La firma. Non ti fidare di Claudio Fava al Teatro India — dal 3 al 7 marzo 2027
La firma. Non ti fidare, lo spettacolo scritto e diretto da Claudio Fava con Ninni Bruschetta e Federica De Benedittis, va in scena al Teatro India di Roma da mercoledì 3 a domenica 7 marzo 2027, sul lungotevere Vittorio Gassman 1, all'angolo con via Luigi Pierantoni, nel punto in cui Testaccio, Ostiense e Marconi si toccano. Le recite sono cinque, una al giorno da mercoledì a domenica; gli orari di inizio sono pubblicati dal Teatro di Roma sul proprio circuito di vendita. Il testo è tratto dal romanzo Non ti fidare dello stesso Fava, la produzione è del Teatro della città , Centro di Produzione Teatrale, con Marche Teatro, e lo spettacolo fa parte della stagione 2026/2027 del Teatro di Roma, Il teatro è vita. Al Teatro India si arriva con la metro B fino a Garbatella e poi circa un chilometro a piedi oltre il ponte dell'Industria, con il treno fino alla stazione di Roma Trastevere, a circa settecento metri, oppure con gli autobus che fermano in piazza della Radio. I prezzi sono pubblicati sul sito ufficiale del Teatro di Roma, dove si acquistano i biglietti insieme alle biglietterie della fondazione; tutti i dettagli sono sulla pagina ufficiale dello spettacolo.

La firma è un dramma a due voci ambientato nel parlatorio di un carcere: un uomo in attesa di processo e la donna che lo ha sempre creduto suo padre, separati da un tavolo e da un segreto. Di seguito le date, la trama come la presenta il Teatro di Roma, le biografie dell'autore e del protagonista, la storia del Teatro India, come arrivare, i dintorni, dove mangiare e le domande più frequenti.
La firma. Non ti fidare al Teatro India: date e informazioni essenziali
La firma. Non ti fidare ha cinque recite al Teatro India, da mercoledì 3 a domenica 7 marzo 2027. Il calendario ufficiale del Teatro di Roma indica una recita per ciascuna delle cinque sere.
Le date
Mercoledì 3, giovedì 4, venerdì 5, sabato 6 e domenica 7 marzo 2027. È una sola settimana di programmazione, con due recite nel fine settimana e tre nei giorni feriali.
Gli orari
Gli orari di inizio non compaiono sulla pagina dello spettacolo e sono indicati sul circuito di vendita del Teatro di Roma. Conviene controllare quello della sera scelta al momento dell'acquisto.
Chi firma lo spettacolo
Testo e regia sono di Claudio Fava, che ha tratto La firma dal proprio romanzo Non ti fidare. In scena ci sono Ninni Bruschetta e Federica De Benedittis. La produzione è del Teatro della città , Centro di Produzione Teatrale, insieme a Marche Teatro.
La stagione
Lo spettacolo è inserito nel cartellone del Teatro India all'interno della stagione 2026/2027 del Teatro di Roma, intitolata Il teatro è vita, per la quale è aperta la campagna abbonamenti.
Di che cosa parla La firma. Non ti fidare
La firma racconta l'incontro, nel parlatorio di un carcere, fra un uomo accusato di un crimine del passato e la donna che per tutta la vita lo ha creduto suo padre. È la sinossi diffusa dal Teatro di Roma, che resta volutamente asciutta su luoghi ed epoche.
Un tavolo fra due persone
La scena è una sola: un tavolo che separa un uomo e una donna e che sembra destinato a dividerli per sempre. Fra loro c'è un legame che appare indissolubile, quello fra un padre e una figlia. O almeno così lei ha sempre creduto.
Il segreto
Un segreto custodito per anni rivela un'altra verità . L'uomo, militare di carriera, aveva preso con sé la bambina appena nata. La madre vera era stata arrestata per motivi politici, costretta a partorire in prigionia e poi eliminata insieme agli altri compagni di detenzione.
Il confronto
Ora è lui a essere in carcere, in attesa del processo, e lei arriva per un ultimo confronto. Davanti a quel tavolo il passato torna a vivere e il loro rapporto deve essere interamente riscritto: accusa e difesa si confondono, i ruoli si capovolgono.
