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Il Belvedere al Teatro Trastevere — dal 16 al 18 ottobre 2026

Il Belvedere, commedia di Aldo Nicolaj diretta e interpretata da Mariella Rotondaro con Josko Conte, è in scena al Teatro Trastevere da venerdì 16 a domenica 18 ottobre 2026: venerdì e sabato alle 20.30, domenica alle 17. Il teatro si trova in via Jacopa de' Settesoli 3, nella zona di San Francesco a Ripa, fra viale di Trastevere e il Tevere; il tram 8 su viale di Trastevere lascia a pochi minuti a piedi, e la stazione di Trastevere è raggiungibile con lo stesso tram. Il biglietto intero della stagione 2026-2027 costa 13 euro, più 2 euro di tessera associativa, secondo il sito del teatro; si acquista sul sito ufficiale del Teatro Trastevere, che rimanda al circuito di prevendita autorizzato, oppure prenotando allo 06 5814004 o scrivendo a info@teatrotrastevere.it.

Il Belvedere in breve: date, orari, prezzi

Il Belvedere al Teatro Trastevere ha tre repliche: il 16 e il 17 ottobre 2026 alle 20.30, il 18 ottobre alle 17. È il titolo che apre la stagione 2026-2027 del teatro.

Le tre repliche

Venerdì 16 ottobre alle 20.30, sabato 17 ottobre alle 20.30, domenica 18 ottobre alle 17. Sono gli orari pubblicati dal portale turistico di Roma Capitale. La durata non è indicata; per una commedia a due personaggi tratta da un atto unico conviene comunque chiederla al teatro se si ha un treno da prendere.

Il prezzo

Il Teatro Trastevere indica per la stagione 2026-2027 un biglietto intero di 13 euro e una tessera associativa di 2 euro: il teatro è gestito da un'associazione culturale, e la tessera è la formula con cui si accede agli spettacoli. La tessera si può fare online dal sito del teatro. È un prezzo da teatro di quartiere, lontano da quello delle grandi sale.

Chi c'è in scena

In scena ci sono due attori: Mariella Rotondaro, che firma anche la regia, e Josko Conte. Il testo è di Aldo Nicolaj, uno dei commediografi italiani più rappresentati all'estero nel secondo Novecento.

Cosa si vede ne Il Belvedere di Aldo Nicolaj

Il Belvedere di Aldo Nicolaj è una commedia brillante che mette a confronto due solitudini, due mondi lontani uniti dal desiderio di essere ascoltati e riconosciuti.

Due personaggi, un dialogo

La presentazione del Teatro Trastevere descrive un dialogo ironico, pungente e coinvolgente, in cui i due protagonisti si raccontano, si sfidano e si mettono a nudo, fra ricordi, desideri e verità mai dette. Il tono è quello della commedia, ma il teatro parla di uno spettacolo delicato e intenso, dove il sorriso lascia spazio all'emozione. È la forma classica del teatro da camera: due persone, un luogo, una conversazione che cambia entrambe.

Un atto unico degli anni Sessanta

Il belvedere è un atto unico. Nel catalogo delle opere di Nicolaj compare nella raccolta Lui & lei, tre uomini e tre donne della vita impossibile, in qualunque luogo in qualsiasi giorno, pubblicata a Torino nel 1964. È dunque un testo breve, costruito per due interpreti, del periodo in cui Nicolaj scriveva commedie e atti unici che venivano messi in scena da Vienna ad Amsterdam. Il titolo evoca un punto panoramico, un luogo dove ci si ferma a guardare: una cornice naturale per un incontro fra due sconosciuti.

Il registro della messa in scena

Mariella Rotondaro, in un'intervista alla Gazzetta dello Spettacolo di settembre 2026, descrive lo spettacolo come brillante e ironico, capace di raccontare aspetti profondamente umani attraverso i rapporti, le fragilità, i desideri e le contraddizioni dei personaggi. Si definisce un'attrice soprattutto comica, e spiega che la commedia le permette di far ridere lasciando al pubblico qualcosa su cui riflettere. È una buona indicazione di ciò che si vedrà: una recitazione che cerca la risata e poi la trattiene.

