Vorrei una voce di Tindaro Granata al Teatro India — dal 9 al 14 febbraio 2027
Vorrei una voce, il monologo scritto e interpretato da Tindaro Granata con le canzoni di Mina, va in scena al Teatro India di Roma da martedì 9 a domenica 14 febbraio 2027, sul lungotevere Vittorio Gassman 1, all'angolo con via Luigi Pierantoni, fra Testaccio, Ostiense e Marconi. Le recite sono sei, una al giorno da martedì a domenica; gli orari sono pubblicati dal Teatro di Roma sulla pagina dello spettacolo e sul circuito di vendita della fondazione. La produzione è del LAC Lugano Arte e Cultura, in collaborazione con Proxima Res, e lo spettacolo è inserito nella stagione 2026/2027 del Teatro di Roma, Il teatro è vita. Al Teatro India si arriva con la metro B fino a Garbatella e poi circa un chilometro a piedi attraverso il ponte dell'Industria, con il treno fino alla stazione di Roma Trastevere, a circa settecento metri, oppure con gli autobus 170, 766, 775, 780 e 781 che fermano in piazza della Radio. I prezzi sono pubblicati sul sito ufficiale del Teatro di Roma, e i biglietti si acquistano sul sito ufficiale della fondazione o alle sue biglietterie; tutte le informazioni sono sulla pagina ufficiale dello spettacolo.

Vorrei una voce nasce da un'esperienza precisa: il lavoro di Granata con le detenute attrici del teatro Piccolo Shakespeare, all'interno della Casa Circondariale di Messina. Al centro c'è il sogno, la capacità di immaginare un futuro, e la voce di Mina, usata in playback come uno spazio teatrale. Qui sotto trovate le date, il contenuto dello spettacolo, la biografia dell'autore e interprete, la storia del Teatro India, come arrivare, cosa c'è intorno, dove mangiare e le domande più frequenti.
Vorrei una voce al Teatro India: date e informazioni essenziali
Vorrei una voce ha sei recite al Teatro India, da martedì 9 a domenica 14 febbraio 2027. Il calendario pubblicato dal Teatro di Roma indica una recita al giorno.
Le date
Martedì 9, mercoledì 10, giovedì 11, venerdì 12, sabato 13 e domenica 14 febbraio 2027. Una sola settimana di programmazione, che conviene non lasciare all'ultimo momento.
Gli orari
Gli orari di inizio sono indicati dal Teatro di Roma sul proprio circuito di vendita. Conviene controllare quello della data scelta al momento dell'acquisto.
Chi firma lo spettacolo
Testo e interpretazione sono di Tindaro Granata; regista assistente è Alessandro Bandini; le foto di scena sono di Masiar Pasquali. Produce il LAC Lugano Arte e Cultura, in collaborazione con Proxima Res, con il Gruppo Ospedaliero Moncucco come partner di produzione.
Il progetto d'origine
Lo spettacolo è ispirato all'incontro con le detenute attrici del teatro Piccolo Shakespeare della Casa Circondariale di Messina, nell'ambito del progetto Il Teatro per Sognare di D'aRteventi, diretto da Daniela Ursino.
Di che cosa parla Vorrei una voce
Vorrei una voce è un monologo che intreccia teatro e musica attraverso le canzoni di Mina, eseguite in playback, e mette al centro il tema del sogno. È la presentazione che ne dà il Teatro di Roma.
Il sogno come parte di sé
Il punto di partenza è un'idea semplice e dura: perdere la capacità di sognare significa smarrire una parte essenziale di sé. È una condizione che Granata ha incontrato nel lavoro con le detenute di alta sicurezza del carcere di Messina, e che riconosce anche in una fase della propria vita in cui aveva smesso di credere nel futuro.
Libertà interiore e riscatto
Da queste due esperienze nasce un racconto che riflette sulla libertà interiore, sull'identità e sul desiderio di riscatto. Il teatro diventa il luogo in cui la libertà si esercita anche quando quella fisica manca.
