AccediIl mio viaggio

Adélaïde Ferrière per la Filarmonica Romana al Teatro Argentina — 4 febbraio 2027

In breve. La percussionista francese Adélaïde Ferrière suona per l'Accademia Filarmonica Romana giovedì 4 febbraio 2027 alle 21:00 al Teatro Argentina, Largo di Torre Argentina 52, nel centro storico di Roma.

La percussionista francese Adélaïde Ferrière suona per l'Accademia Filarmonica Romana giovedì 4 febbraio 2027 alle 21:00 al Teatro Argentina, Largo di Torre Argentina 52, nel centro storico di Roma. Il programma è un viaggio nella musica per percussioni del XX e del XXI secolo, con pagine di Philip Glass, Meredith Monk, Andrew Thomas, Carlos Roque Alsina, Agata Zubel, Javier Álvarez, Keiko Abe, John Psathas ed Emmanuel Séjourné. Il teatro si raggiunge con il tram 8, fermata Torre Argentina, con le numerose linee di autobus che attraversano il largo o a piedi dal Pantheon e da piazza Venezia; le stazioni della metro B più vicine sono Colosseo e Circo Massimo. I prezzi sono pubblicati sul circuito di prevendita autorizzato a cui rimanda la pagina ufficiale del concerto sul sito della Filarmonica; i biglietti si acquistano da lì o alla biglietteria del teatro.

Il Teatro Argentina, sede del concerto di Adélaïde Ferrière per la Filarmonica Romana
Il Teatro Argentina, sede del concerto di Adélaïde Ferrière per la Filarmonica Romana Foto: Foto: Blackcat, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons

Marimba e percussioni: una sola musicista al centro di un palco pieno di strumenti, in una sala del Settecento nata per l'opera. Dopo il debutto romano del marzo 2025, accolto da un pubblico numeroso, Ferrière torna per la Filarmonica con un programma che attraversa il Novecento e arriva alla musica di oggi.

Adélaïde Ferrière al Teatro Argentina: data, orario e biglietti

Il concerto di Adélaïde Ferrière è in programma giovedì 4 febbraio 2027 alle 21:00 al Teatro Argentina, nella stagione 2026/2027 dell'Accademia Filarmonica Romana. È una data unica.

L'orario

Le 21:00 sono l'orario abituale dei concerti serali della Filarmonica all'Argentina. La durata complessiva non è indicata; con nove autori in programma, la serata ha la misura di un recital completo.

I biglietti

Dalla pagina del concerto sul sito della Filarmonica, il pulsante di acquisto porta al circuito di prevendita autorizzato, dove sono indicati prezzi e settori. In alternativa ci si può rivolgere alla biglietteria del Teatro Argentina. Chi pensa di seguire più appuntamenti trova sul sito della Filarmonica la sezione dedicata agli abbonamenti.

La serie all'Argentina

Il recital di Ferrière fa parte della serie che la Filarmonica tiene all'Argentina in questa stagione, aperta il 5 novembre da I Solisti della Filarmonica con la Quarta di Mahler e proseguita con il recital della pianista Anna Fedorova. Una settimana dopo, l'11 febbraio, nella stessa sala il baritono Thomas Oliemans porta la Winterreise di Schubert.

Il programma: percussioni dal Novecento a oggi

Il programma di Adélaïde Ferrière per la Filarmonica comprende Opening di Philip Glass, Railroad di Meredith Monk, Merlin di Andrew Thomas, Reflets di Carlos Roque Alsina, Monodrum di Agata Zubel, Temazcal di Javier Álvarez, Marimba d'amore di Keiko Abe, One Study, One Summary di John Psathas e, di Emmanuel Séjourné, «Elyl & Tap» e «Attraction».

Glass e Monk

Il recital si apre con Opening di Philip Glass e Railroad di Meredith Monk, due autori americani. Di Monk la Filarmonica ricorda il Leone d'oro alla carriera ricevuto alla Biennale di Venezia 2025: un riconoscimento recente, che dà a questa scelta un sapore di attualità.

Il cuore del programma

Il messicano Javier Álvarez è presente con Temazcal, Agata Zubel con Monodrum, Carlos Roque Alsina con Reflets, Andrew Thomas con Merlin. Sono pagine meno note al grande pubblico, e proprio per questo il cuore della serata: il repertorio che un solista di percussioni costruisce brano per brano.

