Lu Santo Jullàre Françesco di Matthias Martelli al Teatro India — dal 27 al 31 gennaio 2027
Lu Santo Jullàre Françesco, il monologo di Dario Fo e Franca Rame su san Francesco d'Assisi, diretto e interpretato da Matthias Martelli, va in scena al Teatro India, sul lungotevere Vittorio Gassman 1 a Roma, da mercoledì 27 a domenica 31 gennaio 2027. Il Teatro India, seconda sede del Teatro di Roma, si trova di fronte al Gazometro, all'incrocio con via Luigi Pierantoni: la fermata più vicina della metro B è Garbatella, a circa un chilometro attraverso il ponte dell'Industria; la stazione ferroviaria di Roma Trastevere, servita dalle linee regionali FL1, FL3 e FL5, è a circa settecento metri; le linee di autobus 170, 766, 775, 780 e 781 fermano in piazza della Radio. Orari d'inizio e prezzi sono pubblicati sul sito ufficiale del Teatro di Roma, dove si acquistano i biglietti insieme alle biglietterie della fondazione e al circuito di prevendita autorizzato indicato nella pagina dello spettacolo. La produzione è del Teatro Stabile di Torino, Teatro Nazionale, e del Teatro Stabile dell'Umbria; lo spettacolo è inserito nelle Celebrazioni per i cento anni di Dario Fo promosse dalla Fondazione Fo Rame.

Lu Santo Jullàre Françesco al Teatro India: date e dati essenziali
Lu Santo Jullàre Françesco resta in scena al Teatro India per cinque recite, da mercoledì 27 a domenica 31 gennaio 2027, in un anno che unisce due anniversari: gli ottocento anni dalla morte di san Francesco e il centenario della nascita di Dario Fo.
Il calendario
Il Teatro di Roma indica le cinque date: mercoledì 27, giovedì 28, venerdì 29, sabato 30 e domenica 31 gennaio. L'orario d'inizio delle singole recite è pubblicato nella scheda ufficiale dello spettacolo, da consultare prima dell'acquisto: al Teatro India gli orari cambiano spesso a seconda del giorno.
La locandina
Il testo è di Dario Fo e Franca Rame; Matthias Martelli firma la regia ed è l'unico interprete. La produzione è del Teatro Stabile di Torino, Teatro Nazionale, insieme al Teatro Stabile dell'Umbria, e lo spettacolo fa parte delle celebrazioni per i cento anni di Dario Fo promosse dalla Fondazione Fo Rame.
La stagione
Lo spettacolo fa parte della stagione 2026/2027 del Teatro di Roma, intitolata Il teatro è vita, raccontata nella scheda sulla stagione del Teatro di Roma. Per il Teatro India è la settimana di un classico del teatro di narrazione italiano.
Lo spettacolo: un Francesco visionario e irriverente
Lu Santo Jullàre Françesco è un monologo che, secondo la presentazione del Teatro di Roma, restituisce la forza rivoluzionaria del poverello di Assisi lontano dall'agiografia: un Francesco visionario, irriverente, capace di mettere in discussione il potere con la leggerezza del giullare e la radicalità delle sue scelte.
Una moltitudine di personaggi
In scena c'è un solo attore, ma i personaggi sono molti. Attraverso un racconto che intreccia comicità, poesia, satira e commozione, Martelli dà vita, scrive il teatro, a una moltitudine di figure, e trasforma una storia antica in una riflessione contemporanea. È la tecnica del teatro giullaresco che Fo aveva riportato in vita: il corpo dell'attore diventa di volta in volta una folla intera.
I temi
Povertà, pace, libertà e rispetto per il mondo sono, secondo la presentazione ufficiale, il cuore dello spettacolo, che nel solco del teatro di Dario Fo restituisce l'attualità del messaggio francescano. Non una vita di santi da recitare con reverenza, dunque, ma un santo che ride, provoca, spiazza.
Un testo in più lingue
Nella versione di Martelli, secondo la sua biografia, la drammaturgia fonde le due edizioni messe in scena da Fo, quella del 1999 e quella del 2014, in uno spettacolo plurilingue, con giullarate in lombardo-veneto, napoletano e volgare dell'Italia centrale. Il titolo stesso, con quella cediglia sulla c di Françesco, annuncia una lingua inventata e insieme antica.
