Concerti di musica sacra alla Cripta dei Cappuccini — fino al 17 dicembre 2026
Cripta dei Cappuccini: musica sacra è il concerto a cappella con visita al Museo e alla Cripta dei Cappuccini di via Veneto che Roma Opera Omnia propone il giovedì pomeriggio fino al 17 dicembre 2026. Le prossime date pubblicate dall'organizzazione sono giovedì 5, 12 e 19 novembre 2026, alle 16:45; la biglietteria sul posto apre alle 16:15. Il luogo indicato dall'organizzazione è il Museo e Convento dei Cappuccini, in via Vittorio Veneto 21, a Roma, accanto alla chiesa di Santa Maria della Concezione. Si arriva con la metro A, fermata Barberini, a pochi minuti a piedi. L'esperienza dura 80 minuti. Il biglietto costa 78 euro (71 euro con la Roma Pass, sconto del 10 per cento per i gruppi) e comprende l'ingresso al museo, il concerto e l'audioguida della cripta; si acquista sul sito ufficiale di Roma Opera Omnia o al numero dell'organizzazione, 388 1975179.
Che cos'è il concerto di musica sacra alla Cripta dei Cappuccini
Il concerto di musica sacra alla Cripta dei Cappuccini è un pomeriggio in tre tempi: un concerto a cappella di canto gregoriano e polifonia nell'antica sala del convento dei Cappuccini, la visita del museo con il San Francesco in meditazione attribuito a Caravaggio, e la discesa nella cripta decorata con le ossa di circa quattromila frati.
L'organizzazione lo presenta come un viaggio attraverso i modi in cui la spiritualità si è espressa nei secoli, con la musica e con l'arte. La definizione è meno retorica di quanto sembri: in un'ora e venti si passa dalle voci del Rinascimento romano a un luogo che è una delle meditazioni sulla morte più radicali d'Europa. Pochi posti a Roma offrono una sequenza così coerente.
Un piccolo pubblico
Il concerto si tiene per un gruppo raccolto di ospiti, in una sala del convento riservata per l'occasione. Non è una chiesa grande con centinaia di sedie: è una sala in cui le quattro voci arrivano senza alcuna mediazione, a pochi metri da chi ascolta. Per la polifonia a cappella è la dimensione ideale.
Anche con cena
Roma Opera Omnia propone anche una versione dell'esperienza con cena romana tradizionale dopo il concerto e la visita della cripta. Chi la preferisce la trova fra le proposte dell'organizzazione, con condizioni e prezzi dedicati.
Il programma: la musica dei compositori della Cappella Sistina
Il programma del concerto alla Cripta dei Cappuccini è dedicato alla musica dei compositori della Cappella Sistina, dal canto gregoriano alla polifonia del Cinquecento e al Seicento romano.
I brani annunciati
Il concerto si apre con il gregoriano Stabant juxta crucem. Segue Peccantem me di Cristóbal de Morales, poi due pagine di Giovanni Pierluigi da Palestrina: il Kyrie della Missa Brevis e il mottetto Sicut cervus. Vengono quindi l'Ave Maria di Jakob Arcadelt, Pueri Hebraeorum di Tomás Luis de Victoria, O felix anima di Giacomo Carissimi, Benedicta sit Sancta Trinitas di Agostino Agazzari e, in chiusura, Laudate Dominum di Giuseppe Ottavio Pitoni.
Un secolo e mezzo di musica romana
Il programma è una piccola storia della musica sacra a Roma. Il gregoriano è la radice; Palestrina, Morales, Arcadelt e Victoria rappresentano la grande polifonia del Cinquecento; Carissimi, Agazzari e Pitoni portano il racconto dentro il Seicento e oltre. Ascoltarli in sequenza significa sentire come cambia la scrittura per voci quando la polifonia del Rinascimento lascia spazio al gusto barocco.