Uno spettacolo cresciuto in replica

Il Belvedere non debutta a Roma. Secondo la stessa intervista lo spettacolo è nato in Calabria, è poi passato per tre date al Teatro Monteverde di Roma e, dopo il Teatro Trastevere, proseguirà verso Firenze e tornerà in Calabria, a Cosenza. La regista racconta di aver lavorato fra una tappa e l'altra sul ritmo, sui personaggi e sulla relazione con il pubblico. Chi lo vede a ottobre vede quindi una versione già rodata.

Aldo Nicolaj, l'autore de Il Belvedere

Aldo Nicolaj, nato a Fossano il 15 marzo 1920 e morto a Orbetello il 5 luglio 2004, è stato un drammaturgo prolifico e versatile, fra i più rappresentati all'estero del teatro italiano del Novecento.

Una vita movimentata

La sua biografia passa per la deportazione in Germania durante la guerra, fra Buchenwald, Przemysl e Hammerstein, per un soggiorno in Sudamerica come addetto culturale all'ambasciata del Guatemala e infine per il trasferimento a Roma. Il filo conduttore di tutti questi anni è la scrittura incessante di commedie, atti unici e monologhi. Esordì con opere di impegno sociale ostacolate dalla censura: per Il soldato Piccicò dovette togliere ogni riferimento all'esercito italiano, divise comprese.

Uno stile che cambia

Nelle sue commedie Nicolaj passò con disinvoltura dal simbolismo al neorealismo, dal surrealismo al teatro dell'assurdo. Il bersaglio costante era il modo di vivere contemporaneo, osservato nella classe borghese e piccolo borghese colta nella vita di tutti i giorni, con una critica ironica più che moralistica. Il Belvedere, con le sue due solitudini a confronto, appartiene a questa vena.

Premi e successo all'estero

Nicolaj vinse il Premio Sipario nel 1949 per Altezze psichiche, il Premio IDI nel 1954 per La mula, il Premio Riccione nel 1957 per Formiche; nel 1997 la SIAE lo premiò come autore italiano più rappresentato all'estero. In Russia, Classe di ferro e Farfalla... farfalla sono considerate quasi dei classici. Molte sue prime assolute avvennero fuori Italia: Vienna, Amsterdam, Bucarest, Budapest, Parigi, Praga, Atene.

Il legame con Paola Borboni

Nicolaj conobbe l'attrice Paola Borboni, che gli ispirò diversi testi, soprattutto monologhi, genere in cui fu molto prolifico. Emilia, in pace e in guerra fu scritto apposta per lei, su sua pressante richiesta, e Farfalla... farfalla debuttò a Milano nel 1967 con la Borboni in scena.

Traduttore, sceneggiatore, fondatore

Fu traduttore apprezzato dal francese, di Anouilh, Claudel e Duras; curò riduzioni teatrali di Senilità di Svevo e delle Confessioni d'un italiano di Nievo; lavorò per la televisione alla sceneggiatura de La fiera della vanità con Anton Giulio Majano e Attilio Bertolucci e a Resurrezione con Oreste Del Buono e Franco Enriquez. Il 3 ottobre 1977 fu tra i fondatori dell'Unione Italiana Libero Teatro. Nel 2006 gli fu intitolata una sala del Teatro Due di Roma, e dal 2008 le sue opere sono conservate alla Biblioteca Teatrale SIAE del Burcardo.

Nicolaj e Roma

Roma è la città dove Nicolaj visse e dove debuttarono molti suoi testi: Teresina, Ciao albero e Avventura di cronaca al Teatro Pirandello negli anni Cinquanta, Ricci di mare all'Eliseo nel 1956, L'onda verde al Teatro Ripagrande di Trastevere nel 1979, Amleto in salsa piccante al Teatro Vittoria nel 1989. Vederlo in un piccolo teatro di Trastevere è un ritorno a casa.

