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Gli elefanti nella stanza al Teatro India — dal 17 ottobre al 1° novembre 2026

Gli elefanti nella stanza, lo spettacolo scritto e interpretato da Francesca Astrei, va in scena al Teatro India da sabato 17 ottobre a domenica 1° novembre 2026, sul lungotevere Vittorio Gassman 1, all'angolo con via Luigi Pierantoni, fra Testaccio, Ostiense e Marconi. È una produzione del Teatro di Roma, Teatro Nazionale, inserita nella stagione 2026/2027 Il teatro è vita. Le recite sono quattordici: alle 20 sabato 17 e da martedì 20 a sabato 24 ottobre, alle 19 da martedì 27 a sabato 31 ottobre, alle 18 le tre domeniche 18 ottobre, 25 ottobre e 1° novembre; il lunedì il teatro riposa. Al Teatro India si arriva con la metro B fino a Garbatella e poi un chilometro a piedi attraverso il ponte dell'Industria, con il treno fino alla stazione di Roma Trastevere, a circa settecento metri, oppure con gli autobus 170, 766, 775, 780 e 781 che fermano in piazza della Radio. I prezzi sono pubblicati sul sito ufficiale del Teatro di Roma, e i biglietti si acquistano sul sito ufficiale della sede o alle biglietterie della fondazione; tutte le informazioni sono sulla pagina ufficiale dello spettacolo.

Gli elefanti nella stanza al Teatro India: date e dati principali

Gli elefanti nella stanza è in scena al Teatro India per due settimane piene, dal 17 ottobre al 1° novembre 2026, con quattordici recite, di e con Francesca Astrei, Premio Ubu 2025 come migliore attrice under 35, in una produzione del Teatro di Roma.

Le date e gli orari

  • Sabato 17 ottobre, ore 20.
  • Domenica 18 ottobre, ore 18.
  • Da martedì 20 a sabato 24 ottobre, ore 20.
  • Domenica 25 ottobre, ore 18.
  • Da martedì 27 a sabato 31 ottobre, ore 19.
  • Domenica 1° novembre, ore 18.

Attenzione al cambio di orario

Il dettaglio da non trascurare è lo spostamento dell'inizio nella seconda settimana: dalle 20 si passa alle 19. Chi compra un biglietto per il 28 o il 30 ottobre e si regola sull'orario della prima settimana arriva a spettacolo iniziato. Le domeniche, invece, restano sempre alle 18, un orario comodo per chi viene con i figli grandi o da fuori città.

Chi firma lo spettacolo

Il cartellone del Teatro di Roma presenta il lavoro con la formula di e con Francesca Astrei: testo e interpretazione sono suoi. La produzione è del Teatro di Roma, Teatro Nazionale, che lo ha inserito nella programmazione autunnale della sua sede dedicata ai linguaggi contemporanei.

Di che cosa parla Gli elefanti nella stanza

Gli elefanti nella stanza racconta, attraverso la storia di due sorelle, l'esperienza dei siblings, i fratelli e le sorelle di persone con disabilità. È uno spettacolo sulla cura vista da chi non è genitore e non è il protagonista della diagnosi, e che proprio per questo resta spesso fuori dal racconto.

Crescere accanto a una sorella

La presentazione del Teatro di Roma parte da un'esperienza precisa: crescere accanto a una sorella che richiede attenzioni e cure costanti significa imparare presto il senso della responsabilità. Significa confrontarsi con bisogni propri che restano in secondo piano, e costruirsi uno spazio dentro un equilibrio familiare complesso, dove le priorità sono decise da altro.

Amore e fatica

Nel legame fra le due protagoniste convivono amore, complicità, fragilità e fatica. Il testo non sceglie uno di questi registri a scapito degli altri: li tiene insieme, come accade nelle famiglie reali, dove la tenerezza e la stanchezza abitano la stessa giornata e a volte la stessa frase.

