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I Solisti della Filarmonica: Mahler, Quarta Sinfonia al Teatro Argentina — 5 novembre 2026

In breve. Giovedì 5 novembre 2026, alle 21:00, l'Accademia Filarmonica Romana inaugura la stagione 2026/2027 al Teatro Argentina con I Solisti della Filarmonica: Mahler, Quarta Sinfonia.

Giovedì 5 novembre 2026, alle 21:00, l'Accademia Filarmonica Romana inaugura la stagione 2026/2027 al Teatro Argentina con I Solisti della Filarmonica: Mahler, Quarta Sinfonia. Sul palco il nuovo ensemble dei Solisti della Filarmonica, orchestra da camera, con il soprano Désirée Giove e la direzione di Sieva Borzak, nella trascrizione della Sinfonia n. 4 di Gustav Mahler per orchestra da camera e soprano solo firmata da Klaus Simon nel 2007. Il Teatro Argentina si trova in Largo di Torre Argentina 52, nel centro storico, con la fermata del tram 8 a pochi passi e le stazioni Colosseo e Circo Massimo della metro B come riferimenti più vicini. I prezzi sono pubblicati dall'Accademia, e i biglietti si acquistano dalla pagina del concerto sul sito ufficiale della Filarmonica, che rimanda al circuito di prevendita autorizzato, oppure alla biglietteria del teatro.

La facciata del Teatro Argentina su Largo di Torre Argentina a Roma
La facciata del Teatro Argentina su Largo di Torre Argentina a Roma Foto: Foto: Blackcat, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons

I Solisti della Filarmonica al Teatro Argentina: data, orario e biglietti

Il concerto I Solisti della Filarmonica: Mahler, Quarta Sinfonia è in programma giovedì 5 novembre 2026 alle 21:00 al Teatro Argentina. È il concerto con cui l'Accademia Filarmonica Romana apre la stagione 2026/2027, e il primo appuntamento della serie che l'istituzione tiene nella sala di Largo Argentina.

L'orario

L'inizio è alle 21:00, orario classico dei concerti serali della Filarmonica all'Argentina. La durata non è indicata. In programma c'è una sola sinfonia in quattro movimenti, e conviene arrivare in sala per tempo: entrare a musica iniziata disturba l'ascolto di tutti.

Dove si comprano i biglietti

La pagina del concerto sul sito dell'Accademia Filarmonica Romana ha un collegamento diretto per l'acquisto, che porta al circuito di prevendita autorizzato; lo stesso evento è in vendita anche per il Teatro Argentina. I prezzi e le eventuali riduzioni sono quelli pubblicati dall'Accademia. Per chi pensa di seguire più concerti della stagione, il sito della Filarmonica ha una sezione dedicata agli abbonamenti.

La serie all'Argentina

Il concerto di Mahler apre una serie che prosegue nella stessa sala il 19 novembre con la pianista Anna Fedorova, il 10 dicembre con il Trio Concept, il 4 febbraio 2027 con la percussionista Adélaïde Ferrière e l'11 febbraio con il baritono Thomas Oliemans nella Winterreise. Tutti i concerti della serie cominciano alle 21:00.

Il programma: la Quarta Sinfonia di Mahler in versione da camera

In programma c'è un solo titolo: la Sinfonia n. 4 in sol maggiore di Gustav Mahler, nella trascrizione per orchestra da camera e soprano solo di Klaus Simon, del 2007. È una scelta che permette di ascoltare una grande sinfonia del Novecento con un organico di una quindicina di musicisti, in una sala all'italiana.

Una sinfonia tra due secoli

Mahler scrisse la Quarta fra il 1899 e il 1900. La presentazione dell'Accademia ricorda che fu composta a Vienna nel 1900 e che fa da cerniera tra la produzione sinfonica degli anni Novanta dell'Ottocento e quella del decennio successivo. Fra le sinfonie di Mahler è quella con l'organico orchestrale più ridotto, e questo la rende la candidata naturale a una versione da camera.

I quattro movimenti

La sinfonia è in quattro movimenti: Bedächtig. Nicht eilen, riflessivo e senza fretta; In gemächlicher Bewegung, con movimento tranquillo; Ruhevoll, poco adagio; e Sehr behaglich, molto comodamente, il finale per soprano. Anche se di solito la si indica in sol maggiore, l'opera segue uno schema tonale progressivo.

