Proponi un eventoAccediIl mio viaggio

Lettera di una sconosciuta di Davide Sacco al Teatro India — dal 13 al 18 aprile 2027

Lettera di una sconosciuta, dal racconto di Stefan Zweig, con testo e regia di Davide Sacco e con Giordana Faggiano, va in scena al Teatro India di Roma da martedì 13 a domenica 18 aprile 2027, sul lungotevere Vittorio Gassman 1, all'angolo con via Luigi Pierantoni, fra Testaccio, Ostiense e Marconi. Le recite sono sei, una al giorno da martedì a domenica; gli orari di inizio sono pubblicati dal Teatro di Roma sulla pagina dello spettacolo e sul circuito di vendita della fondazione. È una produzione del Teatro di Roma, Teatro Nazionale, con LVF e il Teatro Manini di Narni, inserita nella stagione 2026/2027 Il teatro è vita. Al Teatro India si arriva con la metro B fino a Garbatella e poi circa un chilometro a piedi attraverso il ponte dell'Industria, con il treno fino alla stazione di Roma Trastevere, a circa settecento metri, oppure con gli autobus 170, 766, 775, 780 e 781 che fermano in piazza della Radio. I prezzi sono pubblicati sul sito ufficiale del Teatro di Roma, e i biglietti si acquistano sul sito ufficiale della fondazione o alle sue biglietterie; tutte le informazioni sono sulla pagina ufficiale dello spettacolo.

Immagine ufficiale di Lettera di una sconosciuta, regia di Davide Sacco, al Teatro India
Immagine ufficiale di Lettera di una sconosciuta, regia di Davide Sacco, al Teatro India Foto: Teatro di Roma (immagine ufficiale dello spettacolo)

Il punto di partenza è uno dei racconti più celebri del Novecento europeo: una donna mai riconosciuta scrive a un famoso scrittore la lettera di tutta una vita. Davide Sacco sposta la confessione in un bagno d'ospedale, uno spazio asettico e sospeso in cui la memoria prende corpo. Di seguito le date, il contenuto dello spettacolo, la storia del racconto e del film che lo ha reso famoso, le biografie di Zweig e del regista, la storia del Teatro India, come arrivare, cosa c'è intorno, dove mangiare e le domande più frequenti.

Lettera di una sconosciuta al Teatro India: date e informazioni essenziali

Lettera di una sconosciuta ha sei recite al Teatro India, da martedì 13 a domenica 18 aprile 2027. Il calendario pubblicato dal Teatro di Roma indica una recita al giorno per tutta la settimana.

Le date

Martedì 13, mercoledì 14, giovedì 15, venerdì 16, sabato 17 e domenica 18 aprile 2027. Una sola settimana di programmazione a Roma, a metà primavera: chi vuole scegliere la sera preferita fa bene a non aspettare l'ultimo momento.

Gli orari

Gli orari di inizio non compaiono nel calendario sintetico della pagina dello spettacolo: il Teatro di Roma li indica sul proprio circuito di vendita. Conviene controllare quello della data scelta al momento dell'acquisto, perché può variare fra le serate feriali e la domenica.

Chi firma lo spettacolo

Il testo e la regia sono di Davide Sacco, dal racconto di Stefan Zweig; in scena c'è Giordana Faggiano. Le scene sono di Luigi Sacco, le luci di Luigi Della Monica, i costumi di Luciana Donadio, le musiche di Arturo Annecchino. Assistente alla regia è Enrico Spelta, direttore di produzione Luigi Cosimelli.

La produzione

Lo spettacolo è prodotto dal Teatro di Roma, Teatro Nazionale, insieme a LVF e al Teatro Manini di Narni, il teatro umbro di cui Davide Sacco è condirettore. È quindi una produzione della casa: nasce dentro la fondazione che gestisce l'Argentina, l'India e il Teatro di Villa Torlonia.

Di che cosa parla Lettera di una sconosciuta

Lettera di una sconosciuta racconta un amore assoluto e mai visto: il giorno del suo compleanno un celebre scrittore riceve una lunga lettera anonima, scritta da una donna che ha intrecciato a lui tutta la propria vita senza mai essere riconosciuta. È la presentazione che ne dà il Teatro di Roma.

La lettera

Nella lettera la donna ripercorre tutto: l'infatuazione adolescenziale, l'amore mai dichiarato, l'attesa, il sacrificio, una maternità vissuta nel segreto. Un sentimento custodito nell'ombra per anni, che trova voce solo alla fine, dopo la morte del figlio e quando anche la sua vita volge al termine. La confessione diventa così estrema, senza più nulla da perdere.