Nessuna risposta semplice
La certezza della colpa e quella dell'innocenza vengono messe continuamente in discussione. Il dialogo diventa un campo di battaglia e insieme un luogo di possibile riconoscimento, in cui dolore, memoria e responsabilità si intrecciano. A nostro giudizio è proprio questa ambiguità , più della rivelazione in sé, il cuore dello spettacolo.
Dal romanzo Non ti fidare alla scena del Teatro India
La firma è tratto da Non ti fidare, romanzo di Claudio Fava pubblicato da Fandango nel 2026. Il passaggio dalla pagina al palcoscenico è firmato dallo stesso autore, che cura anche la regia.
Un autore che si adatta da solo
Non è la prima volta che Fava porta in teatro un proprio libro. Fra i suoi lavori per la scena figurano Il mio nome è Caino e Il giuramento, titoli che coincidono con due suoi romanzi pubblicati da Baldini e Castoldi nel 1997 e da Add nel 2019. Con La firma il percorso si ripete, e questa volta Fava è anche regista.
Un doppio titolo
Il titolo dello spettacolo tiene insieme due parole. Non ti fidare è il romanzo d'origine, un avvertimento che può valere per entrambi i personaggi. La firma è un oggetto più concreto: il segno con cui si sottoscrive un atto, si riconosce una responsabilità , si mette il proprio nome su una verità . La sinossi non spiega a quale firma si riferisca il titolo, e conviene lasciare che sia lo spettacolo a chiarirlo.
Un teatro di parola
Due attori, un tavolo, un parlatorio. La firma appartiene a quel teatro di parola in cui la tensione nasce dal dialogo e non dall'azione. È un genere che chiede molto agli interpreti e premia le sale raccolte, dove il pubblico sente ogni pausa.
Chi è Claudio Fava: biografia dell'autore e regista
Claudio Fava, nato a Catania il 15 aprile 1957, è giornalista, sceneggiatore, scrittore e drammaturgo, già deputato ed europarlamentare, coautore della sceneggiatura de I cento passi premiata con il David di Donatello.
Il giornalismo e I Siciliani
Laureato in Giurisprudenza e in Storia, è giornalista professionista dal 1982. Ha lavorato a I Siciliani, il giornale fondato dal padre Giuseppe Fava, assassinato dalla mafia a Catania il 5 gennaio 1984; fino al 1986 ne ha raccolto la direzione. È stato poi inviato per il Corriere della Sera, Il Mattino, L'Espresso, l'Europeo, Avvenimenti e la Rai, in Italia e all'estero, e ha ricevuto il premio Europa per i reportage da Mogadiscio sulla fuga di Siad Barre dalla Somalia.
I libri
Fra i saggi, La mafia comanda a Catania 1960/1991 con prefazione di Nando dalla Chiesa, Cinque delitti imperfetti, I disarmati. Storia dell'antimafia e Comprati e venduti. Fra i romanzi, Nel nome del padre, Teresa, Mar del Plata, Il giuramento, L'Isola con Michele Gambino, Centoventisei con Ezio Abate e, nel 2026, Non ti fidare.
Il cinema e la televisione
Con Monica Zapelli e Marco Tullio Giordana ha scritto la sceneggiatura de I cento passi, sulla vita e l'omicidio di Peppino Impastato, premiata nel 2000 con l'Osella alla Mostra del Cinema di Venezia e nel 2001 con il David di Donatello e il Nastro d'Argento. Per la televisione ha firmato, fra le altre, le sceneggiature de Il capo dei capi, di Enrico Mattei. L'uomo che guardava al futuro, di Liberi sognatori e de L'ora. Inchiostro contro piombo; per il cinema anche Prima che la notte di Daniele Vicari e Duisburg. Linea di sangue di Enzo Monteleone.
Il teatro
La sua produzione teatrale comprende, fra gli altri, I fiori di Bogotá, Il mio nome è Caino, L'istruttoria. Studio drammatico sugli atti del processo in morte di Giuseppe Fava, Il volo, Novantadue, Il giuramento, L'ultima estate, Tina e Alfonsina e Centoventisei. Di La grande menzogna è autore e regista; di Vangelo secondo Giuda, dal testo del padre, ha curato riduzione e regia.