Mariella Rotondaro e Josko Conte, gli interpreti

Mariella Rotondaro, regista e interprete de Il Belvedere, è un'attrice, cantante e conduttrice radiofonica calabrese, formata all'Accademia Internazionale di Teatro di Roma.

Da Mormanno a Roma

Nell'intervista alla Gazzetta dello Spettacolo racconta di venire da Mormanno, un piccolo paese della Calabria, e di aver costruito a Roma il proprio percorso professionale con determinazione. Vive nella capitale da oltre dieci anni. Dopo l'Accademia ha completato la formazione con studi di doppiaggio e musica.

Teatro, cinema, radio

Il suo lavoro attraversa più linguaggi: il teatro, il cinema, la musica, la radio, la televisione, la produzione e la formazione. È conduttrice radiofonica, conduce laboratori teatrali per bambini e ragazzi e ha lavorato sul set; nel database cinematografico IMDb risulta nel cast di Videobox (2022). Si definisce anzitutto un'attrice comica.

La direzione del Teatro Vittori di Montecelio

Oggi è direttrice artistica del Teatro D. Vittori di Montecelio, piccolo centro vicino Roma. Nell'intervista descrive l'incarico come una responsabilità da mettere al servizio di un luogo, di un pubblico e di artisti giovani, con l'intenzione di aprire il teatro alla formazione e a proposte diverse.

Il cortometraggio IVA inclusa

In parallelo al Belvedere, Rotondaro ha realizzato con la videomaker e regista Marianna Sartore il cortometraggio IVA inclusa, prodotto dall'associazione Libero Teatro con la partecipazione dell'Associazione Italiana Persone Down di Benevento. Il corto viene presentato il 9 e 10 ottobre 2026 al Social Film Festival di Benevento, pochi giorni prima delle repliche romane. Affronta la disabilità senza pietismo, compresa la dimensione affettiva.

Josko Conte

Al suo fianco c'è Josko Conte, l'altra metà del dialogo. Nei materiali del teatro compare come coprotagonista: in una commedia a due voci il peso della scena è diviso esattamente a metà, e la riuscita dipende dall'intesa fra i due attori.

Il Teatro Trastevere, sede de Il Belvedere

Il Teatro Trastevere è una sala da 99 posti in via Jacopa de' Settesoli 3, nata nel 2009 dal recupero di un vecchio cinema trasteverino a opera dell'Associazione culturale Teatro Trastevere.

Da cinema a teatro

Il teatro racconta la propria origine così: un piccolo gruppo di amici e artisti, attivo da tempo nella realtà teatrale romana, decise di recuperare uno spazio abbandonato da tempo, una sala storica di Trastevere che un tempo era un cinema, e di restituirle un ruolo culturale. Il lavoro è durato anni ed è stato condiviso con amici e colleghi che hanno contribuito ognuno secondo le proprie capacità.

Il posto delle idee

Il sottotitolo che il teatro si è dato è Il posto delle idee. Si presenta come punto di riferimento per il teatro off e la drammaturgia contemporanea, con una forte attenzione alla formazione: accanto alla stagione ci sono laboratori e rassegne come Dopamina, Germogli, La città di tutti e Trastevere Comedy. La direzione artistica è di Marco Zordan.

Com'è la sala

La scheda tecnica pubblicata dal teatro parla di 99 posti e di un palco di circa 7 metri per 5, con due piccoli palchetti fuori boccascena. Per una commedia a due personaggi è la misura ideale: da ogni posto si vedono i volti, si sentono le pause, si coglie l'ironia senza bisogno di amplificazione. È il teatro come lo si faceva nelle cantine romane, con qualche comodità in più.