Il bagno d'ospedale

La scelta registica più netta è il luogo. Davide Sacco ambienta la confessione in un bagno d'ospedale, uno spazio asettico e sospeso in cui il passato riaffiora come un teatro della mente. Non la stanza elegante dello scrittore che riceve la busta, dunque, ma il luogo da cui la lettera parte: il punto di vista si rovescia, e il pubblico è con chi scrive.

Un atto di liberazione

Nella lettura del Teatro di Roma la lettera non è più soltanto un ultimo messaggio, ma un atto di liberazione: il tentativo, forse per la prima volta, di affidare al mondo la storia di un amore rimasto invisibile. È un cambio di accento importante rispetto alla tradizione, che ha spesso letto il racconto come la storia di una vittima.

I temi

Il Teatro di Roma parla di un racconto intimo e lacerante sulla forza e sulla fragilità dell'amore, sull'identità e sulla cecità con cui spesso si attraversa la vita degli altri. A nostro giudizio è quest'ultimo il tema che rende il testo ancora attuale: la difficoltà di vedere davvero chi ci è accanto.

Un'interprete in scena

I crediti ufficiali indicano una sola interprete, Giordana Faggiano. La forma naturale di una lettera è la voce di chi scrive, e lo spettacolo sembra costruito attorno a questa voce, con le scene di Luigi Sacco, le luci di Luigi Della Monica e le musiche di Arturo Annecchino a disegnare lo spazio della memoria.

Il racconto di Stefan Zweig: Brief einer Unbekannten

Lettera di una sconosciuta, in tedesco Brief einer Unbekannten, è un racconto pubblicato da Stefan Zweig nel 1922, lo stesso anno di Amok. Con queste due novelle, e con la raccolta Sovvertimento dei sensi del 1927, cominciò il grande successo dello scrittore viennese.

Il 1922

Il 1922 è un anno decisivo per Zweig. Oltre ad Amok e a Lettera di una sconosciuta escono Notte fantastica e Gli occhi dell'eterno fratello. Lo scrittore vive allora a Salisburgo, dove si era stabilito dopo la prima guerra mondiale con la prima moglie Friderike, e sta costruendo la fama che negli anni successivi lo renderà uno degli autori più letti d'Europa.

Le traduzioni italiane

In Italia il racconto circola da quasi un secolo. La prima traduzione, di Berta Burgio Ahrens, esce da Sperling e Kupfer nel 1932, anche con il titolo Lettera d'una sconosciuta, in un volume insieme a Leporella. Seguono le traduzioni di Emilio Picco e Luisa Coeta per Frassinelli nel 1993, di Ada Vigliani per Adelphi nel 2009, di Silvia Montis per Newton Compton nel 2013 e di Chicca Galli per Garzanti nel 2014.

Perché si legge ancora

Il racconto è breve e si regge su un meccanismo semplice: una lettera, una sola voce, un destinatario che non ricorda. È un dispositivo che si presta naturalmente alla scena, perché mette il lettore, e quindi lo spettatore, nella posizione dell'uomo che legge e scopre, pagina dopo pagina, di non aver mai visto chi gli era vicino.

Lettera da una sconosciuta: il film di Max Ophüls del 1948

Dal racconto di Zweig Max Ophüls trasse nel 1948 il film Letter from an Unknown Woman, in Italia Lettera da una sconosciuta, con Joan Fontaine e Louis Jourdan. Nel 1992 il film è stato scelto per la conservazione nel National Film Registry della Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti.

La produzione

Il film, in bianco e nero, dura 86 minuti. La sceneggiatura è di Howard Koch, il produttore John Houseman, la fotografia di Franz Planer, le musiche di Daniele Amfitheatrof. Distribuito dalla Universal, fu presentato in prima a New York il 28 aprile 1948.

Le differenze

Ophüls ambienta la storia nella Vienna del primo Novecento e fa del protagonista un pianista, Stefan Brand, interpretato da Louis Jourdan; la donna ha un nome, Lisa Berndle, ed è Joan Fontaine. Nel racconto di Zweig, e nello spettacolo di Sacco, il destinatario è invece uno scrittore, e la donna resta senza nome fino alla fine.

