AccediIl mio viaggio

Canino

In breve. Canino è un comune della provincia di Viterbo, nella Maremma laziale, e il paese si gira liberamente, senza biglietti e senza prenotazione.

Canino è un comune della provincia di Viterbo, nella Maremma laziale, e il paese si gira liberamente, senza biglietti e senza prenotazione. Il municipio si trova in via Roma 2, 01011 Canino, con centralino allo 0761 433998 secondo l'ufficio relazioni con il pubblico della Provincia di Viterbo. La ragione del viaggio è la Collegiata dei Santi Giovanni e Andrea, sulla piazza principale, dove riposa Luciano Bonaparte, fratello di Napoleone e principe di Canino. Orari di visita della chiesa non risultano pubblicati.

Il portale turistico della Regione Lazio colloca Canino nella Tuscia, fra il mare, il monte Amiata e il lago di Bolsena, su colline coltivate a vite e olivo, a 135 chilometri da Roma. Nel territorio comunale, diviso con Montalto di Castro, si trova l'antica città etrusca di Vulci, con il suo parco e il museo nel castello dell'Abbadia. Il paese è conosciuto anche per l'olio extravergine di oliva a denominazione di origine protetta e per l'asparago verde a indicazione geografica protetta.

Dati riscontrati il 29 settembre 2026 sul portale turistico della Regione Lazio, sulla pagina dedicata ai Comuni dell'ufficio relazioni con il pubblico della Provincia di Viterbo, sul sito di Cotral, sul portale Lazioturismo e sugli studi di storia locale dell'associazione Canino Info, citati più avanti. Orari della collegiata e calendario delle feste dell'anno in corso non sono pubblicati in modo stabile. Per entrambe le cose il canale è il municipio, all'indirizzo protocollo@comune.canino.vt.it o alla posta certificata comune.canino.vt@legalmail.it.

La cappella Bonaparte nella collegiata di Canino
La cappella Bonaparte nella collegiata di Canino. Foto di M7 (Wikipedia in italiano), licenza CC BY-SA 3.0, via Wikimedia Commons.

In breve: indirizzo, orari, biglietto

  • Indirizzo: Comune di Canino, via Roma 2, 01011 Canino (VT). La collegiata si trova sulla piazza principale del paese.
  • Gestore: Comune di Canino per il paese e i servizi, telefono 0761 433998, protocollo@comune.canino.vt.it.
  • Come si entra: il centro storico è aperto e si visita a piedi. Per la collegiata gli orari non sono pubblicati.
  • Prezzo: nessun biglietto per il paese. Vulci ha un gestore e tariffe proprie, da controllare con il gestore del parco.
  • Orari: non pubblicati per la collegiata. Il municipio risponde negli orari d'ufficio.
  • Come si arriva: 135 chilometri da Roma secondo la Regione Lazio. Autobus regionali Cotral, con il motore Ricerca orari o il numero verde 800 174 471.
  • Accessibilità: il Comune non pubblica informazioni sui percorsi accessibili del centro storico.

Dove si trova e che cosa si vede davvero

Canino si trova nell'entroterra della costa tirrenica, nell'angolo nord occidentale del Lazio, verso il confine con la Toscana. Il territorio è largo, più di 120 chilometri quadrati secondo Wikipedia, con circa cinquemila abitanti. Il paese occupa un rilievo modesto, sui 230 metri, circondato da oliveti, campi e pascoli. Non è un borgo arroccato da cartolina: è un centro agricolo vivo, con un nucleo storico raccolto e una periferia di case più recenti.

Che cosa si vede, concretamente? La Collegiata dei Santi Giovanni e Andrea, con la cappella della famiglia Bonaparte. Il Palazzo Bonaparte, che il portale della Regione attribuisce all'architetto Valadier. La fontana dodecagonale del Cinquecento, che la Regione e la Provincia assegnano a Jacopo Barozzi detto il Vignola. Il Palazzo Comunale del 1696, il quattrocentesco Palazzo Miccinelli, l'ex convento di San Francesco. La Provincia cita anche un castello Farnese ristrutturato all'inizio dell'Ottocento.

Il resto è paesaggio. Le colline che scendono verso il fiume Fiora sono coperte di olivi, e la Regione ricorda che i reperti etruschi del territorio mostrano già scene di raccolta delle olive. Fuori dal paese, verso sud ovest, c'è Vulci: il parco naturalistico e archeologico, il castello dell'Abbadia con il Museo Archeologico Nazionale e il ponte della Badia, detto anche dell'Arcobaleno, sulla gola del Fiora. Per Vulci rimandiamo alla pagina dedicata del sito, con accessi e canali ufficiali.

Canino non si capisce in fretta, e non perché sia grande. Il centro si percorre a piedi in meno di un'ora. Quello che richiede tempo è mettere insieme i livelli: la Vulci etrusca, i Farnese del Quattrocento e del Cinquecento, il principe Bonaparte dell'Ottocento, l'olio di oggi. Chi arriva sapendo che cosa cercare trova un paese denso. Chi arriva senza preparazione vede una piazza, una chiesa neoclassica e qualche palazzo, e riparte con l'impressione di un posto qualsiasi.

Il paese è anche un punto di passaggio. Da qui si scende verso Montalto di Castro e la costa, si sale verso il lago di Bolsena, si va a ovest verso le colline della Maremma toscana. Nei giorni feriali la vita è quella di un comune agricolo, con il municipio, la scuola, i servizi. Nei fine settimana di primavera e d'estate aumenta il passaggio di chi va o torna da Vulci. Il centro storico resta comunque tranquillo, frequentato soprattutto da chi ci abita.

