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Quatuor Arod con Massimo Spada al Teatro della Cometa — 29 novembre 2026

In breve. Il Quatuor Arod, quartetto d'archi francese fra i più apprezzati della nuova scena europea, debutta a Roma domenica 29 novembre 2026 alle 17:00 al Teatro della Cometa, in via del Teatro di Marcello 4, ai piedi del Campidoglio, insieme…

Il Quatuor Arod, quartetto d'archi francese fra i più apprezzati della nuova scena europea, debutta a Roma domenica 29 novembre 2026 alle 17:00 al Teatro della Cometa, in via del Teatro di Marcello 4, ai piedi del Campidoglio, insieme al pianista romano Massimo Spada. Il programma accosta due grandi quintetti per pianoforte e archi: il Quintetto in mi maggiore op. 15 di Erich Wolfgang Korngold e il Quintetto in fa minore di César Franck. Si arriva con gli autobus 30, 4, 118, 160 e 170, fermata via del Teatro di Marcello, oppure con la metro B fino a Colosseo e cinque minuti a piedi verso piazza Venezia; la domenica la ZTL del centro storico non è attiva. I prezzi sono pubblicati sul sito ufficiale del teatro, dove i biglietti si acquistano attraverso la biglietteria online della sede.

Il Quatuor Arod e il pianista Massimo Spada, in concerto al Teatro della Cometa
Il Quatuor Arod e il pianista Massimo Spada, in concerto al Teatro della Cometa Foto: Teatro della Cometa

Quatuor Arod alla Cometa: data, orario e biglietti

Il concerto del Quatuor Arod con Massimo Spada è in programma domenica 29 novembre 2026 alle 17:00 al Teatro della Cometa: è una data unica, e il teatro la presenta come il debutto romano del quartetto.

L'orario

L'inizio alle 17 è quello dei concerti domenicali della Cometa, che nella stagione 2026/2027 propone la musica nel tardo pomeriggio. La durata non è indicata dal teatro. Arrivare mezz'ora prima permette di vedere il foyer affacciato sul giardino di Palazzo Pecci Blunt e di prendere posto con calma.

I biglietti

I biglietti si acquistano sulla biglietteria online del Teatro della Cometa, collegata alla pagina del concerto sul sito ufficiale, dove sono pubblicati anche i prezzi. Per le richieste di assistenza, anche per persone con disabilità, il teatro mette a disposizione un modulo di contatto.

La stagione musicale

Il concerto fa parte del cartellone multidisciplinare della Cometa, che alterna prosa, danza e musica. Nella parte musicale, dopo l'apertura con il Metaphora Ensemble del 4 ottobre, il teatro ospita il 13 dicembre il pianista Boris Petrushansky, il 18 aprile 2027 il pianista georgiano Giorgi Gigashvili e il 16 maggio 2027 Rosa Feola e Vincenzo Rana, in una serata di canto da Mozart a Puccini.

Il programma: Korngold e Franck

Il programma del Quatuor Arod e di Massimo Spada mette in dialogo due grandi quintetti per pianoforte e archi, due modi profondamente diversi, scrive il teatro, di attraversare il tardo Romanticismo.

Korngold, Quintetto in mi maggiore op. 15

Il Quintetto per pianoforte e archi in mi maggiore op. 15 di Erich Wolfgang Korngold è in tre movimenti: Mäßiges Zeitmaß, mit schwungvoll blühendem Ausdruck; Adagio, mit größter Ruhe, stets äußerst gebunden und ausdrucksvoll; Finale, gemessen, beinahe pathetisch. Le indicazioni, in tedesco, chiedono un tempo moderato con espressione slanciata e fiorita, poi la massima calma, poi un finale misurato, quasi patetico.

Il colore di Korngold

Il teatro sottolinea, nel quintetto di Korngold, la densità della scrittura e la ricchezza del colore, che anticipano quella sensibilità cinematografica destinata a diventare una delle cifre del compositore. È la chiave più semplice per avvicinarsi al brano: un linguaggio orchestrale, pieno, quasi visivo, concentrato in cinque strumenti.

Franck, Quintetto in fa minore

Il Quintetto per pianoforte e archi in fa minore di César Franck è anch'esso in tre movimenti: Molto moderato quasi lento; Lento, con molto sentimento; Allegro non troppo, ma con fuoco. Nel quintetto di Franck, spiega il teatro, il cromatismo e la tensione armonica costruiscono un paesaggio emotivo inquieto, attraversato da un continuo senso di trasformazione.

