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Basilica dei SS. Quattro Coronati
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Indirizzo:
Via dei SS. Quattro, 20, 00184 Roma RM
Descrizione:

Basilica e Monastero Agostiniano dei Santissimi Quattro Coronati

La Basilica e Monastero Agostiniano Santissimi Quattro Coronati, costruita alla metà del V secolo d.C. sui resti di una residenza aristocratica romana sul colle Celio, fu ricostruita da papa Leone IV (847-855) in un grande edificio a tre navate, cripta, e quadriportico con torre in facciata.

Basilica e Monastero agostiniano dei SS. Quattro Coronati
Basilica e Monastero agostiniano dei Santissimi Quattro Coronati

Basilica e Monastero agostiniano dei Santissimi Quattro Coronati

Saccheggiata e incendiata nel 1084 dai soldati di Roberto il Guiscardo, la chiesa dei Santissimi Quattro Coronati venne riedificata, ma in forme ridotte, da papa Pasquale II (1099-1118).

Alla prima metà del XIII secolo si data lo splendido chiostro cosmatesco, opera del marmoraro Pietro de Maria, mentre il cardinale Stefano Conti, vicario del papa, prima del 1246, vi fece erigere un grande palazzo dotato di torri e stanze affrescate delle quali restano la Cappella di S. Silvestro e l’Aula Gotica.

Nel 1564, per volontà di Pio IV, il complesso dei Santissimi Quattro Coronati divenne sede di un orfanotrofio femminile affidato alle monache Agostiniane di clausura, mentre nel XVII secolo fu affrescato il catino absidale e venne ricostruita una parte del primo cortile.

Agli inizi del XX secolo, grazie ai restauri di Antonio Muñoz, verrà ripristinato l’aspetto medievale della basilica, della torre d’ingresso, del chiostro e della cappella di S. Silvestro.

I nomi dei quattro santi titolari, secondo la Pontificia Academia Cultorum Martyrum, che vi pone una stazione al Lunedì della IV settimana di Quaresima, sono: Castorio, Sinfroniano, Claudio e Nicostrato, commemorati l'8 novembre.

La leggenda parla di quattro marmorari cristiani messi a morte sotto Diocleziano per essersi rifiutati di scolpire idoli pagani, ma anche di quattro (o cinque) militari, ugualmente martirizzati e sepolti presso le tombe dei martiri precedenti.

Gli scalpellini martiri nel Medioevo divennero patroni delle corporazioni edili e ancora adesso lo sono delle arti murarie (come a Bologna o a Firenze).

Per la loro connessione con l'arte marmoraria e delle costruzioni, i Santi Quattro sono anche molto cari alla Massoneria: la Loggia di ricerca Q.C. di Londra, ad esempio, tiene tuttora il suo festival annuale l'8 novembre.

Gli edifici
Il sito si presenta ancora come un complesso monastico fortificato, di modesta apparenza esterna ma di massiccia consistenza muraria, ed è costituito da una basilica e da una serie di altri spazi sacri e residenziali (cripta, cortili, convento, antico palazzo cardinalizio). Esso occupa, dal IV secolo, i luoghi di una ricca residenza aristocratica di età tardoantica che era collocata lungo l'antica via Tuscolana (nel percorso corrispondente all'attuale via dei Santi Quattro) e nei secoli fu ripetutamente e radicalmente modificato.

La primitiva aula absidata fu convertita in luogo di culto cristiano prima del 499, data a cui risale la prima attestazione del "titulus Aemilianae", più volte identificato, dalle fonti altomedioevali, con la chiesa dei Santi Quattro. La posizione della chiesa era rilevante, per essere in alto e per la sua vicinanza al Laterano, sede allora del papato.

La fortificazione del complesso (cripta, torre d'ingresso all'epoca decorata all'interno e all'esterno, primo cortile con i primi edifici destinati al clero) è di epoca carolingia, attribuita al papa Leone IV (metà IX secolo circa).

Dopo l'incendio di Roberto il Guiscardo nel 1084, papa Pasquale II provvide alla ricostruzione, riducendo però la basilica alla sola metà ovest della ex navata centrale e trasformando il precedente spazio nell'attuale secondo cortile, mentre quelle che erano state le navate laterali furono inglobate, la destra nel palazzo del cardinale titolare, la sinistra nel monastero fondato dallo stesso Pasquale II, che dal 1138 divenne un priorato dell'abbazia benedettina di S. Croce di Sassovivo presso Foligno.

Importanti restauri (testimoniati dall'iscrizione con lo stemma del cardinale murata nel primo cortile, sotto la torre) furono fatti eseguire nel XV secolo dal cardinale Carillo dopo la cattività avignonese, quando il complesso fu dichiarato sede pontificia da papa Martino V. Con lo spostamento della sede papale in Vaticano, tuttavia, l'importanza del complesso decadde.