Il testo di Dario Fo e Franca Rame
Lu Santo Jullàre Françesco è uno dei testi della maturità di Dario Fo, scritto con Franca Rame e portato in scena da Fo nel 1999 e poi di nuovo nel 2014, nel solco del teatro giullaresco inaugurato decenni prima da Mistero buffo.
L'eredità di Mistero buffo
Mistero buffo, presentato per la prima volta nel 1969, è un insieme di monologhi su episodi biblici ispirati ai vangeli apocrifi e ai racconti popolari, recitati in grammelot, una lingua inventata e fortemente onomatopeica. Fu replicato migliaia di volte, perfino negli stadi, ed è considerato il modello del teatro di narrazione italiano, poi sviluppato da attori come Baliani e Paolini. Lu Santo Jullàre Françesco ne riprende il metodo e lo applica alla figura di Francesco.
La cultura popolare
Il centro del lavoro giullaresco di Fo era la convinzione che esista una cultura popolare, sempre messa in secondo piano rispetto alla cultura ufficiale, e che sia invece il vero cardine della storia del teatro. Attraverso drammi religiosi, parabole e moralità rilette in chiave satirica, Fo rovesciava il punto di vista dello spettatore. Il santo di Assisi, raccontato come un giullare, era il personaggio perfetto per questo rovesciamento.
Dario Fo, cento anni dopo
Dario Fo, nato a Sangiano il 24 marzo 1926 e morto a Milano il 13 ottobre 2016, è stato drammaturgo, attore, regista, scrittore, scenografo, pittore e attivista, premio Nobel per la letteratura nel 1997.
L'uomo di teatro
Fo è stato un uomo di teatro a tutto tondo: attore, regista, autore, scenografo, costumista e impresario della sua compagnia. Le sue opere usano gli stilemi della commedia dell'arte e sono rappresentate in tutto il mondo. Con la moglie Franca Rame ha scritto e portato in scena testi di satira politica e sociale.
Le origini
Figlio di un capostazione che era anche attore dilettante, crebbe in una famiglia intellettualmente vivace, ascoltando da bambino le favole del nonno materno e le storie di viaggiatori e artigiani. Proprio gli affabulatori di paese, che Fo ha ricordato molte volte, avrebbero ispirato il suo modo di raccontare. Il 2026 ha segnato il centenario della sua nascita, e la Fondazione Fo Rame ne ha promosso le celebrazioni, fra cui questo spettacolo.
Matthias Martelli, l'erede giullaresco di Fo
Matthias Martelli, nato a Urbino il 24 marzo 1986, è un attore, drammaturgo e scrittore che si è avvicinato al teatro giullaresco e alla commedia dell'arte grazie a maestri come Dario Fo ed Eugenio Allegri.
La formazione
Figlio del filosofo Michele Martelli e della poetessa Nadia Pucci, dopo la laurea in storia all'Università di Bologna si è trasferito a Torino, dove si è diplomato nel 2013 alla Performing Arts University di Philip Radice. Ha studiato il teatro fisico secondo l'insegnamento di Jacques Lecoq e ha mosso i primi passi con il Teatro della Caduta di Torino, recitando in piazze, circoli, piccoli teatri e festival di strada. Il primo spettacolo, Il mercante di monologhi, del 2014, usava come scenografia un carretto di legno.
Mistero buffo con il benestare di Fo
Nel 2015 Martelli decise di interpretare Mistero buffo, che aveva visto in televisione da bambino. Lo spettacolo, realizzato con il benestare di Fo e diretto da Eugenio Allegri, nacque da un cantiere di prove aperte in scuole, piazze e università, dalla Scuola normale di Pisa a Palazzo Nuovo a Torino. Debuttò nel 2017, prodotto dal Teatro Stabile di Torino e dal Teatro della Caduta, e ha girato l'Italia e l'Europa, da Londra a Bruxelles, da Monaco di Baviera ad Amburgo. Nel 2019, per i cinquant'anni di Mistero buffo, fu ripreso con due giullarate in più.