Due quintetti accostati

Accostate, le due opere restituiscono la ricchezza della musica da camera fra Otto e Novecento e affidano il dialogo fra pianoforte e archi a interpreti chiamati, secondo il teatro, a condividere ascolto, equilibrio e rischio. A nostro giudizio è un programma pensato per mettere in luce un quartetto: due partiture in cui gli archi non fanno da sfondo al pianoforte, ma lo affrontano alla pari.

Il Quatuor Arod

Il Quatuor Arod è un quartetto d'archi francese con base a Parigi, fondato nel 2013 e formato oggi da Jordan Victoria e Alexandre Vu ai violini, Tanguy Parisot alla viola e Jérémy Garbarg al violoncello.

Le sale

Secondo la biografia ufficiale, il quartetto suona nelle grandi sale della Francia e del mondo: la Philharmonie e il Konzerthaus di Berlino, il Konzerthaus e il Musikverein di Vienna, il Concertgebouw di Amsterdam, la Carnegie Hall, la Gulbenkian, il Konzerthuset di Stoccolma, la Philharmonie del Lussemburgo, la Oji Hall di Tokyo, il Mozarteum di Salisburgo, l'Elbphilharmonie di Amburgo, LSO St Luke's a Londra, De Bijloke a Gand. Ha suonato nei festival di Verbier, Aix en Provence, Menton, Meclemburgo Pomerania Anteriore, Brema e nella Primavera di Praga.

I premi

Il quartetto si è formato con Mathieu Herzog, Jean Sulem e il Quatuor Artemis, e ha lavorato con il Quatuor Ebène e il Quatuor Diotima. Nel 2014 ha vinto il primo premio al concorso europeo FNAPEC, nel 2015 il primo premio al Concorso internazionale Carl Nielsen di Copenaghen, nel 2016 il primo premio al Concorso internazionale ARD di Monaco di Baviera. Nel 2016 è stato laureato HSBC dell'Accademia del Festival di Aix; dal 2017 al 2019 è stato BBC New Generation Artist, e nella stagione 2018/2019 ECHO Rising Star.

I dischi

Il Quatuor Arod incide in esclusiva per Erato/Warner Classics. Il primo album, dedicato a Mendelssohn, è del 2017; il secondo, del 2019, è dedicato alla figura di Mathilde Zemlinsky, con musiche di Schoenberg, Zemlinsky e Webern e la partecipazione del soprano Elsa Dreisig, e ha ricevuto l'Edison Klassiek 2020. Nel 2020 è uscito un album dedicato a Schubert, nel 2023 un disco francese con Debussy, Ravel e Attahir, affiancato dal documentario Ménage à Quatre di Bruno Monsaingeon, che segue il quartetto nel quotidiano e in un incontro con György Kurtág. Nel 2025 è uscito l'integrale dei Quartetti op. 76 di Haydn.

Haydn con gli archetti classici

Per il disco di Haydn il quartetto ha fatto realizzare un nuovo set di archetti, modellati su esemplari prodotti negli anni Settanta del Settecento dai fratelli Tourte: gli strumenti, che risalgono al XVII e XVIII secolo, sono rimasti configurati per la prassi moderna. I musicisti raccontano che gli archetti classici hanno reso l'articolazione più naturale e il suono più trasparente.

Gli strumenti

La biografia ufficiale indica gli strumenti di ciascuno: Jordan Victoria suona un violino di Francesco Goffriller, Alexandre Vu un violino di Giovanni Battista Guadagnini, Tanguy Parisot una viola composita di Carlo Ferdinando Landolfi e Pietro Giovanni Mantegazza del 1775, Jérémy Garbarg un violoncello di Giovanni Battista Ruggieri del 1700 circa. Quattro strumenti antichi, a Roma per la prima volta con il quartetto.

La musica d'oggi e le collaborazioni

Il quartetto ha collaborato con artisti come Klaus Mäkelä, Thibaut Garcia, Alexandre Tharaud, Amihai Grosz, Gary Hoffmann, Julia, Veronika e Clemens Hagen, Maximilian Hornung, Timothy Ridout, Daniel Hope, Augustin Dumay e Kit Armstrong. Nel 2017 ha eseguito in prima assoluta il Primo quartetto del compositore francese Benjamin Attahir, e commissiona regolarmente brevi pezzi a giovani compositori come Thomas Enhco, Attahir ed Eugene Birman.

