Addue al Teatro Vittoria — dal 2 al 4 ottobre 2026
Addue torna al Teatro Vittoria di Roma da venerdì 2 a domenica 4 ottobre 2026, in piazza di Santa Maria Liberatrice 10, al centro del rione Testaccio: quattro repliche, venerdì 2 alle 21, sabato 3 alle 19, domenica 4 alle 17.30 e alle 21, ciascuna con un ospite diverso accanto agli Appiccicaticci. Il teatro si raggiunge con la metro B, fermata Piramide, e poi una decina di minuti a piedi attraverso Testaccio; in alternativa con il tram 3, che corre lungo via Marmorata. I prezzi sono pubblicati sul sito ufficiale del Teatro Vittoria e dal rivenditore autorizzato indicato dall'organizzazione; i biglietti si comprano al botteghino del teatro o sul circuito di prevendita autorizzato dall'organizzazione, raggiungibile dalla pagina dello spettacolo su teatrovittoria.it. Per informazioni il teatro risponde allo 06 5781960 e all'indirizzo info@teatrovittoria.it.
Il programma, come avverte il portale turistico di Roma Capitale, potrebbe subire variazioni: prima di uscire di casa conviene dare un'occhiata alla pagina dello spettacolo, dove il teatro aggiorna ospiti e orari.
Addue in breve: date, orari, ospiti
Addue è uno spettacolo di improvvisazione teatrale completamente senza copione: ogni sera un ospite diverso sale in scena con la compagnia degli Appiccicaticci e costruisce la serata sugli spunti del pubblico. Le quattro repliche romane di inizio ottobre 2026 hanno ciascuna il proprio protagonista, annunciato dal Teatro Vittoria.
Il calendario delle quattro serate
- Venerdì 2 ottobre 2026, ore 21: con Greg.
- Sabato 3 ottobre 2026, ore 19: con Andrea Dianetti e Ludovica Di Donato.
- Domenica 4 ottobre 2026, ore 17.30: con Paolo Camilli.
- Domenica 4 ottobre 2026, ore 21: con Flora Canto.
Il portale turistico di Roma Capitale riporta per la domenica il solo orario delle 17.30; la pagina del teatro, più recente e più dettagliata, aggiunge la replica serale delle 21 con Flora Canto. Chi punta alla domenica sera fa bene a controllare la disponibilità direttamente sul sito del Vittoria.
Chi c'è in scena
In scena ci sono gli Appiccicaticci con Tiziano Storti, e le musiche dal vivo di Alessio Granato e Alessandro Rea. Il resto lo fanno l'ospite della sera e la sala. La formula è quella che la compagnia ha già portato al Vittoria nella stagione precedente, e il teatro la ripropone dopo il successo di allora.
Una serata per chi
Addue è pensato per un pubblico adulto che ama la comicità di parola e la stand up. Il meccanismo si regge sulle storie che gli spettatori raccontano: relazioni, disavventure, piccole manie quotidiane. Chi detesta essere coinvolto può restare in poltrona senza timori, perché gli spunti vengono chiesti alla sala e nessuno è obbligato a parlare; chi invece ama il gioco trova pochi spettacoli a Roma dove la propria storia diventa, in pochi secondi, una scena.
Cosa si vede in Addue al Teatro Vittoria
Addue mette un comico o un attore ospite davanti al pubblico senza nulla di preparato: niente copione, niente scaletta, un intero spettacolo costruito sul momento insieme agli Appiccicaticci. È la definizione che ne dà il Teatro Vittoria, e rende bene l'idea del rischio che l'ospite si prende ogni sera.
Il meccanismo dell'improvvisazione
Il pubblico viene invitato a raccontare le proprie relazioni, le disavventure, le abitudini di tutti i giorni. Gli attori ascoltano, scelgono, e mettono immediatamente in scena quanto hanno sentito. Il tema cambia a ogni replica, perché cambiano gli spettatori, e cambia l'ospite, che porta il proprio temperamento comico dentro una struttura che non conosce in anticipo. Il risultato, per usare le parole del teatro, è uno show «totalmente improvvisato».
La musica dal vivo
Nell'improvvisazione teatrale la musica non è un accompagnamento di sottofondo: sottolinea i cambi di scena, suggerisce un'atmosfera, a volte trasforma una battuta in una canzone. In Addue le musiche sono affidate ad Alessio Granato e Alessandro Rea. Granato è uno dei tre fondatori degli Appiccicaticci, attore e musicista, e questo spiega l'intesa fra palco e tastiera che il pubblico percepisce fin dalla prima scena.
