Casotto all’Ex Elettrofonica — dal 16 ottobre al 20 dicembre 2026
Casotto, la mostra collettiva curata da Marco Raparelli, apre venerdì 16 ottobre 2026 alla galleria Ex Elettrofonica, in vicolo di Sant'Onofrio 10, ai piedi del Gianicolo, e resta visitabile fino a domenica 20 dicembre 2026. L'inaugurazione è venerdì 16 ottobre dalle 18 alle 21; nei giorni successivi la galleria è aperta dal martedì al venerdì dalle 15 alle 19. Espongono nove artisti: Stanislao Di Giugno, Stefania Galegati, Monica Lundy, Alessandro Piangiamore, Federico Pietrella, Giuseppe Pietroniro, Daniele Puppi, Marco Raparelli e Andrea Salvino. La sera dell'inaugurazione, dalle 22.30, la mostra prosegue con una festa all'Alcazar di Trastevere, in via Cardinale Merry del Val 14. La galleria si raggiunge in autobus fino a piazza della Rovere, a pochi passi dal vicolo, oppure con la metro A fino a Ottaviano e una ventina di minuti a piedi attraverso Borgo. Per le condizioni di ingresso e per ogni informazione la galleria risponde al numero 06 64760163 e all'indirizzo info@exelettrofonica.com; il testo della mostra è sulla pagina ufficiale di Casotto.
Casotto all'Ex Elettrofonica in breve
Casotto è una collettiva di nove artisti italiani, curata dall'artista Marco Raparelli, che apre la stagione della galleria Ex Elettrofonica e dura due mesi, dal 16 ottobre al 20 dicembre 2026.
I dati essenziali
- Titolo: Casotto, mostra collettiva e partecipata.
- Curatela: Marco Raparelli.
- Artisti: Stanislao Di Giugno, Stefania Galegati, Monica Lundy, Alessandro Piangiamore, Federico Pietrella, Giuseppe Pietroniro, Daniele Puppi, Marco Raparelli, Andrea Salvino.
- Date: dal 16 ottobre al 20 dicembre 2026.
- Inaugurazione: venerdì 16 ottobre, dalle 18 alle 21; festa all'Alcazar dalle 22.30.
- Orari: dal martedì al venerdì, dalle 15 alle 19.
- Sede: Ex Elettrofonica, vicolo di Sant'Onofrio 10, 00165 Roma.
Attenzione agli orari
Gli orari indicati coprono i giorni feriali, dal martedì al venerdì, e il solo pomeriggio. Chi può venire soltanto nel fine settimana deve scrivere o telefonare alla galleria prima di muoversi: per il sabato e la domenica non è indicata un'apertura ordinaria. Il pomeriggio feriale, del resto, è il momento migliore per vedere una galleria di ricerca: poca gente, tempo per guardare, spesso qualcuno disponibile a raccontare le opere.
Due mesi, non una sera
A differenza di molti appuntamenti di un solo giorno che la galleria ospita durante l'anno, Casotto è una mostra lunga, che attraversa tutto l'autunno romano. Si può andare all'inaugurazione per l'atmosfera e tornare in un pomeriggio di novembre per guardare le opere con calma: è il modo migliore di viverla.
Che cosa si vede in Casotto
Casotto riunisce in una sola galleria disegno, pittura, fotografia, video, installazione e altre forme di ricerca: nove pratiche diverse che il curatore mette in relazione senza cercare un denominatore comune.
Una galleria come un casotto
Il testo della mostra parte da un'immagine: la galleria come un casotto, uno spazio temporaneo e collettivo in cui nove artisti si incontrano per costruire la fotografia di una comunità che da oltre vent'anni condivide un percorso. La galleria funziona come un dispositivo: non impone un racconto unico, mette in relazione individualità e linguaggi.
Un ritratto di gruppo
Casotto dichiara di non voler ricostruire una scena né proporre una lettura storica dell'arte italiana contemporanea. È un ritratto collettivo, una foto di gruppo in cui esperienze diverse convivono nello stesso spazio e nello stesso tempo. La storia comune emerge proprio dalla distanza fra le pratiche: quella di artisti che hanno spesso costruito da soli i propri luoghi di confronto, con occasioni di incontro, collaborazioni e progetti nati fuori dai circuiti istituzionali consolidati.
