Las Grietas di Fabiola Ferrero al Museo di Roma in Trastevere — dal 1° ottobre al 22 novembre 2026
Las Grietas. Sulle tracce di una fantasia, la mostra personale della fotografa e giornalista venezuelana Fabiola Ferrero, vincitrice del XVI Premio IILA Fotografia, è aperta al Museo di Roma in Trastevere, piazza di Sant'Egidio 1/b, dal 1° ottobre al 22 novembre 2026; l'inaugurazione è mercoledì 30 settembre alle 18.00. Il museo è aperto dal martedì alla domenica dalle 10.00 alle 20.00, con ultimo ingresso alle 19.00, e chiude il lunedì. Si arriva con il tram 8 lungo viale di Trastevere, scendendo nella zona di piazza Sonnino e proseguendo a piedi verso piazza di Santa Maria in Trastevere, da cui piazza di Sant'Egidio dista pochi passi. L'ingresso è gratuito con la MIC card; le altre tariffe sono pubblicate sul sito ufficiale del museo, nella pagina dei biglietti, e i biglietti si comprano alla cassa del museo o sul circuito di prevendita indicato dal sito dei Musei in Comune. Informazioni al numero 060608, attivo tutti i giorni dalle 9.00 alle 19.00.
Las Grietas al Museo di Roma in Trastevere: date, orari e biglietti
Las Grietas è una mostra fotografica di sette settimane in uno dei musei civici più amati dai romani, piccolo abbastanza da essere visitato con calma in un'ora e mezza. Le informazioni pratiche sono quelle pubblicate dal museo.
Le date
La mostra resta aperta dal 1° ottobre al 22 novembre 2026. L'inaugurazione, aperta al pubblico e alla stampa secondo la presentazione del museo, è mercoledì 30 settembre alle 18.00.
Gli orari
Il Museo di Roma in Trastevere è aperto dal martedì alla domenica dalle 10.00 alle 20.00, con ultimo ingresso alle 19.00. Il lunedì è il giorno di chiusura. Il museo invita a consultare sempre la pagina degli avvisi sul proprio sito prima di programmare la visita, perché aperture e chiusure straordinarie vengono comunicate lì.
Biglietti e MIC card
Per i titolari della MIC card, la carta dei Musei in Comune di Roma Capitale, l'ingresso è gratuito. Le tariffe ordinarie e ridotte sono pubblicate nella pagina dei biglietti del sito ufficiale del museo.
Chi organizza
La mostra è promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Cultura, Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, e organizzata da IILA, l'Organizzazione internazionale italo latino americana. I servizi museali sono di Zètema Progetto Cultura.
Las Grietas: che cosa si vede in mostra
Las Grietas riunisce alcuni dei lavori più significativi di Fabiola Ferrero, Whispering Walls, I can't hear the birds e Reinas, insieme ad Antimonumento, il progetto sviluppato durante la sua esperienza in Italia per il Premio IILA Fotografia e presentato per la prima volta al pubblico. Grietas, in spagnolo, sono le crepe: ed è attraverso l'immagine delle crepe che la mostra attraversa memoria collettiva, fragilità sociale, trasformazioni urbane e tensioni storiche.
Whispering Walls
Il primo nucleo porta un titolo che suona come una dichiarazione di poetica: muri che sussurrano. È coerente con quanto la stessa Ferrero scrive del proprio lavoro, che indaga le eredità culturali della modernizzazione venezuelana del Novecento, alimentata dal petrolio. I muri, gli edifici, gli spazi urbani diventano archivi di una storia recente che il paese fatica a raccontare.
I can't hear the birds
I can't hear the birds è il progetto con cui Fabiola Ferrero ha vinto nel 2023 il World Press Photo nella categoria Long Term Projects per il Sud America, ottenendo anche una menzione d'onore al Picture of the Year International. È un lavoro di lungo periodo sul Venezuela, costruito nel tempo, ed è probabilmente la ragione per cui molti visitatori conosceranno già il suo nome.
