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Parco dei Monti Ausoni e Lago di Fondi

In breve. Il Parco naturale regionale dei Monti Ausoni e Lago di Fondi non ha un cancello né un biglietto d'ingresso: è un territorio protetto di 12.909 ettari diviso fra undici comuni delle province di Latina e Frosinone, dove si entra a piedi…

Il Parco naturale regionale dei Monti Ausoni e Lago di Fondi non ha un cancello né un biglietto d'ingresso: è un territorio protetto di 12.909 ettari diviso fra undici comuni delle province di Latina e Frosinone, dove si entra a piedi dai sentieri e dalle strade pubbliche. Lo gestisce l'ente regionale omonimo, con sede a Villa Cantarano, in via Cavour 46 a Fondi, telefono 0771 513644, mail parcoausoni@regione.lazio.it. A pagamento sono solo alcune strutture comprese nel perimetro, come le Grotte di Pastena.

Il parco nasce con la legge regionale 4 dicembre 2008, n. 21, che ha riunito in un'unica area protetta quattro monumenti naturali già esistenti: Campo Soriano, il Tempio di Giove Anxur, Acquaviva, Cima del Monte e Quercia del Monaco, e il Lago di Fondi. I comuni sono Amaseno, Castro dei Volsci, Collepardo, Fondi, Lenola, Monte San Biagio, Pastena, Roccasecca dei Volsci, Sonnino, Terracina e Vallecorsa. La cima più alta è il Monte Calvilli, 1.116 metri secondo il parco.

Dati riscontrati il 29 settembre 2026 sul portale dei parchi della Regione Lazio, nelle pagine dell'ente dedicate ai sentieri, alla natura e alle strutture, sul testo della legge istitutiva pubblicato dal Consiglio regionale e sulle altre fonti istituzionali citate più avanti. Il gestore non pubblica orari degli uffici, regole specifiche per cani e fuochi né un regolamento della pesca consultabile in pagina. Per tutto questo il riferimento resta la sede di Fondi, allo 0771 513644 o alla PEC parcomontiausoni@pec.regione.lazio.it.

Il Lago di Fondi con i Monti Ausoni
Il Lago di Fondi. Foto di Claudio Cobiani, licenza CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons.

In breve: indirizzo, orari, biglietto

  • Sede dell'ente: Villa Cantarano, via Cavour 46, 04022 Fondi (LT), telefono 0771 513644, parcoausoni@regione.lazio.it. Sede operativa in corso Appio Claudio 11, sempre a Fondi.
  • Gestore: Ente regionale Parco naturale dei Monti Ausoni e Lago di Fondi, istituito con la legge regionale n. 21 del 2008.
  • Come si entra: area aperta, senza ingresso unico. Si percorrono i venti sentieri CAI pubblicati dal parco e le strade dei comuni.
  • Prezzo: il parco non ha biglietto. Le Grotte di Pastena sono una visita a sé, con tariffa da chiedere allo 0776 546322.
  • Orari: nessun orario per il territorio. Il gestore non pubblica gli orari degli uffici e dei centri visita.
  • Come si arriva: treno fino alla stazione di Fondi-Sperlonga, sulla linea Roma-Formia-Napoli, poi mezzi locali o auto verso i sentieri.
  • Accessibilità: il gestore non pubblica percorsi accessibili. Nel giardino di Villa Cantarano i pannelli hanno un codice QR con testo audio.

Dove si trova e che cosa si vede davvero

Il parco occupa un tratto della dorsale antiappenninica che il portale regionale chiama Lepini, Ausoni, Aurunci, fra la piana pontina e l'interno della Ciociaria. L'ente lo descrive come un settore montuoso calcareo, con rilievi dolci e versanti raramente ripidi, e un settore pianeggiante che comprende il lago. Lungo la stessa dorsale, a nord ci sono i Monti Lepini, a sud est gli Aurunci con il Parco naturale dei Monti Aurunci.

Che cosa si vede? Montagne basse di calcare, con grotte, inghiottitoi, doline e campi carsici, perché l'acqua qui scorre soprattutto sottoterra. Boschi di leccio e di sughera, macchia mediterranea con mirto, lentisco e fillirea, prati di elicriso dove fioriscono orchidee spontanee. Castagneti nella zona di Ambrifi, a Lenola. Sulle rupi di Monte Sant'Angelo e Monte Leano, sopra Terracina, crescono la palma nana e l'euforbia dendroide, specie tipiche dell'Italia meridionale.

In pianura c'è il lago di Fondi, a settecento metri dal mare, collegato alla costa da due canali, il Canneto e Sant'Anastasia. Intorno, canneti, boschi di specie igrofile, prati semiallagati e zone umide temporanee come il Pantano Morderei, il Pantano Grande e la Goffa, elencati dall'ente. Sul lato opposto del parco, in provincia di Frosinone, si aprono le Grotte di Pastena e quelle di Collepardo, con il Pozzo d'Antullo, che il portale turistico regionale colloca fra i principali complessi carsici italiani.

Il parco non è un posto unico da visitare in un pomeriggio. È un mosaico di luoghi lontani fra loro, divisi su due province: il tempio romano sul mare di Terracina, il campo carsico di Campo Soriano, la sughereta di Monte San Biagio, i cippi di confine sopra Vallecorsa, le grotte della Ciociaria. Chi arriva senza un obiettivo preciso rischia di passare la giornata in macchina. Conviene scegliere un settore e restarci.