Il finale del film

Nel film la lettera arriva al pianista la notte prima di un duello; dopo averla letta, l'uomo chiede al domestico muto John se ricorda il nome della donna, e John lo scrive su un foglio. È uno dei finali più citati del melodramma hollywoodiano, e contribuì a fissare nell'immaginario del pubblico la storia di Zweig.

Chi è Stefan Zweig: biografia dell'autore

Stefan Zweig, nato a Vienna il 28 novembre 1881 e morto a Petrópolis, in Brasile, il 22 febbraio 1942, è stato uno scrittore, drammaturgo, giornalista, biografo e poeta austriaco, naturalizzato britannico, noto soprattutto per le novelle e le biografie.

La formazione a Vienna

Figlio dell'industriale Moritz Zweig e di Ida Brettauer, nata ad Ancona, crebbe in un'agiata famiglia ebraica nel clima artistico della Vienna di fine Ottocento. Attraverso la madre si sentiva vicino alla cultura italiana, che considerava una seconda casa. Studiò filosofia a Vienna e a Berlino e si laureò nel 1904 con una tesi su Hippolyte Taine.

L'Europa come patria

Viaggiò molto, soggiornò a lungo a Parigi e a Londra, conobbe Émile Verhaeren, Georges Duhamel, Auguste Rodin e Hermann Hesse; fu amico di Romain Rolland. Durante la prima guerra mondiale passò gli ultimi anni del conflitto in Svizzera, fra Zurigo e Ginevra, in contatto con Hesse, James Joyce e Ferruccio Busoni.

Gli anni di Salisburgo

Dopo la guerra si stabilì a Salisburgo e cominciò una lunga militanza pacifista. Sono gli anni dei grandi successi: le novelle del 1922, Sovvertimento dei sensi nel 1927, Momenti fatali, che raggiunse una tiratura di 250.000 copie, e le grandi biografie, da Fouché nel 1929 a Maria Antonietta nel 1932, il suo maggiore successo, fino a Erasmo da Rotterdam e Maria Stuarda.

L'esilio

Nel 1933 i suoi libri furono bruciati dai nazisti in Germania. Nel 1934 lasciò l'Austria per Londra, nel 1938 ottenne la cittadinanza britannica; nel 1939 sposò Lotte Altmann e nel 1940 si trasferì a New York, poi nel 1941 a Petrópolis, in Brasile. Lì scrisse la Novella degli scacchi e completò l'autobiografia Il mondo di ieri, pubblicata postuma nel 1944. Morì a Petrópolis nel febbraio 1942, insieme alla moglie.

Zweig e il teatro

Zweig fu anche drammaturgo: scrisse Jeremias, finito nel 1917, che considerava la sua opera più personale, adattò nel 1926 il Volpone di Ben Jonson e firmò il libretto di La donna silenziosa per Richard Strauss. Il palcoscenico, dunque, non è un territorio estraneo alla sua opera.

Chi è Davide Sacco: biografia del regista

Davide Sacco, nato a Torre del Greco nel 1990, è regista e autore teatrale e dal settembre 2021 è condirettore del Teatro Manini di Narni insieme a Francesco Montanari.

La formazione

Studia pianoforte e tamburi; nel 2008 si diploma all'I.C.R.A. Project di Michele Monetta come mimo e attore e si laurea in Arti e storie dello spettacolo alla Sapienza di Roma.

Gli anni da aiuto regista

Lavora come aiuto regista accanto a Massimo Popolizio, Geppy Gleijeses, Tato Russo, Lello Arena, Livio Galassi, Vincenzo Cerami, Gigi Savoia e Luciano Melchionna. Da regista dirige poi attori come Francesco Montanari, Massimo Venturiello, Gianmarco Saurino e Maria Pia Calzone.

L'autore

Come autore collabora con Amnesty International, Teatri Molisani, Asti Teatro, Napoli Teatro Festival ed EU Collective Plays. Cura la drammaturgia di Ma.Ma Le voci di un sogno, dedicato a Nelson Mandela e Miriam Makeba. Dirige testi scritti da lui: L'uomo più crudele del mondo con Francesco Montanari e Guanciale, Napoleone. La morte di Dio ancora con Guanciale, Sesto Potere con Montanari e Caccamo.

Il curatore

Per il Teatro di Roma è curatore della mostra su Peter Stein Nato a Berlino nel '37, allestita al Teatro Valle. Cura la rassegna di nuova drammaturgia Quinta Armata per il Teatro Marconi di Roma e, per il Teatro Parioli, il progetto Grammatiche teatrali sull'educazione dello spettatore. Dirige il Lunga Vita Festival a Roma e il festival Narni Città Teatro.

