Napulè al Teatro Vittoria — 6 e 7 ottobre 2026
Napulè. Storie sospese tra danza e circo, lo spettacolo ideato, diretto e coreografato da Claudio e Paolo Ladisa, va in scena al Teatro Vittoria di Roma martedì 6 e mercoledì 7 ottobre 2026 alle 21, in piazza di Santa Maria Liberatrice 10, al centro del rione Testaccio. In scena ci sono undici artisti e performer della Compagnia Ladisa; la produzione è di C.P.S. Centro Produzione Spettacoli e la durata annunciata è di 90 minuti con pausa. Il teatro si raggiunge con la metro B, fermata Piramide, e poi una decina di minuti a piedi attraverso Testaccio, oppure con il tram 3 che corre lungo via Marmorata. I prezzi sono pubblicati sul sito ufficiale del Teatro Vittoria e dal rivenditore autorizzato indicato dall'organizzazione; i biglietti si comprano al botteghino del teatro o sul circuito di prevendita autorizzato dall'organizzazione. Per informazioni il Vittoria risponde allo 06 5781960 e all'indirizzo info@teatrovittoria.it; il sito del teatro è teatrovittoria.it.
Il programma, come avverte il portale turistico di Roma Capitale, potrebbe subire variazioni: prima di uscire conviene controllare il sito del teatro o telefonare al botteghino.
Napulè al Teatro Vittoria: date, orari e biglietti in breve
Napulè resta al Teatro Vittoria per due sere, martedì 6 e mercoledì 7 ottobre 2026, entrambe alle 21. È uno spettacolo di danza, circo contemporaneo, acrobatica, teatro fisico e musica, costruito intorno alla figura di Pulcinella, e dura circa un'ora e mezza con un intervallo.
Le due serate
Due repliche infrasettimanali alla stessa ora: si esce intorno alle dieci e mezza, con un intervallo a metà spettacolo. Per chi viene da fuori Testaccio, l'orario delle 21 lascia il tempo di cenare prima nel rione oppure di fermarsi dopo per un dolce e un amaro.
Biglietti
Il comunicato stampa indica che i biglietti sono disponibili presso il Teatro Vittoria e attraverso i circuiti di vendita ufficiali. Il sito della compagnia rimanda a sua volta all'acquisto online. Il botteghino del Vittoria è aperto dal martedì al sabato dalle 11 alle 20 con orario continuato, il lunedì dalle 10 alle 13 e dalle 15.30 alle 19.
Una prima tappa
Secondo il comunicato, Napulè approda al Teatro Vittoria come prima tappa della nuova fase di circuitazione dello spettacolo per la stagione 2026/2027. Le due serate romane sono quindi un debutto: la compagnia presenta al pubblico la versione con cui girerà nei mesi successivi.
Cosa si vede in Napulè: Pulcinella fra danza e circo
Napulè è presentato come un viaggio poetico e spettacolare in cui la tradizione della Commedia dell'Arte incontra la danza, il circo contemporaneo, l'acrobatica, il teatro fisico e la musica. Al centro c'è Pulcinella, maschera eterna e imprevedibile, capace di attraversare mondi e dimensioni e di trasformare ogni incontro in un momento di stupore.
Pulcinella come guida
Pulcinella è la maschera napoletana per eccellenza, con il camicione bianco e la mezza maschera nera, servo e filosofo, affamato e furbo, capace di ridere della miseria e di dire verità scomode. Nella presentazione della compagnia è ironico, poetico e imprevedibile, e guida lo spettatore attraverso una serie di quadri. È una scelta sensata: nessuna figura riassume Napoli meglio di lui, e il suo corpo, fatto di gesti, salti e cadute, si presta naturalmente alla danza e all'acrobatica.
Quadri scenici
La struttura dello spettacolo, come la descrive il comunicato, procede per apparizioni sorprendenti e quadri di forte impatto visivo. Ogni scena diventa un frammento di vita, una tradizione, un'emozione. Non c'è quindi una trama lineare da seguire, ma una sequenza di immagini che compongono un ritratto della città, sospeso fra sogno e realtà.
