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Anche in casa si possono provare emozioni forti al Teatro India — dall’8 all’11 ottobre 2026

Anche in casa si possono provare emozioni forti, lo spettacolo scritto e diretto da Caterina Filograno, va in scena al Teatro India da giovedì 8 a domenica 11 ottobre 2026, sul lungotevere Vittorio Gassman 1, tra Testaccio, Ostiense e Marconi, dentro la stagione 2026/2027 del Teatro di Roma. La durata indicata dal Teatro di Roma è di 75 minuti. Al Teatro India si arriva con la metro B fino a Garbatella e poi un tratto a piedi di circa un chilometro, con il treno fino alla stazione di Roma Trastevere, a qualche centinaio di metri, oppure con gli autobus che servono piazza della Radio e viale Marconi. I prezzi sono pubblicati sul sito ufficiale del Teatro di Roma, e i biglietti si acquistano sul sito ufficiale della sede o alle biglietterie del Teatro di Roma. Gli orari delle singole recite sono indicati sulla pagina ufficiale dello spettacolo.

In scena, accanto all'autrice, ci sono Gloria Busti, Francesca Porrini, Simona Senzacqua e Maria Grazia Sughi. Scene e costumi sono dello stilista Giuseppe Di Morabito. La produzione è di Sardegna Teatro, Teatro Stabile di Torino, Teatro Nazionale e Teatri di Bari.

Anche in casa si possono provare emozioni forti al Teatro India: date e dati

Anche in casa si possono provare emozioni forti è in scena al Teatro India per quattro recite, da giovedì 8 a domenica 11 ottobre 2026. È uno spettacolo di prosa contemporanea di circa un'ora e un quarto, senza intervallo nella versione presentata a Torino, con un cast interamente femminile di cinque interpreti.

Le quattro date

Il calendario del Teatro di Roma indica giovedì 8, venerdì 9, sabato 10 e domenica 11 ottobre. La sequenza giovedì-domenica è tipica delle ospitalità al Teatro India: consente al pubblico di scegliere fra le serate feriali, più tranquille, e il fine settimana. Per l'orario preciso di ciascuna data il riferimento è la pagina dello spettacolo.

Durata

Il Teatro di Roma indica una durata di 75 minuti; il Teatro Stabile di Torino, che ha ospitato lo spettacolo al Teatro Gobetti dal 3 all'8 febbraio 2026, lo indicava in un'ora e dieci minuti senza intervallo. In pratica, uno spettacolo compatto, che lascia tutto il tempo per una cena dopo.

La compagnia

Drammaturgia e regia di Caterina Filograno; in scena Gloria Busti, Caterina Filograno, Francesca Porrini, Simona Senzacqua, Maria Grazia Sughi; scene e costumi di Giuseppe Di Morabito; luci di Stefano Bardelli; sound design di Gerets; movimento di Ester Guntín; aiuto regia e collaborazione artistica di Ksenija Martinović.

Di che cosa parla Anche in casa si possono provare emozioni forti

Anche in casa si possono provare emozioni forti racconta una famiglia a forte impronta matriarcale, costruita a partire dalla storia familiare dell'autrice. Al centro c'è Maddalena Casto, la matriarca, che regna sovrana sulle mura del Villino Tajani, una casa affacciata sul mare, e governa un piccolo mondo femminile autosufficiente e pieno di contraddizioni.

Il Villino Tajani

Nella presentazione del Teatro Stabile di Torino, gli inverni a Bari e le estati nella villa scandiscono la vita delle figlie e delle nipoti, trattenute dentro l'eredità emotiva e culturale costruita dalla matriarca. Il ritmo delle stagioni diventa il ritmo delle generazioni: ogni estate si torna nello stesso luogo, ogni estate ci si ritrova un po' più simili a chi c'era prima.

Le cocorite

Un'immagine della presentazione dà la chiave del tono: come le cocorite che infestano la costa, anche i ricordi non danno tregua. È una metafora leggera e feroce insieme, che dice molto dello sguardo dell'autrice: la memoria familiare non è un album di fotografie ingiallite, è una colonia rumorosa che non se ne va.

