Ternitti — Teatro Vittoria — 15 ottobre 2026
Ternitti. Storia d'amore e di riscatto va in scena al Teatro Vittoria giovedì 15 ottobre 2026 alle 21, in piazza di Santa Maria Liberatrice 10, nel rione Testaccio. È una sola replica. Il teatro si raggiunge con la metro B, fermata Piramide, e poi una decina di minuti a piedi lungo via Marmorata; in alternativa con il tram 3, che percorre la stessa via. I prezzi sono pubblicati sul sito ufficiale del Teatro Vittoria e dal rivenditore autorizzato indicato dall'organizzazione; i biglietti si comprano al botteghino del teatro o sul circuito di prevendita autorizzato dall'organizzazione, raggiungibile dalla pagina dello spettacolo su teatrovittoria.it. Per informazioni il teatro risponde allo 06 5781960 e all'indirizzo info@teatrovittoria.it; la pagina dello spettacolo indica per il botteghino anche i numeri 06 5740170 e 06 5740598.
Il portale turistico di Roma Capitale avverte che il programma potrebbe subire variazioni: prima di uscire conviene dare uno sguardo alla pagina dello spettacolo, dove il Vittoria aggiorna date e orari.
Ternitti al Teatro Vittoria in breve
Ternitti è uno spettacolo di prosa tratto dall'omonimo romanzo di Mario Desiati, prodotto da Aleph Theatre con la regia di Enrico Romita e interpretato da tre attrici: Giusy Frallonardo, Magda Marrone e Miriam Lorusso.
La scheda essenziale
Data: giovedì 15 ottobre 2026, ore 21. Sede: Teatro Vittoria, piazza di Santa Maria Liberatrice 10, Roma. Genere: teatro di prosa, dramma contemporaneo. Titolo completo: Ternitti. Storia d'amore e di riscatto. Produzione: Aleph Theatre. Regia: Enrico Romita. Durata: non indicata dal teatro.
Una sera sola
Il calendario delle repliche pubblicato dal Vittoria riporta un'unica data, il giovedì. Non è un titolo da tenere per il fine settimana successivo: chi vuole vederlo a Roma deve segnarsi quella sera. È la condizione tipica delle produzioni in tournée che passano per una piazza grande, e al Vittoria, che ha una sala da 560 posti, significa che la platea si riempie o si svuota in una notte.
Per chi è
Ternitti è teatro civile raccontato attraverso una storia privata. Interessa chi ama il teatro di parola con una forte componente musicale, chi ha letto Desiati, chi ha radici nel Sud emigrato e chi segue da vicino il tema dell'amianto. Non è uno spettacolo leggero: è un dramma di famiglia che porta in scena lutti, lavoro, partenze.
Che cosa si vede in Ternitti: la storia di Mimì e Arianna
Ternitti racconta la storia di Mimì e di sua figlia Arianna, due vite che secondo il Teatro Vittoria rappresentano le battaglie di tutte le donne: per il lavoro, per la dignità, per un futuro dignitoso.
Due storie intrecciate
La presentazione ufficiale dello spettacolo parla di due storie che si ripetono in tante parti del mondo. La prima è quella di una madre e di una figlia che si scontrano e si confrontano a partire da un'assenza: il padre di Arianna, che manca e proprio per questo pesa. La seconda riguarda chi sacrifica la propria vita al lavoro, come i lavoratori dell'eternit che speravano di trovare nell'emigrazione una vita nuova. Il sottotitolo, Storia d'amore e di riscatto, tiene insieme i due fili.
Mimì, figlia di emigrati salentini
Mimì è figlia di salentini emigrati a Niederurnen, che il testo di presentazione chiama la città dell'eternit. È lì che la sua vita si forma e si spezza: ogni persona che ha perso, spiega il teatro, l'ha persa a causa dell'amianto, lo stesso amianto che ha intrecciato il destino di tutte e tutti loro. In scena Mimì rivive la propria esistenza, fatta di sacrifici, gioie e dolori profondi.
Arianna e il riscatto
Il riscatto che madre e figlia cercano arriva, secondo la presentazione, con una nuova consapevolezza di sé e della propria capacità di lottare senza arrendersi a un destino che sembra già scritto. È il punto in cui il dramma diventa racconto di formazione: la figlia che non ha conosciuto la fabbrica eredita comunque la ferita, e deve decidere cosa farne.
