Madri di Diego Pleuteri al Teatro India — dal 17 al 21 marzo 2027
Madri, il testo di Diego Pleuteri diretto da Alice Sinigaglia con Valentina Picello e Vito Vicino, va in scena al Teatro India, sul lungotevere Vittorio Gassman 1 a Roma, da mercoledì 17 a domenica 21 marzo 2027. Le recite sono cinque, una al giorno da mercoledì a domenica, e lo spettacolo dura settantacinque minuti. Il Teatro India, seconda sede del Teatro di Roma, si trova di fronte al Gazometro, all'angolo con via Luigi Pierantoni: la metro più vicina è Garbatella, sulla linea B, a circa un chilometro oltre il ponte dell'Industria; la stazione di Roma Trastevere, con le linee regionali FL1, FL3 e FL5, è a circa settecento metri; gli autobus 170, 766, 775, 780 e 781 fermano in piazza della Radio. Orari d'inizio e prezzi sono pubblicati sul sito ufficiale del Teatro di Roma, dove si comprano i biglietti insieme alle biglietterie della fondazione e al circuito di prevendita autorizzato indicato nella pagina dello spettacolo. La produzione è de La Corte Ospitale, in coproduzione con SCARTI Centro di Produzione Teatrale d'Innovazione.

Madri racconta un pomeriggio di pioggia, una casa piena di scatoloni, una madre che cerca l'ultima parola di una citazione dimenticata e un figlio che, quasi senza accorgersene, si lascia trascinare nella ricerca. Il testo, scritto nel 2019, ha ricevuto una menzione al premio InediTO nel 2020 ed è stato selezionato da Eurodram nel 2022. Seguono le date, la trama, l'autore e la regista, gli interpreti, il Teatro India e i consigli per organizzare la serata.
Madri al Teatro India: date, durata e dati essenziali
Madri è in scena al Teatro India per cinque sere consecutive, da mercoledì 17 a domenica 21 marzo 2027, con una durata di settantacinque minuti, nella stagione 2026/2027 del Teatro di Roma.
Il calendario
Le recite sono mercoledì 17, giovedì 18, venerdì 19, sabato 20 e domenica 21 marzo. La pagina del Teatro di Roma non riporta l'orario di ciascuna recita: va controllato sul sito ufficiale prima dell'acquisto, perché di solito la replica della domenica è pomeridiana.
La locandina
Testo di Diego Pleuteri, regia di Alice Sinigaglia, in scena Valentina Picello e Vito Vicino. Il sound design è di Federica Furlani, la scenografia di Alessandro Ratti, le luci di Luca Scotton; le fotografie di scena sono di Francesco Capitani.
Produzione e sostegni
Produce La Corte Ospitale, coproduce SCARTI Centro di Produzione Teatrale d'Innovazione di La Spezia; lo spettacolo ha il contributo della Regione Emilia-Romagna e il sostegno del Ministero della Cultura e della SIAE nell'ambito del programma Per Chi Crea.
Una nota per gli spettatori sensibili
Nella scheda dello spettacolo pubblicata dal Teatro Stabile di Torino, dove Madri è andato in scena nel febbraio 2025, era segnalato l'uso di luci stroboscopiche. Chi è sensibile a questo tipo di effetti fa bene a chiedere conferma alla biglietteria del Teatro di Roma.
Di cosa parla Madri: una parola dimenticata
In Madri un ragazzo torna a far visita alla madre in un pomeriggio di pioggia e trova la casa invasa da scatole piene di oggetti e ricordi: la donna cerca un vecchio articolo di giornale e l'ultima parola di una citazione che non riesce più a ricordare.
Di intimo c'è rimasto solo
La citazione incompleta è il motore di tutto: «Di intimo c'è rimasto solo…». Come se la vita della donna fosse rimasta sospesa in quell'assenza, la ricerca della parola diventa un'ossessione, e il figlio viene coinvolto in qualcosa che è molto più di un esercizio di memoria.
Fra realtà e immaginazione
Tra fotografie, libri, frammenti del passato e presenze inquietanti, madre e figlio entrano in uno spazio in cui realtà e immaginazione si confondono. La presentazione del Teatro di Roma parla di un viaggio condiviso nell'inconscio, alla scoperta di ciò che il tempo ha nascosto senza cancellarlo.