La politica
Nel 1991 è fra i fondatori de La Rete con Leoluca Orlando. È stato deputato nel 1992 e dal 2013 al 2018, europarlamentare dal 1999 al 2009, vicepresidente della Commissione parlamentare antimafia e poi presidente della Commissione antimafia dell'Assemblea Regionale Siciliana dal 2018 al 2022. Nel 2009 il settimanale European Voice lo ha indicato come eurodeputato dell'anno per il lavoro sulla commissione d'inchiesta sulle extraordinary renditions della CIA. Dopo le regionali del 2022 ha lasciato la politica.
Chi è Ninni Bruschetta: l'attore protagonista di La firma
Ninni Bruschetta, all'anagrafe Antonino Bruschetta, nato a Messina il 6 gennaio 1962, è attore, regista e scrittore, noto al grande pubblico come Duccio Patanè nella serie Boris.
Nutrimenti Terrestri e il teatro
Nel 1983 fonda la compagnia Nutrimenti Terrestri, dedicata soprattutto a temi di valenza sociale. Fra le sue regie, I carabinieri di Beniamino Joppolo nel 1993, il Giulio Cesare di Shakespeare nel 1998, Corruzione al Palazzo di giustizia di Ugo Betti nel 1999, Antonio e Cleopatra e la Medea di Grillparzer con Anna Maria Guarnieri nel 2001. Dal 1996 al 1999 è direttore artistico del Teatro Vittorio Emanuele II di Messina.
Le scene più recenti
Nel 2012 mette in scena L'ufficio di Giacomo Ciarrapico e Mattia Torre; nel 2016 debutta al Teatro Menotti di Milano con un Amleto che affida il ruolo del titolo ad Angelo Campolo. Nel 2022 e 2023 è in scena con La misteriosa fiamma della regina Loana accanto a Viola Graziosi, e nella stagione 2023/2024 in 1984 di Orwell con la regia di Giancarlo Nicoletti e Violante Placido.
Il cinema
Riconoscibile per il suo accento siciliano, ha lavorato con Paolo Sorrentino in L'uomo in più, con Daniele Luchetti in Mio fratello è figlio unico, con Alessandro Di Robilant in Il giudice ragazzino, con Woody Allen in To Rome with Love, con Pif in La mafia uccide solo d'estate, con Gennaro Nunziante in Quo vado? e con Franco Battiato in Perdutoamor.
La televisione
Dal 2007 è Duccio Patanè, direttore della fotografia di Boris, ruolo ripreso nel film e nel revival del 2022. In televisione è stato anche in Paolo Borsellino, Il generale Dalla Chiesa, Squadra antimafia, Fuoriclasse, I bastardi di Pizzofalcone e Le indagini di Lolita Lobosco; nel 2026 interpreta Matteo Messina Denaro nella miniserie L'invisibile di Michele Soavi.
I libri sul mestiere
Ha pubblicato Sul mestiere dell'attore per Bompiani nel 2010, con prefazione di Franco Battiato, Manuale di sopravvivenza dell'attore non protagonista per Fazi nel 2016 e L'officiante per Luni nel 2023, dedicato al mestiere e alla sua funzione sociale.
Fava e Bruschetta: un sodalizio di lunga data
La firma non è il primo incontro fra Claudio Fava e Ninni Bruschetta: i due lavorano insieme da oltre vent'anni, sulla scena e sullo schermo.
L'istruttoria
Nel 2006 Bruschetta firma la regia de L'istruttoria, il testo in cui Fava ricostruisce gli atti del processo per l'omicidio del padre Giuseppe, con Donatella Finocchiaro in scena. È forse il punto più intimo del loro rapporto artistico.
Caino e il giuramento
Nel 2003 Bruschetta porta nella sua Messina Il mio nome è Caino, come riportò la Repubblica nel gennaio di quell'anno; nel 2017 mette in scena Il giuramento di Fava. La firma è quindi il terzo capitolo di una collaborazione che attraversa l'intera carriera teatrale dei due.
