Processo alla Magia al Teatro Vittoria — 31 ottobre 2026
Processo alla Magia, il nuovo spettacolo di magia contemporanea di Francesco Frattarelli, va in scena al Teatro Vittoria di Roma sabato 31 ottobre 2026 alle 21, in piazza di Santa Maria Liberatrice 10, nel rione Testaccio. L'ideazione e la drammaturgia sono di Francesco Frattarelli e Tiziano Grigioni, la regia di Tiziano Grigioni, e in scena c'è lo stesso Frattarelli; la produzione è di FRO. Il teatro si raggiunge con la metro B, fermata Piramide, e poi una decina di minuti a piedi, oppure con il tram 3 lungo via Marmorata. I prezzi sono pubblicati sul sito ufficiale del Teatro Vittoria e dal rivenditore autorizzato indicato dall'organizzazione; i biglietti si comprano al botteghino del teatro o sul circuito di prevendita autorizzato dall'organizzazione. Il botteghino indicato nella pagina dello spettacolo risponde allo 06 5740170 e allo 06 5740598; il sito del teatro è teatrovittoria.it.
La serata fa parte dell'iniziativa A Teatro con FRO, promossa dalla Fondazione Radioterapia Oncologica: secondo la pagina ufficiale del teatro, il biglietto sostiene la ricerca contro i tumori. L'orario delle 21 è quello annunciato dall'artista sui propri canali ufficiali.
Processo alla Magia al Teatro Vittoria: data, orario e biglietti
Processo alla Magia ha una sola data romana: sabato 31 ottobre 2026 alle 21, al Teatro Vittoria di Testaccio. È uno spettacolo di magia contemporanea per adulti, che unisce magia visuale, illusionismo, mentalismo e partecipazione del pubblico.
Una sera sola
Con una sola replica, il consiglio è di non aspettare gli ultimi giorni. Il sabato sera, per di più nella notte di Halloween, è la serata in cui Roma esce di più, e i teatri di quartiere come il Vittoria si riempiono presto.
Biglietti
I biglietti si comprano al botteghino del Vittoria o sul circuito di prevendita autorizzato dall'organizzazione. Il teatro pubblica sul proprio sito anche una sezione con biglietti, abbonamenti e promozioni. Il botteghino è aperto dal martedì al sabato dalle 11 alle 20, il lunedì dalle 10 alle 13 e dalle 15.30 alle 19.
Un biglietto che sostiene la ricerca
La pagina dello spettacolo sul sito del teatro presenta la serata all'interno del progetto A Teatro con FRO, della Fondazione Radioterapia Oncologica, con una formula semplice: il biglietto sostiene la ricerca contro i tumori. Per un sabato a teatro è un motivo in più per scegliere questa serata.
Cosa si vede in Processo alla Magia
Processo alla Magia parte da una provocazione, «la magia non esiste», solo per rovesciarla in scena. Il comunicato stampa del Teatro Vittoria lo descrive come uno spettacolo moderno, teatrale e fortemente comunicativo, capace di unire stupore, ritmo e divertimento.
L'idea di partenza
Lo spettacolo nasce, secondo il comunicato, da un'idea semplice e attuale: in un tempo in cui tutto viene giudicato in fretta, incasellato e sottoposto a sentenze già scritte, anche la magia e lo stupore finiscono sotto accusa. È un'idea teatrale riconoscibile, e ha il merito di dare una cornice narrativa a una serie di numeri che altrimenti sarebbero solo una sequenza.
Il processo come espediente
Più che un processo vero e proprio, lo spettacolo usa l'espediente narrativo del giudizio per dimostrare che la magia esiste ancora e sa parlare al presente. Il pubblico è, in un certo senso, la giuria: ogni sentenza o certezza viene smentita da ciò che accade sul palco.
La magia e l'intelligenza artificiale
Il comunicato aggiunge un tema preciso: il pregiudizio verso un uso incondizionato dell'intelligenza artificiale, che rischia di cancellare ciò che nessun algoritmo può replicare, cioè l'intelligenza emotiva e la naturale propensione umana allo stupore. È un tema di attualità che dà allo spettacolo un aggancio contemporaneo: in un'epoca di immagini generate e video manipolati, vedere un trucco fatto dal vivo, a pochi metri, ha un valore diverso.