Due personaggi, un fiume di parole
Secondo la presentazione de La Corte Ospitale, i due personaggi hanno la testa bucata e i loro pensieri escono senza sosta, in un fiume di ossessioni che diventano parola. È un teatro di dialogo serrato, costruito sul ritmo più che sull'azione.
Un titolo al plurale
Il titolo è al plurale, anche se in scena c'è una sola madre. È una delle chiavi del testo: la madre di Madri è una, ma la ricerca che compie tocca qualcosa di comune, quell'inconscio che il Teatro Stabile di Torino, presentando lo spettacolo, definiva quasi collettivo.
Il testo di Diego Pleuteri: dal premio InediTO a Eurodram
Madri è stato scritto da Diego Pleuteri nel 2019, ha ricevuto nel 2020 la menzione speciale al premio InediTO Colline di Torino e nel 2022 è entrato nella selezione del comitato italiano di Eurodram, la rete europea dedicata alla traduzione e alla diffusione della drammaturgia contemporanea.
Premi e selezioni
Le fonti ufficiali descrivono il riconoscimento di Eurodram in modo leggermente diverso: il Teatro di Roma e il Teatro Stabile di Torino parlano di testo vincitore di Eurodram 2022, La Corte Ospitale scrive sia di vittoria sia di ingresso nella selezione del comitato italiano. In ogni caso si tratta di un riconoscimento europeo arrivato a un autore di poco più di vent'anni.
Il debutto torinese
Lo spettacolo è andato in scena dal 18 al 23 febbraio 2025 al Teatro Gobetti di Torino, nella Sala Pasolini, nel cartellone del Teatro Stabile di Torino. Il Teatro di Roma lo presenta ora al Teatro India nella stagione 2026/2027.
Un lavoro sul suono
La Corte Ospitale spiega che la regia di Alice Sinigaglia punta sul lavoro degli attori in relazione al suono, destinato ad avere un ruolo chiave nell'allestimento. La presenza di una sound designer, Federica Furlani, fra i crediti principali lo conferma.
Diego Pleuteri, l'autore di Madri
Diego Pleuteri è nato a Melzo, vicino a Milano, nel 1998 ed è attore e drammaturgo: si è formato come autore alla Civica Scuola di Teatro Paolo Grassi e come attore alla Scuola del Teatro Stabile di Torino.
La formazione milanese
Giovanissimo frequenta l'ambiente teatrale milanese, crescendo con realtà come Campo Teatrale, ATIR e Proxima Res. Dal 2019 al 2021 frequenta il corso per autore teatrale della Paolo Grassi; nel suo percorso incontra, fra gli altri, Daria Deflorian, Martin Crimp e Rafael Spregelburd.
Torino e Leonardo Lidi
Nel 2024 si diploma come attore alla Scuola per Attori del Teatro Stabile di Torino, diretta da Valerio Binasco e Leonardo Lidi. Con Lidi nasce una collaborazione: è assistente alla drammaturgia per Misantropo e scrive per lui, nel 2023, Come nei giorni migliori, il suo esordio da drammaturgo in una produzione del Teatro Stabile di Torino.
Un autore giovane
Madri è un testo scritto da un autore poco più che ventenne, ed è stato candidato ai Premi Ubu 2025 nella categoria dedicata al nuovo testo italiano. La recensione di Sipario, pubblicata al debutto torinese, definisce Pleuteri una delle firme più interessanti della nuova drammaturgia; il portale Dramma.it parla di un talento precoce e solido.
Alice Sinigaglia, la regista di Madri
Alice Sinigaglia è nata a La Spezia nel 1996 e si è diplomata in regia alla Civica Scuola di Teatro Paolo Grassi di Milano nel 2022.
Gli Scarti di La Spezia
Dal 2017 lavora con gli Scarti di La Spezia, il centro di produzione che coproduce Madri. Ha scritto e diretto Domino, che ha ottenuto una menzione speciale al Premio Scenario Infanzia 2018, e Il Canto del Bidone, finalista al Premio Scenario 2021.