Le parole del curatore
Marco Raparelli spiega che, quando gli è stata offerta la possibilità di curare una mostra da Ex Elettrofonica, non ha avuto dubbi nell'invitare questi artisti, che ritiene meritino attenzione e riconoscimento. Nel testo ufficiale precisa che la mostra non pretende di offrire una ricognizione esaustiva sull'arte italiana dai primi anni Duemila a oggi: troppe figure fondamentali ne resterebbero escluse. Vuole piuttosto fissare nel tempo l'autoritratto di una generazione che ha fatto della collaborazione e dell'amicizia una pratica capace di produrre cultura.
Dalla galleria alla pista da ballo
Il progetto non si chiude nella galleria. La sera dell'inaugurazione, dalle 22.30, Casotto prosegue all'Alcazar di Trastevere, in via Cardinale Merry del Val 14, con una festa curata da WeLoveRadio: in consolle DJ Baro e lo stesso Marco Raparelli, che come DJ firma Cot Rock. La musica, nelle intenzioni della mostra, ne prolunga lo spirito: uno spazio aperto e condiviso in cui le relazioni costruite negli anni tornano a incontrarsi.
La nostra opinione
Le collettive generazionali rischiano sempre l'effetto annuario, un nome accanto all'altro senza una ragione. Casotto dichiara apertamente il proprio criterio, l'amicizia e il lavoro condiviso, e questa franchezza è il suo punto di forza. Non promette un canone: offre una mappa di relazioni. Per chi vuole capire come si è fatta l'arte a Roma negli ultimi vent'anni, lontano dai musei, è una mostra più utile di molte rassegne ufficiali.
Il titolo: Casotto di Sergio Citti
Il titolo della mostra richiama Casotto, il film diretto da Sergio Citti e uscito nelle sale italiane il 28 ottobre 1977: un luogo provvisorio e popolare, attraversato da una folla di storie, incontri e situazioni.
Il film
Casotto è ambientato in una grande cabina collettiva sulla spiaggia di Ostia, in una calda domenica d'agosto. La occupano, a turno o tutti insieme, una squadra femminile di pallavolo con il suo allenatore, un sacerdote inglese solitario, due amici impacciati a caccia di ragazze, due donne decise a sedurre un assicuratore bigotto, una coppia matura di amanti, due soldati di leva narcisisti e una coppia di anziani con una nipote incinta. Un acquazzone improvviso riporta tutti in città; nel casotto deserto resta solo il guardone interpretato da Ninetto Davoli.
Un cast corale
Il film ha un cast corale in cui spiccano Ugo Tognazzi, Gigi Proietti, Franco Citti e una giovanissima Jodie Foster, reduce da Taxi Driver. Per il ruolo affidato a Tognazzi era stato scelto in un primo tempo Marcello Mastroianni. Nel cast c'era anche Catherine Deneuve. Il produttore Gianfranco Piccioli raccontò nel 2010 che gli attori avevano lavorato gratis, con l'eccezione di Foster.
La doppia faccia della parola
Il titolo del film gioca sull'ambiguità di casotto: la cabina da spiaggia a uso collettivo, e insieme, nel gergo, la confusione, la situazione ingarbugliata e comica. La mostra prende la parola in entrambi i sensi: uno spazio condiviso e un po' disordinato, in cui convivono persone diverse. Il film è stato restaurato nel 2023 dalla Cineteca Nazionale e presentato al Torino Film Festival: chi vuole prepararsi alla mostra ha un'ottima ragione per rivederlo.
Chi è Marco Raparelli, curatore di Casotto
Marco Raparelli è un artista visivo romano, nato nel 1975, che lavora con il disegno, il video, l'installazione e la musica: è disegnatore, videomaker e DJ, e insegna all'Accademia di Belle Arti di Urbino.
La formazione
Dopo gli studi all'Accademia di Belle Arti di Roma, Raparelli si è specializzato in animazione video al Loughborough College of Art, in Inghilterra, e in pittura all'Académie des Beaux Arts di Bruxelles. Vive e lavora a Roma.