Gli ospiti delle edizioni precedenti
La rassegna ha già portato al Vittoria, con tutti i posti esauriti secondo il teatro, alcuni nomi noti della stand up italiana: Francesco De Carlo, Edoardo Ferrario, Daniele Fabbri, Davide Calabrese degli Oblivion, Chiara Becchimanzi. Tutti costretti, ed è questo il divertimento, a improvvisare un intero spettacolo senza il paracadute di un testo scritto. È un buon indizio del tipo di ospiti che la formula cerca: comici che sanno reggere la scena anche quando il terreno si muove.
Gli ospiti di ottobre 2026
Per le quattro serate del 2026 il teatro annuncia Greg il venerdì, la coppia Andrea Dianetti e Ludovica Di Donato il sabato, Paolo Camilli la domenica pomeriggio e Flora Canto la domenica sera. Il sabato è l'unica replica con due ospiti insieme, e questo cambia la dinamica: l'improvvisazione a due, con la compagnia che fa da cornice, tende a produrre scene di coppia più serrate. Chi deve scegliere una sola sera può partire da qui: il nome dell'ospite conta, ma conta di più la voglia di vedere cosa succede quando un volto noto rinuncia alle proprie battute collaudate.
Chi sono gli Appiccicaticci, la compagnia di Addue
Gli Appiccicaticci sono una compagnia di improvvisazione teatrale nata nel 2004, fondata da Tiziano Storti, Renato Preziuso e Alessio Granato. Il Teatro Vittoria li presenta come una delle più importanti compagnie teatrali professioniste specializzate in questo genere, e la loro storia, raccontata dal sito della compagnia, spiega il perché.
Il nome e l'idea
Il nome viene dall'immagine dei personaggi che gli attori si «incollano addosso» per una sera e abbandonano il giorno dopo. La compagnia si descrive come un gruppo di teatro a tutto tondo: attori e registi, ma anche sceneggiatori, scenografi, musicisti, cantanti, tecnici delle luci e del suono, fino ai falegnami. Dietro l'autoironia c'è un dato concreto: nell'improvvisazione la stessa persona deve saper scrivere, recitare e costruire una scena nello stesso istante.
I fondatori
Tiziano Storti, creatore e direttore artistico, è attore e improvvisatore professionista dal 2003, formatore e regista. Renato Preziuso, attore, improvvisatore, formatore e regista, dirige la sede di Perugia di Voci e Progetti. Alessio Granato è attore, improvvisatore, formatore e musicista, e ha recitato in Blue dei Bugiardini. Attorno a loro lavora una compagnia più ampia di attori e improvvisatori, fra cui Serena Rossi, Carlo Felici, Mafalda Morganti, Diana D'Emiliano, Francesca Giombini, Francesco Parisi e Aurelio Grippa.
I premi
Il gruppo conta una ventina di riconoscimenti nel mondo del cabaret, fra cui il Premio Charlot, il Premio Storchi Cabaret Emergente di Modena, il Delfino d'Oro, il Premio Troisi, il Locomix di San Marino e Bravo Grazie di Rai 2. Con lo spettacolo L'assassino è quello che resta in piedi ha vinto il Premio Skenè e il Premio Petrolini.
Dalla strada al teatro
Dal 2008 al 2018 la compagnia ha girato i festival di arte di strada: il Ferrara Buskers Festival, dove nel 2010 è stata premiata come miglior gruppo di arte in strada, e poi Fasti Verulani, Tolfarte, Mercantia a Certaldo, Apriti Borgo, Chieti in Festival, La Luna è Azzurra, Mojoca Festival. È una scuola dura: in strada il pubblico non ha pagato il biglietto e se ne va appena si annoia. Chi ha imparato lì a tenere un cerchio di passanti sa tenere anche una platea.
Roma, la radio, la televisione
A Roma gli Appiccicaticci hanno partecipato agli spettacoli del Teatro Valle nelle stagioni 2011 e 2012, sono stati gruppo fisso al Contestaccio nel 2013 e all'Asino che vola fra il 2013 e il 2015. Nel 2015 e nel 2016 hanno lavorato a 610, il programma di Radio 2 di Lillo e Greg, con i quali hanno collaborato anche aprendo i concerti dei Latte e i Suoi Derivati. Hanno frequentato i laboratori Zelig di Firenze nel 2009 e di Roma nel 2012, con il Golden nel 2014.