Altri lavori
Nel 2023 debutta con il fratello Davide in Concerto fetido su quattro zampe. Dal 2021 è assistente alla regia di Serena Sinigaglia, con la quale cura il saggio di diploma degli attori della Paolo Grassi.
Il sodalizio con Pleuteri
La Corte Ospitale parla di un sodalizio artistico fra Pleuteri e Sinigaglia che si rinnova con Madri: due autori nati a due anni di distanza, formati nella stessa scuola milanese, che lavorano insieme sul testo e sulla scena.
Valentina Picello e Vito Vicino, madre e figlio
In Madri la madre è Valentina Picello e il figlio Vito Vicino; per questo spettacolo Valentina Picello ha vinto il Premio Ubu 2025 come migliore attrice, secondo quanto riporta La Corte Ospitale.
Una prova d'attrice
La recensione di Sipario al debutto torinese parla di un'intensa interpretazione della coppia, e l'Ubu, il premio più noto del teatro italiano, ha confermato il giudizio sulla protagonista. Nelle note di regia la madre ha i capelli rossi, marchio di una vitalità rimasta senza sfogo. Il ruolo della madre è il centro emotivo del testo: una donna che cerca una parola e, cercandola, rovescia la propria vita dentro gli scatoloni.
Il figlio
Il figlio arriva per una visita e si ritrova dentro un'avventura della memoria. È il personaggio in cui lo spettatore si riconosce più facilmente: chi non è mai tornato nella casa dei genitori trovandola cambiata, piena di cose da sistemare e di ricordi da decidere se tenere o buttare?
Il Teatro India, la sede di Madri
Il Teatro India, aperto nel 1999 nei capannoni della ex Mira Lanza sulla riva destra del Tevere, è la sala che il Teatro di Roma dedica soprattutto alla scena contemporanea, accanto al Teatro Argentina e al Teatro di Villa Torlonia.
La vecchia Mira
I primi edifici in mattoni della fabbrica Mira, progettati dall'ingegnere Giulio Filippucci, risalgono all'inizio del Novecento. Nel 1913 il Comune rilevò lo stabilimento, che durante la prima guerra mondiale produsse glicerina e nel dopoguerra si convertì al sapone, sfruttando anche gli scarti del vicino Mattatoio di Testaccio. L'unione con l'Unione Stearinerie Lanza diede il nome di Mira Lanza.
Gli anni del silenzio
La fabbrica chiuse nel 1952 e per decenni i capannoni furono il magazzino della ditta Rancati, che forniva attrezzeria a teatri e set cinematografici. Nel 1999 il Comune ne acquistò una parte e la destinò al teatro.
Perché India
A dare il nome fu Mario Martone, allora direttore del Teatro di Roma: un nome di paese lontano, come quello dell'Argentina, per suggerire il viaggio.
Le sale
Tre navate, mattoni scuri, tetti a spiovente, travi di legno e ferro, poltrone di velluto rosso: sale modulabili, adatte a disposizioni circolari o su più livelli. Per un testo ambientato in una casa piena di scatoloni, un ex magazzino è un luogo che risuona.
Come arrivare al Teatro India per Madri
Per raggiungere il Teatro India, sul lungotevere Vittorio Gassman 1 di fronte al Gazometro, la combinazione più semplice dal centro è la metro B fino a Garbatella e poi un quarto d'ora a piedi.
Metro B
Dalla stazione Garbatella si va verso via Ostiense e si attraversa il Tevere sul ponte dell'Industria, la struttura in ferro ottocentesca; dall'altra parte del fiume il teatro è a pochi passi, sul lungotevere che un tempo si chiamava dei Papareschi.
Treno regionale
La stazione di Roma Trastevere, a circa settecento metri, è servita dalle linee FL1, FL3 e FL5: comoda per chi arriva da Fiumicino o dalle zone servite dalla ferrovia.
Bus e tram
In piazza della Radio fermano le linee 170, 766, 775, 780 e 781; il tram 8 arriva alla stazione di Trastevere. Le frequenze serali vanno controllate sul calcolatore di percorso dell'azienda di trasporto romana.
