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Aula Magna della Sapienza

L'Aula Magna della Sapienza si trova nel Palazzo del Rettorato della Città universitaria, in piazzale Aldo Moro 5, e si entra solo per i concerti e per gli eventi dell'ateneo: non ci sono visite ordinarie. La stagione musicale è quella della IUC, l'Istituzione Universitaria dei Concerti, con biglietti interi da 15 a 26 euro secondo il settore, 8 euro per gli under 30 e 5 euro per gli under 18, in vendita all'ufficio IUC, in sala un'ora prima e su VivaTicket.

La IUC presenta l'82ª stagione, quella 2026-2027, con due cicli: Minerva il martedì sera alle 20.30 e Calliope il sabato pomeriggio alle 17.30. Il primo concerto in Aula Magna è sabato 17 ottobre 2026. Chi entra per un concerto si trova davanti anche al grande dipinto murale di Mario Sironi, L'Italia fra le Arti e le Scienze, del 1935, ridipinto nel 1950 per cancellare i simboli del regime e riportato all'aspetto originale con il restauro presentato nel novembre 2017.

Dati riscontrati il 29 settembre 2026 sul sito della IUC, nelle pagine biglietti, abbonamenti, stagione, contatti e storia, sulle pagine della Sapienza dedicate alla IUC e al dipinto di Sironi, sul portale turistico di Roma Capitale e sulle altre fonti citate nel testo. Il gestore non pubblica la capienza della sala, dati sull'acustica né una pagina sull'accessibilità. Per queste domande il riferimento è il botteghino della IUC, allo 06 3610051 o allo 06 3610052.

In breve: indirizzo, orari, biglietto

  • Indirizzo: Aula Magna del Palazzo del Rettorato, Città universitaria della Sapienza, piazzale Aldo Moro 5, 00185 Roma.
  • Gestore della stagione: Istituzione Universitaria dei Concerti, uffici in lungotevere Flaminio 50, telefono 06 3610051 e 06 3610052, botteghino@istituzioneuniversitariadeiconcerti.it.
  • Come si entra: solo con biglietto o abbonamento ai concerti, oppure agli eventi pubblici dell'ateneo. Nessuna visita ordinaria.
  • Prezzo: interi da 15 a 26 euro secondo il settore, under 30 a 8 euro, under 18 a 5 euro, prevendita con il 10 per cento in più.
  • Orari: ciclo Minerva il martedì alle 20.30, ciclo Calliope il sabato alle 17.30, botteghino in sala da un'ora prima.
  • Come si arriva: metro B fermata Policlinico, linee 19 e 30 indicate dalla IUC, parcheggio gratuito dentro la Città universitaria non garantito per ogni concerto.
  • Accessibilità: il gestore non pubblica informazioni, conviene chiedere al botteghino della IUC prima di acquistare.

Dove si trova e che cosa si vede davvero

La Città universitaria occupa un grande quadrilatero fra il Policlinico Umberto I, San Lorenzo e la zona di Castro Pretorio. L'ingresso principale è su piazzale Aldo Moro. Dal cancello si percorre il viale centrale fino alla Minerva, la statua in bronzo di Arturo Martini su un piedistallo al centro di una vasca d'acqua. Alle sue spalle c'è il Palazzo del Rettorato di Marcello Piacentini, che ospita gli uffici del rettore, la Biblioteca Alessandrina e l'Aula Magna.

Dentro, la sala è un'aula di rappresentanza dell'ateneo, usata per inaugurazioni, cerimonie, convegni e per la stagione della IUC. Il dipinto di Sironi occupa il catino dell'abside, la parete curva alle spalle del palco. Chi siede in platea lo ha davanti per tutta la durata del concerto. È la ragione per cui molti, uscendo, ricordano il Sironi prima ancora del programma: la musica si ascolta guardando un dipinto che occupa l'intera parete di fondo.

Che cosa non si vede? Una sala da concerto progettata per la musica, con palchi e loggioni. L'Aula Magna nasce come aula universitaria e mantiene quella forma. La IUC divide i posti in tre settori con prezzi diversi, ma non pubblica una pianta della sala né il numero dei posti. Il gestore non pubblica nemmeno una descrizione tecnica dell'acustica. Per scegliere il settore conviene chiamare il botteghino e chiedere dove si trovano i posti ancora liberi.

Fuori dai giorni di concerto, l'Aula Magna resta chiusa al pubblico. Il portale turistico di Roma Capitale la indica come aperta in occasione di eventi. La Città universitaria è un campus in funzione, con lezioni, uffici, biblioteche e musei universitari. Chi ci arriva di giorno può passeggiare nei viali e guardare le architetture degli anni Trenta dall'esterno, senza entrare nelle aule e negli istituti e rispettando chi ci studia e ci lavora.

Una curiosità sull'Aula Magna della Sapienza

La stagione che si ascolta in Aula Magna è nata dagli studenti. La IUC racconta sul proprio sito che la decisione di fondare un'associazione musicale fu presa sul finire del 1945 da un gruppo di studenti della Sapienza, e che l'Istituzione nacque nel 1946. Da allora ha attraversato ottant'anni di vita musicale romana. Oggi si definisce l'unica realtà concertistica italiana radicata all'interno di un'università, con una programmazione che va dal barocco al contemporaneo, compreso il jazz.

