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Filippo Gorini per la Filarmonica Romana al Teatro Argentina — 18 marzo 2027

In breve. Il pianista Filippo Gorini suona per l'Accademia Filarmonica Romana giovedì 18 marzo 2027 alle 21:00 al Teatro Argentina, in Largo di Torre Argentina 52, nel centro storico di Roma.

Il pianista Filippo Gorini suona per l'Accademia Filarmonica Romana giovedì 18 marzo 2027 alle 21:00 al Teatro Argentina, in Largo di Torre Argentina 52, nel centro storico di Roma. È il terzo e ultimo recital del progetto dedicato alle ultime Sonate di Beethoven e Schubert: in programma la Sonata n. 30 in mi maggiore op. 109 di Beethoven, la Sonata in la maggiore D. 959 di Schubert e una nuova composizione del tedesco Oscar Jockel in prima esecuzione italiana. Il teatro si raggiunge con il tram 8, fermata Torre Argentina, con le molte linee di autobus che attraversano il largo, oppure a piedi dal Pantheon e da piazza Venezia. I prezzi sono pubblicati sul circuito di prevendita autorizzato a cui rimanda la pagina ufficiale del concerto sul sito della Filarmonica; i biglietti si comprano da lì o alla biglietteria del teatro.

La facciata del Teatro Argentina su Largo di Torre Argentina
La facciata del Teatro Argentina su Largo di Torre Argentina Foto: Foto: Blackcat, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons

Filippo Gorini è artista in residenza della Filarmonica Romana nel triennio 2025-2027, Premio Abbiati 2022 come miglior solista dell'anno, primo premio al Concorso Telekom-Beethoven di Bonn nel 2015. Il recital di marzo chiude un percorso di tre stagioni in una sala del Settecento a pochi passi dal Pantheon, con due capolavori dell'ultimo Beethoven e dell'ultimo Schubert e una pagina appena scritta.

Filippo Gorini al Teatro Argentina: data, orario e biglietti

Il recital di Filippo Gorini è in programma giovedì 18 marzo 2027 alle 21:00 al Teatro Argentina, nella stagione dell'Accademia Filarmonica Romana. È una data unica, con il titolo Beethoven e Schubert: le ultime Sonate (III concerto).

L'orario

Le 21:00 sono l'orario abituale dei concerti serali della Filarmonica all'Argentina. La durata non è indicata: le due sonate in programma, sommate, occupano un recital pieno, e la novità di Jockel si aggiunge a queste.

Dove si comprano i biglietti

Dalla pagina del concerto sul sito della Filarmonica un pulsante di acquisto porta al circuito di prevendita autorizzato, dove sono indicati i prezzi. In alternativa ci si può rivolgere alla biglietteria del Teatro Argentina. Chi segue più concerti trova sul sito della Filarmonica la sezione abbonamenti.

La serie all'Argentina

Il recital di Gorini fa parte della serie che la Filarmonica tiene all'Argentina nella stagione 2026/2027, inaugurata il 5 novembre con I Solisti della Filarmonica e la Quarta di Mahler e proseguita con il recital della pianista Anna Fedorova.

Il programma: Beethoven op. 109, Schubert D. 959 e Oscar Jockel

Il programma accosta la Sonata op. 109 di Beethoven, composta nel 1820, alla Sonata D. 959 di Schubert, scritta nel 1828 poche settimane prima della morte dell'autore, e a una nuova composizione di Oscar Jockel in prima esecuzione italiana.

Beethoven, Sonata n. 30 op. 109

Composta nel 1820, l'op. 109 è la prima delle ultime tre sonate per pianoforte di Beethoven. La Filarmonica la presenta come il lavoro in cui si definiscono con più evidenza alcuni tratti del cosiddetto terzo stile beethoveniano, e richiama la formula di Roman Vlad sulla libertà fantastica che trascende i limiti della forma sonata tradizionale. Aprire un recital con l'op. 109 significa entrare subito nel Beethoven più libero e meno prevedibile.

Schubert, Sonata in la maggiore D. 959

Schubert scrisse la D. 959 nel 1828, poche settimane prima di morire: è la penultima delle sue sonate per pianoforte. La presentazione della Filarmonica la descrive come un'opera di grande espressività, che alterna soluzioni armoniche audaci a melodie liriche dal carattere nobile e sereno. Accostata all'op. 109, mostra due modi diversi di chiudere una vita creativa: Beethoven con la concentrazione, Schubert con l'ampiezza.