I linguaggi della magia contemporanea
In scena convivono i diversi linguaggi della magia contemporanea: la magia visuale, l'illusionismo, il mentalismo, la partecipazione del pubblico, gli effetti di forte impatto e momenti più sottili e raffinati. Il comunicato definisce il risultato un racconto scenico per adulti che alterna meraviglia, sorriso e coinvolgimento.
Le parole dell'artista
Nel comunicato Frattarelli spiega di aver voluto partire da un'idea molto contemporanea, quella di un mondo in cui tutto sembra già giudicato prima ancora di essere guardato, e di averla applicata alla magia. In scena, racconta, accade il contrario: la sentenza si incrina, il pubblico ride e si sorprende, e la magia riprende spazio in modo diretto e vivo.
Francesco Frattarelli: chi è il mago di Processo alla Magia
Francesco Frattarelli è un prestigiatore e illusionista che si presenta con una formula precisa: prestigiatore, illusionista, escapologo, e, se si vuole usare una sola parola, mago. Appassionato di arte magica fin da bambino, ha trasformato la passione in mestiere.
La scuola di Silvan
Secondo la sua biografia ufficiale, Frattarelli ha affinato la propria esperienza lavorando per anni come assistente di scena negli spettacoli del mago Silvan e di Supermagic, il festival internazionale della magia. È una formazione di bottega, la più classica per un prestigiatore: stare dietro le quinte di un grande nome, vedere come si costruisce un numero e come si tiene un teatro intero con un mazzo di carte. Ha seguito anche corsi e laboratori teatrali e lezioni private con insegnanti professionisti.
Professione mago
Nel 2015 ha scritto e interpretato lo spettacolo magico teatrale Professione mago, che ha debuttato al Teatro Alba di Roma ed è poi andato in scena in diversi teatri e città d'Italia. Per anni si è esibito nella Gang of Magic, lo spettacolo di magia residente prodotto al Teatro Alba.
Già al Vittoria nel 2017
Con la Gang of Magic, ricorda la sua biografia, Frattarelli si è esibito proprio al Teatro Vittoria nell'aprile del 2017. Processo alla Magia è quindi un ritorno, questa volta con uno spettacolo tutto suo, una regia e una drammaturgia costruite apposta.
Micromagia, scena ed escapologia
Il suo repertorio copre tre registri: la micromagia, con effetti realizzati a stretto contatto con le persone usando carte, monete e oggetti presi in prestito dagli spettatori; lo spettacolo da scena, che mescola magia generale, mentalismo, magia comica e cartomagia; l'escapologia, con prove come la liberazione da una camicia di forza a testa in giù sospeso a dieci metri da terra o la soluzione di un cubo di Rubik immerso in una vasca d'acqua.
Il duo con Francesco Scimemi
Negli ultimi anni Frattarelli ha lavorato anche in coppia con il prestigiatore Francesco Scimemi nello spettacolo Professione Magicomio, che secondo le presentazioni pubblicate in occasione della ripresa aveva debuttato nel 2022 e che è passato anche dal Teatro Tirso de Molina di Roma.
La regia di Tiziano Grigioni e la produzione FRO
Processo alla Magia è firmato a quattro mani: ideazione e drammaturgia sono di Francesco Frattarelli e Tiziano Grigioni, la regia di Grigioni. È un dettaglio che conta: uno spettacolo di magia con una regia teatrale e una drammaturgia pensate insieme tende a essere più di una sequenza di numeri.
Perché la regia conta nella magia
Nella magia da scena il trucco è solo una parte del lavoro. Il resto è ritmo, costruzione della tensione, gestione dei tempi comici, uso dello spazio e della luce. Un regista porta uno sguardo esterno sul modo in cui il pubblico percepisce ogni effetto, e decide in che ordine le sorprese devono arrivare.
La produzione
Lo spettacolo è prodotto da FRO. La serata al Vittoria è inserita nel progetto A Teatro con FRO della Fondazione Radioterapia Oncologica, che lega l'acquisto del biglietto al sostegno alla ricerca contro i tumori.
L'ufficio stampa
Il comunicato è diffuso dall'ufficio stampa del Teatro Vittoria, gestito dalla Cooperativa Attori e Tecnici, responsabile Teresa Bartoli. È lo stesso canale attraverso cui il teatro comunica tutti gli spettacoli della stagione 2026/2027.