Shakespeare a Verona

Al Festival del Teatro Romano di Verona ha presentato una sua versione dell'Amleto di Shakespeare, con Francesco Montanari, Franco Branciaroli, Sara Bertelà e Francesco Acquaroli. Lettera di una sconosciuta segna il suo incontro con Zweig, in una produzione che lega Roma e Narni.

Il Teatro India: storia della sede

Il Teatro India è la seconda sede della Fondazione Teatro di Roma, accanto al Teatro Argentina e al Teatro di Villa Torlonia, ed è stato inaugurato il 7 settembre 1999 negli spazi della ex fabbrica Mira Lanza, sulla riva destra del Tevere. È l'ultimo teatro aperto a Roma nel Novecento.

Una fabbrica sul fiume

All'inizio del Novecento qui sorgeva la fabbrica Mira, dedicata alla produzione chimica, con i primi edifici in mattoni progettati dall'ingegnere Giulio Filippucci. Nel 1913 lo stabilimento passò al Comune di Roma e produsse glicerina negli anni della prima guerra mondiale; poi, anche per la vicinanza con il Mattatoio di Testaccio, si convertì alla produzione di sapone.

Dalla Mira Lanza ai magazzini di scena

La concorrenza con l'Unione Stearinerie Lanza e l'arrivo di Henkel e di Procter e Gamble spinsero le due aziende a unirsi nella Mira Lanza. Con la seconda guerra mondiale cominciò il declino; lo stabilimento chiuse nel 1952, e i capannoni diventarono i magazzini della ditta Rancati, attrezzeria teatrale e cinematografica.

Il nome

Nella primavera del 1999 il Comune acquistò parte dell'area. Il nome lo scelse Mario Martone, allora direttore del Teatro di Roma: India, un nome di Stato come Argentina, e insieme una metafora del viaggio.

Com'è fatto

Tre navate, mattoni scuri a vista, tetti spioventi, travi di legno e ferro, poltrone di velluto rosso. Le sale sono modulabili, a pianta circolare, su più livelli o in forma itinerante; ci sono laboratori di scenografia, e d'estate gli spazi all'aperto ospitano arene di cinema e musica, come racconta la scheda su India Città Aperta 2026. Per uno spettacolo raccolto come Lettera di una sconosciuta, la vicinanza fra scena e platea è un vantaggio.

Una curiosità su Lettera di una sconosciuta di Davide Sacco al Teatro India — dal 13 al 18 aprile 2027

La curiosità più interessante riguarda il luogo in cui il regista ha scelto di ambientare la lettera. Nel racconto di Zweig la donna scrive dopo la morte del figlio, mentre la malattia la sta consumando; nel film di Ophüls il biglietto finale arriva dalle suore dell'ospedale in cui lei è morta. L'ospedale, dunque, è sempre stato sullo sfondo della storia, ma nessuno lo aveva messo al centro. Davide Sacco lo fa, e sceglie la stanza più anonima di tutte: il bagno, uno spazio asettico, piastrellato, in cui nessuno si ferma. È lì che la donna ricorda, ed è lì che il passato riaffiora come un teatro della mente. Una seconda curiosità riguarda la sede. Il Teatro India nasce in una ex fabbrica di sapone, i cui capannoni per decenni hanno custodito gli oggetti di scena della ditta Rancati: un luogo che ha già conosciuto la trasformazione dello spazio di lavoro in spazio di finzione. Ospitare uno spettacolo che trasforma un bagno d'ospedale in un teatro della memoria è una coincidenza felice. La terza curiosità è editoriale: la prima traduzione italiana del racconto, quella di Berta Burgio Ahrens per Sperling e Kupfer, uscì nel 1932, dieci anni dopo l'originale, in un volume che la abbinava a un altro racconto di Zweig, Leporella.