La vita celeste

Il quarto movimento è un Lied per soprano scritto da Mahler già nel 1892, Das himmlische Leben, La vita celeste, su un testo della raccolta popolare tedesca Des Knaben Wunderhorn. Racconta la visione che un bambino ha del Paradiso. A Roma lo canta Désirée Giove.

Cosa dice la presentazione

L'Accademia descrive nella Quarta molti elementi tipici della musica di Mahler: la pluralità e la mescolanza degli stili, l'ironia, la sovrapposizione di stati d'animo contrastanti, le svolte espressive brusche, lo slancio ideale e l'abbattimento, l'utopia e l'angoscia della sconfitta, l'incombere della morte. In una versione da camera questi contrasti, a nostro giudizio, risultano ancora più esposti, perché ogni strumento è un solista.

I Solisti della Filarmonica: chi suona

I Solisti della Filarmonica sono un nuovo ensemble dell'Accademia Filarmonica Romana, formato da interpreti italiani delle generazioni più recenti che si sono affermati a livello internazionale e che hanno animato le ultime stagioni della Filarmonica, quando erano giovani talenti. Oggi, scrive l'Accademia, sono prime parti di orchestre internazionali, solisti, membri di formazioni da camera premiate, vincitori di concorsi internazionali.

Legni e ottoni

Bianca Fiorito suona il flauto e l'ottavino, Elisa Tosca De Angelis l'oboe e il corno inglese, Aron Chiesa il clarinetto in si bemolle e in la, Lucia Nardacci il clarinetto basso, Davide Carbonare il fagotto, Gabriele Gregori il corno.

Percussioni, fisarmonica e pianoforte

Flavio Tanzi e José Vicente Espí Causera sono alle percussioni, Samuele Telari alla fisarmonica, Fabio Fornaciari al pianoforte. Fisarmonica e pianoforte fanno parte dell'organico pubblicato per la trascrizione: a nostro giudizio sono gli strumenti da osservare per capire come si restituisce, con pochi musicisti, il colore di un'orchestra intera.

Gli archi

Misia Jannoni Sebastianini è primo violino, Gloria Santarelli secondo violino, Martina Santarone viola, Vladimir Bogdanovic violoncello, Francesco D'Innocenzo contrabbasso. Cinque archi, uno per parte: è la differenza più evidente rispetto alla versione orchestrale, in cui ogni sezione conta molti musicisti.

Il direttore e il soprano

Sul podio c'è Sieva Borzak, direttore italo russo, che dirige la nuova formazione al suo debutto. La voce solista è quella del soprano Désirée Giove. La foto ufficiale del concerto diffusa dall'Accademia ritrae il direttore.

L'Accademia Filarmonica Romana: la storia di chi organizza

L'Accademia Filarmonica Romana è un ente privato senza scopo di lucro fondato a Roma nel 1821, che organizza concerti di musica da camera e sinfonica, balletti e spettacoli di teatro musicale. È una delle istituzioni musicali più antiche della città.

Le origini

La fondarono alcuni musicisti dilettanti riuniti intorno al compositore Raffaele Muti Papazzurri, con lo scopo di eseguire musica da camera e sinfonica, e opere in forma di concerto quando la censura ne impediva la rappresentazione. Nel 1824 divenne istituzione ufficiale dello Stato Pontificio. Ebbe una vita difficile: fu interrotta fra il 1849 e il 1856 per ragioni economiche e dal 1860 al 1870 per ragioni politiche, perché molti accademici avevano manifestato idee liberali.

Dal Pantheon all'Augusteo

Dopo il 1870 si trasformò in una società corale, e dal 1878 curò le esecuzioni musicali nelle commemorazioni ufficiali al Pantheon, come quella per la morte di Vittorio Emanuele II. Nel 1915 ebbe una nuova sede in via di Ripetta, poi intitolata a Giovanni Sgambati; l'attività concertistica fra le due guerre si svolse nell'auditorium costruito sul mausoleo di Augusto, smantellato nel 1936.

