Quartetto Prometeo e Claudio Pasceri al Teatro Argentina — 4 marzo 2027
Il Quartetto Prometeo e il violoncellista Claudio Pasceri suonano per l'Accademia Filarmonica Romana giovedì 4 marzo 2027 alle 21:00 al Teatro Argentina, in Largo di Torre Argentina 52 (00186 Roma), nel centro storico. Sul palco Mirei Yamada e Aldo Campagnari ai violini, Danusha Waskiewicz alla viola, Francesco Dillon e Claudio Pasceri ai violoncelli, con Rizhom di Ivan Fedele in prima esecuzione e il Quintetto per archi in do maggiore op. 163 D 956 di Franz Schubert. Il teatro si raggiunge con il tram 8, fermata Torre Argentina, con le numerose linee di autobus che attraversano il largo, oppure a piedi dal Pantheon e da piazza Venezia; le stazioni della metro B più vicine sono Colosseo e Circo Massimo. I prezzi sono pubblicati sul circuito di prevendita autorizzato a cui rimanda la pagina ufficiale del concerto sul sito della Filarmonica; i biglietti si acquistano da lì o alla biglietteria del teatro.

Un quartetto che per la Filarmonica ha già suonato tutti i quartetti di Šostakovič, un violoncellista torinese votato alla musica contemporanea, un compositore con cui il Prometeo lavora da molti anni e l'ultimo capolavoro cameristico di Schubert, scritto pochi mesi prima di morire. Cinque archi in una sala del Settecento, a due passi dall'area sacra.
Il Quartetto Prometeo al Teatro Argentina: data, orario e biglietti
Il concerto del Quartetto Prometeo con Claudio Pasceri è in programma giovedì 4 marzo 2027 alle 21:00 al Teatro Argentina, dentro la stagione 2026/2027 dell'Accademia Filarmonica Romana. È una data unica.
L'orario
Le 21:00 sono l'orario abituale dei concerti serali della Filarmonica all'Argentina. La durata non è pubblicata; il Quintetto di Schubert, che la Filarmonica descrive di notevole estensione e dall'aspetto decisamente sinfonico, occupa da solo una parte importante della serata.
Dove si comprano i biglietti
Dalla pagina del concerto sul sito della Filarmonica un pulsante di acquisto porta al circuito di prevendita autorizzato, dove sono indicati i prezzi. In alternativa ci si può rivolgere alla biglietteria del Teatro Argentina. Chi pensa di seguire più concerti trova sul sito della Filarmonica anche la sezione dedicata agli abbonamenti.
La serie all'Argentina
Il concerto fa parte della serie che la Filarmonica tiene all'Argentina in questa stagione, inaugurata il 5 novembre 2026 con I Solisti della Filarmonica e la Quarta di Mahler e proseguita con il recital della pianista Anna Fedorova, il Trio Concept a dicembre, la percussionista Adélaïde Ferrière e il baritono Thomas Oliemans nella Winterreise a febbraio.
Il programma: Fedele e Schubert
Il programma del Quartetto Prometeo e di Claudio Pasceri alterna, come scrive la Filarmonica, il Quintetto op. 163 di Franz Schubert a una novità di Ivan Fedele, Rizhom, compositore con cui il Prometeo collabora da molti anni.
Rizhom di Ivan Fedele
Rizhom è la pagina nuova della serata. Le fonti ufficiali non concordano sulla definizione: l'intestazione della pagina della Filarmonica la indica come prima esecuzione assoluta, mentre il testo di presentazione parla di prima esecuzione italiana. In entrambi i casi il pubblico dell'Argentina è fra i primi ad ascoltarla.
Il Quintetto di Schubert
Il Quintetto per archi in do maggiore op. 163 D 956 è l'unica opera scritta da Schubert per questo organico: due violini, viola e due violoncelli. Fu composto nel 1828, pochi mesi prima della morte del compositore.
Una prima dopo 32 anni
Secondo la presentazione della Filarmonica, il Quintetto ebbe la sua prima esecuzione pubblica soltanto 32 anni dopo la composizione, nel 1860, al Musikverein di Vienna, con il Quartetto Hellmesberger e il violoncellista Josef Stransky. Fu a lungo dimenticato: un lavoro di notevole estensione e dall'aspetto decisamente sinfonico.