Canto a cappella
Tutto è eseguito a cappella, senza strumenti: quattro voci, soprano, contralto, tenore e basso. È la formazione per cui questa musica è stata scritta, e la più difficile da sostenere, perché ogni imprecisione di intonazione si sente. Il concerto è preceduto da un'introduzione in inglese al programma.
Gli interpreti: la Schola Romana Ensemble
Il concerto alla Cripta dei Cappuccini è affidato alla Schola Romana Ensemble, quartetto vocale formato dal soprano Paola Alonzi, dal contralto Micaela Parrilla, dal tenore Marco Ciardo e dal basso Stefano Sabene, che ne è anche il direttore.
Stefano Sabene, basso e direttore
Stefano Sabene guida il quartetto e ne canta la parte più grave. Nella polifonia a cappella il basso è il fondamento armonico su cui si appoggiano le altre voci, e affidare la direzione a chi lo canta è una scelta pratica e antica: il direttore tiene il tempo e l'intonazione dall'interno del suono, non da un podio.
Paola Alonzi, soprano
Paola Alonzi è una presenza fissa nelle produzioni di Roma Opera Omnia: la stessa organizzazione la indica come soprano anche nel Rooftop Bar Opera Show sulla terrazza di Palazzo Pamphilj, dove canta Verdi e Puccini. Passare nella stessa settimana dal melodramma a Palestrina richiede una tecnica versatile e un controllo della voce che la polifonia rende evidente a ogni battuta.
Micaela Parrilla e Marco Ciardo
Il contralto Micaela Parrilla e il tenore Marco Ciardo completano il quartetto con le voci interne, quelle che nella polifonia fanno il lavoro più sottile: tengono insieme l'armonia, incrociano le linee, danno colore agli accordi. In una sala piccola si sentono distintamente, ed è un piacere seguirle.
Chi organizza: Roma Opera Omnia
Il concerto alla Cripta dei Cappuccini è prodotto da Roma Opera Omnia, organizzazione romana di concerti e visite musicali con sede in viale Aldo Ballarin 16, che usa la musica dal vivo per raccontare i grandi luoghi d'arte.
Il calendario romano dell'organizzazione comprende concerti d'opera a Palazzo Doria Pamphilj al Corso, serenate d'opera con o senza cena, l'aperitivo d'opera sulla Terrazza Borromini, il Rooftop Bar Opera Show sulla terrazza La Grande Bellezza di Palazzo Pamphilj, un rooftop a Trastevere e questi concerti di musica sacra. Fuori Roma propone serate in Toscana, a Siena, a Napoli, a Genova e a New York. La formula è sempre la stessa: un piccolo organico, un luogo forte, un pubblico internazionale, un'introduzione in inglese. Qui funziona meglio che altrove, perché il luogo e la musica parlano la stessa lingua.
Biglietti e cosa è incluso
Il biglietto per il concerto alla Cripta dei Cappuccini costa 78 euro, ridotto a 71 euro con la Roma Pass, con uno sconto del 10 per cento per i gruppi.
Cosa comprende
Il biglietto comprende l'ingresso al Museo dei Cappuccini, il concerto a cappella nell'antica sala del convento riservata per l'occasione, l'introduzione in inglese al programma e la visita del museo e della cripta con audioguida, disponibile in tredici lingue.
Dove si compra
Il biglietto si acquista sul sito ufficiale di Roma Opera Omnia; sul sito c'è anche una biglietteria dedicata ai gruppi di almeno dieci persone. Per informazioni l'organizzazione risponde al 388 1975179 e all'indirizzo info@romaoperaomnia.com. La biglietteria sul posto apre alle 16:15.
Abbigliamento
L'organizzazione chiede un abbigliamento adatto a un luogo sacro: spalle e ginocchia coperte. Vale per tutti, uomini compresi. In novembre e dicembre non è un problema; è bene ricordarlo a chi viaggia con un guardaroba estivo.