Il futuro come domanda

Mentre il tempo scorre, affiorano domande sul futuro, sulla solitudine, sul significato del prendersi cura. Al centro del racconto emerge la consapevolezza progressiva che una delle due sorelle diventerà un giorno il principale punto di riferimento affettivo dell'altra, oltre la presenza dei genitori. È la domanda che molte famiglie con un figlio disabile si pongono a bassa voce: che cosa succederà dopo di noi.

Il titolo

L'elefante nella stanza è un'espressione presa dall'inglese che indica un problema evidente di cui nessuno parla. Al plurale, nel titolo di Astrei, gli elefanti diventano molti: le domande non dette, le rinunce non dichiarate, i sentimenti ambivalenti che un fratello o una sorella non si concede di nominare. Il Teatro di Roma chiude la presentazione parlando di un'esperienza spesso invisibile ma condivisa da molte famiglie: il titolo è la traduzione esatta di quella invisibilità.

Perché Gli elefanti nella stanza è uno spettacolo necessario

Gli elefanti nella stanza porta in scena una figura che il teatro, e più in generale il racconto pubblico della disabilità, ha quasi sempre lasciato ai margini: il fratello o la sorella. Nelle storie sulla disabilità i protagonisti sono di solito la persona disabile e i genitori; chi cresce accanto resta sullo sfondo.

Una parola inglese per una condizione italiana

La parola siblings, usata dalla presentazione ufficiale, è entrata anche nel lessico italiano delle associazioni e dei servizi proprio perché in italiano mancava un termine che indicasse, senza distinzione di genere, fratelli e sorelle come categoria. Il fatto che serva una parola straniera dice molto di quanto poco se ne sia parlato.

La nostra opinione

Il teatro è il luogo giusto per questo racconto, perché permette di dire l'ambivalenza senza giudicarla. Uno spettacolo che parte da due sorelle, e non da una tesi, ha più possibilità di toccare anche chi di disabilità non sa nulla. Chi invece la conosce da vicino ritroverà, con ogni probabilità, pensieri che non aveva mai sentito pronunciare ad alta voce.

Una linea coerente nel lavoro di Astrei

Il tema non arriva per caso nel percorso dell'autrice. Con il monologo Io sono verticale Francesca Astrei aveva già scelto di raccontare la depressione dal punto di vista di chi sta accanto a chi soffre, oltre che di chi soffre. Gli elefanti nella stanza sposta lo sguardo sulla disabilità, ma la domanda resta la stessa: che cosa accade a chi resta sulla soglia.

Chi è Francesca Astrei: biografia dell'attrice e autrice

Francesca Astrei è un'attrice e autrice teatrale romana, nata nel 1995, diplomata all'Accademia Nazionale d'Arte Drammatica Silvio d'Amico e vincitrice del Premio Ubu 2025 come migliore attrice under 35.

La formazione

Fra il 2015 e il 2018 frequenta il corso triennale di recitazione dell'Accademia Silvio d'Amico di Roma, dove si diploma nell'anno accademico 2017/2018. Prima ancora aveva conseguito un diploma di doppiaggio a Roma. Il suo curriculum segnala anche il canto moderno a livello alto, il pianoforte, l'inglese fluente e la padronanza di romanesco, ciociaro e napoletano: strumenti che tornano nelle sue scritture, costruite spesso su molte voci affidate a un solo corpo.

Gli esordi con Paolo Rossi e Armando Punzo

Nel 2017, ancora in accademia, recita nel Re Anarchico e i fuorilegge di Versailles con la regia di Paolo Rossi, una produzione del Teatro Menotti di Milano. Negli stessi anni partecipa a Naturae, La Valle dell'Innocenza, con la regia di Armando Punzo e la Compagnia della Fortezza nel carcere di Volterra, una delle esperienze più radicali del teatro italiano. Nel 2018 è nel Delicatessen diretto da Andrea Lucchetta al Festival di Spoleto.