Il corpo come linguaggio
Il punto dichiarato del lavoro è che il corpo diventa linguaggio e la tecnica si trasforma in racconto. Danza, circo e teatro fisico convivono in un unico universo scenico. Chi conosce il circo contemporaneo sa che questa è la sua differenza principale rispetto al circo tradizionale: il numero acrobatico non vale per la difficoltà in sé, ma per ciò che racconta.
La musica
La musica accompagna il viaggio creando un dialogo continuo fra passato e presente, memoria e contemporaneità. Gli arrangiamenti musicali sono firmati da Cesare Monni. In uno spettacolo dedicato a Napoli la musica è inevitabilmente un personaggio in più: la città ha una delle tradizioni musicali più riconoscibili del mondo, e ogni spettatore arriva con le proprie canzoni in testa.
Le strutture acrobatiche
Le strutture acrobatiche autoportanti sono di Lab Circus. È un dettaglio tecnico che dice molto: una scena con attrezzi aerei che non devono essere appesi al graticcio del teatro può viaggiare in sale diverse, e questo spiega perché lo spettacolo possa passare da un teatro di provincia a un palcoscenico come quello del Vittoria.
La storia di Napulè: vent'anni e un nuovo tour
Napulè è la nuova edizione di un progetto nato circa vent'anni fa e oggi ripensato con una visione contemporanea, mantenendo centrale il rapporto fra memoria, identità, corpo e spettacolarità. È quindi uno spettacolo con una storia lunga, che la compagnia ha riscritto invece di limitarsi a riprenderlo.
Le tappe recenti
Il calendario pubblicato dalla compagnia elenca le tappe più recenti: il 13 aprile 2025 al Teatro Orione di Roma; nello stesso anno la partecipazione a UnoMattina in Famiglia su Rai 1; il 31 maggio 2025 e il 19 aprile 2026 al Teatro Giuseppetti di Tivoli; il 17 settembre la compagnia è stata ospite di Applausi su Rai 1, con Gigi Marzullo. Le due serate del Vittoria arrivano dopo questo percorso.
Un omaggio alla cultura partenopea
La compagnia definisce Napulè un omaggio alla cultura partenopea reinterpretata con un linguaggio contemporaneo, in cui il corpo diventa il principale strumento di narrazione. La contaminazione fra linguaggi, secondo la presentazione, lo rende adatto a spettatori di tutte le età.
Il testo
Accanto alla regia e alla coreografia dei fratelli Ladisa, il testo dello spettacolo è firmato da Stefania Ladisa. In uno spettacolo fondato sul movimento, la parola ha un ruolo di cornice: dà a Pulcinella una voce e agli spettatori un filo per orientarsi fra i quadri.
Claudio e Paolo Ladisa: chi sono i registi e coreografi di Napulè
Claudio e Paolo Ladisa sono fratelli, registi, direttori artistici e coreografi italiani che da oltre vent'anni progettano e dirigono produzioni performative per teatri, festival, istituzioni, brand e spazi non convenzionali, in Italia e all'estero. Il loro sito ufficiale parla di oltre trecento produzioni.
Due fratelli, una visione
La presentazione ufficiale li descrive con una formula semplice: due fratelli, una visione. Il loro lavoro nasce dall'incontro fra corpo, spazio, luce, musica e narrazione, e il loro linguaggio unisce regia, coreografia, movimento, musica e innovazione scenica. Sono entrambi anche interpreti: nell'elenco degli artisti in tour di Napulè compaiono i loro nomi accanto a quelli della compagnia.
Le collaborazioni
Nel loro percorso, secondo il comunicato stampa, hanno collaborato con il Teatro dell'Opera di Roma, con La Fura dels Baus, con Micha van Hoecke, con la Rai e con Mediaset. Sono nomi che tracciano una mappa precisa: la grande istituzione lirica romana, la compagnia catalana che ha fatto scuola nello spettacolo di grande formato e negli eventi, un coreografo di lunga carriera nel balletto e nel teatro musicale, e la televisione nazionale.