Il playback come spazio teatrale
Le canzoni di Mina non sono cantate dal vivo: Granata le interpreta in playback. È una scelta precisa. La voce resta quella di Mina, riconoscibile da tutti, e il corpo dell'attore la abita, la prende in prestito, ci costruisce sopra ricordi, immaginazione e desideri.
Un racconto dedicato
Il Teatro di Roma parla di un racconto dedicato a chi cerca di ritrovare la possibilità di sognare. A nostro giudizio è la chiave per capire il titolo: la voce che si vorrebbe è quella che permette di dire chi si è.
Il Teatro per Sognare: il progetto nel carcere di Messina
Vorrei una voce nasce dal progetto Il Teatro per Sognare, realizzato da D'aRteventi con le detenute di alta sicurezza della Casa Circondariale di Messina, all'interno del teatro Piccolo Shakespeare.
Un teatro dentro il carcere
Il Piccolo Shakespeare è lo spazio teatrale della casa circondariale in cui si svolge il progetto. Il nome dice già molto: il teatro più grande del mondo evocato in un luogo che per definizione limita il movimento.
Le detenute attrici
Il Teatro di Roma parla di detenute attrici: donne che nel progetto non sono spettatrici ma interpreti. L'incontro con loro è il seme dello spettacolo, che però non le porta in scena: in palcoscenico c'è soltanto Granata.
Daniela Ursino
Il progetto è diretto da Daniela Ursino per D'aRteventi. La locandina ufficiale dello spettacolo la cita esplicitamente, riconoscendo il debito del monologo verso quel lavoro.
Le canzoni di Mina nello spettacolo
Mina, pseudonimo di Mina Anna Mazzini, nata a Busto Arsizio il 25 marzo 1940, è considerata una delle voci più talentuose della storia della canzone italiana, in attività dal 1958. La sua voce è il secondo protagonista di Vorrei una voce.
La Tigre di Cremona
Nota anche come la Tigre di Cremona, Mina ha una voce di grande ampiezza ed estensione, con potenza, duttilità e una tecnica saldissima, e un eclettismo che l'ha portata a confrontarsi con generi molto diversi.
I numeri
Con una stima di oltre 150 milioni di dischi venduti è l'artista musicale italiana più venduta nel mondo, primato condiviso con Adriano Celentano. Ha pubblicato più di 1.500 brani; 25 suoi album sono arrivati al numero uno in Italia.
La televisione
Negli anni Sessanta e Settanta ha condotto programmi Rai come Studio Uno, Canzonissima, Senza Rete e Milleluci. Ha ricevuto una Targa Tenco e l'onorificenza di Grande Ufficiale al Merito della Repubblica.
Perché Mina
Una voce riconoscibile da tutti, capace di attraversare generi diversi, si presta in modo naturale al playback: il pubblico la conosce già, e può concentrarsi su ciò che il corpo dell'attore le fa dire. Per uno spettacolo che parla di chi non può muoversi liberamente, prendere in prestito una voce così libera è una scelta di grande coerenza.
Chi è Tindaro Granata: biografia dell'attore e drammaturgo
Tindaro Granata, nato a Tindari, frazione di Patti, in provincia di Messina, il 5 settembre 1978, è attore, drammaturgo e regista, vincitore del Premio Ubu e delle Maschere del Teatro Italiano.
L'esordio da autodidatta
Si forma da autodidatta e debutta nel 2002 in Pulcinella di Manlio Santanelli, con la regia di Maurizio Scaparro.
Gli anni con Rifici
Negli anni successivi recita in diversi spettacoli diretti da Carmelo Rifici: Il nemico di Julien Green nel 2007, La testa del profeta di Elena Bono nel 2009, Buio di Sonia Antinori nel 2010, Sanguinare inchiostro di Andrea Castelli nel 2014.
L'autore
Nel 2011 porta in scena il suo primo testo, Antropolaroid. Seguono Invidiatemi come io ho invidiato voi nel 2013, Geppetto e Geppetto nel 2016, Dedalo e Icaro nel 2019, con la regia di Giacomo Ferraù e Francesco Frongia, e Vorrei una voce nel 2024.
