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Uiriamu al Teatro Trastevere — dal 30 ottobre al 1° novembre 2026

Uiriamu, spettacolo con la regia di Alice Bellantoni ambientato nel Giappone del 1902, va in scena al Teatro Trastevere di Roma venerdì 30 ottobre, sabato 31 ottobre e domenica 1° novembre 2026. Il teatro si trova in Via Jacopa de' Settesoli 3, accanto alla chiesa di San Francesco a Ripa: per il percorso con i mezzi pubblici conviene consultare il calcolatore dell'ATAC. Secondo il sito ufficiale del teatro il biglietto intero della stagione 2026-2027 costa 13 euro, più la tessera associativa da 2 euro; i biglietti si comprano sul sito ufficiale del Teatro Trastevere, che rimanda al circuito di prevendita autorizzato. L'orario di inizio delle repliche non è indicato nella pagina della stagione: per saperlo si può telefonare allo 06 5814004 o al 328 3546847, o scrivere a info@teatrotrastevere.it.

Uiriamu, regia di Alice Bellantoni, al Teatro Trastevere
Uiriamu, regia di Alice Bellantoni, al Teatro Trastevere Foto: Teatro Trastevere (immagine ufficiale della stagione 2026-2027)

La presentazione del teatro porta lo spettatore in un momento preciso: il Giappone del 1902, un'epoca di febbrile apertura in cui il respiro dell'Occidente attraversa l'oceano sotto forma di versi elisabettiani sconosciuti. È l'alba del Novecento, una Belle Époque carica di sogni e di scambi culturali, un mondo che ignora ancora l'abisso della Grande Guerra e il naufragio del Titanic. Più sotto trovate lo spettacolo, il contesto storico, il teatro, il quartiere e tutto quello che serve per organizzare la serata.

Uiriamu al Teatro Trastevere in breve

Uiriamu si rappresenta al Teatro Trastevere, Via Jacopa de' Settesoli 3, dal 30 ottobre al 1° novembre 2026, con la regia di Alice Bellantoni.

Le date

Tre repliche in un fine settimana lungo: venerdì 30 ottobre, sabato 31 ottobre e domenica 1° novembre 2026, giorno di Ognissanti. Gli orari non sono riportati nella pagina della stagione e vanno chiesti al teatro.

Il prezzo

Il biglietto intero della stagione costa 13 euro. Il Teatro Trastevere è gestito da un'associazione culturale: per assistere agli spettacoli serve la tessera associativa, che costa 2 euro.

La regia

La regia è di Alice Bellantoni. Gli interpreti non sono indicati nella pagina della stagione né nel comunicato che la presenta.

Contatti

Teatro Trastevere, telefono 06 5814004, cellulare 328 3546847, posta info@teatrotrastevere.it.

Cosa racconta Uiriamu

Uiriamu è ambientato in Giappone nel 1902, nel momento in cui la cultura occidentale, e in particolare il teatro elisabettiano, arriva nell'arcipelago come una novità assoluta.

Giappone, 1902

La presentazione colloca l'azione in un'epoca di febbrile apertura. Il Giappone dei primi del Novecento stava assorbendo a grande velocità modelli, idee e forme dell'Occidente, e lo spettacolo sceglie di raccontare questo incontro attraverso la poesia e il teatro.

I versi elisabettiani

Il respiro dell'Occidente, dice il testo della stagione, attraversa l'oceano sotto forma di versi elisabettiani sconosciuti. L'età elisabettiana è quella di Shakespeare, e il titolo stesso dello spettacolo rimanda al suo nome, come si vedrà più avanti.

Una Belle Époque inconsapevole

Il testo della stagione insiste su un contrasto: il mondo del 1902 è carico di sogni e di scambi culturali, e non sa ancora nulla della Grande Guerra né del Titanic. È una chiave narrativa che promette uno sguardo nostalgico e insieme consapevole su un'epoca di fiducia nel futuro.

Uno spettacolo della stagione Facciamo Storie

Uiriamu fa parte della stagione 2026-2027 del Teatro Trastevere, intitolata Facciamo Storie, che punta su compagnie e artisti che fanno dell'artigianato teatrale il loro punto di forza, con spettacoli costruiti passo dopo passo.