Dalla scena ai grandi eventi
Il sito dei Ladisa racconta un lavoro che va dal teatro agli eventi culturali, fino alle produzioni per brand e agli spazi non convenzionali, con un'attenzione dichiarata alla progettazione di esperienze performative di grande scala. Chi va a vedere Napulè al Vittoria vedrà quindi il lato teatrale di un'attività molto più ampia, quello in cui la firma dei due fratelli si esprime con più libertà.
La formazione dei giovani
Fra le collaborazioni indicate per Napulè figurano la Next Generation Academy e l'Associazione Lorenzo Perosi di Selargius, in provincia di Cagliari, diretta da Roberta Dessì. Il sito della compagnia pubblica anche un percorso di alta specializzazione in danza e circo. È un aspetto che conta: lo spettacolo è anche un luogo in cui giovani interpreti lavorano accanto a performer esperti.
La Compagnia Ladisa in scena: interpreti e squadra tecnica
Napulè porta in scena undici artisti e performer della Compagnia Ladisa. La compagnia pubblica l'elenco degli interpreti che si alternano nel tour, a conferma che il cast di ogni serata può variare.
Gli interpreti
L'elenco del tour comprende Claudio Ladisa, Paolo Ladisa, Silvia Sarritzu, Gennaro Lasco, Ludovica Nonnato, Luca Mameli, Elena Toresi, Carmen Menna, Cloe Greta Lettieri, Silvia Petri, Aurora Fois, Lavinia Basilici, Chiara Lori, Micol Falcone e Viviana Grosso. Sono quindici nomi per undici posti in scena: una rotazione normale in una produzione che gira.
La squadra tecnica
Il direttore di scena è Alessandro Mameli, gli arrangiamenti musicali sono di Cesare Monni, le strutture acrobatiche autoportanti di Lab Circus, i video di Clara Anicito. La comunicazione è curata da Ufficio Stampa Show. Le foto di scena pubblicate dalla compagnia portano le firme di Piergiorgio Lauria, Leonardo Di Stefano, Andrea Vagnarelli, Giada Galbiati, Luca Baroni, Alessandro Marchetti e Monica Irma Ricci.
La produzione
Lo spettacolo è prodotto da C.P.S. Centro Produzione Spettacoli. Il comunicato stampa lo presenta come l'inizio di una nuova fase di circuitazione nazionale.
Perché vedere Napulè: il giudizio della redazione
Napulè ha un pregio che molti spettacoli di danza non hanno: parla a tutti. Pulcinella è una figura che conoscono i bambini e gli adulti, gli spettatori abituali della danza e chi non ci è mai stato; il circo contemporaneo ha una forza visiva immediata; la musica napoletana arriva senza bisogno di spiegazioni. Il rischio, in questi casi, è la cartolina, la Napoli di maniera. La scelta di affidare il racconto al corpo e ai quadri, invece che alla parola, è il modo giusto per evitarlo.
A chi lo consiglio
Alle famiglie, per prime: la compagnia presenta lo spettacolo come adatto a tutte le età, e la durata di novanta minuti con pausa è gestibile anche per i ragazzi. A chi ama il circo contemporaneo e vuole vederlo su un palcoscenico di prosa. A chi ha un legame con Napoli e vive a Roma, e cerca una serata che sappia di casa.
Con quale spirito andarci
Non cercate una trama: seguite Pulcinella da un quadro all'altro, come si segue una guida in una città che non si conosce. Lo spettacolo funziona per accumulo di immagini, e il senso complessivo arriva alla fine.
Il Teatro Vittoria: la sede di Napulè a Testaccio
Il Teatro Vittoria è il teatro di prosa di Testaccio, in piazza di Santa Maria Liberatrice 10, aperto nella forma attuale nel dicembre 1986 con 560 poltrone di velluto rosso davanti a un ampio palcoscenico. Lo gestisce la Cooperativa Attori e Tecnici, fondata nel 1977 da Attilio Corsini e Viviana Toniolo.