I premi
Nella stagione 2012/2013 riceve alle Maschere del Teatro Italiano il premio Mariangela Melato come migliore attore emergente; nella stagione 2015/2016 il Premio Ubu per il miglior nuovo testo italiano con Geppetto e Geppetto, che nel 2017 vince anche il Premio Hystrio Twister.
Insegnante e direttore
Dal 2020 insegna alla scuola del Piccolo Teatro di Milano. Dal 29 settembre 2025 dirige il Teatro degli Animosi di Carrara. Fra i lavori più recenti come interprete, La bisbetica domata nel 2019 e Il malato immaginario di Molière nel 2026, entrambi con la regia di Andrea Chiodi.
Il Teatro India: storia della sede di Vorrei una voce
Il Teatro India è la seconda sede della Fondazione Teatro di Roma, accanto al Teatro Argentina e al Teatro di Villa Torlonia, ed è stato inaugurato il 7 settembre 1999 negli spazi della ex fabbrica Mira Lanza, sulla riva destra del Tevere. È l'ultimo teatro aperto a Roma nel Novecento.
Dalla chimica al sapone
All'inizio del Novecento qui sorgeva la fabbrica Mira, dedicata alla produzione chimica, con i primi edifici in mattoni dell'ingegnere Giulio Filippucci. Nel 1913 lo stabilimento passò al Comune di Roma e produsse glicerina negli anni della prima guerra mondiale; poi, anche per la vicinanza con il Mattatoio di Testaccio, si convertì al sapone.
La Mira Lanza
La concorrenza con la piemontese Unione Stearinerie Lanza e l'arrivo di Henkel e di Procter e Gamble spinsero le due aziende ad allearsi: nacque la Mira Lanza. Il declino cominciò con la seconda guerra mondiale; lo stabilimento chiuse nel 1952 e i capannoni ospitarono poi i magazzini della ditta Rancati, attrezzeria teatrale e cinematografica.
Il nome
Nella primavera del 1999 il Comune acquistò parte dell'area. Il nome lo scelse Mario Martone, allora direttore del Teatro di Roma: India, come un nome di Stato sul modello dell'Argentina, e come evocazione del viaggio.
Com'è fatto
Tre navate, mattoni scuri a vista, tetti spioventi, travi di legno e ferro e poltrone di velluto rosso. Le sale sono modulabili; d'estate gli spazi all'aperto ospitano arene di cinema e musica, come racconta la scheda su India Città Aperta 2026. Per un monologo, la vicinanza fra scena e pubblico tipica di queste sale è un vantaggio.
Una curiosità su Vorrei una voce di Tindaro Granata al Teatro India — dal 9 al 14 febbraio 2027
La curiosità più interessante riguarda un incrocio di calendari. Nella stessa settimana in cui Granata è al Teatro India, dal 9 al 14 febbraio 2027, al Teatro Vascello di Monteverde va in scena l'Orestea di Carmelo Rifici, con la Parte II Logos dal 9 al 12 e l'integrale sabato 13 e domenica 14. Le due produzioni vengono dalla stessa casa, il LAC Lugano Arte e Cultura di cui Rifici è direttore artistico, e condividono il partner di produzione. E il legame fra i due artisti è lungo: Granata ha recitato in quattro regie di Rifici fra il 2007 e il 2014, e con lui ha curato traduzione, adattamento e drammaturgia de La pulce nell'orecchio. A Roma, quindi, a pochi chilometri di distanza, nella stessa settimana si possono vedere il grande affresco corale e il monologo intimo, due modi opposti di fare teatro nati nella stessa famiglia artistica. Una seconda curiosità riguarda il luogo di nascita dell'attore. Tindari, frazione di Patti, è in provincia di Messina: lo spettacolo nasce dunque dall'incontro con un carcere della sua stessa provincia, un ritorno a casa per vie inattese. Una terza riguarda la stagione del Teatro India: nella stessa sala, dal 20 febbraio, arriva The Body of an American di Jacopo Gassmann, un'altra produzione LAC.
