L’uomo, la bestia e la virtù di Augusto Zucchi al Teatro Vittoria — dal 16 al 21 febbraio 2027
L'uomo, la bestia e la virtù di Luigi Pirandello, nel libero adattamento e con la regia di Augusto Zucchi, che è anche in scena con Emanuele Durante, Anita Torrasi, Giuseppe Briganti, Augusto Mario Zucchi e Leonardo Zucchi, va in scena al Teatro Vittoria, in piazza di Santa Maria Liberatrice 10 (00153 Roma), dal 16 al 21 febbraio 2027, per sei recite: martedì 16 alle 21:00, mercoledì 17 alle 17:00, giovedì 18 e venerdì 19 alle 21:00, sabato 20 alle 19:00 e domenica 21 alle 17:30. La produzione è di A&A Produzioni Zucchi. Il Vittoria è al centro di Testaccio, a una decina di minuti a piedi dalla fermata Piramide della metro B. Secondo il listino della stagione 2026/2027 pubblicato dal teatro, il biglietto intero costa 27 euro in platea e 21 in galleria, più 3 euro di prevendita; i biglietti si comprano sul sito ufficiale del Teatro Vittoria, sul circuito di prevendita indicato dal teatro o al botteghino di piazza di Santa Maria Liberatrice.

L'uomo, la bestia e la virtù al Vittoria: date, orari e biglietti
L'uomo, la bestia e la virtù è in scena al Teatro Vittoria per una sola settimana, dal 16 al 21 febbraio 2027, con sei recite e un orario diverso quasi ogni giorno.
Il calendario
Martedì 16 febbraio alle 21:00, mercoledì 17 alle 17:00, giovedì 18 alle 21:00, venerdì 19 alle 21:00, sabato 20 alle 19:00 e domenica 21 alle 17:30. È il calendario delle repliche pubblicato dal teatro nella pagina dello spettacolo.
I prezzi
Il listino della stagione pubblicato dal Vittoria prevede l'intero a 27 euro in platea e 21 in galleria, più 3 euro di prevendita. Il ridotto, riservato a under 35, over 65, persone con disabilità almeno al 75 per cento e titolari di tessere convenzionate, costa 22 euro in platea e 17 in galleria più prevendita, dal martedì al venerdì. Per gli under 18 il biglietto costa 13 euro in platea e 11 in galleria, più 2 euro di prevendita.
Il botteghino
Il botteghino del teatro è aperto il lunedì dalle 10 alle 13 e dalle 15:30 alle 19, dal martedì al sabato dalle 11 alle 20, la domenica e i festivi dalle 10 alle 13 e dalle 15:30 alle 19, con apertura pomeridiana solo nei giorni di spettacolo. Informazioni allo 06 5781960 e a info@teatrovittoria.it.
L'uomo, la bestia e la virtù secondo Augusto Zucchi
L'uomo, la bestia e la virtù di Augusto Zucchi è un libero adattamento che si ispira insieme alla commedia di Pirandello, alla novella da cui nasce, Richiamo all'obbligo, e al film che ne trasse Steno, con Totò e Orson Welles.
Tre fonti
La scelta di attingere a tre fonti diverse è la cifra dello spettacolo. La commedia dà la struttura, la novella il nucleo originario della vicenda, il film di Steno un tono farsesco e popolare. Zucchi le fonde in un'unica messinscena.
Musiche e canzoni
All'adattamento si aggiungono musiche e alcune canzoni, con testi ricavati dalle didascalie dello stesso Pirandello. È un modo per dare voce alle indicazioni di scena dell'autore, trasformandole in materiale cantato.
Uno spettacolo anche per studenti
Nella presentazione pubblicata dal teatro, il regista giudica lo spettacolo, per la sua natura, particolarmente adatto anche a un pubblico di studenti. La recita pomeridiana di mercoledì 17 alle 17:00 è l'orario più comodo per le scuole e per le famiglie. Per gli studenti che hanno letto Pirandello in classe, vedere in scena il suo lato più comico è un buon antidoto all'immagine di un autore soltanto cerebrale, e il biglietto under 18 rende la serata accessibile.