Marimba d'amore

La marimba è lo strumento con cui Ferrière è diventata celebre, e il programma le dedica pagine specifiche: Marimba d'amore di Keiko Abe, e la musica di Emmanuel Séjourné, che chiude il programma. One Study, One Summary di John Psathas completa il quadro.

Una nota sul programma

Le fonti della Filarmonica non concordano su un nome: l'elenco dei brani indica Marimba d'amore di Keiko Abe, mentre il testo di presentazione cita la giapponese Michio Kitazume. Il programma definitivo sarà quello distribuito in sala.

Il senso del percorso

La Filarmonica presenta il concerto come una scoperta del vivace mondo delle percussioni nella musica d'oggi. A nostro giudizio è la definizione giusta: pochi recital solistici, a Roma, mettono insieme in una sola serata autori americani, europei, giapponesi e latinoamericani.

Chi è Adélaïde Ferrière

Adélaïde Ferrière è una percussionista e marimbista francese nata a Digione nel 1996: a vent'anni ha vinto la Victoire de la Musique Classique come rivelazione solista strumentale, e nel 2026 ha ricevuto lo stesso premio come solista strumentale dell'anno.

La formazione

Ha cominciato a otto anni pianoforte e percussioni al Conservatorio di Digione, nella classe del padre, Didier Ferrière. A quindici anni è entrata al Conservatorio nazionale superiore di Parigi nella classe di Michel Cerutti, dove ha conseguito il master con le congratulazioni della giuria nel 2017; nel 2016 ha studiato al Royal College of Music di Londra con Samuel Walton.

I premi

Nel 2014 ha vinto l'Annelie Prize al Concorso internazionale di percussioni Tromp nei Paesi Bassi; nel 2015 il Grand Prix, il premio del pubblico e altri riconoscimenti al concorso FMAJI di Parigi; nel 2017 la Victoire de la Musique Classique come rivelazione e il primo premio al Virtuoso International Competition di Salisburgo. Nel 2026 è arrivata la seconda Victoire.

Il repertorio

Familiare con la musica contemporanea quanto con quella classica, suona alla marimba Bach, Rameau e Piazzolla. Nel 2019 ha registrato in video la sua versione per marimba della Rhapsody in Blue di Gershwin sopra i tetti di New York. Ha suonato con l'Orchestra filarmonica di Radio France diretta da George Benjamin e con orchestre di tutta la Francia; nel 2022 è stata artista associata dell'Orchestre des Pays de Savoie.

Il festival e il Concerto di Parigi

Dal 2022 dirige il festival Musique en Chambertin, succedendo a Thierry Caens. Il 13 luglio 2026 ha suonato con l'Orchestre National de France al Concerto di Parigi il Concerto per percussioni di Fazil Say, scritto per Martin Grubinger.

I dischi

Ha inciso per Evidence Classics un album di musica contemporanea con pagine di Hurel, Mantovani, Donatoni, Bennett e Xenakis (2020), la Ciaccona di Bach nella trascrizione di Busoni (2022), un Fandango di Soler (2023) e Marimba Rhapsody con l'Orchestre Dijon Bourgogne diretta da Joseph Bastian (2026); per Mirare Des canyons aux étoiles di Messiaen; per Deutsche Grammophon, nella serie Musical Moments, Bach e la Danse macabre di Saint-Saëns con la pianista Sarah Tysman.

Una curiosità su Adélaïde Ferrière per la Filarmonica Romana al Teatro Argentina — 4 febbraio 2027

La curiosità più bella riguarda la stampa. La Filarmonica ricorda che Le Monde ha definito Ferrière un fenomeno, The Times ne ha lodato il tocco impressionante e la rivista Classica le ha pronosticato un futuro brillante. Tre giudizi, tre paesi, per una musicista che ha fatto della marimba uno strumento solista a pieno titolo.