Due violoncelli
L'organico del Quintetto prevede due violoncelli. Per questo il Quartetto Prometeo, per l'occasione, si allarga chiamando un secondo violoncellista, Claudio Pasceri.
Chi è il Quartetto Prometeo
Il Quartetto Prometeo è un quartetto d'archi italiano che ha vinto nel 1998 la cinquantesima edizione del Prague Spring International Music Competition e nel 2012 il Leone d'Argento della Biennale Musica di Venezia; oggi è formato da Mirei Yamada, Aldo Campagnari, Danusha Waskiewicz e Francesco Dillon.
I premi di Praga e Monaco
A Praga, nel 1998, il quartetto ha ricevuto anche il Premio Speciale Bärenreiter per la migliore esecuzione fedele al testo originale del Quartetto K 590 di Mozart, il Premio Città di Praga come miglior quartetto e il Premio Pro Harmonia Mundi. Nel 1999 ha ricevuto il premio Thomas Infeld della Internationale Sommer Akademie Prag Wien Budapest ed è arrivato secondo al Concours International de Quatuors di Bordeaux; nel 2000 ha vinto di nuovo il Premio Speciale Bärenreiter al Concorso ARD di Monaco.
Aldeburgh e le grandi sale
Nel 1998 è stato eletto complesso residente della Britten Pears Academy di Aldeburgh. Ha suonato al Concertgebouw di Amsterdam, al Musikverein, alla Wigmore Hall, all'Aldeburgh Festival, al Prague Spring Festival e al Festival del Meclemburgo, all'Accademia di Santa Cecilia, alla Società del Quartetto di Milano, agli Amici della Musica di Firenze e alla Fenice.
I compositori
Particolarmente intenso è il rapporto artistico con Salvatore Sciarrino, Ivan Fedele e Stefano Gervasoni. Dal 2013 il Prometeo è quartetto in residenza all'Accademia Chigiana di Siena, in collaborazione con la classe di composizione di Sciarrino.
Collaborazioni e dischi
Ha suonato con Mario Brunello, David Geringas, Veronika Hagen, Alexander Lonquich, Enrico Pace, Stefano Scodanibbio, il Quartetto Belcea, Enrico Bronzi, Mariangela Vacatello e Lilya Zilberstein, e ha inciso per ECM, Sony e Brilliant. Dal 2019 tiene corsi di quartetto all'Accademia musicale Santa Cecilia di Portogruaro e dal 2020 a Roma, nell'ambito di Avos Project.
Chi è Claudio Pasceri
Claudio Pasceri è un violoncellista nato a Torino nel 1976, che la Filarmonica presenta come uno dei più apprezzati violoncellisti della sua generazione, con una predilezione per la musica contemporanea.
La formazione
Ha cominciato a studiare il violoncello con Renzo Brancaleon al Conservatorio Giuseppe Verdi di Torino, diplomandosi con il massimo dei voti nella classe di Dario Destefano. Borsista della fondazione De Sono dal 2000 al 2002, si è perfezionato con Julius Berger alla Johannes Gutenberg Universität di Magonza e al Mozarteum di Salisburgo.
I concerti
Ha suonato alla Tonhalle di Zurigo, al Teatro Olimpico di Vicenza, all'Unione Musicale di Torino, allo Schleswig Holstein Festival, alla Tully Hall del Lincoln Center di New York, al Festival delle Nazioni di Città di Castello e al Parco della Musica di Roma. Il suo repertorio con orchestra va dai concerti di Vivaldi alle opere di Schnittke, con formazioni come l'Orchestre de Chambre de Toulouse e l'Arpeggione Kammerorchester; una sua esecuzione del Concerto di Schumann è stata registrata dalla Bayerischer Rundfunk.
La musica da camera
In formazione cameristica ha suonato con Salvatore Accardo, Pavel Gililov, Dora Schwarzberg, Bruno Giuranna, Rohan de Saram, Rocco Filippini e Gilles Apap.
