Qube
Il Qube è una discoteca di Roma est che si trova in via di Portonaccio 212, nel quadrante fra Casal Bertone e lo scalo ferroviario di Tiburtina, a poche centinaia di metri dal nodo di Portonaccio. È uno dei locali da ballo più grandi della città, distribuito su più sale e più piani, e negli ultimi anni ha costruito la propria identità soprattutto grazie a Muccassassina, la serata queer del venerdì organizzata dal Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli, che al Qube tiene la sua stagione principale da ottobre a giugno. Nei mesi caldi l’appuntamento si sposta all’aperto, nel parco delle Terme di Caracalla, dentro la rassegna Jazz & Image, come racconta la scheda dedicata alla Muccassassina Summer Season. Il Qube resta però il luogo che ha dato forma a questa storia, e capire il locale significa in buona parte capire il percorso di quella serata, con le sue tappe precedenti, la sospensione della licenza del 2019 e il legame stretto con il Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli, l’associazione che organizza l’evento fin dal 1990 e che oggi ha sede in un altro punto della città, in via Efeso.

Dove si trova il Qube e come ci si arriva
L’indirizzo è via di Portonaccio 212, nella zona che i romani chiamano semplicemente Portonaccio, al confine fra il Municipio IV e il Municipio V, in un tratto di città segnato dalla presenza dello scalo merci ferroviario e da grandi arterie di scorrimento più che da isolati residenziali. Chi arriva in auto trova comodo l’innesto sulla tangenziale est, con uscita proprio su via di Portonaccio, oppure può percorrere via Tiburtina fino al nodo omonimo, uno degli incroci più trafficati della capitale nelle ore diurne e molto più scorrevole di sera, quando il locale è aperto. In auto dal centro storico bastano in genere venti o venticinque minuti fuori dagli orari di punta.
Con i mezzi pubblici il punto di riferimento è la stazione di Roma Tiburtina, servita dalla linea B della metropolitana e da treni regionali e a lunga percorrenza: da lì il Qube si raggiunge in pochi minuti a piedi o con le linee di autobus che percorrono via Tiburtina e via di Portonaccio. È il modo più pratico per chi arriva da fuori Roma o non vuole preoccuparsi del parcheggio, ed è la soluzione che consiglio a chi partecipa per la prima volta a una serata come Muccassassina, quando il rientro a notte fonda con i mezzi pubblici resta comunque un’incognita e l’auto o il taxi diventano l’opzione più tranquilla. Nei pressi del locale la sosta su strada è quella tipica di una zona produttiva, con pochi vincoli nelle ore serali ma anche poca illuminazione e poco passaggio: è un elemento pratico da tenere presente più che un motivo di allarme.
Un’alternativa poco usata da chi arriva da sud della città è passare per via Prenestina o via Casilina fino a raggiungere il raccordo con la tangenziale est, evitando così il tratto più congestionato di via Tiburtina nelle ore diurne: di sera, quando il Qube apre, il traffico cala comunque in modo netto su tutte le direttrici, e la scelta del percorso diventa più una questione di comodità personale che di reale necessità. Chi arriva invece dall’aeroporto di Fiumicino può contare sul treno per Roma Tiburtina e proseguire da lì come chi parte dal centro città, mentre da Ciampino conviene un trasferimento privato o un taxi fino alla stazione, perché i collegamenti diretti con questo quadrante sono meno frequenti.
Che cosa è davvero il Qube: una discoteca di grandi dimensioni nell’est della città
Il Qube nasce come discoteca commerciale generalista, pensata per ospitare pubblici diversi in serate diverse della settimana, e come tale va inquadrato prima di parlare della sua serata più conosciuta. La struttura, riportata dalle fonti come una delle più estese della città, occupa oltre tremila metri quadrati su più livelli, con sale distinte pensate per generi musicali e atmosfere differenti: un impianto pensato per far convivere, in momenti diversi, pubblici che raramente si sovrappongono. È lo schema tipico dei grandi locali da ballo dell’area metropolitana romana, più vicino per dimensioni e concezione a un impianto fieristico riconvertito che a un club di quartiere.
Quello che rende il Qube un caso particolare nel panorama cittadino è il fatto che, pur restando un locale a gestione commerciale ordinaria, sia diventato negli anni il punto fermo della serata LGBT+ più longeva d’Italia. Non è nato come locale a vocazione queer, e non lo è in senso esclusivo nemmeno oggi: lo è diventato per un venerdì alla settimana, per una parte dell’anno, grazie a un accordo fra la proprietà del locale e un’associazione che porta lì il proprio pubblico da più di un decennio. È una distinzione che vale la pena avere chiara prima di arrivare, perché aiuta a capire cosa aspettarsi e quando.
Nel panorama del clubbing romano il Qube appartiene a una categoria precisa, quella dei grandi contenitori periferici nati fra la fine degli anni ottanta e i primi duemila, un momento in cui molte discoteche storiche del centro chiudevano o si trasformavano in altro, spinte dal costo degli affitti e dai vincoli sul rumore imposti dalla vicinanza con le abitazioni. Le grandi dimensioni e la posizione decentrata, che in altri contesti sarebbero uno svantaggio, qui diventano la condizione che ha permesso al locale di sopravvivere e di ospitare, nel tempo, un pubblico ampio e composito senza gli attriti tipici di un locale incastonato in un quartiere residenziale del centro storico.
La geografia della vita notturna romana ha del resto attraversato, negli ultimi trent’anni, spostamenti simili in più direzioni: quartieri come Testaccio, Ostiense e la zona del Colosseo hanno storicamente concentrato una parte importante dei locali frequentati dalla comunità LGBTQIA+ cittadina, con nomi diventati punti di riferimento nel tempo, mentre altri indirizzi, penalizzati da chiusure, cambi di gestione o problemi di licenza, hanno lasciato spazio a nuovi luoghi. In questo quadro in continuo movimento, il Qube rappresenta un caso di stabilità relativa: nonostante l’interruzione forzata del 2019, resta da più di un decennio la sede in cui si svolge la stagione principale di Muccassassina, un dato non scontato in un settore dove il cambio di indirizzo è più la norma che l’eccezione.
