Room 26
Room 26 è una discoteca del quartiere EUR di Roma, con ingresso in piazza Guglielmo Marconi 31, a pochi passi dalla fermata Eur Palasport della metro B, direzione Laurentina. La piazza è quella dominata dal grande obelisco dedicato a Guglielmo Marconi, un cilindro di travertino alto oltre quaranta metri che segna simbolicamente l’ingresso monumentale al quartiere disegnato per l’Esposizione Universale del 1942 e mai realizzata nella forma prevista a causa della guerra. Il locale si trova in una posizione centrale rispetto ai grandi edifici del razionalismo italiano che definiscono ancora oggi il volto dell’EUR: a pochi minuti a piedi c’è il Palazzo dei Congressi progettato da Adalberto Libera, poco più lontano si raggiungono il Colosseo Quadrato, cioè il Palazzo della Civiltà Italiana, e la basilica dei Santi Pietro e Paolo, visibile da gran parte del quartiere grazie alla sua cupola imponente. Room 26 nasce come punto di riferimento della vita notturna romana orientata alla musica elettronica e urban, con un impianto audio che il locale stesso indica come proprio tratto distintivo: ventisei amplificatori CROWN di ultima generazione, da cui deriva il nome, capaci di erogare fino a 130 dB SPL, con pareti trattate con pannelli Topakustik e materiali Fiberform per ottenere un assorbimento acustico pensato per la musica da club più che per la voce parlata o per la musica sinfonica. Il progetto è nato da un gruppo di imprenditori legati da un’amicizia di lunga data e da esperienze internazionali nel mondo dell’intrattenimento, con l’obiettivo dichiarato di portare a Roma un modello di club ispirato alle esperienze internazionali più riuscite, dagli Stati Uniti al resto d’Europa. La società che gestisce il marchio è DEP 26 S.r.l., e il locale comunica la propria programmazione soprattutto tramite i canali social ufficiali e una applicazione dedicata scaricabile sugli store, con la quale vengono annunciate le serate della stagione prima ancora che sugli altri canali. Le pagine che seguono ripercorrono la posizione del locale, il contesto urbanistico dell’EUR in cui si inserisce, la struttura delle sue sale, la programmazione settimanale con cui alterna generi diversi da giovedì a domenica e i dj che nel corso delle stagioni sono saliti sul palco della Main Room, oltre a qualche indicazione pratica per chi vuole organizzare una serata o un evento privato in uno dei club più conosciuti della zona sud di Roma.
La vita notturna dell’EUR e il posizionamento di Room 26
L’EUR non è mai stato, storicamente, uno dei quartieri più vivaci di Roma dopo il tramonto: la sua vocazione originaria di centro direzionale e residenziale ha fatto sì che, per decenni, la vita notturna si concentrasse quasi esclusivamente nel centro storico, a Trastevere, a San Lorenzo o lungo il Tevere nei mesi estivi, lasciando i grandi viali dell’EUR silenziosi appena chiudono gli uffici. In questo contesto, la presenza di un club strutturato come Room 26 rappresenta un’eccezione significativa: è uno dei pochi locali della zona sud di Roma capace di richiamare pubblico da tutta la città e non solo dal quartiere in cui si trova, grazie a una programmazione settimanale continuativa e a un impianto tecnico che il locale stesso promuove come elemento di richiamo. Chi conosce la scena romana della musica elettronica sa che i club con una programmazione internazionale stabile, capace di alternare artisti affermati a residenti fissi con un seguito proprio, non sono moltissimi in città, e che la loro collocazione geografica pesa parecchio sulla facilità con cui il pubblico li raggiunge: l’EUR, con il collegamento diretto della metro B e la vicinanza al Grande Raccordo Anulare, si presta bene a un pubblico che arriva anche da fuori Roma, dai comuni dei Castelli Romani fino al litorale sud, senza dover attraversare il traffico del centro città. Questo bacino di utenza allargato spiega anche perché, nelle serate con maggiore affluenza, i dintorni della piazza si riempiano di auto in sosta e di gruppi in attesa già a partire dalla mezzanotte, un flusso che nei giorni feriali il quartiere non conosce affatto e che rappresenta, insieme alle luci del locale che restano accese fino all’alba, uno dei pochi segnali visibili di vita notturna in una parte di Roma altrimenti dedicata quasi per intero alle funzioni diurne. Anche per questo motivo, chi vive stabilmente il quartiere tende a distinguere con chiarezza le sere di apertura del locale dal resto della settimana, e la presenza del club è diventata negli anni un punto di riferimento condiviso per orientarsi tra le poche proposte notturne strutturate della zona sud della città.

Dove si trova Room 26 e come arrivarci davvero
Chi arriva in auto dai Castelli Romani o dal litorale sud può inoltre percorrere la via Pontina fino al raccordo con la Cristoforo Colombo, un percorso spesso più scorrevole rispetto all’attraversamento del centro città nelle ore serali, mentre chi arriva da nord, dall’aeroporto di Fiumicino o dalla zona di Ostiense, trova comodo seguire la stessa Cristoforo Colombo in direzione sud fino alla svolta per piazza Marconi.
