Christuskirche, chiesa evangelica luterana di Roma
La Christuskirche si trova in via Sicilia 70, nel rione Ludovisi, ed è la chiesa della Comunità evangelica luterana di Roma, la comunità di lingua tedesca che fa parte della Chiesa Evangelica Luterana in Italia. Non ha biglietteria e non è un museo: si entra liberamente durante il culto della domenica alle 10, in tedesco con traduzione italiana della predica, e la seconda domenica del mese alle 17, quando il culto è in italiano ed è preceduto alle 16.30 da un concerto d'organo.
Fuori da questi appuntamenti gli orari di apertura per chi vuole solo guardare l'interno non sono pubblicati. Il portale turistico di Roma Capitale rimanda direttamente ai contatti della comunità, che ha la sede amministrativa pochi metri più in là, in via Toscana 7. Il numero da chiamare è lo 06 4817519. È la strada più sicura per sapere se in un giorno feriale la porta sarà aperta, prima di salire fino a via Sicilia.
Dati riscontrati il 29 settembre 2026 sulla pagina della comunità di Roma pubblicata dalla Chiesa Evangelica Luterana in Italia, sul portale turistico di Roma Capitale, sul sito della Santa Sede per le visite dei papi e sulla mostra online della Bibliotheca Hertziana dedicata al centenario dell'edificio. La chiesa è stata costruita fra il 1911 e il 1922 su progetto di Franz Schwechten, l'architetto che a Berlino firmò la chiesa commemorativa dell'imperatore Guglielmo, e in poco più di trent'anni ha ricevuto tre papi.

In breve: indirizzo, orari, biglietto
- Indirizzo: via Sicilia 70, 00187 Roma, rione Ludovisi. La sede della comunità è in via Toscana 7.
- Gestore: Comunità evangelica luterana di Roma, parte della Chiesa Evangelica Luterana in Italia.
- Come si entra: liberamente durante i culti. Le aperture per semplici visite non sono pubblicate, conviene telefonare prima.
- Prezzo: nessun biglietto. Il culto è aperto a tutti.
- Culti: ogni domenica alle 10 in tedesco con predica tradotta in italiano. Seconda domenica del mese alle 17 in italiano, con concerto d'organo alle 16.30.
- Contatti: telefono 06 4817519, email roma@chiesaluterana.it.
- Come si arriva: a piedi da piazza Barberini, metro A, salendo via Veneto verso Porta Pinciana.
Dove si trova e che cosa si vede davvero
Via Sicilia è una strada del Ludovisi, il quartiere costruito a fine Ottocento sui terreni dell'antica villa dei principi Ludovisi, fra via Veneto e le Mura aureliane. La chiesa occupa l'angolo con via Toscana, in mezzo a palazzi borghesi e uffici. Chi arriva da Porta Pinciana la vede comparire all'improvviso, perché la facciata di pietra squadrata non somiglia a nient'altro nella zona.
La facciata è a capanna, rivestita di pietre squadrate, stretta fra due campanili a pianta quadrata. Al centro si apre un portico con un grande arco a tutto sesto coperto da una volta a botte. Sopra, tre statue di marmo rappresentano Cristo, san Pietro e san Paolo. Più in alto il portale turistico di Roma Capitale conta sette finestre strombate a tutto sesto. Da lontano ha l'aria di una chiesa romanica renana, messa per sbaglio fra due palazzi umbertini.
Dentro l'effetto cambia di colpo. L'aula è divisa in tre navate con i matronei, cioè le gallerie superiori, e le volte sono coperte di mosaici dorati con motivi vegetali e geometrici. Nel catino dell'abside c'è un Cristo Pantocratore, il Cristo in trono che benedice. Il pulpito è di marmo decorato a bassorilievo, l'altare centrale porta un crocifisso di bronzo, l'ambone è di legno.
Sulla cantoria, cioè la galleria dei musicisti, si trova l'organo Steinmeyer, opus 1515, costruito nel 1930. Secondo le fonti ha trasmissione elettrica, 35 registri, due tastiere da 61 note e una pedaliera da 30. È lo strumento che si sente nei concerti della seconda domenica del mese, e chi è interessato alla musica d'organo ha qui un motivo concreto per scegliere quella data invece di una domenica qualsiasi.
Quello che non si vede, ma si trova lì sotto, è una strada romana. Durante i lavori di fondazione gli operai trovarono il selciato di una via antica larga circa quattro metri, a 2,40 metri di profondità. Il dato compare sia sul portale di Roma Capitale sia nella voce enciclopedica sulla chiesa. Non c'è niente da visitare, il selciato non è esposto, ma aiuta a capire che anche il Ludovisi, quartiere moderno, poggia su strati molto più vecchi.
La domenica mattina la chiesa si riconosce anche dal movimento sul marciapiede. Famiglie, persone anziane, qualche diplomatico, bambini: la comunità arriva a piedi o con i mezzi, e prima e dopo il culto il portico diventa un luogo d'incontro. Nei giorni feriali, con il portone chiuso, la facciata resta invece silenziosa, e chi passa in auto lungo via Sicilia spesso non si accorge nemmeno di che cosa sia.
La sede della comunità, con gli uffici e la segreteria, si trova invece in via Toscana 7, sull'altro lato dell'isolato. È lì che rispondono al telefono 06 4817519 e che si possono chiedere informazioni su visite, concerti e iniziative. Gli orari della segreteria non sono pubblicati sulla pagina della Chiesa luterana in Italia, per cui conviene provare in mattinata nei giorni feriali e, se non risponde nessuno, scrivere all'indirizzo email.
