White Rabbit Red Rabbit al Teatro della Cometa — dall’1 al 6 dicembre 2026
White Rabbit Red Rabbit, il testo del drammaturgo iraniano Nassim Soleimanpour che l'interprete legge in scena per la prima volta senza averlo mai visto, è al Teatro della Cometa da martedì 1 a domenica 6 dicembre 2026: da martedì 1 a venerdì 4 alle 21, sabato 5 alle 19, domenica 6 alle 17. Il teatro si trova in via del Teatro di Marcello 4, 00186 Roma, fra piazza Venezia e il Campidoglio; la fermata indicata dal teatro è via del Teatro di Marcello, servita dagli autobus 30, 4, 118, 160 e 170, mentre la metro più vicina è Colosseo, sulla linea B, a circa cinque minuti a piedi. I posti sono numerati e il biglietto intero costa 44 euro in platea, 34 in parterre, 29 in prima galleria e 24 in seconda galleria, secondo la biglietteria ufficiale del teatro; si acquista sul sito ufficiale del Teatro della Cometa, che rimanda alla biglietteria online della sala.

White Rabbit Red Rabbit al Teatro della Cometa in breve
White Rabbit Red Rabbit ha sei repliche al Teatro della Cometa, dal 1 al 6 dicembre 2026, con orario serale nei feriali e pomeridiano la domenica.
Le date e gli orari
Martedì 1, mercoledì 2, giovedì 3 e venerdì 4 dicembre alle 21; sabato 5 dicembre alle 19; domenica 6 dicembre alle 17. Sono gli orari pubblicati dal teatro e dalla sua biglietteria. La durata non è indicata.
I prezzi per settore
La biglietteria ufficiale della Cometa indica quattro settori, tutti a posti numerati: platea a 44 euro, parterre a 34, galleria I a 29, galleria II a 24. Sono prezzi interi; eventuali riduzioni non compaiono nella scheda dello spettacolo e vanno chieste al teatro.
Chi c'è in scena
La scheda indica la drammaturgia di Nassim Soleimanpour e non pubblica i nomi degli interpreti delle repliche romane. È coerente con la natura del testo: l'attore che lo affronta non deve averlo letto né visto prima, e la sorpresa riguarda anche il pubblico.
Il genere
La biglietteria classifica lo spettacolo come prosa. In realtà è qualcosa di più particolare: un esperimento teatrale, come lo definisce il teatro, costruito interamente sul qui e ora, in cui autore, attore e spettatori scoprono il testo nello stesso momento.
Come funziona White Rabbit Red Rabbit
White Rabbit Red Rabbit si basa su una regola: l'interprete affronta il testo una sola volta, senza averlo letto né visto in precedenza, e lo scopre davanti al pubblico.
Una busta sigillata
Secondo la presentazione della Cometa, quando l'interprete entra in scena trova una busta sigillata e poche indicazioni: una sedia, un tavolo, due bicchieri. Dentro la busta c'è il copione. Da quel momento l'attore legge, esegue, reagisce, e il pubblico assiste a una prima volta che non si ripeterà.
Autore, attore e pubblico insieme
La Cometa descrive un dispositivo in cui autore, attore e pubblico condividono la stessa scoperta. L'autore non è in sala, ma parla attraverso il testo; l'attore non sa che cosa accadrà; gli spettatori vengono coinvolti. Il risultato, per il teatro, è una forma radicale di relazione teatrale che trasforma l'impossibilità del contatto diretto in materia di scena.
Ironico e politico
Il teatro presenta lo spettacolo come ironico, imprevedibile e profondamente politico: un gioco contro la censura e contro ogni distanza geografica e culturale. La dimensione politica non è un discorso, ma una condizione: il testo nasce da un autore che non poteva viaggiare e che ha affidato la propria voce a chiunque, ovunque, accettasse di leggerla.
Un teatro senza regia
White Rabbit Red Rabbit non ha una regia nel senso tradizionale, né prove: la scheda del teatro indica soltanto la drammaturgia di Soleimanpour. Tutto ciò che accade è scritto nel copione e affidato alla lettura dell'interprete. È un rovesciamento delle abitudini teatrali, in cui di solito un attore arriva al debutto dopo settimane di prove: qui il debutto e l'unica replica coincidono.