Reinas
Reinas, regine, è il progetto con cui nel 2024 Ferrero ha vinto il Deloitte Photo Grant. Il sito della fotografa colloca la sua ricerca sul modo in cui il petrolio ha plasmato gli immaginari di progresso, bellezza, religione e identità nazionale: il tema della bellezza, in un paese che ha fatto dei concorsi un'istituzione, è il terreno di questo lavoro. Una delle immagini della mostra, pubblicata dal museo, mostra una giovane partecipante a un concorso che prova la passerella prima di salire sul palco.
Antimonumento, la novità
Il lavoro inedito della mostra è Antimonumento, sviluppato in Italia nell'ambito del premio IILA. Il museo lo presenta come lo sguardo che dal Venezuela arriva fino a Roma, mettendo in relazione le fratture della storia con quelle più intime della memoria e del corpo. È la parte che giustifica da sola la visita per chi conosce già i lavori precedenti.
Un filo che tiene insieme
Le crepe del titolo sono insieme reali e metaforiche: quelle dei muri e quelle di una società, quelle della storia e quelle personali. La scelta di un unico motivo visivo per legare progetti diversi è la cosa più riuscita della presentazione, e dà alla mostra una coerenza che le personali di fotogiornalismo spesso non hanno.
Fabiola Ferrero: la biografia
Fabiola Ferrero è nata a Caracas nel 1991 ed è una fotografa documentarista con una formazione nella scrittura e nel giornalismo d'inchiesta. Il suo sito ufficiale descrive un lavoro che indaga le eredità culturali della modernizzazione petrolifera venezuelana del Novecento, con i temi della politica, della storia e della memoria collettiva.
Dal giornalismo alla fotografia
La formazione di Ferrero è giornalistica, e si vede: i suoi progetti sono indagini di lungo periodo, costruite nel tempo, più vicine al reportage d'inchiesta che alla fotografia d'autore da galleria. Parla spagnolo, inglese, italiano e francese, come indica lei stessa, e il suo lavoro è circolato su testate internazionali.
Semillero Migrante
Nel 2021 ha fondato Semillero Migrante, un programma di mentoring gratuito per fotografi emergenti dell'America Latina, nato per rendere più accessibile la formazione in fotografia. Nello stesso anno l'iniziativa ha ricevuto un Getty Images Grant for Programs. È un dettaglio che dice molto: una fotografa ancora giovane che usa il proprio successo per aprire la strada ad altri.
I premi
L'elenco dei riconoscimenti pubblicato sul suo sito è lungo. Nel 2021 Ferrero ha vinto il Carmignac Photojournalism Award, il 6Mois Photojournalism Award e l'Inge Morath Award di Magnum Photos e Magnum Foundation, ed è stata finalista all'Eugene Smith Memorial Fund. Nel 2023 il World Press Photo per i progetti di lungo periodo nella regione Sud America. Nel 2024 il Deloitte Photo Grant per Reinas e la nomination ai Premios Gabo nella categoria fotografia. Nel 2025 il premio IILA, e nel 2026 una borsa come National Geographic Explorer della National Geographic Society.
Magnum, World Press Photo, Columbia
Nel 2018 è stata Magnum Foundation Fellow per il programma Photography and Social Justice e ha partecipato al programma 6x6 del World Press Photo per il Sud America; nel 2019 alla Joop Swart Masterclass. È stata giurata del World Press Photo per la regione sudamericana e fellow dell'Institute for Ideas and Imagination della Columbia University a Parigi per il biennio 2023 2024. Fa parte di Ruda Colectiva e di Women Photograph.
Il Premio IILA Fotografia e l'IILA
Il Premio IILA Fotografia è promosso dall'IILA, l'Organizzazione internazionale italo latino americana, e Las Grietas è la mostra della vincitrice della sedicesima edizione. Il premio prevede un periodo di lavoro in Italia, da cui nasce Antimonumento.
Un ponte fra Roma e l'America Latina
L'IILA è l'organizzazione internazionale che lega l'Italia ai paesi latinoamericani. Il premio fotografico porta ogni anno a Roma lo sguardo di un autore della regione, e il Museo di Roma in Trastevere, con la sua vocazione per la fotografia e per il dialogo fra culture, è la sede naturale per la mostra.