Sui monti il bosco dominante è la lecceta, la foresta sempreverde di leccio, con corbezzolo e alcune specie a foglia caduca come orniello, sorbo e maggiociondolo, secondo il parco. Sui versanti più aridi di Monte Calvo e Monte Marino ci sono garighe di salvia, altrove cespuglieti di stramma, la grande graminacea mediterranea. Le felci sono diffusissime all'ingresso delle grotte e nelle fessure delle rocce. In primavera la valeriana rossa colora le rupi sopra Terracina.

Fra i mammiferi l'ente elenca tassi, istrici, volpi, faine, cinghiali e occasionalmente il lupo. Sono animali elusivi, che si incontrano più facilmente come tracce che dal vivo. Fra i rapaci censiti ci sono falco pellegrino, biancone, sparviere, lodolaio, gheppio e poiana, oltre al corvo imperiale e a cinque specie di rapaci notturni. Gli anfibi sono otto, fra cui la salamandrina dagli occhiali e il tritone crestato. Fra i rettili il parco cita vipera, cervone, biacco e saettone.

Al lago il quadro cambia. Le specie frequenti, secondo l'ente, sono anatre, limicoli, airone cenerino, martin pescatore, cavaliere d'Italia, falco di palude e cormorano. Per vederli servono binocolo, pazienza e le ore vicine all'alba. A nostro giudizio chi arriva con queste aspettative trova al lago di Fondi la parte più interessante del parco, molto più di chi cerca un paesaggio da cartolina. Fra le farfalle notturne l'ente segnala anche la pavonia minore, il cui bruco si nutre di rosa selvatica o di alaterno.

Una curiosità sul Parco dei Monti Ausoni e Lago di Fondi

Dentro il parco c'è quella che il portale regionale chiama la più grande area wilderness d'Italia: 4.230 ettari nel comune di Monte San Biagio. La definizione è dell'Associazione italiana per la wilderness e indica un territorio senza strade o infrastrutture industriali, senza case o edifici permanenti, senza piste da sci né impianti eolici. Non è una riserva integrale chiusa al pubblico, ma una porzione di montagna lasciata com'è, dove l'unico modo di muoversi resta il passo.

Seconda curiosità, geologica. A Campo Soriano, fra Sonnino e Terracina, dal fondo di una conca carsica spuntano torri isolate di calcare che i geologi chiamano hum. La più alta è detta la Cattedrale, per le pareti verticali e i pinnacoli che ricordano le guglie di una chiesa gotica. Ha anche altri nomi raccolti dal parco: Carciofo, Pinnacolo, Piramide di roccia, Rava di San Domenico. Sull'altezza le pagine dell'ente non concordano: una indica quindici metri, due indicano diciotto.

Terza curiosità: al centro visita di Camposoriano, in via Camposoriano a Terracina, il parco custodisce un'impronta di dinosauro, e la scheda della struttura segnala un percorso didattico dedicato in allestimento. Il gestore non pubblica orari di apertura, né la provenienza precisa del reperto. È un dettaglio che sorprende chi associa questi monti soltanto ai boschi e al mare: l'origine del massiccio carbonatico degli Ausoni risale al Mesozoico, circa duecento milioni di anni fa secondo l'ente.

L'ultima curiosità riguarda il nome della Cattedrale. Il parco racconta che in una nicchia naturale della roccia restano tracce di mattoni antichi, segno che lì c'era un'immagine votiva. La dedica a San Domenico, secondo la stessa fonte, verrebbe da un monaco benedettino che frequentava la zona. È il livello della tradizione locale: nessun documento pubblicato dall'ente data la nicchia o identifica il monaco. La forma della roccia, invece, si spiega bene con l'erosione carsica.

Una cosa che non ti dice nessuno sul Parco dei Monti Ausoni e Lago di Fondi

L'ente che porta il nome dei Monti Ausoni gestisce molto più dei Monti Ausoni. Il portale della Regione Lazio gli attribuisce venti aree protette, fra cui la riserva naturale del Lago di Canterno, la riserva di Fregellae e Fabrateria Nova, diverse zone speciali di conservazione e monumenti naturali. Per questo fra i comuni collegati all'ente compaiono anche Fiuggi e Ferentino, che con il parco vero e proprio non hanno nulla a che fare. Chi cerca informazioni sul lago di Fondi deve tenerne conto.

La posizione contraria, a nostro giudizio, è questa: il lago di Fondi è sopravvalutato come meta di una gita da Roma. Il portale del parco non pubblica un elenco di punti di accesso pubblico alle sponde, e sul lago convivono concessioni demaniali, pesca professionale e aziende agricole. Il valore del lago è naturalistico, per gli uccelli migratori e per l'equilibrio fra acqua dolce e salata. Chi arriva aspettandosi un lungolago da passeggio resta deluso. Il lago si capisce meglio dall'alto, dai sentieri di Monte San Biagio.

Seconda cosa poco detta: nella sede dell'ente si può entrare in un giardino con resti delle mura romane. Il parco scrive che il giardino di Villa Cantarano è l'unica area verde del centro storico di Fondi aperta all'uso pubblico, con un percorso sulle specie autoctone, una torre d'angolo della cinta romana, due tratti di mura e un albero del pepe storico. I pannelli sono stati realizzati dai volontari del servizio civile. Gli orari del giardino non sono pubblicati: conviene telefonare prima.

Terza cosa: anche l'indirizzo della sede non è uniforme nelle pagine del parco. La scheda di Villa Cantarano indica via Cavour 46, la pagina sul giardino indica via Damiano Chiesa 5, e la villa si trova proprio fra piazza Porta Vescovo e via Damiano Chiesa, a ridosso delle mura. Il gestore non specifica se i due indirizzi corrispondano a due ingressi dello stesso complesso. Per la posta e le pratiche vale via Cavour 46, indicato come sede in tutte le pagine istituzionali.