Perché non conviene informarsi troppo
La regola dell'attore vale, in un certo senso, anche per lo spettatore. Lo spettacolo funziona meglio se non se ne conosce lo svolgimento. Per questo le presentazioni ufficiali si fermano alla busta, alla sedia, al tavolo e ai due bicchieri: il resto va scoperto in sala.
Nassim Soleimanpour, l'autore
Nassim Soleimanpour è un drammaturgo iraniano nato a Teheran il 10 dicembre 1981; White Rabbit Red Rabbit, scritto nel 2010, è l'opera che lo ha fatto conoscere nel mondo.
La formazione a Teheran
Secondo la voce di Wikipedia in inglese, Soleimanpour è figlio di un romanziere, ha studiato scenografia all'Università di Teheran e vi ha insegnato un corso di scenografia assistita dal computer, continuando a scrivere poesie, racconti e testi teatrali.
Un autore che non poteva partire
Il teatro della Cometa ricorda che Soleimanpour scrisse il testo a ventinove anni, quando era impossibilitato a lasciare il proprio Paese. La stessa voce enciclopedica spiega il motivo: aveva rifiutato il servizio militare obbligatorio e non poté uscire dall'Iran fino al 2013, quando ottenne il passaporto. Il testo viaggiava, l'autore no.
La prima volta da spettatore
Soleimanpour vide per la prima volta il proprio spettacolo nel 2013, alla Brisbane Powerhouse, in Australia, durante il World Theatre Festival. Fino ad allora White Rabbit Red Rabbit era andato in scena in molti Paesi senza che il suo autore potesse assistervi.
Le altre opere
Dopo White Rabbit Red Rabbit, Soleimanpour ha scritto Blind Hamlet, presentato al Fringe di Edimburgo nel 2014, e Nassim, in cui attore e pubblico devono parlare il farsi, debuttato a Edimburgo nel 2017 e poi passato per l'Arts Centre di Melbourne e, nel dicembre 2018, per il New York City Center.
I premi
Fra i riconoscimenti elencati dalla voce enciclopedica ci sono il premio per la miglior nuova performance al Dublin Fringe Festival nel 2012, l'Outstanding New Performance Text Award di Summerworks nel 2011 e il Brick Award di The Arches al Fringe di Edimburgo nel 2011.
La storia di White Rabbit Red Rabbit nel mondo
White Rabbit Red Rabbit ha debuttato nel 2011 ed è stato rappresentato migliaia di volte, secondo il Teatro della Cometa, con interpreti che vanno dalle star di Hollywood agli attori del teatro britannico.
Il debutto del 2011
La prima presentazione, secondo Wikipedia, avvenne nel 2011 al Fringe di Edimburgo e al festival Summerworks. Da allora il testo ha girato il mondo senza bisogno di una compagnia: basta un attore disposto a entrare in scena senza sapere che cosa lo aspetta.
Quante lingue
Le fonti non concordano sul numero delle traduzioni: il Teatro della Cometa parla di oltre trenta lingue, la voce di Wikipedia in inglese di più di venti. In entrambi i casi è uno dei testi teatrali contemporanei più tradotti.
New York e Londra
Nel 2016 lo spettacolo è andato in scena al Westside Theatre di New York per quarantadue settimane, con interpreti come F. Murray Abraham, Bobby Cannavale, Whoopi Goldberg, Nathan Lane e Cynthia Nixon. Nell'ottobre 2024 è arrivato nel West End londinese, al teatro @sohoplace, con un cartellone di attori che comprendeva Jonathan Pryce, Michael Sheen e Jason Isaacs; le repliche sono state prorogate più volte.
Gli interpreti celebri
La Cometa ricorda che hanno accettato la sfida John Hurt, Whoopi Goldberg, Nathan Lane, Stephen Rea, Sinead Cusack, Marcus Brigstocke e Dominic West, oltre al regista Ken Loach. È una lista che dice molto: il testo attrae interpreti affermati proprio perché li mette nella condizione di un debuttante.
