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Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai a Roma

Il Centro culturale di Roma dell'Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai si trova in via Tiburtina 1321, 00131 Roma, e non si visita come un monumento con orario e biglietteria. Si entra per gli incontri, le conferenze e le iniziative pubbliche annunciate dall'Istituto, spesso con iscrizione, oppure prendendo appuntamento. Il gestore non pubblica tariffe d'ingresso. Orari di apertura e numeri utili dei singoli centri si consultano sulla mappa delle sedi del sito ufficiale.

L'Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai, in sigla IBISG, riunisce chi in Italia pratica il Buddismo di Nichiren Daishonin, maestro giapponese del Duecento. È una confessione religiosa con un'intesa con lo Stato, approvata con la legge 28 giugno 2016, n. 130, e partecipa alla ripartizione dell'8x1000. La sede legale e centrale è a Firenze, in via di Bellagio 2/e. Quella di via Tiburtina è la sede romana, indicata come indirizzo dell'Istituto nel comunicato ufficiale sull'intesa.

Dati riscontrati il 29 settembre 2026 sul sito ufficiale sgi-italia.org, sul sito dedicato all'8x1000 dell'Istituto, sul testo della legge pubblicato in Gazzetta Ufficiale e sulle altre fonti citate più avanti nel testo. Il gestore non pubblica in forma testuale un orario settimanale del centro romano, né un calendario permanente di visite aperte. Per informazioni c'è il modulo della pagina contatti del sito ufficiale, oltre ai recapiti della sede di Roma indicati nel comunicato del 2016.

In breve: indirizzo, orari, biglietto

  • Indirizzo: Centro culturale di Roma dell'Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai, via Tiburtina 1321, 00131 Roma.
  • Gestore: Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai (IBISG), confessione con intesa con lo Stato, sede legale a Firenze in via di Bellagio 2/e.
  • Come si entra: per conferenze e iniziative pubbliche annunciate sul sito, con iscrizione quando richiesta. I membri di altri paesi portano la lettera di presentazione della propria organizzazione e fissano un appuntamento.
  • Prezzo: il gestore non indica biglietti né tariffe d'ingresso.
  • Orari: non pubblicati in forma testuale, si consultano sulla mappa delle sedi di sgi-italia.org.
  • Contatti: telefono 06 872861 e relazioni.esterne@sgi-italia.org secondo il comunicato stampa del 2016, oppure il modulo contatti del sito.
  • Come si arriva: il gestore non indica linee di trasporto, conviene usare il calcolatore di ATAC o lo 060608.

Dove si trova e che cosa si vede davvero

Il centro si trova sulla via Tiburtina, al civico 1321, molto lontano dal centro storico. Un servizio di RomaToday lo colloca appena fuori dal Grande Raccordo Anulare e lo descrive come un'ex cartiera ridipinta di bianco. Non è quindi un tempio in stile giapponese costruito da zero, con tetti ricurvi e giardini di pietra. È un edificio industriale riconvertito, in una zona di strade di scorrimento, capannoni e servizi, dove si arriva quasi sempre con un mezzo.

Che cosa c'è dentro? Il sito dell'Istituto chiama le proprie sedi centri culturali, e nella pagina delle sedi nazionali usa anche la parola giapponese kaikan. Lo stesso servizio di RomaToday parla di una sala con un altare al centro, dove il Gohonzon, l'oggetto di culto della Soka Gakkai, è custodito in un armadietto di legno. Il gestore non pubblica una descrizione degli ambienti, una planimetria né il numero dei posti della sala principale del centro romano.

Il Gohonzon, spiega il sito ufficiale, è la rappresentazione grafica della Legge fondamentale della dottrina, con la frase Nam-myoho-renge-kyo iscritta al centro da Nichiren. I praticanti lo custodiscono soprattutto in casa, in un altare domestico davanti al quale recitano ogni mattina e ogni sera. Per questo il centro romano non funziona come una chiesa di quartiere frequentata ogni giorno. È il luogo delle riunioni più ampie, delle ricorrenze, delle conferenze e degli incontri con istituzioni, università e altre confessioni religiose della città.

Chi arriva aspettandosi statue del Buddha, lanterne, bandiere di preghiera o incenso resta spiazzato. La tradizione di Nichiren seguita dalla Soka Gakkai non mette al centro immagini del Buddha storico ma il Gohonzon e la recitazione. Il sito ufficiale insiste sul carattere laico dell'organizzazione: niente sacerdoti, niente monaci, responsabili che vivono e lavorano come tutti. Anche l'ambiente del centro, per quanto il gestore ne lascia sapere, segue questa impostazione sobria e funzionale.

La sede romana ha anche un ruolo di rappresentanza. Il comunicato ufficiale sulla firma dell'intesa, nel 2016, riportava in calce proprio l'indirizzo di via Tiburtina 1321, con telefono e posta elettronica dell'ufficio relazioni esterne. Qui si sono tenuti incontri con le università romane e conferenze per i giovani documentati sul sito dell'Istituto. Per un visitatore, però, il senso del luogo passa dalle persone e dalle attività, non dall'edificio: senza un evento in calendario c'è poco da guardare.

