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Crocodile di Martin Harriague al Teatro India — 7 e 8 maggio 2027

Crocodile, duetto di danza del coreografo francese Martin Harriague creato con e per Émilie Leriche, va in scena al Teatro India, sul lungotevere Vittorio Gassman 1 a Roma, venerdì 7 e sabato 8 maggio 2027, nel programma di Capitale Danza 2027 del Teatro di Roma. Lo spettacolo dura 60 minuti; in scena ballano lo stesso Harriague ed Émilie Leriche, sulle note di Canto Ostinato di Simeon ten Holt eseguito dal vivo su due marimbe da Julien e Stéphane Garin dell'Ensemble 0. L'orario d'inizio e i prezzi sono pubblicati sul sito ufficiale del Teatro di Roma, dove si acquistano i biglietti, oppure presso le biglietterie della fondazione. Il Teatro India si trova di fronte al Gazometro, fra Testaccio, Ostiense e Marconi: la fermata più vicina della metro B è Garbatella, a circa un chilometro, mentre la stazione di Roma Trastevere è a circa settecento metri.

Martin Harriague ed Émilie Leriche in Crocodile, in scena al Teatro India
Martin Harriague ed Émilie Leriche in Crocodile, in scena al Teatro India Foto: Teatro di Roma (immagine ufficiale dello spettacolo, og:image)

Crocodile al Teatro India: date, durata e biglietti

Crocodile di Martin Harriague è in programma al Teatro India per due sere, venerdì 7 e sabato 8 maggio 2027, con una durata di 60 minuti.

Le date

Il Teatro di Roma indica due recite, venerdì 7 e sabato 8 maggio. Lo spettacolo fa parte di Capitale Danza 2027, la sezione della stagione della fondazione dedicata alla danza contemporanea.

L'orario

L'orario d'inizio non è indicato nella pagina dello spettacolo: conviene controllarlo sul sito del Teatro di Roma al momento dell'acquisto.

I biglietti

I prezzi e le modalità di acquisto sono pubblicati sul sito ufficiale del Teatro di Roma, che gestisce la biglietteria del Teatro India insieme a quella del Teatro Argentina. La fondazione propone anche una campagna abbonamenti per la stagione 2026 e 2027.

La durata

Un'ora esatta, senza intervallo: una misura raccolta, adatta anche a chi si avvicina per la prima volta alla danza contemporanea.

Crocodile: un duetto sull'amore e la sua fragilità

Crocodile è, nelle parole del Teatro di Roma, un'indagine coreografica sulla complessità dei legami umani: due corpi che si cercano, si evitano, si sfiorano e infine si incontrano.

Una conversazione silenziosa

Martin Harriague ed Émilie Leriche disegnano nello spazio una conversazione senza parole, fatta di avvicinamenti, distanze, sfioramenti e incontri. La coreografia, essenziale e rigorosa, esplora la fragilità dell'amore e la ricerca di un'armonia possibile, sospesa fra attrazione e repulsione.

Il racconto dell'autore

Sul sito del coreografo, il pezzo è presentato come una dissezione fisica dei dialoghi che nascono durante un incontro: come due corpi possano accordarsi, punteggiarsi o interrogarsi a vicenda. I corpi si avvicinano, si evitano, si seguono, si sfiorano e poi, finalmente, entrano in contatto, in una sincronia descritta come imprevedibile e ipnotica.

Una svolta nella poetica

Quattro anni dopo Fossile, un lavoro ispirato all'emergenza ecologica, Harriague torna alla forma del duetto. Crocodile segna un passo indietro rispetto ai temi sociali e ambientali che caratterizzano molte sue creazioni, per concentrarsi sulla relazione fra due persone.

Il titolo

Sulla scena non c'è nessun coccodrillo. Il titolo resta aperto all'interpretazione dello spettatore: un animale antico, paziente e imprevedibile, come i sentimenti che il duetto mette in scena.

Canto Ostinato di Simeon ten Holt, dal vivo su due marimbe

La musica di Crocodile è Canto Ostinato del compositore olandese Simeon ten Holt, eseguita dal vivo da Julien e Stéphane Garin dell'Ensemble 0 in un arrangiamento per due marimbe firmato da Petar Klanac.