La seconda è una coincidenza romana. La stessa sera, a qualche chilometro di distanza, all'Auditorium Parco della Musica suona il pianista Bertrand Chamayou con Tarmo Peltokoski. Chamayou, da ragazzo, fu incoraggiato a entrare al Conservatorio di Parigi da Jean-François Heisser; e Heisser è il direttore con cui Ferrière ha inciso Des canyons aux étoiles di Messiaen con l'Orchestre de Chambre Nouvelle-Aquitaine. Due musicisti francesi legati allo stesso maestro suonano a Roma nella stessa notte.

Terza: nel 2019 Ferrière ha suonato la Rhapsody in Blue di Gershwin, arrangiata per marimba, sopra i tetti di New York, registrandola in video. Una percussionista che porta la marimba sui tetti è la persona giusta per portarla in un teatro in cui debuttò il Barbiere di Siviglia.

Il Teatro Argentina, la sala del recital

Il Teatro Argentina è una sala all'italiana a ferro di cavallo da 720 posti, 354 in platea e 366 in sei ordini di palchi, secondo i dati del Teatro di Roma che lo gestisce. Rossa e oro, con il soffitto verde decorato e un lampadario a sedici bracci, è una delle sale storiche più belle di Roma.

Il nome

Argentina non ha niente a che vedere con il paese sudamericano. Il nome viene dalla torre del palazzo di Johannes Burckardt, il Burcardo, cerimoniere pontificio nato a Strasburgo, in latino Argentoratum, che si firmava episcopus argentinensis. Da lui presero il nome la torre, il largo e il teatro; il palazzo del Burcardo, costruito fra il 1491 e il 1500, è ancora in via del Sudario.

La costruzione

Il cantiere fu avviato nel 1730 dalla famiglia Sforza Cesarini. L'architetto e marchese Gerolamo Theodoli disegnò la sala a ferro di cavallo per favorire acustica e visibilità; in origine era quasi tutta in legno, con centottantasei palchi.

Facciata e restauro

La facciata neoclassica, con la dedica alle muse Melpomene, Euterpe e Tersicore, è del 1826, su progetto di Pietro Holl. Nel 1993 Paolo Portoghesi ha restaurato il teatro, riportando il rosso dei rivestimenti e la sagoma originale delle mantovane dei palchi.

Una cosa che non ti dice nessuno su Adélaïde Ferrière per la Filarmonica Romana al Teatro Argentina — 4 febbraio 2027

Quello che pochi dicono è che un recital di percussioni è anche uno spettacolo da guardare. Gli strumenti occupano il palco, e un programma di nove autori chiede alla solista di cambiare strumenti e bacchette: la visuale conta più che in un recital di pianoforte. In una sala a ferro di cavallo, i posti in platea centrale e i palchi dei primi ordini di fronte al palco sono quelli da cui si vedono meglio mani e bacchette.

La seconda riguarda l'acustica. Il Teatro Argentina non è una sala da concerto costruita per le percussioni, ma una sala d'opera del Settecento a ferro di cavallo, disegnata da Theodoli pensando all'acustica e alla visibilità. Le sue dimensioni raccolte, a nostro giudizio, favoriscono la chiarezza dei timbri: anche un pianissimo di marimba arriva in fondo alla sala.

La terza è pratica: il teatro è in zona a traffico limitato e non ha parcheggio. Chi viene in auto deve lasciarla fuori dalla ZTL e proseguire con il tram 8 o a piedi.

Il consiglio che ti do per visitare Adélaïde Ferrière per la Filarmonica Romana al Teatro Argentina — 4 febbraio 2027

Il consiglio è venire senza pregiudizi. Chi non ha mai ascoltato un recital di percussioni pensa spesso a un concerto rumoroso; il programma di Ferrière, fra minimalismo, marimba e pagine di grande raffinatezza timbrica, racconta un mondo più vario e spesso più delicato di quanto si immagini.

Secondo consiglio: ascoltare prima almeno un brano di Philip Glass e uno di Meredith Monk, per entrare nel linguaggio della ripetizione su cui si apre la serata. Il resto del programma si scopre in sala.

Terzo: scegliere un posto da cui si vedono le mani. In un recital di percussioni, osservare come cambiano bacchette, strumenti e posture fa parte dell'esperienza.

Infine, arrivare all'Argentina a piedi, attraversando il centro storico dal Pantheon o da piazza Navona, e guardare la sala con le luci accese prima che si spengano: è uno dei teatri più belli di Roma.