Una curiosità sull'Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai a Roma

La legge che regola i rapporti fra lo Stato e l'Istituto riconosce due festività religiose buddiste. L'articolo 22 della legge n. 130 del 2016 indica il 16 febbraio, anniversario della nascita di Nichiren Daishonin, e il 12 ottobre, data legata all'iscrizione del Dai Gohonzon. Le due date sono le ricorrenze principali della comunità. È un dettaglio poco noto fuori dai centri, eppure scritto nero su bianco in Gazzetta Ufficiale, nel testo che regola i rapporti fra lo Stato e l'Istituto.

Seconda curiosità: il nome della religione non è Soka Gakkai. Soka Gakkai è il nome dell'organizzazione laica, fondata in Giappone nel 1930 da Tsunesaburo Makiguchi secondo il sito ufficiale. La pratica è il Buddismo di Nichiren Daishonin, un maestro giapponese del tredicesimo secolo. Chi confonde i due piani finisce per scambiare l'associazione con la dottrina, e non capisce perché esistano altre scuole che si richiamano a Nichiren senza far parte della Soka Gakkai.

Terza curiosità: la frase che si sente recitare nei centri, Nam-myoho-renge-kyo, ha un significato preciso per chi la pronuncia. Il sito dell'Istituto spiega che Nam significa devozione, dedicare la propria vita, e che la formula esprime la volontà di armonizzarsi con quella che la dottrina chiama la Legge mistica. La recitazione ripetuta della formula si chiama daimoku, e il sito la indica come la pratica fondamentale, che si può fare a qualsiasi ora e per il tempo che si vuole.

L'ultima curiosità è linguistica. La parola gongyo indica la pratica quotidiana completa: il daimoku e la lettura di due capitoli del Sutra del Loto, Hoben e Juryo, secondo la pagina del sito ufficiale dedicata al rito. Si fa di mattina e di sera, di solito a casa propria, davanti al proprio Gohonzon. Chi entra nel centro romano durante un incontro sente spesso queste parole giapponesi usate con naturalezza da praticanti italiani, e conviene conoscerle prima.

Una cosa che non ti dice nessuno sull'Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai a Roma

La vita religiosa della Soka Gakkai non passa soprattutto dal centro di via Tiburtina. Il sito ufficiale spiega che le riunioni su base locale si svolgono nelle case dei membri, in piccoli gruppi che si incontrano ogni settimana per studiare. Il centro culturale è il luogo delle occasioni più ampie. Chi vuole capire come si pratica davvero a Roma trova quindi più risposte in una riunione di quartiere, su invito, che in una visita all'edificio.

A nostro giudizio è sopravvalutata l'idea di trattare il centro romano come una tappa turistica, sul modello dei templi buddisti visitati in Asia. Non ci sono sale monumentali aperte tutto il giorno, non ci sono opere d'arte antiche, non ci sono percorsi con pannelli. Andare in via Tiburtina senza un evento in calendario, con un'ora di viaggio alle spalle, porta quasi sempre a un cancello chiuso o a una visita di pochi minuti. Conviene partire dal calendario delle iniziative.

Seconda cosa poco detta: la Soka Gakkai italiana non fa parte dell'Unione Buddhista Italiana. Il sito del CESNUR, che studia le religioni in Italia, precisa che il conteggio dei praticanti riferito all'Unione non include i membri della Soka Gakkai. Sono due confessioni distinte, ciascuna con la propria intesa con lo Stato e la propria casella nell'8x1000. Chi cerca a Roma un centro Zen o tibetano deve rivolgersi ad altre realtà, non alla sede di via Tiburtina.

Terza cosa: sul proprio sito l'Istituto dedica una pagina alle critiche rivolte negli anni alla Soka Gakkai, soprattutto dalla stampa giapponese, con le sue risposte e il richiamo a sentenze favorevoli. È un modo per affrontare apertamente un tema che chi si avvicina incontra presto cercando in rete. Qui ci si limita a segnalarne l'esistenza: chi vuole farsi un'idea può leggere quella pagina accanto alle fonti indipendenti, come il CESNUR e gli studi universitari sulle religioni in Italia.

Da dove arriva la Soka Gakkai italiana e come si è organizzata?

Sulle origini in Italia le fonti non concordano. Il comunicato ufficiale del 2016 sull'intesa scrive che il movimento arrivò dal Giappone nel 1961 con pochi praticanti, per poi diffondersi in tutte le regioni. La pagina di domande e risposte dello stesso sito afferma invece che la scuola di Nichiren approda in Italia intorno agli anni Settanta. Le due date possono riferirsi a momenti diversi, i primi singoli praticanti e le prime strutture organizzate, ma il sito non lo chiarisce.

La prima associazione si chiamava Nichiren Shoshu Italiana. Nel 1987, secondo il sito ufficiale, diventò ente morale con il nome di Associazione Italiana Nichiren Shoshu. Nel 1990, dopo divergenze dottrinali con il clero della Nichiren Shoshu, prese il nome di Associazione Italiana Soka Gakkai. Il distacco completo in Giappone arrivò il 28 novembre 1991, quando la Nichiren Shoshu chiese lo scioglimento della Soka Gakkai, secondo la ricostruzione pubblicata dall'Istituto.

Da quella rottura nasce l'impostazione laica rivendicata oggi. La Soka Gakkai sostiene che l'accesso all'oggetto di culto debba essere diretto per tutti, senza la mediazione di sacerdoti, mentre la Nichiren Shoshu difendeva il ruolo del proprio clero. Il 27 marzo 1998 nasce l'Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai, e il 20 novembre 2000 un decreto del Presidente della Repubblica lo riconosce come ente religioso. Sono le date riportate dal sito ufficiale e dal comunicato sull'intesa.