Il resto della stagione

Il Belvedere apre la stagione 2026-2027. Il cartellone prosegue il 21 e 22 ottobre con Basilico & altri rimedi, primo testo originale di Valentina Luporini con la regia di Rose Marie Gatta. Il programma completo è sul sito del teatro.

San Francesco a Ripa e Trastevere intorno al teatro

Via Jacopa de' Settesoli è una strada breve accanto alla chiesa di San Francesco a Ripa, nella parte di Trastevere che guarda verso il porto fluviale di Ripa Grande.

Chi era Jacopa de' Settesoli

La via porta il nome di Giacoma Frangipane de' Settesoli, detta Jacopa, nobildonna romana nata intorno al 1190 e morta ad Assisi intorno al 1239, terziaria francescana. Fu amica e sostenitrice di Francesco d'Assisi, che la chiamava affettuosamente frate Jacopa. La strada del teatro ricorda quindi una delle prime donne del movimento francescano.

La chiesa di San Francesco a Ripa

A pochi passi dal teatro si alza la chiesa di San Francesco a Ripa. Sorge dove c'era un ospizio per i poveri dedicato a San Biagio, in cui alloggiò Francesco d'Assisi durante le visite al papa fra il 1209 e il 1223, grazie proprio all'interessamento di Jacopa de' Settesoli. Il complesso fu donato ai frati minori nel 1229. La chiesa attuale è il risultato dei lavori di Onorio Longhi dal 1603 e della ricostruzione di Mattia de Rossi, conclusa nel 1701.

La Beata Ludovica Albertoni

Dentro la chiesa, nella cappella Paluzzi Albertoni in fondo al transetto sinistro, c'è la Beata Ludovica Albertoni di Gian Lorenzo Bernini, scolpita fra il 1671 e il 1675. La luce entra da finestre laterali nascoste, come nell'Estasi di Santa Teresa. È una delle sculture più intense di Roma e si trova a due minuti dal teatro: se la chiesa è aperta prima dello spettacolo, entrate.

Trastevere a piedi

Da via Jacopa de' Settesoli si raggiungono a piedi Santa Cecilia in Trastevere, il Museo di Roma in Trastevere e, in un quarto d'ora, Santa Maria in Trastevere. La guida su cosa vedere a Trastevere aiuta a comporre il pomeriggio. La domenica mattina il mercato di Porta Portese si svolge proprio qui accanto.

Come arrivare al Teatro Trastevere per Il Belvedere

Il Teatro Trastevere si raggiunge con il tram 8, che percorre viale di Trastevere collegando largo Argentina alla stazione di Trastevere: dalle fermate intorno a piazza Mastai e San Francesco a Ripa sono pochi minuti a piedi.

Tram 8

Il tram 8 è la linea più comoda: parte da piazza Venezia e largo Argentina, attraversa il Tevere e corre lungo viale di Trastevere. Chi arriva dal centro storico lo prende a largo Argentina; chi arriva in treno scende alla stazione di Trastevere e fa il percorso al contrario. Per l'orario serale conviene controllare il sito dell'azienda di trasporto.

Metro e treno

La metro non arriva a Trastevere. Da Termini conviene la metro B fino a Circo Massimo o Piramide e poi un tratto a piedi o in autobus, oppure un treno regionale fino a Roma Trastevere. Il calcolatore di percorso dell'azienda di trasporto è il modo più sicuro per scegliere.

In auto

Trastevere è in gran parte zona a traffico limitato, e il parcheggio la sera è quasi impossibile. Meglio lasciare l'auto a casa. La domenica pomeriggio la situazione migliora, ma resta difficile.

A piedi

Da Testaccio si passa il ponte Sublicio e si è arrivati in dieci minuti; dall'Isola Tiberina se ne impiegano circa quindici. Il taxi lascia davanti all'ingresso.

Biglietti per Il Belvedere al Teatro Trastevere

Il biglietto intero per Il Belvedere costa 13 euro, a cui si aggiunge la tessera associativa del Teatro Trastevere da 2 euro, secondo il sito ufficiale del teatro.