Che cosa rende diverso il lago di Fondi?

Il lago di Fondi è monumento naturale dal 2006, con decreto del Presidente della Regione Lazio del 1° agosto 2006, n. 400, modificato nel 2007. Fa parte della rete europea Natura 2000 come sito di importanza comunitaria e zona di protezione speciale, con il codice IT6040010, secondo il resoconto pubblicato dal parco. Si trova lungo la rotta migratoria tirrenica, e gli studi citati dall'ente hanno contato oltre cento specie di uccelli fra nidificanti, stanziali e di passo.

La differenza con gli altri laghi costieri della piana pontina è l'acqua. Il parco spiega che il lago è alimentato da numerose sorgenti di acqua dolce ai piedi dei monti, mentre dai due emissari entra acqua di mare. Le due acque, per la diversa densità, non si mescolano: quella salata tende a restare in profondità. Ne nasce un ambiente di transizione dove convivono tinca, rovella e spinarello con cefali, anguille e spigole, secondo l'elenco dell'ente.

Sui numeri le pagine del parco non concordano. Una parla di un perimetro di circa trenta chilometri, un'altra di trentadue. La profondità media è indicata in dieci metri in un testo e in nove metri in un altro, che aggiunge punti fino a 21,5 metri. Anche la superficie pubblicata non torna con le altre misure. Quello che conta per chi visita è semplice: è un lago grande, basso, con sponde molto frastagliate.

Fra le specie che il parco segnala come più preziose c'è la testuggine palustre europea, una tartaruga d'acqua dolce a forte rischio di estinzione, la cui presenza al lago è stata confermata. Fra gli uccelli rari compaiono airone rosso, gru, cicogna, falco pescatore, biancone, ibis e tarabuso. Fra i problemi, l'ente elenca specie alloctone come il carassio e il gambero rosso della Louisiana, oltre a salinità, eutrofizzazione e rifiuti abbandonati sulle sponde.

Il consiglio che ti do per visitare il Parco dei Monti Ausoni e Lago di Fondi

Scegliete un settore per giornata. Il più semplice per chi arriva da Roma è Terracina, dove due sentieri partono direttamente da piazza Municipio: il 542, detto di San Francesco o di Giove Anxur, porta in 45 minuti all'area archeologica di Monte Sant'Angelo, e il 501 segue la via Appia superiore fino alla Torre dell'Epitaffio. Entrambi sono classificati escursionistici e percorribili tutto l'anno secondo il parco. Si torna in paese a piedi, senza bisogno dell'auto.

Il secondo settore è Campo Soriano, fra Sonnino e Terracina. La variante 532A parte dalle Piastre di Sonnino e arriva al campo carsico in poco meno di due ore, con 150 metri di salita. È il modo migliore per vedere gli hum e la Cattedrale arrivando dal bosco invece che dalla strada. Il parco segnala punti di sosta alla Rava e acqua alla sede forestale del parco lungo il percorso. Conviene comunque portare acqua propria.

Il terzo è la montagna vera, fra Lenola, Vallecorsa e Monte San Biagio, con i sentieri 534, 548 e 535 verso il Monte delle Fate. Qui le distanze crescono, i dislivelli superano i seicento metri e i servizi mancano. Sul 540, ad anello da Vallecorsa, il parco avverte che non ci sono segnaletica, acqua né punti ristoro. È il settore più bello per chi cerca silenzio, e quello dove un errore di preparazione pesa di più.

Prima di partire scaricate la traccia KML dalla scheda del sentiero sul portale del parco: quasi tutte la offrono, insieme a coordinate di partenza, lunghezza e dislivello. Evitate i mesi più caldi sui versanti esposti a sud, dove il calcare trattiene il calore e l'ombra è scarsa. In primavera il parco segnala le fioriture di orchidee e di valeriana rossa sulle rupi. In autunno i castagneti di Lenola cambiano colore e la luce è più morbida.

Si paga qualcosa, serve prenotare e dove sono i centri visita?

Per il parco no. Il territorio non ha biglietteria e i sentieri si percorrono liberamente, senza prenotazione. Si paga invece per alcune strutture comprese nel perimetro, gestite con proprie regole. La più nota sono le Grotte di Pastena, in via delle Grotte a Pastena, che la scheda del parco indica aperte tutti i giorni, festivi compresi, dalle 8.30 alle 19 in estate e dalle 10 alle 16 in inverno. La tariffa non è riportata sulla scheda.

Per la tariffa e i turni delle Grotte di Pastena il riferimento è il telefono indicato dal parco, 0776 546322, oppure il sito grottepastenacollepardo.it, segnalato dalla stessa scheda come canale ufficiale insieme al portale del parco. Non risulta un prodotto dedicato a questo parco sulle piattaforme di prenotazione di tour, e per questo non ne segnaliamo. Anche per il Tempio di Giove Anxur a Terracina l'ingresso va verificato con il Comune prima di salire.

L'ente promuove escursioni, attività sportive e visite guidate, e con il catalogo GENS propone programmi di educazione ambientale per le scuole, oltre alla rassegna Vivi nel Parco con eventi culturali e ricreativi. Il calendario non è pubblicato in una pagina fissa: le iniziative escono sul portale e sui canali social dell'ente, su Facebook e Instagram con il nome parcoausoni. Per un'attività con una classe conviene scrivere alla sede con largo anticipo.