Date e orari dei concerti alla Cripta dei Cappuccini
I concerti di musica sacra alla Cripta dei Cappuccini si tengono il giovedì, dall'8 gennaio al 17 dicembre 2026, con inizio alle 16:45 nelle date autunnali pubblicate.
Il calendario d'autunno
Le prossime date in vendita sul sito ufficiale sono i giovedì 5, 12 e 19 novembre 2026, alle 16:45, e il calendario si chiude giovedì 17 dicembre. L'organizzazione pubblica le date man mano: chi ha una data precisa in mente deve controllarne la disponibilità sul sito prima di organizzare il resto del viaggio.
Durata
L'esperienza dura in tutto 80 minuti, fra concerto e visita di museo e cripta. Con apertura della biglietteria alle 16:15 e inizio alle 16:45, si esce intorno alle 18:05, in tempo per un aperitivo in via Veneto o per una cena.
Puntualità
Il concerto si tiene in una sala riservata, per un gruppo raccolto: arrivare con mezz'ora di anticipo, all'apertura della biglietteria, è la regola.
Santa Maria della Concezione dei Cappuccini, la chiesa di Urbano VIII
La chiesa di Santa Maria della Concezione dei Cappuccini, oggi chiamata anche Santa Maria Immacolata a via Veneto, fu costruita fra il 1626 e il 1631 per volontà di papa Urbano VIII Barberini, vicino a Palazzo Barberini.
Il papa e il fratello cappuccino
Urbano VIII la volle in onore del fratello, Antonio Barberini, che apparteneva all'ordine dei Cappuccini. La sua tomba è ancora nella chiesa, davanti all'altare maggiore. È un dettaglio che dice molto: il papa della famiglia più potente della Roma barocca costruì per il fratello frate una chiesa di dimensioni contenute, a navata unica, in quella che allora era campagna.
L'architettura
La chiesa fu progettata da Michele da Bergamo. Ha una piccola navata con dieci cappelle laterali, cinque per parte, che conservano reliquie e opere d'arte. Vi si trovano il corpo di san Felice da Cantalice e la tomba di san Crispino da Viterbo, la pietra tombale del cardinale Agapito Mosca e la tomba di padre Mariano da Torino.
Le opere
Fra i dipinti delle cappelle spicca l'Arcangelo Michele che caccia Lucifero di Guido Reni. Ci sono poi la Natività di Giovanni Lanfranco, il San Francesco che riceve le stimmate del Domenichino e la Trasfigurazione di Mario Balassi. L'organizzazione ricorda anche opere di Pietro da Cortona, Gherardo delle Notti e Andrea Sacchi. La volta fu affrescata nel 1796 da Liborio Coccetti con l'Assunzione della Vergine.
La tomba che salvò la chiesa
A sinistra dell'altare maggiore si trova la tomba del principe polacco Alessandro Sobieski, morto nel 1714, figlio di Giovanni Sobieski, il vincitore dei Turchi a Vienna. L'opera è di Camillo Rusconi. La presenza di questa tomba fu il solo motivo che salvò il complesso dalla demolizione, quando si pensava di abbatterlo per ridisegnare l'intera zona. Scheda completa della chiesa nella pagina dedicata a Santa Maria della Concezione dei Cappuccini.
La Cripta dei Cappuccini, cinque cappelle di ossa
La Cripta dei Cappuccini è una cripta ossario composta da cinque piccole cappelle collegate da un corridoio, decorate con le ossa di circa quattromila frati cappuccini raccolte fra il 1528 e il 1870.
Da dove vengono le ossa
Le ossa provengono dal vecchio cimitero dei Cappuccini, che si trovava presso la chiesa di Santa Croce e San Bonaventura dei Lucchesi, vicino al Quirinale. Quando l'ordine si trasferì qui, i resti dei confratelli vennero con lui e furono sistemati nelle cappelle sotto la chiesa.