Gli spettacoli di repertorio
Fra i titoli della compagnia ci sono Tutto da sol, U e Due di picche, insieme ad altri titoli, con più di quaranta repliche in Italia e all'estero. Luigi, spettacolo per due attori, è stato replicato oltre cinquanta volte fra il 2018 e il 2022, anche a Parigi e a Lione. Biografia, sottotitolo Una storia vera, completamente improvvisata, porta all'estremo il principio che regge anche Addue: la vita di qualcuno raccontata in scena senza nulla di scritto.
La formazione e il teatro d'impresa
Dal 2015 la compagnia lavora con Voci e Progetti come teatro d'impresa, con attori e formatori aziendali. Nel 2018 ha aperto a Roma i propri laboratori di improvvisazione teatrale. Durante la pandemia, dal 2020, ha prodotto cinquanta serate dal vivo in streaming, collaborando fra gli altri con Valerio Lundini, Francesco De Carlo e Francesco Lancia. Un'opinione netta: chi insegna improvvisazione da anni porta in scena una disciplina che il pubblico non vede, ed è proprio quella disciplina a rendere credibile il caos apparente di una serata come Addue.
Il Teatro Vittoria: la sede di Addue a Testaccio
Il Teatro Vittoria è il teatro di prosa di Testaccio, in piazza di Santa Maria Liberatrice 10, aperto nella forma attuale nel dicembre 1986 con 560 poltrone di velluto rosso davanti a un grande palcoscenico. Lo gestisce la Cooperativa Attori e Tecnici, fondata nel 1977 da Attilio Corsini e Viviana Toniolo.
Il primo Vittoria, teatro di varietà
Fin dai primi anni del Novecento il Vittoria era il teatro del quartiere. Era una palazzina a due piani affacciata su una piazza ancora sterrata, di fronte a una chiesa allora nuovissima. Vi si faceva varietà, quello che qualche decennio più tardi si sarebbe chiamato avanspettacolo, e su quel palco, racconta la storia ufficiale del teatro, si esibirono attori destinati a scrivere la storia della scena e del cinema italiani: Aldo Fabrizi, Totò, Anna Magnani.
Il Cinema Vittoria
Nel dopoguerra, negli anni della grande espansione edilizia di Roma, l'edificio originario venne abbattuto. Al suo posto sorse un condominio moderno che al piano terra ospitava un cinema grande, con platea e balconata, costruito dall'imprenditore Amati, proprietario di numerose sale a Roma e fuori città. Per molti anni fu il luogo di svago dei testaccini, un pubblico spiccio e chiassoso, dall'umorismo genuino.
La trasformazione del 1986
Nel maggio 1986 cominciarono i lavori per trasformare il cinema in teatro di prosa. Attilio Corsini affidò il progetto all'architetto Enrico Nespega, e i lavori furono chiusi in tempi record: a dicembre dello stesso anno il Teatro Vittoria riaprì al pubblico nella veste che conosciamo oggi. Da allora ha ospitato compagnie italiane e straniere, grandi mattatori e le produzioni della Cooperativa Attori e Tecnici, fra cui Rumori fuori scena, il titolo più applaudito della casa.
Una cooperativa di attori
La Cooperativa Attori e Tecnici ha sempre puntato sul proprio marchio più che sul nome di richiamo del singolo interprete, con un modello che coinvolge tutti i soci nelle scelte. Dopo la scomparsa di Attilio Corsini, dal 2008 la direzione artistica è di Viviana Toniolo. È un'impostazione rara nel panorama romano, e si sente nella programmazione: accanto ai titoli di cartello trovano spazio la commedia, il teatro civile, la rassegna per i giovani autori e formule come Addue.
Come è fatta la sala
La sala conta 560 poltrone rosse rivolte verso un palcoscenico ampio. Per l'improvvisazione la dimensione è giusta: abbastanza grande da dare energia alle risate, abbastanza raccolta perché gli attori sentano le voci che arrivano dalla platea quando chiedono uno spunto. Chi sceglie le prime file va messo in conto come possibile interlocutore degli attori.
