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Anna Fedorova al Teatro Argentina — 19 novembre 2026

In breve. Giovedì 19 novembre 2026, alle 21:00, la pianista Anna Fedorova suona al Teatro Argentina per la stagione 2026/2027 dell'Accademia Filarmonica Romana, con un recital dedicato a Beethoven, Brahms e Schumann: la Sonata n.

Giovedì 19 novembre 2026, alle 21:00, la pianista Anna Fedorova suona al Teatro Argentina per la stagione 2026/2027 dell'Accademia Filarmonica Romana, con un recital dedicato a Beethoven, Brahms e Schumann: la Sonata n. 23 in fa minore op. 57 «Appassionata», i Tre intermezzi op. 117 e il Carnaval op. 9. Il Teatro Argentina si trova in Largo di Torre Argentina 52, nel centro storico, con la fermata Torre Argentina del tram 8 davanti all'area sacra e le stazioni Colosseo e Circo Massimo della metro B come riferimenti più vicini. I prezzi sono pubblicati dall'Accademia Filarmonica Romana; i biglietti si acquistano dalla pagina del concerto sul sito ufficiale della Filarmonica, che rimanda al circuito di prevendita autorizzato dall'organizzazione, oppure alla biglietteria del teatro.

La facciata del Teatro Argentina su Largo di Torre Argentina a Roma, sede del recital di Anna Fedorova
La facciata del Teatro Argentina su Largo di Torre Argentina a Roma, sede del recital di Anna Fedorova Foto: Foto: Blackcat, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons

Anna Fedorova al Teatro Argentina: data, orario e biglietti

Il recital di Anna Fedorova è in programma giovedì 19 novembre 2026 alle 21:00 al Teatro Argentina di Roma, nella serie di concerti che l'Accademia Filarmonica Romana tiene nella sala di Largo Argentina durante la stagione 2026/2027. È il secondo appuntamento della serie, dopo l'inaugurazione del 5 novembre con I Solisti della Filarmonica e la Quarta Sinfonia di Mahler.

L'orario

L'inizio è fissato alle 21:00. La durata non è pubblicata, ma il programma comprende tre titoli del grande repertorio pianistico: una sonata, tre intermezzi e un ciclo di pezzi. Conviene essere in sala qualche minuto prima: in un recital per pianoforte solo ogni rumore si sente.

Dove si comprano i biglietti

La pagina del concerto sul sito dell'Accademia Filarmonica Romana contiene il collegamento per l'acquisto, che porta al circuito di prevendita autorizzato dall'organizzazione. I prezzi e le eventuali riduzioni sono quelli pubblicati dall'Accademia. Chi pensa di seguire più concerti della stagione trova sul sito della Filarmonica anche la sezione dedicata agli abbonamenti.

Gli altri concerti della serie

Dopo il recital di Anna Fedorova la Filarmonica torna all'Argentina il 10 dicembre con il Trio Concept, il 4 febbraio 2027 con la percussionista Adélaïde Ferrière e l'11 febbraio con il baritono Thomas Oliemans nella Winterreise di Schubert. Tutti i concerti della serie cominciano alle 21:00.

Il programma del recital: Beethoven, Brahms, Schumann

Il programma di Anna Fedorova al Teatro Argentina attraversa l'intero Ottocento pianistico: si apre con la Sonata op. 57 di Beethoven, scritta fra il 1804 e il 1805, prosegue con il Carnaval op. 9 di Schumann, del 1835, e si chiude con i Tre intermezzi op. 117 che Brahms compose nel 1892. La presentazione dell'Accademia insiste proprio su questa architettura: una sonata che apre il secolo romantico e tre pezzi che lo congedano.

Beethoven, Sonata n. 23 in fa minore op. 57 «Appassionata»

È una delle sonate più celebri di Ludwig van Beethoven. La presentazione dell'Accademia ricorda che fu scritta fra il 1804 e il 1805 e che il compositore la considerava la sua preferita, almeno fino alla Sonata op. 106. A nostro giudizio è il pezzo che mette alla prova la tenuta di un interprete, per i contrasti di carattere che la attraversano dall'inizio alla fine.