Il Teatro della Cometa, sede di White Rabbit Red Rabbit
Il Teatro della Cometa è una piccola sala storica in via del Teatro di Marcello 4, voluta da Mimì Pecci Blunt in un palazzetto accanto alla sua residenza di piazza d'Aracoeli e inaugurata il 17 novembre 1958.
Un teatrino di corte
Mimì Pecci Blunt, nipote di papa Leone XIII e animatrice di uno dei salotti culturali più vivaci fra Parigi e Roma, immaginava un teatrino ispirato a quelli antichi di corte. La sala ha una platea, un parterre e due gallerie, gli stessi settori della biglietteria di White Rabbit Red Rabbit, con lampadari a forma di astri e di comete che danno il nome al teatro.
La facciata e gli interni
Nel 1937 i Pecci Blunt acquistarono il palazzetto e decisero di conservarne la facciata, trasformando solo gli interni. I lavori, affidati all'ingegnere Stefano Gentiloni Silverj, si fermarono con la guerra; dal 1956 il progetto passò all'architetto Tomaso Buzzi.
Il restauro e la riapertura
Dal 2020 il teatro è stato restaurato su progetto di Fabio Tudisco e Andrea Panzini: sono tornati le porte in ottone, i lampadari e la macchina di scena di Buzzi e Virgilio Marchi, e il palcoscenico girevole ha ripreso a funzionare. La Cometa ha riaperto il 25 maggio 2025, con un'identità visiva firmata dallo Studio Sonnoli e un centro di documentazione sull'archivio storico.
La stagione
Nella stagione 2026/2027 la Cometa alterna teatro, musica e danza: dopo White Rabbit Red Rabbit il cartellone prevede, fra gli altri, Delay the Sadness di Sharon Eyal ad aprile, il pianista Giorgi Gigashvili il 18 aprile e il recital di Rosa Feola e Vincenzo Rana il 16 maggio 2027.
Come arrivare al Teatro della Cometa
Il Teatro della Cometa si trova in via del Teatro di Marcello 4, fra piazza Venezia, il Campidoglio e il Teatro di Marcello, ed è indicato dal teatro come raggiungibile in autobus, in metro e a piedi.
In autobus
La fermata indicata dal teatro è via del Teatro di Marcello, servita dalle linee 30, 4, 118, 160 e 170. Per il ritorno dopo la replica serale conviene controllare le corse con il pianificatore di ATAC.
In metro
La stazione più vicina indicata dal teatro è Colosseo, sulla linea B. Da lì si prosegue a piedi per circa cinque minuti in direzione di piazza Venezia.
In auto
Il teatro è dentro la ZTL Centro Storico, attiva dal lunedì al venerdì dalle 6.30 alle 18 e il sabato dalle 14 alle 18; nei festivi l'accesso è libero. Non c'è un parcheggio riservato: il teatro consiglia i parcheggi a pagamento nelle vie vicine o le aree di sosta verso piazza Venezia e via Petroselli.
A piedi
Dal centro storico la Cometa è a pochi minuti da piazza Venezia o dal Campidoglio. Per chi alloggia fra il Pantheon e Campo de' Fiori è la soluzione più semplice.
Biglietti per White Rabbit Red Rabbit
I biglietti per White Rabbit Red Rabbit al Teatro della Cometa costano da 24 a 44 euro a seconda del settore, tutti a posti numerati, secondo la biglietteria ufficiale del teatro.
Quale settore scegliere
Lo spettacolo gioca molto sul rapporto fra l'interprete e la sala: la platea e il parterre permettono di cogliere le reazioni dell'attore mentre scopre il testo. Le gallerie offrono una vista d'insieme sul pubblico, che in questo spettacolo è parte della scena.
Dove comprarli
Dalla pagina dello spettacolo sul sito della Cometa si accede alla biglietteria online del teatro, dove si sceglie data, settore e posto. È il canale ufficiale indicato dalla sala.
Tornare una seconda volta
Poiché la regola dello spettacolo vuole un interprete che non conosce il testo, chi torna una seconda sera potrebbe vedere un attore diverso reagire in modo diverso. I nomi degli interpreti romani non sono pubblicati: se interessa, conviene chiedere al teatro.