Dove comprarli

I biglietti si acquistano online dalla pagina della stagione sul sito del teatro, che rimanda al circuito di prevendita autorizzato. Si può anche prenotare per telefono allo 06 5814004 o al 328 3546847, o scrivere a info@teatrotrastevere.it.

La tessera

Il Teatro Trastevere è gestito da un'associazione culturale: per assistere agli spettacoli si sottoscrive una tessera associativa. Si può fare online dal sito o al momento dell'arrivo; per non perdere tempo conviene farla prima.

Prenotare in anticipo

Con 99 posti le repliche del sabato si riempiono in fretta. Per un gruppo di sei o più persone scriverei al teatro con una settimana di anticipo.

Come organizzare la serata de Il Belvedere

Il Belvedere al Teatro Trastevere comincia alle 20.30 il venerdì e il sabato e alle 17 la domenica, orari che permettono di combinare lo spettacolo con una passeggiata e una cena nel rione.

Venerdì e sabato

Con l'inizio alle 20.30 si cena dopo. Trastevere è pieno la sera, e le trattorie più note si riempiono presto: prenotate per le 22.30. Prima dello spettacolo c'è tempo per un giro fino alla chiesa di San Francesco a Ripa e a Santa Cecilia.

Domenica

La domenica si presta a una giornata trasteverina: mattina al mercato di Porta Portese, pranzo nel rione, pomeriggio a teatro alle 17, tramonto sul Tevere. Chi vuole salire più in alto può raggiungere il Gianicolo prima di cena.

Dove mangiare vicino

Intorno a San Francesco a Ripa e lungo via di San Francesco a Ripa ci sono trattorie romane, pizzerie, forni e bar. È la parte di Trastevere più abitata e meno turistica, con prezzi più ragionevoli di quelli intorno a piazza di Santa Maria.

Accessibilità, ragazzi e consigli pratici

Per l'accessibilità del Teatro Trastevere a persone in sedia a rotelle il riferimento è il teatro stesso, allo 06 5814004: le condizioni della sala non sono descritte sul sito.

Con i ragazzi

Il Belvedere è una commedia per adulti nel senso del tema, la solitudine e il bisogno di essere ascoltati, e non del linguaggio. Ragazzi dai quattordici anni in su possono seguirla senza difficoltà.

Tempi

In una sala da 99 posti arrivare in ritardo significa disturbare. Presentatevi un quarto d'ora prima, con la tessera già fatta.

Una curiosità su Il Belvedere al Teatro Trastevere — dal 16 al 18 ottobre 2026

Il Belvedere è in scena a pochi passi da dove il suo autore aveva già portato una prima assoluta. Nel catalogo delle opere di Aldo Nicolaj compare L'onda verde, rappresentata per la prima volta il 21 novembre 1979 al Teatro Ripagrande di Roma. Ripa Grande è il nome dell'antico porto fluviale di Trastevere, quello da cui prende il nome anche la chiesa di San Francesco a Ripa, accanto al Teatro Trastevere. Il quartiere, dunque, conosceva già il teatro di Nicolaj quasi cinquant'anni fa. La seconda curiosità riguarda il testo: Il belvedere fa parte di una raccolta di atti unici pubblicata a Torino nel 1964 con un titolo lunghissimo, Lui & lei, tre uomini e tre donne della vita impossibile, in qualunque luogo in qualsiasi giorno. Già il titolo dice molto dello stile di Nicolaj: ironico, un po' surreale, attento alle coppie. La terza curiosità è biografica. Nicolaj è stato l'autore italiano più rappresentato all'estero, premiato come tale dalla SIAE nel 1997, e molte sue prime sono avvenute fuori Italia, da Vienna a Budapest a Parigi. Vederlo in una sala da 99 posti di Trastevere è un modo per ritrovare un autore che l'Europa conosce meglio dell'Italia.