L'uomo, la bestia e la virtù: la trama della commedia
L'uomo, la bestia e la virtù è una commedia, o come la definì lo stesso autore un apologo in tre atti, scritta da Luigi Pirandello nel 1919 e tratta dalla novella Richiamo all'obbligo del 1906.
Tre maschere
Il titolo dice già tutto. L'uomo è il professor Paolino, che nasconde sotto un perbenismo ostentato la relazione con la signora Perella. La virtù è lei, madre di famiglia morigerata e pudica, di fatto abbandonata dal marito. La bestia è il marito, capitano di marina, che agli occhi di tutti ha la maschera del bruto: a Napoli convive con un'altra donna e con la moglie evita ogni intimità.
Il problema
La signora Perella è incinta del professor Paolino. Lo scandalo sarebbe la fine della rispettabilità di entrambi. L'unica soluzione è che il capitano, che si ferma a casa una sola notte prima di ripartire per due mesi, abbia un rapporto con la moglie, così che il figlio possa essere riconosciuto come suo.
Il piano
Paolino si fa preparare da un medico un potente afrodisiaco, da nascondere in alcuni pasticcini, e costringe la timida amante a truccarsi pesantemente e a indossare un abito scollato. Con la moglie resta d'accordo su un segnale: un vaso sul balcone, la mattina dopo, gli dirà se il piano è riuscito. La cena è una serie di disastri tragicomici; alla fine il capitano mangia i pasticcini e fugge sdegnato.
Il rovesciamento
All'alba, il segnale sembra non esserci. Ne segue uno scontro fra Paolino e il capitano, in cui il marito smaschera l'ipocrisia del professore e rivendica la propria vita come più onesta di quella di chi difende a ogni costo l'apparenza. L'intreccio, come dice la presentazione del Vittoria, finisce per sovvertire l'ordine delle cose, in un gioco dei ruoli tipico di Pirandello.
I personaggi dell'Uomo, la bestia e la virtù
Intorno alle tre maschere del titolo, Pirandello costruisce una piccola galleria di figure di contorno che rendono la farsa più ricca: il farmacista, il medico, la governante, il bambino, la serva.
Il professor Paolino
Insegnante privato, difende con prepotenza la propria integrità morale, al punto da cacciare di casa chi la mette in dubbio. È disposto a tutto pur di salvare l'apparenza, anche, nelle intenzioni, a uccidere il capitano se il piano fallisse.
Totò e Nino Pulejo
Totò Pulejo è un farmacista, amico del professore, che non perde occasione per scroccargli un caffè e per insinuare dubbi sulla sua morigeratezza. Suo fratello Nino è il medico che prepara l'afrodisiaco: è Totò a portare in casa Perella i pasticcini preparati, prendendosi una gustosa rivincita morale sul professore.
La signora Perella e Nonò
La signora Perella è la madre di Nonò, allievo di Paolino. È la virtù del titolo: pudica, remissiva, costretta dal professore a truccarsi e a scoprirsi per sedurre il proprio marito.
Il capitano e la serva Grazia
Il capitano Perella ha altri figli con una donna di Napoli e non ne vuole altri dalla moglie; di cattivo umore, critica la casa e l'aspetto della moglie. La mattina dopo è la vecchia serva Grazia, un tempo obbediente, a rimproverarlo per quello che è successo durante la notte.
Organizzare la serata a Testaccio
Una settimana di febbraio a Testaccio si presta a serate diverse a seconda dell'orario scelto: le sei recite dell'Uomo, la bestia e la virtù coprono il pomeriggio, la prima sera e la sera piena.
Pomeriggio e cena
Con le pomeridiane di mercoledì 17 alle 17:00 e di domenica 21 alle 17:30 si esce intorno alle 19: il momento giusto per una cena nelle trattorie del quartiere, prima che si riempiano.
Sabato alle 19:00
La recita del sabato comincia alle 19:00: si esce verso le 21, e la serata continua a Testaccio, uno dei quartieri più vivi di Roma nel fine settimana.
Le serali alle 21:00
Martedì, giovedì e venerdì si comincia alle 21:00. Conviene cenare prima, con calma, e tornare a casa con la metro B da Piramide, controllando l'orario dell'ultima corsa sul sito di Atac.