Come organizzare la serata di White Rabbit Red Rabbit
La posizione della Cometa, fra Campidoglio e Ghetto, permette di combinare lo spettacolo con una passeggiata nella parte più antica del centro e una cena nelle vie del Portico d'Ottavia.
Nei giorni feriali
Con l'inizio alle 21 la cena si fa prima, verso le 19.30, oppure dopo, cercando un locale che serva tardi. Una passeggiata sul Campidoglio illuminato prima dello spettacolo è il modo migliore per arrivare in sala.
Sabato 5 dicembre
La replica delle 19 lascia libera la serata. Uscendo si è a pochi passi dal Ghetto e, oltre il fiume, da Trastevere: nel fine settimana conviene prenotare la cena.
Domenica 6 dicembre
Con l'inizio alle 17 la domenica si presta a una visita ai Musei Capitolini nel primo pomeriggio, a pochi passi dal teatro, e a una cena presto dopo lo spettacolo. Nei festivi la ZTL non è attiva.
I dintorni del Teatro della Cometa
Il Teatro della Cometa è in uno dei punti più densi di storia del centro di Roma: tutto si raggiunge a piedi in pochi minuti.
Il Campidoglio e l'Aracoeli
Sopra il teatro si apre il Campidoglio, con la piazza disegnata da Michelangelo e la Cordonata capitolina. Accanto, la scalinata porta a Santa Maria in Aracoeli, sulla piazza d'Aracoeli dove si trova il palazzo dei Pecci Blunt.
Il Teatro di Marcello e il Ghetto
A pochi passi c'è il Teatro di Marcello, e subito dopo il Portico d'Ottavia, porta del Ghetto ebraico di Roma.
Piazza Venezia e il Vittoriano
Verso nord, in due minuti, si arriva a piazza Venezia, con il Vittoriano e Palazzo Venezia. È il punto di riferimento più semplice per chi arriva a piedi dal Corso o dal Quirinale, e la piazza da cui partono molte linee di autobus per il rientro dopo lo spettacolo.
Verso il fiume
Scendendo verso il Tevere si arriva all'Isola Tiberina e, lungo via Petroselli, alla Bocca della Verità.
Dove mangiare prima o dopo lo spettacolo
Intorno al Portico d'Ottavia e nelle vie del Ghetto si trovano trattorie e ristoranti di cucina romana e giudaico romana, a pochi minuti dalla Cometa.
Il venerdì
Il venerdì sera alcuni ristoranti kosher del Ghetto chiudono per lo Shabbat: chi sceglie la replica di venerdì 4 dicembre fa bene a verificare prima.
Il fine settimana
Il sabato e la domenica le possibilità si moltiplicano verso Campo de' Fiori e, oltre il fiume, Trastevere. Conviene prenotare, soprattutto il sabato sera.
Accessibilità e consigli pratici
Il restauro concluso nel 2025 ha migliorato l'accessibilità del Teatro della Cometa, secondo il teatro, e il modulo di contatto del sito prevede una voce dedicata all'assistenza per persone con disabilità.
Prima dell'acquisto
Per esigenze specifiche conviene scrivere al teatro prima di comprare il biglietto, per concordare posto e accesso. Le gallerie, per loro natura, sono meno comode per chi ha difficoltà di movimento.
Età consigliata
Il teatro non indica un'età minima. Il testo è ironico e politico, costruito sul gioco con il pubblico: ragazzi dalle medie in su lo seguono senza difficoltà, e per chi studia teatro è un'esperienza rara.
