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Boris Petrushansky al Teatro della Cometa — 13 dicembre 2026

In breve. Boris Petrushansky, pianista nato a Mosca nel 1949 e allievo di Heinrich Neuhaus, suona domenica 13 dicembre 2026 alle 17:00 al Teatro della Cometa, la sala storica di via del Teatro di Marcello 4, fra piazza Venezia e il Campidoglio.

Boris Petrushansky, pianista nato a Mosca nel 1949 e allievo di Heinrich Neuhaus, suona domenica 13 dicembre 2026 alle 17:00 al Teatro della Cometa, la sala storica di via del Teatro di Marcello 4, fra piazza Venezia e il Campidoglio. Il recital accosta Le stagioni op. 37a di Pëtr Il'ič Čajkovskij e i Quadri di un'esposizione di Modest Petrovič Musorgskij, due modi diversi, scrive il teatro, di trasformare l'immagine in musica. La fermata più comoda è via del Teatro di Marcello, servita dagli autobus 30, 4, 118, 160 e 170; dalla metro B, stazione Colosseo, sono circa cinque minuti a piedi verso piazza Venezia. La domenica la ZTL del centro storico non è attiva. I prezzi sono pubblicati sul sito ufficiale del teatro, dove si acquistano i biglietti tramite la biglietteria online della sede.

Il pianista Boris Petrushansky, in recital al Teatro della Cometa
Il pianista Boris Petrushansky, in recital al Teatro della Cometa Foto: Teatro della Cometa

Petrushansky alla Cometa: data, orario e biglietti

Il recital di Boris Petrushansky è in programma domenica 13 dicembre 2026 alle 17:00 al Teatro della Cometa: un unico appuntamento, all'interno della stagione musicale 2026/2027 del teatro.

L'orario

Come gli altri concerti domenicali della Cometa, il recital comincia alle 17. La durata non è pubblicata. A metà dicembre, a quell'ora, fuori è già buio: chi arriva con un po' di anticipo trova la sala illuminata e il foyer sul giardino di Palazzo Pecci Blunt ancora tranquillo.

I biglietti

Il teatro vende i biglietti attraverso la propria biglietteria online, collegata alla pagina del concerto sul sito ufficiale, dove sono indicati anche i prezzi. Un modulo di contatto, sullo stesso sito, raccoglie le richieste di assistenza, comprese quelle per le persone con disabilità.

Il recital nella stagione

Il concerto di Petrushansky arriva due settimane dopo il debutto romano del Quatuor Arod con il pianista Massimo Spada, il 29 novembre. La stagione musicale prosegue nel 2027 con il pianista georgiano Giorgi Gigashvili il 18 aprile e con Rosa Feola e Vincenzo Rana il 16 maggio, mentre l'apertura, il 4 ottobre, è stata affidata al Metaphora Ensemble.

Il programma: Čajkovskij e Musorgskij

Il programma del recital mette a confronto, secondo il teatro, due modi differenti di trasformare l'immagine in musica: Le stagioni op. 37a di Čajkovskij e i Quadri di un'esposizione di Musorgskij.

Le stagioni di Čajkovskij

Nelle Stagioni, spiega la presentazione del concerto, dodici miniature seguono il trascorrere dell'anno attraverso scene, atmosfere e ricordi, componendo un diario musicale di sorprendente intimità. Un brano per ogni mese: il ciclo si ascolta come un calendario sonoro, in cui ogni pezzo ha la misura di un ricordo.

Un ciclo da ascoltare a dicembre

Ascoltare Le stagioni il 13 dicembre ha una sua logica: il ciclo segue l'anno mese per mese, e il concerto cade proprio nel mese che chiude l'anno e il diario di Čajkovskij. A nostro giudizio è il momento più indicato per un ciclo costruito sul passare del tempo.

I Quadri di un'esposizione

Nei Quadri di un'esposizione di Musorgskij, prosegue il teatro, l'esperienza visiva diventa un grande itinerario sonoro, in cui il pianoforte evoca figure, spazi e movimenti con una forza quasi teatrale. È la seconda parte di un programma che va dall'intimità di un diario alla monumentalità di una galleria.