Il compositore

Simeon ten Holt nacque a Bergen, in Olanda, il 24 gennaio 1923 e morì ad Alkmaar il 25 novembre 2012. Si formò con il compositore olandese Jakob van Domselaer e studiò anche in Francia con Arthur Honegger e Darius Milhaud. Nel 1968 fondò un proprio ensemble di musica contemporanea a Bergen.

Il brano

Canto Ostinato, composto fra il 1976 e il 1979, è la sua opera più famosa: scritto per un numero indefinito di tastiere, ha una durata variabile, perché è costruito per sezioni che gli interpreti ripetono e concatenano con una certa libertà. La struttura, secondo la voce enciclopedica dedicata al compositore, ricorda quella di In C di Terry Riley.

Un linguaggio personale

Ten Holt elaborò uno stile che chiamava diagonale, in bilico fra tonalità e atonalità. In Canto Ostinato la tonalità viene continuamente manipolata, allontanata dal suo centro, spinta verso il cromatismo e poi ritrovata.

Musica e danza insieme

Secondo la presentazione del Teatro di Roma, le variazioni ipnotiche della partitura avvolgono la scena e dilatano il tempo, fondendo danza e musica in un'unica esperienza. La presenza dei due musicisti sul palco, con le marimbe, fa parte della scenografia.

Martin Harriague, coreografo basco fra Biarritz, Israele e Avignone

Martin Harriague, nato a Bayonne nel 1986, è un coreografo e danzatore francese, direttore del Ballet de l'Opéra Grand Avignon dal settembre 2024 e nominato direttore del Centre Chorégraphique National Ballet Biarritz a partire dal 1° gennaio 2027.

Una vocazione tardiva

Harriague ha cominciato a danzare a diciannove anni, nel 2005, un'età in cui molti danzatori sono già professionisti. Secondo la biografia ufficiale, fu uno Schiaccianoci di Thierry Malandain visto a Biarritz a decidere la sua vocazione: scrisse al coreografo, che gli suggerì di formarsi a Bayonne con Jean-Marc e Michèle Marquerol.

Le compagnie

Dal 2007 al 2008 ha danzato nel Ballet Biarritz Junior diretto da Malandain; dal 2008 al 2010 nel Ballet National de Marseille di Frédéric Flamand, dove ha firmato la sua prima coreografia; dal 2010 al 2013 nella compagnia olandese Noord Nederlandse Dans di Stephen Shropshire; dal 2013 al 2018 nella Kibbutz Contemporary Dance Company di Rami Be'er, in Israele.

I premi

Fra il 2014 e il 2016 Harriague ha raccolto premi nei concorsi coreografici internazionali di Stoccarda, Hannover, Copenaghen e Biarritz, con pezzi come You Man, Beauty and the Beast e Prince. Nel 2025 Crocodile ha ottenuto il Grand Prix del sindacato francese della critica di teatro, musica e danza come miglior spettacolo coreografico dell'anno.

Artista associato a Biarritz

Dal 2018 al 2021 è stato artista associato del Centre Chorégraphique National Malandain Ballet Biarritz, per il quale ha creato Sirènes nel 2018, un lavoro sull'emergenza ecologica come Fossile, prodotto dal Korzo nel 2019. Per il Balletto di Lipsia ha creato America, con la voce di Donald Trump come colonna sonora.

Un coreografo polimorfo

La biografia ufficiale lo descrive come scenografo, danzatore, performer, light designer, compositore e cantante. In Crocodile firma coreografia, drammaturgia, scenografia e, con Peïo Lamarque, le luci.

Émilie Leriche e l'Ensemble 0

Émilie Leriche è la danzatrice con cui Harriague ha creato e interpreta Crocodile: la coreografia e la drammaturgia sono firmate da lui in collaborazione con lei.

La coautrice

La critica francese presenta Leriche come danzatrice e coreografa franco americana, con base a Göteborg, in Svezia. Il duetto nasce dall'incontro fra i due artisti, ed è costruito sui loro corpi.