Il legame con l'ateneo si vede anche nei prezzi. Gli studenti della Sapienza con meno di 35 anni pagano 50 euro l'abbonamento a tutta la stagione e 30 euro quello a un solo ciclo, secondo la pagina abbonamenti della IUC. Docenti, personale e dottorandi pagano 120 euro per la stagione intera. Per un pubblico di studenti, con decine di concerti in cartellone, è una delle offerte musicali più convenienti di Roma.

Seconda curiosità: le misure del Sironi cambiano da una fonte all'altra. Le fonti non concordano: Il Giornale dell'Arte e Arte.it parlano di 94 metri quadrati, l'agenzia Dire di oltre cento, l'agenzia Agi di 140. L'enciclopedia Wikipedia in inglese riporta otto metri per diciassette. La differenza dipende anche da come si misura una superficie curva come quella di un catino absidale. Il dato certo è che si tratta di un dipinto enorme.

Terza curiosità: il nome dei due cicli viene dalla mitologia classica. Minerva è la dea della sapienza, la stessa che Arturo Martini ha fuso in bronzo per la piazza davanti al Rettorato. Calliope è la musa della poesia epica. Il gestore non indica il motivo della scelta, ma il rimando alla statua che accoglie il pubblico prima di ogni concerto è difficile da non notare, specie la sera, con la piazza illuminata.

Ultima curiosità, legata al calendario. La stagione 2026-2027 cade nel bicentenario della morte di Beethoven, e la IUC lo segnala già nel concerto inaugurale, con la Seconda Sinfonia, una delle meno eseguite secondo la presentazione del concerto. Nel cartellone compaiono anche due serate del duo Widmann e Carcano dedicate alle sonate di Beethoven, una il 10 novembre 2026 e una il 13 marzo 2027, divise fra il ciclo del martedì e quello del sabato.

Una cosa che non ti dice nessuno sull'Aula Magna della Sapienza

Il dipinto di Sironi non si visita come in un museo. Capita di arrivare alla Città universitaria convinti di trovare un orario di apertura dell'Aula Magna, e di restare davanti a una porta chiusa. È l'errore più comune, ed è la posizione contraria che conviene tenere a mente: il modo più semplice ed economico per vedere il Sironi è comprare un biglietto per un concerto. Con 8 euro un under 30 ha due ore davanti al dipinto.

Seconda cosa poco detta: l'abbonamento a posto fisso non è sempre la scelta migliore. A nostro giudizio, chi pensa di andare a metà dei concerti o poco più fa bene a fare i conti. La IUC propone l'abbonamento a posto libero per l'intera stagione a 255 euro, contro i 360 euro dell'intera stagione in primo settore. C'è poi il carnet, con uno sconto del 10 per cento su almeno sei concerti scelti liberamente, più flessibile per chi ha una settimana piena.

Terza cosa: il parcheggio dentro la Città universitaria esiste ma non è garantito. La pagina biglietti della IUC indica un ampio parcheggio gratuito all'interno della Sapienza, con accesso da piazzale Aldo Moro 5 da circa un'ora prima dell'inizio, per auto, moto, biciclette, taxi e auto con conducente. Precisa però che l'accesso potrebbe non essere disponibile per ogni concerto. Chi conta sull'auto deve chiedere conferma al botteghino il giorno stesso.

Quarta cosa: gli uffici della IUC non si trovano alla Sapienza. La sede amministrativa e la biglietteria principale sono in lungotevere Flaminio 50, nel quartiere Flaminio, a diversi chilometri dalla Città universitaria. In Aula Magna il botteghino apre un'ora prima di ogni concerto. Nel periodo della campagna abbonamenti, dal 15 settembre al 7 ottobre, la IUC indica anche un'apertura in Aula Magna il martedì e il mercoledì dalle 10 alle 17.

Quinta cosa: la campagna abbonamenti ha una scadenza che molti ignorano. Chi aveva un abbonamento a posto fisso la stagione precedente può tenere lo stesso posto solo confermandolo entro mercoledì 30 settembre 2026, secondo la pagina abbonamenti della IUC. Dopo quella data il posto torna in vendita. Per chi è abituato a un certo settore e a una certa fila, perdere la scadenza significa ricominciare da capo nella scelta, con i posti migliori già assegnati.

Che cosa è successo al dipinto di Sironi dopo la guerra?

Mario Sironi dipinse L'Italia fra le Arti e le Scienze nell'estate del 1935, in poco più di due mesi, secondo Il Giornale dell'Arte, con una tecnica in parte a buon fresco e con finiture a secco. Al centro c'è l'Italia, circondata dalle figure allegoriche delle discipline: Astronomia, Mineralogia, Botanica, Geografia, Architettura, Lettere, Pittura e Storia sono quelle elencate dalle fonti. Attorno comparivano i simboli del regime: l'aquila, il fascio, la data dell'era fascista e il duce a cavallo sopra un arco trionfale.

Dopo la guerra quei simboli diventarono un problema. Secondo l'agenzia Dire, subito dopo il conflitto la superficie fu coperta con uno spesso strato di carta incollata. Avvenire ricorda due commissioni, nominate nel 1947 e nel 1950 dai rettori Caronia e Cardinali, che decisero l'intervento. L'incarico andò al pittore Carlo Siviero, napoletano residente a Roma, che nel 1950 ridipinse l'opera quasi per intero, cancellando aquile e cavalieri e cambiando i profili dei volti.