Una cosa che non ti dice nessuno su Lettera di una sconosciuta di Davide Sacco al Teatro India — dal 13 al 18 aprile 2027

Quello che le presentazioni tendono a non dire è che molti spettatori conoscono questa storia dal cinema e non dal libro. Il film di Max Ophüls del 1948 ha cambiato molte cose: il destinatario diventa un pianista, la donna ha un nome, Lisa, c'è un duello all'alba e un domestico muto che scrive quel nome su un foglio. Chi arriva al Teatro India con in mente quelle immagini deve sapere che lo spettacolo di Davide Sacco parte dal racconto di Zweig: il destinatario è uno scrittore, la lettera arriva nel giorno del suo compleanno, e la donna resta senza nome. Il consiglio è rileggere il racconto prima, o almeno lasciar da parte il film. La seconda cosa che nessuno dice riguarda la durata del testo: è un racconto breve, che si legge in una sera, e questo permette alla regia di lavorare sul dettaglio della voce senza tagli violenti. La terza riguarda il tono. Il Teatro di Roma parla di un atto di liberazione: la lettera come tentativo di consegnare al mondo una storia rimasta invisibile. A nostro giudizio è una chiave che cambia l'ascolto: la donna non è soltanto la vittima di un uomo distratto, ma qualcuno che, alla fine, prende la parola. Infine un consiglio pratico: il Teatro India non è sulla strada di nessuno, e in uno spettacolo costruito su una sola voce arrivare a recita iniziata significa perdere il filo.

Il consiglio che ti do per visitare Lettera di una sconosciuta di Davide Sacco al Teatro India — dal 13 al 18 aprile 2027

Il consiglio è scegliere una sera feriale, fra martedì 13 e giovedì 15 aprile, e arrivare al Teatro India a piedi dalla metro Garbatella, attraversando il ponte dell'Industria. Ad aprile le giornate sono già lunghe: partendo presto si cammina lungo il fiume con la luce della sera, con il Gazometro alle spalle e i capannoni della ex Mira Lanza davanti. È una passeggiata di un quarto d'ora che mette nel giusto stato d'animo per uno spettacolo intimo. Prima di andare conviene leggere il racconto di Zweig, disponibile in diverse traduzioni italiane, dalla Adelphi di Ada Vigliani alla Garzanti di Chicca Galli: è breve, si legge in un'ora, e permette di seguire con attenzione le scelte della regia, a cominciare dallo spostamento della scena in un bagno d'ospedale. Chi invece conosce solo il film di Ophüls farà bene a lasciarlo da parte per una sera. Nel fine settimana, sabato 17 e domenica 18, conviene prenotare con anticipo: sei recite sono poche, e una produzione del Teatro di Roma richiama il pubblico degli abbonati. Per la sera, infine, il consiglio è tenersi un'ora libera dopo lo spettacolo: una cena a Testaccio o a Ostiense è il modo migliore per parlarne.

Come arrivare al Teatro India per Lettera di una sconosciuta

Il Teatro India si trova sul lungotevere Vittorio Gassman 1, un tempo lungotevere dei Papareschi, all'incrocio con via Luigi Pierantoni, di fronte al Gazometro. Non è un teatro del centro storico e va raggiunto con un po' di pianificazione, soprattutto la sera.

Metro

La fermata più vicina della metro B è Garbatella, a circa un chilometro. Si esce verso via Ostiense, si attraversa il Tevere sul ponte dell'Industria e si arriva al teatro lungo il fiume: una dozzina di minuti a passo normale.

Treno

La stazione di Roma Trastevere, servita dalle linee regionali FL1, FL3 e FL5, è a circa settecento metri. Per chi arriva dall'aeroporto di Fiumicino o dai quartieri serviti dalle linee regionali è spesso il mezzo più rapido.

Autobus e tram

Le linee 170, 766, 775, 780 e 781 fermano in piazza della Radio, a pochi minuti a piedi. Il tram 8 serve la zona della stazione Trastevere. Prima di uscire conviene verificare percorsi e orari serali con il calcolatore dell'Atac.

In auto

Il Teatro India è fuori dalla zona a traffico limitato del centro. Fra viale Marconi e il lungotevere la sosta è in genere più semplice che a Trastevere, ma nel fine settimana conviene arrivare con un quarto d'ora di margine.

Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato

Che Stefan Zweig sia stato uno degli scrittori più letti d'Europa fra le due guerre è cosa nota. Meno citato è il fatto che il suo successo sia cominciato proprio con Lettera di una sconosciuta: fu la pubblicazione, nel 1922, delle novelle Amok e Lettera di una sconosciuta, seguite nel 1927 dalla raccolta Sovvertimento dei sensi, ad aprire la stagione in cui Zweig divenne un autore di grandi tirature. Lo spettacolo del Teatro India porta dunque in scena il testo da cui nacque la fama del suo autore. Un secondo fatto noto agli appassionati e poco ricordato dal grande pubblico riguarda il legame di Zweig con l'Italia: la madre, Ida Brettauer, era nata ad Ancona, e lo scrittore considerava la cultura italiana una seconda casa. Durante la prima guerra mondiale, quando in Austria tutto ciò che era italiano era guardato con ostilità, pubblicò sulla Neue Freie Presse un articolo in omaggio a Benedetto Croce, che lui stesso ricordò poi nella sua autobiografia. Un terzo fatto riguarda il film: Lettera da una sconosciuta di Max Ophüls, oggi considerato un classico, è stato inserito nel 1992 nel National Film Registry degli Stati Uniti, il registro delle opere che la Biblioteca del Congresso ritiene degne di conservazione per il loro valore culturale. Un racconto viennese del 1922, dunque, è diventato anche patrimonio del cinema americano.

Intorno al Teatro India: Ostiense, Testaccio e il Gazometro

Il Teatro India si trova nel punto in cui Testaccio, Ostiense e Marconi si toccano, lungo il tratto di Tevere che racconta meglio la Roma industriale del Novecento.

Il Gazometro e Ostiense

Oltre il fiume si alza il Gazometro, la struttura metallica diventata simbolo del quartiere; il Teatro di Roma scrive che veglia sul teatro. Ostiense è anche il quartiere della street art e della Centrale Montemartini, dove le sculture antiche dei Musei Capitolini sono esposte fra turbine e caldaie.

Testaccio

Verso nord si raggiunge Testaccio, con l'Ex Mattatoio, il Monte dei Cocci, il Nuovo Mercato di Testaccio e la Piramide Cestia. Il filo che lega il Mattatoio alla vecchia Mira, che produceva sapone anche grazie alla vicinanza con il macello, è uno dei più curiosi di questo paesaggio.

San Paolo e Porta Portese

Più a sud c'è la basilica di San Paolo fuori le Mura, a una fermata di metro da Garbatella. Verso nord, lungo la riva destra, si risale verso Porta Portese e Trastevere.

La foto giusta da fare a Lettera di una sconosciuta di Davide Sacco al Teatro India — dal 13 al 18 aprile 2027

Durante lo spettacolo il telefono resta spento: in uno spettacolo costruito sulla voce di una sola interprete basta uno schermo acceso per rompere la concentrazione della sala. La foto si fa fuori, e il Teatro India ne offre almeno tre. La prima è quella con il Gazometro: dallo spazio esterno del teatro la struttura metallica si staglia oltre il Tevere. In aprile, arrivando con anticipo, si può fotografare con la luce della sera, quando il ferro del Gazometro si fa scuro contro il cielo di Ostiense. La seconda si fa dal ponte dell'Industria, per chi arriva da Garbatella: le travature in primo piano, il fiume sotto, i capannoni della ex Mira Lanza sulla riva opposta. La terza è un dettaglio che dialoga con lo spettacolo: le finestre alte del vecchio stabilimento, con la luce che filtra dall'interno. Un edificio nato per il lavoro e diventato luogo di memoria è un'immagine adatta a una storia che parla di un amore rimasto dietro un vetro, visibile e mai visto. Chi ama la fotografia di dettaglio può cercare le texture dei mattoni scuri a vista, la stessa materia delle tre navate dell'interno. Per chi vuole un ricordo della serata, anche la locandina ufficiale all'ingresso è un soggetto semplice e legittimo.

Come organizzare la serata di Lettera di una sconosciuta

Lettera di una sconosciuta è uno spettacolo raccolto in una sala fuori dal centro storico: la serata riesce meglio se si pianificano arrivo, spettacolo e cena come un unico percorso.

Prima dello spettacolo

Chi arriva presto può passare dalla Centrale Montemartini, oltre il fiume, o camminare fra i murales di Ostiense. Ad aprile le giornate sono lunghe e la passeggiata lungo il Tevere è piacevole anche dopo il tramonto.

Dopo lo spettacolo

Una storia come questa lascia voglia di parlarne: una cena a Testaccio o a Ostiense, a un quarto d'ora a piedi, è il seguito naturale.

La stagione del Teatro di Roma

Chi vuole costruire un percorso di teatro può consultare la stagione della fondazione, raccontata nella scheda su Il teatro è vita, che in aprile propone anche altri titoli. Nella stessa stagione, nel novembre 2026, il Teatro Argentina ha ospitato Otello.