Una curiosità sulla Christuskirche, chiesa evangelica luterana di Roma
La chiesa che vedete non è quella che la comunità aveva commissionato. Nel 1907 il progetto era stato affidato all'architetto Richard Schultze, per un lotto stretto su via Toscana acquistato nel 1899. Secondo la ricostruzione della Bibliotheca Hertziana fu l'imperatore Guglielmo II a giudicare quel disegno poco rappresentativo, e a far chiamare nel 1910 Franz Schwechten, l'architetto di corte, al posto del primo progettista.
Schwechten non si limitò a ridisegnare le facciate. Ruotò l'intero edificio di novanta gradi, trasformò una chiesa modesta in un'aula a tre navate molto più grande e spostò il fronte monumentale su via Sicilia. È per questo che la facciata monumentale guarda su via Sicilia e non su via Toscana, dove era previsto il primo lotto. La scelta del Kaiser, insomma, si legge ancora nella pianta.
Un altro dettaglio che pochi notano riguarda il fonte battesimale. Viene dalla cappella della legazione prussiana in Campidoglio e ha una storia più lunga della chiesa. Il modello in argilla è di Bertel Thorvaldsen, lo scultore danese che visse a lungo a Roma, e risale al 1826-1827. La vasca fu disegnata da Michael Knapp e fusa in bronzo da Wilhelm Hopfgarten. È l'oggetto più antico che si trova dentro l'edificio.
Anche il nome ha una sua logica. Christuskirche, in tedesco, significa semplicemente chiesa di Cristo, ed è una dedicazione diffusa fra le chiese evangeliche di lingua tedesca. A Roma però la facciata aggiunge un significato locale: accanto a Cristo compaiono Pietro e Paolo, i due apostoli patroni della città, venerati da secoli nelle grandi basiliche cattoliche. È un modo di presentarsi a Roma parlando la lingua della città.
Una cosa che non ti dice nessuno sulla Christuskirche, chiesa evangelica luterana di Roma
La comunità non vive di finanziamenti tedeschi. Secondo un servizio dell'emittente cattolica tedesca Domradio pubblicato per il centenario, si regge sull'otto per mille dello Stato italiano e sui contributi volontari dei membri, senza fondi che arrivino dalla Germania. È un particolare che cambia la lettura del luogo. La chiesa nacque come progetto dell'impero tedesco, oggi è una comunità protestante italiana a tutti gli effetti, finanziata da contribuenti italiani.
Lo stesso servizio stimava i membri in circa cinquecento, per metà diplomatici e persone d'affari arrivate dai paesi di lingua tedesca. Una scheda storica dell'agenzia protestante NEV del 2017 parlava invece di circa 350 membri. Le fonti non concordano, e la differenza dipende probabilmente dall'anno e da che cosa si conta. In entrambi i casi è una comunità piccola, che però ha una vita sociale fitta.
Fra le iniziative citate da Domradio ci sono il bazar dell'Avvento, una tradizione che dura da decenni, una colazione per le persone povere e progetti di sostegno ai migranti africani. Chi immagina la chiesa luterana di via Sicilia come un club chiuso di espatriati si sbaglia. È una parrocchia vera, con attività durante la settimana, e i culti sono il momento in cui la vedete per quello che è.
Il meccanismo dell'otto per mille spiega anche perché la comunità sia così radicata nella vita italiana. Chi presenta la dichiarazione dei redditi in Italia può destinare quella quota alla Chiesa Evangelica Luterana in Italia, di cui la comunità di Roma fa parte. Una chiesa costruita con le donazioni raccolte in tutta la Germania, come ricorda Domradio, vive quindi oggi delle scelte di contribuenti italiani, luterani e non.
Dal Campidoglio a via Sicilia: come nasce la comunità luterana di Roma?
La comunità è molto più antica dell'edificio. Secondo la scheda storica dell'agenzia NEV il primo culto evangelico si tenne il 9 novembre 1817 nella casa del diplomatico prussiano Christian von Bunsen, in piazza dell'Aracoeli, ai piedi del Campidoglio. Nel giugno 1819 arrivò il pastore Heinrich Schneider, il primo ministro di culto evangelico stabile della città, mandato dal re di Prussia Federico Guglielmo III.
Dal 1823 i culti si spostarono in una cappella al pianterreno di Palazzo Caffarelli, sul Campidoglio, sede della legazione prussiana. Ci rimasero per circa cento anni. Oggi Palazzo Caffarelli fa parte del complesso dei Musei Capitolini, accanto al Palazzo dei Conservatori, e poco ricorda di quella presenza protestante sotto gli occhi del papa.
Dal 1890 in Germania partirono le raccolte di fondi per una chiesa vera. Nel 1894 nacque un Comitato evangelico tedesco per Roma, nel 1899 fu comprato il terreno fra via Toscana e via Sicilia, nell'agosto 1909 un regio decreto di Vittorio Emanuele III autorizzò la costruzione. La prima pietra fu posta il 2 giugno 1911. Poi arrivò la guerra.
Fra il 1914 e il 1918 il cantiere si fermò. Nel 1915 lo Stato italiano espropriò le proprietà tedesche a Roma, Palazzo Caffarelli compreso, e la comunità perse la sua cappella storica. Le campane di bronzo, secondo NEV, furono fuse durante il conflitto e rifatte per l'inaugurazione. La chiesa fu consacrata il 5 novembre 1922, a guerra finita da quattro anni, in un'Italia che nel frattempo era cambiata del tutto.