Il lavoro di Siviero andò oltre la censura. Il Giornale dell'Arte descrive una patina opaca stesa sui toni brillanti, gialli che Sironi non aveva usato, il cielo azzurro trasformato in grigio e i contorni di cose e figure ridisegnati con pesantezza. Arte.it parla di cambiamenti a lineamenti, vesti e acconciature. Per oltre sessant'anni chi entrava in Aula Magna ha guardato un dipinto di Sironi filtrato da un'altra mano. Ci furono interventi conservativi nel 1982, nel 1985 e nel 1994.

Il restauro è stato condotto dalla Sapienza e dall'Istituto superiore per la conservazione e il restauro, con la direzione scientifica di Marina Righetti e Gisella Capponi e la direzione dei lavori di Eliana Billi e Laura D'Agostino. Nel settembre 2015 l'agenzia Dire descriveva tre piani di ponteggi in Aula Magna e indagini all'ultravioletto, all'infrarosso e in fluorescenza X. Il 23 novembre 2017 il dipinto è stato presentato al pubblico alla presenza del presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

Il consiglio che ti do per visitare l'Aula Magna della Sapienza

Arrivate presto. Il botteghino in sala apre un'ora prima del concerto, e il parcheggio interno, quando è disponibile, apre più o meno alla stessa ora. Entrare con anticipo permette di fare con calma il viale della Città universitaria, fermarsi davanti alla Minerva di Martini, e sedersi in sala con il tempo di guardare il dipinto prima che si abbassino le luci. Il Sironi va letto da vicino, figura per figura, e l'intervallo non basta.

Scegliete il ciclo in base alla vostra giornata. Il ciclo Calliope del sabato alle 17.30 si adatta a chi arriva da fuori Roma o preferisce rientrare presto. Il ciclo Minerva del martedì alle 20.30 è pensato per chi lavora in città. Nel calendario la IUC indica per ogni concerto una fascia oraria che va da un'ora e mezza a due ore e mezza. Controllate l'orario di ogni singolo concerto sul sito, perché alcuni appuntamenti hanno orari diversi da quello del ciclo.

Prima di comprare un intero, controllate le riduzioni. Chi ha meno di 30 anni paga 8 euro, chi ne ha meno di 18 paga 5 euro. La Family Card prevede 10 euro per ciascun genitore e 5 euro per i figli. Studenti, docenti e personale della Sapienza e di altre università convenzionate hanno tariffe proprie. Chi viene insieme a un abbonato paga un ridotto. Online su VivaTicket si può usare la Carta del Docente, secondo la pagina biglietti.

Preparatevi alla lettura del dipinto. Il consiglio è guardarlo due volte: prima nella sua interezza, dal fondo della sala, per cogliere la composizione intorno alla figura centrale dell'Italia, e poi da vicino, durante l'intervallo, cercando le figure delle discipline e i simboli riemersi con il restauro. Sapere che cielo, gialli e volti che si vedono oggi sono quelli del 1935 cambia il modo di guardare l'opera, specie per chi l'aveva vista prima del 2017.

Quanto costano biglietti e abbonamenti e dove si comprano?

I prezzi dei biglietti singoli dipendono dal settore, secondo la pagina biglietti della IUC per l'82ª stagione. Primo settore 26 euro, secondo settore 21 euro, terzo settore 15 euro. In prevendita si aggiunge il 10 per cento, e i prezzi diventano 28,60, 23,10 e 16,50 euro. Gli enti convenzionati, fra cui la Sapienza e altre università, pagano 21, 17 e 12 euro. Gli under 30 pagano 8 euro, gli under 18 pagano 5 euro, in qualsiasi settore secondo la pagina.

Settore Intero Prevendita
Primo settore 26 euro 28,60 euro
Secondo settore 21 euro 23,10 euro
Terzo settore 15 euro 16,50 euro

Dove si compra davvero? Il canale ufficiale è la pagina biglietti della IUC, che indica tre strade. La biglietteria in lungotevere Flaminio 50, aperta lunedì, mercoledì, giovedì e venerdì dalle 10 alle 13 e dalle 14 alle 17, con contanti, carta di credito e bancomat. Il telefono, allo 06 3610051 e 06 3610052. E il circuito ufficiale online, con i biglietti per l'Aula Magna su VivaTicket.

Gli abbonamenti 2026-2027 hanno una campagna con scadenze precise. La pagina abbonamenti della IUC indica la vendita dal 14 settembre al 9 ottobre all'ufficio IUC e dal 15 settembre al 7 ottobre in Aula Magna, oltre alla vendita online su VivaTicket. Il rinnovo con conferma del vecchio posto scade mercoledì 30 settembre 2026. L'intera stagione di 35 concerti costa 360, 345 o 320 euro secondo il settore, con ridotti a 320, 300 e 270 euro.

Per chi va meno spesso ci sono formule più leggere. L'abbonamento a un solo ciclo, Calliope o Minerva, comprende 19 concerti e costa da 235 a 310 euro secondo il settore. Il mini abbonamento Invito alla Musica comprende 8 concerti a 160, 150 o 140 euro. A posto libero, l'intera stagione costa 255 euro e la mezza stagione 210 euro. La IUC propone anche la formula porta un amico, con il ridotto per entrambi sugli abbonamenti a posto fisso.