Il titolo Uiriamu e il nome di Shakespeare

Uiriamu è la trascrizione, secondo la pronuncia giapponese, del nome William: in katakana si scrive ウィリアム, ed è così che si apre la voce dedicata a William Shakespeare nell'enciclopedia giapponese.

Una parola, due mondi

Il giapponese adatta i nomi stranieri alla propria fonetica, aggiungendo vocali dove l'inglese ha consonanti: William diventa u-i-ri-a-mu. Il titolo condensa in una parola il tema dello spettacolo, l'incontro fra una cultura occidentale e il modo in cui un'altra la ascolta, la pronuncia e la trasforma.

William Shakespeare

Nato a Stratford-upon-Avon nel 1564 e morto nel 1616, Shakespeare si trasferì a Londra intorno al 1585 e nel 1592 era già un drammaturgo affermato. Per circa vent'anni scrisse per il teatro le opere che trecento anni dopo sarebbero arrivate in Giappone.

Un nome senza cognome

Il titolo sceglie il nome proprio, non il cognome. È una scelta che suggerisce familiarità, quasi un'intimità con l'autore, come se Shakespeare fosse un personaggio o un ospite della storia più che un classico lontano. Che cosa significhi davvero lo scoprirà chi andrà a teatro.

Shakespeare in Giappone all'inizio del Novecento

All'inizio del Novecento Shakespeare arrivò sui palcoscenici giapponesi grazie a traduttori e compagnie che cercavano di rinnovare il teatro tradizionale con i modelli occidentali.

Kawakami Otojirō e Sadayakko

Una delle figure chiave fu l'attore Kawakami Otojirō, fondatore del teatro shinpa, la nuova onda del teatro giapponese. Con la moglie Sadayakko, ex geisha diventata attrice, guidò la prima compagnia giapponese che si esibì in Occidente, fra Stati Uniti, Londra e Parigi, dal 1899 al 1901.

Il ritorno del 1902

La seconda tournée europea della compagnia partì nell'aprile del 1901 e toccò Germania, Austria, Ungheria, Russia, Italia, Spagna, Francia e Belgio. La compagnia rientrò in Giappone il 19 agosto 1902. In Occidente i Kawakami avevano già presentato una loro versione del Mercante di Venezia.

Otello e Amleto

Tornati in patria, i Kawakami vollero rendere accessibili a tutti i grandi drammi di Shakespeare, con allestimenti realistici e moderni pensati per attirare un pubblico nuovo, lontano dalle forme stilizzate del kabuki. Fra gli spettacoli di quegli anni ci furono versioni rielaborate di Otello e di Amleto.

Tsubouchi Shōyō

Un'altra figura centrale fu Tsubouchi Shōyō, scrittore, critico, drammaturgo e docente all'Università Waseda, considerato una figura fondamentale del teatro giapponese moderno. Tradusse l'intero teatro di Shakespeare in giapponese, in una lingua vicina a quella del kabuki, e scrisse drammi influenzati sia da Chikamatsu sia dal Bardo.

Il museo di Waseda

Tsubouchi era anche un critico influente: il suo saggio L'essenza del romanzo, del 1885, contribuì a liberare narrativa e teatro dalla scarsa considerazione in cui erano tenuti in Giappone, e dal 1891 al 1898 diresse la rivista Waseda Bungaku. Oggi il museo teatrale dell'Università Waseda porta il suo nome e ne conserva una vasta raccolta di opere, con un busto in bronzo dell'autore.

La presentazione di Uiriamu non dice se lo spettacolo si ispiri a una di queste figure. Il contesto storico, però, spiega perché il 1902 sia un anno così significativo per l'incontro fra il Giappone e Shakespeare.

Sadayakko, la prima attrice del Giappone moderno

Kawakami Sadayakko, nata nel 1871 e morta nel 1946, fu geisha, attrice e danzatrice, e per anni l'unica attrice professionista del Giappone.

Una geisha colta

Entrata da bambina in una casa di geisha di Tokyo, imparò a leggere e a scrivere, cosa rara per le intrattenitrici del suo tempo, e prese lezioni di judo e di equitazione. La sua biografa la descrive come una donna anticonvenzionale e progressista.