Dove mangiare prima o dopo Lettera di una sconosciuta

Intorno al Teatro India l'offerta si divide fra la riva di Ostiense e Testaccio, più animata, e il lato di Marconi, più di quartiere.

Ostiense

Oltre il ponte, lungo via Ostiense e nelle strade intorno al Gazometro e alla Garbatella, ci sono ristoranti, pizzerie e locali frequentati da studenti e da chi lavora nella zona. È il versante più vivace la sera.

Testaccio

Testaccio è il quartiere della cucina romana del quinto quarto, nata intorno al Mattatoio: coda alla vaccinara, trippa, rigatoni con la pajata. Le trattorie fra piazza Testaccio e via Marmorata sono a un quarto d'ora a piedi.

Marconi e Trastevere

Dal lato del teatro, verso viale Marconi e la stazione, si trovano pizzerie e trattorie di quartiere, poco turistiche. Chi preferisce Trastevere prende il tram 8 dopo lo spettacolo.

Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia

La storia del luogo si scandisce in poche date. All'inizio del Novecento, sulla riva destra del Tevere, nasce la fabbrica Mira, con i primi edifici in mattoni dell'ingegnere Giulio Filippucci. Nel 1913 lo stabilimento passa al Comune di Roma e produce glicerina per gli anni della prima guerra mondiale. Nel dopoguerra, sfruttando la vicinanza con il Mattatoio di Testaccio, la fabbrica si converte al sapone e cresce. Seguono gli anni della concorrenza con l'Unione Stearinerie Lanza, fino alla fusione da cui nasce la Mira Lanza, davanti all'arrivo delle multinazionali. La seconda guerra mondiale segna l'inizio del declino, per la mancanza di manodopera e per la diffusione dei detersivi sintetici. Nel 1952 lo stabilimento chiude; gli spazi diventano magazzino della ditta Rancati, specializzata in attrezzeria teatrale e cinematografica. Nella primavera del 1999 il Comune acquista una parte dell'area, e il 7 settembre dello stesso anno si inaugura il Teatro India, seconda sede del Teatro di Roma, ultimo teatro aperto in città nel Novecento. Da allora qui si susseguono stagioni di teatro contemporaneo, laboratori di scenografia, arene estive di cinema e musica. Nell'autunno 2026 la sala ha ospitato Gli elefanti nella stanza di Francesca Astrei; nell'aprile 2027 arriva la voce della donna senza nome di Stefan Zweig, in una produzione nata dentro la stessa fondazione. Coincidenza curiosa: il racconto di Zweig è del 1922, gli anni in cui la fabbrica sul Tevere viveva la sua stagione industriale più intensa.

Biglietti, accessibilità e consigli pratici

I biglietti per Lettera di una sconosciuta si acquistano sul sito ufficiale del Teatro di Roma e alle biglietterie della fondazione; i prezzi sono pubblicati sul sito ufficiale. Lo spettacolo rientra nella stagione 2026/2027, per la quale è aperta la campagna abbonamenti.

Accessibilità

Il Teatro di Roma dedica una sezione del proprio sito all'accessibilità delle sue sale. Per posti riservati a persone in carrozzina o altre esigenze, conviene contattare la biglietteria prima della recita.

Puntualità

Il Teatro India non è sulla strada di nessuno, e l'ingresso a recita iniziata può non essere consentito. Conviene calcolare bene i tempi, soprattutto arrivando in metro e a piedi.

Con i ragazzi

Il racconto di Zweig parla di amore, maternità e morte, con toni intensi. È adatto agli adolescenti che studiano la letteratura del Novecento; per i più piccoli conviene chiedere indicazioni alla biglietteria del Teatro di Roma.

Chi è passato da Lettera di una sconosciuta di Davide Sacco al Teatro India — dal 13 al 18 aprile 2027