Le tariffe universitarie sono il punto forte della stagione. Gli studenti della Sapienza sotto i 35 anni pagano 50 euro per la stagione intera e 30 per un ciclo, i neolaureati sotto i 35 anni 70 e 40 euro. Per le altre università, i giovani under 30 pagano 100 euro per la stagione e 60 per un ciclo, gli under 18 80 e 44 euro. La pagina della Sapienza dedicata alla IUC rimanda al sito della IUC per le agevolazioni.

Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato

Che il Sironi della Sapienza fosse stato censurato è noto. Meno noto è che per quasi dieci anni, fra il 1968 e il 1977, l'Aula Magna non fu la casa della IUC. La storia ufficiale dell'Istituzione racconta che la sala divenne inagibile e che i concerti si spostarono al Teatro dell'Opera, al Teatro Eliseo e, dalla stagione 1969-1970, all'Auditorio San Leone Magno. Il pubblico dovette seguire la stagione in giro per la città.

Anche il ritorno fu graduale. Fra il 1977 e il 1993, secondo la IUC, l'Istituzione lavorò su un doppio binario: concerti a pagamento a San Leone Magno e concerti gratuiti nell'Aula Magna recuperata, riservati a docenti e studenti. Solo con una nuova convenzione con l'università, firmata il 3 ottobre 1992, tutte le attività tornarono in Aula Magna, a partire dalla stagione 1993-1994. Da allora la sala del Rettorato è la sede stabile della stagione.

Secondo fatto noto e poco citato: il restauro del dipinto non ha tolto nulla, ha rimosso gli strati aggiunti. Chi entra oggi in Aula Magna vede di nuovo l'aquila, i cavalieri e il duce a cavallo che Sironi dipinse nel 1935. A nostro giudizio la scelta di tornare all'originale è quella giusta: la ridipintura del 1950 aveva prodotto un'opera che non era più di Sironi. La storia del regime si legge meglio in un dipinto autentico che in uno ritoccato.

Terzo fatto: sulla vicenda esiste un volume. Si intitola Sironi svelato, è curato da Eliana Billi e Laura D'Agostino ed è pubblicato da Campisano Editore, secondo la Fondazione Roma Sapienza. È stato presentato il 14 maggio 2025 proprio in Aula Magna. Per chi vuole capire che cosa ha scoperto il restauro, figura per figura, è il riferimento più diretto, scritto da chi ha diretto i lavori sul ponteggio.

La foto giusta da fare all'Aula Magna della Sapienza

La foto che racconta il luogo è fuori, prima di entrare: la Minerva di Arturo Martini sulla vasca, con la facciata del Rettorato di Piacentini alle spalle. Funziona meglio al tramonto, prima del concerto del sabato, o con la piazza illuminata prima di quello del martedì. Conviene riprendere la statua dal viale d'ingresso, in asse, per restituire la simmetria che Piacentini aveva pensato per la piazza principale della Città universitaria.

Dentro la sala, il soggetto è ovviamente il dipinto di Sironi. Il gestore non pubblica regole sulle fotografie in Aula Magna, e durante l'esecuzione la regola di ogni sala da concerto è una sola: niente foto, niente flash, niente schermi accesi. Se volete un'immagine del catino, fatela prima dell'inizio o durante l'intervallo, senza flash e senza disturbare chi è seduto. In caso di dubbio chiedete al personale di sala.

La terza immagine utile è un dettaglio. Il restauro ha restituito i colori del 1935, e un'inquadratura stretta sulle figure delle discipline rende meglio di una foto dell'intera parete presa dal fondo della sala, dove il palco e le luci di scena coprono la parte bassa. Chi ha un teleobiettivo leggero o un telefono con zoom ottico può provare dal proprio posto, restando seduto, nei minuti prima dell'inizio.

Una nota sull'uso delle immagini. Il dipinto e il palazzo sono opere del Novecento e appartengono all'università: una foto per ricordo personale non pone problemi, ma chi pensa di pubblicare immagini del Sironi per scopi commerciali o editoriali deve chiedere prima all'ateneo, che ne cura la conservazione. Resta il rispetto delle persone: niente primi piani del pubblico, dei musicisti o del personale di sala senza consenso, e niente riprese durante l'esecuzione.

Un ultimo consiglio sulla foto riguarda la luce. Il dipinto è in una sala chiusa, illuminata artificialmente, e durante i concerti le luci si concentrano sul palco. Le foto migliori del catino si ottengono con la sala ancora accesa, prima che entrino i musicisti. Evitate il flash, che sulla superficie del dipinto produce riflessi e sul pubblico produce fastidio. Meglio una foto un po' scura che una foto che interrompe l'ascolto degli altri.

Come si arriva dal centro di Roma?

La IUC, nella pagina contatti, indica per l'Aula Magna la metro B, fermata Policlinico, e le linee 19 e 30. Dalla fermata Policlinico si raggiunge a piedi l'ingresso di piazzale Aldo Moro. Per il percorso preciso del giorno, con eventuali deviazioni, conviene usare il calcolatore sul sito di ATAC, indicando come destinazione piazzale Aldo Moro 5. La sera, dopo il concerto del martedì, controllate l'orario delle ultime corse.

Da Termini la Città universitaria è raggiungibile anche a piedi, passando per la zona di Castro Pretorio, dove si trova la Biblioteca Nazionale Centrale. È una passeggiata di quartiere, senza monumenti lungo la strada, ma pratica per chi arriva in treno. La stazione Termini è il punto di partenza più comodo per chi viene da fuori Roma e vuole assistere al concerto del sabato pomeriggio e ripartire in serata.