Il 12 marzo 1564 l'insieme fu affidato alle monache di clausura Agostiniane e adibito ad orfanotrofio, trasformando tutti gli ambienti che affacciano sul cortile in dormitori per le orfane. È ancora oggi un convento delle Agostiniane.

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Basilica dei Santi Quattro Coronati | Gli interni

Basilica dei Santi Quattro Coronati
Basilica dei Santi Quattro Coronati

Alcuni elementi di rilievo del complesso dei Santissimi Quattro Coronati:

  • i capitelli della chiesa attuale sono di spoglio, provenienti da altre costruzioni antiche;
  • l'abside, esempio unico a Roma, abbraccia tutte e tre le navate;
  • i matronei della chiesa, edificati nella ricostruzione di Pasquale II, sono gli ultimi matronei costruiti in Roma;
  • l'oratorio di San Silvestro: decorato da notevoli affreschi duecenteschi in stile bizantineggiante con "Storie di papa Silvestro e dell'imperatore Costantino I", tratte dalla leggenda narrata negli Actus Silvestri, testimonia anche nel programma iconografico la rilevanza politica del complesso nel contesto del potere temporale del papato; il presbiterio è decorato da affreschi attribuiti a Raffaellino da Reggio, datati 1574, con storie del Martirio dei quattro santi coronati;
  • il ciclo di affreschi dell’Aula Gotica, recentemente riscoperti, fondamentale testimonianza dell'arte gotica nella città di Roma (è stato fatto il nome di Jacopo Torriti). Negli affreschi compaiono figure umane che si stagliano su un prezioso sfondo blu realizzato in azzurrite e che rappresentano i dodici mesi; al di sopra dei mesi sono raffigurate le Arti, nei costoloni della volta le quattro stagioni e sulla vela i segni zodiacali, oggi in parte perduti.
  • nel reliquiario si conserva la testa di san Sebastiano (il resto del corpo è deposto nella basilica delle catacombe omonime).
  • l'organo positivo ad ala probabilmente opera degli organari Testa e risalente alla seconda metà del XVII secolo, integro nelle sue caratteristiche originarie e dotato di 9 registri per un totale di 380 canne;
  • di notevole interesse storico-artistico, le due cappelle interne al monastero, l'oratorio di Santa Barbara, cui si accede dal chiostro, e l'oratorio di San Nicola. Questo oratorio in origine era affacciato sulla navata destra della basilica. L'intitolazione è convenzionale, in quanto un oratorio dedicato a Nicola è citato nel Liber Pontificalis, insieme a quelli di Sisto e Barbara, in relazione alla basilica. L'interno non è visitabile, in quanto compreso nella clausura monastica, salvo rare eccezioni pubblicate sul sito: https://monacheagostinianesantiquattrocoronati.it/informazioni-turistiche/

Il Monastero dei Santissimi Quattro Coronati

Il complesso dei Santissimi Quattro Coronati è uno dei monumenti più ricchi di storia, arte e spiritualità di Roma.

Sorge sulle pendici del colle Celio e il suo aspetto imponente, simile a una fortezza, suscita ancora sul visitatore un forte impatto visivo, soprattutto se si arriva dalla valle del Colosseo.

Oltrepassata la torre d’ingresso si è subito immersi in una atmosfera medievale che ci riporta indietro nel tempo e lontano dal caos della città moderna.

In questo luogo, dove la storia si è stratificata nell’architettura e nelle decorazioni, è possibile ammirare: la Chiesa, dedicata ai quattro Martiri della leggenda cristiana, con la sua pavimentazione cosmatesca, l’incantevole Chiostro duecentesco con la piccola Cappella di S. Barbara, La Stanza del Calendario e la Cappella di San Silvestro con i suoi dipinti bizantini, la Sala delle Pentafore e i meravigliosi affreschi dell’Aula Gotica.

Basilica dei Santi Quattro Coronati
Basilica dei Santi Quattro Coronati

L’Aula Gotica dei Santissimi Quattro Coronati

L’Aula Gotica si trova al primo piano della Torre Maggiore ed era l’ambiente più prestigioso del palazzo cardinalizio eretto da Stefano Conti.

Qui si svolgevano banchetti, ricevimenti e si amministrava la giustizia.

Splendido esempio di architettura in stile gotico, eccezionale per la città di Roma, l’Aula Gotica colpisce il visitatore per lo straordinario ciclo pittorico che adorna le sue pareti, capolavoro del XIII secolo. Gli affreschi, in vivace policromia, testimoniano un momento fecondo della pittura capitolina, in cui la tradizione bizantina si fonde con un raffinato recupero della classicità antica e con la nuova cultura gotica.

Le meravigliose decorazioni, scoperte nel 1996, sono rimaste per secoli nascoste sotto strati di tinte successive e solo grazie a un lungo lavoro di restauro a opera delle Soprintendenze statali sono state riportate alla luce.

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