Massimo Spada, pianista romano

Massimo Spada è un pianista nato a Roma nel 1986, diplomato con il massimo dei voti e la lode al Conservatorio di Santa Cecilia nel 2005.

La formazione

Secondo la biografia pubblicata da MITO SettembreMusica, Spada ha cominciato a studiare pianoforte a sei anni con Ines Salvucci e dal 1999 con Pieralberto Biondi, con cui si è diplomato. Nel 2009 si è laureato con lode in Storia della musica alla Sapienza. A undici anni è entrato alla Art Music Academy di Sesto Fiorentino per il corso di musica da camera, collaborando con molti musicisti in formazioni diverse.

Imola e i maestri

Spada si è perfezionato all'Accademia pianistica internazionale Incontri col Maestro di Imola, con Boris Petrushansky e Riccardo Risaliti, e ha seguito masterclass di Lazar Berman, Elisso Virsaladze, Joaquín Soriano e Andrea Lucchesini, oltre a corsi di alto perfezionamento a Lucca, Cortina d'Ampezzo, Agrigento, Roma e Arezzo.

Il repertorio

Nei recital solistici Spada affianca ai classici, Beethoven, Chopin, Schumann, Brahms e Liszt, autori meno frequentati come Albéniz, Saint-Saëns, Medtner e Villa-Lobos. Ha suonato in festival in tutta Italia, fra cui il Festival internazionale per la Pace di Assisi e la Sagra Malatestiana di Rimini, e collabora stabilmente con la violinista Masha Diatchenko.

I premi

Fra i riconoscimenti, la biografia ricorda il secondo premio al Concorso internazionale Anemos di Roma nel 1999, con un riconoscimento particolare per la collaborazione pianistica, e diversi primi premi assoluti in concorsi nazionali, fra cui il Rossomandi di Foggia nel 2001 e il Città di Nettuno nel 2002.

Il Quatuor Arod oggi: residenze e ascolti consigliati

Il Quatuor Arod arriva a Roma dopo una stagione 2025/2026 di residenze e grandi sale, raccontata nella biografia ufficiale del quartetto.

Le residenze

Nella stagione 2025/2026 il quartetto è stato in residenza alla Mendelssohnhaus di Lipsia e con La Belle Saison, insieme al clarinettista Pierre Génisson, con cui si è esibito fra l'altro al Théâtre des Bouffes du Nord di Parigi. Ha suonato di nuovo al Flagey di Bruxelles, a Tenerife, all'Aia, all'Elbphilharmonie e alla Wigmore Hall, e alle biennali del quartetto d'archi di Parigi, alla Philharmonie, e di Amsterdam, al Muziekgebouw, dove si è esibito con Klaus Mäkelä. Con il Quatuor Danel ha suonato al Southbank Centre e al Concertgebouw di Amsterdam.

Quattro dischi di Beethoven

Sul sito ufficiale ciascun musicista indica un'incisione di quartetto da consigliare, e tutti e quattro scelgono Beethoven. Jordan Victoria indica il terzo movimento dell'op. 59 n. 1 nella versione del Lindsay Quartet; Alexandre Vu il terzo movimento dell'op. 135 con il Quartetto Hagen; Tanguy Parisot il secondo movimento dell'op. 18 n. 1 con il Quartetto Artemis; Jérémy Garbarg i quartetti di Beethoven del Quatuor Ebène, e in particolare l'op. 132.

Perché ascoltarli prima

A nostro giudizio è il modo più semplice per conoscere il quartetto prima del concerto: ascoltare i dischi che i suoi musicisti considerano modelli, e poi ascoltare loro dal vivo, in una sala piccola, alle prese con Korngold e Franck.

Una curiosità su Quatuor Arod con Massimo Spada al Teatro della Cometa — 29 novembre 2026

La curiosità è un legame fra due concerti della stessa stagione. Massimo Spada si è perfezionato all'Accademia pianistica di Imola con Boris Petrushansky, uno dei maestri della scuola russa che dal 1990 insegna in quell'accademia. Due settimane dopo il concerto con il Quatuor Arod, il 13 dicembre, sullo stesso palco della Cometa suona proprio Petrushansky, in recital con Le stagioni di Čajkovskij e i Quadri di un'esposizione di Musorgskij. Allievo e maestro, a quindici giorni di distanza, nella stessa piccola sala ai piedi del Campidoglio.