Il giro del centro parte dalla piazza della collegiata. Da lì si raggiungono gli edifici che il portale della Regione Lazio elenca fra le architetture del paese: il Palazzo Bonaparte, attribuito a Valadier, il Palazzo Comunale costruito nel 1696, il Palazzo Miccinelli della seconda metà del Quattrocento e l'ex convento di San Francesco. Wikipedia aggiunge la chiesa di Santa Croce. Sono edifici da guardare dall'esterno: nessuna fonte ufficiale ne indica aperture regolari al pubblico.

La fontana dodecagonale è la tappa successiva, con la sua forma a dodici lati che la Regione e la Provincia legano al nome del Vignola. La pagina della Provincia ricorda anche un castello Farnese ristrutturato all'inizio dell'Ottocento, negli anni del principato Bonaparte. È il segno materiale del passaggio fra le due famiglie che hanno fatto la storia del paese: prima la residenza dei Farnese, poi la sistemazione ottocentesca voluta dai nuovi signori.

Il municipio, in via Roma 2, conserva secondo la Provincia un archivio storico e una biblioteca comunale. Per chi studia la storia del paese sono i luoghi da contattare in anticipo, perché il Comune non pubblica orari e modalità di consultazione. Il canale è il protocollo del Comune. Chi cerca materiale sui Bonaparte può partire dagli studi di storia locale raccolti dall'associazione Canino Info, che ha dedicato alla famiglia una serie di contributi.

A nostro giudizio il centro storico di Canino si apprezza meglio senza fretta, fra una tappa e l'altra, guardando le facciate e le piazze più che cercando monumenti famosi. Non ci sono code, non ci sono biglietterie, e il ritmo è quello di un paese dove si vive. Un'ora basta per il giro completo. Chi vuole di più può allungare verso gli oliveti ai margini dell'abitato, restando sulle strade pubbliche.

Una curiosità su Canino

Il principe di Canino non era un nobile del posto. Era Luciano Bonaparte, nato ad Ajaccio nel 1775 e morto a Viterbo nel 1840 secondo l'Enciclopedia Treccani, fratello minore di Napoleone. Ricevette dal papa, nel 1814, il titolo di principe di Canino, scrive la Treccani. Il portale Lazioturismo ricorda che a venticinque anni era stato ministro dell'Interno in Francia e poi ambasciatore a Madrid. Un uomo della rivoluzione e dell'impero finì così a fare il principe di un paese agricolo della Maremma pontificia.

Il secondo titolo arrivò dopo. Secondo Wikipedia, nel 1824 papa Leone XII lo nominò anche principe di Musignano, dal nome della tenuta dove Luciano si era stabilito, e nel 1837 Gregorio XVI gli conferì il titolo di principe Bonaparte. La Regione Lazio lo chiama principe di Canino e Musignano. Due titoli pontifici per il fratello dell'uomo le cui truppe erano entrate a Roma nel 1808. È uno dei paradossi della storia italiana dell'Ottocento.

Terza curiosità, sul contratto. Secondo lo studio di storia locale pubblicato dall'associazione Canino Info, l'atto di acquisto della proprietà di Canino fu firmato a Roma il 27 febbraio 1808, davanti al notaio camerale Nicola Nardi, con Luciano assente e rappresentato dal suo procuratore, l'avvocato Pietro Benotti. L'atto spiega che la vendita serviva a coprire le spese per la fornitura delle truppe francesi, entrate a Roma il 2 febbraio dello stesso anno con il generale Miollis.

Ultima curiosità: la stessa fonte scrive che Luciano entrò in possesso della tenuta già nel 1806, due anni prima dell'atto formale. Wikipedia parla invece di un trasferimento a Canino nel 1804. Le fonti non concordano sulla data di arrivo, mentre il 1808 dell'atto notarile e il 1814 del titolo sono documentati. La Regione, sul portale Lazioturismo, sintetizza così: nel 1808 acquistò terreni nel viterbese a Canino e si stabilì a Musignano.

Una cosa che non ti dice nessuno su Canino

Il principe archeologo è un'immagine sopravvalutata. La Treccani ricorda che nel 1828 gli scavi nelle terre di Canino portarono alla luce una ricca serie di vasi greci dalle tombe etrusche. Il portale Lazioturismo della Regione aggiunge che Luciano studiò e documentò i ritrovamenti, ma organizzò anche il saccheggio su vasta scala delle tombe. A nostro giudizio questa è la lettura corretta: gran parte di quello che uscì dal suolo di Vulci finì sul mercato e lontano dal Lazio.

Dove sono finiti quei reperti? Secondo lo studio sugli scavi pubblicato da Canino Info, alcuni vasi della collezione Bonaparte si conservano oggi al British Museum di Londra e alle Antikensammlungen di Monaco di Baviera: crateri, idrie e anfore attiche a figure nere e a figure rosse, e un treppiede in bronzo. Chi vuole vedere la Vulci degli scavi ottocenteschi deve quindi mettere in conto viaggi lontani, oppure accontentarsi del museo nel castello dell'Abbadia e delle collezioni etrusche di Roma.

Seconda cosa poco detta: a scavare non era solo Luciano. Wikipedia, alla voce Vulci, scrive che gli scavi furono organizzati da Alexandrine de Bleschamp, sua moglie, mentre Luciano li finanziava sui propri terreni. Lo studio di Canino Info ricorda che il matrimonio con Alexandrine fu la causa del contrasto con Napoleone. La donna che l'imperatore non voleva in famiglia diventò così una delle figure centrali dell'archeologia di Vulci, e più tardi la committente della cappella di famiglia.