Una stanza, un tema
Ciascuna delle cinque cappelle è caratterizzata da una parte dello scheletro o da un tema: le tibie, i bacini, i teschi, i tre scheletri, la resurrezione. Le ossa sono disposte a formare simboli legati alla morte e al tempo: clessidre, orologi, farfalle. Nelle cappelle si vedono anche alcuni corpi interi di frati mummificati, con indosso il saio cappuccino, e sul soffitto lo scheletro di un bambino che regge una bilancia e una falce.
Il senso della cripta
All'ingresso una targa ricorda al visitatore: «Quello che voi siete noi eravamo; quello che noi siamo voi sarete.» La scelta di decorare con le ossa, che può sembrare macabra, è in realtà un modo di esorcizzare la morte e di ricordare che il corpo è solo il contenitore dell'anima: una volta abbandonato, può essere usato in altro modo. Dopo un'ora di Palestrina e Victoria, la frase si legge con un'altra attenzione.
Le cripte sorelle
Ossari decorati in modo simile esistono a Milano, nell'ossario di San Bernardino alle Ossa, in Repubblica Ceca, a Sedlec presso Kutná Hora, e in Portogallo, nella Capela dos Ossos di Évora.
Il Museo dei Cappuccini e il Caravaggio
Il Museo dei Cappuccini, allestito in quella che era la sagrestia, conserva opere d'arte e oggetti sacri legati all'ordine, fra cui il San Francesco in meditazione attribuito a Caravaggio.
La storia dell'ordine
La visita del museo racconta la storia dell'Ordine dei Frati Minori Cappuccini a Roma e il rapporto dei frati con la città. È la premessa necessaria alla cripta: senza sapere chi erano quei frati, le cinque cappelle restano uno spettacolo; sapendolo, diventano una comunità.
Il San Francesco in meditazione
Il dipinto di San Francesco in meditazione è stato attribuito a Caravaggio in tempi recenti. Vederlo dopo il concerto, prima di scendere nella cripta, ha un senso preciso: la meditazione del santo fondatore prepara quella, fatta architettura, dei suoi frati pochi metri più in basso. Visitate anche la scheda del Museo dei Frati Cappuccini e Cripta ossario.
L'audioguida
La visita di museo e cripta si fa con un'audioguida disponibile in tredici lingue, compresa nel biglietto. È il modo giusto: la cripta si attraversa in silenzio, e il racconto in cuffia rispetta il luogo.
Come arrivare alla Cripta dei Cappuccini
La Cripta dei Cappuccini è in via Vittorio Veneto, all'inizio della strada che sale da piazza Barberini, e si raggiunge con la metro A, fermata Barberini.
In metropolitana
Dalla stazione Barberini della linea A la chiesa dei Cappuccini è a pochi minuti a piedi: si esce su piazza Barberini e si imbocca via Veneto.
In autobus
Diverse linee di superficie passano per piazza Barberini e via del Tritone. Linee e orari vanno verificati sul calcolatore di percorso dell'azienda di trasporto pubblico prima di partire.
A piedi
Dalla Fontana di Trevi e da piazza di Spagna si arriva in un quarto d'ora di passeggiata. È il modo migliore per chi ha passato la giornata in centro: si sale lungo via del Tritone e si arriva in piazza Barberini, davanti alla Fontana del Tritone.
In taxi o in auto
Il taxi è la soluzione più comoda per chi arriva dalla parte opposta della città. L'auto privata è sconsigliabile: la zona è centrale, i parcheggi sono pochi e le regole delle zone a traffico limitato vanno verificate prima di partire.
Una curiosità su Concerti di musica sacra alla Cripta dei Cappuccini — fino al 17 dicembre 2026
La curiosità più bella dei concerti alla Cripta dei Cappuccini riguarda la strada su cui si trovano. Oggi via Veneto è la via della Dolce vita, e l'organizzazione ricorda che fu il set del film di Federico Fellini. Ma quando la chiesa fu costruita, fra il 1626 e il 1631, era in aperta campagna, davanti a una piazza, con un campanile e un grande convento. Via Veneto non esisteva: fu aperta a fine Ottocento come arteria principale della lottizzazione di Villa Ludovisi, e per farle spazio fu abbattuto il campanile.