Due universi accostati

Due universi diversi, conclude la presentazione, accomunati dalla capacità di raccontare attraverso il suono e affidati a un interprete che cerca nella partitura non soltanto la forma, ma il nucleo espressivo più profondo della musica. Per un pianista formato a Mosca, è un programma che torna alle radici del repertorio russo.

Boris Petrushansky, la scuola di Neuhaus

Boris Petrushansky, nella traslitterazione italiana Boris Vsevolodovič Petrušanskij, è un pianista russo naturalizzato italiano, nato a Mosca il 3 giugno 1949, che il teatro presenta come una delle figure più autorevoli della scuola pianistica russa.

Mosca e i maestri

Petrushansky si è diplomato al Conservatorio di Mosca. Fra i suoi insegnanti ci sono Heinrich Neuhaus, di cui l'enciclopedia lo indica come ultimo allievo a Mosca, e Lev Naumov.

Il concorso di Terni e l'Italia

Petrushansky si è imposto all'attenzione internazionale con la vittoria al Concorso pianistico Casagrande di Terni. Da lì sono arrivati gli inviti di festival e associazioni concertistiche italiane, fra cui il Festival dei Due Mondi di Spoleto, il Maggio Musicale Fiorentino e il Festival pianistico internazionale Arturo Benedetti Michelangeli. La carriera concertistica internazionale, secondo l'enciclopedia, comincia a metà degli anni Settanta.

Le orchestre e i partner

Ha suonato con orchestre come la Filarmonica di San Pietroburgo, la Staatskapelle di Berlino e la Filarmonica di Mosca, con direttori come Valerij Gergiev e Roberto Abbado. In musica da camera ha collaborato con i violinisti Leonid Kogan e Igor' Ojstrach, con il violoncellista Mischa Maisky e con il soprano Cecilia Gasdia.

I dischi

Petrushansky ha inciso per Melodia e Art and Electronics in Russia, Symposium in Inghilterra, e per Fonè, Dynamic, Stradivarius e Agorà in Italia. Le sue registrazioni dell'opera pianistica solistica completa di Šostakovič, ricorda l'enciclopedia, hanno ricevuto recensioni generalmente favorevoli.

Imola

Dopo la dissoluzione dell'Unione Sovietica Petrushansky si è stabilito in Italia, e dal 1990 insegna all'Accademia pianistica internazionale Incontri col Maestro di Imola. Molti giovani pianisti italiani si sono perfezionati con lui: fra loro il romano Massimo Spada, che suona alla Cometa il 29 novembre con il Quatuor Arod.

La carriera di Petrushansky, dai concorsi a Imola

La biografia pubblicata dall'Accademia internazionale di Imola, dove insegna, ricostruisce la carriera di Boris Petrushansky dai primi studi a Mosca fino all'arrivo in Italia.

La Scuola Centrale e Inna Levina

Nato a Mosca da genitori musicisti, Petrushansky fu ammesso a otto anni alla Scuola Centrale del Conservatorio di Mosca, nella classe di Inna Levina, secondo la biografia di MITO SettembreMusica. Nel 1964, a quindici anni, incontrò Heinrich Neuhaus e ne diventò l'ultimo allievo.

Naumov e la scuola di Gilels e Richter

Dopo Neuhaus, la sua formazione proseguì con Lev Naumov, allievo e assistente di Neuhaus, che la biografia di MITO descrive come un custode delle tradizioni romantiche della scuola che ha dato al mondo Emil Gilels e Sviatoslav Richter. È questa la linea che Petrushansky porta sul palco della Cometa.

Quattro concorsi

Prima di Terni, Petrushansky vinse premi in tre concorsi: Leeds nel 1969, Monaco nel 1970, Mosca nel 1971. La vittoria al Concorso Casagrande di Terni arrivò nel 1975 e fu seguita, spiega l'Accademia di Imola, da un'importante tournée di concerti. Dal 1975 al 1979 insegnò al Conservatorio di Mosca, e ha tenuto masterclass in tutto il mondo.