Il varietà del primo Novecento
All'inizio del Novecento il Vittoria era una palazzina a due piani affacciata su una piazza ancora sterrata, di fronte a una chiesa allora nuovissima. Vi si faceva varietà, e secondo la storia ufficiale del teatro su quel palco si esibirono Aldo Fabrizi, Totò e Anna Magnani. Per uno spettacolo che porta in scena Pulcinella, la presenza di Totò nella memoria della sala ha un peso particolare: il principe della risata napoletana ha calcato le assi di questo teatro prima di diventare il volto del cinema comico italiano.
Il Cinema Vittoria
Nel dopoguerra l'edificio originario venne abbattuto e sostituito da un condominio con un cinema al piano terra, con platea e balconata, costruito dall'imprenditore Amati. Per anni fu la sala di svago del quartiere, con un pubblico popolare e chiassoso.
La trasformazione del 1986
Nel maggio 1986 cominciarono i lavori per trasformare il cinema in teatro di prosa, su progetto dell'architetto Enrico Nespega. A dicembre dello stesso anno il Vittoria riaprì nella veste attuale. Da allora ha ospitato compagnie italiane e straniere e le produzioni della Cooperativa Attori e Tecnici, con Rumori fuori scena come titolo simbolo.
Una cooperativa di attori
Dopo la scomparsa di Attilio Corsini, dal 2008 la direzione artistica è di Viviana Toniolo. Il teatro affianca alla stagione i Tè letterari, arrivati alla trentesima edizione, la rassegna Salviamo i Talenti intitolata a Corsini e una scuola per spettatori dai 5 ai 105 anni. Accogliere uno spettacolo di danza e circo è coerente con una programmazione che da sempre guarda anche al pubblico delle famiglie.
Il palcoscenico
Per Napulè il palcoscenico del Vittoria è un vantaggio: ampio, frontale, con una platea di 560 posti che guarda la scena da una prospettiva adatta a leggere le figure acrobatiche e le coreografie d'insieme. È un palcoscenico da prosa, non da circo, e proprio per questo le strutture autoportanti della compagnia diventano essenziali.
Come arrivare al Teatro Vittoria per Napulè
Il Teatro Vittoria si raggiunge nel modo più semplice con la metro B, fermata Piramide, a una decina di minuti a piedi. Da lì si attraversa piazzale Ostiense, si imbocca via Marmorata e si piega verso il centro di Testaccio fino a piazza di Santa Maria Liberatrice.
Metro
La fermata Piramide della linea B è anche il nodo della stazione Roma Ostiense e del trenino per il Lido. Da Termini sono pochi minuti. Al ritorno, dopo le 22.30, controllate l'orario dell'ultima corsa sul sito dell'azienda di trasporto.
Tram e autobus
Il tram 3 percorre via Marmorata e lascia a pochi passi dal centro del quartiere. Testaccio è servito anche da diverse linee di autobus su via Marmorata e sul lungotevere; per l'itinerario esatto conviene usare il calcolatore di percorso dell'azienda di trasporto.
In auto
Il martedì e il mercoledì sera il parcheggio a Testaccio è un po' meno difficile che nel fine settimana, ma resta un quartiere di vie residenziali con stalli quasi sempre occupati. Meglio lasciare l'auto e usare la metro.
A piedi dal centro
Dal Circo Massimo si arriva a piedi in una ventina di minuti lungo via Marmorata. Da Trastevere si passa ponte Sublicio e si è già nel quartiere. Il taxi lascia in piazza, davanti all'ingresso.
Testaccio intorno al Teatro Vittoria
Piazza di Santa Maria Liberatrice è il centro di Testaccio, il rione operaio nato a fine Ottocento fra il Tevere, l'Aventino e il Monte dei Cocci. Di fronte al teatro sorsero le prime case popolari, frutto di un concorso internazionale e assegnate soprattutto ai carrettieri e agli operai del vicino mattatoio.
La piazza e la chiesa
La piazza è un giardino alberato con panchine e giochi per bambini, frequentato dal quartiere a tutte le ore. Sul lato opposto al teatro si alza la chiesa di Santa Maria Liberatrice. Prima dello spettacolo è il posto giusto per un caffè e per capire che cosa sia un quartiere romano abitato.