In auto, la IUC indica il parcheggio gratuito dentro la Città universitaria, con accesso da piazzale Aldo Moro 5 circa un'ora prima dell'inizio, ma non per ogni concerto. Fuori dal campus la zona è densa, fra il Policlinico e San Lorenzo, e trovare posto la sera è difficile. Chi non conosce le regole della sosta e delle zone a traffico limitato trova le informazioni nella pagina ZTL di Roma e auto in città.

Per le altre linee e i biglietti del trasporto pubblico c'è la pagina come muoversi a Roma. La Città universitaria è grande e i viali interni sono lunghi. Chi cammina con difficoltà deve considerare il tratto fra il cancello e il Rettorato e chiedere al botteghino della IUC, prima di acquistare il biglietto, quali accessi e quali posti siano adatti. Il gestore non pubblica informazioni sull'accessibilità della sala.

Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia

La Città universitaria fu inaugurata il 31 marzo 1935 alla presenza del re Vittorio Emanuele III, secondo Wikipedia. Nell'estate dello stesso anno Mario Sironi dipinse L'Italia fra le Arti e le Scienze nel catino dell'Aula Magna. Il palazzo che lo ospita, progettato da Marcello Piacentini, riuniva le funzioni simboliche dell'ateneo: il rettorato, la biblioteca e la sala delle cerimonie, affacciati sulla piazza con la Minerva di Arturo Martini.

Alla fine del 1945 un gruppo di studenti decise di fondare un'associazione per la musica, e nel 1946 nacque la IUC. Negli stessi anni il dipinto fu coperto con la carta e poi, nel 1950, ridipinto da Carlo Siviero su decisione delle commissioni nominate dai rettori. Nella stagione 1959-1960, secondo la storia ufficiale della IUC, Nikita Magaloff eseguì l'integrale delle opere per pianoforte di Chopin e Wilhelm Kempff le sonate di Beethoven.

Fra il 1968 e il 1977 l'Aula Magna restò inagibile e la stagione si spostò in altre sale della città. Dal 1977 la sala tornò a ospitare concerti gratuiti per docenti e studenti. Il 3 ottobre 1992 una nuova convenzione riportò tutta l'attività della IUC in Aula Magna, dalla stagione 1993-1994. Intanto il dipinto riceveva interventi conservativi nel 1982, nel 1985 e nel 1994, secondo Il Giornale dell'Arte.

Nel 2015 in Aula Magna furono montati i ponteggi del restauro della Sapienza e dell'Istituto superiore per la conservazione e il restauro. Il 23 novembre 2017, durante le celebrazioni dell'ateneo per gli ottant'anni della Città universitaria, il dipinto restaurato fu presentato alla presenza del presidente Sergio Mattarella. Il 14 maggio 2025 in Aula Magna è stato presentato il volume Sironi svelato. Il 17 ottobre 2026 si apre l'82ª stagione della IUC.

Chi è passato dall'Aula Magna della Sapienza

La storia ufficiale della IUC elenca i grandi nomi del primo ventennio, quando l'Aula Magna era la sede storica dei concerti: Nikita Magaloff, Backhaus, Fischer, Cortot, Kulenkampff, Menuhin, De Vito, Busch, Fournier, Wilhelm Kempff, Géza Anda, Ciccolini. Sono pianisti, violinisti e violoncellisti che hanno fatto la storia dell'interpretazione del Novecento, ascoltati a Roma da un pubblico in buona parte di studenti.

La stessa pagina ricorda Maurizio Pollini, il Quartetto Italiano, Andrés Segovia, Salvatore Accardo e Uto Ughi. La IUC non indica per ognuno l'anno e la sala del concerto, e alcuni potrebbero aver suonato nelle sedi provvisorie degli anni Settanta. L'elenco resta comunque il ritratto di un'istituzione che per decenni ha portato in città i principali solisti e complessi da camera del mondo, con una sala universitaria come base.

Poi ci sono i nomi del dipinto. Mario Sironi, che lo realizzò nel 1935. Carlo Siviero, che lo ridipinse nel 1950. I rettori Caronia e Cardinali, che nominarono le commissioni del 1947 e del 1950, secondo Avvenire. E, più di sessant'anni dopo, Marina Righetti, Gisella Capponi, Eliana Billi e Laura D'Agostino, che con restauratori, chimici, fisici, biologi ed esperti di rilievo tridimensionale, secondo l'agenzia Agi, hanno riportato alla luce l'originale.

Il 23 novembre 2017 in Aula Magna era presente il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, per la restituzione del dipinto. Nella stagione 2026-2027 il cartellone della IUC annuncia, fra gli altri, la pianista Alexandra Dovgan al debutto romano, Marc-André Hamelin, Angela Hewitt, Mario Brunello, Tabea Zimmermann con Javier Perianes, il Quartetto di Cremona e il gruppo vocale Voces8. Sono i nomi che si aggiungono alla lista di chi è passato da qui.

Che cosa annuncia la stagione 2026-2027?

Nella stagione 2026-2027 il cartellone annuncia 35 concerti in Aula Magna, secondo la pagina stagione completa della IUC. L'inaugurazione del ciclo Calliope è sabato 17 ottobre 2026 alle 17.30, con l'Orchestra da Camera Canova diretta da Enrico Pagano e la violinista Hawijch Elders: il Concerto per violino op. 61 e la Sinfonia n. 2 di Beethoven, per ricordare il bicentenario della morte del compositore, che cade nel 2027.