Il contemporaneo e i festival
Dal 2012 è il violoncellista dello Xenia Ensemble, quartetto specializzato nel repertorio contemporaneo. Dal 2014 al 2016 è stato artiste associé e direttore artistico del Festival de Musique de Conques, in Francia; è coordinatore artistico del festival di musica contemporanea Estovest e insegna violoncello all'Accademia di Musica di Pinerolo.
Ivan Fedele, il compositore
Ivan Fedele è un compositore italiano nato a Lecce il 6 maggio 1953, accademico di Santa Cecilia, direttore del Settore Musica della Biennale di Venezia dal 2012 al 2020.
La formazione
Ha studiato pianoforte al Conservatorio di Milano con Bruno Canino, Vincenzo Vitale e Ilonka Deckers, composizione con Renato Dionisi e Azio Corghi e, all'Accademia di Santa Cecilia, con Franco Donatoni. Si è laureato in Filosofia all'Università degli Studi di Milano.
L'insegnante
Ha insegnato composizione in alcune delle maggiori istituzioni musicali europee ed è stato maestro di compositori poi affermati, fra cui Christophe Bertrand e Vittorio Montalti.
Il catalogo per archi
Nel suo catalogo gli archi hanno un posto importante: un Primo quartetto del 1981/89, il Pentalogon Quartet del 1987, il terzo quartetto Tar del 1999/2000, Capt-Actions per quartetto d'archi, fisarmonica ed elettronica, concerti per viola, per violoncello e per violino. Nel 1997 ha scritto Dioscuri per due violoncelli e orchestra: la coppia di violoncelli, dunque, non è una novità per lui. Nel 2007 il Maggio Musicale Fiorentino gli ha commissionato l'opera Antigone.
Perché ascoltare Fedele e Schubert nella stessa sera
Accostare una prima di Ivan Fedele al Quintetto di Schubert significa mettere una accanto all'altra una pagina appena nata e una rimasta nel silenzio per trentadue anni dopo la sua composizione.
Il nuovo e il dimenticato
Il Quintetto di Schubert, ricorda la Filarmonica, fu a lungo un lavoro dimenticato prima di entrare nel repertorio. Rizhom è invece alla sua prima uscita pubblica. A nostro giudizio è un accostamento che invita a una riflessione semplice: ogni capolavoro è stato, un giorno, musica nuova ascoltata per la prima volta.
Un quartetto per il contemporaneo
Il rapporto intenso con Sciarrino, Fedele e Gervasoni e la residenza all'Accademia Chigiana accanto alla classe di composizione di Sciarrino raccontano un quartetto che lavora a stretto contatto con i compositori di oggi, senza abbandonare Mozart e Schubert. Pasceri condivide la stessa vocazione: la serata è costruita su musicisti che frequentano con uguale naturalezza Schubert e i compositori viventi.
Una curiosità sul Quartetto Prometeo e Claudio Pasceri al Teatro Argentina — 4 marzo 2027
La curiosità più interessante è un incrocio di biografie. Nel 2012 il Quartetto Prometeo ha ricevuto il Leone d'Argento alla Biennale Musica di Venezia; nello stesso anno Ivan Fedele ha cominciato il suo mandato di direttore del Settore Musica della Biennale, che è durato fino al 2020. Il compositore di Rizhom e il quartetto che lo esegue sono legati, oltre che da una collaborazione di lunga data, da un momento preciso della storia della musica contemporanea italiana.
La seconda curiosità riguarda la Filarmonica. Il Prometeo non è un ospite nuovo: qualche anno fa, ricorda la presentazione, fu protagonista per l'Accademia Filarmonica Romana di un'esecuzione integrale dei Quartetti per archi di Šostakovič, distribuita nell'arco di tre stagioni. Un'impresa rara, che ha costruito un rapporto di fiducia fra il quartetto e il pubblico romano.
La terza è una doppia coincidenza sul violoncello. Schubert scrisse il suo Quintetto con due violoncelli; Fedele, trent'anni fa, aveva scritto Dioscuri per due violoncelli e orchestra, e Claudio Pasceri suona da oltre dieci anni in un quartetto dedicato al repertorio contemporaneo. La serata mette insieme, sullo stesso palco, due violoncellisti con una forte vocazione per la musica di oggi.
