Basilica dei Santissimi Quattro Coronati

La Basilica dei Santissimi Quattro Coronati sta in via dei Santi Quattro 20, 00184 Roma, sulle pendici del Celio, a metà strada esatta fra il Colosseo e San Giovanni in Laterano. Entrare in basilica non costa niente: turismoroma.it, letto oggi, non indica nessun biglietto e l'ingresso alla chiesa è libero. Per il chiostro duecentesco e per l'Oratorio di San Silvestro il sito ufficiale del progetto Aula Gotica scrive testualmente che "per l'accesso è gradito il pagamento di un'offerta": offerta libera, nessuna delle fonti ufficiali lette oggi indica un importo, quindi un importo io non ve lo scrivo. Per l'Oratorio di San Silvestro si suona alla porta del monastero: il sito delle monache Agostiniane dice, sempre testualmente, "suonare alla portineria del monastero per visitarlo". Gli orari: la basilica secondo monacheagostinianesantiquattrocoronati.it è aperta dal lunedì al sabato 6.30-12.45 e 15.15-19.30, il martedì pomeriggio solo 15.15-15.30 e poi 17.00-19.30, la domenica 6.45-12.00 e 15.30-19.30; il sito aulagoticasantiquattrocoronati.it, che è anch'esso ufficiale, riporta invece 6.30-12.45 e 15.30-20.00. Sono due fonti ufficiali che non dicono la stessa cosa e io non ne scelgo una: ve le do tutte e due. L'Oratorio di San Silvestro apre la mattina dal lunedì al sabato, e anche qui i numeri ballano: le monache scrivono 10.00-12.00, turismoroma.it scrive 9.30-12.00, il sito dell'Aula Gotica scrive 9.30-12.15. Il pomeriggio, 16.00-17.30, tutte e tre le fonti lo danno come non garantito. Il chiostro apre dal martedì al venerdì la mattina e il mercoledì e il venerdì anche il pomeriggio. L'Aula Gotica è un discorso a parte: si visita solo in date prefissate, su prenotazione via email ad archeocontesti@gmail.com, e costa 10,00 euro a persona. Ci arrivate con la metropolitana: dal 16 dicembre 2025 la linea C ha aperto le stazioni Colosseo/Fori Imperiali e Porta Metronia, e da Colosseo si scambia con la linea B. Telefono della basilica 06 70475427, cellulare informazioni turistiche 335 4952 48, email monachess4@gmail.com. Se state costruendo un giro sul Celio e sul Laterano, qui accanto avete Basilica di San Clemente e Basilica di San Giovanni in Laterano, e per organizzare il resto trovate tutto in attrazioni turistiche.

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Ogni scheda apre una pagina di confronto qui su estateromana.com: le differenze tra le opzioni, le fasce di prezzo indicative e il link per prenotare sul sito del venditore. Puoi salvare quello che ti interessa in "Il mio viaggio".

Musei Vaticani e Cappella Sistina✦ Vai all'apertura

Musei Vaticani e Cappella Sistina

Il primo slot della giornata o il tardo pomeriggio. A metà mattina è un nastro trasportatore, e non lo diciamo solo noi.

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Udienza papale✦ Mercoledì

Udienza papale

Ogni mercoledì, quando il Papa è a Roma. Il biglietto è gratuito ma va ritirato.

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Vaticano: ingresso anticipato✦ Prima dell'apertura

Vaticano: ingresso anticipato

Dentro i Musei prima del pubblico. La Sistina quasi vuota è un'altra cosa.

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Catacombe e Appia Antica✦ Sottoterra

Catacombe e Appia Antica

Chilometri di gallerie sotto la via Appia. Fresche d'estate, e sorprendentemente poco affollate.

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Colosseo, Foro e Palatino✦ Va a ruba

Colosseo, Foro e Palatino

L'ingresso a orario sparisce con giorni di anticipo in alta stagione. La versione con i sotterranei è quella che vale il s...

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Tour in golf cart✦ Poco cammino

Tour in golf cart

Il centro storico in un paio d'ore senza distruggerti i piedi, e passi dove i pullman non entrano.

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Tour a piedi✦ Il classico

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Roma si capisce camminando. La differenza la fa la guida, non l'itinerario: sono quasi tutti uguali sulla carta.

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Food tour✦ Vieni affamato

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Non è un pranzo: sono sei-otto tappe piccole. Il valore è nei posti in cui non saresti mai entrato da solo.

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Bar hopping e vita notturna✦ Dopo le 21

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Tre o quattro locali con qualcuno che sa quali sono aperti quella sera. Funziona meglio da soli che in coppia.

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Vespa e Ape Calessino✦ Foto garantite

Vespa e Ape Calessino

In Ape ti portano loro, in Vespa guidi tu (serve la patente). Due esperienze molto diverse sotto lo stesso nome.

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Tour in sidecar✦ Il più scenografico

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Il sidecar vintage con conducente: costa più della Vespa, ma è il giro che finisce in tutte le foto.

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Corsi di cucina✦ Si mangia alla fine

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Pasta a mano e poi ci si siede a tavola. La domanda giusta è quante persone ci sono per postazione.

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Degustazioni di vino✦ Anche in città

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In enoteca in centro o tra le vigne dei Castelli. Due cose diverse: una dura un'ora, l'altra una giornata.

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Castelli Romani✦ Fuori porta

Castelli Romani

Frascati, Castel Gandolfo, il lago di Albano. Un'ora da Roma e sembra un'altra regione.

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Tivoli: Villa d'Este e Villa Adriana✦ Patrimonio UNESCO

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Due ville, due epoche, un solo biglietto mentale: le fontane di Villa d'Este e le rovine imperiali di Adriano.

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Galleria Borghese✦ Prenotazione obbligatoria

Galleria Borghese

Bernini e Caravaggio in due ore contate. Senza prenotazione non si entra, punto.

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Colosseo: sotterranei e arena✦ Accesso limitato

Colosseo: sotterranei e arena

Il piano dove aspettavano gladiatori e belve, e il pavimento dell'arena. Posti contati ogni giorno.

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Pompei e Costiera Amalfitana✦ Giornata lunga

Pompei e Costiera Amalfitana

Da Roma si fa in giornata, ma è una giornata vera: sveglia presto e rientro a sera.

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Firenze in giornata✦ Alta velocità

Firenze in giornata

Un'ora e mezza di treno e sei sotto il Duomo. Si fa, se accetti di vedere tre cose e non dieci.

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Castel Sant'Angelo✦ Terrazza panoramica

Castel Sant'Angelo

Mausoleo, fortezza, prigione e rifugio dei papi. E la terrazza con la vista migliore su San Pietro.

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Roma di notte✦ Dopo il tramonto

Roma di notte

Le stesse piazze, senza la folla e con le luci giuste. La città cambia completamente.

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Bus hop-on hop-off✦ Libertà di scesa

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Sali e scendi dove vuoi per 24 o 48 ore. Utile il primo giorno, per orientarsi.

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Capri e Costiera Amalfitana✦ Mare

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Da Roma è lunga, ma in due giorni si fa con calma. In giornata solo se accetti di correre.

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Trevi, Pantheon e piazze✦ Centro storico

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Il cuore barocco a piedi, più il biglietto del Pantheon che ora serve davvero.

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Scuola dei gladiatori✦ Con i bambini

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Due ore con la spada di legno in mano, sulla via Appia. Con i ragazzini funziona sempre.

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Segway e monopattino✦ Poco sforzo

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Copri il doppio del centro senza camminare. Dieci minuti di pratica e ci stai sopra.

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Terme di Caracalla✦ Poco affollato

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Muri alti trenta metri e quasi nessuno intorno. Uno dei posti più sottovalutati di Roma.

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La Pompei di Roma, raggiungibile col treno urbano. Strade, taverne e mosaici, senza folla.

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Napoli e Pompei✦ Alta velocità

Napoli e Pompei

Un'ora e dieci di treno. Il centro storico, il museo archeologico e la pizza vera.

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Le sette colline con l'assistenza al pedale. L'Appia Antica e il Gianicolo diventano facili.

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Basilica dei Santi Quattro Coronati
Basilica dei Santi Quattro Coronati

Prima cosa da capire: qui non entrate in un museo, entrate in casa d'altri

Questo è il punto che decide tutta la visita e nessuna guida ve lo dice con abbastanza chiarezza. La Basilica dei Santissimi Quattro Coronati non è un sito archeologico con la biglietteria, il tornello e il custode in divisa. È un monastero di clausura abitato: dal 12 marzo 1564 ci vivono le monache Agostiniane, e ci vivono ancora oggi. Il che vuol dire che gli orari sono orari di una comunità religiosa, non di un ente turistico, e che una porta che stamattina si apre stasera può restare chiusa perché c'è un funerale, un ritiro, una malata, una festa liturgica. Il sito ufficiale delle monache lo mette nero su bianco per il pomeriggio dell'oratorio: l'apertura "non è garantita". Il Ministero della cultura, nel comunicato del 20 maggio 2014 che annunciava l'apertura al pubblico dell'Aula Gotica, scriveva la stessa cosa in linguaggio istituzionale: le visite sono cadenzate perché devono rispettare "le regole della vita monastica". Io ci sono stato in giornate in cui era tutto aperto e in giornate in cui ho fatto la basilica e basta. Se ci andate con l'idea che vi sia dovuto qualcosa, ci restate male. Se ci andate con l'idea che state chiedendo un permesso, vi va quasi sempre bene.