La seconda curiosità riguarda gli strumenti. I quattro strumenti del Quatuor Arod, spiega il quartetto, risalgono al XVII e al XVIII secolo e portano nomi italiani: Goffriller, Guadagnini, Ruggieri, e per la viola Landolfi e Mantegazza. Il debutto romano del quartetto parigino, a suo modo, riporta in Italia un piccolo patrimonio di liuteria.

La terza riguarda il teatro. La Cometa nacque per volontà di Mimì Pecci Blunt, che a Roma organizzava dal 1933 i Concerti di Primavera con Goffredo Petrassi, Vittorio Rieti e Mario Labroca. Un quintetto per pianoforte e archi in una domenica pomeriggio è esattamente il tipo di appuntamento cameristico che la fondatrice amava ospitare nei suoi salotti.

Il Teatro della Cometa, la sede del concerto

Il Teatro della Cometa è una piccola sala storica in via del Teatro di Marcello 4, alle pendici del Campidoglio, voluta da Anna Laetitia Pecci Blunt, detta Mimì, in un palazzetto adiacente alla sua residenza di piazza d'Aracoeli, e inaugurata il 17 novembre 1958.

Un teatrino ispirato alle corti

Mimì Pecci Blunt descriveva il suo progetto come un teatrino ispirato a quelli antichi di corte: uno spazio raccolto e raffinato nei dettagli. La sala ha una platea, un parterre e due gallerie. L'architetto Tomaso Buzzi, che assunse il progetto nel 1956, disegnò anche i lampadari a forma di astri e di stelle comete, emblema araldico della famiglia Pecci.

La facciata conservata

Nel 1937 i Pecci Blunt acquistarono il palazzetto accanto alla loro casa, decidendo di mantenerne intatta la facciata storica e di trasformare solo gli interni. I primi lavori, affidati all'ingegnere Stefano Gentiloni Silverj, si fermarono con la guerra.

Il restauro e la riapertura

Dal 2020 il teatro è stato restaurato su progetto di Fabio Tudisco e Andrea Panzini: sono stati recuperati le porte in ottone, i lampadari e la macchina di scena progettati da Buzzi e da Virgilio Marchi, il palcoscenico girevole è tornato a funzionare ed è stato ripristinato un foyer affacciato sul giardino di Palazzo Pecci Blunt. Il teatro ha riaperto il 25 maggio 2025.

Una sala per la musica da camera

Per un quintetto con pianoforte, una sala di queste dimensioni è un vantaggio raro: la distanza fra il palco e l'ultima fila è breve, e il suono degli archi arriva senza dispersione. A nostro giudizio è il luogo ideale per ascoltare un quartetto al suo debutto in una città.

Una cosa che non ti dice nessuno su Quatuor Arod con Massimo Spada al Teatro della Cometa — 29 novembre 2026

Quello che pochi dicono è che in città ci sono due Comete, e confonderle è facile. Il Teatro della Cometa di via del Teatro di Marcello 4 è la sala storica dei Pecci Blunt, riaperta nel 2025. Il Teatro Cometa Off, invece, si trova a Testaccio, in via Luca della Robbia, ed è nato come seconda sala per iniziativa di Giorgio Barattolo, che ha gestito per oltre trent'anni lo storico teatro ai piedi del Campidoglio. Il concerto è nella sede storica: conviene controllare l'indirizzo prima di chiamare un taxi.

La seconda cosa poco detta riguarda la domenica. La ZTL del centro storico, spiega il teatro, è attiva dal lunedì al venerdì dalle 6.30 alle 18 e il sabato dalle 14 alle 18; nei festivi l'accesso è libero. La domenica 29 novembre si entra in auto senza permesso, ma il teatro non ha un parcheggio riservato e indica i parcheggi a pagamento nelle vie vicine e le aree di sosta verso piazza Venezia e via Petroselli.

La terza riguarda il pubblico. Un debutto romano di un quartetto premiato all'ARD di Monaco, in una sala piccola, tende a riempirsi presto fra gli appassionati di musica da camera. Chi vuole un posto centrale compra in anticipo.

Il consiglio che ti do per visitare Quatuor Arod con Massimo Spada al Teatro della Cometa — 29 novembre 2026

Il consiglio è di ascoltare prima il Quintetto di Franck, che è il più noto dei due, e di scoprire in sala Korngold, che pochi conoscono dal vivo. Il quintetto di Korngold, con quella sensibilità cinematografica che il teatro gli riconosce, è il brano che resta in mente all'uscita.