I musicisti

Julien e Stéphane Garin sono i due percussionisti dell'Ensemble 0 che suonano le marimbe dal vivo. L'arrangiamento di Canto Ostinato per due marimbe è di Petar Klanac.

La squadra

I costumi sono di Vanessa Ohl, il light design di Peïo Lamarque, il suono e la direzione tecnica di Alexandre Maillet, l'assistenza alla drammaturgia di Françoise Dubuc secondo i crediti del Teatro di Roma.

La produzione

Crocodile è prodotto da Scène Nationale Sud Aquitain, Scène 55 Mougins, Temps d'Aimer la Danse Biarritz e Malandain Ballet Biarritz, con il sostegno del Ministero della Cultura francese e della DRAC Nouvelle Aquitaine. La prima è del settembre 2024.

Capitale Danza 2027 al Teatro di Roma

Crocodile fa parte di Capitale Danza 2027, la sezione della stagione del Teatro di Roma dedicata alla danza, ospitata anche negli spazi del Teatro India.

La danza al Teatro India

Le sale del Teatro India sono modulabili e si prestano a spettacoli a pianta circolare o su più livelli: una caratteristica preziosa per la danza contemporanea, che spesso chiede un rapporto diverso fra palco e pubblico.

Un duetto in un'ex fabbrica

Un pezzo essenziale, con due danzatori, due marimbe e una scenografia ridotta al minimo, trova nei mattoni e nelle travi dell'ex Mira Lanza una cornice severa e adatta. Lo spazio nudo, senza decorazioni, lascia al pubblico solo l'essenziale: i corpi, la luce, il suono delle marimbe che rimbalza sulle pareti di un'ex fabbrica. A nostro giudizio è uno dei casi in cui la sala e lo spettacolo si parlano, e in cui il luogo aggiunge qualcosa all'esperienza invece di fare solo da contenitore.

Il Teatro India, la sede di Crocodile

Il Teatro India è la seconda sede della Fondazione Teatro di Roma dopo il Teatro Argentina, ricavata nei capannoni della ex fabbrica Mira Lanza sulla riva destra del Tevere e inaugurata nel 1999: è l'ultimo teatro aperto a Roma nel Novecento.

Dalla fabbrica al teatro

All'inizio del Novecento qui sorgeva la fabbrica Mira, dedicata alla produzione chimica, con i primi edifici in mattoni dell'ingegnere Giulio Filippucci. Nel 1913 lo stabilimento passò al Comune e produsse glicerina durante la prima guerra mondiale; nel dopoguerra, anche per la vicinanza con il Mattatoio di Testaccio, si convertì al sapone.

La chiusura e la rinascita

Il declino cominciò durante la seconda guerra mondiale; lo stabilimento chiuse nel 1952 e i capannoni divennero i magazzini della ditta Rancati, attrezzeria teatrale e cinematografica. Nel 1999 il Comune acquistò una parte dell'area e vi aprì il nuovo teatro.

Il nome

Il nome lo scelse Mario Martone, allora direttore artistico del Teatro di Roma: India, un nome di nazione sul modello dell'Argentina, per evocare un luogo ricco di storia e il senso del viaggio.

Com'è fatto

L'edificio ha tre navate, mattoni scuri a vista, tetti spioventi, travi di legno e ferro e poltrone di velluto rosso. D'estate gli spazi esterni, con vista sul Gazometro, ospitano arene di cinema e musica.

Come arrivare al Teatro India per Crocodile

Il Teatro India si trova sul lungotevere Vittorio Gassman 1, un tempo lungotevere dei Papareschi, all'incrocio con via Luigi Pierantoni, di fronte al Gazometro: non è un teatro del centro storico e conviene pianificare il percorso.

In metro

La fermata più vicina della metro B è Garbatella, a circa un chilometro. Si esce verso via Ostiense, si attraversa il Tevere sul ponte dell'Industria e si raggiunge il teatro camminando lungo il fiume in dodici o quindici minuti.

In treno

La stazione di Roma Trastevere, servita dalle linee regionali FL1, FL3 e FL5, è a circa settecento metri.