Le sale e la programmazione del Qube
La struttura del Qube è pensata per funzionare come un contenitore modulare, con sale distinte che possono essere aperte insieme o separatamente a seconda della serata e dell’affluenza attesa. È un modello che permette al locale di ospitare, nella stessa settimana, pubblici molto diversi fra loro: dalle serate di musica commerciale rivolte a un pubblico più giovane, alle serate a tema che seguono generi specifici, fino appunto a Muccassassina, che nella sua versione al Qube utilizza più sale contemporaneamente per articolare la serata in ambienti musicali diversi, dalla pista principale agli spazi più raccolti pensati per momenti di spettacolo e performance.
Questa articolazione in sale multiple è comune ai grandi locali da ballo europei di dimensioni paragonabili, ed è parte del motivo per cui il Qube compare spesso, nelle cronache cittadine, come uno dei riferimenti principali quando si parla della grande discoteca romana, distinta dal club di quartiere più piccolo e monotematico. Per chi visita il locale per la prima volta vale la pena sapere che non tutte le sale sono necessariamente aperte in ogni serata, e che la configurazione può cambiare in base al tipo di evento in programma quella specifica sera.
Una curiosità su Qube
Pochi sanno che il nome della serata che ha reso celebre il locale, Muccassassina, non è nato al Qube. Prima di arrivare in via di Portonaccio la serata del Circolo Mario Mieli aveva già cambiato diverse sedi nel corso degli anni novanta e duemila, passando per l’ex Mattatoio di Testaccio, il Grigio Notte, l’ex cinema Castello, il Teatro Palladium alla Garbatella e il locale Alpheus, prima di trovare al Qube una casa stabile. Il nome del locale è quindi più recente della serata che oggi vi si identifica: quando si parla di Muccassassina si racconta una storia più lunga di quella del solo edificio di via di Portonaccio.
Un altro dettaglio che sfugge a chi conosce il Qube solo per sentito dire è che, nella sequenza delle sedi precedenti, compare anche un teatro vero e proprio, il Teatro Palladium alla Garbatella, oggi sede universitaria dell’Università Roma Tre dedicata a spettacoli, mostre e iniziative culturali: un dettaglio che racconta bene quanto la serata abbia sempre avuto un lato culturale e politico, oltre che di puro intrattenimento notturno, fin dalle sue prime edizioni.
Muccassassina: la serata che ha reso il Qube un simbolo
Muccassassina nasce come festa di autofinanziamento del Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli, l’associazione romana per i diritti delle persone LGBTQIA+ fondata nel 1983 dalla fusione di due gruppi preesistenti e intitolata alla memoria dell’attivista e scrittore Mario Mieli. La serata prende il via nel 1990 e diventa nel tempo un appuntamento fisso del venerdì notte, con un format che unisce musica da ballo, spettacolo drag, performance e serate a tema che cambiano nome e conduzione stagione dopo stagione. Il trentesimo compleanno della serata è stato celebrato il 5 gennaio 2020, con direzioni artistiche che nel corso degli anni hanno coinvolto anche figure note al grande pubblico come Vladimir Luxuria.
Il rapporto fra Muccassassina e il Qube non è stato lineare. Nel 2019 la questura di Roma ha disposto la sospensione della licenza del locale, e per alcuni mesi la serata si è dovuta appoggiare ad altri spazi cittadini, fra cui Largo Venue, l’Alibi e l’Alien, prima di tornare stabilmente al Qube il 25 ottobre dello stesso anno. Da allora l’appuntamento si tiene ogni venerdì, con un calendario che copre la parte dell’anno che va indicativamente da metà ottobre a giugno, mentre nei mesi estivi la serata cambia sede e si trasferisce all’aperto, nel parco delle Terme di Caracalla, dentro la rassegna Jazz & Image, come racconta nel dettaglio la pagina dedicata alla Muccassassina Summer Season. Il Qube, in questo schema, resta la casa storica e la sede della stagione principale, mentre l’estate segue un formato diverso, pensato per gli spazi all’aperto della città.
Il Circolo Mario Mieli: chi organizza la serata
Dietro Muccassassina, e quindi in buona parte dietro la fama stessa del Qube, si trova il Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli, una delle associazioni LGBTQIA+ più antiche e strutturate d’Italia. Nato a Roma nel 1983 dalla fusione di due realtà già attive negli anni precedenti, il gruppo Fuori! e il Collettivo Narciso, il circolo prende il nome da Mario Mieli, scrittore e attivista fra le figure di riferimento del movimento omosessuale italiano degli anni settanta, scomparso nello stesso anno della fondazione dell’associazione a lui intitolata. Da allora il circolo ha costruito un ventaglio di attività che va ben oltre la sola vita notturna: organizza eventi culturali, presentazioni di libri e dibattiti politici, ha fondato nel 2006 il Roma Rainbow Choir, un coro che raccoglie le proprie voci fra la comunità LGBTQIA+ cittadina, e dal 1989 gestisce un servizio di assistenza domiciliare per le persone malate di AIDS, affiancato da consulenze psicologiche e legali gratuite.
La sede sociale dell’associazione si trova oggi in via Efeso 2a, nei pressi della basilica di San Paolo fuori le Mura e della fermata della metropolitana Basilica San Paolo, sulla linea B, un luogo diverso e più defilato rispetto al Qube, che resta invece il palcoscenico pubblico della serata più conosciuta fra quelle organizzate dal circolo. È utile tenere distinti i due luoghi: chi cerca informazioni, supporto o vuole avvicinarsi alle attività dell’associazione al di fuori della serata del venerdì deve fare riferimento alla sede di via Efeso, non al locale di via di Portonaccio.