L’indirizzo ufficiale è piazza Guglielmo Marconi 31, 00144 Roma, nel cuore dell’EUR, il quartiere pensato negli anni Trenta come vetrina dell’urbanistica del regime fascista e diventato poi, nel dopoguerra, uno dei principali centri direzionali e residenziali della capitale, sede di ministeri, aziende di stato e grandi società di assicurazione. Chi arriva con i mezzi pubblici scende alla fermata Eur Palasport della linea B della metropolitana, direzione Laurentina, e raggiunge l’ingresso del locale in pochi minuti a piedi lungo i marciapiedi larghi e alberati tipici del disegno urbanistico dell’EUR, pensato fin dall’origine con grandi assi pedonali e viali a doppia corsia separati da aiuole. Le altre fermate della stessa linea, Eur Magliana e Eur Fermi, restano comunque a distanza ragionevole per chi preferisce scendere una fermata prima o dopo e fare due passi tra i palazzi del quartiere. In auto, la piazza è raggiungibile dalla via Cristoforo Colombo, l’arteria che collega il centro di Roma con il litorale di Ostia e che costituisce l’asse portante del quartiere, oppure dal Grande Raccordo Anulare tramite le uscite dedicate all’EUR, sia da nord percorrendo la via Laurentina sia da sud tramite la stessa via Cristoforo Colombo; nelle sere di apertura la sosta nelle strade limitrofe si riempie rapidamente, complice anche la presenza di uffici e residenze che occupano già di giorno buona parte dei posti auto, e conviene mettere in conto qualche minuto in più per parcheggiare o affidarsi a un servizio di trasporto privato fino alla porta del locale. Chi arriva dal centro storico o dalla stazione Termini può anche valutare la linea ferroviaria regionale che si ferma a Roma Ostiense, per poi proseguire con la metro B in direzione Laurentina fino a Eur Palasport, un percorso che evita il traffico delle ore serali sulla Cristoforo Colombo. Le serate di Room 26 seguono tradizionalmente uno schema che apre le porte alle 23:00 e prosegue fino alle prime ore del mattino, con appuntamenti concentrati tra giovedì e domenica: questo è lo schema ricorrente del locale, non un calendario fisso, perché le date effettive, i temi delle serate e gli eventuali ingressi su invito cambiano stagione dopo stagione e vanno sempre controllati sui canali ufficiali del club prima di organizzare la serata.
L’EUR, dal progetto del 1942 al quartiere di oggi
Per capire il contesto in cui si trova Room 26 aiuta ripercorrere in breve la storia del quartiere. L’EUR, acronimo di Esposizione Universale di Roma, nasce da un progetto urbanistico avviato negli anni Trenta per ospitare una grande manifestazione internazionale prevista nel 1942, pensata come celebrazione del ventennale del regime fascista e come vetrina della potenza industriale e culturale italiana. Il piano regolatore, affidato a un gruppo di architetti tra cui Marcello Piacentini, previde un impianto urbano rigorosamente simmetrico, con grandi assi stradali rettilinei, piazze monumentali ed edifici pubblici costruiti secondo i canoni dell’architettura razionalista, caratterizzata da volumi puri, colonnati ripetuti e un uso massiccio del travertino come materiale di rivestimento. Lo scoppio della Seconda guerra mondiale interruppe i lavori quando molti edifici erano già stati completati o erano in fase avanzata di costruzione, tra cui proprio il Palazzo della Civiltà Italiana e diversi altri palazzi ministeriali. Nel dopoguerra il quartiere fu completato e riconvertito a funzioni civili, diventando sede di ministeri, aziende pubbliche, sedi bancarie e assicurative, e più tardi anche di residenze private di pregio, mantenendo però intatto l’impianto urbanistico originario, con i suoi grandi viali alberati, le piazze ampie e gli edifici in travertino che ancora oggi rendono l’EUR uno dei quartieri più riconoscibili di Roma da un punto di vista architettonico. Negli anni Sessanta, in occasione delle Olimpiadi del 1960, l’EUR ospitò diverse strutture sportive, tra cui il Palazzo dello Sport, e negli ultimi decenni si è arricchito di nuovi interventi contemporanei, dalla Nuvola di Fuksas ai grattacieli della zona Torrino, che convivono con l’architettura razionalista originaria in un contrasto che è ormai parte dell’identità del quartiere. In questo contesto urbanistico piuttosto formale e diurno, la presenza di locali notturni come Room 26 rappresenta un elemento di continuità con la vocazione originaria del quartiere come luogo di grandi eventi pubblici, sia pure trasferita dal registro monumentale a quello della vita notturna contemporanea. Tra gli architetti che hanno lasciato il segno più profondo sull’EUR va ricordato Adalberto Libera, autore del Palazzo dei Congressi che ancora oggi domina piazza John Kennedy a poca distanza da Room 26: l’edificio, con la sua grande sala coperta da una vela sospesa e la facciata a colonnato aperta su un ampio portico, è considerato uno dei capolavori dell’architettura razionalista italiana e resta tuttora sede di conferenze, mostre ed eventi pubblici, in una continuità funzionale con il ruolo pensato fin dall’origine per l’intero quartiere. Accanto a Libera, un altro nome centrale nella costruzione dell’EUR è quello di Giovanni Guerrini, Ernesto Bruno Lapadula e Mario Romano, gli architetti a cui si deve il progetto del Palazzo della Civiltà Italiana, l’edificio che il pubblico contemporaneo conosce meglio come Colosseo Quadrato per la sua sequenza di arcate ripetute su sei piani, diventato negli anni un simbolo fotografico dell’EUR al pari dei monumenti dell’antichità romana che lo hanno ispirato.