Il resto della stagione 2026-2027
Addue è uno dei primi titoli della stagione 2026-2027 del Vittoria, subito dopo Capitan Amazing e PremiumPLUS+. Il cartellone prosegue con, fra gli altri, L'ultima notte di Giordano Bruno dal 10 al 22 novembre 2026, Rumori fuori scena, Streghe da marciapiede dal 9 al 14 marzo 2027, 13 Thirteen il musical, Era Gabriella Ferri. Il teatro ospita anche i Tè letterari, arrivati alla trentesima edizione con venticinque incontri alle 17, la rassegna Salviamo i Talenti intitolata ad Attilio Corsini e una scuola di recitazione per spettatori dai 5 ai 105 anni.
Testaccio intorno al Teatro Vittoria
Piazza di Santa Maria Liberatrice è il centro di Testaccio, il rione operaio nato a fine Ottocento fra il Tevere, l'Aventino e il Monte dei Cocci. La storia del Vittoria lo ricorda come quartiere di frontiera, dove di fronte al teatro sorsero le prime case popolari, frutto di un concorso internazionale di architettura e assegnate soprattutto ai carrettieri e agli operai del vicino mattatoio.
La piazza e la chiesa
La piazza è un giardino alberato con panchine, giochi e il via vai del quartiere. Sul lato opposto al teatro si alza la chiesa di Santa Maria Liberatrice, quella che la storia del Vittoria descrive come «maestosa e nuovissima» ai tempi del primo teatro di varietà. Prima dello spettacolo è il posto giusto per un caffè seduti e per capire che cosa sia davvero un quartiere romano abitato.
L'Ex Mattatoio e la Città dell'Altra Economia
A pochi minuti a piedi, in fondo a via Galvani, c'è l'Ex Mattatoio, il grande complesso industriale che per decenni ha dato lavoro al quartiere e oggi ospita spazi culturali e universitari. Chi arriva in anticipo può fare un giro nei padiglioni e poi tornare verso la piazza passando per le vie delle case popolari. Una panoramica del rione è nella nostra guida su cosa vedere a Testaccio.
La Piramide e il Cimitero Acattolico
Sulla strada per la metro si incontrano la Piramide Cestia e, subito dietro, il Cimitero Acattolico, uno dei luoghi più silenziosi di Roma. Per la replica pomeridiana della domenica, con le giornate ancora lunghe di inizio ottobre, la passeggiata dalla Piramide al teatro vale da sola il viaggio.
L'Aventino a un passo
Testaccio è ai piedi dell'Aventino. In venti minuti di salita si arriva al Giardino degli Aranci, con la terrazza sul Tevere e su San Pietro. Chi ha scelto la replica del sabato alle 19 può salire nel pomeriggio, vedere il tramonto e scendere a teatro senza fretta.
Come arrivare al Teatro Vittoria per Addue
Il Teatro Vittoria si raggiunge nel modo più semplice con la metro B, fermata Piramide, a una decina di minuti a piedi. Da lì si attraversa piazzale Ostiense, si imbocca via Marmorata e si piega verso il centro di Testaccio fino a piazza di Santa Maria Liberatrice.
Metro
La fermata Piramide della linea B è anche il nodo della stazione di Roma Ostiense e del trenino per il Lido. Da Termini sono pochi minuti di viaggio. Al ritorno, dopo la replica delle 21, verificate l'orario dell'ultima corsa della metro sul sito dell'azienda di trasporto: il venerdì e il sabato il servizio notturno è diverso da quello dei giorni feriali.
Tram e autobus
Il tram 3 percorre via Marmorata e lascia a pochi passi dal cuore del quartiere. Testaccio è servito anche da diverse linee di autobus che passano per via Marmorata e il lungotevere; per l'itinerario esatto dalla vostra partenza conviene usare il calcolatore di percorso dell'azienda di trasporto.
In auto
Il parcheggio la sera a Testaccio è difficile, soprattutto il venerdì e il sabato, quando il quartiere si riempie per le trattorie. Meglio lasciare l'auto e usare la metro: la fermata Piramide è vicina e si evita il giro dell'isolato alla ricerca di un posto.
In taxi o a piedi dal centro
Dal Circo Massimo si arriva a piedi in una ventina di minuti lungo via Marmorata. Da Trastevere si passa il ponte Sublicio e si è già nel quartiere. Il taxi lascia in piazza, davanti all'ingresso.