Il portale del parco elenca quindici strutture fra sedi, centri visita e musei. A Fondi ce ne sono diverse. Il complesso di San Domenico, in largo Luigi Fortunato, è oggi un polo ambientale e culturale con un auditorium da 78 posti, sale per mostre, la chiesa restaurata e il chiostro per eventi all'aperto. Villa Placitelli, in via Gegni 1, occupa circa 25 ettari con agrumeti, uliveti, zone archeologiche e una torre di osservazione al primo piano.

Il monastero di San Magno, in via Valle Vigna, conserva una chiesa rinascimentale oggi dedicata a San Benedetto, con affreschi, una chiesa medievale con scene della vita del santo, una foresteria e un mulino ad acqua, con una sorgente che secondo il parco scorre abbondante tutto l'anno ai piedi del complesso. A Fondi l'elenco comprende anche Palazzo Caetani e il giardino di Villa Cantarano, sede dell'ente. Fuori città ci sono il centro di Camposoriano e le grotte.

Per nessuna di queste strutture il portale pubblica orari di apertura, salvo le Grotte di Pastena. Non presentatevi al cancello contando di trovarlo aperto. Il numero da chiamare per tutte le strutture dell'ente è lo 0771 513644, indicato su ciascuna scheda. Fra i musei collegati il parco elenca il museo civico archeologico di Castro dei Volsci, il museo civico archeologico Pio Capponi e il Museo Terre di Confine.

Quali sentieri scegliere e quanto sono impegnativi?

Il portale del parco pubblica venti itinerari numerati secondo il catasto del Club alpino italiano, quasi tutti di difficoltà E, cioè escursionistici. L'unico classificato T, turistico, è il 530A per Punta Leano, un quarto d'ora di cammino. Gli altri vanno dai 20 minuti della variante di Fonte San Mauro alle oltre quattro ore del sentiero Emilio Selvaggi, il 541. La via Francigena, nella variante di Sonnino, attraversa il parco ed è elencata fra gli itinerari.

Tre esempi con i dati del parco. L'anello del Monte Leano, il 530, parte da San Silviano a Terracina: 11 chilometri, 575 metri di dislivello, tre ore e mezzo, acqua alla chiesa di San Silviano e presso la Madonna di Monte Leano. Il 538 da San Silviano a Francolane misura 7,1 chilometri con 480 metri di salita, e il primo tratto di circa due chilometri e mezzo è su strada asfaltata. Entrambi sono indicati percorribili tutto l'anno.

Per la montagna interna, il 534 dal Rifugio La Cona al Monte delle Fate misura 5,9 chilometri con 635 metri di salita e arriva a 1.090 metri di quota. Il parco indica possibilità di pernottamento ai rifugi La Cona e Jo Caturo, e acqua al Jo Caturo, precisando che non è garantita. L'anello 540 di Vallecorsa, Quercia del Monaco, Cima del Monte e Acquaviva, misura 9 chilometri con 530 metri di dislivello e porta ai ruderi del castello di Acquaviva.

La segnaletica cambia da sentiero a sentiero. Su molti percorsi il parco descrive bandierine bianche e rosse fuori dai tratti asfaltati, sul 530 anche segni in vernice rossa, blu o verde e un disco giallo e blu, sul 540 nessun segno. Non date per scontata una segnaletica continua come nei parchi alpini. Con la traccia sul telefono, una mappa di riserva e un'idea chiara del punto di ritorno, i sentieri E degli Ausoni restano alla portata di chi cammina con regolarità.

Chi viaggia con bambini o cerca una passeggiata breve ha due opzioni sicure: il 542 di Terracina, 2,1 chilometri quasi tutti in discesa fino all'area archeologica, con sosta al parco La Fossata, e il 530A per Punta Leano. Per chi è allenato, la combinazione più completa è la Via dei Cippi, il 531, circa quattro ore lungo la vecchia frontiera. Il portale del parco la elenca con la variante 531A di Santo Stefano, un'ora di cammino.

La Via dei Cippi merita due righe in più, perché è il sentiero che racconta meglio la storia di queste montagne. Secondo la scheda del parco parte dalla Torre dell'Epitaffio, a quindici metri di quota, e arriva al cippo numero 19 sul Monte Romano, a 740 metri. Sono 12 chilometri con 945 metri di salita, circa quattro ore all'andata e tre e mezza al ritorno. L'acqua si trova alla fontana di Santo Stefano. Il tema dichiarato sono i cippi di confine fra lo Stato borbonico e quello pontificio.

Due itinerari lunghi completano il quadro. Il sentiero Emilio Selvaggi, il 541, è un anello di 14 chilometri che parte e arriva al piazzale del cimitero di Terracina, con 395 metri di salita e oltre quattro ore di cammino, senza aree di sosta secondo il parco. La variante della Via Francigena per Sonnino, invece, collega Fossanova a Monte San Biagio in 22 chilometri, con più di mille metri di salita. Il portale non indica difficoltà né durata, ma i numeri bastano a capire che è una tappa piena.

Che cosa si può fare nel parco: cani, fuochi, pesca, caccia?

La caccia è vietata. La legge istitutiva del 2008 lo stabilisce all'articolo 5, con la sola eccezione di prelievi e abbattimenti selettivi necessari a correggere squilibri ecologici. La stessa norma richiama le misure di salvaguardia della legge regionale 29 del 1997 sulle aree protette, che nelle zone di massima tutela vietano fra l'altro la raccolta e il danneggiamento della flora spontanea, salvo funghi e tartufi secondo le norme, la cattura della fauna, il campeggio fuori dalle aree attrezzate e i mezzi a motore fuori strada.