Oscar Jockel, la novità

La nuova composizione del tedesco Oscar Jockel è in prima esecuzione italiana. Il titolo non è indicato sulla pagina del concerto. Jockel è uno dei sette compositori a cui Gorini ha commissionato un nuovo brano per pianoforte nel progetto Sonata for 7 cities, insieme a Stefano Gervasoni, Federico Gardella, Beat Furrer, Michelle Agnes Magalhães, Yukiko Watanabe e Ondřej Adámek.

Il progetto in tre stagioni

Il recital del 2027 è il terzo e ultimo di un ciclo che, nell'arco di tre stagioni, ha affiancato le ultime sonate di Beethoven e Schubert a nuove esecuzioni: nel 2025 alcuni Játékok di György Kurtág mai eseguiti in Italia, nel 2026 la Piano Sonata della compositrice brasiliana Michelle Agnes Magalhães. Chi ha seguito i primi due recital chiude il cerchio; chi arriva ora ascolta il capitolo finale.

Chi è Filippo Gorini: biografia

Filippo Gorini si è diplomato con lode al Conservatorio Donizetti di Bergamo e all'Università Mozarteum di Salisburgo, e ha proseguito la formazione con Maria Grazia Bellocchio, Pavel Gililov, Alfred Brendel e Mitsuko Uchida. Nel 2022 ha ricevuto il Premio Abbiati, il riconoscimento della critica musicale italiana, come miglior solista dell'anno.

I premi

Prima dell'Abbiati, Gorini aveva vinto il primo premio al Concorso Telekom-Beethoven di Bonn nel 2015 e il Borletti-Buitoni Trust Award nel 2020. La sua biografia ricorda che l'Abbiati è stato assegnato in passato a Maurizio Pollini, Salvatore Accardo, Arturo Benedetti Michelangeli, Sviatoslav Richter, Radu Lupu, András Schiff, Krystian Zimerman, Daniil Trifonov e Beatrice Rana.

Le sale

Ha suonato in recital alla Scala di Milano, al Concertgebouw di Amsterdam, al Konzerthaus di Berlino, alla Fondation Louis Vuitton di Parigi, alla Wigmore Hall di Londra, e con orchestre come l'Orchestra dell'Accademia di Santa Cecilia a Roma, la Mozarteum Orchester di Salisburgo, la Flanders Symphony Orchestra e la Gyeonggi Philharmonic di Seul, con direttori come Daniele Gatti, Hartmut Haenchen e Junichi Hirokami.

I dischi

Ha registrato per Alpha Classics tre album dedicati alle opere tarde di Beethoven e di Bach, accolti con un Diapason d'Or e con recensioni a cinque stelle su The Guardian, BBC Music Magazine e Le Monde. L'Arte della fuga di Bach, pubblicata nel 2021, è il cuore del progetto The Art of Fugue Explored.

La musica da camera e la musica nuova

Accanto alla carriera solistica, Gorini suona musica da camera con Marc Bouchkov, Itamar Zorman, Andrea Cicalese, Pablo Ferrández, Brannon Cho ed Enrico Bronzi, in festival come Marlboro, Prussia Cove e Kronberg con Steven Isserlis. Segue da vicino la composizione contemporanea: ha eseguito Stockhausen, Kurtág, Boulez e Lachenmann, e commissiona nuovi brani.

Sonata for 7 cities, il progetto di Gorini

Sonata for 7 cities è il progetto con cui Filippo Gorini, fino a maggio 2027, trascorre un mese in ciascuna di sette città: Vienna, Città del Capo, Hong Kong, Portland, Medellín, Sydney e Milano. Ogni residenza unisce concerti, attività sul territorio, insegnamento e filantropia.

Un modo diverso di fare concerti

La biografia ufficiale presenta il progetto come un approccio nuovo, responsabile ed etico alla vita concertistica: invece di spostarsi continuamente da una città all'altra per una sola sera, il pianista si ferma un mese e lavora con la comunità locale. Il viaggio è documentato da una serie diretta da Ruggero Romano e da sette album dal vivo per Alpha Classics.