Con il Teatro di Roma

Il legame con il Teatro di Roma è lungo. Dal 2018 al 2021 è nel Metamorfosi Cabaret di Giorgio Barberio Corsetti, e nel 2022 nella sua Metamorfosi da Kafka, entrambe produzioni del Teatro di Roma. Sempre nel 2022 è in Vaudeville! di Labiche con la regia di Roberto Rustioni, coprodotto con il Napoli Teatro Festival, e in Strada Provinciale 33 per Khora Teatro. Nel 2023 lavora nel Cavaliere inesistente da Calvino con la regia di Tommaso Capodanno, ancora per il Teatro di Roma, e nel Cappuccetto Rosso di Joël Pommerat diretto da Giulia Funiciello per l'Accademia Silvio d'Amico. Nello stesso anno partecipa a Storie di Natale da Rodari, allo Scrittoio di Pirandello e a Strade di Roma.

L'autrice: Mi manca Van Gogh e Io sono verticale

Come autrice si impone nel 2023 con Mi manca Van Gogh, che scrive e interpreta e che vince il FringeMI Festival di Milano come miglior spettacolo. Nel 2024 è finalista al Premio Le Maschere del Teatro Italiano come migliore attrice emergente. Poi arriva Io sono verticale, monologo di cui è autrice e interprete, vincitore del Premio della Giuria alla dodicesima edizione del festival Direction Under30 al Teatro Sociale di Gualtieri. Il titolo viene da un verso di Sylvia Plath; lo spettacolo usa l'episodio evangelico della resurrezione di Lazzaro per parlare di depressione, concentrandosi soprattutto sulle reazioni di chi è vicino a chi soffre. Ne esiste anche una versione radiofonica per Il Teatro di Radio3.

Il Premio Ubu 2025

Nel 2025 riceve il Premio Ubu come migliore attrice o performer under 35, il riconoscimento più importante del teatro italiano. In Io sono verticale è sola in scena, immobile, e dà voce a una galleria di personaggi che si affacciano sulla soglia del sepolcro, ciascuno riconoscibile per un'inflessione o un timbro. È una tecnica che dice molto della sua cifra: la scrittura nasce dall'ascolto delle voci, e le voci dal corpo dell'attrice.

Comico e drammatico insieme

In un'intervista pubblicata da Nazione Indiana nel luglio 2026 Astrei spiega di non amare le etichette di comico e drammatico, e di preferire il loro mescolarsi, perché nella vita i due colori si alternano di continuo. Chi va a vedere Gli elefanti nella stanza deve aspettarsi questo: un tema serio affrontato senza pesantezza, con momenti di ironia che non tolgono nulla alla profondità.

Il Teatro India: storia della sede di Gli elefanti nella stanza

Il Teatro India è la seconda sede della Fondazione Teatro di Roma, accanto al Teatro Argentina e al Teatro di Villa Torlonia, ed è stato inaugurato il 7 settembre 1999 negli spazi della ex fabbrica Mira Lanza, sulla riva destra del Tevere. È l'ultimo teatro aperto a Roma nel Novecento.

Dalla chimica al sapone

All'inizio del Novecento qui sorgeva la fabbrica Mira, dedicata alla produzione chimica, con i primi edifici in mattoni dell'ingegnere Giulio Filippucci. Nel 1913 lo stabilimento passò al Comune di Roma e produsse glicerina, preziosa negli anni della prima guerra mondiale. Dopo il conflitto, anche per la vicinanza con il Mattatoio di Testaccio, si convertì al sapone.

La Mira Lanza

Seguirono gli anni della concorrenza con la piemontese Unione Stearinerie Lanza; l'arrivo sul mercato di Henkel e di Procter e Gamble spinse le due aziende italiane ad allearsi, e nacque la Mira Lanza. Il declino cominciò durante la seconda guerra mondiale, fra mancanza di manodopera e detersivi sintetici. Lo stabilimento chiuse nel 1952 e i capannoni ospitarono poi i magazzini della ditta Rancati, attrezzeria teatrale e cinematografica.