Biglietti per Addue al Teatro Vittoria
I biglietti per Addue si comprano al botteghino del Teatro Vittoria o sul circuito di prevendita autorizzato dall'organizzazione, a cui rimanda la pagina dello spettacolo sul sito del teatro. I prezzi sono pubblicati sul sito ufficiale del teatro e dal rivenditore autorizzato.
Gli orari del botteghino
Il botteghino del Vittoria è aperto il lunedì dalle 10 alle 13 e dalle 15.30 alle 19; dal martedì al sabato dalle 11 alle 20 con orario continuato; la domenica e i festivi dalle 10 alle 13 e dalle 15.30 alle 19, il pomeriggio solo in caso di spettacolo pomeridiano. Il numero è lo 06 5781960.
Riduzioni e promozioni
Il teatro pubblica sul proprio sito una sezione dedicata a promozioni e scuole: eventuali riduzioni per gruppi, giovani o convenzioni si trovano lì o si chiedono al botteghino. Le precedenti edizioni di Addue sono andate esaurite, secondo il teatro: per il sabato e la domenica sera non aspetterei l'ultimo giorno.
Come organizzare la serata di Addue
Addue si presta a tre serate diverse, perché gli orari cambiano da un giorno all'altro: venerdì alle 21, sabato alle 19, domenica alle 17.30 o alle 21. La scelta dell'orario decide il resto della serata a Testaccio.
Venerdì: prima la cena, poi le risate
Con l'inizio alle 21 c'è il tempo per un aperitivo in piazza e una cena veloce. Testaccio è il quartiere della cucina romana tradizionale, con trattorie di quinto quarto e pizzerie: una prenotazione per le 19 lascia margine sufficiente. All'uscita il quartiere è ancora vivo.
Sabato: teatro alle 19, cena dopo
La replica delle 19 è quella che preferisco per chi viene da fuori: si esce intorno all'ora di cena, con le trattorie pronte, e la serata continua senza corse. È anche la sera con due ospiti, Andrea Dianetti e Ludovica Di Donato.
Domenica: pomeriggio o sera
La replica delle 17.30 è la più comoda per chi ha bambini grandi o deve rientrare fuori Roma. Quella delle 21, con Flora Canto, chiude il fine settimana. Una buona idea per la domenica è il pranzo al Nuovo Mercato Testaccio, una passeggiata sull'Aventino e il teatro nel pomeriggio.
Dove mangiare vicino
Intorno a piazza di Santa Maria Liberatrice ci sono trattorie romane, pizzerie al taglio e da tavolo, forni e bar storici del quartiere. Testaccio è rinomato per i piatti del quinto quarto, eredità del vicino mattatoio: coda alla vaccinara, trippa, rigatoni con la pajata. Il sabato sera le trattorie più conosciute si riempiono presto, quindi conviene prenotare.
Accessibilità, bambini e consigli pratici
Il Teatro Vittoria offre un servizio di audiodescrizione per alcuni spettacoli della stagione, elencati sul sito; per sapere se Addue è compreso, e per ogni esigenza di accesso in sala con sedia a rotelle, il riferimento è il botteghino allo 06 5781960.
Con i ragazzi
Addue nasce per un pubblico adulto: gli spunti arrivano dalle relazioni e dalle disavventure degli spettatori, e il linguaggio segue il pubblico della sera. Con adolescenti che amano la stand up funziona; con bambini piccoli sceglierei altro. Il Vittoria, del resto, ha nella sua stagione anche titoli pensati per famiglie.
Partecipare o guardare
Chi vuole partecipare deve solo alzare la mano quando gli attori chiedono uno spunto; chi preferisce guardare non corre rischi. Il consiglio è semplice: se volete raccontare qualcosa, preparatevi una storia breve e concreta, con un luogo e un dettaglio. Gli improvvisatori lavorano meglio con un dettaglio preciso che con un'idea generica.
Tempi e durata
La durata di ogni replica non è indicata dal teatro. Per organizzarsi conviene arrivare venti minuti prima dell'orario, ritirare i biglietti e prendere posto con calma: nell'improvvisazione l'inizio conta, perché è il momento in cui la sala e gli attori prendono le misure.