Che cosa è davvero Room 26: un impianto prima ancora di un locale
Al di là del nome che richiama gli amplificatori, Room 26 si presenta come un progetto costruito attorno al suono. La sala principale, la Main Room, ospita il grande impianto e il palco per i dj set, ed è descritta dal locale come un vero e proprio auditorium pensato per la dance music, con un trattamento acustico che prevede pavimentazione Topakustik in legno e pannelli Fiberform per ottenere il coefficiente di assorbimento ritenuto ideale da chi ha progettato l’impianto, così da restituire un suono definito anche a volumi molto alti. La Plus Room è invece la sala più raccolta, pensata per feste private, eventi aziendali e le serate a carattere più commerciale del fine settimana, con una capienza che il locale stesso indica tra cento e duecento invitati per gli eventi privati. Il locale descrive la propria filosofia come un tentativo di superare la semplice discoteca per diventare uno spazio ibrido, dove le serate di musica dal vivo convivono con laboratori e momenti di formazione rivolti agli artisti, oltre alla programmazione settimanale aperta al pubblico generale, con l’idea dichiarata di essere non solo un locale ma un punto di riferimento culturale per chi si occupa di musica elettronica e cultura urbana a Roma. Negli anni le sale hanno ospitato anche riprese cinematografiche: diverse produzioni hanno scelto gli ambienti di Room 26 come set per scene ambientate in un club, sfruttando sia gli spazi interni sia l’area esterna, oltre alla disponibilità di personale tecnico per la gestione di audio, luci e video durante le riprese, un servizio che il locale offre esplicitamente alle produzioni cinematografiche e pubblicitarie che cercano un ambiente da discoteca già allestito, senza dover costruire una scenografia da zero in studio. Sul piano societario, il marchio Room26 fa capo alla società DEP 26 S.r.l., mentre la comunicazione verso il pubblico distingue chiaramente due binari operativi: un’infoline dedicata alle liste, ai tavoli e alle prenotazioni per le serate pubbliche, e un contatto separato riservato agli eventi aziendali e alle feste private, gestiti come un servizio a parte con un proprio referente commerciale. Questa organizzazione per aree distinte, ricorrente nei grandi club europei più strutturati, permette al locale di trattare in modo differente il pubblico che cerca semplicemente una serata di musica e le aziende o i privati che affittano gli spazi per un evento su misura, con esigenze e tempistiche molto diverse tra loro.
Il sistema audio e l’acustica della sala principale
La componente tecnica occupa un posto centrale nella comunicazione del locale, che indica esplicitamente la potenza del proprio impianto come elemento distintivo rispetto ad altri club romani. I ventisei amplificatori CROWN che compongono il cuore del sistema audio della Main Room permettono di raggiungere, secondo quanto dichiarato dal locale, una pressione sonora massima di 130 dB SPL, un valore molto alto anche per gli standard dei grandi club internazionali, che spiega perché il progetto acustico della sala sia stato affidato a una progettazione specifica con materiali fonoassorbenti pensati apposta per la musica da ballo. La combinazione di pavimentazione in legno Topakustik e pannelli Fiberform ha lo scopo dichiarato di controllare la riverberazione all’interno della sala, evitando che a volumi così elevati il suono diventi confuso o impastato, un problema comune nelle sale non progettate specificamente per la musica elettronica. Il locale definisce la Main Room un vero e proprio auditorium per la dance music, un termine che richiama più il linguaggio delle sale da concerto che quello tradizionale delle discoteche, a sottolineare quanto la componente tecnica sia centrale nel posizionamento del club rispetto alla concorrenza cittadina. Per chi si occupa di produzione audio, il marchio CROWN è storicamente associato ad amplificatori professionali usati in ambito concertistico e in installazioni fisse di grande scala, più che nei classici impianti da discoteca di dimensioni contenute; la scelta di costruire l’identità del locale attorno a questo tipo di componente tecnica, anziché su elementi più tradizionali come luci o arredo, resta uno degli aspetti che distingue la comunicazione di Room 26 da quella della maggior parte dei club romani.
Piazza Guglielmo Marconi e l’asse monumentale dell’EUR
Uscendo da Room 26 ci si trova in uno degli spazi più scenografici del quartiere: piazza Guglielmo Marconi è un grande anello percorribile a piedi, con al centro l’obelisco dedicato all’inventore della radio, opera dello scultore Arturo Dazzi, rivestito di bassorilievi in travertino che raccontano la storia delle telecomunicazioni e del progresso scientifico italiano attraverso una serie di scene allegoriche scolpite lungo tutta l’altezza del monumento. La piazza fu concepita come cerniera tra gli assi principali dell’EUR e resta ancora oggi un punto di passaggio quasi obbligato per chi si muove a piedi tra la stazione della metro, i palazzi ministeriali della zona e il reticolo di vialoni ampi e ortogonali che caratterizza l’intero quartiere, disegnato fin dall’origine con una scala monumentale pensata più per i grandi eventi pubblici che per la misura pedonale abituale delle strade romane del centro storico. Attorno alla piazza si affacciano edifici direzionali e uffici che di giorno animano la zona con un flusso costante di lavoratori, mentre la sera, complice anche la presenza di locali come Room 26, la piazza cambia funzione e diventa uno dei pochi punti di ritrovo notturno di un quartiere altrimenti piuttosto tranquillo dopo il tramonto. Camminando verso il centro dell’EUR si incontrano in sequenza gli edifici più fotografati della zona, dal Palazzo dei Congressi al Colosseo Quadrato, in un contesto urbano che di giorno appare quasi museale e di notte si anima soprattutto grazie a locali come questo, in un contrasto tra la staticità dell’architettura razionalista e la vita più dinamica delle serate che pochi altri quartieri di Roma offrono con la stessa intensità.
Il Torrino e l’EUR contemporaneo, a due passi da Room 26
Chi visita l’EUR pensando solo agli edifici razionalisti degli anni Trenta rischia di perdersi una parte più recente e altrettanto significativa del quartiere, quella cresciuta a partire dagli anni Duemila nella zona nota come Torrino, poco più a sud rispetto a piazza Marconi. Qui sono sorti negli ultimi due decenni alcuni dei grattacieli più alti di Roma, sedi di grandi gruppi assicurativi ed energetici, che hanno aggiunto allo skyline dell’EUR un registro architettonico completamente diverso da quello del travertino e dei colonnati razionalisti, fatto invece di vetro, acciaio e volumi verticali. Il contrasto tra questa parte più moderna del quartiere e il nucleo storico attorno al Palazzo dei Congressi e al Colosseo Quadrato racconta bene come l’EUR non si sia mai fermato al progetto originario del 1942, ma abbia continuato a crescere e a trasformarsi restando comunque fedele a una certa idea di quartiere pianificato, con grandi viali, ampi spazi verdi e una netta separazione tra le funzioni residenziali, direzionali e di svago. Room 26, con la sua collocazione proprio al confine tra la parte più monumentale e quella più contemporanea dell’EUR, si trova in una posizione che sintetizza bene questa doppia identità del quartiere.