Terza cosa: Canino viene spesso trattato come il parcheggio di Vulci. Chi arriva in auto da Roma segue le indicazioni per il parco, attraversa il paese e non si ferma. È un errore. Senza Canino la storia di Vulci moderna resta incompleta: i terreni degli scavi erano del principe, la famiglia che li finanziò è sepolta in collegiata, e la vendita della tenuta ai Torlonia aprì la stagione che portò alla scoperta della Tomba François.

Perché i Bonaparte finirono a Canino?

La risposta passa per Roma e per il papato. Luciano aveva rotto con Napoleone, e il portale Lazioturismo ricorda che i due si riconciliarono solo nel 1815. Negli anni della frattura Luciano visse nei territori del papa, e fu proprio un papa, nel 1814, a dargli il titolo di principe secondo la Treccani. A nostro giudizio l'acquisto di una grande tenuta nella Maremma pontificia, lontana dalla corte e dalla politica, rispondeva a un bisogno di rendita e di distanza.

Canino, secondo lo studio di Canino Info, era allora un centro selvaggio, malarico d'estate e lontano dalla civiltà. Un luogo di terre agricole e di caccia, più che di villeggiatura. Luciano si stabilì a Musignano, secondo la Regione, e fece della tenuta la base della sua vita italiana. Il titolo del 1814 trasformò la proprietà privata in principato, con un rango che la famiglia usò poi per generazioni, anche fuori dall'Italia.

Dopo la morte di Luciano, il 29 giugno 1840 a Viterbo secondo Wikipedia, la tenuta passò al figlio Carlo Luciano. Il portale Lazioturismo scrive che fu lui a vendere i possedimenti a don Alessandro Torlonia. Secondo Canino Info, nel 1853 Carlo Luciano cedette anche i diritti onorifici della famiglia a Torlonia, e i Bonaparte si ritrovarono senza una cappella propria in collegiata. Da qui nacque la cappella gentilizia che si vede ancora oggi.

Il nome Bonaparte, a Canino, resta sul territorio in più punti. Il palazzo attribuito a Valadier, la cappella in collegiata, la tenuta di Musignano, e secondo Wikipedia anche i titoli, passati in seguito ai Torlonia. A Roma lo stesso cognome si incontra al Museo napoleonico di Roma e a Palazzo Bonaparte in piazza Venezia. Chi segue la famiglia nel Lazio può fare di Canino la tappa più lontana del percorso.

Il consiglio che ti do per visitare Canino

Mettete Canino e Vulci nella stessa giornata, ma in quest'ordine: prima il paese, al mattino, poi il parco archeologico. Il centro si gira in un'ora, la collegiata e la cappella richiedono attenzione e luce, e il pomeriggio a Vulci può allungarsi fra scavi, museo e ponte. Fare il contrario significa arrivare a Canino stanchi e con le chiese chiuse per la pausa, senza la possibilità di capire che cosa si sta guardando.

Prima di partire scrivete al Comune. Gli orari della collegiata non sono pubblicati, e una chiesa chiusa è il rischio principale di un viaggio di 135 chilometri. Chiedete se la chiesa è aperta nel giorno scelto e se la cappella Bonaparte è accessibile. L'indirizzo è protocollo@comune.canino.vt.it, il telefono 0761 433998. In alternativa organizzate la visita intorno agli orari delle messe, che vanno però chiesti alla parrocchia sul posto.

Leggete la storia prima. In paese i pannelli sono pochi, e senza riferimenti la cappella sembra un insieme di sepolcri ottocenteschi. Conviene sapere tre cose: che Luciano fu principe per titolo pontificio dal 1814, che la cappella fu voluta dalla vedova Alexandrine dopo la vendita dei diritti di famiglia ai Torlonia, e che gli scavi di Vulci si fecero sui terreni del principe. Con questi riferimenti in testa, mezz'ora in chiesa basta.

Si paga qualcosa per visitare il paese e la collegiata?

No. Canino è un paese aperto, e il centro storico si visita a piedi senza biglietto. La collegiata è una chiesa, e il Comune non pubblica biglietti o visite a pagamento per entrarci. Non risulta nemmeno un prodotto turistico a pagamento dedicato specificamente a Canino da segnalare. Il limite reale è l'orario: la chiesa va trovata aperta, e chi viaggia da lontano fa bene a chiedere prima al municipio o alla parrocchia.

Il discorso cambia per Vulci. Il parco naturalistico e archeologico e il Museo Archeologico Nazionale nel castello dell'Abbadia hanno gestori, orari e tariffe propri, che cambiano con la stagione. Non li riportiamo qui per evitare doppioni. Sul sito trovate tutto nella pagina su Vulci, con i canali ufficiali per prenotare. Per le informazioni generali sul territorio il riferimento istituzionale resta il portale turistico della Regione Lazio.

Chi organizza un'uscita con un'associazione, una parrocchia o una classe non ha bisogno di permessi per passeggiare in paese. Per entrare in collegiata con molte persone, però, conviene avvisare la parrocchia, sia per l'apertura sia per non sovrapporsi alle funzioni. Per eventi, riprese o iniziative pubbliche nel centro storico il riferimento è il Comune, attraverso il protocollo o la posta certificata comune.canino.vt@legalmail.it, con qualche settimana di anticipo.

Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato

Canino fu residenza dei Farnese, e la Regione Lazio scrive che qui nacque nel 1468 Alessandro Farnese, il futuro papa Paolo III. Wikipedia precisa la data, il 28 febbraio 1468. Il fatto è noto agli appassionati della famiglia, ma raramente viene collegato ai Bonaparte. Eppure il paese ha avuto due momenti di rilievo europeo, a tre secoli di distanza: la nascita di un papa del Rinascimento e il principato del fratello di Napoleone.

I Farnese sono il filo che lega Canino al resto della Tuscia. La famiglia costruì il suo potere in quest'area, fra il lago di Bolsena e la costa, prima di arrivare a Roma. Chi vuole seguirne le tracce trova il ducato di Castro nella vicina Ischia di Castro, il grande palazzo di Caprarola nei monti Cimini e, a Roma, Piazza Farnese e Palazzo Farnese.

La fontana dodecagonale del Cinquecento è l'altro segno della stagione farnesiana. La Regione e la Provincia la attribuiscono a Jacopo Barozzi, detto il Vignola, l'architetto che lavorò a lungo per i Farnese. La paternità, però, viene da un'attribuzione e non da un documento citato dalle due fonti. Conviene leggerla con prudenza: è una fontana di impianto colto, coerente con l'ambiente farnesiano, ma nessuna fonte ufficiale riporta il contratto o il disegno firmato.

La foto giusta da fare a Canino

La foto che racconta Canino è la facciata della collegiata sulla piazza, con il portale centrale sormontato dal timpano curvo e i due portali minori ai lati, descritti dallo studio di Canino Info. Funziona in verticale, al mattino o nel tardo pomeriggio, quando la luce laterale dà rilievo alle cornici. A mezzogiorno d'estate la facciata diventa piatta. Una giornata velata, per questo soggetto, rende meglio di un cielo limpido.

Dentro la chiesa, se è aperta e se non ci sono funzioni, l'immagine giusta è quella della cappella Bonaparte nel transetto destro, con il monumento di Luciano sul fondo e i sepolcri sulle pareti laterali. Niente flash, e prima di fotografare conviene chiedere a chi si occupa della chiesa. Durante le messe e le celebrazioni le foto non si fanno. Il rispetto per un luogo di culto viene prima di qualsiasi inquadratura.

Terza scelta: la fontana dodecagonale, ripresa abbastanza da lontano da mostrarne la forma a dodici lati e il rapporto con le case intorno. Poi, fuori dal paese, gli oliveti. In autunno, durante la raccolta, le reti stese sotto gli alberi raccontano il territorio meglio di qualsiasi testo. Fotografate dalla strada, senza entrare nei campi privati e senza riprendere chi lavora senza il suo consenso.

Come si arriva da Roma?

La distanza indicata dal portale turistico della Regione Lazio è di 135 chilometri. In auto è la soluzione più pratica, perché permette di abbinare il paese a Vulci, al lago di Bolsena o alla costa nella stessa giornata. Il Comune non pubblica un percorso consigliato da Roma. Conviene impostare il navigatore sul municipio, in via Roma 2, e calcolare i tempi reali in base al traffico in uscita dalla capitale.

Con i mezzi pubblici il riferimento è Cotral, la società regionale degli autobus extraurbani. Il sito offre il motore Ricerca orari, le previsioni di arrivo alle fermate e una pagina per i percorsi con cambi, e il numero verde è 800 174 471. Il Comune non pubblica le linee che servono il paese. Conviene cercare il viaggio completo sul sito di Cotral indicando Canino come destinazione.

Il Comune non indica una stazione ferroviaria di riferimento per chi arriva da Roma. Chi combina treno e autobus deve verificare le coincidenze sul motore di Cotral prima di partire, perché nei giorni festivi e nel fine settimana le corse extraurbane si riducono. Per rientrare a Roma la sera conviene controllare l'ultima corsa utile. Chi si muove senza auto farebbe bene a scegliere un giorno feriale e a partire presto.

Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia

La storia di Canino, scrive Wikipedia, è legata fin dall'inizio a quella della vicina Vulci, di cui il paese fu prima un centro agricolo. Nel Quattrocento il paese era residenza dei Farnese, e nel 1468, secondo la Regione Lazio, vi nacque Alessandro Farnese, futuro Paolo III. Alla seconda metà del Quattrocento la Regione data anche il Palazzo Miccinelli. Nel Cinquecento viene collocata la fontana dodecagonale attribuita al Vignola. Nel 1696 fu costruito il Palazzo Comunale.

Alla fine del Settecento arriva la collegiata. Secondo lo studio di Canino Info la costruzione dell'edificio attuale cominciò nel 1783, con modifiche strutturali fra il 1793 e il 1796, su progetto dell'architetto Giuseppe Camporese. La Provincia di Viterbo la data al tardo Settecento e ricorda al suo interno dipinti di Domenico Corvi e di Monaldi. È la chiesa che Luciano Bonaparte trovò al suo arrivo e che diventò il luogo di sepoltura della famiglia.

Il 27 febbraio 1808 fu firmato a Roma l'atto di acquisto della tenuta da parte di Luciano, secondo Canino Info. Nel 1814 arrivò il titolo pontificio di principe di Canino, documentato dalla Treccani. Nel 1824, secondo Wikipedia, quello di principe di Musignano. Nel 1828 cominciarono gli scavi nelle terre del principe, con il ritrovamento di vasi greci nelle tombe etrusche. Il 29 giugno 1840 Luciano morì a Viterbo.