Sette brani nuovi

Per il progetto Gorini esegue sette nuovi brani commissionati a Stefano Gervasoni, Federico Gardella, Beat Furrer, Michelle Agnes Magalhães, Yukiko Watanabe, Oscar Jockel e Ondřej Adámek. Due di questi compositori sono passati dai recital romani: Magalhães nel 2026, Jockel nel 2027.

Il precedente: l'Arte della fuga

Il progetto precedente, The Art of Fugue Explored, sostenuto dal Borletti-Buitoni Trust, ha portato l'Arte della fuga di Bach in oltre trenta esecuzioni internazionali e ha prodotto una serie di conversazioni filmate trasmesse su RAI5 con personalità come Peter Sellars, Frank Gehry, Sasha Waltz, Alexander Sokurov, Alfred Brendel e George Benjamin.

Una curiosità su Filippo Gorini per la Filarmonica Romana al Teatro Argentina — 18 marzo 2027

Oscar Jockel, il compositore della novità in programma, compare nella biografia di Gorini anche in un'altra veste: fra gli artisti con cui il pianista ha eseguito il Triplo concerto di Beethoven all'Elbphilharmonie di Amburgo, insieme ad Andrea Cicalese, Hayoung Choi e alla Brussels Philharmonic. Il nome che il pubblico romano leggerà come autore di una prima italiana appartiene quindi a un collaboratore diretto del pianista.

La seconda curiosità riguarda le date. L'op. 109 di Beethoven è del 1820, la D. 959 di Schubert del 1828: otto anni separano le due sonate, e in mezzo c'è la morte di Beethoven, nel 1827. Nel 2027 cade il bicentenario di quella morte, e il recital di Gorini, pur senza dichiararlo nel titolo, si colloca dentro l'anniversario che la città celebra in più sale.

La terza riguarda il luogo. La Filarmonica Romana, che ospita Gorini come artista in residenza, è stata fondata nel 1821, un anno dopo la composizione dell'op. 109. Quando Beethoven scriveva questa sonata, a Roma un gruppo di musicisti dilettanti stava per dar vita all'istituzione che due secoli dopo l'avrebbe messa in programma.

E un'ultima coincidenza: la sera del 18 marzo, a Roma, suonano due pianisti molto diversi. Gorini all'Argentina, Martha Argerich all'Auditorium con Charles Dutoit, nella stessa settimana. Due generazioni del pianoforte a pochi chilometri di distanza.

Il Teatro Argentina, la sede del concerto

Il Teatro Argentina è una sala all'italiana a ferro di cavallo con 720 posti, 354 in platea e 366 in sei ordini di palchi, secondo i dati del Teatro di Roma che la gestisce. Rossa e oro, con il soffitto verde decorato e un grande lampadario a sedici bracci, è una delle sale storiche più belle della città.

Un nome che viene da Strasburgo

Il nome viene dalla torre del palazzo di Johannes Burckardt, il Burcardo, cerimoniere pontificio nato a Strasburgo, in latino Argentoratum, che si firmava episcopus argentinensis. Da lui presero il nome la torre, il largo e il teatro; il palazzo del Burcardo, costruito fra il 1491 e il 1500, è ancora in via del Sudario.

Gli Sforza Cesarini e Theodoli

La famiglia Sforza Cesarini avviò il cantiere nel 1730. La sala fu disegnata dall'architetto e marchese Gerolamo Theodoli, che scelse la forma a ferro di cavallo per acustica e visibilità; in origine era quasi tutta in legno, con centottantasei palchi.

La facciata e il restauro

La facciata neoclassica, con la dedica alle muse Melpomene, Euterpe e Tersicore, fu realizzata nel 1826 su progetto di Pietro Holl. Nel 1993 Paolo Portoghesi restaurò il teatro, ripristinando il rosso dei rivestimenti e la sagoma originale delle mantovane dei palchi.

Una cosa che non ti dice nessuno su Filippo Gorini per la Filarmonica Romana al Teatro Argentina — 18 marzo 2027

Quello che pochi dicono è che il Teatro Argentina, oggi casa della prosa del Teatro di Roma, è nato come teatro d'opera e di musica. Fu inaugurato nel gennaio 1732 con Berenice di Domenico Sarro; vi debuttò il Barbiere di Siviglia di Rossini il 20 febbraio 1816; vi suonò Niccolò Paganini nel 1827, lo stesso anno della morte di Beethoven. Un recital di pianoforte all'Argentina riporta l'edificio alla sua vocazione originaria.