Chi è Augusto Zucchi: la biografia
Augusto Zucchi, nato a Varazze il 9 marzo 1946, è attore, regista, sceneggiatore e drammaturgo: diplomato attore alla scuola del Teatro Stabile di Genova con Luigi Squarzina nel 1968 e regista all'Accademia d'arte drammatica Silvio d'Amico nel 1971.
Il teatro
Ha diretto e interpretato numerosi spettacoli da testi classici e contemporanei, con cooperative, compagnie e teatri stabili, ed è autore di testi teatrali come La memoria e l'oblio e Il ventre. Con il critico e scrittore Italo Moscati ha fondato una compagnia dedicata al teatro di impegno civile. Dal 1979 al 1981 è stato condirettore dello Stabile di Bolzano con Alessandro Fersen, e ha collaborato con lo Stabile di Roma. Nel 1982 ha vinto il premio IDI per la regia di Terroristi.
Cinema e televisione
Ha scritto soggetti e sceneggiature per cinema e televisione: la più nota, con Carlo Lizzani, è Caro Gorbaciov del 1988, con Harvey Keitel, presentato al Festival di Venezia. Ha diretto film per Rai 2 e documentari per Rai 3, e nel 2009 il film La voce, con Rocco Papaleo.
L'attore
Come attore compare già nei primi anni Settanta nei film di Steno, poi nel Caso Moro di Giuseppe Ferrara e nella Monaca di Monza. Il grande pubblico lo conosce per i film di Aldo, Giovanni e Giacomo: è il professorone di Tre uomini e una gamba, il commissario di Così è la vita, il capo commesso di Chiedimi se sono felice. Ha recitato anche in Sole a catinelle con Checco Zalone, in Sotto una buona stella di Carlo Verdone, nei Cesaroni, in Rex nel ruolo del capo della polizia Gori, e nel 2024 nel film tv Com'è umano lui!, in cui è Ettore Villaggio, padre di Paolo.
Produttore e maestro
Dal 1992 è direttore artistico, con Paola Maffioletti, della società di produzioni teatrali e cinetelevisive Auroville; ha insegnato recitazione e regia per molti anni in una scuola da lui fondata presso il teatro Agorà di Roma.
Una curiosità sull'uomo, la bestia e la virtù di Augusto Zucchi al Teatro Vittoria — dal 16 al 21 febbraio 2027
La curiosità più bella lega il regista al film. Il libero adattamento di Zucchi si ispira anche al film di Steno con Totò e Orson Welles; e Zucchi, giovanissimo, ha recitato proprio nei film di Steno: Il trapianto nel 1970, L'uccello migratore e La polizia ringrazia nel 1972. Il regista che oggi porta in scena Pirandello attraverso il filtro di Steno è un attore che Steno lo ha conosciuto sul set. È un filo che attraversa più di cinquant'anni di spettacolo italiano.
La seconda curiosità riguarda un nome. Nella novella originale, Richiamo all'obbligo, il capitano non si chiama Perella ma Petella: secondo una ipotesi riportata dalle fonti, un probabile riferimento a Giuseppe Petella, capitano dei Carabinieri del Regno d'Italia. Pirandello cambiò il cognome nel passaggio dalla novella alla commedia.
Terza curiosità: la prima della commedia, il 2 maggio 1919 al Teatro Olimpia di Milano, con la compagnia di Antonio Gandusio, andò male. Il pubblico, che forse non si aspettava da Pirandello toni così farseschi e scollacciati, non la accolse bene. Rivalutata in seguito da critica e pubblico, è diventata una delle commedie più rappresentate della sua produzione.
Il Teatro Vittoria, la sala di Testaccio
Il Teatro Vittoria è il teatro di prosa di Testaccio, in piazza di Santa Maria Liberatrice 10, aperto nella forma attuale nel dicembre 1986 con 560 poltrone di velluto rosso.
Dal varietà al cinema
Nei primi anni del Novecento il Vittoria era una palazzina a due piani affacciata su una piazza ancora sterrata, con una chiesa appena costruita di fronte: si faceva il varietà. Dopo la seconda guerra mondiale l'edificio fu abbattuto e al suo posto sorse un condominio con un grande cinema al piano terreno, con platea e balconata, costruito dall'imprenditore Amati.