Casella e il dopoguerra

Nel 1943 l'attività fu sospesa. La rifondazione arrivò nel 1946 con la direzione artistica di Alfredo Casella, che puntò sulla musica contemporanea. La sede amministrativa si spostò nella Casina Vagnuzzi, in via Flaminia 118, dove oggi si trova anche la Sala Casella; i concerti si tennero prima al Teatro Eliseo, poi al Teatro Olimpico, di proprietà della Filarmonica dal 1980.

Le prime romane e i grandi ospiti

La storia pubblicata dall'Accademia ricorda le prime esecuzioni romane di opere di Rossini, Donizetti, Meyerbeer e Mercadante, la prima italiana dell'Assedio di Corinto nel 1827 e Anna Bolena diretta dallo stesso Donizetti nel 1833. Fra le due guerre, con Romolo Giraldi, passarono per i concerti della Filarmonica interpreti come Adolf Busch, Rudolf Serkin, Walter Gieseking, Alfred Cortot e Jascha Heifetz; nel dopoguerra la programmazione di Casella aprì a Bartók, de Falla, Britten, Messiaen e al Pierrot lunaire di Schönberg, e più tardi a Stravinskij, Berio e Boulez.

I direttori artistici

La lista dei direttori artistici attraversa la storia della musica italiana: Goffredo Petrassi, Roman Vlad, Massimo Bogianckino, Luciano Berio dal 1976 al 1978, Hans Werner Henze dal 1981 al 1983, Gioacchino Lanza Tomasi, Giorgio Battistelli, Marcello Panni, Sandro Cappelletto, Andrea Lucchesini, Enrico Dindo. Dal 2024 la direzione artistica è di Domenico Turi.

Una curiosità sui Solisti della Filarmonica: Mahler, Quarta Sinfonia al Teatro Argentina — 5 novembre 2026

La curiosità più interessante riguarda il nome dell'ensemble. I Solisti della Filarmonica non sono una novità assoluta: la storia dell'Accademia ricorda una formazione con lo stesso nome, voluta da Giuseppe Sinopoli nel 1993 per costituire un complesso di musicisti italiani legato all'istituzione e destinato a esplorare soprattutto il repertorio della Vienna dei primi decenni del Novecento. Quella formazione è durata più di un decennio e ha portato alla luce un repertorio poco conosciuto.

Il nuovo progetto, precisa l'Accademia, è diverso, ma si lega all'idea di Sinopoli di creare un rapporto stretto fra i musicisti e la Filarmonica. E il programma d'esordio chiude il cerchio in un modo difficile da considerare casuale: la Quarta di Mahler è stata composta a Vienna nel 1900, proprio alle porte di quel Novecento viennese che i vecchi Solisti esploravano.

C'è poi un secondo filo. Fra le registrazioni di riferimento della Quarta Sinfonia figura quella di Giuseppe Sinopoli con la Sächsische Staatskapelle di Dresda e il soprano Juliane Banse. Il fondatore dei primi Solisti, in altre parole, ha lasciato una propria lettura della sinfonia con cui i nuovi Solisti debuttano.

Il Teatro Argentina, la sede del concerto

Il Teatro Argentina ha 720 posti, 354 in platea e 366 distribuiti in sei ordini di palchi, secondo i dati del Teatro di Roma, che ne è il gestore. È una sala all'italiana a ferro di cavallo, rossa e oro, con il soffitto verde decorato e un grande lampadario a sedici bracci.

Il nome della torre

Il nome non ha nulla a che vedere con il paese sudamericano. Deriva dalla torre del palazzo di Johannes Burckardt, detto il Burcardo, cerimoniere pontificio nato a Strasburgo, città che in latino si chiamava Argentoratum: il Burcardo si firmava episcopus argentinensis, e da lui presero il nome la torre, il largo e il teatro. Il palazzo del Burcardo, costruito fra il 1491 e il 1500, si trova ancora in via del Sudario, accanto al teatro.

Gli Sforza Cesarini e Theodoli

Il teatro fu voluto dalla famiglia Sforza Cesarini, che nel 1730 avviò il cantiere. La sala fu progettata dall'architetto e marchese Gerolamo Theodoli con la forma a ferro di cavallo, scelta per l'acustica e la visibilità. In origine era quasi tutta in legno, con centottantasei palchi.

