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Auditorium della Tecnica

L'Auditorium della Tecnica si trova in viale Umberto Tupini 65, all'EUR, dentro il palazzo della Confindustria, ed è un centro congressi privato: non ha una biglietteria, non pubblica un cartellone di spettacoli e non si visita a orari fissi. Si entra quando si partecipa a un convegno, un'assemblea o un evento organizzato da chi affitta la sala, oppure nelle giornate di Open House Roma, l'ultima il 17 maggio 2026 con ingresso libero. Proprietario e gestore è Confindustria Servizi S.p.A.

Il cuore del complesso è la sala plenaria progettata da Pierluigi Spadolini, circa 800 posti fissi secondo il centro congressi, inaugurata il 30 maggio 1974 durante l'Assemblea generale di Confindustria che elesse presidente Giovanni Agnelli. Intorno ci sono un grande foyer, due sale mostra, sette sale riservate, un secondo blocco di sale riunioni con ingresso da viale dell'Astronomia 30 e la Terrazza Capogrossi, con il pavimento a mosaico disegnato da Giuseppe Capogrossi. Tra il 2015 e il 2016 tutto è stato rinnovato.

Dati riscontrati il 29 settembre 2026 sul sito ufficiale del centro congressi di Confindustria, sulla pagina di storia del palazzo pubblicata da Confindustria, sul portale turistico di Roma Capitale e sulla pagina di Open House Roma dedicata all'edificio. Il gestore non pubblica un calendario degli eventi aperti al pubblico, non vende biglietti in proprio e non indica una stagione teatrale o musicale. Per informazioni il riferimento è la segreteria del centro congressi, allo 06 5903379 o all'indirizzo centrocongressi@confindustria.it.

In breve: indirizzo, orari, biglietto

  • Indirizzo: viale Umberto Tupini 65, EUR, Roma, con il blocco delle sale riunioni in viale dell'Astronomia 30.
  • Gestore: Confindustria Servizi S.p.A., telefono 06 5903379 e 345 7248335, mail centrocongressi@confindustria.it.
  • Come si entra: solo partecipando a un evento o nelle aperture straordinarie, come Open House Roma.
  • Prezzo: il gestore non vende biglietti, eventuali ingressi o iscrizioni dipendono dall'organizzatore del singolo evento.
  • Orari: non pubblicati, perché la sala apre solo per gli eventi in calendario.
  • Come si arriva: metro B, fermate EUR Magliana o EUR Palasport, secondo Open House Roma.
  • Accessibilità: Open House Roma indica il sito come accessibile alle persone con disabilità, dettagli da chiedere al gestore.

Dove si trova e che cosa si vede davvero

Il palazzo della Confindustria occupa un lotto accanto al Palazzo della Civiltà Italiana, il Colosseo Quadrato, nella parte alta dell'EUR. Da una parte c'è viale Umberto Tupini, dove si trova l'ingresso dell'auditorium, dall'altra viale dell'Astronomia, che dà il nome alla sede e all'ingresso delle sale riunioni. Il portale turistico di Roma Capitale colloca il centro congressi a circa 9,8 chilometri dal centro della città e a 23 dall'aeroporto di Fiumicino.

Da fuori si vede un edificio per uffici della fine degli anni Sessanta, progettato secondo Open House Roma dagli architetti Vincenzo ed Edoardo Monaco. Niente insegne teatrali, niente locandine. Chi passa in strada senza sapere che dentro c'è una sala da 800 posti non lo indovina. La parte interessante è tutta all'interno e sulla copertura: il foyer a doppia altezza, la sala circolare, le sale espositive e la grande terrazza pavimentata a mosaico.

Dentro, secondo la pagina di Open House Roma, la prima cosa che colpisce è il foyer, con una sequenza di pilastri dalla struttura simile ad alberi che si aprono nello spazio a doppia altezza. La sala plenaria è circolare, con il soffitto a raggiera disegnato da Spadolini. Il centro congressi la descrive come il cuore tecnologico del complesso, con un tavolo dei relatori lungo nove metri, due gallerie, tre schermi concavi, una regia e un impianto per la traduzione simultanea a infrarossi.

Accanto alla plenaria ci sono due sale mostra, per un totale di 1.200 metri quadrati secondo il gestore, usate per esposizioni, catering e incontri. Poi sette sale riservate con nomi tematici: Sala dell'Industria, dell'Urbanistica, dell'Arte, dell'Editoria, della Chimica, della Fisica e dell'Architettura. Il blocco di viale dell'Astronomia aggiunge altre sale riunioni, con pareti mobili che permettono di cambiare la capienza. Il portale turistico di Roma Capitale ne conta sedici, con configurazioni da 20 a 300 persone.

Sopra tutto c'è la Terrazza Capogrossi. Il centro congressi la descrive con un pavimento a mosaico di piastrelle di gres bianco e nero disegnato da Giuseppe Capogrossi, e la propone per cene di gala e aree espositive. Federcongressi, l'associazione della meeting industry di cui il centro è socio, indica una superficie di 2.230 metri quadrati e una vista che corre dal Palazzo della Civiltà Italiana alla Basilica dei Santi Pietro e Paolo.

Che cosa ci si svolge oggi e chi lo gestisce?