La pesca è il tema più delicato. Il portale del parco non pubblica in pagina un regolamento consultabile per chi vuole pescare nel lago di Fondi. In un convegno del 20 agosto 2021 sulle sponde del lago, resocontato dall'ente, il direttore del parco indicava fra gli obiettivi l'inserimento della pesca sportiva nel nuovo regolamento e il riconoscimento di peschiere ufficiali per i professionisti. Prima di portare una canna, chiedete alla sede di Fondi che cosa è consentito e dove.

Per i cani il gestore non pubblica una regola specifica. Il buon senso, in un'area con cinghiali, volpi e la presenza occasionale del lupo segnalata dal parco, suggerisce il guinzaglio, e al lago anche la distanza dai canneti nel periodo della nidificazione. Per i fuochi, nel 2024 la Regione Lazio ha fissato la campagna antincendio dal 15 giugno al 15 ottobre, considerando tutto il territorio regionale area a rischio. Non accendete fuochi e per un incendio chiamate il 112.

I monumenti naturali compresi nel parco, secondo la legge del 2008, restano soggetti ai propri regolamenti se più restrittivi. Vale per Campo Soriano, per il Tempio di Giove Anxur e per il lago. Le formazioni rocciose non vanno scalate né danneggiate, i fossili e le rocce non si raccolgono, il suolo carsico non va scavato. Per campeggi, riprese con drone, eventi o attività organizzate conviene chiedere prima all'ente, con una richiesta scritta alla sede di Fondi.

Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato

Che questi monti fossero una frontiera lo sanno in molti. Pochi sanno che la frontiera si vede ancora. Secondo il portale turistico della Regione Lazio, per secoli gli Ausoni hanno fatto da spartiacque fra il Regno di Napoli e lo Stato Pontificio. Sul sentiero 540 sopra Vallecorsa il parco segnala i cippi di confine fra il Regno borbonico e lo Stato della Chiesa, e un intero itinerario, il 531, porta il nome di Via dei Cippi.

Il secondo fatto noto e poco citato riguarda la sughereta di San Vito, a Monte San Biagio. Il parco la definisce la più estesa dell'Italia peninsulare, con un sottobosco di erica bianca e cisto. Meno noto è che dal 2020 la sughereta è al centro di un progetto triennale dell'Università della Tuscia, finanziato dalla Regione Lazio, contro un fungo patogeno, la Phytophthora cinnamomi, secondo il resoconto dell'ente. È un bosco che si sta curando.

Terzo fatto: sotto questi monti si aprono numerose cavità carsiche, e il parco scrive che ospitano numerose specie di pipistrelli, fra cui il ferro di cavallo maggiore e minore, il ferro di cavallo euriale, il miniottero e il vespertilio di Capaccini. Le grotte di Pastena sono classificate come grotte di attraversamento, percorribili dall'ingresso naturale fino all'uscita sotterranea. La sala d'ingresso, secondo la scheda del parco, misura venti metri di altezza e dodici di larghezza.

La foto giusta da fare al Parco dei Monti Ausoni e Lago di Fondi

La foto che racconta il parco si scatta da Monte Sant'Angelo, sopra Terracina, dove si trova il Tempio di Giove Anxur. Secondo il portale turistico regionale da lassù lo sguardo arriva al Circeo, a Gaeta e alle isole Ponziane. Il monte è l'ultima propaggine degli Ausoni che tocca il Tirreno, e l'inquadratura giusta mette insieme le arcate del santuario, la città in basso e il mare. La luce migliore è quella del tardo pomeriggio.

La seconda immagine è la Cattedrale di Campo Soriano, da ripresa con una persona accanto alla base per dare la scala dei suoi quindici o diciotto metri. Il campo carsico rende bene con la luce radente del mattino, quando le pareti erose proiettano ombre lunghe sulle terre rosse. Restate sui sentieri e sulle tracce esistenti, senza salire sulle rocce: il sito è monumento naturale e geosito di rilevanza nazionale secondo il parco.

Per il lago la foto giusta è dall'alto, dai sentieri che salgono sopra Fondi e Monte San Biagio, per mostrare le sponde frastagliate e i canali verso il mare. In autunno e in inverno, con il passo degli uccelli migratori, un teleobiettivo dalla distanza consentita permette di fotografare aironi e cormorani senza disturbarli. Nel periodo della nidificazione tenetevi lontani dai canneti. Il parco segnala anche il cavaliere d'Italia e il martin pescatore fra le specie frequenti.

Come si arriva da Roma?

In treno la stazione di riferimento è Fondi-Sperlonga, sulla linea Roma-Formia-Napoli, servita dai treni regionali. Secondo Rete ferroviaria italiana la stazione ha bar, sala d'attesa, bagni, parcheggio con posti riservati e due binari raggiungibili con rampa o ascensore, ma non offre il servizio di assistenza per persone con disabilità. Dalla stazione ai sentieri servono un mezzo locale o un'auto: il gestore del parco non pubblica collegamenti dedicati.

Per gli autobus extraurbani fra Roma, Latina, Fondi e Terracina il riferimento è il sito di Cotral, dove si controllano linee e orari del giorno. I sentieri di Terracina che partono da piazza Municipio sono i più comodi per chi viaggia senza auto, perché si raggiungono a piedi dal centro. Per Campo Soriano, Vallecorsa, Lenola o la sughereta di Monte San Biagio l'auto resta di fatto necessaria.