Nel 1853, secondo Canino Info, il figlio Carlo Luciano cedette ad Alessandro Torlonia i diritti onorifici della famiglia. L'anno dopo, nel 1854, la vedova Alexandrine completò a proprie spese la nuova cappella gentilizia in collegiata, dove furono traslate le ceneri di Luciano. Lei vi fu deposta nel 1855. Nel 1857, scrive Wikipedia, a Vulci fu scoperta la Tomba François, nelle terre ormai passate ai Torlonia secondo il portale Lazioturismo.

Chi è passato da Canino

Il primo nome è quello di Alessandro Farnese, nato qui nel 1468 secondo la Regione Lazio, cardinale e poi papa con il nome di Paolo III. Con lui la famiglia Farnese, che ebbe a Canino una delle sue residenze. Poi Jacopo Barozzi da Vignola, al quale la Regione e la Provincia attribuiscono la fontana dodecagonale. Nel tardo Settecento Giuseppe Camporese, l'architetto della collegiata, che lo studio di Canino Info colloca fra i pochi neoclassici maturi del Lazio.

Poi i Bonaparte. Luciano, principe di Canino e di Musignano. Alexandrine de Bleschamp, la seconda moglie, che organizzò gli scavi di Vulci e volle la cappella. Il figlio Carlo Luciano, che vendette la tenuta ai Torlonia. La prima moglie Christine Boyer, il padre Carlo Bonaparte e il figlio Giuseppe, ricordati nella cappella con cenotafi e rilievi. Accanto a loro Louis Maria Valadier, che secondo Canino Info preparò disegni e iscrizioni per il catalogo degli scavi.

Gli scultori della cappella sono un capitolo a parte. Secondo il blog di storia e catechesi gliscritti.it il monumento principale è del fiorentino Luigi Pampaloni, i cenotafi di Christine Boyer e di Carlo Bonaparte sono di Massimiliano Laboureur, e il rilievo per il figlio Giuseppe è attribuito alla scuola di Canova. Al Palazzo Bonaparte la Regione collega il nome di Valadier. Nell'Ottocento Canino richiamò così artisti di livello romano.

Infine i Torlonia. Don Alessandro Torlonia comprò i possedimenti dei Bonaparte, secondo il portale Lazioturismo, e con loro arrivò la stagione della Tomba François, i cui affreschi, scrive la stessa fonte, si conservano a Villa Albani Torlonia a Roma, proprietà privata non aperta al pubblico. La famiglia che a Roma ha legato il nome a Villa Torlonia sulla Nomentana ebbe così un ruolo anche nella storia di Canino.

Che cosa si vede nella collegiata e nella cappella dei Bonaparte?

La chiesa è dedicata agli apostoli Giovanni e Andrea, come ricorda l'iscrizione latina sulla facciata trascritta dallo studio di Giulia Item per Canino Info. L'edificio attuale fu progettato da Giuseppe Camporese, architetto attivo nel Lazio fra Settecento e Ottocento, che la stessa fonte colloca fra i pochi neoclassici maturi, accanto a Valadier, Stern e Simonetti. I lavori cominciarono nel 1783 e proseguirono con modifiche strutturali fra il 1793 e il 1796.

La facciata è la prima cosa da guardare. Canino Info la descrive con un portale centrale di impianto cinquecentesco sormontato da un timpano curvilineo e due portali minori ai lati. All'interno la chiesa ha tre navate con cappelle laterali. È un'architettura sobria, lontana dal barocco romano, pensata per una comunità agricola di provincia. Il suo interesse si trova nella misura e nella coerenza dell'impianto più che nella ricchezza delle decorazioni.

Per i dipinti la fonte è la pagina del Comune sul sito della Provincia di Viterbo, che ricorda all'interno i monumenti della famiglia Bonaparte e pitture di Domenico Corvi e di Monaldi. Il dettaglio delle opere, con soggetti e collocazione, non è pubblicato dal Comune. Chi è interessato alla pittura romana del Settecento farebbe bene a chiedere in parrocchia quali tele sono visibili e in quali cappelle si trovano, perché restauri e spostamenti possono cambiare la situazione.

Un consiglio pratico per la visita: entrate dalla navata centrale, percorrete le cappelle laterali e lasciate per ultimo il transetto destro con la cappella Bonaparte. L'ordine aiuta a capire che la cappella fu inserita in una chiesa già esistente, trasformando un altare dedicato alla Madonna del Buonconsiglio in un sepolcro di famiglia. È una lettura che si perde se si va dritti ai monumenti funebri, come fa la maggior parte di chi entra.

La cappella si trova nel transetto destro della collegiata, in un ambiente che prima era dedicato alla Madonna del Buonconsiglio, secondo lo studio di Giulia Item pubblicato da Canino Info. L'iscrizione latina al centro porta l'anno 1854 e ricorda che la vedova di Luciano curò l'opera con i propri fondi. Lo spazio è rettangolare, con il monumento principale sul fondo e i sepolcri sulle pareti laterali, descrive il blog gliscritti.it.

Chi vi è sepolto? Luciano Bonaparte, le cui ceneri furono traslate nel 1854, e la moglie Alexandrine, deposta nel 1855, secondo Canino Info. Gli altri membri della famiglia sono ricordati con due cenotafi, uno per il padre Carlo Bonaparte e uno per la prima moglie Christine Boyer, e con un bassorilievo dedicato al figlio Giuseppe. Il monumento di Luciano mostra un bassorilievo del principe sul letto di morte, secondo il blog gliscritti.it.