Gli orari, uno per uno, e perché due siti ufficiali non coincidono

Metto in fila quello che ho letto oggi, senza limare le differenze. La basilica: monacheagostinianesantiquattrocoronati.it, pagina informazioni turistiche, dice lunedì-sabato 6.30-12.45 e 15.15-19.30, con il martedì pomeriggio spezzato in 15.15-15.30 e 17.00-19.30, e la domenica 6.45-12.00 e 15.30-19.30. Il sito aulagoticasantiquattrocoronati.it, nella pagina dedicata alla visita del monastero, dice 6.30-12.45 e 15.30-20.00. Le due fonti sono entrambe ufficiali e riferiscono allo stesso complesso: la differenza è sull'apertura pomeridiana, un quarto d'ora prima o dopo e una mezz'ora in più la sera. L'Oratorio di San Silvestro: monache 10.00-12.00 dal lunedì al sabato, turismoroma.it 9.30-12.00 dal lunedì al sabato, aulagotica 9.30-12.15. Pomeriggio 16.00-17.30, dal lunedì alla domenica, non garantito, e su questo tutte e tre concordano. Il chiostro: monache dal martedì al venerdì 9.30-12.00, più mercoledì e venerdì 15.30-17.30; turismoroma.it identico, con l'aggiunta che è accessibile anche nei giorni di apertura dell'Aula Gotica; aulagotica dice mercoledì e venerdì con orario 9.30-11.45 e 15.00-17.30. Non sciolgo la contraddizione perché non ho una fonte terza che la sciolga. Il mio consiglio operativo è banale e funziona: puntate la sveglia per arrivare alle 10.00 in punto di un mercoledì o di un venerdì, che è l'unica finestra su cui tutte le fonti sono d'accordo per basilica, oratorio e chiostro insieme.

Quanto costa entrare alla Basilica dei Santissimi Quattro Coronati

La basilica è gratis. Nessuna delle fonti lette oggi indica un biglietto per entrare in chiesa, e turismoroma.it non ne riporta nessuno. Il chiostro e l'oratorio funzionano a offerta: la formula esatta del sito ufficiale è "per l'accesso è gradito il pagamento di un'offerta". Nessun sito ufficiale scrive un importo. Ho cercato e non l'ho trovato, quindi non ve lo invento: portatevi qualche moneta e regolatevi voi, tenendo presente che quei soldi mantengono un monastero e un complesso monumentale che non ha biglietteria. L'unica cifra certa e verificata oggi è quella dell'Aula Gotica: 10,00 euro a persona, con possibilità di aggiungere una donazione facoltativa al monastero, come scritto nella pagina informazioni e prenotazioni di aulagoticasantiquattrocoronati.it. La vecchia versione di questa pagina non riportava nessun prezzo e nessun orario: il dato corretto, ve lo chiarisco, è che la chiesa è gratuita, chiostro e oratorio vanno a offerta libera senza importo dichiarato, e l'Aula Gotica costa dieci euro a testa.

Come si arriva alla Basilica dei Santissimi Quattro Coronati

L'indirizzo è via dei Santi Quattro 20, e già il fatto che non sia una piazza vi dice molto: la basilica non ha un sagrato, ha un portone in una strada stretta che sale. La novità grossa rispetto a qualunque guida stampata prima del 2026 è la metropolitana. Il 16 dicembre 2025, come documenta romamobilita.it, sono state inaugurate le stazioni Colosseo/Fori Imperiali e Porta Metronia della linea C: a Colosseo la C si scambia con la B, e Porta Metronia è la fermata successiva sul lato del Celio. Prima e ultima corsa da Colosseo e da Pantano alle 5.30 e alle 23.30 da domenica a giovedì, mentre il venerdì e il sabato si va dalle 5.30 all'1.30. Dalla stazione Colosseo si sale per via Labicana e poi si prende via dei Santi Quattro: dieci minuti buoni, in salita vera, non in pendenza simbolica. Il sito dell'Aula Gotica indica come riferimenti la fermata Manzoni della linea A oppure Colosseo della linea B. Sui bus sono onesto: non ho trovato oggi una pagina ufficiale ATAC che elenchi le linee in transito sulla fermata di via Labicana all'altezza dei Santi Quattro, quindi non vi scrivo numeri che non ho verificato. L'unica linea bus che ho potuto verificare oggi su fonte ufficiale è la 218, che romamobilita.it segnala modificata con cinque nuove fermate attorno alla stazione Porta Metronia, tra cui piazza San Giovanni in Laterano: da lì alla basilica sono cinque o sei minuti a piedi in piano. Controllate su atac.roma.it il giorno stesso, perché in questa zona i percorsi cambiano ogni volta che c'è una pedonalizzazione ai Fori.

Basilica e Monastero agostiniano dei SS. Quattro Coronati
Basilica e Monastero agostiniano dei SS. Quattro Coronati

Come si entra davvero nell'Oratorio di San Silvestro

Questa è la parte che spaventa la gente e che invece è semplicissima, basta sapere come funziona. L'Oratorio di San Silvestro non è dentro la chiesa: ci si arriva dal primo cortile, quello che trovate subito dopo la torre d'ingresso. Non c'è un custode, non c'è una biglietteria. Il sito ufficiale delle monache Agostiniane scrive di suonare alla portineria del monastero per visitarlo. Suonate, aspettate, e vi risponde una monaca che non vedete: le Agostiniane dei Santissimi Quattro Coronati sono di clausura, e il passaggio di chiavi e offerta avviene attraverso l'apertura girevole del parlatorio, non faccia a faccia. Vi viene aperto l'oratorio, lasciate l'offerta, entrate. Non c'è nessuna guida, nessun audio, nessun pannello che vi spiega niente: state davanti a un ciclo di affreschi del Duecento da soli, in silenzio, e questa è esattamente la ragione per cui vale la pena. Se la mattina siete in ritardo e trovate chiuso, non insistete e non suonate cinque volte. Tornate un altro giorno. Il pomeriggio, ripeto, è dichiarato non garantito da tutte le fonti ufficiali che ho letto oggi: se ci contate e vi va male, la colpa non è delle monache.

La Donazione di Costantino dipinta sul muro

Dentro l'Oratorio di San Silvestro c'è il ciclo di affreschi che da solo giustifica il viaggio. È del XIII secolo, in stile bizantineggiante, e racconta le Storie di papa Silvestro e dell'imperatore Costantino I, prese dagli Actus Silvestri. Il pezzo che conta è la Donazione di Costantino: l'imperatore che consegna al papa il potere temporale su Roma e sull'Occidente. Turismoroma.it, che pure è un portale istituzionale, la definisce con precisione per quello che è, cioè apocrifa. Il documento su cui si basa, il cosiddetto Constitutum Constantini, fu smontato come falso nel Quattrocento da Lorenzo Valla. Ma queste pareti furono dipinte due secoli prima, quando quella storia era ancora la base giuridica del potere del papato, e furono dipinte proprio qui, a poche centinaia di metri dal Laterano che era allora la sede dei papi, dentro il palazzo di un cardinale che faceva le veci del papa in città. Non è decorazione. È un manifesto politico affrescato, messo in una stanza dove passavano cardinali e ambasciatori, in anni in cui il papato si scontrava con l'imperatore Federico II. Guardarlo sapendo questo cambia completamente l'esperienza: state leggendo un argomento, non ammirando delle figure. Nel presbiterio ci sono poi affreschi attribuiti a Raffaellino da Reggio e datati 1574, con le storie del martirio dei quattro santi coronati: tre secoli dopo, stesso posto, altra mano, altro linguaggio.

Il chiostro duecentesco, e chi lo ha firmato

Il chiostro dei Santissimi Quattro Coronati è della prima metà del XIII secolo ed è opera del marmoraro Pietro de Maria, uno di quei nomi che i romani conoscono poco e che invece hanno costruito mezza Roma medievale. È un chiostro cosmatesco: colonnine binate, archi a tutto sesto, marmi di recupero lavorati e reimpiegati. La scheda vaticana della stazione quaresimale lo chiama semplicemente "l'antico chiostro costruito dai marmorai cosmateschi". Al centro c'è una vasca, attorno c'è un giardino curato dalle monache, e dal chiostro si accede all'Oratorio di Santa Barbara. La cosa che colpisce, se ci arrivate dalla confusione di via Labicana, è il rumore: non c'è. Sentite l'acqua e gli uccelli, e siete a quattrocento metri dal Colosseo. Il chiostro si visita dal martedì al venerdì la mattina, e il mercoledì e il venerdì anche il pomeriggio, con le differenze di orario fra le fonti che vi ho già elencato. Il mio consiglio è di andarci di mercoledì mattina, che è il giorno in cui tutte e tre le fonti ufficiali danno aperto sia il chiostro sia l'oratorio.