Il contesto aiuta a capire la portata del cambiamento. Nella Roma dei papi, prima del 1870, il culto protestante era ammesso solo in forma privata, dentro le cappelle delle rappresentanze diplomatiche straniere come quella prussiana di Palazzo Caffarelli. Una chiesa evangelica con facciata sulla strada, campanili e portale monumentale sarebbe stata impensabile. La Christuskirche nasce dunque da un'altra Roma, capitale del Regno d'Italia, dove i culti non cattolici erano ormai tollerati dalla legge.
Il consiglio che ti do per visitare la Christuskirche, chiesa evangelica luterana di Roma
Andateci la seconda domenica del mese nel pomeriggio. Alle 16.30 c'è il concerto d'organo, alle 17 il culto in italiano. In un solo pomeriggio vedete l'interno illuminato, sentite lo Steinmeyer suonato davvero e seguite una liturgia luterana nella vostra lingua, senza dover capire il tedesco. È il modo più completo e più rispettoso per conoscere la chiesa, ed è gratuito.
Arrivate qualche minuto prima e sedetevi dove c'è posto, senza girare per le navate a culto iniziato. Le fotografie durante la celebrazione non sono il punto. I mosaici e l'abside si guardano meglio prima dell'inizio o subito dopo, chiedendo con garbo se si può restare qualche minuto. Il concerto d'organo, invece, è il momento in cui l'ascolto conta più della vista.
Se la domenica non va bene, telefonate in settimana allo 06 4817519 e chiedete se la chiesa sarà aperta in un orario preciso. L'errore più comune è presentarsi in un pomeriggio feriale convinti di trovarla spalancata come una basilica cattolica del centro. Non funziona così. È una chiesa di comunità, e fuori dai culti la porta può restare chiusa.
Chi viene da una formazione cattolica trova molte cose familiari e qualche differenza netta. La struttura alterna letture bibliche, preghiere, canti dell'assemblea e predica, che nella tradizione luterana ha un peso centrale e può durare più di quanto ci si aspetta. Per la cena del Signore, con il pane e il vino, frequenza e modalità vanno chieste alla comunità, perché non sono indicate nella pagina ufficiale.
La musica conta moltissimo. Il canto dei fedeli, sostenuto dall'organo, è una parte essenziale della liturgia luterana fin dai tempi della Riforma, e in via Sicilia lo si sente sostenuto da un organo installato nel 1930. Chi entra alla seconda domenica del mese ha il vantaggio del concerto delle 16.30, che introduce al culto e permette di ascoltare lo strumento da solo, senza la liturgia.
Per chi non parla tedesco il culto delle 10 resta seguibile grazie alla traduzione italiana della predica. Il consiglio è procurarsi un libretto dei canti all'ingresso, se viene offerto, e seguire i gesti dell'assemblea senza preoccuparsi di sbagliare. Nessuno chiede agli ospiti di dichiarare la propria confessione, e il clima di una piccola comunità rende l'accoglienza semplice e diretta.
Quanto costa e serve prenotare?
Non costa niente e non si prenota. Ai culti si entra liberamente, e anche il concerto d'organo della seconda domenica del mese, secondo la pagina della Chiesa Evangelica Luterana in Italia, precede il culto senza che venga indicato un biglietto. Non risultano biglietti ufficiali venduti da piattaforme online, e diffidate di chi propone ingressi saltafila per un luogo che non ha nessuna fila.
Il canale ufficiale è la comunità stessa. La pagina di Roma sul sito della Chiesa Evangelica Luterana in Italia riporta indirizzi, telefono e orari dei culti. La comunità ha anche un proprio sito in tedesco e italiano, ev-luth-gemeinde-rom.org, e per le visite fuori dagli orari dei culti il riferimento resta il telefono della sede o l'indirizzo email roma@chiesaluterana.it indicato dal portale turistico di Roma Capitale.
| Quando | Che cosa | Lingua |
|---|---|---|
| Ogni domenica, ore 10 | Culto | Tedesco, predica tradotta in italiano |
| Seconda domenica del mese, ore 16.30 | Concerto d'organo | Solo organo |
| Seconda domenica del mese, ore 17 | Culto | Italiano |
La chiesa è stata usata anche da istituzioni musicali romane. L'Istituzione Universitaria dei Concerti, per esempio, la elenca fra i propri luoghi, ma la pagina dedicata a questa sede non annuncia eventi in programma. Per sapere se in un certo periodo ci sono concerti straordinari, oltre a quelli mensili dell'organo, conviene chiedere alla comunità invece di affidarsi a vecchi calendari trovati in rete.
Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato
Tutti ricordano che qui sono entrati tre papi. Pochi ricordano che la prima visita, quella di Giovanni Paolo II l'11 dicembre 1983, cadde nell'anno del cinquecentesimo anniversario della nascita di Martin Lutero. Non fu una coincidenza di calendario. Il papa partecipò a un culto ecumenico in una chiesa luterana proprio mentre il mondo protestante celebrava il suo riformatore, e la voce enciclopedica inglese la registra come la prima visita papale in assoluto a una chiesa luterana.