La facciata e il restauro

La facciata neoclassica arrivò nel 1826, su progetto di Pietro Holl, con la dedica alle arti di Melpomene, Euterpe e Tersicore. Nel 1993 il teatro fu restaurato da Paolo Portoghesi, che ripristinò il rosso dei rivestimenti e la sagoma originale delle mantovane dei palchi. È grazie a quell'intervento che la sala ha di nuovo l'aspetto settecentesco.

Una cosa che non ti dice nessuno sui Solisti della Filarmonica: Mahler, Quarta Sinfonia al Teatro Argentina — 5 novembre 2026

Quello che pochi dicono è che il Teatro Argentina, oggi casa della prosa del Teatro di Roma, è nato come teatro d'opera e di musica, ed è stato per più di un secolo uno dei luoghi decisivi della vita musicale romana. Qui fu inaugurato nel gennaio 1732 con Berenice di Domenico Sarro; qui debuttò il Barbiere di Siviglia di Rossini, il 20 febbraio 1816; qui suonò Niccolò Paganini nel 1827; qui Verdi portò due prime. Un concerto sinfonico all'Argentina non è un'eccezione in una sala di prosa: è un ritorno alla vocazione originaria dell'edificio.

La seconda cosa poco detta riguarda l'acustica. La sala a ferro di cavallo fu scelta da Theodoli per ottenere la migliore acustica e la migliore visibilità. Per un ensemble da camera, con archi uno per parte e fiati solisti, una sala di queste dimensioni permette di sentire ogni linea strumentale in modo diretto, senza la distanza delle grandi sale sinfoniche.

La terza è pratica: il Teatro Argentina è vincolato agli orari della ZTL del centro storico e non ha parcheggio. Chi arriva in auto dalla periferia rischia di scoprirlo con una multa. La soluzione è lasciare l'auto fuori dalla fascia a traffico limitato e prendere il tram 8, che ferma proprio davanti all'area sacra.

Il consiglio che ti do per visitare I Solisti della Filarmonica: Mahler, Quarta Sinfonia al Teatro Argentina — 5 novembre 2026

Il consiglio è di ascoltare la Quarta di Mahler nella versione orchestrale nei giorni precedenti, e poi andare all'Argentina ad ascoltare la trascrizione. Il confronto è la parte più interessante della serata: capire che cosa resta di una sinfonia quando l'orchestra si riduce a una quindicina di musicisti, e che cosa si guadagna in trasparenza. Fra le registrazioni indicate nelle discografie di riferimento c'è quella di Lorin Maazel con i Wiener Philharmoniker e Kathleen Battle; chi vuole il legame con la storia dei Solisti può scegliere quella di Sinopoli con la Staatskapelle di Dresda.

Secondo punto: il testo del finale. Il quarto movimento è un Lied in tedesco, La vita celeste, e conviene leggerne una traduzione prima del concerto. La visione del Paradiso con gli occhi di un bambino cambia di senso se si capiscono le parole.

Terzo punto: il posto. In una sala all'italiana la platea e i palchi dei primi ordini offrono la vista migliore sull'ensemble; per un concerto da camera anche i palchi più alti funzionano bene, perché conta l'ascolto più della visuale. Arrivare con mezz'ora di anticipo permette di vedere la sala con le luci accese.

Come arrivare al Teatro Argentina

Il Teatro Argentina si trova in Largo di Torre Argentina 52, di fronte all'area sacra, nel centro storico di Roma. Il mezzo più comodo è il tram 8, che ferma a Torre Argentina.

In tram

Il tram 8 ha una fermata a Torre Argentina, a pochi passi dall'ingresso del teatro. È la soluzione più comoda anche all'uscita, per chi deve tornare verso Trastevere o Monteverde.

In metropolitana

Nessuna stazione della metro è a ridosso del teatro. Le più comode sono Colosseo e Circo Massimo sulla linea B, da cui si prosegue a piedi o con i mezzi di superficie. Da piazza Venezia al teatro, lungo via delle Botteghe Oscure, bastano pochi minuti a piedi.

In autobus

Largo di Torre Argentina e corso Vittorio Emanuele II sono attraversati da molte linee che collegano Termini, piazza Venezia, il Vaticano e Trastevere. Linee e orari serali si controllano prima di partire sul servizio di informazione del trasporto pubblico romano.