Schumann, Carnaval op. 9

Fra Beethoven e Brahms la pianista colloca un capolavoro di Robert Schumann, il Carnaval op. 9, composto nel 1835. L'Accademia lo descrive come un mondo poetico di stati d'animo diversi e contrapposti, fra slanci ardenti e improvvisi ripiegamenti, impeti e tenerezze. Il titolo stesso evoca una festa in maschera: per chi ascolta, a nostro giudizio, è il momento più narrativo della serata.

Brahms, Tre intermezzi op. 117

I Tre intermezzi op. 117 furono composti da Johannes Brahms nel 1892. La presentazione li definisce l'estrema manifestazione della concezione romantica della musica e del pianoforte come strumento di confessioni intime e rapsodiche, pur restando legati alla scrittura beethoveniana e ai principi classici dell'architettura musicale. Sono pagine raccolte, quasi sussurrate, che chiedono un ascolto attento.

Perché questo ordine

Il senso del programma, spiega l'Accademia, è nel confronto fra i due estremi: la sonata di Beethoven, ai vertici dello stile classico, apre l'Ottocento pianistico; gli intermezzi di Brahms lo chiudono. In mezzo, Schumann rappresenta il romanticismo nella sua forma più pura. Tre compositori tedeschi, tre generazioni, un unico strumento.

Chi è Anna Fedorova: biografia della pianista

Anna Fedorova è una pianista ucraina e olandese nata a Kiev il 27 febbraio 1990. Suona come solista, in formazioni da camera e con orchestre sinfoniche, e si è esibita nelle principali sale da concerto di Europa, Stati Uniti, America Latina e Asia.

Una famiglia di pianisti

Entrambi i genitori, Tatiana Abayeva e Boris Fedorov, sono musicisti da concerto, studiosi e insegnanti. Anna Fedorova ha cominciato a suonare a cinque anni, ha tenuto il primo recital pubblico a sei e ha debuttato a livello nazionale a sette, alla Filarmonica nazionale dell'Ucraina. I primi insegnanti sono stati i genitori stessi, che la pianista considera decisivi per la sua formazione.

La formazione fra Kiev, Imola e Londra

Nel 2008 si è diplomata al Collegio musicale Lysenko per giovani talenti di Kiev, dove fra il 2003 e il 2008 ha ricevuto la borsa di studio del Presidente dell'Ucraina. Fuori dall'Ucraina ha studiato con Leonid Margarius all'Accademia pianistica internazionale di Imola, in Italia, e al Royal College of Music di Londra con Norma Fisher. Ha ricevuto consigli artistici da Alfred Brendel, Menahem Pressler e András Schiff.

I concorsi

Nel 2004 ha vinto il primo premio al Concorso Chopin di Narva, in Estonia, e il secondo premio con un premio speciale al Concorso Chopin per giovani pianisti di Mosca. Nel 2005 ha vinto il primo premio a Tbilisi, con il riconoscimento di miglior pianista del concorso; nel 2009 il primo premio al Concorso internazionale Rubinstein in memoriam di Bydgoszcz, in Polonia; nel 2012 il terzo premio e il premio del pubblico al Concorso pianistico di Lione. È stata premiata anche dalla Verbier Festival Academy.

Il Concertgebouw e il video da milioni di visualizzazioni

La sala a cui il nome di Anna Fedorova è più legato è il Concertgebouw di Amsterdam, dove si è esibita più di trenta volte. Nel dicembre 2010 riempì i 1.974 posti della Grote Zaal; nel settembre 2013 aprì la stagione dei concerti della domenica mattina con il Secondo concerto di Rachmaninov, con la Nordwestdeutsche Philharmonie. La registrazione video di quel concerto ha superato le decine di milioni di visualizzazioni online, e ha fatto conoscere la pianista a un pubblico lontanissimo dalle sale da concerto. Nel novembre 2015 tornò al Concertgebouw con il Terzo concerto di Rachmaninov, trasmesso in diretta.