In auto il riferimento è la via Appia, che attraversa Terracina e Fondi: la sede operativa del parco si trova in corso Appio Claudio 11, nel centro di Fondi. I punti di partenza dei sentieri sono indicati con le coordinate nelle schede del portale, utili da inserire nel navigatore. Per le Grotte di Pastena e di Collepardo, sul versante ciociaro, il percorso cambia del tutto e conviene pianificarlo come una giornata a parte, partendo da Frosinone.

Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia

Intorno al IV secolo avanti Cristo, quando Anxur, l'odierna Terracina, divenne colonia romana, sul Monte Sant'Angelo fu costruito un primo santuario, destinato secondo il parco alla pratica oracolare. Nel 935 dopo Cristo è documentato il complesso di San Domenico a Fondi, sorto sui confini del castrum romano. Del monastero di San Magno, fondato secondo la tradizione nel VI secolo, le fonti scritte confermano l'esistenza almeno dalla fine del X secolo, secondo il parco.

Nel 1466 il conte Onorato II Caetani restaurò il complesso di San Domenico, con il chiostro quadrato di ventitré colonne ottagonali e rotonde. All'inizio del Cinquecento Prospero Colonna, conte di Fondi, fece rinnovare San Magno. Dal Seicento il monastero decadde, e nel 1807 fu soppresso con il provvedimento con cui Giuseppe Bonaparte abolì i monasteri benedettini e cistercensi del regno. Per secoli, intanto, queste montagne segnarono il confine fra Napoli e Roma.

Nel 1868 le Grotte di Pastena furono teatro di un assedio contro seguaci del brigantaggio, secondo la scheda del parco. Nel 1926 partirono le esplorazioni sistematiche delle grotte, e durante la Seconda guerra mondiale centinaia di sfollati trovarono rifugio nelle sale sotterranee. Nel 1985 la legge regionale n. 56 protesse Campo Soriano, primo tassello del futuro parco. Nel 2000 fu istituito il monumento naturale del Tempio di Giove Anxur, nel 2006 quello del lago.

Dal 2000 la Regione Lazio avviò il restauro e le indagini archeologiche a San Magno, riportando il complesso all'uso religioso e turistico. Nel 2007 fu restaurata Villa Cantarano, destinata a sede dell'ente. Il 4 dicembre 2008 la legge regionale n. 21 istituì il parco. Seguirono modifiche nel 2014, nel 2015 e nel 2017, e il 20 agosto 2021 un convegno alla Tenuta Sugarelle, sulle sponde del lago, discusse il futuro della pesca.

Chi è passato dal Parco dei Monti Ausoni e Lago di Fondi

I primi nomi sono quelli dei coloni romani di Anxur, che sul monte sopra la città costruirono il santuario oracolare, e dei monaci benedettini, legati per secoli a San Magno e alla prima fase del complesso di San Domenico. Secondo il parco, nel XII secolo i Benedettini donarono il convento di Fondi al patriarca San Domenico. A Villa Placitelli, la stessa fonte ricorda un antico edificio di culto dedicato a Iside, poi trasformato in monastero protobenedettino fra V e VI secolo.

Poi i signori di Fondi. Onorato II Caetani, conte, che nel 1466 restaurò San Domenico. Prospero Colonna, conte di Fondi all'inizio del Cinquecento, che rinnovò San Magno. E un ospite illustre: il parco scrive che San Tommaso d'Aquino sostò spesso nel convento di San Domenico quando andava a trovare la sorella. È un'informazione che l'ente riporta senza indicare la fonte documentaria, e va letta come tradizione conventuale più che come fatto datato.

L'Ottocento porta Giuseppe Bonaparte, che nel 1807 soppresse San Magno, e i briganti assediati nelle Grotte di Pastena nel 1868. Il Novecento gli speleologi del 1926 e gli sfollati della guerra. Gli ultimi arrivati sono i ricercatori dell'Università della Tuscia al lavoro sulla sughereta, i pescatori professionisti e i volontari del servizio civile che hanno scritto e registrato i pannelli del giardino di Villa Cantarano. Il parco è diventato anche un luogo di studio.

Che cosa resta del confine fra lo Stato della Chiesa e il Regno di Napoli?

Quello che dicono i documenti pubblicati dall'ente: sui Monti Ausoni correva il confine fra lo Stato pontificio e il Regno di Napoli, e lungo i sentieri 531 e 540 restano i cippi che lo segnavano, indicati dal parco come confine fra Regno borbonico e Stato Pontificio. Il cippo numero 19 sul Monte Romano è il punto d'arrivo della Via dei Cippi. La Torre dell'Epitaffio, punto di partenza dello stesso sentiero, è anche l'arrivo del 501, il sentiero della via Appia superiore che sale da Terracina.

Quello che dice la tradizione: intorno a ogni frontiera di montagna nascono racconti di contrabbando e di briganti. Qui una traccia documentata c'è: la pagina del parco sulle Grotte di Pastena ricorda l'assedio del 1868 contro seguaci del brigantaggio. Il resto dei racconti su nascondigli e tesori appartiene alla leggenda, e nessuna pagina ufficiale lo conferma. Per il tema del brigantaggio fra Lazio e Abruzzo, sul sito trovate anche il Cammino dei Briganti.

Che cosa si vede oggi? Cippi di pietra numerati, come dice il nome del cippo 19 sul Monte Romano, sparsi lungo il vecchio tracciato. Il gestore non indica pannelli esplicativi sui singoli cippi, e sul 540 il parco avverte che manca la segnaletica. Per trovarli servono la traccia KML scaricata dalla scheda e un po' di pazienza. Il consiglio è fotografarli senza spostare nulla e senza pulire la pietra: sono manufatti storici dentro un'area protetta, non souvenir. Il loro valore è restare esattamente dove sono stati messi.