In auto e a piedi

Il teatro non ha parcheggio ed è vincolato agli orari della ZTL: chi arriva in auto deve parcheggiare fuori dalla fascia a traffico limitato. Dal Pantheon, da piazza Navona, da Campo de' Fiori e dal Ghetto il teatro si raggiunge a piedi in pochi minuti, ed è la scelta migliore.

Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato

È noto che il finale della Quarta Sinfonia è affidato a un soprano. Meno spesso si ricorda che quella voce, nelle intenzioni del testo, è la voce di un bambino che racconta il Paradiso, e che questa lettura ha portato alcuni direttori a scelte diverse. Nel 1984 Leonard Bernstein fece eseguire la parte da Allan Bergius, voce bianca solista del Tölzer Knabenchor, in una serie di concerti a Vienna, Boston, Cleveland, alla Carnegie Hall di New York e al Teatro alla Scala di Milano. Nel 1987, al Concertgebouw di Amsterdam, sempre con Bernstein, cantò Helmut Wittek; nel 1991 Max Emanuel Cenčić, allora bambino, la registrò con Anton Nanut a Lubiana.

La tradizione più diffusa resta però quella della voce femminile, con interpreti come Irmgard Seefried, Dorothea Röschmann e Kathleen Battle. All'Argentina la parte è affidata al soprano Désirée Giove.

Il secondo fatto poco citato riguarda la data del Lied. La vita celeste fu scritta nel 1892, sette anni prima dell'inizio della sinfonia. Mahler, in altre parole, costruì una sinfonia intera che arriva a un canto già scritto: i primi tre movimenti preparano il terreno per un finale che esisteva prima di loro.

La foto giusta da fare ai Solisti della Filarmonica: Mahler, Quarta Sinfonia al Teatro Argentina — 5 novembre 2026

La foto giusta si fa dalla platea, prima che si abbassino le luci, con l'obiettivo rivolto verso l'alto: i sei ordini di palchi rossi e oro, il soffitto verde e il lampadario a sedici bracci. È l'inquadratura che racconta l'Argentina meglio di ogni descrizione, e funziona anche con il telefono, purché si tenga la sala intera nel fotogramma. Il momento migliore è mentre il pubblico entra e le luci di sala sono piene.

La seconda foto è quella del palco prima dell'inizio, con le sedie e i leggii disposti per una quindicina di musicisti e la fisarmonica e il pianoforte in vista: un'immagine che racconta in un colpo d'occhio che cos'è una sinfonia in versione da camera.

La terza è all'esterno, di sera, dall'altro lato del largo: la facciata neoclassica con la dedica alle muse e, in primo piano, le colonne dell'area sacra illuminate. Durante il concerto, invece, il telefono va spento. In una sinfonia di Mahler i pianissimo sono parte della musica, e uno schermo acceso in platea si vede da tutti i palchi.

Intorno al Teatro Argentina

Il Teatro Argentina è nel centro storico, a pochi minuti a piedi dal Pantheon, da piazza Navona, da Campo de' Fiori e dal Ghetto: un concerto qui si abbina facilmente a una passeggiata serale.

L'area sacra

Di fronte al teatro si apre l'area sacra di Largo Argentina, con i resti dei templi e delle strutture legate al complesso del Teatro di Pompeo. Fra le rovine vive la colonia felina raccontata nella scheda sul santuario dei gatti di Largo Argentina.

Pantheon e piazza Navona

In cinque minuti verso nord si arriva al Pantheon; verso ovest, oltre corso Vittorio Emanuele II, piazza Navona e Campo de' Fiori.

Il Ghetto e il Teatro di Marcello

Verso il Tevere si entra nel Ghetto ebraico e si arriva al Teatro di Marcello. A pochi passi dal teatro c'è anche la chiesa del Gesù.

Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia

Il Teatro Argentina fu inaugurato nel gennaio 1732 con Berenice, opera di Domenico Sarro, e da allora la sua storia si intreccia con quella della musica italiana e con quella politica di Roma. Nel Settecento i viaggiatori stranieri lo consideravano il più importante dei teatri romani.