Orchestre, sale e direttori

Ha suonato con la Philharmonia Orchestra, la BBC Symphony e la Royal Philharmonic di Londra, la Hong Kong Philharmonic, la Dallas Symphony Orchestra, l'Orchestre de Chambre de Lausanne, il Residentie Orkest dell'Aia e, dalla sua nascita nel 2022, con la Ukrainian Freedom Orchestra. Fra le sale in cui si è esibita figurano la Carnegie Hall di New York, la Royal Albert Hall per i Proms, l'Elbphilharmonie di Amburgo, il Konzerthaus di Berlino, il Théâtre des Champs-Élysées di Parigi, il Teatro Colón di Buenos Aires e la Sala Verdi di Milano. Fra i direttori con cui ha lavorato ci sono Gianandrea Noseda, Jaap van Zweden e Vasily Petrenko, con cui ha eseguito il Concerto di Grieg a Hong Kong nel settembre 2024.

I dischi

Il primo disco dal vivo, del 2014, contiene musiche di Brahms, Liszt e Chopin; lo stesso anno è uscito Russian Masters, registrato con il violoncellista Jamal Aliyev. Nel 2015 ha inciso per Piano Classics il Secondo concerto di Rachmaninov con la Nordwestdeutsche Philharmonie e la Sonata per violoncello con Benedict Kloeckner, e un recital con la Terza sonata di Chopin, un Sonetto del Petrarca di Liszt e i Sei pezzi op. 118 di Brahms. Nel 2016 sono arrivati il Terzo concerto di Rachmaninov e i Quadri di un'esposizione di Musorgskij. Con il contrabbassista Nicolas Schwarz forma l'Oyster Duo.

La residenza triennale all'Accademia Filarmonica Romana

Il recital del 19 novembre fa parte di un progetto triennale che vede Anna Fedorova in residenza all'Accademia Filarmonica Romana dal 2025 al 2027. L'Accademia la presenta come una beniamina del pubblico romano, che torna al Teatro Argentina dopo i concerti delle stagioni precedenti.

Che cosa significa una residenza

Una residenza artistica lega un interprete a un'istituzione per più stagioni, con programmi pensati in continuità. Per il pubblico il vantaggio è evidente: seguire la stessa pianista nel tempo, in repertori diversi, permette di conoscerne il suono e le scelte meglio di quanto consenta un singolo concerto. Anna Fedorova conosce bene questo formato: nella stagione 2015-2016 era stata artista in residenza a Ede, nei Paesi Bassi, dove nel 2017 ha anche diretto la prima edizione di un festival internazionale di musica da camera.

Chi organizza: l'Accademia Filarmonica Romana

L'Accademia Filarmonica Romana è un ente privato senza scopo di lucro fondato a Roma nel 1821, una delle istituzioni musicali più antiche della città. La fondarono alcuni musicisti dilettanti riuniti intorno al compositore Raffaele Muti Papazzurri; nel 1824 divenne istituzione ufficiale dello Stato Pontificio. Dopo la rifondazione del 1946, con la direzione artistica di Alfredo Casella, la sede si spostò nella Casina Vagnuzzi di via Flaminia 118, dove si trova la Sala Casella. Fra i direttori artistici si contano Goffredo Petrassi, Luciano Berio e Hans Werner Henze; dal 2024 la direzione artistica è di Domenico Turi. Il Teatro Olimpico è di proprietà della Filarmonica dal 1980.