Quando è chiuso e che cosa non aspettarsi?

Il territorio del parco non chiude. Chiudono, o possono essere chiusi, i singoli sentieri dopo frane, incendi o tagli boschivi, e le strutture fuori dai loro orari. Il gestore non pubblica un bollettino dei sentieri percorribili. Dopo piogge intense o nei periodi di allerta per il rischio incendi conviene chiamare la sede di Fondi o controllare gli avvisi sul portale del parco e sui suoi canali social prima di partire.

Che cosa non aspettarsi? Un centro visita sempre aperto con mappe e personale. Una segnaletica uniforme: sul 540 non c'è. Acqua lungo il percorso: su molti sentieri manca o non è garantita. Un rifugio gestito con pasti caldi: il parco indica possibilità di pernottamento ai rifugi La Cona e Jo Caturo, ma non punti ristoro. Un lungolago attrezzato a Fondi: le pagine dell'ente non ne descrivono uno.

Non aspettatevi neppure un parco di alta montagna. Le quote massime restano sotto i 1.200 metri, e in estate il caldo sui versanti calcarei esposti al sole è il vero limite, più della fatica. D'inverno la neve è rara ma i sentieri interni possono essere fangosi. Il parco segnala come percorribili tutto l'anno quasi tutti i sentieri, ma questo non significa che in ogni stagione siano piacevoli allo stesso modo.

Un'ultima avvertenza riguarda il telefono. Nelle valli interne, fra Vallecorsa, Lenola e l'area wilderness di Monte San Biagio, la copertura può mancare per lunghi tratti, e il parco segnala sentieri senza aree di sosta né punti d'appoggio. Prima di partire lasciate a qualcuno l'itinerario e l'ora prevista di rientro, scaricate la traccia e la mappa in modalità offline, portate una batteria di riserva. Per le emergenze il numero resta il 112.

Mangiare in zona

Dentro il parco i punti ristoro sono rari e lungo i sentieri di montagna, secondo le schede, mancano del tutto. Il pranzo va quindi organizzato nei paesi di partenza o portato nello zaino. Fondi è nota per l'arancia bionda e il territorio, secondo il portale turistico regionale, produce mozzarella di bufala, olio extravergine e vini storici come il Cecubo. Sono prodotti da cercare nei mercati e nelle botteghe del posto, non nei locali costruiti per il turismo di passaggio.

Le trappole si concentrano sulla costa, fra Terracina e Sperlonga, soprattutto in estate. I segnali sono sempre gli stessi: il buttadentro sul marciapiede, il menù con le fotografie dei piatti, le voci senza prezzo, un menù diverso fuori e dentro, la cucina aperta di continuo senza una pausa. Chi abita qui evita questi posti perché vivono del passaggio e non dei clienti abituali, e la qualità si adegua di conseguenza.

La regola pratica è scegliere dove si vedono persone del posto nella pausa pranzo, con un menù breve, scritto a mano o stampato ogni giorno, e prezzi chiari. Nei paesi dell'interno, da Lenola a Vallecorsa, non conviene contare su una cucina aperta a metà pomeriggio: dopo un'escursione lunga il pranzo al sacco resta la scelta più sicura. Per trovare indirizzi selezionati con criterio c'è la lista di indirizzi su Google Maps.

Che cosa abbinare in giornata

La base più comoda è Fondi, con il centro medievale dentro il perimetro delle mura romane, il complesso di San Domenico e Palazzo Caetani. Da lì la costa è vicina. Sperlonga ha la Villa di Tiberio con il museo archeologico nazionale e spiagge come la spiaggia della Fontana. Terracina unisce il Tempio di Giove Anxur, l'Appia e il centro storico.

Verso l'interno, i borghi del parco meritano la sosta: Sonnino, che dà il nome alla variante della Francigena fra Fossanova e Monte San Biagio, e Lenola con i castagneti. Poco più a sud si trovano Itri e Campodimele, al margine degli Aurunci. Chi segue il cammino può leggere la pagina sulla Via Francigena nel Lazio, utile per capire come la variante di Sonnino si innesta nel percorso.

Sul versante ciociaro il parco tocca Collepardo, con le grotte e il Pozzo d'Antullo, e la vicina Certosa di Trisulti. Più a est si arriva alle Grotte di Falvaterra e Rio Obaco, a Pico e al Lago di Posta Fibreno, un'altra riserva d'acqua sorgiva. Verso nord, la piana pontina porta a Priverno, al parco archeologico di Privernum e all'Abbazia di Fossanova.

Sulla costa verso nord ci sono il Parco nazionale del Circeo, Sabaudia, San Felice Circeo e il Lago di Fogliano, da confrontare con il lago di Fondi. Verso sud, la Riviera di Ulisse con Gaeta, Formia e il Parco di Gianola e Monte di Scauri. Chi ha qualche giorno in più può aggiungere l'isola di Ponza, controllando i collegamenti via mare della stagione.

Per chi cerca altri laghi piccoli della provincia di Latina ci sono i Laghi dei Gricilli, e per un'altra abbazia cistercense sui monti c'è l'Abbazia di Valvisciolo. Il calendario delle feste di paese della provincia si trova nella pagina sulle sagre e feste del Lazio, da controllare prima di scegliere la data dell'escursione.