Perché vedere Processo alla Magia: il nostro giudizio
La magia da teatro ha un vantaggio rispetto a quella televisiva: non si può montare. Quello che accade sul palco del Vittoria accade davanti a voi, a pochi metri, senza tagli. In un'epoca in cui ogni immagine sullo schermo può essere manipolata, è un piacere quasi antico, e lo spettacolo sceglie intelligentemente di farne il proprio tema.
A chi lo consiglio
A chi cerca un sabato sera leggero ma non banale, con un tema. A chi ama il mentalismo e la magia di parola. Alle coppie e ai gruppi di amici, perché la magia con partecipazione del pubblico è più divertente in compagnia. A chi ha visto Frattarelli in un evento privato e vuole vederlo in una forma teatrale compiuta.
Con i ragazzi
Il comunicato lo definisce un racconto scenico per adulti. Non significa che contenga nulla di inadatto, ma che è pensato per un pubblico adulto nel ritmo e nei temi. Con ragazzi dai dodici anni in su, curiosi di magia, lo proporrei; con i più piccoli, alle 21 di un sabato, meglio scegliere uno spettacolo pensato per le famiglie.
Con quale spirito andarci
Andateci come giurati. Lo spettacolo vi chiede di giudicare, e il divertimento è proprio accorgersi che il vostro verdetto cambia strada facendo. E se vi chiamano sul palco, accettate: la partecipazione del pubblico è parte dichiarata del lavoro.
Il Teatro Vittoria, la sede di Processo alla Magia a Testaccio
Il Teatro Vittoria è il teatro di prosa di Testaccio, in piazza di Santa Maria Liberatrice 10: aperto nella forma attuale nel dicembre 1986, conta 560 poltrone di velluto rosso ed è gestito dalla Cooperativa Attori e Tecnici, fondata nel 1977 da Attilio Corsini e Viviana Toniolo.
Una sala nata per il varietà
All'inizio del Novecento il Vittoria era una palazzina a due piani su una piazza ancora sterrata, davanti a una chiesa appena costruita. Si faceva varietà, lo spettacolo popolare in cui convivevano comici, cantanti, ballerine e, spesso, prestigiatori. Secondo la storia ufficiale del teatro, su quel palco si esibirono Aldo Fabrizi, Totò e Anna Magnani.
Il cinema del dopoguerra
Nel dopoguerra l'edificio originario fu demolito e sostituito da un condominio con un cinema al piano terreno, con platea e balconata, costruito dall'imprenditore Amati. Per anni il Cinema Vittoria fu la sala di svago del rione.
Il teatro di prosa dal 1986
Nel maggio 1986 cominciarono i lavori per trasformare il cinema in teatro, su progetto dell'architetto Enrico Nespega, e a dicembre dello stesso anno il Vittoria riaprì. Da allora ospita compagnie italiane e straniere e le produzioni della Cooperativa, con Rumori fuori scena come titolo simbolo. Dal 2008 la direzione artistica è di Viviana Toniolo.
Una programmazione aperta
Accanto alla prosa, il Vittoria propone i Tè letterari, la rassegna Salviamo i Talenti intitolata ad Attilio Corsini e una scuola per spettatori dai 5 ai 105 anni. Ospitare una serata di magia è coerente con la storia della sala: un teatro nato per il varietà ritrova, per una sera, uno dei suoi generi d'origine. Nello stesso inizio di stagione il Vittoria ha ospitato, fra gli altri, Napulè e Proposta di matrimonio.
Come arrivare al Teatro Vittoria per Processo alla Magia
Il Teatro Vittoria si raggiunge nel modo più semplice con la metro B, fermata Piramide, e una decina di minuti a piedi attraverso Testaccio.
Metro
Dalla fermata Piramide, che è anche il nodo della stazione Ostiense e del treno per il Lido, si attraversa piazzale Ostiense, si imbocca via Marmorata e si piega verso il centro del rione fino a piazza di Santa Maria Liberatrice. Al ritorno, dopo le 23, controllate l'orario dell'ultima corsa sul sito dell'azienda di trasporto.
Tram e autobus
Il tram 3 percorre via Marmorata e lascia a pochi passi dal centro del quartiere. Testaccio è servito anche da diverse linee di autobus su via Marmorata e sul lungotevere; per l'itinerario esatto conviene usare il calcolatore di percorso dell'azienda di trasporto.
