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Chiesa ortodossa romena a Roma

In breve. La Chiesa ortodossa romena a Roma non è un solo edificio. È una rete di parrocchie della Diocesi ortodossa romena d'Italia, che dipende dal Patriarcato di Romania e ha la sede in via Ardeatina 1741.

La Chiesa ortodossa romena a Roma non è un solo edificio. È una rete di parrocchie della Diocesi ortodossa romena d'Italia, che dipende dal Patriarcato di Romania e ha la sede in via Ardeatina 1741. La parrocchia romana con la data di fondazione più antica fra quelle pubblicate dalla diocesi celebra in via Gallia 162, zona San Giovanni, nella sala parrocchiale della chiesa cattolica della Natività di Nostro Signore Gesù Cristo. Alle liturgie si entra liberamente, senza biglietto e senza prenotazione.

Non esiste quindi un solo edificio da visitare. Le comunità ortodosse romene della capitale pregano in cripte, cappelle e sale concesse da parrocchie cattoliche e istituti religiosi, in una cappella dentro una struttura del Municipio VI, e in pochi casi in chiese inaugurate o acquisite dalle comunità stesse, come a Ostia e a Prima Porta. L'elenco ufficiale della diocesi conta più di quindici parrocchie con il nome di Roma, alcune delle quali si trovano nei comuni vicini. La lingua delle celebrazioni è il romeno.

Dati riscontrati il 29 settembre 2026 sul sito ufficiale della Diocesi ortodossa romena d'Italia, sulle pagine delle singole parrocchie pubblicate dalla diocesi, sul portale di informazione diocesano e sulle altre fonti citate più avanti nel testo. Per la parrocchia di via Gallia la diocesi indica quattro liturgie alla settimana ma non pubblica gli orari. Il riferimento per chiedere è il parroco, al numero pubblicato dalla diocesi, oppure la cancelleria diocesana allo 06 7197343, aperta dalle 9 alle 12 e dalle 14 alle 17.

La chiesa della Natività di Nostro Signore Gesù Cristo in via Gallia a Roma
La chiesa della Natività di Nostro Signore Gesù Cristo in via Gallia, che ospita la parrocchia ortodossa romena. Foto di Croberto68, in pubblico dominio, via Wikimedia Commons.

In breve: indirizzo, orari, come si entra

  • Sede della diocesi: via Ardeatina 1741, 00134 Roma, con la cappella della Dormizione della Madre di Dio.
  • Parrocchia storica in città: Natività della Madre di Dio, via Gallia 162, presso la chiesa cattolica della Natività di Nostro Signore Gesù Cristo.
  • Gestore: Diocesi ortodossa romena d'Italia, Patriarcato di Romania, vescovo Siluan.
  • Come si entra: ingresso libero durante le celebrazioni, nessuna prenotazione, nessun biglietto.
  • Orari: pubblicati dalla diocesi solo per alcune parrocchie romane, per via Gallia quattro liturgie settimanali senza orario indicato.
  • Contatti: cancelleria diocesana 06 7197343, dalle 9 alle 12 e dalle 14 alle 17, parroco di via Gallia +39 342 316 40 55.

Dove si trova e che cosa si vede davvero

Chi cerca un indirizzo unico deve scegliere fra due punti. La sede della diocesi si trova in via Ardeatina 1741, nella periferia sud della città, dentro un parco di 2,7 ettari acquistato nel 2008 con il contributo del Patriarcato romeno e del governo della Romania, secondo la pagina di storia della diocesi. È il centro amministrativo, con la cancelleria, gli uffici e la cappella della Dormizione della Madre di Dio, dove celebrano i sacerdoti della sede.

Il secondo punto è la parrocchia di via Gallia 162, nel quartiere di San Giovanni, fra la basilica lateranense e le Mura aureliane. La diocesi la presenta come parrocchia della Natività della Madre di Dio. La comunità celebra nella sala parrocchiale della chiesa cattolica della Natività di Nostro Signore Gesù Cristo, progettata da Tullio Rossi e costruita fra il 1936 e il 1937. Da fuori si vede quindi una chiesa cattolica del Novecento, con il campanile alto sul lato sinistro.

Dentro, durante le liturgie romene, cambia tutto. Le celebrazioni seguono il rito bizantino in lingua romena, con canto, incenso e icone, e nella tradizione ortodossa i fedeli restano a lungo in piedi. La parrocchia serve famiglie, anziani e bambini che arrivano anche da quartieri lontani. Non è un museo e non ci sono pannelli per visitatori. Quello che si vede è una comunità che prega, in uno spazio preso in prestito e adattato ogni settimana.

Il resto della presenza romena è sparso nei quartieri. Sulla Tuscolana, in via Alessandro Viviani 24, la parrocchia dell'Esaltazione della Santa Croce celebra dal 2005 nella cripta della chiesa delle Suore dell'Assunzione, vicino al Parco degli Acquedotti. A Ostia la parrocchia dell'Ingresso del Signore a Gerusalemme ha una chiesa inaugurata nel 2014 in via Ostiense 1551. Altre comunità si trovano all'Aurelio, a Monte Sacro, a Tor di Quinto, a La Rustica, al Trullo, a Torre Spaccata e a Torre Angela.