La seconda cosa riguarda l'ascolto. In una sala a ferro di cavallo di queste dimensioni il pianoforte arriva diretto, senza la distanza delle grandi sale sinfoniche. Per un recital, a nostro giudizio, anche i palchi più alti funzionano bene, perché conta l'ascolto più della visuale; chi vuole vedere le mani deve invece sedersi sul lato sinistro della platea o nei palchi di quel lato, da cui si vede la tastiera.

La terza è che una prima esecuzione italiana in un recital di repertorio cambia il modo di ascoltare anche le due sonate. Dopo una pagina scritta oggi, le dissonanze dell'ultimo Beethoven e le modulazioni dell'ultimo Schubert suonano meno lontane: è l'effetto che il ciclo di Gorini ha costruito in tre anni.

La quarta è pratica: il teatro è in zona a traffico limitato e non ha parcheggio. Chi arriva in auto deve lasciarla fuori dalla ZTL e prendere il tram 8 o camminare.

Il consiglio che ti do per visitare Filippo Gorini per la Filarmonica Romana al Teatro Argentina — 18 marzo 2027

Il consiglio è di scegliere un posto sul lato sinistro della platea o nei palchi bassi di quel lato, e di ascoltare la novità di Jockel senza pregiudizi prima delle due sonate. Dal lato sinistro si vedono le mani del pianista, e in un recital di questo livello vederle aggiunge molto.

Il secondo consiglio riguarda la preparazione. Chi non conosce l'op. 109 può ascoltarne una registrazione nei giorni precedenti, con particolare attenzione al movimento finale: in sala sarà più facile seguirne il percorso. La D. 959 di Schubert si ascolta invece meglio senza preparazione, lasciandosi sorprendere dalle soluzioni armoniche che la Filarmonica stessa segnala come audaci.

Il terzo riguarda la settimana. Chi ama il pianoforte e resta a Roma qualche giorno ha, dopo Gorini, il recital di Grigory Sokolov a Santa Cecilia lunedì 22 marzo. Due recital in cinque giorni, due generazioni, due sale diverse: è una combinazione rara.

Il quarto è di orario. Con l'inizio alle 21:00 conviene cenare presto nelle strade intorno al largo, oppure prenotare per dopo il concerto, sapendo che molte cucine chiudono verso le 23.

L'Accademia Filarmonica Romana, chi organizza

L'Accademia Filarmonica Romana è un'istituzione privata senza scopo di lucro fondata a Roma nel 1821, che organizza concerti di musica da camera e sinfonica, balletti e spettacoli di teatro musicale. È una delle istituzioni musicali più antiche della città.

Le origini

La fondarono alcuni musicisti dilettanti riuniti intorno al compositore Raffaele Muti Papazzurri. Nel 1824 divenne istituzione ufficiale dello Stato Pontificio; la sua attività fu interrotta fra il 1849 e il 1856 per ragioni economiche e fra il 1860 e il 1870 per ragioni politiche.

Da via Flaminia al Teatro Olimpico

Nel 1946 fu rifondata con la direzione artistica di Alfredo Casella; la sede è la Casina Vagnuzzi, in via Flaminia 118, dove si trova la Sala Casella. Dal 1980 la Filarmonica è proprietaria del Teatro Olimpico.

I grandi nomi

La storia dell'Accademia ricorda la prima italiana dell'Assedio di Corinto nel 1827 e Anna Bolena diretta da Donizetti nel 1833; fra le due guerre interpreti come Adolf Busch, Rudolf Serkin, Alfred Cortot e Jascha Heifetz; dopo il 1946 Bartók, Britten, Messiaen, Stravinskij, Berio, Boulez. Fra i direttori artistici si contano Goffredo Petrassi, Luciano Berio e Hans Werner Henze; dal 2024 la direzione è di Domenico Turi.

Gli artisti in residenza

La formula dell'artista in residenza permette al pubblico della Filarmonica di seguire un interprete per più stagioni. Il triennio di Gorini, 2025-2027, è un esempio di questa scelta: tre recital, tre novità, un unico progetto sulle ultime sonate di Beethoven e Schubert.