Una cosa che non ti dice nessuno su Vorrei una voce di Tindaro Granata al Teatro India — dal 9 al 14 febbraio 2027
Quello che le presentazioni non dicono è che Vorrei una voce non è un concerto e non è un tributo a Mina. Chi arriva aspettandosi una serata di canzoni rischia di restare spiazzato: le canzoni ci sono, e sono quelle, con la voce originale, ma servono a raccontare altro. Il playback, che in televisione è spesso sinonimo di finzione, qui diventa il cuore del discorso: un attore che presta il corpo a una voce che non è la sua, come chi vive in una condizione di privazione presta i propri sogni a una canzone. Il consiglio è arrivare con questa chiave. La seconda cosa che nessuno dice riguarda il tema. Lo spettacolo nasce in un carcere, ma non è uno spettacolo sul carcere: parla del sogno e della sua perdita, e coinvolge chiunque abbia attraversato un periodo di sfiducia. È adatto anche a chi di solito evita il teatro d'impegno. La terza riguarda gli orari: il Teatro di Roma li pubblica sul circuito di vendita. Controllate l'orario della vostra data prima di uscire, perché la sala non è sulla strada di nessuno e arrivare tardi significa perdere l'inizio di un monologo, dove ogni minuto conta.
Il consiglio che ti do per visitare Vorrei una voce di Tindaro Granata al Teatro India — dal 9 al 14 febbraio 2027
Il consiglio è scegliere una sera feriale, fra martedì e giovedì, e arrivare al Teatro India a piedi dalla metro Garbatella, attraversando il ponte dell'Industria. È una passeggiata di un quarto d'ora sul fiume, con il Gazometro alle spalle e i capannoni della ex Mira Lanza davanti: il modo migliore per entrare nel clima di uno spettacolo che parla di spazi chiusi e di desiderio di uscire. Chi ha il fine settimana libero può invece costruire una giornata doppia: l'integrale dell'Orestea di Rifici al Vascello sabato 13 alle 19 e Vorrei una voce domenica 14, due produzioni della stessa casa a un giorno di distanza. Prima di andare, un ascolto di qualche brano di Mina aiuta: non per riconoscere le canzoni, che arriveranno comunque, ma per avere nell'orecchio la voce che Granata abiterà in scena. Infine, prenotate per tempo: sei recite sono poche, e un attore premiato con l'Ubu richiama il pubblico degli appassionati.
Come arrivare al Teatro India per Vorrei una voce
Il Teatro India si trova sul lungotevere Vittorio Gassman 1, un tempo lungotevere dei Papareschi, all'incrocio con via Luigi Pierantoni, di fronte al Gazometro. Non è un teatro del centro storico e va raggiunto con un po' di pianificazione, soprattutto la sera.
Metro
La fermata più vicina della metro B è Garbatella, a circa un chilometro. Si esce verso via Ostiense, si attraversa il Tevere sul ponte dell'Industria, il ponte di ferro dell'Ottocento, e si arriva al teatro lungo il fiume: dodici o quindici minuti a passo normale.
Treno
La stazione di Roma Trastevere, servita dalle linee regionali FL1, FL3 e FL5, è a circa settecento metri. Per chi arriva da Fiumicino o dalla zona di Ostiense è spesso il mezzo più rapido.
Autobus e tram
Le linee 170, 766, 775, 780 e 781 fermano in piazza della Radio, a pochi minuti a piedi. Il tram 8 serve la zona della stazione Trastevere. Prima di uscire conviene controllare i percorsi con il calcolatore dell'Atac.
In auto
Il Teatro India è fuori dalla zona a traffico limitato del centro. Fra viale Marconi e il lungotevere la sosta è più facile che a Trastevere, ma nel fine settimana conviene arrivare con un quarto d'ora di margine.
Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato
Che Mina sia una delle voci più amate della canzone italiana lo sanno tutti. Meno citato è il suo primato commerciale: con oltre 150 milioni di dischi stimati è l'artista musicale italiana più venduta nel mondo, alla pari con Adriano Celentano, e i suoi 25 album arrivati al numero uno in Italia sono la migliore prestazione di sempre, davanti ai 24 di Vasco Rossi. Ancora meno ricordato è l'elenco di colleghi internazionali che ne hanno lodato la voce, da Frank Sinatra a Louis Armstrong, da Sarah Vaughan a Luciano Pavarotti. È questa voce, conosciuta da generazioni diverse, che rende possibile uno spettacolo come Vorrei una voce: il pubblico la riconosce alla prima nota, e il playback diventa un atto teatrale, un corpo che si offre a una voce familiare. Un secondo fatto noto agli addetti ai lavori e poco raccontato al grande pubblico riguarda Granata. È un autodidatta: non ha frequentato un'accademia prima di debuttare, nel 2002, con Maurizio Scaparro, eppure oggi insegna alla scuola del Piccolo Teatro di Milano e dirige un teatro storico come gli Animosi di Carrara. Un percorso raro nel teatro italiano. Un terzo fatto riguarda il percorso dello spettacolo: nato dal lavoro fatto dentro le mura di un carcere siciliano, Vorrei una voce è stato prodotto a Lugano e arriva nella stagione del Teatro Nazionale di Roma.
Intorno al Teatro India: Ostiense, Testaccio e il Gazometro
Il Teatro India si trova nel punto in cui Testaccio, Ostiense e Marconi si toccano, lungo il tratto di Tevere che racconta meglio la Roma industriale del Novecento.
Il Gazometro e Ostiense
Oltre il fiume si alza il Gazometro, la struttura metallica diventata simbolo del quartiere. Ostiense è anche il quartiere della street art e della Centrale Montemartini, dove le sculture antiche dei Musei Capitolini sono esposte fra turbine e caldaie.
Testaccio
Verso nord si raggiunge Testaccio, con l'Ex Mattatoio, il Monte dei Cocci e la Piramide Cestia. Il filo che lega il Mattatoio alla vecchia Mira, che produceva sapone anche grazie alla vicinanza con il macello, è uno dei più curiosi di questo paesaggio.
San Paolo e Porta Portese
Più a sud c'è la basilica di San Paolo fuori le Mura, a una fermata di metro da Garbatella. Verso nord, lungo la riva destra, si risale verso Porta Portese e Trastevere.
La foto giusta da fare a Vorrei una voce di Tindaro Granata al Teatro India — dal 9 al 14 febbraio 2027
Durante lo spettacolo il telefono resta spento: in un monologo con la musica in playback basta uno schermo acceso per rompere l'illusione, e il rispetto per l'interprete, solo in scena, vale doppio. La foto si fa fuori, e il Teatro India ne offre almeno tre. La prima è quella con il Gazometro: il Teatro di Roma stesso scrive che sul teatro veglia il Gazometro, e dallo spazio esterno la struttura metallica si staglia oltre il Tevere. A febbraio, con il buio che arriva presto, la fotografia giusta è quella notturna, con il Gazometro illuminato e i mattoni del teatro nella luce dei lampioni. La seconda si fa dal ponte dell'Industria, per chi arriva da Garbatella: le travature di ferro in primo piano, il fiume, i capannoni della ex Mira Lanza sulla riva opposta. La terza è un dettaglio che si lega al tema dello spettacolo: le finestre alte del vecchio stabilimento, con la luce che filtra dall'interno. Un edificio nato per il lavoro e diventato luogo di immaginazione è un'immagine adatta a uno spettacolo che parla della possibilità di sognare anche dentro quattro mura.
Come organizzare la serata di Vorrei una voce
Vorrei una voce è un monologo in una sala fuori dal centro storico: la serata riesce meglio se si pianificano arrivo, spettacolo e cena come un unico percorso.
Prima dello spettacolo
Chi arriva presto può passare dalla Centrale Montemartini, oltre il fiume, o fare due passi fra i murales di Ostiense. D'inverno la luce se ne va presto: la passeggiata sul ponte dell'Industria è più piacevole al tramonto.