Per il posto, conviene una posizione centrale in platea o nella prima galleria: in un quintetto con pianoforte l'equilibrio fra le voci conta più della vicinanza al palco, e in una sala raccolta come la Cometa il suono arriva pieno da quasi ovunque. Per l'orario, arrivare verso le 16:30 permette di vedere il foyer sul giardino di Palazzo Pecci Blunt con la luce di fine novembre, che a quell'ora è già quella del tramonto.

Ultimo accorgimento: chi segue la stagione musicale della Cometa può combinare questo concerto con il recital di Boris Petrushansky del 13 dicembre. Due domeniche pomeriggio, due programmi molto diversi, lo stesso teatro: il modo migliore per conoscere la nuova Cometa.

Come arrivare al Teatro della Cometa

Il Teatro della Cometa si trova in via del Teatro di Marcello 4, 00186 Roma, fra piazza Venezia, il Campidoglio e il Teatro di Marcello.

In autobus

La fermata indicata dal teatro è via del Teatro di Marcello, servita dalle linee 30, 4, 118, 160 e 170. Da Termini, da Trastevere e dall'Aventino si arriva senza cambi con almeno una di queste linee.

In metro

La stazione più vicina indicata dal teatro è Colosseo, sulla linea B. Da lì si prosegue a piedi per circa cinque minuti in direzione di piazza Venezia.

In auto

Il teatro è dentro la ZTL Centro Storico, che la domenica non è attiva. Non c'è un parcheggio riservato: il teatro indica i parcheggi a pagamento nelle vie vicine o le aree di sosta verso piazza Venezia e via Petroselli.

A piedi

Dal centro storico il teatro è a pochi minuti a piedi da piazza Venezia o dal Campidoglio: la soluzione più comoda.

Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato

È risaputo che il concorso ARD di Monaco di Baviera è una competizione prestigiosa per i giovani interpreti. Meno spesso si ricorda con quanta rapidità il Quatuor Arod ci sia arrivato: ottenne il primo premio nel 2016, tre anni dopo la fondazione, e l'anno prima aveva già vinto il Carl Nielsen di Copenaghen. Due primi premi internazionali in due anni, a pochi anni dalla nascita, spiegano la rapidità con cui il quartetto è arrivato nelle grandi sale europee.

Il secondo fatto riguarda il cinema. Il documentario Ménage à Quatre, firmato nel 2023 da Bruno Monsaingeon, segue il Quatuor Arod nella vita quotidiana e fino all'incontro con il compositore György Kurtág. Un documentario dedicato a un quartetto così giovane dice molto della considerazione di cui il Quatuor Arod gode in Francia.

Il terzo fatto è più pratico. Il quartetto ha cambiato violoncellista negli anni: le fonti enciclopediche meno aggiornate indicano ancora Samy Rachid, mentre il sito ufficiale e il teatro indicano oggi Jérémy Garbarg. Il 29 novembre al violoncello c'è Garbarg.

La foto giusta da fare a Quatuor Arod con Massimo Spada al Teatro della Cometa — 29 novembre 2026

La foto giusta alla Cometa si fa prima del concerto, a luci accese, dalla galleria. Da lì si vede la sala intera: la platea raccolta, le gallerie, i lampadari a forma di stella cometa disegnati da Tomaso Buzzi e recuperati con il restauro. Con il pianoforte e i quattro leggii già sul palco, l'immagine racconta il concerto prima ancora che cominci.

Durante il concerto il telefono resta in tasca. La musica da camera vive di silenzi e di piccoli gesti fra i musicisti, e uno schermo acceso in una sala così raccolta si vede da tutto il pubblico.

La seconda foto si fa nel foyer affacciato sul giardino di Palazzo Pecci Blunt; la terza fuori, dopo il concerto, quando alle 19 di fine novembre il Teatro di Marcello è già illuminato, con le arcate antiche e le case costruite sopra nei secoli successivi.

I dintorni del Teatro della Cometa

Il Teatro della Cometa è in uno dei punti più densi di storia del centro di Roma, fra il Campidoglio, il Teatro di Marcello e il Ghetto: tutto si raggiunge a piedi in pochi minuti.