Una curiosità su Addue al Teatro Vittoria — dal 2 al 4 ottobre 2026
La curiosità più gustosa riguarda il palco su cui gli Appiccicaticci improvvisano: è erede diretto di quello del varietà di Testaccio. Il Vittoria del primo Novecento, una palazzina a due piani affacciata su una piazza ancora sterrata, faceva spettacoli leggeri e senza pretese, quelli che qualche decennio dopo si sarebbero chiamati avanspettacolo. Lì si esibirono, secondo la storia ufficiale del teatro, Aldo Fabrizi, Totò e Anna Magnani, tre interpreti passati dal varietà ai grandi ruoli del cinema.
Oggi l'edificio è un altro: quello originario venne demolito nel dopoguerra e sostituito da un condominio con un cinema al piano terra, poi trasformato in teatro di prosa nel 1986. Ma lo spirito di una sala di quartiere in cui si viene per ridere, con un pubblico che partecipa e commenta, torna quando il cartellone propone una formula come Addue. Gli improvvisatori, in fondo, fanno per una sera il mestiere dei comici di varietà: ascoltano la sala, colgono un'occasione, la trasformano in una scena. La differenza è che oggi le storie vengono direttamente dagli spettatori, e ogni replica è davvero irripetibile.
Una cosa che non ti dice nessuno su Addue al Teatro Vittoria — dal 2 al 4 ottobre 2026
Quello che raramente si dice sull'improvvisazione è che è lo spettacolo più preparato che esista, anche se non ha un copione. Gli Appiccicaticci lavorano insieme dal 2004, e alle spalle hanno una formazione con maestri internazionali, anni di laboratori, dieci stagioni di arte di strada fra il 2008 e il 2018 e un'attività di formatori per le aziende dal 2015. Tutto questo non si vede in scena, ed è proprio il punto: la preparazione serve a rendere invisibile la fatica.
La seconda cosa che non si dice è che il vero rischio lo corre l'ospite. Un comico di stand up arriva con i propri pezzi rodati, costruiti in mesi di serate; in Addue li lascia a casa e si affida a una compagnia che conosce le regole del gioco molto meglio di lui. La compagnia fa da rete di sicurezza, lo accompagna, gli lancia le occasioni giuste, e spesso il momento migliore della serata nasce quando l'ospite perde per un istante l'equilibrio e i compagni lo rimettono in piedi. Per questo consiglio di scegliere la replica anche in base alla curiosità che vi suscita l'ospite: vedere un volto noto fuori dalla propria zona di comfort è la parte più rara dello spettacolo. Il resto lo fanno le storie della sala, che nessuno può prevedere.
Il consiglio che ti do per visitare Addue al Teatro Vittoria — dal 2 al 4 ottobre 2026
Il consiglio è di trattare Addue come una serata di quartiere, e non come un semplice spettacolo. Arrivate a Testaccio con un'ora di anticipo, uscendo dalla metro a Piramide e attraversando il rione a piedi: via Marmorata, le case popolari, la piazza alberata con la chiesa di Santa Maria Liberatrice. Prendete un caffè o un aperitivo in piazza, guardate chi entra a teatro, e lasciatevi un margine per il botteghino.
Quanto alla replica, se venite in gruppo o con ospiti da fuori scegliete quella del sabato alle 19: si esce all'ora di cena e le trattorie di Testaccio sono lì, a due passi. Se invece amate la stand up e avete un comico preferito fra gli ospiti annunciati, scegliete la sua sera senza pensarci troppo. Un'ultima indicazione pratica, che vale per tutti gli spettacoli di improvvisazione: sedetevi abbastanza avanti da vedere le facce degli attori. In una serata costruita sul momento, lo scambio di sguardi fra gli interpreti è metà dello spettacolo, e dalle ultime file si perde. Chi invece teme di essere chiamato in causa può scegliere una poltrona centrale a metà sala: si vede bene e si resta al riparo.
Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato
Che Testaccio sia il quartiere del mattatoio lo sanno tutti; meno spesso si ricorda quanto quel mattatoio abbia plasmato la vita sociale del rione, teatro compreso. Le prime case popolari costruite di fronte al Vittoria, frutto di un concorso internazionale di architettura, furono assegnate soprattutto ai carrettieri e agli operai del grande impianto sul Tevere. Il teatro nacque per loro: un varietà di quartiere, a portata di passeggiata, lontano anni luce dal centro della città, come scrive la storia ufficiale del Vittoria.