La crescita si legge nei numeri dichiarati dall'Istituto. Nel 2016 il comunicato sull'intesa parlava di oltre 80.000 fedeli italiani. Nell'aprile 2026, annunciando la posa della prima pietra del nuovo centro di Bologna, l'Istituto ha scritto di oltre centomila fedeli in Italia. Sono cifre fornite dall'organizzazione stessa. La rete dei centri culturali è presente nelle maggiori città italiane, dice il sito, e fa parte della Soka Gakkai Internazionale, diffusa in 192 paesi.

Il centro di Roma non è il più grande d'Italia. Quel primato spetta al Centro culturale Ikeda per la pace di Corsico, alle porte di Milano, aperto nel 2014, con un auditorium da 900 posti a forma di carpa dorata e la vecchia cascina Guardia di Sopra, secondo il sito dell'Istituto, che lo definisce uno dei centri buddisti più grandi d'Europa. Nel 2023 il FAI lo ha inserito fra i propri itinerari.

La rete è ancora in crescita. Il 10 aprile 2026, a Bologna, in via Zanardi, è stata posata la prima pietra di un nuovo centro regionale, con venti pietre arrivate da tutte le regioni italiane, secondo il comunicato dell'Istituto. Il progetto prevede un edificio di circa 1.500 metri quadrati, un auditorium da 600 posti e un parco pubblico, con la fine dei lavori prevista entro ottobre 2027. Il confronto aiuta a capire la sede romana: funzionale, riconvertita, pensata per l'uso più che per l'immagine.

Il consiglio che ti do per visitare l'Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai a Roma

Partite dal calendario, non dall'indirizzo. Il sito ufficiale pubblica nella sezione delle notizie le iniziative aperte, come conferenze, mostre e dialoghi interreligiosi, e per alcune chiede un'iscrizione tramite un modulo online. Se nel periodo del vostro soggiorno a Roma c'è un evento pubblico nel centro di via Tiburtina, quella è l'occasione giusta per entrare. Se non c'è, conviene scrivere attraverso la pagina contatti chiedendo se e quando è possibile una visita.

Chi pratica già il Buddismo di Nichiren in un altro paese ha una regola precisa. La pagina delle sedi nazionali chiede ai membri esteri di portare la lettera di presentazione della propria organizzazione della SGI e di fissare un appuntamento in anticipo per visitare il centro. È un'indicazione pensata per i praticanti in viaggio, e vale anche come segnale generale: il centro romano accoglie su appuntamento, non come un luogo dove si entra di passaggio.

Durante un incontro valgono le regole di rispetto di qualsiasi luogo di culto. Si arriva puntuali, si spegne la suoneria, non si parla ad alta voce mentre gli altri recitano. Non serve conoscere le formule: chi assiste può restare in silenzio. Prima di fotografare la sala o l'altare conviene chiedere a chi coordina l'incontro, perché il gestore non pubblica regole sulle fotografie. Le persone presenti non vanno riprese senza il loro consenso.

Leggete qualcosa prima. Il sito dell'Istituto ha pagine chiare sul Gohonzon, sul rito quotidiano, sulla storia dell'organizzazione e sulla separazione dalla Nichiren Shoshu. Arrivare sapendo che cosa sono il daimoku e il gongyo cambia il modo in cui si vive un incontro. Per un quadro più largo del buddismo in Italia, il sito del CESNUR offre schede sulle diverse tradizioni e sugli organismi di cooperazione fra i centri buddisti del paese.

Si paga qualcosa e come si partecipa a un incontro?

Il gestore non indica biglietti né tariffe per entrare nel centro di via Tiburtina. Le iniziative pubbliche segnalate sul sito ufficiale prevedono, quando serve, un'iscrizione attraverso un modulo online. Non esiste un tour a pagamento dedicato al centro romano da segnalare, e non avrebbe senso cercarlo: è un luogo di culto e di attività culturali, non un'attrazione con visite programmate. Il canale da usare per ogni domanda è la pagina contatti dell'Istituto.

Sul sito ufficiale non c'è una sezione con orari e numeri di ogni sede in forma testuale. La pagina delle sedi nazionali rimanda a una mappa interattiva, dalla quale secondo il gestore si trovano il centro più vicino, gli orari di apertura e i numeri da chiamare. Chi non riesce a consultarla può usare i recapiti della sede romana indicati nel comunicato del 2016: telefono 06 872861 e posta elettronica relazioni.esterne@sgi-italia.org.

Le riunioni nelle case dei membri, quelle di piccoli gruppi descritte dal sito ufficiale, non sono eventi pubblici con un indirizzo pubblicato. Chi vuole conoscere la pratica da vicino può chiedere un contatto attraverso il modulo del sito, che prevede la possibilità di essere ricontattati da un responsabile della propria zona. È la strada indicata dal gestore. Non esistono canali alternativi da cercare altrove, e non conviene presentarsi senza preavviso nella sede romana.