Un disegno senza bozze
Il suo lavoro si concentra su un disegno libero da schemi accademici, quasi istintivo: niente bozze, niente prove preliminari, e l'errore diventa parte integrante dell'opera. I suoi personaggi, fatti di una linea nera sintetica, nascono dalla vita quotidiana e si muovono fra situazioni buffe e irreali. Prendono vita anche in cortometraggi animati come Abandoned Dog del 2008, la giornata surreale di un cane abbandonato, ed Everything changes del 2010, sul cambiamento portato dallo scorrere del tempo.
Dal foglio alla parete
Nel 2006 Raparelli comincia a disegnare direttamente sui muri, con Bef Kitchen alla galleria BastArt di Bratislava. Nel 2008 realizza My Social Awareness, un disegno su un foglio lungo venti metri che cataloga con sguardo antropologico innumerevoli tipi umani. Nel 2010 dipinge alla Fondazione Giuliani di Roma The Wall, un finto foro nella parete con tanto di calcinacci a terra, e ridisegna una sala di lettura alla Nomas Foundation. Durante una residenza all'American Academy in Rome ritrae chi passa per l'accademia e allestisce i ritratti nel bar come in un'antica quadreria.
Le mostre romane
Nel 2012 Raparelli firma con Giuseppe Pietroniro, oggi fra gli artisti di Casotto, Né qui né altrove al Museo Andersen: un museo parallelo di false opere, false didascalie e falsi servizi, una riflessione ironica sullo stato dei musei. Lo stesso anno presenta L'elefante scomparso a Palazzo Baldassini, dedicato all'elefante bianco donato dal re del Portogallo a papa Leone X, partecipa a Re-Generation al Macro Testaccio e tiene all'Ex Elettrofonica la personale Look Mommy, I scribbled, legata al suo libro omonimo. Nel 2019 torna in galleria con Tutto quello che si muoveva intorno a noi era il vento e pubblica con Ex Elettrofonica e NERO il libro Human is a State of Mind. Fra le altre mostre, Dodici Stanze al Castello Colonna di Genazzano nel 2015 e La scrittura degli Echi al MAXXI.
Gli artisti di Casotto
Gli artisti di Casotto appartengono alla stessa generazione e hanno condiviso, secondo il testo della mostra, esperienze sul campo, progetti indipendenti e momenti di confronto. Alcuni di loro hanno già lavorato insieme.
Stefania Galegati
Stefania Galegati è nata a Bagnacavallo, in provincia di Ravenna, nel 1973. Ha studiato arti visive alle Accademie di Belle Arti di Bologna e di Milano con Alberto Garutti, e alla fine degli anni Novanta ha fatto parte di Via Fiuggi, un gruppo di giovani artisti che vivevano insieme a Milano. Ha esposto per la prima volta nel 1994 da Viafarini. Nel 2003 si è trasferita a New York con l'International Studio Program del PS1 MoMA, poi ha vissuto senza base fissa fra New York, Buenos Aires, la Tanzania e l'Europa. Dal 2008 vive a Palermo, dove insegna Pittura all'Accademia di Belle Arti. È cofondatrice del collettivo Isola delle Femmine Project, nato con l'obiettivo di acquistare l'isolotto al largo di Palermo, e della Palermo Summer School of Contemporary Art. Nel 2024 ha vinto il premio BPER ad ArteFiera e il tredicesimo Italian Council.
Daniele Puppi
Daniele Puppi è nato a Pordenone nel 1970 e vive a Roma da quasi trent'anni. Il suo lavoro con il video e lo spazio è stato al centro di una personale all'Accademia nazionale di San Luca, a Roma.
Giuseppe Pietroniro
Giuseppe Pietroniro ha condiviso con il curatore il progetto Né qui né altrove al Museo Andersen, nel 2012: un segno concreto della rete di collaborazioni che Casotto vuole raccontare.
Stanislao Di Giugno e gli altri
Stanislao Di Giugno e Stefania Galegati figuravano già fra i ventinove artisti del progetto There's No Place Like Home, una delle iniziative indipendenti romane degli ultimi anni. Completano il gruppo Monica Lundy, Alessandro Piangiamore, Federico Pietrella e Andrea Salvino: disegno, pittura, installazione, fotografia e video si alternano nelle sale, secondo la formula di una mostra che non cerca un linguaggio unico.