L'ex Mattatoio
A pochi minuti a piedi, in fondo a via Galvani, c'è l'ex Mattatoio, il grande complesso industriale che per decenni ha dato lavoro al rione e che oggi ospita spazi culturali, universitari e, in queste settimane, spettacoli del Romaeuropa Festival. Una panoramica del quartiere è nella guida su cosa vedere a Testaccio.
La Piramide e il Cimitero Acattolico
Sulla strada per la metro si incontrano la Piramide Cestia, Porta San Paolo e, subito dietro, il Cimitero Acattolico, uno dei luoghi più silenziosi di Roma.
Il Monte dei Cocci e il mercato
Il Monte dei Cocci, la collina artificiale di frammenti di anfore che dà il nome al rione, è a pochi minuti dalla piazza. Il Nuovo Mercato di Testaccio è il riferimento del quartiere per il cibo di giorno.
Dove mangiare a Testaccio prima o dopo Napulè
Testaccio è il quartiere della cucina romana del quinto quarto, nata intorno al Mattatoio: coda alla vaccinara, trippa, rigatoni con la pajata. Con uno spettacolo alle 21, la scelta è fra cena presto prima o cena tarda dopo.
Cena prima
Le trattorie del rione aprono in genere verso le sette e mezza. Sedersi alle sette e mezza e alzarsi alle otto e tre quarti è fattibile, a patto di prenotare e di dirlo al cameriere. Il martedì e il mercoledì sono serate tranquille, e trovare posto è più semplice che nel fine settimana.
Dopo lo spettacolo
Uscendo verso le dieci e mezza, alcune pizzerie e locali del quartiere sono ancora aperti. Verso via di Monte Testaccio, ai piedi del Monte dei Cocci, si concentrano i locali serali.
Con i bambini
Per le famiglie la soluzione più pratica è una pizza presto, prima dello spettacolo, e un supplì o un gelato all'intervallo se il teatro lo consente. Novanta minuti con pausa, a partire dalle 21, sono una serata lunga per i più piccoli: meglio arrivare già cenati.
Accessibilità, famiglie e consigli pratici
Il Teatro Vittoria offre un servizio di audiodescrizione per alcuni spettacoli della stagione, elencati sul sito; per sapere se riguarda anche Napulè, e per l'accesso in sala con sedia a rotelle, il riferimento è il botteghino allo 06 5781960.
Con i ragazzi
La compagnia presenta Napulè come uno spettacolo capace di parlare a spettatori di tutte le età. Pulcinella, le acrobazie e la musica funzionano con i bambini in età scolare; l'orario delle 21 in una sera infrasettimanale è la vera difficoltà. Con ragazzi dagli otto anni in su lo proporrei senza esitazioni.
Dove sedersi
Per uno spettacolo di acrobatica e coreografie d'insieme, i posti centrali di metà platea sono i migliori: abbastanza vicini da cogliere i dettagli, abbastanza lontani da vedere l'intera scena e le figure aeree. Le prime file sono emozionanti ma costringono a guardare in alto.
Puntualità
Arrivate almeno venti minuti prima per ritirare i biglietti e prendere posto. In uno spettacolo di quadri, perdere l'apertura significa perdere l'ingresso di Pulcinella, cioè la chiave di tutto.
Una curiosità su Napulè al Teatro Vittoria — 6 e 7 ottobre 2026
La curiosità più bella lega Pulcinella alla storia della sala. Il Teatro Vittoria, nella sua prima vita di inizio Novecento, era una palazzina a due piani dove si faceva varietà, lo spettacolo leggero e popolare da cui sarebbe nato l'avanspettacolo. Secondo la storia ufficiale del teatro, su quel palco si esibirono Aldo Fabrizi, Anna Magnani e Totò. Totò, napoletano del rione Sanità, è stato per il Novecento quello che Pulcinella era stato per i secoli precedenti: il corpo comico di Napoli, fatto di gesti disarticolati, di fame e di dignità, di maschera e di malinconia. Che un secolo dopo, nella stessa piazza, torni in scena Pulcinella con i corpi di danzatori e acrobati è una coincidenza che vale la pena conoscere prima di entrare in sala. C'è poi un secondo filo: Napulè è la riedizione di un progetto nato circa vent'anni fa, e il Vittoria è gestito da una cooperativa nata nel 1977. Sono due storie di compagnie che durano, e che al teatro chiedono continuità più che occasioni.