Una curiosità sulla Chiesa ortodossa romena a Roma

La prima parrocchia ortodossa romena in Italia nacque proprio a Roma, nell'autunno del 1940, con il sacerdote Gheorghe Tilea. Lo scrive la pagina di storia della diocesi, che aggiunge un dettaglio amaro: la parrocchia funzionò soltanto fino all'inizio del 1941. Era l'Europa in guerra, e quella prima esperienza romana si chiuse in pochi mesi. Per ritrovare una parrocchia stabile bisogna aspettare il 1975 e spostarsi a Milano, secondo la stessa fonte.

Le fonti sulla data milanese non concordano. La diocesi indica il 9 febbraio 1975 per la nascita della parrocchia della Discesa dello Spirito Santo a Milano, con il sacerdote Traian Valdman. Il volume Le religioni in Italia del CESNUR, nella pagina dedicata al Patriarcato di Romania, parla invece del 1974. La differenza di un anno può dipendere dal momento scelto come fondazione, cioè la decisione o la prima celebrazione, ma nessuna delle due fonti lo spiega.

La seconda curiosità riguarda il calendario. Molti pensano che gli ortodossi festeggino il Natale il 7 gennaio. Per i romeni non è così. La Romania adottò il calendario giuliano riveduto il 14 ottobre 1924, e da allora le feste fisse, Natale compreso, cadono nello stesso giorno dei cattolici. La Pasqua invece si calcola ancora con il calendario giuliano, come in quasi tutte le Chiese ortodosse, e di solito non coincide con quella cattolica.

Il 2026 ne offre un esempio. Il 5 aprile 2026 i cattolici di Roma celebravano la Pasqua. Lo stesso giorno, secondo il portale della diocesi, il vescovo Siluan presiedeva la Divina Liturgia nella parrocchia di Ostia per la festa patronale dell'Ingresso del Signore a Gerusalemme, cioè la domenica delle Palme. Per i romeni ortodossi la Pasqua arrivava una settimana dopo. Chi vive a Roma e ha vicini romeni conosce bene questo doppio calendario di primavera.

Una cosa che non ti dice nessuno sulla Chiesa ortodossa romena a Roma

Quasi nessuna comunità romena di Roma prega in una chiesa di proprietà. Le pagine delle parrocchie pubblicate dalla diocesi parlano di cripte, sale parrocchiali, cappelle di istituti religiosi, spazi concessi da parroci cattolici, in un caso di un accordo verbale rinnovato con richieste mensili. La pagina di storia della diocesi lo dice in termini generali: le comunità in Italia hanno avuto bisogno di un posto stabile per la liturgia, e questo ha portato all'acquisto o alla concessione di spazi e chiese cattoliche per lunghi periodi.

La posizione contraria che conviene tenere a mente: a nostro giudizio è sbagliato cercare a Roma una chiesa ortodossa romena da visitare come monumento. Chi arriva con questa idea resta deluso, perché trova sale, cripte e cappelle adattate, non un edificio costruito per il rito bizantino. Il valore è altrove, nella liturgia e nella comunità. Per un'architettura ortodossa pensata come tale, a Roma, la scheda da leggere è quella della chiesa russa ortodossa di Santa Caterina.

Seconda cosa poco nota: la prima parrocchia romena di Roma dell'epoca recente non nacque in una chiesa cattolica. Secondo il CESNUR, le prime sedi delle parrocchie romene in Italia furono offerte dalle autorità cattoliche locali, con la sola eccezione della prima parrocchia di Roma, ospite nella sede romana della Chiesa anglicana. La fonte non indica l'edificio né l'anno. Sul sito trovate la scheda della chiesa anglicana di Ognissanti, la principale presenza anglicana in città.

Terza cosa, pratica: il nome della parrocchia e il nome della chiesa non coincidono quasi mai. In via Gallia la parrocchia ortodossa è dedicata alla Natività della Madre di Dio, mentre la chiesa cattolica che la ospita è dedicata alla Natività di Nostro Signore Gesù Cristo. Sulla Tuscolana la parrocchia è dell'Esaltazione della Santa Croce, ma l'edificio è la chiesa delle Suore dell'Assunzione. Chi cerca l'indirizzo sulle mappe con il nome sbagliato rischia di finire altrove.

Quali sono le parrocchie ortodosse romene di Roma?

L'elenco pubblicato dalla diocesi conta diciannove voci che cominciano con il nome di Roma. La prima è la sede diocesana di via Ardeatina 1741, con la cappella della Dormizione della Madre di Dio. Poi vengono le parrocchie di quartiere: Aurelio, Borghesiana, Laurentina a Trigoria, Monte Mario, Ostia, Prima Porta, San Basilio a La Rustica, San Giovanni, Tor di Quinto, Torre Spaccata, Tuscolana, Monte Sacro, Prenestina, Torre Angela e Trullo. Tre voci si trovano fuori dal comune: Monterotondo, Palestrina e Pantano, verso Monte Compatri.

Le parrocchie con la storia più documentata sono tre. San Giovanni, in via Gallia 162, nata nell'autunno 1999 e trasferita nel 2000 dalla chiesa di Santa Maria del Buon Consiglio. La Tuscolana, in via Alessandro Viviani 24, fondata il 15 marzo 2001, ospitata in una sala parrocchiale fino al 2005 e poi nella cripta delle Suore dell'Assunzione. Ostia, costituita il 1 gennaio 2002, con una chiesa inaugurata il 9 novembre 2014 in via Ostiense 1551, secondo il portale diocesano.