Perché conta
Per un fotografo latinoamericano, un periodo di residenza e una mostra in un museo civico romano sono un passaggio importante. Per il pubblico romano è l'occasione di vedere una fotografia che raramente arriva nelle nostre sale, e di vederla nella sua forma più completa.
Una curiosità su Las Grietas di Fabiola Ferrero al Museo di Roma in Trastevere — dal 1° ottobre al 22 novembre 2026
Una mostra sulle crepe, sulle ferite della storia e sulla fragilità sociale arriva in un edificio che di ferite ne ha curate davvero. Il complesso che ospita il Museo di Roma in Trastevere fu il monastero delle Carmelitane Scalze; dopo l'Unità, espropriato dallo Stato, cambiò funzione più volte. Fu caserma delle guardie municipali, poi Pretura, poi Casa di contumacia; divenne lazzaretto per i profughi del terremoto della Marsica e ricovero per i soldati malati e infetti della Grande Guerra. Nel 1921 fu intitolato a Ettore Marchiafava, medico e senatore esperto di malaria, e ospitò un sanatorio antimalarico infantile: la targa all'ingresso del museo lo ricorda ancora.
La curiosità, quindi, è questa: chi entra per vedere le fotografie di Fabiola Ferrero sulle fratture di un paese in crisi cammina in un luogo che per decenni ha accolto profughi, malati e bambini. Non c'è bisogno di caricare il paragone di retorica. Basta alzare gli occhi alla targa prima di entrare, e poi guardare le immagini di Ferrero sapendo che anche questi muri, per usare il titolo di uno dei suoi progetti, avrebbero molto da sussurrare. È una coincidenza che nessun curatore ha costruito, e proprio per questo funziona.
Il Museo di Roma in Trastevere, la sede della mostra
Il Museo di Roma in Trastevere si trova in piazza di Sant'Egidio 1/b, in una parte del complesso che fu il monastero delle Carmelitane Scalze, a pochi passi da piazza di Santa Maria in Trastevere. È uno dei Musei in Comune di Roma Capitale.
Il monastero delle Carmelitane
Il primo nucleo del monastero nacque nei primi decenni del Seicento presso la chiesa di San Lorenzo in Ianiculo, poi restaurata e dedicata a Sant'Egidio. Le Carmelitane si diffusero nel rione dopo la canonizzazione di Santa Teresa d'Avila, nel 1622, e nel tempo acquisirono un ampio spazio vicino a piazza di Santa Maria in Trastevere, riunendo gli edifici in un unico monastero di clausura.
L'architettura del 1723
Nel 1723 le monache affidarono lavori all'architetto Francesco De Sanctis. Negli anni Sessanta del Novecento il Comune, che aveva acquisito le ali affacciate sul chiostro, avviò un recupero firmato da Attilio Spaccarelli con Fabrizio Bruno, che riportò alla luce proprio l'architettura settecentesca.
Dal folklore alla fotografia
Il museo nacque nel 1976 per raccontare le tradizioni popolari della Roma del Sette e Ottocento. Nel 2000 l'amministrazione ne ha cambiato il nome e la missione, e oggi il Museo di Roma in Trastevere si distingue soprattutto per le grandi mostre fotografiche, con sale per incontri, video e musica e un chiostro usato come spazio polifunzionale.
La collezione permanente
Accanto alle mostre, il museo conserva i 119 acquerelli della Roma pittoresca di Ettore Roesler Franz, 76 piccoli oli di Diego Angeli, tre dipinti giovanili di Gino Severini, fotografie di Mario Carbone, Emilio Gentilini e Gianni Turillazzi, un presepe, sei ricostruzioni d'ambiente dette Scene romane e una stanza con oggetti appartenuti a Trilussa. La scheda sul Museo di Roma in Trastevere racconta il museo nel dettaglio.