Tre donne in scena
I personaggi sono tre: Mimì, Teresa e Arianna, affidati rispettivamente a Giusy Frallonardo, Magda Marrone e Miriam Lorusso. Gli uomini della storia, il padre assente, i lavoratori della fabbrica, sono evocati e non rappresentati. È una scelta drammaturgica netta, e a nostro giudizio la più giusta: la storia dell'amianto è stata raccontata spesso attraverso gli operai, molto meno attraverso le donne che sono rimaste a fare i conti con i vuoti.
La messa in scena di Ternitti: le sedie vuote e la cadenza salentina
Lo spazio scenico di Ternitti è popolato da una pletora di sedie vuote, accatastate, appese, rovesciate: ogni sedia è una persona della vita di Mimì, una persona perduta.
Uno spazio fra sogno e realtà
Il teatro descrive uno spazio che si sposta di continuo dall'onirico al tangibile. Le tre attrici vi si muovono attraversando tempi diversi, dal ricordo al presente, senza cambi di scena realistici. Le scene sono di Francesco Arrivo, le luci del light designer Piero Caforio, i costumi di Rossella Ramunni, i movimenti scenici di Roberto Vitelli.
Le sedie come memoria
L'immagine delle sedie vuote è la chiave visiva dello spettacolo. Una sedia vuota a teatro è sempre un'assenza; moltiplicata, appesa, rovesciata, diventa un censimento. Chi entra in sala capisce subito, prima ancora che venga detta una parola, che si parlerà di chi non c'è più. È un'idea semplice e per questo forte: non ha bisogno di spiegazioni e resta negli occhi.
La lingua e la musica
Le storie arrivano al pubblico attraverso la lingua italiana e la musicalità della cadenza salentina. Le musiche originali sono di Miriam Lorusso, che è anche in scena nel ruolo di Arianna: la stessa interprete dà voce alla figlia e costruisce il paesaggio sonoro dello spettacolo. Chi conosce il Salento riconoscerà l'intonazione; chi non lo conosce la sentirà come una musica in più.
La squadra artistica
La drammaturgia è firmata da Giusy Frallonardo, Nicoletta Robello e Paolo Russo. La regia è di Enrico Romita, il direttore di scena è Claudio Romita, le foto di scena e il visual design sono di Mariagrazia Proietto. La produzione è di Aleph Theatre.
Il percorso di Ternitti prima di Roma
Prima di arrivare al Vittoria, Ternitti ha partecipato al Campania Teatro Festival e alla rassegna culturale Politicamente scorretto curata da Carlo Lucarelli, secondo quanto riporta il teatro.
Campania Teatro Festival e Politicamente scorretto
Sono due passaggi che dicono molto sulla natura dello spettacolo. Il primo è un festival teatrale, il secondo una rassegna nata attorno al racconto civile e alla cronaca, curata da uno scrittore che al giallo e all'inchiesta ha dedicato la carriera. Ternitti si colloca in mezzo, e ne è la sintesi: teatro a tutti gli effetti, con un tema che viene dritto dalla cronaca del lavoro.
Lo Sportello Amianto Nazionale
Lo spettacolo è stato promosso dallo Sportello Amianto Nazionale, che il Teatro Vittoria presenta come ente di tutela ambientale riconosciuto con decreto ministeriale 166 del 2025, associazione di promozione sociale presente in 4000 comuni italiani e dedicata all'informazione sul rischio amianto. Lo Sportello ha adottato Ternitti tra i simboli della memoria, per richiamare l'attenzione su un problema che ha segnato il passato e che, nelle parole del teatro, mette a rischio il futuro.
Perché vederlo a teatro
Sul tema dell'amianto esistono inchieste, processi, documentari. Il teatro aggiunge una cosa che quei linguaggi faticano a dare: il tempo lungo di una vita raccontata dall'interno, con le sue gioie oltre ai lutti. È questa la ragione per andare a vedere Ternitti, anche per chi crede di sapere già tutto sull'argomento.
Chi è Mario Desiati, l'autore del romanzo Ternitti
Mario Desiati è uno scrittore, poeta, giornalista e curatore editoriale nato a Locorotondo nel 1977, vincitore del Premio Strega 2022 con Spatriati; Ternitti è il suo romanzo del 2011, pubblicato da Mondadori e finalista allo Strega di quell'anno.
Dalla Valle d'Itria a Roma
Nato a Locorotondo, in provincia di Bari, il 13 maggio 1977, Desiati è cresciuto nella vicina Martina Franca. Prima di esordire come autore ha lavorato come giornalista per testate locali della Valle d'Itria, occupandosi di cronaca politica e sportiva. Laureato in giurisprudenza all'Università di Bari nel 2000, ha lavorato in uno studio legale scrivendo anche saggi sulla responsabilità civile. Nel 2003 si è trasferito a Roma, dove vive stabilmente, con periodi a Berlino.