Lo stesso vale per il Cinema Vittoria del dopoguerra, con la sua platea e la sua balconata, costruito dall'imprenditore Amati e per anni punto di riferimento dello svago testaccino. La cucina di quinto quarto che oggi si mangia nelle trattorie della zona è l'altra faccia della stessa storia: i tagli meno nobili, che restavano agli operai, diventarono piatti di quartiere e poi piatti simbolo di Roma. Quando si va a teatro a Testaccio si entra, senza accorgersene, in questa continuità. Il pubblico di Addue, che racconta agli attori le proprie disavventure quotidiane, è l'erede di quello che un secolo fa rideva nella palazzina a due piani sulla piazza sterrata.
La foto giusta da fare a Addue al Teatro Vittoria — dal 2 al 4 ottobre 2026
Durante lo spettacolo le foto non si fanno: l'improvvisazione vive di attenzione, e un telefono acceso in platea disturba attori e vicini. La foto giusta si fa prima o dopo, e la sede offre due inquadrature che raccontano bene la serata.
La prima è la facciata del teatro con le locandine della stagione, ripresa dal giardino di piazza di Santa Maria Liberatrice all'ora del tramonto, quando le luci dell'ingresso si accendono e la piazza è piena di gente del quartiere. Mettete in primo piano gli alberi della piazza e sullo sfondo l'ingresso illuminato: è l'immagine di un teatro di quartiere, più che di una sala del centro. La seconda è dall'altro lato della piazza, con la chiesa di Santa Maria Liberatrice alle spalle e il teatro davanti: la stessa prospettiva che avevano gli spettatori del varietà di inizio Novecento, quando la chiesa era nuovissima e la piazza sterrata. Chi ama i dettagli può fotografare la sala vuota prima dell'inizio, con le poltrone di velluto rosso rivolte verso il palcoscenico: è una foto che rende il carattere del Vittoria. Se il personale lo consente, naturalmente, e senza flash.
Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia
La storia del Teatro Vittoria segue quella di Testaccio. Nei primi anni del Novecento il teatro è già il punto di ritrovo del quartiere operaio, affacciato su una piazza ancora sterrata e su una chiesa appena costruita; di fronte sorgono le prime case popolari, assegnate ai carrettieri e agli operai del mattatoio. Sul palco del varietà passano Aldo Fabrizi, Totò e Anna Magnani.
Nel dopoguerra, negli anni della grande espansione edilizia della capitale, l'edificio originario viene abbattuto e sostituito da un condominio moderno con un cinema al piano terra. Il nuovo Cinema Vittoria, costruito dall'imprenditore Amati, ha una platea e una balconata e per molti anni è la sala del quartiere. Nel 1977 Attilio Corsini e Viviana Toniolo fondano la Cooperativa Attori e Tecnici, che nove anni dopo prende in mano la sala.
A maggio 1986 cominciano i lavori di trasformazione del cinema in teatro di prosa, su progetto dell'architetto Enrico Nespega. A dicembre dello stesso anno il Teatro Vittoria apre al pubblico nella veste attuale, con 560 poltrone di velluto rosso. Negli anni successivi la cooperativa costruisce qui il proprio repertorio, con Rumori fuori scena come titolo simbolo. Nel 2008, dopo la scomparsa di Corsini, la direzione artistica passa a Viviana Toniolo, e al fondatore è dedicata la rassegna per giovani talenti che il teatro organizza ogni anno.
Chi è passato da Addue al Teatro Vittoria — dal 2 al 4 ottobre 2026
Dal palco del Vittoria sono passate tre generazioni di spettacolo romano. Nel primo teatro di varietà di Testaccio, secondo la storia ufficiale della sala, si esibirono Aldo Fabrizi, Totò e Anna Magnani, prima di diventare i volti del cinema italiano. Nel teatro di prosa nato nel 1986 hanno lavorato Attilio Corsini, fondatore della Cooperativa Attori e Tecnici, e Viviana Toniolo, che ne ha preso la direzione artistica nel 2008, con gli attori della compagnia e le produzioni ospiti della stagione.
Per restare ad Addue, la rassegna ha portato in questa sala, con tutti i posti esauriti, alcuni dei nomi più noti della stand up italiana: Francesco De Carlo, Edoardo Ferrario, Daniele Fabbri, Davide Calabrese degli Oblivion e Chiara Becchimanzi. Nell'autunno 2026 si aggiungono Greg, Andrea Dianetti e Ludovica Di Donato, Paolo Camilli e Flora Canto, insieme agli Appiccicaticci di Tiziano Storti e ai musicisti Alessio Granato e Alessandro Rea.