Il ciclo Minerva si apre martedì 20 ottobre 2026 alle 20.30, con il pianista Arsenii Moon e il Colloredo Ensemble in un programma interamente dedicato a Mozart. Nelle settimane successive il cartellone annuncia il gruppo di musica barocca La Folía il 24 ottobre, Alexandra Dovgan il 27 ottobre, Antonio Ballista il 31 ottobre e il Quartetto di Cremona il 17 novembre. Il sito aggiorna programmi e interpreti concerto per concerto.

Nel 2027 il cartellone annuncia fra gli altri Mario Brunello il 19 gennaio, Marc-André Hamelin il 23 gennaio, Angela Hewitt il 20 febbraio, il Markus Stockhausen Quintet il 27 febbraio, Tabea Zimmermann e Javier Perianes il 10 aprile e Voces8 il 13 aprile. Il concerto di chiusura è indicato per l'8 maggio 2027. La programmazione conferma la linea storica della IUC, che accanto alla classica mette jazz e contemporaneo.

Il cartellone non si ferma all'Aula Magna. La IUC organizza anche la rassegna Note in Biblioteca, con ingresso gratuito fino a esaurimento dei posti, in alcune biblioteche comunali, e concerti al Teatro Ateneo, come quello del Quartetto Rilke del 29 settembre. Il sito elenca poi altre rassegne, da Classica al Tramonto alla Roma Guitar Series. Prima di prenotare conviene controllare sempre la sede indicata nella pagina del singolo concerto.

Chi è la IUC e perché suona dentro un'università?

La IUC è un'associazione concertistica nata fra gli studenti, e non un ufficio dell'ateneo. La storia pubblicata sul suo sito divide ottant'anni di attività in quattro periodi. Il primo, fino al 1968, è quello della crescita, con i grandi pianisti in Aula Magna. Il secondo, fino al 1977, è quello dell'esilio in altre sale. Il terzo, fino al 1993, è il doppio binario fra concerti a pagamento fuori e concerti gratuiti in ateneo. Il quarto è il ritorno stabile al Rettorato.

Il rapporto con la Sapienza passa da una convenzione. La pagina dell'università dedicata alla IUC indica che l'Istituzione propone agevolazioni per studenti e personale, e rimanda al sito della IUC per i dettagli. L'effetto si vede in sala: accanto agli abbonati storici siedono studenti che pagano un concerto meno di un pranzo. La IUC dichiara di rivolgersi tanto agli appassionati di lunga data quanto a chi ascolta musica classica per la prima volta, con un'attenzione particolare ai giovani.

La programmazione non si ferma alla classica. Secondo un articolo di Abitare a Roma del settembre 2016, la IUC è stata la prima delle grandi istituzioni musicali a portare il jazz nelle proprie stagioni, e dagli anni Settanta propone concerti nelle scuole. Il cartellone 2026-2027 conferma questa linea, con il Markus Stockhausen Quintet, un programma di tango e ensemble che mescolano generi diversi accanto ai quartetti d'archi e ai recital di pianoforte.

A nostro giudizio è proprio questa miscela a rendere la stagione interessante per chi non frequenta le grandi sale. Per chi ha meno di 30 anni un recital in Aula Magna costa quanto un biglietto del cinema, dura un paio d'ore e si ascolta in una sala senza la solennità di un teatro d'opera. Per chi vuole avvicinarsi alla musica da camera senza spendere molto, il mini abbonamento di otto concerti o un paio di biglietti under 30 sono il punto di partenza più sensato.

Come si inserisce l'Aula Magna nella Città universitaria?

L'Aula Magna è il punto più rappresentativo della Città universitaria della Sapienza, il campus inaugurato nel 1935, di cui Marcello Piacentini progettò il Palazzo del Rettorato. Il Rettorato chiude in fondo l'asse principale, dietro la Minerva. Intorno si trovano le facoltà e gli istituti, alcuni dei quali ospitano musei universitari aperti al pubblico in orari propri, da controllare sui siti dei singoli musei prima di andare.

Fra questi musei ci sono la Gipsoteca del Museo dell'Arte Classica, il Museo del Vicino Oriente, Egitto e Mediterraneo, il Museo di Antropologia Giuseppe Sergi, il Museo di Chimica Primo Levi e il Museo di Fisica. Per l'arte del Novecento e di oggi c'è il Museo Laboratorio d'Arte Contemporanea, legato all'ateneo.

Le scienze naturali sono rappresentate dal Museo Universitario di Scienze della Terra e dal Museo di Anatomia comparata Battista Grassi. Chi arriva per il concerto del sabato pomeriggio può combinare uno di questi musei, se l'orario lo consente, con la sala del Rettorato.

La Sapienza ha una storia più lunga del campus. La sede storica dell'università era il palazzo della Sapienza nel centro di Roma, con la chiesa di Sant'Ivo alla Sapienza di Borromini. Il trasferimento nella Città universitaria negli anni Trenta ha spostato qui la vita accademica, e l'Aula Magna ne è diventata il luogo simbolico, con le cerimonie dell'ateneo e la stagione dei concerti.

Quando è chiusa e che cosa non aspettarsi?