Orchestre e direttori

Fra le orchestre con cui ha suonato, la biografia di MITO ricorda l'Orchestra sinfonica di Stato dell'URSS, la Filarmonica di San Pietroburgo, la Filarmonica di Mosca, la Staatskapelle di Berlino, la Moscow Chamber Orchestra, l'Orchestra da camera della Comunità Europea e l'Accademia Nazionale di Santa Cecilia. Fra i direttori ci sono Esa-Pekka Salonen, Vladimir Fedoseev, Valerij Gergiev, Roberto Abbado e Vladimir Jurowski; fra i partner di musica da camera Leonid Kogan, Igor' Ojstrach, Valery Afanassiev, Dmitry Sitkovetsky e Mischa Maisky.

Roma e Santa Cecilia

Il recital alla Cometa non è quindi il primo incontro di Petrushansky con il pubblico romano: nella sua biografia compare l'orchestra dell'Accademia di Santa Cecilia. A nostro giudizio, ritrovarlo da solo, in una sala raccolta, è l'occasione per ascoltare da vicino un pianista abituato alle grandi sale.

Come ascoltare il recital di Petrushansky

Il programma di Boris Petrushansky chiede due ascolti diversi: uno raccolto, per le dodici miniature delle Stagioni, e uno più ampio, per il grande itinerario dei Quadri di un'esposizione.

Le stagioni come un diario

Il teatro descrive Le stagioni come un diario musicale di sorprendente intimità. Conviene ascoltarle così: un pezzo alla volta, come pagine che si sfogliano, senza aspettarsi grandi contrasti. Il fascino del ciclo è nella varietà di atmosfere all'interno di una misura piccola.

I Quadri come una galleria

Per i Quadri di un'esposizione, al contrario, il teatro parla di un grande itinerario sonoro e di una forza quasi teatrale. È musica che chiede di seguire un percorso, quadro dopo quadro, con il pianoforte che evoca figure, spazi e movimenti. In una sala piccola come la Cometa, i momenti più potenti arrivano con un impatto fisico.

Leggere prima, ascoltare poi

A nostro giudizio il modo migliore di prepararsi è leggere i titoli dei brani prima di entrare, e poi lasciare il programma di sala chiuso durante l'esecuzione: l'ascolto guadagna in concentrazione.

Una curiosità su Boris Petrushansky al Teatro della Cometa — 13 dicembre 2026

La curiosità è che sul palco della Cometa, nel giro di due settimane, passano il maestro e un suo allievo. Massimo Spada, pianista romano nato nel 1986, si è perfezionato all'Accademia pianistica di Imola con Boris Petrushansky e Riccardo Risaliti, secondo la biografia pubblicata da MITO SettembreMusica. Il 29 novembre Spada suona alla Cometa con il Quatuor Arod i quintetti di Korngold e Franck; il 13 dicembre, sullo stesso palco, siede al pianoforte il suo maestro. Chi segue entrambi i concerti ascolta, in due domeniche, due generazioni della stessa scuola.

La seconda curiosità riguarda la genealogia pianistica. Petrushansky è indicato come l'ultimo allievo moscovita di Heinrich Neuhaus. Chi ascolta il recital del 13 dicembre ascolta quindi un pianista che ha ricevuto quell'insegnamento direttamente, e che da oltre trent'anni lo trasmette a Imola agli allievi italiani.

La terza riguarda il titolo del primo brano. Le stagioni di Čajkovskij sono un ciclo di dodici pezzi, uno per mese; la stagione musicale del Teatro della Cometa, nello stesso anno, si chiama stagione. Il gioco di parole è involontario, ma a dicembre, con l'anno che finisce, il diario musicale di Čajkovskij suona come un bilancio.

Il Teatro della Cometa, una sala da camera ai piedi del Campidoglio

Il Teatro della Cometa, in via del Teatro di Marcello 4, è la piccola sala voluta da Mimì Pecci Blunt in un palazzetto vicino alla sua casa di piazza d'Aracoeli e inaugurata il 17 novembre 1958.

La mecenate

Anna Laetitia Pecci Blunt, detta Mimì, nata a Roma nel 1885 e nipote di papa Leone XIII, fu una mecenate: a Parigi teneva un salotto frequentato da artisti e scrittori, a Roma organizzava dal 1933 i Concerti di Primavera con Goffredo Petrassi, Vittorio Rieti e Mario Labroca, e nel 1935 fondò la Galleria della Cometa con il poeta Libero De Libero.