Il servizio di Domradio per il centenario la descrive in modo un po' diverso, come la prima visita di un papa a una chiesa evangelica dopo la Riforma. Le due formule non si contraddicono, ma indicano quanto quel pomeriggio del 1983 sia diventato un riferimento per il dialogo fra cattolici e protestanti. Via Sicilia, strada di uffici e palazzi borghesi, è da allora uno dei luoghi simbolici dell'ecumenismo a Roma.
Il 14 marzo 2010 Benedetto XVI arrivò nella quarta domenica di Quaresima, la domenica Laetare, e fu accolto dal pastore Kruse. Il testo pubblicato dalla Santa Sede mostra un'omelia costruita sulla parabola del chicco di grano che muore per portare frutto. Il papa parlò della croce come dono di sé, della sequela vissuta dentro una comunità, dell'unità già raggiunta fra le chiese e del dolore per le divisioni che restano.
Il 15 novembre 2015 papa Francesco cambiò formato. Prima rispose alle domande di tre membri della comunità, poi tenne un'omelia, e la Santa Sede pubblicò anche il testo del discorso preparato. Il tema più delicato fu quello posto da una donna luterana sposata con un cattolico, sulla possibilità per i coniugi di confessioni diverse di partecipare insieme alla cena del Signore. È la domanda che molte coppie miste di Roma si pongono ancora.
Messe in fila, le tre visite raccontano trent'anni di dialogo ecumenico con tre stili diversi. Una preghiera comune nel 1983, un'omelia teologica nel 2010, una conversazione con i fedeli nel 2015. Per chi entra oggi in via Sicilia, sapere che cosa è successo sotto quelle volte cambia il modo di guardare l'aula, che da chiesa di una minoranza straniera è diventata un luogo della storia religiosa romana.
La foto giusta da fare alla Christuskirche, chiesa evangelica luterana di Roma
La facciata si fotografa dal marciapiede opposto di via Sicilia, un po' spostati verso via Toscana, così che i due campanili entrino interi nell'inquadratura senza deformarsi troppo. La strada è stretta e le auto parcheggiate sono una costante, quindi conviene un obiettivo grandangolare moderato e un po' di pazienza. La luce migliore è quella del mattino, quando la pietra prende un colore caldo.
Il dettaglio che vale lo scatto è il gruppo delle tre statue di marmo sopra il portico, con Cristo al centro fra Pietro e Paolo. Da vicino, sotto l'arco, si legge bene anche la volta a botte del portico. Chi ha uno zoom può isolare le finestre strombate della parte alta, che danno alla facciata un ritmo molto diverso da quello delle chiese barocche del centro.
Dentro, le fotografie vanno chieste. Durante il culto non si scatta, per rispetto. Prima o dopo, se la comunità lo permette, la foto giusta è quella dal fondo della navata centrale verso l'abside, con il Pantocratore dorato in alto e le volte a mosaico sopra la navata, senza flash. Il flash appiattisce l'oro e disturba chi prega.
Per un'immagine che racconti il contesto, invece, conviene allargare. Dall'incrocio con via Toscana la facciata di pietra appare stretta fra i palazzi intonacati del Ludovisi, con i balconi, le persiane e le auto in sosta. È la foto meno elegante ma la più sincera, perché mostra quanto questa chiesa sia estranea al quartiere che la circonda, e quanto il quartiere, dopo un secolo, abbia finito per assorbirla.
Come si arriva dal centro di Roma?
La fermata della metropolitana più comoda è Barberini, sulla linea A. Usciti su piazza Barberini, con la Fontana del Tritone alle spalle, si sale tutta via Veneto fino quasi a Porta Pinciana e poi si piega a destra, nelle strade del Ludovisi, fino a via Sicilia. È una salita continua ma dolce, fra alberghi, ambasciate e tavolini all'aperto.
Chi arriva da Villa Borghese ha la strada più piacevole. Si esce dalla villa a Porta Pinciana, si attraversa il varco nelle Mura aureliane e si entra nel Ludovisi. Dalla parte opposta si può arrivare anche da via XX Settembre e da Porta Pia, passando per le strade dritte del quartiere, che hanno i nomi delle regioni italiane.
Le linee di autobus che servono la zona cambiano spesso percorso e fermate. Per il tragitto preciso il riferimento è il calcolatore di percorso di ATAC, l'azienda del trasporto pubblico di Roma, con indirizzo di arrivo via Sicilia 70. In auto il parcheggio sulla strada è difficile, e i mezzi pubblici restano la scelta più semplice anche la domenica mattina.
Chi arriva dalla stazione Termini può prendere la metro A in direzione Battistini e scendere dopo due fermate, a Barberini. Chi invece preferisce camminare può salire da Termini verso via XX Settembre e poi attraversare le strade dritte del quartiere fino a via Sicilia, con una mappa alla mano. È più lungo, ma si passa accanto ai ministeri e ai palazzi della Roma capitale di fine Ottocento.
Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia
Il 2 giugno 1911 viene posta la prima pietra. Il 5 novembre 1922 la chiesa viene consacrata, dopo l'interruzione della guerra e gli espropri del 1915. Nel 1930 arriva l'organo Steinmeyer, e nello stesso anno, secondo la Bibliotheca Hertziana, la vecchia casa parrocchiale viene affittata all'Istituto Archeologico Germanico. Sono gli anni in cui la comunità tedesca di Roma ricostruisce le proprie istituzioni dopo la frattura del conflitto.