Una curiosità su Anna Fedorova al Teatro Argentina — 19 novembre 2026

La curiosità riguarda la preferenza di Beethoven. La presentazione dell'Accademia ricorda che il compositore considerava l'Appassionata la sua sonata preferita, almeno fino all'op. 106. Significa che il brano con cui Anna Fedorova apre la serata è, secondo lo stesso autore, il vertice della sua produzione pianistica fino a quella data. Il pubblico dell'Argentina ascolta dunque, in apertura, la pagina che Beethoven stesso metteva davanti alle altre.

C'è poi un filo che lega la pianista a questo repertorio. Fra le registrazioni video diffuse di Anna Fedorova figura il primo movimento della stessa Sonata n. 23, e nel suo recital discografico del 2015 compaiono i Sei pezzi op. 118 di Brahms, raccolta vicinissima per numero d'opera agli intermezzi op. 117 in programma a Roma. All'Argentina, in altre parole, la pianista porta pagine che frequenta da anni.

Un'ultima curiosità riguarda i suoi insegnanti. Fra gli artisti che le hanno dato consigli ci sono Alfred Brendel, Menahem Pressler e András Schiff, tre maestri del pianoforte del secondo Novecento. Ascoltare l'Appassionata e il Carnaval da chi ha raccolto quei consigli, in una sala del Settecento, è un modo per capire come una tradizione passi da una generazione all'altra.

Il Teatro Argentina, la sala del recital

Il Teatro Argentina conta 720 posti, 354 in platea e 366 nei sei ordini di palchi, secondo i dati del Teatro di Roma che lo gestisce. La sala è all'italiana, a ferro di cavallo, rossa e oro, con il soffitto verde decorato e un grande lampadario a sedici bracci.

Un nome che viene da Strasburgo

Il nome del teatro non ha a che fare con il paese sudamericano. Viene dalla torre del palazzo di Johannes Burckardt, il Burcardo, cerimoniere pontificio originario di Strasburgo, città che in latino si chiamava Argentoratum. Il Burcardo si firmava episcopus argentinensis: da lui presero il nome la torre, il largo e poi il teatro. Il suo palazzo, costruito fra il 1491 e il 1500, è ancora in via del Sudario, accanto alla sala.

Gli Sforza Cesarini e l'architetto Theodoli

Il cantiere fu avviato nel 1730 dalla famiglia Sforza Cesarini. Il progetto della sala si deve al marchese e architetto Gerolamo Theodoli, che scelse la pianta a ferro di cavallo per ottenere la migliore acustica e la migliore visibilità. In origine la struttura era quasi tutta in legno, con centottantasei palchi.

La facciata e il restauro di Portoghesi

La facciata neoclassica, con la dedica alle muse Melpomene, Euterpe e Tersicore, fu realizzata nel 1826 su progetto di Pietro Holl. Nel 1993 Paolo Portoghesi restaurò il teatro, ripristinando il rosso dei rivestimenti e la forma originale delle mantovane dei palchi: è a quel restauro che si deve l'aspetto settecentesco che la sala ha oggi.

Una cosa che non ti dice nessuno su Anna Fedorova al Teatro Argentina — 19 novembre 2026

Quello che raramente si dice è che il Teatro Argentina, oggi prima sede della prosa del Teatro di Roma, è nato come teatro d'opera e di musica, e per oltre un secolo è stato uno dei luoghi centrali della vita musicale romana. Fu inaugurato nel gennaio 1732 con Berenice di Domenico Sarro; qui nel 1816 debuttò il Barbiere di Siviglia di Rossini; qui nel 1827 suonò Niccolò Paganini. Un recital di pianoforte nella sala di Largo Argentina non è un ospite in casa d'altri: riporta l'edificio alla sua vocazione originaria.

La seconda cosa poco nota riguarda il suono. La pianta a ferro di cavallo scelta da Theodoli nasceva per l'acustica. Per un pianoforte solo la sala ha dimensioni che permettono di cogliere i pianissimo degli intermezzi di Brahms anche dai palchi alti, cosa che nelle grandi sale sinfoniche non è scontata.