Oggi l'Auditorium della Tecnica è un centro congressi. La pagina del portale turistico di Roma Capitale scrive che Confindustria Servizi S.p.A. si occupa dell'organizzazione degli eventi e della promozione della sede. La pagina di storia del centro congressi indica la stessa società come proprietaria. Il catalogo dei servizi parla di convegni, riunioni aziendali, cene di gala, assemblee e presentazioni. Non compare, fra i servizi pubblicati, una stagione di prosa, di danza o di concerti.

Questo non significa che nella sala non si siano mai tenuti spettacoli. Una sala da 800 posti con regia, luci e amplificazione professionale può ospitare anche serate musicali, premiazioni o rappresentazioni organizzate da terzi. Il punto è un altro: il gestore non pubblica un calendario pubblico, e ogni evento dipende da chi affitta gli spazi. Chi trova l'auditorium citato in un annuncio deve fare riferimento all'organizzatore di quella serata, non al centro congressi.

Il pubblico tipico è quello dei convegni. Associazioni di categoria, ordini professionali, aziende, enti pubblici e fondazioni prenotano la plenaria per assemblee, congressi e presentazioni, con le sale mostra per gli espositori e le sale riunioni per le sessioni parallele. La terrazza si usa per ricevimenti e cene. Il gestore propone anche proiezioni in video mapping, streaming e riprese con tre telecamere, cioè gli strumenti di un evento istituzionale più che di un teatro.

Chi vuole semplicemente vedere l'auditorium ha una strada sola, fuori dagli eventi a invito: le aperture straordinarie. L'esempio più chiaro è Open House Roma, la manifestazione che apre al pubblico architetture di solito chiuse. Nell'edizione 2026 l'Auditorium della Tecnica era in programma il 17 maggio, dalle 10 alle 12.50, con ingressi ogni ora, visite di cinquanta minuti, massimo 35 persone per turno e accesso libero per ordine di arrivo, secondo la pagina della manifestazione.

Per chi organizza, la sede funziona per moduli. La plenaria si collega alle sette sale riservate e alle due sale mostra, secondo il centro congressi, e il blocco di viale dell'Astronomia aggiunge sale riunioni con pareti mobili. Un convegno con sessione plenaria al mattino, espositori nel foyer e gruppi di lavoro nel pomeriggio si svolge tutto nello stesso edificio. Il gestore non pubblica tariffe, e il preventivo va chiesto alla segreteria indicando date, numero di partecipanti e servizi richiesti.

Una curiosità sull'Auditorium della Tecnica

La sala è stata inaugurata con un'elezione. La pagina di storia del centro congressi e quella di Confindustria concordano: l'auditorium aprì il 30 maggio 1974, in occasione dell'Assemblea generale di Confindustria, il giorno in cui fu eletto presidente Giovanni Agnelli. Poche sale romane possono indicare con tanta precisione il loro primo pubblico. Qui erano gli industriali italiani riuniti in assemblea, due anni dopo il trasferimento della confederazione all'EUR.

La seconda curiosità riguarda il nome. Tecnica, qui, non indica i macchinari di scena. Il centro congressi presenta la sede come luogo dove il valore storico dell'architettura e le innovazioni tecnologiche si incontrano, e le sale riservate portano i nomi di discipline e settori: Industria, Urbanistica, Arte, Editoria, Chimica, Fisica, Architettura. Il nome dell'auditorium va letto dentro questo programma, quello di una sede di rappresentanza del mondo produttivo.

Terza curiosità: il centro congressi definisce l'edificio un caso di architettura nell'architettura. La struttura principale porta la firma di Edoardo Monaco, scrive la pagina di storia, mentre l'auditorium è una realizzazione di Pier Luigi Spadolini, inserita dentro il palazzo come un organismo autonomo. Chi entra dal foyer passa da un edificio per uffici a uno spazio pensato per il pubblico, con un disegno diverso e riconoscibile.

L'ultima curiosità è sotto i piedi. Il pavimento della Terrazza Capogrossi, secondo Confindustria, è un mosaico fra i più estesi d'Europa, disegnato da Giuseppe Capogrossi. RomaToday, presentando l'apertura per Open House Roma 2024, parlava del famoso tetto disegnato dall'artista. È una grande opera d'arte che la città, di fatto, non vede. Si osserva dall'alto o calpestandola durante un evento, e restano poche le occasioni per farlo liberamente.

Una cosa che non ti dice nessuno sull'Auditorium della Tecnica

Il nome inganna, ed è la posizione contraria da tenere a mente. Auditorium fa pensare a una sala da concerti con un cartellone, come l'Auditorium Parco della Musica. Qui non è così. Chi cerca biglietti per una stagione dell'Auditorium della Tecnica non li trova, perché la stagione non esiste. A nostro giudizio conviene considerarlo per quello che è, una sala congressi di qualità, e non un teatro dell'EUR.

Seconda cosa poco detta: gli indirizzi sono due, e chi sbaglia ingresso perde tempo. L'auditorium ha l'indirizzo di viale Umberto Tupini 65. Il centro congressi con le sale riunioni riporta invece viale dell'Astronomia 30, lo stesso indirizzo della sede di Confindustria. Se l'invito di un convegno non indica chiaramente il varco, conviene chiedere all'organizzatore da quale lato si entra, soprattutto quando le sessioni si dividono fra plenaria e sale laterali.