Il divieto per le donne

Dal 1629 il kabuki era riservato agli attori maschi. Le intrattenitrici dei quartieri di piacere eseguivano musica e danze dello stesso genere solo in ambito privato. Sadayakko fu fra le prime a portare una donna su un palcoscenico pubblico come attrice.

La Sarah Bernhardt del Giappone

Nel 1906 interpretò Monna Vanna di Maeterlinck e Patrie! di Sardou, ruoli che Sarah Bernhardt aveva reso celebri. La chiamavano la Sarah Bernhardt del Giappone. Con il marito fondò nel 1908 il primo istituto giapponese per la formazione delle attrici.

Kawakami Otojirō, dall'agitazione politica al teatro moderno

Kawakami Otojirō, nato a Hakata nel 1864 e morto nel 1911, fu attore e comico, fondatore del teatro shinpa e protagonista dell'incontro fra il teatro giapponese e quello occidentale negli anni in cui è ambientato Uiriamu.

Gli inizi

Fuggito di casa a undici anni, fece lavori saltuari e a diciotto anni divenne poliziotto a Kyoto. Poco dopo si unì al Partito liberale come agitatore, e i suoi discorsi gli costarono numerosi arresti. Nel 1888 divenne famoso con una canzone satirica cantata alla fine di uno spettacolo della sua compagnia.

Parigi, 1893

Dal gennaio al maggio 1893 soggiornò a Parigi per studiare il teatro europeo. Al ritorno introdusse l'illuminazione del solo palcoscenico, le luci elettriche, un trucco leggero e una recitazione naturale: nacque lo shinpa, la nuova onda. Cinque mesi dopo sposò Sadayakko, e più tardi costruì un proprio teatro, fra i primi teatri moderni del Giappone, progettato sul modello francese.

San Francisco, 1899

Il 30 aprile 1899 la compagnia salpò per San Francisco. In due anni si esibì negli Stati Uniti, a Londra e a Parigi, prima compagnia teatrale giapponese a farlo. Per il pubblico occidentale Kawakami ridusse i dialoghi, incomprensibili a chi non sapeva il giapponese, e rafforzò danze, duelli e intermezzi comici.

Il Teatro Imperiale di Osaka

Nel 1907 i Kawakami tornarono a Parigi con alcuni collaboratori per studiare ogni aspetto del teatro occidentale, dalla scenografia alla musica. Il 15 febbraio 1910 inaugurarono a Osaka il Teatro Imperiale, dove andarono in scena fra l'altro un adattamento del Giro del mondo in ottanta giorni e La signora delle camelie con Sadayakko.

Il Teatro Trastevere, sede di Uiriamu

Il Teatro Trastevere è una sala da 99 posti in Via Jacopa de' Settesoli 3, nata nel 2009 dal recupero di un vecchio cinema del rione a opera dell'Associazione culturale Teatro Trastevere.

Da cinema a teatro

Il teatro racconta così la propria origine: alcuni amici e artisti attivi nel teatro romano decisero di recuperare una sala storica trasteverina, un tempo cinema, abbandonata da tempo, e di restituirle un ruolo culturale.

Il posto delle idee

Il teatro si presenta come punto di riferimento per il teatro off e la drammaturgia contemporanea, con laboratori e rassegne come Dopamina, Germogli, La città di tutti e Trastevere Comedy. La direzione artistica è di Marco Zordan.

Com'è la sala

La scheda tecnica del teatro parla di 99 posti e di un palco di circa 7 metri per 5. Una sala raccolta, dove si vedono i volti degli attori da ogni posto.

La stagione

Uiriamu arriva dopo Il Belvedere, Basilico e altri rimedi e Gaber sotto le stelle, e precede Shake it out, dal 5 all'8 novembre, una commedia con cinque attori che tentano di mettere in scena tutte le opere di Shakespeare in una sera. Due spettacoli di fila dedicati al Bardo, da prospettive molto diverse.

San Francesco a Ripa e Trastevere intorno al teatro

Via Jacopa de' Settesoli è una strada breve accanto alla chiesa di San Francesco a Ripa, nella parte di Trastevere che guardava al porto fluviale di Ripa Grande.