Cinque generazioni

Filograno osserva le figure della propria famiglia con quello che il Teatro Stabile di Torino chiama uno sguardo da antropologa del privato, come in uno zoo umano, e traccia una genealogia emotiva che si distende su cinque generazioni. Il racconto indaga il peso della genetica, la forza dei legami, il destino che si intreccia alle scelte, e alle omissioni.

Fra autobiografia e invenzione

Il Teatro di Roma, attraverso il portale turistico di Roma Capitale, insiste su un punto: lo spettacolo si muove fra autobiografia e invenzione, e segue le tracce lasciate dalle donne che hanno preceduto l'autrice. Si interroga su che cosa si trasmette di generazione in generazione, desideri, paure, aspettative, possibilità, e su quanto spazio resti alla libertà individuale.

Teatro e moda: le scene e i costumi di Giuseppe Di Morabito

Uno degli elementi più riconoscibili di Anche in casa si possono provare emozioni forti è il dialogo con lo stilista Giuseppe Di Morabito, che per la prima volta firma anche la scena. Filograno rinnova con lui una collaborazione già avviata e costruisce un universo visivo in cui teatro e moda si incontrano.

I costumi come paesaggi

Nelle parole della presentazione, i costumi diventano paesaggi in movimento, estensioni del corpo che danno forma a ciò che resta invisibile. In uno spettacolo sulla trasmissione fra madri e figlie, è una scelta sensata: gli abiti sono uno dei modi in cui le famiglie si riconoscono, si imitano, si ribellano.

La casa come spazio della memoria

La casa, dice ancora la presentazione, si trasforma in uno spazio della memoria abitato da madri, figlie e sorelle. Realtà e immaginazione si intrecciano, e dal racconto autobiografico emergono figure capaci di oltrepassarne i confini. A nostro giudizio è proprio questo il punto di forza: l'autobiografia a teatro funziona quando smette di essere confessione e diventa forma.

Luci e suono

Le luci di Stefano Bardelli e il sound design di Gerets completano l'impianto. In una sala come quelle del Teatro India, con i mattoni a vista e le travi del vecchio stabilimento, luce e suono hanno un ruolo decisivo nel trasformare un capannone in un interno domestico.

Chi è Caterina Filograno: biografia della drammaturga, attrice e regista

Caterina Filograno è nata a Bari nel 1990. Drammaturga, attrice e regista, si è formata alla Scuola del Piccolo Teatro di Milano ed è oggi una delle voci più seguite della nuova drammaturgia italiana, con testi prodotti da teatri stabili e premi dedicati agli autori under 35.

Dalla giurisprudenza al Piccolo

Il percorso di Filograno comincia lontano dal palcoscenico: nel marzo 2014 si laurea in Giurisprudenza all'Università Roma Tre con il massimo dei voti. Segue poi seminari di recitazione a Londra, alla Guildhall School of Music and Drama e alla Royal Central School of Speech and Drama, e nell'ottobre 2014 entra nella Scuola del Piccolo Teatro di Milano. Dopo il diploma frequenta i seminari di scrittura di Lucia Calamaro e studia con Daria Deflorian.

Attrice

Come interprete, dall'autunno 2017 è Selva in Uomini e no con la regia di Carmelo Rifici al Piccolo, per due stagioni. Recita in Choròs di Alessio Romano, è la Madre nei Sei personaggi in cerca d'autore diretti da Emiliano Masala al LAC di Lugano, interpreta il doppio ruolo di Marilyn Monroe e Jackie Kennedy in Jackie di Elfriede Jelinek con la regia di Alan Alpenfelt, ancora al LAC. Lavora con Andrea Chiodi nella Locandiera di Goldoni e nel Sogno di una notte di mezza estate, dove è Ermia; con Licia Lanera, di cui è assistente alla regia e poi Nina nel suo Gabbiano; a Siracusa è nell'Ifigenia in Tauride di Jacopo Gassmann per l'INDA.