Il format delle serate: cosa aspettarsi da Muccassassina
Nel corso delle stagioni Muccassassina ha costruito un proprio linguaggio fatto di format ricorrenti, serate a tema che tornano di anno in anno con nomi riconoscibili dal pubblico abituale, accanto a dj set e performance dal vivo. Fra i nomi che compaiono nel calendario della serata figurano appuntamenti come Muccasantissima, una delle serate a tema più consolidate, insieme ad altri format stagionali come Abracadabra e Maledetta Primavera, pensati per scandire momenti diversi dell’anno con temi e costumi differenti. È una struttura che permette al pubblico più fedele di ritrovare, stagione dopo stagione, appuntamenti che conosce, e a chi partecipa per la prima volta di capire subito che non si tratta di una serata generica, ma di un calendario costruito con cura nel tempo.
Accanto ai format a tema, l’ossatura della serata resta quella tipica del grande club: dj set che si alternano nelle diverse sale, momenti di spettacolo con performance drag e superstar della scena queer romana, e una parte della serata dedicata più semplicemente al ballo, senza un programma fisso. È un equilibrio fra intrattenimento strutturato e libertà del pubblico che ha contribuito, insieme alla continuità nel tempo, a rendere Muccassassina un punto di riferimento anche per chi arriva da fuori Roma apposta per questa serata.
Una cosa che non ti dice nessuno su Qube
Chi arriva al Qube pensando a un locale interamente dedicato alla comunità LGBT+ resta spesso spiazzato: nella settimana ordinaria il Qube programma anche altre serate, con pubblici e generi musicali diversi, secondo il calendario tipico delle grandi discoteche commerciali romane, che cambia di stagione in stagione e non va quindi dato per scontato senza controllo diretto. È un dettaglio che raramente viene raccontato quando si parla del locale come sinonimo di Muccassassina, ma che spiega perché lo stesso indirizzo possa risultare, a seconda della sera in cui ci si presenta, un luogo dall’atmosfera completamente diversa da quella che ci si aspetta. Vale la pena verificare sempre la programmazione della serata specifica prima di organizzare la serata, piuttosto che dare per scontato che ogni venerdì funzioni allo stesso modo tutto l’anno.
Un secondo elemento poco raccontato riguarda la genesi commerciale del nome stesso del locale: il Qube non è nato come progetto legato alla comunità LGBTQIA+, ed è arrivato a ospitare Muccassassina in un momento successivo alla propria apertura, quando la serata era già alla ricerca di una sede stabile dopo gli anni passati fra teatri, cinema riconvertiti e altri locali da ballo. La relazione fra i due nomi, insomma, è più il frutto di un incontro fra esigenze pratiche, uno spazio grande disponibile e un’associazione che cercava continuità, che di un progetto pensato fin dall’inizio in questi termini.
Domande frequenti su Qube
Dove si trova il Qube?
Il Qube si trova in via di Portonaccio 212, a Roma, nel quadrante fra Casal Bertone e lo scalo ferroviario di Tiburtina, a pochi minuti dalla stazione di Roma Tiburtina. Chi arriva in auto trova comodo l'innesto sulla tangenziale est, con uscita proprio su via di Portonaccio.
Che cos'è il Qube?
Il Qube è una discoteca commerciale generalista di grandi dimensioni, che occupa oltre tremila metri quadrati su più livelli con sale distinte pensate per generi musicali e atmosfere differenti. Nella settimana ordinaria propone serate diverse per pubblici diversi, secondo il calendario tipico delle grandi discoteche romane.
Il Qube è un locale solo per la comunità LGBT+?
No. Il Qube è una discoteca commerciale generalista che nella settimana ordinaria programma serate diverse per pubblici diversi; diventa il punto di riferimento della comunità LGBTQIA+ romana in particolare il venerdì, quando ospita la serata Muccassassina.
Che cos'è Muccassassina?
Muccassassina è la serata organizzata dal Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli, nata nel 1990 come festa di autofinanziamento e diventata nel tempo un appuntamento fisso del venerdì notte al Qube, con un format che unisce musica, spettacolo drag e socialità in uno spazio pensato per la comunità LGBTQIA+ romana.
Chi organizza Muccassassina?
Dietro Muccassassina si trova il Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli, una delle associazioni LGBTQIA+ più antiche e strutturate d'Italia, nata a Roma nel 1983 dalla fusione dei gruppi Fuori! e Collettivo Narciso e intitolata all'attivista e scrittore Mario Mieli. Il circolo offre dal 1989 assistenza domiciliare alle persone malate di AIDS e servizi di consulenza gratuiti.
Quando si tiene Muccassassina al Qube?
Muccassassina si tiene stabilmente al Qube ogni venerdì sera, indicativamente da metà ottobre a giugno. Nei mesi estivi, da fine giugno a settembre, l'appuntamento non si tiene al Qube ma si sposta in altre sedi stagionali.
Il Qube ha sempre ospitato Muccassassina in via di Portonaccio?
No: prima di arrivare stabilmente al Qube la serata Muccassassina aveva già cambiato diverse sedi fra gli anni Novanta e Duemila, passando per l'ex Mattatoio di Testaccio, il Grigio Notte, l'ex cinema Castello, il Teatro Palladium alla Garbatella e il locale Alpheus. Nel 2019 la questura di Roma dispose la sospensione della licenza del Qube, e la serata tornò stabilmente il 25 ottobre 2019.
Cosa c'è vicino al Qube?
Nei pressi del Qube, in direzione del quartiere di San Lorenzo, si trova la basilica di San Lorenzo fuori le Mura, una delle sette chiese giubilari di Roma e luogo di sepoltura di più pontefici, oltre a spazi di aggregazione nati dal basso nella zona.