L'Aula Gotica: date, prenotazione, prezzo, limiti

Qui i dati sono precisi perché il sito dedicato li pubblica in modo chiaro, e li ho letti oggi. L'Aula Gotica nel 2026 si visita in otto fine settimana: 23 e 24 gennaio, 6 e 7 febbraio, 24 e 25 aprile, 12 e 13 maggio, 12 e 13 giugno, 18 e 19 settembre, 23 e 24 ottobre, 13 e 14 novembre. Gli orari d'ingresso sono a turni fissi: 9.00, 10.00, 11.00, 12.00, 13.00, 15.00, 16.00, 17.00, 18.00. Si prenota scrivendo ad archeocontesti@gmail.com indicando numero di partecipanti, data e ora preferite e un recapito telefonico. Il costo è di 10,00 euro a persona, con donazione facoltativa al monastero. Ogni turno accoglie un massimo di 20 persone e la visita è accompagnata da una guida in italiano. Un avvertimento che il sito ufficiale scrive e che io ripeto perché è importante: l'Aula Gotica non è munita di accesso idoneo per persone con grave disabilità motoria, perché ci si arriva per scale. Otto fine settimana l'anno, venti posti a turno: fate i conti e capite perché conviene scrivere con settimane di anticipo, non il giovedì per il sabato.

Basilica dei Santi Quattro Coronati
Basilica dei Santi Quattro Coronati

Cosa c'è dentro l'Aula Gotica

Il salone sta al primo piano della Torre Maggiore ed era l'ambiente più importante del palazzo cardinalizio: qui si tenevano banchetti e ricevimenti e si amministrava la giustizia. Le misure, secondo il sito ufficiale del progetto, sono 9 metri per 17,50, con un'altezza di 11,50 metri. Turismoroma.it parla di 300 metri quadrati di affreschi. Il ciclo dipinto fu eseguito, sempre secondo il sito ufficiale, fra il 1235 e il 1247, per volontà del cardinale Stefano Conti, nipote di Innocenzo III e cardinale di Santa Maria in Trastevere. I soggetti sono un programma enciclopedico: i mesi dell'anno con le attività agricole e artigiane corrispondenti, le arti liberali (Grammatica, Geometria, Musica, Matematica, Astronomia), le stagioni e i venti, un paesaggio marino, i segni zodiacali, le virtù e le beatitudini, figure bibliche e santi. Turismoroma.it aggiunge la presenza di vizi e virtù e di Salomone come giudice supremo. Il fondo su cui tutto questo si staglia è azzurro, ottenuto con l'azzurrite, un pigmento che allora costava carissimo e che serviva a dire, senza dirlo, quanto era ricco il committente.

1996: gli affreschi sotto sette strati di intonaco

La storia della riscoperta è la parte che tutti raccontano e quasi nessuno racconta bene. Gli affreschi dell'Aula Gotica furono individuati nel 1996. Turismoroma.it precisa che erano nascosti sotto sette strati di intonaco azzurro, e che erano rimasti lì sotto per circa ottocento anni. Non erano stati distrutti: erano stati coperti, il che nel restauro è la differenza fra la vita e la morte. Il recupero ha richiesto anni. Il comunicato del Ministero della cultura del 20 maggio 2014, che ho letto oggi su cultura.gov.it, documenta un intervento finanziato dalla società Arcus per 150.000 euro, che comprendeva lavori sul chiostro cosmatesco e le opere necessarie a rendere l'Aula Gotica visitabile; da giugno 2014 l'aula è aperta al pubblico su prenotazione, e le prime date furono il 17 e 18 giugno e il 15 e 16 luglio 2014. La vecchia versione di questa pagina diceva che gli affreschi erano "recentemente riscoperti" e si fermava lì: il dato corretto, ve lo chiarisco, è che sono stati trovati nel 1996 e che dal giugno 2014 esiste un calendario pubblico di visite prenotabili, arrivato oggi agli otto fine settimana del 2026.

L'attribuzione degli affreschi: cosa dicevo prima e cosa dicono le fonti oggi

Su questo devo fare una correzione netta. La vecchia versione di questa pagina diceva che per gli affreschi dell'Aula Gotica "è stato fatto il nome di Jacopo Torriti". Il dato corretto, ve lo chiarisco, è che nessuna delle fonti ufficiali che ho letto oggi fa quel nome. Il sito ufficiale aulagoticasantiquattrocoronati.it parla di un lavoro di più artisti e indica il Maestro Ornatista, il Terzo Maestro e, probabilmente, Giunta Pisano. Turismoroma.it attribuisce il ciclo al Terzo Maestro di Anagni. Sono due formulazioni compatibili fra loro, perché il Terzo Maestro citato dal sito e il Terzo Maestro di Anagni citato da turismoroma sono con ogni evidenza la stessa personalità artistica, ma nessuna delle due nomina Torriti. Le attribuzioni medievali cambiano man mano che il restauro avanza e la letteratura si assesta: quello che era plausibile quando questa pagina fu scritta oggi non è più quello che scrivono le fonti ufficiali. Ve lo dico e cambio il testo, invece di lasciare in giro un nome che non regge.

Chi erano i Quattro Coronati, e perché i nomi non tornano

Qui c'è una divergenza fra fonti che dichiaro e non risolvo, perché non sta a me risolverla. La vecchia versione di questa pagina elencava i quattro santi titolari come Castorio, Sinfroniano, Claudio e Nicostrato, attribuendo l'elenco alla Pontificia Academia Cultorum Martyrum. La scheda della stazione quaresimale pubblicata su vatican.va, che ho letto oggi, elenca invece Clemente, Simproniano, Claudio e Nicostrato. Due nomi su quattro coincidono, due no. Non scelgo: vi dico che la vecchia versione di questa pagina diceva Castorio e Sinfroniano, che vatican.va oggi scrive Clemente e Simproniano, e che se il dato vi serve per un lavoro serio dovete andare alla fonte agiografica, non a un sito di viaggi. La leggenda, quella su cui le fonti sono d'accordo, dice che erano quattro marmorari cristiani messi a morte sotto Diocleziano per essersi rifiutati di scolpire idoli pagani. Una seconda tradizione parla di quattro, o cinque, militari ugualmente martirizzati e sepolti presso le tombe dei martiri precedenti. Vatican.va precisa che furono sepolti ad Duas Lauros, sulla via Labicana, non lontano dalla residenza imperiale. La memoria liturgica cade l'8 novembre.

Perché i marmorari, le corporazioni edili e la Massoneria

Se erano scalpellini e sono morti per non aver scolpito, il passo successivo lo capite da soli: nel Medioevo i Quattro Coronati diventano i patroni delle corporazioni edili, e lo sono rimasti per le arti murarie, con tradizioni ancora vive a Bologna e a Firenze. Da lì la catena arriva fino alla Massoneria, che dell'arte del costruire ha fatto tutto il suo apparato simbolico: la Loggia di ricerca Quatuor Coronati di Londra, che porta esattamente il nome di questi quattro santi, tiene tuttora il proprio festival annuale l'8 novembre, il giorno della memoria liturgica. È uno di quei fili che attraversano millesettecento anni senza spezzarsi: quattro artigiani ammazzati a Roma sotto Diocleziano, una corporazione medievale di muratori, una loggia londinese dell'Ottocento che studia la storia della muratoria. La Basilica dei Santissimi Quattro Coronati è il capo di questo filo, ed è forse la ragione per cui in questa chiesa capita di incontrare visitatori che vengono da molto lontano e che non sono lì per turismo.

Basilica dei SS. Quattro Coronati
Basilica dei SS. Quattro Coronati

Dalla domus romana al titulus Aemilianae

Sotto tutto quello che vedete c'è una casa. Il complesso occupa dal IV secolo i luoghi di una ricca residenza aristocratica di età tardoantica, affacciata sull'antica via Tuscolana, il cui percorso corrisponde all'attuale via dei Santi Quattro: quando salite quella strada state camminando su un tracciato antico, non su una strada moderna. La primitiva aula absidata della residenza fu convertita in luogo di culto cristiano prima del 499, data della prima attestazione del titulus Aemilianae, che le fonti altomedievali identificano più volte con la chiesa dei Santi Quattro. Turismoroma.it colloca la fondazione della basilica alla metà del V secolo d.C. sui resti di una domus romana. Vale la pena fermarsi un attimo su questo passaggio, perché è il modello di quasi tutte le chiese titolari di Roma: non nascono su un terreno vuoto, nascono dentro una casa privata donata alla comunità cristiana, e per secoli portano il nome del proprietario invece che del santo. Aemiliana era una signora, non un martire. La posizione contava: la collina è alta, si domina la valle, e soprattutto si è a un passo dal Laterano, che era allora la sede del papato. Chi controllava questo pezzo di Celio stava dentro la stanza dei bottoni della cristianità.