Sullo schermo
Il legame passa anche dal cinema e dalla televisione. Bruschetta è nel cast de I cento passi, scritto da Fava, e compare in titoli per cui Fava ha firmato la sceneggiatura come Le mani dentro la città e Liberi sognatori. A nostro giudizio questa lunga consuetudine è la migliore garanzia per un testo che vive tutto sul dialogo.
Il Teatro India: la storia della sede di La firma
Il Teatro India, aperto il 7 settembre 1999 nei capannoni dell'ex fabbrica Mira Lanza sulla riva destra del Tevere, è la seconda sede della Fondazione Teatro di Roma, insieme al Teatro Argentina e al Teatro di Villa Torlonia. È l'ultimo teatro inaugurato a Roma nel Novecento.
Una fabbrica chimica
All'inizio del secolo scorso su quest'area nasce la fabbrica Mira, destinata alla produzione chimica, con i primi edifici in mattoni disegnati dall'ingegnere Giulio Filippucci. Nel 1913 lo stabilimento diventa proprietà del Comune di Roma e durante la prima guerra mondiale produce glicerina.
Il sapone e la Mira Lanza
Nel dopoguerra la fabbrica si converte al sapone, favorita dalla vicinanza con il Mattatoio di Testaccio. La concorrenza della piemontese Unione Stearinerie Lanza, e poi l'arrivo di colossi come Henkel e Procter e Gamble, portano all'alleanza fra le due aziende: nasce così la Mira Lanza. La seconda guerra mondiale apre il declino, fra carenza di manodopera e diffusione dei detersivi sintetici, e nel 1952 lo stabilimento chiude.
Dal magazzino al teatro
Per anni i capannoni ospitano i magazzini della ditta Rancati, specializzata in attrezzeria per il teatro e il cinema. Nella primavera del 1999 il Comune acquista una parte dell'area, e Mario Martone, allora direttore del Teatro di Roma, sceglie il nome: India, come un nome di Stato sul modello dell'Argentina, e come richiamo al viaggio.
Com'è fatto
L'edificio ha tre navate, mattoni scuri, tetti spioventi, travi di legno e ferro e poltrone di velluto rosso. Le sale sono modulabili e si prestano a piante circolari, percorsi itineranti e spettacoli su più livelli. D'estate gli spazi all'aperto ospitano arene di cinema e musica, come racconta la scheda dedicata a India Città Aperta 2026. Per un dramma a due personaggi, la vicinanza fra scena e platea è un vantaggio evidente.
Una curiosità su La firma. Non ti fidare di Claudio Fava al Teatro India — dal 3 al 7 marzo 2027
La curiosità più interessante riguarda un incrocio di nomi. Il Teatro India deve il suo nome a un'idea di Mario Martone, che volle per la nuova sede un nome di Stato, sul modello del Teatro Argentina, sede storica della stessa fondazione. La firma racconta invece una storia di militari di carriera, prigioniere politiche partorienti in carcere e neonati sottratti alle madri: una trama che a nostro giudizio molti spettatori collegheranno a vicende storiche precise, anche se la sinossi ufficiale del Teatro di Roma non indica né luogo né epoca. Fra i titoli di Fava, del resto, i nomi latinoamericani non mancano: a teatro I fiori di Bogotá, in libreria il romanzo Mar del Plata, pubblicato da Add nel 2013. Una seconda curiosità riguarda il protagonista. Il pubblico televisivo conosce Ninni Bruschetta soprattutto come Duccio Patanè, il direttore della fotografia svagato e irresistibile di Boris; in La firma lo ritrova nei panni di un militare accusato di crimini gravissimi. Una terza curiosità è biografica: autore e interprete sono entrambi siciliani, Fava di Catania e Bruschetta di Messina, e la loro collaborazione teatrale è cominciata proprio nei teatri dell'isola, prima di arrivare nella stagione del Teatro di Roma.