Il consiglio che ti do per visitare Qube
Se l’obiettivo è vivere Muccassassina, il primo consiglio è organizzare la serata sapendo che si tratta di un evento con una propria identità comunitaria, nato per offrire uno spazio sicuro alla comunità LGBTQIA+ romana: chiunque vi partecipi, a prescindere dal proprio orientamento, dovrebbe farlo con lo stesso rispetto che si porterebbe in qualunque altro luogo di socialità altrui, senza atteggiamenti da spettatore curioso. Informarsi in anticipo su eventuali modalità di ingresso, tessere associative richieste e orari aggiornati evita sorprese sul posto, perché queste condizioni possono cambiare da una stagione all’altra e vanno sempre verificate sui canali ufficiali della serata piuttosto che su fonti di seconda mano.
Sul piano pratico, la raccomandazione più utile riguarda il rientro: la zona di Portonaccio, fuori dagli orari di lavoro pendolare, si svuota rapidamente, e a notte fonda conviene aver già organizzato un passaggio, un taxi o un’auto a noleggio con conducente piuttosto che contare su un mezzo pubblico dell’ultimo minuto. Per chi arriva da fuori Roma e vuole costruire attorno alla serata anche una parte più turistica del soggiorno, un accompagnatore che conosca la città aiuta a distribuire meglio le energie della giornata: è il tipo di supporto che offre la redazione di TourLeaderPro, a cui ci si può rivolgere per organizzare un itinerario su misura nei giorni che precedono la serata.
Un ultimo consiglio riguarda il gruppo: se si organizza una serata al Qube con amici che arrivano da città diverse, conviene fissare un punto di ritrovo chiaro alla stazione di Tiburtina prima ancora di muoversi verso il locale, perché all’interno, con la musica alta e più sale in contemporanea, ritrovarsi può richiedere più tempo del previsto. È un accorgimento banale, ma è quello che fa davvero la differenza fra una serata organizzata e una passata a cercarsi nel buio.
Un ultimo aspetto pratico riguarda il budget della serata: come in tutte le grandi discoteche romane, i costi di ingresso, consumazione e guardaroba possono cambiare in base alla serata, all’orario di arrivo e a eventuali liste o promozioni attive in quel momento, e non hanno senso se riportati come cifra fissa in una guida generale come questa. Conviene sempre informarsi sui canali ufficiali della serata nei giorni immediatamente precedenti, così da programmare la spesa senza sorprese e con un margine per il rientro a fine nottata.
Portonaccio e lo scalo ferroviario: il quadrante che circonda il Qube
Il contesto urbano attorno al Qube racconta una Roma diversa da quella dei rioni centrali. Portonaccio è un nodo di traffico e di infrastrutture prima ancora che un quartiere nel senso tradizionale del termine: vi convergono via Tiburtina, la tangenziale est e un ampio scalo ferroviario legato alla vicina stazione di Tiburtina, che è oggi uno dei principali hub ferroviari della capitale per l’alta velocità e per i collegamenti regionali. È un’area a vocazione produttiva e infrastrutturale, cresciuta nel Novecento attorno alla ferrovia e alle attività industriali che la ferrovia stessa portava con sé, e che solo in tempi più recenti ha visto affiancarsi funzioni commerciali e di intrattenimento come quella del Qube.
Capire questo contesto aiuta a leggere meglio anche la scelta di posizionare qui un locale da seimila persone: si tratta di uno spazio che, per dimensioni e per rumorosità, ha bisogno di un quadrante con vincoli residenziali limitati, ed è esattamente ciò che offre un’area come questa, incastonata fra scalo ferroviario e grandi assi di scorrimento. È un aspetto poco romantico ma concreto, ed è parte della ragione per cui il Qube si trova esattamente qui e non in uno dei quartieri più centrali della città.
La stessa stazione di Tiburtina, punto di riferimento per chi raggiunge il Qube con i mezzi pubblici, ha attraversato negli ultimi quindici anni una trasformazione profonda: da vecchio scalo ferroviario secondario è diventata uno dei principali hub della città, con una struttura moderna in vetro e acciaio inaugurata progressivamente fra il 2011 e il 2016, pensata per gestire il traffico dell’alta velocità e alleggerire Roma Termini. Questo processo ha portato negli anni anche nuovi flussi di persone nel quadrante di Portonaccio, senza però modificarne in modo sostanziale la vocazione produttiva, che resta oggi come allora la caratteristica principale della zona.
Anche il nome stesso della zona racconta qualcosa di questa identità periferica. Portonaccio, secondo la tradizione locale, richiama un vecchio portone o varco lungo una delle strade di accesso alla città in epoca più antica, un elemento pratico più che monumentale, e il suffisso dispregiativo che chiude il toponimo suggerisce già di per sé un luogo pensato per il passaggio e il lavoro più che per la rappresentanza. È una piccola coerenza fra il nome e la funzione che il quadrante ha mantenuto nel tempo, dallo scalo ferroviario ottocentesco fino alle attività industriali e logistiche di oggi.
Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato
Tutti sanno, o credono di sapere, che Muccassassina sia la serata gay più famosa di Roma. Quello che si tende a dimenticare è che si tratta prima di tutto di un evento di autofinanziamento: nasce per sostenere le attività del Circolo Mario Mieli, che dal 1989 offre assistenza domiciliare alle persone malate di AIDS e gestisce servizi di consulenza psicologica e legale gratuiti per la comunità LGBTQIA+ romana. Il biglietto pagato all’ingresso del Qube, in altre parole, non finanzia soltanto una notte di musica, ma sostiene un’associazione che da oltre quarant’anni lavora su fronti molto concreti, dalla difesa dei diritti civili all’assistenza sanitaria, con una sede sociale che oggi si trova in via Efeso, nei pressi della basilica di San Paolo fuori le Mura.