Il primo nome legato a questo luogo è quello dell'ingegnere Giulio Filippucci, che progettò i primi edifici in mattoni della fabbrica Mira. Per decenni sono passati di qui gli operai e le operaie della Mira Lanza, poi gli attrezzisti della ditta Rancati, che fornivano oggetti di scena a teatri e set cinematografici: una fabbrica di sapone diventata deposito di finzioni, prima ancora di diventare teatro. Il nome del teatro è di Mario Martone, regista e allora direttore del Teatro di Roma, che seguì la nascita della nuova sede nel 1999. Nei suoi anni di attività il Teatro India è stato il luogo della sperimentazione della fondazione, con compagnie italiane e straniere, laboratori e rassegne estive. Dal 13 al 18 aprile 2027 passa dal Teatro India Davide Sacco, regista nato a Torre del Greco, formato come mimo e attore e cresciuto come aiuto regista accanto a Massimo Popolizio e Geppy Gleijeses, oggi condirettore del Teatro Manini di Narni con Francesco Montanari. Con lui Giordana Faggiano, unica interprete indicata nei crediti, e la squadra creativa: Luigi Sacco alle scene, Luigi Della Monica alle luci, Luciana Donadio ai costumi, Arturo Annecchino alle musiche. E con loro, idealmente, Stefan Zweig, che pubblicò il racconto nel 1922, negli anni di Salisburgo, e Joan Fontaine, che nel 1948 prestò il volto alla donna della lettera nel film di Max Ophüls.

Domande frequenti su Lettera di una sconosciuta

Quando va in scena Lettera di una sconosciuta a Roma?

Lettera di una sconosciuta di Davide Sacco è al Teatro India da martedì 13 a domenica 18 aprile 2027, con una recita al giorno. Gli orari di inizio sono pubblicati dal Teatro di Roma sul proprio circuito di vendita.

Chi è l'interprete di Lettera di una sconosciuta?

In Lettera di una sconosciuta al Teatro India l'interprete indicata nei crediti ufficiali è Giordana Faggiano. Testo e regia sono di Davide Sacco, dal racconto di Stefan Zweig; le musiche sono di Arturo Annecchino, le scene di Luigi Sacco.

Di che cosa parla Lettera di una sconosciuta?

Lettera di una sconosciuta racconta la lunga lettera anonima che un celebre scrittore riceve nel giorno del suo compleanno: una donna mai riconosciuta gli confessa un amore durato tutta la vita, fra attesa, sacrificio e una maternità tenuta segreta.

Lo spettacolo è tratto dal film di Ophüls?

No, Lettera di una sconosciuta di Davide Sacco parte dal racconto di Stefan Zweig del 1922. Il film di Max Ophüls del 1948, con Joan Fontaine, è un adattamento diverso, in cui il destinatario della lettera diventa un pianista.

Dove si trova il Teatro India?

Il Teatro India è sul lungotevere Vittorio Gassman 1, all'angolo con via Luigi Pierantoni, fra Testaccio, Ostiense e Marconi. Si raggiunge dalla metro B Garbatella a piedi, dalla stazione Trastevere o con i bus che fermano in piazza della Radio.

Dove si comprano i biglietti per il Teatro India?

I biglietti per il Teatro India si comprano sul sito ufficiale del Teatro di Roma e alle biglietterie della fondazione. Prezzi e orari di Lettera di una sconosciuta sono pubblicati sui canali ufficiali del Teatro di Roma.

Chi è Davide Sacco?

Davide Sacco è un regista e autore teatrale nato a Torre del Greco nel 1990. Dal 2021 è condirettore del Teatro Manini di Narni con Francesco Montanari e dirige il festival Narni Città Teatro.

Il consiglio finale su Lettera di una sconosciuta

Lettera di una sconosciuta è un testo breve con una domanda enorme: quanto poco si vede di chi ci vive accanto. Davide Sacco lo porta al Teatro India in una forma raccolta, con una sola interprete e una scelta di scena forte, il bagno d'ospedale da cui la lettera parte. A nostro giudizio conviene sceglierlo una sera feriale, arrivare a piedi dal ponte dell'Industria, leggere prima il racconto di Zweig e lasciare a casa il ricordo del film. Sei recite sono poche: il consiglio è prenotare presto.

Articolo scritto dalla redazione di Tour Leader Pro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.

Prepari un viaggio a Roma? Le guide in inglese per visitare la città sono su ItalyPlanner.com.

Prepara la visita

Link affiliati: se prenoti da qui Estate Romana riceve una piccola commissione, a te non costa nulla in più.

Contact Information

Data Evento13 Aprile 2027 — 18 Aprile 2027
IndirizzoTeatro India, Lungotevere Vittorio Gassman 1, 00146 Roma Ostiense, Roma, Roma Città

Le proposte giuste, una volta a settimana

Scegli cosa ti interessa: ti scriviamo solo di quello, con date, orari e prezzi verificati. Niente spam, ti cancelli con un clic.

I tuoi temi