutta Roma, e si incontrano soprattutto scendendo verso il Colosseo: menù fotografici in quattro lingue, buttadentro sul marciapiede, voci senza prezzo, cucine aperte di continuo senza pausa, la vetrina con la signora che tira la pasta fresca davanti ai passanti, il menù diverso dentro e fuori. Nessuno di questi elementi è illegale, ma insieme dicono che il locale non conta di rivedervi.

In una bella giornata la soluzione più semplice è un pranzo al sacco a Villa Celimontana o nel Parco degli Scipioni, con l'acqua dei nasoni della città. Chi preferisce sedersi fa bene a cercare nelle strade dell'Appio Latino o di San Giovanni, lontano dagli assi più turistici. Per scegliere senza sorprese, una base di partenza è la lista di indirizzi su Google Maps, con locali selezionati fra Roma e il Lazio.

Che cosa abbinare in giornata

L'abbinamento più naturale è il Celio. Da Porta Metronia si sale a Santo Stefano Rotondo e a Villa Celimontana, poi si passa sotto l'Arco di Dolabella e si arriva alla basilica dei Santi Giovanni e Paolo, con le Case romane del Celio sotto la chiesa. Scendendo verso il Circo Massimo si incontra San Gregorio al Celio. Orari e biglietti vanno controllati sui siti dei rispettivi gestori.

Verso nord le mura portano al Laterano. In pochi minuti si raggiungono la basilica di San Giovanni, la Scala Santa, il Palazzo del Laterano e l'obelisco lateranense. Chi vuole restare in tema di mura può proseguire fino a Porta Asinaria e poi verso Santa Croce in Gerusalemme e l'Anfiteatro Castrense, inglobato nella cinta. Lungo la strada, verso il Colosseo, si trovano anche la basilica dei Santi Quattro Coronati e la basilica di San Clemente.

Verso sud il percorso segue le mura esterne fino a Porta Latina, poi scende lungo via di Porta Latina fino a Porta San Sebastiano e al Museo delle Mura. Da lì si esce sulla via Appia Antica, verso il Parco dell'Appia Antica. È una giornata intera a piedi, fatta di porte, sepolcri e chiese medievali, con le Terme di Caracalla come deviazione possibile sulla via del ritorno.

Chi preferisce una giornata meno lunga può scendere da Porta Latina verso le Terme di Caracalla e rientrare in città lungo il viale delle terme. Lungo la strada si trovano San Sisto Vecchio e, sul lato dell'Aventino, Santa Balbina. Più avanti c'è il Circo Massimo, dove la marrana arrivava dopo aver attraversato Porta Metronia. È un modo semplice per seguire, a piedi, il percorso dell'acqua medievale.

Per il quadro generale delle difese della città ci sono le nostre pagine sulle Mura aureliane e sulle più antiche Mura Serviane. Per confrontare Porta Metronia con le porte trasformate in monumenti conviene vedere Porta Maggiore, Porta San Paolo e Porta Pia. Per le idee a costo zero c'è Roma gratis, dove una porta che si guarda dalla strada trova posto con pieno diritto.

Domande frequenti

Porta Metronia si paga?

No. La porta si guarda dalla piazza e dalle strade vicine senza biglietto e senza prenotazione, a qualsiasi ora. Fa parte delle mura urbane curate dalla Sovrintendenza Capitolina, secondo il portale turistico di Roma Capitale. Sono gratuiti anche gli itinerari che la Sovrintendenza organizza di tanto in tanto lungo le mura, con prenotazione obbligatoria allo 060608. Il contact center risponde tutti i giorni dalle 9 alle 19.

Qual è la vera porta, fra gli archi della piazza?

La porta antica è l'arco piccolo e murato alla base della torre che sporge verso l'interno della città, circa un metro sopra il livello della strada. I grandi fornici attraversati dalle auto sono aperture moderne. Secondo la voce enciclopedica sono quattro, aperti in due tempi nella prima metà del Novecento per ragioni di traffico. Le lapidi del 1157 e del 1579 si trovano sulla parete interna della torre.

Che cosa dice l'iscrizione del 1157?