Il progetto di Buzzi

Il teatro fu progettato, dal 1956, dall'architetto Tomaso Buzzi, dopo che i primi lavori dell'ingegnere Stefano Gentiloni Silverj si erano fermati con la guerra. La facciata del palazzetto fu mantenuta; dentro, Buzzi disegnò una sala con platea, parterre e due gallerie e lampadari a forma di astri e di comete, l'emblema della famiglia Pecci.

Il restauro

Dopo l'incendio del 1968, la ricostruzione del 1986 e oltre trent'anni di gestione di Giorgio Barattolo, il teatro è stato restaurato dal 2020 su progetto di Fabio Tudisco e Andrea Panzini. Sono tornati in funzione il palcoscenico girevole e la macchina di scena, sono stati recuperati le porte in ottone e i lampadari ed è stato ripristinato il foyer sul giardino. La riapertura è del 25 maggio 2025.

Un recital in una sala piccola

Per un recital di pianoforte, una sala di queste dimensioni ha un pregio evidente: il suono dello strumento riempie lo spazio senza forzature, e anche dalle gallerie si percepiscono le dinamiche più sottili. Per un programma che va dall'intimità delle Stagioni alla forza quasi teatrale dei Quadri, è la condizione ideale.

Una cosa che non ti dice nessuno su Boris Petrushansky al Teatro della Cometa — 13 dicembre 2026

Quello che pochi ricordano è che a Roma le Comete sono due. Il recital di Petrushansky è al Teatro della Cometa, la sala storica di via del Teatro di Marcello 4, riaperta nel 2025. Il Teatro Cometa Off è un'altra sala, a Testaccio, in via Luca della Robbia, nata come seconda sede per iniziativa di Giorgio Barattolo. Chi prenota un taxi o imposta il navigatore deve scrivere l'indirizzo completo.

La seconda cosa poco detta riguarda l'auto. Il teatro è dentro la ZTL Centro Storico, che è attiva dal lunedì al venerdì dalle 6.30 alle 18 e il sabato dalle 14 alle 18; la domenica e nei festivi l'accesso è libero. Il 13 dicembre è domenica: si arriva in auto senza permesso, ma non c'è un parcheggio riservato, e il teatro indica i parcheggi a pagamento nelle vie vicine e le aree di sosta verso piazza Venezia e via Petroselli. A metà dicembre, con le strade del centro piene per lo shopping natalizio, conviene calcolare più tempo.

La terza riguarda il programma. Le stagioni e i Quadri di un'esposizione sono due cicli molto amati, e un recital che li accosta, affidato a un pianista della scuola russa in una sala piccola, tende a esaurire i posti fra gli appassionati. Comprare presto è prudente.

Il consiglio che ti do per visitare Boris Petrushansky al Teatro della Cometa — 13 dicembre 2026

Il consiglio è di arrivare al recital conoscendo i titoli delle Stagioni: dodici pezzi, uno per mese, che si susseguono come pagine di un diario. Seguire il ciclo sapendo dove ci si trova nell'anno rende l'ascolto molto più ricco. Per i Quadri di un'esposizione vale il contrario: conviene lasciarsi portare dalle immagini, quadro dopo quadro, come in una galleria.

Per il posto, conviene la parte centrale della platea o della prima galleria, leggermente spostati verso sinistra se possibile, per vedere le mani del pianista sulla tastiera. Per la serata, l'uscita intorno alle 19 lascia il tempo per una passeggiata fra il Campidoglio e piazza Venezia illuminati per le feste, prima di cena.

Ultimo accorgimento: chi ha ascoltato il 29 novembre Massimo Spada con il Quatuor Arod ha una ragione in più per tornare. Ascoltare l'allievo e poi il maestro, nella stessa sala, è un modo raro di capire che cosa significhi una scuola pianistica.

Come arrivare al Teatro della Cometa

Il Teatro della Cometa si trova in via del Teatro di Marcello 4, 00186 Roma, fra piazza Venezia, il Campidoglio e il Teatro di Marcello; OpenStreetMap lo colloca alle coordinate 41,8935 di latitudine e 12,4815 di longitudine.

Con l'autobus

Il teatro indica la fermata via del Teatro di Marcello, dove passano le linee 30, 4, 118, 160 e 170. Da Termini, da Trastevere e dall'Aventino almeno una di queste linee arriva senza cambi.