Il nome

Nella primavera del 1999 il Comune acquistò una parte dell'area. Il nome lo scelse Mario Martone, allora direttore del Teatro di Roma: India, come un nome di Stato sul modello dell'Argentina, e come evocazione del viaggio e della conoscenza.

Com'è fatto

L'edificio ha tre navate, mattoni scuri a vista, tetti spioventi, travi di legno e ferro e poltrone di velluto rosso. Le tre sale sono modulabili e si prestano a spettacoli a pianta circolare, itineranti o su più livelli. D'estate gli spazi all'aperto ospitano arene di cinema e musica, come racconta la scheda su India Città Aperta 2026. Per uno spettacolo intimo come quello di Astrei, la vicinanza fra scena e pubblico tipica di queste sale è un vantaggio.

Come arrivare al Teatro India per Gli elefanti nella stanza

Il Teatro India si trova sul lungotevere Vittorio Gassman 1, un tempo lungotevere dei Papareschi, all'incrocio con via Luigi Pierantoni, di fronte al Gazometro. Non è un teatro del centro storico, e va raggiunto con un po' di pianificazione, soprattutto nelle sere feriali.

Metro

La fermata più vicina della metro B è Garbatella, a circa un chilometro. Si esce verso via Ostiense, si attraversa il Tevere sul ponte dell'Industria, il ponte di ferro dell'Ottocento, e si arriva al teatro camminando lungo il fiume. Sono dodici o quindici minuti a passo normale.

Treno

La stazione di Roma Trastevere, servita dalle linee regionali FL1, FL3 e FL5, è a circa settecento metri. Per chi arriva da Fiumicino, dalla zona di Ostiense o da Monte Mario è spesso il mezzo più rapido.

Autobus e tram

Le linee 170, 766, 775, 780 e 781 fermano in piazza della Radio, a pochi minuti a piedi dal teatro. Il tram 8, che collega il centro a Trastevere e Monteverde, serve la zona della stazione Trastevere. Prima di uscire conviene controllare i percorsi sull'app del trasporto pubblico di Roma.

In auto

Il Teatro India è fuori dalla zona a traffico limitato del centro. Fra viale Marconi e il lungotevere la sosta è più facile che a Trastevere, ma nelle sere del fine settimana conviene arrivare con un margine di un quarto d'ora.

Intorno al Teatro India: Ostiense, Testaccio e il Gazometro

Il Teatro India si trova nel punto in cui Testaccio, Ostiense e Marconi si toccano, lungo il tratto di Tevere che racconta meglio la Roma industriale del Novecento.

Il Gazometro e Ostiense

Oltre il fiume si alza il Gazometro, la struttura metallica diventata simbolo del quartiere. Ostiense è anche il quartiere della street art e della Centrale Montemartini, dove le sculture antiche dei Musei Capitolini sono esposte fra turbine e caldaie. Negli spazi dell'ex area del gas si è tenuta anche la Maker Faire Rome 2026.

Testaccio

Verso nord si raggiunge Testaccio, con l'Ex Mattatoio, il Monte dei Cocci e la Piramide Cestia. Il filo che lega il Mattatoio alla vecchia Mira, che produceva sapone anche con gli scarti del macello, è uno dei più curiosi di questo paesaggio.

San Paolo e Porta Portese

Più a sud c'è la basilica di San Paolo fuori le Mura, a una fermata di metro da Garbatella. Verso nord, lungo la riva destra, si risale verso Porta Portese e Trastevere.

Dove mangiare prima o dopo Gli elefanti nella stanza

Con recite alle 18, alle 19 o alle 20, la cena si organizza in modo diverso a seconda della data. Nella seconda settimana, con inizio alle 19, la soluzione più comoda è cenare dopo lo spettacolo; le domeniche alle 18 lasciano la sera libera.