Autobus e tram

Diverse linee di autobus fermano in piazza della Radio, a pochi minuti a piedi, e il tram 8 serve la zona della stazione Trastevere. Prima di uscire conviene controllare percorsi e orari sul calcolatore dell'azienda di trasporto romana.

In auto

Il Teatro India è fuori dalla zona a traffico limitato. Fra viale Marconi e il lungotevere la sosta è più facile che a Trastevere, ma il sabato sera conviene arrivare con un quarto d'ora di margine.

Una curiosità su Crocodile di Martin Harriague al Teatro India — 7 e 8 maggio 2027

La curiosità più sorprendente riguarda l'inizio della carriera di Martin Harriague. Fino a diciannove anni non aveva mai preso una lezione di danza. La sua biografia ufficiale racconta che, a parte una passione per Michael Jackson, nato dopo un concerto a Parigi che gli fece desiderare di essere al posto del cantante, non aveva alcun legame con quel mondo. Poi, a Biarritz, vide Lo schiaccianoci di Thierry Malandain. Dove altri avrebbero sognato di diventare principe o principessa, lui immaginò di poter un giorno creare un mondo come quello che aveva appena visto. Scrisse a Malandain, che gli rispose e gli suggerì di formarsi a Bayonne con Jean-Marc Marquerol, già danzatore dell'Opéra di Parigi. Da lì, in pochi anni, il giovane basco è passato per Marsiglia, l'Olanda e Israele, fino a tornare a Biarritz come artista associato della compagnia di Malandain. Il cerchio si chiude proprio nel 2027: dal 1° gennaio Harriague è il nuovo direttore del Centre Chorégraphique National Ballet Biarritz, la compagnia che vent'anni prima gli aveva rivelato la danza. Le repliche romane di Crocodile arrivano quindi nei primi mesi del suo nuovo incarico, e il pubblico del Teatro India vede in scena, danzatore, un coreografo che dirige ormai una delle compagnie più importanti di Francia. Anche la produzione del duetto parla di questa storia: fra i coproduttori c'è il Malandain Ballet Biarritz, accanto al festival Temps d'Aimer la Danse della stessa città.

Una cosa che non ti dice nessuno su Crocodile di Martin Harriague al Teatro India — 7 e 8 maggio 2027

Quello che raramente si dice di Crocodile è che la musica non è un sottofondo, ma metà dello spettacolo. Canto Ostinato di Simeon ten Holt è un brano che può durare molto a lungo: nato per un numero indefinito di tastiere, è costruito per sezioni che gli interpreti ripetono e concatenano, e la sua durata cambia da un'esecuzione all'altra. Portarlo in scena dal vivo, con due marimbe al posto dei pianoforti, significa affidare ai musicisti una parte del ritmo della serata, e ai danzatori il compito di respirare con loro. È un rapporto delicato, che rende ogni replica un po' diversa dall'altra. Un secondo aspetto poco noto riguarda la scelta del duetto. Harriague è noto per lavori ad ampio organico e per temi politici ed ecologici: Sirènes per il Malandain Ballet Biarritz, Fossile per il Korzo, America per il Balletto di Lipsia, con la voce di Donald Trump come colonna sonora. Crocodile è un passo di lato: niente messaggio esplicito, due corpi e una relazione. Il sito del coreografo lo dice apertamente, parlando di un allontanamento dalla sua abituale impronta sociale e ambientale. A nostro giudizio è proprio questa riduzione all'essenziale a rendere il pezzo accessibile anche a chi non frequenta la danza contemporanea: non serve decifrare un concetto, basta guardare due persone che si cercano. Infine, nel 2025 Crocodile ha ricevuto il Grand Prix della critica francese come miglior spettacolo coreografico dell'anno.