Per chi organizza un'uscita con una classe, un corso universitario o un'associazione, l'esempio documentato è quello della Sapienza. Il 17 maggio 2025 il ciclo Dialoghi della pace, promosso da un dipartimento dell'ateneo, ha portato studenti e docenti proprio nel centro culturale romano dell'Istituto. Incontri di questo tipo si concordano con largo anticipo con l'ufficio relazioni esterne. Il gestore non pubblica una procedura standard né limiti di numero per le visite di gruppi.

Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato

Che la Soka Gakkai sia entrata nell'8x1000 lo sanno in molti, perché la casella compare nei modelli della dichiarazione dei redditi. Meno noto è quanto sia stato lungo il percorso. Il comunicato ufficiale dell'Istituto ricorda che l'intesa è arrivata in Parlamento dopo quattordici anni dall'inizio dell'iter. La firma con il governo è del 27 giugno 2015, fra il presidente dell'Istituto Tamotsu Nakajima e il presidente del Consiglio Matteo Renzi.

La legge di approvazione è stata votata all'unanimità al Senato e con il voto convergente di tutte le forze politiche alla Camera, dove l'approvazione definitiva è arrivata il 14 giugno 2016, secondo il comunicato dell'Istituto. Porta la data del 28 giugno 2016 e il numero 130, ed è stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 164 del 15 luglio 2016. Da quel momento l'Istituto è fra le confessioni che hanno un rapporto regolato da una legge specifica.

Secondo fatto poco citato: i primi fondi dell'8x1000 non sono arrivati subito. Il sito dell'Istituto indica che la prima erogazione è del giugno 2020, quattro anni dopo la legge. In quei mesi c'era la pandemia, e il Consiglio nazionale decise di destinare l'intera somma all'emergenza Coronavirus e alle sue conseguenze sociali ed economiche, con progetti per il personale sanitario, le persone senza dimora e i bambini a rischio di esclusione scolastica.

Terzo fatto: la legge garantisce all'Istituto la libera comunicazione con la Soka Gakkai Internazionale, con sede a Tokyo, come si legge all'articolo 3. Prevede anche l'assistenza spirituale nelle strutture militari, sanitarie e penitenziarie, e tutela gli edifici aperti al culto pubblico. Il centro di via Tiburtina è la sede romana di una confessione con intesa, e per i suoi spazi aperti al culto valgono le stesse regole previste per le altre confessioni che hanno firmato accordi con lo Stato.

La foto giusta da fare all'Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai a Roma

La foto che racconta il luogo è quella dell'esterno: l'ex edificio industriale ridipinto di bianco descritto da RomaToday, sulla via Tiburtina, con la sua insegna. È l'immagine che spiega meglio di un testo che cosa sia la Soka Gakkai italiana: un'organizzazione laica che ha scelto un edificio riconvertito in una zona di lavoro, non un tempio monumentale. Si fotografa dal marciapiede, senza entrare in aree recintate e senza ostacolare gli ingressi.

Dentro, la regola è chiedere prima. Il gestore non pubblica indicazioni sulle fotografie nella sala dell'altare, quindi la risposta va chiesta a chi coordina l'incontro. Durante la recitazione conviene tenere il telefono in tasca. Le persone che pregano non vanno riprese, e questo vale in una sala buddista come in una chiesa o in una moschea. Se c'è una conferenza pubblica, di solito il palco e i relatori sono il soggetto più adatto, sempre con l'accordo degli organizzatori.

Chi ha tempo per un confronto visivo può mettere accanto questa immagine a quella di altri luoghi di culto non cattolici della città. La Grande Moschea, il Tempio Maggiore ebraico e la chiesa russa ortodossa di Santa Caterina, raccontati più avanti, sono edifici pensati per essere riconosciuti da lontano. Il centro buddista della Tiburtina no. Anche questa differenza è un dato da documentare.

Come si arriva in via Tiburtina 1321 dal centro di Roma?

Il gestore non pubblica indicazioni sui mezzi pubblici per il centro romano. L'indirizzo da inserire in un calcolatore di percorso è via Tiburtina 1321, 00131 Roma. La via Tiburtina è l'antica strada consolare che esce da Porta Tiburtina, costeggia il Cimitero del Verano e prosegue verso est. Il civico 1321 si trova molto più avanti, oltre il Grande Raccordo Anulare secondo RomaToday.

Con i mezzi pubblici conviene usare il calcolatore di percorso sul sito di ATAC il giorno stesso, o chiamare lo 060608, il numero di informazioni di Roma Capitale. Linee e fermate cambiano con lavori e nuovi orari, e fuori dal Raccordo le frequenze sono in genere più basse che in centro. Calcolate il ritorno prima di partire, soprattutto se l'incontro finisce di sera, quando le corse si diradano.

In auto la Tiburtina è una strada di scorrimento con traffico intenso nelle ore di punta, soprattutto nei tratti a ridosso del Raccordo. Il gestore non indica un parcheggio riservato ai visitatori. Per eventi con molti partecipanti conviene chiedere agli organizzatori, al momento dell'iscrizione, se ci sono indicazioni sulla sosta. Chi viene da fuori Roma con l'auto può raggiungere la zona direttamente dal Grande Raccordo Anulare senza attraversare la città.

Chi arriva in aereo trova le indicazioni per raggiungere la città nella pagina sugli aeroporti di Roma e come arrivare in centro. Dal centro alla Tiburtina esterna, con i mezzi, bisogna mettere in conto un tempo di viaggio lungo, che il calcolatore di ATAC stima di volta in volta. Per una conferenza pomeridiana conviene partire con largo anticipo e non programmare altri appuntamenti stretti subito dopo.

Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia

Uno degli avvenimenti documentati sul sito ufficiale nel centro romano è del 19 ottobre 2019. Quel sabato pomeriggio il Centro culturale di via Tiburtina 1321 ospitò la conferenza Pensare globalmente, cambiare interiormente, agire localmente, aperta ai giovani, con il dialogo fra diverse associazioni giovanili sull'Agenda 2030 delle Nazioni Unite e i suoi obiettivi di sviluppo sostenibile. Il centro diventava così luogo di confronto civile, oltre che di pratica religiosa.

Pochi mesi prima, il 19 luglio 2019, la Soka Gakkai italiana aveva partecipato nel quartiere di San Lorenzo alla commemorazione del bombardamento del 19 luglio 1943, con la mostra Senzatomica sul disarmo nucleare, secondo il sito dell'Istituto. Erano presenti la sindaca di Roma, la presidente del Municipio II e il comitato di quartiere, insieme ad ANFIM, ANPI e ANED. L'evento si tenne a San Lorenzo, non nel centro della Tiburtina, ma segna il legame dell'Istituto con la memoria della città.

Il 17 maggio 2025 il centro culturale romano ha ospitato un incontro del ciclo Dialoghi della pace, promosso dal Dipartimento SARAS della Sapienza Università di Roma, che porta gli studenti nei luoghi religiosi della città. Hanno parlato docenti della Sapienza e una rappresentante dell'Istituto, secondo il resoconto pubblicato sul sito ufficiale. È l'esempio più chiaro di come il centro si apra al pubblico: su invito, con un tema e un programma.

Il 20 luglio 2026 il decennale dell'intesa è stato celebrato a Roma, ma non in via Tiburtina. La cerimonia si è tenuta nella Sala della Protomoteca in Campidoglio, con 200 persone in sala e oltre 1.300 in diretta streaming, secondo l'Istituto. Erano presenti il sindaco di Roma e il presidente dell'Istituto, con un messaggio del Presidente della Repubblica. Poche settimane prima, fra fine giugno e inizio luglio, la LUISS aveva ospitato la conferenza della European Academy of Religion, con un panel su Daisaku Ikeda.

Chi è passato dall'Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai a Roma

I nomi documentati sono soprattutto quelli degli incontri pubblici. Per i Dialoghi della pace del 17 maggio 2025, il sito ufficiale indica il professor Alessandro Saggioro, direttore del dipartimento SARAS della Sapienza, la moderatrice Alessandra Vitullo, il professor Luca Milasi, docente di lingue e culture giapponese e coreana, e Marta Bonomo per l'Istituto. Il tema era il posto della pace nel canone buddista e il ruolo dei bodhisattva.

Prima ancora, il 19 ottobre 2019, erano passati dal centro i rappresentanti di diverse associazioni giovanili, invitati a discutere dell'Agenda 2030. Il resoconto del sito non elenca i loro nomi. Poi ci sono i praticanti romani, che frequentano il centro per le ricorrenze e le riunioni più ampie. Il gestore non pubblica il numero dei membri della capitale, e la loro presenza resta la parte meno visibile e più continua della storia del luogo.

Fra le figure legate all'Istituto, anche se non documentate come presenze nel centro romano, il sito ricorda i primi tre presidenti della Soka Gakkai: Tsunesaburo Makiguchi, che la fondò nel 1930, Josei Toda, che la ricostruì dopo la guerra, e Daisaku Ikeda, nato nel 1928 e morto nel 2023, che dal 1983 al 2022 ha scritto ogni anno una proposta di pace. In Italia l'intesa è stata firmata da Tamotsu Nakajima.

Oggi il presidente dell'Istituto è Alberto Aprea, secondo il resoconto del decennale del 20 luglio 2026. A quella cerimonia in Campidoglio hanno partecipato il sindaco Roberto Gualtieri, l'ex presidente del Consiglio Giuliano Amato, il sociologo Massimo Introvigne e di nuovo il professor Saggioro, con un messaggio del presidente della Soka Gakkai Minoru Harada. Sono presenze a Roma, non in via Tiburtina: il gestore non le colloca nel centro culturale.

Che cosa prevede l'intesa con lo Stato?

L'intesa è un accordo previsto dall'articolo 8 della Costituzione per le confessioni diverse dalla cattolica. Quella con l'Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai è stata firmata il 27 giugno 2015 e resa esecutiva con la legge 28 giugno 2016, n. 130. Il testo pubblicato in Gazzetta Ufficiale regola ministri di culto, assistenza spirituale, edifici, festività, contributi e 8x1000. È il quadro giuridico dentro cui si muove anche il centro romano.

L'articolo 4 garantisce la libera nomina dei ministri di culto e il libero esercizio del loro ministero. L'articolo 5 riconosce il diritto all'assistenza spirituale dei fedeli nelle strutture militari, negli ospedali e nelle carceri. L'articolo 8 stabilisce che gli edifici dell'Istituto aperti al culto pubblico non possono essere requisiti, occupati, espropriati o demoliti se non per gravi ragioni e previo accordo. Sono garanzie simili a quelle delle altre intese.