Questo aspetto rende Muccassassina un caso interessante anche dal punto di vista economico: è un evento a scopo di autofinanziamento che si appoggia su un locale a gestione commerciale, una formula ibrida che permette all’associazione di raggiungere un pubblico molto più ampio di quello che potrebbe intercettare con eventi organizzati direttamente nella propria sede, e che al tempo stesso dà al Qube, per una notte alla settimana, un’identità che nessuna altra discoteca romana di dimensioni paragonabili ha saputo costruire con la stessa continuità nel tempo.
Vale la pena aggiungere che questo modello, un’associazione che organizza una serata di autofinanziamento dentro un locale commerciale di terzi, non è affatto scontato nel panorama delle organizzazioni LGBTQIA+ italiane, molte delle quali si appoggiano a spazi più piccoli o a eventi occasionali proprio per la difficoltà di trovare un locale disposto a garantire continuità nel tempo. La relazione fra il Circolo Mario Mieli e il Qube, pur con l’interruzione del 2019, ha retto per più di un decennio, ed è oggi uno dei rapporti più stabili di questo tipo esistenti in Italia fra un’associazione LGBTQIA+ e un grande locale da ballo a gestione commerciale.
La foto giusta da fare a Qube
La foto che racconta meglio il Qube non è quella dentro le sale, spesso troppo buie e affollate per rendere bene, ma quella all’esterno, nel momento in cui la fila si forma davanti all’ingresso: il contrasto fra l’architettura anonima e industriale dell’edificio, tipica di un capannone riconvertito, e i colori, i costumi e le bandiere arcobaleno di chi aspetta di entrare per Muccassassina è l’immagine che restituisce con più forza cosa succede, per una notte alla settimana, in un angolo di città che il resto dei giorni ha tutt’altra vocazione. È uno scatto che vale la pena fare con discrezione, senza inquadrare volti di sconosciuti senza il loro consenso, perché per molte delle persone in fila quella serata è anche uno spazio di libertà che merita rispetto prima ancora che documentazione.
Un secondo scatto, meno scontato ma altrettanto efficace, è quello che si può fare dal marciapiede opposto, con la struttura del locale inquadrata insieme al traffico dei tir e dei mezzi pesanti che di giorno percorrono via di Portonaccio: è l’immagine che racconta meglio il doppio volto di questo indirizzo, capannone industriale per sei giorni alla settimana e, il venerdì sera, punto di ritrovo per migliaia di persone.
Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia
Fra le tappe che hanno segnato la storia recente del locale in relazione a Muccassassina, tre meritano di essere ricordate con le loro date. Nel 2019 la questura di Roma dispone la sospensione della licenza del Qube, costringendo la serata a un periodo di sedi provvisorie fra Largo Venue, l’Alibi e l’Alien. Il 25 ottobre 2019 Muccassassina torna stabilmente al Qube, segnando la ripresa della stagione nella sede che ancora oggi la ospita da ottobre a giugno. Il 5 gennaio 2020 la serata celebra il proprio trentesimo compleanno, un traguardo che la conferma come uno degli appuntamenti LGBT+ più longevi del panorama italiano. Più di recente, il 4 ottobre 2024 ha preso il via al Qube la trentacinquesima stagione della serata, mentre la trentaseiesima, dal titolo Disco Drama, ha aperto la propria edizione estiva il 26 giugno 2026 negli spazi all’aperto delle Terme di Caracalla.
Chi è passato da Qube
Nella storia di Muccassassina al Qube si intrecciano nomi legati soprattutto alla direzione artistica e alla conduzione delle serate, oltre che al mondo della musica da ballo e dello spettacolo drag che caratterizza il format. Fra le figure pubbliche che nel tempo hanno avuto un ruolo nella direzione artistica della serata compare Vladimir Luxuria, conduttrice, autrice e attivista, la cui presenza ha contribuito a portare l’evento all’attenzione di un pubblico più ampio di quello abituale del clubbing romano. Accanto ai nomi noti, la storia della serata è fatta soprattutto delle migliaia di persone, artiste, artisti e attiviste della comunità LGBTQIA+ romana e non solo, che negli anni hanno reso il venerdì del Qube un appuntamento fisso della propria settimana.
Vale la pena ricordare anche che, essendo Muccassassina un evento di autofinanziamento nato all’interno del movimento LGBTQIA+ italiano, il suo pubblico storico comprende generazioni diverse di attiviste e attivisti che hanno attraversato le battaglie per i diritti civili degli ultimi tre decenni: dalle prime edizioni negli anni novanta, in un’Italia in cui la visibilità della comunità era molto più limitata di oggi, fino alle stagioni più recenti al Qube, la serata ha funzionato anche come luogo di trasmissione di una memoria collettiva, oltre che come semplice occasione di svago.
Quando andare a Qube e quando evitarlo
Chi cerca specificamente Muccassassina deve muoversi entro la finestra stagionale della serata, che copre indicativamente il periodo da metà ottobre a giugno, con appuntamento fisso ogni venerdì sera al Qube: è questo l’arco di tempo in cui la serata si tiene stabilmente in via di Portonaccio. Nei mesi estivi, da fine giugno a settembre, l’appuntamento non si tiene al Qube ma si sposta nel parco delle Terme di Caracalla dentro la rassegna Jazz & Image, quindi chi punta specificamente al locale di Portonaccio in piena estate rischia di trovare una programmazione diversa da quella che cercava. Per la programmazione delle altre serate della settimana, non legate a Muccassassina, conviene sempre verificare il calendario aggiornato prima di organizzare la visita, perché cambia con maggiore frequenza e non è materia di questa guida generale sul locale.