Il 20 febbraio 1816 vi andò in scena la prima del Barbiere di Siviglia di Rossini, con Manuel García: fu un fiasco, perché in platea sedevano molti ammiratori del Barbiere di Paisiello, ma dalla seconda sera l'opera trionfò. Il 28 gennaio 1822 l'Argentina ospitò la prima assoluta di Zoraida di Granata di Donizetti, e nel 1827 un concerto di Niccolò Paganini.

Giuseppe Verdi vi portò I due Foscari nel 1844 e La battaglia di Legnano nel 1849. Secondo la ricostruzione del Teatro di Roma, proprio in occasione di quest'ultima i romani avviarono le manifestazioni contro il governo pontificio che portarono alla Repubblica Romana. Dopo il 1870 l'apertura di corso Vittorio Emanuele II mise il teatro al centro della nuova città, e l'edificio passò al Comune. Nel 1993 il restauro di Paolo Portoghesi gli restituì l'aspetto settecentesco. Oggi è la prima sede della Fondazione Teatro di Roma, diventata fondazione nel 2022, e ospita anche i concerti dell'Accademia Filarmonica Romana.

Chi è passato dai Solisti della Filarmonica: Mahler, Quarta Sinfonia al Teatro Argentina — 5 novembre 2026

Dal palcoscenico dell'Argentina sono passati alcuni dei nomi più grandi della musica italiana: Gioachino Rossini con il Barbiere di Siviglia e Manuel García; Gaetano Donizetti con Zoraida di Granata, cantata da Domenico Donzelli e Luigia Boccabadati; Giuseppe Verdi con due prime; Niccolò Paganini in concerto. Nel Novecento la sala ha visto le opere di Gabriele D'Annunzio e di Luigi Pirandello, e i direttori del Teatro di Roma, da Vito Pandolfi a Luca Ronconi.

Nella storia dell'Accademia Filarmonica Romana, che il 5 novembre porta i suoi Solisti in questa sala, passano Raffaele Muti Papazzurri, il fondatore, Alfredo Casella, Goffredo Petrassi, Luciano Berio, Hans Werner Henze e Giuseppe Sinopoli, che nel 1993 creò la prima formazione dei Solisti della Filarmonica.

Il 5 novembre salgono sul palco Sieva Borzak, Désirée Giove e i quindici musicisti del nuovo ensemble: Bianca Fiorito, Elisa Tosca De Angelis, Aron Chiesa, Lucia Nardacci, Davide Carbonare, Gabriele Gregori, Flavio Tanzi, José Vicente Espí Causera, Samuele Telari, Fabio Fornaciari, Misia Jannoni Sebastianini, Gloria Santarelli, Martina Santarone, Vladimir Bogdanovic e Francesco D'Innocenzo. Con loro, idealmente, Gustav Mahler e Klaus Simon, l'autore della trascrizione.

Accessibilità e informazioni pratiche

Il Teatro Argentina è un edificio storico in cui le barriere architettoniche non possono essere eliminate del tutto, ma la struttura è dotata di ascensori e di posti riservati in platea per le persone con disabilità, secondo le indicazioni del Teatro di Roma. Per la disponibilità nella sera del concerto conviene contattare in anticipo l'Accademia Filarmonica Romana o la biglietteria del teatro.

Con i ragazzi

Una sinfonia di Mahler in versione da camera è un buon primo incontro con la musica sinfonica per un ragazzo che studia uno strumento: l'ensemble ridotto permette di riconoscere ogni voce. Per i bambini più piccoli l'orario serale e la durata di una sinfonia possono essere impegnativi.

Abbigliamento

All'Argentina non esiste un dress code, ma la sala settecentesca invita a un minimo di cura. A novembre un cappotto e un ombrello sono quasi sempre utili.

Dove mangiare prima o dopo il concerto

Il centro storico intorno all'Argentina offre ogni tipologia di locale: trattorie romane nelle strade verso Campo de' Fiori, cucina giudaico romanesca nel Ghetto, forni e pizzerie al taglio lungo corso Vittorio Emanuele II per un pasto veloce prima delle 21, enoteche e bistrot intorno al Pantheon per il dopo concerto. Con l'inizio alle 21:00 conviene cenare presto, verso le 19:30, oppure prenotare per dopo, tenendo conto che molte cucine chiudono verso le 23.