Sulla data del monumento principale le fonti non concordano: gliscritti.it lo data al 1846, lo studio di Canino Info al 1847. Entrambe lo assegnano a Luigi Pampaloni. Il monumento è quindi anteriore alla cappella, e fu collocato nella nuova sistemazione voluta da Alexandrine. Per chi visita, conviene sapere che si tratta di un complesso funerario ottocentesco coerente, non di una tomba isolata: vale la pena leggerlo come un unico progetto di famiglia.

Che rapporto c'è fra Canino e Vulci?

Quello che dicono le fonti: l'antica città etrusca di Vulci si trova nel territorio di Canino e di Montalto di Castro, scrive Wikipedia, e la Regione Lazio la presenta fra i luoghi di Canino, con il castello dell'Abbadia sede del Museo Archeologico Nazionale e il ponte della Badia sul Fiora. Il castello, sempre secondo Wikipedia, sorse nel XII secolo a ridosso del ponte. La città etrusca fu il centro del territorio, e Canino nacque come suo centro agricolo.

Quello che dice la tradizione ottocentesca: il principe mecenate che riportò alla luce l'Etruria. È il racconto nato con i cataloghi degli scavi e con le collezioni finite nei musei europei. Quello che resta da leggere con cautela: la Regione stessa, sul portale Lazioturismo, parla di saccheggio su vasta scala. Le due immagini convivono, e la visita a Vulci è il modo migliore per capire quanto dei corredi sia rimasto sul posto.

Per tutto quello che riguarda la visita al parco e al museo, orari, tariffe, sentieri, la cascata sul laghetto del Pellicone che la Regione ricorda nel parco, rimandiamo alla pagina su Vulci. Qui basta un'indicazione pratica: il parco e il paese si combinano bene nella stessa giornata. Chi vuole completare il quadro etrusco a Roma trova le collezioni del Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia.

Perché l'olio di Canino ha la DOP e quando si festeggia?

L'olio extravergine di oliva di Canino ha ricevuto la denominazione di origine protetta, scrive Wikipedia, e la Regione Lazio lo descrive con un aroma leggermente fruttato e un retrogusto amaro e piccante. La Regione segnala anche una Strada dell'Olio DOP di Canino, un itinerario dedicato al prodotto. Le colline intorno al paese sono coperte di oliveti, e la raccolta, in autunno, cambia il ritmo della vita agricola.

La festa legata all'olio è la Sagra dell'Olivo. Il portale turistico della Regione Lazio la colloca nei primi giorni di dicembre, quando la raccolta e la frangitura sono al culmine, e sul sito del Comune compaiono i programmi delle edizioni e gli avvisi per l'organizzazione della sagra. Date e programma cambiano ogni anno: vanno chiesti al Comune prima di partire, attraverso il protocollo o la posta certificata del municipio.

La Regione indica anche una festa dedicata all'asparago verde di Canino, ad aprile, i festeggiamenti per San Clemente la seconda domenica di settembre e la festa di Sant'Antonio Abate a gennaio. Per l'asparago Wikipedia ricorda l'indicazione geografica protetta. Anche per queste feste le date dell'anno vanno confermate con il Comune. A nostro giudizio dicembre, con l'olio nuovo e la campagna in piena attività, è il mese che racconta meglio il paese.

Il legame fra il territorio e l'olivo è antico. Il portale della Regione Lazio ricorda che i reperti archeologici etruschi della zona mostrano scene di raccolta delle olive, segno che la coltivazione era già diffusa quando Vulci era una città viva. Oggi il paesaggio intorno al paese è fatto soprattutto di oliveti, e chi arriva in autunno vede le reti stese sotto gli alberi e i frantoi al lavoro. È il periodo in cui Canino mostra la sua identità agricola senza bisogno di spiegazioni.

Quando è chiuso e che cosa non aspettarsi?

Il paese non chiude: le strade e le piazze sono sempre accessibili. Quello che può essere chiuso è la collegiata, per la quale non sono pubblicati orari di visita. Le chiese dei piccoli centri aprono spesso solo per le funzioni o in fasce ristrette del mattino e del tardo pomeriggio. Il municipio segue gli orari d'ufficio, e nei giorni festivi il riferimento per informazioni diventa la posta elettronica.

Che cosa non aspettarsi? Un museo dei Bonaparte in paese: il Comune non ne indica uno aperto con orari regolari. Un centro visite con pannelli e percorsi segnalati: le informazioni sul posto sono poche. Un palazzo Bonaparte visitabile all'interno: la Regione lo cita fra le architetture del paese, non fra i luoghi aperti al pubblico. E nemmeno un borgo medievale arroccato, perché Canino è soprattutto un centro agricolo di pianura collinare.

Non aspettatevi neanche di vedere a Canino i reperti degli scavi ottocenteschi. I pezzi più noti della collezione Bonaparte si trovano a Londra e a Monaco, secondo lo studio di Canino Info, e gli affreschi della Tomba François a Villa Albani Torlonia, secondo Lazioturismo. Sul posto resta Vulci, con il suo parco e il museo nel castello, da visitare negli orari pubblicati dal gestore.

Una nota sul clima. D'estate le colline della Maremma laziale sono molto calde e con poca ombra, e a Vulci il percorso all'aperto richiede acqua e protezione dal sole. In inverno le giornate sono corte e il parco chiude presto. Primavera e autunno sono le stagioni più adatte, con l'aggiunta di dicembre per chi cerca il periodo della raccolta. In caso di maltempo conviene chiedere al Comune se ci sono avvisi o chiusure.