La galleria Ex Elettrofonica, sede di Casotto
Ex Elettrofonica è una galleria d'arte contemporanea inaugurata a Roma nel 2009 in vicolo di Sant'Onofrio 10, che si presenta come luogo di interazione fra arti visive e architettura.
Una linea riconoscibile
In oltre quindici anni la galleria ha lavorato soprattutto con giovani artisti italiani e stranieri, proponendo mostre pensate per dialogare con lo spazio. Gli artisti sono diversi per età, origine e linguaggio, ma condividono l'idea dell'arte come processo. I temi ricorrenti sono il paesaggio, le trasformazioni dell'ambiente, l'identità politica e sociale.
I progetti recenti
Fra gli artisti seguiti dalla galleria ci sono Agostino Iacurci, Elena Mazzi, Arianna Marcolin e Margherita Moscardini. Nel maggio 2026, durante Contemporanea, il Roma Gallery Weekend, Ex Elettrofonica ha presentato la collettiva Strutture Impermanenti; all'inizio di ottobre ha ospitato per una sera The Unsilent Fragility di Alberto Podio. Il legame con Raparelli è lungo: la galleria gli ha dedicato personali nel 2012 e nel 2019.
Perché proprio qui
Una mostra che si presenta come un casotto, uno spazio provvisorio in cui convivono presenze diverse, trova nella galleria di Sant'Onofrio la cornice adatta: un luogo raccolto, abituato a mostre che nascono per lo spazio e ne cambiano la percezione. Conviene guardare anche l'allestimento, il modo in cui nove lavori così diversi si dividono le pareti.
Intorno a Casotto: il vicolo di Sant'Onofrio e il Gianicolo
Il vicolo di Sant'Onofrio è ai piedi del Gianicolo, nel punto in cui Borgo, Trastevere e la passeggiata del colle si toccano. A pochi minuti di salita c'è il complesso di Sant'Onofrio al Gianicolo, chiesa e convento del Quattrocento.
Una delle salite più antiche
La salita di Sant'Onofrio fu aperta nel 1446 per raggiungere la chiesa, iniziata nel 1439 accanto all'eremo fondato nel 1419 da Nicola da Forca Palena, e fu lastricata nel Seicento. Le epigrafi della chiesa ricordano la strada voluta da Sisto V e la pavimentazione voluta da Clemente VIII.
La chiesa e il chiostro
La chiesa è preceduta da un sagrato erboso e da un piccolo portico con le Storie di San Girolamo del Domenichino nelle lunette. All'interno, l'abside ha affreschi con le Storie di Maria su progetto di Pinturicchio e Baldassarre Peruzzi, e nella prima cappella a sinistra si trova il monumento funebre di Torquato Tasso. Il chiostro quattrocentesco conserva le lunette con le storie di Sant'Onofrio del Cavalier d'Arpino e della sua scuola.
Verso la città
Dal complesso parte la passeggiata del Gianicolo, che porta alla terrazza sulla città e poi verso la Fontana dell'Acqua Paola. Nella direzione opposta, verso il Tevere, si arriva a Santo Spirito in Sassia e a Castel Sant'Angelo; la Basilica di San Pietro è a dieci minuti. Verso sud, via della Lungara conduce alla Villa Farnesina e all'Orto Botanico.
Come arrivare a Casotto all'Ex Elettrofonica
La galleria Ex Elettrofonica, in vicolo di Sant'Onofrio 10, si raggiunge nel modo più semplice con gli autobus che fermano a piazza della Rovere, sul lungotevere, a pochi passi dal vicolo.
In autobus
Piazza della Rovere è servita da diverse linee urbane che percorrono il lungotevere o salgono verso il Gianicolo. Per scegliere quella giusta dal proprio punto di partenza è utile il calcolatore di percorso dell'azienda dei trasporti di Roma, con destinazione vicolo di Sant'Onofrio.
In metro
La stazione più vicina è Ottaviano, sulla linea A. Si scende verso piazza Risorgimento, si attraversa Borgo lungo borgo Santo Spirito o via di Porta Castello e si arriva al lungotevere: una ventina di minuti a passo tranquillo.
A piedi
Da Trastevere basta risalire via della Lungara verso nord: un quarto d'ora di strada in piano da piazza Trilussa. Da San Pietro si scende verso il fiume per borgo Santo Spirito. In un pomeriggio d'autunno è il modo di arrivare che preferisco.