Una curiosità su White Rabbit Red Rabbit al Teatro della Cometa — dall'1 al 6 dicembre 2026
La curiosità più sorprendente riguarda l'autore. Nassim Soleimanpour scrisse White Rabbit Red Rabbit nel 2010, quando non poteva lasciare l'Iran perché aveva rifiutato il servizio militare obbligatorio, e il testo cominciò a girare il mondo senza di lui: Edimburgo nel 2011, poi decine di città. Soleimanpour poté vedere la propria opera per la prima volta solo nel 2013, alla Brisbane Powerhouse in Australia, durante il World Theatre Festival, dopo aver ottenuto il passaporto. Per anni, dunque, l'autore è stato l'unico a non poter assistere al proprio spettacolo, mentre attori di mezzo mondo lo leggevano davanti a platee piene. È una situazione che il testo stesso sembra prevedere: la voce dell'autore arriva in sala attraverso un'altra persona, e l'assenza diventa il motore della scena. La seconda curiosità è di ordine pratico. L'attore trova in scena una sedia, un tavolo e due bicchieri, e nient'altro: è uno degli spettacoli più economici da allestire del teatro contemporaneo, e forse per questo uno dei più rappresentati. La terza riguarda la sala. La Cometa, con le sue due gallerie e i lampadari a forma di stelle e comete, è un teatrino di corte nato per il repertorio raffinato del salotto Pecci Blunt: ospitare qui un dispositivo così spoglio crea un contrasto che vale da solo la serata.
Una cosa che non ti dice nessuno su White Rabbit Red Rabbit al Teatro della Cometa — dall'1 al 6 dicembre 2026
Nessuno lo dice apertamente, ma a White Rabbit Red Rabbit il pubblico non è soltanto spettatore. La presentazione della Cometa parla di un dispositivo in cui autore, attore e pubblico condividono la stessa scoperta: chi si siede in sala deve mettere in conto di essere coinvolto, in un modo o nell'altro, dallo svolgimento del testo. Non serve preparazione e non c'è nulla da temere, ma chi preferisce restare invisibile può scegliere una galleria. La seconda cosa riguarda gli interpreti. Il teatro non pubblica i nomi degli attori delle repliche romane, e la ragione è nella regola stessa dello spettacolo: l'interprete non deve conoscere il testo prima di entrare in scena. Chi compra il biglietto sceglie dunque l'esperienza più che il protagonista, e questo cambia il modo di andare a teatro. La terza riguarda il passaparola. Chi ha visto lo spettacolo di solito evita di raccontarlo, per non rovinare la sorpresa agli altri: è una forma di complicità rara, che vale la pena rispettare. All'uscita, dunque, conviene parlare di come si è sentito l'attore, non di che cosa accade nella busta.
Il consiglio che ti do per visitare White Rabbit Red Rabbit al Teatro della Cometa — dall'1 al 6 dicembre 2026
Il consiglio è arrivare a White Rabbit Red Rabbit senza aver letto nulla oltre la presentazione ufficiale, e scegliere un posto in platea o in parterre, dove si vedono bene le reazioni dell'interprete mentre apre la busta e scopre il testo. Il senso dello spettacolo è tutto lì: nel volto di una persona che non sa che cosa dirà tra un minuto. Per la data, a nostro giudizio conviene la replica di domenica 6 dicembre alle 17, da combinare con una visita ai Musei Capitolini o con una passeggiata sul Campidoglio e sulla terrazza dell'Aracoeli nel primo pomeriggio: la ZTL non è attiva nei festivi e il centro è più facile da raggiungere. In alternativa, le serate feriali alle 21 sono le più raccolte. Conviene entrare in sala qualche minuto prima e guardare i lampadari a forma di astri e di comete, recuperati con il restauro: il contrasto fra quel teatrino di corte e la scena spoglia di sedia, tavolo e due bicchieri prepara bene allo spettacolo. E chi va in compagnia faccia un patto prima di entrare: a fine serata nessuno racconta il finale a chi non c'era.
Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato
È risaputo che White Rabbit Red Rabbit ha avuto interpreti celebri: la stessa Cometa cita John Hurt, Whoopi Goldberg, Nathan Lane, Stephen Rea, Sinead Cusack, Marcus Brigstocke e Dominic West, oltre al regista Ken Loach. È meno citato quanto sia stata lunga e affollata la stagione newyorkese: secondo la voce di Wikipedia in inglese lo spettacolo è rimasto al Westside Theatre per quarantadue settimane nel 2016, con un attore diverso a ogni recita, fra cui F. Murray Abraham, Bobby Cannavale, Darren Criss, Brian Dennehy, la cantante lirica Joyce DiDonato e Cynthia Nixon. E nel 2024 il testo è approdato per la prima volta nel West End di Londra, con Jonathan Pryce, Michael Sheen, Jason Isaacs e molti altri, e repliche prorogate più volte per il tutto esaurito. Un altro fatto poco ricordato riguarda la sede romana. Il Teatro della Cometa nasce dalla stessa famiglia che negli anni Trenta aveva aperto la Galleria della Cometa, fondata nel 1935 da Mimì Pecci Blunt con il poeta Libero De Libero e chiusa nel 1938, con le leggi razziali e le pressioni della stampa fascista. Uno spettacolo nato contro la censura trova casa in un luogo la cui storia porta il segno di una censura: una coincidenza che dà un peso in più alla serata.
La foto giusta da fare a White Rabbit Red Rabbit al Teatro della Cometa — dall'1 al 6 dicembre 2026
Durante lo spettacolo non si fotografa, e in questo caso la regola ha una ragione in più: l'intera serata si regge sulla scoperta in tempo reale, e uno schermo acceso rompe la tensione per tutti. La foto giusta si fa prima, in sala, quando le luci sono ancora accese: i lampadari a forma di astri e di comete, recuperati con il restauro del 2025, sono il soggetto più riconoscibile del teatro. Conviene inquadrarli dal basso, dal centro della platea, con la galleria sullo sfondo, senza flash e chiedendo prima al personale se è consentito. Se il palco è già allestito, sedia, tavolo e due bicchieri sotto la luce di scena sono un'immagine che racconta lo spettacolo senza svelarlo. La seconda foto è fuori. La facciata del palazzetto, che i Pecci Blunt vollero conservare, affaccia su via del Teatro di Marcello: attraversando la strada la si riprende con il Campidoglio alle spalle. La terza, per chi esce dalla replica della domenica, è il Teatro di Marcello illuminato, a pochi passi, con gli archi antichi e il palazzo costruito sopra: un'immagine che riassume Roma meglio di molte altre.
Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia
La storia del Teatro della Cometa comincia prima del teatro. Nel 1935 Mimì Pecci Blunt fonda con Libero De Libero la Galleria della Cometa, inaugurata con una mostra di disegni di Corrado Cagli; nel 1937 apre una sede a New York. Nel 1938, con le leggi razziali e le pressioni della stampa fascista, la galleria chiude. Sempre nel 1937 i Pecci Blunt acquistano il palazzetto dove sorgerà il teatro, ma la guerra ferma i lavori. Nel 1956 Mimì affida il progetto a Tomaso Buzzi, e il 17 novembre 1958 il teatro si inaugura con I capricci di Marianna di Musset, direzione artistica di Linda Chittaro. Dal novembre 1959 la gestione passa a Remigio Paone, fondatore del Teatro Nuovo di Milano. Negli anni Sessanta, con Diego Fabbri, la Cometa ospita Beckett, Ionesco e Stravinskij, con regie di Giorgio Strehler. Il 18 ottobre 1968 un cortocircuito nella zona del palcoscenico provoca un incendio che distrugge la sala. Mimì muore nel 1971; il teatro resta chiuso per circa diciassette anni. Nel 1986 la figlia Viviana lo riapre con l'ingegnere Giorgio Barattolo, che lo gestirà per oltre trent'anni, con la ricostruzione dell'architetto Alberto Filippi. Nel 2020 comincia il restauro, e il 25 maggio 2025 la Cometa riapre con una programmazione internazionale di cui White Rabbit Red Rabbit è uno dei titoli.