In auto
Il sabato sera, e in particolare la notte di Halloween, il parcheggio a Testaccio è difficile: il rione è pieno di locali e le vie residenziali hanno stalli quasi sempre occupati. Meglio lasciare l'auto e usare la metro o il taxi.
A piedi
Dal Circo Massimo si arriva in una ventina di minuti lungo via Marmorata. Da Trastevere si passa ponte Sublicio e si è già nel quartiere. Il taxi lascia in piazza, davanti all'ingresso.
Testaccio intorno al Teatro Vittoria
Piazza di Santa Maria Liberatrice è il centro di Testaccio, il rione operaio sorto a fine Ottocento fra il Tevere, l'Aventino e il Monte dei Cocci. Davanti al teatro si alzano le prime case popolari del quartiere, costruite dopo un concorso internazionale e assegnate soprattutto ai carrettieri e agli operai del mattatoio.
La piazza
La piazza è un giardino alberato con panchine e giochi per bambini, vissuto dal quartiere a ogni ora. Sul lato opposto al teatro c'è la chiesa di Santa Maria Liberatrice. Prima dello spettacolo è il posto giusto per un caffè e per guardare un rione romano abitato davvero.
L'ex Mattatoio e il Monte dei Cocci
In fondo a via Galvani c'è l'ex Mattatoio, il complesso industriale che per decenni ha dato lavoro al rione e che oggi ospita spazi culturali e spettacoli del Romaeuropa Festival. Poco distante si alza il Monte dei Cocci, la collina artificiale di frammenti di anfore che dà il nome al quartiere. Una panoramica è nella guida su cosa vedere a Testaccio.
La Piramide e il Cimitero Acattolico
Sulla strada per la metro si incontrano la Piramide Cestia, Porta San Paolo e, subito dietro, il Cimitero Acattolico. In una sera di fine ottobre, alla vigilia di Ognissanti, passarci davanti ha un tono particolare.
Dove mangiare a Testaccio prima o dopo Processo alla Magia
Testaccio è il quartiere della cucina romana del quinto quarto, nata intorno al Mattatoio: coda alla vaccinara, trippa, rigatoni con la pajata. Con uno spettacolo alle 21 di sabato, la scelta è fra una cena presto e una cena tarda.
Cena prima
Le trattorie del rione aprono in genere verso le sette e mezza. Sedersi a quell'ora e alzarsi verso le otto e tre quarti è fattibile, a patto di prenotare e di avvisare che si va a teatro. Il sabato, e il 31 ottobre in particolare, prenotare è indispensabile.
Dopo lo spettacolo
All'uscita il rione è ancora pieno di vita: verso via di Monte Testaccio, ai piedi del Monte dei Cocci, si concentrano i locali serali, che nella notte di Halloween restano aperti fino a tardi. Il Nuovo Mercato di Testaccio è invece il riferimento per il cibo di giorno, se venite nel quartiere già dal pomeriggio.
In gruppo
Per un gruppo di amici la soluzione più comoda è una pizza prima dello spettacolo e un bicchiere dopo. Chi organizza una serata aziendale o un compleanno a teatro faccia una sola telefonata al locale scelto e una al botteghino, e la serata è impostata.
Accessibilità e consigli pratici al Teatro Vittoria
Il Teatro Vittoria offre un servizio di audiodescrizione per alcuni spettacoli della stagione, elencati sul sito; per l'accesso in sala con sedia a rotelle e per ogni esigenza specifica legata a Processo alla Magia, il riferimento è il botteghino del teatro.
Dove sedersi
In uno spettacolo di magia la posizione conta. Le prime file danno la vicinanza necessaria per gli effetti più sottili e aumentano le probabilità di essere coinvolti; le file centrali di metà platea offrono la visione d'insieme migliore per gli effetti di grande impatto. Chi non vuole salire sul palco scelga le file centrali più lontane dal corridoio.
Puntualità
Arrivate almeno venti minuti prima. In uno spettacolo costruito come un processo, l'apertura imposta le regole del gioco, e perderla significa guardare il resto senza capire il verdetto.
Telefoni
Tenete il telefono spento: in molti numeri di magia la complicità del pubblico è parte dell'effetto, e uno schermo acceso in sala distrae il mago e chi vi siede accanto.