Una cosa che non ti dice nessuno su Las Grietas di Fabiola Ferrero al Museo di Roma in Trastevere — dal 1° ottobre al 22 novembre 2026
Quasi nessuno lo dice, ma la visita a una mostra temporanea al Museo di Roma in Trastevere andrebbe sempre allungata di mezz'ora per la collezione permanente. Gli acquerelli di Roesler Franz sono la Roma che scompariva alla fine dell'Ottocento, con i vicoli, le rive del Tevere prima dei muraglioni, le osterie: una città che la modernizzazione stava cancellando. Guardarli subito dopo le fotografie di Fabiola Ferrero, che raccontano come la modernizzazione petrolifera abbia segnato il Venezuela, è un esercizio che vale più di qualsiasi testo di sala.
La seconda cosa riguarda il tempo. Le mostre fotografiche di questo museo attirano un pubblico fedele, e i fine settimana di ottobre e novembre in Trastevere sono affollati: di sabato pomeriggio il rione si riempie e le sale si fanno strette. La visita migliore è quella di un giorno feriale alle 10, all'apertura, oppure nel tardo pomeriggio, fra le 17.30 e le 19, quando la luce del chiostro cambia e il museo si svuota.
Terzo punto: le didascalie. Il fotogiornalismo di lungo periodo vive di contesto, e le immagini di Ferrero vanno lette con i testi che le accompagnano. Chi ha fretta rischia di vedere belle fotografie e perdere la storia. Meglio dedicare tempo a meno sale che scorrere tutto.
Il consiglio che ti do per visitare Las Grietas di Fabiola Ferrero al Museo di Roma in Trastevere — dal 1° ottobre al 22 novembre 2026
Il consiglio è di andare all'inaugurazione di mercoledì 30 settembre alle 18.00, se si può, oppure in un giorno feriale di ottobre, e di costruire intorno alla mostra una mattina in Trastevere. Si entra alle 10, si guarda Las Grietas con calma, si passa per la collezione permanente, si esce su piazza di Sant'Egidio quando il rione comincia a svegliarsi. Da lì, in due minuti, si è davanti alla basilica di Santa Maria in Trastevere, e in un quarto d'ora di salita si arriva al Gianicolo.
Prima della visita, se non conoscete il lavoro di Ferrero, leggete qualcosa sul Venezuela contemporaneo. Non serve molto: basta sapere che il paese ha vissuto una lunga crisi economica e politica e una grande emigrazione. Le fotografie parlano da sole, ma chi arriva con un minimo di contesto le vede in modo diverso.
E se avete la MIC card, usatela: l'ingresso è gratuito, e la carta dei Musei in Comune permette di tornare nei musei civici tutte le volte che si vuole per un anno. Per chi vive a Roma è la scelta più intelligente, e una mostra come questa, che chiede tempo, merita anche una seconda visita.
Come arrivare al Museo di Roma in Trastevere
Il Museo di Roma in Trastevere si trova in piazza di Sant'Egidio 1/b, nel rione Trastevere, a pochi passi da piazza di Santa Maria in Trastevere. Il mezzo più comodo è il tram 8, che percorre viale di Trastevere.
In tram
Il tram 8 collega piazza Venezia e Largo Argentina con Trastevere e Monteverde lungo viale di Trastevere. Si scende nella zona di piazza Sonnino e si prosegue a piedi verso piazza di Santa Maria in Trastevere e piazza di Sant'Egidio, in pochi minuti.
In autobus
Viale di Trastevere e i lungotevere sono serviti da diverse linee di superficie che collegano il rione con la stazione Termini, piazza Venezia e il Vaticano. Linee e orari vanno controllati sul servizio di informazione del trasporto pubblico romano prima di partire.
In treno
La stazione di Roma Trastevere, servita dai treni regionali, è collegata al rione dal tram 8, che ferma sul piazzale della stazione e poi percorre viale di Trastevere fino al fiume. Per chi arriva da Fiumicino o dalle località della costa con il treno regionale è la soluzione più semplice.
In auto
Trastevere è in gran parte zona a traffico limitato e i parcheggi sono pochissimi. Chi arriva in auto deve lasciarla fuori dal rione e proseguire con i mezzi o a piedi; il taxi fino a piazza Sonnino o a piazza di Santa Maria è l'alternativa più pratica.
A piedi
Dal centro storico si arriva attraversando ponte Sisto da Campo de' Fiori o dal Ghetto, e poi camminando per i vicoli del rione. È il modo più bello per arrivare, e il percorso richiede circa un quarto d'ora.
Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato
Tutti sanno che Trastevere è il rione di Trilussa, il poeta romanesco a cui è dedicata la piazza all'imbocco di ponte Sisto. Meno spesso si ricorda che proprio il Museo di Roma in Trastevere conserva una stanza con oggetti d'arte e di artigianato appartenuti al poeta. È uno degli ambienti più visitati della collezione, e con le Scene romane racconta la Roma popolare che il museo nacque per documentare quando, nel 1976, aprì come museo delle tradizioni popolari.
C'è un legame con Las Grietas che vale la pena notare. Trilussa raccontava in versi la sua città, i suoi abitanti, le ipocrisie del potere; lo faceva con ironia, ma lo sguardo era quello di un cronista. Fabiola Ferrero, con strumenti diversi e in un altro continente, fa qualcosa di simile: racconta il proprio paese, le sue fratture e le sue illusioni, con lo sguardo di una giornalista. Due modi di tenere memoria di una comunità, a un secolo di distanza, sotto lo stesso tetto. Il museo, che nel 2000 ha scelto di aprirsi al dialogo fra culture, tiene insieme le due cose senza forzature: al piano delle mostre la fotografia internazionale, nelle sale permanenti la Roma di Trilussa e di Roesler Franz. Chi passa dall'una all'altra si accorge che la domanda, in fondo, è la stessa: come si racconta una città, o un paese, mentre cambia.
La foto giusta da fare a Las Grietas di Fabiola Ferrero al Museo di Roma in Trastevere — dal 1° ottobre al 22 novembre 2026
La foto giusta, in una mostra di fotografia, non è quella delle fotografie esposte. Riprodurre il lavoro di un'autrice con il telefono non le rende giustizia, e le regole sulle riprese vanno comunque verificate all'ingresso. La foto che vale la pena fare è quella del chiostro del museo, lo spazio aperto intorno a cui si organizza l'antico monastero, con la luce del tardo pomeriggio che scende sulle arcate. È l'immagine che racconta il luogo, e che nessuna guida mette in copertina.
La seconda foto si fa fuori, in piazza di Sant'Egidio, inquadrando l'ingresso del museo con la targa dedicata a Ettore Marchiafava. È un dettaglio che quasi tutti ignorano e che condensa la storia dell'edificio: il monastero, il sanatorio, il museo.
La terza, a pochi passi, è la facciata di Santa Maria in Trastevere con i mosaici illuminati al tramonto, vista dal lato della fontana. È una foto che hanno fatto in molti, ma che dopo una mostra sulle crepe di un paese acquista un altro senso: la continuità di una comunità che vive da secoli intorno alla stessa piazza. Un consiglio tecnico: con il telefono, abbassate l'esposizione per non bruciare l'oro dei mosaici.
Accessibilità e visita con i bambini
Il Museo di Roma in Trastevere è un museo civico ospitato in un edificio storico. Le informazioni aggiornate su accessibilità, ascensori e servizi si chiedono allo 060608, attivo tutti i giorni dalle 9.00 alle 19.00.
Con i bambini
Las Grietas è una mostra di fotogiornalismo su temi adulti: crisi, emigrazione, fragilità sociale. Per un ragazzo delle superiori può essere un'ottima occasione di discussione; per i bambini piccoli le Scene romane e il presepe della collezione permanente sono più adatti, e il chiostro è uno spazio dove si respira.
Durata della visita
Per la mostra e un giro nella collezione permanente conviene calcolare un'ora e mezza. Il museo è raccolto, e non stanca.
Intorno al Museo di Roma in Trastevere
Il Museo di Roma in Trastevere si trova al centro del rione, e una visita alla mostra si abbina facilmente a una passeggiata fra chiese, ville e belvedere. La scheda su cosa vedere a Trastevere raccoglie le tappe principali.
Santa Maria in Trastevere
A due minuti a piedi si trova la basilica di Santa Maria in Trastevere, con i mosaici della facciata e dell'abside e la fontana al centro della piazza.
Villa Farnesina e la Lungara
Uscendo verso nord si arriva a via della Lungara e alla Villa Farnesina, con gli affreschi di Raffaello e della sua bottega.