Il lavoro editoriale
A Roma è stato caporedattore della rivista Nuovi Argomenti e redattore della Mondadori. Dal 2008 all'ottobre 2013 ha diretto Fandango Libri. Ha curato antologie di poesia e di narrativa, fra cui Nuovissima Poesia Italiana per Mondadori nel 2004, L'Album Pasolini nel 2005, Voi siete qui per minimum fax nel 2007 e Inferno minore, raccolta dedicata alla poetessa Claudia Ruggeri. Collabora con la Repubblica e l'Unità.
I romanzi
L'esordio in prosa è Neppure quando è notte, per Pequod, nel 2003. Seguono Vita precaria e amore eterno nel 2006, Il paese delle spose infelici nel 2008, Foto di classe per Laterza nel 2009, Ternitti nel 2011, Il libro dell'amore proibito nel 2013, Mare di zucchero nel 2014, Candore per Einaudi nel 2016, Spatriati nel 2021 e Malbianco nel 2025. Da Il paese delle spose infelici Pippo Mezzapesa ha tratto un film nel 2011. Le sue opere sono tradotte in inglese, tedesco, francese, spagnolo, olandese e coreano.
I premi
Il palmarès è quello di uno degli scrittori italiani più riconosciuti della sua generazione: Premio Volponi nel 2006 per Vita precaria e amore eterno, Premio Mondello nel 2009 per Il paese delle spose infelici, Premio Vittorio Bodini nel 2010, finale dello Strega nel 2011 proprio con Ternitti, vittoria dello Strega il 7 luglio 2022 con Spatriati e 166 voti, Premio Flaiano per la narrativa nel 2025 con Malbianco.
Il posto di Ternitti nella sua opera
Ternitti arriva a metà di un percorso che ha sempre guardato alla Puglia, al lavoro precario, alle partenze. Dopo il precariato di Vita precaria e amore eterno e la provincia di Il paese delle spose infelici, il romanzo del 2011 sposta lo sguardo sull'emigrazione e sulla fabbrica, e mette al centro una donna. Dieci anni dopo Spatriati avrebbe raccontato un'altra generazione di pugliesi in fuga, stavolta verso Berlino. Letti in fila, i libri di Desiati compongono una mappa del Sud che parte, e Ternitti ne è una tappa decisiva.
Le interpreti e la compagnia di Ternitti
In scena ci sono Giusy Frallonardo nel ruolo di Mimì, Magda Marrone in quello di Teresa e Miriam Lorusso in quello di Arianna; la produzione è di Aleph Theatre, con la regia di Enrico Romita.
Giusy Frallonardo, attrice e drammaturga
Giusy Frallonardo ha una doppia funzione nello spettacolo: interpreta Mimì, la protagonista, e firma la drammaturgia insieme a Nicoletta Robello e Paolo Russo. Quando chi scrive l'adattamento è anche chi porta in scena il personaggio, il passaggio dalla pagina al palco è meno una traduzione che un'appropriazione: il testo è costruito sulla voce che lo pronuncerà.
Miriam Lorusso, voce e musica
Miriam Lorusso è Arianna, la figlia, e firma le musiche originali. Anche qui una doppia funzione, e il segno di un lavoro di compagnia più che di una somma di scritture.
Magda Marrone
Magda Marrone interpreta Teresa, il terzo personaggio femminile della storia. La presentazione ufficiale non entra nei dettagli del ruolo; il consiglio è di lasciarsi sorprendere dal racconto in sala, senza cercare anticipazioni.
Enrico Romita e Aleph Theatre
La regia è di Enrico Romita, la produzione di Aleph Theatre. Lo spettacolo è arrivato a Roma dopo un percorso nei festival, ed è in questa forma di tournée che fa tappa al Vittoria per una sera.
Il Teatro Vittoria: la sede di Ternitti a Testaccio
Il Teatro Vittoria è il teatro di prosa di Testaccio, in piazza di Santa Maria Liberatrice 10, aperto nella forma attuale nel dicembre 1986 con 560 poltrone di velluto rosso e gestito dalla Cooperativa Attori e Tecnici, fondata nel 1977 da Attilio Corsini e Viviana Toniolo.