Dentro la stessa stagione, alcuni periodi meritano un’attenzione particolare. Le prime settimane dopo la riapertura di metà ottobre coincidono spesso con l’inaugurazione ufficiale della nuova stagione della serata, un momento che tende a richiamare più pubblico del solito e che vale la pena programmare con qualche giorno di anticipo. Il periodo natalizio, con le festività che spezzano il calendario, può invece portare a variazioni occasionali rispetto all’appuntamento fisso del venerdì, così come la primavera, quando il calendario si avvicina alla chiusura della stagione al chiuso e alla transizione verso il formato estivo a Caracalla: in entrambi i casi conviene verificare la programmazione delle settimane specifiche piuttosto che dare per scontata la regolarità dell’appuntamento.
Cosa c’è intorno a Qube
Il quadrante che circonda il Qube non è un’area turistica nel senso classico, ma offre alcuni punti di interesse per chi vuole allungare la serata o la giornata. In direzione del centro, verso il quartiere di San Lorenzo, si trovano la basilica di San Lorenzo fuori le Mura, una delle sette chiese giubilari di Roma e luogo di sepoltura di più pontefici, e alcuni spazi di aggregazione nati dal basso come il Container San Lorenzo e la Palestra Popolare San Lorenzo, oltre al parco urbano del Castagneto Prenestino. Nello stesso quartiere torna ogni anno anche il Festival del Cinema di San Lorenzo, una rassegna che racconta la storia recente di questo pezzo di città. Per chi vuole invece un confronto con un’altra pagina storica del clubbing romano, più vicina al centro e legata a un’epoca diversa, vale la visita al Piper Club, la discoteca che negli anni sessanta ha cambiato il modo di ballare a Roma e che ancora oggi resta un punto di riferimento della vita notturna cittadina.
Chi vuole allungare la visita nello stesso quadrante verso l’area universitaria può raggiungere in pochi minuti la Città Universitaria della Sapienza, con i suoi musei minori spesso trascurati dai grandi itinerari, come la Gipsoteca dell’Arte Classica e il MLAC, il Museo Laboratorio d’Arte Contemporanea. Poco distante, verso il quartiere Tiburtino, si trova anche il monumentale Cimitero del Verano, uno dei più grandi e antichi cimiteri monumentali d’Europa, tappa che si presta a una visita diurna prima di dedicare la sera al Qube.
Il quartiere San Lorenzo, in particolare, merita una visita autonoma indipendentemente dalla serata al Qube: nato come quartiere operaio a fine Ottocento e pesantemente colpito dai bombardamenti alleati del luglio 1943, è oggi un’area a forte vocazione studentesca, grazie alla vicinanza con la Sapienza, con una concentrazione di locali, librerie indipendenti e spazi culturali autogestiti che raccontano una storia sociale diversa da quella del quadrante di Portonaccio ma non lontana nello spirito. Muoversi fra i due quartieri in una stessa giornata, magari con una sosta pomeridiana a San Lorenzo prima di raggiungere il Qube in serata, è un modo per dare un senso più ampio alla visita in questa parte meno battuta della città.
Per chi arriva da fuori Roma e vuole organizzare l’intero soggiorno, comprese le tappe più turistiche del centro storico, conviene affiancare a questa parte della città anche un itinerario più classico: la guida in inglese di ItalyPlanner.com aiuta a orientarsi fra i monumenti principali, mentre chi organizza un tour privato con accompagnatore può rivolgersi alla redazione di TourLeaderPro per costruire un itinerario che unisca i grandi classici della città a quartieri come questo, meno frequentati ma altrettanto significativi per capire Roma nella sua interezza.
Sicurezza, rispetto e spazio queer: come vivere la serata
Muccassassina non nasce come attrazione turistica, ma come spazio pensato prima di tutto per la comunità LGBTQIA+ romana, e questo va tenuto presente da chiunque decida di parteciparvi senza farne parte in senso stretto. Non significa che il pubblico eterosessuale non sia benvenuto, tanto più che la serata è aperta e conosciuta ben oltre i confini della comunità che l’ha creata, ma significa comportarsi con la consapevolezza di essere ospiti in un luogo che per molte persone rappresenta uno dei pochi contesti in cui possono vivere apertamente la propria identità senza doversi giustificare o nascondere. Un atteggiamento rispettoso, che eviti commenti fuori luogo, sguardi insistenti o un uso disinvolto della macchina fotografica, fa la differenza fra un’esperienza positiva per tutti e un fastidio per chi quello spazio lo vive ogni settimana.
Sul piano pratico, chi si sente a disagio o osserva comportamenti scorretti durante la serata può sempre rivolgersi al personale di sicurezza del locale, che nella gestione di eventi come questo è generalmente formato per intervenire su episodi di questo tipo. Vale inoltre la pena ricordare che il Circolo Mario Mieli, oltre a organizzare la serata, offre anche servizi di ascolto e supporto attraverso la propria sede di via Efeso, un riferimento utile non solo per chi cerca assistenza specifica ma anche per chi vuole approfondire, al di fuori del contesto della discoteca, le attività dell’associazione che organizza Muccassassina.
Domande veloci su Qube
Dove si trova il Qube?
In via di Portonaccio 212, a Roma, nel quadrante fra Casal Bertone e lo scalo ferroviario di Tiburtina, a pochi minuti dalla stazione di Roma Tiburtina.
Il Qube è un locale solo per la comunità LGBT+?
No. È una discoteca commerciale generalista che nella settimana ordinaria programma serate diverse per pubblici diversi; diventa il punto di riferimento della comunità LGBTQIA+ romana in particolare il venerdì, quando ospita Muccassassina.
Che cos’è Muccassassina?
È la storica serata queer organizzata dal Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli, nata nel 1990 come festa di autofinanziamento dell’associazione e diventata negli anni uno degli appuntamenti LGBT+ più longevi d’Italia.