Con la metro

La stazione più vicina, secondo il teatro, è Colosseo sulla linea B: da lì si cammina per circa cinque minuti in direzione di piazza Venezia.

Con l'auto

La domenica la ZTL non è attiva. Non c'è un parcheggio riservato: il teatro indica i parcheggi a pagamento nelle vie vicine e le aree di sosta verso piazza Venezia e via Petroselli.

A piedi

Dal centro storico la soluzione più semplice resta quella a piedi: il teatro è a pochi minuti da piazza Venezia e dal Campidoglio.

Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato

È risaputo che Boris Petrushansky è un pianista della scuola russa. Meno spesso si ricorda che l'insegnamento del suo maestro, Heinrich Neuhaus, è arrivato fino a Imola. Boris Petrushansky, indicato come l'ultimo allievo moscovita di Neuhaus, dopo la fine dell'Unione Sovietica si è stabilito in Italia e dal 1990 insegna all'Accademia pianistica internazionale Incontri col Maestro di Imola. Per oltre trent'anni, giovani pianisti italiani hanno studiato con un erede diretto di quella scuola, in Italia.

Il secondo fatto riguarda la carriera italiana di Petrushansky, cominciata ben prima del trasferimento: è stata la vittoria al Concorso Casagrande di Terni ad aprirgli le porte delle associazioni concertistiche italiane, dal Festival dei Due Mondi di Spoleto al Maggio Musicale Fiorentino. Il legame con l'Italia, quindi, nasce da un concorso.

Il terzo fatto riguarda i dischi. Fra le incisioni di Petrushansky, quella dell'opera pianistica solistica completa di Šostakovič è stata accolta favorevolmente dalla critica: un repertorio meno frequentato di quello di Čajkovskij e Musorgskij, che dice molto dell'ampiezza dei suoi interessi.

La foto giusta da fare a Boris Petrushansky al Teatro della Cometa — 13 dicembre 2026

La foto giusta si fa a sala vuota, prima che entri il pubblico, o comunque prima dell'inizio: il pianoforte a coda solo sul palco della Cometa, con i lampadari a forma di cometa disegnati da Tomaso Buzzi accesi sopra la platea. In un recital il protagonista, prima del pianista, è lo strumento, e la sala piccola lo mette in primo piano.

Durante il concerto il telefono resta spento. In un recital di pianoforte ogni rumore si sente, e le pagine più quiete delle Stagioni vivono di pianissimi che uno scatto può rovinare.

La seconda foto si fa fuori, all'uscita. Alle 19 di metà dicembre il Teatro di Marcello è illuminato, e pochi passi più in là il Campidoglio e piazza Venezia hanno le luci delle feste: il modo migliore di chiudere una domenica di musica russa nella Roma antica.

Che cosa c'è intorno alla Cometa

Il Teatro della Cometa si trova fra il Campidoglio, il Teatro di Marcello e il Ghetto: tutto ciò che c'è intorno si raggiunge a piedi in pochi minuti.

Il Campidoglio

Sopra il teatro c'è il Campidoglio, con la piazza michelangiolesca, la Cordonata e i Musei Capitolini. A fianco, la scalinata sale a Santa Maria in Aracoeli, sulla piazza dove abitavano i Pecci Blunt.

Il Teatro di Marcello e il Portico d'Ottavia

A due passi ci sono il Teatro di Marcello e il Portico d'Ottavia, ingresso del Ghetto ebraico, con le sue trattorie.

Il Tevere

Verso il fiume si arriva all'Isola Tiberina e, lungo via Petroselli, alla Bocca della Verità.

Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia

La vicenda della Cometa comincia con una galleria d'arte. Nel 1935 Mimì Pecci Blunt fonda con Libero De Libero la Galleria della Cometa, inaugurata con una mostra di disegni di Corrado Cagli; nel 1937 apre una sede a New York; nel 1938, con le leggi razziali, la galleria chiude. Nel 1937 i Pecci Blunt acquistano il palazzetto accanto alla loro casa, destinato al teatro.

Dopo la guerra, nel 1956, il progetto passa a Tomaso Buzzi. Il 17 novembre 1958 la sala si inaugura con I capricci di Marianna di Alfred de Musset, con la direzione artistica di Linda Chittaro; dal novembre 1959 la gestisce l'impresario Remigio Paone. Negli anni Sessanta, con Diego Fabbri, vi passano Beckett, Ionesco e Stravinskij, con regie di Giorgio Strehler.