Un'ultima avvertenza sui nomi. Canino non va confuso con Castro, l'antica città farnesiana legata alla vicina Ischia di Castro, né con Musignano, che è la tenuta dove visse Luciano e non un secondo paese da visitare. Nelle guide e nelle mappe i tre nomi compaiono spesso insieme, e chi pianifica la giornata rischia di cercare monumenti nel posto sbagliato. Per Castro il riferimento è la pagina su Ischia di Castro.

Mangiare in zona

Canino è un paese agricolo, con una pressione turistica bassa e locali pensati soprattutto per chi ci vive e ci lavora. Le trappole dei centri turistici qui sono rare, ma alcune regole valgono ovunque. Il menù con le fotografie dei piatti, le voci senza prezzo, un menù diverso fuori e dentro, il buttadentro sul marciapiede sono segnali da prendere sul serio anche in provincia, soprattutto nei giorni di festa.

Nei giorni delle sagre e dei fine settimana di maggiore passaggio verso Vulci e la costa, qualche locale adatta l'offerta al pubblico di passaggio. I romani che frequentano la Maremma lo sanno e si regolano di conseguenza: scelgono i posti dove mangiano le persone del paese, con un menù breve legato alla stagione e i prezzi scritti in modo chiaro, e diffidano delle cucine aperte di continuo senza una pausa.

L'olio è il prodotto da cercare, insieme all'asparago verde in primavera. La Regione indica una Strada dell'Olio DOP di Canino come itinerario dedicato al prodotto, e il periodo migliore per assaggiare l'olio nuovo è l'inizio dell'inverno. Per trovare indirizzi selezionati con criterio c'è la lista di indirizzi su Google Maps, utile anche per organizzare la giornata fra Canino, Vulci e la costa.

Che cosa abbinare in giornata

Canino si trova nel punto in cui la Tuscia viterbese scende verso la Maremma. Il portale della Regione Lazio lo descrive fra il mare, il monte Amiata e il lago di Bolsena, e Wikipedia indica la strada regionale 146 Castrense come principale via di comunicazione del territorio. È una posizione di confine: a ovest le colline guardano la Toscana, a sud la pianura va verso Montalto di Castro e la costa tirrenica, a est si sale verso i laghi vulcanici.

Questa posizione spiega la storia del paese. Gli Etruschi di Vulci controllavano la valle del Fiora e l'accesso al mare. I Farnese costruirono qui, fra Canino e Castro, la base del loro potere prima di arrivare al papato. I Bonaparte cercarono in questa campagna lontana una tenuta e un titolo. Ogni epoca ha usato il territorio per ragioni diverse, e il paese conserva i segni di tutte, senza che nessuna prevalga sulle altre.

Per chi viaggia, Canino funziona come base per la Tuscia occidentale meno frequentata. Da qui si raggiungono in poco tempo Vulci, Ischia di Castro, il lago di Bolsena e la costa di Montalto. A nostro giudizio è una scelta migliore di Viterbo per chi vuole concentrarsi sull'Etruria costiera e sui Farnese, mentre il capoluogo resta più comodo per i monti Cimini e la valle del Tevere. Conviene scegliere la base in funzione dell'itinerario, non della fama dei luoghi.

L'abbinamento naturale è Vulci, con il parco, il museo nel castello dell'Abbadia e il ponte sul Fiora. Chi ha ancora tempo può salire verso nord est fino ad Ischia di Castro, il paese legato al ducato farnesiano di Castro. Più a est si incontra Tuscania, e poi Viterbo, il capoluogo, dove morì Luciano.

Verso nord si arriva al lago di Bolsena, che la Regione indica fra i confini ideali del territorio di Canino. Sulle sue rive si trovano Bolsena, Grotte di Castro e, sulla collina che guarda il lago, Montefiascone. Più su, verso la Toscana, Acquapendente. È un itinerario che occupa facilmente un secondo giorno.

Chi segue i Farnese può spostarsi verso i monti Cimini: Caprarola con il suo palazzo, il lago di Vico, la Villa Lante a Bagnaia e il Parco dei Mostri di Bomarzo. Da lì, verso la valle del Tevere, Civita di Bagnoregio e Castiglione in Teverina. Sono tappe lontane da Canino, adatte a un viaggio di più giorni nella Tuscia.

Sulla via del ritorno verso Roma si possono inserire i centri della Tuscia meridionale: Sutri, Bassano Romano e Civita Castellana. Chi rientra dalla costa trova il Castello di Santa Severa, sul mare, e più all'interno il borgo di Ceri. Verso il lago di Bracciano, il Castello Odescalchi e Trevignano Romano.

A Viterbo, per chi si ferma una notte, ci sono il Monastero di Santa Rosa e la Macchina di Santa Rosa. A Roma, per chiudere il filo dei Bonaparte, il Museo napoleonico e Palazzo Bonaparte. Per il filo etrusco il Museo di Villa Giulia e i Musei Statali di Roma. È il modo di tenere insieme, su più giorni, la Canino dei Farnese, dei Bonaparte e degli Etruschi.

Domande frequenti

Dove è sepolto Luciano Bonaparte?

Nella cappella gentilizia della famiglia, nel transetto destro della Collegiata dei Santi Giovanni e Andrea a Canino. Secondo lo studio di Canino Info le sue ceneri furono traslate nella nuova cappella nel 1854, quando la vedova Alexandrine completò l'opera a proprie spese. Lei vi fu deposta nel 1855. Nella cappella ci sono anche i cenotafi del padre Carlo Bonaparte e della prima moglie Christine Boyer, e un rilievo dedicato al figlio Giuseppe.

La collegiata di Canino è aperta?