Muccassassina si tiene tutto l’anno al Qube?
No. La stagione al Qube copre indicativamente il periodo da metà ottobre a giugno; nei mesi estivi l’appuntamento si sposta all’aperto, nel parco delle Terme di Caracalla, dentro la rassegna Jazz & Image.
Muccassassina è nata al Qube?
No. Prima di arrivare al Qube la serata aveva già cambiato più sedi, fra cui l’ex Mattatoio di Testaccio, il Grigio Notte, l’ex cinema Castello, il Teatro Palladium e il locale Alpheus.
È vero che il Qube ha avuto problemi con la licenza?
Sì. Nel 2019 la questura di Roma ha disposto la sospensione della licenza del locale, e Muccassassina si è appoggiata per alcuni mesi ad altre sedi cittadine prima di tornare stabilmente al Qube il 25 ottobre 2019.
Come si arriva al Qube senza auto?
Il punto di riferimento è la stazione di Roma Tiburtina, servita dalla metro B e da treni regionali e a lunga percorrenza, da cui il locale si raggiunge in pochi minuti a piedi o con le linee di autobus che percorrono via Tiburtina e via di Portonaccio.
Serve una tessera associativa per entrare a Muccassassina?
Le condizioni di ingresso, comprese eventuali tessere associative, possono cambiare da una stagione all’altra: conviene sempre verificarle sui canali ufficiali della serata prima di organizzare la visita.
Che cos’è il Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli?
È l’associazione romana per i diritti delle persone LGBTQIA+, fondata a Roma nel 1983 dalla fusione di due gruppi preesistenti e intitolata alla memoria dell’attivista e scrittore Mario Mieli; organizza fra l’altro Muccassassina, assistenza domiciliare per persone malate di AIDS e servizi di consulenza psicologica e legale.
Quanto è grande il Qube?
Le fonti descrivono il locale come una delle discoteche più estese della città, con oltre tremila metri quadrati distribuiti su più sale e più piani dedicati a generi musicali diversi.
Chi ha curato la direzione artistica di Muccassassina nel tempo?
La direzione artistica è cambiata più volte negli anni; fra le figure pubbliche che vi sono state coinvolte compare Vladimir Luxuria.
Si può cenare vicino al Qube prima della serata?
La zona di Portonaccio ha una vocazione prevalentemente produttiva e infrastrutturale, con un’offerta di ristorazione più legata al pranzo dei lavoratori che alla cena serale: per una cena vera e propria conviene orientarsi verso i quartieri limitrofi come San Lorenzo, meglio serviti sotto questo aspetto.
Il Qube è raggiungibile in taxi a fine serata?
Sì, ed è la soluzione più pratica: a notte fonda la zona si svuota e conviene aver già organizzato il rientro con un taxi o un’auto piuttosto che contare su un mezzo pubblico dell’ultimo minuto.
Il nome Qube ha un significato particolare?
Il nome richiama la forma geometrica del cubo, comune nel naming dei grandi locali da ballo europei; non risultano fonti che ne attribuiscano un significato ulteriore legato specificamente alla storia dell’edificio.
Che differenza c’è fra la stagione al Qube e la Summer Season a Caracalla?
La stagione al Qube si svolge al chiuso, da metà ottobre a giugno, mentre la Summer Season si tiene all’aperto, nel parco delle Terme di Caracalla, con un formato pensato per gli spazi archeologici e le sere d’estate.
Dove ha sede il Circolo Mario Mieli?
La sede sociale dell’associazione si trova in via Efeso 2a, a Roma, nei pressi della basilica di San Paolo fuori le Mura e della fermata Basilica San Paolo della metropolitana linea B; è un indirizzo distinto dal Qube, che resta invece il luogo dove si tiene la serata del venerdì.
Quando è nato il Circolo Mario Mieli?
Nel 1983, a Roma, dalla fusione di due gruppi già attivi negli anni precedenti, il gruppo Fuori! e il Collettivo Narciso; il nome ricorda l’attivista e scrittore Mario Mieli, scomparso nello stesso anno.
Quali altre attività organizza il Circolo Mario Mieli oltre a Muccassassina?
Organizza eventi culturali, presentazioni di libri e dibattiti politici, gestisce dal 1989 un servizio di assistenza domiciliare per persone malate di AIDS, offre consulenze psicologiche e legali gratuite e ha fondato nel 2006 il Roma Rainbow Choir.
C’è un dress code per entrare al Qube durante Muccassassina?
Le regole di accesso, compreso un eventuale dress code, possono variare da una stagione all’altra e vanno verificate sui canali ufficiali della serata prima della visita; in generale le serate a tema del genere invitano a un abbigliamento più creativo del solito, senza che questo sia un obbligo per il pubblico.
Quanti anni ha compiuto Muccassassina?
La serata ha festeggiato il trentesimo compleanno il 5 gennaio 2020 e, secondo la numerazione delle stagioni, ha aperto la trentacinquesima edizione al Qube il 4 ottobre 2024 e la trentaseiesima, chiamata Disco Drama, nella sua versione estiva a Caracalla il 26 giugno 2026.
Il Qube è vicino ad altri locali notturni?
Il quadrante di Portonaccio non è un’area storicamente associata alla vita notturna romana come lo sono Testaccio, Ostiense o il centro storico; il Qube rappresenta in questo senso un caso isolato più che parte di una zona di locali.
Qual è il modo migliore per raggiungere il Qube da fuori Roma?
Arrivare in treno alla stazione di Roma Tiburtina è la soluzione più pratica, perché evita il problema del parcheggio e mette a poca distanza a piedi o in autobus l’ingresso del locale, sia all’andata sia, soprattutto, al rientro a fine serata.
L’ingresso al Qube è riservato ai maggiorenni?