L'11 dicembre 1983 Giovanni Paolo II partecipa a un culto ecumenico, nel cinquecentenario della nascita di Lutero. Il 14 marzo 2010, domenica Laetare, Benedetto XVI visita la comunità e predica sulla parabola del chicco di grano del Vangelo di Giovanni, accolto dal pastore Jens-Martin Kruse. Il 15 novembre 2015 papa Francesco risponde alle domande dei fedeli e poi tiene un'omelia.
Nel 1915, con gli espropri delle proprietà tedesche, la comunità perde la cappella di Palazzo Caffarelli, dove si celebrava dal 1823. Il 14 gennaio 2015 la chiesa ospita il funerale di Anita Ekberg, dieci mesi prima della visita di papa Francesco. Nel giugno 2022 la comunità festeggia il centenario, e la Bibliotheca Hertziana dedica all'edificio una mostra online, ancora consultabile.
La festa per i cento anni si tenne domenica 26 giugno 2022, qualche mese prima dell'anniversario esatto della consacrazione del 5 novembre. Secondo Domradio, alla celebrazione presero parte il cardinale Kurt Koch, responsabile vaticano per l'unità dei cristiani, e Annette Kurschus, allora presidente del consiglio della Chiesa evangelica in Germania, e la musica fu affidata a una cantata di Bach. Una presenza cattolica così alta a una festa luterana racconta bene il cammino fatto dal 1983.
La mostra online della Bibliotheca Hertziana, pubblicata per l'anniversario, è il modo migliore per preparare la visita da casa. Ricostruisce la nascita della comunità, il primo progetto di Schultze, l'intervento di Schwechten voluto dal Kaiser, la lunga interruzione della guerra, gli artisti dei mosaici e degli arredi. Fra questi c'è anche Gotthold Riegelmann, che disegnò gli elementi liturgici. Chi la consulta prima arriva in via Sicilia sapendo già dove guardare.
Il centenario ha anche riportato l'attenzione sulla comunità di oggi. Il servizio di Domradio insisteva sulla vita quotidiana della parrocchia, sul bazar dell'Avvento e sui progetti sociali, più che sull'edificio. È una lettura utile per il visitatore: la Christuskirche non è un pezzo di Germania guglielmina conservato sotto vetro, ma una chiesa che funziona, con persone che la frequentano ogni settimana.
Chi è passato dalla Christuskirche, chiesa evangelica luterana di Roma
I nomi più noti sono quelli dei tre papi. Giovanni Paolo II nel 1983, Benedetto XVI nel 2010, Francesco nel 2015. Per il papa tedesco la visita alla comunità luterana di lingua tedesca aveva un significato particolare, in una domenica di Quaresima. Francesco scelse invece la forma del dialogo, rispondendo a domande poste direttamente dai membri della comunità, adulti e bambini.
Nel 2015, secondo il testo pubblicato dalla Santa Sede, le domande arrivarono da tre persone. Julius, un bambino di nove anni, chiese al papa che cosa gli piacesse del suo ruolo. Anke de Bernardinis, sposata con un cattolico italiano, pose il tema della partecipazione comune alla cena del Signore fra coniugi di confessioni diverse. Gertrud Wiedmer, tesoriera della comunità, domandò come affrontare la povertà senza costruire muri.
Fra i pastori ci sono Jens-Martin Kruse, che accolse Benedetto XVI nel 2010 ed era ancora pastore nel 2017 secondo NEV, e Michael Jonas, indicato come pastore dalla pagina della Chiesa luterana in Italia. Fra le persone passate di qui per l'ultima volta c'è l'attrice svedese Anita Ekberg, la protagonista della scena nella Fontana di Trevi, il cui funerale si celebrò qui il 14 gennaio 2015.
Andando indietro nel tempo, la lista si allunga. Christian von Bunsen, il diplomatico prussiano nella cui casa all'Aracoeli si tenne il primo culto evangelico nel 1817. Heinrich Schneider, il primo pastore, arrivato nel 1819. E naturalmente Franz Schwechten, che progettò l'edificio. Guglielmo II lo volle, ma non risulta confermata da una fonte ufficiale una sua visita alla chiesa finita, consacrata quando l'impero tedesco non esisteva più.
Romanico o bizantino: come si legge l'architettura?
Le fonti non concordano sull'etichetta. La voce enciclopedica inglese parla di stile neoromanico, la scheda storica di NEV di stile neobizantino. Hanno ragione entrambe, perché Schwechten mescolò i due linguaggi. L'esterno, con la pietra a vista, la facciata a capanna e i campanili quadrati, guarda al romanico delle chiese renane. L'interno, con i mosaici d'oro e il Cristo nell'abside, guarda a Ravenna e a Bisanzio.
Era una scelta tipica dell'architettura ufficiale tedesca del periodo guglielmino. Lo stesso Schwechten aveva progettato a Berlino la Kaiser-Wilhelm-Gedächtniskirche, la chiesa commemorativa rimasta in piedi a metà dopo i bombardamenti della seconda guerra mondiale. A Roma la stessa grammatica, trapiantata in un quartiere umbertino, produce un edificio che non somiglia né alle chiese cattoliche dei dintorni né alle altre chiese protestanti della città.
Nel progetto c'era anche qualcosa che non si realizzò mai. Dal 1913 si pensò a una sala commemorativa della Riforma nel vestibolo, con diciassette medaglioni dipinti nella volta, ritratti di riformatori e di sovrani protestanti. La Bibliotheca Hertziana documenta i disegni, ma il ciclo non fu eseguito. Oggi l'atrio è semplice, e l'intera enfasi è concentrata dentro, sull'oro dei mosaici e sull'abside.