Dal varietà al cinema
All'inizio del Novecento il Vittoria era una palazzina a due piani affacciata su una piazza ancora sterrata, davanti a una chiesa allora nuovissima. Vi si faceva varietà, e su quel palco, racconta la storia ufficiale del teatro, passarono Aldo Fabrizi, Totò e Anna Magnani. Nel dopoguerra l'edificio fu abbattuto e al suo posto sorse un condominio con un grande cinema al piano terra, con platea e balconata, costruito dall'imprenditore Amati.
La nascita del teatro di prosa
Nel maggio 1986 cominciarono i lavori per trasformare il cinema in teatro. Attilio Corsini affidò il progetto all'architetto Enrico Nespega, e a dicembre dello stesso anno il Vittoria riaprì nella veste attuale. Il titolo simbolo della casa è Rumori fuori scena. Dopo la scomparsa di Corsini, dal 2008 la direzione artistica è di Viviana Toniolo.
Una programmazione che fa spazio al teatro civile
La Cooperativa ha sempre puntato sul proprio marchio più che sul nome del singolo interprete, e la programmazione del Vittoria lo riflette: accanto alle commedie di cartello trovano posto il teatro civile, le rassegne per giovani autori, gli spettacoli in tournée come Ternitti. Nel cartellone di ottobre, prima e dopo Ternitti, il sito del teatro elenca fra gli altri Contagio, Happy Birth+Day, Erotico veneziano, T'aspetto fuori e Proposta di matrimonio.
Com'è la sala
Le 560 poltrone rosse sono rivolte verso un palcoscenico ampio. Per uno spettacolo con tre attrici e una scena di sedie è una dimensione che consente di vedere l'insieme dell'impianto scenico, le sedie appese comprese, anche dalle file più lontane. Dalle prime file invece si guadagna la mimica e la voce, che in un testo con la cadenza salentina conta molto.
Testaccio intorno al Teatro Vittoria
Piazza di Santa Maria Liberatrice è il centro di Testaccio, il rione operaio nato a fine Ottocento fra il Tevere, l'Aventino e il Monte dei Cocci.
La piazza e le case popolari
La storia del Vittoria ricorda che di fronte al teatro sorsero le prime case popolari del quartiere, frutto di un concorso internazionale di architettura e assegnate soprattutto ai carrettieri e agli operai del vicino mattatoio. È un dettaglio che, la sera di Ternitti, acquista un peso particolare: uno spettacolo sui lavoratori e sulle loro famiglie va in scena in un quartiere costruito per i lavoratori.
L'Ex Mattatoio
A pochi minuti a piedi, in fondo a via Galvani, c'è l'Ex Mattatoio, il grande complesso industriale che per decenni ha dato lavoro al rione e oggi ospita spazi culturali e universitari. Il Museo diffuso del Rione Testaccio racconta la storia del quartiere nei suoi luoghi.
La Piramide e il Cimitero Acattolico
Sulla strada dalla metro si incontrano la Piramide Cestia e, subito dietro, il Cimitero Acattolico, uno dei luoghi più silenziosi di Roma. A metà ottobre il tramonto è intorno alle 18.30: per un giro prima dello spettacolo bisogna arrivare nel primo pomeriggio.
L'Aventino
Testaccio è ai piedi dell'Aventino. In una ventina di minuti di salita si arriva al Giardino degli Aranci, con la terrazza sul Tevere e su San Pietro.
Come arrivare al Teatro Vittoria per Ternitti
Il Teatro Vittoria si raggiunge nel modo più semplice con la metro B, fermata Piramide, a una decina di minuti a piedi: si attraversa piazzale Ostiense, si imbocca via Marmorata e si piega verso il centro del rione fino a piazza di Santa Maria Liberatrice.
In metro
La fermata Piramide della linea B è anche il nodo della stazione Ostiense e del treno per il Lido. Da Termini sono pochi minuti di viaggio. Lo spettacolo comincia alle 21 di un giovedì: al ritorno controllate l'orario dell'ultima corsa sul sito dell'azienda di trasporto, perché nei giorni feriali il servizio chiude prima che nel fine settimana.
In tram e autobus
Il tram 3 percorre via Marmorata e lascia a pochi passi dal centro del quartiere. Testaccio è servito anche da diverse linee di autobus che passano per via Marmorata e il lungotevere; per l'itinerario dalla propria partenza conviene usare il calcolatore di percorso dell'azienda di trasporto.
In auto
La sera a Testaccio trovare parcheggio è difficile, anche in settimana, perché il quartiere si riempie per le trattorie. Meglio lasciare l'auto e usare la metro.