La nascita del teatro di prosa
Nel maggio 1986 cominciarono i lavori per trasformare il cinema in teatro di prosa, su progetto dell'architetto Enrico Nespega, voluti da Attilio Corsini e dalla cooperativa Attori e Tecnici, fondata nel 1977 con Viviana Toniolo. A dicembre il nuovo Vittoria aprì al pubblico. Dal 2008 la direzione artistica è di Viviana Toniolo.
Oltre la prosa
Il Vittoria organizza i tè letterari, giunti alla trentesima edizione, la rassegna Salviamo i Talenti con il premio intitolato ad Attilio Corsini e una scuola per spettAttori dai 5 ai 105 anni. Per alcuni spettacoli offre un servizio di audiodescrizione.
Una cosa che non ti dice nessuno sull'uomo, la bestia e la virtù di Augusto Zucchi al Teatro Vittoria — dal 16 al 21 febbraio 2027
Quello che raramente si dice è che, sul palco del Vittoria, il film di Steno e il teatro di Testaccio si incontrano due volte. Il libero adattamento si ispira al film con Totò; e sul palco del primo Vittoria, quello del varietà di inizio Novecento, secondo la storia pubblicata dal teatro si esibiva proprio Totò, insieme ad Aldo Fabrizi e Anna Magnani. Lo spettacolo di Zucchi riporta in piazza di Santa Maria Liberatrice, per vie traverse, un attore che su quella piazza aveva già recitato.
La seconda cosa riguarda il tono. Pirandello è spesso associato a drammi cerebrali; L'uomo, la bestia e la virtù è invece una farsa dichiarata, con un afrodisiaco nei pasticcini e un vaso sul balcone come segnale. Zucchi aggiunge musiche e canzoni: chi arriva aspettandosi un Pirandello serioso troverà uno spettacolo più vicino alla commedia popolare, e a nostro giudizio è proprio questo il suo punto di forza.
Terza cosa: in scena, accanto ad Augusto Zucchi, ci sono Augusto Mario Zucchi e Leonardo Zucchi, e la produzione si chiama A&A Produzioni Zucchi. Il teatro non spiega i legami fra gli interpreti, ma il cognome condiviso dà allo spettacolo il carattere di una compagnia raccolta intorno a un nome.
Come arrivare al Teatro Vittoria
Il Teatro Vittoria, in piazza di Santa Maria Liberatrice 10, si raggiunge nel modo più semplice con la metro B, fermata Piramide, a una decina di minuti a piedi.
Metro B, fermata Piramide
Dalla fermata Piramide si attraversa piazzale Ostiense, si imbocca via Marmorata e si piega verso il centro di Testaccio fino a piazza di Santa Maria Liberatrice. Piramide è anche il nodo della stazione Roma Ostiense e del treno per il Lido.
Tram e autobus
Il tram 3 percorre via Marmorata e lascia a pochi passi dal centro del quartiere. Per gli autobus conviene il calcolatore di percorso di Atac.
In auto
Il parcheggio la sera a Testaccio è difficile, soprattutto nel fine settimana, quando il quartiere si riempie per le trattorie. Meglio lasciare l'auto e usare la metro, che dalla fermata Piramide collega Testaccio a Termini senza cambi.
Il consiglio che ti do per visitare l'uomo, la bestia e la virtù di Augusto Zucchi al Teatro Vittoria — dal 16 al 21 febbraio 2027
Il consiglio è di scegliere la data in base a chi viene con te. Per una coppia o per amici, la recita delle 19:00 di sabato 20 è la più comoda: si esce in tempo per una cena a Testaccio, il quartiere della cucina romana. Per una famiglia con ragazzi, la pomeridiana di mercoledì 17 alle 17:00 o quella di domenica 21 alle 17:30 lasciano libera la sera. Per chi vuole la sala più raccolta, le serali feriali alle 21:00.