Una cosa che non ti dice nessuno su Napulè al Teatro Vittoria — 6 e 7 ottobre 2026
Quello che raramente si dice sugli spettacoli di circo contemporaneo in un teatro di prosa è che la sala stessa diventa una sfida tecnica. Un teatro all'italiana come il Vittoria è pensato per la parola: palcoscenico frontale, graticcio per le scenografie, luci per gli attori. Un numero acrobatico aereo ha bisogno di punti di ancoraggio sicuri, di altezze libere, di tempi di montaggio. La soluzione adottata dalla compagnia sono le strutture acrobatiche autoportanti realizzate da Lab Circus: attrezzi che reggono se stessi e non dipendono dall'edificio. È il motivo per cui Napulè può passare da Tivoli a Roma, da un teatro all'altro, senza rinunciare alle figure in aria. La seconda cosa che nessuno dice riguarda il cast. L'elenco pubblicato dalla compagnia comprende quindici nomi, mentre in scena gli interpreti sono undici: gli artisti si alternano, come accade in ogni produzione che gira. Chi vuole vedere in scena proprio Claudio e Paolo Ladisa, che compaiono nell'elenco, può chiedere informazioni alla compagnia, ma deve sapere che la composizione della serata può cambiare. La terza è pratica: il martedì della prima è anche l'inizio di un nuovo tour, e le prime sere di una circuitazione hanno sempre un'energia particolare.
Il consiglio che ti do per visitare Napulè al Teatro Vittoria — 6 e 7 ottobre 2026
Il consiglio è di trattare Napulè come una serata a due tempi, prima Testaccio e poi il teatro. Arrivate alla metro Piramide verso le sette, attraversate il rione a piedi lungo via Marmorata e raggiungete piazza di Santa Maria Liberatrice con un margine di mezz'ora. Se venite con bambini, una pizza presto nel quartiere è la soluzione migliore; se venite fra adulti, preferite un aperitivo in piazza e una cena tarda dopo lo spettacolo, quando le trattorie si svuotano e si può parlare con calma. Quanto alla serata, se potete scegliete il mercoledì 7: la compagnia avrà già preso le misure del palcoscenico del Vittoria, e la seconda replica è spesso più sciolta della prima. Chi invece ama l'emozione dei debutti vada il martedì. Un'ultima indicazione per danza e circo: sedetevi a metà platea, al centro. Da lì si vedono le figure aeree senza torcere il collo e le coreografie d'insieme nella loro geometria, che è metà del piacere. E all'intervallo non correte al bar: restate un momento a guardare la sala, le 560 poltrone di velluto rosso che furono, un tempo, la platea di un cinema di quartiere.
Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato
Tutti sanno che Pulcinella è napoletano, che veste di bianco e porta una mezza maschera nera. Meno spesso si ricorda che la Commedia dell'Arte, da cui la maschera nasce, era prima di tutto un teatro di corpi: gli attori delle compagnie dell'Arte erano anche acrobati, danzatori, musicisti, e costruivano gli spettacoli su canovacci, cioè su una trama essenziale riempita di lazzi, salti, cadute e numeri di abilità. In questo senso uno spettacolo come Napulè, dove danza, acrobatica e teatro fisico raccontano la città attraverso Pulcinella, non è una contaminazione moderna ma un ritorno alle origini. Il circo contemporaneo e la Commedia dell'Arte condividono l'idea che il corpo dell'attore sia già racconto. L'altro fatto risaputo e poco citato riguarda la sala. Il varietà di Testaccio, con il suo pubblico popolare, ha visto sul palco un comico napoletano come Totò, secondo la storia ufficiale del teatro. Napulè torna a occupare, idealmente, quello stesso spazio, con una maschera che di Totò è l'antenata.