Una cosa che non ti dice nessuno su La firma. Non ti fidare di Claudio Fava al Teatro India — dal 3 al 7 marzo 2027
Quello che le presentazioni non dicono è che La firma è uno spettacolo in cui la trama si conosce quasi tutta prima di entrare. La sinossi rivela già il segreto: il padre non è il padre, la madre vera è stata eliminata in prigionia. Chi si aspetta un colpo di scena finale rischia di sbagliare prospettiva. Il teatro di Fava, qui, non lavora sulla sorpresa ma sul confronto: il punto non è che cosa sia accaduto, ma che cosa due persone possano ancora dirsi dopo averlo saputo. Il consiglio è arrivare con questa chiave, e seguire lo spettacolo come si segue un interrogatorio in cui le parti si scambiano di continuo il ruolo di accusatore e di accusato. La seconda cosa che nessuno dice riguarda la sala. Il Teatro India non è sulla strada di nessuno, e con un dramma di questo tipo arrivare a recita iniziata significa perdere la costruzione della tensione, che si gioca nei primi minuti. Calcolate i tempi con margine. La terza riguarda gli attori. Bruschetta è popolare per la commedia, ma la sua formazione è quella di un uomo di teatro, regista e direttore artistico: chi lo conosce solo dalla televisione avrà modo di scoprire un registro molto diverso.
Il consiglio che ti do per visitare La firma. Non ti fidare di Claudio Fava al Teatro India — dal 3 al 7 marzo 2027
Il consiglio è scegliere una delle tre sere feriali, da mercoledì 3 a venerdì 5 marzo, e arrivare al Teatro India a piedi dalla metro Garbatella attraversando il ponte dell'Industria. A inizio marzo la luce dura più che in pieno inverno, e chi esce presto dal lavoro può fare la passeggiata sul fiume ancora con il chiaro, con il Gazometro alle spalle e i capannoni della vecchia Mira Lanza davanti. Prima dello spettacolo vale la pena leggere la sinossi ufficiale per intero: conoscere il segreto aiuta a concentrarsi su ciò che conta, cioè il modo in cui i due personaggi reagiscono. Chi ha tempo può avvicinarsi al lavoro di Fava rivedendo I cento passi, che scrisse con Giordana e Zapelli e in cui recita anche Bruschetta, oppure leggendo il romanzo Non ti fidare da cui lo spettacolo è tratto. Infine, prenotate per tempo: cinque recite sono poche, e un nome popolare come quello di Bruschetta richiama anche il pubblico che di solito non frequenta il Teatro India.
Come arrivare al Teatro India per La firma
Il Teatro India è sul lungotevere Vittorio Gassman 1, un tempo lungotevere dei Papareschi, all'incrocio con via Luigi Pierantoni e di fronte al Gazometro. Non è un teatro del centro storico, e la sera il percorso va pianificato.
In metro
La fermata più comoda della metro B è Garbatella, a circa un chilometro. Uscendo verso via Ostiense si attraversa il Tevere sul ponte dell'Industria, il vecchio ponte di ferro, e si raggiunge il teatro camminando lungo il fiume in un quarto d'ora scarso.
In treno
La stazione di Roma Trastevere, servita dalle linee regionali FL1, FL3 e FL5, dista circa settecento metri. Per chi arriva da Fiumicino o dai quartieri serviti dalle ferrovie regionali è spesso la soluzione più rapida.
In autobus e in tram
Diverse linee di autobus fermano in piazza della Radio, a pochi minuti a piedi, e il tram 8 serve la zona della stazione Trastevere. Prima di uscire conviene verificare percorsi e orari serali con il calcolatore dell'Atac.
In auto
Il teatro è fuori dalla zona a traffico limitato. Fra viale Marconi e il lungotevere trovare parcheggio è più semplice che a Trastevere o a Testaccio, ma nel fine settimana conviene partire con un quarto d'ora di anticipo.
Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato
Che I cento passi sia uno dei film più importanti del cinema civile italiano lo sanno in molti. Meno citato è che la sua sceneggiatura porta la firma di Claudio Fava accanto a quelle di Monica Zapelli e Marco Tullio Giordana, e che proprio quella sceneggiatura vinse l'Osella a Venezia nel 2000, il David di Donatello e il Nastro d'Argento nel 2001. Ancora meno ricordato è che nel cast del film c'era Ninni Bruschetta: l'autore e il protagonista di La firma si trovavano già insieme, uno alla scrittura e l'altro davanti alla macchina da presa, in un racconto su Peppino Impastato e sulla mafia di Cinisi. Un secondo fatto noto a chi segue la cronaca e poco raccontato a teatro riguarda la storia personale dell'autore: Fava è figlio di Giuseppe Fava, giornalista e scrittore ucciso dalla mafia a Catania il 5 gennaio 1984, e dopo quella morte guidò per due anni il giornale fondato dal padre, I Siciliani. Il tema della verità negata e del processo, così presente in La firma, attraversa tutta la sua opera, a partire da L'istruttoria, il testo teatrale costruito sugli atti del processo per quell'omicidio e diretto da Bruschetta nel 2006. Un terzo fatto riguarda Bruschetta: oltre che attore è autore di tre libri sul mestiere, uno dei quali con prefazione di Franco Battiato.
Intorno al Teatro India: Ostiense, Testaccio e il Gazometro
Il Teatro India si trova lungo il tratto di Tevere che conserva meglio la memoria della Roma industriale del Novecento, fra Ostiense, Testaccio e Marconi.
Il Gazometro e Ostiense
Sull'altra riva si alza il Gazometro, la grande struttura metallica diventata simbolo del quartiere; il Teatro di Roma scrive che veglia sul teatro. Ostiense è anche il quartiere della street art e della Centrale Montemartini, dove le sculture antiche dei Musei Capitolini sono esposte fra turbine e caldaie di una vecchia centrale elettrica.
Testaccio
Risalendo verso nord si arriva a Testaccio, con l'Ex Mattatoio, il Monte dei Cocci e la Piramide Cestia. Il Mattatoio è legato anche alla storia del teatro: la sua vicinanza spinse la vecchia Mira a convertirsi alla produzione del sapone.
San Paolo e Porta Portese
Verso sud, a una fermata di metro da Garbatella, c'è la basilica di San Paolo fuori le Mura. Risalendo invece la riva destra si raggiungono Porta Portese e Trastevere.
La foto giusta da fare a La firma. Non ti fidare di Claudio Fava al Teatro India — dal 3 al 7 marzo 2027
Durante lo spettacolo il telefono resta spento: in un dramma a due voci basta uno schermo acceso in platea per spezzare la concentrazione degli attori e del pubblico, e le pause, in un testo come La firma, pesano quanto le battute. La fotografia si fa fuori, e il Teatro India offre almeno tre inquadrature. La prima è quella con il Gazometro: dallo spazio esterno del teatro la struttura metallica si staglia oltre il Tevere, e a marzo, all'uscita dalla recita serale, la si trova illuminata contro il cielo scuro, con i mattoni del teatro nella luce dei lampioni. La seconda si scatta dal ponte dell'Industria, per chi arriva da Garbatella: le travature di ferro in primo piano, il fiume sotto, i capannoni della ex Mira Lanza sulla riva opposta. La terza è un dettaglio che si lega al tema dello spettacolo: una porta, una finestra alta, un muro di mattoni del vecchio stabilimento. La firma racconta un incontro in un parlatorio, fra quattro mura; un edificio nato come fabbrica e diventato teatro è l'immagine giusta per uno spettacolo che parla di spazi chiusi e di verità che vengono alla luce.
Come organizzare la serata di La firma
La firma è un dramma intenso in una sala fuori dal centro storico: la serata riesce meglio se arrivo, spettacolo e cena si pianificano come un unico percorso.
Prima dello spettacolo
Chi arriva presto può visitare la Centrale Montemartini, sull'altra riva, o passeggiare fra i murales di Ostiense. A inizio marzo le giornate si allungano, e la passeggiata sul ponte dell'Industria al tramonto prepara bene alla serata.
Dopo lo spettacolo
Un testo che mette in discussione colpa e innocenza lascia voglia di parlarne. Una cena a Testaccio o a Ostiense, a un quarto d'ora a piedi, è il seguito naturale.
Con chi andare
Lo spettacolo si presta a una serata in due o fra amici appassionati di teatro civile. Chi arriva in gruppo farà bene a prenotare insieme e con anticipo, visto il numero ridotto di recite.