Il secondo consiglio riguarda il film. Chi ha visto L'uomo, la bestia e la virtù di Steno con Totò e Orson Welles arriverà in sala con alcune immagini in testa; chi non l'ha visto può recuperarlo dopo lo spettacolo, per confrontare le due letture. A nostro giudizio conviene fare così: vedere prima il teatro, senza aspettative, e poi il film.
Terzo consiglio: approfittare del ridotto. Dal martedì al venerdì il Vittoria applica prezzi ridotti a under 35, over 65 e titolari di tessere convenzionate, e per gli under 18 c'è una tariffa dedicata: per una famiglia la differenza è sensibile.
Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato
È risaputo che L'uomo, la bestia e la virtù è una delle commedie più rappresentate di Pirandello. Si ricorda meno che il testo fu pubblicato prima in rivista, nel settembre 1919 su Comoedia, e solo nel 1922 in volume presso l'editore Bemporad. Tre anni fra la scena e il libro: il segno di un testo che nacque per il palcoscenico e che solo dopo il successo trovò la sua forma stampata.
Un secondo fatto noto e poco citato riguarda il sottotitolo. Pirandello non chiamò il testo commedia, ma apologo: un racconto con una morale. La morale, però, è rovesciata. Il professore che predica la virtù è il vero ipocrita, la bestia è l'unico a dire la verità sulla propria vita, e la virtù è una maschera indossata per necessità.
Infine, un fatto sulla sala. Il 5 gennaio 1990 il Teatro Vittoria ha ospitato la prima mondiale di Spettattori di Michael Frayn, alla presenza dell'autore: un palcoscenico di quartiere che ha avuto, almeno una volta, gli occhi del teatro internazionale addosso.
Intorno al Teatro Vittoria: Testaccio
Piazza di Santa Maria Liberatrice è il centro di Testaccio, il rione operaio fra il Tevere, l'Aventino e il Monte dei Cocci. Una panoramica è nella pagina su cosa vedere a Testaccio.
Il Mattatoio
A pochi minuti dal teatro c'è l'ex Mattatoio, oggi spazio per l'arte contemporanea: il luogo che ha dato al quartiere la sua identità operaia. Di fronte al primo Vittoria, ricorda il teatro, sorsero le prime case popolari, assegnate a carrettieri e operai del mattatoio.
La Piramide e il Cimitero Acattolico
Sulla strada per la metro si incontrano la Piramide Cestia e, subito dietro, il Cimitero Acattolico, uno dei luoghi più silenziosi di Roma.
Il museo del rione
Il Museo diffuso del Rione Testaccio racconta la storia del quartiere nei suoi luoghi, dalle case popolari al mercato. Salendo verso l'Aventino, la pagina su cosa vedere all'Aventino suggerisce una passeggiata prima di una pomeridiana.
La foto giusta da fare all'uomo, la bestia e la virtù di Augusto Zucchi al Teatro Vittoria — dal 16 al 21 febbraio 2027
La foto giusta si fa sulla piazza, non davanti al teatro. Da piazza di Santa Maria Liberatrice si inquadrano insieme la facciata della chiesa, le case del rione e l'ingresso del Vittoria: è la stessa piazza che il teatro racconta nella sua storia, un tempo sterrata, con la chiesa nuovissima e il varietà di fronte. Con la locandina dello spettacolo in primo piano, lo scatto mette Pirandello dentro Testaccio.
In sala niente fotografie durante lo spettacolo. Con musiche e canzoni in scena, la tentazione di un video è forte: il rispetto per gli attori e per il pubblico consiglia di resistere. Alla fine, durante gli applausi, conviene chiedere al personale se sono ammessi scatti senza flash.
La seconda foto si fa alla Piramide Cestia, sulla strada del ritorno verso la metro: illuminata di sera, la piramide ha un aspetto irreale, adatto a chiudere una serata di maschere e travestimenti.
Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia
La storia del Teatro Vittoria segue quella di Testaccio. Ai primi del Novecento il Vittoria è una palazzina a due piani su una piazza ancora sterrata, davanti a una chiesa appena costruita e alle prime case popolari del rione, frutto di un concorso internazionale e assegnate a carrettieri e operai del mattatoio. Si fa il varietà, e su quel palco si esibiscono Aldo Fabrizi, Totò e Anna Magnani.