L'Accademia Filarmonica Romana, chi organizza

L'Accademia Filarmonica Romana è un'istituzione privata senza scopo di lucro fondata a Roma nel 1821: organizza concerti di musica da camera e sinfonica, balletti e spettacoli di teatro musicale, ed è una delle istituzioni musicali più antiche della città.

Le origini

La fondarono musicisti dilettanti riuniti intorno al compositore Raffaele Muti Papazzurri, per eseguire musica da camera, sinfonica e opere in forma di concerto quando la censura ne vietava la rappresentazione. Nel 1824 divenne istituzione ufficiale dello Stato Pontificio; l'attività fu sospesa fra il 1849 e il 1856 per ragioni economiche e fra il 1860 e il 1870 per ragioni politiche.

Dal Novecento a oggi

Nel 1946 fu rifondata con la direzione artistica di Alfredo Casella; la sede si spostò alla Casina Vagnuzzi, in via Flaminia 118, dove oggi c'è la Sala Casella. Dal 1980 la Filarmonica è proprietaria del Teatro Olimpico. Fra i direttori artistici si contano Goffredo Petrassi, Luciano Berio e Hans Werner Henze; dal 2024 la direzione è di Domenico Turi.

Ospiti illustri

La storia pubblicata dall'Accademia ricorda la prima italiana dell'Assedio di Corinto nel 1827 e Anna Bolena diretta da Donizetti nel 1833; fra le due guerre interpreti come Adolf Busch, Rudolf Serkin, Alfred Cortot e Jascha Heifetz; dopo il 1946 Bartók, Britten, Messiaen, Stravinskij, Berio e Boulez. La musica d'oggi, quella del recital di Ferrière, è di casa.

Come arrivare al Teatro Argentina

Il Teatro Argentina è in Largo di Torre Argentina 52, davanti all'area sacra, nel centro storico. Il mezzo più comodo è il tram 8.

Il tram

Il tram 8 ferma a Torre Argentina, a pochi passi dall'ingresso, e collega il largo con Trastevere e Monteverde: all'andata e al ritorno è la soluzione più semplice.

Metro e autobus

Nessuna stazione della metro è vicina al teatro: le più comode sono Colosseo e Circo Massimo, sulla linea B, da cui si prosegue a piedi o con i mezzi di superficie. Largo Argentina e corso Vittorio Emanuele II sono attraversati da molte linee di autobus che collegano Termini, piazza Venezia, il Vaticano e Trastevere; gli orari serali vanno controllati sul servizio di informazione del trasporto pubblico romano.

A piedi

Da piazza Venezia, lungo via delle Botteghe Oscure, bastano pochi minuti; lo stesso dal Pantheon, da piazza Navona, da Campo de' Fiori e dal Ghetto. In auto bisogna parcheggiare fuori dalla ZTL.

Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato

È risaputo che il Teatro Argentina è oggi la casa della prosa del Teatro di Roma. Meno spesso si ricorda che è nato come teatro d'opera e di musica: fu inaugurato nel gennaio 1732 con Berenice di Domenico Sarro, vi debuttò il Barbiere di Siviglia di Rossini il 20 febbraio 1816, vi suonò Niccolò Paganini nel 1827, e Verdi vi portò due prime. Un recital strumentale all'Argentina è un ritorno alla vocazione originaria dell'edificio.

Un secondo fatto, noto a chi segue la Filarmonica: l'istituzione nacque nel 1821 anche per aggirare la censura, eseguendo in forma di concerto le opere che non si potevano rappresentare. Due secoli dopo, la Filarmonica porta in una sala d'opera un repertorio di avanguardia che, per altre ragioni, fatica a trovare spazio nelle stagioni tradizionali.

Terzo fatto: Adélaïde Ferrière dirige dal 2022 un festival, Musique en Chambertin. Accanto alla carriera solistica, è anche organizzatrice di musica, e la scelta di un programma così vario per Roma ne porta il segno.

La foto giusta da fare a Adélaïde Ferrière per la Filarmonica Romana al Teatro Argentina — 4 febbraio 2027

La foto giusta si fa prima dell'inizio, dalla platea: il palco coperto di strumenti, marimba in primo piano, e dietro e sopra i sei ordini di palchi rossi e oro, il soffitto verde, il lampadario. Il contrasto fra un set di percussioni contemporanee e una sala del Settecento è l'immagine della serata.