Fra le comunità nate dopo il 2005 ci sono Prima Porta, in via di Santa Cornelia 72-75, che nel 2021 ha acquisito una chiesa propria di 152 metri quadrati, e La Rustica, in via Bernardino Bernardini 55, ospite dal settembre 2020 della chiesa cattolica di San Cleto. All'Aurelio la parrocchia di San Panteleimon, in via Adriano I 189/B, celebra nella chiesa degli Oblati di San Giuseppe. A Tor di Quinto, in via Tuscania 12, la parrocchia della Protezione della Madre di Dio usa la cappella della chiesa di San Gaetano.

Le comunità più recenti hanno sedi ancora provvisorie. Monte Sacro celebra dal 2017 nella cappella di Sant'Elena, in via Nicola Festa 50, concessa dalla parrocchia cattolica di San Ponziano con il permesso del Vicariato. Torre Spaccata, in via di Torre Spaccata 157, usa una cappella del centro Bruno Buozzi, struttura del Municipio VI. Il Trullo, in via di Monte Cucco 127, è stato inaugurato il 5 settembre 2020 in un edificio che ospitava una struttura per l'infanzia. La Laurentina è indicata come parrocchia in formazione.

Le parrocchie romane non formano un blocco unico. La diocesi le raggruppa in decanati, chiamati in romeno protopopiati. Le pagine ufficiali citano un protopopiato Lazio I, centro ovest, di cui fa parte per esempio la Borghesiana, e indicano come decano del Lazio I padre Ciprian Baltag, parroco della Tuscolana. Padre Gabriel Ioniță, parroco di Prima Porta, è indicato come decano del Lazio II. Per chi cerca un contatto e non trova risposta dalla singola parrocchia, il decano è il secondo riferimento dopo la cancelleria.

Il consiglio che ti do per visitare la Chiesa ortodossa romena a Roma

Scegliete una parrocchia con gli orari pubblicati. Fra quelle romane, la diocesi indica orari precisi per l'Aurelio, con la Divina Liturgia della domenica alle 9.30 preceduta dal mattutino alle 8, e per La Rustica, con il mattutino alle 8.30 e la Divina Liturgia alle 10. Per via Gallia, la parrocchia storica, gli orari non sono pubblicati: prima di andare conviene telefonare al parroco o alla cancelleria diocesana e chiedere l'ora della liturgia domenicale.

Arrivate prima dell'inizio e restate in fondo. La liturgia ortodossa è lunga, e i fedeli entrano e escono con discrezione per accendere una candela o baciare un'icona. Chi viene da fuori non deve fare nulla di particolare, basta restare in silenzio, non attraversare lo spazio davanti all'altare e non mettersi in mezzo ai movimenti del sacerdote. Un abbigliamento sobrio, con spalle e gambe coperte, è la scelta più rispettosa, come in qualsiasi chiesa di Roma.

Non trattate la liturgia come uno spettacolo. Niente foto e niente video durante la celebrazione, salvo permesso esplicito del sacerdote. Niente telefono in mano. Se volete capire che cosa sta succedendo, conviene leggere prima qualcosa sul rito bizantino e sulla Divina Liturgia, perché sul posto non ci sono sussidi in italiano e la lingua è il romeno. Chi conosce un'altra lingua romanza, però, riconosce molte parole.

Il momento migliore per un primo contatto è la fine della liturgia, quando il sacerdote non è impegnato nella celebrazione. È l'occasione per chiedere con garbo se si può tornare, se esistono celebrazioni con una parte in italiano o se la parrocchia organizza incontri aperti. Per le grandi feste, Natale e soprattutto Pasqua, conviene chiedere prima gli orari, perché cambiano e le chiese si riempiono.

Serve prenotare e quando si celebra la liturgia domenicale?

Non serve prenotare e non si paga. Le parrocchie ortodosse romene di Roma sono luoghi di culto, e alle celebrazioni si entra liberamente. Non esistono visite guidate ufficiali della diocesi rivolte ai turisti, e non risulta un tour a pagamento dedicato alle chiese romene di Roma. L'offerta per le candele e per la parrocchia è libera. Chi vuole un incontro con il sacerdote, per un gruppo di studio o una classe, deve chiedere direttamente alla parrocchia.

La diocesi pubblica gli orari domenicali precisi solo per alcune parrocchie romane. Per le altre indica il nome del sacerdote e il telefono. La tabella riporta gli orari pubblicati sulle pagine ufficiali delle parrocchie e, per via Gallia, l'indicazione generica data dalla diocesi. Il canale ufficiale per le informazioni è il sito della Diocesi ortodossa romena d'Italia, con la sezione delle parrocchie e i contatti di ogni comunità.

Parrocchia e indirizzoDomenica, orari pubblicati dalla diocesi
San Giovanni, via Gallia 162quattro liturgie alla settimana, orario non pubblicato
Aurelio, via Adriano I 189/Bmattutino 8, Divina Liturgia 9.30, parastas 11.30
San Basilio La Rustica, via Bernardino Bernardini 55mattutino 8.30, Divina Liturgia 10
Tuscolana, via Alessandro Viviani 24tre liturgie alla settimana, orario non pubblicato

Per le altre parrocchie gli orari vanno chiesti al sacerdote. La pagina di via Gallia indica anche le confessioni in tre giorni della settimana, quella della Tuscolana il giovedì e su richiesta, quella della Rustica il giovedì e il sabato alle 16.30. All'Aurelio il sabato si celebra la liturgia alle 8 e i sacramenti si prenotano fra le 11 e le 18. Sono dati pubblicati dalla diocesi e possono cambiare nei periodi di festa.

Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato

Che i romeni siano una delle comunità straniere più numerose d'Italia lo sanno tutti. Pochi sanno quanto sia cresciuta la loro Chiesa. Il CESNUR, nella pagina sul Patriarcato di Romania, riporta una cinquantina di parrocchie ortodosse romene in Italia nel 2001, 166 nel 2011 e 285 nel febbraio 2023, oltre a 13 in formazione, raggruppate in 26 decanati, con 6 monasteri e 301 sacerdoti. La diocesi, nella sua pagina di storia, parla di 280 parrocchie in 24 decanati.

Il secondo fatto noto e poco citato è che la Diocesi ortodossa romena d'Italia è giovane. Il Santo Sinodo della Chiesa ortodossa romena ne approvò la costituzione il 21 giugno 2007, ed elesse il primo vescovo, Siluan, il 5 marzo 2008. L'insediamento avvenne l'8 maggio 2008, non a Roma ma a Lucca, nella chiesa di Sant'Anastasio della parrocchia romena di Sant'Antonio il Grande, secondo la pagina di storia della diocesi.

Terzo fatto: la personalità giuridica. Secondo il CESNUR la Diocesi ortodossa romena d'Italia, con sede a Roma, ha ottenuto la personalità giuridica con decreto del Presidente della Repubblica del 12 settembre 2011. La diocesi ricorda di aver depositato la documentazione presso la Prefettura di Roma il 7 ottobre 2009 e indica come ancora in corso il procedimento per un'intesa con lo Stato italiano. Il riconoscimento giuridico e l'intesa sono due passaggi distinti.

L'ultimo fatto riguarda la lingua. Secondo la voce dell'enciclopedia Wikipedia in inglese sulla Chiesa ortodossa romena, è l'unica Chiesa autocefala dell'Ortodossia a usare nella liturgia una lingua romanza. Per chi entra per la prima volta in via Gallia la conseguenza è concreta: molte parole del canto, come Dumnezeu per Dio o biserica per chiesa, suonano meno estranee di quanto ci si aspetterebbe, e la radice latina del romeno si sente.

La foto giusta da fare alla Chiesa ortodossa romena a Roma

La foto giusta non si fa durante la liturgia. Chi vuole un'immagine della presenza romena a Roma deve pensare all'esterno e ai momenti prima o dopo le celebrazioni. In via Gallia si può riprendere la facciata della chiesa della Natività di Nostro Signore, con il rosone, il portale centrale e il bassorilievo dell'Annunciazione nella lunetta, descritti dalla voce di Wikipedia sulla chiesa, e il campanile alto sul lato sinistro.

Dentro, le icone e i paramenti si fotografano solo con il permesso del sacerdote, e mai durante la Divina Liturgia. Negli spazi condivisi con una comunità cattolica l'allestimento può cambiare fra la domenica e il resto della settimana, e non tutto quello che si vede appartiene alla parrocchia romena. Chiedere alla fine della liturgia è la strada corretta. Se il sacerdote acconsente, conviene fotografare le icone da vicino, senza flash e senza inquadrare i fedeli in preghiera.

Le persone vanno lasciate fuori dall'inquadratura, o riprese solo con il loro consenso. La comunità romena a Roma è fatta in gran parte di lavoratori, famiglie e anziani, e la riservatezza di chi prega viene prima di qualsiasi foto. Niente immagini dei bambini della scuola domenicale, niente primi piani di chi si confessa o accende una candela. La regola vale in tutte le parrocchie, anche in quelle con una chiesa propria come Ostia e Prima Porta.

L'immagine più adatta, a nostro giudizio, è quella della chiesa di Ostia in via Ostiense 1551, inaugurata nel 2014, con altare e iconostasi consacrati il 19 maggio 2018 da tre vescovi ortodossi, secondo il portale diocesano. Qui il rito bizantino ha uno spazio pensato per sé. La foto va fatta dall'esterno o con il permesso della parrocchia, in un giorno senza celebrazioni. La luce del mattino presto è la più adatta per la facciata.

Come si arriva alle chiese romene dal centro di Roma?

Per via Gallia 162 la diocesi non pubblica indicazioni sui mezzi pubblici. La chiesa si trova nel quartiere di San Giovanni, a sud della basilica di San Giovanni in Laterano, oltre le Mura aureliane all'altezza di Porta Metronia. Le linee di autobus e tram della zona cambiano con i lavori, quindi per il percorso del giorno conviene usare il calcolatore sul sito di ATAC o chiamare lo 060608.

Per la parrocchia della Tuscolana, in via Alessandro Viviani 24, la pagina ufficiale indica come riferimento la fermata della metropolitana Lucio Sestio. La chiesa delle Suore dell'Assunzione si trova vicino a uno degli ingressi del Parco degli Acquedotti. Per Torre Spaccata, in via di Torre Spaccata 157, la parrocchia indica la vicina stazione della metropolitana di Torre Spaccata. Per Tor di Quinto, in via Tuscania 12, il riferimento dato è l'incrocio fra corso di Francia e la Cassia Nuova.

La sede della diocesi, in via Ardeatina 1741, si trova lontano dal centro, sulla stessa via consolare che dentro la città passa accanto al Mausoleo delle Fosse Ardeatine e più fuori porta verso il Santuario del Divino Amore. La diocesi non pubblica indicazioni sui mezzi. Chi ci va per un appuntamento in cancelleria conviene che si organizzi con largo anticipo e verifichi il percorso sul sito di ATAC.

Per Ostia, via Ostiense 1551, la strada è quella che dal centro porta al mare passando per la basilica di San Paolo fuori le Mura. Per orientarsi fra metro, bus, treni urbani e biglietti è utile la pagina come muoversi a Roma. In auto, le chiese di periferia sono più comode, ma la domenica mattina i dintorni si riempiono di fedeli che arrivano da tutta la città.

Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia

Nell'autunno del 1940 nacque a Roma, con il sacerdote Gheorghe Tilea, la prima parrocchia ortodossa romena in Italia, che funzionò fino all'inizio del 1941, secondo la diocesi. Nel 1974 o nel 1975, le fonti non concordano, nacque a Milano la parrocchia della Discesa dello Spirito Santo. Nell'autunno 1999, con il metropolita Iosif, fu fondata a Roma la parrocchia della Natività della Madre di Dio, trasferita nel 2000 nella zona di San Giovanni.

Il 15 marzo 2001 nacque la parrocchia della Tuscolana, il 1 gennaio 2002 quella di Ostia. Nell'agosto 2004, secondo il CESNUR, il Patriarcato nominò un vescovo vicario per l'Italia. Il 21 giugno 2007 il Santo Sinodo approvò la nascita della Diocesi ortodossa romena d'Italia. Il 5 marzo 2008 fu eletto il vescovo Siluan, insediato l'8 maggio a Lucca. Il 7 settembre 2008 si celebrò la prima liturgia nella nuova sede di via Ardeatina, inaugurata il 9 ottobre.

Il 7 ottobre 2009 la diocesi depositò alla Prefettura di Roma la documentazione per il riconoscimento giuridico, arrivato con il decreto presidenziale del 12 settembre 2011 secondo il CESNUR. Nel 2012 la parrocchia dell'Aurelio riattivò la chiesa degli Oblati di San Giuseppe, che negli anni precedenti era stata trasformata in sala di teatro. L'11 novembre 2012 padre Ioan Ivan prese la guida pastorale della parrocchia di via Gallia, secondo la sua monografia.

Il 9 novembre 2014 fu inaugurata la chiesa di Ostia in via Ostiense 1551, con altare e iconostasi consacrati il 19 maggio 2018. Nel 2017 nacque la parrocchia di Monte Sacro nella cappella di Sant'Elena. Nel settembre 2020 la comunità della Rustica entrò nella chiesa di San Cleto e il 5 settembre fu inaugurata la parrocchia del Trullo. Nel 2021 Prima Porta acquisì una chiesa propria. Il 5 aprile 2026 il vescovo Siluan celebrò a Ostia la festa patronale.

Chi è passato dalla Chiesa ortodossa romena a Roma

Il primo nome è quello di Gheorghe Tilea, il sacerdote della breve parrocchia romana del 1940, ricordato dalla diocesi come iniziatore della presenza ortodossa romena in Italia. Poi viene il metropolita Iosif, secondo il CESNUR Ilie Pop, nato nel 1966, a capo della Metropolia ortodossa romena dell'Europa occidentale e meridionale, la struttura da cui dipende anche la diocesi italiana. Le parrocchie di via Gallia e della Tuscolana nacquero con la sua benedizione, nel 1999 e nel 2001.

Il vescovo della diocesi è Siluan, secondo il CESNUR Ciprian Şpan, nato nel 1970, eletto nel 2008. Il sito diocesano indica come vescovo vicario Atanasie di Bogdania. La sede di via Ardeatina, secondo la pagina di storia, fu acquisita con la benedizione del Patriarca Daniel. In via Gallia il primo parroco fu Constantin Bălăucă, nominato il 1 luglio 2000 e rimasto fino all'ottobre 2012. Dal novembre 2012 la parrocchia è affidata a padre Ioan Ivan.

Dalla parte cattolica, le pagine delle parrocchie ricordano chi ha aperto le porte. A Ostia, nel febbraio 2002, la cappella Maria Assunta fu concessa da monsignor Rino Fisichella, e nel gennaio 2005 la comunità trovò posto nella parrocchia cattolica Stella Maris grazie a don Plinio Poncina. All'Aurelio la chiesa fu concessa dal rettore degli Oblati di San Giuseppe, padre Brian Crawford. A Monte Sacro la cappella arriva dalla parrocchia di San Ponziano, con il permesso del Vicariato.

Soprattutto sono passati, e passano, i fedeli. Lavoratori e lavoratrici arrivati dalla Romania dopo il 1989, famiglie che hanno messo radici in città, studenti, anziani. La parrocchia di Monte Sacro, secondo la sua pagina, nacque per offrire assistenza spirituale alle donne romene che lavorano nella zona. Quella di Tor di Quinto si rivolge in particolare ai fedeli ortodossi della Bessarabia, cioè dell'attuale Repubblica di Moldova, che parlano romeno.

Perché le comunità ortodosse celebrano in chiese cattoliche?

Quello che dicono i documenti: la pagina di storia della diocesi spiega che le comunità in Italia hanno avuto bisogno di un posto permanente per la liturgia, e che per questo hanno acquistato o ricevuto in concessione per lunghi periodi spazi o chiese cattoliche. Il CESNUR aggiunge che l'assegnazione di locali di culto cattolici dismessi continua nella maggior parte dei luoghi. Le pagine delle parrocchie romane indicano caso per caso chi ha concesso lo spazio.

Le formule usate cambiano da parrocchia a parrocchia. In via Gallia la comunità ha ricevuto il permesso di usare la sala parrocchiale. Alla Tuscolana celebra nella cripta della chiesa delle Suore dell'Assunzione, che l'ha concessa. A Monte Sacro la cappella è stata concessa dalla parrocchia di San Ponziano con il permesso del Vicariato di Roma. A Torre Spaccata la comunità usa una cappella di una struttura del Municipio VI con un accordo verbale e richieste mensili, in una situazione che la parrocchia stessa definisce provvisoria.