La compagnia, a sua volta, ha una lunga storia romana: il Teatro Valle nel 2011 e 2012, il Contestaccio, l'Asino che vola, la radio con Lillo e Greg a 610. Per il pubblico del Vittoria, che conosce bene le commedie della casa, Addue è l'occasione per vedere quegli stessi riflessi comici messi alla prova senza rete.
Altre serate e visite nei dintorni
Chi resta a Roma per il fine settimana del 2, 3 e 4 ottobre può combinare Addue con altri luoghi della zona sud del centro. Oltre al rione, vale una visita il Museo diffuso del Rione Testaccio, che racconta la storia del quartiere nei suoi luoghi. Dall'altra parte del Tevere, in dieci minuti a piedi, c'è Trastevere, raccontato nella nostra guida su cosa vedere a Trastevere. Per chi ama i panorami, dopo l'Aventino, il Gianicolo offre la vista più ampia sulla città.
Domande frequenti su Addue
Quando va in scena Addue al Teatro Vittoria?
Addue va in scena al Teatro Vittoria di Roma da venerdì 2 a domenica 4 ottobre 2026. Le repliche sono venerdì 2 alle 21, sabato 3 alle 19, domenica 4 alle 17.30 e alle 21. Ogni sera cambia l'ospite. Il programma può subire variazioni, per cui conviene controllare la pagina dello spettacolo sul sito del teatro prima di uscire.
Chi sono gli ospiti di Addue 2026?
Gli ospiti di Addue al Teatro Vittoria sono Greg il 2 ottobre alle 21, Andrea Dianetti e Ludovica Di Donato il 3 ottobre alle 19, Paolo Camilli il 4 ottobre alle 17.30 e Flora Canto il 4 ottobre alle 21. In scena con loro ci sono gli Appiccicaticci con Tiziano Storti e le musiche di Alessio Granato e Alessandro Rea.
Dove si trova il Teatro Vittoria?
Il Teatro Vittoria si trova in piazza di Santa Maria Liberatrice 10, nel rione Testaccio a Roma. La fermata della metro più vicina è Piramide, sulla linea B, a circa dieci minuti a piedi; il tram 3 passa per via Marmorata. In auto il parcheggio serale è difficile, soprattutto nel fine settimana.
Quanto costano i biglietti di Addue?
I prezzi dei biglietti di Addue sono pubblicati sul sito ufficiale del Teatro Vittoria e dal rivenditore autorizzato indicato dall'organizzazione. Si comprano al botteghino del teatro, aperto dal martedì al sabato dalle 11 alle 20, o online sul circuito di prevendita autorizzato. Per informazioni il numero è lo 06 5781960.
Che tipo di spettacolo è Addue?
Addue è uno spettacolo di improvvisazione teatrale senza copione, in cui un ospite diverso ogni sera recita con la compagnia degli Appiccicaticci. Il pubblico racconta relazioni, disavventure e abitudini quotidiane, e gli attori le trasformano subito in scene. Ogni replica è diversa dalle altre, per tema e per protagonista.
Il pubblico deve partecipare ad Addue?
In Addue gli spunti arrivano dal pubblico, ma nessuno è obbligato a intervenire. Gli attori chiedono alla sala storie e situazioni, e chi vuole raccontare qualcosa alza la mano. Chi preferisce guardare può farlo tranquillamente; chi siede nelle prime file è più facilmente interpellato dagli interpreti.
Addue è adatto ai bambini?
Addue al Teatro Vittoria nasce per un pubblico adulto: gli spunti vengono dalle relazioni e dalle disavventure degli spettatori e il linguaggio segue la sala. Per adolescenti che amano la comicità e la stand up può funzionare; per bambini piccoli conviene scegliere uno dei titoli per famiglie della stagione del teatro.
Il consiglio finale
La scelta migliore è il sabato alle 19, prenotando la trattoria per le 21 a due isolati dal teatro: è la serata che rende meglio lo spirito di Testaccio e quello di Addue, un quartiere che sa ridere di sé e una compagnia che trasforma in teatro le storie di chi siede in platea. Arrivate presto, passeggiate per il rione, e se avete una storia buona, raccontatela.
Articolo scritto dalla redazione di Tour Leader Pro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.
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