Autrice

Il primo testo è Potrei amarvi tutti, sull'incomunicabilità dei sentimenti, con cui vince il premio Pancirolli insieme alla compagnia La Tacchineria, da lei cofondata. Partecipa a Playstorm, il progetto di ricerca drammaturgica di Fausto Paravidino con il Teatro Stabile di Torino, è finalista in Biennale College autori, dove comincia a scrivere L'ultimo animale, e nel 2021 è selezionata da Martin Crimp per il suo seminario in Biennale College. Scrive anche il cortometraggio Stanze, prodotto da Elsinor con la regia di Marco Lorenzi.

Regista

Nel 2022 firma la regia di L'ultimo animale, prodotto da Teatro I con un cast di cinque attrici, fra cui Francesca Porrini, oggi di nuovo in scena con lei. Nel 2023 dirige in Svizzera Right ones di Lalitha del Parente, vince con Oleandra il bando di drammaturgia Futuro Passato di Festil e CSS Udine, il premio di produzione di Festil e un bando SIAE per autori under 35; lo spettacolo debutta a Milano nel 2024. Nello stesso anno partecipa al laboratorio di Romeo Castellucci in Biennale College e vince il bando internazionale Revolution project, con residenze a Lisbona, Tunisi e Napoli.

La storia di Anche in casa si possono provare emozioni forti: dal Premio Scenario alla tournée

Anche in casa si possono provare emozioni forti ha una gestazione lunga. Nel 2021 Caterina Filograno è semifinalista al Premio Scenario con uno studio su questo testo, che è anche finalista nel concorso di drammaturgia promosso da Amleta. Solo alcuni anni dopo diventa uno spettacolo compiuto, con tre produttori di peso.

Tre produttori

La produzione riunisce Sardegna Teatro, il Teatro Stabile di Torino, Teatro Nazionale, e i Teatri di Bari, con il sostegno di Banca Generali indicato dal Teatro Stabile di Torino. È un segnale del credito che l'autrice ha raggiunto: tre istituzioni di tre regioni diverse per uno spettacolo di una drammaturga sotto i quarant'anni. La presenza di Bari fra i produttori, del resto, ha un senso preciso: la città è lo sfondo invernale della famiglia raccontata.

Torino, febbraio 2026

Al Teatro Gobetti di Torino lo spettacolo è stato in scena dal 3 all'8 febbraio 2026, con sei recite. L'arrivo al Teatro India, in ottobre, lo porta davanti al pubblico romano all'inizio della nuova stagione del Teatro di Roma.

Perché vederlo

Lo dico senza giri di parole: il teatro italiano ha bisogno di autori che scrivano per la scena di oggi, e ancora di più di autori capaci di reggere anche la regia. Filograno appartiene a questa categoria rara. Vederla al Teatro India, nella sala del Teatro di Roma dedicata ai linguaggi contemporanei, è il modo giusto per conoscerla.

Il Teatro India: storia della sede di Anche in casa si possono provare emozioni forti

Il Teatro India è la seconda sede della Fondazione Teatro di Roma, dopo il Teatro Argentina, ed è stato inaugurato il 7 settembre 1999 negli spazi dell'ex fabbrica Mira Lanza, sulla riva del Tevere. È l'ultimo teatro aperto a Roma nel Novecento.

Dalla glicerina al sapone

All'inizio del Novecento la fabbrica Mira produceva prodotti chimici; i primi edifici in mattoni furono costruiti dall'ingegnere Giulio Filippucci. Nel 1913 lo stabilimento fu acquisito dal Comune di Roma e cominciò a produrre glicerina, materia fondamentale negli anni della prima guerra mondiale. Dopo la guerra, anche per la vicinanza al Mattatoio, passò alla produzione di sapone.