Il consiglio che ti do per visitare Crocodile di Martin Harriague al Teatro India — 7 e 8 maggio 2027

Il consiglio è arrivare a Crocodile senza aspettative narrative. Non c'è una storia da seguire, non ci sono personaggi con un nome, non ci sono parole: c'è un incontro fra due persone raccontato con il corpo, e una musica ipnotica che scorre sotto. Chi si lascia portare dalla ripetizione di Canto Ostinato scopre che il tempo si dilata, come promette la presentazione del Teatro di Roma, e che i piccoli cambiamenti nei movimenti diventano eventi. Per questo conviene scegliere un posto da cui si vedano bene sia i danzatori sia i musicisti: le due marimbe fanno parte della scena, e osservare i gesti dei percussionisti aggiunge un livello alla visione. Venerdì 7 maggio è la scelta per chi preferisce una sala più tranquilla; sabato 8 maggio è la serata per chi vuole unire lo spettacolo a una cena a Testaccio o a Ostiense. L'orario d'inizio va controllato sul sito del Teatro di Roma al momento dell'acquisto. Chi vuole prepararsi può ascoltare prima una registrazione di Canto Ostinato: conoscere la struttura del brano aiuta a riconoscere, in scena, il momento in cui la musica cambia e i corpi rispondono. Infine, lo spettacolo dura un'ora: è una serata breve, che lascia tempo per il resto, e il Teatro India, con il Gazometro illuminato sull'altra riva, merita qualche minuto in più all'uscita.

Intorno al Teatro India: Ostiense, Testaccio e il Gazometro

Il Teatro India si trova nel punto in cui Testaccio, Ostiense e Marconi si toccano, lungo il tratto di Tevere che racconta meglio la Roma industriale del Novecento.

Il Gazometro e Ostiense

Oltre il fiume si alza il Gazometro, la struttura metallica diventata simbolo del quartiere. Ostiense è anche il quartiere della street art e della Centrale Montemartini, il museo che espone sculture antiche fra i macchinari di una ex centrale elettrica.

Testaccio

Verso nord si raggiunge Testaccio, con l'Ex Mattatoio, il Monte dei Cocci e la Piramide Cestia. Il filo che lega il Mattatoio alla vecchia Mira, che produceva sapone anche con gli scarti del macello, è uno dei più curiosi di questo paesaggio.

Il lungotevere a maggio

A maggio le banchine del Tevere cominciano ad animarsi e le serate sono miti: una passeggiata lungo il fiume dopo lo spettacolo è piacevole.

Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato

È risaputo che il Teatro India è nato in una fabbrica: i mattoni a vista, le travi di ferro, i tetti spioventi raccontano da soli il passato industriale dell'edificio. Meno spesso si cita il dettaglio che lega questa fabbrica alla storia del teatro prima ancora che il teatro nascesse. Dopo la chiusura della Mira Lanza, nel 1952, i capannoni divennero i magazzini della ditta Rancati, specializzata in attrezzeria teatrale e cinematografica. Per circa mezzo secolo, dunque, nelle stesse navate dove oggi si danza si custodivano gli oggetti di scena destinati ai teatri e ai set del cinema italiano. Quando nel 1999 il Comune acquistò una parte dell'area e la Fondazione Teatro di Roma vi aprì la sua seconda sede, il luogo aveva già una lunga familiarità con lo spettacolo, sia pure dietro le quinte. Anche il nome ha una storia che si cita poco: fu Mario Martone, allora direttore del Teatro di Roma, a sceglierlo, pensando a un nome di nazione sul modello dell'Argentina, il teatro storico della fondazione, e all'idea di un luogo che evocasse viaggio e memoria. Per uno spettacolo come Crocodile, prodotto in Francia, costruito su una partitura olandese e interpretato da una danzatrice che vive in Svezia, il nome di un paese lontano sembra scelto apposta.

La foto giusta da fare a Crocodile di Martin Harriague al Teatro India — 7 e 8 maggio 2027

La foto giusta, al Teatro India, si scatta all'esterno, dal lungotevere, con il Gazometro sull'altra riva. A maggio, se si arriva prima del tramonto, la struttura metallica si staglia contro il cielo ancora chiaro e i capannoni in mattoni dell'ex Mira Lanza prendono una luce calda: è l'immagine che racconta meglio questo teatro nato in una fabbrica. Dopo lo spettacolo, con il Gazometro illuminato, la stessa inquadratura cambia completamente e diventa una delle vedute notturne più riconoscibili della Roma postindustriale. Durante la recita le riprese non sono ammesse, e nella danza il flash o la luce dello schermo disturbano in modo particolare, perché i danzatori lavorano su luci studiate al dettaglio da Peïo Lamarque e dallo stesso Harriague. Il consiglio è concentrarsi sulle immagini che la memoria trattiene: i due corpi che si avvicinano e si allontanano, le marimbe illuminate, le mani dei percussionisti. Chi vuole una foto dell'evento può fermarsi davanti alla locandina di Capitale Danza all'ingresso. Per un'immagine più ampia, il ponte dell'Industria, il vecchio ponte di ferro sul Tevere che si attraversa venendo dalla metro Garbatella, offre una prospettiva che comprende il fiume, il Gazometro e il quartiere.

Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia

La storia del luogo si scandisce in poche date. All'inizio del Novecento, sulla riva destra del Tevere, nasce la fabbrica Mira, con i primi edifici in mattoni progettati dall'ingegnere Giulio Filippucci. Nel 1913 lo stabilimento passa al Comune di Roma e produce glicerina, preziosa negli anni della prima guerra mondiale. Nel dopoguerra, sfruttando la vicinanza con il Mattatoio di Testaccio, la fabbrica si converte al sapone e cresce. Seguono gli anni della concorrenza con l'Unione Stearinerie Lanza, fino all'alleanza da cui nasce la Mira Lanza. La seconda guerra mondiale segna l'inizio del declino, per la mancanza di manodopera e la diffusione dei detersivi sintetici. Lo stabilimento chiude nel 1952 e diventa il magazzino della ditta Rancati, specializzata in attrezzeria teatrale e cinematografica. Nel 1999 il Comune acquista una parte dell'area e vi apre il Teatro India, seconda sede del Teatro di Roma, voluto dall'allora direttore Mario Martone: è l'ultimo teatro inaugurato a Roma nel Novecento. Da allora si susseguono stagioni di teatro contemporaneo, danza, laboratori e arene estive come India Città Aperta. Nel maggio 2027, con Capitale Danza, il teatro accoglie uno dei duetti più premiati della danza francese recente.

Chi è passato da Crocodile di Martin Harriague al Teatro India — 7 e 8 maggio 2027

Il primo nome legato a questo luogo è quello dell'ingegnere Giulio Filippucci, che progettò i primi edifici in mattoni della fabbrica Mira. Per decenni sono passati di qui gli operai e le operaie della Mira Lanza, poi gli attrezzisti della ditta Rancati, che fornivano oggetti di scena ai teatri e ai set del cinema italiano. Il nome del teatro lo ha scelto Mario Martone, regista e allora direttore artistico del Teatro di Roma, che seguì la nascita della nuova sede. Dal 1999 il Teatro India è stato il luogo della sperimentazione della fondazione, con compagnie italiane e straniere, laboratori e rassegne estive; nella stagione 2026 e 2027 vi è passata, fra gli altri, Francesca Astrei con Gli elefanti nella stanza, e vi è stato presentato Anche in casa si possono provare emozioni forti. Il 7 e 8 maggio 2027 passano Martin Harriague ed Émilie Leriche, con i percussionisti Julien e Stéphane Garin. E con loro, idealmente, Simeon ten Holt, il compositore olandese allievo di Honegger e Milhaud, e Thierry Malandain, il coreografo il cui Schiaccianoci, visto a Biarritz, cambiò la vita di un ragazzo basco di diciannove anni.

Dove mangiare prima o dopo Crocodile

Intorno al Teatro India la scelta migliore per cenare è oltre il ponte, a Ostiense, oppure a Testaccio, il quartiere della cucina romana tradizionale.

Ostiense

Lungo via Ostiense e nelle strade intorno al Gazometro e alla Garbatella ci sono ristoranti, pizzerie e locali frequentati da studenti e da chi lavora nella zona. È il versante più animato la sera.

Testaccio

Testaccio è il quartiere della cucina del quinto quarto, nata intorno al Mattatoio. Le trattorie fra piazza Testaccio e via Marmorata sono a un quarto d'ora a piedi.

Marconi e Trastevere

Dal lato del teatro, verso viale Marconi e la stazione, ci sono pizzerie e trattorie di quartiere, poco turistiche. Chi preferisce Trastevere prende il tram 8 dopo lo spettacolo.