Il Gianicolo e l'Orto botanico
Salendo da via Garibaldi si raggiunge il Gianicolo, con il belvedere su tutta la città. Ai piedi del colle si trova l'Orto botanico di Roma, un ottimo complemento per una mattina di ottobre.
Santa Cecilia e Villa Sciarra
Dall'altra parte di viale di Trastevere, nella parte più quieta del rione, c'è la basilica di Santa Cecilia in Trastevere. Più in alto, verso Monteverde, il giardino di Villa Sciarra.
Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia
La storia dell'edificio che ospita Las Grietas comincia nel Seicento. Nei primi decenni del secolo le Carmelitane Scalze fondarono il primo nucleo del monastero presso la chiesa di San Lorenzo in Ianiculo, poi dedicata a Sant'Egidio; la canonizzazione di Santa Teresa d'Avila, nel 1622, diede impulso all'espansione dell'ordine nel rione, con Santa Maria della Scala, il Regina Coeli e Santa Maria dei Sette Dolori. Nel 1723 le monache affidarono i lavori all'architetto Francesco De Sanctis.
Dopo l'Unità d'Italia e la liquidazione dell'asse ecclesiastico, il monastero fu espropriato e dal 1875 diviso fra destinazioni diverse. Una parte passò al Comune, che ne fece la caserma delle guardie municipali e poi la Pretura del V Mandamento con la residenza del pretore. Nei primi anni del Novecento divenne Casa di contumacia, poi lazzaretto per i profughi del terremoto della Marsica, poi ricovero per i soldati malati della Grande Guerra.
Nel 1921, sotto il Governatorato, il complesso divenne sanatorio antimalarico infantile, intitolato a Ettore Marchiafava. Negli anni Sessanta il restauro di Attilio Spaccarelli e Fabrizio Bruno riportò alla luce l'architettura settecentesca; nella primavera del 1976 aprì il nuovo museo delle tradizioni popolari romane. Nel 2000 il Comune ne cambiò nome e missione, e da allora il Museo di Roma in Trastevere è diventato una delle sedi di riferimento della fotografia a Roma. Las Grietas è l'ultimo capitolo di questa storia.
Chi è passato da Las Grietas di Fabiola Ferrero al Museo di Roma in Trastevere — dal 1° ottobre al 22 novembre 2026
Dalle sale del Museo di Roma in Trastevere sono passati, in forma di opere, alcuni dei grandi narratori di Roma. Ettore Roesler Franz, con i 119 acquerelli della Roma pittoresca; Diego Angeli, intellettuale legato alla capitale e noto per le Cronache del Caffè Greco, con 76 piccoli dipinti a olio; Gino Severini, con tre dipinti giovanili; Trilussa, con gli oggetti della stanza a lui dedicata. E i fotografi che hanno raccontato la Trastevere del Novecento e i suoi abitanti: Mario Carbone, Emilio Gentilini, Gianni Turillazzi.
Nell'edificio sono passati anche l'architetto Francesco De Sanctis, che vi lavorò nel 1723, e il medico Ettore Marchiafava, a cui nel 1921 fu intitolato il sanatorio: la targa lo ricorda ancora all'ingresso.
Poi ci sono i fotografi delle mostre temporanee, che hanno fatto di questo museo una delle sedi di riferimento della fotografia a Roma. Negli ultimi anni vi sono passati, fra gli altri, Hervé Gloaguen con À Rome la nuit e Matilde Damele con le sue fotografie di New York, e la mostra Lungo le Strade Blu. Fabiola Ferrero si aggiunge a questo elenco portando per la prima volta in queste sale un progetto nato in Italia, Antimonumento, e il Venezuela che racconta da oltre dieci anni.
Come organizzare la visita a Las Grietas
Una visita a Las Grietas si organizza in mezza giornata: la mostra, la collezione permanente, una passeggiata in Trastevere e un pranzo o una cena nel rione.
Dove mangiare
Trastevere ha ogni tipologia di locale: trattorie romane nei vicoli intorno a piazza di Santa Maria, pizzerie, forni con la pizza al taglio, enoteche, gelaterie. La zona più tranquilla è quella oltre viale di Trastevere, verso Santa Cecilia; quella più turistica è intorno a piazza di Santa Maria. Di sera, nel fine settimana, conviene prenotare.