Il Teatro Argentina, la sede del concerto
Il Teatro Argentina è una sala all'italiana a ferro di cavallo con 720 posti, 354 in platea e 366 in sei ordini di palchi, secondo i dati del Teatro di Roma, che la gestisce. Rossa e oro, con il soffitto verde decorato e un grande lampadario a sedici bracci, è una delle sale storiche più belle della città.
Il nome e il Burcardo
Il nome non ha nulla a che vedere con il paese sudamericano. Viene dalla torre del palazzo di Johannes Burckardt, il Burcardo, cerimoniere pontificio nato a Strasburgo, in latino Argentoratum, che si firmava episcopus argentinensis. Da lui presero il nome la torre, il largo e il teatro; il palazzo del Burcardo, costruito fra il 1491 e il 1500, si trova ancora in via del Sudario, accanto al teatro.
Gli Sforza Cesarini e Theodoli
La famiglia Sforza Cesarini avviò il cantiere nel 1730. La sala fu disegnata dall'architetto e marchese Gerolamo Theodoli, che scelse la forma a ferro di cavallo per l'acustica e la visibilità; in origine era quasi tutta in legno.
La facciata e il restauro
La facciata neoclassica, con la dedica alle muse Melpomene, Euterpe e Tersicore, fu realizzata nel 1826 su progetto di Pietro Holl. Nel 1993 Paolo Portoghesi restaurò il teatro, ripristinando il rosso dei rivestimenti e la sagoma originale delle mantovane dei palchi.
Una cosa che non ti dice nessuno sul Quartetto Prometeo e Claudio Pasceri al Teatro Argentina — 4 marzo 2027
Quello che pochi dicono è che il Teatro Argentina, oggi casa della prosa del Teatro di Roma, è nato come teatro d'opera e di musica. Fu inaugurato nel gennaio 1732 con Berenice di Domenico Sarro; vi debuttò il Barbiere di Siviglia di Rossini, il 20 febbraio 1816; vi suonò Niccolò Paganini nel 1827. Un concerto di archi all'Argentina è un ritorno alla vocazione originaria dell'edificio.
La seconda cosa riguarda l'ascolto. In una sala a ferro di cavallo di queste dimensioni un quintetto d'archi arriva diretto, senza la distanza delle grandi sale sinfoniche: le cinque voci si distinguono una per una. Per la musica da camera, a nostro giudizio, anche i palchi più alti funzionano bene, perché qui conta l'ascolto più della visuale.
La terza è pratica: il teatro è in zona a traffico limitato e non ha parcheggio. Chi arriva in auto deve lasciarla fuori dalla ZTL e prendere il tram 8, che ferma davanti all'area sacra, o camminare. E la stessa sera, all'Auditorium Parco della Musica, comincia la serie di concerti di Daniel Harding con Beatrice Rana: chi ama la musica deve scegliere.
Il consiglio che ti do per visitare il Quartetto Prometeo e Claudio Pasceri al Teatro Argentina — 4 marzo 2027
Il consiglio è ascoltare il Quintetto di Schubert prima del concerto, almeno una volta, dall'inizio alla fine. È una pagina lunga, e la Filarmonica ne sottolinea l'aspetto sinfonico: conoscerne l'arco generale permette di goderne i dettagli in sala, invece di perdersi nelle sue dimensioni.
Secondo: accostarsi a Rizhom senza pregiudizi. Una prima esecuzione è un evento raro, e il modo migliore di ascoltarla è lasciare che la musica di Fedele arrivi per quello che è. Chi vuole prepararsi può ascoltare altri lavori per archi del compositore, come i quartetti Pentalogon o Tar.
Terzo: arrivare all'Argentina a piedi, attraversando il centro storico dal Pantheon o da piazza Navona. La passeggiata serale nei vicoli, prima di entrare in una sala del Settecento, fa parte dell'esperienza. Arrivare con mezz'ora d'anticipo permette di guardare la sala con le luci accese, prima che si spengano.
L'Accademia Filarmonica Romana, chi organizza
L'Accademia Filarmonica Romana è un'istituzione privata senza scopo di lucro fondata a Roma nel 1821, che organizza concerti di musica da camera e sinfonica, balletti e spettacoli di teatro musicale: una delle istituzioni musicali più antiche della città.