Leone IV e la basilica carolingia

La prima grande stagione costruttiva è del IX secolo. Papa Leone IV, che regnò dall'847 all'855, trasformò l'edificio in una grande basilica a tre navate, con cripta e quadriportico e una torre in facciata. Turismoroma.it la annovera fra le più importanti basiliche della Roma carolingia, e la definizione è precisa: siamo negli anni in cui Roma ricostruisce se stessa dopo il sacco saraceno dell'846 e in cui il papato ridisegna la città in dialogo con l'impero franco. La fortificazione del complesso è di questa epoca: la cripta, la torre d'ingresso, all'epoca decorata sia all'interno sia all'esterno, il primo cortile con i primi edifici destinati al clero. Quella torre che vedete oggi arrivando da via dei Santi Quattro è, nella sostanza, la torre di Leone IV. Ci passate sotto senza pensarci e state attraversando un ingresso di milleduecento anni fa. Provate a fermarvi un secondo sotto l'arco e a guardare in su: le tracce delle decorazioni non ci sono più, ma la massa muraria è quella, e non assomiglia a nessun'altra facciata di chiesa romana.

Il 1084, Roberto il Guiscardo e la città bruciata

Poi arriva il disastro. Nel 1084 i soldati normanni di Roberto il Guiscardo, arrivati a Roma per liberare papa Gregorio VII assediato da Enrico IV, saccheggiano e incendiano la zona fra il Celio e il Laterano. La chiesa dei Santissimi Quattro Coronati brucia. Turismoroma.it scrive che l'edificio originario fu completamente ricostruito in seguito all'incendio del 1084 che devastò la città. Non fu un episodio locale: quell'incendio è uno degli eventi che cambiano la faccia di Roma per sempre, e la fascia fra Colosseo, Celio e Laterano è quella che ne uscì peggio. Se vi state chiedendo perché tante chiese di questa zona hanno una fase romanica costruita fra il 1090 e il 1130, la risposta è tutta lì. San Clemente, che sta a trecento metri, ha la stessa cicatrice: la basilica inferiore paleocristiana abbandonata e quella superiore ricostruita sopra. Camminare da San Clemente ai Santissimi Quattro Coronati significa camminare dentro il perimetro di un incendio del 1084.

Pasquale II ricostruisce più piccolo: come nasce il secondo cortile

La ricostruzione è opera di papa Pasquale II, che regnò dal 1099 al 1118, e la scelta che fece è la più interessante di tutta la storia di questo posto. Non ricostruì la basilica come prima. La rifece più piccola, riducendola alla sola metà ovest dell'ex navata centrale. Lo spazio che prima era la parte orientale della navata diventò l'attuale secondo cortile, quello che attraversate per arrivare in chiesa. Le due navate laterali furono inglobate: la destra nel palazzo del cardinale titolare, la sinistra nel monastero fondato dallo stesso Pasquale II. La scheda vaticana della stazione quaresimale lo dice in una riga: Pasquale II dedicò la basilica ai quattro martiri riducendone l'area originale. Ecco perché entrando avete quella sensazione strana di attraversare due cortili prima di trovare la chiesa: quei cortili erano la chiesa. State camminando dentro la pianta della basilica di Leone IV, all'aperto. È una delle poche occasioni a Roma in cui potete misurare a passi la differenza fra un edificio del IX secolo e il suo rifacimento del XII, semplicemente contando i metri fra la torre e la porta.

Sassovivo, i benedettini e il priorato del 1138

Un dettaglio che nel vecchio testo c'era e che tengo perché è di quelli che spiegano come funzionava davvero la Chiesa medievale: dal 1138 il monastero fondato da Pasquale II divenne un priorato dell'abbazia benedettina di Santa Croce di Sassovivo, presso Foligno. Cioè il complesso romano dipendeva da una casa madre umbra. Sassovivo, nell'XI e XII secolo, era una potenza monastica con decine di dipendenze sparse fra Umbria, Marche, Lazio e perfino in Dalmazia, e i Santissimi Quattro Coronati erano la sua testa di ponte a Roma. Non è un dettaglio da eruditi: significa che per quasi quattro secoli chi governava questo pezzo di Celio rispondeva a un abate che stava a centocinquanta chilometri di distanza, e che i monaci che ci vivevano erano benedettini, non agostiniani. Le monache Agostiniane, quelle che ci sono oggi, arrivano molto dopo. Se guardate il chiostro pensando a un luogo agostiniano state sbagliando di quattrocento anni: quel chiostro lo hanno costruito e usato i benedettini.

Basilica dei SS. Quattro Coronati
Basilica dei SS. Quattro Coronati

Il cardinale Stefano Conti e il palazzo fortificato

Il XIII secolo è il momento in cui questo posto diventa quello che vedete. Il cardinale Stefano Conti, vicario del papa in città, nipote di Innocenzo III e cardinale di Santa Maria in Trastevere, fece erigere qui, prima del 1246, un grande palazzo dotato di torri e stanze affrescate. Di quel palazzo restano la Cappella di San Silvestro e l'Aula Gotica. Turismoroma.it descrive l'ampliamento duecentesco come l'aggiunta al complesso del dormitorio monastico, del chiostro e di un palazzo cardinalizio fortificato dominato dalla Torre Maggiore. Vale la pena capire il contesto: erano gli anni dello scontro fra il papato e l'imperatore Federico II, e Roma era una città in cui le famiglie baronali si combattevano da torre a torre. Un cardinale che costruisce un palazzo con le torri a quattrocento metri dal Laterano non sta facendo architettura, sta prendendo posizione. Il complesso ha ancora oggi l'aspetto di una fortezza, e non è un effetto ottico: era una fortezza. Se arrivate dalla valle del Colosseo e guardate in su, quella massa muraria compatta con la torre in facciata vi arriva addosso prima ancora che leggiate il nome sulla porta.

Il cardinale Carillo, Martino V e la sede pontificia del Quattrocento

Un capitolo che quasi nessuno racconta. Dopo la cattività avignonese, quando i papi tornarono a Roma e trovarono il Laterano in rovina, il complesso dei Santissimi Quattro Coronati fu dichiarato sede pontificia da papa Martino V. Nel XV secolo il cardinale Carillo fece eseguire importanti restauri, testimoniati dall'iscrizione con il suo stemma murata nel primo cortile, sotto la torre. Quell'iscrizione c'è ancora: passateci sotto e alzate gli occhi a sinistra. Per qualche anno, quindi, questo è stato uno dei luoghi da cui si governava la Chiesa universale. Poi la sede papale si spostò definitivamente in Vaticano, e l'importanza del complesso decadde nel giro di una generazione. Turismoroma.it riassume il passaggio in modo asciutto: dopo il trasferimento papale ad Avignone seguì il declino, fino alla trasformazione voluta da Pio IV nel 1564. È una parabola che a Roma si ripete: un luogo centrale per due secoli diventa periferico non perché cambia il luogo, ma perché si sposta il centro.

12 marzo 1564: le Agostiniane, le orfane e la clausura

La data è precisa e nel vecchio testo c'era: il 12 marzo 1564, per volontà di papa Pio IV, l'insieme fu affidato alle monache di clausura Agostiniane e adibito a orfanotrofio femminile. Turismoroma.it lo chiama con il suo nome storico, Conservatorio delle Zitelle, e precisa che le monache Agostiniane vi risiedono da oltre 450 anni. Tutti gli ambienti che affacciano sul cortile furono trasformati in dormitori per le orfane. Fermatevi un secondo su questo: le stanze che oggi guardate come architettura medievale sono state per secoli camerate di bambine senza famiglia. Il complesso ha smesso di essere un palazzo di potere ed è diventato un'istituzione assistenziale, e proprio quel declassamento lo ha salvato. Nessuno lo ha demolito per farci un palazzo barocco, nessuno lo ha rimaneggiato per farci un museo. Lo hanno usato, l'hanno intonacato, l'hanno imbiancato, e sotto quell'intonaco sono rimasti gli affreschi che nel 1996 sono tornati fuori. Anche nel XVII secolo si lavorò: fu affrescato il catino absidale e fu ricostruita una parte del primo cortile.

Antonio Munoz e il ripristino medievale del Novecento

Agli inizi del XX secolo entra in scena Antonio Munoz, l'architetto e storico dell'arte che ha ridisegnato mezza Roma monumentale fra le due guerre. Grazie ai suoi restauri fu ripristinato l'aspetto medievale della basilica, della torre d'ingresso, del chiostro e della cappella di San Silvestro. Questa è una notizia che va letta con attenzione, perché il verbo "ripristinare" nasconde sempre una scelta. Munoz apparteneva a una scuola che toglieva le aggiunte moderne per restituire un presunto stato originario: il che vuol dire che quello che vedete oggi è, in parte, un medioevo interpretato dal Novecento. Vale per i Santissimi Quattro Coronati come vale per Santa Sabina all'Aventino, altro cantiere di Munoz. Non è un difetto, è un dato di fatto che cambia il modo in cui guardate le superfici: la struttura è autentica, la pulizia con cui si legge oggi è una scelta di cento anni fa. Chi vi dice che qui il tempo si è fermato non ha letto la storia del restauro.