Come arrivare al Teatro Argentina

Il Teatro Argentina è in Largo di Torre Argentina 52, davanti all'area sacra, nel centro storico; il tram 8, fermata Torre Argentina, è il mezzo più comodo.

In tram

Il tram 8 ferma a pochi passi dall'ingresso: è la soluzione più semplice per chi viene da Trastevere o da Monteverde, all'andata e al ritorno.

In metropolitana e in autobus

Nessuna stazione della metro è vicina al teatro: le più comode sono Colosseo e Circo Massimo, sulla linea B, da cui si prosegue a piedi o con i mezzi di superficie. Largo Argentina e corso Vittorio Emanuele II sono attraversati da molte linee di autobus che collegano Termini, piazza Venezia, il Vaticano e Trastevere; gli orari serali vanno controllati sul calcolatore di percorso dell'azienda dei trasporti romana.

A piedi e in auto

Da piazza Venezia, lungo via delle Botteghe Oscure, bastano pochi minuti; lo stesso dal Pantheon, da piazza Navona, da Campo de' Fiori e dal Ghetto. In auto bisogna parcheggiare fuori dalla ZTL: il teatro non ha parcheggio.

Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato

È risaputo che l'op. 109 apre il gruppo delle ultime tre sonate per pianoforte di Beethoven; si cita meno spesso quanto fosse vicina nel tempo alla penultima sonata di Schubert. Beethoven la compose nel 1820; Schubert scrisse la D. 959 nel 1828, un anno dopo la morte di Beethoven, avvenuta nel 1827, e poche settimane prima della propria.

Otto anni separano le due pagine, e in mezzo c'è la scomparsa del più anziano dei due. Accostare l'op. 109 alla D. 959, come fa Gorini, significa mettere uno accanto all'altro due compositori della stessa epoca, a pochi anni di distanza, che chiudevano la loro produzione pianistica in modi diversissimi: la concentrazione dell'uno, l'ampiezza dell'altro.

Un secondo fatto noto e poco citato riguarda il Teatro Argentina e Rossini. Il Barbiere di Siviglia, andato in scena qui il 20 febbraio 1816, fu un fiasco alla prima sera, perché in platea sedevano molti ammiratori del Barbiere di Paisiello; dalla seconda sera l'opera trionfò. Il pubblico dell'Argentina ha quindi una lunga storia di incontri con le novità, non sempre benevoli al primo ascolto. Nel 2027 tocca alla pagina di Oscar Jockel.

La foto giusta da fare a Filippo Gorini per la Filarmonica Romana al Teatro Argentina — 18 marzo 2027

La foto giusta si fa dalla platea, prima che si abbassino le luci, puntando verso l'alto: i sei ordini di palchi rossi e oro, il soffitto verde, il lampadario a sedici bracci. È l'inquadratura che racconta l'Argentina meglio di ogni descrizione, e funziona anche con il telefono.

La seconda è il palco prima dell'inizio: un pianoforte a coda da solo, al centro di una sala costruita per l'opera. È un'immagine che dice in un colpo d'occhio la differenza di scala fra il luogo e il recital.

La terza si fa fuori, di sera, dal lato opposto del largo: la facciata neoclassica con la dedica alle muse e, in primo piano, le colonne dell'area sacra illuminate. A metà marzo, all'uscita, il largo è tranquillo e la luce artificiale sulle rovine rende la foto più interessante che di giorno.

Durante il concerto il telefono resta spento: nel finale dell'op. 109 un pianissimo vale più di qualsiasi immagine, e in una sala di queste dimensioni uno schermo acceso si vede dai palchi di fronte.

Intorno al Teatro Argentina

Il Teatro Argentina è a pochi minuti a piedi dal Pantheon, da piazza Navona, da Campo de' Fiori e dal Ghetto. Un concerto qui si abbina con naturalezza a una passeggiata nel centro storico.

L'area sacra

Davanti al teatro si apre l'area sacra di Largo Argentina, con i resti dei templi legati al complesso del Teatro di Pompeo; fra le rovine vive la colonia felina del santuario dei gatti di Largo Argentina.

Pantheon e piazza Navona

Verso nord, in cinque minuti, si arriva al Pantheon; verso ovest, oltre corso Vittorio Emanuele II, piazza Navona e Campo de' Fiori.