L'articolo 17 rende deducibili le erogazioni liberali all'Istituto fino a 1.032,91 euro l'anno, per le sue finalità istituzionali. L'articolo 18 disciplina la partecipazione all'8x1000, con l'attribuzione delle somme sulla base delle scelte espresse dai contribuenti in dichiarazione. L'articolo 22 riconosce le due festività del 16 febbraio e del 12 ottobre. Il testo integrale è scaricabile dal sito dell'Istituto nella versione pubblicata in Gazzetta Ufficiale.

Il riconoscimento ha anche un valore simbolico, ricordato dall'Istituto nel decennale del 2026. Nel giugno di quell'anno la Soka Gakkai italiana ha firmato a Roma il patto La via italiana del dialogo, sulle religioni nello spazio pubblico e la coesione sociale, secondo il sito ufficiale. L'Istituto è inoltre fra i fondatori di EMUNA Italia, un corso di formazione interreligiosa e interculturale alla LUISS. Sono attività di dialogo che passano spesso da Roma.

Come funziona l'8x1000 all'Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai?

Secondo la pagina ufficiale dedicata, la scelta si esprime nel modello Redditi, nel 730 o con la Certificazione Unica: nella sezione dell'8x1000 si firma, con nome e cognome, nella casella Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai (IBISG). Non serve indicare un codice fiscale. Il sito dedicato, ottopermille.sgi-italia.org, raccoglie progetti, rendiconti e un dossier sui primi dieci anni, con le aree di intervento e le cifre complessive dichiarate dall'ente.

Dove vanno i fondi? Il sito dell'8x1000 indica quattro ambiti: diritti umani, ambiente, cultura ed educazione. La pagina sull'impegno dell'Istituto descrive la scelta di destinare le risorse ad attività sociali e umanitarie, in Italia. Al 17 settembre 2026 il sito riportava 35 milioni di fondi impegnati, oltre 370.000 persone sostenute e 238 città raggiunte. Sono cifre dichiarate dall'Istituto, che rimanda ai rendiconti per il dettaglio.

Un esempio romano recente riguarda l'accoglienza. Il 18 maggio 2026, secondo il sito dell'8x1000, sono arrivate all'aeroporto di Fiumicino 131 persone rifugiate da dodici paesi africani e dalla Palestina, con un volo organizzato dall'UNHCR da Tripoli. Trentatré di loro sarebbero state accolte nei Circoli Rifugio dell'ARCI finanziati dall'8x1000 della Soka Gakkai, dentro un protocollo del 2023 fra ministeri, UNHCR, ARCI, Federazione delle Chiese Evangeliche e Comunità di Sant'Egidio.

Per chi valuta dove firmare, il consiglio è semplice: leggere i rendiconti di ogni confessione e non fermarsi agli spot. Ogni ente pubblica dati diversi, con criteri diversi. L'Istituto indica nel proprio sito le aree di intervento e i progetti finanziati. Le altre confessioni con intesa fanno lo stesso. Il confronto richiede qualche minuto, ma permette una scelta informata, che è lo spirito con cui la legge ha costruito il meccanismo delle caselle.

Quali altri luoghi buddisti ci sono a Roma?

Il più noto è il tempio buddista cinese Hua Yi Si, in via dell'Omo 142, nella zona del Prenestino. Secondo il FAI è stato inaugurato nel 2013 ed è il più grande tempio buddista cinese d'Europa, con un'architettura in stile pagoda e una grande sala di meditazione con molte statue del Buddha. Il Centro Astalli precisa che le visite sono condotte da maestre residenti provenienti da Taiwan. Non fa parte della Soka Gakkai.

L'11 maggio 2024 il FAI vi ha organizzato una visita su prenotazione a doppia voce, con i volontari del FAI e i maestri del tempio, in due turni con un contributo di 10 euro per gli iscritti e 15 per gli altri. Era un evento singolo, non un'apertura regolare. Chi vuole visitare il tempio deve verificare le modalità attuali con la comunità che lo gestisce. Il Centro Astalli rimanda al sito della comunità, senza pubblicare orari.

Nel centro storico, in Trastevere, il Centro Astalli segnala il Centro Zen Anshin, di tradizione Soto, associato all'Unione Buddhista Italiana. L'Unione, fondata a Milano nel 1985, ha oggi la sede in vicolo dei Serpenti 4/A, nel rione Monti, dove si è trasferita nel 1992 secondo il CESNUR. La sua intesa con lo Stato, firmata nel 2000 e rinnovata nel 2007, è stata approvata dal Parlamento nel 2012. Fra i centri romani il CESNUR elenca anche la Fondazione Maitreya, in via della Balduina 73.

Le schede del Centro Astalli fanno parte del progetto Luoghi in dialogo, percorsi interreligiosi a Roma, promosso dall'associazione dei gesuiti per l'assistenza ai rifugiati. È un buon punto di partenza per chi vuole conoscere i luoghi di culto delle diverse comunità della città con rispetto e con informazioni verificate. Per l'arte buddista, invece, il riferimento sono le collezioni del Museo nazionale d'arte orientale Giuseppe Tucci, oggi parte del Museo delle Civiltà.

Dove si trovano gli altri luoghi di culto non cattolici di Roma?

Roma è la città del papa, ma non solo cattolica. La Grande Moschea di Roma è il riferimento per la comunità islamica. La Sinagoga di Roma, il Tempio Maggiore, si visita insieme al Museo Ebraico di Roma, nel quartiere raccontato nella pagina sul Ghetto ebraico. Fuori città, nell'area archeologica, si visitano i resti della Sinagoga di Ostia Antica.