Una curiosità su Processo alla Magia al Teatro Vittoria — 31 ottobre 2026
La curiosità più bella di questa serata è che Francesco Frattarelli al Teatro Vittoria ci è già stato. Secondo la sua biografia ufficiale, nell'aprile del 2017 si è esibito su questo palco con la Gang of Magic, lo spettacolo collettivo di magia che per anni ha animato il Teatro Alba di Roma. Nove anni dopo torna nella stessa sala da solo, con uno spettacolo scritto e diretto su misura. È un percorso che nel mondo della magia teatrale è raro: la maggior parte dei prestigiatori lavora negli eventi privati e aziendali, e pochi arrivano a costruire uno spettacolo di prosa con regista e drammaturgia. La seconda curiosità riguarda la data. Il 31 ottobre è la notte di Halloween, la sera dell'anno in cui streghe, fantasmi e incantesimi tornano di moda in ogni vetrina. Proprio quella sera un mago che si definisce anche escapologo porta in scena uno spettacolo che mette la magia sotto accusa: una scelta di calendario che sembra fatta apposta per rovesciare il cliché del soprannaturale da festa. La terza riguarda la sala: il Vittoria nacque come teatro di varietà, il genere in cui la magia da palcoscenico è cresciuta.
Una cosa che non ti dice nessuno su Processo alla Magia al Teatro Vittoria — 31 ottobre 2026
Quello che raramente si dice sugli spettacoli di magia a teatro è che la sala stessa fa parte del trucco. Una platea di 560 posti davanti a un palcoscenico frontale, come quella del Vittoria, permette di controllare gli angoli di visione in un modo che uno spazio aperto non consente: il prestigiatore sa da dove lo si guarda, e costruisce gli effetti di conseguenza. Per questo alcuni numeri funzionano meglio al centro della platea che ai lati, e per questo la scelta del posto non è indifferente. La seconda cosa che non si dice riguarda il tema dello spettacolo. Il comunicato parla del pregiudizio verso l'uso incondizionato dell'intelligenza artificiale: in un tempo in cui qualunque video può essere falsificato, la magia dal vivo è diventata paradossalmente più credibile di un filmato. Chi assiste a un effetto a pochi metri sa che non c'è montaggio. La terza è pratica: la serata è legata al progetto A Teatro con FRO della Fondazione Radioterapia Oncologica, e il biglietto, secondo il teatro, sostiene la ricerca contro i tumori. È un'informazione che la locandina non mette in evidenza, e che vale la pena conoscere.
Il consiglio che ti do per visitare Processo alla Magia al Teatro Vittoria — 31 ottobre 2026
Il consiglio è di trattare Processo alla Magia come il pezzo centrale di una serata a Testaccio, non come un appuntamento isolato. Prenotate il biglietto con anticipo, perché la data è una sola ed è un sabato di festa. Arrivate alla metro Piramide verso le sette, fate due passi davanti alla Piramide Cestia e alle mura, attraversate il rione lungo via Marmorata e sedetevi in trattoria verso le sette e mezza, con prenotazione e con l'avvertenza che alle nove siete a teatro. Entrate in sala venti minuti prima: date un'occhiata alla platea di velluto rosso, scegliete se volete essere giurati attivi, e quindi sedervi vicino, o spettatori discreti, più indietro al centro. Dopo lo spettacolo il quartiere è ancora sveglio, e la notte di Halloween ai piedi del Monte dei Cocci è animata: un bicchiere fuori è il modo migliore per commentare il verdetto. Se siete un gruppo, avete un compleanno o volete organizzare una serata diversa con colleghi, questa è una formula che funziona: uno spettacolo di un'ora e mezza al massimo, leggero, con partecipazione del pubblico, in un quartiere dove mangiare bene è facile.
Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato
Tutti sanno che Roma ha una lunga tradizione di teatro comico e di varietà. Meno spesso si ricorda che il varietà, fra la fine dell'Ottocento e i primi decenni del Novecento, era il luogo naturale dei prestigiatori: fra un comico e una cantante, il numero di magia era una presenza fissa del programma. Il Teatro Vittoria nasce proprio così, come sala di varietà di un quartiere operaio, e sul suo palco, secondo la storia ufficiale del teatro, si esibirono Aldo Fabrizi, Totò e Anna Magnani prima della fama. Uno spettacolo di magia al Vittoria è quindi un ritorno alle origini del luogo, più che un'eccezione nel cartellone. L'altro fatto risaputo e poco citato riguarda la formazione dei maghi. In Italia il nome di Silvan è sinonimo di magia televisiva da decenni, ma pochi sanno che attorno ai grandi spettacoli di magia lavora una squadra di assistenti di scena che è, di fatto, una scuola. Francesco Frattarelli, secondo la sua biografia, ha lavorato per anni in quel ruolo negli spettacoli di Silvan e di Supermagic. È un apprendistato che non si vede, ma che si riconosce nella pulizia dei tempi e nella gestione del pubblico.
La foto giusta da fare a Processo alla Magia al Teatro Vittoria — 31 ottobre 2026
Durante lo spettacolo le foto non si fanno, e in uno spettacolo di magia il motivo è evidente: un effetto filmato perde tutto, e un flash può rovinare un numero di precisione. La foto giusta si fa prima o dopo. La prima inquadratura è la facciata del teatro con la locandina, ripresa dal giardino di piazza di Santa Maria Liberatrice quando le luci dell'ingresso sono accese: a fine ottobre, con l'ora solare appena tornata, alle sei è già buio e alle otto e mezza la piazza è illuminata e animata. Mettete gli alberi in primo piano e l'ingresso sullo sfondo. La seconda è dal lato opposto della piazza, con la chiesa di Santa Maria Liberatrice alle spalle e il teatro davanti: la prospettiva che avevano gli spettatori del varietà di inizio Novecento. La terza è per chi sale sul palco come volontario: chiedete a chi vi accompagna di fotografarvi all'uscita con il mago, se l'artista si ferma a salutare il pubblico, piuttosto che durante il numero. Per le immagini dello spettacolo, la locandina ufficiale diffusa dal teatro è il riferimento.
Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia
La storia del Teatro Vittoria segue quella di Testaccio. Nei primi anni del Novecento il teatro è una palazzina a due piani su una piazza sterrata, davanti alla chiesa di Santa Maria Liberatrice appena costruita; intorno sorgono le prime case popolari del rione, frutto di un concorso internazionale, per le famiglie dei carrettieri e degli operai del mattatoio. Sul palco del varietà passano Aldo Fabrizi, Totò e Anna Magnani. Nel dopoguerra, durante la grande espansione edilizia della capitale, l'edificio viene abbattuto e al suo posto sorge un condominio con un cinema al piano terreno, il Cinema Vittoria, voluto dall'imprenditore Amati, con platea e balconata. Nel 1977 Attilio Corsini e Viviana Toniolo fondano la Cooperativa Attori e Tecnici. Nel maggio 1986 cominciano i lavori di trasformazione in teatro di prosa, su progetto dell'architetto Enrico Nespega, e nel dicembre dello stesso anno il Vittoria apre con 560 poltrone. Negli anni successivi la Cooperativa costruisce qui il suo repertorio, con Rumori fuori scena come titolo simbolo. Nel 2008, dopo la scomparsa di Corsini, la direzione artistica passa a Viviana Toniolo. Nell'aprile 2017 la Gang of Magic porta la magia sul palco del Vittoria, e il 31 ottobre 2026 Francesco Frattarelli ci torna con Processo alla Magia.
Chi è passato da Processo alla Magia al Teatro Vittoria — 31 ottobre 2026
Dal palco del Vittoria sono passate generazioni diverse di spettacolo popolare. Nel varietà di inizio Novecento, secondo la storia ufficiale della sala, si esibirono Aldo Fabrizi, Totò e Anna Magnani, prima di diventare i volti del cinema italiano. Nel cinema del dopoguerra passò il pubblico del rione, quello che la storia del teatro descrive come spiccio e chiassoso. Nel teatro di prosa nato nel 1986 hanno lavorato Attilio Corsini e Viviana Toniolo con gli attori della Cooperativa Attori e Tecnici, l'architetto Enrico Nespega che firmò la trasformazione, e le compagnie ospiti di quasi quarant'anni di stagioni. Nell'aprile 2017 sono passati i prestigiatori della Gang of Magic, fra cui lo stesso Francesco Frattarelli. In questo autunno 2026 il Vittoria ha accolto, fra gli altri, la Compagnia Ladisa con Napulè e la rassegna di improvvisazione Addue. Il 31 ottobre tocca a Francesco Frattarelli, che ha imparato il mestiere dietro le quinte degli spettacoli di Silvan e di Supermagic, e a Tiziano Grigioni, regista e coautore dello spettacolo. Un mago che torna, nove anni dopo, su un palco nato per il varietà.