La terza è pratica: il teatro è dentro la ZTL del centro storico e non ha parcheggio. Chi arriva in auto dalla periferia rischia la multa se non conosce gli orari della fascia a traffico limitato. La soluzione più semplice è lasciare l'auto fuori dalla ZTL e prendere il tram 8, che ferma proprio davanti all'area sacra, a pochi passi dall'ingresso.

Il consiglio che ti do per visitare Anna Fedorova al Teatro Argentina — 19 novembre 2026

Il consiglio è di arrivare al recital avendo ascoltato almeno una volta il Carnaval di Schumann, magari leggendo una presentazione del ciclo. È il brano che più guadagna da un minimo di preparazione: riconoscere i caratteri che si alternano, fra slanci e ripiegamenti, trasforma la musica in un racconto invece che in una sequenza.

Secondo punto: il posto. In una sala all'italiana, per un recital di pianoforte, conviene scegliere un posto in platea o nei palchi dal lato della tastiera, cioè alla sinistra di chi guarda il palco, per vedere le mani della pianista. Per l'ascolto puro anche i palchi più alti funzionano bene.

Terzo punto: il tempo. Con l'inizio alle 21:00 conviene arrivare in Largo Argentina verso le 20:30, fare due passi intorno all'area sacra e poi entrare in sala con qualche minuto di margine per guardare i palchi con le luci accese. Durante il concerto il telefono va spento, non solo silenziato: in una sala di queste dimensioni uno schermo acceso in platea si vede da tutti i palchi.

Come arrivare al Teatro Argentina

Il Teatro Argentina si trova in Largo di Torre Argentina 52, di fronte all'area sacra, nel centro storico di Roma. Il mezzo più comodo è il tram 8, fermata Torre Argentina.

In tram

Il tram 8 ferma a Torre Argentina, a pochi passi dal teatro. Per chi abita a Trastevere, a Monteverde o lungo viale Trastevere è il collegamento più diretto anche al ritorno.

In metropolitana

Nessuna stazione della metro si trova a ridosso del teatro. Le più vicine sono Colosseo e Circo Massimo sulla linea B, da cui si prosegue a piedi o con i mezzi di superficie. Da piazza Venezia, lungo via delle Botteghe Oscure, il teatro è a pochi minuti a piedi.

In autobus

Largo di Torre Argentina e corso Vittorio Emanuele II sono attraversati da molte linee che collegano Termini, piazza Venezia, il Vaticano e Trastevere. Linee e orari serali si verificano prima di partire con il calcolatore di percorso di ATAC, l'azienda del trasporto pubblico romano.

In auto e a piedi

Il teatro non ha parcheggio ed è nella ZTL del centro storico: chi arriva in auto deve lasciarla fuori dalla fascia a traffico limitato. Dal Pantheon, da piazza Navona, da Campo de' Fiori e dal Ghetto l'Argentina si raggiunge a piedi in pochi minuti, ed è la soluzione migliore.

Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato

È noto che il video del Secondo concerto di Rachmaninov suonato da Anna Fedorova al Concertgebouw nel 2013 è uno dei video di musica classica più visti in rete. Meno spesso si ricorda che quel concerto era la semplice apertura di stagione di una serie domenicale mattutina, e che la pianista aveva allora ventitré anni. La popolarità del video ha finito per oscurare il resto del suo percorso: i concorsi vinti da adolescente, la formazione a Imola e a Londra, il lavoro da camerista, la direzione artistica di un festival.

Il secondo fatto poco citato riguarda la sua cittadinanza artistica. Anna Fedorova è nata a Kiev ed è ucraina, ma la sua carriera si è sviluppata soprattutto nei Paesi Bassi, e oggi è indicata come pianista ucraina e olandese. Dal 2022 suona con la Ukrainian Freedom Orchestra, la formazione nata quell'anno per riunire musicisti ucraini.