Il convento ebbe una sorte simile. Negli anni Venti fu demolito per far posto al nuovo Ministero delle corporazioni, e fu ricostruito prontamente, accanto alla chiesa, nel 1925. La sala in cui oggi si tiene il concerto appartiene dunque a un convento che ha dovuto traslocare per far posto alla Roma moderna.
E la tomba di Alessandro Sobieski, figlio del re che sconfisse i Turchi a Vienna, fu l'unica ragione per cui la chiesa non venne demolita. Il concerto di stasera, in un certo senso, lo si deve a un principe polacco morto nel 1714.
Una cosa che non ti dice nessuno su Concerti di musica sacra alla Cripta dei Cappuccini — fino al 17 dicembre 2026
Quello che nessuno dice dei concerti alla Cripta dei Cappuccini è che la cripta non è adatta a tutti, e che conviene saperlo prima di comprare il biglietto. Cinque piccole cappelle decorate con le ossa di quattromila frati, alcuni corpi mummificati vestiti del saio, lo scheletro di un bambino sul soffitto: è un luogo di grande bellezza e di grande intensità, e chi è impressionabile, o viaggia con bambini piccoli, deve decidere a ragion veduta.
La seconda cosa riguarda l'abbigliamento. L'organizzazione chiede spalle e ginocchia coperte, come in ogni luogo sacro, e la richiesta vale anche per il concerto nella sala del convento. Chi arriva in pantaloncini dopo una giornata di giro rischia di trovarsi in imbarazzo.
La terza è una buona notizia: con la Roma Pass il biglietto scende da 78 a 71 euro. Molti visitatori hanno la carta in tasca e non sanno che vale anche qui; basta indicarla al momento dell'acquisto.
Il consiglio che ti do per visitare Concerti di musica sacra alla Cripta dei Cappuccini — fino al 17 dicembre 2026
Per i concerti alla Cripta dei Cappuccini conviene seguire l'ordine previsto senza fretta: prima il concerto, poi il museo, poi la cripta, e alla fine qualche minuto fermi in chiesa davanti all'Arcangelo di Guido Reni. È un percorso pensato bene, e ogni tappa prepara la successiva. Chi scende in cripta di corsa, per fare la foto e uscire, perde la ragione per cui è venuto.
Scegliete una data di novembre o di inizio dicembre: con l'inizio alle 16:45 si esce quando è già buio, e via Veneto illuminata, dopo un'ora di polifonia e di silenzio, fa un effetto preciso. Se avete tempo il giorno prima, visitate Palazzo Barberini, a due passi: vedere la famiglia di Urbano VIII nel suo palazzo e poi nella chiesa costruita per il fratello frate chiude il cerchio.
E un consiglio di ascolto: nel Sicut cervus di Palestrina chiudete gli occhi e seguite una sola voce, il contralto o il tenore. È il modo più semplice per capire come funziona la polifonia.
Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato
È risaputo che la Cripta dei Cappuccini è decorata con le ossa di migliaia di frati. È molto meno citato che quelle ossa non sono nate qui: furono raccolte fra il 1528 e il 1870 e provengono dal vecchio cimitero dell'ordine, presso la chiesa di Santa Croce e San Bonaventura dei Lucchesi, vicino al Quirinale. La cripta è dunque, prima di tutto, un trasloco: una comunità che, cambiando casa, portò con sé i propri morti e li sistemò in modo che parlassero ai vivi.
Un secondo fatto poco citato riguarda la chiesa. La si chiama comunemente Santa Maria della Concezione dei Cappuccini, ma oggi è indicata anche come Santa Maria Immacolata a via Veneto. E chi cerca il progettista trova due nomi: il testo più citato la attribuisce a Michele da Bergamo, mentre le schede sintetiche riportano Felice Antonio Casoni. Anche le chiese piccole hanno i loro enigmi d'archivio.