Raffaello, Dante, Fred Buscaglione
Martelli ha scritto e interpretato monologhi per diversi teatri stabili: Raffaello, il figlio del vento per il Teatro Stabile dell'Umbria; Dante, fra le fiamme e le stelle, con la consulenza di Alessandro Barbero e di Claudio Marazzini, presidente dell'Accademia della Crusca. Nella stagione 2022/2023 ha debuttato con FRED!, sulla vita di Fred Buscaglione, con la regia di Arturo Brachetti e la musica dal vivo di Roy Paci, poi di Fabrizio Bosso. Con Eretici, il fuoco degli spiriti liberi, ha raccontato da Giordano Bruno a Pasolini la storia di chi è stato perseguitato per le proprie idee.
Libri, televisione e tournée
Ha scritto Il giullare ribelle. Vita apocrifa di Dario Fo per Baldini e Castoldi, e ha fatto da narratore nel documentario L'ultimo Mistero Buffo di Gianluca Rame, trasmesso da Rai 3 e candidato ai Nastri d'argento. Ha vinto il Premio nazionale di cultura Frontino Montefeltro nel 2017. Lu Santo Jullàre Françesco, secondo la sua biografia, è protagonista con Mistero buffo di una tournée mondiale in cinque continenti, dalla Spagna alla Cina, dal Cile all'Australia.
Il corpo, la voce, lo spazio vuoto: lo stile di Martelli
Nei suoi spettacoli Matthias Martelli recupera gli elementi tipici della tradizione dei giullari e del teatro popolare e li reinterpreta in chiave moderna, con un uso ampio del corpo, della gestualità e della mimica.
Il grammelot
La voce passa dal tono poetico all'affabulazione giullaresca fino al grammelot, la tecnica di Fo che usa suoni e cadenze di una lingua per far capire tutto senza pronunciare parole vere. Per lo spettatore è un'esperienza divertente e sorprendente: si ride di cose che non si capiscono alla lettera ma si capiscono benissimo.
La scena spoglia
Le scenografie di Martelli sono ridotte al minimo, secondo la lezione di Peter Brook sullo spazio vuoto, che di volta in volta assume significati diversi. Nella grande sala del Teatro India, con i mattoni della vecchia fabbrica a vista, la scena nuda diventa una piazza medievale.
Il Teatro India, la sede di Lu Santo Jullàre Françesco
Il Teatro India è la seconda sede della Fondazione Teatro di Roma dopo il Teatro Argentina, ricavata nei capannoni della ex fabbrica Mira Lanza sulla riva destra del Tevere e inaugurata nel 1999: è l'ultimo teatro aperto a Roma nel Novecento.
Dalla fabbrica al teatro
All'inizio del Novecento qui sorgeva la fabbrica Mira, dedicata alla produzione chimica, con i primi edifici in mattoni dell'ingegnere Giulio Filippucci. Nel 1913 lo stabilimento passò al Comune e produsse glicerina durante la prima guerra mondiale; nel dopoguerra, anche per la vicinanza con il Mattatoio di Testaccio, si convertì al sapone. Dall'alleanza con la piemontese Unione Stearinerie Lanza nacque la Mira Lanza.
La chiusura e la rinascita
Il declino cominciò durante la seconda guerra mondiale; lo stabilimento chiuse nel 1952 e i capannoni divennero i magazzini della ditta Rancati, attrezzeria teatrale e cinematografica. Nel 1999 il Comune acquistò una parte dell'area e, terminati i restauri, vi aprì il nuovo teatro.
Il nome
Il nome lo scelse Mario Martone, allora direttore artistico del Teatro di Roma: India, come un nome di nazione sul modello dell'Argentina, per evocare un luogo ricco di storia e di memorie.
Com'è fatto
L'edificio ha tre navate, mattoni scuri a vista, tetti spioventi, travi di legno e ferro e poltrone di velluto rosso. Le sale sono modulabili e si prestano a spettacoli a pianta circolare o su più livelli. Per un giullare che racconta il santo dei poveri, un'ex fabbrica è una cornice che parla da sola.
Come arrivare al Teatro India per Lu Santo Jullàre Françesco
Il Teatro India si trova sul lungotevere Vittorio Gassman 1, un tempo lungotevere dei Papareschi, all'incrocio con via Luigi Pierantoni, di fronte al Gazometro: non è un teatro del centro storico e conviene pianificare il percorso.