La guerra del sapone

Il Teatro di Roma racconta gli anni della cosiddetta guerra del sapone fra la romana Mira e la concorrente piemontese Unione Stearinerie Lanza. Con l'arrivo sul mercato della tedesca Henkel e dell'americana Procter & Gamble le due aziende italiane si allearono, e nacque la Mira Lanza. Il declino cominciò durante la seconda guerra mondiale, per la mancanza di manodopera e per la diffusione dei detersivi sintetici; lo stabilimento chiuse nel 1952 e divenne poi sede dei magazzini della ditta Rancati, attrezzeria teatrale e cinematografica.

Il nome

Nella primavera del 1999 il Comune acquistò una parte dell'area. Il nome lo scelse l'allora direttore artistico Mario Martone: India, come richiamo al nome di Stato del Teatro Argentina, e come evocazione di un luogo ricco di storia, nella metafora del viaggio come conoscenza.

Com'è fatto

Il Teatro India è un edificio a tre navate con mattoni scuri a vista, tetti spioventi, travi di legno e ferro e poltrone di velluto rosso. Ha tre sale con spazi modulabili, adatti a spettacoli a pianta circolare, itineranti o su più livelli. D'estate gli spazi esterni diventano arene per cinema e musica, con circa 400 spettatori a serata, come racconta la scheda su India Città Aperta 2026.

Come arrivare al Teatro India per Anche in casa si possono provare emozioni forti

Il Teatro India si trova sul lungotevere Vittorio Gassman, già lungotevere dei Papareschi, all'incrocio con via Luigi Pierantoni, sulla riva destra del Tevere di fronte al Gazometro. Non è un teatro del centro storico, e va raggiunto con un minimo di pianificazione.

Treno

La stazione di Roma Trastevere, servita dalle linee regionali FL1, FL3 e FL5, è a circa settecento metri. Per chi arriva da Fiumicino o da altre zone della città servite dalle ferrovie regionali è spesso la soluzione più semplice.

Metro

La fermata più vicina della metro B è Garbatella, a circa un chilometro. Da lì si attraversa il Tevere sul ponte dell'Industria, il ponte di ferro ottocentesco, e si raggiunge il teatro camminando lungo il fiume con il Gazometro alle spalle.

Autobus e tram

Diverse linee di autobus, fra cui 170, 766, 775, 780 e 781, fermano in piazza della Radio, a pochi minuti a piedi. Il tram 8 serve la zona della stazione Trastevere. Prima di uscire conviene verificare i percorsi sull'app del trasporto pubblico di Roma.

In auto

Il Teatro India è fuori dalla zona a traffico limitato del centro, e la zona di viale Marconi e del lungotevere offre più possibilità di sosta rispetto a Trastevere o al centro storico. Nel fine settimana, comunque, conviene arrivare con un margine.

Intorno al Teatro India: Ostiense, Testaccio e il Gazometro

Il Teatro India si trova nel punto in cui si toccano tre quartieri di Roma, Testaccio, Ostiense e Marconi, lungo un tratto del Tevere che racconta meglio di ogni altro la Roma industriale del Novecento.

Il Gazometro e Ostiense

Dall'altra parte del fiume si alza il Gazometro, la grande struttura metallica che è diventata un simbolo del quartiere Ostiense; negli spazi dell'ex area del gas si tiene anche la Maker Faire Rome 2026. Ostiense è anche il quartiere della street art, con grandi murales sulle facciate, e della Centrale Montemartini, dove le statue antiche dei Musei Capitolini sono esposte fra turbine e motori.

Testaccio

A nord, oltre il ponte, si raggiunge Testaccio con l'Ex Mattatoio, il Monte dei Cocci e la Piramide Cestia. Il legame fra il Mattatoio e la Mira, che produceva sapone anche grazie agli scarti del macello, è uno dei fili che uniscono questo paesaggio industriale.

San Paolo e Trastevere

Più a sud si trova la basilica di San Paolo fuori le Mura, a una fermata di metro da Garbatella. Verso nord, lungo la riva destra, si risale verso Porta Portese e Trastevere.