Le chiese ortodosse hanno sedi molto diverse fra loro. Sul sito trovate la chiesa russa ortodossa di Santa Caterina, la chiesa ortodossa romena e, per il rito armeno, San Biagio degli Armeni. Poco fuori Roma, a Grottaferrata, l'Abbazia greca di San Nilo conserva il rito bizantino dentro la Chiesa cattolica. Ogni comunità ha orari, lingue e regole proprie da rispettare.

Le chiese protestanti sono numerose nel centro. La Chiesa Evangelica Valdese, la Chiesa Evangelica Metodista, la Christuskirche luterana, la chiesa anglicana di All Saints, la chiesa episcopale di San Paolo entro le Mura e la chiesa battista di via del Teatro Valle. Sul sito trovate anche il Tempio dei Mormoni. Molte di queste comunità celebrano in italiano e in altre lingue, e hanno orari di apertura diversi da quelli delle chiese cattoliche: conviene controllarli sulla pagina di ciascuna.

La memoria di chi non era cattolico ha un luogo preciso: il Cimitero acattolico di Roma, accanto alla Piramide Cestia. Per la memoria ebraica più antica ci sono le catacombe ebraiche di Vigna Randanini e quelle di Villa Torlonia. Messi in fila, questi luoghi mostrano una città plurale da secoli. Il centro buddista della Tiburtina è una delle pagine più recenti di questa storia.

Quando è chiuso e che cosa non aspettarsi?

Il gestore non pubblica in forma testuale i giorni di chiusura del centro romano. Gli orari si consultano sulla mappa delle sedi del sito ufficiale, che il gestore indica come lo strumento per trovare aperture e numeri utili. In passato l'Istituto ha sospeso temporaneamente le attività religiose in presenza, per esempio durante la pandemia, con comunicati pubblicati sul sito. Prima di muovervi conviene sempre scrivere o telefonare.

Che cosa non aspettarsi? Un monumento: l'edificio è un ex stabile industriale, non un tempio storico. Un museo: il gestore non indica collezioni o percorsi espositivi permanenti. Una biglietteria: non ci sono tariffe d'ingresso pubblicate. Un orario fisso da turisti: si entra per le iniziative o su appuntamento. E nemmeno monaci o sacerdoti, perché la Soka Gakkai si definisce un'organizzazione laica, guidata da responsabili che vivono e lavorano come tutti.

Non aspettatevi neppure un luogo di passaggio. La via Tiburtina esterna non è una zona dove si capita per caso a piedi, e i servizi per i visitatori sono pochi. Se l'appuntamento salta o l'evento viene rinviato, il viaggio va rifatto. A nostro giudizio conviene chiedere conferma dell'iniziativa il giorno prima e organizzare la giornata in modo da non dipendere da una sola tappa così lontana dal centro.

Che cosa abbinare in giornata

Chi arriva dal centro percorre la Tiburtina e può fermarsi all'andata o al ritorno nel quartiere di San Lorenzo, con la Basilica di San Lorenzo fuori le mura e il Cimitero del Verano accanto. A pochi minuti ci sono la Città universitaria della Sapienza e, dall'altra parte della ferrovia, l'Esquilino con piazza Vittorio, dove vivono molte comunità straniere della città.

Nel quadrante est, prima del Raccordo, si trovano il Museo di Casal de' Pazzi, con i resti del Pleistocene, e la Riserva Naturale Valle dell'Aniene, un corridoio verde lungo il fiume. Più a sud est, fra Collatina e Prenestina, ci sono il Castello di Lunghezza e le Cave di Salone. Il quartiere di Centocelle è un'altra tappa possibile per chi si muove in auto.

Proseguendo sulla Tiburtina verso est, la strada porta a Guidonia Montecelio e poi a Tivoli. Qui la giornata cambia scala: Villa Adriana e Villa d'Este richiedono ciascuna mezza giornata, con biglietto e orari propri. Sulla strada si trovano anche le Sorgenti Acque Albule. Un incontro al centro buddista si incastra bene prima o dopo una visita a Tivoli, a patto di controllare gli orari di chiusura delle ville e di non sottovalutare il traffico della Tiburtina nelle ore di punta.

Chi vuole restare sul tema dell'Asia e del Giappone può spostarsi all'Istituto Giapponese di Cultura in Roma, con il suo programma di mostre e incontri, o alle collezioni asiatiche del Museo delle Civiltà all'EUR. Per un percorso sulle religioni, invece, il consiglio è mettere insieme in giorni diversi la Sinagoga, la Moschea, una chiesa ortodossa e una protestante. Altre idee senza biglietto sono nella pagina Roma gratis.

Domande frequenti

Dove si trova la sede della Soka Gakkai a Roma?

Il Centro culturale di Roma dell'Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai si trova in via Tiburtina 1321, 00131 Roma, secondo il comunicato ufficiale del 2016 e la pagina di una conferenza del 2019 sul sito dell'Istituto. È oltre il Grande Raccordo Anulare, in un ex edificio industriale. La sede legale e centrale dell'Istituto non è a Roma ma a Firenze, in via di Bellagio 2/e, come indica il sito ufficiale.

Si può visitare il centro buddista di via Tiburtina?