Che cosa resta senza prova: le pagine pubblicate non indicano quasi mai la forma giuridica degli accordi, cioè se si tratti di comodato, di convenzione o di semplice permesso. Il termine comodato, usato spesso nella stampa per queste situazioni, non compare nelle pagine ufficiali delle parrocchie romane. Per sapere come funziona un caso preciso bisogna chiedere alla parrocchia o alla cancelleria della diocesi, al numero 06 7197343.

Che cosa significa per chi visita: in molte di queste chiese convivono due comunità. La domenica mattina può esserci la messa cattolica al piano di sopra e la Divina Liturgia romena nella cripta o nella sala. Conviene quindi entrare dal lato giusto, seguire le indicazioni affisse e non disturbare l'una per cercare l'altra. Chi non trova l'ingresso può chiedere ai fedeli sul sagrato, che di solito indicano la strada con disponibilità.

Che cosa fanno le parrocchie oltre alla liturgia domenicale?

La domenica è solo una parte della vita parrocchiale. Le pagine pubblicate dalla diocesi descrivono un calendario settimanale fitto. In via Gallia le liturgie sono precedute dai vespri, dall'acatisto o dal mattutino, le confessioni si tengono in tre giorni della settimana e l'unzione dei malati viene celebrata periodicamente. All'Aurelio la seconda domenica del mese, alle 14, è dedicata al sacramento dell'unzione, e dopo la liturgia della domenica si celebra il parastas, la preghiera per i defunti.

La parrocchia di via Gallia, nella monografia pubblicata sul sito della diocesi, elenca anche attività che vanno oltre il culto: la scuola domenicale per i bambini, la catechesi per gli adulti, le iniziative per i giovani legate al movimento Nepsis, i pellegrinaggi alla scoperta della Roma dei primi cristiani e un lavoro sociale e caritativo rivolto alle persone più fragili. Per una comunità di immigrati, la parrocchia è anche un luogo dove si parla la propria lingua e si trovano aiuto e contatti.

A La Rustica il terzo venerdì del mese, alle 19.30, si celebra l'unzione, e le confessioni si tengono il giovedì e il sabato alle 16.30, secondo la pagina della parrocchia. Prima Porta indica anche vespri e catechesi il martedì alle 19.15 a Campagnano di Roma, fuori città. Sono dettagli che mostrano come una parrocchia romena di Roma serva spesso un territorio largo, con fedeli che arrivano dai comuni vicini e sacerdoti che si spostano per raggiungerli.

La parrocchia di Ostia ha una storia particolare anche sotto il profilo materiale. La sua pagina ricorda che nel 2013 la comunità ha acquisito un terreno per costruire una nuova chiesa, e che nel 2015, durante gli scavi, sono emersi reperti archeologici di epoca romana. Il dettaglio non stupisce chi conosce la zona, a poca distanza da Ostia antica: a Roma, anche una chiesa di periferia costruita nel Duemila può incrociare il sottosuolo antico.

Dove si trovano a Roma le altre chiese e comunità non cattoliche?

La presenza romena si inserisce in una città con molte comunità cristiane non cattoliche. L'altra grande presenza ortodossa con un edificio pensato per il rito è la chiesa russa ortodossa di Santa Caterina. Il mondo protestante ha a Roma la chiesa evangelica valdese di piazza Cavour, la Christuskirche dei luterani, la chiesa evangelica metodista e la chiesa battista di via del Teatro Valle.

Il mondo anglicano ed episcopale ha la chiesa di Ognissanti in via del Babuino e la chiesa americana di San Paolo entro le Mura in via Nazionale. Chi si interessa delle tradizioni cristiane d'Oriente in comunione con Roma trova Sant'Atanasio dei Greci, San Biagio degli Armeni e, dentro il Vaticano, Santo Stefano degli Abissini. Fuori città, a Grottaferrata, c'è l'abbazia greca di San Nilo.

Oltre il cristianesimo, Roma ospita la Grande Moschea ai Parioli, la Sinagoga di Roma sul Lungotevere, il tempio dei Mormoni e l'Istituto Buddista Soka Gakkai. Il luogo che racconta meglio la Roma degli stranieri non cattolici, però, è il Cimitero acattolico a Testaccio, dove riposano protestanti, ortodossi e persone di altre fedi.

Per chi vuole conoscere la Romania a Roma fuori dalle chiese, il riferimento culturale è l'Accademia di Romania a Valle Giulia, che organizza mostre, concerti e incontri. Mettere insieme una liturgia domenicale in una parrocchia romena e una visita all'Accademia permette di vedere due facce della stessa presenza: la vita religiosa di una comunità di lavoratori e famiglie, e l'istituzione culturale del paese, attiva a Roma da molto più tempo.

Quando è chiuso e che cosa non aspettarsi?

Le chiese in cui celebrano le comunità romene non hanno un orario di apertura per i visitatori. La sala di via Gallia, la cripta della Tuscolana e le cappelle dei quartieri si aprono per le liturgie, le confessioni e le attività della parrocchia. Fuori da questi momenti si può trovare aperta la chiesa cattolica che ospita la comunità, con i suoi orari, ma non lo spazio usato dai romeni. Arrivare a metà pomeriggio di un giorno feriale senza avvisare significa, di solito, trovare chiuso.