Le origini
La fondarono alcuni musicisti dilettanti riuniti intorno al compositore Raffaele Muti Papazzurri, per eseguire musica da camera e sinfonica e opere in forma di concerto quando la censura ne vietava la rappresentazione. Nel 1824 divenne istituzione ufficiale dello Stato Pontificio.
Dal Pantheon a via Flaminia
Dopo il 1870 divenne una società corale e dal 1878 curò la musica delle commemorazioni ufficiali al Pantheon. Nel 1946 fu rifondata con la direzione artistica di Alfredo Casella; la sede si spostò alla Casina Vagnuzzi, in via Flaminia 118, dove oggi c'è la Sala Casella. Dal 1980 la Filarmonica è proprietaria del Teatro Olimpico.
I grandi ospiti
La storia pubblicata dall'Accademia ricorda fra le due guerre interpreti come Adolf Busch, Rudolf Serkin, Alfred Cortot e Jascha Heifetz, e dopo il 1946 Bartók, Britten, Messiaen, Stravinskij, Berio, Boulez. Fra i direttori artistici si contano Goffredo Petrassi, Luciano Berio e Hans Werner Henze; dal 2024 la direzione è di Domenico Turi.
Come arrivare al Teatro Argentina
Il Teatro Argentina è in Largo di Torre Argentina 52, davanti all'area sacra, nel centro storico. Il tram 8 è il mezzo più comodo.
In tram
Il tram 8 ferma a Torre Argentina, a pochi passi dall'ingresso: all'andata e al ritorno è la soluzione più semplice per chi viene da Trastevere o da Monteverde.
In metropolitana e in autobus
Nessuna stazione della metro è vicina al teatro: le più comode sono Colosseo e Circo Massimo, sulla linea B, da cui si prosegue a piedi o con i mezzi di superficie. Largo Argentina e corso Vittorio Emanuele II sono attraversati da molte linee di autobus che collegano Termini, piazza Venezia, il Vaticano e Trastevere; gli orari serali vanno controllati sul calcolatore di percorso ATAC.
A piedi e in auto
Da piazza Venezia, lungo via delle Botteghe Oscure, bastano pochi minuti; lo stesso dal Pantheon, da piazza Navona, da Campo de' Fiori e dal Ghetto. In auto bisogna parcheggiare fuori dalla ZTL: il teatro non ha parcheggio.
Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato
È risaputo che il Quintetto in do maggiore è uno dei capolavori della musica da camera di Schubert. Meno spesso si ricorda la sua storia: composto nel 1828, pochi mesi prima della morte dell'autore, non fu eseguito in pubblico per trentadue anni. La prima esecuzione pubblica arrivò solo nel 1860, al Musikverein di Vienna, con il Quartetto Hellmesberger e il violoncellista Josef Stransky. Un capolavoro rimasto nel cassetto per una generazione.
Un secondo fatto poco citato riguarda il Quartetto Prometeo: fra le sale in cui ha suonato c'è anche l'Accademia di Santa Cecilia, e a Roma il quartetto tiene dal 2020 corsi di quartetto nell'ambito di Avos Project. Il concerto dell'Argentina, per il Prometeo, è un ritorno in una città in cui lavora con continuità.
Terzo: Ivan Fedele ha studiato composizione anche a Roma, all'Accademia di Santa Cecilia, con Franco Donatoni, e ne è oggi accademico. La prima di Rizhom, a pochi chilometri da dove si è formato, ha dunque un sapore particolare.
La foto giusta da fare al Quartetto Prometeo e Claudio Pasceri al Teatro Argentina — 4 marzo 2027
La foto giusta si fa dalla platea, prima che si abbassino le luci, puntando verso l'alto: i sei ordini di palchi rossi e oro, il soffitto verde, il lampadario a sedici bracci. È l'inquadratura che racconta l'Argentina meglio di ogni descrizione, e funziona anche con il telefono, purché si tenga tutta la sala nel fotogramma.
La seconda è il palco prima dell'inizio: cinque sedie a semicerchio e cinque leggii, nel mezzo di una sala costruita per l'opera. Un'immagine che dice in un colpo d'occhio la differenza di scala fra il luogo e la musica da camera.