Ostiense

Oltre il ponte, lungo via Ostiense e nelle strade intorno al Gazometro e alla Garbatella, ci sono ristoranti, pizzerie e locali frequentati da studenti e da chi lavora nella zona. È il versante più animato la sera.

Testaccio

Testaccio è il quartiere della cucina romana del quinto quarto, nata intorno al Mattatoio: coda alla vaccinara, trippa, rigatoni con la pajata. Le trattorie fra piazza Testaccio e via Marmorata sono a un quarto d'ora a piedi.

Marconi e Trastevere

Dal lato del teatro, verso viale Marconi e la stazione, si trovano pizzerie e trattorie di quartiere, poco turistiche. Chi preferisce Trastevere prende il tram 8 dopo lo spettacolo.

Biglietti, accessibilità e consigli pratici

I biglietti per Gli elefanti nella stanza si acquistano sul sito ufficiale del Teatro di Roma e alle biglietterie della fondazione; i prezzi sono pubblicati sul sito ufficiale. Lo spettacolo rientra nella stagione 2026/2027, per la quale è aperta la campagna abbonamenti.

Accessibilità

Il Teatro di Roma dedica una sezione del proprio sito all'accessibilità delle sue sale. Per posti riservati a persone in carrozzina, accompagnatori o altre esigenze, conviene contattare la biglietteria prima della recita. Per uno spettacolo che parla di disabilità, è un aspetto su cui molti spettatori faranno attenzione.

Puntualità

Il Teatro India non si trova sulla strada di nessuno, e l'ingresso a recita iniziata può non essere consentito. Calcolate bene i tempi, soprattutto se arrivate in metro e a piedi, e ricordate il cambio d'orario della seconda settimana.

Con i ragazzi

Il tema e il tono rendono lo spettacolo adatto anche agli adolescenti, in particolare a chi vive in famiglia un'esperienza simile. Per i più piccoli conviene chiedere indicazioni alla biglietteria del Teatro di Roma.

Una curiosità su Gli elefanti nella stanza al Teatro India — dal 17 ottobre al 1° novembre 2026

La curiosità è che Francesca Astrei torna in scena per il Teatro di Roma da autrice dopo esserci passata molte volte da interprete. Nel suo curriculum le produzioni della fondazione si susseguono da anni: il Metamorfosi Cabaret di Giorgio Barberio Corsetti, replicato dal 2018 al 2021, la Metamorfosi da Kafka del 2022, il Cavaliere inesistente da Calvino diretto da Tommaso Capodanno nel 2023. Barberio Corsetti, va ricordato, è stato direttore del Teatro di Roma, e sotto la sua guida il Teatro India è stato il cantiere dei linguaggi nuovi. Oggi l'attrice che recitava nei suoi spettacoli firma un testo proprio, prodotto dalla stessa istituzione, e lo porta per due settimane nella sala che più di ogni altra rappresenta la ricerca della fondazione. È un percorso che nel teatro italiano capita meno spesso di quanto si pensi: le istituzioni scritturano volentieri i giovani interpreti, molto meno volentieri ne producono le drammaturgie. Qui il passaggio è avvenuto, ed è stato accompagnato da un riconoscimento pesante come il Premio Ubu. La seconda curiosità riguarda il titolo: la stessa espressione, l'elefante nella stanza, è usata in inglese per indicare ciò che tutti vedono e nessuno nomina. Portarla al plurale, come fa Astrei, significa ammettere che in certe famiglie gli argomenti taciuti non sono uno ma molti.