Il terzo riguarda l'Italia. Prima di Londra, Anna Fedorova ha studiato all'Accademia pianistica internazionale di Imola con Leonid Margarius: il pubblico romano che la chiama beniamina, per usare la parola dell'Accademia Filarmonica, ascolta una pianista che ha una parte della sua formazione proprio in Italia.

La foto giusta da fare a Anna Fedorova al Teatro Argentina — 19 novembre 2026

La foto giusta si fa prima del concerto, dalla platea, con le luci di sala ancora accese: il pianoforte a coda solo al centro del palco, e intorno i sei ordini di palchi rossi e oro, il soffitto verde e il lampadario. È un'immagine che racconta un recital meglio di qualsiasi primo piano, perché mostra quanto spazio c'è intorno a un solo strumento. Funziona anche con il telefono, a patto di tenere nel fotogramma tutta la curva dei palchi.

La seconda foto si fa dai palchi di secondo o terzo ordine, guardando verso il basso: il coperchio aperto del pianoforte e la platea che si riempie. La terza è all'esterno, alla fine della serata, dall'altro lato del largo: la facciata neoclassica illuminata e, in primo piano, le colonne dell'area sacra.

Durante il recital, invece, il telefono resta in tasca: in un programma che comprende gli intermezzi di Brahms il rumore dello scatto e la luce dello schermo disturbano davvero.

Intorno al Teatro Argentina

Il Teatro Argentina è nel centro storico, a pochi minuti a piedi dal Pantheon, da piazza Navona, da Campo de' Fiori e dal Ghetto: un recital qui si combina con una passeggiata serale fra alcuni dei luoghi più noti di Roma.

L'area sacra di Largo Argentina

Davanti al teatro si apre l'area sacra di Largo Argentina, con i resti dei templi repubblicani e delle strutture legate al complesso del Teatro di Pompeo. Fra le rovine vive la colonia di gatti raccontata nella scheda sul santuario dei gatti di Largo Argentina.

Pantheon, Navona e Campo de' Fiori

In cinque minuti verso nord si arriva al Pantheon; verso ovest, oltre corso Vittorio Emanuele II, si raggiungono piazza Navona e Campo de' Fiori, che di sera hanno un'atmosfera molto diversa da quella diurna.

Il Ghetto e il Teatro di Marcello

Verso il Tevere si entra nel Ghetto ebraico e si arriva al Teatro di Marcello. A due passi dall'Argentina, verso piazza Venezia, c'è anche la chiesa del Gesù.

Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia

Il Teatro Argentina fu inaugurato nel gennaio 1732 con Berenice, opera di Domenico Sarro. Nel Settecento i viaggiatori stranieri lo consideravano il più importante dei teatri di Roma, e da allora la sua storia si intreccia con quella della musica italiana e con quella politica della città.

Il 20 febbraio 1816 vi andò in scena la prima del Barbiere di Siviglia di Gioachino Rossini, con Manuel García. La prima sera fu un fiasco, perché in platea sedevano molti ammiratori del Barbiere di Paisiello; dalla seconda l'opera trionfò. Il 28 gennaio 1822 la sala ospitò la prima assoluta di Zoraida di Granata di Donizetti, e nel 1827 un concerto di Niccolò Paganini.

Giuseppe Verdi vi presentò I due Foscari nel 1844 e La battaglia di Legnano nel 1849: secondo la ricostruzione del Teatro di Roma, in occasione di quest'ultima i romani avviarono le manifestazioni contro il governo pontificio che portarono alla Repubblica Romana. Dopo il 1870 l'apertura di corso Vittorio Emanuele II mise il teatro al centro della città nuova e l'edificio passò al Comune. Nel 1993 il restauro di Paolo Portoghesi gli restituì l'aspetto settecentesco. Oggi è la prima sede della Fondazione Teatro di Roma, diventata fondazione nel 2022, e ospita la serie di concerti dell'Accademia Filarmonica Romana in cui si inserisce il recital di Anna Fedorova.