La terza si fa fuori, di sera, dal lato opposto del largo: la facciata neoclassica con la dedica alle muse e, in primo piano, le colonne dell'area sacra illuminate. Durante il concerto, invece, il telefono resta spento: nei momenti più raccolti del Quintetto di Schubert un pianissimo degli archi vale più di qualsiasi foto.
Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia
Il Teatro Argentina fu inaugurato nel gennaio 1732 con Berenice di Domenico Sarro, e da allora la sua storia si intreccia con quella della musica italiana e della politica romana. Nel Settecento i viaggiatori stranieri lo consideravano il più importante dei teatri della città.
Il 20 febbraio 1816 vi andò in scena la prima del Barbiere di Siviglia di Rossini, con Manuel García: fu un fiasco, perché in platea sedevano molti ammiratori del Barbiere di Paisiello, ma dalla seconda sera l'opera trionfò. Il 28 gennaio 1822 l'Argentina ospitò la prima assoluta di Zoraida di Granata di Donizetti; nel 1827 un concerto di Niccolò Paganini.
Verdi vi portò I due Foscari nel 1844 e La battaglia di Legnano nel 1849; secondo la ricostruzione del Teatro di Roma, proprio in occasione di quest'ultima i romani avviarono le manifestazioni che portarono alla Repubblica Romana. Dopo il 1870 l'edificio passò al Comune. Nel 1993 il restauro di Paolo Portoghesi; dal 2022 è la prima sede della Fondazione Teatro di Roma, e ospita anche i concerti dell'Accademia Filarmonica Romana.
Chi è passato dal Quartetto Prometeo e Claudio Pasceri al Teatro Argentina — 4 marzo 2027
Dal palcoscenico dell'Argentina sono passati Gioachino Rossini con il Barbiere di Siviglia e Manuel García; Gaetano Donizetti con Zoraida di Granata; Giuseppe Verdi con due prime; Niccolò Paganini in concerto. Nel Novecento la sala ha visto le opere di Gabriele D'Annunzio e di Luigi Pirandello, e i direttori del Teatro di Roma, da Vito Pandolfi a Luca Ronconi.
Nella storia della Filarmonica, che il 4 marzo porta il Prometeo in questa sala, passano Raffaele Muti Papazzurri, il fondatore, Alfredo Casella, Goffredo Petrassi, Luciano Berio, Hans Werner Henze e Giuseppe Sinopoli, oltre a interpreti come Serkin, Cortot e Heifetz.
E dalle carriere dei cinque musicisti passano Salvatore Sciarrino e Stefano Gervasoni, Mario Brunello e il Quartetto Belcea, Salvatore Accardo e Bruno Giuranna, Julius Berger e Rocco Filippini. Il 4 marzo ci salgono Mirei Yamada, Aldo Campagnari, Danusha Waskiewicz, Francesco Dillon e Claudio Pasceri.
Intorno al Teatro Argentina
Il Teatro Argentina è a pochi minuti a piedi dal Pantheon, da piazza Navona, da Campo de' Fiori e dal Ghetto: un concerto qui si abbina con naturalezza a una passeggiata nel centro storico.
L'area sacra
Davanti al teatro si apre l'area sacra di Largo Argentina, con i resti dei templi e delle strutture legate al complesso del Teatro di Pompeo; fra le rovine vive la colonia felina del santuario dei gatti di Largo Argentina.
Pantheon e piazza Navona
Verso nord, in cinque minuti, si arriva al Pantheon; verso ovest, oltre corso Vittorio Emanuele II, piazza Navona e Campo de' Fiori.
Il Ghetto
Verso il Tevere si entra nel Ghetto ebraico e si raggiunge il Teatro di Marcello; a pochi passi dall'Argentina c'è anche la chiesa del Gesù.
Accessibilità e informazioni pratiche
Il Teatro Argentina è un edificio storico in cui le barriere architettoniche non possono essere eliminate del tutto; secondo il Teatro di Roma la struttura ha ascensori e posti riservati in platea per le persone con disabilità. Per la disponibilità nella sera del concerto conviene contattare in anticipo la Filarmonica o la biglietteria del teatro.