Come nella generalità delle discoteche italiane, l’accesso è riservato ai maggiorenni; per condizioni specifiche legate a singole serate conviene comunque verificare le indicazioni ufficiali prima di organizzare la visita.
Si possono fare foto e video dentro il Qube durante Muccassassina?
Le politiche su foto e video possono variare da una serata all’altra e sono comunicate di norma all’ingresso o sui canali ufficiali dell’evento; in ogni caso, anche dove consentito, vale la regola generale di non riprendere altre persone senza il loro consenso, soprattutto in un contesto che per molti è anche uno spazio privato di libertà.
Che cosa significa il nome Muccassassina?
È un nome gergale nato all’interno della comunità che ha promosso la serata fin dalle prime edizioni, entrato nell’uso comune come marchio riconoscibile della festa organizzata dal Circolo Mario Mieli; non va confuso con il nome del locale che oggi la ospita.
Quali format ricorrono nel calendario di Muccassassina?
Nel corso delle stagioni sono comparsi diversi format a tema, fra cui Muccasantissima, Abracadabra e Maledetta Primavera, accanto ai consueti dj set e alle performance drag che caratterizzano la serata ogni venerdì.
Il Qube ospita eventi diversi da Muccassassina durante la settimana?
Sì: essendo una discoteca commerciale generalista, il locale programma anche altre serate rivolte a pubblici diversi, con un calendario che va sempre verificato in modo specifico perché cambia più spesso di quello, ormai consolidato, del venerdì di Muccassassina.
Quali sono i quartieri storicamente legati alla vita notturna LGBTQIA+ di Roma?
Testaccio, Ostiense e la zona del Colosseo hanno concentrato nel tempo buona parte dei locali frequentati dalla comunità cittadina; il Qube, nel quadrante di Portonaccio, rappresenta in questo senso un caso a parte, legato più alla continuità di una singola serata che a una tradizione di zona.
Che cos’è il Roma Rainbow Choir?
È il coro fondato nel 2006 dal Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli, che raccoglie voci della comunità LGBTQIA+ romana e si esibisce in occasioni pubbliche legate alle attività dell’associazione.
Cosa fare se non si è mai stati a una serata come Muccassassina?
Conviene informarsi in anticipo su orari, eventuali modalità di ingresso e programmazione della serata specifica, arrivare con un gruppo o comunque in compagnia, organizzare il rientro prima di partire e affrontare la serata con la stessa apertura e lo stesso rispetto che si porterebbe in qualunque altro contesto sociale non proprio.
Il Qube è collegato alla rete Cotral o solo al trasporto pubblico romano?
Il locale è raggiungibile principalmente con la rete urbana di Roma, a partire dalla stazione di Tiburtina; chi arriva da fuori città con i collegamenti extraurbani Cotral deve comunque appoggiarsi alla rete cittadina per l’ultimo tratto fino a via di Portonaccio.
Perché Muccassassina si sposta a Caracalla in estate?
Il formato estivo sfrutta gli spazi all’aperto del parco delle Terme di Caracalla, coerenti con la stagione calda e con il calendario della rassegna Jazz & Image, mentre il Qube resta la sede della stagione al chiuso da metà ottobre a giugno.
Esistono altre serate storiche del Circolo Mario Mieli oltre a Muccassassina?
Muccassassina è la serata più conosciuta e longeva organizzata dall’associazione, ma il circolo porta avanti nel tempo anche altre iniziative culturali, sociali e di sensibilizzazione che non hanno la stessa cadenza settimanale e la stessa visibilità pubblica.
Il pubblico di Muccassassina è solo romano?
No: nel corso delle stagioni la serata ha costruito una fama che va oltre la città, e non è raro incontrare pubblico arrivato da altre regioni italiane o dall’estero, in particolare in occasione delle serate a tema più conosciute o degli anniversari della serata.
Conviene prenotare in anticipo per Muccassassina?
Nelle serate con maggiore affluenza attesa, come l’apertura di stagione o le serate a tema più conosciute del calendario, prenotare o informarsi in anticipo sulle modalità di accesso riduce il rischio di attese lunghe in fila; per le serate ordinarie del venerdì l’organizzazione richiesta è in genere minore.
Il Qube ha un guardaroba?
Come la maggior parte delle grandi discoteche romane, il locale mette a disposizione un servizio di guardaroba a pagamento, utile soprattutto nei mesi più freddi della stagione al chiuso, da metà ottobre a marzo.
Guardando alla storia del Qube, il giudizio è che questo locale rappresenti un caso raro: un edificio nato per la vita notturna generalista che, per una notte alla settimana e per gran parte dell’anno, diventa lo spazio simbolico di una comunità intera. Non è un museo e non è un monumento, ma nel suo piccolo racconta un pezzo di storia sociale della città che vale la pena conoscere anche solo leggendola, a prescindere dal fatto che si decida o meno di parteciparvi di persona.
Quello che colpisce, ripercorrendo le tappe di questa storia dalla fondazione del Circolo Mario Mieli nel 1983 fino alla stagione più recente al Qube, è la continuità con cui una serata nata come semplice evento di autofinanziamento sia riuscita ad attraversare quattro decenni, più sedi, una sospensione della licenza e un cambio radicale di formato fra inverno e estate, senza perdere il proprio pubblico. È una continuità che dice qualcosa non solo sulla capacità organizzativa dell’associazione che la promuove, ma anche sul bisogno reale, da parte di una parte della città, di avere uno spazio fisso in cui ritrovarsi. Il Qube, con la sua architettura anonima da capannone industriale, è diventato negli anni il contenitore di questo bisogno, e per chi si interessa alla storia sociale recente di Roma, più che alla sola vita notturna, resta un indirizzo che vale la pena conoscere, anche solo per capire come un edificio nato per la musica commerciale possa finire per rappresentare, per una parte della città, molto di più di una semplice discoteca.
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