Dopo la seconda guerra mondiale il vecchio teatro viene abbattuto. L'imprenditore Amati costruisce al suo posto un condominio con il Cinema Vittoria al piano terreno, con platea e balconata, per anni punto di riferimento per lo svago del quartiere.
Nel maggio 1986 cominciano i lavori per trasformare il cinema in teatro di prosa, voluti da Attilio Corsini e dalla cooperativa Attori e Tecnici, su progetto dell'architetto Enrico Nespega; a dicembre il nuovo Vittoria apre con 560 poltrone di velluto rosso. Il 5 gennaio 1990 il teatro ospita la prima mondiale di Spettattori di Michael Frayn, alla presenza dell'autore. Nel 2008, dopo la morte di Corsini, la direzione artistica passa a Viviana Toniolo. Il titolo simbolo della compagnia resta Rumori fuori scena, in scena anche in questa stagione subito prima di Pirandello.
Chi è passato dall'uomo, la bestia e la virtù di Augusto Zucchi al Teatro Vittoria — dal 16 al 21 febbraio 2027
Dal palco del primo Vittoria, quello del varietà, sono passati Aldo Fabrizi, Totò e Anna Magnani, prima di diventare i volti del cinema italiano. Dal nuovo Vittoria, dal 1986, sono passate le produzioni di Attori e Tecnici, molte compagnie ospiti e, nel 1990, Michael Frayn, venuto a Testaccio per la prima mondiale della sua commedia Spettattori.
Dalla storia della commedia di Pirandello, prima di arrivare a Testaccio, sono passati Antonio Gandusio e la sua compagnia, alla prima milanese del 1919, e poi Steno, Totò e Orson Welles con il film. Dalla carriera di Augusto Zucchi passano Luigi Squarzina, suo maestro a Genova, Alessandro Fersen, Carlo Lizzani, Harvey Keitel, Aldo, Giovanni e Giacomo, Carlo Verdone e Checco Zalone.
Nella stagione 2026/2027 dal Vittoria passano anche Addue e la ripresa di Rumori fuori scena della Compagnia Attori e Tecnici, che precede Pirandello in cartellone. Dal 16 al 21 febbraio passano Augusto Zucchi, Emanuele Durante, Anita Torrasi, Giuseppe Briganti, Augusto Mario Zucchi e Leonardo Zucchi, e con loro il professor Paolino, la signora Perella e il capitano: l'uomo, la virtù e la bestia.
Il Pirandello farsesco
L'uomo, la bestia e la virtù mostra un volto di Pirandello meno noto al grande pubblico: quello farsesco, quasi scollacciato, che alla prima del 1919 spiazzò gli spettatori.
Le maschere sociali
Anche nella farsa, Pirandello lavora sul suo tema prediletto: le maschere che ciascuno indossa per essere accettato. Qui le maschere sono tre, dichiarate fin dal titolo, e il gioco comico consiste nel farle cadere una dopo l'altra.
Il gioco dei ruoli
La presentazione del Vittoria parla di un intreccio che finisce per sovvertire l'ordine delle cose, in un gioco dei ruoli caro all'autore siciliano. Il professore perbene si rivela il più ipocrita, il marito brutale il più sincero.
Le canzoni
L'aggiunta di musiche e canzoni, con testi presi dalle didascalie, avvicina l'adattamento di Zucchi alla tradizione del teatro popolare e del varietà: la stessa tradizione da cui il Vittoria, nei primi anni del Novecento, è nato.
Con i ragazzi e informazioni pratiche
L'uomo, la bestia e la virtù è, secondo lo stesso regista, particolarmente adatto anche a un pubblico di studenti. I temi sono adulti, un tradimento, una gravidanza nascosta, un afrodisiaco, ma trattati in chiave farsesca.
L'età
A nostro giudizio lo spettacolo è adatto dai quattordici anni in su, soprattutto per ragazzi che studiano Pirandello. Il biglietto under 18 costa 13 euro in platea e 11 in galleria, più 2 euro di prevendita.