Dove mangiare prima o dopo lo spettacolo al Teatro India

Con uno spettacolo di un'ora e un quarto, la cena si può fare prima o dopo senza fretta. La zona del Teatro India offre scelte diverse a seconda della direzione in cui ci si muove.

Ostiense

Oltre il ponte, lungo via Ostiense e nelle strade intorno al Gazometro e alla Garbatella, si trovano ristoranti, pizzerie e locali frequentati da studenti e da chi lavora nella zona. È il versante più vivace la sera.

Testaccio

Testaccio è il quartiere della cucina romana del quinto quarto, nata intorno al Mattatoio: coda alla vaccinara, trippa, rigatoni con la pajata. Le trattorie fra piazza Testaccio e via Marmorata sono a un quarto d'ora di cammino, o a pochi minuti in taxi.

Marconi e Trastevere

Sul lato del teatro, verso viale Marconi e la stazione Trastevere, si trovano pizzerie e trattorie di quartiere, meno turistiche. Chi preferisce il centro può salire sul tram 8 dopo lo spettacolo e cenare a Trastevere.

Biglietti, accessibilità e consigli pratici al Teatro India

I biglietti per Anche in casa si possono provare emozioni forti si acquistano sul sito ufficiale del Teatro di Roma e alle sue biglietterie; i prezzi sono pubblicati sul sito ufficiale. Gli spettacoli del Teatro India rientrano nelle formule di abbonamento della stagione 2026/2027, la cui campagna è in corso.

Accessibilità

Il Teatro di Roma dedica una sezione del proprio sito all'accessibilità delle sue sale. Per esigenze specifiche, come posti per persone in carrozzina o accompagnatori, il riferimento è la biglietteria del Teatro di Roma, da contattare prima della recita.

Puntualità

Negli spettacoli senza intervallo l'ingresso a recita iniziata può non essere consentito. Il Teatro India non si trova sulla strada di nessuno: calcolate bene i tempi del percorso, soprattutto se arrivate in metro e a piedi.

Con i ragazzi

Lo spettacolo affronta temi familiari e generazionali con un linguaggio adulto. È adatto a ragazzi delle scuole superiori interessati al teatro contemporaneo; per un pubblico più giovane conviene informarsi prima presso il Teatro di Roma.

Una curiosità su Anche in casa si possono provare emozioni forti al Teatro India — dall'8 all'11 ottobre 2026

La curiosità più bella è una coincidenza di nomi. Il Teatro India si trova sul lungotevere Vittorio Gassman, che in passato si chiamava lungotevere dei Papareschi e che oggi porta il nome del grande attore. Caterina Filograno, nel suo percorso di interprete, ha recitato a Siracusa nell'Ifigenia in Tauride diretta da Jacopo Gassmann, figlio di Vittorio, per l'Istituto Nazionale del Dramma Antico. Una drammaturga che racconta come le famiglie si tramandano talenti, ossessioni e destini arriva così in scena su una strada intitolata a un padre, dopo aver lavorato con il figlio: difficile immaginare un indirizzo più adatto a uno spettacolo sull'eredità. La seconda curiosità riguarda il luogo. Il Teatro India nasce negli spazi della Mira Lanza, la fabbrica che fino al 1952 produceva sapone anche grazie alla vicinanza con il Mattatoio. Uno spettacolo che parla di case, di donne, di vite domestiche, va in scena in un edificio che per decenni ha fabbricato uno dei prodotti più domestici che esistano. È il genere di rima involontaria che il teatro contemporaneo sa sfruttare, e che lo spettatore attento coglie appena varca la soglia della sala.