Terza cosa: per chi ama l'architettura, a nostro giudizio la plenaria conta meno di quello che la circonda. La sala, rinnovata nel 2016, è funzionale e ben attrezzata. Il foyer con i pilastri ad albero di Spadolini e la terrazza con il mosaico di Capogrossi sono invece le parti che distinguono questo edificio da molti altri centri congressi. Durante un convegno si passa nel foyer di corsa, fra registrazione e coffee break. Vale la pena fermarsi a guardarlo.

Quarta cosa: le cifre sulla capienza non coincidono fra le fonti. Il centro congressi parla di circa 800 posti fissi nella plenaria. Federcongressi indica 734 posti fissi, con la possibilità di aggiungerne 50. Il portale turistico di Roma Capitale scrive 800 posti. La differenza dipende probabilmente dalla configurazione del palco e delle postazioni tecniche, ma il gestore non la spiega. Chi organizza un evento deve chiedere la pianta aggiornata alla segreteria.

Chi ha progettato il palazzo e la sala, e che cosa è cambiato nel 2016?

Le fonti non concordano del tutto sui progettisti del palazzo. Open House Roma e la scheda di progetto pubblicata su Archilovers dallo studio che ha curato il rinnovo attribuiscono l'edificio agli architetti Vincenzo ed Edoardo Monaco, alla fine degli anni Sessanta. La pagina di storia di Confindustria parla invece di un edificio commissionato agli architetti Luccichenti e Monaco. La pagina del centro congressi cita il solo Edoardo Monaco per la struttura principale.

Sull'auditorium le fonti sono concordi. Gli interni, secondo Open House Roma, furono progettati da Pierluigi Spadolini fra il 1971 e il 1974. A lui si devono la sequenza di pilastri simili ad alberi nel foyer a doppia altezza e la sala circolare con il soffitto a raggiera. La confederazione lasciò la storica sede di piazza Venezia nel 1972, scrive Confindustria, e l'auditorium arrivò due anni dopo, completando il trasferimento all'EUR.

Tra il 2015 e il 2016 la sala è stata rinnovata con il progetto di Guendalina Salimei e del suo studio Tstudio, vincitore di un concorso secondo la scheda pubblicata su Archilovers. Gli interventi descritti: elementi strutturali in acciaio, gradonate più ampie, un soffitto con salti di quota concentrici, un nuovo lucernario circolare al posto di quello originale, impianti acustici, schermi e luci aggiornati. La stessa scheda indica come committente Aedificatio S.p.A. e un importo di 6.360.000 euro.

Confindustria presenta il rinnovo come un intervento di valorizzazione, che ha riportato la sala nel circuito delle architetture moderne di pregio della città. Nel 2016 è nato così il nuovo Centro Congressi, formato dall'Auditorium della Tecnica, dalle aree espositive e dalle sale riunioni. È da quel momento che la sede lavora come centro congressi aperto al mercato, con un proprio sito, e non più soltanto come auditorium interno della confederazione.

Il rinnovo non ha cambiato la natura della sala. Resta una plenaria per convegni, con gradonate, tavolo dei relatori e regia, e non un palcoscenico con torre scenica e retropalco. È un dato da tenere presente per chi pensa di portarci uno spettacolo complesso: il gestore non pubblica le misure del palco né le dotazioni per allestimenti teatrali, e le caratteristiche tecniche vanno chieste alla segreteria prima di qualsiasi progetto.

Il consiglio che ti do per visitare l'Auditorium della Tecnica

Il consiglio è seguire il calendario di Open House Roma. È l'unica occasione documentata in cui l'auditorium apre a chiunque, senza invito e senza iscrizione a un convegno. Nel 2024 e nel 2026 l'edificio era in programma, con ingresso libero per ordine di arrivo. Conviene arrivare prima dell'apertura del turno, perché ogni turno accoglie al massimo 35 persone, e controllare sul sito della manifestazione se l'edificio compare di nuovo fra le aperture.

Durante la visita, guardate prima il foyer e poi la sala. I pilastri ad albero di Spadolini si leggono bene solo dal basso, con la luce che scende dalla doppia altezza. In sala, alzate gli occhi verso il soffitto a raggiera e il lucernario circolare rifatto nel 2016. Se il percorso include la terrazza, come nell'edizione raccontata da RomaToday nel 2024, cercate il disegno del mosaico dal punto più alto disponibile.

Se invece partecipate a un convegno, arrivate con un po' di anticipo. La registrazione si fa nel foyer, e i momenti prima dell'inizio sono gli unici tranquilli per guardare gli spazi. Tenete conto che la sala è pensata per eventi lunghi, con traduzione simultanea e sessioni parallele: portate un documento, perché gli eventi istituzionali richiedono spesso l'accredito nominativo, e verificate con l'organizzatore se il parcheggio riservato indicato dal gestore è disponibile per i partecipanti.

Chi arriva da fuori Roma per un evento può usare la giornata per vedere il resto del quartiere. Il Palazzo della Civiltà Italiana è accanto, la Basilica dei Santi Pietro e Paolo si vede dalla terrazza, il laghetto dell'EUR è raggiungibile a piedi. Per un quadro completo del quartiere, sul sito trovate anche la pagina EUR: cosa vedere, con l'elenco degli edifici razionalisti e dei musei.

Come si entra e come si comprano i biglietti degli eventi?