Auto
La zona è esterna alla ZTL e la sosta, fra viale Marconi e il lungotevere, è in genere meno complicata che nei quartieri centrali. Il sabato sera conviene comunque partire con margine.
Una curiosità su Madri di Diego Pleuteri al Teatro India — dal 17 al 21 marzo 2027
La curiosità più interessante di Madri riguarda il luogo in cui va in scena. Lo spettacolo si svolge tutto dentro una casa invasa da scatoloni colmi di oggetti, fotografie, libri e frammenti di passato: un piccolo magazzino della memoria. Il Teatro India, per mezzo secolo, è stato letteralmente un magazzino. Dopo la chiusura della fabbrica Mira Lanza, nel 1952, i suoi capannoni divennero il deposito della ditta Rancati, specializzata in attrezzeria teatrale e cinematografica: qui si custodivano mobili, oggetti di scena e arredi destinati ai teatri e ai set del cinema italiano. Le scatole che la madre di Madri apre e rovescia per cercare una parola hanno dunque, fra queste mura, degli antenati concreti. C'è poi una seconda coincidenza. Il testo gira intorno a una citazione incompleta, «Di intimo c'è rimasto solo…», e alla fatica di ricordare. Il nome stesso del teatro nasce da un gesto di memoria e di immaginazione: Mario Martone lo scelse pensando all'Argentina, la sede storica della fondazione, e all'idea di un paese lontano da raggiungere. Infine, una curiosità sull'età: Diego Pleuteri ha scritto Madri nel 2019, poco più che ventenne, ed è un testo sul tempo che passa, sulla memoria che si sfalda e su un rapporto fra madre e figlio visto con uno sguardo che, per l'età dell'autore, colpisce per maturità. A nostro giudizio è proprio questa distanza fra l'età di chi scrive e il tema che rende il testo interessante.
Una cosa che non ti dice nessuno su Madri di Diego Pleuteri al Teatro India — dal 17 al 21 marzo 2027
Quello che le locandine non dicono è che Madri non è una novità assoluta. Il Teatro di Roma lo presenta come prima nazionale, ma lo spettacolo con la regia di Alice Sinigaglia e gli stessi interpreti, Valentina Picello e Vito Vicino, è già andato in scena al Teatro Gobetti di Torino, nella Sala Pasolini, dal 18 al 23 febbraio 2025, e le recensioni di quel debutto sono state pubblicate da testate specializzate come Sipario e Dramma.it. Per lo spettatore romano questo è un vantaggio: arriva al Teatro India uno spettacolo già rodato, con una sua storia di repliche. La seconda cosa che non si dice è la durata. Settantacinque minuti senza intervallo: una serata compatta, adatta anche a chi il giorno dopo lavora e non vuole rientrare tardi. Il terzo dettaglio riguarda il suono. La Corte Ospitale spiega che la regia lavora sugli attori in relazione al suono, con un ruolo chiave affidato alla sound designer Federica Furlani: il consiglio è di scegliere un posto centrale, non troppo laterale, per ascoltare bene le voci e l'ambiente sonoro. Infine, un'avvertenza pratica: nella scheda del Teatro Stabile di Torino era segnalato l'uso di luci stroboscopiche. Chi soffre di fotosensibilità deve saperlo in anticipo, e può chiedere conferma alla biglietteria del Teatro di Roma.
Il consiglio che ti do per visitare Madri di Diego Pleuteri al Teatro India — dal 17 al 21 marzo 2027
Il consiglio è di andare a vedere Madri con la propria madre, o con un figlio. Può sembrare una proposta sentimentale, e invece è pratica: il testo di Pleuteri parla della fatica di ricordare, delle case che si riempiono di scatoloni, delle parole che si perdono con gli anni, e vederlo insieme a chi condivide quella storia familiare trasforma lo spettacolo in una conversazione che prosegue dopo l'uscita. Settantacinque minuti lasciano tutto il tempo per una cena a Testaccio o a Ostiense. Il secondo consiglio riguarda la data. Madri va in scena da mercoledì 17 a domenica 21 marzo, subito dopo le otto sere di Flusso con Lino Guanciale e Gianmarco Saurino, nella stessa sede: chi ama la drammaturgia contemporanea può vedere entrambi nella stessa settimana, e scoprire che i due testi, entrambi usciti da premi di scrittura teatrale, parlano di memoria e di rapporti fra età diverse della vita. Il terzo consiglio è di arrivare con anticipo e fare due passi lungo il fiume: il Gazometro, il ponte dell'Industria, i capannoni in mattoni della vecchia fabbrica preparano bene a uno spettacolo sulla polvere del tempo. Infine, per chi segue la nuova drammaturgia, vale la pena cercare in libreria o sui siti dei premi i testi di Pleuteri: leggere Madri dopo averlo visto aiuta a cogliere quanto della sua musica sia già scritto sulla pagina.