Ricorda che nell'anno 1157 il Senato e il Popolo Romano restaurarono le mura, crollate per vecchiaia, e segue con l'elenco dei senatori che decisero i lavori. Non nomina il papa. Fu posta in anni di conflitto fra il comune romano, papa Adriano IV e l'imperatore Federico Barbarossa, secondo la voce enciclopedica. La trascrizione dei nomi resta incerta, perché il testo non ha punteggiatura.

Che cos'era la marrana?

Era l'Acqua Mariana, un corso d'acqua artificiale fatto arrivare a Roma da papa Callisto II nel 1122 per irrigare orti e muovere mulini. Partiva dalla zona di Squarciarelli, presso Grottaferrata, entrava in città sotto l'arco di Porta Metronia, proseguiva verso il Circo Massimo e arrivava al Tevere. Per farla passare la porta fu chiusa al transito. Il canale originale è oggi sepolto sotto la strada.

Perché si chiama Porta Metronia?

Il Museo virtuale delle Mura di Roma ritiene probabile che il nome derivi dalle proprietà di un possidente chiamato Metrobius o Metronianus. Nella cartografia storica compaiono forme come Metrobia, Metroia, Metrovi e Mitrobiensis. La voce enciclopedica ricorda anche il nome Porta Gabiusa, legato alla strada per Gabii, e l'etimologia leggendaria Metaura, proposta nel Trecento senza alcuna base nelle fonti.

Si può visitare il museo nella stazione della metro?

Non ancora. La stazione Porta Metronia della linea C è aperta dal 16 dicembre 2025, ma il portale turistico di Roma Capitale indica che il museo con la caserma romana del II secolo è chiuso e non accessibile al pubblico. Orari e biglietti non sono pubblicati. Per sapere quando aprirà conviene chiedere al contact center 060608 o controllare il portale turistico di Roma Capitale.

Com'è il tratto di mura fra Porta Metronia e Porta Latina?

È uno dei meglio conservati dell'intero circuito, secondo la Sovrintendenza Capitolina, e si apprezza soprattutto dal lato esterno, lungo viale Metronio. Il Museo virtuale delle Mura di Roma vi conta diciannove torri a pianta quadrata, distanziate regolarmente di trenta metri, con due piani collegati da una scala e in gran parte di età onoriana. Si percorre a piedi, gratis, a qualsiasi ora.

Quanto tempo serve per vederla?

Per la porta bastano venti minuti, compresa la lettura delle due lapidi e il passaggio sul lato esterno per vedere le mura. Con la passeggiata lungo viale Metronio fino a Porta Latina, che conta diciannove torri secondo il Museo virtuale delle Mura di Roma, servono circa due ore. Chi aggiunge il Celio o il Laterano può riempire comodamente mezza giornata, tutta a piedi.

Chi ha scritto e su quali fonti

Il testo esce dalla redazione di Tour Leader Pro, la struttura romana che progetta itinerari, visite ed eventi culturali fra Roma e il Lazio. Tariffe, orari e modalità di prenotazione riportati qui risultano dalle fonti ufficiali richiamate nel testo alla data indicata in apertura: il portale turistico e il Museo virtuale delle Mura di Roma Capitale, le pagine della Sovrintendenza Capitolina e i comunicati sulla linea C. Segnalateci quello che trovate cambiato.

Organizzare una visita a Porta Metronia, per sé o per un gruppo, vuol dire soprattutto scegliere l'ora giusta, lontano dal traffico di punta, e mettere la porta dentro un percorso a piedi lungo le mura. Gli itinerari gratuiti della Sovrintendenza hanno posti limitati e vanno prenotati appena compaiono. Per chi organizza viaggi di gruppo a Roma, con itinerari tematici sulla città antica e medievale, una risorsa utile è Tour Leader Pro.

La storia della marrana non finisce a Porta Metronia. L'acqua arrivava dai Castelli Romani, e la campagna fra la via Appia Nuova e la Tuscolana conserva ancora acquedotti, casali e tracce di antichi canali. Chi vuole allargare lo sguardo oltre le mura trova a un'ora dalla città borghi, ville e parchi da abbinare a una visita a Roma. Per mettere insieme un viaggio di più giorni, una risorsa utile per montare un itinerario è Italy Planner.

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Contact Information

IndirizzoPiazza di Porta Metronia Roma Celio, Roma, Roma Città 00183

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