A piedi o in taxi
Dal Circo Massimo si arriva a piedi in una ventina di minuti lungo via Marmorata. Da Trastevere si passa il ponte Sublicio e si è già nel rione. Il taxi lascia in piazza, davanti all'ingresso.
Biglietti per Ternitti al Teatro Vittoria
I biglietti per Ternitti si comprano al botteghino del Teatro Vittoria o sul circuito di prevendita autorizzato dall'organizzazione, a cui rimanda la pagina dello spettacolo sul sito del teatro; i prezzi sono pubblicati lì.
Il botteghino
Secondo il teatro il botteghino è aperto il lunedì dalle 10 alle 13 e dalle 15.30 alle 19; dal martedì al sabato dalle 11 alle 20 con orario continuato; la domenica e i festivi dalle 10 alle 13 e dalle 15.30 alle 19, il pomeriggio solo in caso di spettacolo. Il numero generale è lo 06 5781960.
Riduzioni
Il sito del Vittoria ha una sezione dedicata a promozioni e scuole: eventuali riduzioni per gruppi, giovani o convenzioni si trovano lì o si chiedono al botteghino. Per le scuole superiori, un testo su lavoro, emigrazione e amianto tratto da un romanzo finalista allo Strega è un'occasione didattica concreta; chi insegna farà bene a chiedere per tempo.
Come organizzare la serata di Ternitti
Con l'inizio alle 21 di giovedì 15 ottobre, la serata si organizza bene con un aperitivo in piazza o una cena presto a Testaccio prima dello spettacolo.
Prima dello spettacolo
Una prenotazione in trattoria per le 19 lascia margine sufficiente. Arrivate in piazza con venti minuti di anticipo per il ritiro dei biglietti e per prendere posto con calma: in uno spettacolo che apre su una scena di sedie vuote, i primi minuti contano.
Dopo lo spettacolo
All'uscita il quartiere è ancora vivo, anche di giovedì. Chi non ha cenato prima trova pizzerie e locali aperti intorno alla piazza; chi deve tornare con la metro farà bene a non attardarsi.
Leggere il romanzo prima
Il consiglio quando lo spettacolo è tratto da un libro: leggete almeno le prime pagine. Non per confrontare, ma per avere nell'orecchio la voce dell'autore. In questo caso conviene: la versione teatrale sceglie una lingua e una musica proprie, e il confronto rende più ricca la serata.
Dove mangiare vicino al Teatro Vittoria
Intorno a piazza di Santa Maria Liberatrice ci sono trattorie romane, pizzerie al taglio e da tavolo, forni e bar storici del quartiere.
Il quinto quarto
Testaccio è rinomato per i piatti del quinto quarto, eredità del vicino mattatoio: coda alla vaccinara, trippa, rigatoni con la pajata. Sono i tagli meno nobili che restavano agli operai, diventati piatti di quartiere e poi simboli della cucina romana. Per una sera dedicata a una storia di lavoratori, la scelta è quasi obbligata.
Il mercato
Chi arriva a Testaccio in giornata può pranzare al Nuovo Mercato Testaccio, dove i banchi di cibo di strada si alternano a quelli di frutta e verdura.
Accessibilità, ragazzi e consigli pratici
Il Teatro Vittoria offre un servizio di audiodescrizione per alcuni spettacoli della stagione, elencati sul sito; per sapere se Ternitti è compreso, e per ogni esigenza di accesso in sala con sedia a rotelle, il riferimento è il botteghino allo 06 5781960.
Con i ragazzi
Ternitti è uno spettacolo per adulti e per ragazzi delle superiori. Il tema è duro, la lingua è sorvegliata, non c'è nulla di gratuito. Con adolescenti che studiano la storia del lavoro o dell'emigrazione italiana funziona bene; con bambini piccoli sceglierei altro.
Durata e pause
Il teatro non indica la durata. Per organizzarsi conviene calcolare l'uscita in tarda serata e verificare in anticipo le corse di metro e autobus per il ritorno.
Una curiosità su Ternitti — Teatro Vittoria — 15 ottobre 2026
La curiosità comincia dal titolo. Ternitti non è un nome di persona né di luogo: basta pronunciarlo ad alta voce per sentirci dentro la parola eternit, piegata dalla bocca di chi la diceva ogni giorno. È la parola di una comunità di emigrati che nominava la fabbrica e il materiale con il proprio accento, e che attraverso quel suono se ne appropriava. Desiati ha scelto come titolo quella deformazione, e lo spettacolo la conserva, insieme alla cadenza salentina con cui le storie arrivano al pubblico.