Accessibilità, età e consigli pratici

Il Teatro di Roma dedica una sezione del proprio sito all'accessibilità delle sue sale; per posti riservati a persone in carrozzina o altre esigenze conviene contattare la biglietteria della fondazione prima della recita.

Con i ragazzi

Crocodile è uno spettacolo senza parole, di un'ora, con musica dal vivo: una buona occasione per avvicinare ragazzi e adolescenti alla danza contemporanea. Il tema è la relazione amorosa, raccontata con il linguaggio astratto del movimento.

Puntualità

Il Teatro India non si trova sulla strada di nessuno, e l'ingresso a spettacolo iniziato può non essere consentito. In un pezzo di un'ora ogni minuto conta: calcolate bene i tempi.

Maggio a Roma

A maggio le serate romane sono miti, e le banchine del Tevere cominciano a popolarsi. Una giacca leggera basta per la passeggiata lungo il fiume all'uscita.

Domande frequenti su Crocodile

Quando va in scena Crocodile di Martin Harriague a Roma?

Crocodile di Martin Harriague va in scena al Teatro India di Roma venerdì 7 e sabato 8 maggio 2027, nel programma di Capitale Danza 2027 del Teatro di Roma. L'orario d'inizio è pubblicato sul sito della fondazione.

Quanto dura Crocodile?

Crocodile dura 60 minuti, secondo il Teatro di Roma e il sito del coreografo. È un duetto senza intervallo, con musica dal vivo eseguita su due marimbe.

Chi danza in Crocodile?

In Crocodile danzano Martin Harriague ed Émilie Leriche, che hanno creato insieme il pezzo: la coreografia e la drammaturgia sono di Harriague in collaborazione con Leriche. Le marimbe sono suonate da Julien e Stéphane Garin dell'Ensemble 0.

Che musica si ascolta in Crocodile?

La musica di Crocodile è Canto Ostinato del compositore olandese Simeon ten Holt, scritto fra il 1976 e il 1979, eseguito dal vivo in un arrangiamento per due marimbe di Petar Klanac.

Chi è Martin Harriague?

Martin Harriague è un coreografo francese nato a Bayonne nel 1986, ex danzatore della Kibbutz Contemporary Dance Company, direttore del Ballet de l'Opéra Grand Avignon dal 2024 e del Centre Chorégraphique National Ballet Biarritz dal 2027.

Come si arriva al Teatro India?

Il Teatro India si trova sul lungotevere Vittorio Gassman 1, di fronte al Gazometro. La metro B Garbatella è a circa un chilometro, la stazione di Roma Trastevere a circa settecento metri.

Crocodile ha vinto premi?

Crocodile di Martin Harriague ha ottenuto nel 2025 il Grand Prix del sindacato francese della critica di teatro, musica e danza come miglior spettacolo coreografico dell'anno, secondo la biografia ufficiale del coreografo.

Il consiglio finale su Crocodile

Crocodile è un'ora di danza essenziale e intensa: due corpi, due marimbe, una partitura ipnotica e una storia d'amore raccontata senza parole. Martin Harriague arriva a Roma con un duetto premiato dalla critica francese e nel momento di massima affermazione della sua carriera, appena nominato direttore del Ballet Biarritz. A nostro giudizio è lo spettacolo ideale per chi vuole avvicinarsi alla danza contemporanea senza sentirsi escluso da un linguaggio difficile, e per chi ama la musica minimalista e vuole ascoltare Canto Ostinato dal vivo in una versione per due marimbe. Il consiglio è prenotare presto, perché le recite sono solo due; scegliere un posto da cui si vedano insieme danzatori e musicisti; arrivare al Teatro India prima del tramonto per vedere il Gazometro nella luce di maggio; e concludere la serata a Testaccio o a Ostiense.

Articolo scritto dalla redazione di Tour Leader Pro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.

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Data Evento7 Maggio 2027 — 8 Maggio 2027
IndirizzoTeatro India, Lungotevere Vittorio Gassman 1, 00146 Roma Ostiense, Roma, Roma Città

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