Il Ghetto

Verso il Tevere si entra nel Ghetto ebraico e si raggiunge il Teatro di Marcello: una passeggiata di dieci minuti prima del concerto.

Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia

Il Teatro Argentina fu inaugurato nel gennaio 1732 con Berenice di Domenico Sarro, e da allora la sua storia si intreccia con quella della musica italiana e della politica romana. Nel Settecento i viaggiatori stranieri lo consideravano il più importante dei teatri della città.

Il 20 febbraio 1816 vi andò in scena la prima del Barbiere di Siviglia di Rossini, con Manuel García. Il 28 gennaio 1822 l'Argentina ospitò la prima assoluta di Zoraida di Granata di Donizetti; nel 1827 un concerto di Niccolò Paganini.

Verdi vi portò I due Foscari nel 1844 e La battaglia di Legnano nel 1849; secondo la ricostruzione del Teatro di Roma, proprio in occasione di quest'ultima i romani avviarono le manifestazioni che portarono alla Repubblica Romana. Dopo il 1870 l'apertura di corso Vittorio Emanuele II mise il teatro al centro della nuova città, e l'edificio passò al Comune. Nel 1993 il restauro di Paolo Portoghesi; dal 2022 è la prima sede della Fondazione Teatro di Roma, e ospita i concerti dell'Accademia Filarmonica Romana.

Chi è passato da Filippo Gorini per la Filarmonica Romana al Teatro Argentina — 18 marzo 2027

Dal palcoscenico dell'Argentina sono passati Gioachino Rossini con il Barbiere di Siviglia e Manuel García; Gaetano Donizetti con Zoraida di Granata; Giuseppe Verdi con due prime; Niccolò Paganini in concerto. Nel Novecento la sala ha visto le opere di Gabriele D'Annunzio e di Luigi Pirandello, e i direttori del Teatro di Roma, da Vito Pandolfi a Luca Ronconi.

Nella storia della Filarmonica, che porta Gorini in questa sala, passano Raffaele Muti Papazzurri, il fondatore, Alfredo Casella, Goffredo Petrassi, Luciano Berio, Hans Werner Henze e Giuseppe Sinopoli, e interpreti come Rudolf Serkin, Alfred Cortot e Jascha Heifetz.

Negli ultimi tre anni ci è passato, ogni stagione, Filippo Gorini, con i Játékok di Kurtág nel 2025 e la Piano Sonata di Michelle Agnes Magalhães nel 2026. Il 18 marzo 2027, con lui, passa per la prima volta in Italia la musica di Oscar Jockel. E idealmente passano di qui anche Beethoven e Schubert, due compositori che l'Argentina ha conosciuto da vivi: il teatro esisteva già da quasi un secolo quando scrivevano le sonate in programma.

Accessibilità e informazioni pratiche

Il Teatro Argentina è un edificio storico in cui le barriere architettoniche non possono essere eliminate del tutto; secondo il Teatro di Roma la struttura ha ascensori e posti riservati in platea per le persone con disabilità. Per la disponibilità nella sera del concerto conviene contattare in anticipo la Filarmonica o la biglietteria del teatro.

Con i ragazzi

Un recital di pianoforte è una buona occasione per un ragazzo che studia lo strumento, soprattutto con un interprete giovane come Gorini. L'orario delle 21:00 e la densità del programma rendono la serata impegnativa per i più piccoli.

Abbigliamento

All'Argentina non c'è un codice di abbigliamento, ma la sala settecentesca invita a un minimo di cura. A marzo cappotto e ombrello sono spesso utili.

Dove mangiare prima o dopo il concerto

Il centro storico intorno all'Argentina offre ogni tipo di locale, dalle trattorie romane verso Campo de' Fiori alla cucina giudaico romanesca del Ghetto. Con l'inizio alle 21:00 conviene cenare verso le 19:30 oppure prenotare per dopo.

Prima del concerto

Forni e pizzerie al taglio lungo corso Vittorio Emanuele II sono una soluzione rapida; nel Ghetto le trattorie aprono presto la sera, e da lì al teatro sono pochi minuti a piedi.

Dopo il concerto

Enoteche e bistrot intorno al Pantheon restano aperti più a lungo; di giovedì sera la prenotazione non è indispensabile, ma riduce l'attesa.