Intorno al Teatro India: fra Ostiense e Testaccio
Il Teatro India si trova nel punto d'incontro fra Testaccio, Ostiense e Marconi, su un tratto di Tevere segnato dalle architetture industriali del Novecento.
Il Gazometro
Sull'altra riva si alza il Gazometro, simbolo di Ostiense, nell'area che ha ospitato la Maker Faire Rome 2026. Il quartiere è noto anche per la street art e per la Centrale Montemartini, la vecchia centrale elettrica che espone sculture antiche fra i macchinari.
Testaccio e la Piramide
A nord si arriva a Testaccio, con l'Ex Mattatoio, il Monte dei Cocci e la Piramide Cestia. Il Mattatoio è legato alla storia del teatro: la Mira produceva sapone anche con gli scarti del macello.
La basilica di San Paolo
A sud, a una fermata di metro da Garbatella, c'è la basilica di San Paolo fuori le Mura, una visita che si combina bene con una recita serale.
Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato
È risaputo che il teatro italiano fatica a dare spazio agli autori giovani: è una lamentela che ritorna in ogni dibattito sulla drammaturgia contemporanea, e la recensione del Sole 24 Ore dedicata a Madri, citata da La Corte Ospitale, prende le mosse proprio da questa litania ricorrente. Si ricorda meno spesso che in Italia esiste una rete di premi e di luoghi che lavorano proprio in quella direzione, e Madri ne è un esempio quasi da manuale. Il testo è stato scritto nel 2019 da un autore che frequentava il corso di drammaturgia della Paolo Grassi; nel 2020 ha ricevuto una menzione al premio InediTO Colline di Torino, dedicato ai testi inediti; nel 2022 è stato selezionato da Eurodram, la rete europea che segnala testi contemporanei da tradurre e far circolare. Poi è arrivato un centro di produzione emiliano, La Corte Ospitale, che dichiara di sostenere e far crescere nuovi talenti, con un coproduttore ligure, gli Scarti di La Spezia, in cui la regista lavora dal 2017. Il debutto è avvenuto in un teatro nazionale, a Torino, e ora lo spettacolo arriva al Teatro di Roma. Il percorso dal foglio al palcoscenico, che molti considerano impossibile per un giovane autore, qui è documentato passo per passo. Anche Flusso, in scena nella stessa sala la settimana precedente, viene da un premio di drammaturgia, il Premio Riccione: due casi, nella stessa sede, a pochi giorni di distanza.
La foto giusta da fare a Madri di Diego Pleuteri al Teatro India — dal 17 al 21 marzo 2027
In sala il telefono si spegne: Madri è uno spettacolo costruito sul suono e sulle voci, e ogni schermo acceso rompe il lavoro della regia. La fotografia si fa prima o dopo, e il Teatro India offre inquadrature che dialogano bene con il tema dello spettacolo. La prima è quella dei mattoni: le pareti scure della vecchia fabbrica, con le grandi finestre e le travi a vista, raccontano un passato di lavoro e poi di deposito, quando qui si ammassavano gli oggetti di scena della ditta Rancati. Una foto ravvicinata di un angolo del muro, con la luce dei lampioni, ha il sapore di una fotografia ritrovata in uno scatolone. La seconda è il Gazometro, che dallo spazio esterno del teatro si vede oltre il Tevere: la silhouette metallica illuminata di sera è l'immagine più riconoscibile del quartiere. La terza si scatta dal ponte dell'Industria, per chi arriva dalla metro: il fiume, le travature di ferro, la riva con i capannoni. A metà marzo, all'ora dello spettacolo serale, è già buio, e le luci riflesse nell'acqua sono la parte più bella della foto. Per chi va a teatro con la propria madre o con un figlio, la foto giusta è semplicemente una foto insieme, davanti all'ingresso: il ricordo di una serata che, dopo questo spettacolo, avrà un valore in più.
Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia
Sulla riva destra del Tevere, all'inizio del Novecento, nasce la fabbrica Mira: i primi edifici in mattoni sono dell'ingegnere Giulio Filippucci. Nel 1913 lo stabilimento passa al Comune di Roma e, negli anni della prima guerra mondiale, produce glicerina. Dopo il conflitto la produzione si sposta sul sapone, anche grazie alla vicinanza con il Mattatoio di Testaccio, e l'azienda cresce. Arrivano gli anni della concorrenza con l'Unione Stearinerie Lanza, che si chiude con un'alleanza: nasce la Mira Lanza, pronta a confrontarsi con le grandi multinazionali. Con la seconda guerra mondiale comincia il declino, dovuto alla carenza di manodopera e alla diffusione dei detersivi sintetici. Nel 1952 lo stabilimento chiude. I capannoni diventano il magazzino della ditta Rancati, attrezzeria teatrale e cinematografica, e per decenni custodiscono gli oggetti di scena di teatri e set. Nel 1999 il Comune acquista una parte dell'area e, per volontà di Mario Martone, allora direttore del Teatro di Roma, nasce il Teatro India, l'ultimo teatro aperto a Roma nel Novecento. Negli anni successivi il teatro diventa il laboratorio della fondazione per la scena contemporanea, con stagioni, laboratori, compagnie italiane e straniere e rassegne estive come India Città Aperta. Nel marzo 2027 arriva Madri, il testo scritto da un autore poco più che ventenne che parla di una madre e dei suoi scatoloni.
Chi è passato da Madri di Diego Pleuteri al Teatro India — dal 17 al 21 marzo 2027
Dal lungotevere dei Papareschi, oggi intitolato a Vittorio Gassman, sono passati prima di tutto i lavoratori: l'ingegnere Giulio Filippucci, che progettò i primi edifici, gli operai e le operaie della Mira e poi della Mira Lanza, gli attrezzisti della ditta Rancati che per decenni fornirono mobili e oggetti di scena a teatri e set. Poi è passato il teatro. Mario Martone, regista e direttore del Teatro di Roma, volle la nuova sede e le diede il nome. Dal 1999 il Teatro India ha ospitato compagnie italiane e internazionali, laboratori, rassegne estive; nella stagione in corso, fra gli altri, Francesca Astrei con Gli elefanti nella stanza, e pochi giorni prima di Madri Lino Guanciale e Gianmarco Saurino con Flusso. Dal 17 al 21 marzo 2027 passano Diego Pleuteri e Alice Sinigaglia, entrambi formati alla Paolo Grassi, con Valentina Picello e Vito Vicino, la sound designer Federica Furlani, lo scenografo Alessandro Ratti e il light designer Luca Scotton. E con loro, idealmente, i maestri che Pleuteri ha incontrato nel suo percorso, da Daria Deflorian a Martin Crimp e Rafael Spregelburd, e Leonardo Lidi, per cui ha scritto il suo primo testo prodotto; e Serena Sinigaglia, con cui Alice ha lavorato come assistente alla regia.
Dove mangiare prima o dopo Madri
Con uno spettacolo di settantacinque minuti c'è tutto il tempo per una cena dopo la recita, a Ostiense oltre il ponte o a Testaccio.
Oltre il ponte
Via Ostiense e le strade fra il Gazometro e la Garbatella hanno pizzerie, ristoranti e locali frequentati da studenti universitari e da chi lavora nella zona: il lato più vivace la sera.
La cucina di Testaccio
A un quarto d'ora a piedi, Testaccio conserva la cucina del quinto quarto nata intorno al Mattatoio. Fra piazza Testaccio e via Marmorata ci sono trattorie tradizionali: il venerdì e il sabato conviene prenotare.