Un concerto a inizio novembre

Inizio novembre è il momento in cui a Roma le stagioni musicali entrano nel vivo: l'Accademia Filarmonica Romana apre la sua stagione 2026/2027 proprio con questo concerto, e nelle stesse settimane il centro storico torna a ritmi più raccolti dopo l'estate. È un periodo adatto a una serata in una sala storica, con una passeggiata fra il Pantheon e il Ghetto prima o dopo la musica.

L'Argentina è una delle sedi della stagione dell'Accademia. Nelle stesse settimane la Filarmonica programma i concerti da camera dei Dialoghi d'autunno e le Lezioni di musica nella Sala Casella, in via Flaminia 118, e spettacoli al Teatro Olimpico, come Astor. Un secolo di tango del Balletto di Roma, a cavallo fra settembre e ottobre.

Domande frequenti sui Solisti della Filarmonica e Mahler

Quando suonano I Solisti della Filarmonica al Teatro Argentina?

I Solisti della Filarmonica suonano al Teatro Argentina giovedì 5 novembre 2026 alle 21:00, con la Quarta Sinfonia di Mahler nella trascrizione di Klaus Simon. È il concerto inaugurale della stagione 2026/2027 dell'Accademia Filarmonica Romana.

Chi dirige la Quarta di Mahler all'Argentina?

La Quarta Sinfonia di Mahler al Teatro Argentina è diretta da Sieva Borzak, direttore italo russo, sul podio del nuovo ensemble I Solisti della Filarmonica. La parte di soprano solo, nel finale La vita celeste, è affidata a Désirée Giove.

Che cos'è la trascrizione di Klaus Simon?

La trascrizione di Klaus Simon, del 2007, adatta la Sinfonia n. 4 di Mahler per orchestra da camera e soprano solo. All'Argentina l'organico conta quindici musicisti, con fiati, percussioni, fisarmonica, pianoforte e un solo strumento per ogni sezione degli archi.

Dove si comprano i biglietti per il concerto?

I biglietti per I Solisti della Filarmonica al Teatro Argentina si acquistano dalla pagina del concerto sul sito dell'Accademia Filarmonica Romana, che rimanda al circuito di prevendita autorizzato, dove sono pubblicati i prezzi. Sul sito dell'Accademia sono indicati anche gli abbonamenti alla stagione.

Come si arriva al Teatro Argentina?

Il Teatro Argentina, in Largo di Torre Argentina 52, si raggiunge con il tram 8, fermata Torre Argentina, e con le numerose linee di autobus che attraversano il largo. Le stazioni della metro B più vicine sono Colosseo e Circo Massimo. Il teatro non ha parcheggio ed è in ZTL.

Chi sono I Solisti della Filarmonica?

I Solisti della Filarmonica sono il nuovo ensemble dell'Accademia Filarmonica Romana, formato da giovani interpreti italiani affermati a livello internazionale. Il nome riprende quello della formazione creata da Giuseppe Sinopoli nel 1993 e dedicata al repertorio viennese del primo Novecento.

Quali altri concerti tiene la Filarmonica all'Argentina?

Dopo Mahler, l'Accademia Filarmonica Romana torna al Teatro Argentina il 19 novembre 2026 con Anna Fedorova, il 10 dicembre con il Trio Concept, il 4 febbraio 2027 con Adélaïde Ferrière e l'11 febbraio con Thomas Oliemans nella Winterreise, sempre alle 21:00.

Il consiglio finale sui Solisti della Filarmonica al Teatro Argentina

Una sinfonia viennese del 1900 ridotta a quindici musicisti, un ensemble nuovo che riprende il nome di quello di Sinopoli, una sala del 1732 in cui debuttò il Barbiere di Siviglia: a nostro giudizio è l'inaugurazione di stagione più interessante della settimana romana. Conviene ascoltare prima la versione orchestrale, leggere il testo del Lied finale, arrivare a piedi dal Pantheon o con il tram 8 e prendersi dieci minuti per guardare la sala prima che si spengano le luci.

Articolo scritto dalla redazione di Tour Leader Pro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.

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Data Evento5 Novembre 2026 21:00
IndirizzoTeatro Argentina, Largo di Torre Argentina 52, 00186 Roma Centro storico, Roma, Roma Città