Il centro congressi non vende biglietti. Il sito ufficiale presenta sale, servizi e contatti per chi vuole affittare gli spazi, senza una sezione di biglietteria e senza un calendario pubblico. Per partecipare a un evento bisogna rivolgersi a chi lo organizza: un'associazione, un'azienda, un ordine professionale, un ente. Sono loro a decidere se l'ingresso è gratuito, su invito, con iscrizione o a pagamento, e attraverso quale canale.

Il canale ufficiale per qualsiasi domanda sulla sede è il sito del centro congressi di Confindustria, con i contatti della segreteria: 06 5903379, 345 7248335, centrocongressi@confindustria.it. Il gestore non indica un circuito di vendita come TicketOne o VivaTicket, e per questo non segnaliamo link a biglietterie esterne. Se trovate un evento in vendita su un circuito, verificate che l'organizzatore sia indicato con chiarezza e che il luogo sia proprio viale Tupini 65.

Le aperture di Open House Roma seguono regole proprie, pubblicate dalla manifestazione. Per l'edizione 2026 la pagina dell'edificio indicava accesso libero, senza prenotazione, per ordine di arrivo. Nel 2024, secondo RomaToday, la formula era la stessa, con turni ogni ora dalle 10 alle 13 e un massimo di 35 visitatori per volta. Il consiglio è controllare la pagina dell'edificio sul sito di Open House Roma nelle settimane che precedono ogni edizione.

Chi vuole affittare la sala per un proprio evento deve chiedere direttamente alla segreteria. Il gestore non pubblica un listino. Pubblica invece l'elenco delle dotazioni: tre videoproiettori da 14.500 lumen, impianto audio da 3.600 watt, tre schermi concavi, tre telecamere, traduzione simultanea, regia, rete LAN e wifi, guardaroba, bar e cucine attrezzate. Il portale turistico di Roma Capitale aggiunge una caffetteria aziendale, il servizio di catering e un parcheggio riservato.

Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato

Che Confindustria abbia sede all'EUR lo sanno in molti, perché l'indirizzo di viale dell'Astronomia compare di continuo nelle cronache economiche. Pochi sanno che la confederazione ci arrivò nel 1972, lasciando la storica sede di piazza Venezia, come scrive la stessa Confindustria. Il trasferimento portò nel quartiere dell'Esposizione del 1942, mai tenuta, una delle grandi sedi di rappresentanza del Paese, in un edificio nuovo costruito accanto ai palazzi degli anni Trenta.

Il secondo fatto noto agli addetti ai lavori è il ruolo di Spadolini. Pierluigi Spadolini firmò gli interni dell'auditorium fra il 1971 e il 1974, secondo Open House Roma. Il suo intervento non si limita all'arredo: la sala circolare, il soffitto a raggiera e i pilastri ad albero del foyer sono elementi strutturali e spaziali. Il centro congressi, parlando di architettura nell'architettura, riconosce che la sala ha un'identità propria dentro il palazzo.

Terzo fatto poco citato: il mosaico di Capogrossi, secondo Confindustria, è tra i più estesi d'Europa. L'archivio fotografico di Andrea Jemolo conserva una fotografia intitolata al parcheggio del palazzo con l'opera di Giuseppe Capogrossi, datata 1972. Il centro congressi lo descrive come un gigantesco mosaico di piastrelle di gres bianco e nero. È un'opera d'arte del Novecento di grandi dimensioni, che resta però fuori dagli itinerari dell'EUR perché si trova su una proprietà privata.

Infine un dato che sorprende chi pensa al centro congressi come a una struttura recente. L'auditorium lavora da più di cinquant'anni. La pagina di storia del centro congressi ricorda che da oltre quarant'anni ospita importanti eventi nazionali e internazionali, e il conto parte dal 1974. Il rinnovo del 2016 ha cambiato impianti, gradonate e soffitto, ma la forma della sala e il foyer sono ancora quelli pensati da Spadolini all'inizio degli anni Settanta.

La foto giusta da fare all'Auditorium della Tecnica

La foto che racconta il luogo è quella del foyer, con i pilastri ad albero che si aprono verso l'alto. Si fa dal basso, con un grandangolo, meglio in verticale per restituire la doppia altezza. È però un interno privato: si fotografa solo durante un'apertura pubblica come Open House Roma o durante un evento a cui si partecipa, rispettando le indicazioni del personale e degli organizzatori, e senza riprendere i partecipanti senza il loro consenso.

La seconda immagine è la sala vista dall'alto delle gradonate, con il soffitto a raggiera e il lucernario circolare al centro. Funziona quando la sala è vuota, prima dell'inizio dei lavori o durante una visita. Con le luci di scena accese e gli schermi attivi l'immagine cambia molto rispetto alla luce naturale che arriva dal lucernario. Se la sala è occupata da un convegno, chiedete prima all'organizzatore se le riprese sono consentite.

La terza scelta è il mosaico di Capogrossi, se il percorso di visita arriva sulla terrazza. Il disegno si legge solo da un punto alto, e da terra si vedono soltanto porzioni. Federcongressi descrive dalla terrazza un panorama fra il Palazzo della Civiltà Italiana e la Basilica dei Santi Pietro e Paolo. Una foto con il mosaico in primo piano e il Colosseo Quadrato sullo sfondo mette insieme due epoche dell'EUR nella stessa inquadratura.