Chi è passato da Anna Fedorova al Teatro Argentina — 19 novembre 2026

Dal palcoscenico dell'Argentina sono passati Gioachino Rossini con il Barbiere di Siviglia e il tenore Manuel García; Gaetano Donizetti con Zoraida di Granata, cantata da Domenico Donzelli e Luigia Boccabadati; Giuseppe Verdi con due prime; Niccolò Paganini in concerto. Nel Novecento la sala ha visto le opere di Gabriele D'Annunzio e di Luigi Pirandello, e i direttori del Teatro di Roma da Vito Pandolfi a Luca Ronconi.

Nella storia dell'Accademia Filarmonica Romana, che organizza il recital, passano Raffaele Muti Papazzurri, fondatore nel 1821, Alfredo Casella, Goffredo Petrassi, Luciano Berio, Hans Werner Henze e Giuseppe Sinopoli. Fra le due guerre, nei concerti della Filarmonica, suonarono pianisti come Rudolf Serkin, Walter Gieseking e Alfred Cortot: nomi che rendono l'idea della tradizione pianistica dell'istituzione.

Il 19 novembre sale sul palco Anna Fedorova, e con lei, idealmente, Beethoven, Schumann e Brahms. Nel suo percorso figurano insegnanti e maestri come Leonid Margarius e Norma Fisher, e i consigli di Alfred Brendel, Menahem Pressler e András Schiff: una parte importante della storia del pianoforte del secondo Novecento passa, per interposta persona, anche da questa serata.

Accessibilità e informazioni pratiche

Il Teatro Argentina è un edificio storico in cui le barriere architettoniche non si possono eliminare del tutto, ma la struttura dispone di ascensori e di posti riservati in platea per le persone con disabilità, secondo le indicazioni del Teatro di Roma. Per la disponibilità nella sera del recital conviene contattare in anticipo l'Accademia Filarmonica Romana o la biglietteria del teatro.

Con i ragazzi

Un recital con l'Appassionata e il Carnaval è un buon primo incontro con il pianoforte da concerto per un ragazzo che studia lo strumento: i contrasti di Beethoven e i pezzi brevi di Schumann tengono viva l'attenzione. Per i bambini più piccoli l'orario serale e i silenzi richiesti dagli intermezzi di Brahms possono essere impegnativi.

Abbigliamento e clima

Al Teatro Argentina non c'è un dress code, ma la sala settecentesca invita a un minimo di cura. A fine novembre la sera a Roma è fresca e spesso piovosa: cappotto e ombrello sono quasi sempre utili, anche per la passeggiata prima o dopo il concerto.

Dove mangiare prima o dopo il recital

Il centro storico intorno al Teatro Argentina offre ogni tipologia di locale: trattorie romane nelle strade verso Campo de' Fiori, cucina giudaico romanesca nel Ghetto, forni e pizzerie al taglio lungo corso Vittorio Emanuele II per un pasto veloce prima delle 21, enoteche e bistrot intorno al Pantheon per il dopo concerto. Con l'inizio alle 21:00 conviene cenare presto, verso le 19:30, oppure prenotare per dopo, tenendo presente che molte cucine chiudono verso le 23.

Come organizzare la serata di Anna Fedorova

Un recital al Teatro Argentina si inserisce bene in una serata nel centro storico. Chi arriva da fuori può lasciare l'auto oltre la ZTL e raggiungere il teatro con il tram 8, oppure arrivare a piedi da piazza Venezia.

Prima del concerto

Una passeggiata dal Pantheon a Largo Argentina richiede pochi minuti, e l'area sacra illuminata merita una sosta. Chi ha tempo può cenare presto in zona Ghetto o Campo de' Fiori e arrivare in teatro verso le 20:30.

Dopo il concerto

All'uscita il centro è ancora animato. Il tram 8 riporta verso Trastevere; le linee di autobus di corso Vittorio Emanuele II collegano con Termini e il Vaticano. Per il rientro notturno conviene controllare gli orari con il calcolatore di percorso di ATAC prima di uscire di casa.