L'Aula Magna è chiusa al pubblico in tutti i giorni in cui non ci sono concerti o eventi aperti. La stagione della IUC va da ottobre a maggio, e fuori da quel periodo la sala è usata per le attività dell'ateneo. L'ateneo gestisce l'uso della sala con il proprio sistema di prenotazione delle aule del Rettorato, che non è pensato per il pubblico. Il riferimento per sapere se si entra è sempre il calendario dei concerti della IUC.

Gli uffici della IUC in lungotevere Flaminio chiudono il sabato e la domenica, e la pagina contatti indica per il martedì un orario ridotto, dalle 10 alle 12. La pagina della Sapienza dedicata alla IUC aggiunge che durante la stagione il martedì gli uffici sono chiusi. Le fonti non concordano, quindi chi vuole comprare di persona il martedì fa bene a telefonare prima di spostarsi.

Che cosa non aspettarsi? Una sala aperta alle visite al dipinto: il gestore non indica orari di visita. Un foyer con servizi da grande teatro: il gestore non ne pubblica. La capienza della sala e le caratteristiche acustiche: il dato non è pubblicato. Un parcheggio garantito: la IUC avverte che l'accesso interno potrebbe non essere disponibile per ogni concerto. Nemmeno i posti numerati per tutti: gli abbonamenti a posto libero lo dicono già nel nome.

Non aspettatevi neppure che tutti i concerti della IUC si tengano in Aula Magna. Alcuni appuntamenti del calendario, come quelli della rassegna Note in Biblioteca e i concerti al Teatro Ateneo, sono in altre sedi. Può capitare di comprare un biglietto senza guardare il luogo e arrivare al Rettorato davanti a una sala chiusa. La pagina di ogni concerto indica la sede con l'indirizzo: conviene leggerla prima di uscire di casa.

Infine, non aspettatevi di trovare il programma completo stampato in anticipo per tutta la stagione. Il sito della IUC aggiorna interpreti e brani concerto per concerto, e alcune pagine riportano ancora solo il titolo della serata. Capita che un interprete cambi per malattia o per impegni. Chi compra un biglietto per ascoltare un solista preciso fa bene a controllare la pagina del concerto nei giorni precedenti e, in caso di dubbio, a chiedere al botteghino.

Mangiare in zona

La Città universitaria confina con San Lorenzo, il quartiere degli studenti, pieno di locali economici aperti fino a tardi. Il pubblico della IUC arriva spesso direttamente dal lavoro o dalle lezioni, e cena prima del concerto del martedì o dopo quello del sabato. La zona ha una pressione turistica bassa rispetto al centro storico, ma le trappole ci sono anche qui, soprattutto nelle strade più frequentate dalla vita notturna.

I segnali sono sempre gli stessi. Il buttadentro sul marciapiede, il menù con le fotografie dei piatti, le voci senza prezzo, il menù diverso fuori e dentro, la cucina aperta di continuo senza pausa. Nelle strade della movida si aggiungono le offerte che cambiano con l'orario e le porzioni pensate per chi beve più che per chi mangia. I romani del quartiere evitano questi posti perché vivono di passaggio, non di clienti abituali.

La regola pratica è scegliere dove si vedono persone del quartiere nella pausa pranzo o a cena presto, con un menù breve e i prezzi scritti. Prima del concerto del martedì alle 20.30 conviene prenotare o arrivare presto, perché i locali della zona si riempiono. Per indirizzi selezionati con criterio c'è la lista di indirizzi su Google Maps, utile anche per chi dopo il concerto vuole fermarsi a San Lorenzo o spostarsi verso Termini.

Che cosa abbinare in giornata

L'abbinamento naturale è il quartiere accanto. La pagina su San Lorenzo racconta le strade e la storia del quartiere che confina con la Città universitaria. Da lì si arriva alla Basilica di San Lorenzo fuori le mura e al Cimitero del Verano, il grande cimitero monumentale della città. Un pomeriggio fra basilica e cimitero, prima del concerto del sabato, lega la Roma paleocristiana a quella del Novecento.

Verso sud si trovano le mura. Porta Tiburtina apre le Mura aureliane fra San Lorenzo e l'Esquilino, e più avanti Porta Maggiore con la Basilica sotterranea di Porta Maggiore. Sulla strada ci sono Santa Bibiana e il quartiere Esquilino. Verso Termini, le Terme di Diocleziano e Palazzo Massimo completano una giornata di musei.

Verso nord, lungo la Nomentana, si trovano Villa Torlonia e il giardino di Villa Paganini, raggiungibili in poco tempo dalla Città universitaria. Chi è interessato all'architettura degli anni Trenta può proseguire il discorso iniziato con Piacentini e Sironi all'EUR, con il Colosseo Quadrato, oppure al Foro Italico, con i suoi mosaici e le sue statue.

Per chi segue la musica, Roma offre altre sale con stagioni proprie. L'Auditorium Parco della Musica ospita la grande stagione sinfonica, il Teatro dell'Opera la lirica e il balletto, la Casa del Jazz la sua musica. Il Conservatorio Santa Cecilia e l'Auditorium della Tecnica completano il quadro. Per una sera di pioggia, sul sito trovate anche la pagina Roma quando piove.

Domande frequenti

Si può visitare l'Aula Magna della Sapienza senza andare a un concerto?