Una curiosità su Room 26
Il nome del locale non è un vezzo grafico ma un dato tecnico: i ventisei amplificatori CROWN che alimentano l’impianto della Main Room danno il nome sia alla sala sia al marchio, in un gioco di corrispondenza diretta tra hardware e identità che pochi altri club romani applicano in modo così letterale. La scelta comunica fin dal nome l’idea centrale del progetto, cioè che il suono venga prima di tutto il resto, dall’arredo alle luci, e che la qualità dell’ascolto sia il criterio con cui il pubblico specializzato giudica un club di questo tipo. Vale la pena notare che lo stesso numero, ventisei, torna anche nel nome della sala più piccola, chiamata semplicemente Hall 26 in alcune comunicazioni del locale legate agli eventi che precedono l’apertura delle porte principali, come a voler mantenere un’identità visiva e sonora coerente su tutti gli spazi che compongono il complesso.
La Main Room, la Plus Room e le serate settimanali
Il programma tipico di Room 26 si articola su quattro serate settimanali, ciascuna con un’identità musicale distinta, pensata per intercettare pubblici diversi nello stesso arco di pochi giorni. Il giovedì è tradizionalmente la sera del Milkshake Party, un format nato nel 2001 e diventato negli anni un appuntamento fisso della vita notturna romana per chi ama hip hop, R&B e dancehall; il fatto che il format sia tornato più volte a Room 26 nel corso delle stagioni racconta bene quanto la scena capitolina di questo genere musicale ruoti attorno a poche serate storiche più che a locali fissi, con un pubblico che segue il nome della serata più che l’indirizzo in cui si tiene di volta in volta. Il venerdì la Main Room ospita DRIP Friday, dedicata alla cultura urban con un mix di hip hop, R&B, reggaeton, afrobeat e trap, curata dai dj Fabio Angeli e Mattia Olivi, che alternano brani internazionali di tendenza a produzioni più legate alla scena urban italiana. Il sabato la sala principale diventa il palco di 100% Room 26, con un’impostazione più orientata alla tech house e ai club beats affidata al dj Miki Stentella, la serata che il locale indica come la più rappresentativa della propria identità sonora, quella in cui l’impianto CROWN viene sfruttato più a fondo. La domenica, infine, la Plus Room accoglie Báilame, la serata dedicata a reggaeton, musica latina e urban dance, mentre la Main Room resta a riposo, in una scelta che permette al locale di offrire un’alternativa più intima e meno rumorosa per chiudere il fine settimana. Ogni stagione i dj residenti e gli orari possono variare, quindi la sequenza descritta va intesa come lo schema abituale del locale più che come un calendario da considerare valido senza controllo, ed è sempre bene verificare sui canali ufficiali quale format sia effettivamente in programma prima di organizzare la serata.
Una cosa che non ti dice nessuno su Room 26
Quello che raramente viene raccontato è che la Plus Room, la sala più piccola, è anche quella su cui il locale investe di più per gli eventi privati e aziendali: nelle notti dedicate al pubblico generale ospita le serate a tema più commerciale, ma durante la settimana viene allestita per feste, presentazioni e cene di lavoro, con servizio audio, video e luci gestito internamente e personale tecnico dedicato, oltre a un elenco di servizi opzionali che comprende dj, performer dal vivo, supporto tecnico per la gestione di schermi a led, servizio guardaroba, hostess e steward, bar con open bar di analcolici, vino e prosecco, e catering con buffet o cena. Chi prenota un tavolo o partecipa a una festa privata trova quindi due anime molto diverse dello stesso locale: la Main Room pensata per il grande pubblico e l’ascolto ad alto volume, e la Plus Room che nella vita quotidiana del club funziona più come una sala eventi polivalente che come una semplice succursale della sala grande. Un altro aspetto poco raccontato riguarda proprio la funzione di set cinematografico: il locale mette a disposizione delle produzioni non solo gli spazi ma anche il proprio personale tecnico per la gestione degli impianti durante le riprese, un servizio che normalmente resta fuori dalla comunicazione rivolta al pubblico delle serate e che invece rappresenta una parte non marginale dell’attività del club. C’è poi un terzo elemento poco raccontato, ed è la formazione: nella descrizione che il locale dà di sé compaiono esplicitamente attività di training e workshop rivolte agli artisti, pensate per andare oltre le sole esigenze commerciali del mercato discografico. Non si tratta di un dettaglio marginale nella comunicazione ufficiale del club, ma raramente viene messo in evidenza rispetto alla programmazione delle serate, forse perché riguarda un pubblico diverso, più ristretto e meno immediato da comunicare rispetto a un cartellone di dj set.
Il consiglio che ti do per visitare Room 26
Prima di uscire di casa conviene sempre verificare sui canali ufficiali del locale, sito e applicazione dedicata comprese, se la serata scelta prevede lista, prenotazione obbligatoria di un tavolo o un ingresso libero fino a un certo orario: le regole cambiano da serata a serata e da stagione a stagione, e presentarsi senza informazioni aggiornate è il modo più comune per trovare file lunghe o criteri di ingresso più severi del previsto. Per chi arriva da fuori Roma, la combinazione metro B più pochi minuti a piedi resta la soluzione più semplice per evitare la ricerca di parcheggio nelle strade attorno alla piazza, che nelle notti di maggiore affluenza si riempiono in fretta. Vale anche la pena tenere conto degli orari tipici del club, con ingresso dalle 23:00 e serate che proseguono fino a tarda notte: chi punta a un ascolto più tranquillo dell’impianto principale, prima che la sala si riempia del tutto, farebbe bene ad arrivare in anticipo rispetto al picco della serata, che tende a concentrarsi tra mezzanotte e le due. Un altro consiglio pratico riguarda l’abbigliamento: trattandosi di un club con un impianto acustico molto potente e una sala pensata per restare piena a lungo, meglio evitare capi troppo pesanti anche nei mesi più freddi, perché l’affollamento della Main Room alza rapidamente la temperatura percepita. Per chi deve prenotare un tavolo o organizzare un evento privato, conviene infine contattare direttamente l’infoline dedicata con un margine di preavviso di qualche giorno, soprattutto nei periodi di maggiore richiesta come i fine settimana a ridosso delle festività. Un ultimo consiglio riguarda chi arriva a Roma da fuori città per un weekend e vuole combinare la serata con una visita diurna: conviene dedicare le ore del pomeriggio alla scoperta a piedi dell’EUR, muovendosi con calma tra il Palazzo dei Congressi, il Colosseo Quadrato e il laghetto, e arrivare a Room 26 già nella tarda serata, così da vivere nello stesso pomeriggio e nella stessa notte due facce molto diverse dello stesso quartiere, quella monumentale e diurna e quella più mossa e notturna legata alla musica.
Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato
È abbastanza noto tra chi segue la scena romana che la Main Room di Room 26 abbia ospitato negli anni una serie di dj internazionali del calibro di David Morales, una delle figure storiche della house music newyorkese, con una carriera che attraversa quattro decadi di club culture a partire dagli anni Ottanta, insieme a nomi più recenti della scena house e tech house come Eli Brown, Kasia Korolova, Layla Benitez, Lovra, Olympe, Tita Lau e Viviana Casanova. Quello che si tende a dimenticare, o a non sottolineare abbastanza, è che questi appuntamenti internazionali convivono nello stesso locale con format molto più popolari e generalisti come Milkshake o Báilame: Room 26 non è quindi un club monotematico rivolto a un pubblico di soli appassionati di musica elettronica, ma un contenitore che nella stessa settimana alterna la programmazione da club internazionale a serate pensate per un pubblico più ampio e trasversale, una strategia che permette al locale di riempire quattro sere consecutive con pubblici diversi tra loro invece di puntare su un unico genere musicale per l’intera settimana. David Morales, in particolare, resta uno dei nomi più citati quando si parla della storia recente del locale: producer e remixer statunitense, ha vinto un Grammy Award come remixer dell’anno e ha collaborato nel corso della sua carriera con artisti come Whitney Houston, Mariah Carey e U2, oltre a essere considerato uno dei protagonisti della scena house newyorkese fin dagli anni Ottanta con il collettivo Def Mix. La sua presenza tra gli ospiti internazionali di Room 26 viene citata dal locale come uno degli elementi che avvicinano il club agli standard dei grandi nomi della club culture mondiale, un riferimento che pesa parecchio nella percezione del locale da parte del pubblico più appassionato di musica house.
La foto giusta da fare a Room 26
Dentro il locale, lo scatto più rappresentativo si fa nella Main Room durante il picco della serata, con il palco della consolle illuminato e la parete degli amplificatori CROWN sullo sfondo, l’elemento visivo che meglio racconta l’identità del club e che compare non a caso in gran parte delle immagini ufficiali diffuse dal locale sui propri canali social. Fuori, la fotografia più coerente con il contesto si scatta invece in piazza Guglielmo Marconi, con l’obelisco alle spalle e l’ampia prospettiva della piazza che si apre verso i palazzi dell’EUR: è un’inquadratura che permette di raccontare in un’unica immagine sia la vita notturna del quartiere sia l’architettura monumentale che la circonda, due elementi che raramente convivono così da vicino in altre zone di Roma. Per chi visita l’EUR anche di giorno, prima di tornare la sera per la discoteca, vale la pena fermarsi con la macchina fotografica davanti al colonnato del Palazzo dei Congressi o alle arcate ripetute del Colosseo Quadrato, due soggetti che insieme alla piazza dell’obelisco compongono il repertorio fotografico più classico di questa parte di Roma.
Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia
Il capitolo più continuo nella storia recente del locale riguarda il Milkshake Party, format nato nel 2001 e tornato più volte nelle sale di Room 26 come una delle serate hip hop, R&B e dancehall più longeve della città, capace di attraversare più gestioni e più locali mantenendo intatto il proprio nome e il proprio pubblico, un caso non comune nella vita notturna romana dove le serate storiche cambiano spesso indirizzo insieme ai cambi di gestione dei locali che le ospitano. Accanto alla programmazione settimanale, il locale ha costruito nel tempo un capitolo legato al mondo del cinema, mettendo a disposizione le proprie sale come set per diverse produzioni che avevano bisogno di ambientazioni da discoteca, sia negli interni sia nell’area esterna della struttura, con il locale che rivendica esplicitamente questa attività attraverso una sezione dedicata del proprio sito, dove vengono mostrati i poster dei film che hanno usato gli ambienti del club come set. Sul fronte degli eventi speciali, Room 26 compare periodicamente tra le sedi coinvolte nelle grandi feste di Capodanno organizzate nella Capitale, in collaborazione con altre location dell’EUR e del centro città come il Palazzo dei Congressi, lo Spazio 900 e il Salone delle Fontane, nell’ambito di manifestazioni cittadine che coinvolgono più locali contemporaneamente in una rete di eventi coordinati per l’ultima notte dell’anno, un segnale della sua collocazione stabile tra i locali di riferimento per gli eventi di grande richiamo della vita notturna romana. La collaborazione tra Room 26, il Palazzo dei Congressi, lo Spazio 900 e il Salone delle Fontane nell’ambito dei grandi eventi di Capodanno racconta bene anche un altro aspetto della vita notturna romana, cioè quanto le manifestazioni di maggiore richiamo tendano a costruirsi su reti di più location coordinate tra loro piuttosto che su un unico locale, con il pubblico che nella stessa notte può spostarsi da una sede all’altra a seconda del biglietto acquistato o della fascia oraria scelta.