La seconda, sempre a luci accese, si fa puntando in alto: i palchi e il lampadario a sedici bracci in un solo fotogramma raccontano l'Argentina meglio di ogni descrizione, e funzionano anche con il telefono.

La terza si fa fuori, di sera, dal lato opposto del largo: la facciata neoclassica con la dedica alle muse e, in primo piano, le colonne dell'area sacra illuminate. Durante il recital il telefono resta spento: con le percussioni, ogni suono estraneo si sente.

Intorno al Teatro Argentina

Il Teatro Argentina è a pochi minuti a piedi dal Pantheon, da piazza Navona, da Campo de' Fiori e dal Ghetto: un concerto qui si abbina naturalmente a una passeggiata serale nel centro storico.

L'area sacra

Davanti al teatro c'è l'area sacra di Largo Argentina, con i resti dei templi e delle strutture legate al complesso del Teatro di Pompeo; fra le rovine vive la colonia felina del santuario dei gatti di Largo Argentina.

Verso il Pantheon e Navona

In cinque minuti verso nord si arriva al Pantheon; verso ovest, oltre corso Vittorio Emanuele II, piazza Navona e Campo de' Fiori.

Il Ghetto

Verso il Tevere si entra nel Ghetto ebraico; a pochi passi dall'Argentina c'è anche la chiesa del Gesù.

Verso piazza Venezia

Lungo via delle Botteghe Oscure si arriva in pochi minuti a piazza Venezia; dal Ghetto, costeggiando il fiume, si raggiunge il Teatro di Marcello, illuminato la sera. Chi arriva in anticipo può trasformare l'attesa del concerto in una passeggiata fra rovine antiche e palazzi rinascimentali, senza mai allontanarsi più di un quarto d'ora dal teatro.

Una serata a piedi

Il bello di un concerto all'Argentina è che la serata si costruisce a piedi: aperitivo in una piazza del centro, recital alle 21:00, ritorno attraverso strade semivuote. Un giovedì di febbraio, con il centro storico fuori stagione, è il momento ideale per viverlo così.

Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia

Il Teatro Argentina fu inaugurato nel gennaio 1732 con Berenice di Domenico Sarro. Nel Settecento i viaggiatori stranieri lo consideravano il più importante dei teatri romani, e la sua storia si intreccia da allora con quella della musica italiana e della politica della città.

Il 20 febbraio 1816 vi andò in scena la prima del Barbiere di Siviglia di Rossini, con Manuel García: fu un fiasco, perché in platea sedevano molti ammiratori del Barbiere di Paisiello, ma dalla seconda sera l'opera trionfò. Il 28 gennaio 1822 l'Argentina ospitò la prima assoluta di Zoraida di Granata di Donizetti; nel 1827 un concerto di Niccolò Paganini.

Verdi vi portò I due Foscari nel 1844 e La battaglia di Legnano nel 1849; secondo la ricostruzione del Teatro di Roma, proprio in occasione di quest'ultima i romani avviarono le manifestazioni che portarono alla Repubblica Romana. Dopo il 1870 l'edificio passò al Comune; nel 1993 il restauro di Paolo Portoghesi; dal 2022 è la prima sede della Fondazione Teatro di Roma, e ospita anche i concerti della Filarmonica.

Chi è passato da Adélaïde Ferrière per la Filarmonica Romana al Teatro Argentina — 4 febbraio 2027

Dal palcoscenico dell'Argentina sono passati Gioachino Rossini con il Barbiere di Siviglia e Manuel García; Gaetano Donizetti con Zoraida di Granata; Giuseppe Verdi con due prime; Niccolò Paganini in concerto, nel 1827. Nel Novecento la sala ha visto le opere di Gabriele D'Annunzio e di Luigi Pirandello, e direttori del Teatro di Roma come Vito Pandolfi e Luca Ronconi.

Nella storia della Filarmonica, che porta Ferrière in questa sala, passano il fondatore Raffaele Muti Papazzurri, Alfredo Casella, Goffredo Petrassi, Luciano Berio, Hans Werner Henze e Giuseppe Sinopoli, e interpreti come Serkin, Cortot e Heifetz.