In metro
La fermata più vicina della metro B è Garbatella, a circa un chilometro. Si esce verso via Ostiense, si attraversa il Tevere sul ponte dell'Industria, il ponte di ferro ottocentesco, e si raggiunge il teatro camminando lungo il fiume in dodici o quindici minuti.
In treno
La stazione di Roma Trastevere, servita dalle linee regionali FL1, FL3 e FL5, è a circa settecento metri. Per chi arriva da Fiumicino o da Monte Mario è spesso la soluzione più rapida.
Autobus e tram
Le linee 170, 766, 775, 780 e 781 fermano in piazza della Radio, a pochi minuti a piedi. Il tram 8 serve la zona della stazione Trastevere. Prima di uscire conviene controllare i percorsi sul calcolatore dell'azienda di trasporto romana.
In auto
Il Teatro India è fuori dalla zona a traffico limitato. Fra viale Marconi e il lungotevere la sosta è più facile che a Trastevere, ma nelle sere del fine settimana conviene arrivare con un quarto d'ora di margine.
Una curiosità su Lu Santo Jullàre Françesco di Matthias Martelli al Teatro India — dal 27 al 31 gennaio 2027
La curiosità più bella è una coincidenza di calendario che Martelli porta in scena. Lo spettacolo nasce per due anniversari insieme: gli ottocento anni dalla morte di Francesco d'Assisi e i cento dalla nascita di Dario Fo. Ma c'è un terzo anniversario, più personale, nascosto nelle date: Matthias Martelli è nato il 24 marzo 1986, e Dario Fo il 24 marzo 1926. Esattamente sessant'anni di distanza, lo stesso giorno. Per un attore che ha dedicato a Fo una biografia intitolata Il giullare ribelle, e che ha avuto dal maestro il benestare per riprendere Mistero buffo, è una di quelle coincidenze che sembrano scritte da un drammaturgo. La seconda curiosità riguarda il debutto: Martelli, racconta la sua biografia, ha presentato Lu Santo Jullàre Françesco al Teatro Cucinelli di Solomeo, in Umbria, la stessa sala in cui aveva debuttato con Eretici, prima di partire con il santo per il mondo. La terza riguarda il pubblico internazionale: lo spettacolo, con Mistero buffo, ha girato cinque continenti in quattro mesi. Un monologo in lingue antiche e inventate, che si capisce senza traduzione, è la prova che il grammelot di Fo funziona davvero ovunque.
Una cosa che non ti dice nessuno su Lu Santo Jullàre Françesco di Matthias Martelli al Teatro India — dal 27 al 31 gennaio 2027
Quello che le presentazioni non dicono è che non serve capire ogni parola. Chi legge nel titolo un italiano storpiato e teme un'ora di dialetti incomprensibili può stare tranquillo: il teatro giullaresco di Fo è costruito proprio perché il senso arrivi attraverso il corpo, il ritmo, le onomatopee, i gesti. Le parti in lombardo-veneto, in napoletano e in volgare dell'Italia centrale si seguono come si segue una musica, e i momenti più comici sono spesso quelli in cui il significato si indovina più che capirsi. La seconda cosa riguarda il pubblico. Uno spettacolo su san Francesco può sembrare destinato ai credenti, e uno spettacolo di Dario Fo può sembrare destinato ai laici: questo è un raro caso in cui i due pubblici si incontrano. Il Francesco di Fo è irriverente con il potere, anche quello della Chiesa, ma profondamente serio sulla povertà, sulla pace, sul rispetto per il creato. La terza cosa è pratica. Il Teatro India è lontano dal centro: chi arriva a piedi da Garbatella fa bene a partire presto, e chi torna dopo la recita può preferire la stazione di Trastevere o gli autobus di piazza della Radio.