Domande frequenti

Si paga l'ingresso al Parco dei Monti Ausoni e Lago di Fondi?

No. Il parco è un territorio aperto di undici comuni fra Latina e Frosinone, senza cancelli e senza biglietteria, e i sentieri CAI pubblicati dall'ente si percorrono liberamente. Si pagano solo alcune strutture comprese nel perimetro, come le Grotte di Pastena, che la scheda del parco indica aperte tutti i giorni con orario estivo e invernale. Per la tariffa delle grotte il numero indicato è lo 0776 546322.

Dove si trova la sede del parco e come si contatta?

La sede dell'ente è a Villa Cantarano, in via Cavour 46 a Fondi, a ridosso delle mura della città, con una sede operativa in corso Appio Claudio 11. Il telefono è lo 0771 513644, la mail parcoausoni@regione.lazio.it, la PEC parcomontiausoni@pec.regione.lazio.it. Il gestore non pubblica gli orari degli uffici, quindi conviene telefonare prima di presentarsi, soprattutto per chiedere permessi o informazioni sui sentieri.

Qual è il sentiero più facile per cominciare?

Il più facile è il 530A per Punta Leano, classificato turistico e lungo un quarto d'ora. Per una prima escursione più completa, il 542 di Terracina parte da piazza Municipio e arriva in 45 minuti all'area archeologica del Tempio di Giove Anxur, con 2,1 chilometri quasi tutti in discesa. Il parco lo indica percorribile tutto l'anno, anche in bicicletta, con acqua alla fontana di piazza Santa Domitilla.

Si può portare il cane nel parco?

Il gestore non pubblica sulle pagine del parco una regola specifica per i cani. Nell'area vivono cinghiali, volpi, tassi, istrici e, occasionalmente, il lupo, secondo l'ente, e al lago nidificano uccelli protetti. Per questo il consiglio è tenere il cane al guinzaglio su tutti i sentieri e lontano dai canneti. Per le regole precise sulle singole zone, soprattutto nei monumenti naturali, conviene chiedere alla sede di Fondi.

Si può pescare nel lago di Fondi?

Il portale del parco non pubblica un regolamento della pesca consultabile. Sul lago opera la pesca professionale, e nel 2021 il direttore dell'ente indicava fra gli obiettivi l'inserimento della pesca sportiva nel nuovo regolamento, secondo il resoconto di un convegno pubblicato dal parco. Il lago è monumento naturale e sito Natura 2000, quindi prima di pescare è indispensabile chiedere alla sede dell'ente che cosa è consentito, dove e con quali permessi.

Si possono accendere fuochi o fare un barbecue?

Il gestore non pubblica regole specifiche sui fuochi, ma il parco è in gran parte coperto da boschi e macchia mediterranea. Nel 2024 la Regione Lazio ha fissato la campagna antincendio dal 15 giugno al 15 ottobre, considerando tutto il territorio regionale area a rischio nel periodo di massima pericolosità. Il consiglio è non accendere mai fuochi nel parco. Per segnalare un incendio si chiama il numero unico di emergenza 112.

Che cos'è la Cattedrale di Campo Soriano?

È il più grande degli hum di Campo Soriano, torri isolate di calcare che emergono dal fondo di un campo carsico fra Sonnino e Terracina. Il nome viene dalle pareti verticali e dai pinnacoli che ricordano una chiesa gotica. Sull'altezza le pagine del parco non concordano, quindici o diciotto metri. Si raggiunge con la variante 532A dalle Piastre di Sonnino, e vicino si trova il centro visita di Camposoriano.

Quanto tempo serve per visitare il parco?

Il parco non si visita in un giorno. È un territorio di quasi tredicimila ettari con settori lontani fra loro, dal mare di Terracina alle grotte della Ciociaria. Una giornata basta per un settore: Terracina con il Tempio di Giove Anxur, oppure Campo Soriano, oppure un'escursione di montagna verso il Monte delle Fate. Per vedere lago, sughereta, grotte e montagna servono almeno tre giorni, con base a Fondi.

Chi ha scritto e su quali fonti

Il testo esce dalla redazione di Tour Leader Pro, la struttura romana che progetta itinerari, visite ed eventi culturali fra Roma e il Lazio. Tariffe, orari e modalità di accesso riportati qui risultano dalle fonti ufficiali richiamate nel testo alla data indicata in apertura: per il parco fanno fede il portale dell'ente sul sito dei parchi del Lazio e la legge regionale n. 21 del 2008. Segnalateci quello che trovate cambiato.

Organizzare un'uscita negli Ausoni per un gruppo significa lavorare sulla logistica più che sui biglietti: scegliere un solo settore, calcolare i tempi d'auto fra i punti di partenza, verificare l'acqua lungo il sentiero, chiedere all'ente eventuali permessi e gli orari dei centri visita. Per chi progetta uscite di questo tipo, una risorsa utile per chi organizza viaggi di gruppo è Tour Leader Pro, con strumenti pensati per coordinare visite e itinerari.

Il parco è anche una porta verso il Lazio meridionale meno battuto, fatto di montagne calcaree, laghi costieri, abbazie cistercensi e città romane lungo l'Appia. Mettere insieme gli Ausoni, il Circeo, la Riviera di Ulisse e le grotte della Ciociaria richiede qualche giorno e un po' di pianificazione, e una risorsa utile per montare un itinerario di più giorni è Italy Planner.

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IndirizzoParco dei Monti Ausoni e Lago di Fondi Fondi (LT) Fondi (LT), Borghi e paesini, Vicino Roma 04022
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