Dalla strada, l'unica foto sempre possibile è quella della facciata su viale Umberto Tupini, legale e senza permessi, fatta dal marciapiede pubblico. Da sola dice poco. Con il Palazzo della Civiltà Italiana accanto racconta invece il contrasto fra il razionalismo degli anni Trenta e l'edilizia per uffici della fine degli anni Sessanta. La luce migliore è quella del tardo pomeriggio, quando il travertino del Colosseo Quadrato si scalda di colore.

Come si arriva dal centro di Roma?

Con la metropolitana. Open House Roma indica la linea B, con le fermate EUR Magliana ed EUR Palasport, e segnala anche alcune linee di autobus che servono il quartiere. Le linee di superficie cambiano spesso per lavori e nuovi orari, quindi conviene controllare il percorso del giorno con il calcolatore sul sito di ATAC, indicando come destinazione viale Umberto Tupini 65. Dalla metro si prosegue a piedi.

Da EUR Magliana si sale verso la parte alta del quartiere, in direzione del Palazzo della Civiltà Italiana, che fa da punto di riferimento visibile da lontano. Da EUR Palasport si attraversa invece il quartiere verso nord ovest, passando accanto al Palazzo dello Sport e ai viali intorno al laghetto. Il gestore non pubblica tempi di percorrenza a piedi. Chi ha difficoltà di movimento farebbe bene a chiedere alla segreteria il varco più comodo.

In auto l'EUR è raggiungibile dalla via Cristoforo Colombo e dalla via del Mare. Il portale turistico di Roma Capitale indica un parcheggio riservato del centro congressi, ma il gestore non dice se è aperto ai partecipanti di tutti gli eventi o solo su richiesta dell'organizzatore. Le strade intorno sono piene di uffici, e nei giorni feriali il parcheggio su strada si esaurisce presto. Conviene chiedere prima all'organizzatore dell'evento.

Dall'aeroporto di Fiumicino, a 23 chilometri secondo il portale turistico, l'EUR è sulla direttrice verso il centro, e per un convegno in giornata è una sede comoda. Per chi arriva in treno, la metro B collega la stazione Termini all'EUR senza cambi. A piedi dal centro storico non ha senso arrivarci: la distanza, circa dieci chilometri, rende obbligatori i mezzi pubblici o l'auto.

Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia

La storia comincia con il quartiere. Nel dicembre 1936, secondo EUR S.p.A., nacque l'Ente autonomo per l'Esposizione universale di Roma, incaricato di costruire la città dell'esposizione prevista per il 1942. L'esposizione non si tenne a causa della guerra. Nel dopoguerra il quartiere fu completato e divenne una zona di uffici, ministeri e sedi di grandi aziende. È in questo contesto che, alla fine degli anni Sessanta, si progetta la nuova sede di Confindustria.

Nel 1972 Confindustria lasciò piazza Venezia e si trasferì nel nuovo edificio dell'EUR, scrive la confederazione. Fra il 1971 e il 1974 Pierluigi Spadolini progettò e realizzò gli interni dell'auditorium, secondo Open House Roma. Il 30 maggio 1974 la sala fu inaugurata in occasione dell'Assemblea generale che elesse presidente Giovanni Agnelli. Da quel giorno l'auditorium diventò il luogo delle assemblee e dei grandi appuntamenti della confederazione.

Per oltre quarant'anni la sala ha ospitato eventi nazionali e internazionali, ricorda il centro congressi. Nel 2015 è partito il rinnovo firmato da Guendalina Salimei con Tstudio, concluso nel 2016. Nello stesso anno Confindustria ha presentato il nuovo Centro Congressi, formato dall'auditorium, dalle aree espositive e dalle sale riunioni. La sede ha così cominciato a proporsi come struttura aperta a organizzatori esterni, con un proprio sito e un catalogo di servizi.

Negli ultimi anni l'edificio è entrato anche nel circuito delle aperture di architettura. Nell'aprile 2024, secondo RomaToday, l'Auditorium della Tecnica era fra gli edifici di Open House Roma, con visite gratuite che comprendevano anche il tetto disegnato da Capogrossi. Il 17 maggio 2026 l'edificio è tornato in programma nell'edizione dell'anno, con visite libere per ordine di arrivo, secondo la pagina della manifestazione.

Chi è passato dall'Auditorium della Tecnica

Il primo nome è quello di Giovanni Agnelli, eletto presidente di Confindustria il 30 maggio 1974, nel giorno in cui la sala fu inaugurata, secondo la confederazione e il centro congressi. Da allora la sala ha accolto le assemblee della confederazione e degli industriali italiani. I nomi dei presidenti e dei relatori successivi non sono elencati dal gestore, e per questo non li riportiamo qui uno per uno.

Poi i progettisti. Vincenzo ed Edoardo Monaco per il palazzo, secondo Open House Roma, con Luccichenti indicato da Confindustria. Pierluigi Spadolini per l'auditorium e i suoi interni, fra il 1971 e il 1974. Giuseppe Capogrossi per il grande mosaico della terrazza, che il centro congressi presenta come figura di rilievo della pittura informale italiana del Novecento. Sono nomi che legano l'edificio all'architettura e all'arte italiane del secondo Novecento.