Cosa vedi dentro la basilica

Passiamo a quello che avete davanti quando entrate in chiesa. L'interno è a tre navate, con matronei impostati su colonne provenienti da monumenti imperiali romani, come precisa turismoroma.it. I capitelli sono di spoglio: vengono da altre costruzioni antiche, sono stati staccati e rimessi qui, e se li guardate uno per uno vi accorgete che non sono uguali. Il pavimento è cosmatesco, originale, con grandi dischi di marmo e porfido e mosaici policromi realizzati con frammenti di marmi antichi. L'abside è un caso unico a Roma: abbraccia tutte e tre le navate, invece di chiudere solo quella centrale, ed è la conseguenza diretta della riduzione voluta da Pasquale II, che si trovò a dover chiudere con un catino uno spazio nato per essere più stretto. Gli affreschi absidali sono opera del pittore fiorentino Giovanni da San Giovanni e raffigurano la storia dei Coronati. E poi ci sono i matronei, le gallerie sopra le navate laterali: quelli dei Santissimi Quattro Coronati sono gli ultimi matronei costruiti a Roma. Dopo di questi, nessuno ne fece più. Sono un pezzo di storia dell'architettura che finisce, e sta lì sopra la vostra testa.

Basilica dei SS. Quattro Coronati
Basilica dei SS. Quattro Coronati

Gli oratori di Santa Barbara e di San Nicola

Dentro il monastero ci sono due cappelle di notevole interesse storico e artistico che quasi nessuno cita. L'Oratorio di Santa Barbara si raggiunge dal chiostro, quindi è nel giro possibile se il chiostro è aperto. L'Oratorio di San Nicola invece no: in origine era affacciato sulla navata destra della basilica, oggi è compreso nella clausura monastica e l'interno non è visitabile, salvo rare eccezioni che le monache pubblicano sul proprio sito nella pagina delle informazioni turistiche. L'intitolazione a Nicola è convenzionale: un oratorio dedicato a Nicola è citato nel Liber Pontificalis insieme a quelli di Sisto e di Barbara in relazione alla basilica, ma l'identificazione con questo ambiente è una ricostruzione degli studiosi, non una certezza documentaria. Lo scrivo perché è il tipo di sfumatura che le guide saltano sempre e che invece dice come si fa storia dell'arte: si mette insieme un nome trovato in una fonte del IX secolo con un ambiente esistente, e si accetta che sia un'ipotesi. Se ci tenete a vederlo, l'unica strada onesta è tenere d'occhio il sito delle monache.

L'organo positivo e la testa di san Sebastiano

Due oggetti singolari che nel vecchio testo c'erano e che tengo volentieri. Il primo è l'organo positivo ad ala, probabilmente opera degli organari Testa, databile alla seconda metà del XVII secolo, integro nelle sue caratteristiche originarie, con 9 registri per un totale di 380 canne. Un organo positivo ad ala integro del Seicento è una rarità: la maggior parte degli strumenti di quell'epoca è stata rifatta, ampliata o buttata via nell'Ottocento. Il secondo è il reliquiario che conserva la testa di san Sebastiano, mentre il resto del corpo è deposto nella basilica sopra le catacombe che portano il suo nome, sull'Appia Antica. Se volete chiudere il cerchio, la scheda dell'altro capo di questa storia è Catacombe di San Sebastiano e la basilica è San Sebastiano fuori le Mura. La divisione delle reliquie fra due chiese distanti quattro chilometri non è un'anomalia, era la norma: il corpo di un martire era un capitale, e si divideva per moltiplicare i luoghi di culto.

La Stanza del Calendario e la Sala delle Pentafore

Due ambienti che il vecchio testo citava di sfuggita e che meritano una riga in più. La Stanza del Calendario è l'anticamera del parlatorio ed è ornata da un affresco del XIII secolo: turismoroma.it la descrive esattamente così. Il parlatorio, in un monastero di clausura, è la stanza in cui le monache parlano con l'esterno attraverso una grata, quindi state parlando della soglia fra due mondi, decorata nel Duecento. La Sala delle Pentafore prende il nome dalle finestre a cinque luci, le pentafore appunto, che ne scandiscono la parete. Sono ambienti che non si vedono nella visita ordinaria e che rientrano nei percorsi delle giornate di apertura dell'Aula Gotica: se prenotate uno di quegli otto fine settimana, chiedete espressamente cosa comprende il giro, perché il contenuto delle aperture straordinarie cambia da un anno all'altro e nessuna fonte ufficiale lo fissa una volta per tutte.

Basilica dei SS. Quattro Coronati
Basilica dei SS. Quattro Coronati

Le messe e la vita liturgica

Se volete vedere il posto vivo e non solo visitarlo, gli orari delle celebrazioni sono l'informazione più utile. Il sito delle monache Agostiniane pubblica la giornata monastica: nei giorni feriali Ufficio delle Letture alle 6.30, Lodi alle 7.45, le ore canoniche distribuite fra le 8.30 e le 15.15, Vespri alle 18.30, Santa Messa e Rosario alle 19.00. La domenica e nelle solennità la Messa principale è alle 11.00 e alle 18.00 ci sono Vespri e Adorazione Eucaristica. Turismoroma.it riporta orari compatibili per le messe: feriali alle 19.00, sabato e prefestivi alle 19.00, domenica e festivi alle 11.00. Segnalo però che la versione inglese della stessa scheda di turismoroma.it aggiunge per il sabato e i festivi anche una messa alle 7.45, che nella versione italiana non compare: è una piccola incoerenza interna alla stessa fonte, la dichiaro e non la sciolgo. Il consiglio pratico è che i Vespri delle 18.30 cantati da una comunità di clausura, in una chiesa del XII secolo quasi vuota, sono una delle cose più belle e meno note che si possano fare a Roma senza pagare un euro. Non è uno spettacolo, ed è meglio comportarsi di conseguenza: si entra, ci si siede in fondo, non si fotografa.

La stazione quaresimale e l'8 novembre

Due date da segnare se volete beccare la basilica nei suoi giorni grossi. La prima è il lunedì della IV settimana di Quaresima, quando qui si celebra la stazione quaresimale: lo conferma la scheda pubblicata su vatican.va, che descrive proprio la stazione ai Santi Quattro Coronati. Le stazioni quaresimali sono un itinerario liturgico che risale all'alto medioevo e che ancora oggi porta ogni giorno di Quaresima una celebrazione in una chiesa diversa di Roma, seguendo un calendario fissato secoli fa. La seconda è l'8 novembre, memoria liturgica dei Quattro Coronati, giorno in cui la chiesa titolare è nel suo momento di massima attività e in cui, come raccontavo prima, la loggia londinese che porta il loro nome tiene il proprio festival annuale a tremila chilometri di distanza. Se potete scegliere quando venire, uno di questi due giorni vi fa vedere la Basilica dei Santissimi Quattro Coronati per quello che è: una chiesa che funziona, non un monumento.

Con i bambini

Verdetto onesto: funziona meglio di quanto sembri, ma a certe condizioni. La basilica in sé è breve, dieci minuti bastano, e ai bambini piace il pavimento cosmatesco perché è pieno di cerchi e forme che sembrano un gioco. Il chiostro è il pezzo forte: c'è il giardino, c'è l'acqua, si sta all'aperto e non si deve stare zitti come in chiesa. La parte che i più piccoli non reggono è l'Oratorio di San Silvestro, che è una stanza scura con affreschi che vanno spiegati, e soprattutto l'Aula Gotica, che è una visita guidata di gruppo con un massimo di 20 persone: portarci un bambino di sei anni significa rovinare la visita a lui e agli altri diciannove. Dagli undici-dodici anni in su, invece, l'Aula Gotica funziona benissimo, perché i mesi con le attività agricole, i segni zodiacali e le arti liberali sono un fumetto medievale e si leggono come tale. Occhio alle scale: il complesso ne ha parecchie e non ci sono ascensori, quindi il passeggino qui è un problema serio.

Accessibilità: cosa so e cosa non so

Vi do quello che ho verificato e vi dico dove mi fermo. Il dato certo, scritto dal sito ufficiale del progetto, è che l'Aula Gotica non è munita di accesso idoneo per persone con grave disabilità motoria, perché la si raggiunge per scale: è al primo piano della Torre Maggiore e non c'è ascensore. Su basilica, chiostro e Oratorio di San Silvestro nessuna delle fonti ufficiali lette oggi pubblica una scheda di accessibilità dettagliata; turismoroma.it rimanda genericamente alla sezione Roma accessibile del proprio portale, senza dare misure, gradini o percorsi alternativi per questo complesso. Non invento: se avete un problema di mobilità, la strada giusta è chiamare il 06 70475427 o il cellulare informazioni turistiche 335 4952 48 e chiedere prima. Quello che posso dirvi per esperienza diretta, e ve lo do come impressione personale e non come dato ufficiale, è che via dei Santi Quattro è in salita e che fra la strada e la chiesa ci sono due cortili e alcuni dislivelli: non è un percorso piano.