Chi era Jacopa de' Settesoli

La via porta il nome di Giacoma Frangipane de' Settesoli, detta Jacopa, nobildonna romana nata intorno al 1190 e morta ad Assisi intorno al 1239, terziaria francescana e amica di Francesco d'Assisi.

La chiesa di San Francesco a Ripa

A pochi passi dal teatro si alza la chiesa di San Francesco a Ripa, sorta dove c'era l'ospizio di San Biagio, in cui alloggiò Francesco d'Assisi fra il 1209 e il 1223. La chiesa attuale è il risultato dei lavori di Onorio Longhi dal 1603 e della ricostruzione di Mattia de Rossi, conclusa nel 1701. Dentro c'è la Beata Ludovica Albertoni di Bernini.

Trastevere a piedi

Dal teatro si raggiungono a piedi Santa Cecilia in Trastevere, il Museo di Roma in Trastevere e Santa Maria in Trastevere. Una panoramica è nella pagina su cosa vedere a Trastevere. La domenica mattina il mercato di Porta Portese si svolge qui accanto.

Come arrivare al Teatro Trastevere per Uiriamu

Il Teatro Trastevere si trova in Via Jacopa de' Settesoli 3, accanto a San Francesco a Ripa: per scegliere linea e fermata dei mezzi pubblici il riferimento è il calcolatore di percorso dell'ATAC.

Con i mezzi

Il calcolatore dell'ATAC indica le linee di superficie più comode e gli orari serali. Il 1° novembre è festivo, e i mezzi seguono l'orario dei giorni di festa: conviene controllare prima.

In auto

Trastevere è in gran parte zona a traffico limitato e il parcheggio la sera è molto difficile. Conviene lasciare l'auto fuori dal rione.

A piedi

Da Testaccio si passa il ponte Sublicio e si arriva in pochi minuti; dall'Isola Tiberina la passeggiata lungo il Tevere è breve.

In taxi

Il taxi lascia davanti all'ingresso ed è la soluzione più semplice per il ritorno.

Biglietti per Uiriamu

Il biglietto intero per Uiriamu costa 13 euro, a cui si aggiunge la tessera associativa del Teatro Trastevere da 2 euro, secondo il sito ufficiale del teatro.

Dove comprarli

I biglietti si acquistano online dalla pagina della stagione sul sito del teatro, che rimanda al circuito di prevendita autorizzato. Si può anche prenotare per telefono allo 06 5814004 o al 328 3546847.

La tessera

La tessera associativa si può fare online dal sito oppure all'arrivo. Farla prima fa risparmiare tempo.

Prenotare in anticipo

Con 99 posti e tre repliche in un fine settimana lungo, conviene prenotare con qualche giorno di anticipo.

Una curiosità su Uiriamu al Teatro Trastevere — dal 30 ottobre al 1° novembre 2026

La curiosità più bella riguarda l'Italia. Quando la presentazione di Uiriamu evoca il respiro dell'Occidente che attraversa l'oceano verso il Giappone del 1902, racconta un viaggio che in quegli anni avvenne anche nella direzione opposta. La compagnia di Kawakami Otojirō e Sadayakko, la prima compagnia teatrale giapponese a esibirsi in Occidente, partì per la sua seconda tournée europea il 10 aprile 1901, sbarcò a Londra il 4 giugno e toccò Germania, Austria, Ungheria, Russia, Spagna, Francia, Belgio e anche l'Italia, prima di rientrare in Giappone il 19 agosto 1902. Proprio nell'anno in cui è ambientato lo spettacolo, quindi, il pubblico italiano aveva appena conosciuto il teatro giapponese, e gli attori giapponesi tornavano a casa con l'idea di portare Shakespeare ai loro spettatori.

La seconda curiosità è nel titolo. Uiriamu non è una parola inventata: è il modo in cui il giapponese pronuncia il nome William, adattando i suoni inglesi alla propria fonetica. Con i caratteri ウィリアム si apre la voce dedicata a Shakespeare nell'enciclopedia giapponese. Chi legge il titolo senza saperlo pensa a qualcosa di esotico; chi lo sa ci ritrova il più celebre drammaturgo inglese.