Fra gli ospiti recenti della Filarmonica all'Argentina c'è la stessa Ferrière, che nel marzo 2025 vi debuttò a Roma davanti a un pubblico numeroso, secondo il racconto dell'Accademia. Il 4 febbraio 2027 torna con marimba e percussioni dove, due secoli prima, suonava il violino di Paganini.

Accessibilità e informazioni pratiche

Il Teatro Argentina è un edificio storico in cui le barriere architettoniche non possono essere eliminate del tutto; secondo il Teatro di Roma la struttura ha ascensori e posti riservati in platea per le persone con disabilità. Per la disponibilità nella sera del concerto conviene contattare in anticipo la Filarmonica o la biglietteria del teatro.

Con i ragazzi

Un recital di percussioni è una delle forme di concerto più adatte ai ragazzi: gesti visibili, strumenti curiosi, ritmo. Per un adolescente che suona la batteria o studia in un conservatorio, vedere da vicino una solista di questo livello è un'esperienza rara. L'orario delle 21:00 va valutato per i più piccoli.

Abbigliamento

All'Argentina non c'è un codice di abbigliamento, ma la sala invita a un minimo di cura. A febbraio cappotto e ombrello sono quasi sempre utili.

Dove mangiare prima o dopo il concerto

Il centro storico intorno all'Argentina offre ogni tipo di locale: trattorie romane nelle strade verso Campo de' Fiori, cucina giudaico romanesca nel Ghetto, forni e pizzerie al taglio lungo corso Vittorio Emanuele II per un pasto veloce prima delle 21, enoteche e bistrot intorno al Pantheon per il dopo concerto.

Gli orari

Con l'inizio alle 21:00 conviene cenare presto, verso le 19:30, oppure prenotare per dopo, tenendo conto che molte cucine del centro chiudono verso le 23. Un giovedì di febbraio è in genere più tranquillo di un fine settimana, ma la prenotazione resta consigliabile.

Un concerto a inizio febbraio

La prima settimana di febbraio è bassa stagione a Roma: centro storico meno affollato, musei vivibili, sale da concerto nel pieno delle stagioni. Chi è in città può costruirsi una settimana di musica.

La settimana musicale

Lo stesso 4 febbraio, all'Auditorium Parco della Musica, Tarmo Peltokoski dirige Bertrand Chamayou nel Primo Concerto di Liszt e la «Leningrado» di Šostakovič, con repliche il 5 e il 6. Sabato 6 febbraio alle 20:30 la flautista Lucie Horsch suona all'Aula Magna della Sapienza per la Stagione IUC.

Il ritorno

All'uscita il tram 8 e gli autobus del largo riportano verso Trastevere, Termini e piazza Venezia; chi resta in centro può chiudere la serata con una passeggiata fino al Pantheon illuminato, a cinque minuti dal teatro.

Come ascoltare un recital di percussioni

Un recital di percussioni solista chiede al pubblico un ascolto diverso da quello di un recital di pianoforte o di violino: qui il timbro conta quanto la melodia, e ogni brano costruisce un proprio mondo sonoro con strumenti e tecniche diversi.

Guardare oltre che ascoltare

Nel programma di Ferrière ogni autore chiede strumenti e bacchette differenti. Seguire i cambi di strumento, il modo in cui la solista prepara il set fra un brano e l'altro, le posture diverse davanti alla marimba o agli altri strumenti, fa parte del concerto. Per questo, a nostro giudizio, la scelta del posto conta più del solito.

La ripetizione

Le pagine di Glass e Monk che aprono la serata lavorano sulla ripetizione. Chi non vi è abituato può trovarle, nei primi minuti, statiche; il consiglio è lasciarsi portare, senza aspettare uno sviluppo tradizionale, e accorgersi dei piccoli cambiamenti che si accumulano.

Il timbro

Nelle pagine più recenti del programma il colore del suono è il vero protagonista: il legno della marimba, le pelli, i metalli. Un modo semplice di ascoltarle è chiudere gli occhi per qualche minuto e seguire solo il timbro, poi riaprirli e guardare come nasce quel suono.