Il consiglio che ti do per visitare Lu Santo Jullàre Françesco di Matthias Martelli al Teatro India — dal 27 al 31 gennaio 2027
Il consiglio è trasformare la serata in un piccolo percorso francescano e industriale insieme. Nel pomeriggio si può partire da Trastevere, dalla chiesa di San Francesco a Ripa, dedicata al santo, e scendere lungo il Tevere verso sud, fino a Porta Portese e al Teatro India. Chi preferisce il versante opposto del fiume può invece dedicare il pomeriggio alla Centrale Montemartini, dove le sculture antiche dei Musei Capitolini sono esposte fra turbine e caldaie, e poi attraversare il ponte dell'Industria all'imbrunire. Il secondo consiglio riguarda la preparazione: rivedere prima dello spettacolo qualche minuto di Mistero buffo, anche in una delle registrazioni televisive di Fo, aiuta a riconoscere il metodo e a godere delle differenze fra il maestro e l'allievo. Il terzo riguarda la data: a nostro giudizio la sera infrasettimanale è la più adatta a un monologo che chiede ascolto, mentre la domenica è la scelta giusta per le famiglie con ragazzi. In ogni caso conviene verificare l'orario sulla scheda del Teatro di Roma prima di uscire.
Intorno al Teatro India: Ostiense, Testaccio e il Gazometro
Il Teatro India si trova nel punto in cui Testaccio, Ostiense e Marconi si toccano, lungo il tratto di Tevere che racconta meglio la Roma industriale del Novecento.
Il Gazometro e Ostiense
Oltre il fiume si alza il Gazometro, la struttura metallica diventata simbolo del quartiere. Ostiense è anche il quartiere della street art e della Centrale Montemartini; negli spazi dell'ex area del gas si è tenuta la Maker Faire Rome 2026.
Testaccio
Verso nord si raggiunge Testaccio, con l'Ex Mattatoio, il Monte dei Cocci e la Piramide Cestia. Il filo che lega il Mattatoio alla vecchia Mira, che produceva sapone anche con gli scarti del macello, è uno dei più curiosi di questo paesaggio.
San Paolo
Più a sud c'è la basilica di San Paolo fuori le Mura, a una fermata di metro da Garbatella: una visita che, in una giornata dedicata a un santo, si inserisce con naturalezza.
Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato
È risaputo che Dario Fo ha vinto il premio Nobel per la letteratura nel 1997; si ricorda meno spesso che quel premio andò a un uomo di teatro che si considerava prima di tutto un giullare, erede dei cantastorie medievali e degli affabulatori di paese che aveva ascoltato da bambino. Mistero buffo, lo spettacolo che ha reso Fo famoso nel mondo, nacque nel 1969 come giullarata popolare, e all'inizio non conteneva nemmeno Rosa fresca aulentissima di Cielo d'Alcamo, che poi ne divenne il prologo: le edizioni si sono moltiplicate negli anni, e il testo è cresciuto come crescono le storie orali, per aggiunte successive. Lu Santo Jullàre Françesco appartiene alla stessa famiglia, e anche lui ha avuto due versioni firmate da Fo, nel 1999 e nel 2014, che Martelli ha fuso in una sola. C'è poi un secondo fatto poco citato: Fo riconosceva nella stesura di Mistero buffo l'influenza di una raccolta di novelle di un antropologo siciliano, Serafino Amabile Guastella, dedicata alle storie morali dei contadini. Il teatro più irriverente del Novecento italiano ha radici profonde nella ricerca sulla cultura popolare, e lo spettacolo di Martelli rende omaggio anche a questo.
La foto giusta da fare a Lu Santo Jullàre Françesco di Matthias Martelli al Teatro India — dal 27 al 31 gennaio 2027
Durante lo spettacolo il telefono resta spento. Un monologo giullaresco vive del rapporto diretto fra l'attore e la platea, e il bagliore di uno schermo interrompe un'energia che si costruisce minuto dopo minuto. La foto si fa fuori, e il Teatro India ne offre almeno tre. La prima è con il Gazometro: il Teatro di Roma stesso scrive che sul teatro veglia il Gazometro, e dallo spazio esterno la struttura metallica si staglia oltre il Tevere. A fine gennaio il buio arriva presto, e la fotografia giusta è quella notturna, con il Gazometro illuminato e i mattoni della vecchia fabbrica nella luce dei lampioni. La seconda si fa dal ponte dell'Industria, per chi arriva da Garbatella: le travature di ferro in primo piano, il fiume, i capannoni della ex Mira Lanza sulla riva opposta. La terza è un dettaglio che si lega al tema dello spettacolo: le finestre del vecchio stabilimento, dietro le quali per decenni hanno lavorato operaie e operai. Un santo che scelse la povertà raccontato in una fabbrica di sapone dismessa: un'immagine che vale la pena conservare.
Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia
La storia del luogo si scandisce in poche date. All'inizio del Novecento, sulla riva destra del Tevere, nasce la fabbrica Mira, con i primi edifici in mattoni progettati dall'ingegnere Giulio Filippucci. Nel 1913 lo stabilimento passa al Comune di Roma e produce glicerina, preziosa negli anni della prima guerra mondiale. Nel dopoguerra, sfruttando la vicinanza con il Mattatoio di Testaccio, la fabbrica si converte al sapone e cresce. Seguono gli anni della concorrenza con l'Unione Stearinerie Lanza, fino all'alleanza da cui nasce la Mira Lanza, di fronte all'arrivo delle multinazionali. La seconda guerra mondiale segna l'inizio del declino, per la mancanza di manodopera e la diffusione dei detersivi sintetici. Lo stabilimento chiude nel 1952 e diventa il magazzino della ditta Rancati, specializzata in attrezzeria teatrale e cinematografica: per mezzo secolo, nei capannoni che oggi sono un teatro, si custodivano gli oggetti di scena di teatri e set. Nel 1999 il Comune acquista una parte dell'area e vi apre il Teatro India, seconda sede del Teatro di Roma, voluto dall'allora direttore Mario Martone. Da allora qui si susseguono stagioni di teatro contemporaneo, laboratori, arene estive come India Città Aperta, fino alle cinque sere di gennaio 2027 dedicate al giullare di Assisi.
Chi è passato da Lu Santo Jullàre Françesco di Matthias Martelli al Teatro India — dal 27 al 31 gennaio 2027
Il primo nome legato a questo luogo è quello dell'ingegnere Giulio Filippucci, che progettò i primi edifici in mattoni della fabbrica Mira. Per decenni sono passati di qui gli operai e le operaie della Mira Lanza, poi gli attrezzisti della ditta Rancati, che fornivano oggetti di scena ai teatri e ai set del cinema italiano. Il nome del teatro lo ha scelto Mario Martone, regista e allora direttore artistico del Teatro di Roma, che seguì in prima persona la nascita della nuova sede. Dal 1999 il Teatro India è stato il luogo della sperimentazione della fondazione, con compagnie italiane e straniere, laboratori e rassegne estive; in questa stessa stagione vi è passata, fra gli altri, Francesca Astrei con Gli elefanti nella stanza. A fine gennaio 2027 passa Matthias Martelli, e con lui, idealmente, tutta una genealogia: Dario Fo e Franca Rame, autori del testo; Eugenio Allegri, il regista che lo ha diretto in Mistero buffo; gli affabulatori di paese che ispirarono Fo; i giullari medievali. E naturalmente Francesco d'Assisi, che nel racconto di Fo torna a essere quello che fu per i suoi contemporanei: un uomo che parlava alle piazze.
Dove mangiare prima o dopo Lu Santo Jullàre Françesco
Intorno al Teatro India la scelta migliore per cenare è oltre il ponte, a Ostiense, oppure a Testaccio, il quartiere della cucina romana tradizionale.
Ostiense
Lungo via Ostiense e nelle strade intorno al Gazometro e alla Garbatella ci sono ristoranti, pizzerie e locali frequentati da studenti e da chi lavora nella zona. È il versante più animato la sera.
Testaccio
Testaccio è il quartiere della cucina del quinto quarto, nata intorno al Mattatoio: coda alla vaccinara, trippa, rigatoni con la pajata. Le trattorie fra piazza Testaccio e via Marmorata sono a un quarto d'ora a piedi.
Marconi e Trastevere
Dal lato del teatro, verso viale Marconi e la stazione, ci sono pizzerie e trattorie di quartiere, poco turistiche. Chi preferisce Trastevere prende il tram 8 dopo lo spettacolo.
Accessibilità, età e consigli pratici
Il Teatro di Roma dedica una sezione del proprio sito all'accessibilità delle sue sale; per posti riservati a persone in carrozzina o altre esigenze conviene contattare la biglietteria della fondazione prima della recita.