Una cosa che non ti dice nessuno su Anche in casa si possono provare emozioni forti al Teatro India — dall'8 all'11 ottobre 2026

Quello che le presentazioni non dicono è che dietro questo spettacolo c'è una formazione giuridica. Caterina Filograno si è laureata in Giurisprudenza a Roma Tre, con il massimo dei voti, prima di entrare alla Scuola del Piccolo Teatro. Non è un dettaglio biografico qualsiasi: chi ha studiato diritto delle successioni sa che l'eredità è una questione di regole, quote, legittime, rinunce. Uno spettacolo che si interroga sul rapporto fra eredità e libertà individuale, scritto da un'autrice che conosce anche il lato tecnico della parola eredità, acquista uno spessore in più. La seconda cosa che nessuno dice riguarda la sala. Il Teatro India non è un teatro all'italiana con palchi e boccascena: è un ex capannone industriale a tre navate, con mattoni a vista e spazi che cambiano disposizione da uno spettacolo all'altro. Questo significa che la distanza fra attori e pubblico è spesso minima, e che uno spettacolo intimo come questo, costruito su relazioni fra cinque donne, si percepisce con un'immediatezza che in un grande teatro andrebbe persa. La terza riguarda il cast: Francesca Porrini aveva già lavorato con Filograno in L'ultimo animale, nel 2022. È una compagnia che si conosce, e si vede.

Il consiglio che ti do per visitare Anche in casa si possono provare emozioni forti al Teatro India — dall'8 all'11 ottobre 2026

Il consiglio è di scegliere la recita del giovedì o del venerdì e di arrivare al Teatro India a piedi dal lato di Ostiense. Scendete dalla metro B a Garbatella, attraversate il ponte dell'Industria, il vecchio ponte di ferro sul Tevere, e percorrete l'ultimo tratto lungo il fiume: in dieci minuti si passa dal Gazometro ai capannoni della Mira Lanza, ed è la migliore introduzione possibile a uno spettacolo che parla di memoria e di luoghi. Arrivate con venti minuti di anticipo per guardare lo spazio, i mattoni, le travi, prima che la sala si trasformi in un interno di famiglia. Dopo lo spettacolo, che dura poco più di un'ora, andate a cena a Testaccio o a Ostiense e parlatene: è uno di quei testi che tornano in mente, e che fanno pensare alla propria famiglia più di quanto si vorrebbe. Un ultimo suggerimento, per chi ha tempo: la settimana successiva il Teatro India ospita altri titoli della stagione. Se lo spettacolo vi convince, la sala merita di diventare un'abitudine.

Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato

Tutti sanno che il Teatro di Roma ha la sua sede storica al Teatro Argentina, nel centro della città, raccontato nella scheda su Otello al Teatro Argentina. Meno spesso si ricorda che la sua seconda sede, il Teatro India, è nata da una scelta precisa di politica culturale: dare alla città un luogo per i linguaggi sperimentali, lontano dal centro e dentro un paesaggio industriale che fino ad allora non aveva mai avuto occasione di splendere, come scrive lo stesso Teatro di Roma. La scelta di Mario Martone, allora direttore, fu di chiamarlo India, un nome di Stato come Argentina, perché la fondazione portasse sul palco la pluralità dei mondi e la metafora del viaggio. Il secondo fatto risaputo e poco citato riguarda la storia della Mira Lanza. Si sa che fu una grande fabbrica di sapone; si ricorda meno che nel 1913 era diventata proprietà del Comune di Roma, e che durante la prima guerra mondiale produceva glicerina, una sostanza fondamentale per lo sforzo bellico. Il Comune, dunque, ha posseduto questo luogo due volte: come fabbrica all'inizio del secolo, come teatro alla fine. Per uno spettacolo sull'eredità, è una storia che fa sorridere.