Un recital a fine novembre

Fine novembre è il momento in cui a Roma le stagioni musicali sono pienamente avviate: la serie dell'Accademia Filarmonica Romana all'Argentina è appena cominciata, e nelle stesse settimane la Filarmonica programma altri concerti nella Sala Casella di via Flaminia e al Teatro Olimpico. Le giornate sono corte e il centro storico, dopo la fine della stagione turistica più intensa, torna a ritmi più raccolti: è un periodo adatto a una serata in una sala storica.

Domande frequenti su Anna Fedorova a Roma

Quando suona Anna Fedorova al Teatro Argentina?

Anna Fedorova suona al Teatro Argentina giovedì 19 novembre 2026 alle 21:00, nella stagione 2026/2027 dell'Accademia Filarmonica Romana. Il recital fa parte del progetto triennale che vede la pianista in residenza alla Filarmonica dal 2025 al 2027.

Che cosa suona Anna Fedorova a Roma?

Il recital di Anna Fedorova al Teatro Argentina comprende la Sonata n. 23 in fa minore op. 57 «Appassionata» di Beethoven, i Tre intermezzi op. 117 di Brahms e il Carnaval op. 9 di Schumann, secondo il programma pubblicato dall'Accademia Filarmonica Romana.

Dove si comprano i biglietti per Anna Fedorova?

I biglietti per Anna Fedorova al Teatro Argentina si acquistano dalla pagina del concerto sul sito dell'Accademia Filarmonica Romana, che rimanda al circuito di prevendita autorizzato, dove sono pubblicati i prezzi. Sul sito della Filarmonica sono indicati anche gli abbonamenti alla stagione.

Chi è Anna Fedorova?

Anna Fedorova è una pianista ucraina e olandese nata a Kiev nel 1990, figlia di due pianisti. Ha studiato a Kiev, a Imola con Leonid Margarius e al Royal College of Music di Londra, ha vinto concorsi internazionali e si è esibita più di trenta volte al Concertgebouw di Amsterdam.

Come si arriva al Teatro Argentina?

Il Teatro Argentina, in Largo di Torre Argentina 52, si raggiunge con il tram 8, fermata Torre Argentina, e con le numerose linee di autobus che attraversano il largo. Le stazioni della metro B più vicine sono Colosseo e Circo Massimo. Il teatro non ha parcheggio ed è nella ZTL.

Quanto dura il recital di Anna Fedorova?

La durata del recital di Anna Fedorova al Teatro Argentina non è pubblicata dall'Accademia Filarmonica Romana. Il programma comprende tre opere, una sonata di Beethoven, tre intermezzi di Brahms e il ciclo del Carnaval di Schumann; l'inizio è alle 21:00.

Quali altri concerti tiene la Filarmonica all'Argentina?

Dopo Anna Fedorova, l'Accademia Filarmonica Romana torna al Teatro Argentina il 10 dicembre 2026 con il Trio Concept, il 4 febbraio 2027 con Adélaïde Ferrière e l'11 febbraio con Thomas Oliemans nella Winterreise, sempre alle 21:00.

Il consiglio finale su Anna Fedorova al Teatro Argentina

Una pianista che il pubblico romano ha già adottato, un programma che va dall'Appassionata di Beethoven agli ultimi intermezzi di Brahms passando per il Carnaval di Schumann, una sala del 1732 nata per la musica: a nostro giudizio è uno dei recital più completi della stagione romana di novembre. Conviene ascoltare prima il Carnaval, arrivare con il tram 8 o a piedi dal Pantheon, scegliere un posto dal lato della tastiera e lasciare agli intermezzi finali tutto il silenzio che chiedono.

Articolo scritto dalla redazione di Tour Leader Pro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.

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Data Evento19 Novembre 2026 21:00
IndirizzoTeatro Argentina, Largo di Torre Argentina 52, 00186 Roma Centro storico, Roma, Roma Città