Una cosa che non ti dice nessuno su Uiriamu al Teatro Trastevere — dal 30 ottobre al 1° novembre 2026

Quello che raramente si ricorda è quanto fosse rivoluzionario, nel Giappone del 1902, vedere una donna recitare in pubblico. Dal 1629 il kabuki era riservato agli uomini, e le donne che eseguivano musica e danze dello stesso genere potevano farlo solo in privato, nei quartieri di piacere. Sadayakko, la moglie di Kawakami Otojirō, era un'ex geisha diventata attrice, e per anni restò l'unica attrice professionista del Giappone. Il teatro occidentale, con i suoi ruoli femminili scritti per le donne, fu una delle strade attraverso cui le attrici conquistarono la scena: nel 1908 i Kawakami fondarono il primo istituto giapponese per la formazione delle attrici.

La presentazione di Uiriamu non dice se lo spettacolo tocchi questo tema. Ma chi va a vederlo con questa storia in mente guarda con occhi diversi ogni personaggio femminile in scena, e ogni verso di Shakespeare pronunciato da una voce di donna.

La seconda cosa poco detta è il tempismo della stagione: subito dopo Uiriamu il Teatro Trastevere ospita Shake it out, una commedia che prova a mettere in scena tutte le opere di Shakespeare in una sera. Due modi opposti di avvicinare il Bardo, a una settimana di distanza.

Il consiglio che ti do per visitare Uiriamu al Teatro Trastevere — dal 30 ottobre al 1° novembre 2026

Il consiglio è arrivare con qualche verso di Shakespeare in testa. Non serve rileggere un'opera intera: basta ricordare il monologo più famoso di Amleto o una scena di Romeo e Giulietta, per cogliere il senso di quei versi elisabettiani sconosciuti che, secondo la presentazione, attraversano l'oceano fino al Giappone. Lo spettacolo gioca sull'effetto di spaesamento: sentire familiare ciò che per i personaggi è del tutto nuovo.

Il secondo consiglio riguarda la data. Il 31 ottobre è la sera di Halloween, e il rione sarà probabilmente più animato del solito; il 1° novembre è festivo, e la domenica si presta a una giornata tranquilla nel rione. A nostro giudizio il venerdì 30 è la sera più adatta per chi vuole uno spettacolo raccolto e una cena senza folla.

Terzo consiglio: con 99 posti e una stagione che attira un pubblico affezionato, prenotare e fare la tessera online evita sorprese. Chi è incuriosito dal tema può tornare la settimana dopo per Shake it out, e confrontare due modi diversi di raccontare Shakespeare.

Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato

È risaputo che Shakespeare si rappresenta ovunque, dall'Europa all'Asia. È meno citato che in Giappone il suo arrivo sulle scene fu legato a un progetto preciso: rinnovare il teatro nazionale, allontanandolo dalle forme stilizzate del kabuki per avvicinarlo al realismo occidentale. Kawakami Otojirō aveva studiato il teatro europeo a Parigi nel 1893 e al ritorno aveva introdotto novità radicali: la sola illuminazione del palco, le luci elettriche, un trucco leggero, una recitazione naturale. Il suo teatro, lo shinpa, la nuova onda, nacque così.

Un secondo fatto poco citato: Tsubouchi Shōyō, che tradusse l'intero Shakespeare in giapponese, lo fece in una lingua antica, vicina a quella del kabuki. L'incontro con l'Occidente, insomma, passava anche per la tradizione, e i versi elisabettiani diventavano giapponesi senza smettere di essere Shakespeare.

Il terzo fatto riguarda il teatro romano che ospita lo spettacolo: il Teatro Trastevere è nato nel 2009 dal recupero di una sala che un tempo era un cinema. Uno spazio che ha cambiato funzione, come il teatro giapponese che cambiava forma all'inizio del Novecento.