Una settimana di pianoforte a Roma

La settimana del 18 marzo 2027 è una delle più ricche della stagione pianistica romana. Oltre a Gorini, la città offre in pochi giorni alcuni dei nomi più importanti del pianoforte.

Argerich e Sokolov

Dal 18 al 20 marzo all'Auditorium suona Martha Argerich con Charles Dutoit; lunedì 22 marzo, nella stagione da camera di Santa Cecilia, è la volta di Grigory Sokolov. Chi è a Roma quella settimana può ascoltare tre generazioni di pianisti in cinque giorni.

Il bicentenario di Beethoven

Il 2027 segna i duecento anni dalla morte di Beethoven, e l'op. 109 di Gorini si aggiunge a una primavera romana piena di Beethoven: la stessa sera, al Teatro Costanzi, l'Orchestra Nazionale Barocca dei Conservatori esegue la Prima Sinfonia su strumenti storici.

Domande frequenti su Filippo Gorini al Teatro Argentina

Quando suona Filippo Gorini a Roma?

Filippo Gorini suona al Teatro Argentina giovedì 18 marzo 2027 alle 21:00, per la stagione dell'Accademia Filarmonica Romana. È il terzo e ultimo recital del suo progetto sulle ultime Sonate di Beethoven e Schubert, in una data unica.

Che cosa suona Gorini al Teatro Argentina?

Al Teatro Argentina Filippo Gorini suona la Sonata n. 30 op. 109 di Beethoven, la Sonata in la maggiore D. 959 di Schubert e una nuova composizione di Oscar Jockel in prima esecuzione italiana. Il titolo del brano di Jockel non è indicato sulla pagina del concerto.

Dove si comprano i biglietti per il recital di Gorini?

I biglietti per il recital di Filippo Gorini si comprano dalla pagina del concerto sul sito della Filarmonica Romana, che rimanda al circuito di prevendita autorizzato, oppure alla biglietteria del Teatro Argentina. I prezzi sono indicati sul circuito di vendita.

Chi è Filippo Gorini?

Filippo Gorini è un pianista italiano, diplomato al Conservatorio di Bergamo e al Mozarteum di Salisburgo, vincitore del Premio Abbiati 2022, del Borletti-Buitoni Trust Award 2020 e del Concorso Telekom-Beethoven di Bonn nel 2015. Registra per Alpha Classics ed è artista in residenza della Filarmonica Romana dal 2025 al 2027.

Come si arriva al Teatro Argentina?

Il Teatro Argentina, in Largo di Torre Argentina 52, si raggiunge con il tram 8, fermata Torre Argentina, o con le molte linee di autobus che attraversano il largo. Le stazioni della metro più vicine sono Colosseo e Circo Massimo, sulla linea B. Il teatro è in ZTL e non ha parcheggio.

Che cos'è il progetto Sonata for 7 cities?

Sonata for 7 cities è il progetto di Filippo Gorini, in corso fino a maggio 2027, con residenze di un mese a Vienna, Città del Capo, Hong Kong, Portland, Medellín, Sydney e Milano e sette nuovi brani commissionati, fra cui quello di Oscar Jockel in programma al Teatro Argentina.

Il Teatro Argentina è accessibile?

Secondo il Teatro di Roma, il Teatro Argentina ha ascensori e posti riservati in platea per le persone con disabilità, pur essendo un edificio storico con alcune barriere. Per il recital di Gorini conviene contattare prima la biglietteria o la Filarmonica.

Il consiglio finale su Filippo Gorini al Teatro Argentina

Un pianista premiato con l'Abbiati, un progetto di tre anni che arriva alla fine, l'ultimo Beethoven e l'ultimo Schubert, una pagina nuova appena scritta e una sala del Settecento in cui debuttò il Barbiere di Siviglia: il 18 marzo 2027 all'Argentina è una delle serate da camera più compiute della stagione. Il consiglio è di prendere un posto sul lato sinistro della platea, ascoltare l'op. 109 a casa nei giorni prima e, se la settimana lo permette, completare il percorso con Sokolov a Santa Cecilia il lunedì successivo.

Articolo scritto dalla redazione di Tour Leader Pro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.

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Data Evento18 Marzo 2027 21:00
IndirizzoTeatro Argentina, Largo di Torre Argentina 52, 00186 Roma Centro storico, Roma, Roma Città