La foto giusta da fare a Napulè al Teatro Vittoria — 6 e 7 ottobre 2026
Durante lo spettacolo le foto non si fanno, e in uno spettacolo acrobatico la ragione è anche di sicurezza: un flash improvviso può distrarre un interprete sospeso in aria. La foto giusta si fa prima o dopo. La prima inquadratura è la facciata del teatro con le locandine della stagione, ripresa dal giardino di piazza di Santa Maria Liberatrice quando le luci dell'ingresso si accendono: a inizio ottobre il buio arriva verso le sette, e alle otto e mezza la piazza è illuminata e animata. Mettete in primo piano gli alberi e sullo sfondo l'ingresso: è l'immagine di un teatro di quartiere. La seconda è dall'altro lato della piazza, con la chiesa di Santa Maria Liberatrice alle spalle e il teatro davanti: la stessa prospettiva che avevano gli spettatori del varietà di inizio Novecento, quando su quel palco saliva Totò. La terza è in sala, prima dell'inizio, se il personale lo consente e senza flash: le poltrone di velluto rosso rivolte verso il sipario chiuso. Per le immagini dello spettacolo, affidatevi alle foto di scena pubblicate dalla compagnia, firmate da diversi fotografi, che restituiscono bene i quadri acrobatici.
Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia
La storia del Teatro Vittoria segue quella di Testaccio. Nei primi anni del Novecento il teatro è il punto di ritrovo del quartiere operaio, una palazzina a due piani su una piazza ancora sterrata, di fronte a una chiesa appena costruita; davanti sorgono le prime case popolari, frutto di un concorso internazionale e assegnate ai carrettieri e agli operai del mattatoio. Sul palco del varietà passano Aldo Fabrizi, Totò e Anna Magnani. Nel dopoguerra, negli anni della grande espansione edilizia della capitale, l'edificio originario viene abbattuto e sostituito da un condominio moderno con un cinema al piano terra: il Cinema Vittoria, costruito dall'imprenditore Amati, con platea e balconata, per anni la sala del quartiere. Nel 1977 Attilio Corsini e Viviana Toniolo fondano la Cooperativa Attori e Tecnici. Nel maggio 1986 cominciano i lavori di trasformazione del cinema in teatro di prosa, su progetto dell'architetto Enrico Nespega, e a dicembre dello stesso anno il Vittoria apre al pubblico con 560 poltrone di velluto rosso. Negli anni successivi la cooperativa costruisce qui il proprio repertorio, con Rumori fuori scena come titolo simbolo. Nel 2008, dopo la scomparsa di Corsini, la direzione artistica passa a Viviana Toniolo, e al fondatore viene intitolata la rassegna per giovani talenti Salviamo i Talenti.
Chi è passato da Napulè al Teatro Vittoria — 6 e 7 ottobre 2026
Dal palco del Vittoria sono passate tre generazioni di spettacolo. Nel primo teatro di varietà di Testaccio, secondo la storia ufficiale della sala, si esibirono Aldo Fabrizi, Totò e Anna Magnani, prima di diventare i volti del cinema italiano. Nel cinema del dopoguerra passò il pubblico popolare del rione, quello che la storia del teatro descrive come spiccio e chiassoso, dall'umorismo genuino. Nel teatro di prosa nato nel 1986 hanno lavorato Attilio Corsini, fondatore della Cooperativa Attori e Tecnici, e Viviana Toniolo, direttrice artistica dal 2008, con gli attori della compagnia, l'architetto Enrico Nespega che firmò la trasformazione, e le compagnie ospiti di quasi quarant'anni di stagioni. In questo inizio di stagione 2026/2027 il Vittoria ospita, fra gli altri, la rassegna di improvvisazione Addue, dal 2 al 4 ottobre. Il 6 e 7 ottobre passano da qui Claudio e Paolo Ladisa, che nel loro percorso hanno lavorato con il Teatro dell'Opera di Roma, La Fura dels Baus e Micha van Hoecke, insieme agli undici interpreti della Compagnia Ladisa scelti fra Silvia Sarritzu, Gennaro Lasco, Ludovica Nonnato, Luca Mameli, Elena Toresi, Carmen Menna, Cloe Greta Lettieri, Silvia Petri, Aurora Fois, Lavinia Basilici, Chiara Lori, Micol Falcone e Viviana Grosso. E con loro, dopo un secolo, torna in questa piazza lo spirito napoletano di Totò, nei panni di Pulcinella.