E un terzo, musicale: il repertorio del concerto è quello dei compositori legati alla Cappella Sistina. Per ascoltarlo, eseguito come fu scritto, a quattro voci e senza strumenti, non serve andare in Vaticano.
La foto giusta da fare a Concerti di musica sacra alla Cripta dei Cappuccini — fino al 17 dicembre 2026
La foto giusta ai concerti della Cripta dei Cappuccini si fa fuori, non dentro. La facciata della chiesa, con via Veneto che sale accanto, è l'immagine che racconta il luogo: una chiesa del Seicento rimasta in piedi mentre la Roma umbertina le cresceva intorno. Fotografatela dal marciapiede opposto, all'uscita, con le luci della sera.
La seconda foto è quella del quartetto a fine concerto, se gli artisti lo consentono: quattro voci in una sala del convento, senza palco e senza strumenti. Chiedete sempre prima.
La cripta, invece, va vissuta senza telefono. Le regole di comportamento sono quelle di un luogo sacro e di sepoltura, e il visitatore deve informarsi sul posto sulle eventuali limitazioni fotografiche. Meglio non provarci nemmeno: l'immagine che conta, quella della targa all'ingresso, si ricorda meglio senza schermo.
Chi vuole comunque un ricordo visivo del pomeriggio può fotografare, uscendo, piazza Barberini con la Fontana del Tritone illuminata, a pochi passi dalla chiesa: è la stessa famiglia, i Barberini, che ha voluto la chiesa dei Cappuccini e ha dato il nome alla piazza.
Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia
Nel 1626 papa Urbano VIII Barberini avviò la costruzione della chiesa dei Cappuccini, in onore del fratello Antonio, frate dell'ordine; i lavori si conclusero nel 1631, su progetto di Michele da Bergamo. Il complesso sorgeva allora in campagna, davanti a una piazza, con un campanile e un grande convento.
I frati portarono nella cripta le ossa dei confratelli raccolte fra il 1528 e il 1870 dal vecchio cimitero presso Santa Croce e San Bonaventura dei Lucchesi. Nel 1714 morì il principe Alessandro Sobieski, figlio del re polacco Giovanni Sobieski, e fu sepolto nella chiesa, in una tomba di Camillo Rusconi. Nel 1796 Liborio Coccetti affrescò la volta con l'Assunzione.
Dopo l'unità d'Italia il campanile fu abbattuto, a fine Ottocento, per aprire via Veneto nella lottizzazione di Villa Ludovisi; negli anni Venti il convento fu demolito per costruire il Ministero delle corporazioni, e ricostruito accanto alla chiesa nel 1925. La tomba di Sobieski salvò la chiesa dalla demolizione. Più tardi via Veneto divenne il set della Dolce vita di Federico Fellini.
Chi è passato da Concerti di musica sacra alla Cripta dei Cappuccini — fino al 17 dicembre 2026
Dalla chiesa dei Cappuccini è passato anzitutto Urbano VIII, il papa Barberini che la fece costruire, e con lui il fratello, Antonio Barberini, frate cappuccino, sepolto davanti all'altare maggiore. Vi riposano san Felice da Cantalice e san Crispino da Viterbo, il cardinale Agapito Mosca, padre Mariano da Torino e il principe Alessandro Sobieski.
Vi passarono i pittori del Seicento romano: Guido Reni con il suo Arcangelo Michele, Giovanni Lanfranco, il Domenichino, e secondo l'organizzazione Pietro da Cortona, Gherardo delle Notti e Andrea Sacchi; lo scultore Camillo Rusconi, con la tomba Sobieski; Liborio Coccetti, con la volta. Nel museo c'è il San Francesco attribuito a Caravaggio.