Una cosa che non ti dice nessuno su Gli elefanti nella stanza al Teatro India — dal 17 ottobre al 1° novembre 2026

Quello che le presentazioni non dicono è che questo spettacolo è la continuazione ideale di Io sono verticale. Nell'intervista a Nazione Indiana Astrei racconta che il suo monologo sulla depressione era nato dal desiderio di esplorare la condizione di chi soffre e insieme quella di chi gli è accanto, la difficoltà del dialogo fra chi è dentro il sepolcro e chi lo aspetta sulla soglia. Con Gli elefanti nella stanza la soglia cambia, ma lo sguardo resta lo stesso: il fratello o la sorella di una persona con disabilità è per definizione qualcuno che sta accanto, spesso per tutta la vita. Chi ha visto o ascoltato Io sono verticale, anche nella versione radiofonica di Radio3, arriverà in sala con una chiave di lettura in più. La seconda cosa che nessuno dice riguarda gli orari. Due settimane di repliche con tre orari diversi sono una scelta rara per un teatro romano: le recite delle 19 della seconda settimana sono pensate per chi esce dal lavoro e vuole tornare a casa a un'ora ragionevole, e sono spesso le meno affollate. Per uno spettacolo che chiede ascolto e concentrazione, una sala raccolta è un vantaggio. La terza riguarda il pubblico: in spettacoli di questo tipo capita che in platea ci siano famiglie che vivono la stessa esperienza. Tenerlo presente aiuta a vivere la serata con la giusta attenzione.

Il consiglio che ti do per visitare Gli elefanti nella stanza al Teatro India — dal 17 ottobre al 1° novembre 2026

Conviene scegliere una recita della seconda settimana, da martedì 27 a venerdì 30 ottobre, alle 19. Le sere feriali sono più tranquille, l'orario lascia tutto il tempo per una cena dopo, e a fine ottobre il buio arriva presto: la passeggiata dal ponte dell'Industria con il Gazometro illuminato diventa parte della serata. Arrivate a piedi da Garbatella, con venti minuti di anticipo, e prendetevi il tempo di guardare lo spazio: i mattoni, le travi, le navate della vecchia fabbrica. Se avete in famiglia un fratello o una sorella, andateci insieme, oppure andateci da soli e telefonategli dopo. Lo spettacolo parla di un'esperienza che molti vivono senza averle mai dato un nome, e il modo migliore di viverlo è lasciare che faccia il suo lavoro anche fuori dalla sala. Se invece è la prima volta che mettete piede al Teatro India, consultate il cartellone della stagione: nelle stesse settimane la sala ospita altri titoli, e una volta imparata la strada vale la pena tornarci.

Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato

Tutti sanno che il Teatro di Roma ha la sua sede storica al Teatro Argentina, raccontato nella scheda su Otello al Teatro Argentina. Meno spesso si ricorda che il Teatro India nacque da una scelta di politica culturale precisa: dare alla città un luogo per i linguaggi sperimentali, lontano dal centro e dentro un paesaggio industriale che fino ad allora nessuno aveva pensato di valorizzare. Il nome, scelto da Mario Martone, rimanda all'Argentina come nome di Stato e insieme al viaggio come forma di conoscenza. Il secondo fatto risaputo e poco citato riguarda la fabbrica. Tutti ricordano che la Mira Lanza produceva sapone; si ricorda meno che nel 1913 lo stabilimento divenne proprietà del Comune di Roma e che durante la prima guerra mondiale produceva glicerina. Il Comune ha dunque posseduto questo luogo due volte, come fabbrica all'inizio del secolo e come teatro alla fine. E fra le due vite, negli anni della chiusura, i capannoni ospitarono i magazzini della ditta Rancati, attrezzeria per il teatro e il cinema: gli oggetti di scena erano arrivati qui prima degli attori.