La foto giusta da fare a Uiriamu al Teatro Trastevere — dal 30 ottobre al 1° novembre 2026

La foto giusta di una serata di Uiriamu si fa nella piazza di San Francesco d'Assisi, davanti alla chiesa di San Francesco a Ripa, a due passi dal teatro. La facciata, frutto della ricostruzione di Mattia de Rossi conclusa nel 1701, prende la luce calda del tramonto; a fine ottobre il sole cala presto, e la sera la piazza illuminata dai lampioni diventa quasi una scenografia.

La seconda foto è la targa di Via Jacopa de' Settesoli, con la porta del teatro: il nome di una nobildonna del Duecento accanto a uno spettacolo sul Giappone del Novecento, un accostamento che solo Roma permette.

La terza foto, per chi ama i giochi di parole, è la locandina con il titolo: Uiriamu, cioè William, scritto come lo pronuncerebbe un giapponese. In sala, durante lo spettacolo, niente fotografie: in un teatro da 99 posti lo schermo di un telefono si vede da tutte le file.

Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia

Il pezzo di Trastevere dove si trova il Teatro Trastevere ha una storia lunga otto secoli. Qui sorgeva un ospizio per i poveri dedicato a San Biagio, dove fra il 1209 e il 1223 alloggiò Francesco d'Assisi durante le sue visite a Roma, grazie all'interessamento di Jacopa de' Settesoli. Nel 1229 il complesso fu donato all'Ordine dei frati minori e divenne il centro della devozione francescana a Roma.

Dal 1603 Onorio Longhi rifece coro, transetto e navate della chiesa; dal 1681 Mattia de Rossi ricostruì l'aula, e i lavori si conclusero nel 1701. Fra il 1671 e il 1675 Gian Lorenzo Bernini scolpì la Beata Ludovica Albertoni: negli stessi anni in cui a Roma lavorava Bernini, in Giappone il kabuki era già da decenni riservato ai soli uomini. Nel 1992 le spoglie di Giorgio de Chirico furono traslate nella chiesa.

Nel Novecento la sala che oggi ospita il teatro era un cinema; nel 2009 è cominciato il suo recupero da parte dell'Associazione culturale Teatro Trastevere. Fra ottobre e novembre 2026 lo stesso palco porta il pubblico nel Giappone del 1902.

Chi è passato da Uiriamu al Teatro Trastevere — dal 30 ottobre al 1° novembre 2026

Da questo angolo di Trastevere sono passati personaggi che pochi teatri possono vantare come vicini di casa. Francesco d'Assisi, ospite dell'ospizio di San Biagio fra il 1209 e il 1223. Jacopa de' Settesoli, che gli offrì ospitalità e dà il nome alla via. Gian Lorenzo Bernini, con la sua Beata Ludovica Albertoni. Giorgio de Chirico, sepolto nella chiesa dal 1992.

Nel mondo evocato da Uiriamu passano altre figure: William Shakespeare, il cui nome dà il titolo allo spettacolo; Kawakami Otojirō e Sadayakko, che portarono il teatro giapponese in Europa e Shakespeare in Giappone; Tsubouchi Shōyō, traduttore dell'intero Bardo; Sarah Bernhardt, il modello a cui Sadayakko fu paragonata. Nessuno di loro, per quanto è dato sapere, è un personaggio dichiarato dello spettacolo, ma tutti appartengono al contesto che la presentazione richiama.

Dal Teatro Trastevere, in questa stagione, sono passati anche Il Belvedere di Aldo Nicolaj e Gaber sotto le stelle di Valentina Luporini.

Come organizzare la serata di Uiriamu

Uiriamu va in scena in un fine settimana lungo, da venerdì 30 ottobre a domenica 1° novembre, e si presta a una serata o a una giornata intera a Trastevere.

Venerdì 30

La sera più tranquilla delle tre: si può cenare prima o dopo nel rione, prenotando.

Sabato 31

La sera di Halloween il rione può essere più animato del solito: chi sceglie questa data prenoti la cena con anticipo.

Domenica 1° novembre

Il giorno di Ognissanti si presta a una giornata nel rione: mercato di Porta Portese la mattina, pranzo, passeggiata sul Tevere o al Gianicolo, poi teatro.

Dove mangiare vicino

Intorno a San Francesco a Ripa ci sono trattorie romane, pizzerie, forni e bar, nella parte di Trastevere più abitata e meno turistica.