No. Il portale turistico di Roma Capitale indica l'Aula Magna come aperta in occasione di eventi, e non esiste un orario di visita ordinario. Il modo più semplice per entrare è comprare il biglietto di un concerto della IUC, che per gli under 30 costa 8 euro. In alternativa si può partecipare agli eventi pubblici dell'ateneo, come presentazioni e cerimonie, quando la Sapienza li annuncia aperti al pubblico.

Quanto costa un biglietto per i concerti della IUC in Aula Magna?

Secondo la pagina biglietti della IUC, il biglietto intero costa 26 euro in primo settore, 21 in secondo e 15 in terzo, con il 10 per cento in più in prevendita. Gli enti convenzionati pagano 21, 17 e 12 euro. Gli under 30 pagano 8 euro, gli under 18 5 euro. La Family Card prevede 10 euro per ogni genitore e 5 euro per ogni figlio. Il carnet dà il 10 per cento di sconto su almeno sei concerti.

Dove si comprano i biglietti e gli abbonamenti?

Alla biglietteria della IUC in lungotevere Flaminio 50, aperta lunedì, mercoledì, giovedì e venerdì dalle 10 alle 13 e dalle 14 alle 17, per telefono allo 06 3610051 e 06 3610052, online su VivaTicket, che la IUC indica come circuito ufficiale, e in Aula Magna da un'ora prima di ogni concerto. Per la campagna abbonamenti la IUC indica anche il botteghino dell'Aula Magna il martedì e il mercoledì dalle 10 alle 17.

Quando si tengono i concerti in Aula Magna?

La stagione 2026-2027 è divisa in due cicli. Il ciclo Minerva si tiene il martedì alle 20.30, il ciclo Calliope il sabato alle 17.30, secondo la pagina stagione completa della IUC. Il primo concerto in Aula Magna è sabato 17 ottobre 2026, l'ultimo è indicato per l'8 maggio 2027. Alcuni appuntamenti hanno orari diversi dal ciclo, quindi conviene controllare sempre la pagina del singolo concerto prima di uscire.

Si vede il dipinto di Sironi durante i concerti?

Sì. Il dipinto L'Italia fra le Arti e le Scienze occupa il catino dell'abside, alle spalle del palco, e chi siede in sala lo ha davanti per tutto il concerto. Dal 2017 è visibile nell'aspetto originale del 1935, dopo il restauro della Sapienza e dell'Istituto superiore per la conservazione e il restauro che ha rimosso la ridipintura eseguita da Carlo Siviero nel 1950.

Perché il dipinto di Sironi fu ridipinto nel 1950?

Per cancellare i simboli del regime fascista. Il dipinto del 1935 conteneva l'aquila, il fascio, la data dell'era fascista e il duce a cavallo sopra un arco trionfale. Dopo la guerra fu coperto con la carta e poi, su decisione di commissioni nominate dai rettori nel 1947 e nel 1950, ridipinto quasi per intero da Carlo Siviero, che cambiò anche colori e volti. Il restauro presentato nel 2017 ha recuperato l'originale.

C'è un parcheggio per chi va ai concerti in Aula Magna?

La IUC indica un ampio parcheggio gratuito all'interno della Città universitaria, con accesso da piazzale Aldo Moro 5 da circa un'ora prima dell'inizio, per auto, moto, biciclette, taxi e auto con conducente. La stessa pagina precisa che l'accesso potrebbe non essere disponibile per ogni concerto. Chi arriva in auto fa bene a chiedere conferma al botteghino, oppure a scegliere la metro B fino alla fermata Policlinico.

Ci sono sconti per gli studenti universitari?

Sì, e sono consistenti. Gli studenti della Sapienza sotto i 35 anni pagano 50 euro l'abbonamento all'intera stagione e 30 euro quello a un ciclo, secondo la pagina abbonamenti della IUC. Docenti, personale e dottorandi Sapienza pagano 120 e 75 euro. Per le altre università, gli under 30 pagano 100 e 60 euro. Per il singolo concerto, chiunque abbia meno di 30 anni paga 8 euro.

Chi ha scritto e su quali fonti

Il testo esce dalla redazione di Tour Leader Pro, la struttura romana che progetta itinerari, visite ed eventi culturali fra Roma e il Lazio. Tariffe, orari e modalità di prenotazione riportati qui risultano dalle fonti ufficiali richiamate nel testo alla data indicata in apertura: per la stagione fanno fede le pagine della Istituzione Universitaria dei Concerti, per il dipinto quelle della Sapienza. Segnalateci quello che trovate cambiato.

Organizzare un'uscita in Aula Magna per più persone significa lavorare sulle scadenze più che sui biglietti: la campagna abbonamenti ha date fisse, le riduzioni cambiano con l'età e con l'università di provenienza, il parcheggio interno non è garantito e il concerto del martedì finisce tardi. Per chi progetta uscite di questo tipo, una risorsa utile per chi organizza viaggi di gruppo è Tour Leader Pro, con strumenti pensati per coordinare visite e itinerari.

L'Aula Magna è anche una porta verso la Roma del Novecento, fatta di quartieri universitari e operai, di architetture degli anni Trenta e di una vita musicale che va oltre le grandi sale. Mettere insieme San Lorenzo, la Nomentana, l'EUR, e magari i Castelli o la Tuscia, richiede qualche giorno e un po' di pianificazione, e una risorsa utile per montare un itinerario di più giorni è Italy Planner.

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IndirizzoAula Magna, Rettorato, piazzale Aldo Moro 5 Roma San Lorenzo, Roma, Roma Città 00185
CategorieSpettacoli

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