Con i ragazzi
Un monologo comico, fisico, pieno di personaggi e di invenzioni linguistiche è una buona occasione per portare a teatro ragazzi delle medie e delle superiori, soprattutto se hanno già incontrato Francesco d'Assisi a scuola. Per i più piccoli la durata e la lingua possono essere impegnative.
Puntualità
Il Teatro India non si trova sulla strada di nessuno, e l'ingresso a recita iniziata può non essere consentito. Calcolate bene i tempi, soprattutto se arrivate in metro e a piedi.
Altri Francesco a Roma
L'anniversario francescano ha portato a Roma molte iniziative: la mostra Creature, Creatori al MAXXI, gli spettacoli Il viaggio di Francesco al Teatro Quirino e Francesco con Aldo Cazzullo e Angelo Branduardi. Lo spettacolo di Martelli è quello che guarda al santo con gli occhi del giullare.
Domande frequenti su Lu Santo Jullàre Françesco
Quando va in scena Lu Santo Jullàre Françesco a Roma?
Lu Santo Jullàre Françesco va in scena al Teatro India di Roma da mercoledì 27 a domenica 31 gennaio 2027, per cinque recite. Gli orari d'inizio delle singole serate sono pubblicati dal Teatro di Roma nella scheda ufficiale dello spettacolo.
Chi interpreta Lu Santo Jullàre Françesco al Teatro India?
Lu Santo Jullàre Françesco è diretto e interpretato da Matthias Martelli, attore e drammaturgo nato a Urbino nel 1986, formato alla scuola del teatro giullaresco di Dario Fo ed Eugenio Allegri e conosciuto per la sua versione di Mistero buffo.
Chi ha scritto Lu Santo Jullàre Françesco?
Lu Santo Jullàre Françesco è un testo di Dario Fo e Franca Rame. Fo lo portò in scena nel 1999 e poi nel 2014; la versione di Matthias Martelli fonde le due edizioni in uno spettacolo plurilingue.
Di cosa parla lo spettacolo su san Francesco?
Lo spettacolo su san Francesco di Dario Fo racconta il santo di Assisi lontano dall'agiografia: un uomo visionario e irriverente, che sfida il potere con la leggerezza del giullare. Povertà, pace, libertà e rispetto per il mondo sono i temi centrali.
Si capisce il dialetto di Lu Santo Jullàre Françesco?
Lu Santo Jullàre Françesco usa giullarate in lombardo-veneto, napoletano e volgare dell'Italia centrale, ma è costruito, come il teatro di Fo, per arrivare al pubblico attraverso il corpo, i gesti e il ritmo. Non serve capire ogni parola per seguire il racconto.
Dove si trova il Teatro India?
Il Teatro India si trova sul lungotevere Vittorio Gassman 1, di fronte al Gazometro, fra Ostiense e Marconi. Le fermate più comode sono la metro B Garbatella, la stazione Roma Trastevere e gli autobus di piazza della Radio.
Dove si comprano i biglietti?
I biglietti per Lu Santo Jullàre Françesco al Teatro India si acquistano sul sito ufficiale del Teatro di Roma, alle biglietterie della fondazione e sul circuito di prevendita autorizzato indicato nella pagina dello spettacolo. I prezzi sono pubblicati sul sito ufficiale.
Il consiglio finale su Lu Santo Jullàre Françesco
Nel centenario di Dario Fo si potevano scegliere molti modi per ricordarlo; il più giusto, a nostro giudizio, è vedere un suo testo recitato da chi ne ha raccolto il mestiere. Matthias Martelli non imita Fo: ne usa gli strumenti, il corpo, il grammelot, la scena vuota, e li mette al servizio di un personaggio che il maestro amava molto. Il risultato promette teatro popolare nel senso più alto, capace di far ridere e di far pensare a un tema serio come la povertà. Il consiglio è andarci senza pregiudizi, credenti o laici che si sia, portare con sé i ragazzi se ci sono, e dedicare il pomeriggio alla Roma industriale del Tevere, fra il Gazometro e la Centrale Montemartini, per arrivare in sala già dentro il paesaggio giusto.
Articolo scritto dalla redazione di Tour Leader Pro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.
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