La foto giusta da fare a Gli elefanti nella stanza al Teatro India — dal 17 ottobre al 1° novembre 2026

Durante lo spettacolo il telefono resta spento: è una forma di rispetto per l'interprete e per un pubblico che, in questo caso più che in altri, può essere toccato da vicino dal tema. La foto si fa fuori, e il Teatro India ne offre almeno tre. La prima è quella con il Gazometro: il Teatro di Roma stesso scrive che sul teatro veglia il Gazometro, e dallo spazio esterno la struttura metallica si staglia oltre il Tevere. A fine ottobre, con il buio che arriva prima delle sei, la fotografia giusta è quella notturna, con il Gazometro illuminato e i mattoni del teatro nella luce dei lampioni. La seconda si fa dal ponte dell'Industria, per chi arriva da Garbatella: le travature di ferro in primo piano, il fiume, i capannoni della ex Mira Lanza sulla riva opposta. È la Roma industriale che i visitatori vedono di rado. La terza è un dettaglio, e si lega al tema dello spettacolo: le finestre del vecchio stabilimento, dietro le quali per decenni hanno lavorato operaie e operai. Un edificio che ha cambiato vita senza perdere la propria forma è un'immagine adatta a una storia di legami che cambiano senza spezzarsi.

Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia

La storia del luogo si scandisce in poche date. All'inizio del Novecento, sulla riva destra del Tevere, nasce la fabbrica Mira, con i primi edifici in mattoni dell'ingegnere Giulio Filippucci. Nel 1913 lo stabilimento passa al Comune di Roma e produce glicerina per gli anni della prima guerra mondiale. Nel dopoguerra, sfruttando la vicinanza con il Mattatoio di Testaccio, la fabbrica si converte al sapone e cresce. Seguono gli anni della concorrenza con l'Unione Stearinerie Lanza, fino alla fusione da cui nasce la Mira Lanza, davanti all'arrivo delle multinazionali. La seconda guerra mondiale segna l'inizio del declino, per la mancanza di manodopera e per la diffusione dei detersivi sintetici. Nel 1952 lo stabilimento chiude; gli spazi diventano magazzino della ditta Rancati, specializzata in attrezzeria teatrale e cinematografica. Nella primavera del 1999 il Comune acquista una parte dell'area, e il 7 settembre dello stesso anno si inaugura il Teatro India, seconda sede del Teatro di Roma. Da allora qui si susseguono stagioni di teatro contemporaneo, laboratori di scenografia, arene estive di cinema e musica, fino alla stagione 2026/2027 in cui, fra ottobre e novembre, arriva Gli elefanti nella stanza.

Chi è passato da Gli elefanti nella stanza al Teatro India — dal 17 ottobre al 1° novembre 2026

Il primo nome legato a questo luogo è quello dell'ingegnere Giulio Filippucci, che progettò i primi edifici in mattoni della fabbrica Mira. Per decenni sono passati di qui gli operai e le operaie della Mira Lanza, poi gli attrezzisti della ditta Rancati, che fornivano oggetti di scena a teatri e set cinematografici. Il nome del teatro è di Mario Martone, regista e allora direttore del Teatro di Roma, che seguì in prima persona la nascita della nuova sede. Nei suoi anni di attività il Teatro India è stato il luogo della sperimentazione della fondazione, con compagnie italiane e straniere, laboratori e rassegne estive. Fra i registi che hanno lavorato per il Teatro di Roma negli spettacoli in cui è comparsa Francesca Astrei ci sono Giorgio Barberio Corsetti, Roberto Rustioni e Tommaso Capodanno. Nel percorso dell'attrice figurano anche Paolo Rossi, Armando Punzo con la Compagnia della Fortezza, Andrea Lucchetta, Giulia Funiciello. Dal 17 ottobre al 1° novembre 2026 passa dal Teatro India lei stessa, questa volta come autrice e interprete di un testo proprio, con la produzione della fondazione che l'ha vista crescere in scena.

Gli elefanti nella stanza e la stagione autunnale del Teatro India

Gli elefanti nella stanza si inserisce nella stagione 2026/2027 del Teatro di Roma, intitolata Il teatro è vita. Nel cartellone del Teatro India lo precede, dall'8 all'11 ottobre, Anche in casa si possono provare emozioni forti, scritto e diretto da Caterina Filograno, e lo accompagnano nelle settimane successive altri titoli della sala dedicata ai linguaggi contemporanei.