Il 18 ottobre 1968 un incendio, causato da un cortocircuito nella zona del palcoscenico, distrugge il teatro. Mimì muore nel 1971; la sala resta chiusa per circa diciassette anni, fino alla riapertura del 1986 voluta dalla figlia Viviana con l'ingegnere Giorgio Barattolo, su ricostruzione dell'architetto Alberto Filippi. Il restauro comincia nel 2020; il 25 maggio 2025 il teatro riapre. Il 13 dicembre 2026 ospita il recital di Boris Petrushansky.

Chi è passato da Boris Petrushansky al Teatro della Cometa — 13 dicembre 2026

Dalla storia della Cometa passano molti protagonisti del Novecento. Una fotografia del 1936 ritrae nel salotto di Mimì Pecci Blunt Mirko Basaldella, Corrado Cagli, Sibilla Aleramo, Alberto Moravia, Giuseppe Ungaretti e Libero De Libero; a Parigi, nella sua casa di rue de Babylone, erano ospiti Salvador Dalí, Paul Valéry e Jean Cocteau. Ai Concerti di Primavera lavorarono Petrassi, Rieti e Labroca.

Sul palco sono passati la compagnia de I capricci di Marianna, le stagioni di Remigio Paone e di Diego Fabbri, le regie di Giorgio Strehler; dietro le quinte gli architetti Tomaso Buzzi, Virgilio Marchi, Alberto Filippi, Fabio Tudisco e Andrea Panzini, e i custodi Viviana Pecci Blunt e Giorgio Barattolo.

Dalla carriera di Boris Petrushansky passano Heinrich Neuhaus e Lev Naumov, i maestri; Valerij Gergiev e Roberto Abbado, i direttori; Leonid Kogan, Igor' Ojstrach, Mischa Maisky e Cecilia Gasdia, i partner in musica da camera; e una lunga serie di allievi di Imola, fra cui Massimo Spada. Il 13 dicembre, con loro, passano dalla Cometa Čajkovskij e Musorgskij.

Accessibilità e consigli pratici

Con il restauro concluso nel 2025, spiega il teatro, sono migliorate l'accessibilità e la visibilità per il pubblico. Per esigenze specifiche conviene usare la voce dedicata all'assistenza per persone con disabilità nel modulo di contatto del sito, prima di acquistare il biglietto.

Con i ragazzi

Il programma è adatto ai ragazzi che studiano pianoforte: ascoltare Le stagioni da un maestro della scuola russa che insegna da oltre trent'anni è una lezione preziosa. I Quadri, con le loro immagini, sono una buona porta d'ingresso alla musica per pianoforte anche per chi non suona.

Dicembre a Roma

A metà dicembre il pomeriggio romano è freddo e il buio arriva presto. All'uscita, intorno alle 19, servono un cappotto e, se il tempo è incerto, un ombrello. Le strade del centro sono decorate per le feste e molto frequentate.

Come organizzare la domenica del recital

Il recital di Boris Petrushansky comincia alle 17 di una domenica di dicembre: una giornata che si costruisce bene intorno al concerto, senza fretta.

Il pranzo e il primo pomeriggio

Un pranzo domenicale nel Ghetto o a Trastevere, seguito da una passeggiata lungo il Tevere fino all'Isola Tiberina, porta in modo naturale verso via del Teatro di Marcello. Chi preferisce un museo trova i Musei Capitolini a pochi passi dal teatro: conviene verificarne gli orari festivi di dicembre e lasciarsi almeno mezz'ora di margine prima del concerto.

L'arrivo in sala

Arrivare verso le 16:30 permette di ritirare con calma il biglietto, vedere il foyer sul giardino di Palazzo Pecci Blunt e scegliere il proprio posto con la sala ancora illuminata. In un recital per pianoforte il silenzio dell'inizio conta: entrare all'ultimo minuto disturba chi è già seduto.

La sera

All'uscita, intorno alle 19, il centro è illuminato per le feste. Una cena nel Ghetto, prenotata in anticipo, chiude la domenica a pochi minuti a piedi dal teatro.