Nel 2016 è arrivata Guendalina Salimei, con lo studio Tstudio, autrice del rinnovo della sala. La scheda di progetto su Archilovers cita anche l'ingegnere F. Trimarchi per le strutture e P. Torelli per gli impianti. Il loro lavoro ha tenuto la forma circolare della sala e il foyer di Spadolini, cambiando gradonate, soffitto, lucernario e dotazioni tecniche. È un caso raro di rinnovo che dichiara apertamente di voler conservare il disegno originale.

Infine il pubblico di oggi: congressisti, professionisti, funzionari, giornalisti, espositori. E, nelle giornate di Open House Roma, i visitatori comuni, che entrano a gruppi di massimo 35 persone per turno, secondo le regole della manifestazione. Sono loro, più dei relatori, a portare nell'edificio lo sguardo di chi guarda l'architettura per il piacere di farlo, fuori dai tempi stretti di un convegno.

Che cos'è la Terrazza Capogrossi e perché conta?

Quello che dicono le fonti: il centro congressi descrive la Terrazza Capogrossi come uno spazio all'aperto con un pavimento a mosaico di piastrelle di gres bianco e nero disegnato da Giuseppe Capogrossi. Confindustria scrive che l'edificio è arricchito da un imponente mosaico pavimentale, fra i più estesi d'Europa. Federcongressi indica una superficie di 2.230 metri quadrati. L'archivio di Andrea Jemolo intitola una fotografia al parcheggio del palazzo con l'opera di Capogrossi, con la data 1972.

Mettendo insieme i dati, la terrazza sembra coincidere con la copertura del parcheggio, e RomaToday parla infatti del tetto disegnato da Capogrossi. Il gestore non spiega però la struttura, e non pubblica una pianta. Quello che si può dire con certezza è che il mosaico è una superficie calpestabile di grandi dimensioni, pensata per essere vista dall'alto, e che oggi si usa per cene di gala ed esposizioni.

Perché conta? Perché è una grande opera di un artista del Novecento dentro un quartiere pensato per l'arte pubblica, e quasi nessuno lo sa. L'EUR è pieno di mosaici, rilievi e statue degli anni Trenta. Il mosaico di Capogrossi appartiene invece alla stagione successiva, quella degli anni Settanta, ed è rimasto fuori dagli itinerari perché si trova su una proprietà privata e si vede solo in occasioni particolari.

Per vederlo, le strade sono le stesse dell'auditorium: un evento sulla terrazza o un'apertura straordinaria. Il gestore non organizza visite dedicate al mosaico. Chi è interessato può chiedere alla segreteria se esistono occasioni di visita per studiosi o associazioni culturali. Il gestore non pubblica una procedura, quindi la risposta va chiesta caso per caso, senza dare per scontato che la visita sia possibile.

Come si inserisce fra i luoghi dei congressi e degli spettacoli dell'EUR?

L'EUR è il quartiere romano dei congressi. EUR S.p.A., società controllata al 90 per cento dal Ministero dell'Economia e al 10 per cento da Roma Capitale, gestisce il Palazzo dei Congressi, la Nuvola di Fuksas e il Palazzo dello Sport. L'Auditorium della Tecnica è diverso: è privato, di proprietà di Confindustria Servizi, e più piccolo delle grandi strutture pubbliche del quartiere.

Per dimensioni, la sala di Spadolini si colloca a metà fra le sale riunioni degli alberghi e i grandi auditorium. Con circa 800 posti è adatta alle assemblee nazionali di associazioni e ordini, non ai grandi congressi internazionali che scelgono la Nuvola. A nostro giudizio è proprio questa misura media a renderla appetibile agli organizzatori, insieme alla posizione accanto al Colosseo Quadrato e alla terrazza per i ricevimenti.

Per gli spettacoli, chi abita o soggiorna all'EUR guarda altrove. Il Palazzo dello Sport ospita concerti e grandi eventi. Per le serate estive all'aperto, sul sito trovate anche l'Eur Social Park. Le grandi sale da concerto e da teatro sono in altri quartieri: l'Auditorium Parco della Musica, il Teatro Olimpico, l'Auditorium Conciliazione e l'Auditorium Antonianum.

Per l'architettura, l'Auditorium della Tecnica completa il racconto del quartiere. La pagina EUR, Esposizione Universale Roma ripercorre la storia del progetto degli anni Trenta. Il Colosseo Quadrato, il Palazzo dei Congressi e la basilica sono la città dell'esposizione. La Nuvola è l'architettura del nuovo secolo. Il palazzo della Confindustria, con la sala di Spadolini e il mosaico di Capogrossi, rappresenta la stagione intermedia, quella degli anni Settanta.

Chi confronta le sedi dell'EUR per un proprio evento guarda soprattutto tre elementi: la capienza, i servizi compresi e la posizione. Su questi punti l'Auditorium della Tecnica pubblica dati chiari, con i posti della plenaria, i metri quadrati delle sale mostra, le dotazioni audio e video e la vicinanza alla metro B. Non pubblica invece prezzi, disponibilità e condizioni, che restano materia di trattativa diretta con la segreteria del centro congressi.

Quando è chiuso e che cosa non aspettarsi?