Chi è passato da White Rabbit Red Rabbit al Teatro della Cometa — dall'1 al 6 dicembre 2026
La storia della Cometa è piena di nomi. Nel salotto e nella galleria di Mimì Pecci Blunt passarono, negli anni Trenta, Corrado Cagli, Libero De Libero e molti protagonisti della cultura romana; nella sua casa parigina di rue de Babylone erano ospiti Salvador Dalì, Paul Valéry e Jean Cocteau. Ai suoi Concerti di Primavera, dal 1933, lavorarono compositori come Goffredo Petrassi, Vittorio Rieti e Alessandro Labroca. Sul palco del teatro sono passati la compagnia della prima sera con Musset, la stagione dell'impresario Remigio Paone e, negli anni di Diego Fabbri, le opere di Beckett, Ionesco e Stravinskij e le regie di Giorgio Strehler. Dietro le quinte hanno lavorato gli architetti Tomaso Buzzi e Virgilio Marchi, poi Alberto Filippi, Fabio Tudisco e Andrea Panzini. Nella stagione 2026/2027 sono passati o passeranno, fra gli altri, Metaphora Ensemble, Giorgi Gigashvili, Rosa Feola e Vincenzo Rana, la compagnia di Sharon Eyal. Dal 1 al 6 dicembre passa da qui, idealmente, anche una lunga fila di interpreti che nel mondo hanno aperto la busta di White Rabbit Red Rabbit, da Whoopi Goldberg a John Hurt, e con loro Nassim Soleimanpour, l'autore che per anni non poté vedere il proprio testo.
Domande frequenti su White Rabbit Red Rabbit
Quando va in scena White Rabbit Red Rabbit a Roma?
White Rabbit Red Rabbit va in scena al Teatro della Cometa dal 1 al 6 dicembre 2026: da martedì 1 a venerdì 4 alle 21, sabato 5 alle 19, domenica 6 alle 17. Sono sei repliche, secondo il sito e la biglietteria ufficiale del teatro.
Quanto costano i biglietti per White Rabbit Red Rabbit?
Al Teatro della Cometa i biglietti interi per White Rabbit Red Rabbit costano 44 euro in platea, 34 in parterre, 29 in galleria I e 24 in galleria II, tutti a posti numerati. Si acquistano dalla biglietteria online indicata sul sito del teatro.
Chi è l'attore di White Rabbit Red Rabbit alla Cometa?
Il Teatro della Cometa non pubblica i nomi degli interpreti delle repliche romane di White Rabbit Red Rabbit. La regola dello spettacolo prevede che l'attore non abbia mai letto né visto il testo prima di entrare in scena e trovi il copione in una busta sigillata.
Chi ha scritto White Rabbit Red Rabbit?
White Rabbit Red Rabbit è stato scritto nel 2010 dal drammaturgo iraniano Nassim Soleimanpour, nato a Teheran nel 1981. All'epoca non poteva lasciare il suo Paese; il testo ha debuttato nel 2011 ed è stato rappresentato migliaia di volte nel mondo.
Il pubblico partecipa a White Rabbit Red Rabbit?
White Rabbit Red Rabbit è costruito sul qui e ora: secondo il Teatro della Cometa autore, attore e pubblico condividono la stessa scoperta. Il coinvolgimento della sala fa parte del dispositivo, senza bisogno di alcuna preparazione da parte degli spettatori.
Come si arriva al Teatro della Cometa?
Il Teatro della Cometa è in via del Teatro di Marcello 4. Il teatro indica la fermata via del Teatro di Marcello, servita dai bus 30, 4, 118, 160 e 170, e la metro B Colosseo, a circa cinque minuti a piedi. Non ha un parcheggio riservato.
In che lingua è lo spettacolo?
La scheda del Teatro della Cometa non indica la lingua delle repliche romane di White Rabbit Red Rabbit. Il testo è stato tradotto in molte lingue, oltre trenta secondo il teatro; per sapere in quale lingua sarà letto conviene chiedere alla biglietteria della sala.
Il consiglio finale su White Rabbit Red Rabbit
White Rabbit Red Rabbit al Teatro della Cometa è, a nostro giudizio, una delle serate più insolite del dicembre teatrale romano: un testo nato da un autore che non poteva viaggiare, letto per la prima volta da un interprete che non sa che cosa lo aspetta, in un teatrino di corte appena restaurato. Il consiglio è scegliere platea o parterre, arrivare senza anticipazioni e lasciarsi portare dalla busta sigillata. E, all'uscita, custodire il finale.
Articolo scritto dalla redazione di Tour Leader Pro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.
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