Due pianisti, due domeniche alla Cometa

La stagione musicale del Teatro della Cometa mette in fila, a due settimane di distanza, due concerti legati da un filo: il 29 novembre il debutto romano del Quatuor Arod con il pianista Massimo Spada, il 13 dicembre il recital di Boris Petrushansky.

L'allievo

Massimo Spada, nato a Roma nel 1986, diplomato con lode al Conservatorio di Santa Cecilia, si è perfezionato a Imola con Petrushansky e Riccardo Risaliti. Alla Cometa suona con il quartetto parigino i quintetti di Korngold e Franck: musica da camera, in cui il pianoforte dialoga alla pari con gli archi.

Il maestro

Petrushansky, due settimane dopo, è solo al pianoforte, con un programma interamente russo. Chi segue entrambi i concerti ascolta, in due domeniche, due generazioni della stessa scuola e due modi di stare sul palco: nel dialogo e nella solitudine del recital.

Dove mangiare prima o dopo il recital

Il recital finisce nel tardo pomeriggio, in una delle zone del centro più ricche di trattorie. Intorno al Portico d'Ottavia e nelle vie del Ghetto ci sono ristoranti di cucina romana e giudaico romana, con i carciofi alla giudia fra i piatti più noti. Oltre il Tevere, verso Trastevere, e verso Campo de' Fiori la scelta si allarga. A dicembre, con le cene delle feste, la prenotazione è indispensabile.

Una merenda prima

Con l'inizio alle 17, chi arriva dal pranzo domenicale può fermarsi per un caffè nei bar intorno a piazza Venezia e salire poi al Campidoglio, prima di scendere verso il teatro.

Domande frequenti su Boris Petrushansky alla Cometa

Quando suona Boris Petrushansky a Roma?

Boris Petrushansky suona a Roma domenica 13 dicembre 2026 alle 17:00 al Teatro della Cometa, in via del Teatro di Marcello 4, ai piedi del Campidoglio, nella stagione musicale 2026/2027 del teatro.

Che cosa suona Petrushansky alla Cometa?

Al Teatro della Cometa Boris Petrushansky suona Le stagioni op. 37a di Pëtr Il'ič Čajkovskij, dodici miniature dedicate ai mesi dell'anno, e i Quadri di un'esposizione di Modest Petrovič Musorgskij.

Chi è Boris Petrushansky?

Boris Petrushansky è un pianista russo naturalizzato italiano, nato a Mosca nel 1949, allievo di Heinrich Neuhaus e Lev Naumov. Vincitore del Concorso Casagrande di Terni, dal 1990 insegna all'Accademia pianistica internazionale di Imola.

Dove si comprano i biglietti per Petrushansky alla Cometa?

I biglietti per il recital di Boris Petrushansky si acquistano sulla biglietteria online del Teatro della Cometa, collegata alla pagina del concerto sul sito ufficiale del teatro, dove sono pubblicati anche i prezzi.

Come si arriva al Teatro della Cometa?

Il Teatro della Cometa si raggiunge con gli autobus 30, 4, 118, 160 e 170, fermata via del Teatro di Marcello, o con la metro B fino a Colosseo e cinque minuti a piedi. La domenica la ZTL del centro storico non è attiva.

Il Teatro della Cometa è il Cometa Off di Testaccio?

No, il Teatro della Cometa è la sala storica di via del Teatro di Marcello 4, riaperta nel 2025. Il Teatro Cometa Off è un'altra sala, a Testaccio. Il recital di Petrushansky è al Teatro della Cometa.

Il consiglio finale su Boris Petrushansky alla Cometa

Il recital di Boris Petrushansky è, a nostro giudizio, il concerto per pianoforte più interessante del dicembre romano in una sala piccola: un erede diretto della scuola di Neuhaus, due cicli del repertorio russo, un teatro restaurato con l'acustica di un salotto. Conviene comprare presto, ripassare i dodici titoli delle Stagioni, scegliere un posto da cui si vedano le mani e chiudere la domenica con una cena nel Ghetto.

Articolo scritto dalla redazione di Tour Leader Pro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.

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Data Evento13 Dicembre 2026 17:00
IndirizzoTeatro della Cometa, Via del Teatro di Marcello 4, 00186 Roma Centro storico, Roma, Roma Città