Non aspettatevi un'unica grande cattedrale. La sede diocesana di via Ardeatina è un centro amministrativo con una cappella, non una chiesa pensata per grandi folle di visitatori, e la cancelleria riceve negli orari indicati, dalle 9 alle 12 e dalle 14 alle 17. Non aspettatevi neppure sussidi in italiano, pannelli o percorsi di visita. La liturgia è in romeno e dura a lungo. Chi arriva con un'idea da museo sbaglia approccio.

Non aspettatevi che la Pasqua cada nella stessa data dei cattolici. La Chiesa ortodossa romena calcola la Pasqua con il calendario giuliano, e le due date coincidono solo in alcuni anni. Nel 2026 la differenza è stata di una settimana. Il Natale invece si celebra il 25 dicembre. Per la Settimana Santa e la notte di Pasqua le parrocchie pubblicano programmi speciali, e conviene chiederli con anticipo, perché i sagrati si riempiono ben oltre la capienza.

Non aspettatevi, infine, che tutti i dati pubblicati siano aggiornati. Gli spazi concessi cambiano, le parrocchie si trasferiscono, i sacerdoti vengono spostati. La storia di via Gallia, passata dal centro di Roma a San Giovanni e da una sala per i pasti dei poveri alla sala parrocchiale, lo dimostra. Prima di muovervi, una telefonata al numero della parrocchia o alla cancelleria diocesana evita un viaggio inutile verso una porta chiusa.

Mangiare in zona

Il quartiere di San Giovanni, intorno a via Gallia, è una zona residenziale con locali pensati per chi ci abita e ci lavora. La domenica a pranzo, dopo le liturgie, le famiglie del quartiere e quelle che escono dalle chiese si muovono insieme, e i posti si riempiono presto. Conviene decidere prima dove andare, o spostarsi di qualche strada rispetto agli assi principali, dove i tavoli si liberano con più facilità.

Le trappole vere si concentrano vicino ai luoghi di maggiore passaggio turistico, come piazza di Porta San Giovanni e la zona della basilica. I segnali sono sempre gli stessi: il buttadentro sul marciapiede, il menù con le fotografie dei piatti, le voci senza prezzo, un menù diverso fuori e dentro, la cucina aperta di continuo senza pausa. I romani evitano questi posti perché la qualità dipende dal passaggio e non dai clienti abituali.

La regola pratica è scegliere dove si vedono persone del quartiere, con un menù breve scritto o stampato ogni giorno e prezzi chiari. Chi è curioso di cucina romena troverà in città negozi e ristoranti gestiti da romeni, soprattutto nei quartieri dove la comunità è più presente, ma non ne segnaliamo per nome. Per indirizzi selezionati con criterio c'è la lista di indirizzi su Google Maps, e sul sito trovate anche la guida dove mangiare a Roma.

Che cosa abbinare in giornata

Da via Gallia la tappa più vicina è la basilica di San Giovanni in Laterano, con la Scala Santa e il Battistero lateranense. Proseguendo verso est si arriva alla basilica di Santa Croce in Gerusalemme. Verso sud, lungo le mura, si raggiungono Porta Latina e la chiesa di San Giovanni a Porta Latina, con gli affreschi medievali. È una mattinata a piedi, dopo la liturgia.

Chi va alla Tuscolana può abbinare la parrocchia di via Viviani con una passeggiata nel Parco degli Acquedotti, fra gli archi dell'Acqua Claudia e del Felice. Chi sale verso l'Appia trova il Parco dell'Appia Antica e le catacombe di Roma, luoghi della prima Roma cristiana che i fedeli ortodossi riconoscono come patrimonio comune. Per chi va a Ostia, il mare e il quartiere sono raccontati nella pagina su Ostia Lido.

Per la parrocchia di Monte Mario, dedicata ai santi medici Cosma e Damiano, l'abbinamento naturale è la Riserva Naturale di Monte Mario. Gli stessi santi danno il nome alla basilica dei Santi Cosma e Damiano ai Fori, una delle chiese romane più antiche, con i mosaici dell'abside. Chi segue il filo delle feste può leggere le pagine su Natale a Roma e su Pasqua a Roma.

Una giornata tematica sulla Roma delle fedi può partire da una liturgia romena la mattina, proseguire con la chiesa russa di Santa Caterina e con il Cimitero acattolico, e chiudersi nel Ghetto ebraico, con la Sinagoga e il museo. Sono luoghi a costo zero o quasi, e altre idee in questo senso sono raccolte nella pagina Roma gratis. Conviene rispettare gli orari delle funzioni in ogni luogo.

Domande frequenti

Dove si trova la chiesa ortodossa romena principale di Roma?

La diocesi non indica una cattedrale a Roma. La sede della Diocesi ortodossa romena d'Italia si trova in via Ardeatina 1741, con la cappella della Dormizione della Madre di Dio. La parrocchia romana con la fondazione più antica fra quelle pubblicate dalla diocesi è quella della Natività della Madre di Dio, in via Gallia 162, zona San Giovanni, nata nel 1999 e ospitata nella sala parrocchiale di una chiesa cattolica.

A che ora è la liturgia domenicale in romeno?

Dipende dalla parrocchia. La diocesi pubblica orari precisi per l'Aurelio, in via Adriano I 189/B, con la Divina Liturgia alle 9.30, e per La Rustica, in via Bernardino Bernardini 55, con la Divina Liturgia alle 10. Per via Gallia indica quattro liturgie alla settimana senza orario. In questi casi bisogna chiedere al parroco, al numero pubblicato sul sito della diocesi, o alla cancelleria diocesana allo 06 7197343.