Una cosa che non ti dice nessuno su Il Belvedere al Teatro Trastevere — dal 16 al 18 ottobre 2026

Nessuno lo dice, ma Il Belvedere al Teatro Trastevere è teatro a distanza di respiro. Con 99 posti e un palco di circa sette metri per cinque, l'ultima fila è più vicina agli attori di quanto lo sia la decima fila di un grande teatro. In una commedia a due voci questo cambia tutto: le pause, gli sguardi, le piccole esitazioni fanno parte del testo quanto le battute. Chi è abituato alle sale grandi scopre un teatro che non ha bisogno di alzare la voce. La seconda cosa che nessuno dice riguarda il biglietto. Il prezzo di 13 euro più la tessera sembra quello di una serata minore, e invece è la norma dei teatri associativi romani, che vivono di tesseramento e di pubblico fedele. Fare la tessera significa sostenere una sala che dal 2009 tiene aperto uno spazio recuperato dall'abbandono. La terza riguarda la regista. Mariella Rotondaro dirige e recita, e in un'intervista ha raccontato di lavorare fra una replica e l'altra per affinare ritmo e rapporto con il pubblico. Significa che lo spettacolo di ottobre non è identico a quello visto a Monteverde in primavera: se lo avete già visto, potreste trovarlo cambiato.

Il consiglio che ti do per visitare Il Belvedere al Teatro Trastevere — dal 16 al 18 ottobre 2026

Il consiglio per Il Belvedere al Teatro Trastevere è di trasformarlo nella parte finale di un pomeriggio trasteverino, e di farlo di domenica. Arrivate verso le 15.30 in piazza di San Francesco d'Assisi ed entrate in chiesa, se è aperta, per vedere la Beata Ludovica Albertoni di Bernini: la scultura è lì a due minuti dal teatro e pochi la conoscono. Poi camminate fino a Santa Cecilia, tornate indietro per le strade interne e presentatevi al teatro alle 16.45, con la tessera già fatta online. Lo spettacolo comincia alle 17: all'uscita il cielo sopra il Tevere è ancora chiaro, e si può cenare presto senza correre. Il sabato sera, invece, è la replica per chi ama Trastevere di notte. In quel caso prenotate la cena dopo lo spettacolo, non prima: il rione si riempie alle 20 e alle 22.30 le trattorie hanno di nuovo tavoli liberi. Sedetevi nelle file centrali, non ai lati: in una sala così piccola la differenza la fa l'angolo, non la distanza. E se non conoscete Nicolaj, non leggete nulla prima. È un autore che funziona meglio a sorpresa.

Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato

È risaputo che Trastevere è il rione dei teatri piccoli, delle cantine e delle sale off. È meno citato che molte di queste sale sono nate recuperando cinema di quartiere chiusi. Il Teatro Trastevere è uno di questi casi: il sito del teatro parla di una sala storica trasteverina, un tempo cinema, abbandonata da tempo e recuperata a partire dal 2009. È un destino comune a Roma: il Teatro Vittoria di Testaccio, dall'altra parte del ponte Sublicio, ha una storia simile, con il cinema trasformato in teatro di prosa nel 1986. Il secondo fatto poco citato riguarda la strada. Via Jacopa de' Settesoli porta il nome di una donna, cosa rara nella toponomastica romana, e di una donna del Duecento: Giacoma Frangipane de' Settesoli, amica di Francesco d'Assisi. Fu lei a far alloggiare Francesco nell'ospizio di San Biagio, dove oggi sorge San Francesco a Ripa, durante le sue visite a Roma fra il 1209 e il 1223, e fu lei a promuovere il restauro del complesso donato ai frati minori nel 1229. Il terzo fatto: nella stessa chiesa riposano dal 1992 le spoglie di Giorgio de Chirico, benefattore dei frati minori. Un pittore metafisico sepolto accanto a un teatro di drammaturgia contemporanea: Trastevere sa mescolare le cose.