Due spettacoli sulla famiglia

Mettere in fila i primi due titoli dell'autunno al Teatro India è istruttivo: entrambi sono scritti da giovani autrici, entrambi raccontano la famiglia dal punto di vista delle donne, uno attraverso le generazioni di una casa matriarcale, l'altro attraverso il legame fra due sorelle. Chi ha visto il primo troverà nel secondo una prosecuzione naturale del discorso.

Ottobre a Roma

Ottobre è il mese in cui riaprono i teatri e i festival autunnali entrano nel vivo. Nelle stesse settimane il Romaeuropa Festival 2026 porta danza e teatro internazionali in molte sedi, a partire dal Mattatoio, a pochi minuti dal Teatro India. Le giornate sono ancora tiepide, le sere fresche: una giacca leggera basta per la passeggiata lungo il fiume.

Domande frequenti su Gli elefanti nella stanza

Quando va in scena Gli elefanti nella stanza a Roma?

Gli elefanti nella stanza va in scena al Teatro India di Roma da sabato 17 ottobre a domenica 1° novembre 2026, con quattordici recite e riposo il lunedì. Si comincia alle 20 nella prima settimana, alle 19 nella seconda, alle 18 tutte le domeniche.

Chi ha scritto e chi interpreta lo spettacolo?

Gli elefanti nella stanza è di e con Francesca Astrei, attrice e autrice romana diplomata all'Accademia Silvio d'Amico, Premio Ubu 2025 come migliore attrice under 35. La produzione è del Teatro di Roma, Teatro Nazionale.

Di che cosa parla Gli elefanti nella stanza?

Gli elefanti nella stanza racconta, attraverso la storia di due sorelle, l'esperienza dei siblings, fratelli e sorelle di persone con disabilità. Il testo esplora il confine fra affetto e responsabilità e la consapevolezza che una sorella diventerà, un giorno, il riferimento principale dell'altra.

Dove si trova il Teatro India?

Il Teatro India si trova sul lungotevere Vittorio Gassman 1, già lungotevere dei Papareschi, all'angolo con via Luigi Pierantoni, di fronte al Gazometro. Si raggiunge con la metro B fino a Garbatella e un chilometro a piedi, con il treno fino a Roma Trastevere o con i bus per piazza della Radio.

Per che cosa è conosciuta Francesca Astrei?

Francesca Astrei è conosciuta soprattutto per Io sono verticale, monologo sulla depressione che usa la figura di Lazzaro, premiato al festival Direction Under30, e per il Premio Ubu 2025. Nel 2023 aveva vinto il FringeMI Festival con Mi manca Van Gogh, di cui è autrice.

Dove si comprano i biglietti per il Teatro India?

I biglietti per Gli elefanti nella stanza al Teatro India si acquistano sul sito ufficiale del Teatro di Roma e alle biglietterie della fondazione. I prezzi sono pubblicati sul sito ufficiale; lo spettacolo rientra nella stagione in abbonamento 2026/2027.

Lo spettacolo è adatto ai ragazzi?

Gli elefanti nella stanza affronta un tema familiare con uno sguardo intimo e senza pesantezza, adatto anche agli adolescenti, in particolare a chi vive in casa un'esperienza simile. Per i più piccoli è meglio chiedere indicazioni alla biglietteria del Teatro di Roma.

Il consiglio finale su Gli elefanti nella stanza

Il Teatro India è la sala che racconta meglio la Roma che cambia, e Francesca Astrei è una delle voci più interessanti che il teatro romano abbia prodotto negli ultimi anni. Scegliete una sera feriale della seconda settimana, arrivate a piedi dal ponte di ferro, e lasciate che gli elefanti escano dalla stanza.

Articolo scritto dalla redazione di Tour Leader Pro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.

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Data Evento17 Ottobre 2026 20:00 — 1 Novembre 2026
IndirizzoTeatro India, Lungotevere Vittorio Gassman 1, 00146 Roma Ostiense, Roma, Roma Città

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