La seconda curiosità riguarda il luogo. Mimì è figlia di salentini emigrati a Niederurnen, che la presentazione dello spettacolo chiama la città dell'eternit. Il romanzo, dunque, racconta un'emigrazione meno nota di quelle verso le miniere del Belgio o le fabbriche di Torino, e più vicina al Nord delle Alpi. È una delle tante rotte del Sud italiano del Novecento, ed è quella su cui Desiati ha costruito la sua storia.
La terza curiosità è la sede. Il Vittoria sorge davanti alle prime case popolari di Testaccio, assegnate ai carrettieri e agli operai del mattatoio. Una storia di lavoratori emigrati, raccontata in un teatro nato per i lavoratori del quartiere: è una coincidenza che vale la pena notare entrando in sala.
Una cosa che non ti dice nessuno su Ternitti — Teatro Vittoria — 15 ottobre 2026
Quello che raramente si dice sugli spettacoli tratti da un romanzo è che il lavoro più delicato non è la scena, è la riduzione. Un libro come Ternitti copre decenni, luoghi, decine di personaggi; uno spettacolo con tre attrici deve scegliere. In questo caso la scelta è stata radicale: in scena ci sono solo donne, e tutti gli altri, gli uomini, i compagni di lavoro, i morti, sono diventati sedie. È una soluzione che toglie molto al racconto e aggiunge moltissimo all'immagine.
La seconda cosa che non si dice è chi ha fatto questa scelta. La drammaturgia è firmata anche da Giusy Frallonardo, che interpreta Mimì, e le musiche sono di Miriam Lorusso, che interpreta Arianna. Madre e figlia, in scena, sono anche due delle autrici dello spettacolo. Chi guarda con attenzione se ne accorge: il testo ha la misura della voce che lo dice, e la musica nasce dentro la stessa compagnia invece di essere appoggiata dall'esterno.
La terza: il patrocinio dello Sportello Amianto Nazionale non è un timbro di circostanza. Lo Sportello ha adottato Ternitti tra i propri simboli della memoria. Significa che, per una parte del pubblico, questo spettacolo non è finzione ma racconto di famiglia. In sala, la sera del 15 ottobre, potreste sedervi accanto a qualcuno per cui quelle sedie hanno un nome.
Il consiglio che ti do per visitare Ternitti — Teatro Vittoria — 15 ottobre 2026
Il consiglio è di trattare la sera di Ternitti come un piccolo percorso, e non come un semplice spettacolo. Uscite dalla metro a Piramide verso le 19.30, passate davanti alla Piramide Cestia, risalite via Marmorata e fermatevi a guardare le case popolari intorno a piazza di Santa Maria Liberatrice. Sono le abitazioni costruite per gli operai del mattatoio: vederle prima di uno spettacolo sui lavoratori dell'eternit cambia il modo in cui lo si ascolta.
Secondo consiglio: prenotate presto, perché la replica è una sola. Non c'è un fine settimana di riserva né una domenica pomeriggio di recupero. Se venite in gruppo, comprate i biglietti prima e organizzate la cena dopo.
Terzo: sedetevi a metà sala. Dalle prime file si coglie la mimica delle attrici, ma si perde la visione d'insieme della scena, con le sedie accatastate e appese che compongono il vero paesaggio dello spettacolo. Da metà platea si vedono entrambe le cose.
Ultimo: dopo lo spettacolo non correte via. Una trattoria del quartiere, un piatto di quinto quarto e dieci minuti per parlare di ciò che si è visto sono il miglior finale per una serata come questa.
Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato
Che Mario Desiati abbia vinto lo Strega nel 2022 con Spatriati lo sanno tutti. Meno spesso si ricorda che allo Strega era già arrivato in finale undici anni prima, nel 2011, proprio con Ternitti. Il romanzo che va in scena al Vittoria è dunque il libro che ha portato Desiati per la prima volta fra i finalisti del premio più noto d'Italia, e che ne ha fatto un nome nazionale ben prima del trionfo di Spatriati.
Altro fatto noto e poco citato: Desiati vive a Roma dal 2003. Qui ha lavorato come caporedattore di Nuovi Argomenti, la rivista fondata da Alberto Carocci e Alberto Moravia, e qui ha diretto per cinque anni Fandango Libri. Ternitti è stato scritto e pubblicato mentre il suo autore era un editore romano. Il ritorno del romanzo a Roma, in forma di teatro, è in qualche modo un ritorno a casa.