La foto giusta da fare a Anche in casa si possono provare emozioni forti al Teatro India — dall'8 all'11 ottobre 2026

La foto giusta non si fa in sala: durante lo spettacolo il telefono resta spento, per rispetto delle interpreti e del pubblico. La foto si fa fuori, e il Teatro India ne offre almeno tre. La prima è quella che il Teatro di Roma stesso indica come segno del luogo: dallo spazio esterno del teatro, con il Gazometro sullo sfondo oltre il Tevere. Il Teatro di Roma lo dice con una frase efficace: sul teatro veglia il Gazometro. All'imbrunire, a inizio ottobre verso le sette meno un quarto, la struttura metallica si staglia contro il cielo e i mattoni del teatro prendono un colore caldo. La seconda è dal ponte dell'Industria, per chi arriva da Garbatella: un'inquadratura lungo il fiume con i capannoni della ex Mira Lanza sulla riva destra e le travature del ponte in primo piano. È la Roma industriale che pochi turisti vedono. La terza, più intima, è un dettaglio: i mattoni scuri della facciata e le finestre del vecchio stabilimento. In uno spettacolo che parla di case e di memoria, una fotografia della casa del teatro è un ricordo appropriato.

Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia

La storia del luogo in cui sorge il Teatro India si scandisce in poche date. All'inizio del Novecento, sulla riva destra del Tevere, nasce la fabbrica Mira, dedicata alla produzione chimica, con i primi edifici in mattoni progettati dall'ingegnere Giulio Filippucci. Nel 1913 lo stabilimento passa al Comune di Roma e comincia a produrre glicerina, essenziale negli anni della prima guerra mondiale. Nel dopoguerra, sfruttando la vicinanza con il Mattatoio di Testaccio, la fabbrica si converte al sapone e si ingrandisce. Seguono gli anni della guerra del sapone con la piemontese Unione Stearinerie Lanza, fino alla fusione che dà vita alla Mira Lanza, di fronte alla concorrenza delle grandi multinazionali. Durante la seconda guerra mondiale comincia il declino, dovuto alla mancanza di manodopera e alla diffusione dei detersivi sintetici. Nel 1952 lo stabilimento chiude definitivamente; gli spazi diventano poi magazzino della ditta Rancati, specializzata in attrezzeria teatrale e cinematografica, quasi un presagio del futuro. Nella primavera del 1999 il Comune acquista una grande parte dell'area, e il 7 settembre dello stesso anno si inaugura il Teatro India, seconda sede del Teatro di Roma. Da allora qui si sono susseguite stagioni di teatro contemporaneo, laboratori di scenografia, arene estive di cinema e musica.

Chi è passato da Anche in casa si possono provare emozioni forti al Teatro India — dall'8 all'11 ottobre 2026

Il primo nome legato a questo luogo è quello dell'ingegnere Giulio Filippucci, autore dei primi edifici in mattoni della fabbrica Mira. Per decenni sono passati di qui gli operai e le operaie della Mira Lanza, che producevano glicerina e poi sapone. Dopo la chiusura, negli stessi capannoni hanno lavorato gli attrezzisti della ditta Rancati, che fornivano oggetti di scena al teatro e al cinema. Il nome del teatro lo ha scelto Mario Martone, regista e allora direttore artistico del Teatro di Roma, che ha seguito in prima persona il progetto della nuova sede. Da allora il Teatro India è stato il luogo della sperimentazione della fondazione, con compagnie italiane e internazionali, laboratori e rassegne estive come India Città Aperta. Per Anche in casa si possono provare emozioni forti, passano dal Teatro India Caterina Filograno, formata al Piccolo Teatro di Milano e allieva di Lucia Calamaro e Daria Deflorian, e le sue compagne di scena Gloria Busti, Francesca Porrini, Simona Senzacqua e Maria Grazia Sughi. Con loro arriva il lavoro dello stilista Giuseppe Di Morabito, del light designer Stefano Bardelli e del sound designer Gerets. Il percorso della loro autrice, del resto, incrocia nomi importanti del teatro di oggi: Carmelo Rifici, Licia Lanera, Andrea Chiodi, Fausto Paravidino, Martin Crimp, Romeo Castellucci, Jacopo Gassmann.