Dopo lo spettacolo
Un monologo così personale lascia voglia di parlarne: una cena a Testaccio o a Ostiense, a un quarto d'ora a piedi, è il seguito naturale.
Nel fine settimana
Sabato 13 e domenica 14 febbraio a Roma si può vedere anche l'Orestea integrale di Carmelo Rifici al Teatro Vascello: un fine settimana di teatro con due produzioni del LAC, dal monologo alla tragedia corale.
Dove mangiare prima o dopo Vorrei una voce
Intorno al Teatro India l'offerta si divide fra la riva di Ostiense e Testaccio, più animata, e il lato di Marconi, più di quartiere.
Ostiense
Oltre il ponte, lungo via Ostiense e nelle strade intorno al Gazometro e alla Garbatella, ci sono ristoranti, pizzerie e locali frequentati da studenti e da chi lavora nella zona. È il versante più vivace la sera.
Testaccio
Testaccio è il quartiere della cucina romana del quinto quarto, nata intorno al Mattatoio: coda alla vaccinara, trippa, rigatoni con la pajata. Le trattorie fra piazza Testaccio e via Marmorata sono a un quarto d'ora a piedi.
Marconi e Trastevere
Dal lato del teatro, verso viale Marconi e la stazione, si trovano pizzerie e trattorie di quartiere, poco turistiche. Chi preferisce Trastevere prende il tram 8 dopo lo spettacolo.
Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia
La storia del luogo si scandisce in poche date. All'inizio del Novecento, sulla riva destra del Tevere, nasce la fabbrica Mira, con i primi edifici in mattoni dell'ingegnere Giulio Filippucci. Nel 1913 lo stabilimento passa al Comune di Roma e produce glicerina per gli anni della prima guerra mondiale. Nel dopoguerra, sfruttando la vicinanza con il Mattatoio di Testaccio, la fabbrica si converte al sapone e cresce. Seguono gli anni della concorrenza con l'Unione Stearinerie Lanza, fino alla fusione da cui nasce la Mira Lanza, davanti all'arrivo delle multinazionali. La seconda guerra mondiale segna l'inizio del declino, per la mancanza di manodopera e per la diffusione dei detersivi sintetici. Nel 1952 lo stabilimento chiude; gli spazi diventano magazzino della ditta Rancati, specializzata in attrezzeria teatrale e cinematografica. Nella primavera del 1999 il Comune acquista una parte dell'area, e il 7 settembre dello stesso anno si inaugura il Teatro India, seconda sede del Teatro di Roma. Da allora qui si susseguono stagioni di teatro contemporaneo, laboratori di scenografia, arene estive di cinema e musica. Nell'autunno 2026 la sala ha ospitato Gli elefanti nella stanza di Francesca Astrei; nel febbraio 2027 arriva la voce di Mina prestata al corpo di Tindaro Granata.
Biglietti, accessibilità e consigli pratici
I biglietti per Vorrei una voce si acquistano sul sito ufficiale del Teatro di Roma e alle biglietterie della fondazione; i prezzi sono pubblicati sul sito ufficiale. Lo spettacolo rientra nella stagione 2026/2027, per la quale è aperta la campagna abbonamenti.
Accessibilità
Il Teatro di Roma dedica una sezione del proprio sito all'accessibilità delle sue sale. Per posti riservati a persone in carrozzina o altre esigenze, conviene contattare la biglietteria prima della recita.
Puntualità
Il Teatro India non è sulla strada di nessuno, e l'ingresso a recita iniziata può non essere consentito. Calcolate bene i tempi, soprattutto se arrivate in metro e a piedi.
Con i ragazzi
Il tema del sogno e la musica di Mina rendono lo spettacolo accessibile anche agli adolescenti. Per i più piccoli conviene chiedere indicazioni alla biglietteria del Teatro di Roma.