Ottobre e novembre a Roma
La mostra copre i due mesi più belli per visitare Roma: temperature miti, luce bassa e calda, meno turisti rispetto all'estate. A novembre le giornate si accorciano e la pioggia è più frequente: un ombrello in borsa è sempre una buona idea.
Mattina o pomeriggio
La mattina, all'apertura, il museo è quasi vuoto e il rione ancora tranquillo: è il momento migliore per chi vuole guardare le fotografie senza distrazioni. Il tardo pomeriggio, invece, permette di uscire dal museo verso le 19 e fermarsi in Trastevere per l'aperitivo e la cena, quando le piazze si animano. Meglio la mattina per la mostra, rimandando il rione alla sera di un altro giorno: Trastevere di sera e Trastevere di mattina sono due luoghi diversi, e meritano entrambi una visita dedicata.
Un percorso di fotografia
Chi è appassionato di fotografia può costruire una giornata dedicata: Las Grietas al mattino, poi le altre mostre fotografiche aperte in città in autunno, consultando il calendario dei Musei in Comune.
Domande frequenti su Las Grietas di Fabiola Ferrero
Quando è aperta la mostra Las Grietas a Roma?
Las Grietas. Sulle tracce di una fantasia è aperta al Museo di Roma in Trastevere dal 1° ottobre al 22 novembre 2026, dal martedì alla domenica dalle 10.00 alle 20.00, con ultimo ingresso alle 19.00. Il lunedì il museo è chiuso.
Quanto costa il biglietto per Las Grietas?
L'ingresso a Las Grietas al Museo di Roma in Trastevere è gratuito con la MIC card. Le tariffe ordinarie e ridotte sono pubblicate nella pagina dei biglietti del sito ufficiale del museo; per informazioni risponde lo 060608, tutti i giorni dalle 9.00 alle 19.00.
Chi è Fabiola Ferrero?
Fabiola Ferrero è una fotografa documentarista nata a Caracas nel 1991, vincitrice del World Press Photo 2023 per i progetti di lungo periodo in Sud America, del Carmignac Photojournalism Award 2021 e del XVI Premio IILA Fotografia. Racconta il Venezuela e l'eredità della modernizzazione petrolifera.
Quali progetti sono esposti in Las Grietas?
Las Grietas riunisce Whispering Walls, I can't hear the birds e Reinas di Fabiola Ferrero, insieme ad Antimonumento, il lavoro nato durante la sua esperienza in Italia per il Premio IILA Fotografia e presentato per la prima volta al pubblico in questa mostra.
Quando è l'inaugurazione di Las Grietas?
L'inaugurazione di Las Grietas al Museo di Roma in Trastevere è mercoledì 30 settembre 2026 alle 18.00. Il museo la presenta come occasione per il pubblico e la stampa di scoprire il percorso della mostra.
Come si arriva al Museo di Roma in Trastevere?
Il Museo di Roma in Trastevere si trova in piazza di Sant'Egidio 1/b. Il tram 8 percorre viale di Trastevere: si scende nella zona di piazza Sonnino e si prosegue a piedi. Dal centro storico si arriva a piedi attraversando ponte Sisto.
Quanto tempo serve per visitare la mostra?
Per Las Grietas e un giro nella collezione permanente del Museo di Roma in Trastevere conviene calcolare circa un'ora e mezza. Le fotografie di Ferrero vanno lette con le didascalie, e la fretta non aiuta.
Il consiglio finale
Trastevere si visita di solito per i vicoli e le chiese, e quasi mai per il museo. È un errore. Las Grietas è l'occasione giusta per correggerlo: una fotografa che racconta le crepe del proprio paese in un edificio che ha conosciuto profughi, malati e bambini. Andateci in un giorno feriale, di mattina, e poi fermatevi davanti agli acquerelli di Roesler Franz. Uscirete con due idee di città, e con la voglia di tornare.
Articolo scritto dalla redazione di Tour Leader Pro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.
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