In auto
Fra lungotevere, Borgo e Gianicolo il parcheggio è difficile e i varchi della zona a traffico limitato sono vicini. Chi viene comunque in macchina trova parcheggi a pagamento nell'area di San Pietro e del Gianicolo; per una visita pomeridiana l'auto resta la soluzione meno comoda.
La festa di Casotto all'Alcazar di Trastevere
La sera del 16 ottobre, dalle 22.30, Casotto si sposta all'Alcazar, in via Cardinale Merry del Val 14, a Trastevere, per una festa curata da WeLoveRadio con DJ Baro e Marco Raparelli in consolle.
Un ex cinema
L'Alcazar è un ex cinema di Trastevere trasformato in spazio per concerti, dj set, teatro e comicità, che conserva le poltrone di velluto rosso della sala. Al piano terra ci sono il palco e il bar, al primo piano una cucina italiana e mediterranea. Una festa in un vecchio cinema è un finale coerente per una mostra che prende il titolo da un film.
Dalla galleria all'Alcazar
Fra le due sedi ci sono circa venti minuti a piedi: si scende lungo via della Lungara, si passa per piazza Trilussa e si attraversa Trastevere verso viale di Trastevere, dove si apre via Cardinale Merry del Val. Fra la chiusura della galleria alle 21 e l'inizio della festa alle 22.30 c'è il tempo giusto per una cena.
Come organizzare la visita a Casotto
Casotto si visita dal martedì al venerdì dalle 15 alle 19: un pomeriggio che si combina bene con una passeggiata sul Gianicolo e una cena fra Trastevere e Borgo.
Il pomeriggio ideale
Conviene arrivare in galleria verso le 16, restarci il tempo che serve, poi salire a Sant'Onofrio e percorrere la passeggiata del Gianicolo al tramonto. In ottobre il sole cala fra le 18.30 e le 19, a novembre e dicembre molto prima: nei mesi più corti conviene invertire l'ordine, prima il colle con la luce e poi la galleria fino alla chiusura.
Dove mangiare
Scendendo verso sud si entra a Trastevere, raccontato nella nostra guida su cosa vedere a Trastevere, con trattorie romane, pizzerie, osterie e locali di cucina di mare. Verso nord Borgo offre trattorie e ristoranti in strade più tranquille, frequentate soprattutto da chi lavora in zona. Il venerdì sera a Trastevere è sempre meglio prenotare.
Accessibilità
Per l'accesso con sedia a rotelle e per ogni esigenza particolare conviene contattare prima la galleria. Il vicolo e la salita di Sant'Onofrio hanno tratti in pendenza e selciato irregolare.
Con i bambini
Una collettiva con disegni, video e installazioni si presta a una visita con ragazzi curiosi, soprattutto se abituati a guardare fumetti e animazione: i personaggi di Raparelli, per esempio, parlano una lingua immediata. Le gallerie private sono spazi raccolti: con i più piccoli conviene scegliere un pomeriggio feriale tranquillo.
Una curiosità su Casotto all'Ex Elettrofonica — dal 16 ottobre al 20 dicembre 2026
La curiosità più gustosa di Casotto riguarda il film da cui prende il nome. Sergio Citti girò la sua commedia corale sulla spiaggia di Ostia con un cast di prima grandezza, e il produttore Gianfranco Piccioli raccontò in un'intervista del 2010 che quasi tutti gli attori avevano lavorato gratis: l'unica pagata fu Jodie Foster, allora quindicenne e reduce da Taxi Driver, chiamata quasi per scommessa e che accettò a sorpresa. Catherine Deneuve ricevette dal produttore un anello di Bulgari, che avrebbe perso durante le riprese della scena in cui schiaffeggia Gigi Proietti.
La storia di un cast di grandi nomi riunito quasi per amicizia, senza compenso, in una cabina da spiaggia, somiglia in modo curioso al progetto di Raparelli: nove artisti che si ritrovano in una piccola galleria per costruire un autoritratto collettivo, tenuti insieme da vent'anni di rapporti prima ancora che da una tesi critica. Il titolo, in questo senso, è più preciso di quanto sembri. Il film fu girato fra il litorale di Ostia, Campello sul Clitunno, il Parco della Valle del Treja e gli studi De Paolis; la mostra resta ferma in vicolo di Sant'Onofrio, ma il suo spirito, come quello del film, è quello di un luogo di passaggio in cui ciascuno porta la propria storia.