La foto giusta da fare a Il Belvedere al Teatro Trastevere — dal 16 al 18 ottobre 2026

La foto giusta di una serata a Il Belvedere al Teatro Trastevere si fa nella piazza di San Francesco d'Assisi, davanti alla chiesa di San Francesco a Ripa. Al centro della piazza c'è un piccolo monumento eretto nel 1847 da Pio IX: una colonna ionica scanalata con una croce in ferro battuto. Inquadrate la colonna in primo piano e la facciata settecentesca di Mattia de Rossi alle spalle, con le due volute ai lati e il timpano semicircolare in alto. Al tramonto di metà ottobre la luce calda sulla facciata è la migliore; la sera, con i lampioni accesi, la piazza diventa un palcoscenico. La seconda foto è dentro la chiesa, se è permesso e con discrezione: la Beata Ludovica Albertoni di Bernini illuminata dalle finestre nascoste. Senza flash, e solo fuori dagli orari delle funzioni. La terza è la più semplice: la porta del teatro in via Jacopa de' Settesoli, con la targa della via. È una foto che racconta due storie, una del Duecento e una del teatro di oggi. In sala, durante lo spettacolo, niente fotografie: in un teatro da 99 posti lo schermo di un telefono si vede da tutte le file.

Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia

Il pezzo di Trastevere dove si trova il Teatro Trastevere ha una storia lunga otto secoli. Nel X secolo qui sorgeva un ospedale e ospizio per i poveri dedicato a San Biagio, dipendente dal monastero benedettino dei Santi Cosma e Damiano. Fra il 1209 e il 1223 vi alloggiò Francesco d'Assisi durante le sue visite al papa, grazie all'interessamento di Jacopa de' Settesoli. Nel 1229 il complesso, restaurato per iniziativa della stessa Jacopa e di Pandolfo II degli Anguillara, fu donato all'Ordine dei frati minori e divenne il centro della devozione francescana a Roma. Nel Cinquecento si pensò a una ricostruzione affidata a Baldassarre Peruzzi, mai realizzata; dal 1603 Onorio Longhi rifece coro, transetto e navate; dal 1681 Mattia de Rossi ricostruì l'aula, e la chiesa fu consacrata il 2 ottobre 1701. Fra il 1671 e il 1675 Bernini scolpì la Beata Ludovica Albertoni. Durante l'occupazione francese molte opere partirono per la Francia, fra cui la Pietà di Annibale Carracci oggi al Louvre. Nel 1847 Pio IX fece erigere la colonna nella piazza. Il porto di Ripa Grande, che dava il nome alla zona, restò attivo sul Tevere fino all'Ottocento. Nel Novecento la sala che oggi ospita il teatro era un cinema; nel 2009 è cominciato il suo recupero.

Chi è passato da Il Belvedere al Teatro Trastevere — dal 16 al 18 ottobre 2026

Da questo angolo di Trastevere sono passati personaggi che pochi teatri possono vantare come vicini di casa. Francesco d'Assisi, anzitutto, ospite dell'ospizio di San Biagio durante i suoi viaggi a Roma fra il 1209 e il 1223. Jacopa de' Settesoli, la nobildonna che gli offrì ospitalità e che dà il nome alla via del teatro. Gian Lorenzo Bernini, che lavorò alla cappella Paluzzi Albertoni per il cardinale Paluzzi, nipote di papa Clemente X. Il Baciccio, autore della pala con la Madonna col Bambino e Sant'Anna nella stessa cappella. Francesco Salviati, che dipinse l'Annunciazione della seconda cappella di sinistra intorno al 1534. San Carlo da Sezze, morto qui nel 1670, le cui spoglie sono ancora visibili. Giorgio de Chirico, sepolto nella chiesa dal 1992. E poi, più vicino a noi, il gruppo di artisti che dal 2009 ha trasformato un cinema abbandonato in un teatro: il direttore artistico Marco Zordan e l'associazione Teatro Trastevere. A ottobre 2026 si aggiungono Mariella Rotondaro e Josko Conte, con le parole di Aldo Nicolaj, un autore che Roma aveva già applaudito al Pirandello, all'Eliseo, al Ripagrande e al Vittoria.