La stagione del Teatro di Roma al Teatro India in autunno

Anche in casa si possono provare emozioni forti si inserisce nella stagione 2026/2027 del Teatro di Roma, intitolata Il teatro è vita. Al Teatro India, fra settembre e novembre, il cartellone prevede fra gli altri La colonia il 30 settembre, Gli elefanti nella stanza dal 17 ottobre al 1° novembre, Gone dal 28 ottobre al 1° novembre, Viaggio a Hong Kong dal 3 all'8 novembre, La firma dall'11 al 15 novembre, Ending dal 16 al 23 novembre.

Ottobre a Roma

Ottobre è il mese in cui a Roma riaprono i teatri e i festival autunnali entrano nel vivo. Nello stesso periodo il Romaeuropa Festival 2026 porta danza e teatro internazionali in molte sedi, a partire dal Mattatoio, a pochi minuti dal Teatro India. Le giornate sono ancora tiepide, le sere fresche: una giacca basta per la passeggiata lungo il Tevere.

Domande frequenti su Anche in casa si possono provare emozioni forti

Quando va in scena Anche in casa si possono provare emozioni forti a Roma?

Anche in casa si possono provare emozioni forti va in scena al Teatro India di Roma da giovedì 8 a domenica 11 ottobre 2026, con quattro recite, nella stagione 2026/2027 del Teatro di Roma. Gli orari delle singole recite sono indicati sulla pagina ufficiale dello spettacolo.

Dove si trova il Teatro India?

Il Teatro India si trova sul lungotevere Vittorio Gassman 1, già lungotevere dei Papareschi, all'angolo con via Luigi Pierantoni, di fronte al Gazometro. Si raggiunge con la metro B fino a Garbatella e un chilometro a piedi, con il treno fino alla stazione Trastevere o con i bus che fermano in piazza della Radio.

Quanto dura lo spettacolo di Caterina Filograno?

Anche in casa si possono provare emozioni forti dura 75 minuti secondo il Teatro di Roma; al Teatro Stabile di Torino era indicato in un'ora e dieci minuti senza intervallo. È uno spettacolo compatto, che lascia tempo per una cena prima o dopo.

Chi c'è nel cast?

Nel cast di Anche in casa si possono provare emozioni forti ci sono Gloria Busti, Caterina Filograno, Francesca Porrini, Simona Senzacqua e Maria Grazia Sughi. Drammaturgia e regia sono di Caterina Filograno, scene e costumi di Giuseppe Di Morabito, luci di Stefano Bardelli, suono di Gerets.

Di che cosa parla lo spettacolo?

Anche in casa si possono provare emozioni forti racconta una famiglia a forte impronta matriarcale, guidata da Maddalena Casto nel Villino Tajani, fra inverni a Bari ed estati al mare. Muovendosi fra autobiografia e invenzione, esplora ciò che si trasmette fra le generazioni e il rapporto fra eredità e libertà.

Chi produce lo spettacolo?

Anche in casa si possono provare emozioni forti è una produzione di Sardegna Teatro, Teatro Stabile di Torino, Teatro Nazionale, e Teatri di Bari. Prima di Roma è stato in scena al Teatro Gobetti di Torino dal 3 all'8 febbraio 2026.

Dove si comprano i biglietti per il Teatro India?

I biglietti per gli spettacoli del Teatro India si acquistano sul sito ufficiale del Teatro di Roma e alle biglietterie della fondazione, dove si possono acquistare anche i titoli del Teatro Argentina e del Teatro Torlonia. I prezzi sono pubblicati sul sito ufficiale.

Il consiglio finale su Anche in casa si possono provare emozioni forti

Il Teatro India è la sala che racconta meglio la Roma che cambia, e uno spettacolo sulla memoria delle famiglie, dentro una fabbrica diventata teatro, è l'occasione giusta per scoprirla. Scegliete una sera feriale, arrivate a piedi dal ponte di ferro, e dopo lo spettacolo telefonate a vostra madre.

Articolo scritto dalla redazione di Tour Leader Pro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.

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Data Evento8 Ottobre 2026 — 11 Ottobre 2026
IndirizzoTeatro India, Lungotevere Vittorio Gassman 1, 00146 Roma Ostiense, Roma, Roma Città

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