Una cosa che non ti dice nessuno su Casotto all'Ex Elettrofonica — dal 16 ottobre al 20 dicembre 2026
Quello che non si dice delle gallerie di ricerca romane è che le mostre lunghe, come Casotto, sono l'occasione migliore per entrarci senza soggezione. Durante l'inaugurazione la galleria è piena, la conversazione prevale sulle opere, e chi non conosce nessuno rischia di sentirsi fuori posto. In un pomeriggio feriale di novembre, invece, si suona il campanello, si entra, e spesso c'è qualcuno disposto a raccontare i lavori con calma. È un'esperienza molto diversa da quella di un museo, e più istruttiva.
La seconda cosa che si dice poco è che il vicolo di Sant'Onofrio è uno degli angoli meno battuti del centro, pur essendo a dieci minuti da San Pietro. I flussi turistici scorrono sul lungotevere e su via della Conciliazione e raramente salgono verso il convento dove morì Tasso. Una visita a Casotto è anche un pretesto per scoprire questo lato del Gianicolo. Meglio non limitarsi al vicolo: salite fino al sagrato di Sant'Onofrio, anche solo per affacciarvi sulla città. Dieci minuti che cambiano la percezione della zona.
Il consiglio che ti do per visitare Casotto all'Ex Elettrofonica — dal 16 ottobre al 20 dicembre 2026
Il consiglio più concreto è di andare due volte. La prima all'inaugurazione di venerdì 16 ottobre, dalle 18 alle 21, per respirare l'aria di una comunità di artisti che si ritrova, e magari proseguire alla festa dell'Alcazar dalle 22.30. La seconda in un pomeriggio feriale, dal martedì al venerdì fra le 15 e le 19, per guardare davvero le opere. Una collettiva di nove artisti con linguaggi così diversi chiede tempo: disegno e video non si leggono alla stessa velocità, e un'installazione va girata intorno.
Il secondo consiglio riguarda la preparazione. Prima di andare, guardate Casotto di Sergio Citti: novanta minuti di commedia che spiegano il titolo meglio di qualsiasi testo critico e danno la chiave dello spirito della mostra, il disordine allegro di uno spazio condiviso. Il terzo è pratico: controllate gli orari prima di muovervi, perché il fine settimana non è indicato fra i giorni di apertura ordinaria e le gallerie private possono chiudere per allestimenti o fiere. Una telefonata alla galleria evita la porta chiusa.
Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato
Che Torquato Tasso sia morto a Sant'Onofrio, a pochi passi dalla galleria, lo ricordano quasi tutte le guide; meno spesso si spiega perché fosse a Roma. Il poeta arrivò da Napoli con la promessa di papa Clemente VIII di essere incoronato poeta in Campidoglio, come era accaduto a Petrarca. La cerimonia non si tenne mai: Tasso morì nel convento il 25 aprile 1595.
Da allora Sant'Onofrio divenne meta di scrittori in viaggio. Goethe lo frequentò e ne parla nel Viaggio in Italia; Chateaubriand fu ospite del convento; Giacomo Leopardi vi salì sulle tracce di Tasso e scrisse al fratello Carlo di aver pianto sulla sua tomba, il primo e unico piacere, disse, provato a Roma. Due lapidi ricordano le visite di Goethe e Chateaubriand. È un piccolo pellegrinaggio letterario che oggi compiono in pochi. Una mostra che racconta una comunità di artisti, fatta di amicizie e di incontri, trova in questo colle di scrittori di passaggio un vicino appropriato: anche qui la cultura si è fatta per frequentazione, prima che per istituzione.
La foto giusta da fare a Casotto all'Ex Elettrofonica — dal 16 ottobre al 20 dicembre 2026
Dentro la galleria, la foto giusta non è la riproduzione di una singola opera: sono lavori da vedere dal vero, e prima di fotografare conviene chiedere. Se la galleria lo permette, la fotografia che racconta Casotto è una veduta d'insieme della sala, con i lavori di artisti diversi uno accanto all'altro: la foto di gruppo che la mostra stessa dichiara di voler essere. All'inaugurazione, la foto più vera è quella delle persone, gli artisti e gli amici che si ritrovano: il casotto del titolo, affollato e vivo.