Gli applausi

In un recital con nove autori è naturale chiedersi quando applaudire. La regola del concerto classico vale anche qui: si applaude alla fine di ogni brano, non fra le sezioni di una stessa composizione. Nel dubbio, conviene aspettare che la solista abbassi le bacchette.

Domande frequenti su Adélaïde Ferrière al Teatro Argentina

Quando suona Adélaïde Ferrière a Roma?

Adélaïde Ferrière suona al Teatro Argentina giovedì 4 febbraio 2027 alle 21:00, nella stagione dell'Accademia Filarmonica Romana. Il teatro è in Largo di Torre Argentina 52, nel centro storico di Roma. È il suo ritorno a Roma dopo il debutto del marzo 2025.

Che cosa suona Adélaïde Ferrière?

Adélaïde Ferrière suona al Teatro Argentina musiche per percussioni del XX e XXI secolo: Philip Glass, Meredith Monk, Andrew Thomas, Carlos Roque Alsina, Agata Zubel, Javier Álvarez, Keiko Abe, John Psathas ed Emmanuel Séjourné.

Chi è Adélaïde Ferrière?

Adélaïde Ferrière è la percussionista e marimbista francese nata a Digione nel 1996, diplomata al Conservatorio di Parigi, vincitrice della Victoire de la Musique Classique nel 2017 come rivelazione e nel 2026 come solista strumentale dell'anno. Incide anche per Deutsche Grammophon.

Dove si comprano i biglietti?

I biglietti per Adélaïde Ferrière al Teatro Argentina si acquistano dalla pagina del concerto sul sito dell'Accademia Filarmonica Romana, che rimanda al circuito di prevendita autorizzato dove sono pubblicati i prezzi, oppure alla biglietteria del teatro.

Come si arriva al Teatro Argentina?

Il Teatro Argentina, in Largo di Torre Argentina 52, si raggiunge con il tram 8, fermata Torre Argentina, e con le numerose linee di autobus che attraversano il largo. Le stazioni della metro B più vicine sono Colosseo e Circo Massimo. Il teatro è in ZTL e non ha parcheggio.

Il concerto è adatto ai ragazzi?

Il recital di Adélaïde Ferrière è fra i concerti più adatti ai ragazzi della stagione della Filarmonica, perché le percussioni si ascoltano e si guardano: strumenti diversi, gesti visibili, ritmo. L'inizio alle 21:00 di un giovedì va valutato per i bambini piccoli.

Adélaïde Ferrière ha già suonato a Roma?

Adélaïde Ferrière ha debuttato a Roma per l'Accademia Filarmonica Romana nel marzo 2025, accolta, secondo l'Accademia, da un pubblico numeroso. Il concerto del 4 febbraio 2027 al Teatro Argentina è il suo ritorno nella stagione della Filarmonica, con un programma interamente del XX e XXI secolo.

Quanto dura il concerto?

La durata del recital di Adélaïde Ferrière al Teatro Argentina non è indicata dalla Filarmonica. Con nove autori in programma e l'inizio alle 21:00, la serata ha la misura di un recital completo: chi deve prendere mezzi pubblici notturni farebbe bene a controllare gli orari in anticipo.

Il consiglio finale su Adélaïde Ferrière al Teatro Argentina

Una percussionista con due Victoires de la Musique Classique, un programma che va da Glass e Monk alla marimba giapponese, una sala del 1732 in cui debuttò il Barbiere di Siviglia: a nostro giudizio è il concerto più insolito della stagione della Filarmonica, e uno dei più adatti a chi non frequenta la musica classica. Il consiglio è scegliere un posto da cui si vedono le mani, ascoltare prima un brano di Glass, arrivare a piedi dal Pantheon e cenare presto.

Articolo scritto dalla redazione di Tour Leader Pro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.

Prepari un viaggio a Roma? Le guide in inglese per visitare la città sono su ItalyPlanner.com.

Prepara la visita

Link affiliati: se prenoti da qui Estate Romana riceve una piccola commissione, a te non costa nulla in più.

Tagscentro storicoche fare a Romaconcertodi seraeventi romainvernomusica classicamusica dal vivoRomaspettacoli dal vivo

Contact Information

Data Evento4 Febbraio 2027 21:00
IndirizzoTeatro Argentina, Largo di Torre Argentina 52, 00186 Roma Centro storico, Roma, Roma Città