Quando andarci: giorni, ore, luce

Il giorno migliore è il mercoledì, e non è un'opinione romantica: è l'unico giorno, insieme al venerdì, in cui tutte le fonti ufficiali danno aperti insieme la basilica, il chiostro e l'Oratorio di San Silvestro, sia la mattina sia il pomeriggio. L'ora migliore è fra le 10.00 e le 12.00, che è la finestra su cui le tre fonti convergono per l'oratorio anche nella lettura più restrittiva. La luce migliore per la basilica è il tardo pomeriggio, quando entra dalle finestre alte e taglia il pavimento cosmatesco di lato facendo risaltare i dischi di porfido. Il chiostro rende meglio la mattina presto, quando il sole batte solo su un lato del colonnato e l'ombra fa il resto. In agosto attenzione: il sito delle monache segnala per l'estate un regime di aperture del chiostro su giorni limitati, con orario 9.30-12.00, quindi se venite in piena estate date per scontato che il pomeriggio sia chiuso e organizzatevi di mattina. In inverno, al contrario, l'oratorio alle 16.00 con poca luce naturale è meno leggibile: gli affreschi bizantineggianti hanno bisogno di luce.

Cosa c'è intorno, a piedi

Questa è una delle zone di Roma con la densità di roba per metro quadro più alta in assoluto, e quasi tutto si fa camminando. A trecento metri, scendendo verso via Labicana, c'è Basilica di San Clemente, con i suoi tre livelli sovrapposti e il mitreo in fondo. Continuando si arriva al Colosseo e all'Arco di Costantino, che con la Donazione di Costantino affrescata qui accanto fa un accostamento che vale la deviazione. Sul colle Oppio, dall'altra parte di via Labicana, c'è la Domus Aurea e poco più su San Pietro in Vincoli con il Mosè di Michelangelo. Dalla parte opposta, cinque minuti verso sud, si arriva a Basilica di San Giovanni in Laterano e alla Scala Santa, e poco oltre a Santa Croce in Gerusalemme. Sul Celio, a pochi minuti, ci sono le Case Romane del Celio sotto la Basilica dei Santi Giovanni e Paolo. Se vi resta tempo e volete restare in tema di pavimenti cosmateschi e mosaici, salite verso l'Esquilino fino a Basilica di Santa Prassede e Santa Maria Maggiore. Per mettere insieme un itinerario di due giorni vi conviene partire da Il mio viaggio.

Basilica dei SS. Quattro Coronati
Basilica dei SS. Quattro Coronati

Una curiosità su Basilica dei Santissimi Quattro Coronati

La curiosità che preferisco riguarda i cortili. Quando entrate, prima di arrivare in chiesa, ne attraversate due, e la maggior parte dei visitatori li vive come un fastidio, un corridoio a cielo aperto da superare in fretta. Sono invece la cosa più straordinaria del complesso, perché il secondo cortile è la basilica. Letteralmente: quando papa Pasquale II ricostruì la chiesa dopo l'incendio del 1084, la ridusse alla sola metà ovest della vecchia navata centrale, e la metà orientale, quella che non ricostruì, restò come spazio aperto. Voi camminate dentro il perimetro della basilica di Leone IV, sotto il cielo, e non ve ne accorgete. È l'unico caso a Roma che conosca in cui l'errore prospettico è a favore del visitatore: pensate di essere fuori, siete dentro. La mia opinione netta è che questo dettaglio dovrebbe stare su un pannello all'ingresso, e invece non c'è. Provate a fermarvi in mezzo al secondo cortile, guardare la facciata della chiesa attuale e immaginare che quella parete non ci sia: quello che vedete è la lunghezza vera della basilica carolingia, e vi lascia senza parole per quanto era grande.

Una cosa che non ti dice nessuno su Basilica dei Santissimi Quattro Coronati

Che si suona il campanello e si aspetta. Nessuna guida lo scrive con la chiarezza necessaria, e il risultato è che centinaia di persone all'anno arrivano fino a qui, entrano in chiesa, si guardano intorno, non trovano nessuna indicazione per l'Oratorio di San Silvestro e se ne vanno convinte che sia chiuso. Non è chiuso: bisogna suonare alla portineria del monastero, come scrive testualmente il sito delle monache, lasciare l'offerta e farsi aprire. Dall'altra parte c'è una comunità di clausura, quindi la monaca che vi risponde non la vedete e il passaggio avviene attraverso l'apertura del parlatorio. La seconda cosa che nessuno dice è che questa procedura non è un obolo simbolico: quei soldi sono l'unica entrata di un complesso monumentale senza biglietteria, senza sponsor e senza bookshop. La terza cosa che nessuno dice è che se il pomeriggio trovate chiuso non è un disservizio, è una comunità religiosa che ha altro da fare, e tutte le fonti ufficiali lo scrivono a chiare lettere: apertura pomeridiana non garantita. Mettetevelo in conto e verrete via contenti.

Il consiglio che ti do per visitare Basilica dei Santissimi Quattro Coronati

Il consiglio è uno solo e lo do senza giri di parole: fate due viaggi, non uno. Primo viaggio, un mercoledì o un venerdì mattina qualunque, arrivo alle 10.00, basilica, chiostro, Oratorio di San Silvestro, offerta, un'ora e mezza in tutto, zero prenotazioni, zero costi fissi. Secondo viaggio, uno degli otto fine settimana del 2026 in cui apre l'Aula Gotica, con prenotazione mandata via email ad archeocontesti@gmail.com con settimane di anticipo, dieci euro a testa e guida in italiano. Chi prova a fare tutto in un colpo solo finisce per stare due ore in un posto che ne chiede quattro, e soprattutto rischia di trovare il chiostro chiuso perché nei giorni dell'Aula Gotica gli orari ordinari saltano. Aggiungo un consiglio secondario che vale oro: non venite qui subito dopo San Clemente. San Clemente è denso, stratificato, spettacolare, e vi lascia il cervello pieno. I Santissimi Quattro Coronati chiedono silenzio e attenzione, e se ci arrivate stanchi ne cogliete un terzo. Fate il contrario: prima qui, la mattina presto, poi San Clemente.

Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato

Che questo posto è stato sede pontificia. Lo sanno gli storici, sta scritto nelle schede, e non lo dice quasi mai nessuno ad alta voce: nel XV secolo, dopo il ritorno dei papi da Avignone, quando il Laterano era in condizioni pietose e il Vaticano non era ancora quello che sarebbe diventato, papa Martino V dichiarò il complesso dei Santissimi Quattro Coronati sede pontificia. Cioè per un periodo il centro di comando della Chiesa cattolica è stato dietro quella torre in via dei Santi Quattro. Il cardinale Carillo finanziò i restauri necessari, e la sua iscrizione con lo stemma è ancora murata nel primo cortile, sotto la torre: è una lapide che nessuno guarda e che certifica un fatto enorme. Poi la storia si è spostata di tre chilometri, verso il Vaticano, e questo posto è tornato a essere un monastero di periferia dentro le mura. La cosa che mi colpisce, ogni volta che ci passo, è quanto poco ci sia messo: due o tre generazioni, e un luogo che governava la cristianità è diventato un orfanotrofio per bambine povere.

La foto giusta da fare a Basilica dei Santissimi Quattro Coronati

La foto giusta non è la facciata e non è l'abside. È il chiostro, ripreso da sotto il portico, con le colonnine binate in primo piano sfocate e il giardino a fuoco in fondo: quella geometria cosmatesca del XIII secolo, con la vasca al centro, è la cosa più fotogenica del complesso e regge benissimo anche col telefono. Ora del giorno: mattina, fra le 9.30 e le 11.00, quando il sole taglia in diagonale e metà colonnato resta in ombra. Seconda foto, se ci tenete: la salita di via dei Santi Quattro con la torre d'ingresso in fondo, fatta dal basso, che restituisce l'aspetto da fortezza. Terza, dentro la chiesa, il pavimento cosmatesco ripreso quasi da terra, con i grandi dischi di porfido in prospettiva. Due avvertenze serie. Nell'Oratorio di San Silvestro chiedete prima di fotografare, perché siete entrati grazie alla cortesia di qualcuno e non con un biglietto. Nell'Aula Gotica seguite quello che vi dice la guida: sono affreschi appena restaurati, il flash è fuori discussione, e la visita dura poco e vale più con gli occhi che con lo schermo. La mia opinione netta: qui la foto migliore è quella che non fate, e cioè restare cinque minuti fermi in chiostro senza tirare fuori niente dalla tasca.

Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia

Metto in fila le date che contano, tutte verificate sulle fonti lette oggi. Prima del 499: primo documento che attesta il titulus Aemilianae, poi identificato con questa chiesa. Metà del V secolo: fondazione della basilica sui resti di una domus romana. Metà del IX secolo, sotto papa Leone IV (847-855): ricostruzione monumentale a tre navate con cripta, quadriportico e torre in facciata, e fortificazione del complesso. 1084: i soldati normanni di Roberto il Guiscardo saccheggiano e incendiano la zona, la chiesa brucia. Fra il 1099 e il 1118: papa Pasquale II ricostruisce riducendo la basilica alla metà ovest della vecchia navata centrale. 1138: il monastero diventa priorato dell'abbazia benedettina di Santa Croce di Sassovivo presso Foligno. Fra il 1235 e il 1247: il cardinale Stefano Conti fa affrescare l'Aula Gotica. Prima del 1246: si completa il palazzo cardinalizio con torri e stanze affrescate. Prima metà del XIII secolo: il marmoraro Pietro de Maria realizza il chiostro cosmatesco. XV secolo: papa Martino V dichiara il complesso sede pontificia, il cardinale Carillo finanzia i restauri. 12 marzo 1564: papa Pio IV affida il complesso alle monache Agostiniane di clausura e lo trasforma in orfanotrofio femminile. 1574: gli affreschi del presbiterio dell'oratorio, attribuiti a Raffaellino da Reggio. XVII secolo: catino absidale affrescato e ricostruzione di parte del primo cortile. Inizio XX secolo: restauri di Antonio Munoz. 1996: scoperta degli affreschi dell'Aula Gotica sotto sette strati di intonaco. 20 maggio 2014: il Ministero annuncia l'apertura al pubblico dell'Aula Gotica, con restauro finanziato da Arcus per 150.000 euro; prime visite il 17 e 18 giugno 2014. 16 dicembre 2025: apre la stazione Colosseo/Fori Imperiali della metro C, che cambia il modo di arrivare qui.

Chi è passato da Basilica dei Santissimi Quattro Coronati

L'elenco è più pesante di quanto il posto lasci immaginare, e lo tengo strettamente a chi le fonti lette oggi collegano davvero a questo complesso. Papa Leone IV, che a metà del IX secolo lo trasforma in una grande basilica fortificata. Papa Pasquale II, che dopo il 1084 lo ricostruisce ridotto e fonda il monastero. Il cardinale Stefano Conti, nipote di papa Innocenzo III e cardinale di Santa Maria in Trastevere, vicario del papa in città, che ci costruisce il palazzo e fa affrescare l'Aula Gotica fra il 1235 e il 1247. Il marmoraro Pietro de Maria, che firma il chiostro. Il cardinale Carillo, che nel Quattrocento paga i restauri e lascia il suo stemma murato nel primo cortile. Papa Martino V, che dichiara il complesso sede pontificia. Papa Pio IV, che il 12 marzo 1564 lo consegna alle Agostiniane. Il pittore fiorentino Giovanni da San Giovanni, autore degli affreschi absidali con la storia dei Coronati. Raffaellino da Reggio, a cui sono attribuiti gli affreschi del presbiterio dell'oratorio, datati 1574. Gli organari Testa, probabili autori dell'organo positivo seicentesco. Antonio Munoz, l'architetto che agli inizi del Novecento ne ripristina l'aspetto medievale. E gli artisti anonimi dell'Aula Gotica, che le fonti ufficiali di oggi chiamano Maestro Ornatista e Terzo Maestro, con la probabile presenza di Giunta Pisano. Più, ininterrottamente da oltre quattrocentocinquant'anni, generazioni di monache Agostiniane di clausura e migliaia di bambine orfane che qui hanno avuto un letto.

Le correzioni che ho fatto alla vecchia versione di questa pagina

Le metto insieme in un punto solo, perché mi sembra più onesto che nasconderle nei paragrafi. Uno: la vecchia versione diceva che per gli affreschi dell'Aula Gotica era stato fatto il nome di Jacopo Torriti. Il dato corretto, ve lo chiarisco, è che le fonti ufficiali lette oggi parlano di più artisti, Maestro Ornatista e Terzo Maestro con probabile presenza di Giunta Pisano secondo il sito del progetto, Terzo Maestro di Anagni secondo turismoroma.it, e Torriti non compare. Due: la vecchia versione elencava i quattro santi come Castorio, Sinfroniano, Claudio e Nicostrato; la scheda su vatican.va scrive Clemente, Simproniano, Claudio e Nicostrato. Qui non correggo, dichiaro: due fonti divergono e ve lo dico. Tre: la vecchia versione datava genericamente al XIII secolo gli affreschi dell'Aula Gotica; oggi il sito ufficiale li colloca fra il 1235 e il 1247. Quattro: la vecchia versione diceva che gli affreschi erano stati riscoperti "recentemente" senza dire quando fossero visitabili; oggi sappiamo che l'apertura al pubblico su prenotazione parte dal giugno 2014 e che il calendario 2026 prevede otto fine settimana. Cinque: la vecchia versione non conteneva nessuna informazione pratica, nessun indirizzo, nessun orario, nessun prezzo e nessuna indicazione di trasporto; adesso ci sono tutti, con la fonte accanto. Sei: la vecchia versione ospitava nel corpo un widget di prenotazione alberghiera e un identificativo di tour affiliato; sono stati rimossi, e in questa pagina non c'è nessun link affiliato.

Domande veloci su Basilica dei Santissimi Quattro Coronati

Dove si trova esattamente la Basilica dei Santissimi Quattro Coronati?

In via dei Santi Quattro 20, 00184 Roma, sulle pendici del colle Celio, fra il Colosseo e San Giovanni in Laterano. L'indirizzo è confermato oggi sia dal sito delle monache Agostiniane sia da turismoroma.it.

Quanto costa entrare nella Basilica dei Santissimi Quattro Coronati?

Entrare in chiesa è gratuito: nessuna delle fonti ufficiali lette oggi indica un biglietto. Per il chiostro e per l'Oratorio di San Silvestro il sito ufficiale scrive che è gradita un'offerta, senza indicare un importo. L'Aula Gotica costa 10,00 euro a persona.

Quali sono gli orari della basilica?

Le due fonti ufficiali non coincidono. Il sito delle monache indica lunedì-sabato 6.30-12.45 e 15.15-19.30, martedì pomeriggio 15.15-15.30 e 17.00-19.30, domenica 6.45-12.00 e 15.30-19.30. Il sito dell'Aula Gotica indica 6.30-12.45 e 15.30-20.00. Vi do entrambe e vi consiglio di telefonare prima.

Come si visita l'Oratorio di San Silvestro?

Si suona alla portineria del monastero, come scrive testualmente il sito delle monache Agostiniane, si lascia un'offerta e vi viene aperto. Le monache sono di clausura, quindi il contatto avviene attraverso l'apertura del parlatorio e non faccia a faccia.

Quanto si lascia di offerta per l'Oratorio di San Silvestro?

Nessuna fonte ufficiale letta oggi indica una cifra: la formula esatta è che per l'accesso è gradito il pagamento di un'offerta. Non vi scrivo un importo che non ho verificato: portate qualche moneta e regolatevi voi.

Che orari ha l'Oratorio di San Silvestro?

La mattina dal lunedì al sabato, ma le fonti divergono: le monache scrivono 10.00-12.00, turismoroma.it 9.30-12.00, il sito dell'Aula Gotica 9.30-12.15. Il pomeriggio 16.00-17.30 è dichiarato non garantito da tutte e tre.

Che orari ha il chiostro?

Dal martedì al venerdì la mattina e il mercoledì e il venerdì anche il pomeriggio. Le monache indicano 9.30-12.00 e 15.30-17.30, il sito dell'Aula Gotica 9.30-11.45 e 15.00-17.30. In estate il chiostro apre su giorni limitati con orario 9.30-12.00.

Serve prenotare per visitare la basilica?

No, per la chiesa non serve prenotare e non si paga. Serve prenotare solo per l'Aula Gotica, scrivendo ad archeocontesti@gmail.com.

Quando si può visitare l'Aula Gotica nel 2026?

In otto fine settimana: 23-24 gennaio, 6-7 febbraio, 24-25 aprile, 12-13 maggio, 12-13 giugno, 18-19 settembre, 23-24 ottobre, 13-14 novembre. I turni d'ingresso sono alle 9, 10, 11, 12, 13, 15, 16, 17 e 18.

Quante persone entrano per turno nell'Aula Gotica?

Un massimo di 20 persone per turno, con guida in italiano, secondo il sito ufficiale del progetto letto oggi.

Come si prenota l'Aula Gotica?

Via email ad archeocontesti@gmail.com, indicando numero di partecipanti, data e ora preferite e un recapito telefonico. Con otto weekend l'anno e venti posti a turno, scrivete con settimane di anticipo.

L'Aula Gotica è accessibile a chi ha difficoltà motorie?