Infine, sul Teatro Vittoria. Tutti ricordano che Testaccio è il quartiere del mattatoio. Meno spesso si dice che il primo Vittoria, il varietà del primo Novecento, nacque proprio per quei lavoratori: un teatro di quartiere a portata di passeggiata, lontano dal centro, per un pubblico di carrettieri e operai. La sera di Ternitti quella vocazione ritorna.
La foto giusta da fare a Ternitti — Teatro Vittoria — 15 ottobre 2026
Durante lo spettacolo non si fotografa: un dramma come Ternitti vive di silenzio e attenzione, e uno schermo acceso in platea disturba le attrici e i vicini. La foto giusta si fa prima o dopo.
La prima è la facciata del teatro con la locandina di Ternitti, ripresa dal giardino di piazza di Santa Maria Liberatrice quando le luci dell'ingresso si accendono. A metà ottobre, alle 20, è già buio: la piazza è illuminata, gli alberi fanno da quinta, e l'ingresso del Vittoria diventa un piccolo palcoscenico urbano.
La seconda è dal lato opposto della piazza, con la chiesa di Santa Maria Liberatrice alle spalle e le case popolari ai lati. È l'immagine che racconta il rione operaio in cui la storia di Mimì trova, per una sera, un'eco precisa.
La terza, se il personale lo consente e senza flash, è la sala prima dell'inizio, con la scena già montata. Una scena di sedie vuote, accatastate e appese, vista da una platea di 560 poltrone rosse ancora in parte vuote, è una fotografia che dice molto più di un selfie all'ingresso. Poi il telefono va spento.
Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia
La storia del Teatro Vittoria segue quella di Testaccio. Nei primi anni del Novecento il teatro è già il punto di ritrovo del quartiere operaio: una palazzina a due piani su una piazza ancora sterrata, davanti a una chiesa appena costruita. Di fronte sorgono le prime case popolari, frutto di un concorso internazionale di architettura, assegnate ai carrettieri e agli operai del mattatoio. Sul palco del varietà passano Aldo Fabrizi, Totò e Anna Magnani.
Nel dopoguerra, negli anni della grande espansione edilizia di Roma, l'edificio originario viene abbattuto e sostituito da un condominio moderno con un cinema al piano terra. Il Cinema Vittoria, costruito dall'imprenditore Amati, ha platea e balconata e per molti anni è la sala del quartiere, frequentata da un pubblico testaccino spiccio e chiassoso.
Nel 1977 Attilio Corsini e Viviana Toniolo fondano la Cooperativa Attori e Tecnici. Nel maggio 1986 cominciano i lavori di trasformazione del cinema in teatro di prosa, su progetto dell'architetto Enrico Nespega, e a dicembre dello stesso anno il Teatro Vittoria apre al pubblico con 560 poltrone di velluto rosso. Negli anni successivi la cooperativa vi costruisce il proprio repertorio, con Rumori fuori scena come titolo simbolo. Nel 2008, dopo la scomparsa di Corsini, la direzione artistica passa a Viviana Toniolo, e al fondatore è intitolata la rassegna Salviamo i Talenti. Il 15 ottobre 2026 su questo palco arriva Ternitti.
Chi è passato da Ternitti — Teatro Vittoria — 15 ottobre 2026
Dal palco del Vittoria sono passate tre generazioni di spettacolo romano. Nel primo teatro di varietà di Testaccio, secondo la storia ufficiale della sala, si esibirono Aldo Fabrizi, Totò e Anna Magnani, prima di diventare volti del cinema italiano. Nel teatro di prosa nato nel 1986 hanno lavorato Attilio Corsini, fondatore della Cooperativa Attori e Tecnici, e Viviana Toniolo, che ne ha preso la direzione artistica nel 2008, con gli attori della compagnia e le produzioni ospiti di ogni stagione.
La sera di Ternitti passano da qui Giusy Frallonardo, Magda Marrone e Miriam Lorusso, dirette da Enrico Romita, con la squadra tecnica e artistica di Aleph Theatre: Francesco Arrivo per le scene, Piero Caforio per le luci, Rossella Ramunni per i costumi, Roberto Vitelli per i movimenti scenici, Mariagrazia Proietto per le foto di scena e il visual design, Claudio Romita come direttore di scena. Con loro, idealmente, passa anche Mario Desiati, lo scrittore pugliese che da oltre vent'anni vive a Roma e che con Ternitti arrivò per la prima volta in finale allo Strega.
E passa, soprattutto, Mimì: un personaggio inventato che porta con sé le storie vere di chi è partito dal Salento verso le fabbriche d'oltralpe. In un teatro nato davanti alle case degli operai del mattatoio, è un'ospite che si trova subito a casa.