L'auditorium è chiuso al pubblico tutti i giorni in cui non c'è un evento o un'apertura straordinaria. Il gestore non pubblica orari, perché non ne ha: la sala si apre per chi l'ha affittata e per i suoi ospiti. Non esistono giorni di apertura ordinaria, né visite a orari fissi. Presentarsi al cancello senza un invito o un'iscrizione a un evento non serve, e il personale non è tenuto a far entrare nessuno.

Che cosa non aspettarsi? Un cartellone di spettacoli: il gestore non ne pubblica. Una biglietteria: non esiste. Visite guidate ordinarie: il gestore non le propone. Un museo o una mostra permanente sull'architettura: le sale mostra si allestiscono per singoli eventi. L'accesso libero alla terrazza: si usa per cene di gala ed esposizioni. Un calendario online degli eventi pubblici: il sito presenta spazi e servizi, non la programmazione.

Non aspettatevi nemmeno di vedere il mosaico dalla strada. La terrazza non è visibile dal marciapiede, e non esiste un punto panoramico pubblico da cui guardarla dall'alto. Le immagini che circolano sono quelle degli eventi, delle aperture di architettura e degli archivi fotografici. Chi vuole vedere l'opera dal vivo deve aspettare un'occasione in cui la terrazza sia compresa nel percorso.

Le aperture straordinarie possono cambiare da un anno all'altro. L'Auditorium della Tecnica era nel programma di Open House Roma nel 2024 e nel 2026, ma la presenza in un'edizione non garantisce quella successiva. Lo stesso vale per eventuali manifestazioni come le giornate di architettura promosse da ordini e fondazioni. Il riferimento resta il sito della manifestazione, con la pagina del singolo edificio, e la segreteria del centro congressi per ogni altra domanda.

Un'ultima avvertenza riguarda gli annunci. Nelle guide online e nei calendari di eventi il luogo compare con nomi diversi: Auditorium della Tecnica, Centro Congressi Auditorium della Tecnica, Palazzo della Confindustria, Auditorium di Confindustria. Sono la stessa sede. Chi riceve un invito con uno di questi nomi deve fare riferimento all'indirizzo di viale Umberto Tupini 65, o a viale dell'Astronomia 30 se l'evento si svolge nelle sale riunioni.

Mangiare in zona

Durante un convegno il problema di solito non si pone: il gestore indica bar, cucine attrezzate, catering e una caffetteria aziendale, e molti eventi prevedono coffee break o pranzo per i partecipanti. Fuori dal centro congressi, l'EUR è un quartiere di uffici. Nei giorni feriali i locali lavorano soprattutto con chi ci lavora, con pranzi veloci e menù del giorno, mentre la sera e nel fine settimana alcune zone si svuotano.

Le trappole del centro storico qui sono meno frequenti, ma i segnali da riconoscere sono gli stessi: il buttadentro sul marciapiede, il menù con le fotografie dei piatti, le voci senza prezzo, un menù diverso dentro e fuori, la cucina aperta di continuo senza una pausa. All'EUR vale una regola in più: nei giorni dei grandi eventi al Palazzo dei Congressi e alla Nuvola i locali vicini si riempiono, e il servizio rallenta.

La regola pratica è scegliere dove si vedono persone del quartiere nella pausa pranzo, con un menù breve e i prezzi chiari. Se l'evento finisce all'ora di pranzo, conviene anticipare o posticipare di mezz'ora per evitare la coda degli uffici. Per trovare indirizzi scelti con criterio fra EUR, Ostiense e centro c'è la lista di indirizzi su Google Maps, utile anche per organizzare una cena dopo i lavori.

Che cosa abbinare in giornata

Il primo abbinamento è a piedi: il Colosseo Quadrato accanto, da guardare dall'esterno, e la Basilica dei Santi Pietro e Paolo, visibile dalla terrazza. Scendendo verso il centro del quartiere si incontrano il Palazzo dei Congressi, il laghetto e il parco, il Luneur Park per chi viaggia con bambini. Sul sito trovate anche la pagina Roma con i bambini.

Per i musei, all'EUR si trova il Museo delle Civiltà, con le collezioni del Museo Pigorini, del Museo delle arti e tradizioni popolari, del Museo dell'Alto Medioevo e del Museo d'arte orientale. Sul sito trovate anche le pagine sul Museo Storico della Comunicazione e sul Planetario.

Chi preferisce l'aria aperta ha l'Abbazia delle Tre Fontane, a breve distanza dall'EUR, e le riserve della Riserva Naturale Laurentino Acqua Acetosa e di Decima Malafede. Verso il centro, lungo la metro B, si trovano la Basilica di San Paolo fuori le Mura, la Garbatella e l'Ostiense, con la Centrale Montemartini.

Per chi segue l'architettura del Novecento romano, il percorso può continuare con il Foro Italico, il MAXXI e la Casa dell'Architettura. Fra le altre sale universitarie e congressuali della città, sul sito trovate anche l'Aula Magna della Sapienza. Verso il mare, la metro e il treno portano a Ostia Antica, e per idee a costo zero c'è la pagina Roma gratis.

Domande frequenti

L'Auditorium della Tecnica ha una stagione teatrale o di concerti?

No, il gestore non pubblica una stagione. L'Auditorium della Tecnica è un centro congressi di proprietà di Confindustria Servizi S.p.A., che affitta la sala e gli spazi a organizzatori esterni per convegni, assemblee, presentazioni e cene di gala. Eventuali spettacoli o concerti sono organizzati da terzi, che ne gestiscono ingressi e biglietti. Per informazioni sulla sede il riferimento è la segreteria, allo 06 5903379.