Chi è passato da Vorrei una voce di Tindaro Granata al Teatro India — dal 9 al 14 febbraio 2027
Il primo nome legato a questo luogo è quello dell'ingegnere Giulio Filippucci, che progettò i primi edifici in mattoni della fabbrica Mira. Per decenni sono passati di qui gli operai e le operaie della Mira Lanza, poi gli attrezzisti della ditta Rancati, che fornivano oggetti di scena a teatri e set cinematografici: una fabbrica di sapone diventata deposito di finzioni, prima ancora di diventare teatro. Il nome del teatro è di Mario Martone, regista e allora direttore del Teatro di Roma, che seguì la nascita della nuova sede. Nei suoi anni di attività il Teatro India è stato il luogo della sperimentazione della fondazione, con compagnie italiane e straniere, laboratori e rassegne estive. Dal 9 al 14 febbraio 2027 passa dal Teatro India Tindaro Granata, attore siciliano autodidatta, premio Ubu per Geppetto e Geppetto, insegnante alla scuola del Piccolo e direttore del Teatro degli Animosi di Carrara, con la squadra del LAC e il regista assistente Alessandro Bandini. E con loro, idealmente, le detenute attrici del Piccolo Shakespeare di Messina, Daniela Ursino che ne ha diretto il lavoro, e la voce di Mina, la cantante italiana più venduta nel mondo.
Domande frequenti su Vorrei una voce
Quando va in scena Vorrei una voce a Roma?
Vorrei una voce di Tindaro Granata è al Teatro India da martedì 9 a domenica 14 febbraio 2027, con una recita al giorno. Gli orari sono pubblicati dal Teatro di Roma sul proprio circuito di vendita.
Chi ha scritto e chi interpreta Vorrei una voce?
Vorrei una voce è scritto e interpretato da Tindaro Granata, attore e drammaturgo siciliano premio Ubu. Regista assistente è Alessandro Bandini; la produzione è del LAC Lugano Arte e Cultura con Proxima Res.
Mina canta dal vivo nello spettacolo?
No, in Vorrei una voce le canzoni di Mina sono eseguite in playback: la voce è quella originale della cantante e Tindaro Granata la interpreta con il corpo. Il playback è la forma teatrale scelta dallo spettacolo.
Di che cosa parla Vorrei una voce?
Vorrei una voce parla del sogno e della sua perdita. Nasce dal lavoro di Tindaro Granata con le detenute attrici del teatro Piccolo Shakespeare nel carcere di Messina e riflette su libertà interiore, identità e desiderio di riscatto.
Dove si trova il Teatro India?
Il Teatro India è sul lungotevere Vittorio Gassman 1, all'angolo con via Luigi Pierantoni, fra Testaccio, Ostiense e Marconi. Si raggiunge dalla metro B Garbatella a piedi, dalla stazione Trastevere o con i bus che fermano in piazza della Radio.
Dove si comprano i biglietti per il Teatro India?
I biglietti per il Teatro India si comprano sul sito ufficiale del Teatro di Roma e alle biglietterie della fondazione. Prezzi e orari di Vorrei una voce sono pubblicati sui canali ufficiali del Teatro di Roma.
Chi è Tindaro Granata?
Tindaro Granata è un attore e drammaturgo nato a Tindari nel 1978, premio Ubu per il miglior nuovo testo italiano con Geppetto e Geppetto. Insegna alla scuola del Piccolo Teatro di Milano e dal 2025 dirige il Teatro degli Animosi di Carrara.
Il consiglio finale su Vorrei una voce
Vorrei una voce è uno spettacolo piccolo nella forma e grande nella domanda che pone: che cosa resta di una persona quando smette di sognare. A nostro giudizio conviene sceglierlo una sera feriale, arrivare a piedi dal ponte dell'Industria, lasciare fuori le aspettative da concerto e affidarsi a Granata. Chi può, lo abbini all'Orestea di Rifici nella stessa settimana: due spettacoli della stessa casa, agli antipodi per dimensione, con la stessa idea del teatro come luogo in cui si prova a capire chi siamo.
Articolo scritto dalla redazione di Tour Leader Pro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.
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