Chi è passato da Room 26
Tra i nomi che compaiono nella storia recente del locale come ospiti internazionali della Main Room ci sono David Morales, figura storica della house music statunitense con una carriera che attraversa quattro decadi di club culture e collaborazioni con alcuni tra i nomi più importanti della musica dance mondiale, e una serie di dj più giovani ma già affermati nella scena house e tech house contemporanea come Eli Brown, Kasia Korolova, Layla Benitez, Lovra, Olympe, Tita Lau e Viviana Casanova, nomi che negli ultimi anni hanno costruito carriere internazionali tra festival, club europei e collaborazioni discografiche. Sul fronte dei residenti che animano la programmazione settimanale, il locale indica tra gli altri Miki Stentella per la serata del sabato dedicata alla tech house, e Fabio Angeli e Mattia Olivi per il venerdì urban, dj che nel corso delle stagioni hanno costruito un seguito proprio tra il pubblico abituale del club, diventando parte integrante dell’identità delle rispettive serate. Va ricordato che le line up cambiano stagione dopo stagione: i nomi qui riportati fotografano la programmazione che il locale stesso ha reso pubblica sui propri canali ufficiali, non un calendario garantito per le prossime serate, ed è sempre consigliabile controllare gli annunci più recenti prima di scegliere una data in base a un nome specifico.
Cosa vedere intorno a Room 26, restando nell’EUR
La forza della posizione di Room 26 è la vicinanza a un concentrato di architettura del Novecento italiano che vale una visita anche di giorno, prima o dopo la serata. A pochi minuti a piedi si raggiunge il Palazzo dei Congressi di Adalberto Libera, con la sua grande vela di copertura sospesa e la facciata scandita da colonne, oggi sede di eventi, conferenze e più di recente anche di spazi ristrutturati per mostre ed eventi culturali; poco distante si trova la Nuvola di Fuksas, il centro congressi disegnato da Massimiliano Fuksas che ha aggiunto al quartiere un elemento di architettura contemporanea accanto ai palazzi razionalisti storici, con la sua grande struttura sospesa che dà il nome all’edificio. Proseguendo verso il cuore dell’EUR si arriva al Colosseo Quadrato, il Palazzo della Civiltà Italiana con le sue arcate ripetute su sei livelli, uno degli edifici più fotografati di Roma insieme al Colosseo antico, e alla basilica dei Santi Pietro e Paolo, la cui cupola domina lo skyline del quartiere ed è visibile da gran parte della zona sud della città. Per chi ama i musei, l’EUR ospita anche la Biblioteca Nazionale Centrale di Roma, la più grande biblioteca pubblica italiana, e il Museo delle Civiltà, che raccoglie le collezioni etnografiche e preistoriche riunite in un unico grande polo museale. Chi ha tempo per una pausa più rilassata prima o dopo la serata può scendere verso il laghetto dell’Eur, il grande specchio d’acqua artificiale circondato da un percorso pedonale alberato molto frequentato per una passeggiata serale, oppure fare qualche vasca alla Piscina delle Rose nei mesi caldi, una delle piscine pubbliche più note della città. Per chi cerca invece altri momenti di intrattenimento nella stessa area, l’Eur Social Park ospita periodicamente rassegne, mercati e appuntamenti serali all’aperto che integrano bene una serata cominciata o finita a Room 26. Chi ha ancora tempo prima di rientrare, e non si ferma solo all’EUR, può risalire verso il quartiere Ostiense, raggiungibile in poche fermate di metro B, dove si trovano la Piramide Cestia e i resti delle antiche mura aureliane, un contrasto netto con l’urbanistica squadrata dell’EUR che aiuta a cogliere quanto Roma cambi volto da un quartiere all’altro nel giro di pochi minuti di metropolitana.
Dove mangiare e bere prima di una serata a Room 26
L’EUR, trattandosi di un quartiere nato per ospitare uffici e ministeri, offre una rete di bar, ristoranti e locali per l’aperitivo concentrata soprattutto lungo i viali principali e attorno alle piazze più frequentate, con un’offerta che negli ultimi anni si è ampliata parallelamente alla crescita residenziale della zona. Chi vuole cenare prima di una serata a Room 26 trova diverse opzioni informali nel raggio di pochi minuti a piedi dalla piazza, dai locali per l’aperitivo serale ai ristoranti più strutturati pensati per la clientela di uffici e famiglie che vive stabilmente il quartiere, mentre per un aperitivo più rapido prima dell’apertura delle porte molti scelgono i bar attorno al laghetto dell’Eur, che nella bella stagione restano aperti fino a tarda sera con tavolini all’aperto affacciati sull’acqua. Non essendoci un’offerta gastronomica fissa legata direttamente al locale, conviene sempre verificare orari e disponibilità dei singoli ristoranti prima di organizzare la serata, soprattutto nei mesi in cui l’EUR si anima di più grazie agli eventi all’aperto organizzati nei parchi e negli spazi pubblici del quartiere.
Il pubblico di Room 26 e il confronto con la scena cittadina
Chi frequenta abitualmente la vita notturna romana nota spesso una differenza di fondo tra i locali del centro storico, più piccoli e legati a una scena di nicchia, e i grandi club della periferia e delle zone direzionali come l’EUR, che puntano su capienze maggiori, impianti più potenti e una programmazione capace di alternare generi diversi nella stessa settimana per intercettare pubblici differenti. Room 26 rientra chiaramente in questa seconda categoria: la scelta di dedicare ogni sera della settimana a un genere musicale diverso, dall’hip hop del giovedì alla tech house del sabato fino al reggaeton della domenica, risponde proprio all’esigenza di riempire con continuità una struttura di dimensioni importanti, evitando di dipendere da un unico pubblico di nicchia. Questa impostazione, comune a molti grandi club europei, richiede una programmazione stabile e riconoscibile nel tempo, ed è probabilmente uno dei motivi per cui alcuni dei format ospitati dal locale, come il Milkshake Party, sono sopravvissuti a più di vent’anni di cambiamenti nella scena musicale romana mantenendo un pubblico fedele.