Accessibilità
Per l'accesso alla sala e i posti dedicati alle persone con disabilità conviene contattare il botteghino allo 06 5781960. Le persone con disabilità almeno al 75 per cento hanno diritto al prezzo ridotto anche per la persona che le assiste, secondo il listino del teatro.
Dove mangiare prima o dopo lo spettacolo
Testaccio è il quartiere della cucina romana tradizionale, noto per i piatti del quinto quarto, eredità del vicino mattatoio: coda alla vaccinara, trippa, rigatoni con la pajata.
Prima delle 21:00
Per le serali una cena alle 19 lascia margine sufficiente. Nel fine settimana le trattorie del quartiere si riempiono: prenotare è indispensabile.
Dopo le pomeridiane
Mercoledì 17 alle 17:00, sabato 20 alle 19:00 e domenica 21 alle 17:30: in tutti e tre i casi si esce in tempo per una cena a due passi dal teatro. Per un pranzo prima della pomeridiana c'è il Nuovo Mercato Testaccio, nei giorni di apertura.
Domande frequenti su L'uomo, la bestia e la virtù al Vittoria
Quando va in scena L'uomo, la bestia e la virtù al Teatro Vittoria?
L'uomo, la bestia e la virtù di Augusto Zucchi va in scena al Teatro Vittoria di Roma dal 16 al 21 febbraio 2027, con sei recite: martedì 16, giovedì 18 e venerdì 19 alle 21:00, mercoledì 17 alle 17:00, sabato 20 alle 19:00, domenica 21 alle 17:30.
Quanto costano i biglietti?
Al Teatro Vittoria l'intero costa 27 euro in platea e 21 in galleria, più 3 euro di prevendita; il ridotto, dal martedì al venerdì, 22 e 17 euro più prevendita; gli under 18 pagano 13 e 11 euro più 2 di prevendita, secondo il listino della stagione.
Chi recita nello spettacolo?
Nell'Uomo, la bestia e la virtù al Teatro Vittoria recitano Augusto Zucchi, Emanuele Durante, Anita Torrasi, Giuseppe Briganti, Augusto Mario Zucchi e Leonardo Zucchi. Adattamento e regia sono di Augusto Zucchi, la produzione di A&A Produzioni Zucchi.
Di che cosa parla L'uomo, la bestia e la virtù?
L'uomo, la bestia e la virtù di Pirandello racconta il professor Paolino, amante della signora Perella, rimasta incinta: per evitare lo scandalo, i due devono far sì che il marito, un capitano di marina, passi la notte con la moglie. Un afrodisiaco nei pasticcini complica tutto.
È fedele al testo di Pirandello?
L'uomo, la bestia e la virtù di Augusto Zucchi è un libero adattamento: si ispira alla commedia, alla novella Richiamo all'obbligo e al film di Steno con Totò e Orson Welles, e aggiunge musiche e canzoni con testi tratti dalle didascalie di Pirandello.
Come si arriva al Teatro Vittoria?
Il Teatro Vittoria, in piazza di Santa Maria Liberatrice 10 a Testaccio, si raggiunge con la metro B scendendo a Piramide e camminando una decina di minuti, oppure con il tram 3 lungo via Marmorata. La sera il parcheggio è difficile.
Chi è Augusto Zucchi?
Augusto Zucchi, nato a Varazze nel 1946, è attore, regista e drammaturgo, formato con Luigi Squarzina e all'Accademia Silvio d'Amico. Ha vinto il premio IDI per la regia di Terroristi ed è noto al cinema per i film di Aldo, Giovanni e Giacomo.
Il consiglio finale su L'uomo, la bestia e la virtù al Vittoria
Il Pirandello più farsesco, riletto da un regista che ha recitato per Steno e che ne recupera il film con Totò e Orson Welles, con canzoni nate dalle didascalie dell'autore, in un teatro di Testaccio sul cui primo palco Totò aveva già recitato. Il consiglio è di scegliere la recita delle 19:00 di sabato 20 per una serata con cena nel quartiere, o una pomeridiana se si va con ragazzi, di sfruttare il ridotto nei giorni feriali e di lasciare a casa l'idea di un Pirandello serioso: questa è una commedia per ridere delle maschere, comprese le proprie.
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