Altre visite nei dintorni

Chi ha tempo prima o dopo lo spettacolo ha molte possibilità a piedi. Oltre il fiume c'è l'Isola Tiberina; salendo verso Monteverde si trova Villa Sciarra; lungo via della Lungara l'Orto Botanico e la Villa Farnesina. Nello stesso fine settimana, dall'altra parte del ponte Sublicio, il Teatro Vittoria ospita Happy Birthday.

Domande frequenti su Il Belvedere

Quando va in scena Il Belvedere al Teatro Trastevere?

Il Belvedere va in scena al Teatro Trastevere venerdì 16 ottobre 2026 alle 20.30, sabato 17 ottobre alle 20.30 e domenica 18 ottobre alle 17. Sono tre repliche, che aprono la stagione 2026-2027 del teatro. La durata non è pubblicata e si può chiedere al teatro allo 06 5814004.

Quanto costa il biglietto per Il Belvedere?

Per Il Belvedere il Teatro Trastevere indica un biglietto intero di 13 euro, più 2 euro di tessera associativa, necessaria perché il teatro è gestito da un'associazione culturale. Biglietti e tessera si acquistano online dal sito del teatro, oppure si prenota per telefono o per posta elettronica.

Dove si trova il Teatro Trastevere?

Il Teatro Trastevere si trova in via Jacopa de' Settesoli 3, accanto alla chiesa di San Francesco a Ripa, nella parte di Trastevere fra viale di Trastevere e il Tevere. Il tram 8 lascia a pochi minuti a piedi. La sala ha 99 posti.

Chi ha scritto Il Belvedere?

Il Belvedere è un atto unico di Aldo Nicolaj, drammaturgo nato a Fossano nel 1920 e morto nel 2004, premiato dalla SIAE nel 1997 come autore italiano più rappresentato all'estero. Il testo fa parte di una raccolta di atti unici pubblicata a Torino nel 1964.

Chi recita ne Il Belvedere?

Il Belvedere al Teatro Trastevere è interpretato da Mariella Rotondaro e Josko Conte. Mariella Rotondaro firma anche la regia: è un'attrice e conduttrice radiofonica calabrese, formata all'Accademia Internazionale di Teatro di Roma e oggi direttrice artistica del Teatro D. Vittori di Montecelio.

Il Belvedere è una commedia divertente?

Il Belvedere è presentato dal Teatro Trastevere come una commedia brillante e poetica: un dialogo ironico e pungente fra due solitudini, in cui il sorriso lascia spazio all'emozione. La regista, attrice soprattutto comica, punta a far ridere lasciando al pubblico qualcosa su cui riflettere.

Come si arriva al Teatro Trastevere con i mezzi?

Il Teatro Trastevere si raggiunge con il tram 8, che collega largo Argentina a viale di Trastevere e alla stazione Trastevere. La metro non arriva nel rione. In auto è sconsigliato, perché Trastevere è in gran parte zona a traffico limitato e il parcheggio serale è difficile.

Il consiglio finale

Andate a vedere Il Belvedere la domenica pomeriggio, dopo aver visto il Bernini di San Francesco a Ripa, e sedetevi al centro. Un autore europeo quasi dimenticato in Italia, una sala da 99 posti ricavata da un cinema abbandonato, due attori e un dialogo: è il teatro romano che preferisco, quello in cui si esce parlando dei personaggi e non del prezzo. Per chi vuole scoprire la Roma dei piccoli teatri e dei rioni con una guida, anche per gruppi e aziende, c'è Tour Leader Pro.

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Data Evento16 Ottobre 2026 20:30 — 18 Ottobre 2026
IndirizzoTeatro Trastevere, Via Jacopa de' Settesoli 3, 00153 Roma Trastevere, Roma, Roma Città

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