Il Campidoglio e l'Aracoeli

Sopra il teatro si apre il Campidoglio, con la piazza disegnata da Michelangelo, la Cordonata e i Musei Capitolini. Accanto, la scalinata porta alla chiesa di Santa Maria in Aracoeli, sulla stessa piazza d'Aracoeli dove si trova il palazzo dei Pecci Blunt.

Il Teatro di Marcello e il Ghetto

A pochi passi c'è il Teatro di Marcello, e subito dopo il Portico d'Ottavia, porta del Ghetto ebraico di Roma: la zona ideale per la cena dopo il concerto.

Verso il fiume

Scendendo verso il Tevere si arriva all'Isola Tiberina e, lungo via Petroselli, alla Bocca della Verità.

Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia

La storia del Teatro della Cometa comincia prima del teatro. Nel 1935 Mimì Pecci Blunt fonda con il poeta Libero De Libero la Galleria della Cometa, inaugurata con una mostra di disegni di Corrado Cagli; nel 1937 apre anche una sede a New York. Nel 1938, con le leggi razziali, la galleria è costretta a chiudere. Nello stesso 1937 i Pecci Blunt acquistano il palazzetto dove sorgerà il teatro.

La guerra ferma tutto. Nel 1956 Mimì affida il progetto a Tomaso Buzzi; il 17 novembre 1958 il teatro si inaugura con I capricci di Marianna di Alfred de Musset, direzione artistica di Linda Chittaro. Dal novembre 1959 la gestione passa all'impresario Remigio Paone, fondatore del Teatro Nuovo di Milano. Negli anni Sessanta, con Diego Fabbri, la Cometa ospita Beckett, Ionesco e Stravinskij, con regie di Giorgio Strehler.

Il 18 ottobre 1968 un cortocircuito nella zona del palcoscenico provoca un incendio che distrugge il teatro. Mimì muore nel 1971; la sala resta chiusa per circa diciassette anni. Nel 1986 la figlia Viviana la riapre con l'ingegnere Giorgio Barattolo, che la gestirà per oltre trent'anni; la ricostruzione è dell'architetto Alberto Filippi. Nel 2020 comincia il restauro, e il 25 maggio 2025 il teatro riapre. Il 29 novembre 2026 vi debutta a Roma il Quatuor Arod.

Chi è passato da Quatuor Arod con Massimo Spada al Teatro della Cometa — 29 novembre 2026

La storia della Cometa è piena di nomi. Nel salotto e nella galleria di Mimì Pecci Blunt passarono, in una fotografia del 1936, Mirko Basaldella, Corrado Cagli, Sibilla Aleramo, Alberto Moravia, Giuseppe Ungaretti e Libero De Libero. A Parigi, nella sua casa di rue de Babylone, erano ospiti Salvador Dalí, Paul Valéry e Jean Cocteau. Ai suoi Concerti di Primavera, a Roma, lavorarono Goffredo Petrassi, Vittorio Rieti e Mario Labroca.

Sul palco della Cometa sono passati la compagnia della prima sera, con I capricci di Marianna, e la stagione di Remigio Paone. Negli anni di Diego Fabbri Giorgio Strehler vi firmò regie, e il cartellone accolse opere di Beckett, Ionesco e Stravinskij. Dietro le quinte, gli architetti: Tomaso Buzzi, Virgilio Marchi, poi Alberto Filippi per la ricostruzione, Fabio Tudisco e Andrea Panzini per il restauro.

Il 29 novembre passano dalla Cometa Jordan Victoria, Alexandre Vu, Tanguy Parisot e Jérémy Garbarg, con i loro strumenti di Goffriller, Guadagnini, Landolfi e Mantegazza, Ruggieri, e il pianista romano Massimo Spada. Con loro, idealmente, i compositori che hanno lavorato con il quartetto, da Benjamin Attahir a György Kurtág.

Accessibilità e consigli pratici

Il restauro concluso nel 2025 ha migliorato l'accessibilità e la visibilità per il pubblico, spiega il teatro. Il modulo di contatto del sito prevede una voce dedicata all'assistenza per persone con disabilità: conviene scrivere prima dell'acquisto per concordare posto e accesso.

Con i ragazzi

Il concerto è adatto ai ragazzi che studiano uno strumento ad arco o il pianoforte: vedere un quartetto di livello internazionale a pochi metri, in una sala piccola, è un'esperienza formativa rara.