Con i ragazzi
Un quintetto d'archi è una buona occasione per un ragazzo che studia violino, viola o violoncello: cinque voci riconoscibili e una prima esecuzione da raccontare. L'orario delle 21:00 rende la serata impegnativa per i più piccoli.
Dove mangiare prima o dopo il concerto
Il centro storico intorno all'Argentina offre ogni tipo di locale: trattorie romane nelle strade verso Campo de' Fiori, cucina giudaico romanesca nel Ghetto, forni e pizzerie al taglio lungo corso Vittorio Emanuele II per un pasto veloce prima delle 21, enoteche e bistrot intorno al Pantheon per il dopo concerto. Con l'inizio alle 21:00 conviene cenare presto, verso le 19:30, oppure prenotare per dopo, tenendo conto che molte cucine chiudono verso le 23.
Un concerto a inizio marzo
Inizio marzo è una settimana ricca per chi ama la musica classica a Roma: il 3 marzo Mikhail Pletnëv suona Beethoven e Čajkovskij per Santa Cecilia, dal 4 al 6 Daniel Harding dirige Beatrice Rana all'Auditorium. Il concerto del Prometeo è l'alternativa cameristica e contemporanea, nel centro storico. Le sere sono ancora fresche: una giacca pesante e scarpe comode per il tragitto a piedi fra i vicoli.
Domande frequenti sul Quartetto Prometeo al Teatro Argentina
Quando suona il Quartetto Prometeo al Teatro Argentina?
Il Quartetto Prometeo suona con il violoncellista Claudio Pasceri al Teatro Argentina giovedì 4 marzo 2027 alle 21:00, nella stagione dell'Accademia Filarmonica Romana. Il teatro è in Largo di Torre Argentina 52, nel centro storico di Roma.
Che cosa suonano il Quartetto Prometeo e Claudio Pasceri?
Il Quartetto Prometeo e Claudio Pasceri eseguono Rizhom di Ivan Fedele, in prima esecuzione, e il Quintetto per archi in do maggiore op. 163 D 956 di Franz Schubert, composto nel 1828 e scritto per due violini, viola e due violoncelli.
Chi sono i musicisti del Quartetto Prometeo?
Il Quartetto Prometeo è formato da Mirei Yamada al primo violino, Aldo Campagnari al secondo violino, Danusha Waskiewicz alla viola e Francesco Dillon al violoncello. Ha vinto nel 1998 il concorso della Primavera di Praga e nel 2012 il Leone d'Argento della Biennale Musica.
Dove si comprano i biglietti per il Quartetto Prometeo?
I biglietti per il Quartetto Prometeo al Teatro Argentina si acquistano dalla pagina del concerto sul sito dell'Accademia Filarmonica Romana, che rimanda al circuito di prevendita autorizzato dove sono pubblicati i prezzi, oppure alla biglietteria del teatro.
Come si arriva al Teatro Argentina?
Il Teatro Argentina, in Largo di Torre Argentina 52, si raggiunge con il tram 8, fermata Torre Argentina, e con le numerose linee di autobus che attraversano il largo. Le stazioni della metro B più vicine sono Colosseo e Circo Massimo. Il teatro è in ZTL e non ha parcheggio.
Rizhom di Fedele è una prima assoluta?
Rizhom di Ivan Fedele, in programma al Teatro Argentina, è indicato dalla Filarmonica Romana come prima esecuzione assoluta nell'intestazione del concerto e come prima esecuzione italiana nel testo di presentazione. In ogni caso è una novità per il pubblico romano.
Il consiglio finale sul Quartetto Prometeo al Teatro Argentina
Un quartetto premiato a Praga e a Venezia, un violoncellista che vive di musica contemporanea, una prima di Ivan Fedele e l'ultimo capolavoro cameristico di Schubert, in una sala del 1732 in cui debuttò il Barbiere di Siviglia: a nostro giudizio è il concerto da camera più interessante dell'inizio di marzo a Roma. Il consiglio è ascoltare prima il Quintetto, arrivare a piedi dal Pantheon, cenare presto o prenotare per dopo e prendersi dieci minuti per guardare la sala prima che si spengano le luci.
Articolo scritto dalla redazione di Tour Leader Pro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.
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