Il secondo fatto poco citato riguarda i mosaici. Non sono opera di artigiani romani ma della ditta berlinese Puhl & Wagner, che secondo la Bibliotheca Hertziana realizzò circa 414 metri quadrati di superficie con il metodo indiretto, cioè componendo le tessere in laboratorio su carta e poi trasferendole sul muro. Il disegno dell'abside e dell'arco trionfale è di Ernst Pfannschmidt, le fasce ornamentali di Friedrich Schwarting, morto nel 1918.
La Christuskirche nella Roma protestante e di lingua tedesca: che cosa c'è intorno?
Roma ha poche chiese protestanti storiche, e ognuna racconta una comunità diversa. La Chiesa Evangelica Valdese di piazza Cavour è il tempio della più antica chiesa protestante italiana. La Chiesa Evangelica Metodista rappresenta un'altra tradizione, in dialogo stretto con i valdesi. San Paolo entro le Mura, su via Nazionale, è la chiesa episcopale americana.
Fra queste, la Christuskirche è l'unica nata come progetto diretto di un impero straniero, e si vede. È anche la più internazionale nella composizione della comunità, legata a diplomatici e famiglie di lingua tedesca. Un percorso fra queste chiese, in una sola giornata, mostra quattro modi diversi di essere protestanti a Roma, in una città in cui per secoli il culto evangelico fu confinato nelle cappelle delle ambasciate.
Il percorso si chiude idealmente al Cimitero acattolico di Roma, vicino alla Piramide Cestia, dove per secoli sono stati sepolti protestanti, ortodossi e non credenti morti in città. Fra le tombe ci sono molti nomi tedeschi. È il luogo che racconta il lato meno ufficiale della presenza protestante a Roma, quello dei singoli, degli artisti e dei viaggiatori.
Le differenze fra queste chiese non sono soltanto storiche. Luterani, valdesi e metodisti hanno tradizioni teologiche, liturgie e forme di governo diverse, anche se in Italia collaborano da decenni. Per il visitatore la cosa più semplice è partecipare a un culto in ciascuna, magari in domeniche diverse, e notare le differenze di musica, di spazio e di predica. È un modo di conoscere Roma che pochi itinerari propongono.
La chiesa non è un caso isolato. Roma ha una rete di istituzioni di lingua tedesca che conviene conoscere. Più lontano, nel quartiere Nomentano, si trova Villa Massimo, l'Accademia tedesca, che ospita artisti in residenza. La Bibliotheca Hertziana, l'istituto tedesco di storia dell'arte che ha curato la mostra online sul centenario della chiesa, lavora sulla città e sulla sua arte.
Il Ludovisi, nato sui giardini dell'antica villa dei principi Ludovisi, fu lottizzato nell'ultimo quarto dell'Ottocento, e le sue strade portano nomi di regioni: Sicilia, Toscana, Sardegna, Lombardia, Piemonte. Oggi è un quartiere di alberghi, ambasciate e uffici, con pochi negozi di quartiere. La domenica mattina, quando il traffico cala, si capisce meglio com'era pensato, con i suoi palazzi ordinati e le facciate tutte simili.
In cima alla scalinata di piazza di Spagna, davanti a Trinità dei Monti, l'Obelisco Sallustiano porta ancora il nome degli antichi Orti di Sallustio, la zona verde che occupava in età romana la valle fra il Pincio e il Quirinale. Prima del quartiere moderno tutta quest'area era un sistema di ville e giardini, e il Ludovisi ne è l'erede edilizio.
C'è poi un filo che lega la chiesa all'archeologia. Nel 1930, secondo la Bibliotheca Hertziana, la vecchia casa parrocchiale fu affittata all'Istituto Archeologico Germanico, uno dei grandi istituti stranieri di ricerca a Roma. E sotto la chiesa, come si è visto, i lavori avevano già riportato alla luce il selciato di una strada antica. Nel Ludovisi il Novecento e l'età romana convivono a pochi metri di profondità.
Quando è chiusa, com'è l'accesso e che cosa non aspettarsi?
Fuori dagli orari dei culti la chiesa può essere chiusa, e la comunità non pubblica un orario di apertura per le visite. Non aspettatevi quindi una chiesa sempre aperta, un custode all'ingresso o pannelli esplicativi per i turisti. È una chiesa parrocchiale in uso, non un monumento musealizzato, e la visita va organizzata sapendolo, con una telefonata prima.
Non aspettatevi nemmeno una chiesa spoglia. È un pregiudizio diffuso che le chiese protestanti siano per forza nude e bianche, e qui è smentito dall'oro delle volte. Chi arriva preparato a un'aula severa trova invece mosaici fitti, un'abside dorata e un organo grande. La sobrietà luterana si vede semmai nella liturgia, nella centralità della predica e della musica, non nelle pareti.
Durante i culti il comportamento è quello di qualsiasi celebrazione religiosa. Si entra in silenzio, si resta seduti fino alla fine o si esce con discrezione, il telefono va tenuto in tasca. Chi non è luterano è benvenuto come ospite. Per la cena del Signore, cioè la comunione, le regole della comunità sull'accesso di chi appartiene ad altre confessioni vanno chieste direttamente al pastore.
Per le festività, come Natale, Pasqua o la festa della Riforma di fine ottobre, gli orari possono cambiare e si aggiungono spesso celebrazioni speciali. Il calendario dettagliato non risulta pubblicato sulla pagina della Chiesa luterana in Italia, che riporta solo gli orari ordinari. Prima di organizzare una visita in quei periodi conviene quindi chiamare la sede di via Toscana, che può indicare date e orari aggiornati.