E vi sono passati, soprattutto, i quattromila frati che dal Cinquecento all'Ottocento hanno vissuto nell'ordine e che oggi compongono le cinque cappelle della cripta. Ogni giovedì, fino al 17 dicembre, passano anche le quattro voci della Schola Romana Ensemble, che riportano nel convento la musica per cui quei frati pregavano.
Cosa vedere intorno alla Cripta dei Cappuccini
La Cripta dei Cappuccini è all'inizio di via Veneto, fra piazza Barberini e Villa Borghese: nel raggio di un quarto d'ora a piedi ci sono alcune delle visite più belle di Roma.
Piazza e Palazzo Barberini
Ai piedi di via Veneto si apre piazza Barberini, con la Fontana del Tritone. A pochi passi c'è Palazzo Barberini, il palazzo della famiglia di Urbano VIII, oggi sede della Galleria Nazionale di Arte Antica.
Via Veneto e Villa Borghese
Salendo per via Veneto si arriva a Villa Borghese, con la Galleria Borghese all'interno del parco.
Trevi e Spagna
Scendendo per via del Tritone si arriva in un quarto d'ora alla Fontana di Trevi; verso ovest si raggiungono Trinità dei Monti e piazza di Spagna. Con un concerto alle 16:45, la mattina e il primo pomeriggio si dedicano bene a questo giro.
Dove mangiare dopo il concerto
Dopo il concerto alla Cripta dei Cappuccini si esce intorno alle 18: l'ora giusta per un aperitivo in via Veneto o per spostarsi verso una trattoria del centro.
Via Veneto
Via Veneto non è la strada più economica di Roma, ma per un aperitivo seduti dopo il concerto ha il suo fascino, soprattutto per chi ha appena sentito ricordare Fellini.
Verso Trevi e il Tritone
Scendendo verso via del Tritone e le vie intorno alla Fontana di Trevi l'offerta è ampia, ma disomogenea. Vale una regola: evitate i locali con il menu in cinque lingue e le foto dei piatti, e scegliete quelli con una carta breve, scritta in italiano e cambiata secondo la stagione.
La cena con il concerto
Chi vuole tutto organizzato può scegliere la versione dell'esperienza con cena romana tradizionale, proposta da Roma Opera Omnia fra le sue serate.
Accessibilità e bambini ai concerti della Cripta dei Cappuccini
I concerti alla Cripta dei Cappuccini si svolgono in un complesso storico con una chiesa sopraelevata e una cripta: chi ha difficoltà motorie deve chiedere all'organizzazione le condizioni di accesso prima dell'acquisto.
Disabilità motoria
Le informazioni pubblicate dall'organizzazione non descrivono i percorsi per chi usa la carrozzina. Il riferimento è il numero di Roma Opera Omnia, 388 1975179, o l'indirizzo info@romaoperaomnia.com.
Con i bambini
Il concerto dura meno di un'ora e mezza con la visita, ed è adatto a ragazzi abituati ad ascoltare musica. La cripta, invece, va valutata dai genitori: per un adolescente curioso è una lezione di storia indimenticabile, per un bambino piccolo può essere troppo.
Con un gruppo
I gruppi hanno uno sconto del 10 per cento e una biglietteria dedicata sul sito ufficiale per almeno dieci persone. Chi organizza un'uscita privata o aziendale e vuole abbinare il concerto a una visita guidata del rione può rivolgersi a Tour Leader Pro.
La Cripta dei Cappuccini in autunno e in inverno
Da novembre a dicembre i concerti alla Cripta dei Cappuccini cadono nella stagione più adatta al luogo: le giornate corte, la luce che se ne va presto, la città che rientra nei suoi ritmi dopo l'estate.
Con l'inizio alle 16:45 si entra con l'ultima luce del pomeriggio e si esce che è già sera. Il passaggio dalla sala del convento, con le voci della Schola Romana Ensemble, al silenzio delle cinque cappelle, e poi alla strada illuminata, segue un ritmo che d'estate non avrebbe lo stesso effetto. In dicembre, con l'ultima data fissata a giovedì 17, il concerto si inserisce nel periodo dell'Avvento, e un programma che si apre con lo Stabant juxta crucem e si chiude con il Laudate Dominum trova il suo tempo liturgico naturale.