Sul lato del teatro
Verso viale Marconi e la stazione di Trastevere si trovano trattorie e pizzerie di quartiere, frequentate soprattutto da residenti.
Accessibilità, età e informazioni pratiche
Per l'accessibilità del Teatro India il riferimento è la sezione dedicata del sito del Teatro di Roma; per posti riservati e necessità particolari conviene contattare la biglietteria della fondazione prima di acquistare.
Per chi è
Madri è uno spettacolo per adulti e per ragazzi delle superiori interessati al teatro contemporaneo. I temi, la memoria, il rapporto fra madre e figlio, l'inconscio, sono universali; il linguaggio è quello di un dialogo serrato e visionario.
Luci stroboscopiche
La segnalazione di luci stroboscopiche, pubblicata dal Teatro Stabile di Torino per le repliche del 2025, riguarda chi soffre di epilessia fotosensibile o di disturbi simili: meglio chiedere conferma prima.
Puntualità
Uno spettacolo breve e compatto non perdona i ritardi, e nelle sale del Teatro di Roma l'ingresso a recita iniziata può non essere consentito.
Domande frequenti su Madri al Teatro India
Quando va in scena Madri di Diego Pleuteri a Roma?
Madri di Diego Pleuteri va in scena al Teatro India di Roma da mercoledì 17 a domenica 21 marzo 2027, con una recita al giorno. Gli orari d'inizio non sono riportati nella pagina dello spettacolo e vanno controllati sul sito ufficiale del Teatro di Roma prima dell'acquisto.
Quanto dura Madri?
Madri al Teatro India dura settantacinque minuti, secondo la scheda del Teatro di Roma. È uno spettacolo compatto, senza intervallo, che lascia il tempo per una cena a Ostiense o a Testaccio dopo la recita.
Chi recita in Madri?
In Madri recitano Valentina Picello, nel ruolo della madre, premiata con l'Ubu 2025 come migliore attrice, e Vito Vicino, nel ruolo del figlio. La regia è di Alice Sinigaglia, il testo di Diego Pleuteri, il sound design di Federica Furlani, la scenografia di Alessandro Ratti e le luci di Luca Scotton.
Di cosa parla Madri?
Madri racconta un pomeriggio di pioggia in cui un figlio va a trovare la madre e trova la casa piena di scatoloni: lei cerca un vecchio articolo di giornale e l'ultima parola di una citazione, «Di intimo c'è rimasto solo…», e la ricerca diventa un viaggio condiviso nella memoria.
Madri ha vinto dei premi?
Il testo di Madri ha ricevuto nel 2020 la menzione speciale al premio InediTO Colline di Torino ed è stato riconosciuto nel 2022 da Eurodram, la rete europea per la drammaturgia contemporanea: il Teatro di Roma lo indica come testo vincitore di Eurodram 2022.
Dove si trova il Teatro India?
Il Teatro India è sul lungotevere Vittorio Gassman 1, di fronte al Gazometro, fra Testaccio e Ostiense. Si raggiunge con la metro B fino a Garbatella e un quarto d'ora a piedi, oppure dalla stazione di Roma Trastevere, a circa settecento metri.
Dove si comprano i biglietti per Madri?
I biglietti per Madri al Teatro India si comprano sul sito ufficiale del Teatro di Roma, alle biglietterie della fondazione e sul circuito di prevendita autorizzato indicato nella pagina dello spettacolo, dove sono pubblicati anche i prezzi.
Il consiglio finale su Madri
A nostro giudizio Madri è una delle occasioni migliori della primavera romana per conoscere la nuova drammaturgia italiana: un testo scritto da un autore poco più che ventenne, premiato e selezionato in Italia e in Europa, portato in scena da una regista della stessa generazione con due interpreti che la critica ha segnalato per intensità. Settantacinque minuti, una casa piena di scatoloni, una parola da ritrovare. Il consiglio è di andarci in compagnia di qualcuno con cui si condivide una memoria di famiglia, e di concedersi dopo una cena lenta a Testaccio per finire la frase.
Articolo scritto dalla redazione di Tour Leader Pro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.
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