Non come un museo. Il centro è un luogo di culto e di attività culturali. Si entra per le iniziative pubbliche annunciate sul sito ufficiale, con iscrizione quando richiesta, oppure su appuntamento. I praticanti di altri paesi devono portare la lettera di presentazione della propria organizzazione e fissare un appuntamento, secondo la pagina delle sedi. Per ogni richiesta il canale indicato dal gestore è il modulo della pagina contatti.

Quanto costa entrare nel centro della Soka Gakkai?

Il gestore non pubblica biglietti né tariffe d'ingresso per il centro romano. Le iniziative pubbliche segnalate sul sito prevedono, quando serve, un'iscrizione tramite modulo online. Non risultano tour a pagamento dedicati al centro. Per conferenze o eventi specifici conviene leggere la pagina dell'iniziativa sul sito ufficiale, che indica le modalità di partecipazione, e scrivere all'Istituto in caso di dubbi. Eventuali offerte o contributi, se previsti, vanno chiesti direttamente agli organizzatori.

Quali sono gli orari del centro culturale di Roma?

Il gestore non pubblica gli orari in forma testuale. La pagina delle sedi nazionali del sito sgi-italia.org rimanda a una mappa interattiva, dalla quale si trovano il centro più vicino, gli orari di apertura e i numeri utili. In alternativa si possono usare i recapiti della sede romana indicati nel comunicato del 2016, telefono 06 872861 e relazioni.esterne@sgi-italia.org, oppure il modulo della pagina contatti.

La Soka Gakkai fa parte dell'Unione Buddhista Italiana?

No. Sono due confessioni distinte, ciascuna con la propria intesa con lo Stato. L'Unione Buddhista Italiana, fondata nel 1985 e con sede a Roma in vicolo dei Serpenti, riunisce decine di centri di diverse tradizioni, Zen, tibetane e Theravada. Il CESNUR precisa che i membri della Soka Gakkai non sono conteggiati fra i praticanti dell'Unione. Nell'8x1000 compaiono infatti due caselle separate. Chi cerca a Roma un centro di meditazione Zen o tibetano deve rivolgersi alle realtà associate all'Unione.

Come si firma l'8x1000 per l'Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai?

Nel modello Redditi, nel 730 o nella Certificazione Unica si firma nella casella Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai (IBISG), nella sezione dell'8x1000, secondo il sito dedicato dell'Istituto. Non serve indicare un codice fiscale. I fondi, secondo l'Istituto, vanno a progetti di diritti umani, ambiente, cultura ed educazione in Italia. La prima erogazione è arrivata nel giugno 2020. Rendiconti e progetti finanziati sono consultabili sul sito ottopermille.sgi-italia.org, dove l'Istituto pubblica anche il dossier sui primi dieci anni.

Che cosa si fa durante un incontro della Soka Gakkai?

La pratica centrale è la recitazione di Nam-myoho-renge-kyo, il daimoku, insieme alla lettura di due capitoli del Sutra del Loto, secondo il sito ufficiale. Nelle riunioni si studiano i testi di Nichiren e si condividono esperienze. Chi non pratica può assistere in silenzio, senza recitare. Prima di fotografare la sala o l'altare conviene chiedere a chi coordina l'incontro, perché il gestore non pubblica regole sulle fotografie.

C'è un tempio buddista visitabile a Roma?

Il più noto per dimensioni è il tempio buddista cinese Hua Yi Si, in via dell'Omo 142, inaugurato nel 2013 secondo il FAI, che nel 2024 vi ha organizzato una visita su prenotazione. Non appartiene alla Soka Gakkai. In Trastevere c'è il Centro Zen Anshin, associato all'Unione Buddhista Italiana. Le modalità di visita vanno chieste di volta in volta alle comunità che gestiscono questi luoghi.

Chi ha scritto e su quali fonti

Il testo esce dalla redazione di Tour Leader Pro, la struttura romana che progetta itinerari, visite ed eventi culturali fra Roma e il Lazio. Indirizzi, modalità di accesso e dati sull'8x1000 riportati qui risultano dalle fonti ufficiali richiamate nel testo alla data indicata in apertura: per il centro romano fanno fede il sito sgi-italia.org e il testo della legge n. 130 del 2016. Segnalateci quello che trovate cambiato.

Organizzare un incontro in un luogo di culto per una classe o un'associazione significa lavorare sui contatti più che sui biglietti: scrivere con anticipo all'ente, concordare tema e durata, calcolare il viaggio fino alla Tiburtina esterna e preparare il gruppo alle regole del luogo. Per chi progetta uscite di questo tipo, una risorsa utile per chi organizza viaggi di gruppo è Tour Leader Pro, con strumenti pensati per coordinare visite e itinerari.

Il centro buddista della Tiburtina apre anche una Roma diversa da quella dei monumenti, fatta di comunità religiose, quartieri di periferia e strade consolari che portano verso Tivoli e la valle dell'Aniene. Mettere insieme la città plurale, i siti archeologici fuori porta e magari la Sabina richiede qualche giorno e un po' di pianificazione, e una risorsa utile per montare un itinerario di più giorni è Italy Planner.

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Tagscosa vedere a romaluogo di cultoRomatiburtino

Contact Information

IndirizzoCentro culturale Soka Gakkai, via Tiburtina 1321 Roma Tiburtino, Roma, Roma Città 00131

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