No. Il sito ufficiale scrive che l'Aula Gotica non è munita di accesso idoneo per persone con grave disabilità motoria, perché si raggiunge per scale e si trova al primo piano della Torre Maggiore.

Come ci si arriva con la metropolitana?

Dal 16 dicembre 2025 la linea C ha aperto le stazioni Colosseo/Fori Imperiali, dove si scambia con la linea B, e Porta Metronia. Il sito dell'Aula Gotica indica anche la fermata Manzoni della linea A. Da Colosseo sono circa dieci minuti a piedi, in salita.

Quali autobus arrivano vicino?

L'unica linea che ho potuto verificare oggi su fonte ufficiale è la 218, che romamobilita.it segnala con nuove fermate attorno a Porta Metronia, fra cui piazza San Giovanni in Laterano, a cinque o sei minuti a piedi. Per le linee su via Labicana non ho trovato oggi una pagina ATAC che le elenchi per quella fermata: controllate su atac.roma.it.

Fino a che ora circola la metro C?

Prima e ultima corsa da Colosseo e da Pantano alle 5.30 e alle 23.30 da domenica a giovedì; il venerdì e il sabato dalle 5.30 all'1.30, secondo romamobilita.it.

Quanto tempo ci vuole per visitare tutto?

Per basilica, chiostro e Oratorio di San Silvestro contate un'ora e mezza tranquilla. Aggiungendo l'Aula Gotica in un giorno di apertura si arriva facilmente a tre ore. Il mio consiglio è di dividere in due visite distinte.

Si possono fare fotografie?

In chiesa e in chiostro normalmente sì, senza flash e con buon senso. Nell'Oratorio di San Silvestro chiedete prima, perché entrate grazie alla disponibilità delle monache. Nell'Aula Gotica seguite le indicazioni della guida: sono affreschi restaurati di recente.

Ci sono ancora monache che ci vivono?

Sì. Le monache Agostiniane di clausura abitano il monastero dal 12 marzo 1564: turismoroma.it scrive che vi risiedono da oltre 450 anni. Il complesso non è un museo, è una casa religiosa abitata.

Che differenza c'è fra la basilica e il monastero?

La basilica è la chiesa aperta al pubblico. Il monastero è la parte in clausura, dove si vive e dove non si entra, salvo gli ambienti aperti nelle visite guidate. Chiostro e Oratorio di San Silvestro stanno in mezzo: si visitano con il permesso delle monache.

Che cos'è la Donazione di Costantino dipinta nell'oratorio?

È la scena, tratta dagli Actus Silvestri, in cui l'imperatore Costantino consegna a papa Silvestro il potere temporale su Roma. Il documento su cui si fondava è apocrifo, come precisa anche turismoroma.it, ma nel Duecento serviva a sostenere le rivendicazioni del papato, e per questo fu dipinta qui, a due passi dal Laterano.

Perché si chiamano Quattro Coronati?

Secondo la leggenda erano quattro marmorari cristiani uccisi sotto Diocleziano per essersi rifiutati di scolpire idoli pagani; una seconda tradizione parla di quattro o cinque militari martirizzati e sepolti presso le loro tombe. La memoria liturgica cade l'8 novembre.

Quali sono i nomi dei quattro santi?

Qui le fonti divergono e io lo dichiaro: la vecchia versione di questa pagina scriveva Castorio, Sinfroniano, Claudio e Nicostrato, mentre la scheda pubblicata su vatican.va scrive Clemente, Simproniano, Claudio e Nicostrato. Se il dato vi serve con precisione, andate alla fonte agiografica.

Quando furono scoperti gli affreschi dell'Aula Gotica?

Nel 1996, sotto sette strati di intonaco azzurro secondo turismoroma.it, dopo essere rimasti coperti per circa ottocento anni. Il restauro è stato lungo e l'apertura al pubblico su prenotazione è iniziata nel giugno 2014.

Chi ha dipinto gli affreschi dell'Aula Gotica?

Il sito ufficiale del progetto parla di più artisti: il Maestro Ornatista, il Terzo Maestro e probabilmente Giunta Pisano. Turismoroma.it attribuisce il ciclo al Terzo Maestro di Anagni. Il nome di Jacopo Torriti, che compariva nella vecchia versione di questa pagina, non è confermato da nessuna delle fonti ufficiali lette oggi.

Quanto è grande l'Aula Gotica?

Il salone misura 9 metri per 17,50 ed è alto 11,50 metri, secondo il sito ufficiale. Turismoroma.it parla di 300 metri quadrati di affreschi.

Perché l'abside della basilica è considerata unica a Roma?

Perché abbraccia tutte e tre le navate invece di chiudere solo quella centrale. È una conseguenza della riduzione della chiesa voluta da Pasquale II dopo l'incendio del 1084, e non ha altri esempi in città.

Che cosa sono i matronei e perché contano qui?

Sono le gallerie sopra le navate laterali, riservate alle donne nelle chiese medievali. Quelli dei Santissimi Quattro Coronati, costruiti nella ricostruzione di Pasquale II, sono gli ultimi matronei realizzati a Roma.

La visita è adatta ai bambini?

La basilica e il chiostro sì, e il chiostro piace parecchio perché si sta all'aperto. L'Aula Gotica funziona dagli undici-dodici anni in su, meno prima. Attenzione alle scale e ai dislivelli: con il passeggino è complicato.

Ci sono orari di messa?

Il sito delle monache indica nei feriali Vespri alle 18.30 e Santa Messa con Rosario alle 19.00, e la domenica Messa alle 11.00 e Vespri con Adorazione alle 18.00. Turismoroma.it riporta messe feriali e prefestive alle 19.00 e domenicali alle 11.00; la versione inglese della stessa scheda aggiunge una messa alle 7.45 il sabato e nei festivi, che nella versione italiana non compare.

C'è un giorno particolare per venire?

Due. Il lunedì della IV settimana di Quaresima, quando qui si celebra la stazione quaresimale secondo la scheda pubblicata su vatican.va, e l'8 novembre, memoria liturgica dei Quattro Coronati.

Si può vedere l'Oratorio di San Nicola?

Normalmente no: è compreso nella clausura monastica. Le monache pubblicano le rare eccezioni sulla pagina delle informazioni turistiche del proprio sito.

Che cosa si conserva nel reliquiario della basilica?

La testa di san Sebastiano. Il resto del corpo è nella basilica sopra le catacombe che portano il suo nome, sull'Appia Antica.

Quanto dista da San Clemente e dal Colosseo?

San Clemente è a circa trecento metri, il Colosseo a una decina di minuti a piedi in discesa. San Giovanni in Laterano è a cinque o sei minuti nella direzione opposta.

Vale la pena venire se ho solo mezza giornata a Roma?

Se è la vostra prima mezza giornata a Roma, no: fate il Colosseo. Se è la terza o la quarta volta che venite in città e volete capire com'era Roma nel Duecento, allora questo è uno dei tre o quattro posti giusti, e costa zero.

Ci sono servizi, bar o bookshop?

No. Non c'è biglietteria, non c'è bookshop, non c'è caffetteria. È un monastero. Il bar più vicino lo trovate scendendo su via Labicana o verso piazza San Giovanni in Laterano.

Come si contatta il complesso?

Telefono 06 70475427, cellulare informazioni turistiche 335 4952 48, email monachess4@gmail.com, secondo la scheda di turismoroma.it letta oggi. Per l'Aula Gotica si scrive invece ad archeocontesti@gmail.com.

Chiudo da romano che su quella salita ci passa da trent'anni: la Basilica dei Santissimi Quattro Coronati è il posto che uso per capire se una persona ha voglia di vedere Roma o solo di fotografarla. Non c'è niente che vi venga incontro. Non c'è un cartello, non c'è una fila, non c'è un tornello, non c'è nemmeno un custode a dirvi buongiorno. C'è una salita, una torre che sembra la porta di un castello, due cortili silenziosi che in realtà sono la basilica che non c'è più, e una porta a cui bisogna suonare e poi aspettare. Chi aspetta, entra in una stanza del Duecento dove il potere del papa è dipinto sul muro come si dipinge un'idea, e poi in un chiostro dove il rumore del Colosseo, che sta a quattrocento metri, semplicemente sparisce. Chi non aspetta se ne va convinto che sia tutto chiuso. Le monache stanno lì dal 1564, gli affreschi dell'Aula Gotica sono rimasti nascosti ottocento anni e sono tornati fuori solo nel 1996, e il complesso continua a non fare niente per farsi notare. Fate questa cosa: un mercoledì mattina, alle dieci, con calma e con qualche moneta in tasca. Poi mandate una email e prenotate l'Aula Gotica per uno degli otto fine settimana del prossimo calendario. Vi costerà dieci euro e una salita, e vi resterà addosso più di tanti biglietti da trenta.

RiassuntoBasilica dei Santissimi Quattro Coronati - Via dei SS. Quattro, 20, 00184 Roma RM
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IndirizzoVia dei SS. Quattro, 20, 00184 Roma RM
Telefono06 7047 5427
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