Quando andare a Room 26 e quando evitarla
Le serate del fine settimana, in particolare venerdì e sabato, sono quelle con maggiore affluenza e con il picco di ingressi concentrato tra mezzanotte e le due del mattino: chi cerca un’esperienza più tranquilla, con meno coda all’ingresso e più spazio nella Main Room, fa bene a presentarsi appena aperte le porte, quindi verso le 23:00. Il giovedì, con il format Milkshake, richiama un pubblico più fedele e specifico legato al mondo hip hop e R&B, mentre la domenica, con Báilame nella Plus Room, si rivolge a chi cerca musica latina e reggaeton in un ambiente più raccolto rispetto alla sala principale. Le serate con dj ospiti internazionali nella Main Room tendono a richiamare un pubblico più numeroso e trasversale rispetto alle serate residenti, quindi chi cerca un ascolto più concentrato e meno affollato può preferire le date senza ospiti annunciati, mentre chi vuole vivere l’evento nella sua massima intensità farà bene a puntare proprio sulle serate con ospiti internazionali, informandosi in anticipo sul programma dedicato. Come per qualunque locale notturno che cambia programmazione a ogni stagione, prima di organizzare una serata specifica conviene sempre controllare il calendario aggiornato sui canali ufficiali del club, perché format, giorni di apertura e dj possono variare rispetto allo schema ricorrente descritto qui.
Organizzare un evento privato o aziendale a Room 26
Oltre alla programmazione settimanale aperta al pubblico, Room 26 propone i propri spazi come sede per eventi privati e aziendali, sfruttando soprattutto la Plus Room ma con la possibilità, per eventi di dimensioni maggiori, di usare l’intero complesso comprensivo della Main Room. Il pacchetto base indicato dal locale comprende l’uso esclusivo della struttura, l’impianto audio, video e luci interno, un tecnico dedicato per la gestione durante l’evento, la supervisione dei servizi igienici, il servizio di pulizia, il personale per l’allestimento e lo smontaggio, il servizio di sicurezza per la gestione degli ingressi e delle uscite e la licenza SIAE per la musica utilizzata, oltre a una connessione wifi dedicata. A questo si possono aggiungere, su richiesta e con un costo separato, servizi come dj set, performer dal vivo, supporto tecnico per schermi a led, servizio di guardaroba, personale di hostess e steward, bar con formula open bar per analcolici, vino e prosecco, e un servizio di catering con buffet o cena vera e propria. Il locale indica un contatto telefonico dedicato agli eventi aziendali, distinto da quello usato per le liste e le prenotazioni dei tavoli nelle serate pubbliche, a conferma di come questa parte dell’attività venga gestita come un servizio a sé, con un proprio referente e una propria organizzazione interna. Negli anni, secondo quanto comunicato dallo stesso locale, diversi marchi hanno scelto Room 26 come sede per eventi corporate, sfruttando la versatilità degli spazi e la possibilità di trasformare rapidamente l’allestimento in base al tipo di occasione, dalla presentazione aziendale alla festa privata con centinaia di invitati.
I canali social e l’app ufficiale del locale
Room 26 comunica la propria programmazione soprattutto attraverso i canali digitali: un profilo Instagram, un canale TikTok, una pagina Facebook e un profilo X, tutti gestiti con lo stesso nome utente ufficiale, oltre a un canale Telegram e un canale WhatsApp pensati per le comunicazioni dirette con il pubblico più affezionato. A questi si affianca un’applicazione ufficiale, disponibile sia per dispositivi Apple sia per dispositivi Android, che il locale indica come lo strumento principale per non perdere gli annunci delle serate della stagione, con ogni nuova data comunicata prima lì che sugli altri canali. Questa scelta di puntare su un’app dedicata, oltre ai social generalisti, riflette una tendenza comune ai grandi club europei degli ultimi anni, che cercano di costruire un rapporto diretto con il proprio pubblico senza dipendere esclusivamente dagli algoritmi delle piattaforme social, offrendo funzioni aggiuntive come l’acquisto di biglietti, la prenotazione dei tavoli e l’iscrizione alle liste direttamente dall’applicazione. Per chi organizza una serata di gruppo, l’app permette in genere di avere sotto controllo in un unico posto sia il calendario degli eventi sia lo stato della propria prenotazione, evitando di dover cercare le informazioni su più canali diversi.
La metro B e i collegamenti con il resto di Roma
La linea B della metropolitana di Roma è una delle due linee storiche della rete, aperta a tratti a partire dagli anni Cinquanta e poi progressivamente prolungata fino a raggiungere l’EUR e, più a sud, la zona di Laurentina. La diramazione verso l’EUR fu realizzata proprio in vista delle grandi manifestazioni pubbliche che il quartiere avrebbe dovuto ospitare, e ancora oggi rappresenta il collegamento più rapido tra il centro storico, la stazione Termini e la parte sud della città. Dalla fermata Eur Palasport, quella più vicina a Room 26, si raggiungono in pochi minuti anche le altre fermate della zona, Eur Fermi e Eur Magliana, utili per chi visita altri punti del quartiere prima o dopo la serata, mentre risalendo la linea verso il centro si incontrano le fermate di Piramide, utile per la zona Ostiense e il Testaccio, e Circo Massimo, a due passi dal centro archeologico della città. Per chi rientra a notte fonda, quando il servizio della metropolitana è sospeso, restano disponibili i taxi e le principali piattaforme di trasporto privato, oltre alle linee notturne di superficie gestite dall’azienda di trasporto pubblico locale, che coprono comunque con minore frequenza l’asse della Cristoforo Colombo.