Un consiglio pratico per la stagione: in novembre Roma è spesso piovosa, e il concerto si tiene al chiuso. È una delle poche proposte serali della città che non dipende dal tempo, e questo, per chi ha pochi giorni, conta.
Come combinarla con il resto della giornata
La mattina si dedica bene alla Galleria Borghese o a Palazzo Barberini; il primo pomeriggio a una passeggiata fra Trevi e piazza di Spagna; alle 16:15 si è alla biglietteria. È una giornata interamente a piedi, senza mezzi, con un filo coerente: la Roma dei Barberini e dei papi del Seicento, dal palazzo di famiglia alla chiesa del fratello frate.
Domande frequenti sui concerti alla Cripta dei Cappuccini
Quando si tengono i concerti di musica sacra alla Cripta dei Cappuccini?
I concerti di musica sacra alla Cripta dei Cappuccini si tengono il giovedì fino al 17 dicembre 2026. Le prossime date pubblicate sono il 5, il 12 e il 19 novembre 2026, alle 16:45, con apertura della biglietteria alle 16:15.
Quanto costa il concerto alla Cripta dei Cappuccini?
Il biglietto per il concerto alla Cripta dei Cappuccini costa 78 euro, 71 euro con la Roma Pass, con uno sconto del 10 per cento per i gruppi. Comprende l'ingresso al museo, il concerto e l'audioguida di museo e cripta.
Quanto dura l'esperienza alla Cripta dei Cappuccini?
L'esperienza alla Cripta dei Cappuccini dura in tutto 80 minuti, fra concerto a cappella nell'antica sala del convento e visita con audioguida del museo e della cripta.
Chi canta ai concerti della Cripta dei Cappuccini?
Ai concerti della Cripta dei Cappuccini canta la Schola Romana Ensemble: il soprano Paola Alonzi, il contralto Micaela Parrilla, il tenore Marco Ciardo e il basso Stefano Sabene, che dirige il quartetto.
Che musica si ascolta alla Cripta dei Cappuccini?
Alla Cripta dei Cappuccini si ascolta la musica dei compositori della Cappella Sistina: canto gregoriano, Palestrina, Morales, Arcadelt, Victoria, Carissimi, Agazzari e Pitoni, eseguiti a cappella da quattro voci.
Come si arriva alla Cripta dei Cappuccini?
La Cripta dei Cappuccini si raggiunge con la metro A, fermata Barberini, a pochi minuti a piedi lungo via Veneto. L'indirizzo indicato dall'organizzazione è via Vittorio Veneto 21.
C'è un dress code per la Cripta dei Cappuccini?
Sì, per il concerto e la visita alla Cripta dei Cappuccini l'organizzazione chiede un abbigliamento adatto a un luogo sacro, con spalle e ginocchia coperte.
Il consiglio finale: scegliete un giovedì di novembre, arrivate all'apertura della biglietteria e concedetevi, dopo la cripta, cinque minuti in chiesa davanti all'Arcangelo di Guido Reni. È il pomeriggio più raccolto che si possa passare a Roma in autunno.
Articolo scritto dalla redazione di Tour Leader Pro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.
Prepari un viaggio a Roma? Le guide in inglese per visitare la città sono su ItalyPlanner.com.
Prepara la visita
Link affiliati: se prenoti da qui Estate Romana riceve una piccola commissione, a te non costa nulla in più.
Biglietti per concerti e spettacoli
Concerti, teatro e sport a Roma, con posto scelto in anticipo.
Dormire a Roma
Hotel e appartamenti vicino a dove vuoi passare le giornate.
Transfer da e per l’aeroporto
Fiumicino e Ciampino con auto prenotata e prezzo fisso.