Altre visite nei dintorni

Chi ha tempo prima o dopo lo spettacolo ha molte possibilità a piedi. Oltre il fiume c'è l'Isola Tiberina; salendo verso Monteverde si trova Villa Sciarra; lungo Via della Lungara l'Orto Botanico e la Villa Farnesina.

Accessibilità, ragazzi e consigli pratici

Per l'accessibilità del Teatro Trastevere a persone in sedia a rotelle il riferimento è il teatro stesso, allo 06 5814004: le condizioni della sala non sono descritte sul sito.

Con i ragazzi

Per studenti che hanno affrontato Shakespeare a scuola lo spettacolo offre una prospettiva insolita, quella di un paese che lo scopriva per la prima volta.

Tempi

In una sala da 99 posti arrivare in ritardo disturba. Conviene presentarsi un quarto d'ora prima, con la tessera già fatta.

Domande frequenti su Uiriamu

Quando va in scena Uiriamu al Teatro Trastevere?

Uiriamu va in scena al Teatro Trastevere di Roma venerdì 30 ottobre, sabato 31 ottobre e domenica 1° novembre 2026. L'orario delle repliche non è indicato nella pagina della stagione: il teatro lo comunica allo 06 5814004, al 328 3546847 e all'indirizzo info@teatrotrastevere.it.

Quanto costa il biglietto per Uiriamu?

Il biglietto intero per Uiriamu al Teatro Trastevere costa 13 euro, a cui si aggiunge la tessera associativa da 2 euro, secondo il sito ufficiale del teatro. I biglietti si acquistano online dalla pagina della stagione o prenotando per telefono.

Che cosa significa Uiriamu?

Uiriamu è la trascrizione del nome William secondo la pronuncia giapponese, ウィリアム in katakana: è il nome di battesimo di Shakespeare. Il titolo richiama i versi elisabettiani che, secondo la presentazione dello spettacolo, arrivano nel Giappone del 1902.

Di cosa parla Uiriamu?

Uiriamu è ambientato in Giappone nel 1902, in un'epoca di febbrile apertura in cui la cultura occidentale arriva sotto forma di versi elisabettiani. La presentazione del Teatro Trastevere descrive una Belle Époque carica di sogni e scambi culturali, ignara della Grande Guerra e del Titanic.

Chi firma la regia di Uiriamu?

La regia di Uiriamu è di Alice Bellantoni, secondo la pagina della stagione 2026-2027 del Teatro Trastevere. Gli interpreti non sono indicati nella pagina della stagione né nel comunicato di presentazione: per il cast conviene chiedere al teatro.

Dove si trova il Teatro Trastevere?

Il Teatro Trastevere si trova in Via Jacopa de' Settesoli 3, a Roma, accanto alla chiesa di San Francesco a Ripa. È una sala da 99 posti. Per raggiungerla con i mezzi pubblici conviene usare il calcolatore di percorso dell'ATAC.

Serve la tessera per vedere Uiriamu?

Il Teatro Trastevere è gestito da un'associazione culturale, e per assistere a Uiriamu serve la tessera associativa da 2 euro, oltre al biglietto. Si può fare online dal sito del teatro oppure all'arrivo.

Il consiglio finale su Uiriamu

Il consiglio finale è lasciarsi incuriosire da un titolo misterioso. Uiriamu promette un viaggio insolito, nel Giappone del 1902, nel momento in cui Shakespeare arrivava su un palcoscenico che non lo aveva mai conosciuto, e lo fa in una sala da 99 posti dove il teatro si vive da vicino. A nostro giudizio il venerdì sera, seguito da una cena intorno a San Francesco a Ripa, è la formula migliore; chi resta affascinato dal tema ha una settimana dopo, nello stesso teatro, l'occasione di vedere Shakespeare trattato in chiave comica con Shake it out.

Articolo scritto dalla redazione di Tour Leader Pro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.

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Data Evento30 Ottobre 2026 — 1 Novembre 2026
IndirizzoTeatro Trastevere, Via Jacopa de' Settesoli 3, 00153 Roma Trastevere, Roma, Roma Città

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