Domande veloci su Room 26
Dove si trova esattamente Room 26? In piazza Guglielmo Marconi 31, nel quartiere EUR di Roma, a pochi minuti a piedi dalla fermata Eur Palasport della metro B. Che tipo di musica si ascolta? Dipende dalla serata: hip hop, R&B e dancehall il giovedì con il Milkshake Party, sonorità urban il venerdì con DRIP Friday, tech house e club beats il sabato con 100% Room 26, reggaeton e musica latina la domenica nella Plus Room con Báilame. È dentro il Palazzo dei Congressi? No: il locale ha un ingresso proprio in piazza Marconi ed è un edificio distinto, sia pure a pochi passi dal Palazzo dei Congressi e dagli altri monumenti razionalisti dell’EUR. Ci sono eventi privati e aziendali? Sì, soprattutto nella Plus Room, con servizio audio, luci e video gestito internamente e capienza indicata dal locale tra cento e duecento invitati, oltre a servizi opzionali come catering, hostess e supporto tecnico per schermi a led. Conviene prenotare? Per i tavoli e per l’accesso in alcune serate sì, tramite i contatti ufficiali del club; per le serate a ingresso libero le condizioni cambiano stagione dopo stagione e vanno controllate di volta in volta. Come si arriva senza auto? Con la metro B fino alla fermata Eur Palasport, proseguendo a piedi per pochi minuti lungo i viali del quartiere fino a piazza Marconi. Chi sono i dj residenti? Miki Stentella per il sabato tech house, Fabio Angeli e Mattia Olivi per il venerdì urban, con line up che possono comunque cambiare da una stagione all’altra. Ci sono stati dj internazionali famosi? Sì, tra gli altri David Morales, Eli Brown, Kasia Korolova, Layla Benitez, Lovra, Olympe, Tita Lau e Viviana Casanova hanno suonato nella Main Room in occasioni diverse nel corso delle stagioni. Che cosa significa il nome Room 26? Deriva dai ventisei amplificatori CROWN che alimentano l’impianto audio della sala principale, l’elemento tecnico attorno a cui è stato costruito l’intero progetto del locale. Il locale è stato usato per set cinematografici? Sì, diverse produzioni hanno girato scene ambientate in discoteca negli spazi di Room 26, sia negli interni sia nell’area esterna della struttura. Quali sono i monumenti più vicini da visitare di giorno? Il Palazzo dei Congressi, il Colosseo Quadrato, la basilica dei Santi Pietro e Paolo e il laghetto dell’Eur, tutti raggiungibili a piedi dalla stessa piazza Marconi in cui si trova il locale.
Domande frequenti su Room 26
Dove si trova Room 26?
Room 26 si trova in piazza Guglielmo Marconi 31, nel quartiere EUR di Roma, a pochi minuti a piedi dalla fermata Eur Palasport della metro B. Il nome del locale non è casuale: richiama i ventisei amplificatori CROWN che compongono l'impianto audio della Main Room.
Perché si chiama Room 26?
Il nome Room 26 deriva direttamente da un dato tecnico: i ventisei amplificatori CROWN che alimentano il sistema audio della Main Room danno il nome sia alla sala sia al locale, in una corrispondenza diretta fra hardware e identità che pochi altri club romani applicano in modo così letterale.
Che tipo di musica si ascolta a Room 26?
La programmazione di Room 26 cambia a seconda della serata: il giovedì è dedicato al Milkshake Party, format nato nel 2001 con hip hop, R&B e dancehall; il venerdì propone sonorità urban con DRIP Friday; il sabato è la serata di tech house e club beats con 100% Room 26; la domenica, nella Plus Room, propone reggaeton e musica latina.
Quali sono le sale di Room 26?
Room 26 è organizzato in due sale principali: la Main Room, che ospita il grande impianto audio e il palco dei dj set, pensata come un vero auditorium per la dance music con pavimentazione Topakustik e pannelli Fiberform per l'acustica; e la Plus Room, la sala più piccola, usata anche per eventi privati e aziendali durante la settimana.
Quanto è potente l'impianto audio di Room 26?
L'impianto della Main Room di Room 26 raggiunge, secondo quanto dichiarato dal locale, una pressione sonora massima di 130 dB SPL, un valore molto alto per un club, reso possibile dai ventisei amplificatori CROWN che compongono il sistema audio.
Si può organizzare un evento privato a Room 26?
Sì, Room 26 propone i propri spazi come sede per eventi privati e aziendali, sfruttando soprattutto la Plus Room, con la possibilità di usare anche la Main Room per eventi di dimensioni maggiori. Il pacchetto base comprende l'uso esclusivo della struttura e l'impianto audio, video e luci interno.
Quali dj internazionali si sono esibiti a Room 26?
La Main Room di Room 26 ha ospitato negli anni dj internazionali come David Morales, figura storica della house music newyorkese con una carriera che attraversa quattro decadi di club culture, insieme a nomi più recenti della scena house e tech house come Eli Brown, Kasia Korolova e Layla Benitez.
Come si arriva a Room 26 con i mezzi pubblici?
Room 26 si raggiunge comodamente con la linea B della metropolitana di Roma, scendendo alla fermata Eur Palasport, a pochi minuti a piedi dal locale in piazza Guglielmo Marconi. La diramazione della metro B verso l'EUR fu realizzata proprio in vista delle grandi manifestazioni pubbliche che il quartiere avrebbe dovuto ospitare.
Articolo scritto dalla redazione di TourLeaderPro, il servizio di accompagnatori turistici abilitati per tour privati, aziendali e su misura a Roma e nel Lazio: per organizzare una serata o un itinerario guidato che comprenda l’EUR e i suoi monumenti razionalisti si parte dalla pagina contatti di TourLeaderPro, mentre i tour operator che costruiscono pacchetti sulla città trovano il servizio dedicato nella sezione tour operator.
Per chi sta pianificando un soggiorno a Roma, le guide in inglese di ItalyPlanner.com raccolgono itinerari e consigli pratici sulla città: tra questi, la guida alle migliori gite di un giorno da Roma per chi vuole allontanarsi dal centro per una giornata, e la guida alle spiagge libere in Italia per chi, dopo una serata all’EUR, vuole allungare il viaggio fino al litorale.
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