Gli orari di visita della collegiata non sono pubblicati dal Comune. Come molte chiese dei piccoli centri, può aprire soprattutto in occasione delle funzioni. Prima di partire conviene chiedere al municipio, allo 0761 433998 o all'indirizzo protocollo@comune.canino.vt.it, oppure alla parrocchia sul posto. Durante le messe e le celebrazioni la visita alla cappella Bonaparte va rimandata, per rispetto di chi partecipa al culto.

Perché Luciano Bonaparte era principe di Canino?

Perché il papa gli conferì il titolo nel 1814, secondo l'Enciclopedia Treccani. Luciano aveva acquistato la tenuta di Canino con un atto firmato a Roma il 27 febbraio 1808, secondo Canino Info, e si era stabilito a Musignano. Nel 1824, secondo Wikipedia, ebbe anche il titolo di principe di Musignano da Leone XII. I titoli, dopo la vendita dei possedimenti, passarono ai Torlonia.

Vulci si trova a Canino o a Montalto di Castro?

In entrambi i comuni. L'antica città etrusca di Vulci si estende nel territorio di Canino e di Montalto di Castro, secondo Wikipedia, e la Regione Lazio la presenta fra i luoghi di Canino. Il parco naturalistico e archeologico e il Museo Archeologico Nazionale nel castello dell'Abbadia hanno gestori, orari e tariffe propri. Tutte le informazioni pratiche sono nella pagina su Vulci del sito, con i canali ufficiali per prenotare.

Che cosa si può fare a Canino in mezza giornata?

In mezza giornata si gira il centro storico e si visita la collegiata, se aperta. Conviene partire dalla piazza, entrare in chiesa e fermarsi alla cappella Bonaparte nel transetto destro, poi raggiungere la fontana dodecagonale e guardare dall'esterno il Palazzo Bonaparte e il Palazzo Comunale. Con l'altra metà della giornata si scende a Vulci, per il parco e il museo nel castello dell'Abbadia.

Quanto costa visitare Canino?

Niente. Il paese si visita a piedi senza biglietto, e il Comune non indica tariffe per la collegiata. Si pagano invece il parco e il museo di Vulci, secondo le tariffe pubblicate dal gestore. Chi arriva in auto deve considerare il costo del carburante per 135 chilometri a tratta, mentre chi usa gli autobus Cotral trova le tariffe sul sito della società regionale.

Come si arriva a Canino da Roma senza auto?

Con gli autobus extraurbani di Cotral, la società regionale del Lazio. Il Comune non pubblica le linee che servono il paese, quindi conviene usare il motore Ricerca orari sul sito di Cotral, indicando Canino come destinazione, oppure chiamare il numero verde 800 174 471. Nei giorni festivi le corse si riducono, e per il rientro a Roma va controllata con attenzione l'ultima corsa della giornata.

Quando si fa la Sagra dell'Olivo a Canino?

Il portale turistico della Regione Lazio la colloca nei primi giorni di dicembre, nel periodo in cui raccolta e produzione dell'olio sono al culmine. Sul sito del Comune compaiono i programmi delle edizioni e gli avvisi per l'organizzazione. Le date precise cambiano ogni anno e vanno chieste al municipio prima di partire. La Regione segnala anche la festa dell'asparago verde, ad aprile.

Dove è nato papa Paolo III?

Secondo il portale turistico della Regione Lazio, Alessandro Farnese, il futuro papa Paolo III, nacque a Canino nel 1468, quando il paese era residenza della famiglia Farnese. Wikipedia indica la data del 28 febbraio 1468. Chi vuole seguire la storia dei Farnese nella Tuscia può abbinare Canino a Ischia di Castro, legata al ducato di Castro, e al palazzo di Caprarola nei monti Cimini.

Chi ha scritto e su quali fonti

Il testo esce dalla redazione di Tour Leader Pro, la struttura romana che progetta itinerari, visite ed eventi culturali fra Roma e il Lazio. Tariffe, orari e modalità di accesso riportati qui risultano dalle fonti ufficiali richiamate nel testo alla data indicata in apertura: per Canino fanno fede la pagina del Comune sul sito della Provincia di Viterbo e il portale turistico della Regione. Segnalateci quello che trovate cambiato.

Organizzare una giornata a Canino significa lavorare sugli incastri: la distanza da Roma, gli orari della collegiata da chiedere in anticipo, le tariffe e gli orari di Vulci, le corse Cotral per chi non guida, il periodo della raccolta delle olive. Per chi progetta uscite di questo tipo, una risorsa utile per chi organizza viaggi di gruppo è Tour Leader Pro, con strumenti pensati per coordinare visite e itinerari.

Canino è una porta verso la Tuscia meno battuta, fatta di città etrusche, feudi farnesiani, laghi vulcanici e oliveti che scendono verso il mare. Mettere insieme Vulci, il lago di Bolsena, i monti Cimini e la costa richiede qualche giorno e un po' di pianificazione, e una risorsa utile per montare un itinerario di più giorni è Italy Planner.

Prepara la visita

Link affiliati: se prenoti da qui Estate Romana riceve una piccola commissione, a te non costa nulla in più.

Tagsall'apertoborgocastellogita fuori portaLazioprovincia di viterbostoriavicino Roma

Contact Information

IndirizzoCanino Canino (VT) Canino (VT), Borghi e paesini, Vicino Roma 01011

Le proposte giuste, una volta a settimana

Scegli cosa ti interessa: ti scriviamo solo di quello, con date, orari e prezzi verificati. Niente spam, ti cancelli con un clic.

I tuoi temi