Roma nella notte di Halloween: il periodo dello spettacolo
Il 31 ottobre è una delle sere più affollate dell'autunno romano: molti locali organizzano feste, i quartieri della movida si riempiono, e il giorno dopo, 1 novembre, è festa nazionale. Una serata a teatro è un'alternativa più tranquilla e, con uno spettacolo di magia, perfettamente a tema.
Il clima
A fine ottobre a Roma le giornate sono spesso miti e le sere fresche, con qualche giornata di pioggia. Una giacca leggera e un ombrello sono sufficienti per la passeggiata dalla metro al teatro.
Altre idee nella zona
Chi arriva a Testaccio già nel pomeriggio può visitare la Centrale Montemartini, con le statue antiche fra le macchine di una centrale elettrica, o salire all'Aventino fino al Giardino degli Aranci, con la terrazza sul Tevere.
Domande frequenti su Processo alla Magia al Teatro Vittoria
Quando va in scena Processo alla Magia al Teatro Vittoria?
Processo alla Magia va in scena al Teatro Vittoria di Roma sabato 31 ottobre 2026 alle 21, in un'unica data. È il nuovo spettacolo di magia contemporanea di Francesco Frattarelli, con la regia di Tiziano Grigioni. Prima di uscire conviene controllare eventuali aggiornamenti sul sito ufficiale del teatro.
Dove si comprano i biglietti per Processo alla Magia?
I biglietti per Processo alla Magia si comprano al botteghino del Teatro Vittoria, in piazza di Santa Maria Liberatrice 10, o sul circuito di prevendita autorizzato dall'organizzazione. I prezzi sono pubblicati sul sito ufficiale del teatro e dal rivenditore autorizzato. Il botteghino risponde allo 06 5740170 e allo 06 5740598.
Che tipo di spettacolo è Processo alla Magia?
Processo alla Magia è uno spettacolo di magia contemporanea costruito come un processo alla magia stessa, che parte dalla provocazione «la magia non esiste» per smentirla in scena. Unisce magia visuale, illusionismo, mentalismo, partecipazione del pubblico ed effetti di forte impatto, in un racconto teatrale pensato per un pubblico adulto.
Chi è Francesco Frattarelli?
Francesco Frattarelli, protagonista di Processo alla Magia, è un prestigiatore, illusionista ed escapologo che ha lavorato per anni come assistente di scena negli spettacoli di Silvan e di Supermagic. Nel 2015 ha debuttato al Teatro Alba di Roma con Professione mago e si è esibito a lungo con la Gang of Magic.
Processo alla Magia è adatto ai bambini?
Il comunicato stampa del Teatro Vittoria presenta Processo alla Magia come un racconto scenico per adulti. Con ragazzi dai dodici anni in su, appassionati di magia, può funzionare bene; per i bambini più piccoli l'orario delle 21 e il taglio dello spettacolo lo rendono meno indicato.
Come si arriva al Teatro Vittoria?
Il Teatro Vittoria si trova in piazza di Santa Maria Liberatrice 10, a Testaccio. Si raggiunge con la metro B, fermata Piramide, e una decina di minuti a piedi lungo via Marmorata, oppure con il tram 3, che percorre la stessa via. Il sabato sera il parcheggio nel rione è difficile.
Cos'è l'iniziativa A Teatro con FRO?
A Teatro con FRO è il progetto della Fondazione Radioterapia Oncologica a cui è legata la serata di Processo alla Magia al Teatro Vittoria: secondo la pagina ufficiale del teatro, il biglietto sostiene la ricerca contro i tumori. Lo spettacolo è prodotto da FRO.
Il consiglio finale su Processo alla Magia
La magia dal vivo è uno dei pochi spettacoli che mettono d'accordo tutti, dal collega scettico all'amico che si commuove per niente. Processo alla Magia al Vittoria ha una data sola, un tema intelligente e una sala nata per il varietà. Prenotate subito, cenate a Testaccio, sedetevi al centro e preparatevi a cambiare verdetto.
Articolo scritto dalla redazione di Tour Leader Pro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.
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