Le informazioni sull'accessibilità per le persone con disabilità motoria non sono pubblicate dal gestore. Il portale turistico di Roma Capitale non le riporta e la pagina della comunità nemmeno. Chi ha bisogno di sapere se ci sono gradini all'ingresso, rampe o posti riservati deve chiedere direttamente alla comunità, al telefono 06 4817519, prima di mettersi in viaggio. È la sola risposta affidabile.
Con i bambini la chiesa è un posto più adatto di quanto si pensi. La comunità è composta anche da famiglie, e nel 2015 una delle domande a papa Francesco venne proprio da un bambino di nove anni. Al culto conviene sedersi verso il fondo, per poter uscire senza disturbare se i più piccoli si stancano. Villa Borghese, subito oltre le mura, offre poi spazio per correre dopo un'ora di silenzio.
Mangiare vicino a via Sicilia e via Veneto
Via Veneto è una delle strade di Roma in cui è più facile mangiare male e pagare tanto. I tavolini all'aperto, le foto del film di Fellini in vetrina, il buttadentro che vi ferma sul marciapiede e il menù plastificato in sei lingue sono i segnali classici di un locale che vive di passaggio e non di clienti abituali. I romani, qui, ci vengono per lavoro e mangiano altrove.
Diffidate anche dei menù con i piatti fotografati, delle voci senza prezzo o con la dicitura s.q. sul pesce, cioè secondo quantità, e dei locali aperti tutto il giorno senza pausa della cucina. Un altro campanello d'allarme è il menù esposto fuori diverso da quello che vi portano al tavolo. Non è snobismo: sono locali pensati per chi passa una volta sola e non torna.
Le strade laterali del Ludovisi e del vicino quartiere Salario, frequentate da impiegati e residenti, offrono in genere un rapporto più onesto fra qualità e prezzo, soprattutto a pranzo nei giorni feriali. La domenica molti locali di quartiere sono chiusi. Per scegliere senza affidarsi al caso, c'è la lista di indirizzi su Google Maps curata dalla redazione.
Che cosa abbinare in giornata
La combinazione più naturale è con Villa Borghese. Dopo il culto del mattino si esce a Porta Pinciana e si entra nel parco. Chi ha prenotato può visitare la Galleria Borghese e i Giardini Segreti, chi preferisce qualcosa di più tranquillo il Museo Pietro Canonica. Poi si scende al Pincio per il panorama sulla città.
Chi preferisce l'arte antica scende invece verso piazza Barberini e visita Palazzo Barberini, la galleria nazionale d'arte antica, oppure prenota il Mitreo Barberini, che si visita solo su prenotazione. Da lì, in pochi minuti, si arriva alle Quattro Fontane e a San Carlo alle Quattro Fontane di Borromini.
Un'altra possibilità è un percorso a tema protestante. Dopo il culto in italiano della seconda domenica si può tornare in centro per vedere la Keats-Shelley House in piazza di Spagna, legata a Keats e Shelley, sepolti entrambi al Cimitero acattolico, e il giorno dopo salire al Cimitero acattolico. Oppure, per chi ama le mura, fare il tratto delle Mura aureliane fra Porta Pinciana e Porta Pia.
Dal lato opposto, scendendo verso via XX Settembre e la stazione, si raggiungono a piedi piazza della Repubblica con la Fontana delle Naiadi, la basilica di Santa Maria degli Angeli ricavata da Michelangelo nelle Terme di Diocleziano. È un abbinamento utile per chi ha il treno nel pomeriggio e vuole chiudere la giornata vicino a Termini.
Chi ama il cinema può invece restare nella villa e raggiungere la Casa del Cinema a Villa Borghese, poco oltre Porta Pinciana, che organizza proiezioni e rassegne. È il complemento naturale di una giornata fra via Veneto e via Sicilia, dove la memoria della Dolce vita e quella della comunità luterana si incrociano attraverso il nome di Anita Ekberg, e dove la città degli anni Sessanta si sovrappone a quella del primo Novecento.
Via Veneto o via Sicilia: dove conviene davvero fermarsi?
A nostro giudizio via Veneto è sopravvalutata. Vive del ricordo della Dolce vita, dei paparazzi e dei caffè degli anni Sessanta, ma oggi è una strada di alberghi e uffici, con pochi motivi per fermarsi a lungo. La Christuskirche, poche strade più in là, viene ignorata dalla maggior parte dei passanti, eppure ha una storia molto più densa e documentata di qualsiasi tavolino della strada famosa.
Il cinema su via Veneto merita comunque un pensiero. Chi segue le tracce della Roma nei film trova qui i luoghi della Dolce vita, e il legame con la Christuskirche passa proprio per Anita Ekberg. Ma la strada funziona meglio come passaggio a piedi verso la villa che come meta. Il consiglio è attraversarla senza fermarsi e spendere il tempo nelle strade laterali.
Chi ha poco tempo può fare un giro breve e completo: piazza Barberini, via Veneto a piedi, la facciata della Christuskirche in via Sicilia, Porta Pinciana e l'ingresso nella villa. Un'ora scarsa, tutto gratuito, e si vede un pezzo di città nato fra Ottocento e Novecento che spesso manca negli itinerari classici del centro storico, concentrati su piazze e basiliche.
Domande frequenti
Dove si trova la Christuskirche di Roma?