Chi non è ortodosso può entrare durante la liturgia?

Sì. Le celebrazioni sono pubbliche e l'ingresso è libero, senza biglietto e senza prenotazione. Basta restare in silenzio, preferibilmente in fondo, con un abbigliamento sobrio, e non fotografare né filmare senza il permesso del sacerdote. La comunione è riservata ai fedeli ortodossi preparati, come nella prassi delle Chiese ortodosse. Alla fine della liturgia è normale fermarsi a salutare e fare qualche domanda al sacerdote.

Perché gli ortodossi romeni celebrano in chiese cattoliche?

Perché le comunità, cresciute in fretta dopo il 1989, avevano bisogno di spazi stabili per la liturgia. Secondo la diocesi questo ha portato all'acquisto o alla concessione di spazi e chiese cattoliche per lunghi periodi. A Roma le pagine delle parrocchie citano sale parrocchiali, cripte, cappelle di istituti religiosi e, a Torre Spaccata, una cappella in una struttura del Municipio VI. La forma giuridica degli accordi di solito non è pubblicata.

Gli ortodossi romeni festeggiano il Natale il 7 gennaio?

No. La Romania ha adottato il calendario giuliano riveduto nell'ottobre del 1924, e da allora la Chiesa ortodossa romena celebra le feste fisse, compreso il Natale del 25 dicembre, negli stessi giorni dei cattolici. La Pasqua invece si calcola ancora con il calendario giuliano, come nelle altre Chiese ortodosse, e spesso cade in una data diversa da quella cattolica. Nel 2026 la differenza è stata di una settimana.

Da chi dipende la Chiesa ortodossa romena in Italia?

Dalla Diocesi ortodossa romena d'Italia, istituita dal Santo Sinodo della Chiesa ortodossa romena nel 2007 e guidata dal vescovo Siluan dal 2008. La diocesi fa parte della Metropolia ortodossa romena dell'Europa occidentale e meridionale, guidata dal metropolita Iosif, e questa a sua volta del Patriarcato di Romania. La sede italiana si trova a Roma, in via Ardeatina 1741, con la cancelleria aperta nei giorni feriali.

Quante parrocchie ortodosse romene ci sono a Roma?

L'elenco ufficiale della diocesi riporta diciannove voci con il nome di Roma, compresa la sede diocesana. Alcune però si trovano nei comuni vicini, come Monterotondo, Palestrina e Pantano, e una, alla Laurentina, è indicata come parrocchia in formazione. Dentro il comune ci sono comunità a San Giovanni, Tuscolana, Aurelio, Monte Mario, Monte Sacro, Tor di Quinto, Prima Porta, Ostia, Trullo, La Rustica, Prenestina, Borghesiana, Torre Spaccata e Torre Angela.

C'è una parrocchia romena per i fedeli della Moldova?

La parrocchia di Tor di Quinto, in via Tuscania 12, dedicata alla Protezione della Madre di Dio, si rivolge in particolare ai fedeli ortodossi della Bessarabia, cioè dell'attuale Repubblica di Moldova, secondo la sua pagina sul sito della diocesi. È stata fondata nel 2009 e celebra la domenica nella cappella della chiesa cattolica di San Gaetano, vicino all'incrocio fra corso di Francia e la Cassia Nuova. L'orario della liturgia non è pubblicato, il sacerdote risponde al numero indicato dalla diocesi.

La parrocchia di via Gallia ha sempre celebrato a San Giovanni?

No. Secondo la monografia pubblicata dalla diocesi, la comunità nacque nell'autunno 1999 nella chiesa di Santa Maria del Buon Consiglio, nel centro di Roma, e nel 2000 si trasferì nella zona di San Giovanni, presso la parrocchia cattolica della Natività di Nostro Signore Gesù Cristo. All'inizio celebrò in una sala usata per i pasti dei poveri, da allestire e smontare ogni settimana, poi ottenne il permesso di usare la sala parrocchiale, dove si celebra ancora oggi.

Chi ha scritto e su quali fonti

Il testo esce dalla redazione di Tour Leader Pro, la struttura romana che progetta itinerari, visite ed eventi culturali fra Roma e il Lazio. Indirizzi, orari e contatti riportati qui risultano dalle fonti ufficiali richiamate nel testo alla data indicata in apertura: per le parrocchie fanno fede le pagine del sito della diocesi e la pagina di storia del portale diocesano. Segnalateci quello che trovate cambiato.

Organizzare una visita a una comunità religiosa per un gruppo significa prima di tutto chiedere. Una liturgia non è un evento da prenotare, e la presenza di molte persone estranee va concordata con il sacerdote, scegliendo il momento e il numero giusto, e spiegando lo scopo della visita. Per chi progetta uscite culturali di questo tipo, una risorsa utile per chi organizza viaggi di gruppo è Tour Leader Pro, con strumenti pensati per coordinare visite e itinerari.

La presenza ortodossa romena è una delle chiavi per leggere la Roma di oggi, fatta di quartieri di periferia, comunità straniere e chiese condivise, accanto alla città dei monumenti. Mettere insieme la Roma delle basiliche, quella delle fedi minoritarie e i dintorni, dai Castelli al litorale, richiede qualche giorno e un po' di pianificazione, e una risorsa utile per montare un itinerario di più giorni è Italy Planner.

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IndirizzoParrocchia ortodossa romena, via Gallia 162 Roma Appio Latino, Roma, Roma Città 00183