Fuori, la foto che vale il pomeriggio si fa salendo verso Sant'Onofrio. Il sagrato erboso della chiesa, con il piccolo portico affrescato dal Domenichino, è un'inquadratura raccolta e poco conosciuta. Poco più su, dalla passeggiata del Gianicolo, la vista si apre sulla città con la cupola di San Pietro vicinissima. In ottobre la luce migliore arriva verso le 18.30; a novembre e dicembre conviene salire prima, intorno alle 16, e scendere in galleria dopo. Chi cerca il dettaglio può fotografare, sul lato opposto della strada rispetto al convento, la quercia del Tasso, secca e monumentalizzata.
Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia
La storia di questo lato del Gianicolo comincia nel 1419, quando Nicola da Forca Palena fondò un eremo acquistando il terreno con le elemosine. Nel 1437 papa Eugenio IV approvò la fondazione; nel 1439 iniziò la costruzione della chiesa di Sant'Onofrio e nel 1446 fu aperta la salita. Nel 1517 Leone X istituì la diaconia cardinalizia, elevata a titolo presbiteriale da Sisto V nel 1588, l'anno in cui la chiesa fu completata.
Il 25 aprile 1595 nel convento morì Torquato Tasso. Per il giubileo del 1600 il Cavalier d'Arpino, Vespasiano Strada e Claudio Ridolfi dipinsero le lunette del chiostro. Nei primi anni del Seicento la chiesa era frequentata da Artemisia Gentileschi. San Filippo Neri conduceva qui i suoi penitenti, e la sua congregazione vi allestì un piccolo teatro per i pii trattenimenti, ancora usato per spettacoli all'aperto.
Nel 1849, durante la difesa della Repubblica Romana, Giuseppe Garibaldi salvò la più piccola delle campane della chiesa, detta la campana del Tasso. Fra il 1865 e il 1868 fu tracciata la passeggiata del Gianicolo. Nel 1945 Pio XII assegnò il complesso all'Ordine equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme, e nel 1946 la custodia passò ai Frati francescani dell'Atonement, arrivati dagli Stati Uniti. Nel 2009, ai piedi della salita, aprì la galleria Ex Elettrofonica, che nel 2026 ospita Casotto.
Chi è passato da Casotto all'Ex Elettrofonica — dal 16 ottobre al 20 dicembre 2026
Dalla salita e dal convento di Sant'Onofrio, a pochi passi dal vicolo della galleria, sono passati alcuni dei nomi più grandi della cultura europea. Torquato Tasso vi trascorse gli ultimi giorni. Goethe frequentò il convento, Chateaubriand ne fu ospite, Leopardi vi salì per piangere sulla tomba di Tasso. Prima di loro erano passati San Filippo Neri, con le sue passeggiate spirituali, e Artemisia Gentileschi. Nel 1849 vi arrivò Garibaldi.
Nella chiesa hanno lavorato Pinturicchio, Baldassarre Peruzzi, Antoniazzo Romano, il Domenichino e il Cavalier d'Arpino; di Annibale Carracci è la Madonna di Loreto della seconda cappella a destra. Accanto al monumento di Tasso si trovano la tomba del poeta Alessandro Guidi e il monumento del cardinale Giuseppe Gasparo Mezzofanti.
Nella galleria di vicolo di Sant'Onofrio, dal 2009, sono passati artisti come Agostino Iacurci, Elena Mazzi, Arianna Marcolin, Margherita Moscardini e lo stesso Marco Raparelli, con le personali del 2012 e del 2019. Con Casotto arrivano insieme Stanislao Di Giugno, Stefania Galegati, Monica Lundy, Alessandro Piangiamore, Federico Pietrella, Giuseppe Pietroniro, Daniele Puppi e Andrea Salvino: la foto di gruppo di una generazione, scattata in una delle strade più letterarie di Roma.