Come si comprano i biglietti per un evento all'Auditorium della Tecnica?

Il centro congressi non vende biglietti e non indica un circuito di vendita. Ingressi, inviti e iscrizioni dipendono dall'organizzatore del singolo evento, che decide se l'accesso è gratuito, su invito o a pagamento. Se trovate un evento in vendita online, controllate chi lo organizza e che il luogo indicato sia viale Umberto Tupini 65. Per dubbi sulla sede si può scrivere a centrocongressi@confindustria.it.

Si può visitare l'Auditorium della Tecnica senza partecipare a un evento?

Solo nelle aperture straordinarie. La più documentata è Open House Roma: nell'edizione 2026 l'edificio era aperto il 17 maggio, dalle 10 alle 12.50, con turni ogni ora, visite di cinquanta minuti, massimo 35 persone per turno e accesso libero per ordine di arrivo. Anche nel 2024 era in programma. Il gestore non organizza visite ordinarie, quindi conviene seguire il sito della manifestazione.

Quanti posti ha l'Auditorium della Tecnica?

Il centro congressi indica circa 800 posti fissi nella sala plenaria, con due gallerie. Federcongressi riporta 734 posti fissi, con la possibilità di aggiungerne 50. Il portale turistico di Roma Capitale scrive 800 posti. La differenza dipende probabilmente dalla configurazione della sala. Oltre alla plenaria ci sono due sale mostra per 1.200 metri quadrati, sette sale riservate e le sale riunioni di viale dell'Astronomia.

Chi ha progettato l'Auditorium della Tecnica?

Gli interni dell'auditorium sono di Pierluigi Spadolini, fra il 1971 e il 1974, secondo Open House Roma. Il palazzo è attribuito da Open House Roma a Vincenzo ed Edoardo Monaco, mentre Confindustria parla degli architetti Luccichenti e Monaco. Il rinnovo del 2015 e 2016 è di Guendalina Salimei con lo studio Tstudio. Il mosaico della terrazza è di Giuseppe Capogrossi.

Come si arriva all'Auditorium della Tecnica con i mezzi pubblici?

Con la metro B, scendendo a EUR Magliana o a EUR Palasport, secondo Open House Roma, che segnala anche alcune linee di autobus del quartiere. Le linee di superficie cambiano con lavori e nuovi orari, quindi conviene verificare il percorso sul sito di ATAC. Dalle fermate si prosegue a piedi verso il Palazzo della Civiltà Italiana, accanto al quale si trova il palazzo della Confindustria.

Che cos'è la Terrazza Capogrossi?

È lo spazio all'aperto del centro congressi, pavimentato con un grande mosaico di piastrelle di gres bianco e nero disegnato da Giuseppe Capogrossi, secondo il gestore. Confindustria lo indica fra i mosaici pavimentali più estesi d'Europa, e Federcongressi riporta una superficie di 2.230 metri quadrati. Si usa per cene di gala ed esposizioni, e non è accessibile al pubblico fuori dagli eventi e dalle aperture straordinarie.

L'Auditorium della Tecnica è accessibile alle persone con disabilità?

La pagina di Open House Roma dedicata all'edificio indica il sito come accessibile alle persone con disabilità. Il gestore non pubblica una descrizione dettagliata dei percorsi, dei posti riservati in sala o dei servizi dedicati. Il portale turistico di Roma Capitale rimanda alla propria sezione sull'accessibilità. Per un evento specifico conviene chiedere prima all'organizzatore e alla segreteria del centro congressi, allo 06 5903379.

Chi ha scritto e su quali fonti

Il testo esce dalla redazione di Tour Leader Pro, la struttura romana che progetta itinerari, visite ed eventi culturali fra Roma e il Lazio. Dati e modalità di accesso riportati qui risultano dalle fonti ufficiali richiamate nel testo alla data indicata in apertura: per l'Auditorium della Tecnica fanno fede il sito del centro congressi di Confindustria, la pagina di storia di Confindustria e la pagina di Open House Roma. Segnalateci quello che trovate cambiato.

Organizzare un evento o una visita all'EUR significa lavorare sugli incastri: capire da quale ingresso si entra, chi rilascia gli accrediti, quanto tempo serve per spostarsi dalla metro, come combinare un convegno con una passeggiata fra gli edifici razionalisti o con un museo del quartiere. Per chi progetta uscite e trasferte di questo tipo, una risorsa utile per chi organizza viaggi di gruppo è Tour Leader Pro, con strumenti pensati per coordinare visite e itinerari.

L'Auditorium della Tecnica è anche un modo per guardare una Roma diversa da quella delle cartoline, fatta di quartieri del Novecento, sedi di rappresentanza, arte pubblica e architetture per il lavoro. Mettere insieme l'EUR, l'Ostiense, il litorale e magari i Castelli Romani richiede qualche giorno e un po' di pianificazione, e una risorsa utile per montare un itinerario di più giorni è Italy Planner.

Prepara la visita

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Contact Information

IndirizzoAuditorium della Tecnica, viale Umberto Tupini 65 Roma Eur, Roma, Roma Città 00144
CategorieSpettacoli

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