Altre serate e visite nei dintorni
Chi resta a Roma a metà ottobre può combinare Ternitti con altri luoghi della zona sud del centro. Dall'altra parte del Tevere, in dieci minuti a piedi, c'è Trastevere, raccontato nella nostra guida su cosa vedere a Trastevere. Per chi ama i panorami, dopo l'Aventino, il Gianicolo offre la vista più ampia sulla città. A breve distanza dal rione, oltre la Piramide, si trova la Centrale Montemartini, dove le statue antiche dei Musei Capitolini convivono con le macchine di una centrale elettrica: un altro luogo del lavoro trasformato in cultura.
Domande frequenti su Ternitti
Quando va in scena Ternitti al Teatro Vittoria?
Ternitti va in scena al Teatro Vittoria di Roma giovedì 15 ottobre 2026 alle 21, in un'unica replica. Il programma può subire variazioni, come avverte il portale turistico di Roma Capitale, per cui conviene controllare la pagina dello spettacolo sul sito del teatro prima di uscire di casa.
Di cosa parla Ternitti?
Ternitti racconta la storia di Mimì, figlia di emigrati salentini a Niederurnen, e di sua figlia Arianna: un confronto fra madre e figlia segnato dall'assenza del padre e dalla storia dei lavoratori dell'eternit. In scena, fra sedie vuote che rappresentano le persone perdute a causa dell'amianto, tre donne cercano un riscatto.
Chi c'è nel cast di Ternitti?
Nel cast di Ternitti ci sono Giusy Frallonardo nel ruolo di Mimì, Magda Marrone in quello di Teresa e Miriam Lorusso in quello di Arianna. La regia è di Enrico Romita, la drammaturgia di Giusy Frallonardo, Nicoletta Robello e Paolo Russo, le musiche originali di Miriam Lorusso. Produce Aleph Theatre.
Ternitti è tratto da un libro?
Sì, Ternitti è tratto dall'omonimo romanzo di Mario Desiati, pubblicato da Mondadori nel 2011 e finalista al Premio Strega di quell'anno. Desiati, nato a Locorotondo nel 1977, ha poi vinto lo Strega nel 2022 con Spatriati e il Premio Flaiano nel 2025 con Malbianco.
Dove si trova il Teatro Vittoria e come si arriva?
Il Teatro Vittoria si trova in piazza di Santa Maria Liberatrice 10, nel rione Testaccio. Si arriva con la metro B, fermata Piramide, e una decina di minuti a piedi lungo via Marmorata, oppure con il tram 3. In auto il parcheggio la sera è difficile: meglio i mezzi pubblici.
Quanto costano i biglietti per Ternitti?
I prezzi dei biglietti per Ternitti al Teatro Vittoria sono pubblicati sul sito ufficiale del teatro e dal rivenditore autorizzato indicato dall'organizzazione. Si acquistano al botteghino, raggiungibile allo 06 5781960, o sul circuito di prevendita autorizzato a cui rimanda la pagina dello spettacolo.
Ternitti è adatto ai ragazzi?
Ternitti è adatto a ragazzi delle scuole superiori e a un pubblico adulto: affronta lutti, lavoro ed emigrazione con un linguaggio sorvegliato. Per le classi il Teatro Vittoria ha una sezione dedicata a promozioni e scuole sul proprio sito. Con bambini piccoli è preferibile scegliere un altro titolo.
Il consiglio finale su Ternitti al Teatro Vittoria
Le serate che restano sono quelle in cui lo spettacolo e il luogo si parlano. Ternitti al Vittoria è una di queste. Una storia di lavoratori emigrati, di madri e figlie, di fabbriche e di assenze, raccontata in un teatro sorto davanti alle case degli operai del mattatoio. Andateci con un po' di anticipo, camminate per Testaccio, sedetevi a metà sala e lasciate che le sedie vuote facciano il loro lavoro. Una replica sola: non rimandate.
Articolo scritto dalla redazione di Tour Leader Pro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.
Prepari un viaggio a Roma? Le guide in inglese per visitare la città sono su ItalyPlanner.com.
Prepara la visita
Link affiliati: se prenoti da qui Estate Romana riceve una piccola commissione, a te non costa nulla in più.
Biglietti per concerti e spettacoli
Concerti, teatro e sport a Roma, con posto scelto in anticipo.
Dormire a Roma
Hotel e appartamenti vicino a dove vuoi passare le giornate.
Transfer da e per l’aeroporto
Fiumicino e Ciampino con auto prenotata e prezzo fisso.