In via Sicilia 70, nel rione Ludovisi, all'angolo con via Toscana, dove al civico 7 si trova la sede della comunità. È la chiesa della Comunità evangelica luterana di Roma, di lingua tedesca, che fa parte della Chiesa Evangelica Luterana in Italia. La zona è quella alta di via Veneto, vicino a Porta Pinciana e all'ingresso di Villa Borghese, raggiungibile a piedi dalla fermata Barberini della metro A.
Si paga per entrare?
No. La chiesa non ha biglietto e ai culti si entra liberamente. Anche il concerto d'organo delle 16.30 nella seconda domenica del mese, che precede il culto in italiano delle 17, non risulta a pagamento sulla pagina ufficiale della comunità. Per questo luogo non risultano visite ufficiali a pagamento, e le offerte di ingressi saltafila per la chiesa non hanno senso.
A che ora sono i culti e in che lingua?
Ogni domenica alle 10 si celebra il culto in tedesco, con la traduzione in italiano della predica. La seconda domenica del mese c'è anche un culto in italiano alle 17, preceduto da un concerto d'organo alle 16.30. Gli orari sono pubblicati sulla pagina della comunità di Roma del sito della Chiesa Evangelica Luterana in Italia. Per le festività e per eventuali variazioni conviene telefonare allo 06 4817519.
Si può visitare la chiesa in un giorno feriale?
Gli orari di apertura per le visite fuori dai culti non sono pubblicati, e il portale turistico di Roma Capitale rimanda ai contatti della comunità. Il consiglio è telefonare prima allo 06 4817519 oppure scrivere a roma@chiesaluterana.it, indicando il giorno e l'ora in cui vorreste passare. Presentarsi senza avvisare in un pomeriggio feriale significa rischiare di trovare la porta chiusa.
Chi l'ha progettata e quando è stata costruita?
Il progetto è di Franz Schwechten, architetto di corte dell'imperatore Guglielmo II e autore della Kaiser-Wilhelm-Gedächtniskirche di Berlino. La prima pietra fu posta il 2 giugno 1911, i lavori si fermarono durante la prima guerra mondiale e la chiesa fu consacrata il 5 novembre 1922. Il primo progetto, poi abbandonato, era dell'architetto Richard Schultze, incaricato nel 1907.
Quali papi hanno visitato la Christuskirche?
Tre. Giovanni Paolo II l'11 dicembre 1983, per un culto ecumenico nel cinquecentenario della nascita di Lutero. Benedetto XVI il 14 marzo 2010, domenica Laetare, con un'omelia sulla parabola del chicco di grano. Francesco il 15 novembre 2015, quando rispose alle domande di tre membri della comunità e poi tenne un'omelia. I testi delle ultime due visite sono pubblicati sul sito della Santa Sede.
Chi non parla tedesco può partecipare al culto?
Sì. Al culto delle 10 della domenica la predica viene tradotta in italiano, e la seconda domenica del mese il culto delle 17 è interamente in italiano. La comunità accoglie ospiti di altre confessioni. Chi non è luterano e vuole capire se può partecipare alla cena del Signore fa bene a chiederlo direttamente al pastore, prima della celebrazione, con discrezione.
Che cosa si vede dentro?
Un'aula a tre navate con matronei, volte coperte da circa 414 metri quadrati di mosaici dorati realizzati dalla ditta berlinese Puhl & Wagner, un Cristo Pantocratore nel catino dell'abside, un pulpito di marmo con bassorilievi e l'organo Steinmeyer del 1930 con 35 registri. C'è anche un fonte battesimale su modello di Bertel Thorvaldsen, portato dalla cappella della legazione prussiana in Campidoglio.
C'è un legame fra la chiesa e Anita Ekberg?
Sì. L'attrice svedese, diventata famosa in tutto il mondo per la scena nella Fontana di Trevi della Dolce vita, ha avuto il suo funerale nella Christuskirche il 14 gennaio 2015, secondo la voce enciclopedica inglese dedicata alla chiesa. Chi segue le tracce del film fra via Veneto e Trevi trova qui un capitolo meno conosciuto della storia, lontano dalla mondanità della strada.
Chi ha scritto e su quali fonti
Il testo esce dalla redazione di Tour Leader Pro, la struttura romana che progetta itinerari, visite ed eventi culturali fra Roma e il Lazio. Tariffe, orari e modalità di prenotazione riportati qui risultano dalle fonti ufficiali richiamate nel testo alla data indicata in apertura: orari dei culti e contatti dalla Chiesa Evangelica Luterana in Italia, storia dalla Bibliotheca Hertziana e dall'agenzia NEV, visite papali dalla Santa Sede. Segnalateci quello che trovate cambiato.
Chi organizza un'uscita con più persone in una chiesa in uso deve tenere conto di vincoli precisi: niente ingresso a culto iniziato, silenzio, nessuna spiegazione ad alta voce all'interno, e un contatto preventivo con la comunità per qualsiasi visita fuori orario. Per impostare questi dettagli con anticipo, una risorsa utile per chi organizza viaggi di gruppo è Tour Leader Pro.
La Christuskirche si presta bene a un viaggio che guardi alla Roma meno scontata, quella delle comunità straniere, delle accademie e dei quartieri nati dopo l'Unità, e che magari prosegua fuori città verso i Castelli o la Sabina. Per chi vuole mettere insieme tutto questo in un programma ordinato, una risorsa utile per montare un itinerario di più giorni è Italy Planner.
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