Roma a inizio ottobre: il periodo giusto per il teatro
La prima settimana di ottobre è il momento in cui la stagione teatrale romana riparte davvero. Le giornate sono ancora tiepide, le sere fresche, e camminare dalla metro al teatro attraverso Testaccio è un piacere.
Altre serate nella zona
Chi vuole fare di Testaccio e Ostiense il proprio quartiere di riferimento trova a poca distanza la Centrale Montemartini e la street art di Ostiense. Salendo verso l'Aventino si raggiunge il Giardino degli Aranci, con la terrazza sul Tevere e su San Pietro.
Domande frequenti su Napulè al Teatro Vittoria
Quando va in scena Napulè al Teatro Vittoria?
Napulè va in scena al Teatro Vittoria di Roma martedì 6 e mercoledì 7 ottobre 2026, entrambe le sere alle 21. Lo spettacolo dura 90 minuti con pausa, secondo il comunicato stampa. Il programma potrebbe subire variazioni: conviene controllare il sito del teatro prima di uscire.
Dove si comprano i biglietti per Napulè?
I biglietti per Napulè al Teatro Vittoria si comprano al botteghino del teatro, in piazza di Santa Maria Liberatrice 10, o sul circuito di prevendita autorizzato dall'organizzazione. I prezzi sono pubblicati sul sito ufficiale del teatro e dal rivenditore autorizzato. Il botteghino risponde allo 06 5781960.
Dove si trova il Teatro Vittoria?
Il Teatro Vittoria si trova in piazza di Santa Maria Liberatrice 10, al centro del rione Testaccio. Si raggiunge con la metro B, fermata Piramide, e poi una decina di minuti a piedi lungo via Marmorata; in alternativa con il tram 3, che percorre la stessa via.
Che tipo di spettacolo è Napulè?
Napulè è uno spettacolo di danza, circo contemporaneo, acrobatica, teatro fisico e musica, ideato, diretto e coreografato da Claudio e Paolo Ladisa. Al centro c'è Pulcinella, maschera della Commedia dell'Arte, che guida il pubblico attraverso quadri scenici dedicati all'anima di Napoli. In scena ci sono undici artisti della Compagnia Ladisa.
Napulè è adatto ai bambini?
La compagnia presenta Napulè come uno spettacolo capace di parlare a spettatori di tutte le età, e acrobazie, musica e Pulcinella funzionano bene con i ragazzi. L'orario delle 21 in una sera infrasettimanale e la durata di novanta minuti con pausa lo rendono più adatto ai bambini dagli otto anni in su.
Chi sono Claudio e Paolo Ladisa?
Claudio e Paolo Ladisa, autori di Napulè, sono fratelli, registi, coreografi e direttori artistici che da oltre vent'anni firmano produzioni per teatri, festival, istituzioni e brand. Secondo il comunicato stampa hanno collaborato con il Teatro dell'Opera di Roma, La Fura dels Baus, Micha van Hoecke, la Rai e Mediaset.
Il Teatro Vittoria è accessibile?
Il Teatro Vittoria offre un servizio di audiodescrizione per alcuni spettacoli della stagione. Per l'accesso con sedia a rotelle, i posti riservati e ogni esigenza specifica legata a Napulè, il riferimento è il botteghino del teatro, al numero 06 5781960 o all'indirizzo info@teatrovittoria.it.
Il consiglio finale su Napulè
Gli spettacoli che uniscono corpo, musica e una maschera antica sono quelli che restano in mente più a lungo, soprattutto ai ragazzi. Napulè al Vittoria mette Pulcinella su un palco dove un secolo fa passava Totò, e questo basta a rendere la serata diversa. Prenotate presto, sedetevi al centro a metà platea, arrivate a Testaccio con un po' di anticipo e lasciatevi guidare dalla maschera bianca e nera.
Articolo scritto dalla redazione di Tour Leader Pro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.
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