Dove mangiare prima o dopo La firma
Intorno al Teatro India l'offerta si divide fra Ostiense e Testaccio, più animati la sera, e il versante di Marconi, più di quartiere.
Ostiense
Oltre il ponte, lungo via Ostiense e nelle strade fra il Gazometro e la Garbatella, si trovano ristoranti, pizzerie e locali frequentati da studenti e da chi lavora in zona. È il lato più vivace dopo cena.
Testaccio
Testaccio è il quartiere della cucina romana del quinto quarto, cresciuta intorno al Mattatoio: coda alla vaccinara, trippa, rigatoni con la pajata. Le trattorie fra piazza Testaccio e via Marmorata sono a circa un quarto d'ora a piedi.
Marconi e Trastevere
Dal lato del teatro, verso viale Marconi e la stazione, ci sono pizzerie e trattorie di quartiere, poco turistiche. Chi preferisce Trastevere può prendere il tram 8 all'uscita.
Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia
La storia del luogo si racconta in poche tappe. All'inizio del Novecento, sulla riva destra del Tevere, sorge la fabbrica Mira, con i primi edifici in mattoni progettati dall'ingegnere Giulio Filippucci. Nel 1913 lo stabilimento passa al Comune di Roma e durante la prima guerra mondiale produce glicerina. Nel dopoguerra, grazie alla vicinanza con il Mattatoio di Testaccio, si converte al sapone e cresce fino a entrare in concorrenza con l'Unione Stearinerie Lanza; davanti all'arrivo delle grandi multinazionali, le due aziende si uniscono e nasce la Mira Lanza. La seconda guerra mondiale segna l'inizio del declino, per la mancanza di manodopera e per l'avvento dei detersivi sintetici, e nel 1952 lo stabilimento chiude. I capannoni diventano poi i magazzini della ditta Rancati, che fornisce attrezzeria a teatri e set cinematografici: la finzione entra in questi spazi prima ancora del teatro. Nella primavera del 1999 il Comune acquista una parte dell'area e il 7 settembre dello stesso anno si inaugura il Teatro India, secondo spazio del Teatro di Roma, con il nome scelto da Mario Martone. Da allora le sue sale ospitano teatro contemporaneo, laboratori di scenografia e, d'estate, arene di cinema e musica. Nell'autunno 2026 il cartellone ha proposto Gli elefanti nella stanza; nel marzo 2027 arriva il parlatorio immaginato da Claudio Fava.
Biglietti, accessibilità e consigli pratici per La firma
I biglietti per La firma. Non ti fidare si acquistano sul sito ufficiale del Teatro di Roma e alle biglietterie della fondazione; i prezzi sono pubblicati sul sito ufficiale. Lo spettacolo rientra nella stagione 2026/2027, con campagna abbonamenti aperta.
AccessibilitÃ
Il Teatro di Roma dedica una sezione del proprio sito all'accessibilità delle sue sale. Per posti riservati a persone in carrozzina o altre esigenze specifiche conviene contattare la biglietteria prima della recita.
PuntualitÃ
L'ingresso a spettacolo iniziato può non essere consentito. Chi arriva in metro e a piedi deve calcolare almeno un quarto d'ora di cammino dalla stazione Garbatella.
Con i ragazzi
La trama tocca temi duri, dalla prigionia politica alla sottrazione di un neonato. Lo spettacolo si presta agli studenti delle superiori interessati alla memoria e ai diritti; per i più giovani conviene chiedere indicazioni alla biglietteria del Teatro di Roma.