Casotto e l'autunno dell'arte contemporanea a Roma
Casotto apre la stagione di Ex Elettrofonica nel momento in cui Roma riprende il ritmo delle inaugurazioni: metà ottobre è il periodo in cui gallerie e musei presentano i programmi autunnali.
Musei e gallerie
Chi vuole allargare lo sguardo sull'arte italiana degli ultimi decenni può combinare la visita a Casotto con il MAXXI, dove è in corso Tragicomica, prospettive sull'arte italiana dal secondo Novecento a oggi, e con il MACRO, il museo di arte contemporanea di Roma Capitale. Il confronto fra una grande istituzione e una piccola galleria, sugli stessi anni, è istruttivo.
La stagione
Due mesi di apertura, da metà ottobre a pochi giorni da Natale, portano Casotto attraverso l'autunno romano: le giornate ancora tiepide di ottobre, le piogge di novembre, le luci di dicembre. In una città che d'autunno si svuota dei turisti estivi, un pomeriggio in galleria e una passeggiata sul Gianicolo sono uno dei modi migliori di viverla.
Domande frequenti su Casotto
Quando si può vedere la mostra Casotto a Roma?
La mostra Casotto è aperta alla galleria Ex Elettrofonica dal 16 ottobre al 20 dicembre 2026. L'inaugurazione è venerdì 16 ottobre dalle 18 alle 21; nei giorni successivi la galleria è aperta dal martedì al venerdì, dalle 15 alle 19. Per il fine settimana conviene chiedere alla galleria.
Dove si trova la galleria Ex Elettrofonica?
La galleria Ex Elettrofonica si trova in vicolo di Sant'Onofrio 10, 00165 Roma, ai piedi del Gianicolo, vicino a piazza della Rovere. È a pochi minuti a piedi da Borgo, da Castel Sant'Angelo e, lungo via della Lungara, da Trastevere.
Quali artisti espongono in Casotto?
In Casotto espongono nove artisti: Stanislao Di Giugno, Stefania Galegati, Monica Lundy, Alessandro Piangiamore, Federico Pietrella, Giuseppe Pietroniro, Daniele Puppi, Marco Raparelli e Andrea Salvino. La mostra è curata dallo stesso Raparelli e mette insieme disegno, pittura, fotografia, video e installazione.
Perché la mostra si chiama Casotto?
Casotto prende il titolo dal film di Sergio Citti del 1977, ambientato in una cabina collettiva sulla spiaggia di Ostia. Come nel film, la galleria diventa un luogo provvisorio e condiviso, attraversato da storie diverse: il ritratto di una comunità di artisti legati da vent'anni di lavoro comune.
Che cosa succede la sera dell'inaugurazione di Casotto?
La sera dell'inaugurazione di Casotto, venerdì 16 ottobre, dopo l'apertura in galleria dalle 18 alle 21, la mostra prosegue dalle 22.30 all'Alcazar di Trastevere, in via Cardinale Merry del Val 14, con una festa curata da WeLoveRadio e con DJ Baro e Marco Raparelli in consolle.
Come si arriva all'Ex Elettrofonica con i mezzi?
L'Ex Elettrofonica si raggiunge con gli autobus che fermano a piazza della Rovere, a pochi passi dal vicolo di Sant'Onofrio. In metro si scende a Ottaviano, sulla linea A, e si prosegue a piedi per una ventina di minuti attraverso Borgo. Da Trastevere si arriva a piedi lungo via della Lungara.
Chi è Marco Raparelli?
Marco Raparelli, curatore di Casotto, è un artista romano nato nel 1975: disegnatore, videomaker e DJ, insegna all'Accademia di Belle Arti di Urbino. Si è formato a Roma, a Loughborough e a Bruxelles, e ha esposto fra l'altro al Macro, al Museo Andersen e al MAXXI.
Il consiglio finale su Casotto
Casotto è una mostra piccola per dimensioni e grande per ambizione: fissare il volto di una generazione di artisti che si è costruita da sola i propri spazi. Conviene andare all'inaugurazione per l'atmosfera, poi tornare in un pomeriggio di novembre, con il film di Citti ancora in mente, per guardare le opere una per una. E uscendo salirei a Sant'Onofrio: pochi posti a Roma raccontano meglio come l'arte nasca dagli incontri.
Articolo scritto dalla redazione di Tour Leader Pro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.
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