Fine novembre a Roma

A fine novembre il pomeriggio romano è fresco e il buio arriva presto. All'uscita, intorno alle 19, conviene un cappotto e, se il tempo è incerto, un ombrello per la passeggiata verso il Ghetto o piazza Venezia.

Dove mangiare prima o dopo il concerto

Il concerto finisce nel tardo pomeriggio, e la zona offre la scelta migliore del centro per la cena. A pochi passi, intorno al Portico d'Ottavia e nelle vie del Ghetto, si trovano trattorie e ristoranti di cucina romana e giudaico romana, con i carciofi alla giudia fra i piatti più noti. Verso Campo de' Fiori e Trastevere, oltre il fiume, le possibilità si moltiplicano. La domenica sera conviene prenotare.

Prima del concerto

Con l'inizio alle 17, il concerto si incastra bene dopo un pranzo domenicale e una passeggiata nel centro. Chi arriva presto può salire al Campidoglio, attraversare la piazza disegnata da Michelangelo e scendere verso il teatro pochi minuti prima dell'apertura della sala. Un caffè nei bar intorno a piazza Venezia è la pausa più semplice prima di entrare.

Dopo il concerto

All'uscita, verso le 19, il Ghetto è a cinque minuti a piedi. Per chi preferisce una cena più tarda, una passeggiata lungo il Tevere fino all'Isola Tiberina occupa il tempo che separa la fine del concerto dall'ora di cena romana.

Domande frequenti sul Quatuor Arod alla Cometa

Quando suona il Quatuor Arod a Roma?

Il Quatuor Arod suona a Roma domenica 29 novembre 2026 alle 17:00 al Teatro della Cometa, in via del Teatro di Marcello 4, con il pianista Massimo Spada. Il teatro presenta il concerto come il debutto romano del quartetto.

Che cosa suonano il Quatuor Arod e Massimo Spada?

Il Quatuor Arod e Massimo Spada suonano due quintetti per pianoforte e archi: il Quintetto in mi maggiore op. 15 di Erich Wolfgang Korngold e il Quintetto in fa minore di César Franck, entrambi in tre movimenti.

Chi sono i musicisti del Quatuor Arod?

Il Quatuor Arod, quartetto francese fondato nel 2013, è formato da Jordan Victoria e Alexandre Vu ai violini, Tanguy Parisot alla viola e Jérémy Garbarg al violoncello. Ha vinto il primo premio al Concorso ARD di Monaco nel 2016.

Chi è Massimo Spada?

Massimo Spada è un pianista romano nato nel 1986, diplomato con lode al Conservatorio di Santa Cecilia e laureato in Storia della musica alla Sapienza. Si è perfezionato all'Accademia pianistica di Imola con Boris Petrushansky e Riccardo Risaliti.

Dove si comprano i biglietti per il Teatro della Cometa?

I biglietti per il concerto del Quatuor Arod si acquistano sulla biglietteria online del Teatro della Cometa, collegata alla pagina dell'evento sul sito ufficiale del teatro, dove sono pubblicati anche i prezzi.

Il Teatro della Cometa è lo stesso del Cometa Off?

No, il Teatro della Cometa e il Teatro Cometa Off sono due sale diverse. Il concerto del Quatuor Arod è al Teatro della Cometa, la sala storica di via del Teatro di Marcello 4, ai piedi del Campidoglio; il Cometa Off è a Testaccio.

Come si arriva al Teatro della Cometa?

Il Teatro della Cometa si raggiunge con gli autobus 30, 4, 118, 160 e 170, fermata via del Teatro di Marcello, oppure con la metro B fino a Colosseo e cinque minuti a piedi. La domenica la ZTL del centro storico non è attiva.

Il consiglio finale sul Quatuor Arod alla Cometa

Il debutto romano del Quatuor Arod è, a nostro giudizio, uno degli appuntamenti cameristici più interessanti dell'autunno: un quartetto premiato a Monaco e a Copenaghen, quattro strumenti di liuteria italiana, un pianista romano formato alla scuola di Imola e due quintetti che si ascoltano raramente nella stessa sera. Conviene comprare presto, scegliere un posto centrale, arrivare per vedere il foyer e cenare dopo nel Ghetto.

Articolo scritto dalla redazione di Tour Leader Pro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.

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Data Evento29 Novembre 2026 17:00
IndirizzoTeatro della Cometa, Via del Teatro di Marcello 4, 00186 Roma Centro storico, Roma, Roma Città