Chi è passato da La firma. Non ti fidare di Claudio Fava al Teatro India — dal 3 al 7 marzo 2027
Il primo nome legato a questo luogo è quello dell'ingegnere Giulio Filippucci, che disegnò i primi edifici in mattoni della fabbrica Mira. Per decenni sono passati di qui gli operai e le operaie della Mira Lanza, che lavoravano glicerina e sapone a due passi dal Mattatoio; dopo la chiusura del 1952, gli attrezzisti della ditta Rancati, che dai capannoni rifornivano teatri e set cinematografici di oggetti di scena. Il nome del teatro è di Mario Martone, regista e allora direttore del Teatro di Roma, che seguì la nascita della nuova sede nel 1999. Da allora il Teatro India è stato lo spazio della fondazione dedicato alla ricerca, con compagnie italiane e straniere, laboratori e rassegne estive. Dal 3 al 7 marzo 2027 passano dal Teatro India Claudio Fava, giornalista catanese, sceneggiatore de I cento passi, autore di romanzi e testi teatrali, qui nel doppio ruolo di autore e regista; Ninni Bruschetta, attore messinese di teatro, cinema e televisione, fondatore della compagnia Nutrimenti Terrestri e volto di Boris; Federica De Benedittis, che divide con lui il tavolo del parlatorio. Con loro arrivano a Roma le produzioni del Teatro della città e di Marche Teatro, e idealmente anche la memoria di Giuseppe Fava, che attraversa tutta l'opera del figlio.
Domande frequenti su La firma. Non ti fidare
Quando va in scena La firma di Claudio Fava a Roma?
La firma. Non ti fidare è al Teatro India da mercoledì 3 a domenica 7 marzo 2027, con una recita al giorno per cinque sere. Gli orari di inizio sono pubblicati dal Teatro di Roma sul proprio circuito di vendita.
Chi recita in La firma. Non ti fidare?
In La firma. Non ti fidare recitano Ninni Bruschetta e Federica De Benedittis. Testo e regia sono di Claudio Fava; la produzione è del Teatro della città , Centro di Produzione Teatrale, con Marche Teatro.
Di che cosa parla La firma?
La firma racconta l'incontro nel parlatorio di un carcere fra un militare di carriera in attesa di processo e la donna che lo ha sempre creduto suo padre. Un segreto rivela che la madre vera, detenuta politica, partorì in prigionia e fu poi eliminata.
Da quale libro è tratto lo spettacolo?
La firma è tratto da Non ti fidare, romanzo di Claudio Fava pubblicato da Fandango nel 2026. Lo stesso Fava ha curato l'adattamento teatrale e firma anche la regia dello spettacolo.
Dove si trova il Teatro India?
Il Teatro India è sul lungotevere Vittorio Gassman 1, all'angolo con via Luigi Pierantoni, fra Testaccio, Ostiense e Marconi. Si raggiunge dalla metro B Garbatella a piedi, dalla stazione di Roma Trastevere o con gli autobus che fermano in piazza della Radio.
Dove si comprano i biglietti per La firma al Teatro India?
I biglietti per La firma al Teatro India si comprano sul sito ufficiale del Teatro di Roma e alle biglietterie della fondazione. Prezzi e orari sono pubblicati sui canali ufficiali del Teatro di Roma.
Chi è Ninni Bruschetta?
Ninni Bruschetta è un attore, regista e scrittore nato a Messina nel 1962, fondatore della compagnia Nutrimenti Terrestri e noto al grande pubblico come Duccio Patanè nella serie Boris. Con Claudio Fava collabora da oltre vent'anni.
Lo spettacolo è adatto ai ragazzi?
La firma. Non ti fidare affronta temi duri come la prigionia politica e la sottrazione di un neonato alla madre. È adatto a un pubblico adulto e a ragazzi delle superiori interessati ai temi della memoria; per i più piccoli conviene sentire la biglietteria.
Il consiglio finale su La firma. Non ti fidare
La firma è uno spettacolo piccolo nella forma, due attori e un tavolo, e grande nelle domande che pone: che cosa si deve a chi ci ha cresciuto, se quella stessa persona ha distrutto la nostra origine, e dove passa il confine fra colpa e innocenza. A nostro giudizio conviene sceglierlo in una sera feriale, arrivare a piedi dal ponte dell'Industria, leggere la sinossi prima di entrare e concentrarsi sul confronto più che sul segreto. È l'occasione per vedere Ninni Bruschetta lontano dalla commedia, in un testo di un autore con cui lavora da oltre vent'anni, dentro una vecchia fabbrica diventata teatro.
Articolo scritto dalla redazione di Tour Leader Pro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.
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